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Family card

Da “Gazzetta d’Alba” del 11 gennaio di Matteo Viberti

«Nome, dettagli e caratteristiche sono da ufficializzare. Unica certezza, l'immediato avvento. La "carta famiglia", che prevede la possibilità di ottenere sconti (soprattutto per i prodotti di prima necessità) e agevolazioni tariffarie a persone in condizioni di precarietà economica, sostituirà la Over 65. Tra le due tipologie di aiuto esiste una differenza sostanziale: mentre la seconda, avviata dall'Amministrazione di Giuseppe Rossetto, veniva inviata a chiunque avesse superato i 65 anni, anche se il reddito del destinatario esibiva molti zeri, la prima potrà essere utilizzata – indipendentemente dall'età – da persone il cui reddito Isee non raggiunga una specifica soglia (al momento, da definire). La revisione dei parametri di assegnazione permetterà di restringere il campo ai soggetti bisognosi, includendo però fasce di popolazione non ancora protette. Ma la rivoluzione della "carta famiglia" – non solo per over 65 – riguarderà la capillarità del servizio.

L'assessore alla famiglia Mariangela Roggero Domini: «A differenza della card finora utilizzata, la nuova tessera coinvolgerà la grande distribuzione. In altre parole, i detentori potranno ricevere sconti sui prodotti di un elevatissimo numero di esercizi, grandi centri commerciali compresi. Il lavoro di verifica della disponibilità degli esercenti è stato faticoso,ma alla fine ce l'abbiamo fatta». Il progetto, orchestrato dall'Assessore stesso, dai Servizi sociali, dai sindacati e dai commercianti verrà concretizzato entro la fine del mese. Domini: «Siamo in corso di trattativa, l'incontro decisivo è fissato a gennaio. L'iniziativa conferma ancora una volta la vicinanza dell'Amministrazione a quelle situazioni di indigenza che, sebbene in maniera minoritaria rispetto ad altre realtà, coinvolgono parecchie famiglie e individui».

Rifiuti meno pesanti per gli anziani. C'è di più, questa volta per la terza età. Sta per essere sottoscritto un accordo per la riduzione delle tariffe Tarsu. «La Tassa sui rifiuti», spiega ancora Domini, «è onerosa. Viene calcolata sulla base della metratura delle abitazioni e parecchi anziani dispongono di poche risorse, madi abitazioni ampie. Per loro il prezzo della Tarsu è sovente sproporzionato all'effettivo potere economico». Il problema è complesso: gli anziani percepiscono pensioni sempre più misere – vedi la pagina seguente – e non sono tutelati da un welfare adeguato in caso di malattia o di perdita del coniuge. Il tutto è aggravato dalla persistenza della crisi.

Elevare la soglia Isee. «Così», prosegue Domini, «la situazione diventa ogni giorno più critica. L'Amministrazione comunale tenterà di aiutare. L'idea è d'innalzare la soglia Isee, al di sotto della quale è previsto l'esonero dal pagamento della Tarsu. Siamo in fase di valutazione: gli uffici verificheranno la possibilità per le casse comunali di sopportare la diminuzione delle entrate provenienti dalla riscossione dalle imposte». In effetti, strozzate tra Patto di stabilità e fondi "recisi", le tasche delComunevedono restringersi lo spazio d'azione.Equalsiasi intento si trasforma in undelicato azzardo, da pianificare con meticolosa prudenza.

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Ridotte le tariffe ai pensionati Sui bus con venti euro l’anno

Da “La Stampa” del 6 gennaio 2011 di GIUSEPPINA FIORI ALBA
Viaggiare in bus costerà meno ai pensionati albesi. Dal primo gennaio è entrata in vigore la nuova tariffa che consente di usufruire del servizio di trasporto pubblico con 20 euro all’anno, anziché 31. Con l’abbonamento i pensionati potranno utilizzare il mezzo pubblico dalle 8 del mattino alle 20,30 di sera e non più solo in determinate fasce orarie, com’era in precedenza. L’agevolazione è il frutto di un accordo siglato tra l’Amministrazione comunale, che si accollerà la differenza del costo degli abbonamenti, e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e i sindacati pensionati. Dice il sindacalista Francesco Versio che ha firmato l’accordo con Luigi Bombino e Domenico Monasterolo: «L’intesa raggiunta sui trasporti è solo il primo risultato di trattative in corso con il Comune, al quale abbiamo chiesto pure altre agevolazioni per le fasce più deboli. Abbiamo presentato una piattaforma che comprende proposte di riduzione della tassa rifiuti e sui servizi a domanda individuale. Considerato che lo Stato si dimentica dei pensionati e che l’aumento delle pensioni è irrisorio, cerchiamo di ottenere qualche beneficio attraverso la contrattazione territoriale». Il confronto tra amministrazione e sindacati riprenderà a fine gennaio.

L’assessore ai Servizi sociali, Mariangela Roggero: «La collaborazione con i sindacati è iniziata subito dopo il nostro insediamento. Il primo accordo stipulato è stato l’aumento del livello di reditto Isee a 8.500 euro, superiore a quello nazionale. Molto significativo il fatto che per i cassaintegrati abbiamo disposto l’aumento dell’Isee del 40%, con conseguente riduzione della spesa per vari servizi tra cui mensa, trasporto scolastico e altre prestazioni comunali».

 

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Più agevolazioni per le tariffe di mense scolastiche e trasporto pubblico anziani

Da “La Guida” del 10 dicembre

Cuneo - (fv). In seguito a un accordo con le organiz­zazioni sindacali, l'ammini­strazione comunale ha sta­bilito di rivedere le tariffe relative al servizio di risto­razione scolastica e al tra­sporto pubblico per anziani.

Sono state incrementate le soglie dell'Indicatore del­la situazione economica e­quivalente (Isee) che danno diritto ad agevolazioni ed e­senzioni. Secondo gli ammi­nistratori, la scelta è stata dettata dalla volontà di in­tervenire sulle situazioni di difficoltà economica in cui molte famiglie si sono venu­te a trovare in seguito alla recente crisi; obiettivo che, condiviso con le organizza­zioni sindacali maggior­mente rappresentative, si inserisce sulla scia delle a­gevolazioni già introdotte per le famiglie numerose e per i soggetti colpiti da li­cenziamenti e cassa integra­zione.

In sintesi, la manovra comporta un incremento della soglia minima Isee da 7.500 a 9.500 euro. Tenendo questa somma come limite minimo, il livello delle age­volazioni ulteriori è stato portato fino a 12.500 euro di Isee. Il valore Isee non coincide con il reddito fami­gliare lordo, ma costituisce il risultato di un calcolo che tiene conto del reddito, del patrimonio e del numero di componenti il nucleo.

Per attutire l'impatto sulle entrate nelle casse comuna­li si è stabilito un lieve au­mento per la tariffa "ordina­ria" di 5 centesimi.

Mense scolastiche

Per quanto riguarda le mense scolastiche le nuove tariffe agevolate entreranno in vigore dal 1° gennaio 2011.

Scuola dell'infanzia. La prima fascia tariffaria ri­guarda le famiglie con un I­see non superiore a 9.500 euro: il costo di un pasto è di 1,10 euro; la seconda fa­scia va da 9.500,01 a 12.500 euro: un pasto costa 3,6 eu­ro (3,2 per i fratelli); con un

Isee superiore a 12.500,01 euro si pagano 3,85 euro (3,40 i fratelli).

Scuola primaria. Le fa­sce tariffarie sono identiche a quelle della scuola dell'in­fanzia e le quote sono ri­spettivamente: 1,10, 3,80 (3,40 per i fratelli) e 4,25 eu­ro (3,70 per i fratelli).

Scuola secondaria di primo grado. Rimangono invariate le tre fasce Isee; le quote sono: 1,10, 4,20 (3,70 per i fratelli) e 4,65 euro (4,10 per i fratelli).

Agevolazioni

Indipendentemente dal reddito, la tariffa unica per i nuclei famigliari con 4 o più figli conviventi è di 1,10 euro.

Gli alunni diversamente abili sono esentati dal paga­mento della tariffa.

Gli alunni non residenti nel Comune di Cuneo paga­no 4,80 euro.

Ai bambini in affidamen­to viene praticata la tariffa "fratelli".

È previsto l'abbattimento del 40% sul valore dell'Isee riferito ai redditi 2009 per le famiglie con almeno uno dei due coniugi (o conviven­ti) in cassa integrazione a zero ore, oppure in mobilità o in disoccupazione ordina­ria, residenti nel Comune di Cuneo; abbattimento del 3,33% sul valore dell'Isee ri­ferito ai redditi 2009 per o­gni mese di collocazione in cassa integrazione dal 1° settembre 2009 al 30 otto­bre 2010 per i lavoratori in Cigo, Cigs, Cig in deroga, non a zero ore.

Trasporto pubblico anziani

Le seguenti tariffe vengo­no applicate agli uomini con oltre 60 anni e alle don­ne con più di 55 anni resi­denti nel Comune di Cuneo.

I tre scaglioni Isee sono i­dentici a quelli delle mense scolastiche: fino a 9.500 eu­ro, tra 9.500,01 a 12.500 e oltre i 12.500,01 euro. Tutte le tessere di abbonamento sono valide fino al 31 di­cembre 2011 e sono utiliz­ zabili nelle fasce 1, 2 e 3 del­la conurbazione del traspor­to pubblico cittadino.

Le tariffe sono le seguenti: per il primo scaglione Isee 21 euro se la tessera è rila­sciata da gennaio ad aprile, 14 euro se è rilasciata da maggio ad agosto, 7 euro se rilasciata da settembre a di­cembre.

Per il secondo scaglione I­see le tariffe sono rispettiva­mente 51, 34 e 17 euro.

Gli anziani con un Isee ol­tre i 12.500,01 euro pagano 131, 87,33 e 43,67 euro.

Per i cuneesi ultraottan­tenni (nati prima del 1° gen­naio 1932) la tessera di ab­bonamento al trasporto pubblico è gratuita per la fa­scia 1 (corrispondente all'in­tero territorio del Comune di Cuneo). La tessera non è valida sulle linee 1/ e 6 e per i servizi a chiamata e flessi­bili.

La tessera gratuita per gli ultraottantenni è in distri­buzione presso il settore so­cio-educativo del Comune, in via Roma 2, piano rialza­to.

 

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Politiche di sostegno al reddito familiare: accordo tra Provincia e sindacati

Da www.targatocn.it del 5 novembre da Provinciainforma

E' una significativa politica di sostegno al reddito delle famiglie quella avviata dalla Provincia di Cuneo, mediante la stipula di un accordo con le rappresentanze sindacali del territorio, siglato dal presidente Gianna Gancia e dall'assessore alle Politiche sociali Giuseppe Lauria. La firma del documento è avvenuta nel corso di un incontro con Cgil, Cisl e Uil e ha visto impegnati Carlo Casavecchia (Cgil) e Lina Chialva (Sp-Cgil), Massimiliano Campana e Rinaldo Olocco (Cisl), Gregorio Nerio (Uil). “L'iniziativa – hanno detto Gancia e Lauria – rappresenta un impegno istituzionale preciso, nato dalla considerazione della situazione di crisi economica e sociale che investe, anche in Granda, i lavoratori (sia dipendenti che autonomi), i pensionati ed i soggetti definiti svantaggiati. Rappresenta esempio concreto del ruolo politico ed istituzionale che la Provincia può svolgere sul vasto territorio di competenza, non solo a livello di coordinamento politico, ma soprattutto in campo propositivo per indirizzare le necessarie iniziative a contrasto della situazione di crisi”.

Il documento impegna i contraenti: a diffondere a tutti i Comuni le tematiche contenute negli Accordi regionali siglati tra l'Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) e le organizzazioni sindacali e le buone pratiche già attuate in molti centri cuneesi in questi ultimi anni; a patrocinare l'attivazione di tutte le iniziative necessarie, che abbiano per obiettivo la tutela dei redditi più bassi. Le parti si impegnano, inoltre, a convocare tavoli di confronto e lavoro con i sindacati, aperti alla partecipazione di tutti gli enti interessati. Ribadiscono, infine, la necessità di modifiche alle regole del Patto di stabilità con particolare riferimento alla necessaria esclusione delle spese per investimenti, particolarmente utili in questa fase di grave difficoltà economica e produttiva, nonché di un adeguato finanziamento degli enti locali. L'accordo verrà illustrato in occasione di un convegno, in programma per metà gennaio, con il coinvolgimento di tutti i Comuni del territorio, dei rappresentanti sindacali e dell'Anci.

A seguito dell'accordo regionale tra Anci e Cgil - Cisl - Uil del dicembre 2007 – hanno commentato Massimiliano Campana della segreteria provinciale Cisl e Rinaldo Olocco di Fnp Cisl (sindacato pensionati) - si è sviluppata un'intensa attività di contrattazione sociale con gli enti locali anche in Provincia di Cuneo, con la finalità di individuare strumenti di sostegno alle famiglie colpite da una fase di grave crisi economica e produttiva che non ha risparmiato il territorio cuneese. In particolare sono stati siglati accordi in merito ai seguenti aspetti: tariffe a domanda individuale relative ai servizi erogati dai comuni, trasporti pubblici per anziani e tasse o tariffe collegate alla raccolta rifiuti. L'obiettivo dell'accordo siglato in Provincia è, tra l'altro, quello di individuare percorsi per estendere il più possibile l'attività di contrattazione sociale nel territorio: il convegno previsto per il prossimo gennaio dovrà rappresentare a tutti gli effetti un importante momento di sensibilizzazione e coinvolgimento delle amministrazioni locali. Nell'ambito dell'incontro di venerdì 29 ottobre, come organizzazioni sindacali, abbiamo inoltre richiesto la convocazione di un tavolo di confronto riguardante le tariffe relative all'erogazione dell'acqua”.

Carlo Casavecchia per la Cgil: “L'accordo siglato in Provincia è sicuramente utile per provare ad estendere ulteriormente in provincia la contrattazione sociale sui temi dei servizi a domanda individuale (rette asilo nido, mense scolastiche, trasporto alunni ecc) e della Tarsu/Tia. E' necessario ora proseguire il confronto con l'Amministrazione provinciale sulle altre tematiche poste da tempo all'ordine del giorno dalle organizzazioni sindacali, ovvero le questioni relative alle tariffe dell'acqua, ai prezzi in provincia, all'invecchiamento attivo degli anziani. Temi questi sui quali la Provincia potrebbe svolgere un utile ruolo propositivo e di coordinamento”. Gregorio Nerio per la Uil: “Si tratta di un accordo molto importante per noi perché in tal modo riusciremo a contattare anche i piccoli Comuni che, soprattutto in questo periodo di crisi, hanno più difficoltà. Sicuramente il ruolo della Provincia, che ha accettato di essere coinvolta, sarà importante perché sarà quello di favorire l’accordo siglato a livello regionale tra i sindacati. Il salario e le pensioni non si difendono solo con aumenti salariali, ma anche riducendo quelle che sono le tariffe delle prestazioni offerte dagli enti locali”.

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Il “sociale” abolito per legge

Da “La Guida” del 29 ottobre di Massimiliano Cavallo

Cuneo - C'è preoccupazio­ne e confusione nel mondo dei servizi sociali, dopo l'in­dicazione della Finanziaria di abolire i Consorzi socio assistenziali e il silenzio fi­no ad oggi sull'argomento da parte della Regione Pie­monte.

La soppressione riguarde­rebbe tutti i consorzi di fun­zioni tra gli enti locali, com­presi proprio quelli socio as­sistenziali che _svolgono un ruolo di cruciale importan­za nel garantire i servizi es­senziali sul territorio a disa­bili, anziani, minori e fami­glie e in generale a persone in difficoltà.

Una situazione che blocca in particolare la progettazio­ne sociale, rende insicuro il futuro e mette in allarme i Comuni, specie quelli picco­li, che dovranno forse ritor­nare a farsi carico della ge­stione ed erogazione dei ser­vizi alle fasce deboli.

La situazione rimane molto confusa. Ad oggi Regione, Co­muni e Consorzi sono in attesa dei decreti attuativi della Finan­ziaria che dovrebbero chiarire quale sarà il futuro della ge­stione dei servizi sociali. Anche perché il complesso normati­vo vigente è kafkianamente contraddittorio: da un lato aboli­sce i Consorzi presenti in Piemonte, qualificati invece fino ad oggi dalla legge regionale come obbligatori, dall'altro, richia­mandosi alla legge sul federalismo fiscale, impone, per alcu­ne funzioni comunali qualificate come fondamentali, come i servizi sociali, per i Comuni sotto i 5.000 abitanti in pianura e sotto i 3.000 abitanti in montagna, l'obbligo di gestione asso­ciata nelle forme della convenzione o nell'unione di Comuni dando competenza alla Regione di individuare la dimensione territoriale ottimale. Un grande caos riconosciuto anche dal­l'assessore agli affari istituzionali della Regione, Elena Mac­canti, che ha risposto all'interrogazione dei consiglieri Pd.

"Questa legge finanziaria non lascia spazio - dice la Maccan­ti -, come avvenuto nelle nonne finanziarie degli anni passati, alla possibilità per la Regione di prevedere deroghe con legge regionale. È nostra intenzione avviare un percorso di monito- raggio sulle competenze nei vari livelli di governo, finalizzata ad un obiettivo generale di coordinamento della riorganizza­zione delle funzioni dei servizi socio assistenziali. Questo te­nendo conto delle esigenze e delle difficoltà di tutti gli enti ap­partenenti al sistema per garantire un adeguato ed uniforme livello di prestazione dei servizi su tutto il territorio".

Sembra che la Regione stia preparando per i prossimi gior­ni un disegno di legge a riguardo da sottoporre all'Anci, l'As­sociazione nazionale Comuni italiani che da tempo sta mani­festando preoccupazione per le ricadute della ~pressione e le difficoltà che molti Comuni incontreranno nella gestione ed erogazione dei servizi alle fasce deboli.

"La risposta dell'assessore - sottolinea il consigliere Mino Taricco - non ha fugato le nostre preoccupazioni sulla futura gestione dei servizi sociali, in particolare nei Comuni più pic­coli. Manca infatti l'atto con cui la Presidenza del Consiglio fis­sa i criteri per l'accorpamento dei Comuni nella gestione dei servizi finora garantiti dai Consorzi. Questo lascia nell'incer­tezza un settore fondamentale per molta parte della popolazio­ne, in particolare quella più debole, e si aggiunge ai rischi per i servizi che la difficile situazione economica e i tagli alla finan­za locale decisi dal governo di centrodestra stanno concretiz­zando. Mi sembra che sia un gioco al ribasso per far saltare e smantellare la rete sociale".

 

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Accordo a Bra per le tariffe dei servizi scolastici

Da www.targatocn.it del 29 settembre

Un accordo tra comune e organizzazioni sindacali per determinare i criteri con i quali fissare le tariffe dei servizi scolastici a Bra. Siglato martedì 28 settembre 2010 il documento concordato dall'amministrazione civica della città della Zizzola e le organizzazioni sindacali confederali di Cgil, Cisl e Uil. Nel documento sono stati sintetizzati i principali punti dell'intesa, che riguardano in particolare l'elevazione delle soglie Isee di esenzione e l'introduzione di alcuni correttivi nella determinazione delle tariffe, anche in considerazione del particolare momento di crisi economica.

Novità, in particolare, per le famiglie più numerose, con l'introduzione di criteri che permettono di ottenere agevolazioni anche alle famiglie con più utilizzatori del servizio di trasporto scolastico. Contenuti i ritocchi tariffari, in gran parte legati unicamente all'incremento del costo della vita, con agevolazioni per i nuclei familiari in cui sono presenti disoccupati o genitori in cassa integrazione. Stabilite inoltre differenziazioni dei livelli di reddito sulla base della professione dei genitori, stabilendo soglie differenziate per i figli di lavoratori autonomi, dipendenti o misti.

Agevolazioni dovranno essere richieste all'ufficio scuola di palazzo civico (via Barbacana 6 – primo piano), dal 1° al 29 ottobre 2010, utilizzando i moduli in distribuzione presso le segreterie dei diversi istituti cittadini

 

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Saluzzo cerca adesioni alla tessera salvaprezzi

Da “La Stampa” del 8 settembre

C’è tempo fino a venerdì. Gli esercizi commerciali hanno ancora tre giorni per aderire all’iniziativa della «Tessera salvaprezzi». È il frutto di un accordo tra Comune, sindacati (Cgil e Cisl) e associazioni di categoria (Commercianti, Coldiretti). «È una misura di sostegno per il cosiddetto “ceto medio impoverito” – spiega l’assessore Alida Anelli -: nei negozi convenzionati i possessori della carta potranno ottenere uno sconto. Il minimo sarà il 10%».
Potranno ricevere la tessera i nuclei famigliari, tra cui anche single e pensionati, con un Isee inferiore a 26 mila euro.
Fino a ieri pomeriggio avevano aderito all’iniziativa 10 esercizi commerciali fra panetterie, macellerie, negozi per la prima infanzia, farmacie, erboristerie. Mancano, ad esempio, supermercati e cartolerie. «Speriamo in un atto di responsabilità – aggiunge la Anelli – da parte di un numero maggiore di negozianti per cercare di sostenere in modo più forte le famiglie che hanno patito di più la crisi. Non è una tessera di beneficenza, ma dà diritto a sconti come altre analoghe».
Anche i rappresentanti sindacali sottolineano l’importanza di un’adesione la più ampia possibile da parte del mondo del commercio. «È un patto siglato tra il Comune, le associazioni di lavoratori e di categoria per aiutare i cittadini con il reddito medio basso – dice Lina Chialva, Spi-Cgil -. In altre città, come ad esempio Bra ed Alba, siamo arrivati ad accordi simili, ma ci sono oltre 100 negozi che hanno dato la loro disponibilità. Questo significa che l’iniziativa funziona e speriamo che anche a Saluzzo ci sia la stessa disponibilità dimostrata in altre città».
Giorgio Ciravegna della segreteria Cisl: «Questa tessera contribuisce a difendere il potere d’acquisto di famiglie, pensionati e lavoratori dipendenti in difficoltà». La «Tessera salvaprezzi» di Saluzzo sarà presentata lunedì alle 11 nella Sala rossa del municipio di Saluzzo.

 

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Sconti in 132 negozi di Bra grazie alla “Carta famiglia”

Da “La Stampa” del 5 settembre 2010 di VALTER MANZONE
BRA
«Non è la “tessera dei poveri”, ma uno strumento che darà diritto ad ottenere sconti reali (dal 5 al 30%, ndr) in tantissimi negozi braidesi». Il sindaco Bruna Sibille presenta così la «Carta famiglia» realizzata dall’Amministrazione comunale con il supporto tecnico di Cassa di risparmio di Bra, Ascom, Confartigianato, Coldiretti e sindacati Cgil, Cisl e Uil. È il primo esperimento del genere in Piemonte.
Continua il primo cittadino: «Abbiamo lavorato in sinergia per creare una card finalizzata a fornire uno strumento al cosiddetto “ceto medio”, composto da tante famiglie che oggi hanno qualche difficoltà a far quadrare i bilanci». Il presidente della Crb, Franco Guida: «La Crb ha aderito volentieri alla proposta degli assessori Massimo Borrelli (Commercio) e Gianni Fogliato (Servizi sociali) di sponsorizzare questa “family card” per la quale abbiamo deciso di mettere a bilancio 20 mila euro. Il ruolo della Crb è anche quello di mettere in relazione i cittadini con gli operatori del commercio e con chi eroga servizi». Aggiunge Raffaele Grillo, funzionario comunale: «La carta può essere richiesta dai pensionati braidesi con reddito individuale fino a 15 mila euro oppure dalle famiglie che rientrino in alcuni parametri. In pratica potranno ottenere la carta tutti i componenti del nucleo familiare composto da 2 genitori e un figlio se il loro reddito è fino a 35 mila euro, con due figli con reddito fino a 40 mila e con tre se il reddito è fino a 50 mila. Dopo il terzo, il tetto di reddito familiare aumenta di cinquemila euro per ogni ulteriore figlio. Inoltre, possono richiederla le famiglie che hanno un reddito di 50 mila euro lordi e una persona adulta non autosufficiente a carico (invalidità non inferiore all’80%, ndr) oppure con un minore disabile e certificato».
La richiesta può essere compilata da domani ritirando il modulo all’Ufficio commercio o allo Sportello della famiglia del Comune, oppure nella sede della Crb e nelle filiali cittadine, in quella di Bandito e di Pollenzo e nelle sedi delle associazioni sindacali. Dopo la verifica dei requisiti, la carta sarà rilasciata esclusivamente dalla Crb. Si potrà quindi subito fare la spesa con lo sconto nei 132 esercizi commerciali aderenti. Info: 0172/438336

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SAVIGLIANO. TAVOLO PERMANENTE
Cantieri di lavoro e aiuti alle famiglie contro la crisi

Da “La Stampa” del 13 giugno

Il primo incontro del «Tavolo operativo permanente contro la crisi», istituito dal Comune a febbraio, si è tenuto nella sala consiliare del municipio. A presiedere la riunione, il consigliere delegato Giacomo Daniele (Pd), accompagnato dal vicesindaco Maria Silvana Folco.
Al tavolo hanno partecipato i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, di Confindustria, del Consorzio Monviso Solidale, dell’Ascom, delle categorie agricole ed artigiane, del Centro per l’impiego, della Fondazione Cassa di risparmio di Savigliano, dell’Informagiovani ed alcuni capigruppo consiliari.
«Questo tavolo – ha detto Daniele – vuole dare risposte concrete ai problemi lavorativi, partendo da un’analisi della situazione saviglianese». Realtà che è stata descritta rapidamente con qualche numero. «Il tasso di disoccupazione a Savigliano è salito dal 4,8% al 7,5% – ha detto Daniele -. Erano 650 le persone iscritte al Centro per l’impiego al 31 dicembre 2008, mentre ben 1023 nel 2009, con un incremento del 57%». Secondo l’Amministrazione, possono essere progettati tre gruppi di interventi: a favore delle persone e delle famiglie, a sostegno delle imprese ed a sostegno dell’occupazione.
«Il Comune, in collaborazione con altri enti, ha già dato avvio ad alcune politiche di sostegno – ha ricordato il vicesindaco Folco -. Ad esempio, sono state aiutate trentaquattro famiglie monoreddito in difficoltà, sono stati avviati i cantieri di lavoro (12 posti) e abbiamo progettato un piano di borse lavoro con il Consorzio Monviso Solidale e la Fondazione Crs». Il piano borse lavoro prevede un tirocinio formativo di sei mesi per seicento euro al mese. «Compito di questo tavolo – ha detto Folco – è anche quello di trovare aziende interessate ad usufruire della possibilità di queste borse lavoro».
Unanime la richiesta di sindacati e associazioni: pianificare azioni per favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e tutelare maggiormente le donne. Il prossimo incontro non è stato ancora fissato.

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Sostegno contro la crisi

Da “Gazzetta di Saluzzo del 3 giugno

BAGNOLO I 11 Comune ha in­detto un bando per il sostegno temporaneo del reddito a segui­to della crisi occupazionale: l'o­biettivo è quello di intervenire a favore delle famiglie che si tro­vano in difficoltà a causa della crisi economica. Se esistono la­voratori che hanno perso il pro­prio lavoro o che siano stati col­locati in cassa integrazione, in mobilità o che comunque abbia­no subito una riduzione dell'o­rario lavorativo che ha compro­messo le regolari entrate econo­miche, sarà possibile ricevere un sostegno da parte dell'ammi­nistrazione comunale attraverso l'erogazione di contributi eco­nomici una - tantum annuali.Le domande di ammissione al ban­do devono pervenire al Comune entro il 30 giugno. Ad ogni istan­za ritenuta ammissibile al con­tributo, sarà applicato il punteg­gio come valore di priorità da 7 a 1.A parità di punteggio di prio­rità, si procederà alla stesura della graduatoria considerando il valore Isee Istantaneo; nel ca­so si verificasse la parità di valo­re Isee, si darà precedenza al ri­chiedente che abbia l'età ana­grafica maggiore. La Giunta co­munale prenderà atto della gra­duatoria e autorizzerà il paga­mento dei rispettivi contributi. L'ufficio Servizi sociali conti­nuerà a raccogliere le domande dei cittadini anche oltre la sca­denza del bando in modo da po­ter monitorare la situazione ed il bisogno da parte dell'utenza e proporre al Comune un eventua­le rifinanziamento del fondo.

 

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Fossano: tariffe per servizi scolastici, pagheranno tutti

Da www.targatocn.it del  31 naggio di Antonella Balocco

Il Comune di Fossano ha definito le nuove tariffe scolastiche per l’anno 2010/2011. E’ stato, infatti, firmato nei giorni scorsi l’accordo tra l’Assessore alla scuola Maurizio Bergia ed i rappresentanti provinciali di Cgil, Cisl e Uil.

Soddisfatte le parti che con questo accordo hanno, da una parte aumentato le tariffe che erano invariate da circa 8 anni, e dall’altra eliminato la gratuità ed equiparato l’effettivo versamento al reale reddito delle famiglie. Ha contribuito al progetto la Commissione comunale presieduta dal Consigliere Fortunato Cuzzocrea.

“Abbiamo deciso di eliminare la gratuità, cioè non ci saranno più famiglie che godranno dei servizi a costo zero - ha dichiarato l’Assessore Bergia - per dare un segnale educativo: tutti pagheranno secondo le proprie possibilità e – ha sottolineato - ovviamente le famiglie che non possono pagare saranno supportate dai Servizi Sociali.”

Altra novità di rilievo è la presentazione dell’Isee, cioè del modulo che attesta l’effettivo reddito percepito dalle famiglie, con tariffe personalizzate, in modo che ognuno contribuisca in maniera equa. I servizi scolastici riguardano il pre e dopo scuola, l’assistenza alla mensa, il buono pasto, il trasporto scolastico con scuolabus comunale. Il buono pasto è fissato in 4,25 euro, con un aumento rispetto all’anno scorso, ma ampiamente in linea con le tariffe applicate dagli altri Comuni.

“Siamo soddisfatti di questo accordo che tutela e tiene conto anche delle persone in cassa integrazione o in mobilità - ha dichiarato il rappresentante provinciale della Cgil Carlo Casavecchia – infatti è prevista una riduzione di circa il 40% per le famiglie con questi requisiti, che corrisponde alla percentuale di stipendio non percepita quando si è in cassa integrazione a zero ore”. L’Isee di riferimento per la tariffa piena è determinato in 19.500 euro per i nuclei di soli lavoratori dipendenti, in 15 mila euro per i nuclei misti e in 10 mila euro per i nuclei di lavoratori autonomi.

Sono previste delle agevolazioni per le famiglie residenti nel Comune di Fossano, che non sono cumulabili fra loro: riduzione del 25% per le famiglie con almeno 3 figli minori conviventi con Isee inferiore a 32mila euro, tariffa ridotta del 20% solo per il 2° figlio frequentante il servizio. Potranno ottenere la tariffa personalizzata solo le famiglie che presenteranno il certificato Isee. Le iscrizioni si raccolgono, per i servizio di trasporto scolastico con scuolabus comunale, dal 7 al 9 giugno, per gli altri servizi dal 31 maggio al 30 luglio, presso l’Ufficio scuola del Comune.

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Nasce la “Carta famiglia”

Da “Gazzetta d’Alba” del 25 maggio di Valter Manzone

Una family card, ovvero una carta per la famiglia, che permetta di fare acquisti con sconti e di accedere ai servizi per il tempo libero a prezzi più bassi. L’hanno pensata gli amministratori braidesi, primi in provincia, unitamente ai vertici della locale Cassa di risparmio. Ma l’hanno subito sposata anche i responsabili dell’Ascom, della Confartigianato, dalla Coldiretti e i sindacati del territorio.

Questo nuovo strumento sarà a disposizione dei nuclei familiari braidesi a partire dal prossimo settembre. Il nuovo tassello della politica sociale della Giunta prevede la distribuzione, in città, di una tessera che garantirà sconti presso gli esercizi commerciali, di grande e piccola distribuzione, di artigiani e coltivatori braidesi convenzionati. La family card sarà riservata alle famiglie numerose, ai pensionati, ai nuclei familiari che hanno in casa una persona non autosufficiente o a quelle che rientreranno in determinati limiti di reddito.

Il sindaco Bruna Sibille: «Abbiamo concretizzato un discorso di rete con gli operatori economici e con le organizzazioni sindacali: questo ci ha permesso di realizzare un progetto qualificante a beneficio dei principali portatori di interesse cittadino: le famiglie. Notevole è stata la collaborazione della Crb, che ha condiviso questo progetto e ci ha garantito un aiuto finanziario».

L’assessore alle politiche della famiglia e bilancio, Gianni Fogliato (che ha lavorato al progetto con il collega Massimo Borrelli), spiega: «Questo sarà uno strumento di cui nessuno si deve vergognare, a differenza di quello che succedeva con la social card. Poi avrà la caratteristica della semplicità di rilascio e di utilizzo, potendo essere richiesta in Comune o presso le filiali della Cassa di risparmio di Bra. La card consentirà agevolazioni per il nucleo familiare, andando nel contempo a braccetto con la necessità di garantire un positivo impatto sull’economia locale».

Il vicepresidente della Crb, Alberto Di Caro, ha aggiunto: «La card dimostra la grande sensibilità dell’Amministrazione verso i bisogni reali delle famiglie braidesi e la banca ha subito aderito all’iniziativa che, per ora, è la prima in provincia se non in regione».

Luigi Barbero, direttore dell’Ascom, aggiunge: «Un’importante iniziativa la quale cerca di smuovere un po’ la stagnazione dei consumi che la crisi ha prodotto. Riteniamo che la card abbia dei criteri giusti, non essendo trasversale e generalizzata, ma dipendendo dal reddito delle famiglie».

Plauso all’iniziativa è arrivato anche dai rappresentanti sindacali Carlo Casavecchia (Cgil) e Matteo Carena (Cisl). Un Comitato tecnico – che si è insediato lo scorso venerdì – sta ora vagliando i dettagli per il rilascio; la family card si potrà richiedere da settembre e avrà scadenza al 31 dicembre 2011.

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BRA. ESPERIMENTO CON LIMITAZIONI ORARIE
A tutti gli Over 70 la tessera per viaggiare gratis sui bus

Da “La Stampa” del 24 aprile di  ALTER MANZONE
BRA
«Che bella idea hanno avuto quelli del Comune. Non appena avrò la mia tessera gratis, andrò più spesso a trovare la mia amica che abita a Madonna dei Fiori». La signora Carolina è un’arzilla vecchietta, molto curata, che ieri mattina era in coda - negli uffici della Ripartizione Servizi in concessione - per prenotare la sua «card» gratuita. Leggere la sua carta di identità ha stupito anche il giovane e cordiale addetto dell’ufficio: la signora è «classe 1920» e i suoi 90 anni, già compiuti, li porta bene.
Piace molto a tutti gli «over 70» la possibilità di avere una tessera per poter utilizzare, gratuitamente, i bus della conurbazione. Tanto che da martedì a ieri a mezzogiorno (prima della pausa per il weekend) erano già oltre 150 le tessere prenotate. La procedura è semplice: basta andare in Comune, presentare il documento e firmare il modulo di richiesta. Tempo due giorni e la card «busfree» è pronta, con i dati compilati, buona per essere inaugurata il 2 maggio, data di inizio del servizio.
Spiega il funzionario della Ripartizione, Valerio Tibaldi: «L’idea di far viaggiare gratis i braidesi della “terza età” è venuta alla Ripartizione, che l’ha condivisa con l’assessore Giuseppe Bonetto. I nostri “over 70”, fino ai 104, ovvero gli anni della signora più anziana di Bra, sono 4626. Per dare loro una mano a far quadrare il bilancio, abbiamo valutato che questo servizio di mobilità sui bus arancioni della conurbazione fosse veramente una cosa gradita. Proprio come stiamo verificando con i concittadini».
La possibilità di fruire del servizio è - per adesso - vincolata dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 14 alle 19. Gli oltre 4600 ultrasettantenni, residenti a Bra, potranno usufruire gratis del servizio di trasporto sulle 4 linee conurbate che collegano la città anche con Cherasco, Sanfré e Pocapaglia, esibendo la tessera. Nelle vacanze estive la gratuità avrà durata giornaliera, senza limitazioni orarie. L’assessore Bonetto: «L’accordo è stato raggiunto tra la Giunta, i rappresentanti confederali dei pensionati e i gestori del servizio di trasporto; alla ditta Essebi daremo un contributo per il mancato introito».

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Da maggio bus gratuiti agli ultrasettantenni

Da “Gazzetta d’Alba” del 23 marzo  di Diego Lanzardo

A partire dal mese di maggio gli ultrasettantenni potranno viaggiare gratuitamente sui bus della conurbazione nelle fasce orarie non interessate dagli studenti. La Giunta comunale ha così accolto una richiesta avanzata dai rappresentanti confederali e dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil.

Nelle fasce orarie dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14 sino al termine del servizio, gli oltre 4.600 ultrasettantenni residenti a Bra (su una popolazione di poco meno di 30.000 abitanti) potranno usufruire gratuitamente del servizio di trasporto sulle quattro linee conurbate cittadine, che collegano la città della Zizzola anche con Cherasco, Sanfrè e Pocapaglia, esibendo una tessera che sarà rilasciata da aprile all’Ufficio servizi in concessione comunale. L’agevolazione sarà estesa all’intera giornata durante le vacanze scolastiche.

Nel 2009 la rete della conurbazione ha sfiorato il milione di passeggeri (919.150 per la precisione), con una media di 76.596 passeggeri al mese, che conferma il trend di crescita dei viaggiatori rispetto agli anni passati (erano 61.285 nel 2007 e 68.511 nel 2008).

Al servizio sono abbonati oltre duecentoventi studenti (erano una decina in meno l’anno passato) e circa duecentosessanta sono le tessere gratuite distribuite agli invalidi e finanziate dall’Amministrazione regionale. Una trentina, invece, gli abbonamenti sottoscritti in media ogni mese dai pensionati. Nel complesso, i biglietti per la corsa singola venduti nel corso del 2009 sono stati più di 26 mila, oltre ai 7.400 venduti con sovrapprezzo direttamente a bordo dei mezzi. Oltre 1.200 i biglietti da trenta corse venduti nei diversi punti di distribuzione presenti nei quattro Comuni interessati dal servizio

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Mondovì,misure anticrisi: documento d'intesa con i sindacati

Da “www.targatocn.it del 13 febbraio

Un aiuto concreto a favore delle famiglie monregalesi che si trovano oggi in difficoltà a causa delle ripercussioni che la crisi economica mondiale sta provocando anche nella nostra Città”. Questo il commento del sindaco di Mondovì, Stefano Viglione, a seguito della firma di un documento di intesa sottoscritto oggi alla presenza dei rappresentanti delle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil nel quale sono contenute una serie di agevolazioni sul costo del buono pasto, sull’abbonamento del trasporto scolastico e sulle rette dell’Asilo Nido. “Fin dall’anno scorso – ha detto Viglione - abbiamo intrapreso con i sindacati un percorso comune che ci aveva consentito di individuare interventi mirati a favore delle fasce deboli. L’accordo siglato oggi è un’ulteriore testimonianza dell’impegno del Comune verso quei monregalesi che oggi pagano maggiormente gli effetti della crisi economica: al riguardo, segnalo i contributi straordinari a favore di chi ha perso il lavoro, nuove opportunità di impiego presso il Tribunale di Mondovì; l’intervento volto ad incrementare con proprie risorse i contributi per l’affitto”.

Nel concreto è stato proposto un abbattimento del 40% sul reddito ISEE 2008 (indice di riferimento per beneficiare di agevolazioni economiche sui servizi) per le famiglie con almeno uno dei due coniugi, o dei due conviventi, in cassa integrazione a zero ore (ordinaria, straordinaria, in deroga) oppure in mobilità o in disoccupazione ordinaria, residenti nel Comune di Mondovì; per i lavoratori e le lavoratrici in disoccupazione senza diritto ad indennità verrà applicata la fascia di agevolazione più favorevole; infine, vi sarà un abbattimento del 3,33% sul reddito ISEE 2008 per ogni mese di collocazione in cassa integrazione a far data dal 1° settembre 2008, per i lavoratori e le lavoratrici in CIGO, CIGS, CIG in deroga, non a zero ore residenti nel Comune di Mondovì. Per avere diritto alle riduzioni, i lavoratori suddetti, dovranno presentare la certificazione dell’azienda o curatore fallimentare dello stato di cassa integrazione, la mobilità certificata o l’indennità di disoccupazione certificata dal centro per l’Impiego, allegando l’I.S.E.E. riferito all’anno 2008. Le riduzioni si applicheranno a far tempo dalla presentazione della certificazione del lavoratore al Comune di Mondovì. Sarà fatto obbligo al lavoratore di comunicare ogni variazione rispetto alla situazione occupazionale che ha dato luogo alle previste agevolazioni entro il termine di 15 giorni. In caso contrario il Comune chiederà il rimborso di quanto percepito indebitamente, maggiorato del tasso di interesse legale.

 

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SAVIGLIANO. COMUNE E SINDACATI HANNO SIGLATO UN ACCORDO
Nido e mensa scolastica scontati per le famiglie in difficoltà

Da “La Stampa” del 26 novembre di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
I lavoratori in cassa integrazione, in mobilità o disoccupati beneficeranno di un abbattimento del reddito per la determinazione delle tariffe relative all’asilo nido «Peter Pan» e alla mensa scolastica dei propri figli, in modo da far corrispondere tali tariffe al reddito effettivo, colpito dalla crisi economica. L’accordo è stato siglato tra Comune di Savigliano, rappresentato dal vicesindaco Maria Silvana Folco, e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, e Uil (nelle persone di Carlo Casavecchia, Maria Albera e Giovanni Corazza).
Alle famiglie in cui almeno uno dei due coniugi o conviventi siano lavoratori in cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga a zero ore, in mobilità o in stato di disoccupazione, residenti nel Comune di Savigliano, con un reddito Isee (lo strumento permette di misurare la condizione economica delle famiglie italiane e tiene conto di reddito, patrimonio mobiliare e immobiliare e caratteristiche di un nucleo familiare) sino a 15 mila euro nel 2008 sarà applicato un abbattimento del 40%. E in particolare ai lavoratori in cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga, non a zero ore, residenti nel Comune di Savigliano, con un reddito Isee 2008 sino a 15 mila euro sarà applicato un abbattimento del 3,33% per ogni mese di cassa integrazione a partire dal 1° settembre scorso.
Per i lavoratori disoccupati senza diritto a indennità sarà applicata la fascia di esenzione più favorevole.
Per avere diritto alle riduzioni, i lavoratori devono presentare la certificazione dell’azienda o curatore fallimentare dello stato di cassa integrazione, la mobilità certificata o l’indennità di disoccupazione certificata dal centro per l’Impiego, allegando l’Isee riferito all’anno 2008.
Giudizio positivo è stato espresso dai rappresentanti sindacali: «Auspichiamo – dicono Carlo Casavecchia, Maria Albera e Giovanni Corazza - che il confronto con la Giunta possa svilupparsi positivamente nei prossimi mesi anche su altre fondamentali tematiche, come quelle relative agli anziani, alla disabilità o all’handicap, nell’interesse dei lavoratori e dei pensionati».

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COMUNE DI ALBA
Ampliati gli aiuti per disoccupati o chi è in Cassa

Da “La Stampa” del 21 ottobre

 Un numero più alto di disoccupati e lavoratori in cassa integrazione e mobilità potrà accedere alle agevolazione per i servizi di mensa scolastica e trasporto alunni. Il Comune di Alba e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno siglato l’accordo per agevolare i lavoratori che, in seguito alla crisi economica, hanno subìto una riduzione del loro reddito. L’accordo riguarda i servizi di mensa scolastica e trasporto alunni e prevede, come chiesto dalle organizzazioni sindacali, che ai lavoratori in cassa integrazione (ordinaria, straordinaria o in deroga) a zero ore, in mobilità o in disoccupazione residenti nel comune sia applicato un abbattimento del 40% sul reddito Isee 2008 per usufruire delle riduzioni o esenzioni. La soglia che oggi comprendeva i redditi Isee fino a 8500 euro viene ampliata fino a 14150 euro.
Per i lavoratori in cassa integrazione non a zero ore l’abbattimento del reddito Isee è del 3,33% per ogni mese di cassa integrazione a partire dal 1 settembre 2008 (per mese intero si intende una sospensione dal lavoro pari o superiore a 80 ore mensili). «Dopo questo primo passo positivo - fanno sapere i sindacati -, intendiamo proseguire il confronto con l’Amministrazione comunale su tutte le altre tematiche in discussione a cominciare dai problemi relativi agli anziani, dalle iniziative di aiuto per le situazioni di disabilità o handicap ai percorsi per un invecchiamento attivo, e dal graduale innalzamento delle fasce Isee per i servizi a domanda individuale e la Tarsu, con una differenziazione tra lavoratori autonomi e dipendenti». \

 

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MONDOVI’. MENSA E TRASPORTI
Sindacati: “Il Comune decide senza trattare”

«In tutte le altre principali città della provincia si sono raggiunti positivi accordi su tematiche urgenti. Non è così a Mondovì, ma speriamo che l’atteggiamento dell’amministrazione comunale cambi». Le segreterie provinciali di Cgil - Cisl e Uil si pronunciano in modo duro nei confronti della giunta monregalese. Terreno dello scontro sono gli «indicatori di situazione economica» (Isee), strumenti di determinazione del reddito delle famiglie. Garantiscono equità nell’accesso ai servizi e nella definizione delle soglie di esenzione e di agevolazione per tariffe e rette.
Secondo i sindacati, Mondovì, nonostante una piattaforma sindacale unitaria, avrebbe autonomamente deciso modifiche a mense scolastiche e trasporto alunni, peggiorative per i lavoratori in cassa integrazione e le famiglie con difficoltà economiche. La replica dell’assessore Daniela Cusan: «La nota dei sindacati ci sorprende, perché si è intrapreso da tempo un cammino comune. Oltre alle iniziative già in atto, sono state modificate le modalità di calcolo delle rette dell’asilo nido introducendo il valore Isee. E’ prossimo l’avvio di due iniziative per il reinserimento di chi ha perso il lavoro, oltre a sussidi ecoomici per i casi più gravi».

 

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La crisi
“Non fate pagare mense asili, bus e tassa rifiuti a chi è in difficoltà”

Da “La Stampa” del 22 settembre 2009

Esenzione dal pagamento delle rette degli asili nido, mense scolastiche, trasporto alunni, doposcuola, abbonamenti trasporti pubblici urbani e della tassa rifiuti per le famiglie con un Isee (parametro della situazione economica) al di sotto degli 8 mila euro. Esenzione parziale per i redditi Isee compresi tra 8 a 16 mila euro». Sono alcune delle richieste che le segreterie provinciali di Cgil-Cisl-Uil avanzano alle amministrazioni comunali della Granda per far fronte alla crisi economica.
«Accordi che vanno in questa direzione sono già stati raggiunti con i Comuni di Saluzzo, Moretta, Borgo San Dalmazzo e Caraglio - spiegano i responsabili sindacali - relativamente ai servizi a domanda individuale con particolare riguardo per i lavoratori in cassa integrazione, mobilità e disoccupazione. Per i prossimi giorni sono già stati fissati anche incontri di contrattazione territoriale con Fossano e Savigliano. Seguiranno vertici con i Comuni di Cuneo e Mondovì».
I sindacati chiedono anche politiche a sostegno dell’invecchiamento attivo dei pensionati; progetti per facilitare l’integrazione sociale degli immigrati; politiche per la casa con particolare riguardo per i pensionati e le giovani coppie. E’ stata anche avanzata la richiesta affinché le amministrazioni comunali avviino tutte le opere pubbliche immediatamente cantierabili per contribuire a dare impulso all’economia provinciale.
«Si tratta di richieste importanti per molte famiglie di lavoratori e pensionati - spiegano da Cgil-Cisl-Uil -, sia dal punto di vista economico, sia per la qualità della vita». Sugli interventi necessari per far fronte alla crisi economica i sindacati avevano già inviato un documento unitario anche alla Provincia.

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BRA. MODIFICHE DECISE DALLA GIUNTA COMUNALE
Asili e mense: più agevolazioni

Da “La Stampa” del 4 agosto di ]MARISA QUAGLIA
BRA
Centralità della famiglia e attenzione ai nuclei in difficoltà. Una delle priorità del programma elettorale presentato da Bruna Sibille sta prendendo forma in questi giorni. La Giunta comunale ha iniziato a discutere su alcuni servizi a domanda individuale e relative tariffe. Sono state decise modifiche sulle agevolazioni.
In particolare l’esecutivo braidese ha preso in considerazione mense e trasporti scolastici e asili nido. «Bra - spiega Gianni Fogliato, assessore al bilancio e alle Politiche familiari - era una delle città con i limiti di reddito più bassi. Ci stiamo adeguando agli altri centri della provincia».
Lasciando inalterate le tariffe base, sono stati aumentati i limiti di reddito per ottenere agevolazioni. Nello specifico, per quanto riguarda la mensa, fino allo scorso anno scolastico erano previsti due scaglioni di reddito Isee per ottenere sconti: fino a 3.500 euro e fino a 6.000 euro. Oggi sono passati rispettivamente fino a 6.000 il primo scaglione e a 8.000 il secondo. Confermato l’accordo con i sindacati, già avviato dalla precedente amministrazione, per i lavoratori in cassaintegrazione. Anche in questo caso il limite è stato sensibilmente alzato fino a 10.632 euro. Novità dal prossimo anno scolastico riguarda le famiglie numerose, quelle con almeno quattro figli a carico. Previsti due scaglioni anche in questo caso, fino ad arrivare a 20.000 euro di reddito. Altro servizio che vedrà cambiamenti è il trasporto scolastico. Finora preso in considerazione unicamente per le scuole primarie, oggi è esteso, partendo da famiglie con almeno due figli, anche delle scuole secondarie.
«Abbiamo voluto, in questo caso - continua l’assessore - non solo venire incontro ai bisogni delle famiglie, ma anche incentivare il trasporto pubblico». Per quanto riguarda gli asili nido il limite di reddito per ottenere agevolazioni è salito a 15.000 euro. «I servizi offerti dal Nido comunale - dice Fogliato - sono molteplici. Non tutti i braidesi conoscono bene, però, tali servizi. Perciò stiamo lavorando anche per dare un’informazione migliore e più puntuale. A questo proposito stiamo pensando all’attivazione di uno sportello famiglia, proprio per garantire maggiori informazioni, non solo per il Nido, ma per tutti i servizi offerti dal Comune».
Già dai banchi dell’opposizione, Fogliato aveva più volte ribadito la priorità delle esigenze delle famiglie. In qualità di assessore oggi le ribadisce: «sono scelte importanti, soprattutto in un momento di crisi come questo. Per questo abbiamo subito iniziato a ragionare sui possibili aiuti a chi si trova in difficoltà. Abbiamo fatto delle scelte di priorità».
Sostegno a chi è in difficoltà, attenzione ai problemi delle famiglie, ma anche serietà e controlli. E’ quello che promette il primo cittadino Bruna Sibille: «Sono soldi pubblici ed è dovere della pubblica amministrazione controllare e verificare. Ho intenzione di chiedere la collaborazione con la Guardia di Finanza. Penso che rigore e serietà siano il modo corretto di procedere».

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Saluzzo: firmato accordo tra Comune e Sindacati

Da www.targatocn.it del 1 agosto di Paola Gallo

Un importante accordo è stato firmato, ieri mattina, venerdì 31 luglio, nella sala consigliare di Saluzzo, tra le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e l’Amministrazione comunale. Lina Chialva e Mario Monge della Segreteria Lega Spi Cgil, Nicola Felice Segretario Lega Fnp Cisl e Giovanni Corazza Segretario Uilp Uil e gli assessori Fulvia Artusio, Alida Anelli e Marcella Risso hanno, infatti, concordato che “le fasce Isee definite per l’anno scolastico 2009/2010 previste dall’accordo del 19 dicembre dello scorso anno relativamente all’asilo nido, alla mensa scolastica, al doposcuola, all’estate ragazzi vengano abbattute del 40 per cento annuo per i lavoratori che colpiti dalla crisi economica si trovino di fronte a una ulteriore riduzione del proprio reddito in conseguenza della loro collocazione in Cassa integrazione, mobilità, disoccupazione”.

“Il confronto con il sindacato – ha affermato l’assessore alle Politiche sociali Alida Anelli – ha caratterizzato fin da subito il metodo di programmazione di questa amministrazione comunale. Subito dopo l’ultima tornata elettorale ci siamo resi conto che la crisi economica ha invaso il territorio saluzzese con particolare diffusione, tanto che ci siamo ritrovati ad affrontare molte emergenze in continua crescita negli ultimi due mesi. Per questo abbiamo accettato con piacere l’invito dei sindacati a partecipare a un lavoro di concertazione per rivedere le fasce Isee. Ci è sembrato doveroso dare un segnare in questo senso ai lavoratori in difficoltà”. L’accordo firmato, oltre all’abbattimento dei costi per i servizi a domanda individuale, prevede anche l’istituzione di un tavolo di concertazione per monitorare la situazione produttiva e occupazionale del territorio, al quale parteciperanno anche il Centro per l’impiego e le parti sociali che operano nel Saluzzese.

Terzo, e non ultimo per importanza, punto è la nascita di un Fondo di contrasto alla povertà finalizzato a sostenere i cittadini saluzzesi con redditi bassi che verranno a trovarsi in situazione di particolare difficoltà economica: “A questo fondo, che sarà inserito nel bilancio preventivo 2010 del Comune – ha aggiunto Fulvia Artusio – dovranno partecipare altri soggetti istituzionali e non, quali la diocesi e le Fondazioni bancarie. Per parte nostra destineremo a questo fondo sociale gli introiti del 5 per mille dell’anno 2008”. “I lavoratori in Cassa integrazione e in mobilità percepiscono un tetto massimale oltre il quale non si può andare, pari mediamente al 50 per cento dello stipendio, per cui si creano situazioni veramente difficili che hanno portato alla richiesta di abbattimento delle rette dei servizi gestiti direttamente dal Comune, tenendo conto comunque che l’Asilo nido saluzzese è quello che costa meno in tutta la provincia. Fondamentale è anche l’importanza sia del Tavolo di concertazione che del Fondo di contrasto alla povertà, perché, al contrario di quanto si va dicendo sui media, il peggio deve ancora arrivare dal punto di vista occupazionale. Le Casse integrazioni finiscono prima o poi, e se queste persone non ritornano a lavorare si ritrovano disoccupate. Già a dicembre avevamo fatto un accordo che aumentava l’applicazione delle fasce Isee fino a un reddito di 16 mila euro. Oggi si sale a 20 mila euro. Da parte nostra non possiamo che essere soddisfatti e speriamo che Saluzzo, primo Comune a muoversi in questo senso, continui a essere esempio per tutta la provincia, come lo è stato finora”.

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SOCIOASSISTENZA. ACCORDO PRESENTATO A COSTIGLIOLE
Tre enti firmano un patto per aiutare chi ha bisogno

Da “La Stampa” del 7 maggio di ANDREA GARASSINO
COSTIGLIOLE
L’obiettivo è comune: assistere e tutelare le fasce deboli della popolazione. Fra gli altri, anziani, portatori di handicap, persone seguite dai servizi sociali, immigrati.
Ora il Consorzio Monviso Solidale (che riunisce 58 comuni del Saluzzese,  del Saviglianese e del Fossanese), i patronati che hanno formato un coordinamento provinciale e i Caf (Centro assistenza fiscale) hanno siglato un accordo per uniformare e utilizzare al meglio gli strumenti già «sul tavolo».
I termini del «patto» per offrire servizi migliori e più efficienti alla popolazione sono stati presentati ieri a Palazzo Sarriod de La Tour a Costigliole. Una serie di incontri, nei mesi scorsi, ha permesso agli operatori del Consorzio e a quelli degli altri due enti di chiarire le modalità e la tipologia delle prestazioni, in modo da poter orientare nel giusto ufficio e sportello gli utenti. «L’importante - spiega Ivano Bresciano dell’Area progetti e qualità del Monviso Solidale – è proseguire il dialogo per arrivare a parlare un solo linguaggio con chi chiede le prestazioni».
In sostanza, gli operatori degli uffici hanno il compito di indirizzare le persone verso le istituzioni più adatte alla soluzione di un problema o alla presentazione di una pratica «evitando doppioni e sprechi di risorse».
Inoltre, il Consorzio ha lavorato nei mesi scorsi su un nuovo «Isee» (lo strumento di determinazione del reddito per l’esenzione totale o parziale dal pagamento di servizi) chiamato «rielaborato» che tiene conto, oltre agli indicatori standard, anche del luogo dove abita l’utente (in pianura o in montagna, in centro o nelle frazioni), della presenza o meno dei servizi nel suo comune, della vicinanza all’ospedale, del possesso di una casa e della composizione del nucleo familiare. L’accordo con i Caf prevede la convenzione per l’utilizzo dell’«Isee rielaborato» per chi si presenta agli sportelli e chiede le prestazioni fornite dal Consorzio. «Un ottimo modo - ha sottolineato la responsabile del Caf Cgil - di riequilibrare dal punto di vista economico la popolazione in un momento di crisi come questo».

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numeri
Assistenza agli anziani Un aiuto a 660 famiglie

da “La Stampa” del 12 aprile di Matteo Borgetto

Oltre sei milioni e mezzo di euro per l’assistenza domiciliare agli anziani non autosufficienti con più di 65 anni. E’ quanto stanzierà la Regione a favore delle Asl di Cuneo nell'ambito del «Piano di riordino delle prestazioni di assistenza socio-sanitaria a sostegno della domiciliarità», che nella Granda coinvolgerà circa 660 famiglie.
Gli interessati hanno due mesi di tempo per presentare la richiesta di contributo, variabile a seconda della gravità dell’assistito, stabilita dall’Unità di valutazione geriatrica (Uvg) tenendo conto del reddito Isee. Una volta definito un Piano di assistenza individualizzato (Pai), le famiglie potranno utilizzare il denaro scegliendo fra i servizi di assistenza domiciliare (personale Adest, Oss e badanti), cure familiari (parenti fino al quarto grado), affidamento a volontari, telesoccorso e consegna dei pasti a domicilio.
I massimali erogabili vanno dagli ottocento euro mensili per un livello di bassa intensità assistenziale, ai 1.100 euro per la media e 1.350 euro per la medio-alta, elevabili a 1.640 euro se l’anziano è privo di rete familiare o portatore di handicap grave. Tali somme rappresentano il cinquanta per cento della spesa a carico delle Asl: la rimanenza farà capo al cittadino, che qualora non disponga di risorse proprie, potrà avvalersi dei contributi previsti dal Comune di residenza o dai servizi socio-assistenziali. Per la prima volta, sarà riconosciuto un «valore economico» ai familiari che svolgono funzioni di cura, con assegni da duecento a quattrocento euro mensili in base all’intensità delle prestazioni. Nel caso dell’affidamento a un volontario, il compenso varia dai duecento ai seicento euro. In media, ciascun beneficiario otterrà un contributo annuale di diecimila euro.
«Un grande passo avanti - dice il presidente della Commissione regionale Sanità e Welfar, Elio Rostagno - per permettere agli anziani non autosufficienti di rimanere a casa, vivere meglio la vecchiaia a fianco dei parenti e non rappresentare un “peso” per la comunità. Il progetto avrà ricadute molto positive in Provincia, soprattutto nelle aree marginali di montagna».
Il direttore dell’Asl Cn1, Corrado Bedogni: «Un finanziamento importante - dice - in un periodo molto difficile per l’economia famigliare. L’assistenza a domicilio comporta notevoli vantaggi dal punto di vista cognitivo e comportamentale dell'anziano». Il direttore del dipartimento servizi territoriali dell’Asl Cn2, Patrizia Corradini: «Progetto positivo, che va ad aggiungersi alle molteplici iniziative che stiamo portando avanti da anni in sinergia con gli enti gestori dei servizi socioassistenziali. E le risorse, purtroppo, non sono mai sufficienti».

 

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Tessera sconto a 7300 anziani
ALBA

Da “La Stampa” del 7 aprile di ROBERTO FIORI
ALBA
Si chiama «Carta Più Città di Alba» e arriverà direttamente a casa di tutti gli albesi over 65, entro il 15 aprile. I possessori di questa tessera potranno accedere a varie iniziative culturali, sportive e ricreative gratuite e scontate realizzate dal Comune e usufruire di sconti e promozioni negli oltre 240 esercizi commerciali e attività di servizio che hanno aderito al progetto.
Nata dalla collaborazione tra assessorato comunale ai Servizi sociali, associazione commercianti albesi, Confartigianato e le sigle sindacali Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, l’iniziativa è stata presentata ieri pomeriggio in Municipio. «In un momento di dificoltà generale - dice il sindaco Giuseppe Rossetto - è importante dare strumenti e fiducia all’economia locale, unendo le forze per continuare a far crescere la nostra città. Alba ha bisogno dell’entusiasmo dei cittadini e della salda presenza delle istituzioni per continuare a essere competitiva e dinamica in Italia e all’estero». E aggiunge: «Credo sia importante promuovere le iniziative di autodisciplina dei prezzi perché rappresentano una risposta concreta alle esigenze della popolazione».
Anche per il presidente dell’Aca, Gian Giacomo Toppino, «la ‘’Carta Più’’ rappresenta un concreto segnale di sostegno al reddito e ai consumi delle famiglie. E’ il risultato di un lavoro di squadra, grazie al quale potremo offrire ai cittadini un piccolo strumento di difesa dal caro vita, restituendo valore al loro potere d’acquisto».
La tessera, nominativa, arriverà via posta nelle case di 7.300 pensionati, con una lettera di presentazione che spiegherà come utilizzarla e un pieghevole che fornirà l’elenco degli esercizi aderenti e dei servizi previsti dall’iniziativa. Si va dagli sconti in negozi, farmacie e supermercati ai menù a prezzo fisso di bar e ristoranti, da agevolazioni per attività di servizio come assicurazioni e ambulatori medici a promozioni per usufruire di servizi comunali, come il trasporto urbano, la piscina coperta, la bocciofila, il teatro e la biblioteca. All’iniziativa hanno aderito anche 47 ambulanti, che assicureranno sconti dal 5 al 10% ai possessori della «Carta Più».
«Un risultato importante - spiegano i promotori - è rappresentato dal fatto che l’elenco degli aderenti è molto ampio e include tutte le categorie commerciali e di servizio, diffuse in ogni quartiere cittadino». Si inizierà il 15 aprile e si proseguirà fino a settembre per una prima verifica, con l’intenzione di concludere il progetto a dicembre. E’ stato calcolato che per ogni «over 65» ci potrà essere un risparmio medio di 150 euro.
Soddisfatte le organizzazioni sindacali, anche se non è mancata qualche polemica. «Dopo la campagna ‘’Prezzi bloccati’’ dell’anno scorso - dice il segretario albese dei pensionati Cisl, Francesco Versio - si era già parlato di proseguire con un’iniziativa rivolta agli anziani. Alla fine di quest’anno ci siamo accordati su questa tessera e il fatto che il Comune abbia temporeggiato fino a oggi per presentarla ci fa temere che possa essere strumentalizzata in vista delle elezioni».
Un sospetto fiutato anche dal capogruppo dell’opposizione, Antonio Degiacomi: «Perché si fa un accordo ad aprile che probabilmente durerà fino alla fine di settembre, cioè esattamente a cavallo della campagna elettorale?». Ma non è questa l’unica osservazione che arriva dalla minoranza. «Apprezzo gli sforzi del Comune e del sindacato per tutelare gli anziani e la disponibilità dei commercianti - dice ancora Degiacomi -, tuttavia mi domando perché a questi vantaggi possano accedere pensionati che non ne hanno bisogno e non, ad esempio, una coppia di trentenni con figli che invece fatica. Sono i soliti limiti delle politiche sociali in Italia, che non tengono abbastanza conto della famiglie e dei redditi».

 

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Mensa scolastica, rette ridotte per determinati casi
Il provvedimento stabilito dalla Giunta scatterà il 1 marzo

Da www.grandain.com del 21 febbraio

Bra - Applicazione delle rette del servizio comunale della mensa scolastica per determinati casi, all’attenzione della Giunta comunale di Bra. L’esecutivo della città della Zizzola ha approvato in questi giorni, con decorrenza 1° marzo 2009, le possibilità di riduzione a favore di utenti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di 1° grado. I richiedenti dovranno essere in possesso di determinati requisiti: le riduzioni saranno attivate nei confronti di chi è residente nel Comune di Bra, è in possesso di un indicatore economico equivalente (ISEE), reddito 2007, inferiore o pari a € 10.000, ed inoltre è in particolari condizioni lavorative, ad esempio se è inserito in cassa integrazione ordinaria per almeno 100 ore nell’arco di tre mesi consecutivi a decorrere dal 1° settembre 2008, oppure è inserito in cassa integrazione straordinaria od in lista di mobilità alla data di presentazione della richiesta di riduzione, od ancora percepisce alla data di presentazione della richiesta di riduzione l’indennità di disoccupazione. Le domande per ottenere la riduzione dovranno essere presentate all’ufficio Scuola del Comune di Bra, via Barbacana, 6 1° piano, dal lunedì al venerdì dalle 8,30-12,30 e dal lunedì al giovedì in orario 15,00-16,00. Coloro che intendono richiedere la riduzione della tariffa devono presentare domanda, corredata da autodichiarazione attestante l’ISEE, reddito 2007, e la certificazione comprovante lo stato di cassa integrazione ordinaria (certificazione dell’azienda), cassa integrazione straordinaria o lista di mobilità (certificazione dell’azienda o del Centro per l’Impiego), indennità di disoccupazione (certificata dal Centro per l’Impiego). La riduzione decorre dalla data di presentazione della richiesta

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Piasco; Riduzioni sulla TARSU, per i sindacati è poco

Da “www.targatocn.it”  del 11 febbraio

Anche sulle modalità di applicazione di una detassazione o di uno sconto sulle tasse si possono verificare dei contrasti ed è quello che è accaduto fra i sindacati CGIL-CISL-UIL ed il Comune di Piasco. Nei mesi scorsi le principali organizzazioni sindacali avevano chiesto ai comuni del saluzzese l’apertura di una contrattazione in cui venissero individuate le modalità attuabili per sostenere i redditi più bassi applicando l’ISEE sia sui servizi comunali che sulla tassa sui rifiuti. I sindacati chiedevano, e in alcuni casi, come a Saluzzo Manta e Moretta, hanno ottenuto una esenzione totale dal pagamento della tassa sui rifiuti per le fasce di reddito più basse, mentre il Comune di Piasco, reo secondo i sindacati di non aver voluto aprire un tavolo di contrattazione, ha deciso autonomamente una riduzione, che va dal 75% al 25%, per le fasce più deboli. I sindacati hanno contestato sia la mancata convocazione di un tavolo di trattativa che l’esigua riduzione applicata dal Comune per le famiglie con redditi bassi, che in questa particolare congiuntura si trovano in grave difficoltà. Da parte sua il sindaco, nella lettera inviata ai sindacati in cui venivano annunciate le riduzioni sulla tassa sui rifiuti, faceva riferimento al ‘significativo tentativo di questa amministrazione di sostenere le famiglie più provate dalla crisi, in tempi finanziariamente difficili per i piccoli comuni’; un modo per dire che quello che si poteva fare era stato fatto. I sindacati però non ci stanno ed hanno annunciato per i prossimi giorni la distribuzione di volantini in occasione dei mercati di Manta e Piasco per far conoscere ai cittadini le decisioni dei rispettivi comuni e sottolineare la differenza di risultato conseguito laddove sia stato possibile attuare una contrattazione con i sindacati.

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SAVIGLIANO. PROTESTA
“Social card inadeguata e ingiusta”

Da “La Stampa” del 31 dicembre di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
La Consulta anziani e pensionati, organismo creato con delibera del Consiglio comunale nel 1990, con funzione consultiva rispetto all’Amministrazione, alla quale presenta proposte su iniziative ed argomenti riguardanti le persone anziane e pensionate, considera «inadeguata» l’iniziativa della «social card», il «bancomat» di 40 euro mensili approvato dal governo e destinato ai meno abbienti che abbiano compiuto 65 anni.
Il giudizio è emerso nel corso dell’ultima riunione della Consulta, di cui è presidente Livio Ambrassa e vice Angelo Testa e alla quale fanno capo diverse associazioni cittadine che operano nel campo dell’assistenza e dell’animazione per gli anziani. «A nessuno sfugge l’importanza che in un momento di grave crisi per il Paese – si legge in un comunicato a firma della Consulta -, ha ogni misura economica a favore dei più deboli. Proprio per questo un primo giudizio sulla “carta acquisti”, pur apprezzandone le finalità, è di inadeguatezza per la sua consistenza di 40 euro al mese, non si sa per quanti mesi, visto che non viene indicata la copertura economica per il 2009. Inoltre, i requisiti per poter usufruire della social card sono talmente stretti, per cui saranno esclusi moltissimi pensionati e pensionate in condizioni di vera indigenza».
Ma ciò su cui maggiormente dissentono i componenti della Consulta, è la serie di passaggi, definita «umiliante», richiesti alle persone per poter ottenere la tessera elettronica. «Ci domandiamo – puntualizza il direttivo della Consulta - se con le procedure informatiche, che oggi permettono di incrociare i dati in possesso di Inps, Comuni, ministero delle Finanze, Enel, non si sarebbero potuti individuare gli aventi diritto e fargli trovare i benefici direttamente sulla pensione o comunque a livello personale, evitando trafile lesive della dignità».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessore alla Famiglia e vicesindaco di Savigliano «Jack» Calcagno: «Lo Stato ha tagliato i fondi sociali e li ha messi nella “social card”: sono indignato per questa forma di elemosina che il governo ha messo in atto, tagliando i fondi alle strutture che avevano anche il compito di sostenere gli indigenti in forme meno umilianti». Calcagno ha esposto questo suo pensiero anche in occasione della presentazione del bilancio 2009 del Comune, approvato la scorsa settimana.

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SERVIZI. «NIDO» COMUNALE
A Saluzzo l’asilo meno caro                            

                                tabella comparativa con altri comuni della provincia

Da “La Stampa” del 31 dicembre di MONICA COVIELLO
SALUZZO
«Con una retta mensile minima di 39,06 euro (per il tempo pieno e determinata in base alla fascia Isee di appartenenza), l'asilo nido comunale Jean Monnet di via Monsignor Savio, a Saluzzo, si conferma la struttura più economica della provincia». Così Alida Anelli, assessore ai Servizi socio-assistenziali e alle Politiche dell'infanzia e famigliari spiega come la politica a sostegno della famiglia seguita dall'Amministrazione stia dando i frutti sperati. Al Monnet, affidato in gestione alla cooperativa Codess di Mestre, vengono accolti 68 bambini (la lista d'attesa di chi desidererebbe fruire del servizio ma non ha ancora trovato posto è piuttosto lunga) e lavorano 13 educatrici (di cui due sono a sostegno di bambini portatori di handicap), una cuoca, due aiuto cuoca e due ausiliarie. «E non abbiamo dubbi sul livello qualitativo del servizio - specifica Adriana Canu, coordinatrice -: lo dimostra anche l'elevatissimo numero di richieste che ci perviene ogni anno». In questo momento, poi, la struttura è eccezionalmente chiusa (fino al 7 gennaio) «proprio per consentire - aggiunge la coordinatrice - una ristrutturazione che permetterà di offrire un servizio ancora migliore: siamo intervenuti sulla sistemazione degli arredi e sulla tinteggiatura».
Ma come è possibile mantenere tariffe così contenute? La limitazione dei costi per gli utenti del nido si inserisce in un contesto più ampio, che nei giorni scorsi ha portato a stipulare un accordo con i sindacati per l'innalzamento della soglia Isee, valida per accedere alle riduzioni per i servizi a domanda individuale (doposcuola, mensa, asilo nido ed Estate Ragazzi), da 13 fino a 16 mila euro. «Le precedenti fasce Isee - spiega Alida Anelli - portavano a un mancato introito di 120 mila euro, cifra che, con il nuovo accordo, è destinata a salire. Allo stesso tempo, nella fascia degli esenti, è stata introdotta una differenziazione tra redditi di lavoratori dipendenti, autonomi e misti, in base alla “No tax area”, che prevede per ciascuno un differente trattamento fiscale. Credo che in una congiuntura caratterizzata dai tagli di risorse agli enti locali, ad esempio quello del 30% del Fondo sociale nazionale, lo sforzo dell'Amministrazione sia notevole».
Il progetto costa circa 120 mila euro. «Grazie alla lotta all'evasione fiscale, e con i proventi di questa politica, abbiamo finanziato questa iniziativa», precisa Anelli. «Stiamo facendo un grande investimento nel settore sociale: è passato da 900 mila euro a 1.600.000. Inoltre, ci siamo impegnati per mantenere invariati i prezzi dei servizi, che hanno subìto il solo adeguamento Istat: l'asilo nido è appunto il servizio per eccellenza. E non abbiamo mai aumentato l'Irpef. In questo modo, speriamo di fronteggiare al meglio una crisi che si avverte in tutta la sua gravità anche qui».

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Appello della ACLI al Governo

“Prorogate le scadenze per ottenere la social card”

Le sedi dell’associazione hanno finora sbrigato quattrocento pratiche Previste altrettante

Da “LA\ Stampa” del 27 dicembre di ALBERTO PRIERI
CUNEO
«Bisogna prorogare al 28 febbraio 2009 la scadenza per poter chiedere la social card, altrimenti chi ne ha più bisogno rischia di perdere l’accredito dei primi 120 euro». E’ la protesta di Elio Lingua, direttore provinciale Acli. La dirigenza nazionale dell’associazione ha chiesto al governo di spostare la scadenza, ma per ora non ha ottenuto risposte.
Il bonus di 40 euro al mese avrebbe dovuto essere erogato da ottobre, però il meccanismo di distribuzione si è messo in moto solo dal 1° dicembre. I soldi dei mesi precedenti saranno concessi soltanto a chi presenterà domanda entro il 31 dicembre. «Troppo presto, anche se i nostri uffici resteranno aperti il 28, 29 e 30 dicembre per dare l’assistenza necessaria - dice Lingua -. Tutti hanno bisogno di aiuto: è troppo impegnativo compilare la domanda da soli, calcolare l’indice della situazione economica (Isee) e preparare gli altri documenti necessari». Che vanno poi consegnati in Posta. «Rilasciamo subito la tessera, ma ci vogliono almeno 48 ore prima che il credito venga caricato e sia spendibile - spiega Antonio Sgroi dell’ufficio stampa di Poste Italiane -: dobbiamo attendere il via libera da ministero del Tesoro e Inps che controllano i dati presentati dal richiedente: il flusso delle domande è costante, non c’è stato un assalto agli sportelli postali».
A livello nazionale finora sono state consegnate più di 300 mila carte, al ritmo di circa 30 mila al giorno, ma in tutta Italia i beneficiari sono più di 1 milione. «Difficile dire quanti siano nel Cuneese - ammette Lingua -: nella sede di Cuneo l’Acli ha perfezionato 150 domande. Contando anche gli uffici zonali di Saluzzo, Savigliano, Fossano, Alba, Bra e Mondovì arriviamo a 400 e altre se ne aggiungeranno, per questo bisogna spostare la scadenza». Se quella del 31 dicembre sarà confermata, chi presenterà la domanda dopo dovrà attendere fino a febbraio per avere un accredito di 80 euro.
Possono richiedere la social card le persone con più di 65 anni e un reddito inferiore ai 6.000 euro annui (63 mila in Piemonte nel 2007). «Solo uno su cinque la ottiene, perchè i parametri sono molto restrittivi - rivela Mario Ghibaudo del sindacato pensionati Cisl -. Non si devono avere più di 15 mila euro in banca e non si devono possedere altri immobili oltre l’abitazione di residenza. Basta essere proprietari di una catapecchia in montagna per vedersi negare il bonus».

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ALBA. COMUNALE
La mensa cambia look e aumenta i prezzi del dieci per cento

Da “La Stampa” del 18 settembre di ISOTTA CAROSSO
ALBA
Nuovo look e tariffe più care sono le novità della mensa comunale che ha riaperto i battenti questa settimana.
Gli adulti, compresi i dipendenti comunali, i cantieristi, i lavoratori socialmente utili e i volontari del servizio civile, pagano quest’anno il 10 per cento in più su pasto e bevande. Un pasto completo composto di primo, secondo, contorno, frutta o dolce è passato da 6,60 a 7,20 euro. Gli allievi di scuole materne, elementari e medie invece spendono il 6% in più, pari al valore dell’inflazione. Elemento positivo è l’innalzamento della soglia Isee a 8000 euro per ricevere agevolazioni, suddivise in tre fasce di reddito. L’esenzione totale è prevista per gli alunni appartenenti a nuclei famigliari con genitori disoccupati, con Isee pari a zero e per alunni diversamente abili con un’invalidità superiore al 70%. Anche i nuclei familiari con 4 o più figli in età scolare hanno diritto a esenzioni per Isee inferiore ai 3100 euro e poi riduzioni progressive fino a 29 mila euro.
«Crescono i prezzi, ma anche la qualità – precisa l’Ufficio assistenza scolastica –. I locali sono stati rinnovati e ampliati e anche il menu è molto più vario, giocato su sei settimane, e studiato in base alle diverse esigenze. Ad esempio, è stata realizzata una cucina appositamente attrezzata per preparare i pasti per i celiaci». Altra grande novità è l’angolo pizza, che verrà preparata e servita tutti i giorni. E sarà proprio un pizza party, domani alle 16, ad inaugurare la stagione 2008/2009. Completamente nuovi la pavimentazione, gli arredi e l’illuminazione. Precisa l’Ufficio assistenza scolastica: «Continueremo a offrire carne Coalvi, frutta e verdura biologica e olio extravergine di oliva, certi che le materie prime di qualità siano una sicurezza per la salute».

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12 Milioni di Euro per  la domiciliarità degli anziani  non autosufficienti

da “L’Unione Monregalese” del 3 settembre

Su iniziativa dell'asses­sore al Welfare, Teresa Angela Migliasso, la Giunta regionale, ha deliberato lo stanziamento di 12 milio­ni di euro per interventi a sostegno della domiciliarità degli anziani non auto­sufficienti. I finanziamen­ti, destinati ai gestori delle funzioni socio-assistenzia­li, sono finalizzati all'ero­gazione di servizi per fa­vorire il mantenimento a domicilio degli anziani non autosufficienti, sostenen­do anche i familiari nella loro attività di cura e assi­stenza.

In particolare, le risorse andranno a finanziare:

·            interventi economici a sostegno della domiciliari­tà (ad esempio assegni di cura, buoni servizio, affi­damenti diurni, contributi alternativi al ricovero)

·            assistenza a domicilio da parte di operatori socio­sanitari

·            ricoveri di sollievo, at­traverso i quali è possibile inserire, per un periodo de­finito, un anziano non autosufficiente in una struttura residenziale, consentendo cosi uno spazio di "sollie­vo" a coloro che svolgono continuativamente la fun­zione di cura

semiresidenzialità: cen­tri per l'accoglienza diurna I fondi saranno ripartiti fra gli Enti gestori in base alla percentuale di popo­lazione ultrasettantacin­quenne rispetto al totale regionale.

"Con l'invecchiamento del-la popolazione - dichiara l'assessore Migliasso - cre­sce la dornanda di assistenza. Questo provvedimento, oltre a rappresentare una risposta aile cornplesse necessità del-le persone anziane non au­tosufficienti e delle loro fami­glie, vuole garantire il diritto a permanere al proprio domi­cilio ricevendo tutto il suppor­to necessario".

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REGIONE. FINANZIAMENTI
Negli asili nido 280 nuovi posti

Da “La Stampa” del 7 luglio

Saranno 280 i nuovi posti negli asili nido della «Granda». Attualmente la percentuale tra posti disponibili (2.316) e numero di bimbi nella fascia d’età tra 3 mesi e 3 anni (15.529) è soltanto del 14%.
La Regione interverrà con diverse misure per tentare di colmare questo gap che crea lunghe liste d’attesa. Due le forme di finanziamento: soldi per costruire o ampliare nidi e micronidi e l’attivazione di un fondo nazionale per abbattere le liste d’attesa (anche tramite convenzioni con privati) a cui si unisce un finanziamento «di sostegno» alla gestione per contenere i costi, spesso superiori ai 700 euro al mese per bimbo, anche se le famiglie pagano in base al reddito del nucleo familiare.
Nel Cuneese sono 13 gli asili nido pubblici e alcuni Comuni stabiliscono la retta in base all’Isee (indicatore socio economico), altri in base al reddito mensile della famiglia. «Per far crescere la natalità servono maggiori servizi alle famiglie - ha spiegato la presidente della Regione, Mercedes Bresso -. Il rapporto posti disponibili e popolazione dovrebbe essere del 33% secondo l’Unione europea, con questi fondi contiamo di arrivare al 25% entro il 2010». «Saranno creati posti che servono a conciliare la vita lavorativa delle donne e la maternità - aggiunge l’assessore regionale al Welfare, Teresa Angela Migliasso -. L’indice di copertura medio in regione è del 19%». Ma si passa dal 30% del Biellese a meno della metà nella Granda.
Con la prima forma di finanziamento nasceranno 155 nuovi posti in 6 città e paesi. Ecco il piano: ristrutturazione del micronido a Castagnito (163 mila euro) e di strutture integrate con le scuole dell’infanzia a Venasca (237 mila), Priocca (130 mila), Lesegno (217 mila); soldi per nuove strutture (asilo nido della comunità montana valli Gesso e Vermenagana, 518.700 euro), a Demonte (250.542 euro) e Mondovì (256.750 euro per un micronido comunale).
La seconda misura prevede 4,5 milioni di euro per il Piemonte di cui 438 mila a 10 Comuni della Granda: 170 mila euro al nido di Bra, 70 mila a Alba e Cuneo, 40 mila a Mondovì e importi inferiori a Fossano, Savigliano, Saluzzo, Racconigi e Borgo San Dalmazzo (sono destinati 3.840 euro).
In totale saranno 280 i posti in più in provincia: non ancora abbastanza per cancellare le liste d’attesa. Da segnalare che anche le strutture private stanno aumentando: oltre ai baby parking (soltanto a Cuneo ne esistono 9 per 149 posti), a Fossano esiste un «nido in famiglia» con due operatrici che accolgono in casa propria i bimbi, concordando l’orario con i genitori. \

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In Val Varaita primo “nido” per mamme operaie

Da “La Stampa” del 3 luglio

 Il primo piano della Materna di Venasca ospiterà, da settembre 2009, l’asilo nido della Valle Varaita. Frequentato da 18-20 bambini sarà a servizio, in particolare, delle donne occupate nelle fabbriche della bassa valle.
Il progetto dell’Ufficio tecnico comunale ha un costo di 366 mila euro. Presentato in Regione per ricevere un finanziamento, è risultato secondo in graduatoria a livello provinciale e 14° su tutto il territorio piemontese. I fondi regionali copriranno il 65% della spesa. «Per coprire i 126 mila euro mancanti faremo un mutuo – spiega il sindaco Dario Ballatore – che sarà poi a carico di chi gestirà il nido. Prepareremo il bando per l’assegnazione e il vincitore avrà come obbligo contrattuale anche quello di pagare le rate». A chiedere l’apertura del nido sono stati anche i sindacati. «E’ una struttura indispensabile – dice Lina Chialva dello Spi-Cgil – perché sostiene la famiglia e, in modo particolare, le lavoratrici donne. Potranno conciliare meglio gli impegni in ditta con quelli a casa. Stiamo verificando con le aziende se c’è la disponibilità a contribuire nella gestione dell’asilo, così potrannoo diminuire i costi a carico degli utenti».\

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BRA. SERVIZI
Sostegno a famiglie e poveri

Da “La Stampa” del 21 giugno di VALTER MANZONE
 
Un Consorzio per 11 comuni. Quasi 5 milioni di euro spesi nel 2007 per la socio-assistenza. Un milione di euro in più in quest’ultimo triennio. Priorità alle famiglie e alle fasce deboli del territorio. Ottime relazioni con la Regione e l’Asl Cn2 Alba-Bra. Questo il quadro presentato l’altra sera all’assemblea dei sindaci, presieduta dal primo cittadino di Santa Vittoria d’Alba, Marzia Manoni, convocata per votare il bilancio consuntivo. Il presidente dell’Ente, Piero Degetto: «Il 2007 si è rivelato un anno strategico in quanto si sono affrontate questioni critiche riguardanti il Consorzio e riferite in particolare al recupero di risorse finanziarie, dalla Regione e deall’Asl. Siamo riusciti ad avere un dialogo costruttivo con il comparto regionale, che ha visto la presenza diretta sul nostro territorio sia dell’assessore Angela Migliasso e sia dei suoi funzionari. Anche per quanto concerne il rapporto con l’Asl devo evidenziare ricadute positive e costruttive».
Un dato interessante, emerso in sede di dibattito tra i sindaci, è quello legato all’aumento demografico della popolazione che gravita sul Consorzio: si è infatti passati dai 62.332 residenti del 2005 ai 63.769 del 2007, anche grazie a un flusso migratorio costante. Lo scorso anno gli stranieri residenti erano 5363, l’8,41% della popolazione. Importante è dunque lo sforzo economico dei sindaci che versano al Consorzio una quota pro-capite che varia dai 28,94 euro di Bra ai 27,34 di Cherasco e Sommariva Bosco, mentre gli altri 8 comuni (Ceresole, La Morra, Narzole, Pocapaglia, Sanfrè, Santa Vittoria, Sommariva Perno e Verdino) pagano 24,68 euro. La spesa pro capite per ognuno dei residenti è anch’essa molto variegata: come si evince dal grafico, ai soldi investiti dagli Amministratori si devono aggiungere le cifre indicate dal Consorzio.
Spiega la direttrice Anna Abburrà: «Siamo grati ai Comuni che ci versano un contributo estremamente significativo, ma la spesa per il servizio sociale in ogni zona di nostra competenza, è data dalla somma del contributo comunale e di quello messo dal Consorzio. Per esemplificare, gli utenti di Sommariva Bosco in carico a noi, richiedono l’impiego di una cifra che si ottiene moltiplicando 151,26 euro per tutti gli abitanti del comune. Grazie alle sinergie che il Consorzio, per la sua stessa natura, crea tra i vari soggetti, abbiamo appunto la disponibilità a fare questo tipo di lavoro». I settori nei quali gli operatori dell’Intesa sono presenti sono molteplici; si va dalla famiglia ai minori, dagli anziani ai disabili, dalle nuove povertà al lavoro per l’integrazione sociale.

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CICLO IDRICO. NON PIU’ CALCOLO SUL CONSUMO

Mondo Acqua, tariffa unica in otto centri del Monregalese

Da “La Stampa” del 20 giugno di GIANNI SCARPACE

Gli aumenti ci saranno, ma non per le fasce deboli: chi consuma fino a 50 metri cubi l’anno pagherà meno del 2007, stessa cosa per i consumi fino a 90 metri cubi in tre degli otto Comuni (Vicoforte, Bene Vagienna e Briaglia) serviti da Mondo Acqua, la società di servizi che si occupa del loro ciclo idrico integrato. Per tutti gli altri l’aumento si attesta intorno al 7,5%, lontano dal 23 rilevato nel resto della Granda. L’annuncio l’altra sera agli amministratori dei centri serviti dalla società, alla riunione per la «rimodulazione delle tariffe» degli acquedotti, fognature e depurazione dell’acqua.
La novità più importante è che il Monregalese adotta la tariffa unica: che sia un Comune più grande (come Mondovì, capofila e detentore delle quote di maggioranza della società per azioni) o uno più piccolo, la tariffa sarà di 1,03 euro al metro cubo (fino ad oggi 0,96). Sono compresi i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione, la quota fissa di 24 euro all’anno, i contributi alla Comunità Montana (8%), all’Ato (1,5%) e l’Iva. Alla riunione hanno partecipato rappresentanti di Mondovì, Vicoforte, Roccaforte, Briaglia, Villanova, Frabosa Soprana, Bene Vagienna e S. Michele, che hanno detto «sì» al nuovo piano tariffario.
Mondo Acqua serve 44 mila abitanti, gestendo circa 400 km di rete idrica e 140 di fognaria. L’aumento delle tariffe è stato definito dall’Ato: per realizzare nuove opere e sistemare le vecchie non ci sono più finanziamenti pubblici. Entro il 2015 si dovrà arrivare a una tariffa unica di 1,61 euro a metro cubo. «La tariffa unica – spiegano l’amministratore delegato di Mondo Acqua, Osvaldo Cogno, e il consigliere Mauro Arancio – non penalizza i piccoli Comuni. Gli investimenti che la società farà nei prossimi anni riguardano soprattutto loro. Si tratta di circa 700 mila euro solo nel 2007. Uno dei primi riguarderà il nuovo depuratore di Frabosa Soprana, poi Villanova e Roccaforte». «Si sono limitati gli aumenti – spiega Marco Manfredi, vicesindaco di Mondovì – grazie anche alla buona gestione degli anni scorsi». «I consumi medio bassi – dice il sindaco di Vicoforte Gian Piero Gasco – sono avvantaggiati dalla tariffa unica. Questo vale anche per i piccoli Comuni. Ognuno dei centri avrà bisogno di interventi di manutenzione straordinaria a cui la società farà fronte e non, direttamente, il Comune».

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MONDOVÌ. CICLO IDRICO
Bollette dell’acqua più care e tariffa unica per i Comuni

Da “LA Stampa” del 18 giugno di GIANNI SCARPACE
 
Stasera otto Comuni del Monregalese sapranno quanto sarà più pesante la bolletta dell’acqua a partire da settembre. I rappresentanti delle amministrazioni comunali che, per la gestione del ciclo idrico integrato, si sono affidati alla società Mondo Acqua di Mondovì incontreranno i tecnici della società mista pubblico–privata nella sede di via Venezia. Il tema è la «rimodulazione del piano tariffario», così come previsto dall’Autorità d’ambito che «governa» a livello provinciale le modalità di gestione del ciclo integrato, cioè acquedotto, depurazione e fognatura. L’aumento delle tariffe è stato definito dall’Ato: per realizzare nuove opere e sistemare le vecchie non ci sono più finanziamenti pubblici. In passato la gestione del servizio idrico dei Comuni più piccoli era in perdita. Oggi non è più possibile. Così l’Ato ha definito l’aumento delle tariffe: entro il 2015 si dovrà arrivare a una tariffa unica di 1,61 euro a metro cubo. Oggi l’utente del Monregalese che fa riferimento a Mondoacqua paga una tariffa media di 0,96 euro al metro cubo, in cui sono compresi tutti i servizi del ciclo idrico integrato. Nella «Granda» la percentuale di aumento medio è intorno al 23%, secondo stangate e «premi». Stasera saranno presenti gli amministratori dei Comuni di Briaglia, Frabosa Soprana, Mondovì, Roccaforte Mondovì, Vicoforte, Villanova Mondovì. Da pochi mesi si sono aggiunte anche le municipalità di Bene Vagienna e San Michele Mondovì. Cosa li attende? Mondo Acqua assicura la fornitura d’acqua potabile a 40 mila persone, gestendo 330 km di rete idrica e 140 di rete fognaria. In un primo tempo sembrava che le proposte dell’azienda fossero più d’una. «Presenteremo una sola proposta – spiegano i dirigenti della società a maggioranza pubblica, con il Comune di Mondovì possessore delle quote più importanti -. Possiamo solo anticipare che l’aumento ci sarà, ma sarà contenuto, meno della media finora resa nota a livello provinciale. Prosegue la volontà di salvaguardare le fasce deboli, con le cosiddette quote agevolate che non aumenteranno, così come la quota fissa di 24 euro di accesso ai servizi suddivisi in depurazione, fognature e acquedotto».
Una novità è certa: ci sarà una tariffa unica per tutti i Comuni serviti da Mondo Acqua. «I piccoli Comuni – aggiungono i tecnici – potranno fruire degli interventi tecnici della nostra società su acquedotti, fogne, depuratori che altrimenti non potrebbero operare solo con le proprie forze: in tutto 500 mila euro solo per l’anno in corso».

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La bolletta dell'acqua

Il costo medio nel Cuneese resta il più basso in tutta Europa

Da “La Stampa” del 9 giugno di LORENZO BORATTO
 
Sempre più costosa l'acqua meno cara d'Europa. L'Egea ha fornito a «La Stampa» i dati sui principali Comuni della Granda che serve (anche tramite le partecipate Tecnoedil, Alpi Acque ed Alse): sono quasi la metà del comuni cuneesi, per un totale di 300 mila residenti.
Gli aumenti per le famiglie non saranno indiscriminati, ma calibrati a seconda dei consumi: così se a Bra chi consuma poco risparmierà 3 euro rispetto al 2007 e saranno premiate anche le famiglie del Roero (6 euro in meno per chi utilizza 90 mila litri l'anno), negli altri casi sono previsti aumenti che possono arrivare fino a oltre 100 euro, come nel caso di una famiglia di 4 persone con villa e giardino ad Alba.
Mediamente risultano meno care le bollette di Fossano e Saluzzo (anche in casi di grandi utilizzi, non si sfonda il tetto dei 300 euro l'anno), Bra è più cara di Alba, mentre in alcuni comuni della Langhe, come Barbaresco e Barolo, si paga fino al 50% in più a parità di consumi. Però entro il 2015 la tariffa sarà uguale per tutta la Granda: 1,61 euro al metro cubo rispetto all'attuale importo medio, inferiore all'euro. Da segnalare, poi, che nell'Astigiano, chi arriva a 250 mila litri l'anno, supera i 400 euro di bolletta e nei centri minori del Monferrato si sfiorano i 500 euro l'anno.
L'amministratore delegato del gruppo Egea, Pierpaolo Carini, spiega: «Ci sono investimenti strutturali in programma di qui al 2010 per 34 milioni di euro e altri 20 milioni sono stati spesi negli ultimi anni, così si deve anche prevedere un corrispondente recupero tariffario, come prescrive la legge nazionale e l'Autorità d'ambito. Per realizzare nuove opere e sistemare le vecchie non ci sono più finanziamenti pubblici. In passato la gestione del servizio idrico dei Comuni più piccoli era in perdita. Oggi non è più possibile. La tariffa solo negli ultimi 18 mesi è cresciuta, permettendoci di ottenere il corretto recupero degli investimenti».
Tra le opere già realizzate, da segnalare la connessione con le 3 fonti di approvvigionamento dell'azienda (pozzi del Roero, acquedotto delle Langhe e potabilizzatore di Alba) che permettono ai rubinetti di non restare mai a secco, come accade in diversi centri montani in estate.
Il prezzo dell'acqua continuerà ad aumentare nei prossimi anni e la crescita è già stata del 50% dal 2002; ma, come emerge dalla relazione al Parlamento della scorsa settimana del Comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche, l'acqua pagata dalla famiglie della Granda è ancora la più a buon mercato d'Europa.

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Mondovì: Appello al Sindaco per troppi problemi in città

Sindacati e pensionati chiedono attenzione

Da “L’Unione Monregalese” del 7 maggio

Riceviamo e pubblichia­mo:

Cgil-Cisl-Uil e le organiz­zazioni sindacali dei pen­sionati Spi-Fnp-Uilp ci ri­provano. Ci riprovano con la nuova Amministrazione, presieduta dal sindaco Vi­glione, dopo che it sindaco Rabbia aveva risposto ne­gativamente alle richieste di maggiore giustizia so­ciale presentate in passato dal Sindacato.

La situazione economi­ca di un sempre maggior numero di famiglie, anche a Mondovi, vede le risor­se a propria disposizione non solo ferme come valo­re nominale ma addirittura taglieggiate da addiziona­li regionali e comunali, da­gli aumenti delle tariffe dei servizi pubblici, dal caro pasta, caro latte, caro frut­ta e verdura.

In questo quadro, au­menta la spinta dei lavo­ratori e dei pensionati per riaprire, a livello locale, una stagione di protesta e di lotta sociale, che impe­gna it sindacato a rinno­vare la sua proposta com­plessiva al fine di ottenere quei risultati che finora so-no mancati. Vediamo ora di evidenziare i passi princi­pali del documento sinda­cale che da alcune setti­mane a stato trasmesso al sindaco con 1'invito ad es-sere convocati nel pit bre­ve tempo possibile per una trattativa a tutto campo.

Il primo punto a sicura­mente fondamentale e pro­pedeutico a tutte le altre proposte, perche diventa lo strumento per garanti­re giustizia ed equity nel­l'accesso ai servizi pubblici e nella definizione delle so­glie di esenzione e di age­volazione per le varie ta­riffe, rette ed imposte. Si Matta- in sostanza di con­cepire un'ISEE (indicatore della situazione economica equivalence) da valere per ogni cittadino per I'individuazione- della sua situa­zione reddituale  e patrimoniale.           -

Per la giustizia e 1'equi­ta prima richiamate e, so­prattutto, per ii principio costituzionalmente ricono­sciuto che chi pH' possie­de in maggior misura deve contribuire, le Organizza­zioni sindacali suggerisco­no che la soglia ISEE, per I'esenzione da ogni com­partecipazione ai servizi a domanda individuale e per le agevolazioni fiscali e  tributarie, sia di 8 mila euro mentre, per la fascia da 8 mila a 16 mila euro, sia pre-vista una compartecipazio­ne parziale crescente.

Le altre proposte si ri­feriscono ad un più mira­to impegno, da parte del Comune, per un aumen­to "della quota di raccol­ta differenziata dei rifiuti, incentivandolo con ridu­zioni della tariffa mentre, per riequilibrare it merca­to degli acquisti e degli af­fitti delle abitazioni, ven­gono proposte misure che agevolino in particolare le giovani coppie, gli anziani e gli studenti.

Non manca, inoltre, un accenno alla questione del trasporto pubblico urba­no, che deve essere ripre­so in esame adottando so­luzioni che ne migliorino la qualità  agevolando econo­micamente, nel contempo, le fasce deboli della popo­lazione.

Altrettanto importante it capitolo delle politiche so­ciali ed assistenziali, che ha, come presupposto irrinunciabile, un aumento del contributo pro capite al Consorzio socio-assisten­ziale monregalese per met­tere in condizione lo stesso

di coprire tutto il fabbiso­gno in tema di assistenza domiciliare, di istituzione di un aiuto finanziario al-le famiglie che hanno a ca­rico persone anziane non autosufficienti,e della mes­sa a regime di un servizio che garantisca la fornitu­ra di pasti a domicilio per i più bisognosi.

Infine, si richiede uno sveltimento delle pratiche burocratiche per gli immi­grati e l'adozione, da parte dell'Amministrazione co­munale, del bilancio socia­le che rappresenta un atto di grande responsabilita e trasparenza nei confronti della cittadinanza.

C'e grande attesa tra i la­voratori ed i pensionati per questa trattativa tra it Sin­dacato e I'Amministrazio­ne comunale, perche dal suo esito positivo dipende la soluzione di una serie di problemi economici e so­ciali che,in questo periodo, essi stanno affrontando.

C'e anche attesa di cono­scere se la nuova Ammini­strazione, a differenza del-la precedents, ha tra le sue priority le urgenti questio­ni di carattere sociale che affliggono gran parte dei monregalesi.

CGIL-CISL-UIL

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SINDACATI. PROPOSTE AL COMUNE
“Bus e mensa gratis alle fasce più deboli”

Da “La Stampa” del 26 aprile

«Alba non è più un’isola felice»: esordisce così Francesco Versio, uno dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali albesi presenti martedì scorso alla riunione durante la quale sono state proposte al Comune diverse iniziative a favore delle fasce più deboli della popolazione.
«L’impoverimento - prosegue - si sta diffondendo soprattutto fra chi ha un reddito fisso e non riesce ad arrivare a fine mese». I sindacati propongono l’abbassamento della soglia Isee (Indicatore di situazione economica) a 8000 euro, in modo da poter accedere gratuitamente a servizi come il trasporto pubblico urbano, le rette degli asili nido, la mensa scolastica e altro. Tra gli 8000 e i 16000 euro, invece, il costo dovrebbe essere progressivo. Le richieste spaziano dalle politiche abitative a quelle sociali e assistenziali, fino al contenimento dei prezzi. «Il Comune - conclude Versio - si è preso 15 giorni di tempo per rispondere. Siamo pronti a dare battaglia visto che in molte città della provincia queste istanze sindacali sono già state recepite». \

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Contributi per interventi alla domiciliarità Assegni di cura, buoni famiglia e buoni sollievo

 Da “La Guida” del 25 aprile

Sono aperti i termini per la presentazione delle domande per l'assegnazione di contributi economici per "Interventi finalizzati alla domiciliarità" concessi dal Sevizio Socio Assistenziale gestito in forma associata dalle Comunità Montane delle Valli Gesso e Vermenagna e della Bisalta.

A beneficiare dell'iniziativa saranno le famiglie che intendono garantire la permanenza a domicilio di un proprio parente, anziano o disabile gravemente non autosufficiente, che richiede un consistente impegno di assistenza.

Gli interventi previsti per l'anno 2008 consistono in "assegni di arra", con I erogazione di un contributo men­sile per concorrere alla copertura dei costi per l'assunzione regolarizzata di un collaboratore familiare per l'assi­stenza di persone non autosufficienti, in "buoni famiglia" per le famiglie che si fanno direttamente carico dell'assi­stenza o in 'buoni sollievo" consisten­ti nell'accredito di un massimo di 20 ore mensili di un collaboratore fami­liare per garantire il miglioramento delle qualità di vita di anziani o disabi­li gravi.

Destinatari dell'iniziativa saranno anziani ultra sessantacinquenni, residenti nei Comuni membri delle due Comunità Montane e con diritto all'in­dennità di accompagnamento accerta­ta dall'Asl, e i disabili, adulti e minori, invalidi al 100%, in possesso dei requi­siti economici e patrimoniali stabiliti  dal Servizio Socio Assistenziale.

Le domande potranno essere presen­tate entro il prossimo 30 maggio (un successivo termine di scadenza e fis­sato al 31 ottobre 2008) presso le sedi territoriali del Servizio di Robilante (tel. 0171-789248), Roccavione (tel. 0171-264357) e Peveragno - Chiusa Pesio (tel. 0171-338978).

Per ulteriori informazioni sugli in­terventi, sulle modalità di presentazio­ne delle domande e sulle sedi territo­riali del Servizio Socio Assistenziale, ci si può rivolgere alla Comunità Mon-tana delle Valli Gesso e Vermenagna chiamando lo 0171-78240, inviando una email all'indirizzo cmgvp.sgcia­le@reteunitaria.piemonte.it o consul­tando il sito internet www.cmgvp.org

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FONDI STATALI. CAMBIATI I PARAMETRI

Contributi a 158 paesi dove ci sono più anziani

Da “La Stampa” del 17 aprile di MANUELA ARAMI

Roaschia, su 163 abitanti ne conta 88; Valloriate su 147 ne ha 74; a Pamparato 178 su 372. E poi in Langa sono in numero crescente: a Mombarcaro e Feisoglio, ad esempio rappresentano il 41 per cento della popolazione e a Battifollo il 42%. Sono gli ultrasessantacinquenni dei piccoli Comuni della Granda, la loro «spina dorsale» in aumento in modo progressivo a pari passo con il cosiddetto fenomeno dello spopolamento. Andare incontro alle esigenze degli anziani (con l'assistenza domiciliare per fare un esempio), così come mantenere attivo l'ufficio postale, l'ambulatorio medico, il negozio di generi di prima necessità, sta diventando per le istituzioni locali una sfida sempre più dura da vincere per mantenere viva una piccola realtà. La legge finanziaria del 2007, per questo motivo, aveva disposto un contributo straordinario ad incremento del finanziamento ordinario dello Stato a favore dei Comuni con popolazione fino a 5 mila abitanti. Un finanziamento che dipendeva dal rapporto tra la popolazione residente ultrasessantacinquenne e quella complessiva (che doveva essere superiore al 30%) e dal rapporto tra la popolazione residente di età inferiore ai 5 anni e la popolazione complessiva, doveva essere superiore al 5%. L'anno scorso, la Provincia di Cuneo ottenne un fondo straordinario pari a 4,7 milioni di euro e a beneficiarne sono stati 110 piccoli Comuni sui 226. La finanziaria 2008, ecco la novità, ha abbassato al 25% la quota degli abitanti con più di 65 anni che i Comuni devono avere rispetto alla popolazione residente. «Ai Comuni del Cuneese che nel 2007 hanno ottenuto il contributo statale si sono aggiunti altri 48 centri - commenta il consigliere regionale Mariano Rabino -. Di questi, 18 sono Comuni di Langhe e Roero (Albaretto Torre, Belvedere Langhe, Borgomale, Bossolasco, Castelletto Uzzone, Cerretto Langhe, Cortemilia, Cossano Belbo, Gottasecca, Govone, Mango, Monforte, Monteu Roero, Neviglie, Saliceto, Santo Stefano Roero, Somano e Trezzo Tinella) che vanno a sommarsi ai 25 che avevano già ricevuto il contributo precedentemente».

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Sindacati ed Enti Locali ridisegnano le politiche sociali

Da “La Guida” del 4 aprile

 

Sindacati ed enti locali a con­fronto sulle politiche sociali: nei giorni scorsi le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, con i  sindacati unitari dei pensio­nati e i rappresentanti di organizzazioni di categoria, hanno ufficialmente attivato i tavoli di confronto tecnico con le am­ministrazioni dei principali Comuni della zona (Cuneo, Boves, Busca, Dronero,, Borgo e Caraglio) per la difesa delle con-dizioni di vita della popolazione anziana e per dare concrete risposte alle esigenze economiche delle famiglie, specie quelle più numerose o disagiate. fra i servizi più importanti, quelli scolastici (mensa, trasporto alunni, asili nido) e quelli a domanda individuale a favore degli anziani (assistenza domiciliare, esenzione ticket, trasporto pubblico per ultra65enni, so­stegno agli affitti

 

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Domande per ottenere borse di studio e contributi per i libri di testo per tutte le scuole

Da “La Guida” del 28 marzo

Cuneo - Scade il 19 mag­gio il termine per presentare la domanda per ottenere i be­nefici previsti dalla Regione in materia di assistenza sco­lastica. Le famiglie i cui figli stanno frequentando la scuo­la elementare, media inferio­re o superiore, statale o pari­taria, possono presentare do-manda per ottenere i) contri­buto noto come "borsa di stu­dio". Se ì figli frequenteranno nell'anno scolastico 200712008 una scuola media o superiore potrà essere ri­chiesto il contributo per l'ac­quisto dei libri di testo.

Hanno diritto ad accedere ai benefici quelle famiglie il cui indicatore della situazio­ne economica equivalente C-see) risulti inferiore a 10.632,94 euro. Per aver dirit­to alla borsa di studio occorre, inoltre, aver sostenuto una spesa per l'istruzione dì alme-no 51,65 etnici, relativamente a frequenza, trasporto, men-sa, sussidi scolastici, attività integrative scolastiche, viaggi e visite di istruzione, con e­sclusione dei libri di testo.

La borsa di studio non à le­gata al merito scolastico, ma costituisce un sostegno della spesa sostenuta dalle famiglie per l'istruzione, il suo importo varierà in relazione al numero delle domande pervenute e al grado della scuola fre­quentata.

Per i residenti nel Comune di Cuneo la compilazione del-la domanda viene effettuata presso l'ufficio competente

del Settore socio-educativo (via Roma 2, piano terra), i non residenti possono ritirare il modulo di domanda e consegnare la stessa alla se­greteria della scuola frequen­tata.

Una novità quest'anno è rappresentata da una borsa di studio specifica per gli stu­denti degli istituti superiori le cui famiglie abbiano un valo­re Isee inferiore a 20.000 euro

Fino al 7 aprile è possibile presentare domanda, diretta-mente presso la Regione, an-che per gli assegni di studio (per iscrizioni e per libri di testo), che prevede la possibilità di ottenere benefici economici per tutte le famiglie con lsee inferiore a 29.000 euro

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ncontro a Beinette con l'assessore regionale Mino Taricco

Servizi, scuola e sanità in Piemonte

Il lavoro della giunta regionale e l'esigenza del territorio

da "La Guida" del 7 marzo 2008 di Franca Ramero

Lunedì 25 febbraio alle 21, nella sala polivalente presso la bocciofila, si è svolto un incontro con Mino Taricco, assessore regionale all'’agricoltura, che ha presentato il bilancio 2007 della giunta piemontese. Erano presenti autorità comunali di Beinette, Chiusa Pesio, Peveragno e numerosi cittadini. "Stiamo vivendo - ha detto l'assessore - una stagione in cui le economie mondiali vanno in competizione creando opportunità e rischi. Il tutto andrà a definire quale sarà il ruolo dell'Europa dentro la scacchiera mondiale". Taricco ha illustrato le principali questioni attinenti la com­petitività e lo sviluppo del nostro sistema economico regionale, i servizi erogati dalla Regione da cui dipen­de la qualità della vita degli abitanti. "La competitività - ha spiegato - si gioca su tre questioni principali: la _qualità professionale delle persone, ricerca e innovazione, sostegno diretto alle imprese". Ha ribadito l'esigenza di dare più  spazio alla ricerca per la quale l’Italia è fanalino di coda tra i Paesi mondiali. "Attualmente - ha precisato - investiamo l’1% del PII (Prodot­to interno lordo), mentre i Paesi più avanzati investono oltre il 3%".

L'assessore ha poi fatto una panoramica sul piano finanziario regionale del 2007 riguardante gli investimenti a favore della scuola (110 milioni di euro in edilizia scolastica), perla messa in sicurezza delle strutture pubbliche (50 milioni di euro), il sostegno alle famiglie e ai disabili (60 milioni di euro), l'università (70 milioni di euro); 33 milioni di euro sono stati investiti in bandi per le im­prese che intendono sperimentare nuove tecnologie e forme di energia alternativa, meno inquinanti; oltre 60 milioni di euro sono stati destinati alla ricerca per la produzione di biogas, bioetanolo, di pseudoplastica derivante da prodotti ve­getali e quindi biodegradabile. "È stato approvato - ha aggiunto - il piano socio-sa­nitario regionale con inve­stimenti per la cura e prevenzione delle malattie, per migliorare il binomio sa­nità-assistenza". Altri 240 milioni di euro sono stati finanziati per il piano casa che prevede la realizzazione, entro il 2012, di 10.000 nuovi alloggi. Gli interventi a livello istituzionale sono stati finalizzati alla fior-. ganizzazione delle direzioni regionali e. del relativo personale; 8 stato rifatto il sistema delle finanziarie regionali e si è avviato il processo di semplificazione burocratica con l'utilizzo del sistema informatico.

Nel 2008 si continuerà a investire sul piano socio-sanitario per migliorare la qualità dei servizi. Sono in programma anche riforme dei sistemi forestale e del-l'irrigazione agricola.

Numerosi sono stati gli interventi del pubblico relativi all'autostrada Asti-Cuneo, al Tenda Bis, alla cura dei castagni contro il cinipi-de, al controllo prezzi, alla legge urbanistica, al finanziamento alle scuole; sono state richieste delucidazio­ni su nitrati, biomasse, centrali a biogas, sullo smaltimento rifiuti. Altre domande erano riferite al Psr (Piano di sviluppo rurale), al futuro delle Comu­nità Montane, alla realizza­zione di "farmer market" (mercati diretti dal produttore al consumatore), ai disservizi ferroviari.

Franca Ramero

 

 

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