Home  

 

Confederazione Generale Italiana del Lavoro

Camera del Lavoro di Cuneo

La CGIL
Chi siamo
Dove siamo
La segreteria
Lo Statuto
Le categorie
Filcams  - commercio
Filcem - chimici energia
Fillea - edili
Fiom - metalmeccanici
Filtea  tessili
Fisac  bancari assicurativi
Flai  - alimentaristi
Filt  - trasporti
Nidil nuove identità lavorative
Silp  - polizia
SLC  - comunicazioni
FP  - lavoratori pubblici
FLC  - scuola
SPI  - pensionati

I Servizi

CAAF
INCA
Ufficio Vertenze Legali
CID
Sportello Immigrati
AUSER
SUNIA
Federconsumatori

Aree tematiche

Mercato del Lavoro
Sicurezza e Salute

Archivio

News
Documenti
Fotografico
 
 

Cisl primo sindacato nella Sanità e la Cgil fa il record in Provincia

Da “La Stampa” del 9 marzo di [L. B.]


Festeggiano i rappresentanti della funzione pubblica di Cisl e Cgil, soddisfatta anche la Uil. Sono stati divulgati ieri i risultati del voto per rinnovare le rappresentanze sindacali unitarie degli uffici pubblici: in 9.300 hanno votato da lunedì a mercoledì nella Granda, dall’Inps ai dipendenti comunali e della Provincia, dalla sanità ai tribunali e uffici ministeriali. Secondo la Cisl hanno votato il 76,5% degli aventi diritto, cinque punti in meno rispetto al 2007.
In alcuni comparti, ad esempio la sanità, si è registrata una crescita delle sigle sindacali autonome, che però non raggiungono la maggioranza dei delegati in nessun ente.
La Cisl ieri ha presentato i risultati in un incontro nella sede di Cuneo. Presenti Alessandro Bertaina, Flaviana Desogus, Ivan Nanè, Fabrizio Silvestro: «Ottimo risultato: ha premiato la costante ricerca del dialogo in tutte le situazioni, invece dello scontro frontale. Siamo soddisfatti delle preferenze raggiunte in Comune a Cuneo e nella sanità, dove la Cisl è il sindacato più votato nelle due Asl e al Santa Croce, gli enti con più dipendenti chiamati ad esprimersi».
Danila Botta, segretaria provinciale della Cgil funzione pubblica: «Mancano ancora alcuni dati, ma sono stati premiati anni di lotte, spesso in solitudine. Importante il risultato in Provincia dove siamo passati da 88 a 206, diventando il sindacato più votato, con 5 delegati. Bene anche nei sei Consorzi socioassistenziali dove su 349 votanti la Cgil ne ha raccolti 240 con 17 eletti su 26 e nelle Comunità montane, con 78 voti su 96. La sanità segna un avanzamento della nostra sigla al S. Croce e alla Camera di Commercio 69 voti su 83». Giovanni La Motta, segretario provinciale Uil funzione pubblica: «Consensi in crescita nell’Albese, per quanto riguarda l’Asl Cn2: siamo passati da 27 a 328 referenze, con 7 delegati, contro i 9 della Cisl e i 4 della Cgil. Abbiamo ottenuto anche la maggioranza nel Comune di Saluzzo, con 3 delegati». All’ospedale Santa Croce la Cisl raccoglie 539 preferenze, seguita da Cgil (297), Fials (120), sindacato degli infermieri Nursing Up (70).
Cisl è il primo sindacato anche nei Comuni di Cuneo (6 delegati, ma 3 a testa per Cgil e una nuova sigla autonoma, Diccap-Sulpm con 73 voti) e Alba (9 delegati), la Cgil ottiene più voti nei municipi di Bra (stesso numero di delegati della Csil), Fossano, Savigliano e Mondovì e fa buoni risultati anche all’Agenzia delle Entrate e del Territorio, Inps, Motorizzazione. Più lenti gli scrutini nel mondo della scuola (altri 10 mila chiamati al voto): i risultati ufficiali si conosceranno solo oggi.

 

--------------------------------

Sciopero dipendenti pubblici: presidio con colazione a Cuneo

Da www.targatocn.it del 19 dicembre 2011

Le Organizzazioni Sindacali FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, UIL PA e altre Confederazioni sindacali hanno proclamato lo sciopero di tutto il personale del pubblico impiego per l’intera giornata di lunedì 19 dicembre. Servizi pubblici ridotti all'essenziale e lavoratori insoddisfatti della manovra Monti in strada a protestare.

A Cuneo la manifestazione è diventata motivo per un presidio allestito sotto le finestre della sede della Provincia per esternare il malumore dovuto ai sacrifici richiesti, come sempre, solo a lavoratori e pensionati. Ma è stato anche un momento utile a rendicontare sul quadro provinciale a seguito di 3 anni di tagli apportati alla sanità e ai comuni.

"Noi lavoratori del Pubblico Impiego oggi scioperiamo e manifestiamo non solo per difendere il nostro lavoro ed il nostro salario, ma soprattutto perché si possa continuare a garantire a tutti servizi pubblici di qualità".

Le sigle sindacali parlano di 650 esuberi nella sanità e blocco del turn over del personale con conseguente diminuzione o chiusura dei servizi sanitari; sempre meno risorse economiche agli Enti locali che non possno più garantire il trasporto pubblico, la manutenzione stradale e i servizi socio-assistenziali; l'aumento delle tasse regionali e comunali; la riduzione degli asili nido pubblici, la privatizzazione delle case di riposo e la riduzione dei posti convenzionati; un sempre maggior numero di disoccupati e lavoratori precari.

 

--------------------------

La Polizia Giudiziaria lavora senza carta, toner e cartucce e per far benzina deve recarsi dalla periferia al capoluog 

Da www.targatocn.it del 7 luglio 2011

I tagli operati negli ultimi anni dal Governo non solo sono ricaduti sui cittadini, ma anche sui cittadini-lavoratori. Tramite il sindacato, tutto il personale delle sezioni di Polizia giudiziaria delle Procure della Repubblica presso i Tribunali di Cuneo, Alba, Saluzzo e Mondovì lamenta problematiche concrete che rendono difficoltoso il quotidiano servizio istituzionale.

I problemi sono già noti da tempo e tante volte l'Organizzazione Sindacale ha presentato al Ministero dell’Interno i disagi provocati dai tagli. Le sezioni di Polizia Giudiziaria sono dotate di autovetture vecchie e malfunzionanti. La sezione di Polizia Giudiziaria di Alba ha, da tre mesi, una Fiat Punto ferma perché non ci sono i soldi per cambiare il terminale della marmitta ed anche la sezione di Polizia Giudiziaria di Cuneo ha una vettura ferma da due mesi perché non ci sono i soldi per riparare la coppa dell’olio danneggiata.    

Sono venute a mancare le dotazioni di cancelleria di base come la carta, i toner e le cartucce delle stampanti. Gli uffici della Polizia Giudiziaria sono privi di stampanti a colori e macchine fotografiche. "Siamo nell’era della società dell’informazione, si parla molto di amministrazione e fascicoli digitali, ma i computer degli operatori delle sezioni investigative sono obsoleti. Gli operatori sopperiscono con stampanti, computer, scanner e macchine fotografiche personali" dichiarano dalla SIULP provinciale.    

"Ci sono poi disposizioni “burocratiche” assolutamente assurde ed ingiustificabili: gli automezzi in dotazione alle varie sezioni di Polizia Giudiziaria della provincia possono fare rifornimento solamente presso le pompe di carburante della Polizia di Stato, quindi solo a Cuneo, ad Asti o a Torino. Se una macchina della sezione di Polizia Giudiziaria di Alba è a corto di carburante un poliziotto dovrà partire apposta per recarsi a fare il pieno ad Asti (è il luogo più vicino) e così anche le sezioni di Mondovì e Saluzzo che dovranno andare a Cuneo per rifornire le autovetture di servizio".

Gli operatori del settore dicono di vedere solo provvedimenti che di fatto limitano la sicurezza dei cittadini ed ostacolano i procedimenti giudiziari. "Non c’è bisogno di grandi riforme, ma di norme che sburocratizzino e snelliscano le procedure e provvedimenti che permettano agli operatori di poter semplicemente lavorare. Sono sempre gli incolpevoli utenti che devono subire  i disservizi che, malgrado gli sforzi quotidiani degli operatori della sicurezza, si vengono inevitabilmente a creare. Viene di fatto limitato anche il lavoro di indagine che viene svolto dalle sezioni interforze di Polizia Giudiziaria delle Procure della Repubblica".

 

----------------------

La protesta dei lavoratori delle Agenzie Fiscali

Da “La Guida” del 17 luglio

Cuneo - Martedì 14 luglio si è assisti­to alla protesta dei dipendenti delle A­genzie Fiscali (Entrate, Dogana, Terri­torio), che per un'ora si sono assentati dal lavoro, svolgendo un'assemblea nel­l'atrio del palazzo degli Uffici Finanzia­ri di via Bongiovanni.

Oggetto della protesta è il mancato stanziamento da parte del Governo del­le somme di "salario accessorio" dovute ai dipendenti in base ad un accordo sot­toscritto alcuni anni fa (e formalizzato in un comma di Legge Finanziaria).

"Tale accordo - dicono i sindacati - ri­chiede ogni anno l'emanazione di un De­creto attuativo, che proceda a determi­nare e rendere disponibili le somme ne­cessarie. Ma si dovrebbe trattare di un provvedimento automatico e meramen­te attuativo di una disposizione di legge; invece l'anno scorso il Governo ha uni­lateralmente deciso di bloccare tutti gli stanziamenti per il 2008-2009, decurtan­do arbitrariamente (in parte) quelli per il 2007 e proponendosi di attuare una revisione (non contrattata) del vecchio accordo. Giuridicamente, quest'ultimo non è decaduto (perché non si è messa in piedi alcuna trattativa per la sua revi­sione); ma per riscuotere quanto ci è do­vuto bisogna ricorrere a manifestazio­ni, scioperi, sit-in, numerose assemblee e infiniti documenti di protesta.

I lavoratori non vengono, in tal modo, considerati per quelli che sono (cioè dei cittadini che hanno diritto a percepire le somme contrattate per la propria atti­vità lavorativa), ma come dei sudditi, a cui il Governo ha l'arbitrio di concedere o non concedere delle elemosine".

Uassemblea di martedì si è svolta con­temporaneamente negli Uffici Finanzia­ri di tutta Italia e prelude ad ulteriori e più incisive forme di protesta, qualora il Governo non provveda ad emettere il Decreto con cui dà attuazione agli obbli­ghi di legge per la corresponsione del sa­lario accessorio, il quale - tra l'altro - vie­ne distribuito tra i singoli Uffici con pa­rametri che misurano la produttività ed efficienza del lavoro svolto ed era stato creato proprio per "premiare i merite­voli", come tanto desidera l'attuale Mini­stro Brunetta. "Il contratto delle Agenzie Fiscali - spiegano i sindacati - era infat­ti un contratto-pilota, che introduceva criteri di valutazione meritocratica del lavoro svolto, che in prospettiva avreb­bero poi potuto essere estesi anche agli altri Uffici pubblici. Ma era, appunto, un contratto, in cui i criteri erano stati decisi congiuntamente da Governo e Sindacati, al termine di una trattativa. Nel non volere dare attuazione agli ac­cordi pregressi, l'attuale Governo sem­bra anche intenzionato ad introdurre nuovi criteri, che premierebbero soltan­to gli Enti che attuino delle riduzioni di spesa anziché quelli che dimostrino una maggiore efficienza, contraddicendo co­sì ciò che viene sbandierato nei comuni­cati ufficiali".

-----------------------------------

SERVIZI PUBBLICI. APPELLO AL GOVERNO
“Pochi e senza straordinari” I vigili del fuoco protestano

Da “La Stampa” del 2 giugno di CARLO GIORDANO
CUNEO
Carenze d’organico, mancato pagamento degli straordinari: i vigili del fuoco di Cuneo sono pronti alla protesta.
«Il comando provinciale dispone di tre distaccamenti permanenti - spiega Silvio Costamagna, segretario provinciale del sindacato autonomo Confsal -: Mondovì, a 30 km da Cuneo; Saluzzo, lontano 35 km; Alba, oltre 60 km. In tutti i distaccamenti opera una sola squadra e talvolta a ranghi ridotti (quattro vigili permanenti e uno temporaneo). Questo significa che in caso di emergenza il personale deve uscire e la sede rimane sguarnita».
«La distanza dal comando provinciale è un fattore non indifferente - spiega ancora Costamagna -. La scorsa settimana, ad esempio, per l’incendio del tetto alla chiesa di Cristo Re di Alba, è stato necessario inviare un’autoscala da Cuneo, con tutte le conseguenti difficoltà. Ad Alba servirebbero più mezzi e personale, elevando il distaccamento a una categoria superiore».
In una lettera al sottosegretario all’Interno, Michelino Davico e al capo dipartimento dei vigili del fuoco, prefetto Francesco Paolo Tronca, il Confsal punta il dito anche sull’aeroporto di Levaldigi «con il passaggio di categoria, avvenuto nel 2006, è stato necessario attivare nello scalo un distaccamento, come da normativa Icao. Vista la carenza di personale da parte della nostra amministrazione, c’è stato il passaggio diretto di tutti gli addetti del settore antincendio, dipendenti della società aeroportuale, nel corpo nazionale, senza alcun concorso».
La Federazione sicurezza Cisl Cuneo ha, invece, proclamato lo stato di agitazione per il mancato pagamento degli straordinari. «E’ dall’alluvione del maggio 2008 che non ci vengono più pagati - spiega Michelino Bussone, segretario provinciale -. Per un vigile del fuoco è un dovere lasciare la propria famiglia in qualsiasi momento per andare a soccorrere chi è in pericolo, come è stato fatto anche in occasione del terremoto in Abruzzo. Attendiamo di essere convocati dall’amministrazione, altrimenti scatterà lo sciopero».
«Sto seguendo con particolare attenzione la vicenda - spiega il sottosegretario Davico -, poche settimane fa sono stato a Cuneo con il prefetto Tronca, capo dipartimento. Si è discusso delle varie problematiche, compreso il reperimento di fondi per risolvere le questioni organizzative, anche alla luce dell’impegno e dei sacrifici che i vigili del fuoco dimostrano ogni giorno».

-----------------------------------------

PROVINCIA. «EFFETTO BRUNETTA»
Assenze per malattia: -45,6%

Da “La Stampa” del 28 maggio di LORENZO BORATTO
CUNEO
«Effetto Brunetta» sulle assenze dei dipendenti pubblici, anche nell’Amministrazione provinciale di Cuneo. Le assenze per malattia dei 771 lavoratori (dato aggiornato al 30 aprile, mentre a inizio anno erano 780) di corso Nizza 21, nei primi quattro mesi 2009, si sono quasi dimezzate rispetto allo stesso periodo 2008.
Il ministero della Pubblica amministrazione continua a fornire dati e numeri sul calo dei giorni di assenza per malattia nel pubblico impiego. Gli ultimi riscontri sono comparsi ieri sul «Sole 24 ore» e riguardano anche la Provincia. Un calo del 45,6%, con il 29° posto in Italia. Più in alto in classifica chi ha ridotto di più le assenze: il record che spetta alla Provincia di Torino, 1.803 dipendenti e meno 65 per cento.
Il presidente della Provincia Raffaele Costa spiega: «Mi occupo di questo tema da 25 anni, quando pubblicai il libro “Il dottore è fuori stanza”. L’effetto Brunetta è stato più incisivo dell’effetto Costa evidentemente, anche grazie al tam tam mediatico che ha il ministro. L’ente che ho guidato in questi 5 anni è comunque virtuoso, tra i primi posti a livello nazionale».
Ma meno assenze per malattia sono sinonimo anche di maggiore efficienza? Valter Giordano dirigente provinciale e rappresentante Cisl (il sindacato con più iscritti nell’Ente): «Abbiamo fornito questionari a chi si è presentato agli sportelli della Provincia e non è mai successo che un utente si sentisse penalizzato e non ricevesse un servizio all'altezza se qualche dipendente era assente. Sono dati che vanno contestualizzati. Prima dell'arrivo del ministro Renato Brunetta, la Provincia di Cuneo era settima in Italia per presenza dei dipendenti. Ritengo sia poco equo penalizzare per assenze brevi e motivate dipendenti che già erano tra i migliori in Italia. Già prima di questa svolta cosiddetta “antifannulloni”, avevamo previsto forti riduzioni dello stipendio per chi restava malato per lunghi periodi. Non è equo applicare la stessa “cura” in tutta Italia, anche a chi già lavora con coscienza e per obiettivi».

----------------------------

Assenze per malattia Calo record a Saluzzo
Comune: in febbraio -66% (dati del ministero)

Da “La Stampa” del 31 marzo di ]LORENZO BORATTO
CUNEO
Si ammalano sempre meno, almeno secondo il ministero per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione che continua a pubblicare, mese dopo mese, le riduzioni più significative di «assenze per malattia» dei dipendenti pubblici. Ma alla prova dei fatti, i dati forniti dal ministero di Renato Brunetta risultano quantomeno incompleti.
I risultati di febbraio 2009 per la Granda sono pubblicati su internet. Un confronto con lo stesso periodo del 2008 mostra cifre impressionanti: il record va al Comune di Saluzzo (-66,3% di assenze per malattie), seguito dall’azienda ospedaliera «Santa Croce e Carle» a Cuneo (i 2266 dipendenti hanno ridotto le malattie del 45,2%), Provincia (-44,8%), Comune di Cuneo (-39,3%) e ancora quello di Mondovì (-31,8%) e Savigliano (-21,3%). Segno meno anche nell’Albese: il Comune di Bra raggiunge -29%, Alba -19%, l’Asl Cn2 meno-17,5%.
La segretaria generale del Comune di Saluzzo, Concetta Orlando, spiega: «Questo dato non mi risulta: controlliamo le assenze mese per mese dei 120 dipendenti e abbiamo dedicato anche un numero di “Saluzzo Informa”, il nostro periodico. Anzi: un anno fa avevamo un dipendente gravemente malato che poi è morto. Dovremmo avere un segno più».
La dirigente, che segue il personale, aggiunge: «Nel comparto Enti locali l’effetto Brunetta non esiste: sono previste perdite di stipendio minime per le assenze di chi ha qualifiche inferiori, quindi vanno in malattia lo stesso, anche a costo di rimetterci qualche euro. I dirigenti hanno riduzioni maggiori sullo stipendio, ma in genere non vanno in malattia, per esempio perché hanno obblighi di risultato. Un mio collega dopo un’operazione in ospedale, ha preso ferie piuttosto che scegliere la mutua».
«Anche nel nostro caso, dati inesatti - dice Giorgio Gatti, direttore dell’ospedale di Cuneo -. I dipendenti con più di 10 giorni di assenza si sono dimezzati, ma il dato mese su mese è parziale e si presta a fattori casuali. A Cuneo i controlli a casa del malato fatti dall’Asl Cn1 sono effettuati seriamente. Molti dipendenti prendono ferie o recuperano ore di assenza quando sono indisposti: così si riduce l’assenteismo, ma non credo sia giusto, dovrebbero optare per la mutua come loro diritto». Sebastiano Massa, assessore provinciale con delega al Personale (sono oltre 700 i dipendenti): «Qui c’è personale che non ha mai abusato di malattie e ferie. Effetto Brunetta? L’impatto è stato minimo».
Elisa Borello, assessore al Personale del Comune di Cuneo: «A Luglio avevamo protestato: nelle indagini trimestrali del Ministero si mettevano insieme permessi, malattie, distaccamenti e maternità. Avevano fretta di dire: “ecco l'effetto Brunetta”. Oggi inviamo una scheda, mese dopo mese, delle assenze per malattia. Il dato ministeriale non ci risulta, ma rileviamo una diminuzione generale delle malattie nella seconda metà del 2008».

-------------------------------------

LA PROTESTA.DOMANI MANIFESTAZIONE DEI PARASTATALI
Subito tolti i cartelli all’Inps

Da “La Stampa” del 5 ottobre 2010 di LORENZO BORATTO
CUNEO
Il blitz è durato solo un paio d’ore. Alla chiusura venerdì pomeriggio delle sede Inps di Cuneo, in corso Santarosa 15, i dipendenti hanno reso ben visibile dal piazzale Cavalieri di Vittorio Veneto, cioè il parcheggio più usato del capoluogo per andare all’ospedale Santa Croce, la scritta: «Hai preso la pensione? Un fannullone lavora per te. No alla legge 133».
Poi l’intervento della direzione, che ha fatto rimuovere la scritta dalla vigilanza del palazzo.
«Una risposta ai continui attacchi del Governo al lavoro pubblico e un segnale del disagio che stiamo vivendo» dice Orazio Marici, delegato provinciale Cgil Inps. Che aggiunge: «L’Istituto nazionale della previdenza sociale eroga servizi fondamentali per la collettività: pensioni, disoccupazione, maternità. Cittadini, associazioni di categoria, patronati riconoscono che lo facciamo in modo efficiente, tempestivo, senza problemi come l’assenteismo. E con costi molto competitivi se raffrontati alle assicurazioni: le nostre spese di funzionamento, cioè stipendi dei dipendenti e strutture tecniche, sono pari all’ 1,4% del bilancio, contro il 6,2% delle assicurazioni private. Noi difendiamo i nostri diritti, l’esistenza della previdenza pubblica e chiediamo ai cittadini di aiutarci. Questa non è una riforma, ma la smobilitazione». L’Inps conta 250 dipendenti nelle sedi di Cuneo, Alba, Bra, Mondovì, Saluzzo e Savigliano (a Fossano esiste solo un «punto clienti» che fa capo a Savigliano).
Il disagio contro i decreti estivi dei ministri Brunetta e Tremonti sono però gli stessi di tutto il mondo del lavoro pubblico. «Sono previste riduzione degli organici, taglio di stipendi, limitazioni di part-time, malattia, indennità - spiega Rocco Zagaria delle segreteria provinciale della Cisl -. Il Governo deve capire che i lavoratori sono disponibili a migliorare la pubblica amministrazione. Ma bisogna coinvolgerli, non prendere provvedimenti sulla loro pelle, compresa la decurtazione dello stipendio che scatterà da gennaio».
Così tutto il mondo pubblico provinciale è in fermento. Domani il parastato, cioè i lavoratori di enti pubblici non economici come Inps e Agenzie fiscali (oltre mille dipendenti nella Granda) protesteranno di nuovo dal Palazzo degli uffici finanziari a Cuneo, come avevano già fatto a luglio e di nuovo il mese scorso, in via Roma davanti alla Prefettura di Cuneo.
Mercoledì scorso si sono incontrati a Cuneo in assemblea i rappresentanti degli enti locali, ieri la protesta regionale del mondo della scuola a Torino (contro il ministro Gelmini). Domani ad Alba, sempre per quanto riguarda la scuola, si concluderanno le 8 assemblee provinciali di maestri, insegnanti e personale Ata con un appuntamento al Primo circolo didattico. Il 15 ottobre sarà la volta dei lavoratori della sanità pubblica: presidio a Torino davanti all’assessorato regionale alla Salute.

-------------------------------------

LAVORATORI.DI MINISTERI E AGENZIE
In 100 hanno contestato il decreto “Brunetta”

Da “La Stampa” del 23 settembre 2008

«Si deve migliorare la pubblica amministrazione, ma la riforma va fatta con i dipendenti pubblici e non contro di loro». Oltre 100 lavoratori della Granda, di ministeri (Interni, Tesoro, Giustizia) e Agenzie fiscali, si sono ritrovati ieri mattina davanti alla Prefettura di Cuneo, per un’assemblea pubblica contro il decreto legge 112.
Sul palco allestito in via Roma, Andrea Bruno (Cgil), Rocco Zagaria (Cisl), Alessandro Barbagalli (Uil), Domenico Fratto (Salfi), hanno ricordato che il decreto «Brunetta», taglia gli incentivi previsti da accordi precedenti, riduce le indennità in busta paga (da 80 a 250 euro al mese) e lede diritti riconosciuti, come malattia e part-time. I sindacati avevano indetto lo «stato di agitazione» a luglio.
Altre assemblee pubbliche di protesta a Cuneo sono in programma il 1 ottobre (Enti locali e Sanità) davanti alla Provincia e il 6 ottobre (enti pubblici non economici: Inpdad, Inps, Inail e Aci) agli Uffici finanziari. Nella Granda i lavoratori statali e parastatali sono oltre mille.\

---------------------------------------

Sindacati: Campagna diffamatoria

Fannulloni? No grazie Inpdap Cuneo reagisce

Da “La Guida” del 5 settembre di Fabrizio Brignone

 Cuneo - "La misura è colma, ora basta con questa crocia­ta!". Non usano mezze parole i componenti delle rappresen­tanze sindacali unitarie della sede Inpdap di Cuneo, in meri­to al decreto legge 112, nel clma generale del "dagli al fannul­lone!" e dell'attacco ai dipendenti della pubblica amministra­zione. E non escludono che nel prossimo futuro possano es­serci iniziative di mobilitazione e protesta: di quanto potrà succedere, e quindi degli eventuali disagi, si scusano fin da su­bito con i loro utenti e interlocutori.

Nelle recenti assemblee del personale si è discusso degli ef­fetti del decreto: cancellato il diritto al part time, disparità di trattamento tra lavoratori pubblici e privati in caso di malat­tia (con aumento della fascia oraria di reperibilità e ulteriore decurtazione dello stipendio), taglio delle retribuzioni nel pub­blico impiego, blocco delle assunzioni. Tutto questo viene la­mentato dai rappresentanti sindacali del pubblico impiego e dell'Inpdap, che si chiedono se tutto questo "possa davvero rendere più efficiente la pubblica amministrazione", o se piut­tosto in realtà non faccia parte di "una strategia che mira a creare le condizioni per uno smantellamento dello stato socia­le di cui la pubblica amministrazione è garante".

"Respingiamo fermamente la qualifica di fannulloni attri­buitaci attraverso la campagna diffamatoria perpetrata da an-ni nei nostri confronti, non tollerando l'attacco indiscrimina­to del governo a lavoratori che quotidianamente sopperisco­no aile carenze della propria amministrazione con la buona volontà e lo spirito di servizio. Corne si spiegherebbe altri­menti il servizio pronto e puntuale ai pensionati e agli iscritti che per la sola provincia di Cuneo ammontano a 46.689 unità con un organico della sede attualmente pari a 35 persone?".

Una campagna diffamatoria che ha già scatenato - da Inter-net aile battute e a tutte le altre forme di comunicazione - for­ti reazioni e tanta satira, per sorriderci su, e che non manca nemmeno nei comizi politici (domenica scorsa a Santo Stefa­no Belbo, nel suo intervento alla festa della Lega Nord, il mi­nistro Calderoli ha fatto notare che il collega Brunetta gli ha tolto il lavoro - la professione che svolgeva prima di dedicar­si alla politica - di medico: "È il medico dei fannulloni, in po­che settimane li ha fatti guarire tutti!"). Ma secondo le Rsu Inpdap Cuneo, dietro questi provvedimenti potrebbe esserci il disegno di privatizzare i servizi pubblici a danno dei citta­dini e dei lavoratori: "Pensionati e iscritti Inpdap non avran­no alcun beneficio da questa crociata contro il dipendente pubblico", sottolineano, ricordando anche che "il salario ac­cessorio è già collegato alla produttività e al raggiungimento degli obiettivi".

"La sede di Cuneo da anni sopperisce alla grave earenza di organico con un maggiore impegno e dedizione da parte di tutto il personale - è l'amara conclusione -: questo è un duris­simo colpo alla nostra dignità di lavoratori".

------------------------------

CUNEO. MANIFESTAZIONE AL «PUF»
“Più lavoro, meno soldi e garanzie”
Cento alla protesta contro il Governo

Da “La Stampa” del 12 luglio

Meno soldi, meno garanzie e più lavoro: oltre cento dipendenti da tutta la Granda di enti statali e parastatali hanno protestato ieri a Cuneo al Palazzo degli uffici finanziari, contro il decreto Tremonti sul pubblico impiego e le iniziative del ministro Brunetta per l’aumento di produttività. «È sotto attacco il lavoro pubblico - hanno spiegato i sindacalisti di Cgil, Cisl, Uil e Salpi, nel cortile interno che si affaccia su via Bongioanni -. Non possiamo accettare che venga cancellata la contrattazione nazionale, riducendo salari e diritti».
Iniziative analoghe si sono svolte in tutto il Piemonte; al presidio cuneese erano presenti dipendenti di Agenzie delle entrate e del territorio, ministero degli Interni e prefettura, Inps e Inail, dogane.
Rocco Zagaria, segretario provinciale Cisl funzione pubblica sostiene: «Si vogliono ridurre anche le libertà sindacali: in estate il decreto sarà trasformato in legge. Dobbiamo intervenire prima che diventi una pessima legge. Oggi qui siamo solo una piccola parte perché mancano Sanità ed Enti locali, anche se la questione riguarda tutti, compresa la qualità dei servizi ai cittadini». Morena Barberis, della Cgil, aggiunge: «Inaccettabile l’ulteriore blocco delle assunzioni, la cancellazione del diritto al part-time e la peggiore tutela dei lavoratori in caso di malattia. Non basta dire “fannulloni”, si devono anche premiare impegno e lavoro». I clienti delle Agenzie fiscali saranno informati dalle prossime settimane con volantini, mentre le sigle hanno consegnato al prefetto Bruno D’Alfonso un documento dove dichiarano che metteranno in atto «tutte le forme di mobilitazione e pressione necessarie per ottenere il ritirare del provvedimento».
In provincia i lavoratori statali e parastatali sono un migliaio: quelli più numerosi sono all’Agenzia delle entrate (328 in 7 sedi), Inps (300), Agenzia del territorio (112 a Cuneo e nelle Conservatorie di Alba, Mondovì e Saluzzo) a cui vanno aggiunti i lavoratori di Agenzia delle dogane e Inail.

 

 

.

 

Archivio rassegna stampa locale