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PROTESTA. SABATO 26 A SALUZZO
“Scendiamo in
piazza per difendere dai tagli le nostre linee Fs”
L’amministrazione
organizza una manifestazione di tutto il territorio
da "La Stampa" del
3 maggio 2012[A. G.]
Nella lettera inviata a tutti i sindaci del territorio viene chiamato
«presidio». In realtà, l’amministrazione civica di Saluzzo sta
preparando una grande manifestazione di piazza a difesa della stazione
dei treni e delle linee per Savigliano e Cuneo. Sarà sabato 26 maggio,
alle 10, di fronte allo scalo Fs.
«Nel programma triennale della Regione – spiega l’assessore Mauro
Calderoni – le tratte da e per Saluzzo sono soppresse e sostituite da
bus. A questo non ci stiamo».
Le «manovre» della giunta Allemano sono su due piani distinti: quello
istituzionale seguito dallo stesso sindaco e quello politico di cui si
occupano altri della maggioranza.
«Abbiamo inviato una lettera ufficiale ai 36 sindaci della Consulta
del Saluzzese e a quelli di Savigliano e Busca – dice il primo
cittadino – per invitare tutti, amministratori e cittadini del
territorio, alla manifestazione del 26. Siamo contrari ai tagli
lineari e favorevoli a una razionalizzazione. La ferrovia
Saluzzo-Savigliano-Cuneo è vitale per la sicurezza e la qualità di
questi territori. Le aree montane non possono tollerare ulteriori
tagli nei servizi da parte di chi ragiona solo in termini di
redditività, ignorando la socialità».
La campagna pubblica a difesa della Stazione era stata intrapresa
anche dai ragazzi di «Generazione futuro» di Saluzzo, che nelle scorse
settimane hanno raccolto con gazebi in piazza oltre 1000 firme.
«La battaglia dal punto di vista politico – prosegue Calderoni –
prevede il coinvolgimento di tutte le forze del territorio. Sabato
mattina allestiremo un banchetto informativo in centro dove ci saranno
esponenti dei partiti che hanno già dato l’ok, tutti insieme e senza
bandiere. Oltre a Generazione futuro e al Pd ci saranno anche
esponenti del Pdl, dell’Udc e di Sel, ma contiamo di avere altre
adesioni a breve. La battaglia deve essere unitaria poiché, in caso di
soppressione dei treni, a pagare sarà l’intero territorio saluzzese, a
prescindere dai giochi di partito e di schieramento. I tagli sono alle
porte: l’isolamento dell’Antico marchesato è un progetto che marcia a
tappe forzate. Non c’è tempo da perdere e speriamo che tutti
aderiscano a questa mobilitazione».
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“No ai tagli delle linee dei treni Siamo pronti alla battaglia”
Sindaci: “Bus al posto dei convogli?
La gente andrà in auto con aumento del traffico”
Da “La Stampa” del 8 aprile di ALBERTO
PRIERI E MURIEL BRIA
Un
impoverimento del territorio, ci batteremo per evitarlo». Così i
sindaci delle città interessate dalle linee ferroviarie che saranno
soppresse con l’orario invernale. Tra pochi giorni, la Regione
annuncerà ufficialmente che sulle tratte AlbaAsti, Alba-Alessandria
(via Castagnole), Ceva-Ormea, CuneoMondovì e Cuneo-Saluzzo-Savigliano
non viaggeranno più treni (alti costi, pochi passeggeri), sostituiti
da pullman.
Sulle ultime due, è già attivo un servizio autobus di linea.
«Aggiungerne un altro non ha senso - commenta Alberto Valmaggia,
sindaco di Cuneo -. Piuttosto andrebbe privilegiata la rotaia e
sfruttato il collegamento su gomma nelle vallate e dove i binari non
arrivano, cambiando i percorsi rispetto a quelli del treno, per
servire meglio i paesi. Presto convocheremo una riunione tra tutti i
sindaci per affrontare insieme il problema».
A Saluzzo, il sindaco Paolo Allemano in un documento esprime la sua
contrarietà e questa posizione sarà condivisa da tutti gli altri primi
cittadini del Saluzzese nell’incontro del 16 aprile. «Senza treni, la
gente prenderà l’auto, altro che bus, e la strada tra Saluzzo e
Savigliano sarà ancora più trafficata e pericolosa - protesta Allemano
-. Togliere tutti i treni su questa linea non ha senso, almeno si
dovranno mantenere le corse per i pendolari».
«Spesso in Italia si operano tagli interpretando i numeri a proprio
comodo - dichiara Sergio Soave, sindaco di Savigliano -. Se è vero che
la nostra città avrà comunque buoni collegamenti ferroviari con Torino
e Cuneo, faremo di tutto per mantenere quello storico con Saluzzo, per
il quale non capiamo quali siano i criteri che abbiano portato alla
cancellazione».Stefano Viglione, sindaco di Mondovì, conferma come a
più riprese abbia già segnalato insieme ai colleghi di Cuneo, Pianfei
e Margarita l’opposizione alla cancellazione dei convogli sulla tratta
MondovìCuneo. «È una scelta miope e sbagliata, tanto più alla luce
degli investimenti fatti negli ultimi anni per mantenere in funzione
la linea - ribadisce Viglione -. I criteri economici alla base della
soppressione non esprimono l’effettiva utilità del collegamento:
lotteremo affinchè prosegua il servizio, sfruttato da tanti lavoratori
e studenti».
Allo stesso modo Maurizio Marello, sindaco di Alba, promette
battaglia: «La città già patisce comunicazioni molto difficili con il
resto del Piemonte, non solo su rotaia, e nei tavoli tecnici cui
avevamo partecipato non ci erano stati preannunciati soppressioni. Di
fatto, i treni verso Alessandria non viaggiano da tempo perchè ancora
non è stata messa in sicurezza la galleria tra Alba e Barbaresco, per
cui Trenitalia ha preventivato una spesa da 10 milioni: forse questa è
la via più facile per evitare i lavori».
In Val Tanaro, la delusione per la scomparsa del treno tra Ceva e
Ormea è ancora maggiore perché vede andare in fumo tutto il lavoro e
le speranze di amministratori e comitati di cittadini nati per
difenderlo. «Noi sindaci della valle siamo uniti e continueremoa
cercare un dialogo con la Regione per tentare di salvare la linea»
dice Renato Chiesa, sindaco di Garessio.
Alfredo Vizio, primo cittadino di Ceva, ha già chiesto un incontro con
l’assessore regionale ai Trasporti Barbara Bonino, ma senza avere
risposta. «Non c’è attenzione alle esigenze della Val Tanaro -
aggiunge Luciano Sciandra, sindaco a Priola -. Al di là della Tav e
dei tanti problemi che deve affrontare, la Regione potrebbe trovare
mezz’ora da dedicarci». Gianfranco Benzo, sindaco di Ormea: «A quanto
ne so, l’accordo di programma, valido fino al 2013, non prevede la
soppressione della Ceva-Ormea. La decisione della Regione, se
confermata, mi sembra contraddittoria: possiamo dimostrare
all’assessore Bonino che si possono ridurre i costi mantenendo il
treno, al contrario si impoverisce un territoriogià depresso».
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da "www.targatocn.it" del 6
aprile
In Piemonte arrivano i treni nuovi, due
nuovi Vivalto. I nuovi treni sono il primo segnale tangibile di quel
miliardo e 250 milioni di euro di investimenti in treni stanziati da
Trenitalia nel 2009 a favore della nostra regione.
Ma da dicembre, di contro, spariranno 80 corse al giorno: si taglierà
dove ci sono pochi passeggeri e le linee sono in perdita. A finire
sotto la scure dodici linee regionali, di cui diverse interessano la
nostra provincia: Alba-Asti, Alba-Alessandria,
Cuneo-Mondovì, Cuneo-Saluzzo-Savigliano, Ceva-Ormea).
I treni verranno sostituiti da corse in
autobus. Saranno tagliate tutte le linee in cui il ricavo rappresenta
meno dell'8 per cento del costo di mantenimento del servizio. Ci sono
linee, in alcune ore del giorno, in cui ogni passeggero costa alle
casse pubbliche tra i 29 mila e i 30 mila euro.
E' sul piede di guerra UNCEM
Piemonte. Il suo presidente, Lido Riba afferma: "Ancora
una volta una serie di scelte politiche centraliste e incapaci
di riconoscere la specificità della morfologia piemontese, vanno
drammaticamente a eliminare servizi storici come le linee ferroviarie
che attraversano molti Comuni alpini e appenninici. È assurdo e da
condannare il comportamento di chi avvalla le scelte di aziende come
Trenitalia e di molti politici che considerano le tratte da sopprimere
dei rami secchi. Non si accorgono che quei servizi sono invece tra i
pochi segnali di vitalità delle vallate, in molti casi vettore di
turismo, ma soprattutto il naturale mezzo di trasporto scelto da
tanti pendolari".
Trenitalia disconosce così, solo per
il Piemonte, 300mila persone interessate dall'eliminazione delle
linee.
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Oggi sciopero dei ferrovieri contro i tagli della Regione
Da “La Stampa” del
4 aprile di
[MT. B.]
Ventiquattr’ore di sciopero dei ferrovieri in Piemonte e Valle
d’Aosta. Lo «stop», iniziato alle 21 di ieri, continuerà fino alle 21
di oggi, con probabili disagi per i pendolari e cancellazioni di
convogli nella rete ferroviaria della «Granda». La mobilitazione è
stata indetta dalle segreterie regionali di Filt, Fit, Uilt, Orsa-Fast
e Ugl.
«I lavoratori protestano contro i gravi tagli regionali, che nel
Cuneese colpiranno soprattutto le linee Cuneo-Mondovì, CuneoSaluzzo,
Ceva-Ormea, e diversi convogli della CuneoTorino e Fossano-Savona -
spiegano i segretari provinciali dei sindacati trasporti Luca Bosio (Cisl),
Luca Iacomino (Cgil) ed Enrico Vesce (Uil) -. In queste tratte è
prevista un’elevata percentuale di adesione allo sciopero, che
potrebbe comportare il blocco totale della circolazione dei treni».
Fra gli altri motivi della mobilitazione, «il mancato rispetto, da
parte di Trenitalia regionale, degli accordi sottoscritti a livello
nazionale - osservano ancora i rappresentanti dei sindacati - e
sull’organizzazione del lavoro, in particolare sui turni del personale
e delle macchine viaggianti».
Trenitalia ha comunicato che «i treni a lunga percorrenza circoleranno
regolarmente e per i convogli regionali saranno garantiti servizi
essenziali, assicurati per legge nelle fasce orarie più frequentate
dai pendolari: dalle 6 alle 9 del mattino, dalle 18 alle 21 la sera».
In queste fasce orarie, al posto dei convogli soppressi, dovrebbero
funzionare i bus sostitutivi.
«Modifiche alla circolazione saranno possibili anche prima e dopo la
fine dello sciopero - precisano ancora da Trenitalia - e potranno
interessare anche le corse dirette o provenienti da regioni
limitrofe».
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Sciopero di 24 ore del personale Trenitalia di Piemonte e Valle
d'Aosta
fa "www.targatocn.it"
del 3 aprile 2012
Dalle 21 di oggi 3 aprile fino alle 21 di
domani 4 aprile possibili disagi per chi deve viaggiare in treno in
quanto le segreterie regionali FILT-FIT-UILT-ORSA-FAST-UGL Piemonte
hanno proclamato uno sciopero regionale del personale Trenitalia di
Piemonte e Valle d'Aosta.
I treni nazionali (AV e lunga percorrenza)
circoleranno regolarmente mentre, per i treni regionali, saranno
garantiti i servizi essenziali assicurati per legge nelle fasce orarie
più frequentate dai viaggiatori pendolari nei giorni feriali
(6.00-9.00 e 18.00-21.00).
Modifiche alla circolazione saranno
possibili anche prima e dopo la fine dello sciopero e potranno
interessare anche corse dirette o provenienti da regioni limitrofe.
Informazioni saranno disponibili nelle
biglietterie e negli uffici assistenza delle principali stazioni
ferroviarie, oltre che attraverso i new media del Gruppo FS
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“Risorse ridotte del 15 per cento Si perderanno 50 posti di lavoro”
[L. B.]
Ancora emergenza per il trasporto pubblico su gomma nella Granda: da
gennaio -15% di risorse trasferite (rispetto al 2009). Significa 50
posti di lavoro in meno, corse «saltate», riduzione della rete.
Sindacati e consorzio Granda Bus (18 aziende che gestiscono gli
appalti di Cuneo e Provincia) protestano. Il presidente del Consorzio,
Clemente Galleano, ha scritto alla Regione: a causa nei ritardi dei
rimborsi pubblici, sono a rischio le tredicesime. I sindacati
trasporti di Cgil, Cisl e Uil hanno indetto un’assemblea lunedì a
Fossano. A livello nazionale ci saranno 24 ore di sciopero generale
dei trasporti pubblici (anche i treni) giovedì 15 e venerdì 16
dicembre.
Guido Lerda, assessore di Cuneo alla Mobilità (il capoluogo gestisce
l’appalto per Cuneo e hinterland, 2,6 milioni di km l’anno): «Non ci
sono certezze sulle risorse aggiuntive legate all’aumento delle accise
dei carburanti (il rincaro è scattato ieri, ndr). Anche la Regione non
ci ha dato indicazioni. La prossima settimana incontrerò i sindacati.
Il Comune ha anticipato i soldi per i rimborsi chilometrici, per non
compromettere tredicesime e stipendi di dicembre».
L’assessore provinciale Roberto Russo (la Provincia cura l’appalto del
resto della Granda, oltre 10 milioni di km l'anno): «Per ora c’è
un’unica novità: da lunedì la Provincia gestirà le corse sostitutive
dei treni, 900 mila km in più l’anno. Avremo la competenza totale sul
trasporto pubblico su gomma». I tagli, è stato assicurato, non
riguarderanno le corse degli studenti.
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Firmato l'accordo
quadro territoriale su tassazione agevolata straordinari e
incrementi di produttività
Da
www.targatocn.it del 3 maggio 2011
E’
stato firmato ieri presso la sede di ASTRACUNEO-associazione
trasportatori , tra ASTRACUNEO e le OO.SS provinciali
dell’autotrasporto FIT-CISL, FILT-CGIL e UIL-UILT l’accordo quadro
territoriale sulla tassazione agevolata di straordinari e incrementi
di produttività. Tale accordo recepisce a vantaggio di tutti i
lavoratori dipendenti in forza presso aziende associate ad ASTRACUNEO,
le disposizioni previste dalle legge 122/2010 e successive
modificazioni in tema di tassazione agevolata.
In
altre parole grazie a questa intesa i lavoratori dipendenti
pagheranno, sulle componenti accessorie della retribuzione corrisposte
nel 2011 in relazione ad incrementi di produttività (straordinari,
turni, lavoro domenicale e festivo), una aliquota forfettaria del 10%
sicuramente vantaggiosa rispetto alle aliquote ordinarie IRFEF.
Positivi i commenti del Segretario ASTRACUNEO Guido Rossi e di
Luca Bosio Presidente dell’”Osservatorio dei Trasporti e della
Logistica della provincia di Cuneo” e segretario provinciale della
FIT-CISL. “Uno strumento a favore dei lavoratori che consentirà, in
questo difficile momento economico, una diminuzione del carico fiscale
sulle buste paga", afferma il Presidente Bosio.
“Un’opportunità raccolta dal mondo delle imprese aderenti al
sistema ASTRA, per venire incontro alle esigenze dei propri
collaboratori”, conferma il Segretario Rossi.
Gli
uffici ASTRACUNEO di Via della Motorizzazione 11 a Cuneo per quanto
riguarda le imprese e gli uffici delle OO.SS. di Piazzale della
Liberta 12 a Cuneo per i lavoratori dipendenti sono a disposizione di
chiunque necessitasse di chiarimenti in merito.
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Trasporti: nessun taglio imminente a corse e personale in provincia di
Cuneo
Da
www.targatocn.it del 27 dicembre 2010 di Francesca Aimo
La
scorsa settimana in un incontro tra sigle sindacali, presso la “Sala
Falco” del Centro Incontri della Provincia a Cuneo, sono state
scongiurate, o momentaneamente accantonate, le ipotesi più drastiche
circa le conseguenze a cui andava incontro il trasporto pubblico in
seguito ai tagli previsti dalla finanziaria. La Fit Cisl, la Filt Cgil,
e la Uil trasporti durante l’assemblea cittadina hanno rassicurato che
sulla nostra provincia non si abbatteranno tagli del 14 o 15%, pari a
1.800.000 di chilometri di corse ed una diminuzione di personale
quantificabile dai 40 ai 50 autisti, anche se bisognerà vigilare nei
prossimi mesi. “Con la conferenza Stato-Regioni – spiega
Enrico Vesce della Uil trasporti- dei 4,5 miliardi di euro
tagliati, 3,3 sono stati reintrodotti. Ora saranno necessari dei
decreti ad hoc per utilizzare i fondi nel trasporto pubblico locale.
La Regione Piemonte ha detto che per ora i prezzi dei biglietti non si
toccano, ma nulla è escluso perché 1,1 miliardi di euro da qualche
parte si deve far uscire. È scongiurata la riduzione pari a 1.800.000
di chilometri di corse, ma di certo vi sarà una razionalizzazione”.
E, in provincia di Cuneo, l’accordo con Granda Bus, in cui operano
oltre 20 aziende, va proprio nella direzione della razionalizzazione
delle corse.
Il
trasporto ferroviario è stato un altro argomento all’ordine del giorno
tra le sigle sindacali. Fino al 2016 i lavori appaltati rimangono in
capo a Fs, a gennaio 2011 la Regione Piemonte farà una gara d’appalto
che andrà a concretizzarsi con i lavori che partiranno nel 2016. Prima
del 2013 non circoleranno nuovi mezzi in Piemonte, ma saranno rifatti
solamente i sedili di alcune carrozze.
Per
quanto riguarda i pedaggi autostradali, che notoriamente aumentano
ogni inizio anno, non sembrano esserci imminenti aumenti in vista
sulla Torino-Savona dove si attendono direttive dall’Anas, società che
negli ultimi mesi si è vista bloccare dal Tar Del Lazio e del Piemonte
il via libera agli aumenti decisi con la scorsa manovra economica.
Secondo quanto riportato da fonti stampa i rincari potrebbero non
comparire fino al 30 aprile 2011.
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Trasporto pubblico in sciopero lunedì
7 a Cuneo e conurbazione
da “La Guida” del 5 luglio
-
Lunedi 7 luglio il trasporto pubblico scende in sciopero nel Comune di
Cuneo e in tutta la conurbazione. A causa di uno sciopero nazionale
di 24 ore indetto
dai sindacati di settore, il servizio sarà garantito esclusivamente
in alcune fasce orarie di garanzia, indicativamente dalle ore 6,30
aile 9,30 e dalle 11,30 aile 14,30. I disservizi riguarderanno anche
le iinee della conurbazione e quelle extraurbane, con fasce di
garanzia leggermente diverse: indicativamente dalle 5 aile 8,30 e
dalle 12 aile 14,30.
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Bus: aumento tariffe, ma trasporti scolastici più convenienti
da “La Guida” del 5 luglio
Cuneo -
(fv).
A partire da martedi 1° luglio sono
aumentati i prezzi dei biglietti per le corse in fascia urbana: la
corsa singola è passa-ta da 0,85 a un euro (se pagata a bordo costa 1,,50
eu-ro); il biglietto a tempo per-90 minuti ora costa 1,10 eu-ro invece
di un euro; il blocco da 40 corse è salito da 24 a 26 euro. Lieve
aumento anche per gli abbonamenti mensili e del servizio a chia-mata,
che per un solo passeggero costa 2,50 euro, mentre per due o più
persone trasportate 1,50. Sono aumentati da uno a 1,50 eu-ro le corse
da Cuneo a Cinelandia di Borgo San Dalmazzo, cioè quelle
della linea 19, attiva il sabato e nei giorni festivi, e il servizio
a chiamata delle Basse di Stura.
Nessun aumento di spesa, invece, per
chi utilizza il servizio nelle fasce 2 e 3: sono rimasti invariati i
costi di biglietti e blocchi multicorse (già adeguati nell'ottobre
2007); c 'è solo qualche ritocco agli abbonamenti.
- "Abbiamo cercato di ridurre l'impatto sulle famiglie
cuneesi - spiega l'assessore all'ambiente e mobilità,
Guido Lerda - incentivando il ricorso aile varie forme di abbonamento.
Dall'ottobre 2007 sono stati, per esempio, introdotti nuovi
abbonamenti annuali per i cittadini, il cui importo rimane
invariato, 255 euro per la fa-scia 1, 320 per la fascia 2 e 385 per la
fascia 3. Un'ulteriore agevolazione per chi utilizza i
mezzi pubblici deriva dalla legge finanziaria 2008, che prevede la
possibilità di una detrazione di imposta pari al 19% della spesa
(massimo 250 euro l'anno per nucleo famigliare) per abbonamenti di
qualsiasi tipo al trasporto pubblico locale. È quindi importante
conservare gli abbonamenti e relative ricevute di pagamento".
Trasporto studenti
Il nuovo abbonamento per il trasporto
studenti per l'an-no scolastico 2008/2009, sarà in distribuzione da
lunedi 25 agosto fino al 12 settembre. Le tessere per gli studenti
delle scuole dell'obbligo (dalle scuole materne fino alla prima
superiore) verranno rilasciate presso l'Ufficio comunale trasporti
(piazza Torino 1), mentre quelle per gli studenti dalla seconda
superiore in poi e dell'università presso la dit-ta di trasporto
Consorzio Granda Bus, via Bisalta 60, Borgo San Giuseppe (tel. 800
338171). La tessera per il trasporto scolastiço sarà valida per l'utilizzo
degli autobus all'interno del Comune di Cuneo tutti i giorni, festivi
compresi, dal 1 ° settembre 2008 fino al 20 giugno 2009.
Per quanto riguarda le tarife, è stato
raggiunto un accordo tra il Comune e le segreterie provinciale di
C-gil, Cisl e Uil, che prevede un incremento e l'estensione delle fase
di agevolazione, in relazione all'indicatore Isee delle famiglie (lo
stesso 'accordo è valido per il servizio di ristorazione scolastica).
Con un Isee inferiore a 7.500 euro si
rientra nella prima fascia, da 7.500 a 9.500 nella seconda, mentre per
Isee superiore a 9.500 euro si paga la tarifa piena. Lo scorso anno le
tre fasce erano rispettivamente: inferiore a 6.200 euro, da 6.200 a
7.500 e oltre 7.500 euro.
Tarife prima fascia: per un figlio
trasportato 55 eu-ro, per due 110 euro, per tre 165. Seconda fascia:
per un figlio 179 euro, per due 250, per tre 296. Terza fascia (tarifa
piena): per un figlio 214 euro, per due 305 e per tre 362.
Una particolare attenzione è rivolta
aile famiglie numerose: ai nuclei familiari con 4 o più figli
minorenni "conviventi" (quindi anche non trasportati) viene applicata
la tarifa della prima fa-scia di riduzione, indipendentemente dalla
situazione reddituale, e con una contribuzione massima di 165 eu-ro.
Le famiglie che, invece, hanno uno o
più figli che frequentano la scuola superiore, a partire dalla
seconda, e uno o più figli che frequentano la scuola dell'obbligo,
godono delle riduzioni previste per due o tre figli trasportati. Per
poter usufruire dello sconto, occorre prima recarsi presso la ditta
di trasporto Consorzio Granda Bus per le tessere degli studenti della
scuola superiore e in seguito presso il Comune, consegnando
l'attestazione di pagamento pari alla differenia della quota dovuta.
Per esempio: famiglia con Isee superiore a 9.500 euro, con un figlio
frequentante le superiori e un figlio la scuola dell'obbligo;
pagamento alla ditta di trasporto Consorzio Granda Bus di 214 euro per
il figlio che frequenta le superiori e pagamento al Comune per il
secondo figlio che frequenta la scuola dell'obbligo di 91 euro,
corrispondente alla differenza tra 305 e 214 eu-ro; costo totale per
due figli: euro 305 euro.
Dal 25 agosto in poi, si potrà
ritirare la tessera presso l'Ufficio trasporti del Cornu-ne,
consegnando la ricevuta del versamento postale da effettuarsi sul
conto corrente postale numero 82199456, intestato a: Istituzione del
Comune di Cuneo per la sostenibilità educativa (con causale: tessera
trasporto alunni 2008-2009). Per le tessere rilasciate a partire dal
1° ottobre sino al 16 dicémbre 2008 verrà applicata una maggiorazione
di 5 euro.
Le tarife per gli abbonamenti degli
studenti delle scuole superiori (dalla classe seconda) e
dell'università, sempre con validità dal 1° settembre 2008 al 20
giugno 2009 sono le seguenti: per un figlio 214 euro, per due
398, per tre 561, per 4 o più figli traspertati 72 ..
Per informazioni sùgli hbbonamenti
degli studenti delle scuole non dell'obbligo e le linee scolastiche su
bus di linea è possibile contattare il Consorzio Granda Bus al numero
verde 800-338171 o allo 0171-348131 da cellulare. Per informazioni
sugli abbonamenti degli studenti delle scuole dell'obbligo contattare
l'Ufficio comunale mobilità e trasporti, piazza Torino 1 (telefono
0171-444513).
Mensa scolastica
Le stesse fasce di reddito vàlgono per
il servizio di ristorazione scolastica. Per la prima fascia si paga
1,10 eu-ro a pasto (per ogni figlio), indipendentemente dalla scuola
frequentata. Per la scuola dell'infanzia: seconda fascia 3,60 euro
(3,20 per gli altri fratelli), terza fascia 3,80 euro (3,40 per gli
altri fratelli). Scuola elementare: seconda fascia 3,80 (3,40), terza
fascia 4,20 euro (3,70). Scuola media: seconda fa-scia 4,20 (3,70),
terza fascia 4,60 (4,10).
Tarifa unica di 1,10 euro a pasto per i
nuclei famigliari con 4 o più figli "conviventi",
indipendentemente dal reddito. Gli alunni e gli studenti non
residenti nel Comune di Cuneo: 4,80 euro; per i bambini in
affidamento è prevista la riduzione valida per i fratelli; i
dive-mente abili sono esentati.
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TRASPORTI URBANI
Da martedì aumenta
il biglietto dei bus
Da “La Stampa” del 28
giugno
Martedì scatta
l’aumento del costo dei biglietti dei bus di Cuneo. La corsa singola,
fascia urbana, passerà da 85 centesimi a un euro (se pagata a bordo
1,50 euro); il biglietto a tempo per 90 minuti da un euro a 1,10; il
blocco da 40 corse da 24 salirà a 26 euro. I ritocchi di prezzo
riguardano anche gli abbonamenti mensili e del servizio a chiamata che
per un solo passeggero costerà 2,50 euro, mentre per due o più persone
trasportate 1,50 euro.
Passano da un euro a 1,50 le corse per Cinelandia di Borgo San
Dalmazzo (la linea 19 attiva il sabato e nei giorni festivi) e il
servizio a chiamata delle Basse di Stura. Rimangono invariati i
biglietti di fascia 2 e 3, già interessati dall’aumento lo scorso
ottobre. Non cambia neppure il prezzo della nuova formula degli
abbonamenti annuali: 255 euro per la fascia 1; 320 euro per la fascia
2; 385 euro per la fascia 3. L’abbonamento trasporto studenti
2008/2009 sarà in distribuzione dal 25 agosto al 12 settembre. Per chi
frequenta le scuole dell’obbligo sono previste tariffe diversificate
in base al reddito familiare. Per le Superiori (dalla classe seconda
fino all’Università), sempre con validità dal 1° settembre 2008 al 20
giugno 2009, l’abbonamento fascia 1 costa 214 euro (per un figlio
trasportato); 398 euro (2 figli), 561 euro (3 figli), 725 euro (4 o
più figli).
La Finanziaria 2008 prevede una detrazione di imposta pari al 19%
della spesa (massimo 250 euro annui per nucleo familiare) per
abbonamenti di qualsiasi tipologia al trasporto pubblico locale.
Quello di martedì sarà il secondo scaglione di aumenti in base alle
imposizioni dalla Regione del giugno 2007. \
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Caro gasolio e
rimborsi regionali insufficienti pesano negativamente sul servizio
pubblic
Trasporti a rischio
Da “La Guida” del
20 giugno di Massimiliano Cavallo
È allarme per la
situazione del trasporto pubblico locale. Crescono le spese di
gestione con il gasolio al-le
stelle, ma diminuisce
il numero di chi utilizza
i mezzi pubblici e il rimborso chilometrico della Regione continua ad
essere il più basso del Piemonte e tra i più bassi del paese. A lamentare una situazione difficile da sostenere, con il rischio di una sospensione del servizio,
il taglio di alcune corse
o un aumento deciso di
biglietti e abbonamenti, non è solo
chi il servizio
Io gestisce ma è lo stesso Comune di Cuneo.
Il sindaco Valmaggia e l'assessore alla
mobilità Lerda hanno fatto presente l'allarmante situazione cuneese
all'assessore regionale ai trasporti Daniele Borioli. E a loro fa
eco la Granda Bus, il consorzio di
cui fanno parte tutte le aziende di trasporto della
provincia, che si occupa del
servizio di bus della conurbazione che interessa il Comune di Cuneo
e i comuni limitrofi. "La nostra è
una situazione grave e anomala allo stesso tempo - hanno detto
Valmaggia e Lerda - perché siamo sempre stati storicamente l'area che
ha fatto spendere di meno, non avendo le cosiddette municipalizzate,
nonostante siamo stati force
gli unici a fare un vero e proprio appalto, senza proroghe e
affidamento di servizi. Ma la situazione
ora è davvero grave, con costi
altissimi e ricavi troppo bassi.
Eppure a Torino dove gli utenti sono evidentemente
moltissimi e dunque l'entrata dei biglietti alta, il rimborso è
il doppio che il nostro".
"Siamo al tracollo - spiega
Piero Quiriti, il vicepresidente della Granda Bus -.
Non si puà continuare cosi.
È davvero difficile rispettare il contratto con il Cornu-ne e senza
dubbio non andremo
a
rinnovarlo, perché non si
puè lavorare in perdita. Dal 1997 ad oggi l'incremento dei rimborsi
è stato di circa il 10 per cento
ma le spese sono sotto gli
occhi tutti, basti pensare al costo del gasolio che occupa un
terzo delle spese di gestione".La Regione Piemonte per il
trasporto pubblico concede un rimborso chilometrico,
che perd non è uguale per ogni provincia e per ogni città: a
Cuneo è il più basso con 1,21 euro al chilometro contro i 2 euro di
Torino città e i 3 euro di altre aree. Borioli ha garantito un
ritocco delle tarife nei prossimi mesi, anche perché dall'ultima
Finanziaria approvata arrivavano
dallo Stato alla Regione Piemonte circa 80 milioni
di euro in più per il trasporto
locale. Ma sembra che quello che farà la Regione sarà ancora un
ritocco proporzionale aile tarife già in corso senza cercare di andare
se non a uniformare il rimborso almeno di renderlo più equo: Torino crescerà di 0,45 centesimi e Cuneo di 0,20
circa.
Nel 2004 la Granda Bus si
era aggiudicata un appalto mnilionario per la gestione del servizio di
conurbazione lino al 2010. L:appalto prevedeva nelle clausole che
l'adeguamento delle tarife sarebbe stato del 50%
dell'inflazione su base Istat.
Ma le cose sono andate peggiorando,
sia corne costi del servizio sia corne numero di utenti.
"Nessuno avrebbe sospettato una
crescita esponenziale del gasolio - continua Quiriti - che ci sta
impiccando e con tarife di rimborso che non sono state toccate in
modo adeguato. Un esempio su tutto:
di quel 1,21 euro del rimborso un euro va soltanto per il
personale. Teniamo conto anche che la maggior parte dei servizi
pubblici sono gestiti da ex municipalizzate e non da aziende private,
e .dunque in qualche modo il
pubblico pareggia i conti. Noi ci stiamo rimettendo. Se non avessimo
un contratto avremo già dismesso da tempo il servizio ma dal 2010 non
ci saremo più. Nessuno lavora in perdita".
Di quel 1,21 euro di rimborso un euro
va per il personale: ogni autista infatti costa circa 37 mila euro
all'anno e ognuno percorre circa 38 mila chilometri an-nui. La Granda Bus ha 75 lavoratori
che si occupano della conurbazione con 60 mezzi e 2 milioni e 748
mi-la chilometri annui che significa un rimborso chilometrico
regionale di oltre 3 milioni e 300
mila euro, che dovrebbe coprire il 65%
delle spese del servizio. Il rimanente
35% dovrebbe arrivare dalle entrate dei biglietti ma l'utilizzo dei
mezzi è sempre in costante diminuzione nel corso degli anni,
nonostante il grosso impegno da parte dell'Amministrazione
comunale al potenziamento dei mezzi
pubblici. Nel corso del 2007
sono stati 2 milioni e 568 mila utenti ad usare i pull-man della
conurbazione, cioè poco più di 7
mila passeggeri al giorno.
"Si tratta di una diminuzione costante negli ultimi
anni - spiega Quiriti - con il
picco dell'utilizzo da parte degli
scolari. Purtroppo chi lascia il trasporto pubblico
per altre soluzioni alternative, perché magari non corrispondente
aile proprie esigenze di orari e comodità, non ritorna più
indietro".
Il problema non
riguarda soltanto Granda Bus e la conurbazione ma è un problema
di tutta la provincia e di
un'area grande che ha un cosi alto numero di strade. Non a caso
in primavera è andato deserto il bando provinciale del trasporto
pubblico locale. Anche in quel caso
per un servizio da 85 milioni di euro per sei anni e 12 milioni
di chilometri annui da percorrere, aveva risposto alla gara solo la
Granda Bus, senza perô la fidejussione, e dunque annullando la gara,
considerata dalle aziende del settore "poco appetibile".
"Unica soluzione? - conclude
l'assessore
Guido Lerda - l'aumento delle tariffe di rimborso o almeno un
riequilibrio regionale che non penalizzi sempre la decentrata Cuneo".
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TRENI. POLEMICA
Comitato pendolari e Ferrovie non trovano accordi sugli orari
Da “La Stampa” del 8
giugno di ISOTTA CAROSSO
Sembra un po’ un dialogo tra sordi il confronto tra il Comitato
pendolari Alba-Bra, Trenitalia e la Regione. Il 20 maggio il Comitato,
supportato dal Comune di Alba, ha presentato richieste per una
migliore gestione degli orari, la velocizzazione di alcune linee e la
riduzione dei tempi di attesa nelle stazioni di interscambio. La
Regione ha respinto tutte le istanze, motivandole una ad una,
appellandosi alla mancanza di materiali e finanziamenti, ma anche a
problemi tecnici come l’incompatibilità con altre direttrici, rischi
di ritardi o di poche persone ad usufruire del servizio. «Si fa
presente – si legge nel documento – che la capacità infrastrutturale
non permette un’offerta del servizio sovrabbondante e che
l’ampliamento dei servizi significa necessariamente dover coprire i
relativi costi». Motivazioni che sono state rese note all’ultimo
Consiglio comunale dall’assessore Paolo Malcotti.
Ma non si è fatta attendere la risposta del Comitato pendolari che ha
controbattuto, dimostrando – tabelle orarie alla mano – come sarebbe
possibile, senza eccessivi costi, migliorare la situazione. «Perché
tutto questo disprezzo di Trenitalia e Regione verso l’Albese e il
Braidese? – chiede Vincenzo Ramunno del comitato pendolari –: Le
risposte ricevute ci fanno sospettare la volontà di Trenitalia di
abbandonare questa linea ferroviaria auspicandone, magari, anche la
sua chiusura». Le tratte oggetto della discordia sono quelle che
collegano Alba e Bra con Torino, linea per la quale si chiede di
coprire un buco tra le 7 e le 8,30 con un collegamento diretto; ma
anche le linee che portano a Cuneo, Asti e a un nodo importante come
Cavallermaggiore.
Anche il Comune ha fatto due appelli: prendere in considerazione la
fermata del Mussotto e non sopprimere, nei mesi estivi, il treno delle
6,54 per Torino. Anche qui risposte negative, sebbene la Regione lasci
comunque aperto uno spiraglio accennando a un possibile
approfondimento nell’ambito nei nuovi rapporti contrattuali con il
gestore del servizio ferroviario.
«E’ indispensabile – continuano dal comitato – che l’offerta preceda
la domanda e che, anzi, la stimoli: se si costruisce un orario con
servizi frequenti e lo si mantiene per un periodo sperimentale di più
di qualche mese, il grande numero di utenti potenziali che oggi
preferisce l’auto si convertirà al treno».
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FERROVIE. IN DUE GIORNI
Pendolari esasperati “Otto ore di ritardo sulla Cuneo-Torino”
Da “La
Stampa” del 23 maggio di MASSIMO MATHIS
Cinquecentouno minuti di ritardo in due giorni. E tutti in «fascia
pendolare», dalle 7 alle 9 di mattina. E’ il nuovo, «temibile», record
della linea Cuneo-Torino dove - nel tratto Carmagnola-Porta Nuova -
sono finiti fuori orario sedici treni (ritardo medio oltre mezzora).
Una vera ecatombe, collegamenti in tilt e disagi a ripetizione. Un
esempio: martedì all’alba, il treno 10214 in partenza da Fossano per
Torino ha accumulato mezzora di ritardo. Martedì, stessa corsa
(partenza 7,49, arrivo previsto 8,35), stessi guai: al capolinea alle
9,10. Furiose le proteste dei passeggeri, costretti a viaggiare in
«emergenza» su vagoni sporchi e affollati «autentici carri bestiame».
Fabio si sfoga sulla Bacheca on line della Regione: «Al minimo
problema tra Carmagnola e Trofarello, la linea Cuneo-Torino collassa.
Ho accumulato tre ore di ritardo in tre giorni. Domani (oggi, ndr)
sarò costretto ad anticipare la sveglia di mezz'ora. E speriamo bene».
Ieri, la «maglia nera» regionale è andata all’Alessandrino dove la
ferrovia Casale-Asti è stata interrotta da un nubifragio (il primo
treno è partito solo alle 15,33, il Mortara-Asti). Ma è stato un
giorno da dimenticare anche per gli utenti della Savona-Torino e delle
Langhe. Le cifre, segnalate dal Comitato di Bra e Alba, danno la
dimensione dell’ennesimo disastro: treno 10170 Savona-Torino 66 minuti
di ritardo; il convoglio 10176 Savona-Torino 52 minuti; il 10214
Limone-Cuneo-Torino 16 minuti; 4512 Bra-Torino Lingotto fuori orario
di un quarto d’ora; 10180 Savona-Torino a destinazione 81 minuti oltre
il previsto. E ancora: la corsa 6080/1 Savona-Fossano-Cuneo-Limone
«limitata» a Fossano faticosamente «raggiunto» 56 minuti dopo l’orario
stabilito. Soppresso il treno 4416 Savona-Fossano. In ritardo (35’) il
4411 Ceva-Savona; 4413 Fossano-Savona (+48'); 4415 Fossano-Savona
(+36'); 10171 Torino-Savona-Ventimiglia (+59'); 10173
Torino-Savona-Ventimiglia (+34'). Ieri sera, per alcuni passaggi a
livello in panne, tra Carmagnola e Sommariva Bosco i treni hanno
percorso i binari a rilento, accumulando anche 15 minuti di ritardo
(corsa 4090/1 Bra-Torino-Chivasso, 4529 Porta Nuova-Bra, 4532
Bra-Carmagnola e 4531 Torino-Bra).
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PENDOLARI. IERI SULLA CUNEO-TORINO
Treno in ritardo Occupano i binari
Da “La
Stampa” del 22 aprile di MASSIMO MATHIS
Un treno in panne, un convoglio soppresso, l’altro in ritardo. E i
pendolari del mattino diretti a Porta Nuova, rimasti a piedi sotto la
pioggia battente, hanno occupato i binari per protesta, esasperati
dall’ennesimo disservizio.
E’ accaduto ieri mattina, all’arrivo del 4452 Cuneo-Torino, alla
stazione di Carmagnola. Racconta un passeggero: «Il treno era troppo
piccolo, sovraffollato già a Cavallermaggiore. A ogni fermata,
stentava a ripartire: le porte non si chiudevano tanta era la gente
stipata nei corridoi. Eravamo pigiati in pochi metri quadri, e i
ferrovieri ci chiedevano di stringerci ancora per far posto a chi
doveva salire. Trattati come bestie, a Carmagnola abbiamo chiesto alla
Polizia di verificare se era sicuro viaggiare in quelle condizioni».
Risultato: 31 minuti di ritardo. Due ore per coprire la tratta dal
capoluogo della Granda a Torino dove il convoglio è giunto alle 10,31.
Colpa di uno sciopero delle Ferrovie non annunciato che, dalle 3 alle
9 di ieri, ha paralizzato la circolazione tra Sud Piemonte e la
Liguria.
«Nessuno ci aveva avvisati», sostengono i pendolari. Interpellata, la
Direzione regionale di Trenitalia non ha fornito spiegazioni sul primo
«lunedì nero» di primavera. «Alla biglietteria non ne sapevano nulla -
denuncia il savonese Marco Ferrara, fra gli utenti della
Loano-Savigliano -. I disagi sono aumentati soprattutto dopo la
cancellazione del regionale 6080 dalla Liguria per Limone delle 7,24 e
del 4416 per Fossano delle 7,48».
L’ultima odissea mercoledì scorso, quando il famigerato 4555
Asti-Cuneo aveva totalizzato il ritardo record di 97 minuti. Anche
ieri, ai disagi dello sciopero si sono sommati i soliti guai. Un
locomotore in panne (10259/10260) ha provocato ritardi sulla
Alessandria-Castagnole e la Asti-Alba-Bra (50’ fuori orario il 4041
Alba-Bra-Cavallermaggiore). Il treno 4512 Bra-Torino Lingotto è
arrivato a destinazione 28 minuti dopo il previsto.
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BONUS.
RELATIVO A GENNAIO
Fs, sconto del 15% per i ritardi
Rimborsi ai pendolari della Granda, ieri altri disagi da Alba a Cuneo
Da “La
Stampa” del 1 aprile di MASSIMO MATHIS
Perennemente insoddisfatti, ma «rimborsati». Fino al 15% di sconto sul
prossimo abbonamento ferroviario come risarcimento per i disagi subìti
a gennaio, e un «taglio» del 5% per il mese di febbraio.
Il primo bonus ferroviario del 2008 «fotografa» i guai delle linee
piemontesi: è calcolato in base alle penalità rilevate dalla Regione
sul contratto di servizio con Trenitalia, e ha raggiunto percentuali
quasi da record. Solo un anno fa (marzo 2007) fu pari a zero; peggio
era andata solo l’autunno scorso: a settembre, con il 25%. E un quarto
degli introiti per il rinnovo degli abbonamenti impiegato solo per i
rimborsi. Dalla prossima settimana, il nuovo bonus verrà distribuito
ai pendolari. «Il rimborso - spiegano le Ferrovie - potrà essere
richiesto in tutte le biglietterie Trenitalia del Piemonte da martedì
8 a giovedì 17 aprile». Sulla scorta di quanto già avviene in altre
regioni, le nuove modalità di erogazione del bonus prevedono che il
rimborso di parte del costo dell’abbonamento avvenga, in denaro, su
base bimestrale. Anche se continuerà a essere calcolato in relazione
ai disservizi rilevati ogni mese. Disagi che sembrano senza fine sulle
tratte cuneesi, come segnalato anche ieri dal Comitato di Bra e Alba:
si è ripetuto il «giallo» del ritardo a Fossano del treno del mattino
Asti-Cuneo (4555) che si ferma per far passare il convoglio da Limone
per Torino. La sosta non è prevista dalle tabelle Fs. Stavolta, a
farne le spese è stata anche la corsa Torino-Cuneo (4455), arrivata a
Fossano con un ritardo di cinque minuti e ripartita fuori orario di
15’. Il famigerato 4555, come al solito, è giunto 3 minuti dopo e ha
accumulato 14 minuti di ritardo.
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ALBA. POLEMICA
“Non scaricateci i guai dei treni
Da “La Stampa” del 29 marzo di ROBERTO FIORI
«E’ inutile prendersela con i compagni di viaggio, quando le colpe
sono al capolinea». Così l'assessore ai Trasporti del Comune di Alba,
Paolo Malcotti, replica alle accuse giunte dai pendolari sulle «scarse
pressioni esercitate dall'amministrazione nei confronti delle
Ferrovie». «Se il nostro territorio non conta nulla, la colpa è dei
Comuni» aveva detto Vincenzo Ramunno, del comitato Alba-Bra. Ma dal
Municipio non vogliono alzare polveroni: «Nessuna polemica con chi,
come noi, chiede e spera in servizi migliori - dice Malcotti -.
Sarebbe una guerra tra poveri. Ciò che invece vogliamo ribadire è il
nostro impegno sulla questione trasporti, che in questi anni ha
prodotto anche qualche risultato». E cita alcuni spostamenti di
orario, il ripristino di qualche fermata, il potenziamento del
trasporto su gomma per la linea Alba-Torino, attraverso i Comuni del
Roero.
«E' la Regione ad avere competenza in materia - dice ancora
l'assessore -, ma il buon funzionamento dei servizi si scontra con le
carenze di infrastrutture. Basti pensare che la stazione di Porta
Nuova è satura e che la nostra linea è singola e non elettrificata.
Tuttavia, abbiamo sempre prestato attenzione alle richieste del
comitato pendolari».
Malcotti cita pure l'impegno per il progetto della metropolitana
leggera tra Alba e Bra, un'opera complessa e costosa che tuttavia
potrebbe darisolvere molti dei problemi quotidiani di pendolari e
automobilisti.
Meno diplomatica la risposta del sindaco, Giuseppe Rossetto: «Non
vorremmo che dietro la polemica ci fossero strumentalizzazioni
politiche. Il tentativo di addossare al Comune di Alba e alle altre
amministrazioni locali le colpe delle Ferrovie e della Regione mi
sembra sospetto». Rossetto ricorda anche che spesso il Comune di Alba
si è messo in prima fila per fronteggiare, come il caso della ditta
Diageo di Santa Vittoria, con l'assurda ipotesi di perdere lo scalo
interno per il trasporto merci.
Le proteste del comitato pendolari e la mancata convocazione alla
riunione sul progetto di copertura dei binari in via Vittorio Veneto,
a Bra, sono sfociate anche in un'interrogazione presentata dal
consigliere regionale Mariano Rabino (Pd). «Gli utenti di Alba e di
Bra continuano a essere trattati da Trenitalia come cittadini di serie
B. Gli incontri con i pendolari rappresentano una forma solo apparente
di democrazia: l'azienda, data la situazione economica e tecnica in
cui versa, non può accogliere le istanze di chi viaggia».
Intanto il «bollettino di guerra» dei pendolari va aggiornato anche
per ieri: il treno pomeridiano degli studenti
Cavallermaggiore-Bra-Alba-Alessandria è giunto con 35 minuti di
ritardo ad Alessandria
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TRASPORTI. PER TORINO E CUNEO
“Alba non difende
noi pendolari”
da "La Stampa" del 27 marzo 2008 di
]MASSIMO MATHIS
E’ l’ultima frontiera della par condicio. O, meglio, l’ultima
«fermata». Il treno è in ritardo? Nessun problema. Basta
rallentare un convoglio che viaggia su un’altra linea, far
passare quello «lumaca» che, finalmente fra lo stupore di tutti,
arriverà in orario. Così si mettono a tacere anche i mugugni dei
pendolari. Almeno di quelli che utilizzano quella linea. Almeno
per un po’.
Trenitalia nega, da orario ufficiale non risulta, ma da giorni
la protesta corre su Internet. Sulla bacheca on-line della
Regione, c’è chi denuncia: «Il treno da Alba per Cuneo, invece
di proseguire fino a Maddalene, viene bloccato a Fossano dove
attende l’arrivo del convoglio Limone-Torino». E ancora: «In
Stazione la modifica non è indicata, ma la corsa accusa sempre
un ritardo tra 10 e 15 minuti. E pesa sulla puntualità
dell’unico già martoriato collegamento diretto da Albese e
Braidese al capoluogo provinciale, già gravato da 21 minuti di
sosta a Cavallermaggiore. Per una percorrenza Bra-Cuneo di 58 km
si impiega un’ora e 18 minuti, alla velocità media di 44 km/h».
Secondo i report degli ispettori Fs, a gennaio il collegamento
Asti-Alba-Bra-Cavallermaggiore è risultato fra i peggiori del
Piemonte. I viaggiatori sono furenti. Sa di beffa l’ultimo
incontro della scorsa settimana in Regione, dove si è parlato
anche della prossima chiusura per lavori (probabilmente in
autunno) della linea Ceva-San Giuseppe. «Abbiamo avanzato le
solite richieste - spiega un utente albese -: ridurre i tempi di
coincidenza, migliorare la qualità del servizio. E, come al
solito, non verremo ascoltati». «La Regione è l'unica
responsabile dei problemi di programmazione di orari e di
qualità del servizio - accusa Vincenzo Ramunno, del Comitato di
Bra e Alba -. E se il nostro territorio non conta nulla la colpa
è dei Comuni. All’incontro di Torino, non c’era nessuno dalle
scuole di Alba, e nessun amministratore. Ci chiedono di farci
sentire, ancora una volta, di fare proposte: sono le stesse di
tre anni fa. Avanzate in ogni sede, a Comuni, Provincia e
Regione, e mai esaudite». Ora, l’assessore regionale Daniele
Borioli vuole dar vita a una Consulta regionale. «Se serve, ci
andremo. Ma il problema è di chi gestisce il servizio
ferroviario e non si impone: la Regione. E anche a Cuneo nessuno
si fa carico del problema».
Amministratori troppo remissivi? «No: completamente assenti.
All’ultima riunione, il Comune di Alba ha mandato un dirigente
del municipio: se n’è andato prima che si affrontasse il nodo
dei nostri trasporti».
Le cose non vanno meglio altrove. Ancora dalla rete: «Per quanto
tempo - scrive la cuneese Laura Genovesio - Trenitalia pensa si
possa andare avanti con il binario unico tra Cuneo e Fossano?
Nonostante i due treni del mattino (10210 e 10214) da Cuneo a
Torino siano ormai più affollati dei carri bestiame, non si
prevede di aumentare il numero di convogli. Meglio invece
ritoccare fermate e incroci, accontentando e scontentando a
turno i pendolari».
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Un treno su
5 è in ritardo
Rapporto mensile degli ispettori: Torino-Bra fra le linee più
lente del Piemonte
da "La Stampa"
del 12 marzo 2008
Sali in carrozza e inizia la roulette
russa. Se il treno arriva puntuale o, al massimo, cinque minuti
dopo tiri un sospiro di sollievo: è andata. Era un giorno
fortunato. Perché una corsa su dieci accumula un ritardo ben
superiore (tra gli 8 e i 15 minuti). E il dieci per cento dei
treni supera abbondantemente il quarto d’ora, o al capolinea
proprio non arriva.
Scene quotidiane per chi viaggia sulla Torino-Bra, un disastro
certificato anche dalle due società che a gennaio hanno
esaminato le tratte piemontesi per conto della Regione. Nel
rapporto degli 11 ispettori «armati» di macchina fotografica e
palmare (uno a Fossano, uno a Cuneo, tre a Torino), i disagi
subiti ogni giorno dai pendolari (monitorata la fascia
6,30-21,30), sulla Alessandria-Asti-Cavallermaggiore, Ceva-Ormea,
Cuneo-Mondovì, Savigliano-Saluzzo-Cuneo, Torino-Bra,
Torino-Cuneo-Ventimiglia e Torino-Savona (chi prosegue fino alla
frontiera, nella metà dei casi, fa i conti con ritardi superiori
ai 15 minuti).
Sotto la lente: l’offerta, il comfort, la pulizia, lo stato dei
servizi igienici e le informazioni ai viaggiatori. Il 20 per
cento dei convogli da Torino a Bra è in ritardo, e il quadro non
migliora se si considera che anche l’indice di puntualità della
Asti-Cavallermaggiore è inferiore al 90%. Rilevati a bordo
pannelli informativi non funzionanti, mancanza di scivoli in
stazione per i portatori di handicap sui 500 treni in stazione
esaminati e 250 in viaggio. Trenta gli scali «nel mirino».
I risultati non sono entusiasmanti. Ritardo entro i 5 minuti per
l’83,8% dei convogli controllati, quasi il 10% fra gli 8 e i 15
minuti. In carrozza, la diffusione di informazioni si scontra
con l’assenza, in 6 casi su 10, di un pannello a messaggio
variabile: se c’è, non funziona nel 65,5% dei casi. Il sistema
di diffusione sonora è presente nella quasi totalità (96,3%) ma
è risultato guasto nella metà delle rilevazioni eseguite.
Adeguata quasi sempre l’illuminazione e la temperatura a bordo,
anche sulle tratte provinciali. Ma ci sono eccezioni: da Cuneo a
Genova, ad esempio, passando per Alessandria una partenza su tre
ha l’impianto di riscaldamento fuori uso. Spesso le carrozze
sono sporche (73% dei casi sulla Asti-Cavallermaggiore; 77%
Torino-Bra); oppure imbrattate da graffiti (10% su
Torino-Savona-Ventimiglia). La pulizia è il punto debole anche a
bordo: sull’85% delle corse da Asti a Cavallermaggiore, 15%
Torino-Cuneo-Ventimiglia, 22% Torino-Savona, 58% Torino-Bra (nel
10% dei convogli sono presenti anche rifiuti). L’indagine ha poi
individuato dodici indicatori sulla qualità del servizio, ognuno
dei quali varia da una situazione pessima (zero) a ottima (100).
I confronti con le precedenti tre rilevazioni mensili, la prima
dell’ottobre 2007, mostrano in sei casi un peggioramento della
situazione. Per i treni controllati in stazione: le carrozze
esterne visibilmente sporche sono passate da un valore di 60 a
45,5; i locali interni non puliti, con un valore da 92,2 a 87;
per i servizi igienici funzionanti, fruibili e puliti, il valore
di 61,2 è ulteriormente sceso a 59,7 e il 34,8% delle
rilevazioni hanno evidenziato un mancato funzionamento; così per
i sedili visibilmente sporchi da 65,7 a 60,7 e quelli
danneggiati da 80,3 a 76,7. Ridotta invece la presenza di
graffiti sulle carrozze: situazione migliorata da 90,8 a 93,5.
Inoltre, l’esterno dei mezzi è risultato nel 54,5% dei casi
visibilmente sporco. Capitolo treni in viaggio: temperatura
adeguata, valore di qualità in calo da 97 a 95,6; l’informazione
alla clientela da 58,4 a 50,3. Nelle stazioni nel 96,4% delle
osservazioni non c’è mappa della rete del servizio Fs regionale
e nel 67,9% manca la tabella con le tariffe ferroviarie in
vigore. Nel 64,3% dei casi mancano i monitor tradizionali, per
il 46,4% i monitor a schermo e per il 57,1%, i teleindicatori.
Il 74,1% delle rilevazioni non hanno accertato percorsi guidati
per ipovedenti; il 70,4% rampe o scivoli per accedere ai binari;
e l’85,2% ascensori o scale mobili che poi quando ci sono, uno
su 4 non funzionano. Anche sulle caratteristiche del timbro
delle obliteratrici c’è da ridire: il 44% mostra un orario
obliterato non corretto.
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