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Studenti in piazza e per strada ovunque, per dire no alle stragi, in ricordo di Melissa Bassi

Da www.targatocn.it del 19 maggio

 

La morte, tanto più se tragica, non passa mai sotto silenzio. Men che meno se a morire è una studentessa di 16 anni che si chiama Melissa Bassi e che si è alzata un paio d’ore prima per prendere il pullman che deve portarla in quella scuola all’interno della quale ha deciso di dare forma al suo futuro e trova ad attenderla tre bombole del gas che esplodono alle 7.45, esattamente 10 minuti prima del previsto, quando sarebbe stata una strage dalle proporzioni inimmaginabili. E con le bombe la morte. Un'altra 16enne è gravissima. Altri quattro coetanei sono feriti in modo più o meno grave.

Stavano tutti andando in quella scuola di Brindisi che porta il nome della moglie del giudice assassinato nella strage di Capaci: un caso? Chissà? Certo è che da questa mattina tutto non sembra più essere come prima. Soprattutto per loro, i giovanissimi, gli studenti. Il tam-tam, in casi come questi, corre sui social network e gli sms fanno il resto.

Ovunque c’è indignazione, ovunque ci si organizza per dire che non è giusto. A Bra come a Cuneo come a Mondovì come forse altrove. La foto qui sopra è una delle tante che avremmo potuto pubblicare. Arriva dai portici di corso Nizza a Cuneo. E’ sabato pomeriggio, non c’è lezione, forse per questo i sit-in, i cortei, le manifestazioni spontanee assumono una valenza diversa, sulla quale nessuno può permettersi di dubitare.

Saltati ovunque gli appuntamento con “La Notte dei Musei” come suggerito dal ministro Ornaghi.

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Studenti in piazza “Basta con i tagli”

Cuneo, ieri 500 giovani sono sfilati: slogan, canti e striscioni

Da “La Stampa” del 8 ottobre 2011 di LORENZO BORATTO


Anche a Cuneo, come in altre 89 città, ieri corteo e proteste contro la riforma della scuola e i tagli dell’ultima Finanziaria. Con tanti slogan («L’Italia s’è desta», «Fate i conti con noi: siamo il futuro»), canti, musica e striscioni (i ragazzi del «Delpozzo» portavano in testa al corteo «Un-itis per la scuola»).
Almeno 500 studenti da tutta la città, ma anche da Mondovì, dagli istituti tecnici ai licei, mobilitati grazie alla Federazione degli Studenti. Si sono ritrovati in piazza Europa dalle 8,30 e poi hanno percorso i corsi Nizza e Dante fino al parco della Resistenza, dove ci sono stati i discorsi e un improvvisato dj set, con un «pc» portatile e casse. I ragazzi (studenti delle Superiori e universitari) erano scortati da polizia, carabinieri e guardia di finanza.
Pietro Civalleri, cuneese, quarto anno al «Bonelli»: «Dopo le riduzioni di fondi per la scuola arrivano solo altri tagli che mettono in pericolo il nostro futuro, in tutti i settori. Ho iniziato le Superiori con la riforma Gelmini: quest’anno ho visto ridotte le ore di laboratorio informatico, passate da 6 a 2. In questo modo è impossibile svolgere tutto il programma».
Giulio Barbero, di Cuneo, universitario a Torino da pochi mesi, ex studente del Classico: «Protesta legata soprattutto dall’ultima manovra varata dal Governo. Non si pensa ai giovani e al futuro: semplicemente si tratta di tagli. Il modo forse peggiore per contrastare la crisi economica, perchè non ci sono investimenti». Mattia Tomatis, secondo anno dell’Itis di Cuneo: «Situazione insostenibile: rispetto allo scorso giugno mi sono ritrovato con 2 ore in meno di matematica e 2 in meno di laboratorio. Stanno accorpando, per risparmiare, ore di teoria e quelle pratiche. Nel mio piano ci sono 5 bagni su 6 che non funzionano: all’intervallo si sta tutti in coda. Poi l’anno scorso non abbiamo fatto gite d’istruzione: anche quest’anno dovremmo rinunciare».
«Volevo far sentire la mia voce - dice Lorenzo Lamberti, terzo anno dei liceo scientifico “Peano” -. Alcune delle riforme varate quest’estate sono ingiuste per noi studenti. Nella mia classe almeno la metà ha partecipato a questa manifestazione». Isotta Civalleri, del classico «Pellico»: «Protesta organizzata da fine settembre: anche noi a Cuneo abbiamo deciso di scendere in piazza e farci sentire. Siamo stufi di questi tagli: seguo l’indirizzo linguistico e quest’anno ho un’ora in meno di francese, passato da 3 a sole due ore la settimana. Vorrei studiare medicina: so che ci sono stati tagli pesanti anche all’università a cui voglio iscrivermi». L’ultima manifestazione delle Superiori in città fu il 10 dicembre 2010
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