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 Nei guai la Zoppi Costruzioni Senza lavoro 42 dipendenti

Da “La Stampa” del 2 novembre di ]GIANNI SCARPACE
PRIERO
La ditta di costruzioni ha realizzato importanti opere nel Monregalese e in Liguria. La «Zoppi srl», sede a Priero, uffici anche a Cuneo e Imperia. Nei giorni scorsi ha chiesto l’ammissione al concordato preventivo, il giudice delegato Natalia Fiorello l’ha concessa e si è aperta la procedura. Dal 1° ottobre i 42 lavoratori erano già entrati in cassa integrazione straordinaria per crisi.
Da dove arrivano le difficoltà? «Oltre alla crisi, anche da un inaspettato provvedimento di sequestro conservativo concesso negli scorsi mesi dal tribunale di Savona», dicono dalla società che fa capo all’amministratore unico Giovanni Zoppi. Si fa riferimento ad alcuni lavori a Noli e a un sequestro che ha, di fatto, immobilizzato una consistente parte del patrimonio immobiliare della società, «impedendo il proseguimento dell’attività». Il sequestro è stato chiesto e ottenuto da un condominio sopra all’area di un cantiere per l’esecuzione di autorimesse interrate, appaltate dall’impresa Zoppi: lamentano danni dai lavori eseguiti.
Va verso la chiusura un’importante realtà dell’area cebana, dopo sessant’anni nel settore delle costruzioni. Realizzati di recente, fra gli altri, i lavori di sbancamento sulla statale 28 nel Cebano, il Centro Servizi di Ceva, il cimitero di Alassio, lo stabile della Croce Rossa di Cuneo, la ristrutturazione della Cartiera di Ormea, i nuovi insediamenti industriali di Cairo. Era di 20 milioni e 700 mila il giro d’affari registrato nel 2006.
La Zoppi srl nasce con Mario Zoppi nei primi Anni ’40: con i fratelli Giuseppe, Fiorenzo e Natale, crea un’attività familiare di autotrasporto e produzione di legname. Poi acquisisce macchine operatrici all’avanguardia nel settore cave e movimento terra. Negli Anni ‘70 l’attività imprenditoriale prosegue con l’ingresso nel settore lapideo e negli Anni ‘90 (con il partnerariato del Gruppo Italcementi diventa una delle principali realtà nazionali) intraprende una nuova via, riattivando la cava del marmo nero di Ormea. Dopo pochi anni realizza a Priero un complesso industriale di produzione, lavorazione e commercio di marmi, pietre e graniti. Il concordato richiesto al tribunale di Mondovì non vede coinvolta quest’ultima attività, svolta dalla «Zoppi Marmi srl» che occupa, oltre ai collaboratori esterni, 15 dipendenti negli stabilimenti di Priero, Cuneo e Varazze.

 

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