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Un
1˚Maggio senza feste e cortei dei lavoratori
Annullata la
protesta alla Graziano di Garessio. Domani summit
Da “La Stampa” del 1
maggio di MURIEL BRIA ANDREA GARASSINO
CUNEO
Rinviata la manifestazione che si sarebbe dovuta svolgere oggi, a
Garessio, per protestare contro la chiusura dello stabilimento
Graziano Trasmissioni. Alla base della decisione non solo le
previsioni meteo, che annunciano pioggia battente, ma anche l’attesa
per ciò che l’azienda comunicherà domani ai sindacati all’incontro
nella sede Amma di Torino.
Subito dopo Pasqua la «Oerlikon Graziano», multinazionale del
settore della componentistica, titolare di 4 stabilimenti in
Piemonte, aveva comunicato l’intenzione di chiudere il sito di
Garessio entro l’anno. Forte la preoccupazionein valle:sono 85 i
lavoratori della fabbrica garessina, a cui è stato proposto il
trasferimentonegli altri stabilimenti del Cuneese, Cervere e
Sommariva Perno. A loro si aggiungonogli operatoridell’indotto.
Decisivo, dunque, l’incontro di domani. Bruno Gosmar, segretario
provinciale Uilm: «Speriamo che l’azienda possa comunicarci quanto
meno un rinvio della chiusura della fabbrica. Rimandare di un anno
la decisione non inciderebbe sui programmi e ci consentirebbe di
studiare soluzioni alternative». Del medesimo avviso Barbara Tibaldi,
segretario FiomCgil Cuneo: «Nel caso domani l’intenzione di chiudere
ci venisse confermata, faremo il punto con gli altri stabilimenti
del gruppo e con quelli di valle per una mobilitazione generale». Il
sindaco di Garessio, Renato Chinea: «La nostra amministrazione sta
lavorando su una soluzione che, anche nell’ipotesi peggiore, possa
salvaguardare comunque i posti di lavoro».
Anche il Comune di Saluzzo, viste le pessime previsioni meteo per
oggi, ha deciso di annullare tutto il programma dei festeggiamenti
del Primo maggio. Il cartellone prevedeva pranzo all’ex caserma
«Musso» e la finale del concorso musicale «Saluzzo Underground»
organizzato dal circolo culturale «Ratatoj». Salta anche
l’intervento dell’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano,previsto
alle 18.
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Non
sarà festa del lavoro alla Graziano di Garessio
Da “La Stampa” del 30 aprile di R. S.
CUNEO
Non sarà
festa del lavoro alla «Graziano Trasmissioni» di Garessio. Alle 10
di domani, gli 85 lavoratori della fabbrica, i metalmeccanici in
arrivo da tutto il Cuneese, sindacati locali e provinciali saranno
in piazza Marconi, a borgo Ponte, per protestare contro la chiusura
dello stabilimento.
Numerosi gli interventi in programma. Le voci di una possibile
chiusura della «Graziano», nata a Garessio e oggi parte del gruppo
della componentistica «Oerlikon Graziano» (proprietario di altri tre
stabilimenti in Piemonte, tra cui Sommariva Perno e Cervere) si sono
diffuse poco prima di Pasqua.
Le hanno poi confermate i vertici aziendali, nonostante i tentativi
di dialogo portati avanti da sindacati e amministrazioni locali.
Mercoledì è previsto un nuovo incontro fra le organizzazioni
sindacali e la proprietà, nella sede Amma di Torino, associazione
della Confindustria che raggruppa le aziende metalmeccaniche e
meccatroniche piemontesi.
Incontro con l’ex ministro Musica e politiche del lavoro saranno
invece gli «ingredienti» del 1˚ maggio a Saluzzo. Tutti gli
appuntamenti si tengono nell'ex caserma Mario Musso di piazza
Montebello, a Saluzzo . Il ritrovo a mezzogiorno per il
pranzo (piatti da 2 a 10 euro). Alle 16,30, finale del 5˚ concorso
musicale per band emergenti Saluzzo Underground, organizzato dal
circolo Ratatoj.
Sul
palco, per la sessione conclusiva, Three tears (rock), Crazy power
flowers (raggea), T. Man. Faya (indie rock) ed Efram (post rock).
Durante la
giornata mostra sul lavoro e la disabilità a cura del Centro diurno
le Nuvole per diversamente abili di Saluzzo, gestito dal Consorzio
Monviso solidale. Alle 18 incontro l'ex ministro del Lavoro e della
previdenza sociale, Cesare Damiano (Pd), sul tema «Riforma del
lavoro, prospettive future e possibili scenari».
Mercati Domani si svolgeranno regolarmente i mercati di Cuneo
, Mondovì eSavigliano . Negozi aperti ad Alba
in occasione di «Vinum», mentre nelle altre città sorelle i
commercianti hanno libera facoltà di scelta, ma la maggior parte di
loro dovrebbero tenere le serrande abbassate. Saranno chiusi quasi
tutti i supermercati della Granda: le uniche aperture sono previste
a «Mondovicino» di Mondovì e al «Bennet» di Genola .
Concerti, sagre, mostre, musei Tanti appuntamenti nella Granda per
la festa del 1˚ maggio. A Cuneo , dalle 15 alle 19, in piazza
Virginio, la federazione provinciale degli studenti organizza un
concerto a ingresso libero. Si esibiscono le band emergenti
giovanili della Granda.
AMondovì , tutti i monumenti del Sistema urbano integrato
comunale saranno visitabili dalle 15 alle 18, mentre il Museo della
Ceramica seguirà l'orario 10-18. Dalle 14,30 alle 18,30, inoltre,
sarà aperto il castello di Rocca de' Baldi . A Caraglio
, la frazione di Paschera San Defendente ospiterà la sagra «Tra i
peschi in fiore». A Montà , nella frazione Valle Casette,
festa di San Giuseppe. Sulla piazza di Scagnello , è in
programma la 24ª Mostra canina con esemplari di qualsiasi razza.
Nella frazione Carpenetti di Gambasca , festa di San
Defendente.
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Poste e scuola, oggi
sciopero Cgil
Protesta anche
nel settore privato a Cuneo, Ceva, Mondovì e Saluzzo
Da “La Stampa”
del 27 aprile 2012 di [L. B.
Oggi nuovo sciopero di 8 ore in provincia, indetto dalla Cgil:
riguarda i lavoratori del settore privato nelle zone di Cuneo, Ceva,
Mondovì e Saluzzo oltre al comparto del lavoro pubblico, incluse
poste e scuole (in questo caso in tutta la provincia).
Già lunedì avevano scioperato i dipendenti del privato delle zone di
Bra, Alba, Fossano e Savigliano e gli impiegati delle banche della
Granda. Secondo la Cgil è stata alta l’adesione, sopra il 50% (a
seconda dei turni) nella banche e in aziende come Abet e Siecab a
Bra, Ilva a Racconigi, Colussi a Fossano, Rotoalba ad Alba.
Marco Ricciardi, segretario provinciale Cgil, spiega: «Il sindacato
chiede al Governo Monti politiche che favoriscano sviluppo, crescita
e occupazione, riducendo la precarietà. Paghi la crisi chi in questi
anni è stato troppo tutelato, si trovino nuove risorse per gli
ammortizzatori sociali perché la recessione c’è anche nella Granda,
sebbene non sia colpita come altre parti d’Italia. La riforma del
lavoro deve ridurre il precariato, non consentire licenziamenti
indiscriminati. Perché la Cgil è sola in questa mobilitazione? È il
risultato delle posizioni espresse ai tavoli di confronto con il
Governo a Roma e dai vertici degli altri sindacati».
Gli iscritti Cgil nel pubblico impiego nella Granda sono 5.500 (di
cui 2.500 nel mondo della scuola), a cui vanno aggiunti altri 15
mila lavoratori del privato e 17.500 pensionati. In totale 38 mila
iscritti.
Oggi è in programma anche un corteo a Cuneo: partenza dalle 10 in
piazza Europa, poi comizio finale in piazzetta Audiffredi. Saranno
chiusi tratti di corso Nizza, piazza Galimberti e via Roma, al
passaggio del corteo. Durante il comizio conclusivo, via Roma sarà
chiusa al traffico dalle 10 alle 13, da via Santa Maria fino a via
Dronero. La Cgil ha organizzato proteste e mobilitazioni in modo
differenziato in tutta Italia: nella Granda venerdì scorso avevano
scioperato i dipendenti dei trasporti pubblici. E a maggio è già
stato annunciato un altro sciopero, generale e nazionale, con
manifestazione a Roma.
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A Fossano un
nuovo servizio per i pensionati
Da
www.targatocn.it del 8 febbraio
Il sindacato dei pensionati della Cgil nell’ambito delle attività
che svolge in tema di contrattazione territoriale, di tutela
individuale e di socialità, ha deciso di creare un servizio
specifico per i pensionati.
Il servizio si occuperà in particolare di:
- Verifica e controllo degli importi delle pensioni erogate;
- Restituzioni di somme erogate erroneamente dagli istituti
previdenziali;
- Detrazioni per coniuge e figli a carico;
- Maggiorazioni sociali;
- 14ma mensilità ecc.
Ogni lunedì mattina dalle 9.30 alle 11.30 presso la sede dello
SPI-CGIL di Fossano in via Garibaldi 10 Antonio Grosso, ex
dipendente Inps, riceverà tutti i pensionati che intendono avvalersi
di questa nuova opportunità.
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Tre ore di sciopero
e presidio a Cuneo
Da “La Stampa” del
8 dicembre di [L. B.]
Tre ore di sciopero unitario contro la manovra. Cgil, Cisl e Uil
ritrovano l’«unità»: lunedì protesteranno, anche nella Granda,
contro i provvedimenti che il Parlamento deve approvare. Nei giorni
scorsi era arrivata la condanna netta di segretari provinciali e dei
rappresentanti dei pensionati delle tre sigle.
Lunedì 3 ore di sciopero per ogni turno di lavoro e presidio in via
Roma, di fronte alla Prefettura, dalle 14 alle 17. In un documento
unitario Cgil Cisl e Uil ribadiscono il «no» alla manovra Monti
perché «colpisce ancora una volta lavoratori e pensionati; contrae i
consumi, accentua la recessione, non salvaguarda i posti di lavoro».
Le proposte: «La crisi deve essere affrontata in modo completamente
diverso, servono correttivi: ferma e costante lotta all’evasione
fiscale, imposta sulle grandi ricchezze, tassazione significativa
dei capitali rientrati dall’estero e di quelli collocati nei
paradisi fiscali. Si abbattano i costi della politica e le spese
dello Stato, anzichè smantellare lo stato sociale».
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“Non
c’è l’equità promessa Pagano sempre i soliti” I segretari
provinciali
Sindacati:
“L’attacco alle pensioni è pesante. Proposte inaccettabili”
Da “La Stampa” del
6 dicembre di [L. B.]
Una bocciatura. Perchè l’equità promessa non c’è. Si doveva far
cassa, paga la solita platea, ovvero chi ha sempre pagato». Così
Marco Ricciardi, segretario provinciale Cgil, boccia il «decreto
salva Italia». Aggiunge: «Il sindacato aveva avanzato proposte, tra
cui la tassazione dei grandi patrimoni, cioè quel 10% della
popolazione che detiene quasi la metà della ricchezza del Paese. L’Imu?
Pesa ancora su reddito dipendente e pensioni, le esenzioni
presentate sono insufficienti. Anche la revisione dei redditi
catastali peserà sui “soliti noti”: i lavoratori dipendenti che oggi
garantiscono l’80% dell’Irpef incassato a livello nazionale».
Il giudizio sulle pensioni: «Proposte inaccettabili, si dimentica
che i lavori non sono tutti uguali, si scorda che la cassa
previdenziale dei lavoratori dipendenti è in attivo. Il secondo
aumento dell’Iva in pochi mesi, in un momento di consumi scarsi,
aggraverà la recessione. Equità e rigore per adesso non ci sono. Mi
auguro si trovino spazi per correzioni».
Per Matteo Carena, segretario provinciale Cisl «siamo obbligati a
dare un giudizio positivo, ma soltanto perchè l’Italia è a forte
rischio. Si poteva fare molto di più, in modo diverso. Vediamo cosa
uscirà dal Parlamento. Ma l’attacco alle pensioni è pesantissimo:
già da decenni perdevano potere di acquisto. Costi della politica?
Si doveva intervenire sugli assetti istituzionali. Manca, anche
questa volta, un disegno organico. Sparisce la giunta? E dipendenti,
uffici, mansioni: il “carrozzone” Provincia resta tutto?». Carena
prosegue: «Positivi, invece, gli interventi su tracciabilità dei
contanti e aiuti alle imprese con defiscalizzazione e meno Irap».
Il segretario provinciale Uil Giovanni Ventura: «Questa Manovra
riduce i consumi: è a rischio la tenuta dei posti di lavoro, perchè
l’effetto immediato sarà depressivo. Pagano sempre i soliti. Si
colpisce dove è facile prelevare, mentre i redditi più alti ne
escono quasi indenni».
Sulle pensioni: «Non si rivaluteranno sopra i mille euro al mese,
con l’inflazione che adesso tende di nuovo a correre, anche per
l’aumento di Iva e accise sui carburanti. Sono bloccati anche i
redditi del pubblico impiego: milioni di lavoratori in Italia,
migliaia nella Granda che non avranno aumenti».
Aggiunge: «La recessione porterà ad altri fallimenti. Che salvo? Si
è toccato in modo diretto e indiretto il settore immobiliare:
finalmente, anche se non è stata reintrodotta la patrimoniale. Sui
costi della politica si è fatto tpoco. Gli amministratori locali
sono molto allarmati sugli ulteriori tagli a sanità e trasporti: è
lo stato sociale che copre i crolli di reddito, ma si prosegue a
smantellare il Welfare anche a fronte di probabili riduzioni della
ricchezza nazionale».
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Industriali: “La Cgil
gonfia i dati”
Non avrebbero
lavorato alla Merlo l’11,7%, per il sindacato il 75%
Da “La Stampa” del
8 settembre di BARBARA MORRA
Fra i dati
sull’adesione allo sciopero generale di martedì nella Granda forniti
da Cgil e Confindustria Cuneo, c’è un abisso. Il sindacato per ora
non ha fornito un dato di media o statistico, ma, rilasciando i
numeri sull’adesione in una serie di aziende rappresentative, fra
cui «Merlo», «Michelin» di Cuneo e «Burgo», martedì aveva parlato di
partecipazione nel primo turno di lavoro al 75% per le prime due e
90% per la cartiera di Verzuolo. L’Unione Industriale - che, a
secondo turno concluso ha calcolato una media fra 87 aziende
«rappresentative del territorio» - ha invece, parlato di
partecipazione al 14% nel settore meccanico e 8% negli altri.
Luigi Asteggiano, direttore di Confindustria Cuneo, rilancia
definendo «i dati comunicati dalla Cgil palesemente errati in
eccesso». E la correzione al ribasso riguarda proprio tre società
citate ieri dal sindacato: «Merlo», «Michelin» e «Burgo»: «Secondo
cifre rilevate direttamente dagli uffici del personale delle
aziende, prendendo in esame le assenze non giustificate da malattie,
ferie o altre motivazioni, l’adesione alla “Merlo” è risultata
all’11,68%, in “Michelin” al 31%, alla “Burgo” del 53%».
Pur tenendo conto delle possibili diverse modalità di conteggio -
con o senza ferie incluse, solo fra gli operai, e solo in un turno -
le differenze di risultati sono macroscopiche. Per Asteggiano (che
cita anche «Miroglio textile», 6,7%; «Tecnoindustrie», 5,68%; «3M»
33% e «Bianco» 33%) in altre realtà produttive citate dal sindacato
«anche prendendo in considerazione soltanto il primo turno, i dati
non si discostano dalle percentuali sopra riportate». «In provincia
- conclude il direttore dell’Unione Industriale Cuneo i lavoratori
hanno dimostrato di non condividere nella sostanza le ragioni dello
sciopero».
A sciopero in corso Asteggiano aveva anche dichiarato:
«Probabilmente, per i lavoratori della Granda, visto il momento
storico, percepire lo stipendio è stata considerata una priorità».
La replica
«È stato un
successo»
Il segretario provinciale Cgil, Marco Ricciardi: «Continuiamo a
pensare che lo sciopero abbia avuto un andamento positivo e che
alcune dichiarazioni non abbiano altro obiettivo se non quello di
minimizzarne la portata. Sulle singole situazioni i nostri delegati,
anche se in maniera meno scientifica, sanno valutare la presenza o
l’assenza dei propri compagni di lavoro e se gli impianti sono stati
fermi o hanno regolarmente girato o ancora se hanno lavorato grazie
a lavoratori somministrati, già presenti in azienda. Certo che
percepire lo stipendio è una priorità, lo sa molto bene chi il
lavoro l’ha perso o si è visto decurtato il salario con la cassa
integrazione. Una grande parte di coloro che hanno manifestato, non
solo iscritti alla Cgil, hanno difeso diritti e dignità del lavoro».
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Cuneo, corteo contro il
Governo
Cgil: “Duemila a
sfilare, adesione altissima”. Industriali: “Non ha lavorato il 14%”
Da “La Stampa” del 7
settembre di BARBARA MORRA
«L’adesione si
annuncia molto alta, superiore a quella di altri scioperi generali
indetti dai tre sindacati confederali». Così Marco Ricciardi,
segretario provinciale Cgil, ha commentato l’adesione dei lavoratori
della «Granda» allo sciopero generale di ieri, mentre la
mobilitazione era in corso. Sulla sua scrivania i dati parziali e
non definitivi di chi, ieri, ha incrociato le braccia nel primo
turno di lavoro. La stima definitiva sarà possibile farla oggi, con
i risultati dei turni serali nelle grandi fabbriche.
La Cgil ha
registrato la partecipazione nei primi turni di aziende
significative del Cuneese: 75% alla Michelin di Cuneo, 80% Merlo,
90% Bitron e Valeo, 75% alla Itt di Barge, 90% alla Burgo di
Verzuolo, 70% Abet di Bra. Per il settore alimentare c’è il picco
del 100% della Colussi di Fossano e della Camse (l’azienda che cura
la mensa all’Alstom di Savigliano), 35% al supermercato «Billa» di
Borgo San Dalmazzo. Nel settore servizi: 45% in banca Intesa e 35%
al centro di riabilitazione «Ferrero» di Alba. Nel pubblico impiego
un primo dato riguarda l’adesione al 65% del Comune di Savigliano.
Nel tardo pomeriggio
di ieri è arrivato anche il conteggio del Centro studi di
Confindustria Cuneo, a tutto il secondo turno di lavoro: una media
del 14% nel settore della meccanica e 8% per gli altri settori. Il
direttore di Confindustria Cuneo, Luigi Astegiano: «I nostri dati si
basano su un campione di 87 aziende rappresentative, che annoverano
9088 dipendenti. Fra questi hanno scioperato il 22% di operai e il
3% di impiegati. La bassa adesione si commenta da sola.
Dimostrazione che in provincia di Cuneo si lavora a testa bassa.
Anche se si comprendono i motivi della protesta, percepire lo
stipendio è una priorità. In più, questo sciopero aveva una
connotazione prettamente politica».
Ricciardi: «Sarebbe
utile sapere quali aziende sono comprese nel campione offerto da
Confindustria. Sappiamo che in Granda ci sono tante medie e piccole
aziende dove non sono presenti i sindacati e in cui l’adesione è
stata nulla. Quelli che abbiamo noi, per ora, sono i dati sulle
singole aziende. Invitiamo gli industriali a confutarli».
Il segretario Cgil
ha guidato, ieri, il corteo di protesta che da piazza Europa,
sfilando in corso Nizza, è approdato per il comizio al parco della
Resistenza. «Abbiamo calcolato - dice - la partecipazione di oltre
2000 persone». In testa alla sfilata il cartello «Giù le mani da 25
aprile, 1˚maggio e 2 giugno», la fila dei lavoratori e pensionati si
è ingrossata strada facendo. La manovra economica del Governo è
stata contestata in tutti gli aspetti, dal blocco dei contratti
nella pubblica amministrazione alla «farsa», così l’ha definita
Ricciardi, sulla tassa patrimoniale. «Frecciate» a Cisl e Uil che
non hanno condiviso la mobilitazione: «Cos’altro avremmo dovuto
aspettare ancora per indire lo sciopero generale?». Dall’ex
segretario provinciale Franco Angeloni è arrivato, per contro, un
appello all’unità: «Oggi lottiamo per la democrazia e contro la
prevaricazione, per questo dobbiamo tornare ad essere uniti». Il
segretario provinciale della Funzione pubblica, Danila Botta ha
meritato applausi citando l’orazione di Cicerone contro il tiranno:
«Fino a quando abuserai tu, o Catilina, della nostra pazienza? La
nostra, di pazienza è finita, la lotta è tornata».
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Cgil:
“Dipendenti i più
tartassati” Martedì sciopero e corteo a Cuneo
Pullman da
tutte le città della Granda per partecipare alla manifestazione
Da “ça Stampa” del
2 settembre di BARBARA MORRA
Sentiamo l’esigenza
della gente di avere un punto di riferimento per quello che sta
accadendo nel Paese, lo sciopero generale sarà l’occasione per dare
un segnale di quanto il livello allarme sta crescendo fra i
lavoratori». Così Marco Ricciardi, segretario provinciale Cgil
Cuneo, in vista della mobilitazione indetta a livello nazionale dal
sindacato per martedì 6 settembre. La Cgil invita ciascun lavoratore
a scioperare per otto ore, tempo di astensione che, nelle fabbriche,
è previsto per ogni turno nell’arco della giornata. Anche a Cuneo è
stata organizzata una manifestazione: l’appuntamento è alle 10 in
piazza Europa. Da lì partirà il corteo che raggiungerà, per il
comizio conclusivo, il parco della Resistenza. Quattro pullman
saranno disponibili per trasportare i manifestanti da Alba (partenza
piazza Medford, alle 8,15, fermata a Bra Movicentro alle 8,45), Ceva
(8,30 casello autostradale, fermata a Mondovì alle 9 in piazza
Repubblica), Racconigi (8,30 piazza castello, fermata a Savigliano
alle 8,45 in piazza del Popolo e a Fossano alle 9 alla Stazione) e
Saluzzo (8,45 Stazione, fermata alle 9 a Verzuolo in piazza Comune e
alle 9,15 a Costigliole in piazza delle Scuole).
Secondo il segretario provinciale, il settore di lavoratori più in
ansia è quello del pubblico impiego: «È in corso una sorta di
vendetta mascherata da provvedimenti per il miglioramento del
settore. Come sindacato non ci siamo mai sottratti alle discussioni
sul salto di qualità ed efficienza, ma queste non si ottengono
minacciando di togliere la tredicesima o con il blocco dei contratti
sino al 2014». Per Ricciardi «Più in generale i tagli colpiscono
indiscriminatamente lavoratori dipendneti e pensionati. In più la
stretta economica sugli enti locali non farà che aumentare il costo
dei servizi socioassistenziali, sanitari e, in generale, del welfare,
ancora una volta a svantaggio di chi non ha un reddito alto».
La Cgil ha un manifesto di controproposte fra cui c’è
«l’elaborazione di un piano strutturale all’evasione fiscale» perchè
«a pagare non siano sempre gli stessi», «un’imposta straordinaria
sui grandi immobili e una ordinaria sulle grandi ricchezze». Alfio
Arcidiacono, segretario provinciale Fiom: «Nelle assemblee di questi
giorni, con l’attività in ripresa dopo le ferie, emerge chiaramente
la consapevolezza dei lavoratori che questo Governo chiede per
l’ennesima volta ai soliti di accollarsi i costi per far quadrare i
bilanci, mentre si guarda bene dal mettere le mani in tasca ai più
ricchi. In questo modo può darsi che i conti saranno rimessi in
ordine, ma ci troveremo con un’economia allo stremo». Sull’adesione
che avrà lo scipero, Arcidiacono è ottimista: «Ci siamo spesi per
mantenere alta la capacità di mobilitazione dei lavoratori, ma a
spingere in strada la gente sarà anche la frustrazione di non
riuscire più a gestire il quotidiano. Si moltiplicano quelli che
arrancano per pagare i conti di fine mese o che, avendo un genitore
anziano, non possono permettersi un’assistenza. Gli attacchi al
pubblico impiego? Sono il banco di prova per far passare gli stessi
provvedimenti nel privato».
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Sentiamo l’esigenza
della gente di avere un punto di riferimento per quello che sta
accadendo nel Paese, lo sciopero generale sarà l’occasione per dare
un segnale di quanto il livello allarme sta crescendo fra i
lavoratori». Così Marco Ricciardi, segretario provinciale Cgil
Cuneo, in vista della mobilitazione indetta a livello nazionale dal
sindacato per martedì 6 settembre. La Cgil invita ciascun lavoratore
a scioperare per otto ore, tempo di astensione che, nelle fabbriche,
è previsto per ogni turno nell’arco della giornata. Anche a Cuneo è
stata organizzata una manifestazione: l’appuntamento è alle 10 in
piazza Europa. Da lì partirà il corteo che raggiungerà, per il
comizio conclusivo, il parco della Resistenza. Quattro pullman
saranno disponibili per trasportare i manifestanti da Alba (partenza
piazza Medford, alle 8,15, fermata a Bra Movicentro alle 8,45), Ceva
(8,30 casello autostradale, fermata a Mondovì alle 9 in piazza
Repubblica), Racconigi (8,30 piazza castello, fermata a Savigliano
alle 8,45 in piazza del Popolo e a Fossano alle 9 alla Stazione) e
Saluzzo (8,45 Stazione, fermata alle 9 a Verzuolo in piazza Comune e
alle 9,15 a Costigliole in piazza delle Scuole).
Secondo il segretario provinciale, il settore di lavoratori più in
ansia è quello del pubblico impiego: «È in corso una sorta di
vendetta mascherata da provvedimenti per il miglioramento del
settore. Come sindacato non ci siamo mai sottratti alle discussioni
sul salto di qualità ed efficienza, ma queste non si ottengono
minacciando di togliere la tredicesima o con il blocco dei contratti
sino al 2014». Per Ricciardi «Più in generale i tagli colpiscono
indiscriminatamente lavoratori dipendneti e pensionati. In più la
stretta economica sugli enti locali non farà che aumentare il costo
dei servizi socioassistenziali, sanitari e, in generale, del welfare,
ancora una volta a svantaggio di chi non ha un reddito alto».
La Cgil ha un manifesto di controproposte fra cui c’è
«l’elaborazione di un piano strutturale all’evasione fiscale» perchè
«a pagare non siano sempre gli stessi», «un’imposta straordinaria
sui grandi immobili e una ordinaria sulle grandi ricchezze». Alfio
Arcidiacono, segretario provinciale Fiom: «Nelle assemblee di questi
giorni, con l’attività in ripresa dopo le ferie, emerge chiaramente
la consapevolezza dei lavoratori che questo Governo chiede per
l’ennesima volta ai soliti di accollarsi i costi per far quadrare i
bilanci, mentre si guarda bene dal mettere le mani in tasca ai più
ricchi. In questo modo può darsi che i conti saranno rimessi in
ordine, ma ci troveremo con un’economia allo stremo». Sull’adesione
che avrà lo scipero, Arcidiacono è ottimista: «Ci siamo spesi per
mantenere alta la capacità di mobilitazione dei lavoratori, ma a
spingere in strada la gente sarà anche la frustrazione di non
riuscire più a gestire il quotidiano. Si moltiplicano quelli che
arrancano per pagare i conti di fine mese o che, avendo un genitore
anziano, non possono permettersi un’assistenza. Gli attacchi al
pubblico impiego? Sono il banco di prova per far passare gli stessi
provvedimenti nel privato».
“Tagli
sbagliati Servono risorse per gli anziani”
Da “La Stampa” del
26 maggio di [L. B.]
Il dibattito sui 150 anni dell’Unità d’Italia offre un’occasione
straordinaria per un bilancio. Anche sul futuro di sindacato e
pensionati. Restano gli obiettivi di sempre: difesa della
Costituzione, garantire un futuro ai giovani e una vecchiaia a chi è
in pensione. Con dignità».
Così Lina Chialva, segretario provinciale Spi Cgil. Oggi a Entracque,
al «Real Park», è in programma la festa provinciale dello Spi:
attesi 500 partecipanti e, tra gli ospiti per discutere del secolo e
mezzo del Paese, oltre al segretario provinciale Marco Ricciardi e
Gigi Garelli (Istituto storico della Resistenza di Cuneo), anche
Sergio Perino (segretario regionale Spi) e Lucio Saltini (segretario
nazionale Spi Cgil).
Quanti sono i pensionati Cgil, qual è l’attività dello Spi?
«Sono 17.500, rappresentano poco meno della metà di tutti gli
iscritti al sindacato nella Granda. Sono persone che percepiscono
una pensione a prescindere dall’attività che hanno svolto:
lavoratori autonomi, impiegati, operai. La popolazione invecchia.
Ogni anno gli iscritti aumentano. La sanità non è più funzionale ai
tanti bisogni degli anziani. In molti sono destinati a non essere
più autosufficienti, in grado di badare a loro stessi. Ma si stanno
facendo tagli progressivi e continui, a tutti i livelli, alla spesa
sociale. Anzichè destinare maggiore risorse. Spi Cgil, in provincia
di Cuneo, è attivo a tutto campo: ha 38 sedi e recapiti, svolge
attività di contrattazione territoriale con Comuni e Asl e organizza
attività culturali e di contrasto alla solitudine. Dai corsi di
computer per anziani agli incontri su temi come salute e arte».
Dove occorre agire?
«Restano centrali i temi dello sciopero del 6 maggio della Cgil, che
è stato un successo, e a cui hanno partecipato centinaia di
pensionati. Vivere una vecchiaia dignitosa significa avere una
pensione adeguata al costo della vita. Oggi il sistema di
rivalutazione delle pensioni fa perdere ogni anno potere d’acquisto.
E c’è un peso del fisco troppo gravoso. Le famiglie sono sempre più
povere e riescono a risparmiare sempre meno denaro».
Cosa intende?
«Un solo esempio: le case di riposo hanno rette fino a 3 mila euro
al mese. La pensione media è inferiore a 800 euro. Così è
impossibile far quadrare i conti».
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Da “Gazzetta di Alba”
del 17 maggio di Cristian Borello
Precariato, cassa integrazione, licenziamento, mobilità,
crisi, ripresa. Come stanno vivendo questa fase travagliata i quasi
10.000 operai che ogni giorno si recano al lavoro nelle nostre zone?
Ce lo siamo fatti dire da Marco Ricciardi, 55 anni, dal settembre
2007 segretario provinciale per la Cgil della Sezione di Cuneo.
Che momento stanno vivendo le aziende di casa nostra?
Il peggio è passato, Ricciardi?
«L’albese è una zona più forte rispetto alle altre ma al
Centro per l’impiego di Alba-Bra sono iscritte – il dato è riferito
a marzo – 1.050 persone nelle liste di mobilità (da considerare
licenziati). Di questi, 606 sono uomini e 444 donne. Oltre il 50 per
cento delle persone iscritte nelle liste non percepisce alcuna
indennità. Sono dati che, se sommati a quelli della cassa
integrazione, non appaiono positivi».
La cassa integrazione a febbraio è diminuita, a marzo è
tornata a salire, in particolare quella straordinaria e in deroga.
Leggete un’attenuazione del fenomeno?
«Impossibile dire che il peggio è passato. Nelle aziende in
cui gli ordinativi sono tornati a crescere, l’occupazione è precaria
e molto facilmente i problemi si riproporranno».
Precariato. Un fenomeno che sta diventando una piaga
anche nell’albese?
«Il precariato è una piaga sociale, pesa sulla condizione non
solo lavorativa delle persone, impedisce la realizzazione di un
normale percorso di vita, alimentando il dibattito sui giovani che
continuano a vivere in famiglia. È una semplificazione, una delle
tante del Paese, anche perché, sempre di più il precariato non
riguarda solo i giovani. Se non cambia qualcosa, avremo in futuro
pensionati poveri».
La crisi ha investito laproduzione trasversalmente?
«Il settore che ne ha risentito maggiormente è il
metalmeccanico, ma tutti sono stati colpiti, alcuni con minore
gravità. Penso all’alimentare, anche se le situazioni di crisi non
sono mancate».
Confindustria vede nella diversificazione produttiva un
punto di forza per il cuneese . Lei cosa pensa?
«È così, ma ricordiamo che il problema della carenza di
infrastrutture (in una provincia come quella di Cuneo) e quello
delle produzioni con ridotti margini di guadagno hanno pesato anche
sulla nostra economia».
A cui va unito il tema delle troppe tasse che pagano le
aziende.
«Non c’è dubbio che le tasse pesano sulle imprese, su quelle
oneste, che sono la maggior parte. Di una cosa sono però sicuro. Il
peso maggiore, lo dicono le statistiche del fisco, pesa sul lavoro
dipendente e sui pensionati, insomma sui percettori di reddito
fisso. Su questi, al di là della propaganda, il peso fiscale è
aumentato e ciò è avvenuto a fronte di un peggioramento dei
servizi».
E in caso di crisi si ricorre agli ammortizzatori
sociali…
«Abbiamo bisogno degliammortizzatori sociali. Per questo
abbiamo chiesto una loro modifica, un allargamento a tutti i settori
e a tutte le aziende, indipendentemente dal numero di dipendenti. I
lavoratori non sono contenti della cassa e meno ancora della
mobilità: come possono vivere con 800 euro lordi al mese?».
Crede che qualcosa si possa cambiare?
«Certo e credo che il segreto sarà investire in innovazione e
sviluppo, formazione e sistema d’istruzione pubblica, difesa dello
stato sociale. Per fare questo le risorse vanno recuperate laddove è
possibile. Pensiamo a una tassazione di livello europeo sulle
rendite finanziarie (dal 12,50% attuale al 20%), l’istituzione di
una tassazione sulle grandi ricchezze (oltre gli 800 mila euro),
alla lotta all’evasione e all’elusione fiscale e a una diminuzione
del peso fiscale sugli stipendi e sulle pensioni. Un’altra idea di
Paese è possibile».
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Sciopero, mille in
corteo a Cuneo
Alta adesione
alla protesta della Cgil soprattutto nel settore pubblico
Da “La Stampa” del 7
maggio di MATTEO BORGETTO
«Abito da sola in un mini alloggio convenzionato del Comune, con 550
euro di pensione. Come arrivo alla fine del mese? Niente caffè al
bar, dalla pettinatrice soltanto il taglio dei capelli, la tinta me
la faccio in casa. Le vacanze? Ospite di amiche, altrimenti non se
ne parla. E mi ritengo ancora fortunata, c’è molta gente che sta
peggio». Silvana Barla, 69 anni, di Alba, è una delle oltre mille
persone che ieri mattina hanno partecipato allo sciopero generale
indetto dalla Cgil contro le riforme del governo
Berlusconi. Un lungo corteo di manifestanti con bandiere, cartelli
di protesta, musica e tamburi, cori e slogan è partito da piazza
Europa, ha attraversato il centro e raggiunto la piazza del
municipio per il comizio.
Hanno sfilato studenti, insegnanti, precari, pensionati, dipendenti
pubblici, bancari, operai, infermieri, rappresentanti di Legambiente,
famiglie con bambini in arrivo da tutta la provincia. Altre migliaia
di cuneesi hanno scioperato senza scendere in piazza, ma non sono
andati al lavoro in uffici, scuole, banche, poste e fabbriche. La
Cgil provinciale dichiara adesioni del 60% alla Michelin di Cuneo,
oltre il 70% all’Abet e Arpa di Bra, Merlo di San Defendente
Cervasca, Politech Mondovì, Adler Evo di Pianfei, Burgo di Verzuolo,
Colussi di Fossano, Itt di Barge, con punte del 90% alla San
Pellegrino di Garessio e alla Valeo di Mondovì.
«Adesioni molto elevate nel settore pubblico, scolastico e degli
istituti di credito - sottolinea Marco Ricciardi, segretario della
Camera del Lavoro -. Il malcontento generale ha raddoppiato la
partecipazione rispetto agli scioperi precedenti».
Sul palco sono intervenuti Oreste Delfino, rappresentante del
comitato per il «sì» al referendum sull’acqua pubblica, il
presidente provinciale dell’Anpi, senatore Leopoldo Martino, che ha
richiamato ai valori della Costituzione. Quindi alcuni lavoratori di
diversi comparti hanno spiegato il perché della loro presenza.
Patrizia Mosso di Cuneo, Rsu dell’Apa: «Il governo ha cancellato i
finanziamenti all’associazione, 3.000 dipendenti in Italia rischiano
di perdere il lavoro». Michela Grosso, bancaria di Cuneo: «Si devono
colpire l’evasione fiscale, rendite finanziarie e grandi patrimoni,
alleggerendo le tasse di lavoratori dipendenti e pensionati».
L’insegnante cuneese Fabrizio Grima: «Basta alla distruzione della
scuola pubblica. La voglio laica e di qualità, per tutti».
L’infermiera Sara Sevega di Mondovì: «La Sanità pubblica deve
investire nei servizi sul territorio. Indispensabile il rinnovo del
contratto, da tre anni bloccato dal governo».
Il pensionato Mario Cane di Saluzzo: «Mia madre non è
autosufficiente e devo pagare sino a 3000 euro al mese di retta con
una pensione da 500». Graziella
Rostagno di Bra: «Da dieci anni la mia pensione continua a perdere
potere d’acquisto». Ivan Pace di Chiusa Pesio, 35 anni: «Alla mia
età trovo soltanto lavori precari, difficile costruirsi una
famiglia». Alessandra Sappa di Sant’Albano Stura: «Stufa di lavorare
al supermercato il 25 aprile e il 1˚ maggio, lo voglio trascorrere
con i miei figli».
L’operaio congolese Nlandu Nsakala di Mondovì: «Non voglio perdere
il permesso di soggiorno se perdo il lavoro». Jelena Bosnjakovic, 16
anni, di Cuneo, famiglia originaria della Bosnia: «Vedere tutta
questa gente lottare per un futuro migliore dei giovani mi fa
sentire fiera di essere italiana».
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“Uniti per difendere diritto al lavoro e futuro dei giovani”
Testimonianze degli operai alla festa del 1˚Maggio a Saluzzo
Da “La Stampa” del 3
maggio di ANDREA GARASSINO
Oggi non c’è molto da festeggiare, ma cogliamo l’occasione del Primo
Maggio per sensibilizzare la gente sui problemi del lavoro, del
precariato, di chi fa fatica a programmare il futuro». L’assessore
ai Servizi sociali Alida Anelli ha aperto così le manifestazioni
provinciali per la Festa dei lavoratori, domenica mattina in piazza
Cavour a Saluzzo. Il programma della giornata è stato organizzato
dal Comune in collaborazione con i sindacati Cgil, Cisl e Uil e
diverse organizzazioni del territorio.
Sono stati 4 lavoratori della Granda, poi, a raccontare esperienze,
desideri e sogni dal palco. «Un anno e mezzo fa - ha detto Pietro
Viceconte, Rsu dell’ex Rotoflex di Casalgrasso la mia azienda ha
iniziato ad avere problemi. Facevamo parte del gruppo Calandri con
la Neograf di Moretta, fallita nell’estate del 2009. Sono stati mesi
difficili. Alla fine la ditta si è salvata, ma l’esperienza mi ha
segnato molto. I sindacati hanno lavorato insieme».
Paolo Giordanengo, Rsu all’Alstom di Savigliano: «Le battaglie del
sindacato unito possono essere vincenti solo se c’è crescita. In
questo modo si può tentare di dare una risposta al 30 per cento dei
giovani che non trovano lavoro. Bisogna lottare contro l’evasione
fiscale e abbattere i costi della politica». Infine si è rivolto
alle nuove generazioni: «I giovani guardano con distacco al
sindacato, ma è l’unica via da percorrere quando si subiscono dei
torti».
Il terzo intervento è stato di una donna. «Le lavoratrici degli
appalti mensa - ha detto Samanta Aimar che si occupa della
ristorazione alla Michelin - sono invisibili, ma contribuiscono ogni
giorno a fare andare avanti il nostro Paese. Molti di noi hanno
contratti part-time le cui condizioni sono peggiorate molto.
Accettiamo le modalità con cui dobbiamo lavorare e rinunciamo ai
nostri diritti per la paura di un futuro incerto e il timore di
restare soli perchè il Governo non è in grado di tutelare i
cittadini. Dobbiamo destarci e reagire. Non possiamo più accettare i
continui attacchi alla Costituzione e allo Statuto dei lavoratori.
Dimostriamo tutti insieme che l’Italia è una repubblica democratica
fondata sul lavoro».
Ha chiuso il «giro»di interventi Timothè Koukoui, del Benin,
impiegato all’Agam di Cuneo, che ha parlato dei problemi degli
immigrati. «Oggi è la Festa dei lavoratori italiani e stranieri - ha
attaccato -. Qui a Saluzzo chi non ricorda i ragazzi africani
costretti a dormire nel treno abbandonato e gli attacchi razzisti
alla Caritas che con altre realtà del territorio ha contribuito a
sistemare questi braccianti stranieri? La Costituzione italiana dice
che il lavoro è un diritto, ma per noi immigrati è un obbligo
altrimenti c’è l’incubo dell’espulsione».
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A Saluzzo
la prima, grande, festa del 1° maggio
Da
www.targatocn.it del 16 aprile di andrea Rubiolo
Dopo i festeggiamenti per il 150° anniversario d’Unità d’Italia,
Saluzzo si prepara ad affrontare la ricorrenza del 1° maggio in modo
diverso dal solito. Per la prima volta nel Marchesato, infatti, sarà
programmata una manifestazione per festeggiare i lavoratori. “In
questi momenti difficili – spiega l’assessore saluzzese Alida
Anelli – occorre sensibilizzare al massimo i cittadini,
stando particolarmente vicini ai lavoratori. Purtroppo stiamo
assistendo ad una crescita esponenziale della disoccupazione
giovanile, che è un argomento molto preoccupante. Anche i cosiddetti
lavoratori poveri sono in aumento: con 800 euro al mese non si
riesce a gestire una famiglia”. A questo progetto hanno aderito
Cigl e Cisl, mentre la Uil non ha risposto all’invito. Anche altre
associazioni si sono affiancate, quali Anpi, Arci, Ratatoj ed altri
enti locali. La manifestazione dal titolo “La Storia siamo noi” è
stata proclamata a livello nazionale e tende a coinvolgere tutti:
dai lavoratori agli immigrati, passando per i precari. “Il titolo
è molto significativo – prosegue Anelli –.. Non è, comunque,
con una festa che risolve la situazione. Ma stiamo cercando di
tenere in risalto la problematica poiché non la si dimentichi. Credo
che da ora in poi quest’iniziativa, a Saluzzo, sarà sempre
intrapresa, almeno fino a quando ci saremo noi”.
Nella serata di lunedì 2 maggio sarà, invece, affrontato il tema
dell’uguaglianza nel mondo del lavoro, come spiega l’Assessore alle
pari opportunità Marcella Risso: “Mostreremo un medio
metraggio della durata di circa 30’ nel quale 6 uomini e 6 donne
racconteranno le proprie esperienze lavorative in Italia. Il nostro
paese, basato sul lavoro come enuncia la Costituzione, deve avere
come tema centrale l’occupazione, non può far finta di nulla su
quello che stiamo vivendo”. Entusiasti della manifestazione i
sindacati: “Abbiamo accettato volentieri l’invito
dell’amministrazione saluzzese – interviene Matteo Carena
segretario provinciale Cisl –. Non faremo comizi,
interverranno, esclusivamente, i lavoratori. E’ un’iniziativa
lodevole poiché in Italia, sul tema del lavoro, si dice molto e si
fa troppo poco”. Anche la Cigl ha accettato con piacere
l’iniziativa: “L’organizzazione di questa festa dimostra la
grande sensibilità dell’amministrazione saluzzese verso la categoria
dei lavoratori – spiega Marco Ricciardi –. Si
potrebbero sfruttare più e meglio le risorse che possiede il nostro
paese, creando più lavoro”.
Alla manifestazione, che inizierà alle 11 del 1° maggio, saliranno
sul palco quattro lavoratori per riportare le proprie esperienze.
Successivamente la festa si trasferirà nel cortile della Fondazione
Bertoni, nel quale verranno servite costine e bibita al prezzo di 10
euro. Alle 16.30 sarà allestito un caffè letterario sul tema del
lavoro con la presentazione di un testo, mentre alle 18.15 sarà
assegnato il Premio Matteo Olivero collegato alla manifestazione "Saluzzo
arte". Prima della cena, programmata alle 19 circa, sarà consegnato
il premio al vincitore del concorso “1° maggio come lo vedo io”, al
quale possono partecipare vignette, video, testi letterari e
fotografie. L’assessore Roberto Pignatta conclude la
conferenza: “Tengo a precisare che quest’iniziativa è stata
inserita nei festeggiamenti del 150° anniversario d’Unità d’Italia.
Abbiamo deciso di proseguire questo filo conduttore che porta dal
Risorgimento alla Repubblica passando per la Resistenza. Il
programma è molto ricco a discapito delle poche risorse a
disposizione. Siamo, dunque, doppiamente soddisfatti”.
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“Regole chiare sugli orari”
Manifestazione
dei dipendenti dei centri commerciali
Da “La Stampa” del
14 aprile di [L. B.
«Non siamo contro il commercio, la grande distribuzione, le aperture
domenicali. Vogliamo soltanto un dibattito ampio su questa
liberalizzazione selvaggia, che di fatto è un’assenza di regole: la
responsabilità è dello Stato e delle Regioni, che hanno sempre
preferito di non fare scelte chiare per regolare la grande
distribuzione».
Così ha spiegato ieri mattina il segretario nazionale della Filcams
Cgil, Franco Martini, durante «La Festa non si vende» in piazza
Seminario a Cuneo. Oltre un centinaio i partecipanti. Si tratta di
un evento itinerante (prima tappa a febbraio a Roma, si concluderà a
fine mese a Firenze) per «sollecitare un confronto sul lavoro
domenicale e festivo, oltre ai cambiamenti che sta portando la
grande diffusione dei supermarket che privano i centri storici dei
negozi di vicinato».
Durante la mattinata ci sono stati sketch teatrali di alcuni minuti
per rappresentare la condizioni dei lavoratori della grande
distribuzione (19 mila gli addetti nella Granda, il 70% donne, la
maggior parte precari), poi musica, esposizione di vignette
satiriche e degustazioni. Hanno partecipato anche il sindaco di
Cuneo Alberto Valmaggia e l’assessore al Commercio Domenico Giraudo,
ricordando che la domenica è una festa e «si deve andare oltre il
concetto di concorrenza, competitività e lavoro, guardando anche ad
altri valori che caratterizzano la nostra vita». La segretaria
regionale Filcams, Marinella Migliorini: «Cuneo è un’eccezione,
perchè non consente aperture festive selvagge, dà peso anche alla
cultura, organizzando eventi di domenica, in modo che il giorno di
festa non sia esclusivamente dedicato al commercio e al consumo».
La testimonianza di Gilda Ferreri, 49 anni, cuneese, dipendente di
una catena di abbigliamento in un centro commerciale: «La mia
domenica? È il mercoledì. Di fatto lavoro in media due domeniche o
festivi al mese, senza contare il mese di dicembre. Questo impedisce
spesso di conciliare lavoro, casa, famiglia. Nell’ultimo periodo si
è lavorato a Pasquetta e Santo Stefano. È stato dimenticato
completamente il concetto di festa, cioè pausa, che era comune alla
generazione prima della mia».
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Mercoledì la
Filcams Cgil in piazza a Cuneo per ribadire che "La festa non si
vende"
Da
www.targatocn.it del 11 aprile
'La
Festa non si vende': è lo slogan delle lavoratrici e lavoratori del
commercio, i tanti commessi, cassiere e addetti alle vendite che
sempre più spesso sono coinvolti in turni di lavoro domenicali e
festivi. Grande distribuzione, esercenti, consumatori, Comuni,
infatti, chiedono sempre maggiori aperture, mettendo in discussione
regole, leggi e contratti di lavoro. Per questo, la Filcams Cgil ha
lanciato una campagna nazionale per combattere la totale
liberalizzazione delle aperture domenicali e festive, e per
sensibilizzare le istituzioni, i consumatori e tutte le parti
coinvolte al fine di arrivare ad una regolamentazione e
programmazione degli orari commerciali nei giorni di
festa. L'iniziativa regionale della Filcams Cgil si terrà a Cuneo
mercoledì.
La
Segretaria Regionale Marinella Migliorini (Filcams Cgil
Piemonte), Marco Ricciardi (Segretario Provinciale della Cgil)
e Loredana Sasia (Segretaria Provinciale della Filcams Cgil di
Cuneo) hanno lanciato, la scorsa settimana, l'iniziativa regionale
prevista per mercoledì 13 aprile dalle 9.30 alle 14 a Cuneo presso
il Mercato Coperto in Piazza del Seminario. Qui spazio agli
interventi dei relatori, ma anche momenti di musica e
intrattenimento.
"Dobbiamo
dare alle persone la possibilità di programmare i propri tempi di
vita e per farlo diciamo NO alle aperture sempre e a tutti i costi e
contrattiamo con le aziende sugli orari che vogliono imporre ai
dipendenti" ha dichiarato Marinella Migliorini. "C'è
una continua espansione di centri commerciali nonostante la crisi, è
un cannibalismo tra supermercati che giustificano i contratti
applicati con la frase 'così reggiamo i costi di mantenimento', ma
non è così! Si toglie la vita alle famiglie, gli individui non si
incontrano più a casa" continua Migliorni.
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CUNEO.
MANIFESTAZIONE DELLA CGIL
“No al nuovo
contratto del settore commercio”
Da “La Stampa”
del 1 aprile di [L. B.]
Protesta ieri della Filcams Cgil provinciale di fronte alla sede
della Confcommercio di Cuneo, in via Avogradro, per dire «no»» al
nuovo contratto del comparto commercio.
La Filcams (federazione lavoratori commercio turismo e servizi) è
l’unico sindacato che non ha firmato l’accordo nazionale tra il
ministro Sacconi, Cisl e Uil. Spiega il sindacalista Rocco Ferraro:
«Un contratto irricevibile, che abbassa soltanto le condizioni di
questi lavoratori. Sono 19 mila nella Granda le persone occupate nel
settore: soprattutto donne e precari. In alcuni supermarket della
Granda il 50% dei dipendenti hanno contratti a termine. C’è paura a
protestare, perché c’è il rischio di perdere il lavoro».
Giorgio Ferrua, direttore della Confcommercio: «Spiace che non sia
trovata l’unità tra i sindacati. Ogni contratto è sempre una
mediazione: quello attuale non è perfetto, ma serve per accompagnare
lo sviluppo di un settore preponderante anche nella Granda».
La Cgil ha proclamato uno sciopero nazionale il 6 maggio. Il 13
aprile a Cuneo, è atteso il segretario nazionale Filcams, Franco
Martini, per l’iniziativa «La festa non si vende» contro il lavoro
domenicale nella grande distribuzione. Sarà una manifestazione
regionale dove sono attesi pullman da tutte le province del Piemonte
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Cgil in strada
per reclamizzare le "bugie" del Governo e della Regione su
Sanità, Scuola e Federalismo
Da
www.targatocn.it del 25 marzo
La
Funzione Pubblica (FP) e la Federazione dei Lavoratori della
Conoscenza (FLC) Cgil hanno tenuto, venerdì pomeriggio di fronte al
palazzo della provincia di Cuneo, un presidio con musica e
distribuzione di bugie, a difesa dei beni comuni.
Bugie dolci, ma anche e bugie amare quelle dispensate sui volantini
consegnati alla popolazione per informarla sulle iniziative che
l'organizzazione sindacale intraprenderà a difesa dei servizi, della
sanità e della scuola pubblica.
La
Cgil "sbugiarda" il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini e
pubblica i dati reali sui tagli, sulla riforma scolastica e sugli
stipendi degli insegnanti. La stessa cosa avviene per il Federalismo
Municipale: su questo argomento è già annunciato uno sciopero dei
lavoratori pubblici e privati in programma il 6 maggio.
Infine la Sanità. La Cgil oltre allo sciopero del 6 maggio oggi è
impegnata a smentire quanto reclamizzato nei manifesti voluti dal
presidente della Regione Roberto Cota. Il sindacato evidenzia i
segni "-" (meno) nell'ambito della Sanità e rimarca la riduzione dei
servizi, dello screening oncologico e delle centrali operative del
118
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FOSSANO.
CONVEGNO
Il sindacato e le sfide
dell’industria in Piemonte
Da “La Stampa”
del 9 marzo di [LA. SE.]
«Il nuovo modello di sindacato e le prospettive del settore
manifatturiero in Piemonte». È il tema dell’incontro, promosso dal
Comune, in programma stasera alle 21 nella sala polivalente del
castello degli Acaja, a Fossano.
Protagonisti Giorgio Airaudo, della segreteria nazionale Fiom Cgil
settore auto, che ha rappresentato i lavoratori Cgil al referendum
di Fiat Mirafiori; Alfio Arcidiacono, segretario provinciale Fiom
Cgil; Luca Chiaramelli, presidente del gruppo Filea, che a Fossano è
proprietario della «Bongioanni macchine» e della «Bongioanni stampi»
ed Enrico Castellano, già partner «Accenture», impegnato oggi come
imprenditore del settore del terziario avanzato. Moderatore il
giornalista de «La Stampa» Gianni Martini.
Al centro del dibattito saranno la crisi, gli effetti della
globalizzazione e dell’innovazione, ma anche l’evoluzione e la
trasformazione delle regole che governano i rapporti di lavoro.
Tematiche che danno origine ad una serie di interrogativi sul
possibile futuro dell’industria manifatturiera, tradizionale punto
di forza del Piemonte, ma anche del ruolo del sindacato in un
contesto di relazioni industriali che è radicalmente mutato.
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Bra, tutti uniti per festeggiare la festa dei lavoratori
Da
www.targatocn.it del 1 maggio 2010 di Claudio Fissore
Un folto gruppo di
cittadini braidesi, rappresentanti sindacali e operai di ditte della
città e del territorio erano presenti questa mattina alle 10 in
piazza Caduti per la Libertà, di fronte al palazzo civico, tutti
uniti per chiedere l’aiuto e il sostegno di per superare il periodo
di crisi economica che sta rovinando la vita di molte famiglie
ovviamente non solo braidesi.
“È con grande emozione che porto il saluto del primo cittadino
Bruna Sibille – interviene l’assessore comunale alle politiche
del lavoro Massimo Borrelli – e che ringrazio per avermi dato la
possibilità di intervenire quest’oggi. La possibilità di festeggiare
il primo maggio a Bra non poteva capire in un momento più opportuno,
perché non nascondiamo che mai come in questo momento la situazione
dei lavoratori della nostra città ha bisogno di riflessione e della
vicinanza di tutti. Non ci nascondiamo dietro un dito nell’affermare
che raramente, nel corso della storia moderna, si è visto un periodo
di così profonda recessione economica e presumibilmente le
generazioni future ne risentiranno di più, non riuscendo ad ottenere
qualità di vita e pari diritti di chi li ha preceduti nelle
fabbriche, negli uffici e più in generale nel mondo del lavoro.
L’operato dell’amministrazione comunale va in direzione del sostegno
alle famiglie con più problemi – spiega ancora Borrelli –
come il servizio di trasporto pubblico per gli ultrasettantenni e la
family card, una carta con cui si sosterrà il reddito delle famiglie
più numerose e povere. Altre soluzioni possono arrivare dal 5 per
mille, somma che verrà destinata dal comune al finanziamento dei
cantieri di lavoro, grazie ai quali diplomati disoccupati potranno
maturare un’esperienza di lavoro retribuita nella nostra
amministrazione. Si tratta di azioni che non possono essere viste in
maniera disgiunta l’una dall’altra e che hanno l’ambizione di
lanciare anche messaggi di speranza. L’ovvio è l’auspicio che la
crisi finisca quanto prima – continua l’assessore – il meno
ovvio, ma più sensato è continuare a lavorare tutti insieme per dare
una prospettiva differente ai mesi che ci apprestiamo ad affrontare.
Il rischio diversamente sarebbe veramente grande, ovvero perdere
quella coesione sociale frutto del lavoro lento e paziente che le
forze politiche, le organizzazioni sindacali, il mondo
dell’imprenditoria e quello del settore terziario hanno
faticosamente costruito nel corso di un secolo e mezzo di storia
unitaria. Un rischio troppo grande – conclude Borrelli – che
nessuno può permettersi.”
Dopo l’intervento di Borrelli sul palco sono intervenuti operai,
professori e rappresentanti sindacali ognuno a portare la loro
esperienza di vita e di lavoro, a manifestare i loro problemi, ma
soprattutto a chiedere l’unione di tutte le forze politiche, sociali
lavorative e imprenditoriali per il superamento della crisi.
“Per molti anni mi sono sentita una precaria più fortunata di
altre perché sapevo che bene o male una supplenza a settembre ci
sarebbe stata e per 8 anni è stato così – interviene Manuela
Dalbesio, professoressa -. Poi il mio datore di lavoro ha deciso
di ottimizzare le risorse e così molte persone sono rimaste senza un
lavoro, e perdendo quella sicurezza necessaria per portare avanti
dignitosamente la propria esistenza. Come è possibile vivere e
costruire una famiglia senza avere nulla di sicuro nella vita? Dopo
il taglio dei posti di lavoro sono arrivati i sussidi alle famiglie,
dati in modo caritatevole dal governo. Quello che i signori non
hanno capito – conclude Dalbesio – è che i lavoratori vogliono un
lavoro, non è un sussidio.”
Gli interventi successivi hanno portato situazioni di vita diverse,
ma tutte collegate e tutte con un comune denominatore, la perdita
del posto di lavoro. In ultimo il discorso conclusivo della
segretaria generale della Cisl Piemonte, Giovanna Ventura: “Per
ottenere un miglioramento dobbiamo liberare il lavoro dalla logica
degli appalti. Tutti cercano di ottenere un lavoro al minore costo
possibile, sfruttando le persone e ottenendo come risultato quasi
sempre il lavoro nero e sottopagato e il lavoro precario. Bisogna
fare inversione di marcia, avere un lavoro più serio e sicuro.
Questa crisi purtroppo non fa sconti a nessuno, colpisce gli
artigiani, i commercianti e gli imprenditori e alla fine si ribalta
su tutte le famiglie. Non dobbiamo arrenderci però, dobbiamo reagire
chiedendo al governo, alle istituzioni e a tutti quanti di
impegnarsi per ottenere un piano politico industriale e economico
che garantisca la ripresa dell’economia e il ritorno al lavoro per
tutti”.
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“Il Primo
Maggio a Bra dove la crisi è più dura”
Da “La Stampa” del 27
aprile 2010 di Erica Asselle
Alla Graziano
Trasmissioni di Sommariva Perno ci sono 154 lavoratori in cassa
integrazione, 22 nello stabilimento di Garessio; 280 alla Rolfo (Bra);
70 lavoratori in cassa integrazione in deroga alla Fimet (Bra), 25
alla Klinker Sire (Roreto di Cherasco); 62 in «straordinaria» all’Itt
di Cervere. Mobilità volontaria per gli esuberi all’Abet (Bra),
mancato rinnovo dei 300 contratti a termine all’Mtm-Brc di Cherasco.
Due giorni fa la notizia della chiusura della «Angelo Prato» a
Sommariva Bosco (42 dipendenti). E un grande indotto di aziende
artigianali in sofferenza. Nei mesi scorsi le «tute blu» hanno
sfilato in centro di Bra, a Cherasco, a Sommariva Perno con
bandiere, striscioni, slogan e megafoni per difendere i loro posti
di lavoro. Le vicende degli operai si intrecciano con quelle dei
piccoli imprenditori. Bra, insieme ai paesi vicini, subisce la
crisi. Le famiglie si confrontano con buste paga più smilze a fine
mese.
Per queste ragioni Cgil, Cisl e Uil hanno scelto Bra per le
celebrazioni del 1° Maggio. Quest’anno si fatica a parlare di
«Festa» dei lavoratori, ma ci sarà un concerto, nel pomeriggio, al
Parco della Resistenza di Cuneo. Nel 2009 la manifestazione si era
svolta davanti ai cancelli della Sekurit Saint Gobain a Savigliano.
Sabato l’appuntamento è in piazza Caduti (dalle 9,45) dove
Massimiliano Falletti (Mtm di Cherasco) e Giulio Celiku (Itt di
Cervere) racconteranno l’esperienza dei colleghi che rappresentano.
Poi parlerà Marco Ricciardi, segretario provinciale Cgil, Giovanna
Ventura, segretaria regionale Cisl, rappresentanti della Uil,
un’insegnante precaria, una studentessa e un pensionato.
«La preoccupazione è grande - commenta Tiziana Mascarello segretaria
Fim-Cisl - perchè lo stato di crisi riduce i redditi. Per molte
famiglie è difficile arrivare a fine mese. La cassa ordinaria è
quasi esaurita e la ricollocazione è molto complessa. Il Braidese è
fortemente colpito ad esempio per l’indotto collegato a Rolfo, penso
alla Fasano e alle Officine Tarditi». Bruno Gosmar (segretario Uilm):
«Bra rappresenta nella nostra realtà il punto di sofferenza
maggiore. In generale, segni di ripresa strutturali ne vedo pochi.
Le richieste di cassa integrazione continuano ad arrivare». «Le
piccole aziende sono a terra - aggiunge Pina Mosca (Fiom-Cgil) -
cito la Omlat, la Roero Meccanica, l’Omr. In alcuni casi grazie ai
contratti di solidarietà si riesce a lavorare per un po’». Il
metalmeccanico e il chimico sono i settori più duramente colpiti nel
Braidese. Commenta Mario Cravero (Filcem-Cgil): «Il 2009 è stato
nero e non siamo fuori dalle difficoltà. Si sono verificati problemi
anche in aziende che storicamente non avevano dovuto affrontare la
crisi». E c’è il capitolo del precariato: centinaia di posti di
lavoro sono andati persi perché i contratti a tempo determinato e
internali non sono stati rinnovati.
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“La crisi non
è finita e pagano i licenziati”
Per la
Cgil “buona” l’adesione nella Granda allo sciopero
Da “La Stampa” del 13 marzo 2010 di CARLO GIORDANO
CUNEO
«In strada contro chi nega la crisi». In 300, ieri, al presidio
della Cgil, davanti alla Prefettura. L’iniziativa è stata
organizzata nell’ambito dello sciopero nazionale di 4 ore, indetto
dal sindacato guidato da Guglielmo Epifani. Una delegazione è stata
ricevuta dal prefetto Bruno D’Alfonso.
Alfio Arcidiacono, segretario provinciale Fiom: «I dati parlano di
un calo di fatturato del 20-25%, nel settore metalmeccanico,
rispetto a tre anni fa. Le aziende non pensano a recuperare il
divario, ma si stanno ristrutturando su questo livello produttivo,
con riduzione di personale». Massimo Colombo, dipendente Michelin
Cuneo: «Rispetto ad altre fabbriche ci riteniamo più fortunati. Non
bisogna dimenticare che dietro al rilancio dello stabilimento di
Cuneo c’è la chiusura della linea di produzione di Torino-Stura».
Al presidio anche i pensionati. «Siamo qui - spiega Lina Chialva,
segretaria provinciale Spi-Cgil -, per ricordare che la maggioranza
dei pensionati prende meno di mille euro al mese e le più
penalizzate sono le donne con la pensione di vecchiaia che si aggira
sui 540 euro al mese». Tra le parole d’ordine dello sciopero anche
il diritto di cittadinanza. «Gli immigrati pagano due volte la crisi
- dice Nsakala Nlandu, originario del Congo, operaio alla Polytec di
Mondovì -: se perdiano il lavoro rischiamo l’espulsione; inoltre,
gli italiani ci guardano male convinti che la mancanza di
occupazione è colpa nostra».
Hanno portato solidarietà al presidio i consiglieri regionali di
centrosinistra Elio Rostagno, Sergio Dalmasso, Giorgio Ferraris e il
consigliere comunale Pd Mauro Mantelli.
Nel pomeriggio la Cgil ha diffuso i dati sull’adesione allo sciopero
relativi al primo turno: 100% alla San Pellegrino di Ormea e
Garessio; 90% alla Valeo, Ilva, Polytec; 80% alla Mondo, Burgo; 70%
all’Intesa San Paolo Cuneo; 65% alla Michelin di Cuneo; 55% all’Arpa
Bra; 50% alla Bitron di Dronero, Merlo, Abet; 30% scuola media
Cuneo; 30% all’Inps; 20% Ati. «La mobilitazione è andata abbastanza
bene - dice Marco Ricciardi, segretario provinciale Cgil -. In
alcune
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Cuneese: pensionati CGIL in mobilitazione per una settimana
Da
www.targatocn.it del 1 novembre 2009
Lo SPI (Sindacato
Pensionati Italiani) CIGL nazionale ha indetto una settimana di
mobilitazione che per la provincia di Cuneo si concretizza
nell'installazione di 10 gazebo in diverse località dove verrà
distribuito un volantino contenente le richieste al Governo. Si
chiede la rivalutazione delle pensioni, la riduzione delle tasse sui
redditi da pensione, si rivendica una legge per la non
autosufficienza e si dice 'No' ai tagli. Inoltre LiberEtà coglie
l'occasione per porre 10 domnade a Silvio Berlusconi.
LE DATE:
Savigliano Via Alfieri ang. Piazza del Popolo il 3 novembre
Cuneo P.za Galimberti ang. Via Roma il 3 novembre
Ceva P.za V.Emanuele il 4 novembre
Fossano Via Roma di fronte al Comune il 4 novembre
B.S.Dalmazzo Via Roma ang. C.so Marconi il 5 novembre
Bra P.za C.Alberto (lato via Cavour) il 6 novembre
Alba Via Maestra (Chiesa Cosma e Damiano) il 6 novembre
Garessio P.za Indemini (P.za mercato) il 6 novembre
Mondovì C.so Statuto (Fontana) il 7 novembre
Saluzzo Via Martiri Liberazione, 2 il 7 novembre
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Fossano: al convegno Spi-Cgil, 10 richieste al Governo
Da
www.targatocn.it del 21 ottobre di Antonella Balocco
Si è svolto ieri
mattina, presso l’hotel Giardino dei Tigli di Cussanio, il convegno
organizzato dallo Spi-Cgil provinciale. Presenti i delegati delle 8
leghe della provincia Granda: Cuneo, Fossano, Saluzzo, Savigliano,
Mondovì, Ceva, Alba e Bra. Ha aperto la giornata l'intervento della
Segretaria Provinciale dello Spi Lina Chialva, seguito dalla
relazione della Segretaria Nazionale Carla Cantone. Era presente
anche una delegazione di Biella. C’è grande mobilitazione tra i
pensionati riguardo alle loro condizioni economiche e di vita in
generale. Per questa ragione sono in programma diverse iniziative:
il 30 ottobre è previsto al Teatro Nuovo di Torino un incontro con
il Segretario Nazionale Guglielmo Epifani, mentre dal 2 al 7
novembre tutte le sezioni saranno mobilitate per una raccolta firme
che culminerà, il 30 novembre, con la grande manifestazione di
piazza a Roma.
Cosa chiedono in sostanza i pensionati della Cgil? Ecco le 10
domande che porranno al Presidente Silvio Berlusconi: innanzitutto
l’adeguamento delle pensioni al costo della vita. Di tenere sotto
controllo la crescita 14^ mensilità anche alle pensioni al di sopra
dei 700 euro mensili come da accordo approvato nel 2007 e mai
applicato, evasione fiscale dei lavoratori autonomi, riduzione delle
tasse per lavoratori dipendenti e pensionati, assistenza pubblica
per i circa 2 milioni di cittadini non autosufficienti, una legge
che li tuteli e fondi alle Amministrazioni Regionali per
l’autosufficienza.
“Gli iscritti allo Spi-Cgil nella provincia di Cuneo sono più di
17 mila - ha dichiarato Lina Chialva - la giornata di oggi è
la conclusione di un percorso di riflessione delle 8 leghe. Dobbiamo
valutare se riusciremo ad affrontare i bisogni degli anziani che
rispetto alla rivalutazione delle pensioni hanno difficoltà
economiche, risolvere le problematiche dei servizi sul territorio e
della condizione degli anziani anche in riferimento al piano
sanitario regionale, e sostenere l’invecchiamento attivo”.
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E’ una proposta di legge quadro, quella che la Cgil, insieme allo
Spi (Sindacato Pensionati) al Sindacato Scuola e all’associazione di
volontariato Auser, ha illustrato lunedì 21 settembre in un convegno
che si è tenuto presso il castello di Fossano. Al tavolo dei
relatori, oltre al sindaco Francesco Balocco che, nel suo saluto, ha
sottolineato l’importanza della conoscenza e della formazione, e
delle battaglie che il Sindacato ha sempre fatto, Sophia Livingstone
Segretaria Provinciale della Cgil di Cuneo, Alberto Artioli
responsabile delle Politiche e della Conoscenza della Cgil, Mario
Sai della Segreteria Nazionale dello Spi e Luisella Lamberti del
Sindacato Scuola.
La proposta di legge di iniziativa popolare 'Diritto
all’apprendimento permanente', come ha esaustivamente spiegato
Artioli nel suo intervento, si propone di colmare una lacuna che,
purtroppo, è presente in Italia da decenni: la preparazione continua
di cui necessita la persona, non solo come livello di istruzione, ma
come preparazione professionale, conoscenza nei vari aspetti della
vita, ecc. Cosa crea benessere in una società? La consapevolezza e
il grado di conoscenza. Questi elementi permettono agli individui di
capire ed essere informati, ad esempio, riguardo alle Istituzioni ed
alla burocrazia, di acquisire competenze professionali diverse o di
livello più alto nel settore della formazione lavorativa, di essere
al passo con i tempi nel caso di persone più mature magari già in
pensione.
“L’Ocss(Organizzazione di Cooperazione Sviluppoe Sociale) in una
relazione ha evidenziato che i quattro quinti della popolazione
italiana hanno un livello di analfabetismo- ha spiegato Sophia
Livingstone durante il suo intervento-. Un’altra indagine, invece
ha sottolineato che il 25 per cento della popolazione ha acquisito
solo le conoscenze minime”. La proposta di legge è, secondo i
promotori, un obiettivo prioritario per sostenere lo sviluppo
economico e sociale di un Paese, il fine è quello di raddoppiare il
numero di adulti che accedono ad attività formative, dall’attuale
6,2 per cento al 12,5 per cento, come previsto dagli obiettivi
minimi da raggiungere entro il 2010 stabiliti dall’Unione Europea.
La proposta di legge si articola in interventi di sostegno economico
(accesso gratuito alla formazione, agevolazioni fiscali e
contributive per gli investimenti in apprendimento permanente di
persone, imprese e terzo settore, agevolazioni per l’accesso al
credito e prestiti d’onore) e permessi e congedi per i lavoratori ed
i pensionati (ogni lavoratore ha diritto ad almeno un anno di
congedo formativo non retribuito,e ad almeno 30 ore annue
retribuite, i Cnnl disciplinano le modalità e il datore di lavoro è
tenuto ad accogliere la domanda del lavoratore, il potenziamento
delle compatibilità tra orario di lavoro e tempi dell’apprendimento
permanente, misure di sostegno dell’apprendimento dei pensionati per
l’aggiornamento delle loro competenze vitali e la promozione del
loro benessere). Interventi pubblici per la promozione
dell’apprendimento permanente (edilizia, infrastrutture, tecnologia,
potenziamento delle istituzioni formative pubbliche, sviluppo dei
processi di innovazione, sostegno allo sviluppo della capacità
produttiva delle imprese). La proposta di legge prosegue ponendo
l’accento sui servizi di supporto, e sulla certificazione delle
competenze acquisite.
Sarà possibile da settembre a dicembre 2009, aderire alla raccolta
firme per poter portare la proposta di legge in Parlamento. Sono
necessarie 50 mila firme, anche se il Sindacato è sicuro di
raggiungere almeno le 100 mila adesioni. Le persone interessate
potranno aderire sia nelle manifestazioni pubbliche, che nei mercati
cittadini, che nelle sedi della Camera del Lavoro di tutta Italia.
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Il lavoro non va bene
“Vedremo di peggio”
Da “La Guida” del 18
settembre
La crisi ha fatto del
Piemonte la regione del Nord Italia con il più alto tasso di
disoccupazione (7%) e con un incremento del 51% delle persone alla
ricerca di lavoro. Preoccupa, tra l'altro, anche l'estendersi delle
problematiche al settore del commercio che, in passato, ha sempre
svolto un ruolo di compensazione.
Quali le prospettive
per l'immediato futuro? "Pensiamo - dice Marco Ricciardi, segretario
generale della Cgil provinciale - che, per alcuni aspetti, la
situazione peggiorerà ancora e tutto sarà più difficile, visto che le
aziende hanno utilizzato su larga scala la cassa integrazione, che le
difficoltà tendono a trasformarsi da congiunturali in strutturali e
che, spesso, ci si trova dinanzi a un sovradimensionamento della
capacità produttiva".
A questo punto, si
aspettano piani di riorganizzazione. "Chiediamo - dice il sindaca
lista - il raddoppio della cassa integrazione ordinaria, con passaggio
di disponibilità dalle 52 settimane ogni due anni di oggi a 104
settimane in tre anni. Riteniamo anche che le situazioni più gravi
possano essere affrontate proficuamente con contratti di solidarietà
e che sia possibile creare nuove occasioni di sviluppo. In tale
ottica abbiamo preso contatti con molte amministrazioni comunali del
cuneese, perché non siano considerate, nel patto di stabilità, le
spese per gli investimenti. Questo permetterebbe di appaltare molti
lavori, aiutando la ripresa e attivando un volano estremamente
utile. Inoltre stiamo portando avanti una serie di accordi per
ottenere la diminuzione dei costi dei servizi a domanda (trasporti,
mense, tassa rifiuti, ecc). Il tema è stato affrontato in un
documento sindacale congiunto, sottoscritto da Cgil, Cisl e -Uil,
inviato alla Provincia per sollecitare un coordinamento delle
iniziative sul territorio.
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Cgil
chiede al Governo misure contro la recessione
Da “La Stampa” del 13 febbraio |
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Presidio della Cgil
ieri pomeriggio davanti alla Prefettura, in via Roma a Cuneo, per
chiedere al Governo misure contro la crisi economica. Una
delegazione di sindacalisti, guidata dal segretario provinciale
Cgil, Marco Ricciardi, è stata ricevuta dal viceprefetto Antonella
Bambagiotti. Al rappresentate di Governo è stato consegnato un
documento sul mercato del lavoro in regione e provincia.
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CGIL:
crisi, la mobilitazione di protesta da Cuneo a Roma
Da
www.targatocn.it del 12 febbraio di F.A.
Giorni di mobilitazione per la CGIL. Oggi pomeriggio si terrà
un presidio davanti alla Prefettura di Cuneo tra le 16 e le 17.30.
Davanti al palazzo di via Roma, 1, la CGIL vuole sottolineare il
rapido ed ulteriore aggravamento della crisi con conseguenze
sull’occupazione e sul reddito delle lavoratrici e dei lavoratori,
pensionate e pensionati perché secondo il sindacato le proposte
avanzate dal Governo sono assolutamente insufficienti a fronteggiare
tale situazione. Al termine del presidio una delegazione della CGIL
chiederà di essere ricevuta dal Prefetto al quale verrà consegnata
copia di un documento contenente le proposte dell'Organizzazione. A
seguire la Cgil ha aderito all’iniziativa del Tavolo delle
Associazioni di Cuneo che ha organizzato un presidio, sempre di fronte
alla Prefettura, dalle 17 alle 19, in difesa dei valori della
Costituzione, a fronte dei recenti reiterati attacchi provenienti
dalle forze di governo.
Sempre nella serata di oggi una delegazione provinciale della CIGL di
oltre 200 persone partirà in treno per Roma per partecipare alla
manifestazione nazionale del pubblico impiego e dei metalmeccanici in
programma domani, venerdì 13 febbraio. Dal Piemonte giungeranno nella
capitale due treni speciali colmi di protestanti per dire il proprio
NO alle proposte adottate dal Governo per superare la crisi (secondo
la CGIL sottovalutata) e alle decisioni prese in merito al contratto
pubblico. La FIOM e la Funzione Pubblica CGIL scendono in piazza per
dire SI alle loro proposte messe in campo sui precari e la legge
Brunetta, per affermare politiche redistributive attraverso la
diminuzione del prelievo fiscale sul reddito da lavoro dipendente,
sconfiggere la proliferazione di tanti modelli contrattuali per
garantire, da subito, la continuità di ogni rapporto di lavoro,
evitando licenziamenti e garantendo il rinnovo di tutti i rapporti di
lavoro precari. Inoltre la CGIL vorrebbe vedere estesa e incrementata
la rete degli ammortizzatori sociali al fine di tutelare tutte e
tutti, nativi e migranti, lavoratori a tempo indeterminato e
lavoratori a tempo determinato.
Lavoratori del pubblico e del privato parteciperanno ai cortei romani
e al comizio di Piazza S. Giovanni per la dignità del lavoro, per
l'unità dei lavoratori privati e pubblici, per l'aumento delle
detrazioni fiscali e l'adeguamento automatico all'inflazione, per dare
continuità del rapporto di lavoro a chi oggi è precario, per un
welfare più esteso ed inclusivo, per una Pubblica Amministrzione
funzionante che sia per i cittadini e le imprese strumento di sostegno
e legalità, per la salvaguardia di tutte le imprese in difficoltà
anche attraverso interventi pubblici mirati al mantenimento
dell'occupazione. Si protesta contro un nuovo intervento peggiorativo
sulle pensioni, contro gli accordi separati ed i contratti truffa e
per il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a votare sui loro
contratti
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A
Savigliano la manifestazione provinciale della CGIL
Da
www.targatocn.it del 12 dicembre
Nel giorno dello sciopero nazionale indetto dalla CGIL, i
simpatizzanti cuneesi del sindacato si sono dati appuntamento a
Savigliano per manifestare il proprio dissenso rispetto alle posizioni
assunte dal governo e dalle aziende locali per far fronte alla crisi
produttiva ed economica che sta coinvolgendo non solamente l'Italia,
ma l'Europa nel suo complesso. Una manifestazione molto partecipata,
nonostante le preoccupazioni organizzative del segretario provinciale
Marco Riccardi (vedi
articolo), e che ha parzialmente bloccato la circolazione
cittadina. Il corteo ha sfilato lungo la principale via del paese per
concludere la propria marcia davanti all'Ala Polifunzionale di Piazza
del Popolo, dove è stato allestito un piccolo palco sul quale si sono
alternati i delegati sindacali di differenti realtà aziendali.
L'intervento di Bernadin Duma, delegato EMBO di Caramagna
Piemonte, si è soffermato nell'analizzare la situazione globale e
della provincia di Cuneo in particolare, rispetto a quello che è il
ricorso sistematico alla cassa integrazione quale unica possibilità di
soluzione alla crisi produttiva. Scelta che in alcune aziende non è
addirittura possibile, tanto che il rischio di licenziamento diventa
una triste realtà piuttosto che una minaccia potenziale. Inoltre sono
state mosse diverse critiche alle aziende in merito alle politiche
assunte nei confronti dei lavoratori immigrati, molto spesso i primi
dipendenti a risentire della crisi globale. Non sono mancate alcune
critiche al sindacato stesso, il quale sembra essere in alcuni casi
più interessato alle "poltrone televisive che alle linee di
produzione delle fabbriche". Il successivo intervento di Anna
Marrone dell'Istituto Ferrero di Alba, ha descritto la situazione
nella quale si trovano da luglio circa un centinaio di dipendenti. A
causa di una cattiva amministrazione, l'istituto si è trovato a dover
far i conti con un buco finanziario di alcune decine di milioni di
euro, tanto che i dipendenti non percepiscono retribuzioni da cinque
mesi a questa parte. Nelle parole della Marrone, tante critiche a
quella classe politica che considera i servizi privati migliori
rispetto a quelli pubblici, poiché meno 'spreconi', ma che in
situazioni come quella in cui i lavoratori che rappresenta si trovano,
"non si sono affatto preoccupati di impedire a privati di gestire
sconsideratamente finanziamenti pubblici".
La situazione dei pensionati e delle persone svantaggiate è stata
affrontata nel discorso di Lina Chialva, della segreteria
provinciale SPI. L'accusa principale rivolta al governo è quella di "disinteressarsi
delle reali condizioni di vita dei pensionati, intraprendendo azioni
propagandistiche e di poco effetto concreto, quali ad esempio
l'introduzione delle carte di solidarietà". A chiudere, Massimo
Pozzo della segreteria regionale CGIL ha preso la parola sia per
riflettere sulle iniziative a sostegno dei lavoratori prese dal
governo italiano confrontandole con quelle di altri paesi europei in
una simile condizione economica, sia per invitare tutti i sindacalisti
e i simpatizzanti a continuare le negoziazioni con le varie aziende
mantenendo sempre un rapporto diretto e onesto con la base, costituita
dai lavoratori. Inoltre ha rassicurato i presenti circa l'unità
interna della CGIL e della volontà di collaborazione con le altre
sigle sindacali, sebbene a queste parole un rumoroso brusio si sia
levato dalla platea.
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Granda:
domani sciopero generale indetto dalla CGIL
Da
www.targatocn.it del 11 dicembre di Barbara Simonelli
La Granda si prepara allo sciopero generale di
domani 12 dicembre. Lo stop è stato indetto a livello nazionale dalla
CGIL, che ha infatti approvato all'unanimità la proposta del
segretario generale, Guglielmo Epifani, di sintetizzare in una sola
data tutte le mobilitazioni proclamate entro il mese di dicembre.
Molti i disagi a carico dei cittadini: lo stop va infatti dal
trasporto pubblico alla sanità e varierà dalle 4 alle 8 ore a seconda
dei settori. Per i trasporti è lo stesso Comune di Cuneo a far sapere
che il servizio urbano ed extraurbano sarà garantito solo dalle 6.30
alle 9.30 e ancora dalle 11.30 alle 14.30. Sul fronte treni, il gruppo
Ferrovie dello Stato rende noto che in occasione dello sciopero
generale alcuni treni potrebbero subire limitazioni di percorso o
cancellazioni. L'invito è ad informarsi in modo preventivo sui treni
recandosi nei punti informativi e negli uffici di assistenza delle
principali stazioni, telefonando al call center di Trenitalia 892021 o
consultando il sito internet
www.ferroviedellostato.it. Per quanto riguarda lo sciopero
dei comparti della sanità, domani non verrà garantita l’attività
ambulatoriale. Sarà invece garantita la normale attività di reparto,
con i contingenti previsti per i giorni festivi mentre, relativamente
all'attività operatoria e i servizi di supporto(laboratorio analisi,
radiologia, ecc..) saranno garantite le urgenze.
Oltre a sanità e trasporti gli altri settori che aderiscono allo
sciopero sono le poste, che incroceranno le braccia per l’intera
giornata o turno di lavoro; i lavoratori dei settori della
ristorazione collettiva, della distribuzione del farmaco, delle
farmacie private e speciali, delle imprese di pulizia servizi
integrati/multiservizi; ancora i lavoratori dei porti, merci e
logistica, agenzie marittime, autostrade, Anas compresi, Ferrovie e
TPL (solo impianti fissi). Sciopero per l’intera giornata anche dei
lavoratori del credito (bancari), i lavoratori del settore igiene
urbana, sia pubblici che privati, gli addetti alla formazione
professionale delle scuole e università non statali, dei lettorati
presso le università e i lavoratori dell’Unversità e Ricerca. Ancora,
i lavoratori della scuola, dell'alta formazione artistica e musicale
sciopereranno, nel rispetto dei servizi minimi indispensabili, per
l'intera giornata o turno di lavoro. Così gli statali, i dipendenti
del pubblico impiego, Regioni e Autonomie locali; nelle
telecomunicazioni, stop dei dipendenti che applicano il contratto
nazionale telecomunicazioni, dei lavoratori dei settori elettrico,
gas-acqua, calore energia e petrolio soggetti ai vincoli di legge, nel
rispetto dei servizi minimi.
L’obiettivo dello sciopero è “determinare cambiamenti nelle scelte
del governo sulla base degli indirizzi sui quali stanno procedendo i
principali paesi europei”. In particolare sono cinque i punti
fondamentali delle richieste del sindacato, che fanno da base alla
proclamazione dello sciopero: 1) il sostegno all’occupazione, con una
manovra di rilancio dei consumi e degli investimenti e il
miglioramento e l’estensione degli ammortizzatori sociali; 2) il
sostegno al reddito con l’immediata riduzione delle imposte sulla
tredicesima mensilità 2008 in modo strutturale e non episodico,
iniziando in questo modo a restituire il “fiscal drag” ai lavoratori
dipendenti, e, contemporaneamente, l’introduzione della
quattordicesima mensilità per i pensionati, come previsto dal
protocollo di accordo sul Welfare del 2007; 3) il sostegno agli
investimenti, con impiego di capitali pubblici su opere immediatamente
realizzabili, a partire da quelle di rafforzamento della sicurezza per
l’edilizia scolastica; 4) il sostegno al Welfare, con il rafforzamento
del sistema universalistico di tutele; 5) il sostegno agli immigrati,
con la sospensione della legge Bossi-Fini per i migranti che perdono
il lavoro
A livello provinciale l’appuntamento è a Savigliano, dove si
svolgerà una manifestazione in Piazza del Popolo (lato ala
polifunzionale), con inizio alle ore 11. Previsto anche un breve
corteo lungo via Roma. Interverranno Bernardin Duma, delegato EMBO di
Caramagna Piemonte, Anna Marone, delegata istituto Ferrero di Alba,
Lina Chialva, della Segreteria provinciale SPI Cgil e infine, a
chiusura del comizio, interverrà Massimo Pozzi, della segreteria
Regionale Cgil. Non è ancora confermata la presenza di uno studente,
che dovrebbe prendere parola sulla difficile situazione del mondo
scuola. Meteo permettendo, ci saranno delegazioni provenienti da ogni
parte della provincia. Pullman saranno in pertenza da Alba, Terzuolo,
Garessio, Cuneo, Bra, Saluzzo, Ceva, Fossano, Cavallermaggiore,
Moretta e Mondovì. “Non sarà uno sciopero facile-commenta il
segretario provinciale Marco Ricciardi, raggiunto telefonicamente-pur
essendoci grande condivisione. Molte aziende stanno anticipando le
chiusure di fine anno, sommando alle ferie collettive programmate
periodi di cassa integrazione. La Merlo chiuderà già da domani, così
come la Michelin, sempre da domani, aumenterà le ore di cassa
integrazione. Sarà difficile che i dipendenti possano partecipare alla
manifestazione, anche se, ribadisco, la condivisione dei temi è
totale”.
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Il
Lavoro, i lavoratori il sindacato
Da “La Guida” del 2 maggio di Andrea Olivero
Un primo maggio
parti-colare, quello di quest'anno, per l'evidente accelerazione che
le recenti elezioni politiche e amministrative hanno impresso alla
politica ed all'intera società italiana. Accelerazione che qualcuno
- in parti-colare il presidente uscente di Confindustria - ha tentato
di cavalcare, ponendosi all'attacco dei sindacati. Se guardiamo ai
problemi del lavoro pre-senti nel nostro Paese non vi è dubbio che
appare ancora importante il ruolo del sindacato che deve, però,
rimettersi in discussione. Un tempo il piano politico e quello
sindacale erano accomunati da un'unica militanza, oggi scopriamo che
non è più così perché il lavoratore' spesso si iscrive al sindacato
che reputa più forte e capace di tutelarlo, a pre-scindere dalla sua
appartenenza politica. Ugual-mente si devono mettere a tema i rischi
della rappresentanza e rappresentatività sindacale. L’attuale
dibattito sul ruolo del sindacato ci stimola verso due direzioni. In
primo luogo c'è l'esigenza di chiarezza verso la contrattazione
aziendale. Non è certamente accettabile, se viene intesa come
ulteriore viatico alla flessibilità, mentre potrà offrire occasione di
nuova vitalità per il mondo del lavoro nel momento in cui i lavoratori
saranno considerati protagonisti attivi delle
strategie aziendali, nelle
forme e modalità
proprie, e
non come meri salariati.
C’è un salro
culturale da compiere per l’azione sindacale, che dovrà essere
indirizzata verso una democratizzazione dell'economia.
Dall'altra parte il
sindacato ha il compito di tornare sul territorio per costruire una
nuova rappresentanza. II territorio diventa sempre più luogo
strategico di presenza, organizzazione e azione del sindacato, sul
versante delle politiche redistributive e contrattuali,
dell'organizzazione e del funzionamento del mercato del lavoro, delle
politiche fiscali, dei prezzi e delle tariffe. Decentramento e
sussidiarietà dovrebbero essere paro-le chiave per il futuro, perché
la regolazione delle condizioni di lavoro possa trovarsi il più
vicino possibile al "punto del fare".
La democrazia
economica, il territorio ed il fare concreto sono gli ambiti dove si
può realmente operare verso l'unità sindacale, che non significa
l'appartenenza anacronistica ad una novecentesca unica sigla, ma
l'impegno unitario e concreto verso gli interessi dei lavoratori, di
tutti i lavoratori. La definizione di uno Statuto dei nuovi lavori può
essere l'occasione per iniziare questa costruzione. È
utopia l"'unità sindacale", ma è possibile costruire una
rappresentanza unitaria per i nuovi lavoratori. Sarebbe un segno da
parte dei sindacati confederali di uscita dal Novecento e anche
dell'abbandono di logiche di autoconservazione.
In un periodo di
grande transizione abbiamo bisogno di ricostruire assieme un nuovo
senso del nostro lavoro. Rimangono quanto mai attuali le parole di un
grande testimone della fede come Giorgio La Pira: "II problema del
lavoro è in certo senso, dopo quel-lo della preghiera, il problema
che investe più profondamente la vita spirituale e religiosa della
persona umana. I:uomo che lavora è come l'albero che produce frutto: i
suoi talenti si moltiplicano (...)". Nel lavoro ritroviamo un'intima
connessione tra la vocazione propriamente umana di custodi-re il
creato e la capacità di costruire relazioni tra persone, perché come
il Compendio della Dottrina sociale della Chiesa afferma "il lavoro di
un uomo si intreccia natural-mente con quello di altri uomini. Oggi
più che mai lavo-rare è un lavorare con gli altri e per gli altri: è
un fare qual-cosa per qualcuno" (n. 272). La dignità del
lavoro quindi implica la centralità della sua socialità.
Allora è urgente
promuove-re un "umanesimo del lavoro", che recuperi la solidarietà
attraverso nuove forme associative o nuovi esempi di mutualità, fino
ad arrivare alla costruzione di una coalizione globale del mondo del
lavoro, perché si possa ipotizzare un'economia solidale e
personalistica. Serve un'etica del lavoro orientata al bene comune,
perché il lavoro acquista il suo significato più profondo, quando ci
si interroga sulle conseguenze dei risultati pro-dotti, quando si
verifica se il frutto del lavoro distrugge e consuma o promuove e cura
le persone, le società, l'ambiente
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CISL.
IERI A CUNEO IL SEGRETARIO NAZIONALE
Assunzioni, 90% di contratti precari
Da “La
Stampa” del 17 aprile di CARLO GIORDANO
Stop alla pressione fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati;
l’importanza della contrattazione territoriale nelle piccole imprese
asse portante dell’economia provinciale; ma anche
la precarietà dei contratti e la sicurezza sul lavoro: sono stati i
temi centrali del Consiglio provinciale della Cisl che si è riunito,
ieri mattina al cinema Lanteri di Cuneo, con il segretario nazionale
Raffaele Bonanni.
In apertura il segretario provinciale, Matteo Carena, ha ricordato:
«La Cisl, con i suoi 40.500 iscritti, è la più importante
organizzazione sindacale della Granda. Adeguarsi al mondo del lavoro
che cambia non è un segnale di cedimento».
Sempre in apertura quadri e delegati hanno rivolto un applauso di
pronta guarigione ad Alfonso Territo, il dirigente sindacale
coinvolto in un grave incidente stradale il 23 febbraio alla periferia
di Busca. E’ stato Massimiliano Campana, settore chimico, a «rompere
il ghiaccio» dando il via agli interventi: «L’economia cuneese è
florida, ma i segnali di crisi ci sono, basti ricordare che negli
ultimi due anni i ricorsi alla cassa integrazione straordinaria sono
raddoppiati e il 90 per cento delle nuove assunzioni avviene con
contratti a termine. Fenomeni che riguardano trasversalmente tutti i
settori produttivi».
Alfio Pennisi, segretario provinciale Cisl edilizia, nell’annunciare
lo sciopero di 8 ore della categoria, indetto per il 24 aprile, ha
ricordato: «Nella Granda sono 7 mila i lavoratori del comparto
iscritti alla Cassa edile in lotta per il rinnovo del contratto. Molte
le questioni aperte, dalla richiesta d’aumento di 105 euro alla
necessità di regolarizzare il part time, forma di contratto anomala
per l’edilizia, ma che in provincia riguarda già 300 dipendenti».
Ferruccio Moriggi (bancari) e Mario Ghibaudo (pensionati) hanno
sottolineato come sia necessario adeguare l’inflazione programmata a
quella reale, tenendo conto dei prezzi che quotidianamente incidono
sulla borsa della spesa. Non sono mancati accenni alle elezioni
politiche. «Dobbiamo prepararci a fare i conti con un governo che
sulla concertazione la pensa diversamente da noi - ha detto Giorgio
Ciravegna, metalmeccanici -. Tre i punti fondamentali: difesa di
salari e pensioni; aiuti per affitti e pagamento mutui; sostegno alle
famiglie».
«Con il nuovo governo rischiamo di dover buttare a mare le basi di
accordo faticosamente impostate con l’esecutivo precedente - ha detto
Marinela Bessone, settore scuola -. Torna a circolare la formula delle
3 i: informatica, inglese e impresa». A tutto campo l’intervento del
segretario nazionale Bonanni. Politica nazionale: «Gli elettori,
domenica e lunedì, hanno fatto quello che il legislatore non è
riuscito in tutti questi anni. Certo che sono preoccupato, il
risultato è stato anche per me una sorpresa, ma non si può negare che
il Parlamento è stato riformato. Chi è causa del suo mal pianga se
stesso». Su Berlusconi ha dichiarato: «Prima dell’Ici ci sarebbero
altre cose ingiuste da eliminare. Speriamo che non si tratti del
solito specchietto per le allodole: nel cilindro sparisce il coniglio,
ma riappare il castoro. Spettacolo già visto».
In tema di sicurezza ha detto: «Per essere un’impresa non è
sufficiente iscriversi alla Camera di commercio, vanno date garanzie
sull’antinfortunistica. Il governo deve restituire all’Inail i soldi,
di lavoratori e imprese, sottratti con le cartolarizzazioni, in modo
tale che si possa impostare una campagna di alto profilo per creare la
cultura della sicurezza. Vanno aumentate le indennità agli invalidi».
Il segretario nazionale Bonanni, che non ha risparmiato frecciate ad
alcuni giornali per il modo con cui hanno trattato la crisi Alitalia,
ha, poi, parlato anche di contrattazione territoriale: «Nelle piccole
e medie aziende, numerosissime in provincia di Cuneo, dove c’è la
necessità di sfruttare a pieno regime i macchinari per contrastare la
concorrenza, il sindacato deve saper contrattare nuovi orari, senza
però transigere sulla sicurezza».
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Mondovì: dagli Amici di Piazza
Festa con SPI e Auser
per gli iscritti
Da “L’Unione Monregalese” del 16 aprile
Lo SPI-CGIL del Monregalese, in collaborazione con Museo, organizza un
incontro conviviale con gli iscritti ed i loro familiari. Sarà una
festa ad un costo contenuto (lo euro tutto compreso) per venire
incontro anche a chi, a causa delle pensioni sempre più basse,
difficilmente può permettersi il lusso di un pranzo o di una cena
fuori casa.
Lo SPI quindi intende
non solo offrire servizi ma anche proporre momenti di aggregazione e
di festa. La compartecipazione dell'Auser nella festa vuole marcare
anche l'impronta solidaristica dello Spi di cui l'AUSER è
l'organizzazione che condivide, giorno per giorno, le solitudini ed i
bisogni quotidiani elementaridi chi non cela fa più con le proprie
forze.
La Festa si svolgerà presso la sede degli "Amici di Piazza" in via
Misericordia 3, mercoledl 23 aprile, col seguente programma: ore
11,30, proiezione del video dell'Auser "Pony Express"; ore 12,30,
pranzo. Al terme ne pomeriggio musicale in compagnia di Tony Rocca.
Lo SPI-CGIL e I'AUSER
del Monregalese colgono l'occasione per ringraziare il presidente ed
il direttivo dell'Associazione degli "Amici di Piazza" per la messa a
disposizione dei locali e delle attrezzature. Si consiglia ai
partecipanti di usare la funicolare per raggiungere Piazza,.
considerata la carenza di parcheggio nella zona
Per prenotare: Spi-Cgil, piazza Cesare Battisti 2 telefono 0174 43945
(dal lunedì al sabato dalle 9 alle 12). La
prenotazione è obbligatoria entro e non oltre lunedì 21 aprile
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Archivio rassegna stampa locale
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