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Firmato accordo per cassa integrazione anticipata alla Rivu
Da
www.targatocn.it del 28 aprile 2010
Via libera per
l'anticipo, a condizioni di favore, della cassa integrazione
straordinaria destinato ai dipendenti della ditta Rivu di Roccabruna.
Il protocollo d'intesa è stato firmato martedì 27 aprile in Provincia
dall'assessore al Lavoro Pietro Blengini, dal direttore dell'Inps di
Cuneo Carla Ricca, dal rappresentante della Banca Regionale Europea
Giorgio Cometto e dal direttore della Fondazione Cassa di Risparmio di
Cuneo Fulvio Molinengo, oltrechè dai rappresentanti sindacali Loris
Emanuel (Cgil), Giorgio Ciravegna (Cisl) e Giovanni Ventura (Uil).
L'accordo interessa 21 lavoratori della ditta Rivu residenti nei
Comuni di Roccabruna, Dronero, Busca e Cervasca. Vista la notevole
frammentazione delle residenze dei dipendenti Rivu nei vari Comuni
attorno a Roccabruna, per agevolare le procedure e in via del tutto
eccezionale, l’onere relativo all’anticipo della cassa integrazione
straordinaria sarà sostenuto esclusivamente dalla Fondazione Crc e
dalla Provincia di Cuneo, sollevando i Comuni interessati dagli oneri
previsti nel protocollo d’intesa.
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L’aiuto ai
dipendenti Rivu di Roccabruna
Da “La Stampa” del 17
aprile
Sarà firmato martedì 27 aprile alle 10,30, in Provincia, a Cuneo, il
protocollo d’intesa per l’anticipo della cassa integrazione ai 25
operai della Rivu di Roccabruna, la fabbrica specializzata nello
stampaggio di componenti in plastica per auto, fallita a gennaio.
Oltre al presidente della Provincia, Gianna Gancia e all’assessore al
Lavoro, Pietro Blengini, ci saranno i sindaci di Roccabruna, Dronero,
Busca e Cervasca e il consigliere provinciale Livio Acchiardi, ex
presidente della Comunità montana Valle Maira. L’anticipo verrà
garantito da Fondazione Crc e dalla Provincia. I dipendenti
dell’azienda sono in cassa integrazione straordinaria dal 7 dicembre,
per 12 mesi. I macchinari, pignorati a ottobre, sono stati venduti
all’asta da «Equitalia» il 16 dicembre. La «Rivu» è ferma dal 2
novembre.
La chiusura è stata motivata da problemi finanziari. La proprietà ha
un’altra società, la «Capat», con sede e stabilimento nella cintura
torinese. Il fallimento fu dovuto alle ingiunzioni di pagamento di
stipendi arretrati per circa 60 mila euro
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Rivu
dichiarata fallita Arretrati “a rischio”
Da “La Stampa” del 29
gennaio
E’ fallita la Rivu di Roccabruna, la fabbrica specializzata nello
stampaggio di componenti in plastica per auto, 25 dipendenti, ferma
dall’inizio di novembre per problemi finanziari. A questo punto tutti
gli accordi presi dalla proprietà, tra cui il pagamento, nelle
prossime settimane, del 50% per cento degli stipendi arretrati, sono
congelati e demandati al curatore fallimentare, Luca Bongioanni,
nominato dal tribunale di Cuneo. Allo stabilimento di Roccabruna sono
già state cambiate le serrature.
«La situazione è precipitata negli ultimi giorni - spiega Loris
Emanuel, della Cgil -. Il fallimento è dovuto alle ingiunzioni di
pagamento di stipendi arretrati per circa 60 mila euro, presentate da
alcuni dipendenti. La procedura è scattata poiché l’azienda non si è
presentata all’udienza. Strano, visto che la Rivu aveva tutti gli
interessi a presentarsi e spiegare che dei 60 mila euro richiesti, ne
aveva già erogati 25 mila, il 30 dicembre e altri 20 mila circa,
sarebbero stati pagati direttamente dall’Inps, come cassa ordinaria.
Il fallimento è dovuto alla mancanza di circa 15-20 mila euro. Ora la
situazione si complica notevolmente».
Complessivamente i 25 dipendenti lamentano in media il mancato
pagamento di 10 mensilità, per un valore di circa 130 mila euro. Tutto
il personale è in cassa integrazione straordinaria dal 7 dicembre, per
12 mesi (il pagamento inizierà solo a fine marzo). I macchinari,
pignorati a ottobre, sono stati venduti all’asta da «Equitalia» il 16
dicembre. Una parte dell’incasso doveva servire a pagare gli stipendi
arretrati. La prossima udienza in tribunale è fissata per il 20
maggio. Della vertenza Rivu si era parlato il 13 gennaio scorso in
Provincia a Cuneo, durante un incontro convocato dal presidente Gianna
Gancia, presenti sindacati, amministratori locali e il titolare della
fabbrica, Giuseppe Marocco
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Roccabruna
Alla «Rivu» senza
stipendio da sette mesi
Da “La Stampa” del 24
dicembre 2009
Sperano in un acconto
natalizio, i 25 dipendenti della Rivu di Roccabruna, da sette mesi
senza stipendio. Una parte dei soldi potrebbero arrivare oggi. Questa
sera, alle 18, nelle sede della Cgil di Dronero, in via Garibaldi, è
convocata un’assemblea dei lavoratori, per fare il punto sulla
situazione. La fabbrica, specializzata nello stampaggio di componenti
in plastica per auto, è ferma dall’inizio di novembre. La chiusura è
stata motivata da problemi finanziari. In ottobre sono stati pignorati
i macchinari. La proprietà della «Rivu» ha un’altra società, la «Capat»,
con sede e stabilimento nella cintura torinese. Alcune settimane fa
amministratori dei Comuni della bassa Valle Maira (Roccabruna, Dronero
e Villar San Costanzo) e sindacalisti hanno incontrato il titolare
dell’azienda, Giuseppe Marocco, che si è detto disponibile a sanare il
debito con la vendita della fabbrica. Dal 7 dicembre i dipendenti sono
in cassa integrazione straordinaria. Il provvedimento avrà una durata
di 12 mesi. \
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Roccabruna
Firmata la cassa per la Rivu
Da “La Stampa” del 26
novembre
Firmata in Regione a
Torino la cassa integrazione straordinaria per i 25 dipendenti della «Rivu»
di Roccabruna, azienda specializzata nello stampaggio di componenti in
plastica per auto, chiusa da inizio novembre. Il provvedimento
scatterà il 7 dicembre e avrà una durata di 12 mesi.
Nei giorni scorsi amministratori dei Comuni della bassa Valle Maira (Roccabruna,
Dronero e Villar San Costanzo) e sindacalisti hanno incontrato il
titolare dell’azienda, Giuseppe Marocco. «E’ stato fatto il punto
della situazione - spiega Loris Emanuel, Cgil -. Il titolare ci ha
informati che la Rivu potrebbe essere venduta. Sono già in corso
trattative. Se questa soluzione dovesse concretizzarsi, bisognerà
capire se l’acquirente sarà ancora intenzionato a proseguire
l’attività produttiva a Roccabruna. Durante l’incontro abbiamo anche
chiesto chiarimenti sul pagamento delle cinque mensilità arretrate.
L’azienda si è detta disponibile a sanare il debito con l’eventuale
l’incasso, frutto della vendita della fabbrica».
La chiusura della «Rivu» è stata motivata da problemi finanziari. In
ottobre sono stati pignorati i macchinari della fabbrica. La proprietà
ha un’altra società, la «Capat», con sede e stabilimento nella cintura
torinese.\
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Crisi alla Rivu
Da “La Stampa” del
12 novembre 2009
Duro colpo
all’occupazione in Valle Maira: chiude la «Rivu» di Roccabruna, 25
dipendenti, azienda specializzata nello stampaggio di componenti in
plastica per auto. Gli addetti sono a casa dal 2 novembre. Per il
personale si stanno attivando le procedure per la cassa integrazione
straordinaria. La chiusura è stata motivata da problemi finanziari.
Nei giorni scorsi sono stati pignorati i macchinari della fabbrica. I
dipendenti lamentano il mancato pagamento di cinque mensilità. La
proprietà della «Rivu» ha un altra società, la «Capat», con sede e
stabilimento nella cintura torinese. «Abbiamo chiesto un incontro con
la direzione - spiega Loris Emanuel, Cgil -, per l’avvio immediato
delle procedure di cassa integrazione e il recupero dei crediti
arretrati».
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