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Anticipo di
Cassa ai 35 dipendenti della Pimmy
Da “La Stampa” del
24 dicembre 2011 di [A. G.]
L’attività della Pimmy, industria tessile di Rifreddo, è cessata a
inizio ottobre. L’azienda aveva 35 dipendenti. Ieri mattina, in
Provincia, è stato firmato il protocollo d’intesa per garantire agli
ex dipendenti l’anticipo della cassa integrazione straordinaria.
Alla riunione hanno partecipato il sindaco di Rifreddo Cesare Cavallo,
il collega di giunta Eros Barra, l’assessore provinciale al Lavoro
Piero Blengini; Fulvio Molinengo, segretario generale della Fondazione
Crc e i rappresentanti della Cgil Michele Penna e della Cisl Gabriella
Pessione.
«L’intesa raggiunta – spiegano da Cuneo - attenua le gravi difficoltà
a cui stanno andando incontro le maestranze della ditta. Consentirà ai
lavoratori di avere l’erogazione delle indennità spettanti, senza
attendere la conclusione del lungo e complesso iter ministeriale. Con
il protocollo Provincia, Comuni e Fondazione Crc si impegnano a
mettere a disposizione le risorse necessarie all’anticipo, che
materialmente verrà erogato dalla Banca regionale europea. Il costo
totale dell’operazione è di circa 12 mila euro. La ripartizione sarà
esattamente di un terzo per ogni ente».
Soddisfatto il primo cittadino di Rifreddo: «Voglio sottolineare la
rapidità con cui si è riusciti a mettere in piedi questo importante
strumento che dà un po’ di ossigeno ai lavoratori della Pimmy. Un
risultato ottenuto grazie all’efficace azione dell’assessore
provinciale Blengini e agli uffici della Provincia, ma anche alla
disponibilità finanziaria dei Comuni in cui risiedono i dipendenti
della ditta. Infatti, senza l’apporto delle amministrazioni civiche di
Sanfront, Paesana, Revello, Martiniana, Saluzzo, Crissolo, Gambasca,
Envie, Scarnafigi e Barge, che contribuiscono ognuno per la sua quota,
Rifreddo difficilmente avrebbe potuto intervenire in modo così
efficace».
L’azienda tessile era stata fondata nel 1972 da Miranda Vincenti e dai
figli Marco e Alex Pronino
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Trentacinque persone
senza lavoro: ecco l’autunno a tinte fosche di Rifreddo dopo la
chiusura della “Pimmy”
Da
www.targatocn.it del 8 ottobre 2011
E’
un autunno dalle tinte fosche, occupazionalmente parlando, quello
cominciato da una quindicina di giorni in Valle Po e più precisamente
a Rifreddo. Alla vigilia dei suoi primi quarant'anni di attività la “Pimmy”,
storica azienda del settore tessile-abbigliamento specializzata nella
realizzazione di capi per bambini, ha posto i suoi 35 dipendenti in
cassa integrazione straordinaria a causa della cessazione delle
attività. Il provvedimento ha avuto attuazione sabato 1 ottobre
scorso.
La
decisione è stata presa per il costante calo degli ordinativi che,
abbinato al perdurare della crisi mondiale e del settore in cui
operava la “Pimmy”.
In
quasi 40 anni di lavoro sono centinaia e centinaia le persone che si
sono trovate a transitare nell’azienda fondata dalla signora Miranda
Vincenti, inizialmente a Sanfront e poi trasferitasi nell’attuale
sede operativa di Rifreddo. Altre centinaia e centinaia ne
costituivano l’indotto. Ecco così spiegato, con la devastante aridità
dei numeri, quanto potranno essere nefaste le ricadute sull’economia
del mercato del lavoro della Valle Po derivanti dalla chiusura di quel
grosso capannone di via Provinciale che nei suoi periodi di massimo
splendore era giunto ad ospitare sino a 68 maestranze.
Al
momento non si intravedono spiragli e la decisione dell’azienda appare
ineluttabile, pur se da più parti si stanno vagliando con estrema
attenzione ogni benché minimo spiraglio che si ponga come alternativa
alla chiusura. Nei giorni scorsi è stato investito del problema anche
il Comune del sindaco Cesare Cavallo.
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