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Timori di licenziamenti dopo la cassa integrazione all’ex Riorda di
Fossano
Da “La Stampa” del 21
aprile di ANTONELLA BALOCCO
FOSSANO
«Il Gruppo Industrie Moda intende licenziare anche senza un accordo
sindacale. Siamo molto preoccupati». L’allarme è dei rappresentanti
dei lavoratori. Michele Penna (FilctemCgil), Gabriella Pessione (Femca-Cisl)
e Alberto Battaglino (Uilta-Uil), con i rappresentanti Rsu, si sono
confrontati, a Confindustria Cuneo, con i dirigenti della ex «Riorda».
A febbraio l’azienda ha aperto la procedura di «cassa» straordinaria
per 40 dipendenti: circa il 50% dei lavoratori. Ammortizzatore
concesso per un anno. L’azienda ha poi proposto di avvalersi della
mobilità per 3 anni con l’accompagnamento alla pensione di alcune
lavoratrici e la possibilità di licenziamento alla scadenza della
«cassa» (febbraio 2013). I sindacati hanno proposto di dividere la
gestione degli esuberi: a fine anno la «volontarietà» per circa 15
lavoratori, per quelle persone che troveranno un’altra occupazione.
Rimane da risolvere la questione degli esuberi strutturali.
«L’incontro è stato l’ultimo a livello provinciale - sottolinea
Gabriella Pessione, della Cisl -. Il mancato accordo porterà ad una
discussione della vertenza in Regione. Riteniamo che questa posizione
di chiusura non sia giustificabile. L’azienda vuole licenziare senza
prendere in considerazione tutte le strade percorribili, come ad
esempio il contratto di solidarietà o altri ammortizzatori». Il Gruppo
Industrie Moda: «Riteniamo prematuro qualsiasi commento perchè c’è una
contrattazione aperta».
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Ex Riorda:
a casa in 76 con rotazione per un anno
Il provvedimento
scatta lunedì Venti hanno già ricevuto la lettera
Da “La Stampa” del
25 febbraio 2012 di [ANT. B.]
Cassa integrazione straordinaria per i dipendenti del «Gruppo
Industrie Moda» (ex Riorda). E’ stata concessa giovedì in Regione. E’
stata la proprietà a richiederla. Il 15 febbraio si era tenuto a Cuneo
il primo incontro tra i vertici dell’azienda e le organizzazioni
sindacali all’Unione Industriale per definire la procedura. Si tratta
di una cassa integrazione straordinaria dovuta alla crisi che ha
colpito in particolar modo il settore dell’abbigliamento. I 76
lavoratori dell’industria fossanese saranno in cassa integrazione a
rotazione per un anno a partire dal 27 febbraio.
«L’azienda ha motivato la richiesta della cassa integrazione
straordinaria per crisi - sottolinea Michele Penna, della Cgil che,
insieme ad Alberto Battaglino (Uil) e a Gabriella Pessione (Cisl) ha
seguito la trattativa -: ci sono circa la metà dei dipendenti in
esubero. Siamo molto preoccupati per cosa potrà succedere alla fine
della cassa integrazione».
Pare, infatti, che l’intenzione dell’industria manifatturiera
fossanese sia quella di chiedere alla fine del periodo la cassa
integrazione in deroga e poi la mobilità. Dei 32 dipendenti in
esubero, dopo l’eventuale periodo di mobilità, 14 dovrebbero collegare
il periodo di 3 anni di mobilità con il pensionamento entro il 2018,
11 avrebbero la possibilità di essere ricollocati in azienda e 7
probabilmente dovranno cercare un’altra occupazione. «La cassa c’è ed
è un modo per tamponare la situazione» conclude Penna. «Il dato certo
è che l’azienda vuole ridurre i dipendenti - sottolinea Alberto
Battaglino (Uil) -. Bisognerà vedere che ammortizzatori sociali ci
saranno in futuro anche alla luce del confronto nazionale tra Governo
e parti sociali. L’azienda non ha garantito la rotazione su tutti i
lavoratori e neanche i ratei di tredicesima e ferie». Ieri una ventina
di dipendenti ha ricevuto la lettera di comunicazione della cassa
integrazione da lunedì.
I vertici del «Gruppo Industrie Moda» non intendono rilasciare
dichiarazioni.
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Timori di
trasferimenti all’ex Riorda di Fossano
Da “La Stampa” del 30
luglio
Da due mesi 38
lavoratrici del Gruppo Industrie Moda (ex Riorda) di Fossano sono in
attesa di conoscere quale sarà il loro futuro. I vertici dell’azienda
il 14 maggio avevano annunciato l’intenzione di esternalizzare la
produzione.
«Era stato fissato per giovedì scorso un incontro tra sindacato e
direzione, alla presenza dell’assessore comunale Maurizio Bergia - ha
detto Gabriella Pessione della Femca Cisl che, con Michele Penna della
Filtea Cgil e Alberto Battaglino della Uilta Uil seguono la vertenza
-. L’azienda ha fatto sapere che non si sarebbe presentata».
Secondo i sindacati la famiglia Riorda, proprietaria dell’azienda, ha
dato in appalto ad una cooperativa esterna parte della produzione,
annunciando che i lavoratori potevano scegliere tra il licenziamento,
la mobilità o l’assunzione alla cooperativa.
«In questo momento le lavoratrici sono impegnate a pieno ritmo -
sottolinea Michele Penna -. Quindi l’attività produttiva non è in
crisi. Semplicemente l’azienda vuole far assumere le donne dalla
cooperativa. Così avranno meno tutele e una retribuzione più bassa».
Nei mesi scorsi i sindacati avevano protestato perché troppo spesso le
aziende ricorrono alle cooperative senza sfruttare appieno la forza
lavoro interna.
L’assessore Bergia: «I vertici dell’ex Riorda hanno detto “no”
all’incontro perché non erano in corso tavoli di discussione con i
sindacati a Confindustria Cuneo. Auspichiamo che le parti si
incontrino al più presto per trovare una soluzione».
Il Gruppo Industrie Moda puntualizza che al momento non ritiene
necessari, nè opportuni incontri con le organizzazioni sindacali.
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Alla Riorda di
Fossano timori per 20 esuberi
Da “La Stampa” del 20
maggio di ANTONELLA BALOCCO
FOSSANO
Scontro al Gruppo Industrie Moda, ex Riorda, sulla esternalizzazione
della logistica, in parte già coperta da una cooperativa. Ieri
lavoratrici e sindacati si sono riuniti in assemblea: c'è
preoccupazione e sconcerto tra le venti addette coinvolte. L’azienda
ha comunicato ai sindacati l'intenzione di appaltare una parte di
produzione a una cooperativa, proponendo o di attivare contratti di
solidarietà (meno ore di lavoro a tutti i dipendenti) o alle
lavoratrici in esubero di essere assunte da una seconda cooperativa.
«Non ci sta bene che si vogliano abbattere i costi proponendo ai
lavoratori di entrare in una cooperativa - dice Michele Penna, della
Filc-Tem Cgil -: l'azienda sostiene che ci sono esuberi, ma affida le
stesse mansioni ad una cooperativa esterna. Richiederemo un intervento
delle istituzioni». All'Unione Industriale si sono incontrati Cgil,
Cisl e Uil e Stefano Riorda . «Lavorare in cooperativa vuol dire
perdere diritti - aggiunge Alberto Battaglino della Uilta-Uil -. Si
vuole proporre il contratto di solidarietà per arrivare alla mobilità:
non si possono utilizzare soldi pubblici per mandare a casa i
dipendenti e poi utilizzare le cooperative». Stefano Riorda: «Non è
nostra intenzione lasciare a casa nessuno: le dipendenti possono
scegliere se andare in mobilità o farsi assumere dalla nuova
cooperativa». Le dipendenti sono in cassa integrazione fino a metà
giugno. Gabriella Pessione della Cisl: «Bisogna chiarire bene qual è
il ruolo della cooperativa».
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