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Saint Gobain: trasloco confermato a Savigliano

Da “La Stampa” del 19 marzo 2010

Confermato dalla Saint Gobain Italia il trasferimento da Cervasca a Savigliano della Sicurglass, l’azienda, 112 dipendenti, specializzata nella produzione di vetri per macchine movimento terra, autobus e treni. La decisione è stata ribadita mercoledì, durante un incontro con i sindacati a Roma, per fare il punto sul piano di riorganizzazione dei tre stabilimenti (Sekurit a Savigliano; Euroveder e Sicurglass a Cervasca), che la multinazionale francese ha nella Granda. Confermati anche gli esuberi: 23 alla Sicurglass e 9 alla Sekurit. Il piano di trasferimento potrebbe scattare già nei prossimi mesi con il trasloco a Savigliano del forno Bht. Ad agosto, in concomitanza delle ferie estive, potrebbe essere la volta delle linee produttive. Alla riunione a Roma non hanno partecipato, in segno di protesta, i rappresentanti delle Rsu della Sicurglass. La decisione è arrivata dopo che la maggioranza dei dipendenti dello stabilimento di Cervasca si era espressa contro il trasferimento della fabbrica a Savigliano. Una nuova assemblea è convocata per lunedì. La prossima settimana potrebbe tenersi anche un Consiglio comunale aperto a Cervasca, per ribadire il «no» al trasloco

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Sindacati: "Su futuro di Sicurglass, troppe contraddizioni"

Da www.targatocn.it del 9 febbraio di  T.G.

Il 31 gennaio scorso un centinaio di lavoratori dei tre stabilimenti della Saint Gobain presenti in provincia di Cuneo organizzarono un corteo a Cuneo per riportare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle vicende della multinazionale francese, vicende che tennero banco per molti mesi nel corso del 2009 con la chiusura, poi scongiurata, della Sekurit di Savigliano e con il forte ridimensionamento di Euoveder, uno dei due stabilimenti di Cervasca. Il terzo stabilimento, la Sicurglass, negli ultimi tempi è stato oggetto di voci che i dipendenti e i sindacati hanno giudicato allarmanti. Di qui, la decisione di manifestare a Cuneo. Il 4 febbraio scorso a Cervasca si è tenuto un vertice aziendale e una visita agli stabilimenti da parte di una delegazione da Parigi. Il 9 febbraio c'è stato un incontro tra la Direzione, presente l’Ing. Marco Ravasi, e le rappresentanza Sindacali per conoscere gli sviluppi riguardanti la Sicurglass.
In merito a questo incontro, le Segreterie Provinciali di FILCEM e FEMCA e le RSU hanno diramato il seguente comunicato.
Nessuna decisione 'pare' sia stata presa (nell'incontro del 4 febbraio n.d.r), possibile una decisione entro la fine del mese di febbraio o l’inizio di marzo. Dalle 4 ipotesi iniziali si è passati a 2. Pare escluso il Trasferimento di EUROVEDER, per mancanza di spazio a Savigliano ed escluso il trasferimento di SEKURIT a Cervasca, per i benefici, non trasferibili, della centrale che produce energia nel sito di Savigliano. Rimangono sul tavolo: Spostare la sola SICURGLASS da Cervasca a Savigliano. NON spostare i siti produttivi e avviare una sinergia gestionale tra SICURGLASS ed EUROVEDER.
Permangono molte perplessità, troppe le contraddizioni e gli aspetti poco chiari. Nell’incontro l’azienda ha smentito una strategia finalizzata a ridurre pesantemente l’occupazione in Provincia, pur non escludendo che vi sarà una riduzione dei posti di lavoro dovuta alle sinergie. La delegazione sindacale, pur apprezzando il ritrovato confronto con l’azienda, dopo attenta valutazione ritiene che le argomentazioni portate a sostegno delle possibili scelte della multinazionale non consentano di escludere, con assoluta certezza, la possibile volontà di una pesante ristrutturazione e conseguente dismissione delle attività oggi maggiormente in difficoltà (memori delle smentite del marzo 2009, alle quali è poi seguito l’annuncio di chiusura della SEKURIT del 21 aprile 2009).
L’Azienda dice di prediligere il piano A (quello con i maggiori costi economici e sociali) perché, dice, traguarda ad una strategia di più lungo periodo di rafforzamento della Saint - Gobain.L’ipotesi A, che prevede il trasferimento della sola SICURGLASS, preoccupa per i seguenti rischi:
perdita delle professionalità aziendali: legata alla possibile non accettazione del trasferimento da parte di tutti i dipendenti; economici: legati all’impatto pluri milionario del trasferimento;
produttivi: legato ai rischi di non soddisfare le richieste dei clienti durante il trasferimento;
per le non chiare ricadute nel medio/lungo periodo sullo stabilimento di EUROVEDER.
Altri dubbi si aggiungono alle motivazioni di questo possibile spostamento: l’Azienda insiste che “il trasferimento servirebbe per 'salvare' la SICURGLASS”, in quanto lo ritiene lo stabilimento più a rischio! perché se vi fosse un ulteriore calo di fatturato, questo potrebbe compromettere l’attuale struttura occupazionale del sito.
Per la Delegazione Sindacale questo aspetto è quantomeno Curioso, perché la SICURGLASS, dei tre siti, è lo stabilimento che ha la situazione economica e produttiva migliore e il futuro meno incerto degli altri. Si esclude l’ipotesi di trasferire la linea di SEKURIT a Cervasca a causa dei benefici della centrale elettrica. Curioso come, la Centrale elettrica di SEKURIT è passata dall’essere antiquata e inefficiente, tanto da giungere a progettare la sua sostituzione con una nuova centrale di cogenerazione, a baluardo di efficienza e capacità produttiva a livello di Regione.

Si è avuta l’impressione, da parte di tutta la delegazione sindacale, che si siano voluti minimizzare molti aspetti: minimizzati l’impatto dei costi di trasferimento. Di conseguenza, minimizzate le ricadute sociali legate al payback (ammortamento) dell’investimento necessario.
Minimizzati i rischi legati alla perdita di importanti professionalità e i rischi legati alla ripartenza degli impianti.
Minimizzato e sottovalutato il mantenimento dei costi annuali legati ai contratti di affitto dei locali di Cervasca, circa 600.000 euro annui, i quali hanno validità fino al 2014/2020 e dovrebbero essere pagati anche ad azienda trasferita. Si è fatto sfoggio di un improprio ottimismo per quanto riguarda le ricadute del trasferimento, e allo stesso tempo si è giustificata la necessità del trasferimento con un eccessivo pessimismo sulle previsioni di mercato future della SICURGLASS.

La Delegazione Sindacale continua a considerare la situazione molto preoccupante e ha intenzione di promuovere a breve un’incontro con gli Amministratori locali allo scopo di aggiornarli sulle evoluzioni della situazione e sul permanere del rischio di perdere due importanti realtà produttive sul proprio territorio

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Lavoratori Saint Gobain chiedono chiarezza sul loro futuro

D WWW.TARGATOCN.IT DEL 31 GENNAIO 2010 DI Barbara Simonelli

Parte con una buona ora di ritardo il corteo dei dipendenti della Saint Gobain. E spicca, su tutto, la mancanza di qualsivoglia volto della politica locale. A due mesi dalle elezioni regionali non è un bel segno. E non lo è nemmeno lo scarso numero di manifestanti: 110 secondo fonti della Questura. Verso le quattro il corteo, sotto l'egida di Cgil e Cisl, parte per attraversare corso Giolitti e corso Nizza e terminare poi al Centro Incontri della Provincia, dove si mettono le carte in tavola sulle prospettive dei tre stabilimenti provinciali del colosso francese. Cuneo è decisamente poco affollata per essere un sabato pomeriggio, così come praticamente vuoti sono i negozi. Anche questo è un segnale della crisi.

Crisi che sembrava allontanata dopo le grandi 'manovre' del 2009 che avevavano visto, quelle sì, i volti della politica, anche nazionale, spendersi per il salvataggio dello stabilimento di Savigliano. Invece, le voci sul futuro della Saint Gobain a Cuneo tornano a farsi cupe, in modo particolare per quello che riguarda il futuro dei due stabilimenti di Cervasca, Euroveder e Sicurglass.

E' Loris Emanuel di Cgil a sottolineare che, al momento, tra le voci, di reale c'è solo il vertice, previsto per il 4 febbraio, che si svolgerà proprio a Cervasca e che vedrà la partecipazione di Saint Gobain Italia, Saint Gobain Europa e dei dirigenti dei tre stabilimenti cuneesi. Sarebbero 4 i progetti in ballo: "Uno riguarderebbe l'accorpamento di tutti gli stabilimenti a Savigliano - spiega Emanuel - e questo sarebbe il più drammatico sul fronte occupazionale. Un altro prevederebbe lo spostamento dello stabilimento di Savigliano a Cervasca. Un altro ancora nessuno spostamento ma una sinergia tra Euroveder e Sicurglass, che passerebbero sotto un'unica dirigenza e infine, il quarto, prevederebbe lo spostamento solo di Securitglass a Savigliano, il che significherebbe lasciare Euroveder da solo. Anche questa prospettiva ci preoccupa, perché il 2009 è stato un anno che ha fatto registrare perdite ingenti in questo stabilimento e in qualche modo vorrebbe dire arrivare ad una chiusura" - conclude.

Mario Cravero, Cgil, sottolinea che il senso della protesta sta nel voler far sentire la propria voce. "Vogliamo sapere che cosa sta succedendo e chiediamo, come sindacati, di aprire un tavolo con l'azienda. Decisioni così importanti non possono essere prese unilaterlmente, fermo restando il diritto delle aziende a compiere scelte che vadano nella direzione dell'efficienza" - chiarisce. La preoccupazione, tra i dipendenti, è alta. Nel caso in cui si spostasse tutto a Savigliano, molti dipendenti degli stabilimenti di Cervasca sarebbero in difficoltà, soprattutto chi proviene dalle valli o chi lavora part time. Si teme anche che, con lo smantellamento dei siti produttivi di Cervasca, non ci siano poi le risorse o la volontà per riprendere le attività su Savigliano. La strada maggiormente condivisa da lavoratori e sindacati è forse quella della sinergia gestionale tra i due stabilimenti di Cervasca. E proprio per cercare una soluzione condivisa la richiesta, manifestata pubblicamente attraverso il corteo, è quella dell'apertura di un tavolo con il sindacato e le RSU di tutti e tre i siti produttivi. Il timore, infatti, è quello che si vogliano creare le condizioni per la chiusura di tutte le attività di Saint Gobain presenti sul territorio provinciale. Si profila una nuova battaglia

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Cuneo: lavoratori Saint Gobain, riprende la battaglia?

Da www.targatocn.it del 30 gennaio di Barbara Simonelli

La Saint Gobain torna ad occupare le pagine della cronaca cuneese. Il colosso francese, presente con tre stabilimenti in provincia di Cuneo, nel corso del 2009 aveva avviato un durissimo processo di ristrutturazione aziendale che aveva coinvolto la Sekurit di Savigliano e l'Euroveder di Cervasca. Sicurglass, il terzo stabilimento, sempre di Cervasca, non era stato 'toccato'. Grazie all'intervento della politica a tutti i livelli e ad una costante azione sindacale, era stata scongiurata la chiusura di Savigliano e mantenuta almeno una delle due linee produttive all'Euroveder (quella del caldo). A distanza di pochi mesi, però, i lavoratori scendono nuovamente in piazza. Lo faranno oggi, a Cuneo, con un corteo che partirà alle 15 dal piazzale della Stazione ferroviaria per concludersi presso la Sala Falco della Provincia, dove si terrà un dibattito.

In particolar modo la protesta, organizzata da Cgil e Cisl, assente la Uil, riguarderà i due stabilimenti di Cervasca, Euroveder e Sicurglass. Anche se non mancherà una delegazione dei 'cugini' della Sekurit di Savigliano. "Stanno circolando delle voci sulle quali l'azienda si è trincerata dietro ad un 'no comment' - dice Mario Cravero, Cgil. - Voci di una razionalizzazione da parte di Saint Gobain che prevederebbe lo spostamento dell'intera produzione su Savigliano. Questa operazione avrebbe risvolti drammatici perché metterebbe in forse l'occupazione di gran parte delle persone che lavorano a Cervasca. Le distanze, soprattutto per chi viene dalle valli, sarebbero davvero di difficile gestione. Senza trascurare che lo spostamento della produzione comporterebbe un periodo di stop che, a nostro avviso, potrebbe rimettere in crisi la ripartenza stessa".

La preoccupazione, dunque, è di nuovi ai massimi livelli. I sindacati chiedono dei chiarimenti. La manifestazione di oggi ha lo scopo di riportare l'attenzione sul problema occupazionale in casa Saint Gobain ma non solo. Inoltre, si vuole dare un segnale all'azienda: ogni decisione deve essere presa attorno ad un tavolo di discussione con i rappresentanti di tutti e tre i siti produttivi e con quelli delle sigle sindacali.

 

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Cancelli aperti alla Saint Gobain

Da “Il Saviglianese” del 2 luglio di G.Ma.

Cento posti di lavoro saran­no salvati alla Sekurit Saint Gobain (rispetto ai 226 prece­denti). È questo il frutto del su­dato accordo tra le parti rag­giunto giovedì scorso a Roma, al Ministero delle Attività pro­duttive, dopo una lunga tratta­tiva che si era conclusa solo po­che ore prima, nella notte, a Cuneo. L'intesa prevede anche che chi uscirà dall'azienda en­tro fine febbraio 2010 avrà un incentivo di 41.000 euro (chi se ne andrà successivamente, perderà il 20%). Inoltre, alcu­ne produzioni che erano state estemalizzate rientreranno pres­so lo stabilimento di via Saluz­zo. Per i lavoratori che hanno i requisiti anagrafici, sono infine previsti un anno di cassa inte­grazione più tre di mobilità, che potranno essere "agganciati" al­la pensione.

Certo, la maggior parte dei lavoratori dovrà lasciare la fab­brica, ma rispetto alla chiusura che era stata annunciata nei mesi scorsi, questa intesa è già qualcosa.

Alla stipula dell'accordo ro­mano ha partecipato una nutri­ta truppa saviglianese, guidata dal sindaco Sergio Soave, che ha sottolineato: «Siamo vivi: ri­spetto alle premesse è importante, ora dobbiamo fare pressioni sulla Fiat e sulle aziende che possono dare lavoro allo stabilimento cit­tadino». Con lui, il vicepresi­dente del Consiglio provincia­le, Giulio Ambroggio ( «È il massimo che potevamo ottenere» ha dichiarato) ed il consigliere comunale Marco Buttieri. «Avremo 12 mesi — ha sottoli­neato l'esponente del Pdl — per procurare indispensabili nuove commesse e ripartire veramente». Con loro, la presidente della Provincia, Gianna Gancia, con il suo predecessore, Raffaele Co­sta. Ad attenderli a Roma, il sottosegretario agli Interni Mi­chelino Davico.

Unanimi i commenti dei sindacalisti Mario Cravero (Fil­cem Cgil), Renato Fantini (Femca Cisl) e Gianni Amau­ do (Uilcem Uil): «Dopo quasi novanta giorni chiudiamo una ver­tenza molto complessa e siamo soddisfatti. Si partiva dalla paven­tata chiusura dello stabilimento, che invece non solo sopravvive, ma dove si garantiscono ammor­tizzatori sociali per tutti i lavora­tori».

Al tavolo romano è stato ra­tificato anche l'accordo per l'Euroveder di Cervasca: sono previsti 129 esuberi, che al ter­mine di un piano di riorganiz­ zazione scenderanno a 99.

Dunque, dopo tre mesi di presidio ai cancelli, che in que­sti giorni è in corso di smantel­lamento, lunedì si è ripreso a la­vorare. Sono entrati in fabbri­ca alcuni impiegati ed i tecnici della manutenzione. Lunedì o martedì prossimo saranno aper­te le linee di produzione dei ve­tri stratificati (parabrezza), men­tre i laterali non verranno più realizzati.

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VERTICE A ROMA. CONFERMATI I 143 ESUBERI ALL’EUROVEDER DI CERVASCA
Savigliano, salva la Sekurit
St. Gobain fa dietrofront: industria non chiude ma “taglia” il personale

Da “La Stampa” del 29 m aggio di CARLO GIORDANO  PIERO BERTOGLIO

CUNEO
La Sekurit di Savigliano non chiuderà, ma sarà fortemente ridimensionata; nessun passo indietro della Saint Gobain, invece, sul taglio di 143 dipendenti all’Euroveder di Cervasca. Sono le notizie giunte nel tardo pomeriggio di ieri dal ministero delle Attività produttive a Roma, dove si è riunito il tavolo di crisi con azienda, sindacato e rappresentanti delle istituzioni.
Per la Sekurit la multinazionale francese non ha formulato numeri, ma si è limitata ad annunciare il dietrofront sull’ipotesi di chiusura. Dovrebbe essere mantenuta la linea per la realizzazione dei parabrezza destinati al solo mercato italiano, mentre non verrebbero più realizzati quelli per l’estero e i vetri «laterali». Quanto questo significhi in termini di riduzione di personale (attualmente lo stabilimento saviglianese conta 226 addetti) non è dato sapere. La questione verrà affrontata in una trattativa sindacale. Il tavolo di crisi tornerà a riunirsi, sempre a Roma, il 25 giugno.
Cauto ottimismo da parte sindacale. «Un risultato sicuramente importante per Savigliano - spiega Mario Cravero, segretario provinciale Filcem Cgil -. Rimane, comunque, la preoccupazione sull’intenzione di limitare la produzione ai parabrezza: questo fa prospettare una pesante riorganizzazione. Il giudizio su Euroverder rimane, invece, negativo. Sarà nostro obiettivo verificare se esistono spazi per modificare il piano». Renato Fantini, segretario provinciale Femca Cisl: «Non è molto, ma è già un risultato ottenere che una multinazionale cambi idea. E’ comunque una vittoria dei lavoratori, del sindacato e delle Istituzioni locali che fin dall’inizio si sono spesi per questa causa».
«Un risultato positivo che, però, non risolve completamente il problema della Sekurit - dice Gianni Arnaudo, segretario provinciale Uilcem-Uil -. Noi chiedevamo che Savigliano continuasse a fare produzione attiva e ci aspettavamo, quindi, qualcosa in più. Ora anche per l’Euroveder si tratta di utilizzare tutti gli strumenti contrattuali, fra cui contratti di solidarietà, per salvare più posti di lavoro possibili».
Cauto ottimismo anche tra i rappresentanti delle istituzioni. «Siamo riusciti a portare a casa qualcosa – ha spiegato il presidente della Provincia Raffaele Costa -: è un primo passo, ma bisogna lavorare di qui al 25 giugno per un risultato concreto». Per il vicepresidente del Consiglio provinciale, Giulio Ambroggio: «Dobbiamo valutare i numeri reali: è positivo che non chiuda Savigliano, ma rimane il nodo di Cervasca e della forte riduzione di attività. Sarà importante anche il tavolo a livello regionale proposto dall’assessore Angela Migliasso».
«E’ positivo mantenere lo stabilimento - aggiunge il sindaco di Savigliano, Aldo Comina -, ma la crisi non si può dire del tutto superata, perché si profila un 60 per cento in meno di forza produttiva». Oggi, alle 11, assemblea davanti allo stabilimento Euroveder di Cervasca; nel pomeriggio, alle 14,30, alla Sekurit di Savigliano.

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Cronaca del viaggio degli operai espulsi dalla multinazionale
INVIATO A PARIGI

Da “La Stampa” del 22 maggio

Vasco «sparato» in cuffia, ma anche slogan che hanno fatto epoca come «E ora e ora potere a chi lavora». E’ la classe operaia della Granda alle prese con la crisi mondiale, che ha cambiato anche i luoghi della protesta. Negli Anni Ottanta il centro era Roma, le grandi manifestazioni oceaniche per «scala mobile» e pensioni. Ora è Parigi, il quartiere direzionale de La Défense, sede delle multinazionali come Saint Gobain e Total. Si sale su pullman Gran Turismo e si va. Nel portabagagli bandiere, tamburi, zaini con panini e bottiglie d’acqua e vino. Anche una «bara» che rappresenta la morte del lavoro, realizzata dai dipendenti Euroveder. Si parte prima di cena da San Defendente di Cervasca e Savigliano. Tre corriere, 28 ore (fra andata e ritorno) di autostrada, 1.800 km, attraverso Frejus e Lione.
La notte sull’autoroute è lunga, ma c’è chi non rinuncia, stretto tra i sedili, a una partita a belotte. La scatola nera del pullman impone pause forzate agli autisti. Il tempo per sgranchirsi le gambe, una sigaretta e un caffè all’Autogrill.
All’alba Parigi è lì, la Tour Eiffel sullo sfondo, sotto una cappa di smog e tangenziali intasate. Alle 10 fischi, urla e lo scoppio di petardi, rimbombano tra i grattacieli di ferro e cristallo de La Défense, simbolo della grandeur francese. Si punta verso la sede della Saint Gobain, un palazzo di 18 piani, dove si è deciso di chiudere lo stabilimento Sekurit di Savigliano e ridimensionare l’Euroveder di Cervasca, che tradotto in termini matematici significa meno 500 posti di lavoro.
«Siamo arrivati fin quassù per difendere il nostro futuro - dice, fischietto in bocca, Luciano Stoppa, dell’Euroveder -. Questo potrebbe essere solo l’inizio. Se la Saint Gobain non cambia il piano, bloccheremo gli stabilimenti».
La manifestazione si trasforma presto in picchetto. Le porte della Saint Gobain sprangate: «Nessuno può entrare». La polizia si tiene a distanza. Alla protesta si uniscono sindacalisti della Cgt e dalla Fgtb del Belgio, che appiccicano adesivi «Le capitalisme nuit gravement à la santé». Enrico Ariaudo e Roberto Brustia, della Sekurit di Savigliano: «I francesi devono capire l’impatto sociale che le loro scelte hanno su di noi, le nostre famiglie e la Granda».
Elena Lerda, dipendente Astec, ditta esterna (70 dipendenti) che lavora in Sekurit a Savigliano: «C’è una crisi nella crisi. Noi siamo già a casa e ora la nostra azienda rischia di perdere l’appalto». «Il piano di ristrutturazione è partito da Parigi - ricorda Loris Emanuel, Cgil -. Quindi solo in questi palazzi può essere modificato».
All’uscita della delegazione sindacale che ha ribadito allo stato maggiore Saint Gobain due secchi «no» alla chiusura di Savigliano e al ridimensionamento di Cervasca, il presidio si allenta. C’è tempo qualche ora per un giro in Parigi e allora via in metrò verso la Tour Eiffel, place de la Concorde, avenue des Champs-Élysées. Una visita lampo, mangiando una baguette con formaggio fresco o pâté. Niente champagne, ma un cono gelato da 3,50 euro e un souvenir dell’Arco di Trionfo. Bisogna fare attenzione ai costi, 40 giorni di mobilitazione pesano sulla busta paga. Tra le tute verdi della Saint Gobain di Savigliano che girano a Parigi anche Ivano Martini e Silvana Bosio, che festeggiano i 19 anni di matrimonio. «Ci siamo sposati il 20 maggio ‘90. Tutti e due lavoravamo alla Sekurit. Non avremmo mai immaginato di festeggiare il diciannovesimo anniversario manifestando a Parigi. Difendiamo la Sekurit, è lì che ci siamo innamorati».
Alle 17 i pullman sono pronti per il viaggio verso casa. Che è stata una giornata pesante lo si capisce anche dalle bolle sulle mani di Mauro Sordello «Giangian» (Euroveder Cervasca), che per 4 ore hanno battuto su una latta trasformata in tamburo. Davanti un’altra lunga notte sull’autoroute.

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SAVIGLIANO. CRISI SEKURIT
Nell’area della Saint Gobain nessun palazzo, uffici o negozi

Da “La Stampa” del 27 maggio di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
Un impegno al di sopra degli schieramenti politici di appartenenza, sottoscritto dai cinque candidati alla carica di sindaco ed assunto pubblicamente nei confronti della Saint Gobain per il futuro della Sekurit: è quanto hanno fatto ieri Gianni Abbadessa, Guido Ghione, Massimiliano Gosio, Piergiorgio Rubiolo e Sergio Soave, diffondendo un comunicato congiunto. «I sottoscritti candidati a sindaco di Savigliano nelle imminenti elezioni del 6-7 giugno – scrivono - esprimono solidarietà ai dipendenti della Saint Gobain duramente colpiti dall’annuncio di chiusura dello stabilimento o di drastico ridimensionamento dell’occupazione. Ritengono che a spingere il management dell’azienda su questa prospettiva non siano ragioni meramente economiche e industriali, ma politico-finanziarie generali». Quindi l’impegno: «Nel caso di elezione a sindaco, i sottoscritti si impegnano a fare tutto il possibile per scongiurare che accada il peggio, sia attivando contatti con i vertici politici e istituzionali provinciali, regionali e nazionali, sia assumendo fin da ora l’impegno a non favorire alcuna variazione d’uso dell’area che possa tradursi in ulteriore guadagno per l’azienda».
L’idea di far capire chiaramente alla Saint Gobain che quell’area avrebbe comunque continuato ad essere dibita ad uso industriale era stata avanzata già nei primi giorni della crisi dal sindaco uscente Aldo Comina, mentre adesso sono i suoi potenziali successori a proporla nuovamente.
D’altra parte, anche l’appello del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, quasi un monito, lanciato venerdì scorso durante il suo incontro con le delegazioni di Sekurit, Astec e Alstom Ferroviaria in municipio a Savigliano, va nella stessa direzione: «Le fabbriche non devono chiudere – ha detto Sacconi -, ma in questo momento di crisi e anche di grandi cambiamenti dello scenario produttivo internazionale, soprattutto per ciò che riguarda il comparto automobilistico ed il suo indotto, devono attendere e mantenere aperti i loro punti di produzione, per essere pronte a riprendere il lavoro nel caso in cui, come tutti auspichiamo, questa necessità si ripresenti».
Domani, dall’incontro a Roma del tavolo al ministero delle Attività produttive si avrà un quadro forse definitivo del futuro della Sekurit e degli altri stabilimenti italiani del gruppo Saint Gobain. In proposito il presidente della Provincia Raffaele Costa, oltre a richiedere la presenza del ministro Claudio Scajola, ha chiesto un «coinvolgimento della Fiat, che rappresenta il principale cliente di Sekurit e potrebbe rappresentarlo ancora, con un potenziale ancora maggiore, se determinate operazioni a livello mondiale andassero in porto».
Da parte sindacale non si può parlare di ottimismo, ma un barlume di speranza in più, soprattutto dopo il grande successo della manifestazione di Parigi della scorsa settimana, non viene negato: «Ci hanno detto che avrebbero riesaminato la questione – hanno commentato a Savigliano venerdì Mario Cravero della Filcem Cgil e Gianni Arnaudo della Uilcem Uil -: in questo momento è già un risultato significativo. Per il resto, tutto si deciderà il 28 maggio a Roma».

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LAVORO. CONTESTATE LA CHIUSURA DI SAVIGLIANO E IL RIDIMENSIONAMENTO A CERVASCA
“Assedio” alla Saint Gobain
Ieri la protesta a Parigi di 150 operai della Sekurit ed Euroveder

Da “La Stampa” del 21 maggio di CARLO GIORDANO
PARIGI
La rabbia dei dipendenti Sekurit ed Euroveder è arrivata a Parigi. Per due ore, ieri mattina, è stata «assediata», con il blocco degli accessi, la sede centrale della Saint Gobain, nel quartiere della Défense. In 150, con tre pullman, sono giunti nella capitale francese per manifestare contro la chiusura dello stabilimento di Savigliano e il ridimensionamento della sede di Cervasca, con una riduzione occupazionale che potrebbe portare alla perdita complessiva di 500 posti. Momenti di tensione, alle 11,15, quando davanti al presidio è giunto Marco Ravasi, ad della Sekurit Italia. Il manager è stato accolto da una bordata di fischi. Un militante della Cgt, il sindacato francese che ha partecipato alla manifestazione con una delegazione, gli ha spruzzato contro della «Coca Cola». Il dirigente, trovandosi l’ingresso principale del palazzo bloccato dai contestatori, ha dovuto entrare da una porta di servizio. La manifestazione di Parigi è stata organizzata in concomitanza con la riunione annuale del Cae (Comitato aziendale europeo), che ha visto l’arrivo nella capitale francese di dirigenti e rappresentanti sindacali di tutti gli stabilimenti europei della Saint Gobain.
L’«assedio» alla sede centrale, un palazzo di vetro alto 18 piani, è iniziato verso le 10 ed è proseguito fin dopo mezzogiorno. Presenti alla manifestazione anche una delegazione di operaie dipendenti dell'Astec, una ditta esterna (70 dipendenti) che svolge lavori di controllo qualità nello stabilimento Sekurit di Savigliano, tutti in cassa integrazione. «Adesso si rischia anche la perdita dell'appalto», ricorda Loredana Sasia, della Filcams Cgil. Numerosi i cori e gli striscioni. Hanno portato la solidarietà ai dipendenti italiani della Saint Gobain anche un gruppo di sindacalisti belgi della Fgtb. Nella capitale francese anche un pullman dello stabilimento Saint Gobain di Pisa, interessato, come le sedi di Cervasca e Savigliano, dal piano di ristrutturazione. Una delegazione delle Rsu Sekurit ed Euroveder ha partecipato alla riunione del Cae, ribadendo la contrarietà alla chiusura dello stabilimento di Savigliano e al ridimensionamento del sito di San Defendente di Cervasca. La protesta a Parigi è stata decisa anche in vista dell'incontro fissato il 28 maggio a Roma al ministero delle Attività produttive, dove la Saint Gobain dovrebbe annunciare l'intenzione a discutere o meno il piano di ristrutturazione. «La manifestazione è pienamente riuscita - ha spiegato Mario Cravero, Cgil -. La massiccia partecipazione ha dimostrato ai dirigenti della multinazionale la volontà, da parte dei dipendenti degli stabilimenti italiani, di proseguire la protesta anche dopo il 28 maggio, se non ci saranno segnali di apertura». «La mobilitazione degli operai degli stabilimenti di Savigliano, Cervasca e Pisa - ha detto Gianni Arnaudo, Uil -, che hanno raggiunto Parigi affrontando un viaggio di oltre 13 ore, è l'ennesima dimostrazione di come l'Italia sia determinata ad opporsi al piano di riorganizzazione Saint Gobain». «Chiediamo soltanto di poter lavorare - ha spiegato Renato Fantini, Cisl -. Va ricordato che gli stabilimenti di Savigliano e Cervasca, oltre a creare ricchezza per la “Granda”, garantiscono anche profitto per l'azienda».

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Lavoro e occupazione
Protesta al Giro e a Parigi

Da “LA Stampa” del 17 maggio di CARLO GIORDANO
CUNEO
Mercoledì 160 dipendenti Sekurit ed Euroveder, protesteranno davanti alla sede della Saint Gobain nel quartiere della Defénce a Parigi. Le segreterie provinciali di Cgil-Cisl-Uil stanno ultimando i preparativi per la trasferta. Tre i pullman da Savigliano e Cervasca, ai quali se ne aggiungerà un quarto dallo stabilimento di Pisa. Partenza martedì sera. L’arrivo nella capitale francese la mattina successiva, verso le 9, in concomitanza della riunione annuale del Cae (Comitato aziendale europeo) della multinazionale francese. Il vertice richiama a Parigi dirigenti e rappresentanti dei lavoratori di tutte le nazioni che ospitano stabilimenti Saint Gobain. La vertenza in Italia è iniziata il 21 aprile con l’annuncio della chiusura della Sekurit di Savigliano (226 addetti) e 143 esuberi (132 operai e 11 impiegati) all’Euroveder di Cervasca.
«Chiederemo di intervenire durante i lavori dell’assembla - spiega Gianni Arnaudo, Uil -, per illustrare la situazione italiana, dove la Saint Gobain ha in programma un pesante piano di ristrutturazione. Il nostro obiettivo è garantire la continuità lavorativa nei vari stabilimenti e salvaguardare l'occupazione, tenendo conto che l’Italia con gli ammortizzatori sociali ha dato e continua a dare molto alla Saint Gobain».
Per la trasferta a Parigi e per sostenere la mobilitazione dei dipendenti Sekurit e Euroveder è scattata anche una raccolta fondi (ogni pullman costa 2.500 euro di noleggio). La Comunità montana Valle Grana e alcuni Comuni della zona hanno già dato disponibilità a intervenire.
«Compatibilmente con i preparativi della trasferta a Parigi - spiega Mario Cravero, Cgil -, stiamo anche preparando un presidio in piazza Galimberti a Cuneo, martedì mattina, in occasione della partenza del Giro d’Italia. All’iniziativa potrebbero partecipare anche gli operai dell’Italcementi di Borgo San Dalmazzo, anche loro alle prese con un piano di ristrutturazione. La manifestazione di Parigi è finalizzata a preparare il terreno per il secondo incontro a livello ministeriale in programma a Roma il 28 maggio. Speriamo che la Saint Gobain cambi piano industriale e venga garantito il mantenimento dell’attività produttiva alla Sekurit di Savigliano, a iniziare dalla produzione di vetri per Fiat, Maserati e altre fabbriche automobilistiche italiane. Per Cervasca si può discutere la fermata del reparto freddo, a patto di mantenere le altre attività a cominciare dalle presse, oltre ad aggiungere nuove produzioni».
Il 29 aprile 350 dipendenti della Sekurit ed Euroveder avevano manifestato davanti alla sede della Saint Gobain Italia, in corso Romagnoli a Milano. L’11 maggio si è svolto un incontro al ministero a Roma, durante il quale i rappresentanti della multinazionale francese non hanno preso impegni.

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Appello alla Fiat “Aiutateci a evitare che Sekurit chiuda”

Da “La Stampa” del 13 maggio di Piero Bertoglio

A che cosa serve che un’azienda italiana come la Fiat si proponga per salvare l’americana Chrysler e tenti di acquistare la tedesca Opel, se poi a pochi chilometri dalla sua sede storica si chiudono le fabbriche che lavorano per lei?» E’ uno dei quesiti emersi lunedì sera nel corso della trasmissione televisiva di La7 «L’Infedele», condotta da Gad Lerner, alla quale ha preso parte una nutrita delegazione di lavoratori della Sekurit di Savigliano. «Continuiamo a non capire – hanno detto alcuni dei dipendenti intervenuti -, perché finora nessuno ce l’ha spiegato, come mai i francesi decidano di chiudere stabilimenti che producono utili, come il nostro, e lascino invece in vita altre fabbriche perennemente in perdita».
Ieri mattina a Cervasca, presso la sede dell’Euroveder, e nel pomeriggio a Savigliano alla Sekurit, si sono svolte le assemblee, nel corso delle quali i rappresentanti sindacali hanno comunicato ai lavoratori l’esito dell’incontro del tavolo ministeriale a Roma di lunedì. «Credo che difficilmente si sarebbe potuto ottenere qualcosa di più – dice il segretario provinciale della Filcem Cgil Mario Cravero -: è positivo che i rappresentanti del governo e i parlamentari abbiano chiesto con forza all’azienda di recedere dalla decisione di chiusura o ridimensionamento dei siti italiani. Una valutazione più compiuta la potremo fare il 28, in occasione di quello che potrebbe essere l’incontro decisivo: il fatto che sia stata fissata una nuova data è un segnale timidamente ottimistico». Per Renato Fantini della Femca Cisl: «Sarà necessario riflettere attentamente in questo periodo e tornare al tavolo per ragionare su strade alternative alla chiusura: da parte nostra c’è la disponibilità a fare delle valutazioni, a confrontarci».
Secondo Gianni Arnaudo della Uilcem Uil: «Bisogna richiamare l’azienda alle sue responsabilità, anche in termini sociali. Il 28 noi vogliamo parlare di aperture, non di chiusure: discutiamo, confrontiamoci, ma su ipotesi che prevedano il mantenimento delle fabbriche della Saint Gobain in Italia».
«L’azienda è stata sollecitata con forza e determinazione da tutti i presenti all’incontro – dice il presidente della Provincia Raffaele Costa - a una revisione del piano industriale che escluda la chiusura dello stabilimento di Savigliano e il grave ridimensionamento di quello di Cervasca».
Aggiunge il sindaco di Savigliano Aldo Comina: «Rimangono aperte ancora due strade: quella politica, che ha trovato tutte le forze unite nell’incontro di lunedì, e quella industriale, per la quale abbiamo esortato la presidente della Regione Mercedes Bresso a fare pressione sulla Fiat, cliente numero uno della Sekurit, perchè intervenga nei confronti dei francesi».

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 St. Gobain, si decide a Parigi
Sul futuro di Sekurit e Euroveder nessun impegno dei delegati francesi

Da “La Stampa” del 12 maggio di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
Primo risultato positivo: la Saint Gobain si è presentata al tavolo ministeriale. Secondo: ci sarà una seconda riunione per discutere di Sekurit ed Euroveder il 28 maggio, sempre a Roma. Terzo: politica cuneese, sindacati e governo si sono mostrati compatti nell’opporsi alla chiusura. Di negativo: nessuna promessa, nessun impegno da parte dei francesi per scongiurare chiusura e tagli di personale.
Alla riunione di ieri a Roma c’erano delegazioni sindacali nazionali, provinciali e le Rsu di Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil delle fabbriche in crisi; la Regione Piemonte era rappresentata dall’Assessore al Lavoro Angela Migliasso, la Provincia di Cuneo dal Presidente Raffaele Costa e dal Vice-presidente del Consiglio Provinciale Giulio Ambroggio, i Comuni di Savigliano e Cervasca dai sindaci Aldo Comina e Tulio Ponso. Il Governo dai sottosegretari Guido Crosetto e Michelino Davico, l’opposizione c’era dal parlamentare Cesare Damiano: «La perdita di 500 posti di lavoro - hanno sottolineato concordemente – rappresenta per la provincia di Cuneo un fattore inquietante e quindi inaccettabile».
Per la Saint Gobain è intervenuto il manager Scotti: «I provvedimenti già annunciati – ha detto - sono fondati soprattutto sotto gli aspetti economici nonché sugli sviluppi non positivi conseguenti alla crisi economica in atto». La chiusura del vertice è stata di Castano, rappresentante del ministero delle Attività produttive: «Propongo un nuovo incontro per il prossimo 28 maggio alle ore 11 nel corso del quale dovranno auspicabilmente emergere i punti di riferimento comuni che potranno dare luogo ad una soluzione condivisa. Per questa ragione, sollecitiamo con forza e determinazione l’azienda ad una revisione del piano industriale che escluda la chiusura dello stabilimento di Savigliano e il grave ridimensionamento di quello di Cervasca».
Cauta la valutazione da parte del sindacato: «Ci aspettavamo qualcosa di più – è il commento dei segretari provinciali di Filcem, Femca e Uilcem Mario Cravero, Renato Fantini e Gianni Arnaudo -: il fatto che il Governo abbia fatto la precisa richiesta alla società di rivedere la sua decisione è positivo, così come la definizione di un successivo incontro ci induce a continuare a lavorare per ottenere risultati concreti. Dobbiamo tornare a Roma e riflettere su soluzioni alternative, alla luce delle decisioni che verranno da Parigi dopo questo primo incontro».

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CUNEO. IERI «GOVERNOINCONTRA»
St. Gobain, nessun impegno
Tre ministri e quattro sottosegretari accolti da delegazioni di operai

Da “La Stampa” del 5 maggio di CARLO GIORDANO
CUNEO
Dalla richiesta a fare pressioni su Saint Gobain e Italcementi per scongiurare licenziamenti a Savigliano, Cervasca e Borgo San Dalmazzo a interventi per migliorare la viabilità provinciale (Tenda Bis, raddoppio della tratta ferroviaria Cuneo-Fossano), dalla necessità di inserire gli invasi alpini nell’elenco delle grandi opere agli aiuti economici ai comuni colpiti dal maltempo. E’ la rosa di domande che amministratori locali e rappresentati di forze economiche e sindacali hanno posto ieri, in Provincia, al Governo nazionale. Ad ascoltare le voci del territorio tre ministri (Giancarlo Rotondi, per l’Attuazione del programma; Luca Zaia, Agricoltura; Roberto Calderoli, Semplificazione normativa) e quattro sottosegretari: Michelino Davico (Interno), Giacomo Caliendo (Giustizia), Guido Crosetto (Difesa), Bartolomeo Giachino (Infrastrutture e Trasporti).
Tre ore di confronto, pochi gli impegni. A fare gli onori di casa il sindaco Valmaggia. Poi la relazione del prefetto Bruno D’Alfonso che ha rimarcato gli aspetti positivi della Granda, come la capacità di integrare di immigrati cresciuti 7.200 unità negli ultimi tre anni e l’eccellenza della sanità e della scuola; ma anche quelli negativi come l’aumento vertiginoso della cassa integrazione, cresciuta del 1.311 per cento in un anno. Ministri e sottosegretari incontrando i lavoratori in presidio in corso Dante, davanti al Centro incontri della Provincia, non si sono sbilanciati sulle crisi Saint Gobain e Italcementi. Il presidente Costa ha ricordato l’incontro a Roma, il prossimo lunedì, con i rappresentanti della multinazionale francese del vetro, raccomandando la presenza al tavolo del ministro delle Attività produttive Claudio Scajola. Nell’illustrare l’attività di governo nel comparto dell’Agricoltura il ministro Zaia, ha difeso la legge sulle quote latte e ringraziato la Procura della repubblica di Saluzzo «per aver scoperto partite di latte in nero». Non è mancato un affondo in difesa dei produttori di vino: «Chi beve due bicchieri e supera la soglia dello 0,5 non può essere considerato un ubriacone».
«L’iniziativa del “Gover-noincontra” - ha spiegato il sottosegretario Michelino Davico -, è anche un modo di fare squadra con il territorio mettendo al centro gli amministratori locali».
La conclusione è stata affidata al ministro Calderoli che ha illustrato gli effetti del federalismo fiscale, ricordando che per contenere il livello del debito pubblico al 68 per cento, secondo le indicazioni europee «servirebbero 5 Leggi Finanziarie all’anno per mezzo secolo; per azzeralo 5 manovre ogni 12 mesi per 150 anni». E rilanciato l’idea di risparmio, di razionalizzazione dei servizi. Salvando il ruolo delle Province.

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“La Sekurit non chiuda”

Da “La Stampa” del 11 aprile di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
Un minuto di silenzio per le vittime del terremoto in Abruzzo e poi un solo, ripetuto grido: «La Sekurit non deve morire!». C’erano anche i colleghi delle aziende Euroveder e Sicurglass di Cervasca, del gruppo Saint Gobain, alla manifestazione svoltasi ieri mattina davanti ai cancelli della fabbrica saviglianese: sono arrivati in pullman per far sentire la loro voce ed unirsi al coro di coloro che dicono «no» alla chiusura e sono contrari anche al ridimensionamento della fabbrica che da lunedì prosegue nelle iniziative di protesta contro l’ipotesi avanzata dalla direzione: chiudere i battenti o ridimensionare la fabbrica al 50% dell’attuale consistenza. C’erano i dipendenti della Astel e della Aimeri, che svolgono lavorazioni per conto della Sekurit, il cui posto di lavoro è, di conseguenza, minacciato dalla ristrutturazione della fabbrica di cristalli per autoveicoli.
C’erano le istituzioni: Regione, Provincia, Comuni, che hanno dato al sindacato l’appoggio e la solidarietà in questo momento, forse il più critico dei 40 anni di vita dell’industria di via Saluzzo. C’erano tanti sindaci dei Comuni ai quali l’azienda attinge il personale: non solo di Savigliano e del Saviglianese, ma del Saluzzese, delle vallate alpine, del Fossanese e del Racconigese.
«Questa – ha esordito il segretario provinciale della Filcem Cgil Mario Cravero – è un’azienda che genera profitti. Dopo la crisi di qualche anno fa, ha cominciato a produrre utili e opera in un mercato ancora importante, quello della Fiat. Non possiamo permettere che le industrie italiane maggiori godano degli incentivi statali e poi vadano a produrre altrove, senza ricadute sulle aziende dell’indotto». Walter Ellena, delegato sindacale in Sekurit della Femca Cisl: «Abbiamo lavorato insieme per più di 20 anni e sappiamo che quest’azienda non è obsoleta: la direzione torni indietro sul progetto di chiusura e noi riprenderemo quel dialogo costruttivo che da sempre ci caratterizza, e insieme ricominceremo e fare i vetri».
«Non accettiamo la chiusura – ha detto il sindaco di Savigliano Aldo Comina -: pensiamo che la crisi finirà e dobbiamo essere attrezzati per riprendere le produzioni, non chiudere le fabbriche. Bisogna attivare un tavolo negoziale che giunga al Governo: mi crea molto rancore l’assenza dei parlamentari, è scandaloso, oggi, che non ci sia qui nessuno di loro».
L’assessore regionale al Welfare Angela Migliasso: «È indispensabile che intervenga il Governo: bisogna muoversi a livello nazionale per confrontarsi con una multinazionale come la Saint Gobain. Sono molto preoccupata anche per le altre aziende cuneesi del gruppo. La direzione non si è presentata l’altro giorno all’incontro convocato in municipio: vengano a discutere intorno ad un tavolo, non facciano i furbi senza dichiarare alcunché e lasciando le persone nell’incertezza e nell’angoscia. Bisogna giocare a carte scoperte: ci facciano vedere un piano industriale. Qui, invece, non c’è trattativa: è inaccettabile».
Il presidente della Provincia Raffaele Costa ha annunciato di essere, con difficoltà, riuscito a contattare l’azienda: «Hanno accettato un primo incontro la prossima settimana – ha detto – con le istituzioni, ma senza il sindacato. Poi ci sarà un secondo incontro anche con i rappresentanti dei lavoratori. La solidarietà è importante, ma non basta: il nostro obiettivo, tutti insieme, deve essere quello di salvaguardare l’occupazione».

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SAVIGLIANO. MANIFESTAZIONE OGGI
Sekurit: la protesta di politici e operai

Da “La Stampa” del 10 aprile di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
E’ stata confermata dall’assemblea dei lavoratori della Sekurit, l’azienda produttrice di cristalli per auto del gruppo Saint Gobain su cui pende la minaccia di chiusura o drastico ridimensionamento, la manifestazione-presidio davanti allo stabilimento di via Saluzzo in programma oggi. Oltre ai circa 300 dipendenti della fabbrica, coinvolgerà anche i lavoratori delle società esterne che operano nel sito ed i colleghi delle aziende del gruppo Saint Gobain Euroveder e Sicurglass di Cervasca. Nei giorni scorsi Regione, Provincia e Comune di Savigliano hanno dichiarato che aderiranno alla manifestazione. Sono stati invitati anche i parlamentari della Granda.
Il picchetto è stato organizzato da Filcem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil dopo l’esito negativo dell’incontro del 3 aprile con la direzione aziendale in Confindustria a Cuneo, dove il nuovo direttore generale della Sekurit Marco Ravasi e il responsabile del personale Sergio Panero hanno prospettato un futuro a tinte fosche per i dipendenti, confermato poi dal sindaco di Savigliano Aldo Comina. «Il nuovo direttore - ha spiegato il primo cittadino l’altro ieri al summit con i rappresentanti dei lavoratori svoltosi in municipio a Savigliano -, mi ha confermato che si sarebbe preso una quindicina di giorni di tempo per esaminare la situazione. Le alternative sono preoccupanti: si parla o di chiusura totale dello stabilimento o di riduzione del 50% del personale».
Da lunedì scorso si succedono scioperi in tutti i turni lavorativi, con presidio permanente di fronte allo stabilimento. «Per il momento - commentano i sindacati - si è deciso che la mobilitazione proseguirà fino a martedì 14, quando all’Assovetro di Milano si terrà l’incontro tra le segreterie nazionali di Filcem, Femca e Uilcem con la Direzione Italia del Gruppo St.Gobain. Dall’esito dell’incontro dipenderanno le decisioni su come eventualmente organizzare le iniziative di lotta per i giorni successivi». L’assessore regionale al Welfare Teresa Angela Migliasso, partecipando all’incontro di Savigliano di mercoledì ed assicurando la presenza della Regione alla manifestazione di oggi, si è detta preoccupata, oltre che per la Sekurit, anche per le altre due aziende cuneesi di gruppo Saint Gobain. «Le istituzioni - ha detto - devono lavorare con sindacato e azienda per impedire la chiusura della sede a Savigliano e mettere al sicuro le due di Cervasca».

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Saint Gobain: centinaia gli operai a rischio licenziamento

Da www.targatocn.it  del 9 aprile di Andrea Giaccardi

Cresce la preoccupazione per il futuro dello stabilimento saviglianese della Sekurit Saint Gobain, l'azienda francese produttrice di vetri per automobili. Dall'incontro avvenuto nella mattinata di ieri, nessun segnale positivo che possa tranquillizzare i lavoratori riguardo alla volontà di mantener in vita il complesso di via Saluzzo.

L'azienda non ha presenziato al tavolo di confronto chiedendo ulteriore tempo per valutare gli sviluppi della situazione economica globale e le possibili contromosse della multinazionale”, dichiara il primo cittadino saviglianese, Aldo Comina. Un tavolo di concertazione che ha visto la partecipazione del presidente della provincia Raffaele Costa, l'assessore regionale al lavoro Angela Migliasso, una rappresentanza della giunta e del consiglio comunale saviglianese, oltre che numerose autorità dei paesi limitrofi. Stando alle indiscrezioni che giungono dai sindacati e dal sindaco, il quale ha contattato informalmente i responsabili aziendali, all'orizzonte si intravede una cospicua riduzione dell'organico (nell'ordine del 50%), quando non addirittura la volontà di abbandonare definitivamente il sito saviglianese. “Cercheremo di fare tutto quanto è nelle nostre possibilità, affinché la direzione dell'azienda consideri percorribili altre strade per fare fronte alla crisi generale, che non si traducano nel licenziamento di centinaia di persone”, afferma il primo cittadino saviglianese. Nell'immediato futuro, probabilmente già nel corso della settimana prossima, un nuovo tavolo di concertazione verrà convocato a livello provinciale per fare il punto della situazione anche con i rappresentanti di altre fabbriche cuneesi che, al pari di un domino, risentono pesantemente della crisi della Sekurit Saint Gobain.

Davanti allo stabilimento, intanto, proseguono i presidi.
L'azienda tace. Finché non avremo una smentita ufficiale circa la possibile chiusura della fabbrica, proseguiremo nelle nostre battaglie”, gridano gli operai in divisa di fronte ai cancelli dello stabilimento. Parlando direttamente con i lavoratori si intuisce la gravità della situazione e la concreta preoccupazione dei dipendenti. “Sono quasi quindici anni che lavoro qui, ma mai ho avuto paura come adesso di rimanere in mezzo ad una strada”, lamenta un operaio, che si adoperato nel realizzare gli striscioni di protesta appesi lungo le cancellate della struttura. “La direzione non ci dice niente, continua a prendere tempo per studiare come lasciarci a casa. Sembra quasi che ci voglia addossare la colpa di questa situazione”, continua. Alcuni si lamentano di come la direzione abbia gestito malamente l'azienda nel periodo immediatamente precedente la crisi generale, in modo particolare per quanto riguarda la sovrapproduzione non necessaria.
I presidi andranno avanti almeno fino a martedì 14 aprile, giorno della convocazione del tavolo di confronto a livello nazionale”, dichiara Elio Isaia (CGIL). “I dirigenti aziendali continuano a trincerarsi dietro un silenzio assordante. Gli operai chiedono immediate risposte, ma pare che nessuno voglia prestare loro attenzione”.

Tante le persone attese per la manifestazione di domani mattina. Di fronte ai cancelli dello stabilimento verrà collocato un piccolo palco su quale si alterneranno gli interventi dei rappresentanti sindacali, delle autorità politiche e dei lavoratori, i quali chiederanno a gran voce un segnale confortante all'azienda. Prevista anche la partecipazione dei dipendenti del complesso di Cervasca, dei lavoratori dell'Alstom e di numerose personalità politiche provenienti dalle città limitrofe.

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Savigliano: fumata nera sul futuro della Saint Gobain

Da www.targatocn.it del 3 aprile

Si è tenuto in data odierna presso la Confindustria di Cuneo l’incontro richiesto nei giorni scorsi al nuovo Direttore Generale dalle Organizzazioni Sindacali di Categoria e le RSU per avere risposte chiare e precise sul futuro dello stabilimento Saint Gobain di Savigliano considerato a forte rischio di prospettiva dopo le improvvise dimissioni del precedente massimo dirigente. Per i sindacati però nessun elemento positivo è emerso dall’incontro in cui i rappresentanti dell’Azienda, il nuovo D.G. Ravasi e il Responsabile del Personale di fronte alle precise richieste di smentire formalmente le voci circolate in questi giorni sull’intenzione della Multinazionale francese di procedere alla chiusura del sito di Savigliano. Per le sigle di categoria "pur dentro un atteggiamento evasivo ed attendistico è stata di fatto confermato la sussistenza di una concreta possibilità che la casa madre possa decidere per la chiusura dello stabilimento, pur evidenziando che al momento l'opzione sia ancora in fase di valutazione in alternativa al mantenimento del sito produttivo seppur drasticamente ridimensionato. Si confermano, dunque, tutte le preoccupazioni e le ipotesi più negative emerse in questi giorni e per tali ragioni vengono fin da subito confermate ed intensificate le iniziative di lotta. La prossima è in programma lunedì quando l'azienda ricomincerà a lavorare dopo lo stop per Cassa Integrazione. Oltre a scioperi articolati è previsto l'allestimento di un presidio permanente davanti allo Stabilimento.
Allo stesso tempo viene confermata, con invito esteso alle forze politiche ed istituzionali provinciali e regionali, una manifestazione per venerdì 10 aprile che coinvolgerà, oltre ai lavoratori della Sekurit di Savigliano, i dipendenti della Società che operano in attività terziarizzate e i lavoratori degli altri stabilimenti Saint Gobain presenti in provincia e anch’essi a forte rischio di fronte ad un eventuale disimpegno della multinazionale. Nel frattempo, i sindacati hanno chiesto un incontro urgente con il Presidente della Provincia Raffaele Costa per discutere della situazione dello stabilimento saviglianese, ma anche delle voci di chiusura riguardanti la Euroveder Saint Gobain di San Defendente di Cervasca. Manifestando "preoccupazione per le drastiche scelte che la proprietà potrebbe assumere a breve per i rispettivi stabilimenti del Gruppo" viene rischiesto "un incontro urgente per valutare ed assumere ogni iniziativa idonea finalizzata ad impedire il disimpegno della proprietà."

 

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SAVIGLIANO
Tre giorni di sciopero e presidio alla Sekurit

Da “La Stampa” del 2 aprile

Sciopero di tre giorni, incontro urgente con il nuovo direttore generale e presidi ai cancelli dello stabilimento a partire da lunedì: sono queste le prime iniziative annunciate dalle segreterie provinciali di Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil per protestare e fare chiarezza sui piani del gruppo Saint Gobain per il futuro della Sekurit di Savigliano.
«Preoccupazione e rabbia - si legge nel comunicato delle tre organizzazioni sindacali, guidate a livello provinciale da Mario Cravero, Renato Fantini e Gianni Arnaudo -, ma soprattutto assoluta determinazione, se ciò si renderà necessario, a vendere “a carissimo prezzo la pelle”. E’ l’unanime sentimento emerso dall’assemblea straordinaria dei lavoratori della Sekurit di Savigliano per fare il punto sullo scenario venutosi a determinare dopo le dimissioni del direttore generale e il conseguente diffondersi di allarmanti notizie sul futuro dello stabilimento».
L’assemblea ha deciso di proclamare uno sciopero domani, sabato e domenica, a sostegno della richiesta di un incontro con il nuovo direttore generale, ingegner Ravasi. E’ inoltre in programma una manifestazione. \

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Savigliano:Sekurit Saint Gobain, sciopero in vista (lettera)

Da www.targatocn.it del 1 aprile

 

Le segreterie provinciali FILCEM – FEMCA – UILCEM, assieme alle RSU di STABILIMENTO, hanno diramato il seguente comunicato in merito alla situazione della Sekurit Saint Gobain di Savigliano. Quanto emerge è uno stato d'animo di preoccupazione e di grande incertezza sul futuro della stabilimento.
"Preoccupazione e rabbia ma soprattutto assoluta determinazione, se ciò si renderà necessario, a vendere 'a carissimo prezzo la pelle' è l’unanime sentimento emerso dall’assemblea straordinaria convocata presso la Stabilimento SEKURIT S.G. di Savigliano nella giornata di ieri martedì 31 marzo per fare il punto sullo scenario venutosi a determinare dopo le dimissioni del Direttore Generale e il conseguente diffondersi di allarmanti notizie circa il futuro stesso dello Stabilimento.
In aggiunta alle iniziative già intraprese (richiesta di incontro urgente di Gruppo a livello nazionale e incontro con il Sindaco e l’Amministrazione di Savigliano) su proposta delle Segreterie territoriali di categoria e delle RSU di Stabilimento, l’Assemblea ha deciso di proclamare una immediata mobilitazione con dichiarazione di Sciopero totale per le giornate di venerdì 3, sabato 4, domenica 5 aprile e ciò a sostegno della richiesta di immediato incontro con il nuovo Direttore Generale ing Ravasi ufficialmente in carica dall’1.04.09.
Altre iniziative di lotta sono già state programmate a partire lunedì 6 aprile con previsione di una manifestazione pubblica con coinvolgimento anche delle categorie e dei lavoratori operanti in attività esternalizzate e con l’invito a tutte le forze politiche ed istituzionali del Territorio.

Le Segreterie provincial FILCEM – FEMCA – UILCEM Le RSU di STABILIMENTO

 

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Economia e occupazione
“Sekurit? Non usi la crisi”

Da “La Stampa” del 28 marzo di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
La delegazione sindacale territoriale di Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil della Sekurit ha incontrato ieri mattina in municipio il sindaco di Savigliano Aldo Comina. I rappresentanti dei 250 lavoratori della fabbrica del gruppo Saint Gobain, specializzata nella produzione di cristalli per autoveicoli, hanno espresso al primo cittadino le preoccupazioni circa la difficile situazione che sta vivendo l’industria con sede lungo la strada provinciale per Saluzzo e, soprattutto, i timori per il futuro e la stessa sopravvivenza del sito saviglianese. Soprattutto tenendo conto delle improvvise dimissioni del direttore Dario Canale, il sindacato teme che sia in atto una politica di riduzione progressiva del lavoro, per giungere addirittura alla chiusura dello stabilimento.
«I sindacati mi hanno esposto la situazione – commenta Aldo Comina -: al momento non ci sono notizie ufficiali riguardo ad un possibile ridimensionamento della Sekurit. Ho avuto modo di mettermi in contatto con la direzione aziendale e si sta attraversando un momento di transizione, dopo le dimissioni dell’ingegner Canale. Certo, ci troviamo di fronte ad un momento molto critico: nessuno nega che ci sia la crisi, ma se si possono accettare misure come le sette settimane di cassa integrazione di qua a giugno, assolutamente non possiamo accettare l’ipotesi di chiusura. Chiederemo alla presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, di riunire un tavolo di concertazione, così come abbiamo fatto a suo tempo per l’Alstom, in modo che l’azienda si presenti e dica chiaramente quali intenzioni ha. Qualche volta si ha l’impressione che si voglia approfittare della crisi per prendere decisioni che altrimenti non sarebbero mai state accettate: non vorremmo che per la Sekurit ci fosse questo disegno».

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Sekurit, a Savigliano “rischia di chiudere”
I sindacati incontrano il sindaco Comina

Da “La Stampa” del 27 marzo di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
Un incontro con il sindaco Aldo Comina e un’assemblea straordinaria alla quale sono chiamati a partecipare tutti i lavoratori in cassa integrazione: la delegazione sindacale territoriale della Sekurit–Saint Gobain, nella quale sono rappresentate Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil, presenta le iniziative per fare chiarezza sul futuro dello stabilimento della multinazionale che produce cristalli per autoveicoli, i cui 250 dipendenti andranno in cassa integrazione altre 7 settimane, da questa settimana fino a metà giugno.
«A fronte del preoccupante scenario – si legge nel comunicato del sindacato -, la delegazione sindacale si è subito attivata mettendo in campo tutta una serie di iniziative. È stata fatta una richiesta di convocazione urgente, tramite le strutture sindacali nazionali, di un tavolo nazionale con i massimi vertici del Gruppo, al fine di ottenere precise garanzie sulle prospettive produttive ed occupazionali per tutti gli stabilimenti presenti sul territorio».
È stato inoltre chiesto un incontro con il sindaco di Savigliano Aldo Comina, che si terrà oggi. «Inoltre – prosegue il comunicato - tutti i lavoratori dello stabilimento di Savigliano in cassa integrazione il 31 marzo, alle 15,30, sono invitati a partecipare, nella sala sindacale dello stabilimento, a un’assemblea straordinaria per una prima complessiva valutazione sulla situazione venutasi a creare e per decidere ulteriori iniziative».
Le prese di posizione a livello di stabilimento fanno seguito alla preoccupata reazione delle segreterie provinciali di Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil alle inaspettate dimissioni del direttore del sito di Savigliano, ingegnere Dario Canale. «Appaiono oggettivamente incomprensibili – è la posizione dei segretari Mario Cravero, Renato Fantini e Gianni Arnaudo - le improvvise dimissioni di un dirigente storicamente legato allo stabilimento e al Gruppo, tanto più dopo avere operato con successo al difficile risanamento e rilancio del sito pur in un contesto difficile come l’attuale. Non vorremmo che, al di là delle motivazioni formali e di prassi, l’effettiva decisione di abbandonare l’incarico da parte del direttore generale fossero dettate dalla presa d’atto della scelta strategica di un disimpegno da parte dei vertici del Gruppo verso Savigliano o peggio ancora dal non accettare di sottostare al ruolo di esecutore materiale della soppressione dello stabilimento stesso».
E fra i dipendenti della Sekurit cresce la preoccupazione sul destino della fabbrica nata lungo la strada provinciale tra Savigliano e Saluzzo alla fine degli anni ’60, «che sembra ormai segnato».

 

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Savigliano: si dimette il direttore dello stabilimento Sekurit

Il sindacato «Siamo preoccupati per le prospettive dello stabilimento»

Da a Stampa” del 21 marzo

«L’inattesa notizia delle dimissioni del direttore generale dello stabilimento Sekurit di Savigliano, ingegnere Dario Canale, è motivo di sconcerto e profonda inquietudine». È scritto in un comunicato firmato dalle segreterie provinciali dei sindacati dei lavatori chimici Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil, di cui sono alla guida rispettivamente Mario Cravero, Renato Fantini e Gianni Arnaudo. La Sekurit è la fabbrica del gruppo Saint Gobain, che produce cristalli per autoveicoli e che sta attraversando un momento di forte crisi: i suoi 250 dipendenti sono già stati molte settimane in cassa integrazione, altre 7 sono previste da aprile a metà giugno. «Pur non conoscendo – aggiungono i sindacalisti - le motivazioni alla base della decisione, l’abbandono di un manager di indiscusso prestigio e professionalità, da poco al ponte di comando in una fase delicatissima dell’azienda e più in generale per l’intero gruppo, non permette di essere letto e interpretato come evento ordinario, riconducibile ad un normale e fisiologico avvicendamento di incarico».
Secondo i segretari provinciali di categoria «la pesante crisi produttiva inserita in un contesto di note criticità della casa madre richiederebbe oggi più che mai segnali chiari ed inequivocabili sulla volontà di assicurare continuità e prospettive allo stabilimento di Savigliano».

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Saint Gobain: altre 7 settimane di cassa integrazione

Da www.targatocn.it del 10 marzo di Andrea Giaccardi

Termineranno a giugno le sette settimane di cassa integrazione previste per i lavoratori dello stabilimento saviglianese della Sekurit Saint Gobain, l'azienda francese produttrice di vetri per automobili. Gli incentivi statali, volti a rilanciare il mercato dei veicoli, non sono stati sufficienti a risanare una situazione economica di crisi che coinvolge, non solo il settore nel quale opera l'azienda, ma si estende a macchia d'olio in ogni campo. Infatti, nonostante l'incremento della produzione della Fiat, partner principale della Saint Gobain, questo miglioramento si riflette solo solo in minima parte sullo stabilimento saviglianese: la ripresa del mercato riguarda soprattutto segmenti auto di medio profilo, non i veicoli commerciali per i quali vengono prodotti la maggioranza dei parabrezza.

Il mese prossimo la Fiat sospenderà totalmente la produzione del mezzo per il quale lo stabilimento saviglianese produce il numero maggiore di cristalli, ovvero il Ducato. Questo fatto giustifica le tre settimane di cassa integrazione ad aprile”, ha dichiarato Elio Isaia (CGIL).
Nel dettaglio le settimane di riposo obbligato saranno quelle che vanno dal 23 marzo al 5 aprile, dal 14 aprile al 3 maggio, ed infine dal 18 di maggio fino alla fine dello stesso mese. Nel corso dell'assemblea avvenuta ieri, l'azienda si è detta disponibile a continuare le politiche di integrazione economica alla retribuzione secondo i parametri definiti in accordo con le sigle sindacali durante l'ultimo incontro dell'anno passato.
Considerata la crisi che sta investendo la produzione europea, la soluzione che l'azienda ha adottato è da ritenersi meno drammatica di quanto potrebbe apparire. Nel corso degli incontri fra le parti non si è mai discusso di esuberi o di eventuali licenziamenti, ma solamente di politiche che riguardano gli ammortizzatori sociali”, ha aggiunto Isaia. I lavoratori saviglianesi vedranno garantito il loro posto di lavoro almeno fino a giugno, mentre una sorte differente potrebbe toccare ad altri dipendenti europei dell'azienda, come i 250 operai in esubero dello stabilimento belga.
Per una ripresa effettiva dell'economia legata al mondo dell'automobile, nella più rosea aspettativa bisognerà attendere ancora qualche mese, tanto che le politiche aziendali adottate dallo stabilimento saviglianese della Saint Gobain paiono orientate in questo senso. Sembra che l'azienda stia prendendo ancora tempo per valutare la gravità della situazione, attendendo anche quelle che saranno le scelte operate dalla Fiat, ad oggi una tra le poche industrie automobilistiche mondiali che non ha chiaramente delineato quelle che saranno le politiche future a fronte dei probabili interventi statali volti a salvaguardare l'esistenza della nota fabbrica torinese.

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SAVIGLIANO
I 250 operai della Sekurit si fermano altre due settimane

Da “La Stampa” del 5 marzo

Altre due settimane di cassa integrazione ad aprile alla Sekurit, l’azienda del gruppo Saint Gobain che produce cristalli per auto. I 250 dipendenti dell’industria saviglianese, dopo il mese di chiusura tra dicembre e gennaio e le quattro settimane di cassa integrazione ad inizio anno, l’ultima delle quali terminerà sabato prossimo, saranno nuovamente interessati dal provvedimento a causa della carenza di lavoro per la flessione del mercato dell’auto. Lo ha ribadito il sindaco Aldo Comina in occasione dell’ultimo Consiglio comunale, dicendo di aver ricevuto la notizia direttamente dalla direzione dello stabilimento, unitamente all’annuncio che non verranno rinnovati i contratti a termine, che interessano una trentina di persone. «L’auspicio - ha sottolineato Comina - è che gli incentivi statali possano far ripartire il mercato dell’auto e che anche le aziende dell’indotto, come la Sekurit, ne possano trarre beneficio». \

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Nuove settimane di cassa integrazione per la Saint Gobain

Da “www.targatocn.it” del 13 gennaio di Andrea Giaccardi

L'anno appena iniziato non sembra essere nato sotto una buona stella.
Questo è quello che hanno pensato ieri mattina i delegati sindacali della Sekurit Saint Gobain, lo stabilimento saviglianese che ha da poco riaperto i cancelli dopo le settimane di riposo obbligato. Un riposo al quale i lavoratori avrebbero volentieri rinunciato ma che, come un regalo sgradito, è stato loro lasciato sotto l'albero di Natale. Durante l'incontro con i rappresentati dell'azienda sono emerse alcune note positive, ma di poco conto se paragonate alle quattro settimane di blocco della produzione e di cassa integrazione per i dipendenti previste per il prossimo periodo. Lo stabilimento saviglianese sospenderà infatti la produzione dal 26 gennaio al 7 febbraio, e nuovamente dal 23 febbraio al 7 marzo. “È stato l'amministratore delegato, l'ingegnere Canale, ad illustrare quella che è la situazione macro-economica che, non solo l'azienda, ma il sistema produttivo occidentale sta vivendo”, ha dichiarato Elio Isaia (CGIL). “La crisi economica si sta spostando dagli Stati Uniti all'Europa con pesanti ripercussioni anche su quelle che sono le realtà locali delle varie sedi di produzione”. Lo stabilimento saviglianese produce circa il 60% per il mercato interno, in modo particolare per la Fiat, mentre per il restante 40% si occupa di commesse provenienti dalle altre sedi, quali quelle francesi e spagnole. Proprio perché la crisi sta investendo tutta la realtà europea, queste commesse verranno gestite direttamente dagli stabilimenti non italiani, incrementando ulteriormente il calo di produzione previsto per l'anno in corso. “In fabbrica non si respira un'atmosfera serena – continua Isaia – Nessun dipendente riesce a prospettare quello che sarà il proprio futuro all'interno dell'azienda”. A tutt'oggi non è stato previsto alcun piano di riqualificazione del personale, né di innovazione dello stabilimento, uniche possibili soluzioni a lungo termine a questo problema produttivo. Questo anche perché la multinazionale francese deve fare i conti con una sanzione europea di centinaia di milioni di euro, per aver violato alcune norme sull'antitrust. Nell'incontro di ieri mattina, i sindacati hanno siglato un accordo nel quale l'azienda si è impegnata nel garantire la produzione dei parabrezza anche nelle giornate del sabato, permettendo ai lavoratori di usufruire degli incentivi e delle retribuzioni maggiorate che ciò comporta. È stato inoltre definito in quale misura l'azienda integrerà la retribuzione dei dipendenti, (11euro lorde al giorno per coloro che lavorano sui turni anche nella giornata di sabato, 15euro per i dipendenti che hanno la settimana lavorativa di 5 giorni), ma soprattutto è stato garantito ai sindacalisti che la riduzione dell'organico non è nell'agenda della dirigenza aziendale.

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Sekurit
Nessun accordo sul sostegno ai lavoratori

Da “La Stampa” del 20 dicembre

Chiusura totale dello stabilimento fino all’11 gennaio e nessun accordo, almeno fino ad allora, per quanto riguarda l’eventuale intervento dell’azienda a sostegno dei lavoratori in cassa integrazione ordinaria. È la situazione che coinvolge i 250 dipendenti della Sekurit, la fabbrica del gruppo Saint Gobain che produce cristalli per autoveicoli. I sindacati hanno ottenuto alcune agevolazioni per quanto concerne il ricorso alle ferie pregresse, ma manca ancora da parte dell’azienda un impegno per integrare le retribuzioni ridotte di chi è in cassa integrazione. Anche il 2009, sulla base delle notizie che provengono dai mercati internazionali, non si prospetta agevole: «Ci ritroveremo il 12 gennaio – dice Elio Isaia, della Cgil -, ma ci è stato anticipato dall’azienda che non potrebbe essere sufficiente una settimana di cassa integrazione al mese: è possibile che si debba salire a due, anche se un quadro preciso lo si avrà solo all’inizio del nuovo anno».

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SAVIGLIANO. DA MARTEDÌ ALL’11 GENNAIO
Sekurit, produzione bloccata per altre cinque settimane

Da “La Stampa” del 7 dicembre di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
Scatterà martedì il secondo dei due blocchi della produzione nello stabilimento della Sekurit, l’azienda del gruppo Saint Gobain specializzata nella produzione di cristalli per autoveicoli, con sede lungo la strada provinciale tra Savigliano e Saluzzo.
Dopo una prima fermata dal 17 al 30 novembre, la fabbrica rimarrà di fatto chiusa per altre cinque settimane, fino all’11 gennaio: i lavoratori che lo potranno, usufruiranno delle ferie pregresse non ancora utilizzate, mentre gli altri saranno messi in cassa integrazione. In tutto saranno sette le settimane di «stop» per i 250 dipendenti a tempo indeterminato, cui si sono aggiunti nei mesi scorsi circa una cinquantina di lavoratori interinali, per i quali è a forte rischio il rinnovo dei contratti alla scadenza.
Tra metà novembre e metà gennaio la fabbrica di via Saluzzo ha lavorato soltanto poco più di una settimana: dal 30 novembre fino a venerdì scorso.
La causa di fondo della crisi è legata al calo di vendite, e quindi della produzione, che affligge il mercato automobilistico a livello mondiale: la Sekurit, infatti, lavora non soltanto per la Fiat, ma anche per altri marchi e lo stabilimento di Savigliano, realizzato verso la fine degli Anni Sessanta del secolo scorso, è leader nella produzione di particolari tipi di vetro.
Già poco meno di tre anni fa il sito saviglianese fu al centro di una crisi, dalla quale ne uscì sia in seguito ad una riorganizzazione della produzione, sia per la forte crescita della vendita di auto e veicoli industriali.
Oggi la situazione si presenta nuovamente molto critica e il sindacato e l’azienda non sono riusciti, finora, a trovare un accordo che possa in qualche modo ammortizzare il peso della cassa integrazione sui salari dei lavoratori.
L’ultimo incontro risale al 1° dicembre, durante il quale si è cercato di trovare un sistema di intervento da parte dell’azienda per compensare, almeno in parte, la riduzione del salario dovuto alla cassa integrazione: come, per esempio, succede ai dipendenti dell’altra grande realtà industriale saviglianese, rappresentata dall’Alstom Ferroviaria.
Ma anche questa seconda riunione ha portato ad un nulla di fatto: «Comprendiamo – dicono al sindacato – come questa situazione rientri in una crisi generale, che non è imputabile in modo esclusivo all’azienda. Per questo vogliamo ricercare soluzioni condivise e non contrapposizioni che possono essere solo controproducenti».

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Sekurit, da martedì blocco della produzione

Da “La Stampa” del 3 dicembre

Non ha portato ad alcun accordo l’incontro tra la direzione della Sekurit, lo stabilimento del gruppo Saint Gobain specializzato nella produzione di cristalli per autoveicoli con sede a Savigliano lungo la strada provinciale per Saluzzo, e la delegazione sindacale.
All’ordine del giorno il tentativo di calmierare, con un intervento integrativo da parte dell’azienda, gli effetti negativi sulle buste paga dei 250 lavoratori in cassa integrazione, parte della quale è stata svolta nelle scorse settimane e la cui seconda tranche, con chiusura totale dello stabilimento e blocco della produzione fino all’11 gennaio, è in programma dal 9 dicembre.
Sindacato e azienda non sono riusciti a raggiungere l’accordo, contrariamente a quanto successo in passato e a quanto si sta verificando all’Alstom Ferroviaria, dove l’integrazione aziendale nei confronti dei cassintegrati porta il salario a circa il 70% rispetto a quello normale.
Ieri, intanto, all’Alstom si sono svolte le assemblee nel corso delle quali i rappresentanti sindacali hanno presentato l’accordo «cornice» raggiunto a livello di Coordinamento nazionale a Milano, nell’ambito del quale verrà definito il premio di risultato per il prossimo biennio. \

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Savigliano: è crisi vera alla Sekurit Saint Gobain

Da www.targatocn.it del 19 novembre di Andrea Giaccardi

Sembra essere più grave del previsto la crisi che colpisce lo stabilimento saviglianese della Sekurit Saint Gobain, che da questo lunedì ha temporaneamente chiuso i cancelli e la produzione. Uno stop obbligato di sette settimane, che si concluderà solamente l’11 gennaio del prossimo anno quando, secondo i piani di modellazione previsti dall’azienda, la produzione riprenderà a ritmi rallentati.
L’incontro di questa mattina tra la delegazione sindacale e la direzione aziendale, organizzato con l’obiettivo di valutare gli interventi possibili per ridurre l’impatto economico della cassa integrazione sui lavoratori, non ha portato al raggiungimento di una intesa condivisa, pur essendo intervenuto qualche elemento di contatto. Secondo indiscrezioni, nel prossimo incontro previsto per l’inizio di dicembre si potrebbe arrivare ad un accordo nel caso in cui l’amministrazione si renda disponibile ad integrare economicamente la retribuzione degli impiegati colpiti al provvedimento, che ad oggi si rivela essere ridotta del 40-50% rispetto allo stipendio normalmente percepito.
Quello che abbiamo chiesto all’azienda – spiega Elio Isaia (Filcem Cgil) – è che nel pianificare un progetto di cassa integrazione, si prestasse la massima attenzione a tutte le maestranze. Ovvero che non risentissero di questa situazione solamente una categoria di lavoratori”.
La crisi della Sekurit Saint Gobain, frutto della situazione economica globale e locale, risente fortemente della crisi dell’industria automobilistica, in particolare della Fiat alla quale è destinata il 60% della produzione dell’azienda. “Sicuramente l’amministrazione aziendale non è la causa principale di questa situazione, che coinvolge il sistema produttivo di tutto il mondo. – continua Isaia – È anche vero, però, che poteva essere affrontata in maniera migliore, magari con una gestione più efficiente degli stock produttivi”.
Molto problematica la situazione dei lavoratori interinali, alcuni dei quali rimasti senza un lavoro alla fine del mese scorso, che non riceveranno alcuna riconferma del contr
atto sotto l’albero di Natale.
La situazione di difficoltà che sta vivendo la Saint Gobain non colpisce solo lo stabilimento saviglianese, ma tocca anche la realtà di Cervasca.

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SAVIGLIANO. DA DOMANI AL 30 NOVEMBRE
Alla Sekurit c’è il primo stop

Da “La Stampa” del 16 novembre di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
Scatterà domani il primo blocco della produzione alla Sekurit Saint Gobain di Savigliano, fabbrica specializzata nella produzione di cristalli per auto con sede sulla strada provinciale per Saluzzo e che occupa circa trecento (250 a tempo indeterminato, più una quarantina di interinali) dipendenti. Lo «stop», attuato mediante il ricorso alla cassa integrazione ordinaria e periodi di ferie non ancora utilizzati, continuerà fino al 30 novembre. Ad esso ne seguirà un secondo dal 9 dicembre all’11 gennaio.
I rappresentanti sindacali hanno incontrato la direzione dell’azienda per fare il punto sulla difficile situazione in cui versa tutto il settore, a causa del calo di vendite nel mercato automobilistico. «Dopo aver visionato i dati richiesti dalla delegazione sindacale – si legge nel comunicato emesso dalla Rappresentanza sindacale unitaria -, circa i residui ferie e le attività previste nei periodi di fermata, la delegazione sindacale ha elaborato e avanzato alla direzione una serie di proposte». In particolare, è stata chiesta «un’attenzione particolare nella gestione del personale durante questo periodo, che straordinari e i rientri siano azzerati ed eventuali situazioni eccezionali siano comunicate alle Rsu immediatamente e successivamente anche con una comunicazione di dati settimanali».
Le organizzazioni sindacali hanno avanzato una serie di richieste relative all’utilizzo dei giorni di festività e delle ferie ancora da utilizzare che non danneggi i lavoratori. «A difesa delle retribuzioni nel periodo di cassa integrazione - prosegue il comunicato - e anche a di quei lavoratori che, non potendo prevedere tale scenario, hanno già utilizzato gran parte delle ferie, il sindacato ha chiesto alla direzione un’integrazione di due ore giornaliere a suo carico per tutti coloro che saranno in cassa».
Tutte le proposte avanzate saranno analizzate da parte dai dirigenti della Sekurit. Le parti s’incontreranno mercoledì per cercare un’intesa.

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SAVIGLIANO. AZIENDA IN CRISI
Saint Gobain anticipa il “blocco”

Da “La Stampa” del 6 novembre

Sarà ancora più lungo, drastico e anticipato rispetto ai tempi inizialmente previsti il blocco della produzione alla Sekurit, lo stabilimento del gruppo Saint Gobain di Savigliano che produce cristalli per auto. L’azienda ha 250 dipendenti più una trentina di interinali. «Il responsabile del personale – si legge nel comunicato della Rsu – ha annunciato fermate aggiuntive e allargate a tutto lo stabilimento. I periodi di stop previsti sono dal 7 al 30 novembre e dal 9 dicembre all’11 gennaio». La scorsa settimana pareva che il blocco produttivo dovesse limitarsi al periodo compreso tra il 15 dicembre e l’11 gennaio, ma la situazione è peggiorata.
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SAVIGLIANO. DAL 15 DICEMBRE ALL’11 GENNAIO
Stop di un mese alla Saint Gobain

Da “La Stampa” del 30 ottobre di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
Mentre l’Alstom Ferroviaria si dibatte da mesi con la Cassa integrazione straordinaria, che attualmente coinvolge 250 lavoratori, si preannuncia un periodo ancora più critico per la seconda industria saviglianese in termini di numero di dipendenti. La Sekurit-Saint Gobain, azienda specializzata nella produzione di cristalli per autoveicoli, sconterà nei prossimi mesi le conseguenze della crisi del mercato automobilistico in tutto il mondo.
La ditta occupa attualmente 250 dipendenti a tempo indeterminato e una quarantina di lavoratori interinali. Nel corso di un incontro tra la direzione del personale e la rappresentanza sindacale unitaria sono stati annunciati una serie di provvedimenti che culmineranno con il blocco totale della produzione per circa un mese, dal 15 dicembre fino all’11 gennaio 2009.
Già da sabato, per quanto concerne il reparto Stratificato in cui vengono realizzati i parabrezza, vi sarà una riduzione dagli attuali 21 turni a 18 turni su alcune linee, con fermate produttive il sabato. Anche il collaudo scenderà da 19 a 18 turni, con fermate tutti i sabati, due settimane dal 17 al 30 novembre e dal 15 dicembre all’11 gennaio.
Per quanto concerne il reparto Laterali, una linea verrà definitivamente fermata dopo metà dicembre con spostamento di macchinari e riduzione di turni. Anche in questo settore ci saranno fermate produttive dal 24 al 30 novembre e dal 15 dicembre all’11 gennaio.
«Per la copertura di tali fermate – afferma la Rsu – si utilizzeranno ferie residue o il ricorso alla Cassa integrazione, le cui modalità verranno discusse tra Rsu e azienda nelle prossime settimane. L’azienda ha comunicato che, a causa del calo produttivo e della conseguente riduzione delle turnazioni, non provvederà al rinnovo dei contratti temporanei in scadenza, eccezion fatta per i lavoratori operanti sulle linee che rimarranno a 21 turni. La Rsu, preoccupata per lo scenario prospettato, ha ribadito che il prezzo del calo produttivo non potrà essere scaricato interamente sui lavoratori».
Della questione Sekurit-Saint Gobain si è parlato anche in Consiglio comunale. La questione è stata sollevata da Luigi Botta con un’interrogazione, alla quale ha risposto il sindaco Aldo Comina. «Siamo venuti a conoscenza della situazione solo da pochi giorni – ha detto il primo cittadino – e ci siamo immediatamente attivati. Purtroppo ci risulta che ci siano poche speranze per i lavoratori interinali, ai quali non verranno rinnovati i contratti in scadenza».

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I rappresentanti dei lavoratori: “Abbiamo chiesto un incontro, ma non otteniamo risposte su scelte aziendali e futuro dell’occupazione

Preoccupaziona alla Saint-Gobain Euroveder

Da “La Guida” del 5 settembre

San Defendente Cervasca - (lb). C'è preoccupazione per il futuro e per le prospettive dello stabilimen­to, tra i lavoratori della Saint-Gobain Euroveder di San Defendente: i rap­presentanti sindacali lamentano una situazione di non confronto e di man-cati chiarimenti sul futuro del sito e della sua forza lavoro.

Tanti i punti sul tavolo per i sinda­cati, tante le domande senza risposta: se ne fanno portavoce le rappresen­tanze sindacali unitarie, che (con il supporto delle segreterie provinciali) hanno chiesto alla direzione azienda­le un incontro, ma che non hanno an­cora avuto risposte certe. "Il sito - scrivono nella richiesta ai vertici -, che era stato presentato qualche an-no addietro corne il centro europeo della produzione del vetro per elet­trodomestici, sta soffrendo della si­tuazione del mercato, ma non solo. Le scelte industriali nell'ambito dei prodotti, ovvero del monoprodotto o poco più, ovvero ancora dei soli uno o due clienti, rischiano di paralizza­re il sito nei momenti di difficoltà di mercato mentre, precedentemente, si diversificava su più clienti anche se con pochi volumi produttivi".

Una critica alla gestione condotta negli ultirni anni, anche dalle funzio­ni commerciali dell'azienda, risalen­do a tutta la struttura di manage-ment, per il "non rilancio", per gli in­vestimenti sbagliati, per il risparmio sulle materie prime che si riflette sul­la qualità del prodotto finale, e quin­di sui riscontri presso i clienti.

A preoccupare con forza, poi, è an­che l'ambito occupazione: "Queste scelte - si legge ancora nel documen­to - riflettono un calo, lento ma co­stante, del personale e principalmen­te nell'ambito dei lavoratori diretti al-la produzione". E, al di fuori delle pa­role scritte, i rappresentanti sindaca­li spiegano che sono già stati "taglia­ti " tutti gli interinali: le prossime decisioni potrebbero coinvolgere per­sonale a tempo indeterminato (circa 250 i dipendenti, tutti del territorio). "Dal 1 ° settembre è stato tolto un tur­no di lavoro - dicono preoccupati gli uomini delle Rsu -, proprio alla linea del 'freddo', integrata e che dovrebbe lavorare continuamente, che era sta­ta presentata corne motore della fabbrica' e che, ci veniva detto, non sarebbe mai stata toccata. Inôltre, con la rinuncia agli interinali e que­sta sospensione, ci sono stati sposta­menti di personale che in alcuni casi hanno penalizzato i dipendenti, e di cui comunque non ci sono stati spie­gati in alcun modo i criteri. Su tutte le decisioni, in sintesi, corne Rsu non siamo coinvolti, ci vengono dette le cose a decisione presa e nell'immi­nenza dell'entrata in vigore, mentre aile nostre richieste di chiarimento sul futuro non ci viene data risposta, affermando che non ci sarebbe cer­tezza nemmeno su quello che succe­derà il prossimo mese, ad esempio. Ma questo non è possibile in un'a­zienda strutturata corne la Saint-Gobain, in un colosso che inevitabil­mente deve pianificare il proprio fu­turo".

Una richiesta di chiarezza e di tra­sparenza, quindi, eventualmente per intervenire fin da subito, e comunque per dare risposte ai lavoratori: è que­sta la prima esigenza dei rappresen­tanti sindacali nei confronti dell'a­zienda. "Abbiamo già fatto sette ve­nerdi di cassa integrazione in prima­vera - dicono ancora dalle Rsu -, te­miamo che nelle prossime settimane ce ne possa capitare altra, visto il ca­lo dei volumi; eppure negli anni pas­sati in questo periodo era molto dif­ficile fare le ferie, proprio per la quan­tità di lavoro da svolgere. Non voglia­mo nemmeno organizzare scioperi, perché in questa situazioni non fa­rebbero che agevolare l'azienda. Vo­gliamo un incontro con i vertici del­l'azienda per capire la reale situazio­ne, le previsioni produttive e di inve­stimento, le scelte per l'occupazione e per l'organizzazione del lavoro".

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Sekurit
Rsu, successo di Femca Cisl

Da “La Stampa” del 11 maggio

Affermazione della Femca Cisl nelle elezioni Rsu alla Sekurit–Saint Gobain. Con 75 voti (35,4%) ottiene tre rappresentanti. Altri 3 vanno alla Filcem Cgil e due alla Uilcem Uil. «Siamo soddisfatti di questo risultato – commenta il segretario provinciale Renato Fantini - che premia il lavoro di questi anni». Il primo impegno dei nuovi rappresentanti sarà la contrattazione con l’azienda del premio di produzione. La Sekurit produce cristalli per auto ed occupa 250 dipendenti.

 

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