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Il tema del lavoro nero o irregolare si presenta sotto svariate
forme e con molte sfaccettature.
A titolo di esempio si passa da situazioni di totale
irregolarità e conseguente evasione contributiva e fiscale, a
casi in cui il rapporto è solo in parte regolarizzato, oppure
viene formalizzato con tipologie contrattuali diverse dalle
effettive modalità con le quali si svolge.
In ogni caso gli effetti prodotti da queste scelte aziendali
negligenti sono altrettanto molteplici e dannosi. Infatti alla
totale assenza di diritti per i singoli si aggiunge l’ingente
danno per il mancato pagamento di istituti di carattere
solidaristico erogati da parte degli enti assicurativi e
previdenziali quali infortunio, malattia, maternità,
disoccupazione. Il lavoro in nero produce l’assenza di coperture
previdenziali di cui si patirà in futuro.
COSA FARE:
Nella generalità dei casi l’emersione si verifica quando il
rapporto si conclude e solo più raramente allorché si verifica
un’ispezione da parte delle strutture facenti capo agli enti
interessati (INPS – INAIL – ISPETTORATO DEL LAVORO) durante lo
svolgimento del rapporto.
Accertata l’irregolarità è sicuramente opportuno rivolgersi
immediatamente all'Ufficio
vertenze CGIL
per valutare insieme quali procedure attivare per intervenire.
Il tema della prova dell’avvenuto svolgimento del rapporto è
altrettanto complesso ed è opportuno valutare caso per caso
quali percorsi attivare.
Sicuramente è necessario ricostruire con esattezza i tempi
complessivi in cui si è svolto il lavoro (dal giorno – al
giorno), le modalità esecutive (fasce orarie in cui si svolgeva
la prestazione – giorni di lavoro nell’arco della settimana), le
forme di pagamento adottate (contanti – assegni – bonifici), gli
eventuali contratti individuali sottoscritti (collaborazioni
occasionali – co.co.co. – co.co.pro.) con i quali è stato
formalizzato (anche parzialmente) il rapporto, nonché valutare
la possibilità di avvalersi di testimoni che hanno presenziato
in maniera significativa durante lo svolgimento.
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