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Azienda di Bra
Progetto per le dipendenti Regine

Da “La Stampa” del 29 luglio 

Le dipendenti della «Regine», la ditta braidese di corsetteria, del gruppo La Perla - licenziate il 16 giugno per «cessazione dell’attività» - saranno inserite nel progetto di «ricollocazione ed accompagnamento alla ricerca di un nuovo lavoro». È attivato, con fondi regionali, dal Centro per l’impiego di Alba e dal Servizio politiche attive del lavoro di Bra. Il progetto è frutto dell’accordo siglato dal presidente della Provincia Gianna Gancia con le parti sociali e l’azienda. Dal 1ª agosto, 21 delle 23 dipendenti saranno in «cassa» per 24 mesi (due di loro, un’apprendista e una prossima alla pensione, non possono godere di questi ammortizzatori sociali). Il progetto ha come obiettivo la loro ricollocazione. Per raggiungerlo sarà necessario individuare il profilo professionale di ciascun soggetto, con incontri di orientamento individuali e di gruppo. Ieri il sindaco di Bra Bruna Sibille ha partecipato a un incontro al ministero del Lavoro. È stato ottenuto il raddoppio del periodo di «cassa».

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La “Regine” di Bra chiede 2 anni di cassa integrazione

Da “La Stampa” del 15 luglio di ]VALTER MANZONE
BRA
«Siano solo 23 gocce nell’oceano, ma siamo pronte a scatenare uno tsunami». Questo cartello campeggiava ieri mattina insieme a decine di altri, sulle bacheche che le 23 dipendenti della ditta braidese «Regine» (produce corsetteria per il gruppo La Perla) hanno preparato per accogliere la dirigenza, le parti sociali e la rappresentante dell’Api cuneese. L’appuntamento era in via Piumati, per chiudere la trattativa con l’azienda, dopo il licenziamento collettivo di tutto il personale.
Impegnati nella trattativa Alberto Battaglino (Uil), Michele Penna (Cgil) e Angelo Vero (Cisl). La mattina di ieri è iniziata in Comune, con un incontro alla presenza del sindaco Bruna Sibille e dell’assessore provinciale Roberto Russo. Al termine il primo cittadino ha commentato: «Massima attenzione da parte mia e dell’amministrazione a questa crisi. Abbiamo chiesto di salvaguardare questi posti di lavoro, ma nel caso in cui ciò non avvenisse, saremo al fianco delle lavoratrici per sostenerle nella ricerca di altre occupazioni». La trattativa, iniziata alle 10,30 si è conclusa alle 18,30. All’uscita i rappresentanti sindacali hanno detto: «Non abbiamo evitato la chiusura, ma siamo riusciti a ottenere che la ditta faccia richiesta di 24 mesi di cassa».

 

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La Regine chiuderà

 

Da “La Gazzetta di Alba” del 7 luglio di Diego Lanzardo

 

Finale molto negativo per la vicenda dell’azienda tessile Regine di via Piumati a Bra: il temuto spettro della chiusura si concretizzerà tra un paio di mesi. Si tratta dell’ennesimo capitolo della travagliata storia del settore tessile nell’area di Alba-Bra, che nell’ultimo decennio ha registrato fallimenti e pesanti ristrutturazioni aziendali, con la conseguente perdita di centinaia di posti di lavoro.

Come anticipato la scorsa settimana – dopo l’incontro di mercoledì 24 giugno svoltosi nella sede dell’Associazione piccole e medie imprese di Cuneo –, venerdì scorso si è svolto un nuovo lungo confronto tra rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil e la Direzione dell’azienda. «Dalla trattativa con la proprietà», spiega Michele Penna, sindacalista del settore tessili della Cgil, «è emersa la decisione netta e irrevocabile di chiudere lo stabilimento di via Piumati, assai probabilmente nel prossimo mese di settembre. Abbiamo quindi aperto una trattativa per offrire ai lavoratori gli ammortizzatori sociali più ampi possibili».

Le persone attualmente occupate sono 23 (la quasi totalità donne), alcune delle quali assunte da poco tempo. Soltanto tre o quattro di loro hanno un’età anagrafica e una situazione contributiva tale da poter raggiungere a breve il diritto alla pensione.

Aggiunge Michele Penna: «Ora lavoreremo per ottenere due anni di cassa integrazione, periodo previsto in caso di chiusura dell’azienda, ma soltanto se vengono rispettate alcune condizioni. Per ottenere il secondo anno di cassa sarà infatti necessario dimostrare al Ministero l’attivazione di un piano di ricollocamento del personale. Per questo attiveremo quanto prima i tavoli di discussione con la Provincia di Cuneo, ente competente in materia di reinserimento dei lavoratori nel ciclo produttivo, e il Comune di Bra».

Il sindaco Bruna Sibille, che segue personalmente la vicenda ormai da alcune settimane, ha più volte ribadito il suo impegno e quello del Comune per dare sostegno alle lavoratrici della Regine,

Regine è la società a cui fanno capo i marchi Faber e Armonia. La braidese Faber, specializzata nella produzione dei costumi da bagno, nel 2000 venne dichiarata fallita e circa 140 dipendenti persero il posto di lavoro. Nei primi mesi del 2001 i due marchi aziendali Faber e Miami vennero ceduti all’asta alla finanziaria bolognese Regine srl, che condusse l’acquisto per conto del gruppo La perla.

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BRA. CORSETTERIA
Stabilimento “Regine” rischia la chiusura

Da “La Stampa” del 5 luglio

Per lo stabilimento della «Regine», affiliato al gruppo La Perla di Bologna, si avvicina la chiusura. Il secondo incontro tra sindacati e maestranze del gruppo è durato oltre sei ore nel complesso di via Piumati. I numeri sono preoccupanti: gli ordini sono «precipitati» e, secondo la direzione, non è più possibile mantenere aperto il laboratorio che da anni dà lavoro non solo dipendenti interni, ma anche a laboratori artigianali della zona.
Non è stato firmato nessun accordo: alla riunione di venerdì mancavano le Rsu della «Regine». Verranno nominate domani e mercoledì mattina un nuovo incontro. Presente alla riunione anche Giuseppe Piumatti, presidente dell’Api (Associazione piccole e medie imprese) della provincia di Cuneo. Commenta: «Un’altra azienda che chiude nel nostro territorio, altre 24 famiglie che si troveranno in difficoltà. E quando chiude un’azienda come la Regine non dobbiamo dimenticare che un altro mestiere se ne va e non verrà più recuperato, un’altra ditta che lascia Bra e non tornerà». Promette sostegno dell’Associazione: «Cercheremo di dare aiuti concreti, di reinserire nel mondo del lavoro questi dipendenti. Ho visto i dati presentati dal gruppo La Perla e devo constatare che la crisi è profonda». Una sua ricetta per venirne fuori, Piumatti continua a ripeterla: «Solo se ci mettiamo tutti insieme, imprenditori, banche, sindacati, lavoratori riusciremo a fare qualcosa di positivo». Il sindacato ha chiesto la cassa integrazione per i 24 dipendenti del laboratorio di corsetteria.

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BRA. IERI UN INCONTRO ALL’API
A rischio 24 posti in un laboratorio di corsetteria

Da “La Stampa” del 25 giugno

Altre ventiquattro persone rischiano il posto di lavoro a Bra. Succede alla «Regine», laboratorio di corsetteria, affiliato al gruppo «La Perla» di Bologna, che da anni è attivo in via Piumatti.
Se ne parla da settimane. Anche i candidati alla carica di sindaco si erano interessati al problema. A restare a casa sarebbero in maggior parte operaie, oltre a modellisti e qualche impiegato. A risentirne sarebbe, comunque, l’intero territorio che vede la presenza di una rete di laboratori esterni che lavorano per la «Regine».
Ieri alla sede dell’Api (Associazione piccole e medie imprese) di Cuneo si è svolto un incontro tra le parti. Hanno partecipato i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil e la direzione della «Regine». «Per alcuni dipendenti - spiegano i delegati sindacali - sarà possibile chiedere il prepensionamento, per gli altri s’ipotizza la cassa integrazione».
A verificare lo stato problematico in cui versa la «Regine» anche il neosindaco di Bra, Bruna Sibille che l’altro ieri, alle 17,30, ha atteso davanti ai cancelli del laboratorio. «E’ necessario capire - spiega Sibille - la causa che potrebbe portare ad un’eventuale chiusura dello stabilimento. Prima ancora di parlare di ammortizzatori sociali è necessario valutare bene la situazione reale e percorrere ogni via possibile per salvare questi posti di lavoro».
Dello stesso parere Giuseppe Piumatti, presidente dell’Api: «Come imprenditore e come braidese spero si riescano a salvare questi posti. Come Api cerchiamo di mediare tra le parti per trovare una soluzione che vada bene a tutti pur di salvare l’azienda. Sono comunque fiducioso». Assente alla riunione di ieri, Piumatti ha seguito telefonicamente l’evolversi della riunione. Il suo ottimismo è legato anche alla decisione di una riunione tra le parti che si terrà a Bra il 3 luglio. «I sindacati - dice - hanno fatto le loro proposte che verranno valutate dalla Regine. Speriamo di riuscire a tutelare i 24 lavoratori anche se siamo consapevoli della situazione problematica del settore tessile»

 

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