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Un 1˚Maggio senza feste e cortei dei lavoratori

Annullata la protesta alla Graziano di Garessio. Domani summit

Da “La Stampa” del 1 maggio di MURIEL BRIA ANDREA GARASSINO

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Non sarà festa del lavoro alla Graziano di Garessio

Da “La Stampa” del 30 aprile di R. S.


Non sarà festa del lavoro alla «Graziano Trasmissioni» di Garessio. Alle 10 di domani, gli 85 lavoratori della fabbrica, i metalmeccanici in arrivo da tutto il Cuneese, sindacati locali e provinciali saranno in piazza Marconi, a borgo Ponte, per protestare contro la chiusura dello stabilimento.
Numerosi gli interventi in programma. Le voci di una possibile chiusura della «Graziano», nata a Garessio e oggi parte del gruppo della componentistica «Oerlikon Graziano» (proprietario di altri tre stabilimenti in Piemonte, tra cui Sommariva Perno e Cervere) si sono diffuse poco prima di Pasqua.
Le hanno poi confermate i vertici aziendali, nonostante i tentativi di dialogo portati avanti da sindacati e amministrazioni locali. Mercoledì è previsto un nuovo incontro fra le organizzazioni sindacali e la proprietà, nella sede Amma di Torino, associazione della Confindustria che raggruppa le aziende metalmeccaniche e meccatroniche piemontesi.
Incontro con l’ex ministro Musica e politiche del lavoro saranno invece gli «ingredienti» del 1˚ maggio a Saluzzo. Tutti gli appuntamenti si tengono nell'ex caserma Mario Musso di piazza Montebello, a Saluzzo . Il ritrovo a mezzogiorno per il pranzo (piatti da 2 a 10 euro). Alle 16,30, finale del 5˚ concorso musicale per band emergenti Saluzzo Underground, organizzato dal circolo Ratatoj.
Sul palco, per la sessione conclusiva, Three tears (rock), Crazy power flowers (raggea), T. Man. Faya (indie rock) ed Efram (post rock).
Durante la giornata mostra sul lavoro e la disabilità a cura del Centro diurno le Nuvole per diversamente abili di Saluzzo, gestito dal Consorzio Monviso solidale. Alle 18 incontro l'ex ministro del Lavoro e della previdenza sociale, Cesare Damiano (Pd), sul tema «Riforma del lavoro, prospettive future e possibili scenari».
Mercati Domani si svolgeranno regolarmente i mercati di Cuneo , Mondovì eSavigliano . Negozi aperti ad Alba in occasione di «Vinum», mentre nelle altre città sorelle i commercianti hanno libera facoltà di scelta, ma la maggior parte di loro dovrebbero tenere le serrande abbassate. Saranno chiusi quasi tutti i supermercati della Granda: le uniche aperture sono previste a «Mondovicino» di Mondovì e al «Bennet» di Genola .
Concerti, sagre, mostre, musei Tanti appuntamenti nella Granda per la festa del 1˚ maggio. A Cuneo , dalle 15 alle 19, in piazza Virginio, la federazione provinciale degli studenti organizza un concerto a ingresso libero. Si esibiscono le band emergenti giovanili della Granda.
AMondovì , tutti i monumenti del Sistema urbano integrato comunale saranno visitabili dalle 15 alle 18, mentre il Museo della Ceramica seguirà l'orario 10-18. Dalle 14,30 alle 18,30, inoltre, sarà aperto il castello di Rocca de' Baldi . A Caraglio , la frazione di Paschera San Defendente ospiterà la sagra «Tra i peschi in fiore». A Montà , nella frazione Valle Casette, festa di San Giuseppe. Sulla piazza di Scagnello , è in programma la 24ª Mostra canina con esemplari di qualsiasi razza. Nella frazione Carpenetti di Gambasca , festa di San Defendente.

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Poste e scuola, oggi sciopero Cgil

Protesta anche nel settore privato a Cuneo, Ceva, Mondovì e Saluzzo

Da “La Stampa” del 27 aprile 2012 di [L. B.


Oggi nuovo sciopero di 8 ore in provincia, indetto dalla Cgil: riguarda i lavoratori del settore privato nelle zone di Cuneo, Ceva, Mondovì e Saluzzo oltre al comparto del lavoro pubblico, incluse poste e scuole (in questo caso in tutta la provincia).
Già lunedì avevano scioperato i dipendenti del privato delle zone di Bra, Alba, Fossano e Savigliano e gli impiegati delle banche della Granda. Secondo la Cgil è stata alta l’adesione, sopra il 50% (a seconda dei turni) nella banche e in aziende come Abet e Siecab a Bra, Ilva a Racconigi, Colussi a Fossano, Rotoalba ad Alba.
Marco Ricciardi, segretario provinciale Cgil, spiega: «Il sindacato chiede al Governo Monti politiche che favoriscano sviluppo, crescita e occupazione, riducendo la precarietà. Paghi la crisi chi in questi anni è stato troppo tutelato, si trovino nuove risorse per gli ammortizzatori sociali perché la recessione c’è anche nella Granda, sebbene non sia colpita come altre parti d’Italia. La riforma del lavoro deve ridurre il precariato, non consentire licenziamenti indiscriminati. Perché la Cgil è sola in questa mobilitazione? È il risultato delle posizioni espresse ai tavoli di confronto con il Governo a Roma e dai vertici degli altri sindacati».
Gli iscritti Cgil nel pubblico impiego nella Granda sono 5.500 (di cui 2.500 nel mondo della scuola), a cui vanno aggiunti altri 15 mila lavoratori del privato e 17.500 pensionati. In totale 38 mila iscritti.
Oggi è in programma anche un corteo a Cuneo: partenza dalle 10 in piazza Europa, poi comizio finale in piazzetta Audiffredi. Saranno chiusi tratti di corso Nizza, piazza Galimberti e via Roma, al passaggio del corteo. Durante il comizio conclusivo, via Roma sarà chiusa al traffico dalle 10 alle 13, da via Santa Maria fino a via Dronero. La Cgil ha organizzato proteste e mobilitazioni in modo differenziato in tutta Italia: nella Granda venerdì scorso avevano scioperato i dipendenti dei trasporti pubblici. E a maggio è già stato annunciato un altro sciopero, generale e nazionale, con manifestazione a Roma.

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A Fossano un nuovo servizio per i pensionati

Da www.targatocn.it del 8 febbraio

 

Il sindacato dei pensionati della Cgil nell’ambito delle attività che svolge in tema di contrattazione territoriale, di tutela individuale e di socialità, ha deciso di creare un servizio specifico per i pensionati.   

Il servizio si occuperà in particolare di:  

- Verifica e controllo degli importi delle pensioni erogate;

- Restituzioni di somme erogate erroneamente dagli istituti previdenziali;

- Detrazioni per coniuge e figli a carico;

- Maggiorazioni sociali;

- 14ma mensilità ecc. 

Ogni lunedì mattina dalle 9.30 alle 11.30 presso la sede dello SPI-CGIL di Fossano in via Garibaldi 10 Antonio Grosso, ex dipendente Inps, riceverà tutti i pensionati che intendono avvalersi di questa nuova opportunità.

 

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Tre ore di sciopero e presidio a Cuneo

Da “La Stampa” del 8 dicembre di [L. B.]


Tre ore di sciopero unitario contro la manovra. Cgil, Cisl e Uil ritrovano l’«unità»: lunedì protesteranno, anche nella Granda, contro i provvedimenti che il Parlamento deve approvare. Nei giorni scorsi era arrivata la condanna netta di segretari provinciali e dei rappresentanti dei pensionati delle tre sigle.
Lunedì 3 ore di sciopero per ogni turno di lavoro e presidio in via Roma, di fronte alla Prefettura, dalle 14 alle 17. In un documento unitario Cgil Cisl e Uil ribadiscono il «no» alla manovra Monti perché «colpisce ancora una volta lavoratori e pensionati; contrae i consumi, accentua la recessione, non salvaguarda i posti di lavoro». Le proposte: «La crisi deve essere affrontata in modo completamente diverso, servono correttivi: ferma e costante lotta all’evasione fiscale, imposta sulle grandi ricchezze, tassazione significativa dei capitali rientrati dall’estero e di quelli collocati nei paradisi fiscali. Si abbattano i costi della politica e le spese dello Stato, anzichè smantellare lo stato sociale»
.

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“Non c’è l’equità promessa Pagano sempre i soliti” I segretari provinciali

Sindacati: “L’attacco alle pensioni è pesante. Proposte inaccettabili”

Da “La Stampa” del 6 dicembre di [L. B.]


Una bocciatura. Perchè l’equità promessa non c’è. Si doveva far cassa, paga la solita platea, ovvero chi ha sempre pagato». Così Marco Ricciardi, segretario provinciale Cgil, boccia il «decreto salva Italia». Aggiunge: «Il sindacato aveva avanzato proposte, tra cui la tassazione dei grandi patrimoni, cioè quel 10% della popolazione che detiene quasi la metà della ricchezza del Paese. L’Imu? Pesa ancora su reddito dipendente e pensioni, le esenzioni presentate sono insufficienti. Anche la revisione dei redditi catastali peserà sui “soliti noti”: i lavoratori dipendenti che oggi garantiscono l’80% dell’Irpef incassato a livello nazionale».
Il giudizio sulle pensioni: «Proposte inaccettabili, si dimentica che i lavori non sono tutti uguali, si scorda che la cassa previdenziale dei lavoratori dipendenti è in attivo. Il secondo aumento dell’Iva in pochi mesi, in un momento di consumi scarsi, aggraverà la recessione. Equità e rigore per adesso non ci sono. Mi auguro si trovino spazi per correzioni».
Per Matteo Carena, segretario provinciale Cisl «siamo obbligati a dare un giudizio positivo, ma soltanto perchè l’Italia è a forte rischio. Si poteva fare molto di più, in modo diverso. Vediamo cosa uscirà dal Parlamento. Ma l’attacco alle pensioni è pesantissimo: già da decenni perdevano potere di acquisto. Costi della politica? Si doveva intervenire sugli assetti istituzionali. Manca, anche questa volta, un disegno organico. Sparisce la giunta? E dipendenti, uffici, mansioni: il “carrozzone” Provincia resta tutto?». Carena prosegue: «Positivi, invece, gli interventi su tracciabilità dei contanti e aiuti alle imprese con defiscalizzazione e meno Irap».
Il segretario provinciale Uil Giovanni Ventura: «Questa Manovra riduce i consumi: è a rischio la tenuta dei posti di lavoro, perchè l’effetto immediato sarà depressivo. Pagano sempre i soliti. Si colpisce dove è facile prelevare, mentre i redditi più alti ne escono quasi indenni».
Sulle pensioni: «Non si rivaluteranno sopra i mille euro al mese, con l’inflazione che adesso tende di nuovo a correre, anche per l’aumento di Iva e accise sui carburanti. Sono bloccati anche i redditi del pubblico impiego: milioni di lavoratori in Italia, migliaia nella Granda che non avranno aumenti».
Aggiunge: «La recessione porterà ad altri fallimenti. Che salvo? Si è toccato in modo diretto e indiretto il settore immobiliare: finalmente, anche se non è stata reintrodotta la patrimoniale. Sui costi della politica si è fatto tpoco. Gli amministratori locali sono molto allarmati sugli ulteriori tagli a sanità e trasporti: è lo stato sociale che copre i crolli di reddito, ma si prosegue a smantellare il Welfare anche a fronte di probabili riduzioni della ricchezza nazionale»
.

 

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Industriali: “La Cgil gonfia i dati”

Non avrebbero lavorato alla Merlo l’11,7%, per il sindacato il 75%

Da “La Stampa” del 8 settembre di BARBARA MORRA


Fra i dati sull’adesione allo sciopero generale di martedì nella Granda forniti da Cgil e Confindustria Cuneo, c’è un abisso. Il sindacato per ora non ha fornito un dato di media o statistico, ma, rilasciando i numeri sull’adesione in una serie di aziende rappresentative, fra cui «Merlo», «Michelin» di Cuneo e «Burgo», martedì aveva parlato di partecipazione nel primo turno di lavoro al 75% per le prime due e 90% per la cartiera di Verzuolo. L’Unione Industriale - che, a secondo turno concluso ha calcolato una media fra 87 aziende «rappresentative del territorio» - ha invece, parlato di partecipazione al 14% nel settore meccanico e 8% negli altri.
Luigi Asteggiano, direttore di Confindustria Cuneo, rilancia definendo «i dati comunicati dalla Cgil palesemente errati in eccesso». E la correzione al ribasso riguarda proprio tre società citate ieri dal sindacato: «Merlo», «Michelin» e «Burgo»: «Secondo cifre rilevate direttamente dagli uffici del personale delle aziende, prendendo in esame le assenze non giustificate da malattie, ferie o altre motivazioni, l’adesione alla “Merlo” è risultata all’11,68%, in “Michelin” al 31%, alla “Burgo” del 53%».
Pur tenendo conto delle possibili diverse modalità di conteggio - con o senza ferie incluse, solo fra gli operai, e solo in un turno - le differenze di risultati sono macroscopiche. Per Asteggiano (che cita anche «Miroglio textile», 6,7%; «Tecnoindustrie», 5,68%; «3M» 33% e «Bianco» 33%) in altre realtà produttive citate dal sindacato
«anche prendendo in considerazione soltanto il primo turno, i dati non si discostano dalle percentuali sopra riportate». «In provincia - conclude il direttore dell’Unione Industriale Cuneo i lavoratori hanno dimostrato di non condividere nella sostanza le ragioni dello sciopero».
A sciopero in corso Asteggiano aveva anche dichiarato: «Probabilmente, per i lavoratori della Granda, visto il momento storico, percepire lo stipendio è stata considerata una priorit
à».

La replica

«È stato un successo»
Il segretario provinciale Cgil, Marco Ricciardi: «Continuiamo a pensare che lo sciopero abbia avuto un andamento positivo e che alcune dichiarazioni non abbiano altro obiettivo se non quello di minimizzarne la portata. Sulle singole situazioni i nostri delegati, anche se in maniera meno scientifica, sanno valutare la presenza o l’assenza dei propri compagni di lavoro e se gli impianti sono stati fermi o hanno regolarmente girato o ancora se hanno lavorato grazie a lavoratori somministrati, già presenti in azienda. Certo che percepire lo stipendio è una priorità, lo sa molto bene chi il lavoro l’ha perso o si è visto decurtato il salario con la cassa integrazione. Una grande parte di coloro che hanno manifestato, non solo iscritti alla Cgil, hanno difeso diritti e dignità del lavoro».

 

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Cuneo, corteo contro il Governo

Cgil: “Duemila a sfilare, adesione altissima”. Industriali: “Non ha lavorato il 14%”

Da “La Stampa” del 7 settembre di BARBARA MORRA

«L’adesione si annuncia molto alta, superiore a quella di altri scioperi generali indetti dai tre sindacati confederali». Così Marco Ricciardi, segretario provinciale Cgil, ha commentato l’adesione dei lavoratori della «Granda» allo sciopero generale di ieri, mentre la mobilitazione era in corso. Sulla sua scrivania i dati parziali e non definitivi di chi, ieri, ha incrociato le braccia nel primo turno di lavoro. La stima definitiva sarà possibile farla oggi, con i risultati dei turni serali nelle grandi fabbriche.

La Cgil ha registrato la partecipazione nei primi turni di aziende significative del Cuneese: 75% alla Michelin di Cuneo, 80% Merlo, 90% Bitron e Valeo, 75% alla Itt di Barge, 90% alla Burgo di Verzuolo, 70% Abet di Bra. Per il settore alimentare c’è il picco del 100% della Colussi di Fossano e della Camse (l’azienda che cura la mensa all’Alstom di Savigliano), 35% al supermercato «Billa» di Borgo San Dalmazzo. Nel settore servizi: 45% in banca Intesa e 35% al centro di riabilitazione «Ferrero» di Alba. Nel pubblico impiego un primo dato riguarda l’adesione al 65% del Comune di Savigliano.

Nel tardo pomeriggio di ieri è arrivato anche il conteggio del Centro studi di Confindustria Cuneo, a tutto il secondo turno di lavoro: una media del 14% nel settore della meccanica e 8% per gli altri settori. Il direttore di Confindustria Cuneo, Luigi Astegiano: «I nostri dati si basano su un campione di 87 aziende rappresentative, che annoverano 9088 dipendenti. Fra questi hanno scioperato il 22% di operai e il 3% di impiegati. La bassa adesione si commenta da sola. Dimostrazione che in provincia di Cuneo si lavora a testa bassa. Anche se si comprendono i motivi della protesta, percepire lo stipendio è una priorità. In più, questo sciopero aveva una connotazione prettamente politica».

Ricciardi: «Sarebbe utile sapere quali aziende sono comprese nel campione offerto da Confindustria. Sappiamo che in Granda ci sono tante medie e piccole aziende dove non sono presenti i sindacati e in cui l’adesione è stata nulla. Quelli che abbiamo noi, per ora, sono i dati sulle singole aziende. Invitiamo gli industriali a confutarli».

Il segretario Cgil ha guidato, ieri, il corteo di protesta che da piazza Europa, sfilando in corso Nizza, è approdato per il comizio al parco della Resistenza. «Abbiamo calcolato - dice - la partecipazione di oltre 2000 persone». In testa alla sfilata il cartello «Giù le mani da 25 aprile, 1˚maggio e 2 giugno», la fila dei lavoratori e pensionati si è ingrossata strada facendo. La manovra economica del Governo è stata contestata in tutti gli aspetti, dal blocco dei contratti nella pubblica amministrazione alla «farsa», così l’ha definita Ricciardi, sulla tassa patrimoniale. «Frecciate» a Cisl e Uil che non hanno condiviso la mobilitazione: «Cos’altro avremmo dovuto aspettare ancora per indire lo sciopero generale?». Dall’ex segretario provinciale Franco Angeloni è arrivato, per contro, un appello all’unità: «Oggi lottiamo per la democrazia e contro la prevaricazione, per questo dobbiamo tornare ad essere uniti». Il segretario provinciale della Funzione pubblica, Danila Botta ha meritato applausi citando l’orazione di Cicerone contro il tiranno: «Fino a quando abuserai tu, o Catilina, della nostra pazienza? La nostra, di pazienza è finita, la lotta è tornata».

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Cgil: “Dipendenti i più tartassati” Martedì sciopero e corteo a Cuneo

Pullman da tutte le città della Granda per partecipare alla manifestazione

Da “ça Stampa” del 2 settembre di BARBARA MORRA

Sentiamo l’esigenza della gente di avere un punto di riferimento per quello che sta accadendo nel Paese, lo sciopero generale sarà l’occasione per dare un segnale di quanto il livello allarme sta crescendo fra i lavoratori». Così Marco Ricciardi, segretario provinciale Cgil Cuneo, in vista della mobilitazione indetta a livello nazionale dal sindacato per martedì 6 settembre. La Cgil invita ciascun lavoratore a scioperare per otto ore, tempo di astensione che, nelle fabbriche, è previsto per ogni turno nell’arco della giornata. Anche a Cuneo è stata organizzata una manifestazione: l’appuntamento è alle 10 in piazza Europa. Da lì partirà il corteo che raggiungerà, per il comizio conclusivo, il parco della Resistenza. Quattro pullman saranno disponibili per trasportare i manifestanti da Alba (partenza piazza Medford, alle 8,15, fermata a Bra Movicentro alle 8,45), Ceva (8,30 casello autostradale, fermata a Mondovì alle 9 in piazza Repubblica), Racconigi (8,30 piazza castello, fermata a Savigliano alle 8,45 in piazza del Popolo e a Fossano alle 9 alla Stazione) e Saluzzo (8,45 Stazione, fermata alle 9 a Verzuolo in piazza Comune e alle 9,15 a Costigliole in piazza delle Scuole).
Secondo il segretario provinciale, il settore di lavoratori più in ansia è quello del pubblico impiego: «È in corso una sorta di vendetta mascherata da provvedimenti per il miglioramento del settore. Come sindacato non ci siamo mai sottratti alle discussioni sul salto di qualità ed efficienza, ma queste non si ottengono minacciando di togliere la tredicesima o con il blocco dei contratti sino al 2014». Per Ricciardi «Più in generale i tagli colpiscono indiscriminatamente lavoratori dipendneti e pensionati. In più la stretta economica sugli enti locali non farà che aumentare il costo dei servizi socioassistenziali, sanitari e, in generale, del welfare, ancora una volta a svantaggio di chi non ha un reddito alto».
La Cgil ha un manifesto di controproposte fra cui c’è «l’elaborazione di un piano strutturale all’evasione fiscale» perchè «a pagare non siano sempre gli stessi», «un’imposta straordinaria sui grandi immobili e una ordinaria sulle grandi ricchezze». Alfio Arcidiacono, segretario provinciale Fiom: «Nelle assemblee di questi giorni, con l’attività in ripresa dopo le ferie, emerge chiaramente la consapevolezza dei lavoratori che questo Governo chiede per l’ennesima volta ai soliti di accollarsi i costi per far quadrare i bilanci, mentre si guarda bene dal mettere le mani in tasca ai più ricchi. In questo modo può darsi che i conti saranno rimessi in ordine, ma ci troveremo con un’economia allo stremo». Sull’adesione che avrà lo scipero, Arcidiacono è ottimista: «Ci siamo spesi per mantenere alta la capacità di mobilitazione dei lavoratori, ma a spingere in strada la gente sarà anche la frustrazione di non riuscire più a gestire il quotidiano. Si moltiplicano quelli che arrancano per pagare i conti di fine mese o che, avendo un genitore anziano, non possono permettersi un’assistenza. Gli attacchi al pubblico impiego? Sono il banco di prova per far passare gli stessi provvedimenti nel privato».

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Sentiamo l’esigenza della gente di avere un punto di riferimento per quello che sta accadendo nel Paese, lo sciopero generale sarà l’occasione per dare un segnale di quanto il livello allarme sta crescendo fra i lavoratori». Così Marco Ricciardi, segretario provinciale Cgil Cuneo, in vista della mobilitazione indetta a livello nazionale dal sindacato per martedì 6 settembre. La Cgil invita ciascun lavoratore a scioperare per otto ore, tempo di astensione che, nelle fabbriche, è previsto per ogni turno nell’arco della giornata. Anche a Cuneo è stata organizzata una manifestazione: l’appuntamento è alle 10 in piazza Europa. Da lì partirà il corteo che raggiungerà, per il comizio conclusivo, il parco della Resistenza. Quattro pullman saranno disponibili per trasportare i manifestanti da Alba (partenza piazza Medford, alle 8,15, fermata a Bra Movicentro alle 8,45), Ceva (8,30 casello autostradale, fermata a Mondovì alle 9 in piazza Repubblica), Racconigi (8,30 piazza castello, fermata a Savigliano alle 8,45 in piazza del Popolo e a Fossano alle 9 alla Stazione) e Saluzzo (8,45 Stazione, fermata alle 9 a Verzuolo in piazza Comune e alle 9,15 a Costigliole in piazza delle Scuole).
Secondo il segretario provinciale, il settore di lavoratori più in ansia è quello del pubblico impiego: «È in corso una sorta di vendetta mascherata da provvedimenti per il miglioramento del settore. Come sindacato non ci siamo mai sottratti alle discussioni sul salto di qualità ed efficienza, ma queste non si ottengono minacciando di togliere la tredicesima o con il blocco dei contratti sino al 2014». Per Ricciardi «Più in generale i tagli colpiscono indiscriminatamente lavoratori dipendneti e pensionati. In più la stretta economica sugli enti locali non farà che aumentare il costo dei servizi socioassistenziali, sanitari e, in generale, del welfare, ancora una volta a svantaggio di chi non ha un reddito alto».
La Cgil ha un manifesto di controproposte fra cui c’è «l’elaborazione di un piano strutturale all’evasione fiscale» perchè «a pagare non siano sempre gli stessi», «un’imposta straordinaria sui grandi immobili e una ordinaria sulle grandi ricchezze». Alfio Arcidiacono, segretario provinciale Fiom: «Nelle assemblee di questi giorni, con l’attività in ripresa dopo le ferie, emerge chiaramente la consapevolezza dei lavoratori che questo Governo chiede per l’ennesima volta ai soliti di accollarsi i costi per far quadrare i bilanci, mentre si guarda bene dal mettere le mani in tasca ai più ricchi. In questo modo può darsi che i conti saranno rimessi in ordine, ma ci troveremo con un’economia allo stremo». Sull’adesione che avrà lo scipero, Arcidiacono è ottimista: «Ci siamo spesi per mantenere alta la capacità di mobilitazione dei lavoratori, ma a spingere in strada la gente sarà anche la frustrazione di non riuscire più a gestire il quotidiano. Si moltiplicano quelli che arrancano per pagare i conti di fine mese o che, avendo un genitore anziano, non possono permettersi un’assistenza. Gli attacchi al pubblico impiego? Sono il banco di prova per far passare gli stessi provvedimenti nel privato».

“Tagli sbagliati Servono risorse per gli anziani”

Da “La Stampa” del 26 maggio di [L. B.]


Il dibattito sui 150 anni dell’Unità d’Italia offre un’occasione straordinaria per un bilancio. Anche sul futuro di sindacato e pensionati. Restano gli obiettivi di sempre: difesa della Costituzione, garantire un futuro ai giovani e una vecchiaia a chi è in pensione. Con dignità».
Così Lina Chialva, segretario provinciale Spi Cgil. Oggi a Entracque, al «Real Park», è in programma la festa provinciale dello Spi: attesi 500 partecipanti e, tra gli ospiti per discutere del secolo e mezzo del Paese, oltre al segretario provinciale Marco Ricciardi e Gigi Garelli (Istituto storico della Resistenza di Cuneo), anche Sergio Perino (segretario regionale Spi) e Lucio Saltini (segretario nazionale Spi Cgil).
Quanti sono i pensionati Cgil, qual è l’attività dello Spi?
«Sono 17.500, rappresentano poco meno della metà di tutti gli iscritti al sindacato nella Granda. Sono persone che percepiscono una pensione a prescindere dall’attività che hanno svolto: lavoratori autonomi, impiegati, operai. La popolazione invecchia. Ogni anno gli iscritti aumentano. La sanità non è più funzionale ai tanti bisogni degli anziani. In molti sono destinati a non essere più autosufficienti, in grado di badare a loro stessi. Ma si stanno facendo tagli progressivi e continui, a tutti i livelli, alla spesa sociale. Anzichè destinare maggiore risorse. Spi Cgil, in provincia di Cuneo, è attivo a tutto campo: ha 38 sedi e recapiti, svolge attività di contrattazione territoriale con Comuni e Asl e organizza attività culturali e di contrasto alla solitudine. Dai corsi di computer per anziani agli incontri su temi come salute e arte».
Dove occorre agire?
«Restano centrali i temi dello sciopero del 6 maggio della Cgil, che è stato un successo, e a cui hanno partecipato centinaia di pensionati. Vivere una vecchiaia dignitosa significa avere una pensione adeguata al costo della vita. Oggi il sistema di rivalutazione delle pensioni fa perdere ogni anno potere d’acquisto. E c’è un peso del fisco troppo gravoso. Le famiglie sono sempre più povere e riescono a risparmiare sempre meno denaro».
Cosa intende?
«Un solo esempio: le case di riposo hanno rette fino a 3 mila euro al mese. La pensione media è inferiore a 800 euro. Così è impossibile far quadrare i conti».

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La piaga del lavoro precario

Da “Gazzetta di Alba” del 17 maggio di Cristian Borello

 

Precariato, cassa integrazione, licenziamento, mobilità, crisi, ripresa. Come stanno vivendo questa fase travagliata i quasi 10.000 operai che ogni giorno si recano al lavoro nelle nostre zone? Ce lo siamo fatti dire da Marco Ricciardi, 55 anni, dal settembre 2007 segretario provinciale per la Cgil della Sezione di Cuneo.

Che momento stanno vivendo le aziende di casa nostra? Il peggio è passato, Ricciardi?

«L’albese è una zona più forte rispetto alle altre ma al Centro per l’impiego di Alba-Bra sono iscritte – il dato è riferito a marzo – 1.050 persone nelle liste di mobilità (da considerare licenziati). Di questi, 606 sono uomini e 444 donne. Oltre il 50 per cento delle persone iscritte nelle liste non percepisce alcuna indennità. Sono dati che, se sommati a quelli della cassa integrazione, non appaiono positivi».

La cassa integrazione a febbraio è diminuita, a marzo è tornata a salire, in particolare quella straordinaria e in deroga. Leggete un’attenuazione del fenomeno?

«Impossibile dire che il peggio è passato. Nelle aziende in cui gli ordinativi sono tornati a crescere, l’occupazione è precaria e molto facilmente i problemi si riproporranno».

Precariato. Un fenomeno che sta diventando una piaga anche nell’albese?

«Il precariato è una piaga sociale, pesa sulla condizione non solo lavorativa delle persone, impedisce la realizzazione di un normale percorso di vita, alimentando il dibattito sui giovani che continuano a vivere in famiglia. È una semplificazione, una delle tante del Paese, anche perché, sempre di più il precariato non riguarda solo i giovani. Se non cambia qualcosa, avremo in futuro pensionati poveri».

La crisi ha investito laproduzione trasversalmente?

«Il settore che ne ha risentito maggiormente è il metalmeccanico, ma tutti sono stati colpiti, alcuni con minore gravità. Penso all’alimentare, anche se le situazioni di crisi non sono mancate».

Confindustria vede nella diversificazione produttiva un punto di forza per il cuneese . Lei cosa pensa?

«È così, ma ricordiamo che il problema della carenza di infrastrutture (in una provincia come quella di Cuneo) e quello delle produzioni con ridotti margini di guadagno hanno pesato anche sulla nostra economia».

A cui va unito il tema delle troppe tasse che pagano le aziende.

«Non c’è dubbio che le tasse pesano sulle imprese, su quelle oneste, che sono la maggior parte. Di una cosa sono però sicuro. Il peso maggiore, lo dicono le statistiche del fisco, pesa sul lavoro dipendente e sui pensionati, insomma sui percettori di reddito fisso. Su questi, al di là della propaganda, il peso fiscale è aumentato e ciò è avvenuto a fronte di un peggioramento dei servizi».

E in caso di crisi si ricorre agli ammortizzatori sociali…

«Abbiamo bisogno degliammortizzatori sociali. Per questo abbiamo chiesto una loro modifica, un allargamento a tutti i settori e a tutte le aziende, indipendentemente dal numero di dipendenti. I lavoratori non sono contenti della cassa e meno ancora della mobilità: come possono vivere con 800 euro lordi al mese?».

Crede che qualcosa si possa cambiare?

«Certo e credo che il segreto sarà investire in innovazione e sviluppo, formazione e sistema d’istruzione pubblica, difesa dello stato sociale. Per fare questo le risorse vanno recuperate laddove è possibile. Pensiamo a una tassazione di livello europeo sulle rendite finanziarie (dal 12,50% attuale al 20%), l’istituzione di una tassazione sulle grandi ricchezze (oltre gli 800 mila euro), alla lotta all’evasione e all’elusione fiscale e a una diminuzione del peso fiscale sugli stipendi e sulle pensioni. Un’altra idea di Paese è possibile».

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Sciopero, mille in corteo a Cuneo

Alta adesione alla protesta della Cgil soprattutto nel settore pubblico

Da “La Stampa” del 7 maggio di MATTEO BORGETTO


«Abito da sola in un mini alloggio convenzionato del Comune, con 550 euro di pensione. Come arrivo alla fine del mese? Niente caffè al bar, dalla pettinatrice soltanto il taglio dei capelli, la tinta me la faccio in casa. Le vacanze? Ospite di amiche, altrimenti non se ne parla. E mi ritengo ancora fortunata, c’è molta gente che sta peggio». Silvana Barla, 69 anni, di Alba, è una delle oltre mille persone che ieri mattina hanno partecipato allo sciopero generale indetto dalla Cgil contro le riforme del governo
Berlusconi. Un lungo corteo di manifestanti con bandiere, cartelli di protesta, musica e tamburi, cori e slogan è partito da piazza Europa, ha attraversato il centro e raggiunto la piazza del municipio per il comizio.
Hanno sfilato studenti, insegnanti, precari, pensionati, dipendenti pubblici, bancari, operai, infermieri, rappresentanti di Legambiente, famiglie con bambini in arrivo da tutta la provincia. Altre migliaia di cuneesi hanno scioperato senza scendere in piazza, ma non sono andati al lavoro in uffici, scuole, banche, poste e fabbriche. La Cgil provinciale dichiara adesioni del 60% alla Michelin di Cuneo, oltre il 70% all’Abet e Arpa di Bra, Merlo di San Defendente Cervasca, Politech Mondovì, Adler Evo di Pianfei, Burgo di Verzuolo, Colussi di Fossano, Itt di Barge, con punte del 90% alla San Pellegrino di Garessio e alla Valeo di Mondovì.
«Adesioni molto elevate nel settore pubblico, scolastico e degli istituti di credito - sottolinea Marco Ricciardi, segretario della Camera del Lavoro -. Il malcontento generale ha raddoppiato la partecipazione rispetto agli scioperi precedenti».
Sul palco sono intervenuti Oreste Delfino, rappresentante del comitato per il «sì» al referendum sull’acqua pubblica, il presidente provinciale dell’Anpi, senatore Leopoldo Martino, che ha richiamato ai valori della Costituzione. Quindi alcuni lavoratori di diversi comparti hanno spiegato il perché della loro presenza. Patrizia Mosso di Cuneo, Rsu dell’Apa: «Il governo ha cancellato i finanziamenti all’associazione, 3.000 dipendenti in Italia rischiano di perdere il lavoro». Michela Grosso, bancaria di Cuneo: «Si devono colpire l’evasione fiscale, rendite finanziarie e grandi patrimoni, alleggerendo le tasse di lavoratori dipendenti e pensionati». L’insegnante cuneese Fabrizio Grima: «Basta alla distruzione della scuola pubblica. La voglio laica e di qualità, per tutti».
L’infermiera Sara Sevega di Mondovì: «La Sanità pubblica deve investire nei servizi sul territorio. Indispensabile il rinnovo del contratto, da tre anni bloccato dal governo».
Il pensionato Mario Cane di Saluzzo: «Mia madre non è autosufficiente e devo pagare sino a 3000 euro al mese di retta con una pensione da 500». Graziella
Rostagno di Bra: «Da dieci anni la mia pensione continua a perdere potere d’acquisto». Ivan Pace di Chiusa Pesio, 35 anni: «Alla mia età trovo soltanto lavori precari, difficile costruirsi una famiglia». Alessandra Sappa di Sant’Albano Stura: «Stufa di lavorare al supermercato il 25 aprile e il 1˚ maggio, lo voglio trascorrere con i miei figli».
L’operaio congolese Nlandu Nsakala di Mondovì: «Non voglio perdere il permesso di soggiorno se perdo il lavoro». Jelena Bosnjakovic, 16 anni, di Cuneo, famiglia originaria della Bosnia: «Vedere tutta questa gente lottare per un futuro migliore dei giovani mi fa sentire fiera di essere italiana»
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“Uniti per difendere diritto al lavoro e futuro dei giovani”

Testimonianze degli operai alla festa del 1˚Maggio a Saluzzo

Da “La Stampa” del 3 maggio di ANDREA GARASSINO


Oggi non c’è molto da festeggiare, ma cogliamo l’occasione del Primo Maggio per sensibilizzare la gente sui problemi del lavoro, del precariato, di chi fa fatica a programmare il futuro». L’assessore ai Servizi sociali Alida Anelli ha aperto così le manifestazioni provinciali per la Festa dei lavoratori, domenica mattina in piazza Cavour a Saluzzo. Il programma della giornata è stato organizzato dal Comune in collaborazione con i sindacati Cgil, Cisl e Uil e diverse organizzazioni del territorio.
Sono stati 4 lavoratori della Granda, poi, a raccontare esperienze, desideri e sogni dal palco. «Un anno e mezzo fa - ha detto Pietro Viceconte, Rsu dell’ex Rotoflex di Casalgrasso la mia azienda ha iniziato ad avere problemi. Facevamo parte del gruppo Calandri con la Neograf di Moretta, fallita nell’estate del 2009. Sono stati mesi difficili. Alla fine la ditta si è salvata, ma l’esperienza mi ha segnato molto. I sindacati hanno lavorato insieme».
Paolo Giordanengo, Rsu all’Alstom di Savigliano: «Le battaglie del sindacato unito possono essere vincenti solo se c’è crescita. In questo modo si può tentare di dare una risposta al 30 per cento dei giovani che non trovano lavoro. Bisogna lottare contro l’evasione fiscale e abbattere i costi della politica». Infine si è rivolto alle nuove generazioni: «I giovani guardano con distacco al sindacato, ma è l’unica via da percorrere quando si subiscono dei torti».
Il terzo intervento è stato di una donna. «Le lavoratrici degli appalti mensa - ha detto Samanta Aimar che si occupa della ristorazione alla Michelin - sono invisibili, ma contribuiscono ogni giorno a fare andare avanti il nostro Paese. Molti di noi hanno contratti part-time le cui condizioni sono peggiorate molto. Accettiamo le modalità con cui dobbiamo lavorare e rinunciamo ai nostri diritti per la paura di un futuro incerto e il timore di restare soli perchè il Governo non è in grado di tutelare i cittadini. Dobbiamo destarci e reagire. Non possiamo più accettare i continui attacchi alla Costituzione e allo Statuto dei lavoratori. Dimostriamo tutti insieme che l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro».
Ha chiuso il «giro»di interventi Timothè Koukoui, del Benin, impiegato all’Agam di Cuneo, che ha parlato dei problemi degli immigrati. «Oggi è la Festa dei lavoratori italiani e stranieri - ha attaccato -. Qui a Saluzzo chi non ricorda i ragazzi africani costretti a dormire nel treno abbandonato e gli attacchi razzisti alla Caritas che con altre realtà del territorio ha contribuito a sistemare questi braccianti stranieri? La Costituzione italiana dice che il lavoro è un diritto, ma per noi immigrati è un obbligo altrimenti c’è l’incubo dell’espulsione».

 

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A Saluzzo la prima, grande, festa del 1° maggio

Da www.targatocn.it del 16 aprile di andrea Rubiolo

Dopo i festeggiamenti per il 150° anniversario d’Unità d’Italia, Saluzzo si prepara ad affrontare la ricorrenza del 1° maggio in modo diverso dal solito. Per la prima volta nel Marchesato, infatti, sarà programmata una manifestazione per festeggiare i lavoratori. “In questi momenti difficili – spiega l’assessore saluzzese Alida Anellioccorre sensibilizzare al massimo i cittadini, stando particolarmente vicini ai lavoratori. Purtroppo stiamo assistendo ad una crescita esponenziale della disoccupazione giovanile, che è un argomento molto preoccupante. Anche i cosiddetti lavoratori poveri sono in aumento: con 800 euro al mese non si riesce a gestire una famiglia”. A questo progetto hanno aderito Cigl e Cisl, mentre la Uil non ha risposto all’invito. Anche altre associazioni si sono affiancate, quali Anpi, Arci, Ratatoj ed altri enti locali. La manifestazione dal titolo “La Storia siamo noi” è stata proclamata a livello nazionale e tende a coinvolgere tutti: dai lavoratori agli immigrati, passando per i precari. “Il titolo è molto significativo – prosegue Anelli –.. Non è, comunque, con una festa che risolve la situazione. Ma stiamo cercando di tenere in risalto la problematica poiché non la si dimentichi. Credo che da ora in poi quest’iniziativa, a Saluzzo, sarà sempre intrapresa, almeno fino a quando ci saremo noi”.

Nella serata di lunedì 2 maggio sarà, invece, affrontato il tema dell’uguaglianza nel mondo del lavoro, come spiega l’Assessore alle pari opportunità Marcella Risso: “Mostreremo un medio metraggio della durata di circa 30’ nel quale 6 uomini e 6 donne racconteranno le proprie esperienze lavorative in Italia. Il nostro paese, basato sul lavoro come enuncia la Costituzione, deve avere come tema centrale l’occupazione, non può far finta di nulla su quello che stiamo vivendo”. Entusiasti della manifestazione i sindacati: “Abbiamo accettato volentieri l’invito dell’amministrazione saluzzese – interviene Matteo Carena segretario provinciale Cisl –. Non faremo comizi, interverranno, esclusivamente, i lavoratori. E’ un’iniziativa lodevole poiché in Italia, sul tema del lavoro, si dice molto e si fa troppo poco”. Anche la Cigl ha accettato con piacere l’iniziativa: “L’organizzazione di questa festa dimostra la grande sensibilità dell’amministrazione saluzzese verso la categoria dei lavoratori – spiega Marco Ricciardi –. Si potrebbero sfruttare più e meglio le risorse che possiede il nostro paese, creando più lavoro”.

Alla manifestazione, che inizierà alle 11 del 1° maggio, saliranno sul palco quattro lavoratori per riportare le proprie esperienze. Successivamente la festa si trasferirà nel cortile della Fondazione Bertoni, nel quale verranno servite costine e bibita al prezzo di 10 euro. Alle 16.30 sarà allestito un caffè letterario sul tema del lavoro con la presentazione di un testo, mentre alle 18.15 sarà assegnato il Premio Matteo Olivero collegato alla manifestazione "Saluzzo arte". Prima della cena, programmata alle 19 circa, sarà consegnato il premio al vincitore del concorso “1° maggio come lo vedo io”, al quale possono partecipare vignette, video, testi letterari e fotografie. L’assessore Roberto Pignatta conclude la conferenza: “Tengo a precisare che quest’iniziativa è stata inserita nei festeggiamenti del 150° anniversario d’Unità d’Italia. Abbiamo deciso di proseguire questo filo conduttore che porta dal Risorgimento alla Repubblica passando per la Resistenza. Il programma è molto ricco a discapito delle poche risorse a disposizione. Siamo, dunque, doppiamente soddisfatti”.

 

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“Regole chiare sugli orari”

Manifestazione dei dipendenti dei centri commerciali

Da “La Stampa” del 14 aprile di [L. B.


«Non siamo contro il commercio, la grande distribuzione, le aperture domenicali. Vogliamo soltanto un dibattito ampio su questa liberalizzazione selvaggia, che di fatto è un’assenza di regole: la responsabilità è dello Stato e delle Regioni, che hanno sempre preferito di non fare scelte chiare per regolare la grande distribuzione».
Così ha spiegato ieri mattina il segretario nazionale della Filcams Cgil, Franco Martini, durante «La Festa non si vende» in piazza Seminario a Cuneo. Oltre un centinaio i partecipanti. Si tratta di un evento itinerante (prima tappa a febbraio a Roma, si concluderà a fine mese a Firenze) per «sollecitare un confronto sul lavoro domenicale e festivo, oltre ai cambiamenti che sta portando la grande diffusione dei supermarket che privano i centri storici dei negozi di vicinato».
Durante la mattinata ci sono stati sketch teatrali di alcuni minuti per rappresentare la condizioni dei lavoratori della grande distribuzione (19 mila gli addetti nella Granda, il 70% donne, la maggior parte precari), poi musica, esposizione di vignette satiriche e degustazioni. Hanno partecipato anche il sindaco di Cuneo Alberto Valmaggia e l’assessore al Commercio Domenico Giraudo, ricordando che la domenica è una festa e «si deve andare oltre il concetto di concorrenza, competitività e lavoro, guardando anche ad altri valori che caratterizzano la nostra vita». La segretaria regionale Filcams, Marinella Migliorini: «Cuneo è un’eccezione, perchè non consente aperture festive selvagge, dà peso anche alla cultura, organizzando eventi di domenica, in modo che il giorno di festa non sia esclusivamente dedicato al commercio e al consumo».
La testimonianza di Gilda Ferreri, 49 anni, cuneese, dipendente di una catena di abbigliamento in un centro commerciale: «La mia domenica? È il mercoledì. Di fatto lavoro in media due domeniche o festivi al mese, senza contare il mese di dicembre. Questo impedisce spesso di conciliare lavoro, casa, famiglia. Nell’ultimo periodo si è lavorato a Pasquetta e Santo Stefano. È stato dimenticato completamente il concetto di festa, cioè pausa, che era comune alla generazione prima della mia».

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Mercoledì la Filcams Cgil in piazza a Cuneo per ribadire che "La festa non si vende"

Da www.targatocn.it del 11 aprile

'La Festa non si vende': è lo slogan delle lavoratrici e lavoratori del commercio, i tanti commessi, cassiere e addetti alle vendite che sempre più spesso sono coinvolti in turni di lavoro domenicali e festivi. Grande distribuzione, esercenti, consumatori, Comuni, infatti, chiedono sempre maggiori aperture, mettendo in discussione regole, leggi e contratti di lavoro. Per questo, la Filcams Cgil ha lanciato una campagna nazionale per combattere la totale liberalizzazione delle aperture domenicali e festive, e per sensibilizzare le istituzioni, i consumatori e tutte le parti coinvolte al fine di arrivare ad una regolamentazione e programmazione degli orari commerciali nei giorni di festa. L'iniziativa regionale della Filcams Cgil si terrà a Cuneo mercoledì.

La Segretaria Regionale Marinella Migliorini (Filcams Cgil Piemonte), Marco Ricciardi (Segretario Provinciale della Cgil) e Loredana Sasia (Segretaria Provinciale della Filcams Cgil di Cuneo) hanno lanciato, la scorsa settimana, l'iniziativa regionale prevista per mercoledì 13 aprile dalle 9.30 alle 14 a Cuneo presso il Mercato Coperto in Piazza del Seminario. Qui spazio agli interventi dei relatori, ma anche momenti di musica e intrattenimento.

"Dobbiamo dare alle persone la possibilità di programmare i propri tempi di vita e per farlo diciamo NO alle aperture sempre e a tutti i costi e contrattiamo con le aziende sugli orari che vogliono imporre ai dipendenti" ha dichiarato Marinella Migliorini. "C'è una continua espansione di centri commerciali nonostante la crisi, è un cannibalismo tra supermercati che giustificano i contratti applicati con la frase 'così reggiamo i costi di mantenimento', ma non è così! Si toglie la vita alle famiglie, gli individui non si incontrano più a casa" continua Migliorni.

 

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CUNEO. MANIFESTAZIONE DELLA CGIL

“No al nuovo contratto del settore commercio”

Da “La Stampa” del 1 aprile di [L. B.]


Protesta ieri della Filcams Cgil provinciale di fronte alla sede della Confcommercio di Cuneo, in via Avogradro, per dire «no»» al nuovo contratto del comparto commercio.
La Filcams (federazione lavoratori commercio turismo e servizi) è l’unico sindacato che non ha firmato l’accordo nazionale tra il ministro Sacconi, Cisl e Uil. Spiega il sindacalista Rocco Ferraro: «Un contratto irricevibile, che abbassa soltanto le condizioni di questi lavoratori. Sono 19 mila nella Granda le persone occupate nel settore: soprattutto donne e precari. In alcuni supermarket della Granda il 50% dei dipendenti hanno contratti a termine. C’è paura a protestare, perché c’è il rischio di perdere il lavoro».
Giorgio Ferrua, direttore della Confcommercio: «Spiace che non sia trovata l’unità tra i sindacati. Ogni contratto è sempre una mediazione: quello attuale non è perfetto, ma serve per accompagnare lo sviluppo di un settore preponderante anche nella Granda».
La Cgil ha proclamato uno sciopero nazionale il 6 maggio. Il 13 aprile a Cuneo, è atteso il segretario nazionale Filcams, Franco Martini, per l’iniziativa «La festa non si vende» contro il lavoro domenicale nella grande distribuzione. Sarà una manifestazione regionale dove sono attesi pullman da tutte le province del Piemonte

 

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Cgil in strada per reclamizzare le "bugie" del Governo e della Regione su Sanità, Scuola e Federalismo

Da www.targatocn.it del 25 marzo

La Funzione Pubblica (FP) e la Federazione dei Lavoratori della Conoscenza (FLC) Cgil hanno tenuto, venerdì pomeriggio di fronte al palazzo della provincia di Cuneo, un presidio con musica e distribuzione di bugie, a difesa dei beni comuni.

Bugie dolci, ma anche e bugie amare quelle dispensate sui volantini consegnati alla popolazione per informarla sulle iniziative che l'organizzazione sindacale intraprenderà a difesa dei servizi, della sanità e della scuola pubblica.

La Cgil "sbugiarda" il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini e pubblica i dati reali sui tagli, sulla riforma scolastica e sugli stipendi degli insegnanti. La stessa cosa avviene per il Federalismo Municipale: su questo argomento è già annunciato uno sciopero dei lavoratori pubblici e privati in programma il 6 maggio.

Infine la Sanità. La Cgil oltre allo sciopero del 6 maggio oggi è impegnata a smentire quanto reclamizzato nei manifesti voluti dal presidente della Regione Roberto Cota. Il sindacato evidenzia i segni "-" (meno) nell'ambito della Sanità e rimarca la riduzione dei servizi, dello screening oncologico e delle centrali operative del 118

 

 

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FOSSANO. CONVEGNO

Il sindacato e le sfide dell’industria in Piemonte

Da “La Stampa” del 9 marzo di [LA. SE.]


«Il nuovo modello di sindacato e le prospettive del settore manifatturiero in Piemonte». È il tema dell’incontro, promosso dal Comune, in programma stasera alle 21 nella sala polivalente del castello degli Acaja, a Fossano.
Protagonisti Giorgio Airaudo, della segreteria nazionale Fiom Cgil settore auto, che ha rappresentato i lavoratori Cgil al referendum di Fiat Mirafiori; Alfio Arcidiacono, segretario provinciale Fiom Cgil; Luca Chiaramelli, presidente del gruppo Filea, che a Fossano è proprietario della «Bongioanni macchine» e della «Bongioanni stampi» ed Enrico Castellano, già partner «Accenture», impegnato oggi come imprenditore del settore del terziario avanzato. Moderatore il giornalista de «La Stampa» Gianni Martini.
Al centro del dibattito saranno la crisi, gli effetti della globalizzazione e dell’innovazione, ma anche l’evoluzione e la trasformazione delle regole che governano i rapporti di lavoro.
Tematiche che danno origine ad una serie di interrogativi sul possibile futuro dell’industria manifatturiera, tradizionale punto di forza del Piemonte, ma anche del ruolo del sindacato in un contesto di relazioni industriali che è radicalmente mutato.

 

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Bra, tutti uniti per festeggiare la festa dei lavoratori

Da www.targatocn.it del 1 maggio 2010 di Claudio Fissore

Un folto gruppo di cittadini braidesi, rappresentanti sindacali e operai di ditte della città e del territorio erano presenti questa mattina alle 10 in piazza Caduti per la Libertà, di fronte al palazzo civico, tutti uniti per chiedere l’aiuto e il sostegno di per superare il periodo di crisi economica che sta rovinando la vita di molte famiglie ovviamente non solo braidesi.
È con grande emozione che porto il saluto del primo cittadino Bruna Sibille – interviene l’assessore comunale alle politiche del lavoro Massimo Borrelli – e che ringrazio per avermi dato la possibilità di intervenire quest’oggi. La possibilità di festeggiare il primo maggio a Bra non poteva capire in un momento più opportuno, perché non nascondiamo che mai come in questo momento la situazione dei lavoratori della nostra città ha bisogno di riflessione e della vicinanza di tutti. Non ci nascondiamo dietro un dito nell’affermare che raramente, nel corso della storia moderna, si è visto un periodo di così profonda recessione economica e presumibilmente le generazioni future ne risentiranno di più, non riuscendo ad ottenere qualità di vita e pari diritti di chi li ha preceduti nelle fabbriche, negli uffici e più in generale nel mondo del lavoro. L’operato dell’amministrazione comunale va in direzione del sostegno alle famiglie con più problemi – spiega ancora Borrelli – come il servizio di trasporto pubblico per gli ultrasettantenni e la family card, una carta con cui si sosterrà il reddito delle famiglie più numerose e povere. Altre soluzioni possono arrivare dal 5 per mille, somma che verrà destinata dal comune al finanziamento dei cantieri di lavoro, grazie ai quali diplomati disoccupati potranno maturare un’esperienza di lavoro retribuita nella nostra amministrazione. Si tratta di azioni che non possono essere viste in maniera disgiunta l’una dall’altra e che hanno l’ambizione di lanciare anche messaggi di speranza. L’ovvio è l’auspicio che la crisi finisca quanto prima – continua l’assessore – il meno ovvio, ma più sensato è continuare a lavorare tutti insieme per dare una prospettiva differente ai mesi che ci apprestiamo ad affrontare. Il rischio diversamente sarebbe veramente grande, ovvero perdere quella coesione sociale frutto del lavoro lento e paziente che le forze politiche, le organizzazioni sindacali, il mondo dell’imprenditoria e quello del settore terziario hanno faticosamente costruito nel corso di un secolo e mezzo di storia unitaria. Un rischio troppo grande – conclude Borrelli – che nessuno può permettersi.”
Dopo l’intervento di Borrelli sul palco sono intervenuti operai, professori e rappresentanti sindacali ognuno a portare la loro esperienza di vita e di lavoro, a manifestare i loro problemi, ma soprattutto a chiedere l’unione di tutte le forze politiche, sociali lavorative e imprenditoriali per il superamento della crisi.
Per molti anni mi sono sentita una precaria più fortunata di altre perché sapevo che bene o male una supplenza a settembre ci sarebbe stata e per 8 anni è stato così – interviene Manuela Dalbesio, professoressa -. Poi il mio datore di lavoro ha deciso di ottimizzare le risorse e così molte persone sono rimaste senza un lavoro, e perdendo quella sicurezza necessaria per portare avanti dignitosamente la propria esistenza. Come è possibile vivere e costruire una famiglia senza avere nulla di sicuro nella vita? Dopo il taglio dei posti di lavoro sono arrivati i sussidi alle famiglie, dati in modo caritatevole dal governo. Quello che i signori non hanno capito – conclude Dalbesio – è che i lavoratori vogliono un lavoro, non è un sussidio.”
Gli interventi successivi hanno portato situazioni di vita diverse, ma tutte collegate e tutte con un comune denominatore, la perdita del posto di lavoro. In ultimo il discorso conclusivo della segretaria generale della Cisl Piemonte, Giovanna Ventura: “Per ottenere un miglioramento dobbiamo liberare il lavoro dalla logica degli appalti. Tutti cercano di ottenere un lavoro al minore costo possibile, sfruttando le persone e ottenendo come risultato quasi sempre il lavoro nero e sottopagato e il lavoro precario. Bisogna fare inversione di marcia, avere un lavoro più serio e sicuro. Questa crisi purtroppo non fa sconti a nessuno, colpisce gli artigiani, i commercianti e gli imprenditori e alla fine si ribalta su tutte le famiglie. Non dobbiamo arrenderci però, dobbiamo reagire chiedendo al governo, alle istituzioni e a tutti quanti di impegnarsi per ottenere un piano politico industriale e economico che garantisca la ripresa dell’economia e il ritorno al lavoro per tutti”.

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“Il Primo Maggio a Bra dove la crisi è più dura”

Da “La Stampa” del 27 aprile 2010 di Erica Asselle

Alla Graziano Trasmissioni di Sommariva Perno ci sono 154 lavoratori in cassa integrazione, 22 nello stabilimento di Garessio; 280 alla Rolfo (Bra); 70 lavoratori in cassa integrazione in deroga alla Fimet (Bra), 25 alla Klinker Sire (Roreto di Cherasco); 62 in «straordinaria» all’Itt di Cervere. Mobilità volontaria per gli esuberi all’Abet (Bra), mancato rinnovo dei 300 contratti a termine all’Mtm-Brc di Cherasco. Due giorni fa la notizia della chiusura della «Angelo Prato» a Sommariva Bosco (42 dipendenti). E un grande indotto di aziende artigianali in sofferenza. Nei mesi scorsi le «tute blu» hanno sfilato in centro di Bra, a Cherasco, a Sommariva Perno con bandiere, striscioni, slogan e megafoni per difendere i loro posti di lavoro. Le vicende degli operai si intrecciano con quelle dei piccoli imprenditori. Bra, insieme ai paesi vicini, subisce la crisi. Le famiglie si confrontano con buste paga più smilze a fine mese.
Per queste ragioni Cgil, Cisl e Uil hanno scelto Bra per le celebrazioni del 1° Maggio. Quest’anno si fatica a parlare di «Festa» dei lavoratori, ma ci sarà un concerto, nel pomeriggio, al Parco della Resistenza di Cuneo. Nel 2009 la manifestazione si era svolta davanti ai cancelli della Sekurit Saint Gobain a Savigliano. Sabato l’appuntamento è in piazza Caduti (dalle 9,45) dove Massimiliano Falletti (Mtm di Cherasco) e Giulio Celiku (Itt di Cervere) racconteranno l’esperienza dei colleghi che rappresentano. Poi parlerà Marco Ricciardi, segretario provinciale Cgil, Giovanna Ventura, segretaria regionale Cisl, rappresentanti della Uil, un’insegnante precaria, una studentessa e un pensionato.
«La preoccupazione è grande - commenta Tiziana Mascarello segretaria Fim-Cisl - perchè lo stato di crisi riduce i redditi. Per molte famiglie è difficile arrivare a fine mese. La cassa ordinaria è quasi esaurita e la ricollocazione è molto complessa. Il Braidese è fortemente colpito ad esempio per l’indotto collegato a Rolfo, penso alla Fasano e alle Officine Tarditi». Bruno Gosmar (segretario Uilm): «Bra rappresenta nella nostra realtà il punto di sofferenza maggiore. In generale, segni di ripresa strutturali ne vedo pochi. Le richieste di cassa integrazione continuano ad arrivare». «Le piccole aziende sono a terra - aggiunge Pina Mosca (Fiom-Cgil) - cito la Omlat, la Roero Meccanica, l’Omr. In alcuni casi grazie ai contratti di solidarietà si riesce a lavorare per un po’». Il metalmeccanico e il chimico sono i settori più duramente colpiti nel Braidese. Commenta Mario Cravero (Filcem-Cgil): «Il 2009 è stato nero e non siamo fuori dalle difficoltà. Si sono verificati problemi anche in aziende che storicamente non avevano dovuto affrontare la crisi». E c’è il capitolo del precariato: centinaia di posti di lavoro sono andati persi perché i contratti a tempo determinato e internali non sono stati rinnovati.

 

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La crisi non è finita e pagano i licenziati”
Per la Cgil “buona” l’adesione nella Granda allo sciopero

Da “La Stampa” del 13 marzo 2010 di CARLO GIORDANO
CUNEO
«In strada contro chi nega la crisi». In 300, ieri, al presidio della Cgil, davanti alla Prefettura. L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito dello sciopero nazionale di 4 ore, indetto dal sindacato guidato da Guglielmo Epifani. Una delegazione è stata ricevuta dal prefetto Bruno D’Alfonso.
Alfio Arcidiacono, segretario provinciale Fiom: «I dati parlano di un calo di fatturato del 20-25%, nel settore metalmeccanico, rispetto a tre anni fa. Le aziende non pensano a recuperare il divario, ma si stanno ristrutturando su questo livello produttivo, con riduzione di personale». Massimo Colombo, dipendente Michelin Cuneo: «Rispetto ad altre fabbriche ci riteniamo più fortunati. Non bisogna dimenticare che dietro al rilancio dello stabilimento di Cuneo c’è la chiusura della linea di produzione di Torino-Stura».
Al presidio anche i pensionati. «Siamo qui - spiega Lina Chialva, segretaria provinciale Spi-Cgil -, per ricordare che la maggioranza dei pensionati prende meno di mille euro al mese e le più penalizzate sono le donne con la pensione di vecchiaia che si aggira sui 540 euro al mese». Tra le parole d’ordine dello sciopero anche il diritto di cittadinanza. «Gli immigrati pagano due volte la crisi - dice Nsakala Nlandu, originario del Congo, operaio alla Polytec di Mondovì -: se perdiano il lavoro rischiamo l’espulsione; inoltre, gli italiani ci guardano male convinti che la mancanza di occupazione è colpa nostra».
Hanno portato solidarietà al presidio i consiglieri regionali di centrosinistra Elio Rostagno, Sergio Dalmasso, Giorgio Ferraris e il consigliere comunale Pd Mauro Mantelli.
Nel pomeriggio la Cgil ha diffuso i dati sull’adesione allo sciopero relativi al primo turno: 100% alla San Pellegrino di Ormea e Garessio; 90% alla Valeo, Ilva, Polytec; 80% alla Mondo, Burgo; 70% all’Intesa San Paolo Cuneo; 65% alla Michelin di Cuneo; 55% all’Arpa Bra; 50% alla Bitron di Dronero, Merlo, Abet; 30% scuola media Cuneo; 30% all’Inps; 20% Ati. «La mobilitazione è andata abbastanza bene - dice Marco Ricciardi, segretario provinciale Cgil -. In alcune

 

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Cuneese: pensionati CGIL in mobilitazione per una settimana

Da www.targatocn.it del 1 novembre 2009

Lo SPI (Sindacato Pensionati Italiani) CIGL nazionale ha indetto una settimana di mobilitazione che per la provincia di Cuneo si concretizza nell'installazione di 10 gazebo in diverse località dove verrà distribuito un volantino contenente le richieste al Governo. Si chiede la rivalutazione delle pensioni, la riduzione delle tasse sui redditi da pensione, si rivendica una legge per la non autosufficienza e si dice 'No' ai tagli. Inoltre LiberEtà coglie l'occasione per porre 10 domnade a Silvio Berlusconi.

LE DATE:

Savigliano Via Alfieri ang. Piazza del Popolo il 3 novembre
Cuneo P.za Galimberti ang. Via Roma il 3 novembre
Ceva P.za V.Emanuele il 4 novembre
Fossano Via Roma di fronte al Comune il 4 novembre
B.S.Dalmazzo Via Roma ang. C.so Marconi il 5 novembre
Bra P.za C.Alberto (lato via Cavour) il 6 novembre
Alba Via Maestra (Chiesa Cosma e Damiano) il 6 novembre
Garessio P.za Indemini (P.za mercato) il 6 novembre
Mondovì C.so Statuto (Fontana) il 7 novembre
Saluzzo Via Martiri Liberazione, 2 il 7 novembre

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Fossano: al convegno Spi-Cgil, 10 richieste al Governo

Da www.targatocn.it del 21 ottobre di Antonella Balocco

Si è svolto ieri mattina, presso l’hotel Giardino dei Tigli di Cussanio, il convegno organizzato dallo Spi-Cgil provinciale. Presenti i delegati delle 8 leghe della provincia Granda: Cuneo, Fossano, Saluzzo, Savigliano, Mondovì, Ceva, Alba e Bra. Ha aperto la giornata l'intervento della Segretaria Provinciale dello Spi Lina Chialva, seguito dalla relazione della Segretaria Nazionale Carla Cantone. Era presente anche una delegazione di Biella. C’è grande mobilitazione tra i pensionati riguardo alle loro condizioni economiche e di vita in generale. Per questa ragione sono in programma diverse iniziative: il 30 ottobre è previsto al Teatro Nuovo di Torino un incontro con il Segretario Nazionale Guglielmo Epifani, mentre dal 2 al 7 novembre tutte le sezioni saranno mobilitate per una raccolta firme che culminerà, il 30 novembre, con la grande manifestazione di piazza a Roma.

Cosa chiedono in sostanza i pensionati della Cgil? Ecco le 10 domande che porranno al Presidente Silvio Berlusconi: innanzitutto l’adeguamento delle pensioni al costo della vita. Di tenere sotto controllo la crescita 14^ mensilità anche alle pensioni al di sopra dei 700 euro mensili come da accordo approvato nel 2007 e mai applicato, evasione fiscale dei lavoratori autonomi, riduzione delle tasse per lavoratori dipendenti e pensionati, assistenza pubblica per i circa 2 milioni di cittadini non autosufficienti, una legge che li tuteli e fondi alle Amministrazioni Regionali per l’autosufficienza.

“Gli iscritti allo Spi-Cgil nella provincia di Cuneo sono più di 17 mila - ha dichiarato Lina Chialva - la giornata di oggi è la conclusione di un percorso di riflessione delle 8 leghe. Dobbiamo valutare se riusciremo ad affrontare i bisogni degli anziani che rispetto alla rivalutazione delle pensioni hanno difficoltà economiche, risolvere le problematiche dei servizi sul territorio e della condizione degli anziani anche in riferimento al piano sanitario regionale, e sostenere l’invecchiamento attivo”.

 
 
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Fossano: apprendimento permanente, convegno CGIL

da www.targatocn.it del 22 settembre 2009 di Antonella Balocco

 

E’ una proposta di legge quadro, quella che la Cgil, insieme allo Spi (Sindacato Pensionati) al Sindacato Scuola e all’associazione di volontariato Auser, ha illustrato lunedì 21 settembre in un convegno che si è tenuto presso il castello di Fossano. Al tavolo dei relatori, oltre al sindaco Francesco Balocco che, nel suo saluto, ha sottolineato l’importanza della conoscenza e della formazione, e delle battaglie che il Sindacato ha sempre fatto, Sophia Livingstone Segretaria Provinciale della Cgil di Cuneo, Alberto Artioli responsabile delle Politiche e della Conoscenza della Cgil, Mario Sai della Segreteria Nazionale dello Spi e Luisella Lamberti del Sindacato Scuola.

La proposta di legge di iniziativa popolare 'Diritto all’apprendimento permanente', come ha esaustivamente spiegato Artioli nel suo intervento, si propone di colmare una lacuna che, purtroppo, è presente in Italia da decenni: la preparazione continua di cui necessita la persona, non solo come livello di istruzione, ma come preparazione professionale, conoscenza nei vari aspetti della vita, ecc. Cosa crea benessere in una società? La consapevolezza e il grado di conoscenza. Questi elementi permettono agli individui di capire ed essere informati, ad esempio, riguardo alle Istituzioni ed alla burocrazia, di acquisire competenze professionali diverse o di livello più alto nel settore della formazione lavorativa, di essere al passo con i tempi nel caso di persone più mature magari già in pensione.

L’Ocss(Organizzazione di Cooperazione Sviluppoe Sociale) in una relazione ha evidenziato che i quattro quinti della popolazione italiana hanno un livello di analfabetismo- ha spiegato Sophia Livingstone durante il suo intervento-. Un’altra indagine, invece ha sottolineato che il 25 per cento della popolazione ha acquisito solo le conoscenze minime”. La proposta di legge è, secondo i promotori, un obiettivo prioritario per sostenere lo sviluppo economico e sociale di un Paese, il fine è quello di raddoppiare il numero di adulti che accedono ad attività formative, dall’attuale 6,2 per cento al 12,5 per cento, come previsto dagli obiettivi minimi da raggiungere entro il 2010 stabiliti dall’Unione Europea.

La proposta di legge si articola in interventi di sostegno economico (accesso gratuito alla formazione, agevolazioni fiscali e contributive per gli investimenti in apprendimento permanente di persone, imprese e terzo settore, agevolazioni per l’accesso al credito e prestiti d’onore) e permessi e congedi per i lavoratori ed i pensionati (ogni lavoratore ha diritto ad almeno un anno di congedo formativo non retribuito,e ad almeno 30 ore annue retribuite, i Cnnl disciplinano le modalità e il datore di lavoro è tenuto ad accogliere la domanda del lavoratore, il potenziamento delle compatibilità tra orario di lavoro e tempi dell’apprendimento permanente, misure di sostegno dell’apprendimento dei pensionati per l’aggiornamento delle loro competenze vitali e la promozione del loro benessere). Interventi pubblici per la promozione dell’apprendimento permanente (edilizia, infrastrutture, tecnologia, potenziamento delle istituzioni formative pubbliche, sviluppo dei processi di innovazione, sostegno allo sviluppo della capacità produttiva delle imprese). La proposta di legge prosegue ponendo l’accento sui servizi di supporto, e sulla certificazione delle competenze acquisite.

Sarà possibile da settembre a dicembre 2009, aderire alla raccolta firme per poter portare la proposta di legge in Parlamento. Sono necessarie 50 mila firme, anche se il Sindacato è sicuro di raggiungere almeno le 100 mila adesioni. Le persone interessate potranno aderire sia nelle manifestazioni pubbliche, che nei mercati cittadini, che nelle sedi della Camera del Lavoro di tutta Italia.
 

 

 

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Il lavoro non va bene “Vedremo di peggio”

Da “La Guida” del 18 settembre

La crisi ha fatto del Piemonte la regione del Nord Italia con il più alto tasso di disoc­cupazione (7%) e con un incremento del 51% delle persone alla ricerca di lavoro. Preoccupa, tra l'altro, anche l'estendersi del­le problematiche al settore del commercio che, in passato, ha sempre svolto un ruolo di compensazione.

Quali le prospettive per l'immediato futu­ro? "Pensiamo - dice Marco Ricciardi, se­gretario generale della Cgil provinciale - che, per alcuni aspetti, la situazione peggiorerà ancora e tutto sarà più difficile, visto che le aziende hanno utilizzato su larga scala la cassa integrazione, che le difficoltà tendono a trasformarsi da congiunturali in struttura­li e che, spesso, ci si trova dinanzi a un so­vradimensionamento della capacità produt­tiva".

A questo punto, si aspettano piani di rior­ganizzazione. "Chiediamo - dice il sindaca­ lista - il raddoppio della cassa integrazione ordinaria, con passaggio di disponibilità dalle 52 settimane ogni due anni di oggi a 104 settimane in tre anni. Riteniamo anche che le situazioni più gravi possano essere af­frontate proficuamente con contratti di so­lidarietà e che sia possibile creare nuove oc­casioni di sviluppo. In tale ottica abbiamo preso contatti con molte amministrazioni comunali del cuneese, perché non siano considerate, nel patto di stabilità, le spese per gli investimenti. Questo permetterebbe di appaltare molti lavori, aiutando la ripre­sa e attivando un volano estremamente uti­le. Inoltre stiamo portando avanti una serie di accordi per ottenere la diminuzione dei costi dei servizi a domanda (trasporti, men­se, tassa rifiuti, ecc). Il tema è stato affron­tato in un documento sindacale congiunto, sottoscritto da Cgil, Cisl e -Uil, inviato alla Provincia per sollecitare un coordinamento delle iniziative sul territorio.

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Cgil chiede al Governo misure contro la recessione

Da “La Stampa” del 13 febbraio

Presidio della Cgil ieri pomeriggio davanti alla Prefettura, in via Roma a Cuneo, per chiedere al Governo misure contro la crisi economica. Una delegazione di sindacalisti, guidata dal segretario provinciale Cgil, Marco Ricciardi, è stata ricevuta dal viceprefetto Antonella Bambagiotti. Al rappresentate di Governo è stato consegnato un documento sul mercato del lavoro in regione e provincia.

 

 

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 CGIL: crisi, la mobilitazione di protesta da Cuneo a Roma

Da www.targatocn.it del 12 febbraio di F.A.

Giorni di mobilitazione per la CGIL. Oggi pomeriggio si terrà un presidio davanti alla Prefettura di Cuneo tra le 16 e le 17.30. Davanti al palazzo di via Roma, 1, la CGIL vuole sottolineare il rapido ed ulteriore aggravamento della crisi con conseguenze sull’occupazione e sul reddito delle lavoratrici e dei lavoratori, pensionate e pensionati perché secondo il sindacato le proposte avanzate dal Governo sono assolutamente insufficienti a fronteggiare tale situazione. Al termine del presidio una delegazione della CGIL chiederà di essere ricevuta dal Prefetto al quale verrà consegnata copia di un documento contenente le proposte dell'Organizzazione. A seguire la Cgil ha aderito all’iniziativa del Tavolo delle Associazioni di Cuneo che ha organizzato un presidio, sempre di fronte alla Prefettura, dalle 17 alle 19, in difesa dei valori della Costituzione, a fronte dei recenti reiterati attacchi provenienti dalle forze di governo.
Sempre nella serata di oggi una delegazione provinciale della CIGL di oltre 200 persone partirà in treno per Roma per partecipare alla manifestazione nazionale del pubblico impiego e dei metalmeccanici in programma domani, venerdì 13 febbraio. Dal Piemonte giungeranno nella capitale due treni speciali colmi di protestanti per dire il proprio NO alle proposte adottate dal Governo per superare la crisi (secondo la CGIL sottovalutata) e alle decisioni prese in merito al contratto pubblico. La FIOM e la Funzione Pubblica CGIL scendono in piazza per dire SI alle loro proposte messe in campo sui precari e la legge Brunetta, per affermare politiche redistributive attraverso la diminuzione del prelievo fiscale sul reddito da lavoro dipendente, sconfiggere la proliferazione di tanti modelli contrattuali per garantire, da subito, la continuità di ogni rapporto di lavoro, evitando licenziamenti e garantendo il rinnovo di tutti i rapporti di lavoro precari. Inoltre la CGIL vorrebbe vedere estesa e incrementata la rete degli ammortizzatori sociali al fine di tutelare tutte e tutti, nativi e migranti, lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori a tempo determinato.
Lavoratori del pubblico e del privato parteciperanno ai cortei romani e al comizio di Piazza S. Giovanni per la dignità del lavoro, per l'unità dei lavoratori privati e pubblici, per l'aumento delle detrazioni fiscali e l'adeguamento automatico all'inflazione, per dare continuità del rapporto di lavoro a chi oggi è precario, per un welfare più esteso ed inclusivo, per una Pubblica Amministrzione funzionante che sia per i cittadini e le imprese strumento di sostegno e legalità, per la salvaguardia di tutte le imprese in difficoltà anche attraverso interventi pubblici mirati al mantenimento dell'occupazione. Si protesta contro un nuovo intervento peggiorativo sulle pensioni, contro gli accordi separati ed i contratti truffa e per il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a votare sui loro contratti

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A Savigliano la manifestazione provinciale della CGIL

Da www.targatocn.it del 12 dicembre

Nel giorno dello sciopero nazionale indetto dalla CGIL, i simpatizzanti cuneesi del sindacato si sono dati appuntamento a Savigliano per manifestare il proprio dissenso rispetto alle posizioni assunte dal governo e dalle aziende locali per far fronte alla crisi produttiva ed economica che sta coinvolgendo non solamente l'Italia, ma l'Europa nel suo complesso. Una manifestazione molto partecipata, nonostante le preoccupazioni organizzative del segretario provinciale Marco Riccardi (vedi articolo), e che ha parzialmente bloccato la circolazione cittadina. Il corteo ha sfilato lungo la principale via del paese per concludere la propria marcia davanti all'Ala Polifunzionale di Piazza del Popolo, dove è stato allestito un piccolo palco sul quale si sono alternati i delegati sindacali di differenti realtà aziendali.

L'intervento di Bernadin Duma, delegato EMBO di Caramagna Piemonte, si è soffermato nell'analizzare la situazione globale e della provincia di Cuneo in particolare, rispetto a quello che è il ricorso sistematico alla cassa integrazione quale unica possibilità di soluzione alla crisi produttiva. Scelta che in alcune aziende non è addirittura possibile, tanto che il rischio di licenziamento diventa una triste realtà piuttosto che una minaccia potenziale. Inoltre sono state mosse diverse critiche alle aziende in merito alle politiche assunte nei confronti dei lavoratori immigrati, molto spesso i primi dipendenti a risentire della crisi globale. Non sono mancate alcune critiche al sindacato stesso, il quale sembra essere in alcuni casi più interessato alle "poltrone televisive che alle linee di produzione delle fabbriche". Il successivo intervento di Anna Marrone dell'Istituto Ferrero di Alba, ha descritto la situazione nella quale si trovano da luglio circa un centinaio di dipendenti. A causa di una cattiva amministrazione, l'istituto si è trovato a dover far i conti con un buco finanziario di alcune decine di milioni di euro, tanto che i dipendenti non percepiscono retribuzioni da cinque mesi a questa parte. Nelle parole della Marrone, tante critiche a quella classe politica che considera i servizi privati migliori rispetto a quelli pubblici, poiché meno 'spreconi', ma che in situazioni come quella in cui i lavoratori che rappresenta si trovano, "non si sono affatto preoccupati di impedire a privati di gestire sconsideratamente finanziamenti pubblici".
La situazione dei pensionati e delle persone svantaggiate è stata affrontata nel discorso di Lina Chialva, della segreteria provinciale SPI. L'accusa principale rivolta al governo è quella di "disinteressarsi delle reali condizioni di vita dei pensionati, intraprendendo azioni propagandistiche e di poco effetto concreto, quali ad esempio l'introduzione delle carte di solidarietà". A chiudere, Massimo Pozzo della segreteria regionale CGIL ha preso la parola sia per riflettere sulle iniziative a sostegno dei lavoratori prese dal governo italiano confrontandole con quelle di altri paesi europei in una simile condizione economica, sia per invitare tutti i sindacalisti e i simpatizzanti a continuare le negoziazioni con le varie aziende mantenendo sempre un rapporto diretto e onesto con la base, costituita dai lavoratori. Inoltre ha rassicurato i presenti circa l'unità interna della CGIL e della volontà di collaborazione con le altre sigle sindacali, sebbene a queste parole un rumoroso brusio si sia levato dalla platea.

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Granda: domani sciopero generale indetto dalla CGIL

Da www.targatocn.it  del 11 dicembre di Barbara Simonelli

La Granda si prepara allo sciopero generale di domani 12 dicembre. Lo stop è stato indetto a livello nazionale dalla CGIL, che ha infatti approvato all'unanimità la proposta del segretario generale, Guglielmo Epifani, di sintetizzare in una sola data tutte le mobilitazioni proclamate entro il mese di dicembre. Molti i disagi a carico dei cittadini: lo stop va infatti dal trasporto pubblico alla sanità e varierà dalle 4 alle 8 ore a seconda dei settori. Per i trasporti è lo stesso Comune di Cuneo a far sapere che il servizio urbano ed extraurbano sarà garantito solo dalle 6.30 alle 9.30 e ancora dalle 11.30 alle 14.30. Sul fronte treni, il gruppo Ferrovie dello Stato rende noto che in occasione dello sciopero generale alcuni treni potrebbero subire limitazioni di percorso o cancellazioni. L'invito è ad informarsi in modo preventivo sui treni recandosi nei punti informativi e negli uffici di assistenza delle principali stazioni, telefonando al call center di Trenitalia 892021 o consultando il sito internet www.ferroviedellostato.it. Per quanto riguarda lo sciopero dei comparti della sanità, domani non verrà garantita l’attività ambulatoriale. Sarà invece garantita la normale attività di reparto, con i contingenti previsti per i giorni festivi mentre, relativamente all'attività operatoria e i servizi di supporto(laboratorio analisi, radiologia, ecc..) saranno garantite le urgenze.

Oltre a sanità e trasporti gli altri settori che aderiscono allo sciopero sono le poste, che incroceranno le braccia per l’intera giornata o turno di lavoro; i lavoratori dei settori della ristorazione collettiva, della distribuzione del farmaco, delle farmacie private e speciali, delle imprese di pulizia servizi integrati/multiservizi; ancora i lavoratori dei porti, merci e logistica, agenzie marittime, autostrade, Anas compresi, Ferrovie e TPL (solo impianti fissi). Sciopero per l’intera giornata anche dei lavoratori del credito (bancari), i lavoratori del settore igiene urbana, sia pubblici che privati, gli addetti alla formazione professionale delle scuole e università non statali, dei lettorati presso le università e i lavoratori dell’Unversità e Ricerca. Ancora, i lavoratori della scuola, dell'alta formazione artistica e musicale sciopereranno, nel rispetto dei servizi minimi indispensabili, per l'intera giornata o turno di lavoro. Così gli statali, i dipendenti del pubblico impiego, Regioni e Autonomie locali; nelle telecomunicazioni, stop dei dipendenti che applicano il contratto nazionale telecomunicazioni, dei lavoratori dei settori elettrico, gas-acqua, calore energia e petrolio soggetti ai vincoli di legge, nel rispetto dei servizi minimi.

L’obiettivo dello sciopero è “determinare cambiamenti nelle scelte del governo sulla base degli indirizzi sui quali stanno procedendo i principali paesi europei”. In particolare sono cinque i punti fondamentali delle richieste del sindacato, che fanno da base alla proclamazione dello sciopero: 1) il sostegno all’occupazione, con una manovra di rilancio dei consumi e degli investimenti e il miglioramento e l’estensione degli ammortizzatori sociali; 2) il sostegno al reddito con l’immediata riduzione delle imposte sulla tredicesima mensilità 2008 in modo strutturale e non episodico, iniziando in questo modo a restituire il “fiscal drag” ai lavoratori dipendenti, e, contemporaneamente, l’introduzione della quattordicesima mensilità per i pensionati, come previsto dal protocollo di accordo sul Welfare del 2007; 3) il sostegno agli investimenti, con impiego di capitali pubblici su opere immediatamente realizzabili, a partire da quelle di rafforzamento della sicurezza per l’edilizia scolastica; 4) il sostegno al Welfare, con il rafforzamento del sistema universalistico di tutele; 5) il sostegno agli immigrati, con la sospensione della legge Bossi-Fini per i migranti che perdono il lavoro

A livello provinciale l’appuntamento è a Savigliano, dove si svolgerà una manifestazione in Piazza del Popolo (lato ala polifunzionale), con inizio alle ore 11. Previsto anche un breve corteo lungo via Roma. Interverranno Bernardin Duma, delegato EMBO di Caramagna Piemonte, Anna Marone, delegata istituto Ferrero di Alba, Lina Chialva, della Segreteria provinciale SPI Cgil e infine, a chiusura del comizio, interverrà Massimo Pozzi, della segreteria Regionale Cgil. Non è ancora confermata la presenza di uno studente, che dovrebbe prendere parola sulla difficile situazione del mondo scuola. Meteo permettendo, ci saranno delegazioni provenienti da ogni parte della provincia. Pullman saranno in pertenza da Alba, Terzuolo, Garessio, Cuneo, Bra, Saluzzo, Ceva, Fossano, Cavallermaggiore, Moretta e Mondovì. “Non sarà uno sciopero facile-commenta il segretario provinciale Marco Ricciardi, raggiunto telefonicamente-pur essendoci grande condivisione. Molte aziende stanno anticipando le chiusure di fine anno, sommando alle ferie collettive programmate periodi di cassa integrazione. La Merlo chiuderà già da domani, così come la Michelin, sempre da domani, aumenterà le ore di cassa integrazione. Sarà difficile che i dipendenti possano partecipare alla manifestazione, anche se, ribadisco, la condivisione dei temi è totale”.

 

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Il Lavoro, i lavoratori il sindacato

 

Da “La Guida” del 2 maggio di Andrea Olivero

 

Un primo maggio parti-colare, quello di quest'an­no, per l'evidente accelera­zione che le recenti elezio­ni politiche e amministra­tive hanno impresso alla politica ed all'intera so­cietà italiana. Accelerazio­ne che qualcuno - in parti-colare il presidente uscen­te di Confindustria - ha tentato di cavalcare, po­nendosi all'attacco dei sin­dacati. Se guardiamo ai problemi del lavoro pre-senti nel nostro Paese non vi è dubbio che appare an­cora importante il ruolo del sindacato che deve, però, rimettersi in discus­sione. Un tempo il piano politico e quello sindacale erano accomunati da un'unica militanza, oggi scopriamo che non è più così perché il lavoratore' spesso si iscrive al sinda­cato che reputa più forte e capace di tutelarlo, a pre-scindere dalla sua appar­tenenza politica. Ugual-mente si devono mettere a tema i rischi della rappre­sentanza e rappresentati­vità sindacale. L’attuale dibattito sul ruolo del sindacato ci stimola verso due direzioni. In primo luogo c'è l'esigenza di chiarezza verso la contrattazione aziendale. Non è certamente accettabile, se viene intesa come ulteriore viatico alla flessibilità, mentre potrà offrire occasione di nuova vitalità per il mondo del lavoro nel momento in cui i lavoratori saranno considerati protagonisti attivi delle strategie aziendali, nelle forme e modalità proprie, e non come meri salariati.

C’è un salro culturale da compiere per l’azione sinda­cale, che dovrà essere indiriz­zata verso una democratizza­zione dell'economia.

Dall'altra parte il sindacato ha il compito di tornare sul territorio per costruire una nuova rappresentanza. II ter­ritorio diventa sempre più luogo strategico di presenza, organizzazione e azione del sindacato, sul versante delle politiche redistributive e con­trattuali, dell'organizzazione e del funzionamento del mer­cato del lavoro, delle politiche fiscali, dei prezzi e delle tarif­fe. Decentramento e sussidia­rietà dovrebbero essere paro-le chiave per il futuro, perché la regolazione delle condizio­ni di lavoro possa trovarsi il più vicino possibile al "punto del fare".

La democrazia economica, il territorio ed il fare concreto sono gli ambiti dove si può realmente operare verso l'u­nità sindacale, che non signi­fica l'appartenenza anacroni­stica ad una novecentesca u­nica sigla, ma l'impegno uni­tario e concreto verso gli inte­ressi dei lavoratori, di tutti i lavoratori. La definizione di uno Statuto dei nuovi lavori può essere l'occasione per ini­ziare questa costruzione. È u­topia l"'unità sindacale", ma è possibile costruire una rap­presentanza unitaria per i nuovi lavoratori. Sarebbe un segno da parte dei sindacati confederali di uscita dal No­vecento e anche dell'abbando­no di logiche di autoconserva­zione.

In un periodo di grande transizione abbiamo bisogno di ricostruire assieme un nuovo senso del nostro lavoro. Ri­mangono quanto mai attuali le parole di un grande testi­mone della fede come Giorgio La Pira: "II problema del lavo­ro è in certo senso, dopo quel-lo della preghiera, il problema che investe più profondamen­te la vita spirituale e religiosa della persona umana. I:uomo che lavora è come l'albero che produce frutto: i suoi talenti si moltiplicano (...)". Nel lavo­ro ritroviamo un'intima con­nessione tra la vocazione pro­priamente umana di custodi-re il creato e la capacità di co­struire relazioni tra persone, perché come il Compendio della Dottrina sociale della Chiesa afferma "il lavoro di un uomo si intreccia natural-mente con quello di altri uo­mini. Oggi più che mai lavo-rare è un lavorare con gli altri e per gli altri: è un fare qual-cosa per qualcuno" (n. 272). La dignità del lavoro quindi implica la centralità della sua socialità.

Allora è urgente promuove-re un "umanesimo del lavo­ro", che recuperi la solidarietà attraverso nuove forme asso­ciative o nuovi esempi di mu­tualità, fino ad arrivare alla costruzione di una coalizione globale del mondo del lavoro, perché si possa ipotizzare un'economia solidale e perso­nalistica. Serve un'etica del la­voro orientata al bene comu­ne, perché il lavoro acquista il suo significato più profondo, quando ci si interroga sulle conseguenze dei risultati pro-dotti, quando si verifica se il frutto del lavoro distrugge e consuma o promuove e cura le persone, le società, l'am­biente

 

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CISL. IERI A CUNEO IL SEGRETARIO NAZIONALE
Assunzioni, 90% di contratti precari

Da “La Stampa” del 17 aprile di CARLO GIORDANO

Stop alla pressione fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati; l’importanza della contrattazione territoriale nelle piccole imprese asse portante dell’economia provinciale; ma anch
e la precarietà dei contratti e la sicurezza sul lavoro: sono stati i temi centrali del Consiglio provinciale della Cisl che si è riunito, ieri mattina al cinema Lanteri di Cuneo, con il segretario nazionale Raffaele Bonanni.
In apertura il segretario provinciale, Matteo Carena, ha ricordato: «La Cisl, con i suoi 40.500 iscritti, è la più importante organizzazione sindacale della Granda. Adeguarsi al mondo del lavoro che cambia non è un segnale di cedimento».
Sempre in apertura quadri e delegati hanno rivolto un applauso di pronta guarigione ad Alfonso Territo, il dirigente sin
dacale coinvolto in un grave incidente stradale il 23 febbraio alla periferia di Busca. E’ stato Massimiliano Campana, settore chimico, a «rompere il ghiaccio» dando il via agli interventi: «L’economia cuneese è florida, ma i segnali di crisi ci sono, basti ricordare che negli ultimi due anni i ricorsi alla cassa integrazione straordinaria sono raddoppiati e il 90 per cento delle nuove assunzioni avviene con contratti a termine. Fenomeni che riguardano trasversalmente tutti i settori produttivi».
Alfio Pennisi, segretario provinciale Cisl edilizia, nell’annunciare lo sciopero di 8 ore della categoria, indetto per il 24 aprile, ha ricordato: «Nella Granda sono 7 mila i lavoratori del comparto iscritti alla Cassa edile in lotta per il rinnovo del contratto. Molte le questioni aperte, dalla richiesta d’aumento di 105 euro alla necessità di regolarizzare il part time, forma di contratto anomala per l’edilizia, ma che in provincia riguarda già 300 dipendenti».
Ferruccio Moriggi (bancari) e Mario Ghibaudo (pensionati) hanno sottolineato come sia necessario adeguare l’inflazione programmata a quella reale, tenendo conto dei prezzi che quotidianamente incidono sulla borsa della spesa. Non sono mancati accenni alle elezioni politiche. «Dobbiamo prepararci a fare i conti con un governo che sulla concertazione la pensa diversamente da noi - ha detto Giorgio Ciravegna, metalmeccanici -. Tre i punti fondamentali: difesa di salari e pensioni; aiuti per affitti e pagamento mutui; sostegno alle famiglie».
«Con il nuovo governo rischiamo di dover buttare a mare le basi di accordo faticosamente impostate con l’esecutivo precedente - ha detto Marinela Bessone, settore scuola -. Torna a circolare la formula delle 3 i: informatica, inglese e impresa». A tutto campo l’intervento del segretario nazionale Bonanni. Politica nazionale: «Gli elettori, domenica e lunedì, hanno fatto quello che il legislatore non è riuscito in tutti questi anni. Certo che sono preoccupato, il risultato è stato anche per me una sorpresa, ma non si può negare che il Parlamento è stato riformato. Chi è causa del suo mal pianga se stesso». Su Berlusconi ha dichiarato: «Prima dell’Ici ci sarebbero altre cose ingiuste da eliminare. Speriamo che non si tratti del solito specchietto per le allodole: nel cilindro sparisce il coniglio, ma riappare il castoro. Spettacolo già visto».
In tema di sicurezza ha detto: «Per essere un’impresa non è sufficiente iscriversi alla Camera di commercio, vanno date garanzie sull’antinfortunistica. Il governo deve restituire all’Inail i soldi, di lavoratori e imprese, sottratti con le cartolarizzazioni, in modo tale che si possa impostare una campagna di alto profilo per creare la cultura della sicurezza. Vanno aumentate le indennità agli invalidi».
Il segretario nazionale Bonanni, che non ha risparmiato frecciate ad alcuni giornali per il modo con cui hanno trattato la crisi Alitalia, ha, poi, parlato anche di contrattazione territoriale: «Nelle piccole e medie aziende, numerosissime in provincia di Cuneo, dove c’è la necessità di sfruttare a pieno regime i macchinari per contrastare la concorrenza, il sindacato deve saper contrattare nuovi orari, senza però transigere sulla sicurezza».

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Mondovì: dagli Amici di Piazza

Festa con SPI e Auser per gli iscritti

 

Da “L’Unione Monregalese” del 16 aprile

 

Lo SPI-CGIL del Monregalese, in collaborazione con Museo, organizza un incontro conviviale con gli iscritti ed i loro familiari. Sarà una festa ad un costo contenuto (lo euro tutto compreso) per venire incontro anche a chi, a causa delle pensioni sempre più basse, difficilmente può permettersi il lusso di un pranzo o di una cena fuori casa.

Lo SPI quindi intende non solo offrire servizi ma anche proporre momenti di aggregazione e di festa. La compartecipazione dell'Auser nella festa vuole marcare anche l'impronta solidaristica dello Spi di cui l'AUSER è l'organizzazione che condivide, giorno per giorno, le solitudini ed i bi­sogni quotidiani elementa­ridi chi non cela fa più con le proprie forze.

La Festa si svolgerà presso la sede degli "Amici di Piazza" in via Misericordia 3, mercoledl 23 aprile, col seguente programma: ore 11,30, proiezione del video dell'Auser "Pony Express"; ore 12,30, pranzo. Al terme ne pomeriggio musicale in compagnia di Tony Rocca.

Lo SPI-CGIL e I'AUSER del Monregalese colgono l'occasione per ringraziare il presidente ed il direttivo dell'Associazione degli "Amici di Piazza" per la messa a disposizione dei locali e delle attrezzature. Si consiglia ai partecipanti di usare la funicolare per raggiungere Piazza,. considerata la carenza di parcheggio nella zona

Per prenotare: Spi-Cgil, piazza Cesare Battisti 2 te­lefono 0174 43945 (dal lu­nedì al sabato dalle 9 alle 12). La prenotazione è ob­bligatoria entro e non oltre lunedì 21 aprile

 

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