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Da “La Stampa” del 7 ottobre di VALTER MANZONE
BRA
Continuano, anche se lievi, i segnali di ripresa alla Rolfo Spa, la ditta braidese specializzata nella costruzione di bisarche per il trasporto vetture. La prossima settimana almeno 100 dei 360 dipendenti - attualmente ancora in cassa integrazione straordinaria a rotazione - rientreranno in azienda per soddisfare una commessa di 36 bisarche, che devono essere consegnate entro fine anno.
Pina Mosca, sindacalista della Fiom-Cgil: «La dirigenza della ditta ci ha comunicato che a metà mese rientrano prima un gruppo di dipendenti che attiveranno la linea di produzione delle bisarche; nelle settimane successive si aggiungeranno altri operai per i lavori di finitura. La ditta, che dispone ancora della cassa straordinaria fino a fine gennaio 2011, sta pensando all’utilizzo di un altro importante ammortizzatore sociale: il contratto di solidarietà. Purtroppo le proiezioni parlano ancora di un 2011 con criticità, legate alla flessione del mercato dell’auto». L’azienda, nata nel 1885 come bottega per la costruzione di carri e carrozze per opera di Giorgio Rolfo, è oggi uno dei tre maggiori gruppi nel settore dei veicoli industriali, principalmente per il trasporto vetture.
Conclude l’amministratore delegato Roberto Rolfo: «Questa significativa commessa richiede il rientro in azienda. Per combattere la crisi abbiamo deciso anche di diversificare la nostra attività, finora diretta ai grandi trasportatori di veicoli: adesso fabbrichiamo anche furgoni isotermici (per il trasporto di merci in regime di temperatura controllata) con particolare riguardo alle esigenze della grande distribuzione».

 

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ROLFO» DI BRA
Ammortizzatori all’80 per cento dei dipendenti

Da “La Stampa” del 24 gennaio 2010

Continua la cassa integrazione straordinaria alla Rolfo spa, iniziata il 4 gennaio, che coinvolge, a rotazione, l’80% delle maestranze. Pina Mosca, sindacalista Fiom-Cgil: «La dirigenza della ditta ha chiesto la cassa straordinaria, per sospendere quella ordinaria, già in atto da alcuni mesi, anche in funzione delle proiezioni che parlano ancora di un 2010 difficile». L’azienda, nata nel 1885 come bottega per la costruzione di carri e carrozze per opera di Giorgio Rolfo, è oggi uno dei tre maggiori gruppi nel settore dei veicoli industriali. Dagli stabilimenti Rolfo (350 dipendenti) escono semirimorchi cassonati e centinati, mezzi per il trasporto veicoli, furgoni ed allestimenti speciali. \

 

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Cassa straordinaria alla Rolfo

Da “Gazzetta di Alba del 22 dicembre 2009 di Valter Manzone

Cassa integrazione straordinaria alla Rolfo, la storica azienda braidese che produce bisarche e isotermici, la cui sede principale si affaccia su corso IV novembre. A partire dal 4 gennaio, per un anno, i dipendenti a rotazione saranno in cassa straordinaria, che l’azienda ha richiesto per fronteggiare la crisi mondiale che ha investito il settore auto. La sindacalista Pina Mosca (Fiom-Cgil) spiega: «La dirigenza della ditta ha fatto richiesta di cassa integrazione straordinaria, per sospendere quella ordinaria, già in atto da alcuni mesi. Purtroppo il mercato dell’auto è ancora completamente fermo e quindi si sono quasi azzerati gli ordini dei trasporti vetture, che sono il prodotto principe dell’azienda. Il ricorso alla cassa straordinaria garantisce il mantenimento del posto di lavoro a tutte le maestranze, il congelamento di quella ordinaria (quasi esaurita) e l’attivismo della Direzione nel cercare nuovi mercati, è un buon segnale: le proiezioni future parlano ancora di un 2010 difficile, ma c’è la speranza di uscire fuori da questa situazione contingente e che la produzione riprenda, anche se probabilmente non ai livelli di qualche anno fa».

L’azienda, nata nel 1885 come bottega per la costruzione di carri e carrozze per opera di Giorgio Rolfo, è oggi uno dei tre maggiori gruppi nel settore dei veicoli industriali (gli altri due sono in Francia e Germania), principalmente per il trasporto vetture. In tutti questi anni di attività la famiglia Rolfo, che da sempre gestisce l’azienda, ha posto molta attenzione alle innovazioni tecnologiche, pur cercando sempre di coniugare l’evoluzione con una mentalità di fondo che è rimasta artigianale

Dagli stabilimenti Rolfo – che occupano oltre 350 dipendenti – escono semirimorchi cassonati e centinati, mezzi per il trasporto veicoli, furgoni e allestimenti speciali.

Roberto Rolfo, amministratore delegato dell’azienda: «In questo momento gli ordini di veicoli per il trasporto vetture si sono quasi azzerati. Siccome dallo scorso mese di febbraio a oggi abbiamo lavorato a settimane alterne, disponiamo solo più di 15 settimane di cassa ordinaria (non sufficienti per sperare nella conclusione della crisi): allora abbiamo deciso di ricorrere a quella straordinaria. Un fatto è certo, l’azienda non parla di esuberi. Non appena riceveremo nuove commesse, che stiamo cercando, anche con una politica di ampliamento del nostro bacino di vendita, faremo rientrare a regime tutti i nostri dipendenti».

 

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Segnali di ripresa alla Rolfo

Da “La Gazzetta di Alba” del 7 luglio di Adriana Riccomagno

Nelle scorse settimane, Gazzetta aveva approfondito il tema del lavoro e delle difficoltà delle aziende del territorio in un’intervista con Tiziana Mascarello, dal 19 marzo prima donna segretario generale provinciale dei metalmeccanici Cisl.

Una delle aziende su cui Mascarello aveva segnalato una particolare incidenza della crisi economica è la Rolfo di Bra, che però in un incontro svoltosi il 29 giugno con le sigle sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e le Rsu, ha evidenziato una situazione in miglioramento.

«Scopo dell’incontro era quello di capire l’andamento prima delle vacanze, visto che l’azienda ha scelto di utilizzare 13 settimane di cassa integrazione ordinaria a fronte del calo produttivo dello stabilimento», spiega Tiziana Mascarello. «Dall’incontro è emerso che la Rolfo in questi mesi ha fatto un frequente ricorso al rientro dalla cassa integrazione, con un andamento crescente fino ad arrivare al 40% di giugno. In particolare, i rientri hanno interessato i due reparti dei veicoli speciali e degli isotermici (i camionfrigo), dove l’organico, che prima era di 32 addetti, è stato integrato passando a 38. L’azienda ha infatti dato la possibilità agli addetti che lo desideravano di passare al reparto dove vi sono maggiori commesse, previo colloquio e valutazione delle competenze e dello stato di salute», dice Mascarello. I sindacati hanno anche voluto approfondire la questione degli straordinari: «Volevamo capire, visto che nei reparti dove ci sono commesse urgenti da consegnare, i due già citati, stavano ricorrendo allo straordinario, se ad esempio non fosse possibile fare due turni; ma l’azienda ci ha spiegato che non era possibile coprire i due turni in base alle professionalità richieste. Lo straordinario viene comunque distribuito fra i 38 addetti, e il massimo delle presenze il sabato è stato di 20 persone; ora lo straordinario sta già diminuendo, man mano che le commesse vengono smaltite».

Antonio Ghigo, direttore del personale Rolfo, conferma il leggero miglioramento della situazione: «La volontà dell’azienda è quella di cercare di mantenere al meglio il clima e il rapporto con il personale, ricorrendo a tutte le attività possibili». Questo il programma dell’azienda per le prossime settimane: «La prima settimana di agosto, fino al 7, è, come da pianificazione precedente, di cassa integrazione; le due centrali di agosto sono di ferie, e la settimana di lunedì 24 agosto è considerata lavorativa, come il mese di settembre, bisognerà valutare in base alle commesse: le prospettive sono moderatamente ottimistiche».

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LAVORO.LA CRISI COLPISCE LA GRANDA
Cassa alla Rolfo di Bra
Riapertura a settembre
Azzerati gli ordini, restano a casa 250 dipendenti

Da “La Stampa” del 1 giugno di VALTER MANZONE
BRA
Da stamani a fine agosto i cancelli della storica azienda Rolfo di corso IV Novembre non si apriranno più. Scatta la «cassa» ordinaria per i 250 dipendenti. La decisione dei vertici coinvolge operai e impiegati della società che costruisce bisarche. Roberto Rolfo, ad: «Gli ordini di questi veicoli industriali si sono quasi azzerati. Siccome da febbraio ad oggi abbiamo lavorato a settimane alterne, disponiamo di un ampio periodo di cassa. Abbiamo così deciso di sospendere la produzione fino a fine di agosto, per poi riprendere tutti a settembre». L'azienda, nata nel 1885 come bottega per la costruzione di carri e carrozze per iniziativa di Giorgio Rolfo, è oggi uno dei maggiori gruppi nel settore dei veicoli industriali, principalmente per il trasporto vetture. La famiglia Rolfo, che da sempre gestisce l'azienda, ha posto molta attenzione alle innovazioni tecnologiche, pur cercando di coniugare l'evoluzione con una mentalità rimasta artigianale. Moderni robot di saldatura, torni, cesoie, presse, piegatrici a controllo numerico e magazzini automatizzati sottolineano il mix tra l'industriale e l'artigianale. Dagli stabilimento Rolfo - occupano oltre 350 dipendenti - escono semirimorchi cassonati e centinati, mezzi per il trasporto veicoli, furgoni ed allestimenti speciali. Ancora Roberto Rolfo: «Se manca la domanda di bisarche, non si ferma quella di isotermici (per il settore alimentare) e degli “speciali”, prodotti per la Germania. Un centinaio di dipendenti, che lavorano negli stabilimenti “Rolfo 2” di corso IV Novembre e “Rolfo 3” di via Primo Maggio, saranno operativi».
Anche la sindacalista Pina Mosca della Fiom Cgil, è fiduciosa: «Non ci preoccupa la cassa integrazione, molto diffusa in questo periodo. Anzi, conforta il segnale positivo delle due linee che rimangono in attività. Pian piano usciremo da questa situazione e la produzione ricomincerà, anche se probabilmente non ai livelli di qualche anno fa».

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“Niente lavori a terzi per evitare la Cassa”

Da “la Stampa” del 23 ottobre

«Ci sono giunte voci infondate sulla crisi che la Rolfo starebbe per vivere, legata a problemi tecnici avuti relativamente ad una commessa russa. Smentisco tutte le voci di nostri clienti che rimandino indietro veicoli con problematiche tecniche». Così Roberto Rolfo, amministratore delegato della ditta braidese che produce bisarche. «Anche la nostra azienda sta patendo l’attuale crisi finanziaria mondiale - dice -. Come tanti altri nostri concorrenti produciamo i veicoli che depositiamo nei piazzali e il cliente, che ce li ha ordinati, in questo momento fatica a trovare i finanziamenti per la contingente situazione economica delle banche, per cui non ritira il veicolo. Questa situazione ci porta ad avere nei piazzali consistenti capitali fermi con costi per le nostre aziende e mancati incassi dovuti alla vendita».
I problemi che sta patendo la ditta Rolfo sono però comuni - secondo l’Osservatorio del mercato del veicolo industriale - anche ad altre aziende leader in Europa. Per ora, negli stabilimenti di corso IV Novembre, non si profila la cassa integrazione.
Continua l’ad Roberto Rolfo: «Stiamo cercando tutte le possibili soluzioni per non dover mettere i nostri dipendenti in cassa integrazione. Tra queste, la prima messa in atto è stata riportare in ditta tutto il lavoro che avevamo esternalizzato. In questo modo - pur avendo tolto commesse a ditte che lavoravano per noi ma non in esclusiva - stiamo mantenendo ritmi minimi di produzione, che occupano tutte le nostre maestranze». \

 

Assemblea martedì di CXgil, Cisl e Uil sulla crisi che riguarda troppe famiglie

Sindacati-pensionati: 10 cose da fare subito

Da “L’Unione Monregalese” del 4 giugno

Casella di testo: MONDOVI
Martedi scorso, con il nostro giornale in stampa, i sindacati dei pensionati (CGIL, CISL e UIL) di Mon­dovi hanno indetto un'as­semblea in sala conferenze a Breo, per porre all'atten­zione una serie di questio­ni scottanti: "L'aumento dei prezzi dei generi alimentari - è detto in un foglio infor­

mativo a cura degli stessi sindacati locali -, dei prodot­ti energetici, delle abitazioni... hanno determinato un au­mento del tasso di inflazione rendendo la quotidianità dif­ficile per chi vive di salario e di pensione, soprattutto per chi ha redditi più bassi. Cgil, Cisl e Uil al Governo appena costituito ripresenteranno le richieste già avanzate al pre­cedente Governo Prodi, per‑

ché è urgente ridurre le tasse su salari e pensioni per avere il reddito disponibile, cosi co­rne occorre ridurre prezzi e tariffe. Queste sono le nostre priorità. Ci mobiliteremo per­ché le nostre richieste venga­no discusse ed accettate. La contrattazione nazionale do­vrà dore delle risposte sulle questione indicate ma anche la contrattazione territoriale put) contribuire a difendere i redditi ed a migliorare la qua­lità della vita. Per questo ab­biamo chiesto di aprire il con­fronto con molti Comuni della nostra provincia, mentre con altri abbiamo già raggiunto risultati positivi".

Dieci sono "le cose da fare subito"'secondo le richieste dei sindacati: incrementa­re il potere d'acquisto delle pensioni di importo supe­riore a 644,68 euro mensi­li; superare l'effetto "vici­nanza e superamento" delle pensioni previdenziali da parte dei trattamenti assi­stenziali; rendere più ade­rente aile dinamiche rea­li dei prezzi il meccanismo che regola la perequazione automatica delle pensioni al costo della vita; ricono­scere una quota di aumen­to per le pensioni, con de­correnza ante novembre '92, che recuperi il valo­re perso a seguito del dif­ferimento della perequa­zione automatica e della non attribuzione dell'ul­teriore aumento, previsto dall'articolo ii de Dls n. 503/92; uniformare la "no tax area" per i pensionati a quella dei lavoratori di­pendenti; introdurre l'im­posta negativa per i reddi­ti che si collocano nella "no tax area"; adeguare le pen­sioni indirette, gli assegni o le pensioni di invalidi­tà, liquidate con il sistema contributivo non integra­te al minimo; riformare i trattamenti assistenziali con l'obiettivo di istituire il "reddito minimo vitale"; eli­minare il drenaggio fiscale causato dall'inflazione; su­perare il limite al cumulo delle pensioni con redditi da lavoro.

 

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