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Trasporto bus a rischio Domani 8 ore di sciopero indetto dalla Filt-Cgil

Mobilitazioni lunedì a Alba Bra, Fossano e Savigliano

Da “La Stampa” del 19 aprile di [A. G.]

Otto ore di sciopero degli addetti al trasporto pubblico locale. Domani pullman di linea a rischio in tutta la Granda. L’iniziativa si inquadra in un’agitazione generale provinciale indetta dalla Cgil per i prossimi giorni.
La Filt-Cgil, categoria trasporti, ha organizzato per prima l’astensione dal lavoro. Per gli altri settori, la segreteria provinciale ha diviso il territorio in due: le zone di Bra, Alba, Fossano e Savigliano (e il settore del credito) non lavoreranno lunedì (23), mentre quelle di Cuneo, Ceva, Mondovì e Saluzzo (il settore pubblico, la scuola e le telecomunicazioni) il venerdì successivo (27).
L’Ati di Saluzzo, l’azienda che gestisce la maggior parte dei pullman del trasporto pubblico informa i clienti: «Dalle 8,30 alle 12 e dalle 14,30 alle 19 non saremo in grado di assicurare la regolarità operativa dei nostri servizi».
Le iniziative organizzate dalla Cgil si inquadrano nella protesta contro la riforma del mercato del lavoro in discussione in Parlamento.
Giancarlo Topino della segreteria provinciale Filt-Cgil (trasporti): «Le eventuali modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori avrebbero un effetto pesante sulle aziende che gestiscono i bus di linea. Già oggi, senza le modifiche che il governo sta portando avanti, molte imprese tentano di non rinnovare i contratti integrativi adducendo motivazioni economiche. Nessuno, però, mostra mai i conti veri dei bilanci e crediamo che certe decisioni potrebbero nascondere “tagli” discriminatori. Se dovesse passare il disegno di legge del ministro Fornero la situazione peggiorerebbe e le vertenze tra lavoratori ed aziende aumenterebbero. Il sindacato, però, con la nuova versione dell’articolo 18, avrebbe meno potere al tavolo delle trattative. Tutti aspetti negativi».
Secondo stime della Cgil, il settore del trasporto pubblico, su gomma e rotaia conta più di mille addetti in provincia.

 

 

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Trasporto pubblico locale: la Consulta dei Sindaci mette sul piatto 6 proposte

da "www.targatocn.it" del 17 aprile

Il precedente programma triennale dei servizi di Trasporto Pubblico Locale (TPL), di competenza della Regione Piemonte, è scaduto mentre quello relativo al periodo 2011/2013 ad aprile 2012 non è ancora stato formalizzato. Ciò nonostante la Regione ha avviato un'azione di ridimensionamento dei servizi tpl immediatamente seguita dalla Provincia di Cuneo, a scapito dei gestori locali costretti a ridurre i servizi con un primo intervento che ha avuto decorrenza dal 1 novembre 2011 e con un secondo intervento dal 1 gennaio 2012. Tutti questi tagli comportano gravi disagi e disservizi per l'utenza in particolare in un territorio prevalentemente rurale e montano e con gravi problemi di collegamento e carenza di infrastrutture. Insieme all'utenza rischiano anche gli addetti del settore (si ipotizza un probabile esubero di 50 autisti).

All’orizzonte, secondo la mozione elaborata dai primi cittadini, si addensano nubi ancor più minacciose poiché la bozza del programma triennale regionale 2011/2013 dice di voler perseguire la massima integrazione tra le diverse modalità di trasporto, in particolare sulle linee potenzialmente più idonee a tale azione e cioè quelle su cui esiste una viabilità parallela al ferro che consente, entro tempi di percorrenza quasi analoghi, l'utilizzo promiscuo di entrambi i sistemi. Traducendo, significa che questa rimodulazione del tpl si concretizzerà nella soppressione di alcune linee ferroviarie come la Mondovì-Cuneo e la Ceva-Ormea, ma seguono a ruota la Saluzzo–Cuneo e la Savigliano–Saluzzo, tutte linee a forte rischio di non riaprire al traffico passeggeri dopo l’ormai abituale interruzione estiva.

Si legge nella mozione: "Non c’è più spazio per razionalizzazioni meramente economiche prive di un disegno complessivo, di un progetto regionale di mobilità. Certo, nessun servizio ferroviario regionale è in grado di sostenersi con i soli ricavi da traffico ed infatti non accade in alcun Paese d'Europa, ma è forse maturo il momento per elaborare un diverso sistema del tpl confrontandosi coi territori e le loro reali esigenze. Ogni amministrazione locale ben comprende che la drammaticità del momento richiede sacrifici, ma devono essere sostenibili e non minare le fondamenta del sistema dei collegamenti delle aree marginali rurali e montane con i centri servizi insediati nelle città più popolose. Le soppressioni sono anche in aperta contraddizione con le strategie di riequilibrio e di efficientamento del sistema del tpl delineato dall’Unione Europea. Le linee periferiche saranno anche le meno produttive, ma non sono “socialmente secche” e pare del tutto ragionevole che i ricavi delle linee più forti vadano a compensare le perdite delle linee deboli in una logica di coesione sociale nell’interesse generale. Il confronto può essere una preziosa occasione per ridurre sprechi e inquinamento, aumentare la sicurezza di una rete viaria strutturalmente fragile, ma anche per trasformare in forza la debolezza strutturale delle comunità periferiche".

Ecco infine le sei proposte:

1) Preservare le linee ferroviarie passeggeri ove in buone condizioni, ed è la fattispecie della nostra provincia dove le linee sono intensamente utilizzate per il trasporto merci (per esempio sulla Saluzzo-Cuneo transitano oltre 250 treni merci al mese A/R). Il treno, se il servizio è ben effettuato, garantisce tempi di percorrenza ridotti, comodità di interscambio, orari affidabili ed integrati, riduzione del traffico sulle strade e dunque più sicurezza, riduzione dell'inquinamento. Superfluo ricordare come il nodo dei trasporti stradali Saluzzo-Savigliano sia del tutto inadeguato a sopportare ulteriori carichi. Alcune linee periferiche possono inoltre avere un utilizzo in chiave turistica se utilizzate nei weekend con i vettori che hanno fatto la storia delle ferrovie.

2) Ragionare su scala provinciale, in termini di servizio diffuso della mobilità con integrazione tra sistemi, compendendo il cuneese come un'area vasta da mettere in rete secondo il modello di una metropolizzazione del territorio.

3) Procedere celermente alle gare per il trasporto ferroviario regionale piuttosto che dismettere le linee secondarie, in modo che altri attori più interessati si possano affacciare su questo mercato (GTT o gli stessi operatori del TPL su gomma).

4) Ammodernare i mezzi perché le innovazioni tecnologiche consentono oggi lo sviluppo di soluzioni adatte ad aree di media dimensione, riutilizzando i corridoi già presenti, ma migliorando l'efficienza economica del sistema: si pensi ai tram-treno, anche diesel su linee non elettrificate, che si integrano con il treno o i sistemi ferroviari suburbani. E’ una soluzione che nei paesi di lingua tedesca serve anche realtà medio-piccole, interconnettendole in maniera comoda e frequente con le direttrici ad altissima frequentazione che conducono ai grandi centri urbani.

5) Procedere ad un'analisi puntuale dei servizi in atto nei vari territori e dei bisogni reali degli stessi affinchè, collaborando con gli enti locali, si possa arrivare a definire servizi di tpl davvero efficienti ed efficaci, in un contesto di riduzione generalizzata delle risorse. Si porta ad esempio il servizio di bus a chiamata già in sperimentazione in aree montane, da sviluppare nelle zone scarsamente popolate per portare l'utenza verso nodi di interscambio con linee più servite.

6) Attivare efficaci ed incisive azioni comunicative rivolte in particolare alle fasce più giovani della popolazione che mirino ad incentivare l'uso dei mezzi pubblici presentandone i vantaggi sia dal punto di vista della sicurezza che dal punto di vista economico

 

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Stipendi in ritardo Oggi un presidio

Da “La Stampa” del 23 marzo di [L. B.]


«L’ultimo stipendio è già in ritardo di due settimane e non si sta provvedendo a pagarlo ai lavoratori. Inoltre l’azienda dice che le difficoltà continueranno: si tratta dell’unico caso in tutto il Piemonte». Così spiega Giancarlo Topino della Filt Cgil: oggi, dalle 9,30 alle 11, lavoratori e colleghi autisti di tre aziende braidesi (Sac, Nuova Saar e Nuova Beccaria che si occupano del servizio pubblico dei bus, anche il trasporto urbano) hanno organizzato un presidio di fronte al municipio di Bra. Si tratta di tre aziende che fanno parte del Consorzio Granda Bus e hanno un’unica proprietà: i dipendenti in totale sono 27. Alle 11,30 una delegazione di lavoratori sarà ricevuta da alcuni assessori della giunta comunale. Topino aggiunge: «L’azienda motiva questi ritardi per il mancato pagamento da parte della Provincia dei rimborsi chilometrici pubblici». Sulla vicenda, la prossima settimana, è stato programmato un incontro in Prefettura a Cuneo.

 

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Ritirati i 4 licenziamenti degli autisti decisi dopo i tagli dei fondi regional 

Da “La Stampa” del 13 febbraio di [L. B.]


I licenziamenti erano stati comunicati il 14 febbraio, con una lettera e la decorrenza immediata. Ieri, dopo un vertice in Prefettura a Cuneo, sono stati ritirati e «trasformati» in una cassa integrazione in deroga
A metà febbraio la ditta Stp (una delle aziende del trasporto pubblico su gomma di Cuneo, che fa parte del consorzio «Granda Bus») aveva licenziato i quattro autisti perchè, avevano spiegato, «non è stato raggiunto l’accordo per la cassa integrazione a rotazione tra tutti i 49 autisti: i sindacati non hanno voluto firmare l’intesa».
Si trattava della prima riduzione di personale effettuata in Piemonte a causa dei tagli alle risorse pubbliche per il trasporto su gomma. Ieri mattina, in Prefettura, c’è stato un incontro fra azienda, i rappresentanti del consorzio «Granda Bus», Confindustria, Cgil, Cisl e le rappresentanze sindacali di Stp: i quattro licenziamenti sono stati revocati. Presente anche l’assessore alla Mobilità di Cuneo, Guido Lerda, che spiega: «I tagli al trasporto pubblico disposti dalla Regione hanno avuto pesanti ripercussioni, anche sull’occupazione. Speriamo che Torino riveda le sue scelte e restituisca almeno in parte i mancati trasferimenti, anche in considerazione del fatto che il taglio attuato è di tipo orizzontale. Non prende in considerazione, per esempio, la possibilità di determinare un costo standard chilometrico del trasporto».
Per i sindacati erano presenti Giancarlo Topino della Filt Cgil e il segretario provinciale Fit Cisl, Luca Bosio: «Grazie alla mediazione del viceprefetto Bambagiotti e dell’assessore Lerda è stato possibile raggiungere questo accordo: i lavoratori sono riammessi in azienda e devono accettare la cassa integrazione in deroga per 4 mesi». Spiegano da Stp: «Ci siamo impegnati a non far fare altro straordinario agli autisti. Sono state necessarie lunghe trattative. Speriamo solo che tutti quattro gli autisti firmino il nuovo accordo».

 

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Integrativo all’Ati Si cerca l’accordo

L’azienda ha ritirato il licenziamento Sospeso «sciopero del biglietto»

Da “La Stampa” del 9 marzo di [MT. B.]


A una settimana dalla rottura delle trattative al tavolo della Provincia, si è riaperta l’altra sera la vertenza tra sindacati dei trasporti e Ati, la principale azienda di trasporto pubblico della Granda, per il rinnovo del contratto integrativo scaduto a gennaio. L’annuncio alla sede dell’Anav di Roma, settore di Confindustria che rappresenta le linee degli autotrasporti privati. Sindacati e vertici aziendali hanno riaperto le trattative con l’impegno a chiuderle entro il 31 marzo. In caso contrario, è previsto un nuovo incontro sempre a Roma il 7 aprile.
L’Ati ha ritirato le procedure di licenziamento (riguardano un autista) e dei provvedimenti disciplinari nei confronti degli autisti che, per protesta, dal 20 febbraio non facevano pagare il biglietto ai passeggeri. Un servizio ammesso dal contratto nazionale, ma per il quale non sono state definite le modalità con l’azienda. Dopo il riavvicinamento tra le parti, i lavoratori hanno ripreso le mansioni di biglietteria.
«Abbiamo il dovere di trovare un accordo sull’integrativo» dichiarano le segreterie provinciali dei sindacati. L’amministratore delegato dell’Ati, Clemente Galleano: «Spero prevalga il buonsenso tra le parti, una trattativa serena verso l’accordo. Per l’azienda si tratterà di un enorme sforzo economico, ma che vogliamo portare a termine come forma di riconoscenza nei confronti dei lavoratori. Nel 2011 il bilancio ha chiuso con un utile, ma ora siamo fortemente penalizzati dall’aumento del gasolio (+30%), dai tagli regionali e dalla crisi, che ha ridotto gli abbonamenti dei passeggeri. Dalla Provincia, inoltre, non abbiamo ancora ricevuto pagamenti per il trasporto pubblico di 5 mesi da ottobre a febbraio (1 milione di euro) e vantiamo crediti sul 2011 per 3 milioni».

 

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Un drappello di autisti protesta in Provincia

Contro i tagli di risorse ai trasporti pubblici. Rotta la trattativa con l’Ati

Da “La Stampa” del 2 marzo di MATTEO BORGETTo


«Il mutuo da pagare, i figli da mantenere, il costo della vita che aumenta. Ora la revoca del contratto integrativo. Significa da 150 a 180 euro in meno al mese. Gli imprenditori continuano a lamentarsi, dicono che c’è la crisi. Li abbiamo aiutati, rinunciando al premio di produzione. La risposta? Lettere di richiamo a chi protesta, minacce di licenziamento. Una vergogna. Provino loro a tirare avanti con 1.100 euro al mese». Così uno dei 30 lavoratori Ati che ieri pomeriggio hanno manifestato sotto i portici della Provincia. Non ha voluto dire nome e cognome «per evitare ritorsioni».
Ieri quattro ore di sciopero nazionale, ma anche un presidio in corso Nizza, mentre una delegazione sindacale ha incontrato i vertici Ati e l’assessore provinciale Roberto Russo. Alle 20, l’annuncio delle segreterie provinciali Cgil, Cisl e Uil: «La trattativa è rotta».
Il «braccio di ferro» tra i 180 dipendenti e l’azienda capofila del consorzio Granda Bus, prosegue dal 20 febbraio. Per il mancato rinnovo dell’integrativo gli autisti rifiutano di fare il servizio di biglietteria come agenti unici. «Un obbligo previsto dal contratto nazionale» sostiene l’Ati. «Non sono state definite le modalità dell’operazione con l’azienda» replicano i sindacati.
Risultato: la maggior parte degli autisti non fa pagare il biglietto a bordo: invitano i passeggeri ad acquistare i ticket nelle ricevitorie, ma in certi casi l’utente viaggia gratis. Troppi casi, secondo l’amministratore delegato dell’Ati, Clemente Galleano, che considera questa forma di lotta illegittima e lamenta 40 mila euro di mancati introiti alla settimana. In una circolare, l’Ad ha informato i lavoratori che in questa situazione non potrà garantire la totalità dello stipendio. Nei confronti dei recidivi, ha avviato «procedure propedeutiche al licenziamento» per il danno subito. L’ha ribadito anche al confronto di ieri, dove le parti sono rimaste distanti. «Abbiamo proposto - dicono i sindacati - il ripristino immediato delle mansioni di biglietteria e la rinuncia al premio di risultato, chiedendo però la reintegrazione degli stipendi ridotti, il ritiro delle procedure di licenziamento e l’attivazione di un tavolo per un nuovo integrativo aziendale. L’Ati ha rifiutato: si assume così la responsabilità di inasprire ulteriormente i rapporti con i dipendenti». Alla «fumata nera», è seguita una buona notizia, annunciata dall’assessore Russo: «Rinvieremo in estate la razionalizzazione del servizio di trasporto pubblico locale, che prevedeva la soppressione dei servizi domenicali e festivi dal 1˚ aprile. Continueremo con la Regione il lavoro avviato per integrare i servizi, sperando possa limitare i tagli lineari (15%, ndr) sul territorio».

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Autisti Ati non fanno pagare il ticket a bordo dei pullman

Azienda: «Danno molto grave» Sindacati: «Accordo o niente biglietteria»

Da “La Stampa” del 24 febbraio di LORENZO BORATTO


Contestazione dei dipendenti, utenti che viaggiano gratis sui pullman, accuse reciproche tra la principale azienda provinciale del servizio bus (180 autisti) e sindacati. Una guerra di nervi. Perchè non è stato rinnovato il contratto integrativo (vale oltre 100 euro al mese) e così, da lunedì, gli autisti Ati (azienda capofila del consorzio Granda Bus che gestisce il servizio pubblico su gomma a Cuneo e provincia) non fanno più pagare il biglietto a bordo. E l’utente viaggia senza pagare.
Ieri, chiedendo informazioni agli autisti, c’era estrema cautela nel rispondere: «Altri colleghi stanno protestando, non io», «Se deve fare il biglietto salga pure». Anche tra tabaccai e venditori di biglietti, finora, nessun riscontro per questa protesta. L’azienda giudica l’atteggiamento degli autisti «illegittimo», dice che l’adesione è superiore all’80% e ha predisposto controlli con personale in borghese che contestano agli autisti questo comportamento. Il danno ammonta - secondo Ati - a 40 mila euro la settimana.
Clemente Galleano, amministratore di Ati e presidente del Consorzio: «Situazione gravissima. Sono stati ridotti i servizi, il prezzo del carburante è cresciuto del 25% e non sono stati pagati i rimborsi pubblici degli ultimi 4 mesi. Gli autisti stanno creando un ulteriore danno. È uno strumento di lotta illegittimo. La biglietteria a bordo è effettuata dagli autisti di tutte le aziende del Consorzio, sia con contratto integrativo, sia senza. Perché questa mansione rientra tra quelle di base secondo il contratto nazionale. Per superare la crisi abbiamo proposto ai lavoratori il rinnovo dell’integrativo e del premio annuale di produzione (tra 800 e 1000 euro, ndr) chiedendo orari più flessibili. La proposta non è stata accolta». Ati tre settimane fa ha assunto 5 nuovi autisti «al fine di garantire i servizi, in assenza di integrativo aziendale».
La replica dei sindacati. Luca Iacomino, segretario provinciale Filt-Cgil: «Abbiamo chiesto la proroga di un anno del contratto integrativo, anche rinunciando al premio di risultato, mentre l’azienda chiedeva orari più flessibili e meno giorni di ferie. Senza accordo di secondo livello niente biglietteria a bordo». Luca Bosio, Fit-Cisl: «La biglietteria a bordo va concordata: per ora non c’è intesa, perché da febbraio l’integrativo è stato disdetto unilateralmente da Ati. Sappiamo poi che i km tagliati dalla Regione sono stati più che compensati dai km sostitutivi per le Ferrovie. Sappiamo inoltre che il rimborso pubblico è aumentato di 7 centesimi a km per i rincari del carburante». Enrico Vesce, Uil Trasporti: «In altre aziende si fa biglietteria anche senza integrativo? Sono realtà piccole, dove contrattano direttamente autista e datore di lavoro, senza coinvolgere il sindacato: atteggiamento che denunciamo da sempre. Ati finora non ha mostrato una reale volontà di accordarsi». Oggi sindacati e azienda si incontreranno in Prefettura, alle 10, per trovare una soluzione
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Tagli al trasporto pubblico: licenziamento per quattro autisti dell'Azienda STP, Consorzio Granda Bus

Da www.targatocn.it del 15 febbraio

E' il primo provvedimento di questo tipo non solo su scala regionale ma, secondo Giancarlo Topino, della segreteria Filt Cgil, sarebbe il primo a livello nazionale. Il licenziamento di 4 dipendendi dell'azienda STP, capofila del Consorzio Granda Bus, 4 autisti su 49, gli ultimi assunti. In percentuale è quasi il 10% del totale dei "diretti".

Su questo punto Topino insiste: “A noi risulta che la STP abbia 63 dipendenti, di cui 14 indiretti. E’ un rapporto altissimo. Che va assolutamente verificato. Ed è quanto chiederemo al Comune di Cuneo di fare. La cosa non ci risulta chiara e va chiarita, così come molte altre cose di questa azienda”.

L’obiettivo principale è, ovviamente, quello di trovare una strada per il reinserimento di queste quattro persone. Tra sindacati e azienda l’accordo non si è trovato. Da un lato l’azienda si è ritrovata a dover gestire ingenti tagli, dall’altra il sindacato aveva chiesto di temporeggiare, come si sta facendo in altre città.

Il tema è comunque molto caldo, tanto che è stato l’argomento di un consiglio regionale straordinario richiesto dall’opposizione e svoltosi proprio ieri. Giovanni Negro (UDC), nel suo intervento, ha sottolineato proprio la situazione della provincia Granda e il grande rischio occupazionale legato ai tagli, che sono dell’ordine di 60-80 milioni di euro.

 

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“Sospendete subito i tagli alle linee dei pullman”

Da “La Stampa” del 11 febbraio di LORENZO BORATTO

L’ appello dei sindacati: «Provincia e Comune di Cuneo sospendano i tagli ai bus: sono stati i primi e gli unici in Piemonte a cancellare linee». Ieri i rappresentanti dei sindacati trasporti hanno ribadito la richiesta in Provincia, in occasione dello sciopero regionale di 4 ore (dalle 8 alle 12 nella Granda). È stato organizzato un presidio davanti alla Provincia, quindi una delegazione (3 sindacalisti e 2 rappresentanti sindacali delle ditte Ati e Stp) ha incontrato il vicepresidente della Provincia, Giuseppe Rossetto.
Luca Iacomino, Filt Cgil: «Si deve soprassedere ai tagli: il Consiglio di Stato ha dato ragione alle aziende che erano ricorse al Tar contro i tagli della Regione: -3% l’anno scorso, -9% nel 2012. Con nuove riduzioni scatteranno i licenziamenti». Luca Bosio, Fit Cisl: «La Granda è l’unica che ha ridotto corse e servizi. Il vicepresidente Rossetto ci ha spiegato che si discuterà la richiesta di sospendere i tagli lunedì in giunta». «A fronte di tasse mai così alte - dice Enrico Vesce, Uil Trasporti -, ci vuole un servizio adeguato. Oggi si colpisce il trasporto su gomma, domani sanità e istruzione. Inoltre il Consorzio Granda Bus è composto da tante aziende che continuano a ragionare per conto proprio, senza sinergie su mezzi, personale, servizi». I sindacalisti lamentato che alcune aziende hanno già chiesto la cassa integrazione («Ma tanti autisti devono ancora fare gli straordinari»).
L’assessore provinciale ai Trasporti, Roberto Russo: «Altrove in Piemonte si sta ragionando su questa riduzione di risorse e si vuole razionalizzare, come nel nostroterritorio. Abbiamo avviato incontri per integrare bus e treni ed evitare altri tagli lineari. Ma una razionalizzazione andava fatta: finora sono state eliminate linee con pochi passeggeri. Con la Regione stiamo ragionando per salvare il servizio su gomma». A marzo potrebbe essere indetto un nuovo sciopero.

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“Un errore i tagli ai trasporti” Domani 4 ore senza pullman

Previste fasce di garanzia. Un presidio a Cuneo davanti alla Provincia

Da “La Stampa” de 9  febbraio di LORENZO BORATTO


Tagli rilevanti alle linee del trasporto sui pullman decisi in questi mesi da Comune e Provincia di Cuneo, sempre meno risorse da Regione e Stato per il trasporto pubblico su gomma.
E domani il servizio bus di tutto il Piemonte si ferma per 4 ore di sciopero: diverse le «fasce di garanzia» nelle città. A Cuneo, ad esempio, saranno garantiti gli spostamenti sui mezzi pubblici soltano tra le 6,30 e le 9,30 e tra le 10,30 e le 14,30.
I sindacati del settore trasporti della Granda hanno anche organizzato un presidio di fronte alla sede della Provincia, dalle 10. Spiegano: «La Regione con delibera del 28 novembre, ha disposto tagli per il 2012 pari al 15 per cento. Sono la conseguenza delle riduzioni dovute alle due manovre dell’estate 2011 del precedente Governo, che avevano ridotto il fondo nazionale trasporti da 2 miliardi a 400 milioni di euro. Il nuovo Governo ha aumentato il fondo nazione di nuovo con 800 milioni per tutto il Paese con il decreto Salva Italia, ma la Regione non rivede il taglio del 15% per il 2012 e minaccia di ridurre ancora dell’8%».
I sindacati temono che la Regione «con una manovra poco trasparente dirotti quei soldi su altri capitoli di spesa per chiudere le falle che si sono aperte nel bilancio, non a caso in esercizio provvisorio».
C’è il problema per l’occupazione: sindacati e Consorzio Granda Bus stanno discutendo da giorni sulla cassa integrazione a rotazione che interesserebbe 4 lavoratori su 39 dei trasporti di Cuneo e hinterland. Clemente Galleano, presidente del Consorzio GrandaBus (riunisce differenti società che gestiscono l’appalto per Cuneo e la Provincia) aggiunge: «I tagli al servizio di trasporto pubblico locale della Granda continuano nonostante le altre Province piemontesi stiano prendendo tempo, in attesa che la Regione rimoduli le riduzioni attraverso un tavolo che avrà il compito di studiare un piano di razionalizzazione in grado di non mettere in ginocchio il sistema. Il Presidente della Provincia di Torino ha sospeso la riduzione dei servizi prevista dal 6 febbraio. La Granda, invece, continua mantenere le riduzioni già pianificate. Salteranno tutte le linee festive, con chiusura del servizio per due settimane consecutive ad agosto».
ALTRE PROVINCE «Hanno preso tempo in attesa di un tavolo di programmazione»

 

 

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Nuovi pesanti tagli al trasporto pubblico locale della conurbazione di Cuneo imposti dalla Regione: la riduzione dei servizi dal 1° febbraio

 

Da www.cuneocronaca.it del 27 gennaio

 

 

In ottemperanza alla Deliberazione della Giunta Regionale n. 35-2942 del 28 novembre 2011, dal 1 febbraio verrà attivata una riduzione dei servizi della Conurbazione di Cuneo (con conseguente taglio di linee e corse in orari di punta).

Tale soluzione viene attuata solo ed esclusivamente per evitare di bloccare del tutto il servizio prima della fine dell’anno per mancanza di risorse economiche

“Sconcerta il fatto - dichiarano il sindaco di Cuneo Alberto Valmaggia e l’assessore alla mobilità Guido Lerda - che nonostante il Comune di Cuneo, in qualità di capofila della Conurbazione, primo in Piemonte, abbia bandito nel 2004 una gara di appalto per l’aggiudicazione del servizio di Trasporto Pubblico Locale della Conurbazione di Cuneo  per la quale è risultato aggiudicatario il Consorzio Granda Bus, si trovi ora, seppur avendo sempre rispettato tutte le disposizioni normative vigenti, nella condizione di essere oggetto di tagli decisi in maniera unilaterale dalla Regione Piemonte che si ripercuoteranno in maniera pesante sui cittadini utenti del servizio di Trasporto Pubblico”.

La Conurbazione è formata dai Comuni di Cuneo, capofila, Roccavione, Borgo San Dalmazzo, Vignolo, Cervasca, Bernezzo, Busca, Tarantasca, Centallo, Castelletto Stura, Morozzo, Margarita, Beinette, Peveragno, Boves. Serve un’area di 520 km quadrati per un totale di 115.000 persone, corrispondenti al 21% circa della Provincia di Cuneo.

“Quello che lascia ancora più esterrefatti – proseguono Valmaggia e Lerda - è che il taglio attuato dalla Regione Piemonte è di tipo orizzontale e non prende in considerazione, per esempio, la possibilità di determinare un costo standard chilometrico del trasporto. Appare anomalo come la contribuzione chilometrica trasferita dalla Regione Piemonte per il servizio di Trasporto Pubblico Locale della Conurbazione di Cuneo sia la più bassa della Regione Piemonte e risulti essere ampiamente al di sotto della media regionale per le Conurbazioni (Alessandria € 1,84 al km. Asti € 1,95 al km. Biella € 2,18 € al km. Casale Monferrato € 2,20 al km. Cuneo € 1,46 al km. Novara € 1,84 al km. Vercelli € 3,15 al km.).

In altre parole il costo per ogni chilometro percorso dovrebbe essere uguale in tutto il territorio regionale (chiaramente diverso per tipologia di servizio: urbano, conurbato, extraurbano e metropolitano): il Comune di Cuneo da sempre propone un tavolo di lavoro alla Regione Piemonte dove andrebbero verificate le diverse compensazioni riconosciute a tutti gli enti piemontesi e individuati dei costi standard in base a parametri oggettivi (costo del gasolio, costi di manutenzione e ammortamenti dei mezzi, costo del personale, ecc.).  

Dispiace che la Regione Piemonte non tenga conto di chi, in questi anni, ha sempre avuto comportamenti di pieno rispetto delle regole, dando attuazione a tutto quanto richiesto nella normativa di riferimento nazionale e soprattutto locale, e si viene ora a trovare nella situazione di non essere più nelle condizioni di onorare il contratto di appalto stipulato e per il quale la Regione Piemonte, con atti formali, aveva dato l’assenso alla copertura finanziaria. Con pesante rammarico, dal primo febbraio ci troveremo quindi costretti ad operare pesanti tagli alle linee, che andranno a colpire in modo duro gli utenti del Trasporto Pubblico. Purtroppo questo è l’unico modo per non essere costretti a sospendere il servizio durante l’anno per carenza di risorse”.

Alla luce di quanto sopra espresso, dal primo febbraio saranno in vigore i nuovi orari che prevedono, in rapida sintesi, i seguenti tagli:

•          eliminazione delle linee operaie per Michelin e zona industriale Villaggio Colombero;

•          eliminazione della linea B e della linea 4;

•          eliminazione del servizio festivo mattutino;

•          riduzione del servizio nel periodo estivo;

•          taglio di corse in ore di punta tutto l’anno;

•          eliminazione di gran parte della linea 6;

 

I nuovi orari in vigore dal 1 febbraio saranno disponibili dal 30 gennaio presso l’URP del Comune di Cuneo. 

Allo stesso tempo l’Amministrazione Comunale è dovuta intervenire, sempre in applicazione di disposizioni regionali (Delibera di Giunta Regionale n. 36-2943 del 28 novembre 2011), anche sulle tariffe in vigore che vedranno un aumento di circa il 10% per i biglietti di corsa singola e del 6% per gli abbonamenti.

Gli aumenti entreranno in vigore a partire dal prossimo 1 aprile, così come imposto dalla Regione.

 

“Un altro aspetto di primissima importanza da non dimenticare – concludono il sindaco Valmaggia e l’assessore alla mobilità Lerda - e conseguenza di quanto disposto dalla Regione Piemonte è che questi tagli, oltre che sull’utenza, avranno ripercussioni fortemente negative anche sull’aspetto occupazionale, con l’attivazione della cassa integrazione in deroga per massimo un anno per diversi dipendenti della ditta appaltatrice. Il vero rischio è che tutto ciò sia solo il preambolo per la perdita di posti di lavoro”.

Proprio per questo motivo il sindaco ha nuovamente inviato in questi giorni una formale comunicazione (l’ennesima di una lunga serie iniziata nel 2010) al presidente Cota con la speranza che si possa rapidamente organizzare un tavolo tecnico-politico che porti alle necessarie e indispensabili misure di vera equità e efficacia per tutti i servizi di Trasporto Pubblico Locale della Regione Piemonte.

 

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Mancano le risorse Pesanti tagli sulle corse a Cuneo e hinterland

Da “La Stampa” del 18 gennaio 2012 di [L. B.]
Sempre meno risorse pubbliche da Governo e Regione. E sempre meno corse degli autobus pubblici anche per Cuneo e conurbazione (l’appalto è gestito dal Comune di Cuneo). I nuovi tagli scatteranno probabilmente dal 1˚febbraio: ieri sono stati illustrati nella Commissione consiliare Trasporti del capoluogo. «Riduzioni pesanti, su corse assai frequentate, a differenza dei tagli del 2011», hanno spiegato i tecnici del Comune ai consiglieri.
Prima l’assessore comunale alla Mobilità, Guido Lerda ha spiegato: «Contestiamo la logica della Regione che impone tagli lineari a tutti i centri, anche a chi è ampiamente sotto la media come Cuneo o Alba, dove il rimborso pubblico per km è meno della metà di Vercelli e assai inferiore a tutti i capoluoghi di provincia. Chiederemo chiarezza su questo punto alla Regione».
Pier Giacomo Quiriti, vicepresidente consorzio GrandaBus (le imprese che gestiscono l’appalto del Comune per capoluogo e conurbazione): «Disarmante sapere che dovremo licenziare, mentre Cuneo è l’unico capoluogo d’Italia dove il 35% del finanziamento viene da biglietti e abbonamenti, come impone la legge. Qui, poi, i bilanci sono in regola mentre altrove, con più risorse, il passivo è altissimo». L’altroieri il consorzio GrandaBus e le sigle sindacali hanno firmato un accordo per la richiesta della cassa integrazione in deroga che interesserà, a rotazione, 4 lavoratori. «Era l’unico modo per non licenziare nessuno, ma la cassa in deroga vale soltanto per un anno ha aggiunto Quiriti . Inoltre, ad aprile, si prospetta un’ulteriore riduzione di stanziamenti pubblici, meno 8%: dovremo licenziare oppure toccare le corse degli studenti, che finora non sono mai state considerate: un disastro».
I tagli di Cuneo e conurbazione che scatteranno da febbraio: riduzione delle corse estive, a scuole ormai chiuse (si ipotizza dal 12 giugno al 12 settembre), cancellazione delle corse la domenica mattina (dopo il taglio del 2011, ma restano le corse pomeridiane), spariscono la linea 4 (20 corse al giorno tra Cuneo e Madonna dell'Olmo), la linea B (che serve il popoloso quartiere di San Paolo) e le «corse operaie» per Michelin e Bottero (tra 10 e 30 passeggeri per ogni singola corsa).
La prossima settimana è previsto un incontro a Torino con il presidente della Regione Roberto Cota per sapere quante saranno le risorse, quali i tagli. «Ma difficilmente ci saranno novità rispetto a quanto già sappiamo», ha aggiunto l'assessore Lerda. In quel caso tra meno di due settimane ci saranno nuovi ulteriori disagi per centinaia di utenti.

 

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Preoccupazione dei sindacati per i tagli al trasporto pubblico in Granda: "A rischio l'occupazione"

Da www.targatocn.it del 24 dicembre

Dalla conferenza stampa che i sindacalisti Cgil, Cisl e Uil del settore trasporti hanno convocato dalla stazione ferroviaria di Cuneo è emersa tutta la preoccupazione per la situazione per il trasporto pubblico ferroviario e su gomma. Dal documento che la Regione ha consegnato al sindacato, è infatti previsto dal 2012 il 15% in meno di stanziamenti per il trasporto su gomma e il 10 % in meno per le ferrovie.

E' stato attuato un vero attacco al settore senza alcun progetto alla base” ha detto Luca Bosio della Fit Cisl. “Tagli che ricadranno sui cittadini e sull'occupazione. Abbiamo calcolato almeno 50 posti di lavoro in meno fra autisti ed indotto per le aziende del consorzio della Granda Bus, oltre ad un taglio dei servizi per i cittadini di circa il 20%”. Nonostante poi che nella Provincia esista un consorzio per i trasporti, di fatto ogni azienda continua a viaggiare per contro proprio, facendosi una concorrenza spietata approfittando della situazione di crisi.

Enrico Vesce (Uil): “Non sono state ripristinate tutte le risorse da parte del Governo sulle quali invece le regioni potevano contare nel passato. Senza contare che dal 2013 non ci saranno più trasferimenti diretti dal governo alle regioni, che dovranno attingere dalla fiscalità generale.” Per parlare di questo e di tutto ciò che ne consegue, i sindacati vogliono programmare un tavolo di lavoro con la Provincia per discutere un progetto serio di proposte ai cittadini.

Giancarlo Topino della Cgil : “Sono stati fatti tagli orizzontali ed irrazionali. Ad esempio sulla linea della GTT che collega Alba a Canale sono state eliminate le corse festive e mantenute quelle che non servono a nessuno. Molte aziende poi cavalcano la crisi per non rispettare i contratti. Alla SAC di Bra non pagheranno le tredicesime. Quello che noi vorremmo è che la Provincia, e l'assessore dei trasporti, oltre a decidere i tagli, esercitasse anche un controllo sulla esatta applicazione dei capitolati d'appalto che ha con le aziende. Alcune delle quali ne approfittano ed arrivano a tagliare anche 100 euro al mese di integrativi ai dipendenti.”

Alcuni casi concreti dei tagli indiscriminati sulle corse. La linea da Busca a Fossano che trasportava 30 persone è stata eliminata e “lo si è saputo dai giornali” ha detto il delegato Fim Cisl Comino della Michelin. Un autista  della linea della Michelin che collega l'azienda con la Valle Pesio ha denunciato il taglio delle corse che trasportavano 40 operai sui vari turni. "Scelte insensate, invece di incidere sul trasporto estivo

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“Bus, personale e corse a rischio”

I sindacati convocano un’assemblea a Fossano lunedì prossimo

Da “La Stampa” del 7 dicembre di LAURA SERAFINI
«La Regione farà un taglio del 15% dei finanziamenti per il trasporto su gomma. Questo significa anche una riduzione del servizio per i cittadini e tanti posti di lavoro persi». Luca Bosio della Fit Cisl spiega così perché, insieme ai colleghi della Cgil e della Uil, ha indetto un’assemblea pubblica per lunedì 12 al «Bar Tom» a Fossano.
«Abbiamo fatto un calcolo molto approssimativo e probabilmente arrotondato per difetto - spiega Enrico Vesce, della Uil Trasporti - ma i posti persi a partire dal 2012 potrebbero essere oltre 50. Inoltre il consorzio Granda Bus ci ha comunicato che avrà molte difficoltà a pagare le tredicesime».
Solo il provincia di Cuneo ci sono più di 400 persone impiegate nel settore del trasporto pubblico su gomma, se si contano autisti, personale amministrativo e lavoratori dell’indotto.
«Sono tre anni che il contratto nazionale non viene rinnovato. Anche questo genera malumore - continua Luca Iacomino, della Filt Cgil - Il trasporto pubblico ha un’importanza fondamentale, soprattutto nel Cuneese. Sarebbero studenti e anziani a pagare le conseguenze di una riduzione del servizio, oltre ai lavoratori del settore».
Nella presentazione della manovra finanziaria il ministro ai Trasporti Corrado Passera ha dichiarato che il settore sarebbe stato potenziato e che sarebbero stati ripristinati i fondi tagliati. «Stiamo leggendo tutti i documenti, per trovare una traccia scritta sull’argomento e alcune cifre - concludono i sindacalisti -. Altre risorse ci farebbero tirare un sospiro di sollievo».
Nell’assemblea di lunedì si deciderà insieme ai lavoratori come organizzare una mobilitazione per il 16 dicembre.
E ieri il presidente del Consorzio Granda Bus (18 aziende che gestiscono il trasporto nella Granda) ha scritto alla Regione: «Scenario catastrofico, nella Granda più che altrove. I pagamenti dalla Regione sono in ritardo di 5 mesi, abbiamo un’esposizione insopportabile (con le banche, ndr.). Non potremo pagare le tredicesime, da gennaio le aziende saranno costrette a licenziare oltre 50 dipendenti»
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Bus, da tagliare 13 corse su 100

Il provvedimento riguarderà anche i treni, che aumentano le tariffe

Da “la Stampa” del 2 dicembra di LORENZO BORATTO
Ancora tagli per il trasporto pubblico su gomma. Questa volta significano posti di lavori in meno, corse «saltate», riduzione della rete e forse meno fermate. Nel 2012 arriverà una «sforbiciata» senza precedenti: meno 13% di fondi stanziati dallo Stato, che si aggiunge al - 3% già tagliato quest’anno.
Per Cuneo la situazione è stata presentata ieri, in Commissione consiliare, dall’assessore comunale alla Mobilità Guido Lerda: «Su 2,6 milioni di km percorsi ogni anno dai pullman ne perderemo 350 mila. Significa 10 autisti in meno. Non ci sono margini di trattativa e Granda Bus, il consorzio che gestisce l’appalto, farà probabilmente causa al Comune. Non so ancora dove taglieremo, ma saranno corse frequentate».
Fra le ipotesi illustrate: eliminare l’ultima «linea operaia» per i dipendenti Michelin, sospendere i viaggi al sabato pomeriggio e nei momenti di «morbida» (meno passeggeri: tra le 9 e le 11 e tra le 14 e 17). Già quest’estate il Comune, che gestisce l’appalto anche per l’hinterland, aveva ridotto il servizio: a giugno furono cancellate tre linee, azzerate quasi tutte le corse festive, oltre all’eliminazione di 55 linee a metà mattina e tarda serata.
Ieri alla Commissione ha preso parte anche Mino Taricco, consigliere regionale del Pd: «La Regione spiega che questi tagli sono inevitabili e che serviranno a sopprimere linee inutilizzate: una situazione drammatica, queste riduzioni orizzontali penalizzano le gestioni virtuose come la Granda».
I primi tagli della Provincia (che gestisce il resto dell’appalto della Granda) sono scattati a novembre: -3% ha significato 29 linee in meno su 103, 236 corse modificate o soppresse su 1900. Ma ora dovrà fare tagli ancora maggiori rispetto al Comune, perchè gestisce una rete molto più estesa: nei giorni scorsi si è parlato di oltre mezzo milione di km ogni anno a cui rinunciare. L’assessore provinciale ai Trasporti, Roberto Russo: «Faremo delle valutazioni a breve: è stata approvata solo l’altro giorno la delibera di giunta regionale che mette nero su bianco i tagli. Una questione molto delicata: le decisioni saranno comunicate a tempo debito».
Sulla questione interviene Fabrizio Biolè, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle: «Si sta distruggendo il sistema dei trasporti pubblici locali. Pagheranno studenti e pendolari: l’ennesimo calcio ai diritti dei cittadini. Aumenteranno traffico privato e inquinamento, con ricadute economiche e sulla sicurezza».
Si preannunciano grossi problemi anche per i treni: la riduzione dei contributi provenienti dallo Stato (e quindi alle Regioni) arriverà fino al 30% in 3 anni; da gennaio scatterà un aumento dei biglietti del 10%. La prima risposta dei sindacati: sciopero generale dei trasporti pubblici. Sarà il 15 e 16 dicembre, durerà 24 ore, riguarderà bus e treni.

I sindacati

«Brutto momento per i dipendenti»

[L. B.]
«Siamo in grande difficoltà. Questi nuovi tagli arrivano in un momento terribile: da 3 anni non è neanche stato rinnovato il contratto della mobilità, che riguarda i dipendenti di bus e treni. Oltre allo sciopero nazionale di metà dicembre, ci saranno sicuramente anche iniziative locali». Così ha spiegato eri in commissione a Cuneo Luca Iacomino della Cgil Trasporti provinciale. Ai consiglieri è stato distribuito anche un prospetto, con le differenze di rimborso chilometrico garantite dalla Regione alle varie Province piemontesi. Per Lerda si tratta di «differenze inammissibili e ingiustificabili: siamo sempre stati contrari ai tagli lineari che premiano chi, in passato, aveva i conti in rosso e penalizzano chi, come Comune e Provincia, hanno sempre contenuto i costi». Il rimborso al km di Cuneo è di 1,46 euro; a Bra 1,06, Alba 1,50. Il confronto con altre realtà piemontesi è impietoso: ad Alessandria 1,84 euro al km, 1,95 ad Asti, 2,18 a Biella, 2,20 a Casale Monferrato
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“I tagli alle linee dei bus una scelta irrazionale”

Da “La Stampa” del 4 novembre di [A. G.]


«Ovvio che chi non ha il pullman di fronte a casa adesso si lamenta». Così l’assessore ai Trasporti della Provincia Roberto Russo, in merito al taglio di alcune linee di bus nella «Granda». «Le dichiarazioni dell’assessore – replicano i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil Marco Ricciardi, Matteo Carena e Giovannnnnnnni Ventura – sono quasi peggiori delle scelte operate. Come si possono dire certe frasi di fronte a 29 linee cancellate su 103, 236 corse su 1900 cancellate o modificate». I tre leader sindacali si dicono d’accordo con gli amministratori locali: «Non possiamo che condividere le dichiarazioni di molti sindaci che segnalano come le iniziative avviate siano ragionieristiche e non tengano conto delle caratteristiche del territorio, dell’utenza, dell’impatto in termini di isolamento, sia sotto il profilo della valorizzazione delle località sciistiche».
Ricciardi, Carena e Ventura intervengono sulle linee operaie soppresse: «Siamo per una valutazione sull’utilizzo effettivo delle tratte, prevedendo soluzioni alternative che non pesino unicamente sui lavoratori e sul loro reddito

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"Le dichiarazioni dell'assessore provinciale ai Trasporti sono peggiori delle scelte operate": Cgil, Cisl e Uil all'attacco

Da www.cuneocronaca.it del 28 ottobre

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. “Le dichiarazioni rilasciate dall’assessore provinciale ai Trasporti sono quasi peggiori delle scelte operate, come si fa infatti a sostenere che, a fronte di 29 linee cancellate su un totale di 103 e di 236 corse su 1900 cancellate o modificate, sia “ ovvio che chi non ha il pullman di fronte a casa adesso si lamenta “ ? Non possiamo che condividere le dichiarazioni di molti sindaci che segnalano come le scelte operate siano ragionieristiche e non tengano conto delle caratteristiche del territorio, dell’utenza (giovani ed anziani che non hanno mezzi propri), dell’impatto in termini di isolamento sia materiale che culturale (collegamento con il capoluogo di provincia o con i centri maggiori), sia sotto il profilo della valorizzazione delle località sciistiche. Abbiamo tenuto volutamente per ultimo la questione delle linee operaie (non perché siano da noi condivise le scelte operate) ma perché non vorremmo essere accusati di difendere il nostro “ piccolo orto “. Ne avremmo tutto il titolo ma, come abbiamo detto in più di un’occasione, eravamo e siamo per una valutazione sull’utilizzo effettivo delle tratte prevedendo anche soluzioni alternative che non pesino unicamente sui lavoratori e sul loro reddito. Abbiamo inoltre sempre sostenuto che andava compiuta una ricognizione per evitare doppioni tra gomma e treno, in modo tale da garantire un utilizzo delle risorse che non avesse come unico obiettivo quello di investirle sulle tratte di maggiore utenza, ma garantendo invece un’idea di servizio di trasporto pubblico locale la più ampia possibile. Non ci rassicurano inoltre le affermazioni dell’Assessore sulle prospettive future, frutto di una mancanza di programmazione e di risorse da parte della Regione Piemonte alla quale la nostra Provincia si è immediatamente uniformata”. I segretari provinciali CGIL-CISL-UIL  M.Ricciardi, M.Carena, G.Ventura

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Tagli di linee e corse dei pullman “Hanno deciso senza consultarci”

Sindaci: scelta assurda. Cgil, Cisl e Uil: danni a chi è in situazione economica difficile

Da “La Stampa” del 27 ottobre di MATTEO BORGETTO ANDREA GARASSINO Mario Bertoldi

Visto che ci tagliano anche i bus, chiederemo l’annessione alla Francia. Sarà anche lo Stato più centralista del mondo, ma almeno le tasse dei contribuenti tornano ai Comuni. E non ci sentiremo più derisi quando Sarkozy ride dell’Italia». È la provocazione del sindaco di Vinadio, Angelo Giverso, alla notizia della soppressione, da martedì, di 2 corse al martedì dalla valle Stura verso il mercato di Cuneo. Rientra nell’elenco di 29 linee su 103 e di 236 corse su 1900 cancellate o modificate, comunicato dal Consorzio «Granda Bus», in accordo con la Provincia. «Aumenterà la desertificazione della montagna - commenta Giverso -. Lo Stato ci ha già chiuso le scuole per risparmiare sui maestri, così il Comune spende di più per il trasporto alunni. Questa nuova mazzata che colpisce cittadini e lavoratori. Inaccettabile».
Il sindaco di Demonte, Mario Bertoldi: «Il nostro territorio soffre da anni il problema di comunicazioni con la pianura. Non c’erano grandi numeri d’utenza sulle due linee soppresse, ma era comunque un servizio utile, in particolare per gli anziani». «Sono deluso dice Aldo Perotti, presidente della Comunità montana del Monviso e sindaco di Crissolo perchè non c’è stato dialogo con i territori. I trasporti sono essenziali per la montagna».
Altri primi cittadini sono contrari alla cancellazione dei pullman degli operai verso la Michelin ai Ronchi di Cuneo. «Erano soltanto in 5 nel mio paese a usare quel bus - spiega il primo cittadino di Villafalletto, Ilio Piana ma sarà comunque un disagio. Se non riusciranno a gestirsi autonomamente, contatterò la Michelin e i sindaci dei paesi vicini per trovare una soluzione». Il collega di Roccabruna, Claudio Garnero: «Decisione assurda. Se un pullman grande costa troppo, si utilizzi un pulmino, senza togliere un servizio a chi deveandare a lavorare. Scriverò alla Provincia e all’azienda per tutelare gli operai».
Il sindaco di Dronero, Livio Acchiardi: «In tempi di crisi, purtroppo, servono questi sacrifici. Avrei però gradito che si trovassero le risorse per mantenere il servizio». Di fulmine a ciel sereno parlano i primi cittadini Cosimo Ventruto di Roaschia (due corse feriali soppresse verso Cuneo) e Giovanni Comino di Frabosa Soprana (cancellato il servizio stagiona verso Mondovì). «L’ennesimo provvedimento che arriva dall’alto, senza interpellarci - dice Ventruto -. Non sappiamo più come difendere la montagna. Tanto vale chiudere i municipi».
«L’ho saputo leggendo “La Stampa” - aggiunge Comino -. Nessuno ci ha avvisato. Serviva una decisione unanime delle istituzioni. Ora invece subiremo questo grave danno, soprattutto per i giovani ed il turismo».
Preoccupato anche Mario Giuliano, sindaco di Boves, che di recente ha ottenuto l’apertura di una linea dal capoluogo alla frazione Mellana, ma perderà il c o l l e g a m e n t o con la Michelin, oltre a due corse mercatali e il servizio festivo verso Cuneo. «Contento per il primo risultato, profondamente amareggiato per gli altri due, che non ci aspettavamo. Spero in un’azione coordinata tra i sindaci per trovare una soluzione».
«Visto che si creano delle economie - dice Paolo Allemano, primo cittadino di Saluzzo - l’auspicio è che le risorse liberate dai tagli siano utilizzate con attenzione: non solo per la funicolare di Mondovì, ma anche per i bus nella nostra città e di Savigliano».
I segretari provinciale di Cgil Marco Ricciardi e Cisl Matteo Carena: «Questi tagli si scaricano su chi vive situazioni economiche già complicate: gli operai che prima usavano i bus adesso dovranno andare al lavoro in auto. Le soppressioni andavano compensate con il potenziamento di altri servizi di trasporto. Sui provvedimenti decisi dalla Provincia le confederazioni sindacali non sono state interpellate». «Non si possono accettare decisioni del genere - dice Giovanni Ventura, segretario Uil - senza la concertazione. Chiediamo un nuovo incontro con la Provincia per ridiscutere i tagli e analizzare insieme le priorità
».

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Dopo oltre un mese di iniziative il conducente ATI licenziato riavrà un posto di lavoro

Da www.targatocn.it del 3 agosto

Era stato licenziato il 1° luglio scorso, A.R. di Dronero, e per lui i sindacati avevano intrapreso la procedura di raffreddamento perché, secondo le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil: "Davanti a questo caso chiediamo che le aziende che prendono soldi pubblici si prendano anche le proprie responsabilità".

La questione del licenziamento dell'autista, che ha perso i requisiti a seguito di un calo di udito, è stata poi portata davanti ad altri luoghi simbolo come la Provincia il 21 luglio e la sede dell'azienda in due occasioni: il 13 luglio e mercoledì 3 agosto. Sembrava una faccenda irrevocabile invece, proprio il 3 agosto, è arrivata la svolta anche grazie ad un intervento incisivo del Prefetto Patrizia Impresa e del vice-prefetto Maria Antonietta Bambagiotti.

A seguito del lungo vertice tenutosi a Cuneo in Prefettura (presenti le 3 sigle sindacali, Impresa e Bambagiotti, lavoratori, RSU e vertici ATI) è arrivata la svolta, ovvero un accordo tra le parti giunto alla fine di un lungo percorso di conciliazione. Il lavoratore avrà un altro posto all'interno del gruppo (come da sempre richiesto durante le proteste), in prima istanza part-time poi eventualmente full-time. Soddisfatti i rappresentanti sindacali usciti alle 17 circa da una lunga trattativa: "Siamo lieti del risvolto positivo della vicenda, di quanto fatto da tutte le parti per arrivare ad un accordo in maniera congiunta. Ora non saranno più intraprese azioni dimostrative nei confronti dell'azienda ed è stato revocato anche lo sciopero proclamato per il 12 settembre".

 

 

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SALUZZO. CONFAGRICOLTURA E I BRACCIANTI

“Le aziende della frutta rispettano i migranti”

 

Da “La Stampa” del 3 agosto di ANDREA GARASSINO

SALUZZO

«Vorrei spezzare una lancia a favore della stragrande maggioranza degli imprenditori agricoli della provincia che danno regolarmente lavoro a stagionali immigrati e fanno di tutto per creare attorno a loro le migliori condizioni di vita e di lavoro». Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo, interviene sulla vicenda dei braccianti africani ospitati dalla Caritas e alla Stazione di Saluzzo, dopo l’appello della responsabile Immigrati della Cgil per raccogliere scarpe da fornire ai migranti che utilizzano le infradito. «Non si può negare che esistano delle eccezioni – prosegue Abellonio -, ma non è neanche corretto fare di tutta l’erba un fascio e generalizzare situazioni isolate».

Il direttore di Confagricoltura fornisce dei dati: «Il settore agricolo nel Saluzzese dà lavoro a circa 5 mila braccianti stranieri, tra chi ha contratti a tempo indeterminato e gli stagionali. Tra questi, i circa 100-150 ragazzi africani sono un’esigua minoranza ed un’eccezione, mentre tutto il resto della forza lavoro è in regola sotto tutti i punti di vista».

La conferma giunge da Santo Alfonzo, direttore dello Spresal dell’Asl Cn1: «Facciamo controlli nelle aziende agricole e quello che emerge è una situazione di normalità, pur non volendo negare alcune criticità». Abellonio lancia un appello: «Il settore frutticolo sta soffrendo per l’insufficiente remunerazione. Bisognerebbenon enfatizzare il bicchiere mezzo vuoto».

 

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Licenziato dall’Ati Presidio a Cuneo

Da “ La Stampa” del 22 luglio di [L. B. - A. G.]


Presidio di protesta, ieri mattina, davanti alla Provincia a Cuneo, con 50 lavoratori e sindacalisti di Cgil e Cisl (presenti anche i segretari provinciali Marco Ricciardi e Matteo Carena): «Va riassunto il lavoratore licenziato dall’Ati di Saluzzo: ha 49 anni ed è stato mandato a casa dopo quasi venti di servizio corretto e impeccabile, soltanto perché è stato registrato un abbassamento dell’udito all’orecchio sinistro».
Giancarlo Topino, della FitCgil: «Comportamento aziendale assurdo, tanto più per una ditta che si sorregge su soldi pubblici. Suona come una beffa il fatto che l’azienda ci dica che “non fa beneficenza”. Le persone non si rottamano». Luca Bosio della FiltCisl provinciale: «Le proteste finora non hanno funzionato, ma quanto successo è ingiusto: l’Ati è la maggiore azienda di trasporto su bus in provincia, con oltre 200 dipendenti».
Sabatino Basile è il segretario regionale della Filt-Cisl: «Siamo qui a supporto della mobilitazione: l’azienda rifletta. Anche altrove in Piemonte, in ditte molto più piccole, si è sempre trovata una ricollocazione: biglietteria, officina o manutenzione delle pensiline».
L’uomo è stato licenziato con tre giorni di preavviso a inizio mese. Secondo i sindacati la pensione di invalidità che spetta al lavoratore è di 700 euro al mese, ma deve ancora essere accordata dall’Inps. «I sindacati proseguono sulla loro strada – dice Clemente Galleano, amministratore delegato dell’Ati – e sono sordi alle nostre proposte. Il presidio di fronte alla Provincia non aggiunge niente». Stamane, alle 9, i vertici Ati saranno impegnati in un incontro con il prefetto per discutere del licenziament
o.

 

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Licenziano un autista I colleghi protestano

Da “La Stampa” del 14 luglio 2011 di [A. G.]


Erano circa cinquanta, ieri mattina, gli autisti e i dipendenti dell’Ati che hanno partecipato al presidio di fronte ai cancelli dell’azienda, in via Circonvallazione a Saluzzo. Protestavano per il licenziamento di un dipendente in servizio da 20 anni. Gli è calato l’udito e, secondo la ditta, non è più idoneo al servizio. «Autista malato, autista rottamato» hanno scritto su un cartellone.
«Abbiamo avuto un incontro con la dirigenza - spiegano Luca Bosio e Enrico Vesce, segretari provinciali di categoria di Cisl e Uil e Giancarlo Topino, della segreteria cuneese della Filt-Cgil - che non è ritornata sui suoi passi. Noi riteniamo, invece, che un’impresa di queste dimensioni possa trovare altre mansioni per il dipendente allontanato. C’è un pensionato che distribuisce biglietti con un contratto di collaborazione. È un compito che potrebbe svolgere l’autista licenziato. Venerdì ci sarà una nuova riunione».

Per i sindacalisti «il presidio è riuscito e c’è stata una buona risposta di tutti coloro che non erano in servizio. Non si è trattato, infatti, di uno sciopero». «I lavoratori - proseguono Bosio, Vece e Topino - temono che possa accadere anche a loro».
Presente alla manifestazione anche l’autista licenziato che chiede di restare anonimo: «Non mi aspettavo un trattamento così dopo 20 anni di servizio. Non mi hanno fatto proposte alternative: mi hanno semplicemente comunicato che ero fuori. Mi mancano 10 anni alla pensione e mi fa piacere che i colleghi rispondano con questo presidio». «L’Ati riceve la maggior parte dei finanziamenti dal pubblico - dice Topino - quindi le istituzioni intervengano e si prendano delle responsabilità».
Ha partecipato alla manifestazione Basile Sabatino, segretario regionale Fit-Cisl: «Le forze sindacali, anche a livello nazionale, continueranno a sostenere il lavoratore dell’Ati licenziato»

 

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TRASPORTI. ELIMINATI ANCHE 55 COLLEGAMENTI IN CITTÀ E VERSO L’HINTERLAND

Oggi a Cuneo scattano i tagli alle linee dei bus

Cancellati tre percorsi e azzerate quasi tutte le corse nei festivi

Da “La Stampa” del 13 giugno di LORENZO BORATTO

Novità Nei festivi sarà attivato un servizio di bus «circolare» con partenza da piazza Torino Il percorso prevede fermate nei diversi quartieri della città Chi, invece, dovrà raggiungere le frazioni potrà utilizzare un servizio di bus «a chiamata» prenotando al numero 3669337904 

Al via da oggi i tagli ai bus disposti dal Comune per le riduzioni dei trasferimenti decisi dalla Regione a marzo (-3% per quest’anno). Gli effetti si faranno sentire sui collegamenti di Cuneo e tra l’hinterland e il capoluogo: cancellate tre linee, azzerate quasi tutte le corse nei festivi (ma verranno introdotte, da domenica, una linea «circolare» sull’Altipiano e un servizio «a chiamata» per le frazioni), oltre all’eliminazione di 55 corse andata-ritorno a metà mattina e tarda serata. Obiettivo: ridurre i costi. Il Comune è tra i primi enti locali piemontesi ad attuare il piano di modifiche al trasporto pubblico locale.

Le tre linee soppresse sono quelle che interessano l’ascensore inclinato (restano però i collegamenti per la Stazione di Borgo Gesso in concomitanza di arrivi e partenze dei treni da e per Mondovì), il cinema e il bowling di Borgo San Dalmazzo (resteranno le corse al sabato) e la linea delle piscine e campi sportivi comunali.

Saranno poi eliminate 55 coppie di corse. Sono state individuate dal Consorzio Grande Bus e dai tecnici dell’ufficio mobilità del Comune le in base al numero medio di passeggeri inferiore a 3. Riguardano anche collegamenti con i centri intorno a Cuneo: Peveragno, Borgo, Busca, Centallo, Beinette, Margarita, Morozzo, Tarantasca, Roccavione, Cervasca, Vignolo, Bernezzo, Castelletto Stura e Centallo.

Altra novità: sempre a causa dei pochi utenti saranno azzerate da domenica le corse festive (eccetto i collegamenti con Borgo San Dalmazzo). Ma dal 19 giugno, nei festivi, verranno introdotte una linea «circolare» in città, e una per le frazioni. La prima sarà attiva dalle 8,30 alle 19,30. Il percorso: piazza Torino, via Roma, corso Nizza, corso Giolitti,

 

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 La Provincia sospende i tagli alle otto linee dei pullman

Provvedimento dopo l’annuncio del ricorso al Tar, ma forse durerà solo 2 settimane

Da “La Stampa” del 13 maggio di LORENZO BORATTO


Il taglio 8 linee utilizzate dai lavoratori, deciso della Provincia, è stato «congelato». Forse soltanto per un paio di settimane. Una sospensione annunciata ieri mattina al tavolo tecnico sul trasporto pubblico locale, che si è riunito nella sede della Provincia a Cuneo. Erano presenti l’assessore provinciale ai Trasporti Roberto Russo, i vertici del Consorzio Granda Bus (le 19 aziende che gestiscono l’appalto dei pullman nel Cuneese, escluso capoluogo e conurbazione) e i rappresentanti dei sindacati.
Granda Bus ha ribadito che Anav e Conservizi (le associazioni piemontesi delle autolinee private e pubbliche) ricorreranno al Tar contro la delibera regionale di marzo, che impone una riduzione del 3% quest’anno (e del 15% entro il 2013) alle sovvenzioni che gli enti pubblici pagano, per legge, alle aziende. Il motivo: «Ci sono risorse aggiuntive già stanziate dal Governo».
Nei giorni scorsi la Provincia aveva annunciato di voler cancellare, da lunedì, 8 corse: le linee da Saluzzo, Alba e Bra verso Carmagnola (stabilimenti Fiat e Teksid), quelle che raggiungono la Michelin di Cuneo da Farigliano, San Damiano Macra, Busca, Peveragno, Dronero e ancora Martiniana Po-Savigliano (Saint Gobain). Corse con pochi passeggeri e alti costi: se cancellate, si sarebbero risparmiati oltre 750 mila euro l’anno. Ma si sono levate le proteste di sindacati e la sezione autolinee di Confindustria aveva detto: «Così dovremo licenziare 14 autisti».
L’assessore Russo spiega: «La decisione di impugnare la delibera regionale ci ha spinto a una pausa di riflessione. Abbiamo chiesto al Consorzio, come in passato, di presentare una sua proposta nel rispetto dei criteri dettati dalla Regione, ma salvaguardando gli utenti e senza dover licenziare dipendenti. Bisogna però agire in fretta». Più si aspetta, più il taglio del 3% sarà incisivo.
Russo aggiunge: «Ci accorderemo con le altre Province del Piemonte per applicare la riorganizzazione insieme e nel modo meno traumatico possibile. Tuteleremo le linee di maggiore utenza e quelle usate dagli studenti». Sempre ieri i sindacati dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil hanno detto: «Tagli inapplicabili, perchè ci sono soldi in più. Il Comune di Cuneo è intervenuto puntando a riorganizzare il servizio, non a sospenderlo. Ma è indispensabile conoscere i dettagli di ogni azienda del Consorzio: solo così potremo ragionare sulla riorganizzazione senza perdere posti di lavoro»
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TRASPORTI. LUNEDÌ PROTESTA DEI SINDACATI

Aziende dei bus “La Provincia ci deve 6,5 milioni” Attesi rimborsi per il 2010 e da gennaio ad aprile Assessore: prima di pagare servono accertamenti

Da “La Stampa” del 6 mgagio di LORENZO BORATTO
«La perdita di 14 posti di lavoro tra i 500 autisti di pullman nella Granda? Non ci sono comunicazioni ufficiali, sapremo lunedì, dopo il presidio di protesta davanti alla Provincia. Ma questo dà ragione alle nostre preoccupazioni». Così i sindacati del settore trasporti di Cgil, Cisl e Uil dopo la decisione della Provincia di cancellare, dal 15 maggio, 8 linee nella Granda. Corse «poco frequentate e molto care»: la soppressione permetterà di risparmiare 750 mila euro l’anno.
Il provvedimento della Provincia è legato alla riduzione del 3% deciso dalla Regione, che sovvenziona al 65% il trasporto pubblico su gomma. Michele Marengo, presidente della sezione autolinee di Confindustria: «Cuneo è la prima Provincia in Piemonte ad applicare i tagli. Altrove si pagano ogni mese i rimborsi alle aziende; nel Cuneese s’attende ancora il saldo del 2010: 3 milioni di euro. Da sommare a 3,5 milioni del primo quadrimestre 2011. Alcune aziende rischiano di non poterpagare gli stipendi».
La replica dell’assessore provinciale ai Trasporti, Roberto Russo: «In questo settore la Provincia si basa sui trasferimenti dalla Regione. Prima di versare i rimborsi servono verifiche che gli uffici stanno eseguendo. Capisco la preoccupazione in un momento di risorse scarse. Lunedì a Torino parteciperò all’incontro con i colleghi assessori piemontesi, al pomeriggio è prevista una riunione a Cuneo con aziende e sindacati: si deve ragionare su numeri concreti per pianificare il futuro. La Provincia di Asti ha indetto una gara per i bus: con il 4% di ribasso è stato assorbito il taglio delle Regione».
Clemente Galleano, presidente del Consorzio «Granda Bus»: «Ci sono 14 posti a rischio. Ma cancellate quelle linee si elimina un servizio. Erano km che potevano essere utilizzati meglio, non eliminati. Il problema sarà nel 2012: -10% di risorse significa perdere linee molto frequentate. Stiamo valutando di impugnare al Tar le delibere di Provincia e Regione sulla riduzione delle risorse: il Governo ha dato nuovi fondi». Per il consigliere regionale Fabrizio Biolè (Movimento 5 Stelle), «la volontà di tagliare i servizi essenziali rende miopi sugli effetti negativi che provocano».

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«Stato d’agitazione contro i tagli al settore trasporti su pullman»

Da “La Stampa” del 30 aprile di [L. B.]


Proclamazione da ieri dello stato di agitazione, assemblea mercoledì dalle 14,30 al Dopolavoro dei ferrovieri a Cuneo e, il 9 maggio, presidio di protesta di fronte alla sede della Provincia, in corso Nizza. I sindacati trasporto Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti contestano i tagli voluti dalla Regione al trasporto pubblico su gomma: «In 3 anni sono a rischio nella Granda oltre 50 posti di lavoro su 400 occupati». Luca Bosio, Cisl: «Dal 15 maggio la Provincia di Cuneo sarà la prima in Piemonte ad applicate i tagli: 1,4 milioni di euro in meno quest’anno. Quindi meno corse e meno personale». Luca Iacomino, Cgil: «Serve un tavolo di confronto perché la Conferenza Stato-Regioni ha concesso nuove risorse: 83 milioni di euro al Piemonte, almeno 5 per il Cuneese che compenserebbero i tagli e permetterebbero un servizio migliore». Enrico Vesce, Uil: «La Regione non finanzia più la corsa Alba-Torino, 208 mila km l’anno, che ora pagherà la Provincia. Entro l’anno altri tagli sono previsti per il trasporto su rotaia».

 

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“Meno finanziamenti Così sono a rischio 50 posti di lavoro”

Le aziende protestano per la riduzione delle risorse pubbliche. Appello alla Provincia

Da “La Stampa” del 10 aprile 2011 di LORENZO BORATTO
La Regione, a dicembre, aveva annunciato un taglio delle risorse pubbliche per bus e autobus del 15%. Poi le trattative serrate e l’accordo per «spalmare» la riduzione in 3 anni. Con una riduzione del 3% subito, nel 2011. Ora le aziende della Granda protestano. «Chiediamo alla Regione di azzerare i tagli deliberati - spiega Clemente Galleano, presidente del Consorzio Granda Bus, che riunisce 18 aziende della provincia -. Queste riduzioni, insieme all’aumento spropositato del costo del carburante, stanno strangolando le aziende».
Non solo: il consorzio ha lanciato un appello alla Provincia, perché «compia un atto di coraggio e si opponga ai tagli imposti da Torino: le risorse per azzerare le riduzioni ci sono, perchè lo Stato ha stanziato ulteriori fondi per 425 milioni di euro».
Il taglio deciso dalla Regione (delibera della Giunta 15-1761 del 28 marzo) significa per la Granda 2,5 milioni di euro in meno e 50 posti di lavoro persi in tre anni (oggi i dipendenti delle 18 aziende sono 380). Perchè meno risorse vuol dire meno corse sulle linee poco utilizzate, che viaggiano con pochi passeggeri a bordo. Ma in futuro potrebbero essere a rischio anche le tratte più frequentate, usate da centinaia di studenti e pendolari.
L’assessore provinciale ai Trasporti, Roberto Russo: «Impossibile ridurre i tagli della Regione, per adesso, anche se la trattativa è aperta e gli incontri sono continui. Le risorse in meno devono essere un incentivo per migliorare il servizio, tagliando via i “rami secchi”. Ad esempio sono già state soppresse corse in valle Belbo, che viaggiavano praticamente vuote».
Sulle risorse aggiuntive stanziate da Roma alle Regioni, Russo prosegue: «Soldi che il Governo ha impegnato, è vero, ma in Regione sono in corso le valutazioni: dovrebbero essere utilizzate per grandi progetti. Uno è già in cantiere, per la Granda: si tratta di una rete di navette che colleghi i centri di Langa e Roero con il nuovo ospedale di Verduno. Ma quei soldi non possono essere usati per contenere una riduzione di risorse già deliberata: stiamo trattando, ma si deve fare fronte a quei soldi in meno senza penalizzare gli utenti».
Il trasporto pubblico su gomma è finanziato per due terzi da risorse pubbliche, soldi trasferiti dallo Stato alle Regioni che arrivano, attraverso la Provincia, alle aziende: così si garantiscono anche corse che non sarebbero remunerative, ma che rappresentano un servizio per la popolazione. Galleano: «Le autolinee della Granda non sono in grado di gestire i tagli previsti. Senza una soluzione saremo costretti a ridurre il personale. Con un paradosso: l’eventuale cassa integrazione in deroga sarebbe finanziata dalla stessa Regione». Il consorzio lamenta anche di non aver ancora ricevuto il pagamento del primo trimestre 2011 e il saldo dell’anno scorso.

 

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Sciopero dei treni e del trasporto urbano locale: garantite solo alcune fasce orarie

Da www.targatocn.it del 31 marzo di Barbara Simonelli

Giornata calda, domani, sul fronte del trasporto pubblico sia su gomma che su ferro. La protesta, indetta da tutte le sigle sindacali in modo unitario, è dovuta al mancato rinnovo del contratto nazionale scaduto da oltre due anni e ai tagli al trasporto locale da parte del Governo.

Dopo lo sciopero che ha interessato, nella giornata di oggi 31 marzo, il trasporto extraurbano, da stasera alle 21 fino alla stessa ora di domani 1 aprile incroceranno le braccia i dipendenti del trasporto ferroviario. Saranno garantiti i servizi minimi indispensabili pari a 6 ore di servizio completo in due fasce (6-9 e 18-21) oltre ai treni a lunga percorrenza inseriti nell'orario Trenitalia, nell'arco dell'intera durata dello sciopero.

Domani primo aprile la protesta interesserà il personale dei servizi urbani di bus, metro e tram, dei trasporti dei laghi e lagunari. Ogni città e ogni azienda di trasporto osserverà modalità e fasce di garanzia diverse. Per quanto riguarda i bus arancioni del concentrico urbano del capologuogo della Granda, questi funzioneranno dalle 6.30 alle 9.30 e dalle 11.30 alle 14.30, in modo da consentire agli studenti di raggiungere la scuola e di rientrare a casa e così ai lavoratori di raggiungere il posto di lavoro.

Enrico Vesce, segretario provinciale di Uil Trasporti, dice che l'adesione allo sciopero sarà probabilmente molto elevata, perché le motivazioni sono valide. "Il Governo ha ridotto le risorse da destinare alle Regioni per il trasporto pubblico locale. Di conseguenza sono stati ridotti i trasferimenti a Province e Comuni. Questo fa sì che ad oggi non ci sia la possibilità di rinnovare il contratto di servizio tra azienda e lavoratori".

Luca Bosio, segretario provinciale di Filt Cisl, conferma le ragioni dello sciopero e aggiunge che in provincia non è in programma alcuna manifestazione. "Ci aspettiamo un'affluenza molto alta - ribadisce - perché i lavoratori del settore trasporti passano molte ore sulla strada, con un notevole carico di stress, per poco più di mille euro al mese. Le loro rivendicazioni sono più che legittime. Spiace che i disagi si riverseranno sulla cittadinanza, ma le ragioni dello sciopero sono sacrosante".

In Piemonte i tagli di risorse previsti per il 2011 sono pari al 5%; nel 2012 è previsto che saliranno fino al 10 e addirittura fino al 15% nel 2013. Questo comporterà, in modo quasi inevitabile, la soppressione di molti servizi e l'aumento dei costi a carico dell'utenza. Nonché, come spiega ancora Bosio, un taglio di posti di lavoro di circa 40 unità in tutta la provincia. "Al momento questi dati non sono confermati, ma le prospettive lasciano poco spazio ai dubbi" - conclude il sindacalista.

 

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“Per i pullman Cuneo riceve il più basso rimborso a km”

Vertice fra Comune e Regione per trovare un accordo sulle risorse

Da “La Stampa” del 9 dicembre 2010 di LORENZO BORATTO CUNEO

 

Il Comune di Cuneo chiede l’« addendum» (risorse extra per il trasporto bus nel capoluogo e nella conurbazione); la Regione replica: «I fondi non sono mai stati erogati dalla giunta Bresso, perché Cuneo non ne ha diritto». La scorsa settimana era stato l’assessore comunale alla Mobilità, Guido Lerda, ad annunciare: «La Regione non rispetta il contratto sul trasporto pubblico locale: c’era il rischio di far fallire l’azienda che si occupa dei bus di Cuneo e conurbazione così siamo stati costretti ad anticipare 800 mila euro con risorse del Comune, per garantire i mesi scorsi, ma siamo pronti a fare causa alla Regione». Il motivo del contendere: per il Comune non sono stati pagati 420 mila euro realtivi al 2009 e altrettanti per il 2010.

Dall’assessorato regionale ai Trasporti spiegano: «L’addendum è un’integrazione di risorse, accordata agli enti locali in seguito alla Finanziaria 2008. Deve essere fornita a chi mette a gara il servizio. Il bando di gara a Cuneo è del 2004, precedente alla legge finanziaria, per questo già la precedente giunta regionale non aveva erogato i soldi. Eventuali integrazioni saranno decise con una delibera di giunta, ma soltanto dopo l’approvazione del bilancio previsionale, che avverrà entro fine anno».

Replica l’assessore Lerda: «C’è un contratto firmato tra Comune e Regione che accorda questi soldi. L’addendum serve alle imprese per l’aumento del costo di gestione ad esempio il gasolio. In sei anni di appalto, l’adeguamento è stato del 50% rispetto all’inflazione programmata: troppo poco. Cuneo è stata la prima città del Piemonte a bandire una gara e oggi ha il rimborso a km più basso della regione». Altrove la quota è doppia: ad esempio a Vercelli è 3 euro a km, contro 1,3 di Cuneo (salirebbero a 1,46 con i soldi extra da Torino).

Ma la situazione è complessa, non soltanto per Cuneo: l’altro pomeriggio i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti hanno indetto una conferenza stampa a Cuneo per spiegare le ragioni dello sciopero nazionale inizialmente previsto da stasera a domani alle 21 e poi differito dal Ministero.

I rappresentanti sindacali: «Il contratto nazionale del trasporto locale su gomma è scaduto da oltre due anni. Si tratta di dipendenti che lavorano per 1.200 euro al mese, 6 ore e mezzo al giorno, ma devono dare la disponibilità per 12 ore. La Regione nel 2011 taglierà 74 milioni di euro al trasporto su gomma: per la Granda significa 1,8 milioni di km in meno e 40 posti di lavoro che saranno persi. Anche per le ferrovie c’è incertezza, eventuali tagli si conosceranno soltanto dal 13 dicembre, quando entrerà in vigore l’orario invernale dei treni. E anche Fs e Regione stanno discutendo di risorse aggiuntive».

Nel Cuneese sono due gli appalti per il trasporto su gomma: uno del Comune (bandito nel 2004, scade a fine anno e sarà prorogato di 12 mesi) e uno della Provincia, che riguarda tutto il resto del territorio. Entrambi sono stati vinti dal consorzio «Granda Bus», che riunisce 24 aziende. Al bando del Comune hanno partecipato in 7 (con 67 dipendenti), a quello provinciale in 21 (con 480 lavoratori).

L’assessore provinciale ai Trasporti, Roberto Russo: «Il 23 dicembre si avvia nella Granda il nuovo servizio Tpl, cioè trasporto pubblico locale, dopo il bando europeo aggiudicato a fine 2009, il maggiore mai fatto dall’ente (vale oltre 106 milioni di euro per 6 anni, ndr). In questi mesi si è ragionato su modifiche e criteri previsti dal bando, a cui il consorzio Granda Bus ha dovuto conformarsi. Alcune questioni vanno ancora verificate con Regione».

Per questo, la Regione ha convocato le Province e i Comuni oggi, alle 18, a Torino: saranno illustrati i tagli previsti per il 2011, mentre con Cuneo si cercherà un accordo per le risorse dell’addendum

 

 

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AUTOBUS. PROTESTA SUI PERIODI DI FERIE
Sciopero di quattro ore alla “Nuova Benese”

Da “La Stampa” del 15 settembre 2010

Quattro ore di sciopero, l’altro giorno dalle 8 alle 12, per i dipendenti della «Autolinee Nuova Benese» che si occupa del trasporto extraurbano su pullman da Cuneo ai paesi del circondario. «Una protesta per sollevare il problema della disorganizzazione nello stabilire i periodi di ferie dei lavoratori - spiega Luca Iacomino della Filp Cgil -. Finita la scuola, d’estate la ditta è impegnata anche nei servizi di noleggio e non concede agli autisti il riposo nel periodo da loro richiesto, ma a seconda delle esigenze aziendali. Per i dipendenti sono mesi di sofferenza, quando avrebbero bisogno di maggior serenità psicofisica per garantire sicurezza e affidabilità ai clienti. Il sindacato deve tutelare anche il benessere dei lavoratori. Chiediamo che ci sia più certezza nel poter usufruire delle ferie richieste».
Dura replica di Giuseppe Bianco, direttore della Nuova Benese: «Le aziende chiudono per la crisi, e loro si lamentano perché abbiamo troppo lavoro? Dovremmo rifiutare i contratti perché un autista, in un determinato giorno della settimana, vuole andarsene al mare? E sto parlando di giorni singoli, non di ferie estive che abbiamo regolarmente concesso». Poi un affondo sullo sciopero. «Hanno aderito due autisti su trenta, è saltata soltanto la corsa Cuneo-Acceglio delle 9,40. Molti hanno compreso l’assurdità delle motivazioni. Il contratto integrativo è scaduto dal 31 dicembre: invece di intavolare le trattative, parliamo di ferie? La Nuova Benese ha solo chiesto un piccolo sforzo per riuscire a coprire le commissioni. Quando arriva lavoro, noi lo prendiamo». \

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Sciopero bus
Rinviato al 28 maggio lo stop previsto venerdì

Da “La Stampa” del 21 aprile 2010

E’ stato rinviato al 28 maggio lo sciopero nazionale, di 24 ore, degli autoferrotranvieri, inizialmente indetto per venerdì. La mobilitazione è stata indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil. Lo slittamento è stato deciso in considerazione delle difficoltà della circolazione aerea in Europa, dovuta all’eruzione vulcanica in Islanda, che sta avendo pesanti ripercussioni anche in Italia. Il 28 maggio lo sciopero sarà effettuato con le stesse modalità già previste per il 23 aprile. L’«Ati» di Saluzzo (la principale azienda del settore che opera nella Granda), le «Autolinee Fogliati» di Alba e «Trasporti Monregalesi», ricordano che, il giorno della mobilitazione, sulle loro linee non saranno garantite le corse dalla mezzanotte alle 5, dalle 8,30 a mezzogiorno, dalle 14,30 a mezzanotte

 

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ALBA. AUMENTI
Prendere il bus dei trasporti pubblici adesso costa di più

Da “La Stampa” del 14 luglio

Aumentano le tariffe per usufruire dei trasporti pubblici albesi. Da oggi crescono i prezzi per acquistare gli abbonamenti settimanale (da 6,80 a 7,20 euro), mensile (da 24,50 a 26 euro) e trimestrale (da 66,50 a 70 euro). Restano invariate le tariffe ordinarie di corsa semplice (1 euro), l’abbonamento 10 corse (9 euro), l’abbonamento annuale studenti (204 euro) e le tariffe agevolate.
«Si tratta di un atto dovuto - spiega l’assessore ai Trasporti pubblici, Paolo Malcotti -, in quanto segue una delibera regionale di adeguamento alla stabilità d’intesa con tutti gli enti locali. I primi ritocchi erano stati compiuti l’anno scorso ed ora si è soltanto completato l’iter che ha portato alla omogeneizzazione delle tariffe praticate dai vettori operanti in tutto il Piemonte». Salvo amare sorprese, adesso i prezzi dovrebbero rimanere invariati per alcuni anni. Non verranno modificati neppure gli abbonamenti agevolati rivolti ai pensionati (31 euro all’anno) e studenti (80 euro), poiché integrati dal contributo comunale.
Ma al di là delle tariffe, ad Alba da tempo si discute sulla necessità di incentivare l’uso degli autobus pubblici fra i cittadini.
«Spesso - dicono i consiglieri di opposizione - i mezzi pubblici viaggiano vuoti, perché non rispondo alle esigenze degli albesi. Per incrementare il loro uso e ridurre così il traffico e l’inquinamento, l’Amministrazione dovrebbe studiare percorsi nuovi e più snelli, ma anche lanciare una campagna di sensibilizzazione fra tutti gli abitanti».

 

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 Più soldi per gli autisti dei pullman

Da “La Guida” del 23 maggio

Vengono stanziati 62.996 euro per il rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri per il 2007, che il Comune di Cuneo trasferisce al consorzio Grandabus che gestisce la conurbazione locale di Cuneo. Di que­ta cifra, sulla base della-consistenza media del numero di addetti rilevati dal 1' gennaio al 31 dicembre 2006, 7.215 curo vanno all'Ati SpA, 1.127 alla Gunetto srl, 4.316 alla Nuova Benese srl, 1.084 alla Nuova Saar srI, 780 alla Sav di Zuliani e Ariaudo sas, 46.272 alla Stp srl, 2.169 alle Autolinee Valle Pesio

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AUTOBUS
«Nuova patente non è a carico degli autisti»

Da “La Stampa” del 25 aprile

Chi deve pagare la nuova patente professionale che da settembre sarà obbligatoria per gli autisti di bus? Secondo i sindacati spetta alla aziende. Per fare chiarezza è stata avviata, all’Unione industriale, una trattativa provinciale. «Contiamo nei prossimi giorni di avere un confronto con tutte le imprese del comparto, una trentina a livello provinciale - spiegano Luca Bosio, Cisl e Raffaele Jovine, Cgil -. Fino a questo momento solo due, la Stp di Cuneo e l’Ati, si sono dette disponibili ad assumersi le spese per il conseguimento della patente professionale, 42 euro per autista. Contiamo di poter raggiungere un accordo anche con le altre aziende». Nella Granda la questione interessa oltre cinquecento conducenti di bus e pullman. Il conseguimento della patente professionale (termine tecnico C.q.c.), che si ottiene tramite una serie di procedure con la Motorizzazione civile, è obbligatoria per chi ha ottenuto il permesso di guida prima del 4 aprile dello scorso anno. «Per i nuovi autisti - spiegano ancora i sindacalisti - verrà richiesta la frequenza a un corso di formazione di duecento ore, il cui costo potrebbe arrivare addirittura a 2 mila euro. Anche su questa spesa apriremo una trattativa con le ditte». La patente professionale non è soggetta a decurtazione di punti, ma solo se l’autista commette infrazioni al codice della strada fuori servizio. \

 

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