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MONDOVÌ.
ASSEMBLEA-SCIOPERO DAVANTI ALLA VALEO
“Niente trattenute sindacali per quanti non sono iscritti”
Da “La Stampa” del 13
ottobre di GIANNI SCARPACE
MONDOVÌ
«Attenti: per il silenzio assenso, se i lavoratori non iscritti ai
sindacati non restituiscono il modulo che rifiuta la trattenuta
destinata ai sindacati pagheranno 30 euro per il servizio di tutela
reso da Fim e Uilm. Quelli che hanno firmato l’accordo separato, che
cancella di fatto il contratto nazionale». Lo ha detto ieri, a Mondovì,
di fronte ai cancelli della Valeo, Pietro Passarino, della segreteria
regionale Fiom.
Ha partecipato all’assemblea-sciopero di un’ora e mezza un centinaio
di dipendenti, che hanno ascoltato le puntualizzazioni della
Federazione impiegati operai metallurgici. Dal punto di vista
aziendale, oggi, la sede della multinazionale dell’indotto auto
registra notizie positive: la produzione è a pieno ritmo, l’azienda ha
investito in una linea 3,5 milioni di euro per produrre il volàno di
auto Mercedes e Audi. Sono stati assunti di recente lavoratori con
contratto a tempo determinato. Ma la questione discussa ieri è
un’altra.
«Nell’accordo separato sul contratto nazionale del 15 ottobre 2009 -
ha detto Passarino -, Fim e Uilm hanno inserito un capitolo che
prevede l’inserimento in busta paga, ai lavoratori non iscritti al
loro sindacato, di un modulo per sottoscrivere una quota associativa
straordinaria di 30 euro. La Fiom ritiene non accettabile l’adesione a
questa richiesta». Contestate le modalità e il merito. Nella bacheca
sindacale della Valeo c’è un’informativa sulla trattenuta: se non si
restituisce il modulo (entro il 15 dicembre) con la dicitura che non
lo autorizza, i 30 euro vengono automaticamente prelevati dalla busta
paga. «Una beffa - sottolinea Passarino -. Fim e Uilm hanno
sottoscritto un accordo separato senza consultare i lavoratori e oggi
agli stessi chiedono pure un contributo economico».
Immediata la replica di Bruno Gosmar, segretario generale provinciale
Uilm: «Da sempre, quando si rinnovano i contratti di lavoro, Fiom, Fim
e Uilm hanno chiesto un contributo e da sempre i lavoratori non
iscritti ai sindacati hanno facoltà di dire sì o no alle quote. Non è
una novità: prima si versava alle tre realtà sindacali, oggi a due.
perché la Fiom non ha sottoscritto il contratto nazionale». Giorgio
Ciravegna, segreteria provinciale Fim Cisl: «Mi sembra una questione
sterile e mi stupisco venga sollevata. Questo contributo c’è da sempre
e c’è la libertà di non aderire: i problemi sono ben altri».
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Sciopero alla
“Valeo” e dimissioni delle Rsu
Da “La Stampa” del 31
luglio
Questa volta lo
sciopero ha una matrice diversa. La volontà di incrociare le braccia
arriva direttamente dai dipendenti (impiegati e operai), senza il
filtro di organizzazioni sindacali: tre giorni di sciopero, da
mercoledì a oggi, un’ora e mezza all’uscita di ogni turno alla Valeo
(multinazionale del settore metalmeccanico) di Mondovì.
«Non è un problema di commesse, di fatturato o di futuro del posto di
lavoro, anche se stiamo vivendo la realtà della cassa integrazione -
dicono i dipendenti –. Ci sentiamo presi in giro come persone, non
solo come lavoratori, e questo è inaccettabile». A rafforzare l’idea
di una «gestione difficile» dei rapporti tra dirigenza e lavoratori, è
la notizia che cinque rappresentanti sindacali interni della Fiom e
uno della Fim hanno rimesso le deleghe, in attesa della prossima
assemblea. È la prima volta, nel corso dell’anno, che i lavoratori
incrociano le braccia (bloccando i Tir in ingresso e uscita) di fronte
ai cancelli di corso Francia 4. Luigi Civalleri, Rsu della Fiom: «I
primi problemi sono cominciati con la distribuzione delle ore di cassa
integrazione – dice il rappresentante sindacale –. Ci sono state
sperequazioni perché alcuni lavoratori erano spesso in cassa, altri
mai. Nei giorni scorsi la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Dopo
settimane di trattative sul cosiddetto “terzo super” (remunerazioni
supplementari previste dai contratti nazionali per lavoratori con
oltre 10 anni di attività e altre voci per i turnisti), i dirigenti
aziendali hanno trovato mille scuse per non arrivare alla definizione
dell’accordo. Una volta steso il testo concordato a Confindustria
Cuneo, i manager hanno messo in campo una serie di cavilli, rimandando
tutto a settembre». Si parla di cifre che vanno dai 35 euro mensili di
integrazione ai 700 euro per 5 anni. «A quel punto – aggiunge
Civalleri – noi rappresentanti sindacali abbiamo rimesso il mandato
nelle mani dei lavoratori: forse, in passato, siamo stati troppo
“morbidi”. La risposta dei lavoratori è stata l’agitazione davanti ai
cancelli».
Inutili i tentativi di contattare l’ufficio personale dell’azienda,
non è stato possibile parlare con il responsabile ed ascoltare le
ragioni dei dirigenti. La Valeo è un’azienda storica della città,
creata nel 1964 a Mondovì per produrre frizioni per auto in tutto il
mondo. Per restare sul mercato ha puntato poi su prodotti diversi, ad
elevato contenuto tecnologico. Ad esempio i comandi idraulici o il Dva
(doppio volano ammortizzato, un meccanismo utile ai motori diesel).
Tra il ’96 e il 2004 il ramo produttivo delle frizioni, primo prodotto
storico monregalese, è stato trasferito in Turchia (stessa sorte per i
tubi idraulici).
Rimane a Mondovì il «Gran Turismo», fiore all’occhiello dell’azienda
perché fabbricato per Ferrari, Maserati, Aston Martin, Lamborghini.
Pina Mosca, della Fiom: «I lavoratori della Valeo si sono sempre
dimostrati molto responsabili, non meritano questo trattamento e hanno
Rsu capaci. Spero che a settembre si chiuda questa brutta pagina
sindacale».
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Valeo: “Distribuiscano meglio gli ammortizzatori sociali”
Da “La Stampa” del 5
marzo
«Ad appesantire il
clima di crisi inevitabile per chiunque lavori in un settore legato
all’auto, c’è l’atteggiamento dell’azienda che usa sistemi non equi
nella distribuzione della cassa integrazione fra i lavoratori». La
protesta è di Luigi Civalleri, Rsu della Fiom che ieri mattina ha
chiesto ed ottenuto un incontro con il sindaco di Mondovì, Stefano
Viglione, sollecitando un intervento del primo cittadino.
Alla «Valeo» la cassa integrazione da inizio anno interessa 200 dei
400 dipendenti. «La situazione non è semplice - spiega Civalleri -: da
settembre ad oggi si sono persi più di settanta posti di lavoro tra
interinali e mobilità legata al pensionamento. In questo contesto
l’azienda sta procedendo al trasferimento in Turchia, previsto entro
il 30 marzo, di un intero reparto produttivo: i tubi idraulici, che
riguarda trenta lavoratori. La motivazione del “trasloco” sono i costi
minori. Durante incontri tra la direzione e le rappresentanze
sindacali le risposte alle richieste di un posticipo del trasferimento
produttivo sono sempre state negative. Ma l’aspetto più grave riguarda
la gestione della cassa: c’è chi lavora solo qualche giorno alla
settimana e chi resta quasi sempre a casa per un mese intero, con
sperequazioni economiche notevoli». «Confermiamo - dice Pina Mosca,
della Fiom provinciale -. Siamo preoccupati per il tipo di gestione
aziendale di un evento già straordinario come la cassa integrazione».
Intanto, sempre a Mondovì, sono stati confermati i 38 esuberi alla Ge
Money di Pogliola, in base a un accordo accettato dai lavoratori, che
non sciopereranno. \
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MONDOVI’. IERI
Valeo, presidio e 2 ore
sciopero
Da “La Stampa” del 15
luglio
Dalle 7 alle 9 di
ieri un centinaio operai ed impiegati della Valeo hanno presidiato i
cancelli, per esprimere pacificamente il loro disaccordo con
l’azienda. Due ore per ogni turno nello stabilimento di corso Francia
4, a Mondovì, dove non ci sono stati problemi di ordine pubblico, come
hanno constatato i carabinieri. Al centro della rivendicazione, la
ridiscussione del contratto aziendale.
«Sul campo ci sono obiettivi – hanno spiegato alcuni rappresentanti
sindacali – che stiamo discutendo con la direzione da sei mesi». Fra
gli argomenti del dibattito, soprattutto il premio di risultato. «Da
gennaio – continuano i sindacalisti – abbiamo intavolato la
discussione, ma l’azienda continua a non dare risposte convincenti
alle nostre richieste. Così non ci rimane che lo sciopero». Alcuni
camion, in corso Francia, hanno atteso che la manifestazione
terminasse. Poi, sotto il controllo dei carabinieri, i mezzi pesanti
sono entrati nel cortile della Valeo.
L’azienda metalmeccanica monregalese conta circa 420 dipendenti con
contratto a tempo indeterminato e una cinquantina di lavoratori
interinali. Per questi ultimi le confederazioni (Fim, Fiom e Uilm)
chiedono da tempo una riduzione del numero, trasformando quei
contratti in altre forme. Alla Valeo rimane aperta una procedura di
mobilità che si chiuderà solo nel gennaio 2009. Ai sindacati la
multinazionale ha spiegato questa esigenza con la riorganizzazione dei
reparti in seguito a nuove produzioni. «Sono richieste a cui l’azienda
deve dare una risposta» spiega Franco Giordano della Cgil.
Nei giorni scorsi è stato invece firmato l’accordo sindacale per
alcuni aspetti che riguardano ambiente e sicurezza alle Fonderie
industriali Mondovì. La Fim conta 40 dipendenti. \
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Mondovì
Un’ora di sciopero alla
«Valeo»
Da “La Stampa” del 24
giugno
Gli operai «Valeo» di
Mondovì, ieri, hanno scioperato un’ora per turno. «Siamo nell’ambito
della discussione del contratto aziendale - dicono i sindacati -, ci
sono obiettivi che stiamo discutendo con la direzione». Tra gli
argomenti, il premio di risultato, le prospettive dello stabilimento,
alcuni aspetti della normativa sulla sicurezza, la retribuzione dei
permessi e il riconoscimento delle professionalità. L’azienda
metalmeccanica monregalese conta 420 dipendenti con contratto a tempo
indeterminato e una cinquantina di lavoratori interinali. Per questi
ultimi i rappresentanti Fim, Fiom e Uilm chiedono una riduzione del
numero trasformando quei contratti in altre forme. Alla «Valeo» resta
aperta una procedura di mobilità (si chiuderà a gennaio 2009). \
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Contratto Valeo domani
l’incontro
Da “La Stampa” del 13 maggio
Domattina, alle 9, nella sede della Confindustria di Cuneo, si terrà
il terzo incontro tra forze sindacali e dirigenti per la vertenza sul
rinnovo del contratto aziendale alla Valeo di Mondovì. L’azienda
metalmeccanica monregalese conta circa 420 dipendenti con contratto a
tempo indeterminato e una cinquantina di interinali. Per questi ultimi
le confederazioni (Fim, Fiom e Uilm) chiedono da tempo una riduzione
del numero, trasformando quei contratti in altre forme.
Franco Giordano: «Si discuterà anche sul
premio di risultato, il meccanismo di recupero della differenza
salariale tra dipendenti anziani e giovani». Alla Valeo rimane aperta
una procedura di mobilità che si chiuderà a gennaio 2009. Ai sindacati
la multinazionale ha spiegato l’esigenza con la riorganizzazione dei
reparti in seguito a nuove produzioni. «Nei mesi scorsi - aggiunge
Giordano - abbiamo raggiunto un accordo di massima con i vertici
aziendali: saranno interessati dalla mobilità solo i lavoratori vicini
alla pensione». Vertenze anche alle Fonderie Industriali Mondovì (40
dipendenti tra operai e impiegati) per alcuni aspetti che riguardano
ambiente e sicurezza.
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