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Trafilati Martin: si chiude, ma con i massimi ammortizzatori

Da www.targatocn.it del 26 gennaiO 

"Si chiude una lunga storia, singolare per la provincia di Cuneo". Commenta così Beppe Leuzzi della Fiom CGIL, operaio dell'ormai ex fabbrica di Monasterolo di Savigliano, la Trafilati Martin. I 28 lavoratori dell'azienda hanno chiuso il lungo iter, fatto di presidi e proteste, che li ha portati a raggiungere i massimi risultati possibili in termini di ammortizzatori sociali. Non si lavorerà più nello stabilimento di Monasterolo e domani, dopo oltre 2 mesi, sarà smantellato il presidio. Accolte, al tavolo della trattativa, le richieste per la cassa integrazione straordinaria e gli interventi economici a sostegno dei dipendenti senza stipendio da novembre. Gli ammortizzatori sociali, la mobilità, la cassa integrazione straordinaria saranno a sostegno dei lavoratori per i prossimi 4 o 5 anni. Inoltre, tra i 28 lavoratori, 6 saranno accompagnati alla pensione.

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MONASTEROLO. IERI NELLA SEDE CGIL
Nessuna intesa sulla Trafilati Martin ferma da novembre

Da  “La Stampa” del 20 gennaio

Ancora nessun accordo sulla Trafilati Martin, l’azienda metalmeccanica (28 dipendenti) di Monasterolo di Savigliano, specializzata nella produzione di molle per auto, ferma da novembre. Ieri c’è stato l’ennesimo incontro, durato un paio di ore, tra sindacati e proprietà. La riunione si è svolta nella sede della Cgil, in via Coppino, a Cuneo.
Salvo imprevisti, le parti dovrebbero tornare a sedersi al tavolo della trattativa venerdì, nella sede dell’Unione industriale, in corso Dante a Cuneo. All’incontro potrebbe partecipare anche il responsabile del personale del gruppo Martin. Secondo i sindacati, quella di ieri, è stata una riunione interlocutoria. Lunedì l’azienda aveva ribadito l’intenzione di chiudere la fabbrica.
«Abbiamo chiesto di valutare anche la possibilità di vendere lo stabilimento di Monasterolo di Savigiano al fine di mantenere integra l’unità produttiva - spiega Alfio Arcidiacono, della Fiom-Cgil -. Sollecitiamo, inoltre, impegni concreti per l’eventuale ricollocazione dei lavoratori e l’avvio delle procedure per ottenere due anni di cassa integrazione straordinaria. Chiediamo anche un aiuto economico per i dipendenti senza stipendio da novembre e un’integrazione al reddito della cassa integrazione, nonché incentivi alla ricollocazione. Con la cassa in sei potrebbero raggiungere l’età della pensione».
Ieri pomeriggio i dipendenti della Trafilati Martin si sono riuniti in assemblea nello stabilimento alla periferia di Monasterolo di Savigliano, per fare il punto sulla situazione e definire le posizioni da adottare nell’incontro di venerdì.
La scorsa settimana, per attirare l’attenzione sulla vertenza, erano sono stati organizzati due presidi davanti agli stabilimenti centrali del gruppo: uno all’ingresso dell’acciaieria Ori Martin in via Cosimo Canovetti a Brescia, l’altro davanti alla Trafilati Martin a Cologne, sempre nel Bresciano.
Lunedì una delegazione di lavoratori, accompagnata dai consiglieri provinciali Francesco Toselli e Giulio Ambroggio, era stata ricevuta dall’assessore provinciale al Lavoro, Pietro Blengini.
Presenti anche l'assessore regionale e consigliere provinciale Mino Taricco e il sindaco di Monasterolo Marco Cavaglià. L’Amministrazione provinciale si è detta disposta a sostenere l’iter per la concessione degli ammortizzatori sociali. \

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Trafilati Martin conferma la chiusura

Da “La Stampa” del 19 gennaio

Riprende questa mattina, alle 11, in Confindustria, a Cuneo, il confronto tra sindacati e il rappresentante della Trafilati Martin, sul futuro dei 28 dipendenti dello stabilimento di Monasterolo di Savigliano. La decisione è stata presa ieri sera dopo 3 ore di discussione. L’azienda ha ribadito l’intenzione di chiudere la fabbrica, mentre i sindacati hanno chiesto di avviare la cassa integrazione straordinaria per 24 mesi e interventi economici a sostegno dei lavoratori senza stipendio da novembre. Ci sarebbero spiragli per giungere ad un accordo. Massimo Maggiorelli, consulente del gruppo metalmeccanico che ha sede nel Bresciano, ha chiesto la sospensione del vertice e l’aggiornamento a questa mattina per avere modo di sentire la proprietà.
«La trattativa si sta facendo delicata - spiega Alfio Arcidiacono, della Fiom-Cgil -. Abbiamo avvertito un’apertura da parte dell’azienda, condizionata, però, al raggiungimento di un accordo complessivo. È necessario, quindi, analizzare punto per punto. Nello stabilimento di Monasterolo il presidio va comunque avanti». Ieri, prima del confronto all’Unione industriale, una delegazione della Trafilati Martin, accompagnata dai consiglieri provinciali Francesco Toselli e Giulio Ambroggio, è stata ricevuta dall’assessore provinciale al Lavoro, Pietro Blengini.
Presenti anche l'assessore regionale e consigliere provinciale Mino Taricco e il sindaco di Monasterolo Marco Cavaglià. «Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, la Provincia rinnova la disponibilità all'intervento - ha spiegato l’assessore -. Negli ultimi mesi siamo stati parte attiva in numerose crisi aziendali, ottenendo in più di una circostanza la concessione della cassa straordinaria con una notevole accelerazione dell'iter procedurale. Resta, però, fondamentale la definizione delle intenzioni della proprietà».

 

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MONASTEROLO SAVIGLIANO. DOMANI A CUNEO PRIMA DEL VERTICE CON LA DIREZIONE
Presidio all’Unione industriale
degli operai “Trafilati Martin”

Da “La Stampa” del 17 gennaio di CARLO GIORDANO
MONASTEROLO SAVIGLIANO
Uno striscione e la scritta «Il vostro modello di lavoro? Usa e getta!!!». La protesta dei 28 dipendenti della Trafilati Martin di Monasterolo di Savigliano, da novembre senza stipendio e contributi, è approdata a Brescia. Venerdì sono stati organizzati due presidi davanti agli stabilimenti centrali del gruppo. Il primo si è tenuto all’ingresso dell’acciaieria Ori Martin in via Cosimo Canovetti a Brescia, l’altro davanti alla sede centrale della Trafilati Martin a Cologne.
«Davanti all’acciaieria - spiega Alfio Arcidiacono, della Fiom-Cgil -, si è tenuto un volantinaggio per far conoscere la situazione dello stabilimento di Monasterolo di Savigliano, fermo da novembre. A Cologne, dove hanno sede anche gli uffici del gruppo, si è discusso con i lavoratori dello stabilimento, che hanno anticipato l’uscita di mezzogiorno per accogliere i colleghi di Cuneo. La trasferta a Brescia è stata organizzata con l’intento di portare le voci della protesta fuori dalla provincia di Cuneo e ricevere la solidarietà degli altri dipendenti del gruppo. Credo che questo obiettivo sia stato raggiunto».
Lo stabilimento di Monasterolo di Savigliano è specializzato nella produzione di molle per auto. L’8 gennaio scorso, durante un incontro all’Unione industriale di Cuneo, Massimo Maggiorelli, consulente del gruppo, ha confermato l’intenzione di chiudere la fabbrica saviglianese. Lo stabilimento alla periferia del paese resta presidiato 24 ore su 24 dai dipendenti. Sul piazzale antistante la fabbrica è stato allestito anche un «cimitero», simbolo della perdita dei posti di lavoro.
Un nuovo incontro con i rappresentanti dell’azienda è in programma domani pomeriggio a Cuneo, sempre nella sede dell’Unione industriale, dove è previsto un nuovo presidio. Tre le richieste dei sindacati: mantenimento della capacità produttiva a Monasterolo (non portare via i macchinari); avviare la richiesta di cassa integrazione straordinaria per 24 mesi; interventi economici a sostegno dei lavoratori senza stipendio. Prima del vertice all’Unione i dipendenti incontreranno il presidente della Provincia, Gianna Gancia.

 

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Dirigenti Trafilati Martin confermano la chiusura

Da “La Stampa” del 9 gennaio

Confermata la chiusura della Trafilati Martin di Monasterolo di Savigliano, 28 dipendenti, azienda specializzata nella fabbricazione di molle per auto. L’annuncio è stato dato, ieri mattina, durante un incontro con i sindacati all’Unione industriale di Cuneo, da Massimo Maggiorelli, consulente del gruppo che ha sede nel Bresciano. I sindacalisti hanno subito chiesto la sospensione dell’incontro e convocato un’assemblea nello stabilimento.
«La decisione ci ha sorpresi - spiega Alfio Arcidiacono, della Fiom-Cgil -, anche perché l’azienda da una parte si è detta disponibile a sospendere le procedure per la messa in mobilità dei dipendenti, dall’altra, però, ha ribadito che non intende riprendere l’attività nella sede di Monasterolo, poiché non esistono le condizioni economiche. Abbiamo, quindi, preso atto che non c’erano le condizioni per aprire una discussione».
«Durante l’assemblea nello stabilimento abbiamo riformulato le nostre richieste che presenteremo al prossimo incontro già fissato per il 18 gennaio sempre in Confindustria a Cuneo - dice ancora Ancidiacono -: chiederemo all’azienda di mantenere integra la capacità produttiva a Monasterolo, cioè non portare via i macchinari e far partire la richiesta di cassa integrazione straordinaria per ventiquattro mesi, nonché interventi a sostegno dei lavoratori che dal 30 novembre sono senza copertura salariale e contributiva».
Mercoledì pomeriggio i sindacati illustreranno la vertenza alla presidente della Provincia Gianna Gancia (inizialmente l’incontro era fissato per lunedì). La Rsu della Trafilati Martin di Monasterolo, dove prosegue il presidio 24 ore su 24, sta, intanto, preparando una manifestazione che dovrebbe tenersi giovedì o venerdì davanti alla sede centrale a Cologne, in provincia di Brescia, alla quale saranno invitati anche i dipendenti delle altre fabbriche del gruppo

 

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Crisi e occupazione
Presidio in fabbrica a Natale e Capodanno

Da “La Stampa” del 24 dicembre di CARLO GIORDANO
MONASTEROLO
Panettone amaro per i 28 dipendenti della Trafilati Martin di Monasterolo di Savigliano, azienda specializzato nella fabbricazione di molle per auto, con sede a Brescia. Dal 26 novembre, giorno dell’annuncio della chiusura, la produzione è sospesa e gli operai sono in assemblea permanente all’interno dello stabilimento.
«Il presidio proseguirà anche a Natale e Capodanno - spiega Giuseppe Leuzzi, delegato Fiom -. Ci siamo organizzati con turni. Per noi la vita di fabbrica prosegue regolarmente; abbiamo allestito anche una cucina. La sera di Natale, come a Capodanno, saremo, però, tutti presenti, porteremo i bambini e abbiamo invitato anche gli amici: si mangerà il panettone e ci scambieremo gli auguri. Abbiamo addobbato anche un albero davanti allo stabilimento. In queste settimane abbiamo ricevuto molti messaggi di solidarietà. Chiediamo all’azienda di ritirare i licenziamenti e di sfruttare ancora le 20 settimane di cassa integrazione ordinaria che ci spettano. Se poi il mercato darà segni di miglioramento, la produzione potrebbe riprendere».
Tra i messaggi di solidarietà, ricevuti anche quelli di una delegazione di Rifondazione comunista, guidata dal segretario provinciale Fabio Panero e dal consigliere regionale Sergio Dalmasso, che ha consegnato al presidio 250 euro raccolti con una sottoscrizione.
La scorsa settimana, all’Unione industriale di Cuneo c’è stato un incontro tra azienda e sindacati. «Abbiamo avanzato due richieste - dice Alfio Arcidiacono, della Fiom-Cgil -: ritiro delle procedure di messa in mobilità dei dipendenti e ripresa produttiva. La Trafilati Martin era rappresentata da un consulente, Massimo Maggiorelli, che si è impegnato a portare le nostre richieste a conoscenza della proprietà e a darci una risposta l’8 gennaio. Nel frattempo abbiamo avuto una riunione con i delegati sindacali dello stabilimento Trafilati Martin di Cologne di Brescia, durante la quale è stato concordato che se nell’incontro di gennaio l’azienda resterà irremovibile, scatterà un piano di mobilitazione dei due stabilimenti».
Uno sciopero congiunto ci potrebbe già essere il 15 gennaio a Brescia. Nelle settimane scorse, sul piazzale antistante la fabbrica, è stato allestito anche un «cimitero», simbolo della perdita dei posti di lavoro

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Natale nella fabbrica alla Trafilati Martin

Da “La Stampa” del 18 dicembre di ]CARLO GIORDANO
CUNEO
Natale e Capodanno in fabbrica, a presidiare gli impianti, per i 28 dipendenti della Trafilati Martin, di Monasterolo di Savigliano, la cui chiusura è prevista per il 31 dicembre. Ieri pomeriggio, a Confindustria Cuneo, si è tenuto un incontro tra sindacati e rappresentanti della direzione aziendale, che ha sede a Brescia. La Rsu ha avanzato due richieste: la revoca della procedura di mobilità per tutti i dipendenti e la ripresa dell’attività.
«La direzione - spiega Alfio Arcidiacono, Cgil -, ha risposto che, allo stato attuale, non intravede la possibilità di una ripresa della produzione. Maggiori spiegazioni ci saranno, comunque, date in un prossimo incontro, già fissato per l’8 gennaio. Domani (oggi ndr), una delegazione sindacale andrà a parlare ai dipendenti dello stabilimento centrale di Cologne, in provincia di Brescia, per verificare la possibilità di una mobilitazione comune. Non siamo scoraggiati, siamo pronti a intraprendere tutte le iniziative lecite per impedire i licenziamenti. Il primo obiettivo è convincere l’azienda a scommettere sul mantenimento della produzione a Monasterolo di Savigliano».
Durante l’incontro di ieri i dipendenti della Trafilati Martin, hanno manifestato in corso Dante a Cuneo davanti alla sede di Confindustria. Dal 26 novembre la produzione, nello stabilimento alla periferia di Monasterolo, è ferma e i dipendenti sono in assemblea permanente, 24 ore su 24, all’interno del capannone. La scorsa settimana, sul piazzale antistante la fabbrica, è stato allestito anche un «cimitero», simbolo della perdita dei posti di lavoro.

 

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Trafilati Martin a Monasterolo Si prepara presidio nel Bresciano

Da “La Stampa” del 10 dicembre

«Andremo a Cologne, in provincia di Brescia, a presidiare la sede centrale della Trafilati Martin». Continua la protesta dei 28 dipendenti dello stabilimento di Monasterolo di Savigliano, specializzato nella produzione di molle per auto, la cui chiusura è stata annunciata per fine anno. Dal 26 novembre la produzione è ferma e i dipendenti sono in assemblea permanente, 24 ore su 24, all’interno del capannone alla periferia di Monasterolo di Savigliano. Ieri, sul piazzale antistante lo stabilimento è stato allestito anche un «cimitero», simbolo della perdita dei posti di lavoro.
«Ci stiamo organizzando con roulotte e camper per andare a Cologne - spiega Beppe Leuzzi, delegato Fiom -. Rifiutiamo l’ipotesi della chiusura. Siamo disposti a sottoscrivere contratti di solidarietà, mobilità volontaria; purché lo stabilimento prosegua l’attività. La direzione ha motivato la chiusura dicendo che da 4 anni la fabbrica di Monasterolo di Savigliano è in passivo. Non è vero, nel 2007 lavoravamo anche al sabato; la cassa integrazione è scattata solo lo scorso anno. Esportiamo in Francia, Germania, Inghilterra». «La chiusura ci è stata annunciata a voce durante un incontro all’Unione industriale - spiega Alfio Arcidiacono, Cgil -. Al momento non è stata avviata alcuna procedura ufficiale».
Ieri mattina una delegazione di Rifondazione Comunista, guidata dal segretario provinciale, Fabio Panero, ha incontrato i dipendenti dello stabilimento di Monasterolo di Savigliano. La sede centrale di Cologne conta 80 lavoratori. La Trafilati Martin, ex Acciaiotecnica, è entrata nel ’92 a far parte del gruppo Oro-Martin.

 

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Chiude la Trafilati Martin

Da “Il Saviglianese” del 3 dicembre di Renzo Otella

È una situazione drammati­ca quella che stanno vivendo, da alcuni giorni, i 28 dipenden­ti della ditta Trafilati Martin. Al tavolo delle trattative svol­tosi presso l'Unione Industria­le di Cuneo l'azienda ha dichia­rato di voler cessare l'attività la­vorativa il 31 dicembre prossi­mo, lasciando a casa i dipenden­ti. Nei mesi scorsi non c'era sta­to alcun segnale che rivelasse la volontà di chiudere lo stabili­mento monasterolese.

I lavoratori sono riuniti in assemblea permanente di fron­te allo stabilimento ed intendo­no proseguire la protesta passan­do agli scioperi ad oltranza, fin­ché non saranno esaminate le ragioni dei lavoratori.

Da dicembre dello scorso anno la situazione era tesa tra la proprietà e le maestranze, tanto che per scongiurare pro­prio una chiusura, i dipendenti avevano accettato la cassa inte­grazione a rotazione ed usu­fruendo delle ferie e dei per­messi individuali erano riusciti a barcamenarsi in attesa di una miglior situazione produttiva. Poi, inaspettata è giunta questa drammatica decisione azienda­ le, azzerando di fatto tutti gli sforzi ed i sacrifici che i lavora­tori avevano sostenuto sinora lasciando una situazione dispe­rata 'da gestire da parte dei 28 dipendenti dell'azienda brescia­na operante sul territorio mo­nasterolese

Come ci dice Michele Sel­vaggio, rappresentante Sinda­cale, «La colpa di questa situazio­ne non può ricadere sui lavorato­ri, non può essere una giustifica­zione quella che sostiene l'azien­da, cioè che il miglior cliente — la Sogefi Spa, ditta di ricambi e com­ponentistica per auto — abbia di fatto ridotto le ordinazioni. La no­stra è una mobilitazione che ha co­me finalità quella di smuovere qualcosa in vista dell'incontro tra azienda e rappresentanze sindaca­li, visto che dall'ultima riunione non è trapelato niente di tranquil­lizzante da parte aziendale. Chie­diamo almeno qualche ammortiz­zatore sociale che salvaguardi tut­ti i dipendenti e le rispettive fami­glie e che vengano rispettati i no­stri diritti, richiedendo nuovamen­te un periodo di cassa integrazio­ne».

Nei giorni scorsi, il sindaco Marco Cavaglià ha incontrato i lavoratori, proprio di fronte allo stabilimento, ed ha espresso la propria solidarietà e quella del­l'amministrazione comunale ed ha dichiarato inoltre che inten­de verificare di persona quale sia la situazione industriale contat­tando i titolari dell'azienda.

La ditta, entrata a far parte del gruppo Ori Martin di Bre­scia nel 1992 con il nome ini­ziale di Nuova Acciaio Tecni­ca, è specializzata nella pelatura di vergella per applicazioni nel settore delle molle ammortizza­tici per il settore automotive.

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MONASTEROLO DI SAVIGLIANO. DAL 1º GENNAIO
Chiude azienda di trafilati d’acciaio A casa 32 operai
Ieri un’assemblea e presidio ai cancelli
Bilancio della società in passivo da 4 anni

Da “La Stampa” del 27 novembre di ALDO MANO
MONASTEROLO SAVIGLIANO
La «doccia fredda» è arrivata l’altro giorno. La Trafilati Martin di Monasterolo ha comunicato all’Unione industriale di Torino la chiusura dello stabilimento di strada Savigliano, a partire dal 1° gennaio. La risposta dei 32 dipendenti, fra cui 5 impiegati, non si è fatta attendere. Da ieri i lavoratori sono in assemblea, e hanno istituito un presidio permanente nel cortile della fabbrica. Se la situazione non si sbloccherà nei prossimi giorni, verrà dichiarato lo sciopero ad oltranza. «L’annuncio della chiusura è arrivato come un fulmine a ciel sereno – dice Pierandrea Cavallero della segreteria provinciale Fiom-Cgil di Cuneo –. Siamo disposti ad aprire una trattativa, ma solo a condizione che, con il ricorso a tutti gli ammortizzatori sociali possibili, non cessi l’attività».
La Trafilati Martin, ex Acciaiotecnica, è entrata nel ’92 a far parte del gruppo Oro-Martin, con la ragione sociale Nat (Nuova Acciaiotecnica) ed è specializzata nella produzione di tondini in acciaio per applicazioni nel settore molle per ammortizzatori di auto. La sede legale del gruppo Oro-Martin, che ha stabilimenti in Lombardia e negli Stati Uniti, è a Cologne, in provincia di Brescia.
«La decisione dell’azienda ci ha colti di sorpresa - commenta Giuseppe Leuzzi della Rsu Fiom della fabbrica -. Siamo da un anno in cassa integrazione ordinaria, a rotazione, e la produzione è calata, ma si lavorava ancora su tre turni, e non c’erano segnali che si arrivasse a questo punto». L’azienda ha motivato il provvedimento con il calo produttivo che dura da parecchi mesi, la mancanza di commesse da parte della Sogefi, che è il cliente principale, e la precaria situazione finanziaria, con il bilancio in passivo da 4 anni

 

 

 

 

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