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Saint Gobain:
trasloco confermato a Savigliano
Da “La Stampa” del
19 marzo 2010
Confermato dalla
Saint Gobain Italia il trasferimento da Cervasca a Savigliano della
Sicurglass, l’azienda, 112 dipendenti, specializzata nella produzione
di vetri per macchine movimento terra, autobus e treni. La decisione è
stata ribadita mercoledì, durante un incontro con i sindacati a Roma,
per fare il punto sul piano di riorganizzazione dei tre stabilimenti (Sekurit
a Savigliano; Euroveder e Sicurglass a Cervasca), che la
multinazionale francese ha nella Granda. Confermati anche gli esuberi:
23 alla Sicurglass e 9 alla Sekurit. Il piano di trasferimento
potrebbe scattare già nei prossimi mesi con il trasloco a Savigliano
del forno Bht. Ad agosto, in concomitanza delle ferie estive, potrebbe
essere la volta delle linee produttive. Alla riunione a Roma non hanno
partecipato, in segno di protesta, i rappresentanti delle Rsu della
Sicurglass. La decisione è arrivata dopo che la maggioranza dei
dipendenti dello stabilimento di Cervasca si era espressa contro il
trasferimento della fabbrica a Savigliano. Una nuova assemblea è
convocata per lunedì. La prossima settimana potrebbe tenersi anche un
Consiglio comunale aperto a Cervasca, per ribadire il «no» al trasloco
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Sindacati: "Su futuro di Sicurglass, troppe contraddizioni"
Da
www.targatocn.it del 9 febbraio di T.G.
Il 31 gennaio scorso un
centinaio di lavoratori dei tre stabilimenti della Saint Gobain
presenti in provincia di Cuneo organizzarono un
corteo a Cuneo
per riportare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle vicende della
multinazionale francese, vicende che tennero banco per molti mesi nel
corso del 2009 con la chiusura, poi scongiurata, della Sekurit di
Savigliano e con il forte ridimensionamento di Euoveder, uno dei due
stabilimenti di Cervasca. Il terzo stabilimento, la Sicurglass, negli
ultimi tempi è stato oggetto di voci che i dipendenti e i sindacati
hanno giudicato allarmanti. Di qui, la decisione di manifestare a
Cuneo. Il 4 febbraio scorso a Cervasca si è tenuto un
vertice
aziendale e una visita agli stabilimenti da parte di una
delegazione da Parigi. Il 9 febbraio c'è stato un incontro tra la
Direzione, presente l’Ing. Marco Ravasi, e le rappresentanza Sindacali
per conoscere gli sviluppi riguardanti la Sicurglass.
In merito a questo incontro, le Segreterie Provinciali di FILCEM e
FEMCA e le RSU hanno diramato il seguente comunicato.
Nessuna decisione 'pare' sia stata presa (nell'incontro del 4 febbraio
n.d.r), possibile una decisione entro la fine del mese di febbraio o
l’inizio di marzo. Dalle 4 ipotesi iniziali si è passati a 2. Pare
escluso il Trasferimento di EUROVEDER, per mancanza di spazio a
Savigliano ed escluso il trasferimento di SEKURIT a Cervasca, per i
benefici, non trasferibili, della centrale che produce energia nel
sito di Savigliano. Rimangono sul tavolo: Spostare la sola SICURGLASS
da Cervasca a Savigliano. NON spostare i siti produttivi e avviare una
sinergia gestionale tra SICURGLASS ed EUROVEDER.
Permangono molte perplessità, troppe le contraddizioni e gli aspetti
poco chiari. Nell’incontro l’azienda ha smentito una strategia
finalizzata a ridurre pesantemente l’occupazione in Provincia, pur non
escludendo che vi sarà una riduzione dei posti di lavoro dovuta alle
sinergie. La delegazione sindacale, pur apprezzando il ritrovato
confronto con l’azienda, dopo attenta valutazione ritiene che le
argomentazioni portate a sostegno delle possibili scelte della
multinazionale non consentano di escludere, con assoluta certezza, la
possibile volontà di una pesante ristrutturazione e conseguente
dismissione delle attività oggi maggiormente in difficoltà (memori
delle smentite del marzo 2009, alle quali è poi seguito l’annuncio di
chiusura della SEKURIT del 21 aprile 2009).
L’Azienda dice di prediligere il piano A (quello con i maggiori costi
economici e sociali) perché, dice, traguarda ad una strategia di più
lungo periodo di rafforzamento della Saint - Gobain.L’ipotesi A, che
prevede il trasferimento della sola SICURGLASS, preoccupa per i
seguenti rischi:
perdita delle professionalità aziendali: legata alla possibile non
accettazione del trasferimento da parte di tutti i dipendenti;
economici: legati all’impatto pluri milionario del trasferimento;
produttivi: legato ai rischi di non soddisfare le richieste dei
clienti durante il trasferimento;
per le non chiare ricadute nel medio/lungo periodo sullo stabilimento
di EUROVEDER.
Altri dubbi si aggiungono alle motivazioni di questo possibile
spostamento: l’Azienda insiste che “il trasferimento servirebbe per
'salvare' la SICURGLASS”, in quanto lo ritiene lo stabilimento più
a rischio! perché se vi fosse un ulteriore calo di fatturato, questo
potrebbe compromettere l’attuale struttura occupazionale del sito.
Per la Delegazione Sindacale questo aspetto è quantomeno Curioso,
perché la SICURGLASS, dei tre siti, è lo stabilimento che ha la
situazione economica e produttiva migliore e il futuro meno incerto
degli altri. Si esclude l’ipotesi di trasferire la linea di SEKURIT a
Cervasca a causa dei benefici della centrale elettrica. Curioso come,
la Centrale elettrica di SEKURIT è passata dall’essere antiquata e
inefficiente, tanto da giungere a progettare la sua sostituzione con
una nuova centrale di cogenerazione, a baluardo di efficienza e
capacità produttiva a livello di Regione.
Si è avuta l’impressione, da parte di tutta la delegazione sindacale,
che si siano voluti minimizzare molti aspetti: minimizzati l’impatto
dei costi di trasferimento. Di conseguenza, minimizzate le ricadute
sociali legate al payback (ammortamento) dell’investimento necessario.
Minimizzati i rischi legati alla perdita di importanti professionalità
e i rischi legati alla ripartenza degli impianti.
Minimizzato e sottovalutato il mantenimento dei costi annuali legati
ai contratti di affitto dei locali di Cervasca, circa 600.000 euro
annui, i quali hanno validità fino al 2014/2020 e dovrebbero essere
pagati anche ad azienda trasferita. Si è fatto sfoggio di un improprio
ottimismo per quanto riguarda le ricadute del trasferimento, e allo
stesso tempo si è giustificata la necessità del trasferimento con un
eccessivo pessimismo sulle previsioni di mercato future della
SICURGLASS.
La Delegazione Sindacale continua a considerare la situazione molto
preoccupante e ha intenzione di promuovere a breve un’incontro con gli
Amministratori locali allo scopo di aggiornarli sulle evoluzioni della
situazione e sul permanere del rischio di perdere due importanti
realtà produttive sul proprio territorio
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Lavoratori Saint Gobain chiedono chiarezza sul loro futuro
D
WWW.TARGATOCN.IT DEL 31 GENNAIO 2010 DI Barbara Simonelli
Parte con una buona ora di ritardo il corteo dei dipendenti della
Saint Gobain. E spicca, su tutto, la mancanza di qualsivoglia volto
della politica locale. A due mesi dalle elezioni regionali non è un
bel segno. E non lo è nemmeno lo scarso numero di manifestanti: 110
secondo fonti della Questura. Verso le quattro il corteo, sotto
l'egida di Cgil e Cisl, parte per attraversare corso Giolitti e corso
Nizza e terminare poi al Centro Incontri della Provincia, dove si
mettono le carte in tavola sulle prospettive dei tre stabilimenti
provinciali del colosso francese. Cuneo è decisamente poco affollata
per essere un sabato pomeriggio, così come praticamente vuoti sono i
negozi. Anche questo è un segnale della crisi.
Crisi che sembrava allontanata dopo le grandi 'manovre' del 2009 che
avevavano visto, quelle sì, i volti della politica, anche nazionale,
spendersi per il salvataggio dello stabilimento di Savigliano. Invece,
le voci sul futuro della Saint Gobain a Cuneo tornano a farsi cupe, in
modo particolare per quello che riguarda il futuro dei due
stabilimenti di Cervasca, Euroveder e Sicurglass.
E' Loris Emanuel di Cgil a sottolineare che, al momento, tra le voci,
di reale c'è solo il vertice, previsto per il 4 febbraio, che si
svolgerà proprio a Cervasca e che vedrà la partecipazione di Saint
Gobain Italia, Saint Gobain Europa e dei dirigenti dei tre
stabilimenti cuneesi. Sarebbero 4 i progetti in ballo: "Uno
riguarderebbe l'accorpamento di tutti gli stabilimenti a Savigliano
- spiega Emanuel - e questo sarebbe il più drammatico sul fronte
occupazionale. Un altro prevederebbe lo spostamento dello stabilimento
di Savigliano a Cervasca. Un altro ancora nessuno spostamento ma una
sinergia tra Euroveder e Sicurglass, che passerebbero sotto un'unica
dirigenza e infine, il quarto, prevederebbe lo spostamento solo di
Securitglass a Savigliano, il che significherebbe lasciare Euroveder
da solo. Anche questa prospettiva ci preoccupa, perché il 2009 è stato
un anno che ha fatto registrare perdite ingenti in questo stabilimento
e in qualche modo vorrebbe dire arrivare ad una chiusura" -
conclude.
Mario Cravero, Cgil, sottolinea che il senso della protesta sta nel
voler far sentire la propria voce. "Vogliamo sapere che cosa sta
succedendo e chiediamo, come sindacati, di aprire un tavolo con
l'azienda. Decisioni così importanti non possono essere prese
unilaterlmente, fermo restando il diritto delle aziende a compiere
scelte che vadano nella direzione dell'efficienza" - chiarisce. La
preoccupazione, tra i dipendenti, è alta. Nel caso in cui si spostasse
tutto a Savigliano, molti dipendenti degli stabilimenti di Cervasca
sarebbero in difficoltà, soprattutto chi proviene dalle valli o chi
lavora part time. Si teme anche che, con lo smantellamento dei siti
produttivi di Cervasca, non ci siano poi le risorse o la volontà per
riprendere le attività su Savigliano. La strada maggiormente condivisa
da lavoratori e sindacati è forse quella della sinergia gestionale tra
i due stabilimenti di Cervasca. E proprio per cercare una soluzione
condivisa la richiesta, manifestata pubblicamente attraverso il
corteo, è quella dell'apertura di un tavolo con il sindacato e le RSU
di tutti e tre i siti produttivi. Il timore, infatti, è quello che si
vogliano creare le condizioni per la chiusura di tutte le attività di
Saint Gobain presenti sul territorio provinciale. Si profila una nuova
battaglia
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Cuneo:
lavoratori Saint Gobain, riprende la battaglia?
Da
www.targatocn.it del 30 gennaio di Barbara Simonelli
La Saint Gobain torna
ad occupare le pagine della cronaca cuneese. Il colosso francese,
presente con tre stabilimenti in provincia di Cuneo, nel corso del
2009 aveva avviato un durissimo processo di ristrutturazione aziendale
che aveva coinvolto la Sekurit di Savigliano e l'Euroveder di Cervasca.
Sicurglass, il terzo stabilimento, sempre di Cervasca, non era stato 'toccato'.
Grazie all'intervento della politica a tutti i livelli e ad una
costante azione sindacale, era stata scongiurata la chiusura di
Savigliano e mantenuta almeno una delle due linee produttive all'Euroveder
(quella del caldo). A distanza di pochi mesi, però, i lavoratori
scendono nuovamente in piazza. Lo faranno oggi, a Cuneo, con un corteo
che partirà alle 15 dal piazzale della Stazione ferroviaria per
concludersi presso la Sala Falco della Provincia, dove si terrà un
dibattito.
In particolar modo la protesta, organizzata da Cgil e Cisl, assente la
Uil, riguarderà i due stabilimenti di Cervasca, Euroveder e Sicurglass.
Anche se non mancherà una delegazione dei 'cugini' della Sekurit di
Savigliano. "Stanno circolando delle voci sulle quali l'azienda si
è trincerata dietro ad un 'no comment' - dice Mario Cravero, Cgil.
- Voci di una razionalizzazione da parte di Saint Gobain che
prevederebbe lo spostamento dell'intera produzione su Savigliano.
Questa operazione avrebbe risvolti drammatici perché metterebbe in
forse l'occupazione di gran parte delle persone che lavorano a
Cervasca. Le distanze, soprattutto per chi viene dalle valli,
sarebbero davvero di difficile gestione. Senza trascurare che lo
spostamento della produzione comporterebbe un periodo di stop che, a
nostro avviso, potrebbe rimettere in crisi la ripartenza stessa".
La preoccupazione, dunque, è di nuovi ai massimi livelli. I sindacati
chiedono dei chiarimenti. La manifestazione di oggi ha lo scopo di
riportare l'attenzione sul problema occupazionale in casa Saint Gobain
ma non solo. Inoltre, si vuole dare un segnale all'azienda: ogni
decisione deve essere presa attorno ad un tavolo di discussione con i
rappresentanti di tutti e tre i siti produttivi e con quelli delle
sigle sindacali.
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Cancelli aperti alla Saint Gobain
Da “Il Saviglianese” del 2 luglio di G.Ma.
Cento posti di lavoro saranno salvati alla Sekurit Saint
Gobain (rispetto ai 226 precedenti). È questo il frutto del sudato accordo tra le parti raggiunto giovedì scorso a Roma,
al Ministero delle Attività produttive, dopo una lunga trattativa che si era conclusa solo poche ore prima, nella notte, a
Cuneo. L'intesa prevede anche
che chi uscirà
dall'azienda entro fine febbraio
2010 avrà un incentivo di
41.000 euro (chi se ne andrà successivamente, perderà il 20%).
Inoltre, alcune produzioni che
erano state estemalizzate
rientreranno presso lo
stabilimento di via Saluzzo.
Per i lavoratori che hanno i requisiti anagrafici, sono infine
previsti un anno di cassa integrazione
più tre di mobilità, che
potranno essere "agganciati" alla
pensione.
Certo, la maggior parte dei
lavoratori dovrà lasciare la fabbrica,
ma rispetto alla chiusura
che era stata annunciata nei
mesi scorsi, questa intesa è già
qualcosa.
Alla stipula dell'accordo romano
ha partecipato una nutrita truppa saviglianese, guidata
dal sindaco Sergio
Soave, che ha sottolineato:
«Siamo vivi: rispetto
alle premesse è
importante, ora dobbiamo
fare pressioni sulla Fiat e
sulle aziende che
possono dare lavoro allo
stabilimento cittadino».
Con lui, il vicepresidente
del Consiglio provinciale,
Giulio Ambroggio ( «È il
massimo che potevamo
ottenere»
ha dichiarato) ed il consigliere comunale Marco Buttieri.
«Avremo 12 mesi — ha
sottolineato l'esponente
del Pdl — per procurare
indispensabili nuove
commesse e ripartire veramente».
Con loro, la presidente della
Provincia, Gianna Gancia, con il
suo predecessore, Raffaele Costa.
Ad attenderli a Roma, il
sottosegretario agli Interni Michelino Davico.
Unanimi i commenti
dei sindacalisti Mario Cravero (Filcem
Cgil), Renato Fantini (Femca
Cisl) e Gianni Amau do (Uilcem
Uil): «Dopo quasi
novanta giorni chiudiamo una vertenza
molto complessa e siamo
soddisfatti.
Si partiva dalla paventata chiusura dello stabilimento,
che invece non solo
sopravvive, ma dove si
garantiscono ammortizzatori
sociali per tutti i lavoratori».
Al tavolo romano è stato ratificato
anche l'accordo per l'Euroveder di
Cervasca: sono previsti 129
esuberi, che al termine di
un piano di riorganiz zazione scenderanno a 99.
Dunque, dopo tre mesi di
presidio ai cancelli, che in questi giorni è in corso di smantellamento, lunedì si è ripreso a lavorare.
Sono entrati in fabbrica alcuni
impiegati ed i tecnici della
manutenzione. Lunedì o
martedì prossimo saranno aperte le linee di produzione dei vetri
stratificati (parabrezza), mentre
i laterali non verranno più realizzati.
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VERTICE A ROMA.
CONFERMATI I 143 ESUBERI ALL’EUROVEDER DI CERVASCA
Savigliano, salva la Sekurit
St. Gobain fa
dietrofront: industria non chiude ma “taglia” il personale
Da “La Stampa” del 29
m aggio di CARLO GIORDANO PIERO BERTOGLIO
CUNEO
La Sekurit di Savigliano non chiuderà, ma sarà fortemente
ridimensionata; nessun passo indietro della Saint Gobain, invece, sul
taglio di 143 dipendenti all’Euroveder di Cervasca. Sono le notizie
giunte nel tardo pomeriggio di ieri dal ministero delle Attività
produttive a Roma, dove si è riunito il tavolo di crisi con azienda,
sindacato e rappresentanti delle istituzioni.
Per la Sekurit la multinazionale francese non ha formulato numeri, ma
si è limitata ad annunciare il dietrofront sull’ipotesi di chiusura.
Dovrebbe essere mantenuta la linea per la realizzazione dei parabrezza
destinati al solo mercato italiano, mentre non verrebbero più
realizzati quelli per l’estero e i vetri «laterali». Quanto questo
significhi in termini di riduzione di personale (attualmente lo
stabilimento saviglianese conta 226 addetti) non è dato sapere. La
questione verrà affrontata in una trattativa sindacale. Il tavolo di
crisi tornerà a riunirsi, sempre a Roma, il 25 giugno.
Cauto ottimismo da parte sindacale. «Un risultato sicuramente
importante per Savigliano - spiega Mario Cravero, segretario
provinciale Filcem Cgil -. Rimane, comunque, la preoccupazione
sull’intenzione di limitare la produzione ai parabrezza: questo fa
prospettare una pesante riorganizzazione. Il giudizio su Euroverder
rimane, invece, negativo. Sarà nostro obiettivo verificare se esistono
spazi per modificare il piano». Renato Fantini, segretario provinciale
Femca Cisl: «Non è molto, ma è già un risultato ottenere che una
multinazionale cambi idea. E’ comunque una vittoria dei lavoratori,
del sindacato e delle Istituzioni locali che fin dall’inizio si sono
spesi per questa causa».
«Un risultato positivo che, però, non risolve completamente il
problema della Sekurit - dice Gianni Arnaudo, segretario provinciale
Uilcem-Uil -. Noi chiedevamo che Savigliano continuasse a fare
produzione attiva e ci aspettavamo, quindi, qualcosa in più. Ora anche
per l’Euroveder si tratta di utilizzare tutti gli strumenti
contrattuali, fra cui contratti di solidarietà, per salvare più posti
di lavoro possibili».
Cauto ottimismo anche tra i rappresentanti delle istituzioni. «Siamo
riusciti a portare a casa qualcosa – ha spiegato il presidente della
Provincia Raffaele Costa -: è un primo passo, ma bisogna lavorare di
qui al 25 giugno per un risultato concreto». Per il vicepresidente del
Consiglio provinciale, Giulio Ambroggio: «Dobbiamo valutare i numeri
reali: è positivo che non chiuda Savigliano, ma rimane il nodo di
Cervasca e della forte riduzione di attività. Sarà importante anche il
tavolo a livello regionale proposto dall’assessore Angela Migliasso».
«E’ positivo mantenere lo stabilimento - aggiunge il sindaco di
Savigliano, Aldo Comina -, ma la crisi non si può dire del tutto
superata, perché si profila un 60 per cento in meno di forza
produttiva». Oggi, alle 11, assemblea davanti allo stabilimento
Euroveder di Cervasca; nel pomeriggio, alle 14,30, alla Sekurit di
Savigliano.
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Cronaca del viaggio degli operai espulsi dalla multinazionale
INVIATO A PARIGI
Da “La Stampa” del 22
maggio
Vasco «sparato» in
cuffia, ma anche slogan che hanno fatto epoca come «E ora e ora potere
a chi lavora». E’ la classe operaia della Granda alle prese con la
crisi mondiale, che ha cambiato anche i luoghi della protesta. Negli
Anni Ottanta il centro era Roma, le grandi manifestazioni oceaniche
per «scala mobile» e pensioni. Ora è Parigi, il quartiere direzionale
de La Défense, sede delle multinazionali come Saint Gobain e Total. Si
sale su pullman Gran Turismo e si va. Nel portabagagli bandiere,
tamburi, zaini con panini e bottiglie d’acqua e vino. Anche una «bara»
che rappresenta la morte del lavoro, realizzata dai dipendenti
Euroveder. Si parte prima di cena da San Defendente di Cervasca e
Savigliano. Tre corriere, 28 ore (fra andata e ritorno) di autostrada,
1.800 km, attraverso Frejus e Lione.
La notte sull’autoroute è lunga, ma c’è chi non rinuncia, stretto tra
i sedili, a una partita a belotte. La scatola nera del pullman impone
pause forzate agli autisti. Il tempo per sgranchirsi le gambe, una
sigaretta e un caffè all’Autogrill.
All’alba Parigi è lì, la Tour Eiffel sullo sfondo, sotto una cappa di
smog e tangenziali intasate. Alle 10 fischi, urla e lo scoppio di
petardi, rimbombano tra i grattacieli di ferro e cristallo de La
Défense, simbolo della grandeur francese. Si punta verso la sede della
Saint Gobain, un palazzo di 18 piani, dove si è deciso di chiudere lo
stabilimento Sekurit di Savigliano e ridimensionare l’Euroveder di
Cervasca, che tradotto in termini matematici significa meno 500 posti
di lavoro.
«Siamo arrivati fin quassù per difendere il nostro futuro - dice,
fischietto in bocca, Luciano Stoppa, dell’Euroveder -. Questo potrebbe
essere solo l’inizio. Se la Saint Gobain non cambia il piano,
bloccheremo gli stabilimenti».
La manifestazione si trasforma presto in picchetto. Le porte della
Saint Gobain sprangate: «Nessuno può entrare». La polizia si tiene a
distanza. Alla protesta si uniscono sindacalisti della Cgt e dalla
Fgtb del Belgio, che appiccicano adesivi «Le capitalisme nuit
gravement à la santé». Enrico Ariaudo e Roberto Brustia, della Sekurit
di Savigliano: «I francesi devono capire l’impatto sociale che le loro
scelte hanno su di noi, le nostre famiglie e la Granda».
Elena Lerda, dipendente Astec, ditta esterna (70 dipendenti) che
lavora in Sekurit a Savigliano: «C’è una crisi nella crisi. Noi siamo
già a casa e ora la nostra azienda rischia di perdere l’appalto». «Il
piano di ristrutturazione è partito da Parigi - ricorda Loris Emanuel,
Cgil -. Quindi solo in questi palazzi può essere modificato».
All’uscita della delegazione sindacale che ha ribadito allo stato
maggiore Saint Gobain due secchi «no» alla chiusura di Savigliano e al
ridimensionamento di Cervasca, il presidio si allenta. C’è tempo
qualche ora per un giro in Parigi e allora via in metrò verso la Tour
Eiffel, place de la Concorde, avenue des Champs-Élysées. Una visita
lampo, mangiando una baguette con formaggio fresco o pâté. Niente
champagne, ma un cono gelato da 3,50 euro e un souvenir dell’Arco di
Trionfo. Bisogna fare attenzione ai costi, 40 giorni di mobilitazione
pesano sulla busta paga. Tra le tute verdi della Saint Gobain di
Savigliano che girano a Parigi anche Ivano Martini e Silvana Bosio,
che festeggiano i 19 anni di matrimonio. «Ci siamo sposati il 20
maggio ‘90. Tutti e due lavoravamo alla Sekurit. Non avremmo mai
immaginato di festeggiare il diciannovesimo anniversario manifestando
a Parigi. Difendiamo la Sekurit, è lì che ci siamo innamorati».
Alle 17 i pullman sono pronti per il viaggio verso casa. Che è stata
una giornata pesante lo si capisce anche dalle bolle sulle mani di
Mauro Sordello «Giangian» (Euroveder Cervasca), che per 4 ore hanno
battuto su una latta trasformata in tamburo. Davanti un’altra lunga
notte sull’autoroute.
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SAVIGLIANO. CRISI
SEKURIT
Nell’area della Saint Gobain nessun palazzo, uffici o negozi
Da “La Stampa” del 27
maggio di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
Un impegno al di sopra degli schieramenti politici di appartenenza,
sottoscritto dai cinque candidati alla carica di sindaco ed assunto
pubblicamente nei confronti della Saint Gobain per il futuro della
Sekurit: è quanto hanno fatto ieri Gianni Abbadessa, Guido Ghione,
Massimiliano Gosio, Piergiorgio Rubiolo e Sergio Soave, diffondendo un
comunicato congiunto. «I sottoscritti candidati a sindaco di
Savigliano nelle imminenti elezioni del 6-7 giugno – scrivono -
esprimono solidarietà ai dipendenti della Saint Gobain duramente
colpiti dall’annuncio di chiusura dello stabilimento o di drastico
ridimensionamento dell’occupazione. Ritengono che a spingere il
management dell’azienda su questa prospettiva non siano ragioni
meramente economiche e industriali, ma politico-finanziarie generali».
Quindi l’impegno: «Nel caso di elezione a sindaco, i sottoscritti si
impegnano a fare tutto il possibile per scongiurare che accada il
peggio, sia attivando contatti con i vertici politici e istituzionali
provinciali, regionali e nazionali, sia assumendo fin da ora l’impegno
a non favorire alcuna variazione d’uso dell’area che possa tradursi in
ulteriore guadagno per l’azienda».
L’idea di far capire chiaramente alla Saint Gobain che quell’area
avrebbe comunque continuato ad essere dibita ad uso industriale era
stata avanzata già nei primi giorni della crisi dal sindaco uscente
Aldo Comina, mentre adesso sono i suoi potenziali successori a
proporla nuovamente.
D’altra parte, anche l’appello del ministro del Welfare Maurizio
Sacconi, quasi un monito, lanciato venerdì scorso durante il suo
incontro con le delegazioni di Sekurit, Astec e Alstom Ferroviaria in
municipio a Savigliano, va nella stessa direzione: «Le fabbriche non
devono chiudere – ha detto Sacconi -, ma in questo momento di crisi e
anche di grandi cambiamenti dello scenario produttivo internazionale,
soprattutto per ciò che riguarda il comparto automobilistico ed il suo
indotto, devono attendere e mantenere aperti i loro punti di
produzione, per essere pronte a riprendere il lavoro nel caso in cui,
come tutti auspichiamo, questa necessità si ripresenti».
Domani, dall’incontro a Roma del tavolo al ministero delle Attività
produttive si avrà un quadro forse definitivo del futuro della Sekurit
e degli altri stabilimenti italiani del gruppo Saint Gobain. In
proposito il presidente della Provincia Raffaele Costa, oltre a
richiedere la presenza del ministro Claudio Scajola, ha chiesto un
«coinvolgimento della Fiat, che rappresenta il principale cliente di
Sekurit e potrebbe rappresentarlo ancora, con un potenziale ancora
maggiore, se determinate operazioni a livello mondiale andassero in
porto».
Da parte sindacale non si può parlare di ottimismo, ma un barlume di
speranza in più, soprattutto dopo il grande successo della
manifestazione di Parigi della scorsa settimana, non viene negato: «Ci
hanno detto che avrebbero riesaminato la questione – hanno commentato
a Savigliano venerdì Mario Cravero della Filcem Cgil e Gianni Arnaudo
della Uilcem Uil -: in questo momento è già un risultato
significativo. Per il resto, tutto si deciderà il 28 maggio a Roma».
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LAVORO. CONTESTATE
LA CHIUSURA DI SAVIGLIANO E IL RIDIMENSIONAMENTO A CERVASCA
“Assedio” alla Saint Gobain
Ieri la protesta a Parigi di 150 operai della Sekurit ed Euroveder
Da “La Stampa” del 21
maggio di CARLO GIORDANO
PARIGI
La rabbia dei dipendenti Sekurit ed Euroveder è arrivata a Parigi. Per
due ore, ieri mattina, è stata «assediata», con il blocco degli
accessi, la sede centrale della Saint Gobain, nel quartiere della
Défense. In 150, con tre pullman, sono giunti nella capitale francese
per manifestare contro la chiusura dello stabilimento di Savigliano e
il ridimensionamento della sede di Cervasca, con una riduzione
occupazionale che potrebbe portare alla perdita complessiva di 500
posti. Momenti di tensione, alle 11,15, quando davanti al presidio è
giunto Marco Ravasi, ad della Sekurit Italia. Il manager è stato
accolto da una bordata di fischi. Un militante della Cgt, il sindacato
francese che ha partecipato alla manifestazione con una delegazione,
gli ha spruzzato contro della «Coca Cola». Il dirigente, trovandosi
l’ingresso principale del palazzo bloccato dai contestatori, ha dovuto
entrare da una porta di servizio. La manifestazione di Parigi è stata
organizzata in concomitanza con la riunione annuale del Cae (Comitato
aziendale europeo), che ha visto l’arrivo nella capitale francese di
dirigenti e rappresentanti sindacali di tutti gli stabilimenti europei
della Saint Gobain.
L’«assedio» alla sede centrale, un palazzo di vetro alto 18 piani, è
iniziato verso le 10 ed è proseguito fin dopo mezzogiorno. Presenti
alla manifestazione anche una delegazione di operaie dipendenti dell'Astec,
una ditta esterna (70 dipendenti) che svolge lavori di controllo
qualità nello stabilimento Sekurit di Savigliano, tutti in cassa
integrazione. «Adesso si rischia anche la perdita dell'appalto»,
ricorda Loredana Sasia, della Filcams Cgil. Numerosi i cori e gli
striscioni. Hanno portato la solidarietà ai dipendenti italiani della
Saint Gobain anche un gruppo di sindacalisti belgi della Fgtb. Nella
capitale francese anche un pullman dello stabilimento Saint Gobain di
Pisa, interessato, come le sedi di Cervasca e Savigliano, dal piano di
ristrutturazione. Una delegazione delle Rsu Sekurit ed Euroveder ha
partecipato alla riunione del Cae, ribadendo la contrarietà alla
chiusura dello stabilimento di Savigliano e al ridimensionamento del
sito di San Defendente di Cervasca. La protesta a Parigi è stata
decisa anche in vista dell'incontro fissato il 28 maggio a Roma al
ministero delle Attività produttive, dove la Saint Gobain dovrebbe
annunciare l'intenzione a discutere o meno il piano di
ristrutturazione. «La manifestazione è pienamente riuscita - ha
spiegato Mario Cravero, Cgil -. La massiccia partecipazione ha
dimostrato ai dirigenti della multinazionale la volontà, da parte dei
dipendenti degli stabilimenti italiani, di proseguire la protesta
anche dopo il 28 maggio, se non ci saranno segnali di apertura». «La
mobilitazione degli operai degli stabilimenti di Savigliano, Cervasca
e Pisa - ha detto Gianni Arnaudo, Uil -, che hanno raggiunto Parigi
affrontando un viaggio di oltre 13 ore, è l'ennesima dimostrazione di
come l'Italia sia determinata ad opporsi al piano di riorganizzazione
Saint Gobain». «Chiediamo soltanto di poter lavorare - ha spiegato
Renato Fantini, Cisl -. Va ricordato che gli stabilimenti di
Savigliano e Cervasca, oltre a creare ricchezza per la “Granda”,
garantiscono anche profitto per l'azienda».
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Lavoro e
occupazione
Protesta al Giro e a Parigi
Da “LA Stampa” del 17
maggio di CARLO GIORDANO
CUNEO
Mercoledì 160 dipendenti Sekurit ed Euroveder, protesteranno davanti
alla sede della Saint Gobain nel quartiere della Defénce a Parigi. Le
segreterie provinciali di Cgil-Cisl-Uil stanno ultimando i preparativi
per la trasferta. Tre i pullman da Savigliano e Cervasca, ai quali se
ne aggiungerà un quarto dallo stabilimento di Pisa. Partenza martedì
sera. L’arrivo nella capitale francese la mattina successiva, verso le
9, in concomitanza della riunione annuale del Cae (Comitato aziendale
europeo) della multinazionale francese. Il vertice richiama a Parigi
dirigenti e rappresentanti dei lavoratori di tutte le nazioni che
ospitano stabilimenti Saint Gobain. La vertenza in Italia è iniziata
il 21 aprile con l’annuncio della chiusura della Sekurit di Savigliano
(226 addetti) e 143 esuberi (132 operai e 11 impiegati) all’Euroveder
di Cervasca.
«Chiederemo di intervenire durante i lavori dell’assembla - spiega
Gianni Arnaudo, Uil -, per illustrare la situazione italiana, dove la
Saint Gobain ha in programma un pesante piano di ristrutturazione. Il
nostro obiettivo è garantire la continuità lavorativa nei vari
stabilimenti e salvaguardare l'occupazione, tenendo conto che l’Italia
con gli ammortizzatori sociali ha dato e continua a dare molto alla
Saint Gobain».
Per la trasferta a Parigi e per sostenere la mobilitazione dei
dipendenti Sekurit e Euroveder è scattata anche una raccolta fondi
(ogni pullman costa 2.500 euro di noleggio). La Comunità montana Valle
Grana e alcuni Comuni della zona hanno già dato disponibilità a
intervenire.
«Compatibilmente con i preparativi della trasferta a Parigi - spiega
Mario Cravero, Cgil -, stiamo anche preparando un presidio in piazza
Galimberti a Cuneo, martedì mattina, in occasione della partenza del
Giro d’Italia. All’iniziativa potrebbero partecipare anche gli operai
dell’Italcementi di Borgo San Dalmazzo, anche loro alle prese con un
piano di ristrutturazione. La manifestazione di Parigi è finalizzata a
preparare il terreno per il secondo incontro a livello ministeriale in
programma a Roma il 28 maggio. Speriamo che la Saint Gobain cambi
piano industriale e venga garantito il mantenimento dell’attività
produttiva alla Sekurit di Savigliano, a iniziare dalla produzione di
vetri per Fiat, Maserati e altre fabbriche automobilistiche italiane.
Per Cervasca si può discutere la fermata del reparto freddo, a patto
di mantenere le altre attività a cominciare dalle presse, oltre ad
aggiungere nuove produzioni».
Il 29 aprile 350 dipendenti della Sekurit ed Euroveder avevano
manifestato davanti alla sede della Saint Gobain Italia, in corso
Romagnoli a Milano. L’11 maggio si è svolto un incontro al ministero a
Roma, durante il quale i rappresentanti della multinazionale francese
non hanno preso impegni.
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Appello alla Fiat
“Aiutateci a evitare
che Sekurit
chiuda”
Da “La Stampa” del 13
maggio di Piero Bertoglio
A che cosa serve che
un’azienda italiana come la Fiat si proponga per salvare l’americana
Chrysler e tenti di acquistare la tedesca Opel, se poi a pochi
chilometri dalla sua sede storica si chiudono le fabbriche che
lavorano per lei?» E’ uno dei quesiti emersi lunedì sera nel corso
della trasmissione televisiva di La7 «L’Infedele», condotta da Gad
Lerner, alla quale ha preso parte una nutrita delegazione di
lavoratori della Sekurit di Savigliano. «Continuiamo a non capire –
hanno detto alcuni dei dipendenti intervenuti -, perché finora nessuno
ce l’ha spiegato, come mai i francesi decidano di chiudere
stabilimenti che producono utili, come il nostro, e lascino invece in
vita altre fabbriche perennemente in perdita».
Ieri mattina a Cervasca, presso la sede dell’Euroveder, e nel
pomeriggio a Savigliano alla Sekurit, si sono svolte le assemblee, nel
corso delle quali i rappresentanti sindacali hanno comunicato ai
lavoratori l’esito dell’incontro del tavolo ministeriale a Roma di
lunedì. «Credo che difficilmente si sarebbe potuto ottenere qualcosa
di più – dice il segretario provinciale della Filcem Cgil Mario
Cravero -: è positivo che i rappresentanti del governo e i
parlamentari abbiano chiesto con forza all’azienda di recedere dalla
decisione di chiusura o ridimensionamento dei siti italiani. Una
valutazione più compiuta la potremo fare il 28, in occasione di quello
che potrebbe essere l’incontro decisivo: il fatto che sia stata
fissata una nuova data è un segnale timidamente ottimistico». Per
Renato Fantini della Femca Cisl: «Sarà necessario riflettere
attentamente in questo periodo e tornare al tavolo per ragionare su
strade alternative alla chiusura: da parte nostra c’è la disponibilità
a fare delle valutazioni, a confrontarci».
Secondo Gianni Arnaudo della Uilcem Uil: «Bisogna richiamare l’azienda
alle sue responsabilità, anche in termini sociali. Il 28 noi vogliamo
parlare di aperture, non di chiusure: discutiamo, confrontiamoci, ma
su ipotesi che prevedano il mantenimento delle fabbriche della Saint
Gobain in Italia».
«L’azienda è stata sollecitata con forza e determinazione da tutti i
presenti all’incontro – dice il presidente della Provincia Raffaele
Costa - a una revisione del piano industriale che escluda la chiusura
dello stabilimento di Savigliano e il grave ridimensionamento di
quello di Cervasca».
Aggiunge il sindaco di Savigliano Aldo Comina: «Rimangono aperte
ancora due strade: quella politica, che ha trovato tutte le forze
unite nell’incontro di lunedì, e quella industriale, per la quale
abbiamo esortato la presidente della Regione Mercedes Bresso a fare
pressione sulla Fiat, cliente numero uno della Sekurit, perchè
intervenga nei confronti dei francesi».
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St.
Gobain, si decide a Parigi
Sul futuro di Sekurit e Euroveder nessun impegno dei delegati francesi
Da “La Stampa” del 12
maggio di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
Primo risultato positivo: la Saint Gobain si è presentata al tavolo
ministeriale. Secondo: ci sarà una seconda riunione per discutere di
Sekurit ed Euroveder il 28 maggio, sempre a Roma. Terzo: politica
cuneese, sindacati e governo si sono mostrati compatti nell’opporsi
alla chiusura. Di negativo: nessuna promessa, nessun impegno da parte
dei francesi per scongiurare chiusura e tagli di personale.
Alla riunione di ieri a Roma c’erano delegazioni sindacali nazionali,
provinciali e le Rsu di Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil delle
fabbriche in crisi; la Regione Piemonte era rappresentata
dall’Assessore al Lavoro Angela Migliasso, la Provincia di Cuneo dal
Presidente Raffaele Costa e dal Vice-presidente del Consiglio
Provinciale Giulio Ambroggio, i Comuni di Savigliano e Cervasca dai
sindaci Aldo Comina e Tulio Ponso. Il Governo dai sottosegretari Guido
Crosetto e Michelino Davico, l’opposizione c’era dal parlamentare
Cesare Damiano: «La perdita di 500 posti di lavoro - hanno
sottolineato concordemente – rappresenta per la provincia di Cuneo un
fattore inquietante e quindi inaccettabile».
Per la Saint Gobain è intervenuto il manager Scotti: «I provvedimenti
già annunciati – ha detto - sono fondati soprattutto sotto gli aspetti
economici nonché sugli sviluppi non positivi conseguenti alla crisi
economica in atto». La chiusura del vertice è stata di Castano,
rappresentante del ministero delle Attività produttive: «Propongo un
nuovo incontro per il prossimo 28 maggio alle ore 11 nel corso del
quale dovranno auspicabilmente emergere i punti di riferimento comuni
che potranno dare luogo ad una soluzione condivisa. Per questa
ragione, sollecitiamo con forza e determinazione l’azienda ad una
revisione del piano industriale che escluda la chiusura dello
stabilimento di Savigliano e il grave ridimensionamento di quello di
Cervasca».
Cauta la valutazione da parte del sindacato: «Ci aspettavamo qualcosa
di più – è il commento dei segretari provinciali di Filcem, Femca e
Uilcem Mario Cravero, Renato Fantini e Gianni Arnaudo -: il fatto che
il Governo abbia fatto la precisa richiesta alla società di rivedere
la sua decisione è positivo, così come la definizione di un successivo
incontro ci induce a continuare a lavorare per ottenere risultati
concreti. Dobbiamo tornare a Roma e riflettere su soluzioni
alternative, alla luce delle decisioni che verranno da Parigi dopo
questo primo incontro».
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CUNEO.
IERI «GOVERNOINCONTRA»
St. Gobain, nessun impegno
Tre ministri e quattro sottosegretari accolti da delegazioni di operai
Da “La Stampa” del 5
maggio di CARLO GIORDANO
CUNEO
Dalla richiesta a fare pressioni su Saint Gobain e Italcementi per
scongiurare licenziamenti a Savigliano, Cervasca e Borgo San Dalmazzo
a interventi per migliorare la viabilità provinciale (Tenda Bis,
raddoppio della tratta ferroviaria Cuneo-Fossano), dalla necessità di
inserire gli invasi alpini nell’elenco delle grandi opere agli aiuti
economici ai comuni colpiti dal maltempo. E’ la rosa di domande che
amministratori locali e rappresentati di forze economiche e sindacali
hanno posto ieri, in Provincia, al Governo nazionale. Ad ascoltare le
voci del territorio tre ministri (Giancarlo Rotondi, per l’Attuazione
del programma; Luca Zaia, Agricoltura; Roberto Calderoli,
Semplificazione normativa) e quattro sottosegretari: Michelino Davico
(Interno), Giacomo Caliendo (Giustizia), Guido Crosetto (Difesa),
Bartolomeo Giachino (Infrastrutture e Trasporti).
Tre ore di confronto, pochi gli impegni. A fare gli onori di casa il
sindaco Valmaggia. Poi la relazione del prefetto Bruno D’Alfonso che
ha rimarcato gli aspetti positivi della Granda, come la capacità di
integrare di immigrati cresciuti 7.200 unità negli ultimi tre anni e
l’eccellenza della sanità e della scuola; ma anche quelli negativi
come l’aumento vertiginoso della cassa integrazione, cresciuta del
1.311 per cento in un anno. Ministri e sottosegretari incontrando i
lavoratori in presidio in corso Dante, davanti al Centro incontri
della Provincia, non si sono sbilanciati sulle crisi Saint Gobain e
Italcementi. Il presidente Costa ha ricordato l’incontro a Roma, il
prossimo lunedì, con i rappresentanti della multinazionale francese
del vetro, raccomandando la presenza al tavolo del ministro delle
Attività produttive Claudio Scajola. Nell’illustrare l’attività di
governo nel comparto dell’Agricoltura il ministro Zaia, ha difeso la
legge sulle quote latte e ringraziato la Procura della repubblica di
Saluzzo «per aver scoperto partite di latte in nero». Non è mancato un
affondo in difesa dei produttori di vino: «Chi beve due bicchieri e
supera la soglia dello 0,5 non può essere considerato un ubriacone».
«L’iniziativa del “Gover-noincontra” - ha spiegato il sottosegretario
Michelino Davico -, è anche un modo di fare squadra con il territorio
mettendo al centro gli amministratori locali».
La conclusione è stata affidata al ministro Calderoli che ha
illustrato gli effetti del federalismo fiscale, ricordando che per
contenere il livello del debito pubblico al 68 per cento, secondo le
indicazioni europee «servirebbero 5 Leggi Finanziarie all’anno per
mezzo secolo; per azzeralo 5 manovre ogni 12 mesi per 150 anni». E
rilanciato l’idea di risparmio, di razionalizzazione dei servizi.
Salvando il ruolo delle Province.
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“La Sekurit non chiuda”
Da “La Stampa” del 11
aprile di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
Un minuto di silenzio per le vittime del terremoto in Abruzzo e poi un
solo, ripetuto grido: «La Sekurit non deve morire!». C’erano anche i
colleghi delle aziende Euroveder e Sicurglass di Cervasca, del gruppo
Saint Gobain, alla manifestazione svoltasi ieri mattina davanti ai
cancelli della fabbrica saviglianese: sono arrivati in pullman per far
sentire la loro voce ed unirsi al coro di coloro che dicono «no» alla
chiusura e sono contrari anche al ridimensionamento della fabbrica che
da lunedì prosegue nelle iniziative di protesta contro l’ipotesi
avanzata dalla direzione: chiudere i battenti o ridimensionare la
fabbrica al 50% dell’attuale consistenza. C’erano i dipendenti della
Astel e della Aimeri, che svolgono lavorazioni per conto della Sekurit,
il cui posto di lavoro è, di conseguenza, minacciato dalla
ristrutturazione della fabbrica di cristalli per autoveicoli.
C’erano le istituzioni: Regione, Provincia, Comuni, che hanno dato al
sindacato l’appoggio e la solidarietà in questo momento, forse il più
critico dei 40 anni di vita dell’industria di via Saluzzo. C’erano
tanti sindaci dei Comuni ai quali l’azienda attinge il personale: non
solo di Savigliano e del Saviglianese, ma del Saluzzese, delle vallate
alpine, del Fossanese e del Racconigese.
«Questa – ha esordito il segretario provinciale della Filcem Cgil
Mario Cravero – è un’azienda che genera profitti. Dopo la crisi di
qualche anno fa, ha cominciato a produrre utili e opera in un mercato
ancora importante, quello della Fiat. Non possiamo permettere che le
industrie italiane maggiori godano degli incentivi statali e poi
vadano a produrre altrove, senza ricadute sulle aziende dell’indotto».
Walter Ellena, delegato sindacale in Sekurit della Femca Cisl:
«Abbiamo lavorato insieme per più di 20 anni e sappiamo che quest’azienda
non è obsoleta: la direzione torni indietro sul progetto di chiusura e
noi riprenderemo quel dialogo costruttivo che da sempre ci
caratterizza, e insieme ricominceremo e fare i vetri».
«Non accettiamo la chiusura – ha detto il sindaco di Savigliano Aldo
Comina -: pensiamo che la crisi finirà e dobbiamo essere attrezzati
per riprendere le produzioni, non chiudere le fabbriche. Bisogna
attivare un tavolo negoziale che giunga al Governo: mi crea molto
rancore l’assenza dei parlamentari, è scandaloso, oggi, che non ci sia
qui nessuno di loro».
L’assessore regionale al Welfare Angela Migliasso: «È indispensabile
che intervenga il Governo: bisogna muoversi a livello nazionale per
confrontarsi con una multinazionale come la Saint Gobain. Sono molto
preoccupata anche per le altre aziende cuneesi del gruppo. La
direzione non si è presentata l’altro giorno all’incontro convocato in
municipio: vengano a discutere intorno ad un tavolo, non facciano i
furbi senza dichiarare alcunché e lasciando le persone nell’incertezza
e nell’angoscia. Bisogna giocare a carte scoperte: ci facciano vedere
un piano industriale. Qui, invece, non c’è trattativa: è
inaccettabile».
Il presidente della Provincia Raffaele Costa ha annunciato di essere,
con difficoltà, riuscito a contattare l’azienda: «Hanno accettato un
primo incontro la prossima settimana – ha detto – con le istituzioni,
ma senza il sindacato. Poi ci sarà un secondo incontro anche con i
rappresentanti dei lavoratori. La solidarietà è importante, ma non
basta: il nostro obiettivo, tutti insieme, deve essere quello di
salvaguardare l’occupazione».
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SAVIGLIANO.
MANIFESTAZIONE OGGI
Sekurit: la
protesta di politici e operai
Da “La Stampa” del 10
aprile di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
E’ stata confermata dall’assemblea dei lavoratori della Sekurit,
l’azienda produttrice di cristalli per auto del gruppo Saint Gobain su
cui pende la minaccia di chiusura o drastico ridimensionamento, la
manifestazione-presidio davanti allo stabilimento di via Saluzzo in
programma oggi. Oltre ai circa 300 dipendenti della fabbrica,
coinvolgerà anche i lavoratori delle società esterne che operano nel
sito ed i colleghi delle aziende del gruppo Saint Gobain Euroveder e
Sicurglass di Cervasca. Nei giorni scorsi Regione, Provincia e Comune
di Savigliano hanno dichiarato che aderiranno alla manifestazione.
Sono stati invitati anche i parlamentari della Granda.
Il picchetto è stato organizzato da Filcem-Cgil, Femca-Cisl e
Uilcem-Uil dopo l’esito negativo dell’incontro del 3 aprile con la
direzione aziendale in Confindustria a Cuneo, dove il nuovo direttore
generale della Sekurit Marco Ravasi e il responsabile del personale
Sergio Panero hanno prospettato un futuro a tinte fosche per i
dipendenti, confermato poi dal sindaco di Savigliano Aldo Comina. «Il
nuovo direttore - ha spiegato il primo cittadino l’altro ieri al
summit con i rappresentanti dei lavoratori svoltosi in municipio a
Savigliano -, mi ha confermato che si sarebbe preso una quindicina di
giorni di tempo per esaminare la situazione. Le alternative sono
preoccupanti: si parla o di chiusura totale dello stabilimento o di
riduzione del 50% del personale».
Da lunedì scorso si succedono scioperi in tutti i turni lavorativi,
con presidio permanente di fronte allo stabilimento. «Per il momento -
commentano i sindacati - si è deciso che la mobilitazione proseguirà
fino a martedì 14, quando all’Assovetro di Milano si terrà l’incontro
tra le segreterie nazionali di Filcem, Femca e Uilcem con la Direzione
Italia del Gruppo St.Gobain. Dall’esito dell’incontro dipenderanno le
decisioni su come eventualmente organizzare le iniziative di lotta per
i giorni successivi». L’assessore regionale al Welfare Teresa Angela
Migliasso, partecipando all’incontro di Savigliano di mercoledì ed
assicurando la presenza della Regione alla manifestazione di oggi, si
è detta preoccupata, oltre che per la Sekurit, anche per le altre due
aziende cuneesi di gruppo Saint Gobain. «Le istituzioni - ha detto -
devono lavorare con sindacato e azienda per impedire la chiusura della
sede a Savigliano e mettere al sicuro le due di Cervasca».
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Saint Gobain: centinaia gli operai a rischio licenziamento
Da
www.targatocn.it del 9 aprile di Andrea Giaccardi
Cresce la
preoccupazione per il futuro dello stabilimento saviglianese
della Sekurit Saint Gobain, l'azienda francese produttrice di
vetri per automobili. Dall'incontro avvenuto nella mattinata di ieri,
nessun segnale positivo che possa tranquillizzare i lavoratori
riguardo alla volontà di mantener in vita il complesso di via Saluzzo.
“L'azienda non ha presenziato al tavolo di confronto chiedendo
ulteriore tempo per valutare gli sviluppi della situazione economica
globale e le possibili contromosse della multinazionale”, dichiara
il primo cittadino saviglianese, Aldo Comina. Un tavolo di
concertazione che ha visto la partecipazione del presidente della
provincia Raffaele Costa, l'assessore regionale al lavoro
Angela Migliasso, una rappresentanza della giunta e del consiglio
comunale saviglianese, oltre che numerose autorità dei paesi
limitrofi. Stando alle indiscrezioni che giungono dai sindacati e dal
sindaco, il quale ha contattato informalmente i responsabili
aziendali, all'orizzonte si intravede una cospicua riduzione
dell'organico (nell'ordine del 50%), quando non addirittura la
volontà di abbandonare definitivamente il sito saviglianese. “Cercheremo
di fare tutto quanto è nelle nostre possibilità, affinché la direzione
dell'azienda consideri percorribili altre strade per fare fronte alla
crisi generale, che non si traducano nel licenziamento di centinaia di
persone”, afferma il primo cittadino saviglianese. Nell'immediato
futuro, probabilmente già nel corso della settimana prossima, un nuovo
tavolo di concertazione verrà convocato a livello provinciale per fare
il punto della situazione anche con i rappresentanti di altre
fabbriche cuneesi che, al pari di un domino, risentono pesantemente
della crisi della Sekurit Saint Gobain.
Davanti allo stabilimento, intanto, proseguono i presidi.
“L'azienda tace. Finché non avremo una smentita ufficiale circa la
possibile chiusura della fabbrica, proseguiremo nelle nostre battaglie”,
gridano gli operai in divisa di fronte ai cancelli dello
stabilimento. Parlando direttamente con i lavoratori si intuisce la
gravità della situazione e la concreta preoccupazione dei dipendenti.
“Sono quasi quindici anni che lavoro qui, ma mai ho avuto paura
come adesso di rimanere in mezzo ad una strada”, lamenta un
operaio, che si adoperato nel realizzare gli striscioni di protesta
appesi lungo le cancellate della struttura. “La direzione non ci
dice niente, continua a prendere tempo per studiare come lasciarci a
casa. Sembra quasi che ci voglia addossare la colpa di questa
situazione”, continua. Alcuni si lamentano di come la direzione
abbia gestito malamente l'azienda nel periodo immediatamente
precedente la crisi generale, in modo particolare per quanto riguarda
la sovrapproduzione non necessaria.
“I presidi andranno avanti almeno fino a martedì 14 aprile, giorno
della convocazione del tavolo di confronto a livello nazionale”,
dichiara Elio Isaia (CGIL). “I dirigenti aziendali
continuano a trincerarsi dietro un silenzio assordante. Gli operai
chiedono immediate risposte, ma pare che nessuno voglia prestare loro
attenzione”.
Tante le persone attese per la manifestazione di domani mattina.
Di fronte ai cancelli dello stabilimento verrà collocato un piccolo
palco su quale si alterneranno gli interventi dei rappresentanti
sindacali, delle autorità politiche e dei lavoratori, i quali
chiederanno a gran voce un segnale confortante all'azienda. Prevista
anche la partecipazione dei dipendenti del complesso di Cervasca, dei
lavoratori dell'Alstom e di numerose personalità politiche provenienti
dalle città limitrofe.
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Savigliano: fumata nera sul futuro della Saint Gobain
Da
www.targatocn.it del 3 aprile
Si è tenuto in data
odierna presso la Confindustria di Cuneo l’incontro richiesto nei
giorni scorsi al nuovo Direttore Generale dalle Organizzazioni
Sindacali di Categoria e le RSU per avere risposte chiare e precise
sul futuro dello stabilimento Saint Gobain di Savigliano
considerato a forte rischio di prospettiva dopo le improvvise
dimissioni del precedente massimo dirigente. Per i sindacati però
nessun elemento positivo è emerso dall’incontro in cui i
rappresentanti dell’Azienda, il nuovo D.G. Ravasi e il Responsabile
del Personale di fronte alle precise richieste di smentire formalmente
le voci circolate in questi giorni sull’intenzione della
Multinazionale francese di procedere alla chiusura del sito di
Savigliano. Per le sigle di categoria "pur dentro un atteggiamento
evasivo ed attendistico è stata di fatto confermato la sussistenza di
una concreta possibilità che la casa madre possa decidere per la
chiusura dello stabilimento, pur evidenziando che al momento l'opzione
sia ancora in fase di valutazione in alternativa al mantenimento del
sito produttivo seppur drasticamente ridimensionato. Si confermano,
dunque, tutte le preoccupazioni e le ipotesi più negative emerse in
questi giorni e per tali ragioni vengono fin da subito confermate ed
intensificate le iniziative di lotta. La prossima è in programma
lunedì quando l'azienda ricomincerà a lavorare dopo lo stop per Cassa
Integrazione. Oltre a scioperi articolati è previsto l'allestimento di
un presidio permanente davanti allo Stabilimento.
Allo stesso tempo viene confermata, con invito esteso alle forze
politiche ed istituzionali provinciali e regionali, una manifestazione
per venerdì 10 aprile che coinvolgerà, oltre ai lavoratori della
Sekurit di Savigliano, i dipendenti della Società che operano in
attività terziarizzate e i lavoratori degli altri stabilimenti Saint
Gobain presenti in provincia e anch’essi a forte rischio di fronte ad
un eventuale disimpegno della multinazionale. Nel frattempo, i
sindacati hanno chiesto un incontro urgente con il Presidente della
Provincia Raffaele Costa per discutere della situazione dello
stabilimento saviglianese, ma anche delle voci di chiusura riguardanti
la Euroveder Saint Gobain di San Defendente di Cervasca. Manifestando
"preoccupazione per le drastiche scelte che la proprietà potrebbe
assumere a breve per i rispettivi stabilimenti del Gruppo" viene
rischiesto "un incontro urgente per valutare ed assumere ogni
iniziativa idonea finalizzata ad impedire il disimpegno della
proprietà."
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SAVIGLIANO
Tre giorni di
sciopero e presidio alla Sekurit
Da “La Stampa” del 2
aprile
Sciopero di tre
giorni, incontro urgente con il nuovo direttore generale e presidi ai
cancelli dello stabilimento a partire da lunedì: sono queste le prime
iniziative annunciate dalle segreterie provinciali di Filcem Cgil,
Femca Cisl e Uilcem Uil per protestare e fare chiarezza sui piani del
gruppo Saint Gobain per il futuro della Sekurit di Savigliano.
«Preoccupazione e rabbia - si legge nel comunicato delle tre
organizzazioni sindacali, guidate a livello provinciale da Mario
Cravero, Renato Fantini e Gianni Arnaudo -, ma soprattutto assoluta
determinazione, se ciò si renderà necessario, a vendere “a carissimo
prezzo la pelle”. E’ l’unanime sentimento emerso dall’assemblea
straordinaria dei lavoratori della Sekurit di Savigliano per fare il
punto sullo scenario venutosi a determinare dopo le dimissioni del
direttore generale e il conseguente diffondersi di allarmanti notizie
sul futuro dello stabilimento».
L’assemblea ha deciso di proclamare uno sciopero domani, sabato e
domenica, a sostegno della richiesta di un incontro con il nuovo
direttore generale, ingegner Ravasi. E’ inoltre in programma una
manifestazione. \
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Savigliano:Sekurit Saint Gobain, sciopero in vista (lettera)
Da
www.targatocn.it del 1 aprile
Le segreterie
provinciali FILCEM – FEMCA – UILCEM, assieme alle RSU di STABILIMENTO,
hanno diramato il seguente comunicato in merito alla situazione della
Sekurit Saint Gobain di Savigliano. Quanto emerge è uno stato d'animo
di preoccupazione e di grande incertezza sul futuro della
stabilimento.
"Preoccupazione e rabbia ma soprattutto assoluta determinazione, se
ciò si renderà necessario, a vendere 'a carissimo prezzo la pelle' è
l’unanime sentimento emerso dall’assemblea straordinaria convocata
presso la Stabilimento SEKURIT S.G. di Savigliano nella giornata di
ieri martedì 31 marzo per fare il punto sullo scenario venutosi a
determinare dopo le dimissioni del Direttore Generale e il conseguente
diffondersi di allarmanti notizie circa il futuro stesso dello
Stabilimento.
In aggiunta alle iniziative già intraprese (richiesta di incontro
urgente di Gruppo a livello nazionale e incontro con il Sindaco e
l’Amministrazione di Savigliano) su proposta delle Segreterie
territoriali di categoria e delle RSU di Stabilimento, l’Assemblea ha
deciso di proclamare una immediata mobilitazione con dichiarazione di
Sciopero totale per le giornate di venerdì 3, sabato 4,
domenica 5 aprile e ciò a sostegno della richiesta di immediato
incontro con il nuovo Direttore Generale ing Ravasi ufficialmente in
carica dall’1.04.09.
Altre iniziative di lotta sono già state programmate a partire lunedì
6 aprile con previsione di una manifestazione pubblica con
coinvolgimento anche delle categorie e dei lavoratori operanti in
attività esternalizzate e con l’invito a tutte le forze politiche ed
istituzionali del Territorio.
Le Segreterie provincial FILCEM – FEMCA – UILCEM Le RSU di
STABILIMENTO
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Economia e
occupazione
“Sekurit? Non usi la crisi”
Da “La Stampa” del 28
marzo di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
La delegazione sindacale territoriale di Filcem Cgil, Femca Cisl e
Uilcem Uil della Sekurit ha incontrato ieri mattina in municipio il
sindaco di Savigliano Aldo Comina. I rappresentanti dei 250 lavoratori
della fabbrica del gruppo Saint Gobain, specializzata nella produzione
di cristalli per autoveicoli, hanno espresso al primo cittadino le
preoccupazioni circa la difficile situazione che sta vivendo
l’industria con sede lungo la strada provinciale per Saluzzo e,
soprattutto, i timori per il futuro e la stessa sopravvivenza del sito
saviglianese. Soprattutto tenendo conto delle improvvise dimissioni
del direttore Dario Canale, il sindacato teme che sia in atto una
politica di riduzione progressiva del lavoro, per giungere addirittura
alla chiusura dello stabilimento.
«I sindacati mi hanno esposto la situazione – commenta Aldo Comina -:
al momento non ci sono notizie ufficiali riguardo ad un possibile
ridimensionamento della Sekurit. Ho avuto modo di mettermi in contatto
con la direzione aziendale e si sta attraversando un momento di
transizione, dopo le dimissioni dell’ingegner Canale. Certo, ci
troviamo di fronte ad un momento molto critico: nessuno nega che ci
sia la crisi, ma se si possono accettare misure come le sette
settimane di cassa integrazione di qua a giugno, assolutamente non
possiamo accettare l’ipotesi di chiusura. Chiederemo alla presidente
della Regione Piemonte Mercedes Bresso, di riunire un tavolo di
concertazione, così come abbiamo fatto a suo tempo per l’Alstom, in
modo che l’azienda si presenti e dica chiaramente quali intenzioni ha.
Qualche volta si ha l’impressione che si voglia approfittare della
crisi per prendere decisioni che altrimenti non sarebbero mai state
accettate: non vorremmo che per la Sekurit ci fosse questo disegno».
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Sekurit, a
Savigliano “rischia di chiudere”
I
sindacati incontrano il sindaco Comina
Da “La Stampa” del 27
marzo di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
Un incontro con il sindaco Aldo Comina e un’assemblea straordinaria
alla quale sono chiamati a partecipare tutti i lavoratori in cassa
integrazione: la delegazione sindacale territoriale della Sekurit–Saint
Gobain, nella quale sono rappresentate Filcem Cgil, Femca Cisl e
Uilcem Uil, presenta le iniziative per fare chiarezza sul futuro dello
stabilimento della multinazionale che produce cristalli per
autoveicoli, i cui 250 dipendenti andranno in cassa integrazione altre
7 settimane, da questa settimana fino a metà giugno.
«A fronte del preoccupante scenario – si legge nel comunicato del
sindacato -, la delegazione sindacale si è subito attivata mettendo in
campo tutta una serie di iniziative. È stata fatta una richiesta di
convocazione urgente, tramite le strutture sindacali nazionali, di un
tavolo nazionale con i massimi vertici del Gruppo, al fine di ottenere
precise garanzie sulle prospettive produttive ed occupazionali per
tutti gli stabilimenti presenti sul territorio».
È stato inoltre chiesto un incontro con il sindaco di Savigliano Aldo
Comina, che si terrà oggi. «Inoltre – prosegue il comunicato - tutti i
lavoratori dello stabilimento di Savigliano in cassa integrazione il
31 marzo, alle 15,30, sono invitati a partecipare, nella sala
sindacale dello stabilimento, a un’assemblea straordinaria per una
prima complessiva valutazione sulla situazione venutasi a creare e per
decidere ulteriori iniziative».
Le prese di posizione a livello di stabilimento fanno seguito alla
preoccupata reazione delle segreterie provinciali di Filcem Cgil,
Femca Cisl e Uilcem Uil alle inaspettate dimissioni del direttore del
sito di Savigliano, ingegnere Dario Canale. «Appaiono oggettivamente
incomprensibili – è la posizione dei segretari Mario Cravero, Renato
Fantini e Gianni Arnaudo - le improvvise dimissioni di un dirigente
storicamente legato allo stabilimento e al Gruppo, tanto più dopo
avere operato con successo al difficile risanamento e rilancio del
sito pur in un contesto difficile come l’attuale. Non vorremmo che, al
di là delle motivazioni formali e di prassi, l’effettiva decisione di
abbandonare l’incarico da parte del direttore generale fossero dettate
dalla presa d’atto della scelta strategica di un disimpegno da parte
dei vertici del Gruppo verso Savigliano o peggio ancora dal non
accettare di sottostare al ruolo di esecutore materiale della
soppressione dello stabilimento stesso».
E fra i dipendenti della Sekurit cresce la preoccupazione sul destino
della fabbrica nata lungo la strada provinciale tra Savigliano e
Saluzzo alla fine degli anni ’60, «che sembra ormai segnato».
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Savigliano: si dimette il direttore dello stabilimento Sekurit
Il sindacato «Siamo preoccupati per le prospettive dello stabilimento»
Da a Stampa”
del 21 marzo
«L’inattesa notizia
delle dimissioni del direttore generale dello stabilimento Sekurit di
Savigliano, ingegnere Dario Canale, è motivo di sconcerto e profonda
inquietudine». È scritto in un comunicato firmato dalle segreterie
provinciali dei sindacati dei lavatori chimici Filcem Cgil, Femca Cisl
e Uilcem Uil, di cui sono alla guida rispettivamente Mario Cravero,
Renato Fantini e Gianni Arnaudo. La Sekurit è la fabbrica del gruppo
Saint Gobain, che produce cristalli per autoveicoli e che sta
attraversando un momento di forte crisi: i suoi 250 dipendenti sono
già stati molte settimane in cassa integrazione, altre 7 sono previste
da aprile a metà giugno. «Pur non conoscendo – aggiungono i
sindacalisti - le motivazioni alla base della decisione, l’abbandono
di un manager di indiscusso prestigio e professionalità, da poco al
ponte di comando in una fase delicatissima dell’azienda e più in
generale per l’intero gruppo, non permette di essere letto e
interpretato come evento ordinario, riconducibile ad un normale e
fisiologico avvicendamento di incarico».
Secondo i segretari provinciali di categoria «la pesante crisi
produttiva inserita in un contesto di note criticità della casa madre
richiederebbe oggi più che mai segnali chiari ed inequivocabili sulla
volontà di assicurare continuità e prospettive allo stabilimento di
Savigliano».
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Saint
Gobain: altre 7 settimane di cassa integrazione
Da
www.targatocn.it del 10 marzo di Andrea Giaccardi
Termineranno a
giugno le sette settimane di cassa integrazione previste
per i lavoratori dello stabilimento saviglianese della
Sekurit Saint Gobain, l'azienda francese produttrice di vetri per
automobili. Gli incentivi statali, volti a rilanciare il mercato dei
veicoli, non sono stati sufficienti a risanare una situazione
economica di crisi che coinvolge, non solo il settore nel quale opera
l'azienda, ma si estende a macchia d'olio in ogni campo. Infatti,
nonostante l'incremento della produzione della Fiat, partner
principale della Saint Gobain, questo miglioramento si riflette
solo solo in minima parte sullo stabilimento saviglianese: la
ripresa del mercato riguarda soprattutto segmenti auto di medio
profilo, non i veicoli commerciali per i quali vengono prodotti la
maggioranza dei parabrezza.
“Il mese prossimo la Fiat sospenderà totalmente la produzione del
mezzo per il quale lo stabilimento saviglianese produce il numero
maggiore di cristalli, ovvero il Ducato. Questo fatto giustifica le
tre settimane di cassa integrazione ad aprile”, ha dichiarato
Elio Isaia (CGIL).
Nel dettaglio le settimane di riposo obbligato saranno quelle che
vanno dal 23 marzo al 5 aprile, dal 14 aprile al 3 maggio,
ed infine dal 18 di maggio fino alla fine dello stesso mese.
Nel corso dell'assemblea avvenuta ieri, l'azienda si è detta
disponibile a continuare le politiche di integrazione economica alla
retribuzione secondo i parametri definiti in accordo con le sigle
sindacali durante l'ultimo incontro dell'anno passato.
“Considerata la crisi che sta investendo la produzione europea, la
soluzione che l'azienda ha adottato è da ritenersi meno drammatica di
quanto potrebbe apparire. Nel corso degli incontri fra le parti non si
è mai discusso di esuberi o di eventuali licenziamenti, ma solamente
di politiche che riguardano gli ammortizzatori sociali”, ha
aggiunto Isaia. I lavoratori saviglianesi vedranno garantito il loro
posto di lavoro almeno fino a giugno, mentre una sorte differente
potrebbe toccare ad altri dipendenti europei dell'azienda, come i 250
operai in esubero dello stabilimento belga.
Per una ripresa effettiva dell'economia legata al mondo
dell'automobile, nella più rosea aspettativa bisognerà attendere
ancora qualche mese, tanto che le politiche aziendali adottate dallo
stabilimento saviglianese della Saint Gobain paiono orientate in
questo senso. Sembra che l'azienda stia prendendo ancora tempo per
valutare la gravità della situazione, attendendo anche quelle che
saranno le scelte operate dalla Fiat, ad oggi una tra le poche
industrie automobilistiche mondiali che non ha chiaramente delineato
quelle che saranno le politiche future a fronte dei probabili
interventi statali volti a salvaguardare l'esistenza della nota
fabbrica torinese.
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SAVIGLIANO
I
250 operai della Sekurit si fermano altre due settimane
Da “La Stampa” del 5 marzo
Altre due settimane
di cassa integrazione ad aprile alla Sekurit, l’azienda del gruppo
Saint Gobain che produce cristalli per auto. I 250 dipendenti
dell’industria saviglianese, dopo il mese di chiusura tra dicembre e
gennaio e le quattro settimane di cassa integrazione ad inizio anno,
l’ultima delle quali terminerà sabato prossimo, saranno nuovamente
interessati dal provvedimento a causa della carenza di lavoro per la
flessione del mercato dell’auto. Lo ha ribadito il sindaco Aldo Comina
in occasione dell’ultimo Consiglio comunale, dicendo di aver ricevuto
la notizia direttamente dalla direzione dello stabilimento, unitamente
all’annuncio che non verranno rinnovati i contratti a termine, che
interessano una trentina di persone. «L’auspicio - ha sottolineato
Comina - è che gli incentivi statali possano far ripartire il mercato
dell’auto e che anche le aziende dell’indotto, come la Sekurit, ne
possano trarre beneficio». \
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Nuove settimane di cassa integrazione per la Saint Gobain
Da
“www.targatocn.it” del 13 gennaio di Andrea Giaccardi
L'anno appena
iniziato non sembra essere nato sotto una buona stella.
Questo è quello che hanno pensato ieri mattina i delegati sindacali
della Sekurit Saint Gobain, lo stabilimento saviglianese
che ha da poco riaperto i cancelli dopo le settimane di riposo
obbligato. Un riposo al quale i lavoratori avrebbero volentieri
rinunciato ma che, come un regalo sgradito, è stato loro lasciato
sotto l'albero di Natale. Durante l'incontro con i rappresentati
dell'azienda sono emerse alcune note positive, ma di poco conto se
paragonate alle quattro settimane di blocco della produzione e di
cassa integrazione per i dipendenti previste per il prossimo periodo.
Lo stabilimento saviglianese sospenderà infatti la
produzione dal 26 gennaio al 7 febbraio, e nuovamente dal 23
febbraio al 7 marzo. “È stato l'amministratore delegato,
l'ingegnere Canale, ad illustrare quella che è la situazione
macro-economica che, non solo l'azienda, ma il sistema produttivo
occidentale sta vivendo”, ha dichiarato Elio Isaia (CGIL).
“La crisi economica si sta spostando dagli Stati Uniti all'Europa
con pesanti ripercussioni anche su quelle che sono le realtà locali
delle varie sedi di produzione”. Lo stabilimento saviglianese
produce circa il 60% per il mercato interno, in modo particolare per
la Fiat, mentre per il restante 40% si occupa di commesse provenienti
dalle altre sedi, quali quelle francesi e spagnole. Proprio perché la
crisi sta investendo tutta la realtà europea, queste commesse verranno
gestite direttamente dagli stabilimenti non italiani, incrementando
ulteriormente il calo di produzione previsto per l'anno in corso. “In
fabbrica non si respira un'atmosfera serena – continua Isaia –
Nessun dipendente riesce a prospettare quello che sarà il proprio
futuro all'interno dell'azienda”. A tutt'oggi non è stato previsto
alcun piano di riqualificazione del personale, né di innovazione dello
stabilimento, uniche possibili soluzioni a lungo termine a questo
problema produttivo. Questo anche perché la multinazionale francese
deve fare i conti con una sanzione europea di centinaia di milioni di
euro, per aver violato alcune norme sull'antitrust. Nell'incontro di
ieri mattina, i sindacati hanno siglato un accordo nel quale l'azienda
si è impegnata nel garantire la produzione dei parabrezza anche nelle
giornate del sabato, permettendo ai lavoratori di usufruire degli
incentivi e delle retribuzioni maggiorate che ciò comporta. È stato
inoltre definito in quale misura l'azienda integrerà la retribuzione
dei dipendenti, (11euro lorde al giorno per coloro che lavorano sui
turni anche nella giornata di sabato, 15euro per i dipendenti che
hanno la settimana lavorativa di 5 giorni), ma soprattutto è stato
garantito ai sindacalisti che la riduzione dell'organico non è
nell'agenda della dirigenza aziendale.
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Sekurit
Nessun accordo sul
sostegno ai lavoratori
Da “La Stampa” del 20 dicembre
Chiusura totale dello
stabilimento fino all’11 gennaio e nessun accordo, almeno fino ad
allora, per quanto riguarda l’eventuale intervento dell’azienda a
sostegno dei lavoratori in cassa integrazione ordinaria. È la
situazione che coinvolge i 250 dipendenti della Sekurit, la fabbrica
del gruppo Saint Gobain che produce cristalli per autoveicoli. I
sindacati hanno ottenuto alcune agevolazioni per quanto concerne il
ricorso alle ferie pregresse, ma manca ancora da parte dell’azienda un
impegno per integrare le retribuzioni ridotte di chi è in cassa
integrazione. Anche il 2009, sulla base delle notizie che provengono
dai mercati internazionali, non si prospetta agevole: «Ci ritroveremo
il 12 gennaio – dice Elio Isaia, della Cgil -, ma ci è stato
anticipato dall’azienda che non potrebbe essere sufficiente una
settimana di cassa integrazione al mese: è possibile che si debba
salire a due, anche se un quadro preciso lo si avrà solo all’inizio
del nuovo anno».
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SAVIGLIANO. DA
MARTEDÌ ALL’11 GENNAIO
Sekurit, produzione bloccata per altre cinque settimane
Da “La Stampa” del 7
dicembre di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
Scatterà martedì il secondo dei due blocchi della produzione nello
stabilimento della Sekurit, l’azienda del gruppo Saint Gobain
specializzata nella produzione di cristalli per autoveicoli, con sede
lungo la strada provinciale tra Savigliano e Saluzzo.
Dopo una prima fermata dal 17 al 30 novembre, la fabbrica rimarrà di
fatto chiusa per altre cinque settimane, fino all’11 gennaio: i
lavoratori che lo potranno, usufruiranno delle ferie pregresse non
ancora utilizzate, mentre gli altri saranno messi in cassa
integrazione. In tutto saranno sette le settimane di «stop» per i 250
dipendenti a tempo indeterminato, cui si sono aggiunti nei mesi scorsi
circa una cinquantina di lavoratori interinali, per i quali è a forte
rischio il rinnovo dei contratti alla scadenza.
Tra metà novembre e metà gennaio la fabbrica di via Saluzzo ha
lavorato soltanto poco più di una settimana: dal 30 novembre fino a
venerdì scorso.
La causa di fondo della crisi è legata al calo di vendite, e quindi
della produzione, che affligge il mercato automobilistico a livello
mondiale: la Sekurit, infatti, lavora non soltanto per la Fiat, ma
anche per altri marchi e lo stabilimento di Savigliano, realizzato
verso la fine degli Anni Sessanta del secolo scorso, è leader nella
produzione di particolari tipi di vetro.
Già poco meno di tre anni fa il sito saviglianese fu al centro di una
crisi, dalla quale ne uscì sia in seguito ad una riorganizzazione
della produzione, sia per la forte crescita della vendita di auto e
veicoli industriali.
Oggi la situazione si presenta nuovamente molto critica e il sindacato
e l’azienda non sono riusciti, finora, a trovare un accordo che possa
in qualche modo ammortizzare il peso della cassa integrazione sui
salari dei lavoratori.
L’ultimo incontro risale al 1° dicembre, durante il quale si è cercato
di trovare un sistema di intervento da parte dell’azienda per
compensare, almeno in parte, la riduzione del salario dovuto alla
cassa integrazione: come, per esempio, succede ai dipendenti
dell’altra grande realtà industriale saviglianese, rappresentata dall’Alstom
Ferroviaria.
Ma anche questa seconda riunione ha portato ad un nulla di fatto:
«Comprendiamo – dicono al sindacato – come questa situazione rientri
in una crisi generale, che non è imputabile in modo esclusivo
all’azienda. Per questo vogliamo ricercare soluzioni condivise e non
contrapposizioni che possono essere solo controproducenti».
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Sekurit, da
martedì blocco della produzione
Da “La Stampa” del 3
dicembre
Non ha portato ad
alcun accordo l’incontro tra la direzione della Sekurit, lo
stabilimento del gruppo Saint Gobain specializzato nella produzione di
cristalli per autoveicoli con sede a Savigliano lungo la strada
provinciale per Saluzzo, e la delegazione sindacale.
All’ordine del giorno il tentativo di calmierare, con un intervento
integrativo da parte dell’azienda, gli effetti negativi sulle buste
paga dei 250 lavoratori in cassa integrazione, parte della quale è
stata svolta nelle scorse settimane e la cui seconda tranche, con
chiusura totale dello stabilimento e blocco della produzione fino
all’11 gennaio, è in programma dal 9 dicembre.
Sindacato e azienda non sono riusciti a raggiungere l’accordo,
contrariamente a quanto successo in passato e a quanto si sta
verificando all’Alstom Ferroviaria, dove l’integrazione aziendale nei
confronti dei cassintegrati porta il salario a circa il 70% rispetto a
quello normale.
Ieri, intanto, all’Alstom si sono svolte le assemblee nel corso delle
quali i rappresentanti sindacali hanno presentato l’accordo «cornice»
raggiunto a livello di Coordinamento nazionale a Milano, nell’ambito
del quale verrà definito il premio di risultato per il prossimo
biennio. \
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Savigliano: è crisi vera alla Sekurit Saint Gobain
Da
www.targatocn.it del 19 novembre di Andrea Giaccardi
Sembra essere più grave del previsto la crisi che colpisce lo
stabilimento saviglianese della Sekurit Saint Gobain, che da
questo lunedì ha temporaneamente chiuso i cancelli e la produzione.
Uno stop obbligato di sette settimane, che si concluderà solamente
l’11 gennaio del prossimo anno quando, secondo i piani di modellazione
previsti dall’azienda, la produzione riprenderà a ritmi rallentati.
L’incontro di questa mattina tra la delegazione sindacale e la
direzione aziendale, organizzato con l’obiettivo di valutare gli
interventi possibili per ridurre l’impatto economico della cassa
integrazione sui lavoratori, non ha portato al raggiungimento di una
intesa condivisa, pur essendo intervenuto qualche elemento di
contatto. Secondo indiscrezioni, nel prossimo incontro previsto per
l’inizio di dicembre si potrebbe arrivare ad un accordo nel caso in
cui l’amministrazione si renda disponibile ad integrare economicamente
la retribuzione degli impiegati colpiti al provvedimento, che ad oggi
si rivela essere ridotta del 40-50% rispetto allo stipendio
normalmente percepito.
“Quello che abbiamo chiesto all’azienda – spiega Elio Isaia
(Filcem Cgil) – è che nel pianificare un progetto di cassa
integrazione, si prestasse la massima attenzione a tutte le
maestranze. Ovvero che non risentissero di questa situazione solamente
una categoria di lavoratori”.
La crisi della Sekurit Saint Gobain, frutto della situazione economica
globale e locale, risente fortemente della crisi dell’industria
automobilistica, in particolare della Fiat alla quale è destinata il
60% della produzione dell’azienda. “Sicuramente l’amministrazione
aziendale non è la causa principale di questa situazione, che
coinvolge il sistema produttivo di tutto il mondo. – continua
Isaia – È anche vero, però, che poteva essere affrontata in maniera
migliore, magari con una gestione più efficiente degli stock
produttivi”.
Molto problematica la situazione dei lavoratori interinali, alcuni dei
quali rimasti senza un lavoro alla fine del mese scorso, che non
riceveranno alcuna riconferma del contratto
sotto l’albero di Natale.
La situazione di difficoltà che sta vivendo la Saint Gobain non
colpisce solo lo stabilimento saviglianese, ma tocca anche la realtà
di Cervasca.
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SAVIGLIANO.
DA DOMANI AL 30 NOVEMBRE
Alla Sekurit c’è il primo
stop
Da “La Stampa” del 16
novembre di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
Scatterà domani il primo blocco della produzione alla Sekurit Saint
Gobain di Savigliano, fabbrica specializzata nella produzione di
cristalli per auto con sede sulla strada provinciale per Saluzzo e che
occupa circa trecento (250 a tempo indeterminato, più una quarantina
di interinali) dipendenti. Lo «stop», attuato mediante il ricorso alla
cassa integrazione ordinaria e periodi di ferie non ancora utilizzati,
continuerà fino al 30 novembre. Ad esso ne seguirà un secondo dal 9
dicembre all’11 gennaio.
I rappresentanti sindacali hanno incontrato la direzione dell’azienda
per fare il punto sulla difficile situazione in cui versa tutto il
settore, a causa del calo di vendite nel mercato automobilistico.
«Dopo aver visionato i dati richiesti dalla delegazione sindacale – si
legge nel comunicato emesso dalla Rappresentanza sindacale unitaria -,
circa i residui ferie e le attività previste nei periodi di fermata,
la delegazione sindacale ha elaborato e avanzato alla direzione una
serie di proposte». In particolare, è stata chiesta «un’attenzione
particolare nella gestione del personale durante questo periodo, che
straordinari e i rientri siano azzerati ed eventuali situazioni
eccezionali siano comunicate alle Rsu immediatamente e successivamente
anche con una comunicazione di dati settimanali».
Le organizzazioni sindacali hanno avanzato una serie di richieste
relative all’utilizzo dei giorni di festività e delle ferie ancora da
utilizzare che non danneggi i lavoratori. «A difesa delle retribuzioni
nel periodo di cassa integrazione - prosegue il comunicato - e anche a
di quei lavoratori che, non potendo prevedere tale scenario, hanno già
utilizzato gran parte delle ferie, il sindacato ha chiesto alla
direzione un’integrazione di due ore giornaliere a suo carico per
tutti coloro che saranno in cassa».
Tutte le proposte avanzate saranno analizzate da parte dai dirigenti
della Sekurit. Le parti s’incontreranno mercoledì per cercare
un’intesa.
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SAVIGLIANO. AZIENDA
IN CRISI
Saint Gobain anticipa il
“blocco”
Da “La Stampa” del 6
novembre
Sarà ancora più
lungo, drastico e anticipato rispetto ai tempi inizialmente previsti
il blocco della produzione alla Sekurit, lo stabilimento del gruppo
Saint Gobain di Savigliano che produce cristalli per auto. L’azienda
ha 250 dipendenti più una trentina di interinali. «Il responsabile del
personale – si legge nel comunicato della Rsu – ha annunciato fermate
aggiuntive e allargate a tutto lo stabilimento. I periodi di stop
previsti sono dal 7 al 30 novembre e dal 9 dicembre all’11 gennaio».
La scorsa settimana pareva che il blocco produttivo dovesse limitarsi
al periodo compreso tra il 15 dicembre e l’11 gennaio, ma la
situazione è peggiorata.
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SAVIGLIANO. DAL 15
DICEMBRE ALL’11 GENNAIO
Stop di un mese alla Saint
Gobain
Da “La Stampa” del 30
ottobre di PIERO BERTOGLIO
SAVIGLIANO
Mentre l’Alstom Ferroviaria si dibatte da mesi con la Cassa
integrazione straordinaria, che attualmente coinvolge 250 lavoratori,
si preannuncia un periodo ancora più critico per la seconda industria
saviglianese in termini di numero di dipendenti. La Sekurit-Saint
Gobain, azienda specializzata nella produzione di cristalli per
autoveicoli, sconterà nei prossimi mesi le conseguenze della crisi del
mercato automobilistico in tutto il mondo.
La ditta occupa attualmente 250 dipendenti a tempo indeterminato e una
quarantina di lavoratori interinali. Nel corso di un incontro tra la
direzione del personale e la rappresentanza sindacale unitaria sono
stati annunciati una serie di provvedimenti che culmineranno con il
blocco totale della produzione per circa un mese, dal 15 dicembre fino
all’11 gennaio 2009.
Già da sabato, per quanto concerne il reparto Stratificato in cui
vengono realizzati i parabrezza, vi sarà una riduzione dagli attuali
21 turni a 18 turni su alcune linee, con fermate produttive il sabato.
Anche il collaudo scenderà da 19 a 18 turni, con fermate tutti i
sabati, due settimane dal 17 al 30 novembre e dal 15 dicembre all’11
gennaio.
Per quanto concerne il reparto Laterali, una linea verrà
definitivamente fermata dopo metà dicembre con spostamento di
macchinari e riduzione di turni. Anche in questo settore ci saranno
fermate produttive dal 24 al 30 novembre e dal 15 dicembre all’11
gennaio.
«Per la copertura di tali fermate – afferma la Rsu – si utilizzeranno
ferie residue o il ricorso alla Cassa integrazione, le cui modalità
verranno discusse tra Rsu e azienda nelle prossime settimane.
L’azienda ha comunicato che, a causa del calo produttivo e della
conseguente riduzione delle turnazioni, non provvederà al rinnovo dei
contratti temporanei in scadenza, eccezion fatta per i lavoratori
operanti sulle linee che rimarranno a 21 turni. La Rsu, preoccupata
per lo scenario prospettato, ha ribadito che il prezzo del calo
produttivo non potrà essere scaricato interamente sui lavoratori».
Della questione Sekurit-Saint Gobain si è parlato anche in Consiglio
comunale. La questione è stata sollevata da Luigi Botta con
un’interrogazione, alla quale ha risposto il sindaco Aldo Comina.
«Siamo venuti a conoscenza della situazione solo da pochi giorni – ha
detto il primo cittadino – e ci siamo immediatamente attivati.
Purtroppo ci risulta che ci siano poche speranze per i lavoratori
interinali, ai quali non verranno rinnovati i contratti in scadenza».
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I rappresentanti
dei lavoratori: “Abbiamo chiesto un incontro, ma non otteniamo
risposte su scelte aziendali e futuro dell’occupazione
Preoccupaziona
alla Saint-Gobain Euroveder
Da “La Guida” del 5
settembre
San Defendente Cervasca -
(lb).
C'è preoccupazione per il futuro e per le prospettive dello stabilimento,
tra i lavoratori della Saint-Gobain Euroveder di San Defendente: i rappresentanti
sindacali lamentano una
situazione di non confronto e di man-cati
chiarimenti sul futuro del sito e della sua forza lavoro.
Tanti i punti sul tavolo per i sindacati, tante le domande
senza risposta: se ne fanno portavoce le rappresentanze
sindacali unitarie, che (con il supporto delle segreterie provinciali)
hanno chiesto alla direzione aziendale
un incontro, ma che non hanno ancora avuto risposte certe. "Il
sito - scrivono nella richiesta ai vertici -, che era stato presentato
qualche an-no addietro corne il centro europeo della produzione del
vetro per elettrodomestici, sta soffrendo della situazione del
mercato, ma non solo. Le scelte industriali nell'ambito dei prodotti,
ovvero del monoprodotto o poco più, ovvero ancora dei soli uno o due
clienti, rischiano di paralizzare il sito nei momenti di difficoltà
di mercato mentre, precedentemente,
si diversificava su più clienti anche se con pochi volumi
produttivi".
Una critica alla gestione condotta
negli ultirni anni, anche dalle funzioni
commerciali dell'azienda, risalendo a tutta la struttura di
manage-ment, per il "non rilancio", per gli investimenti sbagliati,
per il risparmio
sulle materie prime che si riflette sulla qualità del prodotto finale, e quindi
sui
riscontri presso i clienti.
A preoccupare con forza, poi, è anche l'ambito occupazione:
"Queste scelte
- si legge ancora nel documento -
riflettono un calo, lento ma costante, del personale e
principalmente nell'ambito
dei lavoratori diretti al-la
produzione". E, al di fuori delle parole
scritte, i rappresentanti sindacali
spiegano che sono già stati "tagliati " tutti gli interinali: le
prossime decisioni potrebbero coinvolgere personale a tempo
indeterminato (circa 250 i dipendenti, tutti del territorio).
"Dal 1 ° settembre è stato tolto un turno
di lavoro - dicono preoccupati gli uomini delle Rsu -, proprio
alla linea del 'freddo', integrata
e che dovrebbe lavorare continuamente, che era stata presentata corne
motore della fabbrica' e che,
ci veniva detto, non sarebbe mai
stata toccata. Inôltre, con la rinuncia agli interinali e questa
sospensione, ci sono stati spostamenti
di personale che in alcuni casi
hanno penalizzato i dipendenti, e di cui comunque non ci sono stati
spiegati in alcun modo i criteri. Su tutte
le decisioni, in sintesi, corne
Rsu non siamo coinvolti,
ci vengono dette le cose a
decisione presa e nell'imminenza dell'entrata in vigore, mentre aile
nostre richieste di chiarimento sul futuro non ci viene data
risposta, affermando che non ci
sarebbe certezza nemmeno su quello che succederà il prossimo mese,
ad esempio. Ma questo non è possibile in un'azienda
strutturata corne la Saint-Gobain,
in un colosso che inevitabilmente deve pianificare il proprio futuro".
Una richiesta di chiarezza e di trasparenza, quindi, eventualmente per
intervenire fin da subito, e comunque per dare risposte ai lavoratori: è questa la prima
esigenza dei rappresentanti sindacali nei confronti dell'azienda.
"Abbiamo già fatto sette venerdi di cassa integrazione in primavera
- dicono ancora dalle Rsu -, temiamo che nelle prossime settimane ce
ne possa capitare altra, visto il calo dei volumi; eppure negli anni
passati in questo periodo era molto difficile fare le ferie, proprio
per la quantità di lavoro da svolgere. Non vogliamo nemmeno
organizzare scioperi, perché in questa situazioni non farebbero che
agevolare l'azienda. Vogliamo un incontro con i vertici dell'azienda
per capire la reale situazione, le previsioni produttive e di
investimento, le scelte per l'occupazione e per l'organizzazione del
lavoro".
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Sekurit
Rsu, successo di Femca Cisl
Da “La
Stampa” del 11 maggio
Affermazione della Femca Cisl nelle elezioni Rsu alla Sekurit–Saint
Gobain. Con 75 voti (35,4%) ottiene tre rappresentanti. Altri 3 vanno
alla Filcem Cgil e due alla Uilcem Uil. «Siamo soddisfatti di questo
risultato – commenta il segretario provinciale Renato Fantini - che
premia il lavoro di questi anni». Il primo impegno dei nuovi
rappresentanti sarà la contrattazione con l’azienda del premio di
produzione. La Sekurit produce cristalli per auto ed occupa 250
dipendenti.
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