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Brindisi e lacrime per la Rotoflex salva

Da “La Stampa” del 3 ottobre di ]ANDREA GARASSINO
CASALGRASSO
«È stata una festa, come per la vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio». «Meglio, meglio, è stata una gioia più grande». Sono le parole di Dario Alberto e Raffaele Petricciuolo, operai della Rotoflex: raccontano il loro stato d’animo e la loro soddisfazione, mentre escono dalla fabbrica dopo il turno del mattino.
Sono le 14. La notte prima i lavoratori hanno festeggiato chi fino all’una di notte, chi anche oltre, per il salvataggio della loro azienda, che era in crisi da giugno. «Oggi si è lavorato bene – dice Ivo Beltrando, un operaio nella ditta casalgrassese da 12 anni –. C’era un bel clima nello stabilimento ed è stato bello ritrovarsi con i colleghi dopo 4 giorni di sciopero e tanta indecisione».
«Adesso che c’è stato l’accordo – precisa Alfonsino Fittipaldi, in fabbrica da 2 anni – il più è fatto, ma ci saranno ancora degli ostacoli da superare». «Oggi (ieri, ndr) eravamo tutti stanchi ma felici – commenta Martin Cabrera, argentino residente a Carmagnola, operaio Rotoflex da 3 anni – perchè ieri sera (giovedì, ndr) quando è arrivata la notizia sul piazzale c’eravamo tutti. C’è stata una grande festa, ci siamo abbracciati e abbiamo pianto. Poi abbiamo comprato 45 pizze, bottiglie di spumante con cui ci siamo fatti anche la “doccia”».
La crisi della ditta che produce carta metallizzata e impiega 130 persone è iniziata prima dell’estate. Ha continuato a produrre con un conto-lavorazione che scadeva il 30 settembre per la belga «Alupa». Entro quella data i manager «Alupa» dovevano decidere se perfezionare un contratto di affitto per poi rilevare definitivamente l’azienda, o lasciare Rotoflex al suo destino, con ogni probabilità il fallimento. Giovedì è stato un giorno di tensione nel presidio di fronte ai cancelli. Poi, alle 18,50 la notizia via cellulare della firma, dagli uffici della Regione, del contratto d’affitto con «Alupa». «Giovedì sera è stata come una festa di liberazione – racconta Michele Russo, carrellista da 10 anni – perchè ci sembrava incomprensibile che una ditta che aveva lavoro e commesse come questa rischiasse di chiudere. Oggi, poi, ci facevamo tutti i complimenti a vicenda perchè abbiamo dimostrato che insieme, stando uniti, si ottiene quello per cui lottiamo».
Centotrenta famiglie con un reddito garantito ogni mese, occupazione salvata dopo un lungo lavoro sindacale curato, in gran parte, da Ugo Brunetto, Cisl, e Mimmo Formicola, Cgil. «In una situazione di crisi come quella che stiamo attraversando – è il commento dei due sindacalisti – siamo soddisfatti di aver scongiurato la perdita di così tanti posti di lavoro. In questa battaglia hanno avuto un ruolo attivo e decisivo, in particolare, la liquidatrice Laura Zucchetto, l’assessore regionale Andrea Bairati, Mario Gattino e le Rsu».

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CASALGRASSO. SOCIETA’ BELGA PROMETTE DI AFFITTARE E POI ACQUISTARE LA FABBRICA
Alla Rotoflex sperano ancora

Da “La Stampa” del 1 ottobre di ANDREA GARASSINO
CASALGRASSO
«Stallo». E’ la parola che ripetono delusi sindacalisti e lavoratori riuniti in presidio di fronte alla «Rotoflex» di Casalgrasso. Ieri c’era un clima di grande attesa per la firma definitiva dell’accordo tra alcune società di leasing (che sostengono finanziariamente l’azienda) e la belga «Alupa» (che ha portato avanti un conto-lavorazione scaduto proprio ieri). «Ma la firma non c’è ancora e non ci sono certezze – ha dovuto spiegare ieri pomeriggio Mimmo Formicola, della Cgil – anche se ci sono segnali che potrebbero portare molto presto a risultati positivi. Dunque rimaniamo in attesa. Una svolta ormai potrebbe arrivare anche in nottata».
La «Rotoflex», che si occupa di stampa metallizzata, è in crisi da giugno: durante l’estate appena terminata ha però lavorato per conto dell’«Alupa», società che si è detta disposto ad affittare e poi ad acquistare lo stabilimento di Casalgrasso al fine di rilanciarlo. «Fino a ieri – dicono i sindacalisti – eravamo occupati per la ditta belga. Da domani (stamattina, ndr.) non si sa. C’è un grosso interrogativo che vedremo di risolvere in mattinata con la liquidatrice, la dottoressa Laura Zucchetto».
Da lunedì tutti i 130 lavoratori sono in sciopero. Oggi la serrata proseguirà e le maestranze si ritroveranno ancora una volta in assemblea nel piazzale di fronte allo stabilimento, in attesa di notizie.
«La preoccupazione per le 130 famiglie dei dipendenti è altissima – è il commento di Ugo Brunetto, sindacalista Cisl -: le trattative proseguono a tutto campo, ma ci sono situazioni difficili da interpretare e da un minuto all’altro potrebbe succedere di tutto, sia in senso positivo che negativo».
I lavoratori confermano i timori e l’ansia per un futuro incerto. «Lavoro in Rotoflex da dieci anni – dice Jlenia Monaco, 32 anni, di Moretta – e non avrei mai pensato fino a qualche mese fa che qui potessero arrivare questi problemi. Questo è il mio primo posto di lavoro e mi sentirei spaesata altrove. Ho due figli e tutti sappiamo che trovare un’altra occupazione adesso sarebbe impossibile».
Sugli striscioni appesi ai muri della fabbrica gli operai hanno scritto: «Senza lavoro il mutuo non si paga». Rivolgendosi a banche e finanziarie. Sono invece rivolti al potenziale acquirente altri messaggi affidati a grandi cartelli: «Siamo nelle vostre mani» e anche «Banche-Alupa decidono la sorte di 130 famiglie. Ora basta».
E per la «Rotoflex», se non ci sarà l’affitto da parte di «Alupa» per portare poi all’acquisto, potrebbe anche prospettarsi il fallimento, come è già avvenuto per la sua «sorella» «Neograf», di Moretta, il cui crak è stato dichiarato il 12 agosto. In questo caso sono rimasti a casa 200 lavoratori.

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ATTESE LE DECISIONI DELLE SOCIETÀ DI LEASING
Ieri il primo sciopero alla Rotoflex di Casalgrasso

Da “La Stampa” del 29 settembre

Sciopero ieri, 8 ore per turno, alla Rotoflex di Casalgrasso. È la prima agitazione organizzata dai sindacati da quando l’azienda è in crisi. «Abbiamo fatto di tutto in queste settimane per rilanciare l’azienda – è la protesta dei sindacati -, ma siamo in una situazione di stallo e servono segnali forti».
Domani scade il conto-lavorazione che la ditta ha concordato con la belga «Alupa». I vertici di quest’ultima azienda sono disposti a rilevare la Rotoflex, ma hanno chiesto alle cinque società di leasing che sostengono l’industria casalgrassese di rivedere al ribasso i canoni dovuti. Entro domani è attesa una risposta. Se non sarà positiva, ci sarà il fallimento. Gran parte dei 130 lavoratori ieri hanno trascorso la giornata al presidio allestito di fronte ai cancelli. «Se si facessero prevalere gli interessi di 130 famiglie invece di quelli economici, non saremmo qui» dicevano ieri le maestranze. «In caso di fallimento – hanno detto Mimmo Formicola, Cgil e Ugo Brunetto, Cisl – i lavoratori sarebbero a carico della collettività tramite gli ammortizzatori sociali, invece in questa azienda c’è lavoro e ci sono prospettive».

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CASALGRASSO. I DIPENDENTI SONO 126
Rotoflex spera nelle finanziarie

Da “La Stampa” del 9 settembre di ANDREA GARASSINO
CASALGRASSO
Il 30 settembre è una data decisiva per il futuro dei 126 lavoratori della Rotoflex. Entro quel giorno le società di leasing, che stanno sostenendo dal punto di vista finanziario la ditta, dovranno decidere se accettare di ridurre i loro crediti. Se la risposta sarà positiva, allora Alupa (azienda belga che si occupa di stampa metallizzata come la Rotoflex), che sta portando avanti un contratto di conto-lavoro, firmerà l’affitto di ramo d’azienda e chiuderà la vertenza con l’acquisto definitivo. Se, invece, uno o più soggetti daranno riscontri negativi, gli scenari sono imprevedibili.
Intanto, venerdì alle 11, in Regione, i sindacati incontreranno l’assessore al Lavoro Teresa Migliasso. Nel pomeriggio sono previste le assemblee dei lavoratori.
«La situazione sembrava risolta – dicono Mimmo Formicola, Cgil e Ugo Brunetto, Cisl - e quindi auspichiamo che tutti gli attori, nell’interesse dell’occupazione, trovino una via d’uscita a questa fase delicata. Per questo vogliamo coinvolgere anche le istituzioni. Se l’ultimo scoglio sarà superato, la Rotoflex sarà un’azienda nuova».
La fabbrica faceva parte del gruppo dell’industriale Piero Calandri come la Neograf di Moretta. Quest’ultima, però, è stata dichiarata fallita dalla magistratura a metà agosto. A giugno, quando si sono manifestati problemi economico-finanziari rilevanti, per la Rotoflex si è subito prospettata la possibilità di un conto-lavorazione, mentre per la «sorella» morettese questa chance non c’è mai stata.
Il contratto che prevedeva la lavorazione per terzi ha scongiurato il blocco della produzione. È stato stipulato tra vecchia proprietà e Alupa a metà luglio. «La ratifica dell’affitto – dice Laura Zucchetto, liquidatrice incaricata dal tribunale di Saluzzo – è subordinata ad alcune condizioni poste da Alupa. La più rilevante è quella della riduzione dei leasing. Il termine per la decisione era fissato per il 10 agosto, ma ero appena stata nominata e ho chiesto ed ottenuto dal giudice una proroga fino a fine mese. Ho incontrato le finanziarie e ho illustrato i conti dell’azienda. In queste settimane hanno valutato la proposta e adesso attendiamo la risposta».
L’ipotesi meno probabile è che le cinque società di leasing rifiutino. Il fallimento sarebbe inevitabile e tutti i crediti non potrebbero essere riscossi. «Non ci sarebbe margine – prosegue la Zucchetto – neanche per un concordato preventivo. Mentre, se alcune diranno sì ed altre no, si potrà discutere e tentare di portare avanti la produzione». Se tutto andrà come sindacati e liquidatrice auspicano, Alupa ha anche presentato un piano industriale che prevede il mantenimento di 125 su 126 lavoratori.

 

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Rotoflex sarà acquisita da multinazionale belga

Da “La Stampa” del 3 luglio

Se per la Neograf la tensione e le preoccupazioni dei lavoratori aumentano di giorno in giorno, per gli operai dell’azienda gemella del gruppo di Piero Calandri, la Rotoflex di Casalgrasso, la soluzione della crisi sembra ormai raggiunta. La ditta ha ricominciato a produrre da alcuni giorni. Ieri pomeriggio in un incontro tra i sindacati e gli attuali vertici, è stato comunicato ufficialmente che lo stabilimento sarà rilevato dalla multinazionale belga Alupa, uno dei leader europei del settore. «I segnali positivi si stanno concretizzando – spiegano Mimmo Formicola, Cgil, e Ugo Brunetto, Cisl – perché il compratore è serio. Questo ci tranquillizza e dà un po’ di serenità ai lavoratori». Sono circa centotrenta le persone impiegate nello stabilimento di Casalgrasso, specializzato nella stampa metallizzata su carta. In attesa della firma definitiva sul contratto di cessione da Calandri al gruppo del Benelux, è previsto un affitto d’azienda che durerà qualche settimana. «Ci hanno garantito la continuità produttiva – proseguono i sindacalisti – e il pagamento degli stipendi. Possiamo senz’altro dire che l’azienda è salva e presto avrà una nuova vita indipendente rispetto al passato». \

 

 

 

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