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Trasporto bus a rischio Domani 8 ore di sciopero indetto dalla
Filt-Cgil
Mobilitazioni
lunedì a Alba Bra, Fossano e Savigliano
Da “La Stampa” del
19 aprile di [A. G.]
Otto ore di sciopero degli addetti al trasporto pubblico locale.
Domani pullman di linea a rischio in tutta la Granda. L’iniziativa si
inquadra in un’agitazione generale provinciale indetta dalla Cgil per
i prossimi giorni.
La Filt-Cgil, categoria trasporti, ha organizzato per prima
l’astensione dal lavoro. Per gli altri settori, la segreteria
provinciale ha diviso il territorio in due: le zone di Bra, Alba,
Fossano e Savigliano (e il settore del credito) non lavoreranno lunedì
(23), mentre quelle di Cuneo, Ceva, Mondovì e Saluzzo (il settore
pubblico, la scuola e le telecomunicazioni) il venerdì successivo
(27).
L’Ati di Saluzzo, l’azienda che gestisce la maggior parte dei pullman
del trasporto pubblico informa i clienti: «Dalle 8,30 alle 12 e dalle
14,30 alle 19 non saremo in grado di assicurare la regolarità
operativa dei nostri servizi».
Le iniziative organizzate dalla Cgil si inquadrano nella protesta
contro la riforma del mercato del lavoro in discussione in Parlamento.
Giancarlo Topino della segreteria provinciale Filt-Cgil (trasporti):
«Le eventuali modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori
avrebbero un effetto pesante sulle aziende che gestiscono i bus di
linea. Già oggi, senza le modifiche che il governo sta portando
avanti, molte imprese tentano di non rinnovare i contratti integrativi
adducendo motivazioni economiche. Nessuno, però, mostra mai i conti
veri dei bilanci e crediamo che certe decisioni potrebbero nascondere
“tagli” discriminatori. Se dovesse passare il disegno di legge del
ministro Fornero la situazione peggiorerebbe e le vertenze tra
lavoratori ed aziende aumenterebbero. Il sindacato, però, con la nuova
versione dell’articolo 18, avrebbe meno potere al tavolo delle
trattative. Tutti aspetti negativi».
Secondo stime della Cgil, il settore del trasporto pubblico, su gomma
e rotaia conta più di mille addetti in provincia.
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da "www.targatocn.it" del 17
aprile
Il precedente programma triennale dei
servizi di Trasporto Pubblico Locale (TPL), di competenza
della Regione Piemonte, è scaduto mentre quello relativo al periodo
2011/2013 ad aprile 2012 non è ancora stato formalizzato. Ciò
nonostante la Regione ha avviato un'azione di ridimensionamento dei
servizi tpl immediatamente seguita dalla Provincia di Cuneo, a scapito
dei gestori locali costretti a ridurre i servizi con un primo
intervento che ha avuto decorrenza dal 1 novembre 2011 e con un
secondo intervento dal 1 gennaio 2012. Tutti questi tagli comportano
gravi disagi e disservizi per l'utenza in particolare in un territorio
prevalentemente rurale e montano e con gravi problemi di collegamento
e carenza di infrastrutture. Insieme all'utenza rischiano anche gli
addetti del settore (si ipotizza un probabile esubero di 50 autisti).
All’orizzonte, secondo la
mozione elaborata dai primi cittadini, si addensano nubi ancor più
minacciose poiché la bozza del programma triennale regionale 2011/2013
dice di voler perseguire la massima integrazione tra le diverse
modalità di trasporto, in particolare sulle linee potenzialmente più
idonee a tale azione e cioè quelle su cui esiste una viabilità
parallela al ferro che consente, entro tempi di percorrenza quasi
analoghi, l'utilizzo promiscuo di entrambi i sistemi. Traducendo,
significa che questa rimodulazione del tpl si concretizzerà nella
soppressione di alcune linee ferroviarie come la Mondovì-Cuneo e la
Ceva-Ormea, ma seguono a ruota la Saluzzo–Cuneo e la Savigliano–Saluzzo,
tutte linee a forte rischio di non riaprire al traffico passeggeri
dopo l’ormai abituale interruzione estiva.
Si legge nella mozione: "Non c’è più
spazio per razionalizzazioni meramente economiche prive di un disegno
complessivo, di un progetto regionale di mobilità. Certo, nessun
servizio ferroviario regionale è in grado di sostenersi con i soli
ricavi da traffico ed infatti non accade in alcun Paese d'Europa, ma è
forse maturo il momento per elaborare un diverso sistema del tpl
confrontandosi coi territori e le loro reali esigenze. Ogni
amministrazione locale ben comprende che la drammaticità del momento
richiede sacrifici, ma devono essere sostenibili e non minare le
fondamenta del sistema dei collegamenti delle aree marginali rurali e
montane con i centri servizi insediati nelle città più popolose. Le
soppressioni sono anche in aperta contraddizione con le strategie di
riequilibrio e di efficientamento del sistema del tpl delineato
dall’Unione Europea. Le linee periferiche saranno anche le meno
produttive, ma non sono “socialmente secche” e pare del tutto
ragionevole che i ricavi delle linee più forti vadano a compensare le
perdite delle linee deboli in una logica di coesione sociale
nell’interesse generale. Il confronto può essere una preziosa
occasione per ridurre sprechi e inquinamento, aumentare la sicurezza
di una rete viaria strutturalmente fragile, ma anche per trasformare
in forza la debolezza strutturale delle comunità periferiche".
Ecco infine le sei proposte:
1) Preservare le linee ferroviarie
passeggeri ove in buone condizioni, ed è la fattispecie della nostra
provincia dove le linee sono intensamente utilizzate per il trasporto
merci (per esempio sulla Saluzzo-Cuneo transitano oltre 250 treni
merci al mese A/R). Il treno, se il servizio è ben effettuato,
garantisce tempi di percorrenza ridotti, comodità di interscambio,
orari affidabili ed integrati, riduzione del traffico sulle strade e
dunque più sicurezza, riduzione dell'inquinamento. Superfluo ricordare
come il nodo dei trasporti stradali Saluzzo-Savigliano sia del tutto
inadeguato a sopportare ulteriori carichi. Alcune linee periferiche
possono inoltre avere un utilizzo in chiave turistica se utilizzate
nei weekend con i vettori che hanno fatto la storia delle ferrovie.
2) Ragionare su scala provinciale, in
termini di servizio diffuso della mobilità con integrazione tra
sistemi, compendendo il cuneese come un'area vasta da mettere in rete
secondo il modello di una metropolizzazione del territorio.
3) Procedere celermente alle gare per
il trasporto ferroviario regionale piuttosto che dismettere le linee
secondarie, in modo che altri attori più interessati si possano
affacciare su questo mercato (GTT o gli stessi operatori del TPL su
gomma).
4) Ammodernare i mezzi perché le
innovazioni tecnologiche consentono oggi lo sviluppo di soluzioni
adatte ad aree di media dimensione, riutilizzando i corridoi già
presenti, ma migliorando l'efficienza economica del sistema: si pensi
ai tram-treno, anche diesel su linee non elettrificate, che si
integrano con il treno o i sistemi ferroviari suburbani. E’ una
soluzione che nei paesi di lingua tedesca serve anche realtà
medio-piccole, interconnettendole in maniera comoda e frequente con le
direttrici ad altissima frequentazione che conducono ai grandi centri
urbani.
5) Procedere ad un'analisi puntuale dei
servizi in atto nei vari territori e dei bisogni reali degli stessi
affinchè, collaborando con gli enti locali, si possa arrivare a
definire servizi di tpl davvero efficienti ed efficaci, in un contesto
di riduzione generalizzata delle risorse. Si porta ad esempio il
servizio di bus a chiamata già in sperimentazione in aree montane, da
sviluppare nelle zone scarsamente popolate per portare l'utenza verso
nodi di interscambio con linee più servite.
6) Attivare efficaci ed incisive azioni
comunicative rivolte in particolare alle fasce più giovani della
popolazione che mirino ad incentivare l'uso dei mezzi pubblici
presentandone i vantaggi sia dal punto di vista della sicurezza che
dal punto di vista economico
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Stipendi in ritardo
Oggi un presidio
Da “La Stampa” del
23 marzo di [L. B.]
«L’ultimo stipendio è già in ritardo di due settimane e non si sta
provvedendo a pagarlo ai lavoratori. Inoltre l’azienda dice che le
difficoltà continueranno: si tratta dell’unico caso in tutto il
Piemonte». Così spiega Giancarlo Topino della Filt Cgil: oggi, dalle
9,30 alle 11, lavoratori e colleghi autisti di tre aziende braidesi (Sac,
Nuova Saar e Nuova Beccaria che si occupano del servizio pubblico dei
bus, anche il trasporto urbano) hanno organizzato un presidio di
fronte al municipio di Bra. Si tratta di tre aziende che fanno parte
del Consorzio Granda Bus e hanno un’unica proprietà: i dipendenti in
totale sono 27. Alle 11,30 una delegazione di lavoratori sarà ricevuta
da alcuni assessori della giunta comunale. Topino aggiunge: «L’azienda
motiva questi ritardi per il mancato pagamento da parte della
Provincia dei rimborsi chilometrici pubblici». Sulla vicenda, la
prossima settimana, è stato programmato un incontro in Prefettura a
Cuneo.
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Ritirati i 4 licenziamenti degli
autisti decisi dopo i tagli dei fondi regional
Da “La Stampa” del
13 febbraio di [L. B.]
I licenziamenti erano stati comunicati il 14 febbraio, con una lettera
e la decorrenza immediata. Ieri, dopo un vertice in Prefettura a
Cuneo, sono stati ritirati e «trasformati» in una cassa integrazione
in deroga
A metà febbraio la ditta Stp (una delle aziende del trasporto pubblico
su gomma di Cuneo, che fa parte del consorzio «Granda Bus») aveva
licenziato i quattro autisti perchè, avevano spiegato, «non è stato
raggiunto l’accordo per la cassa integrazione a rotazione tra tutti i
49 autisti: i sindacati non hanno voluto firmare l’intesa».
Si trattava della prima riduzione di personale effettuata in Piemonte
a causa dei tagli alle risorse pubbliche per il trasporto su gomma.
Ieri mattina, in Prefettura, c’è stato un incontro fra azienda, i
rappresentanti del consorzio «Granda Bus», Confindustria, Cgil, Cisl e
le rappresentanze sindacali di Stp: i quattro licenziamenti sono stati
revocati. Presente anche l’assessore alla Mobilità di Cuneo, Guido
Lerda, che spiega: «I tagli al trasporto pubblico disposti dalla
Regione hanno avuto pesanti ripercussioni, anche sull’occupazione.
Speriamo che Torino riveda le sue scelte e restituisca almeno in parte
i mancati trasferimenti, anche in considerazione del fatto che il
taglio attuato è di tipo orizzontale. Non prende in considerazione,
per esempio, la possibilità di determinare un costo standard
chilometrico del trasporto».
Per i sindacati erano presenti Giancarlo Topino della Filt Cgil e il
segretario provinciale Fit Cisl, Luca Bosio: «Grazie alla mediazione
del viceprefetto Bambagiotti e dell’assessore Lerda è stato possibile
raggiungere questo accordo: i lavoratori sono riammessi in azienda e
devono accettare la cassa integrazione in deroga per 4 mesi». Spiegano
da Stp: «Ci siamo impegnati a non far fare altro straordinario agli
autisti. Sono state necessarie lunghe trattative. Speriamo solo che
tutti quattro gli autisti firmino il nuovo accordo».
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Integrativo all’Ati
Si cerca l’accordo
L’azienda ha
ritirato il licenziamento Sospeso «sciopero del biglietto»
Da “La Stampa” del
9 marzo di [MT. B.]
A una settimana dalla rottura delle trattative al tavolo della
Provincia, si è riaperta l’altra sera la vertenza tra sindacati dei
trasporti e Ati, la principale azienda di trasporto pubblico della
Granda, per il rinnovo del contratto integrativo scaduto a gennaio.
L’annuncio alla sede dell’Anav di Roma, settore di Confindustria che
rappresenta le linee degli autotrasporti privati. Sindacati e vertici
aziendali hanno riaperto le trattative con l’impegno a chiuderle entro
il 31 marzo. In caso contrario, è previsto un nuovo incontro sempre a
Roma il 7 aprile.
L’Ati ha ritirato le procedure di licenziamento (riguardano un
autista) e dei provvedimenti disciplinari nei confronti degli autisti
che, per protesta, dal 20 febbraio non facevano pagare il biglietto ai
passeggeri. Un servizio ammesso dal contratto nazionale, ma per il
quale non sono state definite le modalità con l’azienda. Dopo il
riavvicinamento tra le parti, i lavoratori hanno ripreso le mansioni
di biglietteria.
«Abbiamo il dovere di trovare un accordo sull’integrativo» dichiarano
le segreterie provinciali dei sindacati. L’amministratore delegato
dell’Ati, Clemente Galleano: «Spero prevalga il buonsenso tra le
parti, una trattativa serena verso l’accordo. Per l’azienda si
tratterà di un enorme sforzo economico, ma che vogliamo portare a
termine come forma di riconoscenza nei confronti dei lavoratori. Nel
2011 il bilancio ha chiuso con un utile, ma ora siamo fortemente
penalizzati dall’aumento del gasolio (+30%), dai tagli regionali e
dalla crisi, che ha ridotto gli abbonamenti dei passeggeri. Dalla
Provincia, inoltre, non abbiamo ancora ricevuto pagamenti per il
trasporto pubblico di 5 mesi da ottobre a febbraio (1 milione di euro)
e vantiamo crediti sul 2011 per 3 milioni».
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Un drappello
di autisti protesta in Provincia
Contro i tagli di
risorse ai trasporti pubblici. Rotta la trattativa con l’Ati
Da “La Stampa” del
2 marzo di MATTEO BORGETTo
«Il mutuo da pagare, i figli da mantenere, il costo della vita che
aumenta. Ora la revoca del contratto integrativo. Significa da 150 a
180 euro in meno al mese. Gli imprenditori continuano a lamentarsi,
dicono che c’è la crisi. Li abbiamo aiutati, rinunciando al premio di
produzione. La risposta? Lettere di richiamo a chi protesta, minacce
di licenziamento. Una vergogna. Provino loro a tirare avanti con 1.100
euro al mese». Così uno dei 30 lavoratori Ati che ieri pomeriggio
hanno manifestato sotto i portici della Provincia. Non ha voluto dire
nome e cognome «per evitare ritorsioni».
Ieri quattro ore di sciopero nazionale, ma anche un presidio in corso
Nizza, mentre una delegazione sindacale ha incontrato i vertici Ati e
l’assessore provinciale Roberto Russo. Alle 20, l’annuncio delle
segreterie provinciali Cgil, Cisl e Uil: «La trattativa è rotta».
Il «braccio di ferro» tra i 180 dipendenti e l’azienda capofila del
consorzio Granda Bus, prosegue dal 20 febbraio. Per il mancato rinnovo
dell’integrativo gli autisti rifiutano di fare il servizio di
biglietteria come agenti unici. «Un obbligo previsto dal contratto
nazionale» sostiene l’Ati. «Non sono state definite le modalità
dell’operazione con l’azienda» replicano i sindacati.
Risultato: la maggior parte degli autisti non fa pagare il biglietto a
bordo: invitano i passeggeri ad acquistare i ticket nelle ricevitorie,
ma in certi casi l’utente viaggia gratis. Troppi casi, secondo
l’amministratore delegato dell’Ati, Clemente Galleano, che considera
questa forma di lotta illegittima e lamenta 40 mila euro di mancati
introiti alla settimana. In una circolare, l’Ad ha informato i
lavoratori che in questa situazione non potrà garantire la totalità
dello stipendio. Nei confronti dei recidivi, ha avviato «procedure
propedeutiche al licenziamento» per il danno subito. L’ha ribadito
anche al confronto di ieri, dove le parti sono rimaste distanti.
«Abbiamo proposto - dicono i sindacati - il ripristino immediato delle
mansioni di biglietteria e la rinuncia al premio di risultato,
chiedendo però la reintegrazione degli stipendi ridotti, il ritiro
delle procedure di licenziamento e l’attivazione di un tavolo per un
nuovo integrativo aziendale. L’Ati ha rifiutato: si assume così la
responsabilità di inasprire ulteriormente i rapporti con i
dipendenti». Alla «fumata nera», è seguita una buona notizia,
annunciata dall’assessore Russo: «Rinvieremo in estate la
razionalizzazione del servizio di trasporto pubblico locale, che
prevedeva la soppressione dei servizi domenicali e festivi dal 1˚
aprile. Continueremo con la Regione il lavoro avviato per integrare i
servizi, sperando possa limitare i tagli lineari (15%, ndr) sul
territorio».
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Autisti Ati non fanno pagare il ticket a bordo dei pullman
Azienda: «Danno
molto grave» Sindacati: «Accordo o niente biglietteria»
Da “La Stampa” del
24 febbraio di LORENZO BORATTO
Contestazione dei dipendenti, utenti che viaggiano gratis sui pullman,
accuse reciproche tra la principale azienda provinciale del servizio
bus (180 autisti) e sindacati. Una guerra di nervi. Perchè non è stato
rinnovato il contratto integrativo (vale oltre 100 euro al mese) e
così, da lunedì, gli autisti Ati (azienda capofila del consorzio
Granda Bus che gestisce il servizio pubblico su gomma a Cuneo e
provincia) non fanno più pagare il biglietto a bordo. E l’utente
viaggia senza pagare.
Ieri, chiedendo informazioni agli autisti, c’era estrema cautela nel
rispondere: «Altri colleghi stanno protestando, non io», «Se deve fare
il biglietto salga pure». Anche tra tabaccai e venditori di biglietti,
finora, nessun riscontro per questa protesta. L’azienda giudica
l’atteggiamento degli autisti «illegittimo», dice che l’adesione è
superiore all’80% e ha predisposto controlli con personale in borghese
che contestano agli autisti questo comportamento. Il danno ammonta -
secondo Ati - a 40 mila euro la settimana.
Clemente Galleano, amministratore di Ati e presidente del Consorzio:
«Situazione gravissima. Sono stati ridotti i servizi, il prezzo del
carburante è cresciuto del 25% e non sono stati pagati i rimborsi
pubblici degli ultimi 4 mesi. Gli autisti stanno creando un ulteriore
danno. È uno strumento di lotta illegittimo. La biglietteria a bordo è
effettuata dagli autisti di tutte le aziende del Consorzio, sia con
contratto integrativo, sia senza. Perché questa mansione rientra tra
quelle di base secondo il contratto nazionale. Per superare la crisi
abbiamo proposto ai lavoratori il rinnovo dell’integrativo e del
premio annuale di produzione (tra 800 e 1000 euro, ndr) chiedendo
orari più flessibili. La proposta non è stata accolta». Ati tre
settimane fa ha assunto 5 nuovi autisti «al fine di garantire i
servizi, in assenza di integrativo aziendale».
La replica dei sindacati. Luca Iacomino, segretario provinciale
Filt-Cgil: «Abbiamo chiesto la proroga di un anno del contratto
integrativo, anche rinunciando al premio di risultato, mentre
l’azienda chiedeva orari più flessibili e meno giorni di ferie. Senza
accordo di secondo livello niente biglietteria a bordo». Luca Bosio,
Fit-Cisl: «La biglietteria a bordo va concordata: per ora non c’è
intesa, perché da febbraio l’integrativo è stato disdetto
unilateralmente da Ati. Sappiamo poi che i km tagliati dalla Regione
sono stati più che compensati dai km sostitutivi per le Ferrovie.
Sappiamo inoltre che il rimborso pubblico è aumentato di 7 centesimi a
km per i rincari del carburante». Enrico Vesce, Uil Trasporti: «In
altre aziende si fa biglietteria anche senza integrativo? Sono realtà
piccole, dove contrattano direttamente autista e datore di lavoro,
senza coinvolgere il sindacato: atteggiamento che denunciamo da
sempre. Ati finora non ha mostrato una reale volontà di accordarsi».
Oggi sindacati e azienda si incontreranno in Prefettura, alle 10, per
trovare una soluzione.
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Tagli al trasporto pubblico: licenziamento per quattro autisti
dell'Azienda STP, Consorzio Granda Bus
Da
www.targatocn.it del 15 febbraio
E' il primo
provvedimento di questo tipo non solo su scala regionale ma, secondo
Giancarlo Topino, della segreteria Filt Cgil, sarebbe il primo
a livello nazionale. Il licenziamento di 4 dipendendi dell'azienda STP,
capofila del Consorzio Granda Bus, 4 autisti su 49, gli ultimi
assunti. In percentuale è quasi il 10% del totale dei "diretti".
Su questo punto
Topino insiste: “A noi risulta che la STP abbia 63 dipendenti, di
cui 14 indiretti. E’ un rapporto altissimo. Che va assolutamente
verificato. Ed è quanto chiederemo al Comune di Cuneo di fare. La cosa
non ci risulta chiara e va chiarita, così come molte altre cose di
questa azienda”.
L’obiettivo
principale è, ovviamente, quello di trovare una strada per il
reinserimento di queste quattro persone. Tra sindacati e azienda
l’accordo non si è trovato. Da un lato l’azienda si è ritrovata a
dover gestire ingenti tagli, dall’altra il sindacato aveva chiesto di
temporeggiare, come si sta facendo in altre città.
Il tema è comunque molto caldo, tanto che è stato l’argomento di un
consiglio regionale straordinario richiesto dall’opposizione e
svoltosi proprio ieri. Giovanni Negro (UDC), nel suo intervento, ha
sottolineato proprio la situazione della provincia Granda e il grande
rischio occupazionale legato ai tagli, che sono dell’ordine di 60-80
milioni di euro.
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“Sospendete subito i tagli alle linee dei pullman”
Da “La Stampa” del
11 febbraio di LORENZO BORATTO
L’ appello dei sindacati: «Provincia e Comune di Cuneo sospendano i
tagli ai bus: sono stati i primi e gli unici in Piemonte a cancellare
linee». Ieri i rappresentanti dei sindacati trasporti hanno ribadito
la richiesta in Provincia, in occasione dello sciopero regionale di 4
ore (dalle 8 alle 12 nella Granda). È stato organizzato un presidio
davanti alla Provincia, quindi una delegazione (3 sindacalisti e 2
rappresentanti sindacali delle ditte Ati e Stp) ha incontrato il
vicepresidente della Provincia, Giuseppe Rossetto.
Luca Iacomino, Filt Cgil: «Si deve soprassedere ai tagli: il Consiglio
di Stato ha dato ragione alle aziende che erano ricorse al Tar contro
i tagli della Regione: -3% l’anno scorso, -9% nel 2012. Con nuove
riduzioni scatteranno i licenziamenti». Luca Bosio, Fit Cisl: «La
Granda è l’unica che ha ridotto corse e servizi. Il vicepresidente
Rossetto ci ha spiegato che si discuterà la richiesta di sospendere i
tagli lunedì in giunta». «A fronte di tasse mai così alte - dice
Enrico Vesce, Uil Trasporti -, ci vuole un servizio adeguato. Oggi si
colpisce il trasporto su gomma, domani sanità e istruzione. Inoltre il
Consorzio Granda Bus è composto da tante aziende che continuano a
ragionare per conto proprio, senza sinergie su mezzi, personale,
servizi». I sindacalisti lamentato che alcune aziende hanno già
chiesto la cassa integrazione («Ma tanti autisti devono ancora fare
gli straordinari»).
L’assessore provinciale ai Trasporti, Roberto Russo: «Altrove in
Piemonte si sta ragionando su questa riduzione di risorse e si vuole
razionalizzare, come nel nostroterritorio. Abbiamo avviato incontri
per integrare bus e treni ed evitare altri tagli lineari. Ma una
razionalizzazione andava fatta: finora sono state eliminate linee con
pochi passeggeri. Con la Regione stiamo ragionando per salvare il
servizio su gomma». A marzo potrebbe essere indetto un nuovo sciopero.
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“Un errore i tagli ai trasporti” Domani 4 ore senza pullman
Previste fasce di
garanzia. Un presidio a Cuneo davanti alla Provincia
Da “La Stampa” de
9 febbraio di LORENZO BORATTO
Tagli rilevanti alle linee del trasporto sui pullman decisi in questi
mesi da Comune e Provincia di Cuneo, sempre meno risorse da Regione e
Stato per il trasporto pubblico su gomma.
E domani il servizio bus di tutto il Piemonte si ferma per 4 ore di
sciopero: diverse le «fasce di garanzia» nelle città. A Cuneo, ad
esempio, saranno garantiti gli spostamenti sui mezzi pubblici soltano
tra le 6,30 e le 9,30 e tra le 10,30 e le 14,30.
I sindacati del settore trasporti della Granda hanno anche organizzato
un presidio di fronte alla sede della Provincia, dalle 10. Spiegano:
«La Regione con delibera del 28 novembre, ha disposto tagli per il
2012 pari al 15 per cento. Sono la conseguenza delle riduzioni dovute
alle due manovre dell’estate 2011 del precedente Governo, che avevano
ridotto il fondo nazionale trasporti da 2 miliardi a 400 milioni di
euro. Il nuovo Governo ha aumentato il fondo nazione di nuovo con 800
milioni per tutto il Paese con il decreto Salva Italia, ma la Regione
non rivede il taglio del 15% per il 2012 e minaccia di ridurre ancora
dell’8%».
I sindacati temono che la Regione «con una manovra poco trasparente
dirotti quei soldi su altri capitoli di spesa per chiudere le falle
che si sono aperte nel bilancio, non a caso in esercizio provvisorio».
C’è il problema per l’occupazione: sindacati e Consorzio Granda Bus
stanno discutendo da giorni sulla cassa integrazione a rotazione che
interesserebbe 4 lavoratori su 39 dei trasporti di Cuneo e hinterland.
Clemente Galleano, presidente del Consorzio GrandaBus (riunisce
differenti società che gestiscono l’appalto per Cuneo e la Provincia)
aggiunge: «I tagli al servizio di trasporto pubblico locale della
Granda continuano nonostante le altre Province piemontesi stiano
prendendo tempo, in attesa che la Regione rimoduli le riduzioni
attraverso un tavolo che avrà il compito di studiare un piano di
razionalizzazione in grado di non mettere in ginocchio il sistema. Il
Presidente della Provincia di Torino ha sospeso la riduzione dei
servizi prevista dal 6 febbraio. La Granda, invece, continua mantenere
le riduzioni già pianificate. Salteranno tutte le linee festive, con
chiusura del servizio per due settimane consecutive ad agosto».
ALTRE PROVINCE «Hanno preso tempo in attesa di un tavolo di
programmazione»
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Nuovi
pesanti tagli al trasporto pubblico locale della conurbazione di
Cuneo imposti dalla Regione: la riduzione dei servizi dal 1° febbraio
Da
www.cuneocronaca.it del 27 gennaio
In
ottemperanza alla Deliberazione della Giunta Regionale n. 35-2942 del
28 novembre 2011, dal 1 febbraio verrà attivata una riduzione dei
servizi della Conurbazione di Cuneo (con conseguente taglio di linee e
corse in orari di punta).
Tale
soluzione viene attuata solo ed esclusivamente per evitare di bloccare
del tutto il servizio prima della fine dell’anno per mancanza di
risorse economiche
“Sconcerta il fatto - dichiarano il sindaco di Cuneo Alberto Valmaggia
e l’assessore alla mobilità Guido Lerda - che nonostante il Comune di
Cuneo, in qualità di capofila della Conurbazione, primo in Piemonte,
abbia bandito nel 2004 una gara di appalto per l’aggiudicazione del
servizio di Trasporto Pubblico Locale della Conurbazione di Cuneo per
la quale è risultato aggiudicatario il Consorzio Granda Bus, si trovi
ora, seppur avendo sempre rispettato tutte le disposizioni normative
vigenti, nella condizione di essere oggetto di tagli decisi in maniera
unilaterale dalla Regione Piemonte che si ripercuoteranno in maniera
pesante sui cittadini utenti del servizio di Trasporto Pubblico”.
La
Conurbazione è formata dai Comuni di Cuneo, capofila, Roccavione,
Borgo San Dalmazzo, Vignolo, Cervasca, Bernezzo, Busca, Tarantasca,
Centallo, Castelletto Stura, Morozzo, Margarita, Beinette, Peveragno,
Boves. Serve un’area di 520 km quadrati per un totale di 115.000
persone, corrispondenti al 21% circa della Provincia di Cuneo.
“Quello che lascia ancora più esterrefatti – proseguono Valmaggia e
Lerda - è che il taglio attuato dalla Regione Piemonte è di tipo
orizzontale e non prende in considerazione, per esempio, la
possibilità di determinare un costo standard chilometrico del
trasporto. Appare anomalo come la contribuzione chilometrica
trasferita dalla Regione Piemonte per il servizio di Trasporto
Pubblico Locale della Conurbazione di Cuneo sia la più bassa della
Regione Piemonte e risulti essere ampiamente al di sotto della media
regionale per le Conurbazioni (Alessandria € 1,84 al km. Asti € 1,95
al km. Biella € 2,18 € al km. Casale Monferrato € 2,20 al km. Cuneo €
1,46 al km. Novara € 1,84 al km. Vercelli € 3,15 al km.).
In
altre parole il costo per ogni chilometro percorso dovrebbe essere
uguale in tutto il territorio regionale (chiaramente diverso per
tipologia di servizio: urbano, conurbato, extraurbano e
metropolitano): il Comune di Cuneo da sempre propone un tavolo di
lavoro alla Regione Piemonte dove andrebbero verificate le diverse
compensazioni riconosciute a tutti gli enti piemontesi e individuati
dei costi standard in base a parametri oggettivi (costo del gasolio,
costi di manutenzione e ammortamenti dei mezzi, costo del personale,
ecc.).
Dispiace che la Regione Piemonte non tenga conto di chi, in questi
anni, ha sempre avuto comportamenti di pieno rispetto delle regole,
dando attuazione a tutto quanto richiesto nella normativa di
riferimento nazionale e soprattutto locale, e si viene ora a trovare
nella situazione di non essere più nelle condizioni di onorare il
contratto di appalto stipulato e per il quale la Regione Piemonte, con
atti formali, aveva dato l’assenso alla copertura finanziaria. Con
pesante rammarico, dal primo febbraio ci troveremo quindi costretti ad
operare pesanti tagli alle linee, che andranno a colpire in modo duro
gli utenti del Trasporto Pubblico. Purtroppo questo è l’unico modo per
non essere costretti a sospendere il servizio durante l’anno per
carenza di risorse”.
Alla
luce di quanto sopra espresso, dal primo febbraio saranno in vigore i
nuovi orari che prevedono, in rapida sintesi, i seguenti tagli:
• eliminazione delle linee operaie per Michelin e zona
industriale Villaggio Colombero;
• eliminazione della linea B e della linea 4;
• eliminazione del servizio festivo mattutino;
• riduzione del servizio nel periodo estivo;
• taglio di corse in ore di punta tutto l’anno;
• eliminazione di gran parte della linea 6;
I
nuovi orari in vigore dal 1 febbraio saranno disponibili dal 30
gennaio presso l’URP del Comune di Cuneo.
Allo
stesso tempo l’Amministrazione Comunale è dovuta intervenire, sempre
in applicazione di disposizioni regionali (Delibera di Giunta
Regionale n. 36-2943 del 28 novembre 2011), anche sulle tariffe in
vigore che vedranno un aumento di circa il 10% per i biglietti di
corsa singola e del 6% per gli abbonamenti.
Gli
aumenti entreranno in vigore a partire dal prossimo 1 aprile, così
come imposto dalla Regione.
“Un
altro aspetto di primissima importanza da non dimenticare – concludono
il sindaco Valmaggia e l’assessore alla mobilità Lerda - e conseguenza
di quanto disposto dalla Regione Piemonte è che questi tagli, oltre
che sull’utenza, avranno ripercussioni fortemente negative anche
sull’aspetto occupazionale, con l’attivazione della cassa integrazione
in deroga per massimo un anno per diversi dipendenti della ditta
appaltatrice. Il vero rischio è che tutto ciò sia solo il preambolo
per la perdita di posti di lavoro”.
Proprio per questo motivo il sindaco ha nuovamente inviato in questi
giorni una formale comunicazione (l’ennesima di una lunga serie
iniziata nel 2010) al presidente Cota con la speranza che si possa
rapidamente organizzare un tavolo tecnico-politico che porti alle
necessarie e indispensabili misure di vera equità e efficacia per
tutti i servizi di Trasporto Pubblico Locale della Regione Piemonte.
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Mancano le risorse Pesanti tagli sulle corse a Cuneo e hinterland
Da “La Stampa” del
18 gennaio 2012 di [L. B.]
Sempre meno risorse pubbliche da Governo e Regione. E sempre meno
corse degli autobus pubblici anche per Cuneo e conurbazione (l’appalto
è gestito dal Comune di Cuneo). I nuovi tagli scatteranno
probabilmente dal 1˚febbraio: ieri sono stati illustrati nella
Commissione consiliare Trasporti del capoluogo. «Riduzioni pesanti, su
corse assai frequentate, a differenza dei tagli del 2011», hanno
spiegato i tecnici del Comune ai consiglieri.
Prima l’assessore comunale alla Mobilità, Guido Lerda ha spiegato:
«Contestiamo la logica della Regione che impone tagli lineari a tutti
i centri, anche a chi è ampiamente sotto la media come Cuneo o Alba,
dove il rimborso pubblico per km è meno della metà di Vercelli e assai
inferiore a tutti i capoluoghi di provincia. Chiederemo chiarezza su
questo punto alla Regione».
Pier Giacomo Quiriti, vicepresidente consorzio GrandaBus (le imprese
che gestiscono l’appalto del Comune per capoluogo e conurbazione):
«Disarmante sapere che dovremo licenziare, mentre Cuneo è l’unico
capoluogo d’Italia dove il 35% del finanziamento viene da biglietti e
abbonamenti, come impone la legge. Qui, poi, i bilanci sono in regola
mentre altrove, con più risorse, il passivo è altissimo». L’altroieri
il consorzio GrandaBus e le sigle sindacali hanno firmato un accordo
per la richiesta della cassa integrazione in deroga che interesserà, a
rotazione, 4 lavoratori. «Era l’unico modo per non licenziare nessuno,
ma la cassa in deroga vale soltanto per un anno ha aggiunto Quiriti .
Inoltre, ad aprile, si prospetta un’ulteriore riduzione di
stanziamenti pubblici, meno 8%: dovremo licenziare oppure toccare le
corse degli studenti, che finora non sono mai state considerate: un
disastro».
I tagli di Cuneo e conurbazione che scatteranno da febbraio: riduzione
delle corse estive, a scuole ormai chiuse (si ipotizza dal 12 giugno
al 12 settembre), cancellazione delle corse la domenica mattina (dopo
il taglio del 2011, ma restano le corse pomeridiane), spariscono la
linea 4 (20 corse al giorno tra Cuneo e Madonna dell'Olmo), la linea B
(che serve il popoloso quartiere di San Paolo) e le «corse operaie»
per Michelin e Bottero (tra 10 e 30 passeggeri per ogni singola
corsa).
La prossima settimana è previsto un incontro a Torino con il
presidente della Regione Roberto Cota per sapere quante saranno le
risorse, quali i tagli. «Ma difficilmente ci saranno novità rispetto a
quanto già sappiamo», ha aggiunto l'assessore Lerda. In quel caso tra
meno di due settimane ci saranno nuovi ulteriori disagi per centinaia
di utenti.
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Preoccupazione dei sindacati per i tagli al trasporto pubblico in
Granda: "A rischio l'occupazione"
Da
www.targatocn.it del 24 dicembre
Dalla conferenza
stampa che i sindacalisti Cgil, Cisl e Uil del settore trasporti hanno
convocato dalla stazione ferroviaria di Cuneo è emersa tutta la
preoccupazione per la situazione per il trasporto pubblico ferroviario
e su gomma. Dal documento che la Regione ha consegnato al sindacato, è
infatti previsto dal 2012 il 15% in meno di stanziamenti per il
trasporto su gomma e il 10 % in meno per le ferrovie.
“E' stato
attuato un vero attacco al settore senza alcun progetto alla base”
ha detto Luca Bosio della Fit Cisl. “Tagli che ricadranno
sui cittadini e sull'occupazione. Abbiamo calcolato almeno 50 posti di
lavoro in meno fra autisti ed indotto per le aziende del consorzio
della Granda Bus, oltre ad un taglio dei servizi per i cittadini di
circa il 20%”. Nonostante poi che nella Provincia esista un
consorzio per i trasporti, di fatto ogni azienda continua a viaggiare
per contro proprio, facendosi una concorrenza spietata approfittando
della situazione di crisi.
Enrico Vesce
(Uil): “Non sono state ripristinate tutte le risorse da parte del
Governo sulle quali invece le regioni potevano contare nel passato.
Senza contare che dal 2013 non ci saranno più trasferimenti diretti
dal governo alle regioni, che dovranno attingere dalla fiscalità
generale.” Per parlare di questo e di tutto ciò che ne consegue, i
sindacati vogliono programmare un tavolo di lavoro con la Provincia
per discutere un progetto serio di proposte ai cittadini.
Giancarlo Topino
della Cgil : “Sono stati fatti tagli orizzontali ed irrazionali. Ad
esempio sulla linea della GTT che collega Alba a Canale sono state
eliminate le corse festive e mantenute quelle che non servono a
nessuno. Molte aziende poi cavalcano la crisi per non rispettare i
contratti. Alla SAC di Bra non pagheranno le tredicesime. Quello che
noi vorremmo è che la Provincia, e l'assessore dei trasporti, oltre a
decidere i tagli, esercitasse anche un controllo sulla esatta
applicazione dei capitolati d'appalto che ha con le aziende. Alcune
delle quali ne approfittano ed arrivano a tagliare anche 100 euro al
mese di integrativi ai dipendenti.”
Alcuni casi
concreti dei tagli indiscriminati sulle corse. La linea da Busca a
Fossano che trasportava 30 persone è stata eliminata e “lo si è
saputo dai giornali” ha detto il delegato Fim Cisl Comino
della Michelin. Un autista della linea della Michelin che collega
l'azienda con la Valle Pesio ha denunciato il taglio delle corse che
trasportavano 40 operai sui vari turni. "Scelte insensate, invece
di incidere sul trasporto estivo”
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“Bus, personale e corse a
rischio”
I sindacati
convocano un’assemblea a Fossano lunedì prossimo
Da “La Stampa” del
7 dicembre di LAURA SERAFINI
«La Regione farà un taglio del 15% dei finanziamenti per il trasporto
su gomma. Questo significa anche una riduzione del servizio per i
cittadini e tanti posti di lavoro persi». Luca Bosio della Fit Cisl
spiega così perché, insieme ai colleghi della Cgil e della Uil, ha
indetto un’assemblea pubblica per lunedì 12 al «Bar Tom» a Fossano.
«Abbiamo fatto un calcolo molto approssimativo e probabilmente
arrotondato per difetto - spiega Enrico Vesce, della Uil Trasporti -
ma i posti persi a partire dal 2012 potrebbero essere oltre 50.
Inoltre il consorzio Granda Bus ci ha comunicato che avrà molte
difficoltà a pagare le tredicesime».
Solo il provincia di Cuneo ci sono più di 400 persone impiegate nel
settore del trasporto pubblico su gomma, se si contano autisti,
personale amministrativo e lavoratori dell’indotto.
«Sono tre anni che il contratto nazionale non viene rinnovato. Anche
questo genera malumore - continua Luca Iacomino, della Filt Cgil - Il
trasporto pubblico ha un’importanza fondamentale, soprattutto nel
Cuneese. Sarebbero studenti e anziani a pagare le conseguenze di una
riduzione del servizio, oltre ai lavoratori del settore».
Nella presentazione della manovra finanziaria il ministro ai Trasporti
Corrado Passera ha dichiarato che il settore sarebbe stato potenziato
e che sarebbero stati ripristinati i fondi tagliati. «Stiamo leggendo
tutti i documenti, per trovare una traccia scritta sull’argomento e
alcune cifre - concludono i sindacalisti -. Altre risorse ci farebbero
tirare un sospiro di sollievo».
Nell’assemblea di lunedì si deciderà insieme ai lavoratori come
organizzare una mobilitazione per il 16 dicembre.
E ieri il presidente del Consorzio Granda Bus (18 aziende che
gestiscono il trasporto nella Granda) ha scritto alla Regione:
«Scenario catastrofico, nella Granda più che altrove. I pagamenti
dalla Regione sono in ritardo di 5 mesi, abbiamo un’esposizione
insopportabile (con le banche, ndr.). Non potremo pagare le
tredicesime, da gennaio le aziende saranno costrette a licenziare
oltre 50 dipendenti».
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Bus, da tagliare 13 corse
su 100
Il provvedimento
riguarderà anche i treni, che aumentano le tariffe
Da “la Stampa” del
2 dicembra di LORENZO BORATTO
Ancora tagli per il trasporto pubblico su gomma. Questa volta
significano posti di lavori in meno, corse «saltate», riduzione della
rete e forse meno fermate. Nel 2012 arriverà una «sforbiciata» senza
precedenti: meno 13% di fondi stanziati dallo Stato, che si aggiunge
al - 3% già tagliato quest’anno.
Per Cuneo la situazione è stata presentata ieri, in Commissione
consiliare, dall’assessore comunale alla Mobilità Guido Lerda: «Su 2,6
milioni di km percorsi ogni anno dai pullman ne perderemo 350 mila.
Significa 10 autisti in meno. Non ci sono margini di trattativa e
Granda Bus, il consorzio che gestisce l’appalto, farà probabilmente
causa al Comune. Non so ancora dove taglieremo, ma saranno corse
frequentate».
Fra le ipotesi illustrate: eliminare l’ultima «linea operaia» per i
dipendenti Michelin, sospendere i viaggi al sabato pomeriggio e nei
momenti di «morbida» (meno passeggeri: tra le 9 e le 11 e tra le 14 e
17). Già quest’estate il Comune, che gestisce l’appalto anche per
l’hinterland, aveva ridotto il servizio: a giugno furono cancellate
tre linee, azzerate quasi tutte le corse festive, oltre
all’eliminazione di 55 linee a metà mattina e tarda serata.
Ieri alla Commissione ha preso parte anche Mino Taricco, consigliere
regionale del Pd: «La Regione spiega che questi tagli sono inevitabili
e che serviranno a sopprimere linee inutilizzate: una situazione
drammatica, queste riduzioni orizzontali penalizzano le gestioni
virtuose come la Granda».
I primi tagli della Provincia (che gestisce il resto dell’appalto
della Granda) sono scattati a novembre: -3% ha significato 29 linee in
meno su 103, 236 corse modificate o soppresse su 1900. Ma ora dovrà
fare tagli ancora maggiori rispetto al Comune, perchè gestisce una
rete molto più estesa: nei giorni scorsi si è parlato di oltre mezzo
milione di km ogni anno a cui rinunciare. L’assessore provinciale ai
Trasporti, Roberto Russo: «Faremo delle valutazioni a breve: è stata
approvata solo l’altro giorno la delibera di giunta regionale che
mette nero su bianco i tagli. Una questione molto delicata: le
decisioni saranno comunicate a tempo debito».
Sulla questione interviene Fabrizio Biolè, consigliere regionale del
Movimento 5 Stelle: «Si sta distruggendo il sistema dei trasporti
pubblici locali. Pagheranno studenti e pendolari: l’ennesimo calcio ai
diritti dei cittadini. Aumenteranno traffico privato e inquinamento,
con ricadute economiche e sulla sicurezza».
Si preannunciano grossi problemi anche per i treni: la riduzione dei
contributi provenienti dallo Stato (e quindi alle Regioni) arriverà
fino al 30% in 3 anni; da gennaio scatterà un aumento dei biglietti
del 10%. La prima risposta dei sindacati: sciopero generale dei
trasporti pubblici. Sarà il 15 e 16 dicembre, durerà 24 ore,
riguarderà bus e treni.
I sindacati
«Brutto momento
per i dipendenti»
[L. B.]
«Siamo in grande difficoltà. Questi nuovi tagli arrivano in un momento
terribile: da 3 anni non è neanche stato rinnovato il contratto della
mobilità, che riguarda i dipendenti di bus e treni. Oltre allo
sciopero nazionale di metà dicembre, ci saranno sicuramente anche
iniziative locali». Così ha spiegato eri in commissione a Cuneo Luca
Iacomino della Cgil Trasporti provinciale. Ai consiglieri è stato
distribuito anche un prospetto, con le differenze di rimborso
chilometrico garantite dalla Regione alle varie Province piemontesi.
Per Lerda si tratta di «differenze inammissibili e ingiustificabili:
siamo sempre stati contrari ai tagli lineari che premiano chi, in
passato, aveva i conti in rosso e penalizzano chi, come Comune e
Provincia, hanno sempre contenuto i costi». Il rimborso al km di Cuneo
è di 1,46 euro; a Bra 1,06, Alba 1,50. Il confronto con altre realtà
piemontesi è impietoso: ad Alessandria 1,84 euro al km, 1,95 ad Asti,
2,18 a Biella, 2,20 a Casale Monferrato.
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“I tagli
alle linee dei bus una scelta irrazionale”
Da “La Stampa” del
4 novembre di [A. G.]
«Ovvio che chi non ha il pullman di fronte a casa adesso si lamenta».
Così l’assessore ai Trasporti della Provincia Roberto Russo, in merito
al taglio di alcune linee di bus nella «Granda». «Le dichiarazioni
dell’assessore – replicano i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil
Marco Ricciardi, Matteo Carena e Giovannnnnnnni Ventura – sono quasi
peggiori delle scelte operate. Come si possono dire certe frasi di
fronte a 29 linee cancellate su 103, 236 corse su 1900 cancellate o
modificate». I tre leader sindacali si dicono d’accordo con gli
amministratori locali: «Non possiamo che condividere le dichiarazioni
di molti sindaci che segnalano come le iniziative avviate siano
ragionieristiche e non tengano conto delle caratteristiche del
territorio, dell’utenza, dell’impatto in termini di isolamento, sia
sotto il profilo della valorizzazione delle località sciistiche».
Ricciardi, Carena e Ventura intervengono sulle linee operaie
soppresse: «Siamo per una valutazione sull’utilizzo effettivo delle
tratte, prevedendo soluzioni alternative che non pesino unicamente sui
lavoratori e sul loro reddito
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"Le
dichiarazioni dell'assessore provinciale ai Trasporti sono
peggiori delle scelte operate": Cgil, Cisl e Uil all'attacco
Da
www.cuneocronaca.it del 28 ottobre
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. “Le dichiarazioni rilasciate
dall’assessore provinciale ai Trasporti sono quasi peggiori delle
scelte operate, come si fa infatti a sostenere che, a fronte di 29
linee cancellate su un totale di 103 e di 236 corse su 1900 cancellate
o modificate, sia “ ovvio che chi non ha il pullman di fronte a casa
adesso si lamenta “ ? Non possiamo che condividere le dichiarazioni di
molti sindaci che segnalano come le scelte operate siano
ragionieristiche e non tengano conto delle caratteristiche del
territorio, dell’utenza (giovani ed anziani che non hanno mezzi
propri), dell’impatto in termini di isolamento sia materiale che
culturale (collegamento con il capoluogo di provincia o con i centri
maggiori), sia sotto il profilo della valorizzazione delle località
sciistiche. Abbiamo tenuto volutamente per ultimo la questione delle
linee operaie (non perché siano da noi condivise le scelte operate) ma
perché non vorremmo essere accusati di difendere il nostro “ piccolo
orto “. Ne avremmo tutto il titolo ma, come abbiamo detto in più di
un’occasione, eravamo e siamo per una valutazione sull’utilizzo
effettivo delle tratte prevedendo anche soluzioni alternative che non
pesino unicamente sui lavoratori e sul loro reddito. Abbiamo inoltre
sempre sostenuto che andava compiuta una ricognizione per evitare
doppioni tra gomma e treno, in modo tale da garantire un utilizzo
delle risorse che non avesse come unico obiettivo quello di investirle
sulle tratte di maggiore utenza, ma garantendo invece un’idea di
servizio di trasporto pubblico locale la più ampia possibile. Non ci
rassicurano inoltre le affermazioni dell’Assessore sulle prospettive
future, frutto di una mancanza di programmazione e di risorse da parte
della Regione Piemonte alla quale la nostra Provincia si è
immediatamente uniformata”. I segretari provinciali CGIL-CISL-UIL M.Ricciardi,
M.Carena, G.Ventura
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Tagli di linee e corse dei pullman “Hanno deciso senza consultarci”
Sindaci: scelta
assurda. Cgil, Cisl e Uil: danni a chi è in situazione economica
difficile
Da “La Stampa” del
27 ottobre di MATTEO BORGETTO ANDREA GARASSINO Mario Bertoldi
Visto che ci tagliano
anche i bus, chiederemo l’annessione alla Francia. Sarà anche lo Stato
più centralista del mondo, ma almeno le tasse dei contribuenti tornano
ai Comuni. E non ci sentiremo più derisi quando Sarkozy ride
dell’Italia». È la provocazione del sindaco di Vinadio, Angelo Giverso,
alla notizia della soppressione, da martedì, di 2 corse al martedì
dalla valle Stura verso il mercato di Cuneo. Rientra nell’elenco di 29
linee su 103 e di 236 corse su 1900 cancellate o modificate,
comunicato dal Consorzio «Granda Bus», in accordo con la Provincia.
«Aumenterà la desertificazione della montagna - commenta Giverso -. Lo
Stato ci ha già chiuso le scuole per risparmiare sui maestri, così il
Comune spende di più per il trasporto alunni. Questa nuova mazzata che
colpisce cittadini e lavoratori. Inaccettabile».
Il sindaco di Demonte, Mario Bertoldi: «Il nostro territorio soffre da
anni il problema di comunicazioni con la pianura. Non c’erano grandi
numeri d’utenza sulle due linee soppresse, ma era comunque un servizio
utile, in particolare per gli anziani». «Sono deluso dice Aldo Perotti,
presidente della Comunità montana del Monviso e sindaco di Crissolo
perchè non c’è stato dialogo con i territori. I trasporti sono
essenziali per la montagna».
Altri primi cittadini sono contrari alla cancellazione dei pullman
degli operai verso la Michelin ai Ronchi di Cuneo. «Erano soltanto in
5 nel mio paese a usare quel bus - spiega il primo cittadino di
Villafalletto, Ilio Piana ma sarà comunque un disagio. Se non
riusciranno a gestirsi autonomamente, contatterò la Michelin e i
sindaci dei paesi vicini per trovare una soluzione». Il collega di
Roccabruna, Claudio Garnero: «Decisione assurda. Se un pullman grande
costa troppo, si utilizzi un pulmino, senza togliere un servizio a chi
deveandare a lavorare. Scriverò alla Provincia e all’azienda per
tutelare gli operai».
Il sindaco di Dronero, Livio Acchiardi: «In tempi di crisi, purtroppo,
servono questi sacrifici. Avrei però gradito che si trovassero le
risorse per mantenere il servizio». Di fulmine a ciel sereno parlano i
primi cittadini Cosimo Ventruto di Roaschia (due corse feriali
soppresse verso Cuneo) e Giovanni Comino di Frabosa Soprana
(cancellato il servizio stagiona verso Mondovì). «L’ennesimo
provvedimento che arriva dall’alto, senza interpellarci - dice
Ventruto -. Non sappiamo più come difendere la montagna. Tanto vale
chiudere i municipi».
«L’ho saputo leggendo “La Stampa” - aggiunge Comino -. Nessuno ci ha
avvisato. Serviva una decisione unanime delle istituzioni. Ora invece
subiremo questo grave danno, soprattutto per i giovani ed il turismo».
Preoccupato anche Mario Giuliano, sindaco di Boves, che di recente ha
ottenuto l’apertura di una linea dal capoluogo alla frazione Mellana,
ma perderà il c o l l e g a m e n t o con la Michelin, oltre a due
corse mercatali e il servizio festivo verso Cuneo. «Contento per il
primo risultato, profondamente amareggiato per gli altri due, che non
ci aspettavamo. Spero in un’azione coordinata tra i sindaci per
trovare una soluzione».
«Visto che si creano delle economie - dice Paolo Allemano, primo
cittadino di Saluzzo - l’auspicio è che le risorse liberate dai tagli
siano utilizzate con attenzione: non solo per la funicolare di Mondovì,
ma anche per i bus nella nostra città e di Savigliano».
I segretari provinciale di Cgil Marco Ricciardi e Cisl Matteo Carena:
«Questi tagli si scaricano su chi vive situazioni economiche già
complicate: gli operai che prima usavano i bus adesso dovranno andare
al lavoro in auto. Le soppressioni andavano compensate con il
potenziamento di altri servizi di trasporto. Sui provvedimenti decisi
dalla Provincia le confederazioni sindacali non sono state
interpellate». «Non si possono accettare decisioni del genere - dice
Giovanni Ventura, segretario Uil - senza la concertazione. Chiediamo
un nuovo incontro con la Provincia per ridiscutere i tagli e
analizzare insieme le priorità».
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Dopo
oltre un mese di iniziative il conducente ATI licenziato riavrà un
posto di lavoro
Da
www.targatocn.it del 3 agosto
Era stato licenziato
il 1° luglio scorso, A.R. di Dronero, e per lui i sindacati avevano
intrapreso la procedura di raffreddamento perché, secondo le sigle
sindacali Cgil, Cisl e Uil: "Davanti a questo caso chiediamo che le
aziende che prendono soldi pubblici si prendano anche le proprie
responsabilità".
La questione del
licenziamento dell'autista, che ha perso i requisiti a seguito di un
calo di udito, è stata poi portata davanti ad altri luoghi simbolo
come la Provincia il 21 luglio e la sede dell'azienda in due
occasioni: il 13 luglio e mercoledì 3 agosto. Sembrava una faccenda
irrevocabile invece, proprio il 3 agosto, è arrivata la svolta anche
grazie ad un intervento incisivo del Prefetto Patrizia Impresa e del
vice-prefetto Maria Antonietta Bambagiotti.
A seguito del lungo
vertice tenutosi a Cuneo in Prefettura (presenti le 3 sigle sindacali,
Impresa e Bambagiotti, lavoratori, RSU e vertici ATI) è arrivata la
svolta, ovvero un accordo tra le parti giunto alla fine di un lungo
percorso di conciliazione. Il lavoratore avrà un altro posto
all'interno del gruppo (come da sempre richiesto durante le proteste),
in prima istanza part-time poi eventualmente full-time. Soddisfatti i
rappresentanti sindacali usciti alle 17 circa da una lunga trattativa:
"Siamo lieti del risvolto positivo della vicenda, di quanto fatto da
tutte le parti per arrivare ad un accordo in maniera congiunta. Ora
non saranno più intraprese azioni dimostrative nei confronti
dell'azienda ed è stato revocato anche lo sciopero proclamato per il
12 settembre".
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SALUZZO.
CONFAGRICOLTURA E I BRACCIANTI
“Le aziende della frutta rispettano
i migranti”
Da “La Stampa” del 3
agosto di ANDREA GARASSINO
SALUZZO
«Vorrei spezzare una
lancia a favore della stragrande maggioranza degli imprenditori
agricoli della provincia che danno regolarmente lavoro a stagionali
immigrati e fanno di tutto per creare attorno a loro le migliori
condizioni di vita e di lavoro». Roberto Abellonio, direttore di
Confagricoltura Cuneo, interviene sulla vicenda dei braccianti
africani ospitati dalla Caritas e alla Stazione di Saluzzo, dopo
l’appello della responsabile Immigrati della Cgil per raccogliere
scarpe da fornire ai migranti che utilizzano le infradito. «Non si può
negare che esistano delle eccezioni – prosegue Abellonio -, ma non è
neanche corretto fare di tutta l’erba un fascio e generalizzare
situazioni isolate».
Il direttore di
Confagricoltura fornisce dei dati: «Il settore agricolo nel Saluzzese
dà lavoro a circa 5 mila braccianti stranieri, tra chi ha contratti a
tempo indeterminato e gli stagionali. Tra questi, i circa 100-150
ragazzi africani sono un’esigua minoranza ed un’eccezione, mentre
tutto il resto della forza lavoro è in regola sotto tutti i punti di
vista».
La conferma giunge da
Santo Alfonzo, direttore dello Spresal dell’Asl Cn1: «Facciamo
controlli nelle aziende agricole e quello che emerge è una situazione
di normalità, pur non volendo negare alcune criticità». Abellonio
lancia un appello: «Il settore frutticolo sta soffrendo per
l’insufficiente remunerazione. Bisognerebbenon enfatizzare il
bicchiere mezzo vuoto».
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Licenziato dall’Ati
Presidio a Cuneo
Da “ La Stampa”
del 22 luglio di [L. B. - A. G.]
Presidio di
protesta, ieri mattina, davanti alla Provincia a Cuneo, con 50
lavoratori e sindacalisti di Cgil e Cisl (presenti anche i segretari
provinciali Marco Ricciardi e Matteo Carena): «Va riassunto il
lavoratore licenziato dall’Ati di Saluzzo: ha 49 anni ed è stato
mandato a casa dopo quasi venti di servizio corretto e impeccabile,
soltanto perché è stato registrato un abbassamento dell’udito
all’orecchio sinistro».
Giancarlo Topino, della FitCgil: «Comportamento aziendale assurdo,
tanto più per una ditta che si sorregge su soldi pubblici. Suona come
una beffa il fatto che l’azienda ci dica che “non fa beneficenza”. Le
persone non si rottamano». Luca Bosio della FiltCisl provinciale: «Le
proteste finora non hanno funzionato, ma quanto successo è ingiusto:
l’Ati è la maggiore azienda di trasporto su bus in provincia, con
oltre 200 dipendenti».
Sabatino Basile è il segretario regionale della Filt-Cisl: «Siamo qui
a supporto della mobilitazione: l’azienda rifletta. Anche altrove in
Piemonte, in ditte molto più piccole, si è sempre trovata una
ricollocazione: biglietteria, officina o manutenzione delle
pensiline».
L’uomo è stato licenziato con tre giorni di preavviso a inizio mese.
Secondo i sindacati la pensione di invalidità che spetta al lavoratore
è di 700 euro al mese, ma deve ancora essere accordata dall’Inps. «I
sindacati proseguono sulla loro strada – dice Clemente Galleano,
amministratore delegato dell’Ati – e sono sordi alle nostre proposte.
Il presidio di fronte alla Provincia non aggiunge niente». Stamane,
alle 9, i vertici Ati saranno impegnati in un incontro con il prefetto
per discutere del licenziamento.
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Licenziano un
autista I colleghi protestano
Da “La Stampa” del 14
luglio 2011 di [A. G.]
Erano circa cinquanta, ieri mattina, gli autisti e i dipendenti dell’Ati
che hanno partecipato al presidio di fronte ai cancelli dell’azienda,
in via Circonvallazione a Saluzzo. Protestavano per il licenziamento
di un dipendente in servizio da 20 anni. Gli è calato l’udito e,
secondo la ditta, non è più idoneo al servizio. «Autista malato,
autista rottamato» hanno scritto su un cartellone.
«Abbiamo avuto un incontro con la dirigenza - spiegano Luca Bosio e
Enrico Vesce, segretari provinciali di categoria di Cisl e Uil e
Giancarlo Topino, della segreteria cuneese della Filt-Cgil - che non è
ritornata sui suoi passi. Noi riteniamo, invece, che un’impresa di
queste dimensioni possa trovare altre mansioni per il dipendente
allontanato. C’è un pensionato che distribuisce biglietti con un
contratto di collaborazione. È un compito che potrebbe svolgere
l’autista licenziato. Venerdì ci sarà una nuova riunione».
Per i sindacalisti «il presidio è riuscito e c’è stata una buona
risposta di tutti coloro che non erano in servizio. Non si è trattato,
infatti, di uno sciopero». «I lavoratori - proseguono Bosio, Vece e
Topino - temono che possa accadere anche a loro».
Presente alla manifestazione anche l’autista licenziato che chiede di
restare anonimo: «Non mi aspettavo un trattamento così dopo 20 anni di
servizio. Non mi hanno fatto proposte alternative: mi hanno
semplicemente comunicato che ero fuori. Mi mancano 10 anni alla
pensione e mi fa piacere che i colleghi rispondano con questo
presidio». «L’Ati riceve la maggior parte dei finanziamenti dal
pubblico - dice Topino - quindi le istituzioni intervengano e si
prendano delle responsabilità».
Ha partecipato alla manifestazione Basile Sabatino, segretario
regionale Fit-Cisl: «Le forze sindacali, anche a livello nazionale,
continueranno a sostenere il lavoratore dell’Ati licenziato»
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TRASPORTI. ELIMINATI
ANCHE 55 COLLEGAMENTI IN CITTÀ E VERSO L’HINTERLAND
Oggi a
Cuneo scattano i tagli alle linee dei bus
Cancellati tre
percorsi e azzerate quasi tutte le corse nei festivi
Da “La Stampa” del 13
giugno di LORENZO BORATTO
Novità Nei festivi
sarà attivato un servizio di bus «circolare» con partenza da piazza
Torino Il percorso prevede fermate nei diversi quartieri della città
Chi, invece, dovrà raggiungere le frazioni potrà utilizzare un
servizio di bus «a chiamata» prenotando al numero 3669337904
Al via da oggi i
tagli ai bus disposti dal Comune per le riduzioni dei trasferimenti
decisi dalla Regione a marzo (-3% per quest’anno). Gli effetti si
faranno sentire sui collegamenti di Cuneo e tra l’hinterland e il
capoluogo: cancellate tre linee, azzerate quasi tutte le corse nei
festivi (ma verranno introdotte, da domenica, una linea «circolare»
sull’Altipiano e un servizio «a chiamata» per le frazioni), oltre
all’eliminazione di 55 corse andata-ritorno a metà mattina e tarda
serata. Obiettivo: ridurre i costi. Il Comune è tra i primi enti
locali piemontesi ad attuare il piano di modifiche al trasporto
pubblico locale.
Le tre linee
soppresse sono quelle che interessano l’ascensore inclinato (restano
però i collegamenti per la Stazione di Borgo Gesso in concomitanza di
arrivi e partenze dei treni da e per Mondovì), il cinema e il bowling
di Borgo San Dalmazzo (resteranno le corse al sabato) e la linea delle
piscine e campi sportivi comunali.
Saranno poi eliminate
55 coppie di corse. Sono state individuate dal Consorzio Grande Bus e
dai tecnici dell’ufficio mobilità del Comune le in base al numero
medio di passeggeri inferiore a 3. Riguardano anche collegamenti con i
centri intorno a Cuneo: Peveragno, Borgo, Busca, Centallo, Beinette,
Margarita, Morozzo, Tarantasca, Roccavione, Cervasca, Vignolo,
Bernezzo, Castelletto Stura e Centallo.
Altra novità: sempre a causa dei pochi utenti saranno azzerate da
domenica le corse festive (eccetto i collegamenti con Borgo San
Dalmazzo). Ma dal 19 giugno, nei festivi, verranno introdotte una
linea «circolare» in città, e una per le frazioni. La prima sarà
attiva dalle 8,30 alle 19,30. Il percorso: piazza Torino, via Roma,
corso Nizza, corso Giolitti,
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La
Provincia sospende i tagli alle otto linee dei pullman
Provvedimento dopo
l’annuncio del ricorso al Tar, ma forse durerà solo 2 settimane
Da “La Stampa” del
13 maggio di LORENZO BORATTO
Il taglio 8 linee utilizzate dai lavoratori, deciso della Provincia, è
stato «congelato». Forse soltanto per un paio di settimane. Una
sospensione annunciata ieri mattina al tavolo tecnico sul trasporto
pubblico locale, che si è riunito nella sede della Provincia a Cuneo.
Erano presenti l’assessore provinciale ai Trasporti Roberto Russo, i
vertici del Consorzio Granda Bus (le 19 aziende che gestiscono
l’appalto dei pullman nel Cuneese, escluso capoluogo e conurbazione) e
i rappresentanti dei sindacati.
Granda Bus ha ribadito che Anav e Conservizi (le associazioni
piemontesi delle autolinee private e pubbliche) ricorreranno al Tar
contro la delibera regionale di marzo, che impone una riduzione del 3%
quest’anno (e del 15% entro il 2013) alle sovvenzioni che gli enti
pubblici pagano, per legge, alle aziende. Il motivo: «Ci sono risorse
aggiuntive già stanziate dal Governo».
Nei giorni scorsi la Provincia aveva annunciato di voler cancellare,
da lunedì, 8 corse: le linee da Saluzzo, Alba e Bra verso Carmagnola
(stabilimenti Fiat e Teksid), quelle che raggiungono la Michelin di
Cuneo da Farigliano, San Damiano Macra, Busca, Peveragno, Dronero e
ancora Martiniana Po-Savigliano (Saint Gobain). Corse con pochi
passeggeri e alti costi: se cancellate, si sarebbero risparmiati oltre
750 mila euro l’anno. Ma si sono levate le proteste di sindacati e la
sezione autolinee di Confindustria aveva detto: «Così dovremo
licenziare 14 autisti».
L’assessore Russo spiega: «La decisione di impugnare la delibera
regionale ci ha spinto a una pausa di riflessione. Abbiamo chiesto al
Consorzio, come in passato, di presentare una sua proposta nel
rispetto dei criteri dettati dalla Regione, ma salvaguardando gli
utenti e senza dover licenziare dipendenti. Bisogna però agire in
fretta». Più si aspetta, più il taglio del 3% sarà incisivo.
Russo aggiunge: «Ci accorderemo con le altre Province del Piemonte per
applicare la riorganizzazione insieme e nel modo meno traumatico
possibile. Tuteleremo le linee di maggiore utenza e quelle usate dagli
studenti». Sempre ieri i sindacati dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil
hanno detto: «Tagli inapplicabili, perchè ci sono soldi in più. Il
Comune di Cuneo è intervenuto puntando a riorganizzare il servizio,
non a sospenderlo. Ma è indispensabile conoscere i dettagli di ogni
azienda del Consorzio: solo così potremo ragionare sulla
riorganizzazione senza perdere posti di lavoro».
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TRASPORTI.
LUNEDÌ PROTESTA DEI SINDACATI
Aziende dei bus
“La Provincia ci deve 6,5 milioni” Attesi rimborsi per il 2010 e da
gennaio ad aprile Assessore: prima di pagare servono accertamenti
Da “La Stampa” del
6 mgagio di LORENZO BORATTO
«La perdita di 14 posti di lavoro tra i 500 autisti di pullman nella
Granda? Non ci sono comunicazioni ufficiali, sapremo lunedì, dopo il
presidio di protesta davanti alla Provincia. Ma questo dà ragione alle
nostre preoccupazioni». Così i sindacati del settore trasporti di Cgil,
Cisl e Uil dopo la decisione della Provincia di cancellare, dal 15
maggio, 8 linee nella Granda. Corse «poco frequentate e molto care»:
la soppressione permetterà di risparmiare 750 mila euro l’anno.
Il provvedimento della Provincia è legato alla riduzione del 3% deciso
dalla Regione, che sovvenziona al 65% il trasporto pubblico su gomma.
Michele Marengo, presidente della sezione autolinee di Confindustria:
«Cuneo è la prima Provincia in Piemonte ad applicare i tagli. Altrove
si pagano ogni mese i rimborsi alle aziende; nel Cuneese s’attende
ancora il saldo del 2010: 3 milioni di euro. Da sommare a 3,5 milioni
del primo quadrimestre 2011. Alcune aziende rischiano di non
poterpagare gli stipendi».
La replica dell’assessore provinciale ai Trasporti, Roberto Russo: «In
questo settore la Provincia si basa sui trasferimenti dalla Regione.
Prima di versare i rimborsi servono verifiche che gli uffici stanno
eseguendo. Capisco la preoccupazione in un momento di risorse scarse.
Lunedì a Torino parteciperò all’incontro con i colleghi assessori
piemontesi, al pomeriggio è prevista una riunione a Cuneo con aziende
e sindacati: si deve ragionare su numeri concreti per pianificare il
futuro. La Provincia di Asti ha indetto una gara per i bus: con il 4%
di ribasso è stato assorbito il taglio delle Regione».
Clemente Galleano, presidente del Consorzio «Granda Bus»: «Ci sono 14
posti a rischio. Ma cancellate quelle linee si elimina un servizio.
Erano km che potevano essere utilizzati meglio, non eliminati. Il
problema sarà nel 2012: -10% di risorse significa perdere linee molto
frequentate. Stiamo valutando di impugnare al Tar le delibere di
Provincia e Regione sulla riduzione delle risorse: il Governo ha dato
nuovi fondi». Per il consigliere regionale Fabrizio Biolè (Movimento 5
Stelle), «la volontà di tagliare i servizi essenziali rende miopi
sugli effetti negativi che provocano».
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«Stato
d’agitazione contro i tagli al settore trasporti su pullman»
Da “La Stampa” del
30 aprile di [L. B.]
Proclamazione da ieri dello stato di agitazione, assemblea mercoledì
dalle 14,30 al Dopolavoro dei ferrovieri a Cuneo e, il 9 maggio,
presidio di protesta di fronte alla sede della Provincia, in corso
Nizza. I sindacati trasporto Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti
contestano i tagli voluti dalla Regione al trasporto pubblico su
gomma: «In 3 anni sono a rischio nella Granda oltre 50 posti di lavoro
su 400 occupati». Luca Bosio, Cisl: «Dal 15 maggio la Provincia di
Cuneo sarà la prima in Piemonte ad applicate i tagli: 1,4 milioni di
euro in meno quest’anno. Quindi meno corse e meno personale». Luca
Iacomino, Cgil: «Serve un tavolo di confronto perché la Conferenza
Stato-Regioni ha concesso nuove risorse: 83 milioni di euro al
Piemonte, almeno 5 per il Cuneese che compenserebbero i tagli e
permetterebbero un servizio migliore». Enrico Vesce, Uil: «La Regione
non finanzia più la corsa Alba-Torino, 208 mila km l’anno, che ora
pagherà la Provincia. Entro l’anno altri tagli sono previsti per il
trasporto su rotaia».
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“Meno finanziamenti Così sono a rischio 50 posti di lavoro”
Le aziende
protestano per la riduzione delle risorse pubbliche. Appello alla
Provincia
Da “La Stampa” del
10 aprile 2011 di LORENZO BORATTO
La Regione, a dicembre, aveva annunciato un taglio delle risorse
pubbliche per bus e autobus del 15%. Poi le trattative serrate e
l’accordo per «spalmare» la riduzione in 3 anni. Con una riduzione del
3% subito, nel 2011. Ora le aziende della Granda protestano.
«Chiediamo alla Regione di azzerare i tagli deliberati - spiega
Clemente Galleano, presidente del Consorzio Granda Bus, che riunisce
18 aziende della provincia -. Queste riduzioni, insieme all’aumento
spropositato del costo del carburante, stanno strangolando le
aziende».
Non solo: il consorzio ha lanciato un appello alla Provincia, perché
«compia un atto di coraggio e si opponga ai tagli imposti da Torino:
le risorse per azzerare le riduzioni ci sono, perchè lo Stato ha
stanziato ulteriori fondi per 425 milioni di euro».
Il taglio deciso dalla Regione (delibera della Giunta 15-1761 del 28
marzo) significa per la Granda 2,5 milioni di euro in meno e 50 posti
di lavoro persi in tre anni (oggi i dipendenti delle 18 aziende sono
380). Perchè meno risorse vuol dire meno corse sulle linee poco
utilizzate, che viaggiano con pochi passeggeri a bordo. Ma in futuro
potrebbero essere a rischio anche le tratte più frequentate, usate da
centinaia di studenti e pendolari.
L’assessore provinciale ai Trasporti, Roberto Russo: «Impossibile
ridurre i tagli della Regione, per adesso, anche se la trattativa è
aperta e gli incontri sono continui. Le risorse in meno devono essere
un incentivo per migliorare il servizio, tagliando via i “rami
secchi”. Ad esempio sono già state soppresse corse in valle Belbo, che
viaggiavano praticamente vuote».
Sulle risorse aggiuntive stanziate da Roma alle Regioni, Russo
prosegue: «Soldi che il Governo ha impegnato, è vero, ma in Regione
sono in corso le valutazioni: dovrebbero essere utilizzate per grandi
progetti. Uno è già in cantiere, per la Granda: si tratta di una rete
di navette che colleghi i centri di Langa e Roero con il nuovo
ospedale di Verduno. Ma quei soldi non possono essere usati per
contenere una riduzione di risorse già deliberata: stiamo trattando,
ma si deve fare fronte a quei soldi in meno senza penalizzare gli
utenti».
Il trasporto pubblico su gomma è finanziato per due terzi da risorse
pubbliche, soldi trasferiti dallo Stato alle Regioni che arrivano,
attraverso la Provincia, alle aziende: così si garantiscono anche
corse che non sarebbero remunerative, ma che rappresentano un servizio
per la popolazione. Galleano: «Le autolinee della Granda non sono in
grado di gestire i tagli previsti. Senza una soluzione saremo
costretti a ridurre il personale. Con un paradosso: l’eventuale cassa
integrazione in deroga sarebbe finanziata dalla stessa Regione». Il
consorzio lamenta anche di non aver ancora ricevuto il pagamento del
primo trimestre 2011 e il saldo dell’anno scorso.
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Sciopero
dei treni e del trasporto urbano locale: garantite solo alcune
fasce orarie
Da
www.targatocn.it del 31 marzo di Barbara Simonelli
Giornata calda, domani, sul fronte del trasporto pubblico sia su gomma
che su ferro. La protesta, indetta da tutte le sigle sindacali in modo
unitario, è dovuta al mancato rinnovo del contratto nazionale
scaduto da oltre due anni e ai tagli al trasporto locale da parte del
Governo.
Dopo
lo sciopero che ha interessato, nella giornata di oggi 31 marzo, il
trasporto extraurbano, da stasera alle 21 fino alla stessa ora di
domani 1 aprile incroceranno le braccia i dipendenti del trasporto
ferroviario. Saranno garantiti i servizi minimi indispensabili pari a
6 ore di servizio completo in due fasce (6-9 e 18-21) oltre ai treni a
lunga percorrenza inseriti nell'orario Trenitalia, nell'arco
dell'intera durata dello sciopero.
Domani primo aprile la protesta interesserà il personale dei servizi
urbani di bus, metro e tram, dei trasporti dei laghi e lagunari. Ogni
città e ogni azienda di trasporto osserverà modalità e fasce di
garanzia diverse. Per quanto riguarda i bus arancioni del concentrico
urbano del capologuogo della Granda, questi funzioneranno dalle 6.30
alle 9.30 e dalle 11.30 alle 14.30, in modo da consentire agli
studenti di raggiungere la scuola e di rientrare a casa e così ai
lavoratori di raggiungere il posto di lavoro.
Enrico Vesce,
segretario provinciale di Uil Trasporti, dice che l'adesione
allo sciopero sarà probabilmente molto elevata, perché le motivazioni
sono valide. "Il Governo ha ridotto le risorse da destinare alle
Regioni per il trasporto pubblico locale. Di conseguenza sono stati
ridotti i trasferimenti a Province e Comuni. Questo fa sì che ad oggi
non ci sia la possibilità di rinnovare il contratto di servizio tra
azienda e lavoratori".
Luca Bosio,
segretario provinciale di Filt Cisl, conferma le ragioni dello
sciopero e aggiunge che in provincia non è in programma alcuna
manifestazione. "Ci aspettiamo un'affluenza molto alta -
ribadisce - perché i lavoratori del settore trasporti passano molte
ore sulla strada, con un notevole carico di stress, per poco più di
mille euro al mese. Le loro rivendicazioni sono più che legittime.
Spiace che i disagi si riverseranno sulla cittadinanza, ma le ragioni
dello sciopero sono sacrosante".
In
Piemonte i tagli di risorse previsti per il 2011 sono pari al 5%; nel
2012 è previsto che saliranno fino al 10 e addirittura fino al 15% nel
2013. Questo comporterà, in modo quasi inevitabile, la soppressione di
molti servizi e l'aumento dei costi a carico dell'utenza. Nonché, come
spiega ancora Bosio, un taglio di posti di lavoro di circa 40 unità in
tutta la provincia. "Al momento questi dati non sono confermati, ma
le prospettive lasciano poco spazio ai dubbi" - conclude il
sindacalista.
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Vertice fra Comune e Regione per trovare un accordo sulle
risorse
Da
“La Stampa” del 9 dicembre 2010 di LORENZO BORATTO CUNEO
Il Comune di Cuneo
chiede l’« addendum» (risorse extra per il trasporto bus nel capoluogo
e nella conurbazione); la Regione replica: «I fondi non sono mai stati
erogati dalla giunta Bresso, perché Cuneo non ne ha diritto». La
scorsa settimana era stato l’assessore comunale alla Mobilità, Guido
Lerda, ad annunciare: «La Regione non rispetta il contratto sul
trasporto pubblico locale: c’era il rischio di far fallire l’azienda
che si occupa dei bus di Cuneo e conurbazione così siamo stati
costretti ad anticipare 800 mila euro con risorse del Comune, per
garantire i mesi scorsi, ma siamo pronti a fare causa alla Regione».
Il motivo del contendere: per il Comune non sono stati
pagati 420
mila euro realtivi al 2009 e altrettanti per il 2010.
Dall’assessorato
regionale ai Trasporti spiegano: «L’addendum è un’integrazione di
risorse, accordata agli enti locali in seguito alla Finanziaria 2008.
Deve essere fornita a chi mette a gara il servizio. Il bando di gara a
Cuneo è del 2004, precedente alla legge finanziaria, per questo già la
precedente giunta regionale non aveva erogato i soldi. Eventuali
integrazioni saranno decise con una delibera di giunta, ma soltanto
dopo l’approvazione del bilancio previsionale, che avverrà entro fine
anno».
Replica l’assessore
Lerda: «C’è un contratto firmato tra Comune e Regione che accorda
questi soldi. L’addendum serve alle imprese per l’aumento del costo di
gestione ad esempio il gasolio. In sei anni di appalto, l’adeguamento
è stato del 50% rispetto all’inflazione programmata: troppo poco.
Cuneo è stata la prima città del Piemonte a bandire una gara e oggi ha
il rimborso a km più basso della regione». Altrove la quota è doppia:
ad esempio a Vercelli è 3 euro a km, contro 1,3 di Cuneo (salirebbero
a 1,46 con i soldi extra da Torino).
Ma la situazione è
complessa, non soltanto per Cuneo: l’altro pomeriggio i sindacati Filt
Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti hanno indetto una conferenza stampa a
Cuneo per spiegare le ragioni dello sciopero nazionale inizialmente
previsto da stasera a domani alle 21 e poi differito dal Ministero.
I rappresentanti
sindacali: «Il contratto nazionale del trasporto locale su gomma è
scaduto da oltre due anni. Si tratta di dipendenti che lavorano per
1.200 euro al mese, 6 ore e mezzo al giorno, ma devono dare la
disponibilità per 12 ore. La Regione nel 2011 taglierà 74 milioni di
euro al trasporto su gomma: per la Granda significa 1,8 milioni di km
in meno e 40 posti di lavoro che saranno persi. Anche per le ferrovie
c’è incertezza, eventuali tagli si conosceranno soltanto dal 13
dicembre, quando entrerà in vigore l’orario invernale dei treni. E
anche Fs e Regione stanno discutendo di risorse aggiuntive».
Nel Cuneese sono due
gli appalti per il trasporto su gomma: uno del Comune (bandito nel
2004, scade a fine anno e sarà prorogato di 12 mesi) e uno della
Provincia, che riguarda tutto il resto del territorio. Entrambi sono
stati vinti dal consorzio «Granda Bus», che riunisce 24 aziende. Al
bando del Comune hanno partecipato in 7 (con 67 dipendenti), a quello
provinciale in 21 (con 480 lavoratori).
L’assessore
provinciale ai Trasporti, Roberto Russo: «Il 23 dicembre si avvia
nella Granda il nuovo servizio Tpl, cioè trasporto pubblico locale,
dopo il bando europeo aggiudicato a fine 2009, il maggiore mai fatto
dall’ente (vale oltre 106 milioni di euro per 6 anni, ndr). In questi
mesi si è ragionato su modifiche e criteri previsti dal bando, a cui
il consorzio Granda Bus ha dovuto conformarsi. Alcune questioni vanno
ancora verificate con Regione».
Per questo, la Regione
ha convocato le Province e i Comuni oggi, alle 18, a Torino: saranno
illustrati i tagli previsti per il 2011, mentre con Cuneo si cercherà
un accordo per le risorse dell’addendum
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AUTOBUS. PROTESTA
SUI PERIODI DI FERIE
Sciopero di
quattro ore alla “Nuova Benese”
Da “La Stampa” del 15
settembre 2010
Quattro ore di sciopero, l’altro giorno dalle 8 alle 12, per i
dipendenti della «Autolinee Nuova Benese» che si occupa del trasporto
extraurbano su pullman da Cuneo ai paesi del circondario. «Una
protesta per sollevare il problema della disorganizzazione nello
stabilire i periodi di ferie dei lavoratori - spiega Luca Iacomino
della Filp Cgil -. Finita la scuola, d’estate la ditta è impegnata
anche nei servizi di noleggio e non concede agli autisti il riposo nel
periodo da loro richiesto, ma a seconda delle esigenze aziendali. Per
i dipendenti sono mesi di sofferenza, quando avrebbero bisogno di
maggior serenità psicofisica per garantire sicurezza e affidabilità ai
clienti. Il sindacato deve tutelare anche il benessere dei lavoratori.
Chiediamo che ci sia più certezza nel poter usufruire delle ferie
richieste».
Dura replica di Giuseppe Bianco, direttore della Nuova Benese: «Le
aziende chiudono per la crisi, e loro si lamentano perché abbiamo
troppo lavoro? Dovremmo rifiutare i contratti perché un autista, in un
determinato giorno della settimana, vuole andarsene al mare? E sto
parlando di giorni singoli, non di ferie estive che abbiamo
regolarmente concesso». Poi un affondo sullo sciopero. «Hanno aderito
due autisti su trenta, è saltata soltanto la corsa Cuneo-Acceglio
delle 9,40. Molti hanno compreso l’assurdità delle motivazioni. Il
contratto integrativo è scaduto dal 31 dicembre: invece di intavolare
le trattative, parliamo di ferie? La Nuova Benese ha solo chiesto un
piccolo sforzo per riuscire a coprire le commissioni. Quando arriva
lavoro, noi lo prendiamo». \
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Sciopero bus
Rinviato al
28 maggio lo stop previsto venerdì
Da “La Stampa” del 21
aprile 2010
E’ stato rinviato al
28 maggio lo sciopero nazionale, di 24 ore, degli autoferrotranvieri,
inizialmente indetto per venerdì. La mobilitazione è stata indetta da
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil. Lo slittamento è stato deciso in
considerazione delle difficoltà della circolazione aerea in Europa,
dovuta all’eruzione vulcanica in Islanda, che sta avendo pesanti
ripercussioni anche in Italia. Il 28 maggio lo sciopero sarà
effettuato con le stesse modalità già previste per il 23 aprile. L’«Ati»
di Saluzzo (la principale azienda del settore che opera nella Granda),
le «Autolinee Fogliati» di Alba e «Trasporti Monregalesi», ricordano
che, il giorno della mobilitazione, sulle loro linee non saranno
garantite le corse dalla mezzanotte alle 5, dalle 8,30 a mezzogiorno,
dalle 14,30 a mezzanotte
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ALBA. AUMENTI
Prendere il bus dei trasporti pubblici adesso costa di più
Da “La Stampa” del 14
luglio
Aumentano le tariffe
per usufruire dei trasporti pubblici albesi. Da oggi crescono i prezzi
per acquistare gli abbonamenti settimanale (da 6,80 a 7,20 euro),
mensile (da 24,50 a 26 euro) e trimestrale (da 66,50 a 70 euro).
Restano invariate le tariffe ordinarie di corsa semplice (1 euro),
l’abbonamento 10 corse (9 euro), l’abbonamento annuale studenti (204
euro) e le tariffe agevolate.
«Si tratta di un atto dovuto - spiega l’assessore ai Trasporti
pubblici, Paolo Malcotti -, in quanto segue una delibera regionale di
adeguamento alla stabilità d’intesa con tutti gli enti locali. I primi
ritocchi erano stati compiuti l’anno scorso ed ora si è soltanto
completato l’iter che ha portato alla omogeneizzazione delle tariffe
praticate dai vettori operanti in tutto il Piemonte». Salvo amare
sorprese, adesso i prezzi dovrebbero rimanere invariati per alcuni
anni. Non verranno modificati neppure gli abbonamenti agevolati
rivolti ai pensionati (31 euro all’anno) e studenti (80 euro), poiché
integrati dal contributo comunale.
Ma al di là delle tariffe, ad Alba da tempo si discute sulla necessità
di incentivare l’uso degli autobus pubblici fra i cittadini.
«Spesso - dicono i consiglieri di opposizione - i mezzi pubblici
viaggiano vuoti, perché non rispondo alle esigenze degli albesi. Per
incrementare il loro uso e ridurre così il traffico e l’inquinamento,
l’Amministrazione dovrebbe studiare percorsi nuovi e più snelli, ma
anche lanciare una campagna di sensibilizzazione fra tutti gli
abitanti».
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Più
soldi per gli autisti dei pullman
Da “La Guida”
del 23 maggio
Vengono
stanziati 62.996 euro per il rinnovo del contratto nazionale degli
autoferrotranvieri per il 2007, che il Comune di Cuneo trasferisce al
consorzio Grandabus che gestisce la conurbazione locale di Cuneo.
Di
queta
cifra, sulla base della-consistenza
media
del numero di addetti rilevati dal
1' gennaio al 31
dicembre 2006, 7.215 curo
vanno all'Ati SpA,
1.127 alla Gunetto srl, 4.316 alla
Nuova Benese srl, 1.084 alla Nuova
Saar
srI, 780 alla Sav di Zuliani e
Ariaudo sas, 46.272 alla Stp srl, 2.169 alle
Autolinee Valle Pesio
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AUTOBUS
«Nuova patente
non è a carico degli autisti»
Da “La
Stampa” del 25 aprile
Chi deve
pagare la nuova patente professionale che da settembre sarà
obbligatoria per gli autisti di bus? Secondo i sindacati spetta alla
aziende. Per fare chiarezza è stata avviata, all’Unione industriale,
una trattativa provinciale. «Contiamo nei prossimi giorni di avere un
confronto con tutte le imprese del comparto, una trentina a livello
provinciale - spiegano Luca Bosio, Cisl e Raffaele Jovine, Cgil -.
Fino a questo momento solo due, la Stp di Cuneo e l’Ati, si sono dette
disponibili ad assumersi le spese per il conseguimento della patente
professionale, 42 euro per autista. Contiamo di poter raggiungere un
accordo anche con le altre aziende». Nella Granda la questione
interessa oltre cinquecento conducenti di bus e pullman. Il
conseguimento della patente professionale (termine tecnico C.q.c.),
che si ottiene tramite una serie di procedure con la Motorizzazione
civile, è obbligatoria per chi ha ottenuto il permesso di guida prima
del 4 aprile dello scorso anno. «Per i nuovi autisti - spiegano ancora
i sindacalisti - verrà richiesta la frequenza a un corso di formazione
di duecento ore, il cui costo potrebbe arrivare addirittura a 2 mila
euro. Anche su questa spesa apriremo una trattativa con le ditte». La
patente professionale non è soggetta a decurtazione di punti, ma solo
se l’autista commette infrazioni al codice della strada fuori
servizio. \
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Archivio rassegna stampa locale
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