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Niente pensione in contanti per 67890 anziani cuneesi

La Cisl: “Nella Granda il 40 per cento incassa i soldi direttamente alla Posta”

Da “La Stampa” del 12 gennaio di LORENZO BORATTO


Il 2012 è in salita per decine di migliaia di pensionati cuneesi. Sono aumentati luce, gas, assicurazioni, benzina, autostrade, canone Rai, addizionali Irpef e i provvedimenti del Governo Monti hanno appesantito ulteriormente la situazione per i pensionati». È l’allarme lanciato da Giancarlo Panero, segretario provinciale dei Pensionati Cisl che conta ventimila aderenti (la metà degli iscritti alla Cisl) ed è la principale organizzazione in provincia di chi si è ritirato dal lavoro.
Panero punta il dito contro il mancato l’adeguamento all’inflazione delle pensioni: «Nella Granda il 25 per cento della popolazione è over 65. Sono state adeguate solo le pensioni di importo fino a 1405,05 euro al mese: in provincia sono 215.927. Ma si tratta di cifre lorde: al netto sono circa 1.100 euro. L’adeguamento è del 2,6% anche se l’inflazione reale è tornata a correre superando il 3%». L’Ufficio studi della Cisl aveva calcolato la perdita di potere d’acquisto delle pensioni in provincia di Cuneo dal ‘92: secondo il sindacato si è perso il 48 per cento della capacità di spesa in poco meno di vent’anni.
Altro problema: la tracciabilità dei contanti e le limitazioni a ritirare soldi per importi superiori ai mille euro (nella Granda sono 67.890 le pensioni che superano questo importo). Panero aggiunge: «Circa il 40% dei pensionati della Granda ritira la pensione in contanti. La novità è per molti un disagio, ma per tanti un handicap: non sono abituati a usare bancomat e nuovi strumenti informatici. Anche chi ha la pensione minima di 512 euro, con la tredicesima di dicembre, non potrà ritirare i soldi alla Posta ma dovrà versarne almeno una parte in banca. I sindacati dei pensionati hanno chiesto all’Inps di trovare una soluzione».
Lina Chialva, segretaria pensionati Cgil (17.500 iscritti): «Il blocco delle rivalutazioni delle pensioni è inaccettabile anche perchè viene insieme a nuove tasse come l’Imu. Con 22 tra i più maggiori Comuni della Granda i sindacati dei pensionati hanno siglato accordi per difendere i redditi più bassi, con esenzioni e riduzioni per le tasse locali, dai rifiuti ai trasporti. Ai Comuni con più di cinquemila abitanti a novembre abbiamo chiesto di sottoscrivere il patto antievasione (avevano già aderito 7 sorelle e Racconigi) per recuperare risorse attraverso l’Agenzia delle Entrate che siano investite nelle politiche ocali mirate al sociale».

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Un grave errore togliere l’adeguamento all’inflazione Anche stavolta pagano i soliti”

Da “La Stampa” del 7 dicembre di [L. B.
I sindacati dei pensionati «bocciano» la Manovra che il presidente Monti ha definito «salva-Italia». Il motivo: pagano sempre i pensionati, sono danneggiati i «pensionandi» che vedono allontanarsi il momento del ritiro dal lavoro. E non convince il pacchetto di misure presentato al Parlamento.
Lina Chialva guida i pensionati Cgil: «Quadro devastante, non c’è equità. Le pensioni hanno perso oltre il 30% del potere di acquisti in 15 anni e togliere l’adeguamento all’inflazione è sbagliato. Anche perchè il secondo aumento dell’Iva in pochi mesi provocherà un ulteriore aumento dei prezzi. Anche la reintroduzione dell’Ici ci lascia perplessi. L’abolizione delle giunte provinciali è invece positiva: un segnale importante per ridurre i costi della politica. Abbiamo chiesto al Parlamento di fare di più: abbassare compensi e togliere i vitalizi dei parlamentari, reintrodurre la patrimoniale, essere più incisivi sull’evasione fiscale. Speriamo che si trovi il modo di cambiare rotta».
Gian Carlo Panero, segretario provinciale dei pensionati Cisl: «La crisi dell’Italia ha tre dimensioni: economica, sociale e morale. Ma in questa Manovra non sono state coinvolte le forze sociali, finalmente coese. Allungare l’età lavorativa quando si intravede la pensione? Si dimentica che ci sono persone con progetti di vita. Il mancato adeguamento all’inflazione delle pensioni oltre i 936 euro è terribile. Oggi nella Granda ci sono 112 mila con la pensione minima, di cui il 60% donne. Non si dovevano toccare le pensioni, che pagheranno adesso per intero il costo dell’inflazione. Abolizione delle giunte provinciali? Serve un ente che coordini la dimensione sovracomunale, con attenzioni ai costi. Le Regione o i Comuni non possono gestire la Granda. Si è fatto poco per la lotta all’evasione, perchè la prima ingiustizia è che non tutti pagano, mentre lavoratori e pensionati dovranno pagare eccome».
«Qualcosa di incisivo e “pesante” andava fatto e va accettato» è la premessa di Nerio Gregori dei pensionati Uil, che aggiunge: «Tantissime cose di questa Manovra non vanno bene. Le pensioni sono state di nuovo tartassate: la rivalutazione all’inflazione andava estesa fino ai 2 mila euro lordi. Per l’Imu bisogna vedere quali saranno le esenzioni, ma graverà anche la rivalutazione delle rendite catastali. Pagano sempre i soliti, pensionati e lavoratori dipendenti. Cioè chi oggi garantisce l’80% del gettito nazionale dell’Irpef. Perchè viene trattenuto alla fonte».

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In 70 mila vivono con 500 euro

Sono i pensionati cuneesi con assegno minimo e senza altri redditi

Da “La Stampa” del 29 ottobre di ALBERTO PRIERI
Stando ai dati ufficiali Inps, ci sono 14 cuneesi che, pur non avendo ancora compiuto 50 anni, percepiscono già la pensione. Se si considera come fascia d’età quella fino a 54 anni, il numero sale a 249: tutti «baby pensionati», cioè coloro che, in virtù della legge del 1965, sono riusciti a raggiungere questo traguardo avendo iniziato a lavorare molto presto o sfruttando vantaggi (per alcuni impieghi pubblici bastavano 14 anni di contributi, addirittura 9 riscattando i 5 anni di laurea) poi cancellati con la riforma Dini in passi successivi dal ’95 al ’97.
Niente di illegale, ma molti considerano le baby pensioni un’ingiustizia. Nel Cuneese sono molte più di quelle 249, tuttavia non è facile farne una stima precisa perchè gli stessi dati ufficiali Inps riuniscono in una sola voce le pensioni di vecchiaia (quelle che gli uomini possono avere dopo i 65 anni, le donne dopo i 60) e quelle di anzianità. In più, le cifre sono raggruppate considerando l’età attuale di chi oggi percepisce la pensione, e non quella dello stesso pensionato quando iniziò a riceverla.
In Piemonte, la media è di 100 baby pensionati ogni 1000 abitanti, nella Granda quindi dovrebbero essere circa 58 mila. Probabilmente troppe, nonostante alle 53.824 pensioni di anzianità e vecchiaia versate in provincia a chi ha fino a 69 anni (nel settore privato, chi avesse iniziato a lavorare a 14 anni, potrebbe essere andato in pensione dopo 35 anni di contributi) vadano sommate le 21.551 posizioni Inpdap, quelle degli ex dipendenti pubblici.
«Non abbiamo dati precisi, ma a Cuneo ci sono sicuramente meno di 58 mila baby pensionati – dice Giancarlo Panero del sindacato pensionati Cisl -. Si tratta soprattutto di dipendenti pubblici, il cui numero è sempre stato inferiore a quello dei lavoratori di altre categorie nella Granda. Anzi, in regione la nostra realtà ne conta sicuramente meno rispetto alle province di Torino, Novara e Alessandria. Il dramma è che qui abbiamo 110 mila persone con pensioni da 500 euro al mese, almeno 70 mila senza altri redditi. E continuano a essere colpite perché prendere 1 euro a questa moltitudine rende più di quanto si incasserebbe chiedendone 100 a chi ha assegni alti». Il valore medio delle baby pensioni (limitatamente a quelle Inps) è intorno ai 1.500 euro.
Ci sono poi quattordicenni che riscuotono la pensione di reversibilità (destinata al coniuge che ha perso la moglie o il marito titolare di pensione): nessuna anomalia in questo caso, questo assegno può essere dato ai figli minorenni, fino al raggiungimento della maggiore età.
Considerando le pensioni di vecchiaia, reversibilità, invalidità e quelle sociali, in totale le posizioni Inps e Inpdap nella Granda sono 230 mila: una ogni 2,5 residenti. Va però tenuto conto che una singola persona può essere titolare di più pensioni (ad esempio una vedova che sommi alla sua pensione di vecchiaia, quella di reversibilità del marito).

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Convegno Cgil a Cuneo: si parlerà di pensionati con Carla Cantone

Da www.targatocn.it del 29 settembre

Venerdì 30 settembre, a Cuneo, Carla Cantone, Segretaria Nazionale del Sindacato dei pensionati della CGIL, incontrerà i pensionati dell'Organizzazione locale. Con lo sciopero generale del 6 settembre contro le manovre del Governo, che fanno pagare prevalentemente ai pensionati ed ai lavoratori il costo della crisi, la Cgil messo in campo un altro punto di vista e dimostrato che un’altra manovra è possibile. La contromanovra della CGIL propone misure decisive per rimettere in moto il Paese e indica il modo per finanziarle: un fondo per la crescita e l’innovazione, incentivi per la formazione e l’occupazione dei giovani, la cancellazione dei tagli agli Enti Locali e l’allentamento del Patto di stabilità interno per gli investimenti in innovazione sociale e per le infrastrutture materiali e immateriali.

Di tutto questo si discuterà nell’incontro del 30 settembre che si svolgerà presso la Sala Falco della Provincia in corso Dante 41 dalle 9.30 alle 13. Il programma prevede :

- Ore 9,30 Lina Chialva Segretario provinciale dello SPI CGIL aprirà l’incontro

- Carla Cantone Segretario nazionale dello SPI CGIL parlerà delle politiche del Governo, della condizione degli anziani, delle proposte avanzate dalla Cgil e delle iniziative a sostegno

Durante l’incontro interverranno tra gli altri: Fulvia Artusio Vice presidente dell’Anci Regionale; Andrea Beltrando del Consorzio Monviso Solidale; Sergio Perino Segretario regionale Spi CGIL; Marco Ricciardi Segretario provinciale CGIL di Cuneo.

 

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Sulla manovra economica varata dal Governo, luglio di mobilitazione per i pensionati cuneesi

Da www.targatocn.it del 9 luglio 

Le segreterie provinciali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil si sono incontrate in data a Cuneo per definire un percorso di iniziative e di mobilitazione a sostegno delle richieste che sono state presentate con riferimento alla manovra economica del Governo. In apertura sono state esaminate le decisioni del Governo riscontrando che esse non rispondono alle esigenze di fondo legate a sviluppo e lavoro. Si tratta inoltre di una manovra fortemente iniqua fatta di tagli al sociale con forte attacco ai redditi da pensione e da lavoro dipendente. In quest’ottica sono state approfondite e analizzate nel dettaglio le questioni che più attengono la tutela delle pensioni e dei pensionati.

Nello specifico sono stati evidenziati 4 punti chiave:

 

A-riduzione dell’adeguamento annuale Istat sulle pensioni tra i 1400 euro ed i 2300 euro lordi, ed annullamento dell’adeguamento per le pensioni di importo superiore. Un provvedimento che comporterà per tanti pensionati cuneesi un’ulteriore perdita economica.

 

B-la manovra non prevede alcuna risorsa da stanziare a favore dei non-autosufficienti (e non si tratta solo di persone anziane).

 

C-si taglia duramente su sanità ed enti locali riducendo di fatto qualità e quantità dei servizi sul territorio estendendo inoltre il numero dei ticket su visite specialistiche ed esami diagnostici.

 

D-la manovra introduce una vergognosa tassa a carico dei piccoli risparmiatori con l’aumento progressivo del bollo annuale sul deposito titoli, anziché colpire, come auspicato, le grandi transazioni e le speculazioni finanziarie.

Con riferimento a questi punti, i pensionati Spi-Fnp-Uilp cuneesi con Cgil-Cisl e Uil hanno definito un calendario di iniziative nel corso del mese di luglio:

In primis la partecipazione alla manifestazione unitaria regionale del 18 luglio prossimo a Torino dal titolo: “Costruiamo la sanità per tutti”; in data 22 luglio invece verranno illustrate al Prefetto di Cuneo le richieste dei pensionati. E’ inoltre previsto una significativa presenza di lavoratori e pensionati davanti alla prefettura nella stessa data.

Nei prossimi giorni a tutti i parlamentari eletti in Provincia di Cuneo verrà inviata una lettera con le richieste dei pensionati cuneesi di Spi-Fnp-Uilp.

Tutto questo percorso di iniziative verrà accompagnato da una campagna di informazione e mobilitazione che si realizzerà la prossima settimana (11 luglio – 17 luglio) in tutti i maggiori centri della Provincia.

 

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I sindacati alla Provincia

“più attenzione per gli anziani e le fasce deboli”

Da “La Guida” del 4 febbraio 2011

Cuneo - (mc). Più atten­zione e risposte concrete da parte della Provincia sui problemi sociali che riguar­dano in particolare gli an­ziani. Martedì mattina 1 ° febbraio i sindacati confe­derali Cgil, Cisl e Uil insie­me alle rispettive categorie dei pensionati Sp, Fnp e Uilp si sono dati appunta­mento davanti al palazzo della Provincia in corso Niz­za per distribuire materiale informativo sulle richieste sociali oggi più pressanti co­me sanità, socio-assistenza, prezzi e tariffe, poi avanza­te in una lettera indirizzata alla presidente Gianna Gan­cia, a cui i sindacati hanno chiesto di essere ricevuti. Una giornata di mobilitazio­ne che si è resa necessaria, dicono i sindacati, "per ri­badire rivendicazioni sul piano sociale presentate al­ l'ente Provincia già nel lu­glio del 2009, ma che sono andate completamente a vuoto". Già un anno e mez­zo fa i sindacati hanno in­viato un documento all'Am­ministrazione provinciale per ottenere misure di tute‑ la per i lavoratori e pensio­nati, tra i più colpiti dalla crisi economica, richieste poi ribadite nel settembre scorso ma fin qui rimaste i­nascoltate come sulla que­stione di indirizzo per con­tenere prezzi, tariffe e tasse, che hanno avuto riscontri in una ventina di Comuni ma non a livello provinciale.

"Sarebbe compito della Provincia - dicono GianCar­lo Panero e Matteo Carena della Cisl - fare da coordina­mento tra i Comuni e dare risposte concrete soprattut­to sui problemi di pensiona­ti, anziani autosufficienti, anziani soli in casa. Eammi­nistrazione provinciale non può sottrarsi a svolgere un ruolo di indirizzo e di coor­dinamento delle politiche sociali".

Quattro le richieste dei sindacati: concordare con i gestori dell'acqua tariffe so­ciali per il pagamento delle bollette, così come avviene per il gas; definire accordi con la grande distribuzione e con le Associazioni dei commercianti che riducano i prezzi di alcuni generi di consumo per i redditi più bassi, come si è già realizza­to con i Comuni di Saluzzo e di Bra; discutere come riorganizzare in Provincia di Cuneo i Consorzi socioas­sistenziali per poter conti­nuare a erogare servizi ai cittadini più in difficoltà in­centivando l'assistenza do­miciliare; porsi concreta­mente il problema delle ca­se di riposo che continuano ad aumentare le rette in mo­do spropositato rispetto alle pensioni percepite.

"Il potere d'acquisto dei pensionati va difeso - sotto­linea Nerio Gregory della Uil Pensionati - con iniziati­ve e proposte e la Provincia non può tirarsi indietro on una crisi conclamata che sta toccando pesantemente an­che il cuneese e con esso an­che tanti pensionati".

"Da un anno e mezzo at­tendiamo la Provincia - dice Lina Chialva, segretario ge­nerale Pensionati Cgil -. Con la Provincia non è stato pos­sibile raggiungere accordi per contenere prezzi, tariffe e tasse soprattutto per le fa­sce più deboli".

I dati riportati dai sinda­cati parlano chiaro: le case di riposo costano media­mente dai 1.300 euro mensi­li per gli autosufficienti ai 3.000 euro per i non auto­sufficienti in posti non con­venzionati, a fronte di pen­sioni medie di 1.025 euro mensili degli uomini e di 530 euro al mese per le don­ne. "Riteniamo - dicono i sindacati - che la problema­tica delle case di riposo vada affrontata complessivamen­te in quanto questo servizio sociale, fondamentale per la popolazione anziana, non può essere lasciato al "libe­ro mercato". Vanno amplia­ti i posti per i non autosuffi­cienti in convenzione con le Asl anziché ridurli. Va rivi­sto il sistema della integra­zione delle rette per gli an­ziani con i redditi più bassi. Le politiche del governo stanno tagliando la spesa sociale e i trasferimenti agli enti locali, Regioni, Provin­ce e Comuni, ciò si sta sca­ricando pesantemente sui ceti più deboli della popola­zione".

 

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Lina Chialva “mobilita” i pensionati

Da “Gazzetta di Saluzzo” del 11 novembre 2010

SALUZZO I Pensionati in piazza per raccontare la dram­matica condizioni in cui vive u­na parte rilevante di loro. È una vera mobilitazione quella orga­nizzata dallo sezione provin­ciale Spi (Sindacato pensionati italiani) presieduta dalla saluz­zese Lina Chialva dall' 8 sino alla manifestazione nazionale Cgil del 27 novembre: un cor­teo rivolto non solo ai colleghi di categoria, per sovvertire al­cuni luoghi comuni e tenere al­ta la guardia. «Quando si è vici­ni alla pensione, si pensa a que­sta come ad una fase della vita in cui i problemi si riducono, ma ben presto, ci si accorge che anche con una pensione media le cose non stanno così. All'en­tità della pensione, si aggiun­gono i costi delle medicine di cui ne abbiamo sempre più bi­sogno, i costi dei servizi sempre più elevati rispetto al reddito di­sponibile - rileva l' osservatorio Cgil -. Nella nostra società c'è chi pensa che i pensionati siano dei soggetti privilegiati perché non "corrono il rischio" di ri­manere senza reddito e che oc­corre togliere agli anziani per dare ai giovani. Va ricordato che quando si parla di pensio­nati si parla di ex lavoratori che hanno lavorato e hanno pagato per avere una pensione».

Nelle professioni di intenti del gruppo sindacale la mobilita­zione deve unire nei temi lavo­ratori e pensionati, che intrec­ciandosi negli obiettivi di lotta, vogliono evitare di farsi "la guerra tra poveri".

 

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Il Presidente Costa incontra i pensionati di Cgil, Cisl Uil

Da www.cuneocronaca.it del 19 gennaio 2009

ALL’ORDINE DEL GIORNO LE CONSEGUENZE DELLA CRISI ECONOMICA. “Quelle dei pensionati sono richieste giustificate e condivisibili da tutte le parti politiche, in quanto espressione diretta del 30% della popolazione cuneese. La crisi economica sarà tema degli Stati Generali di prossima convocazione. Personalmente continuerò ad impegnarmi nella ricerca di un compromesso sul non facile fronte della calmierazione dei prezzi dei beni di prima necessità”: il presidente della Provincia, Raffele Costa, ha ricevuto lunedì 19 gennaio una delegazione di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil di Cuneo.

L'incontro, al termine della riunione dei tre direttivi in sala Falco, è servito ad esprimere preoccupazione per il peggioramento della situazione economica che coinvolge lavoratori e pensionati, conseguenza di una crisi mondiale con ripercussioni pesanti in materia di sviluppo, occupazione e fragilità economica e sociale delle persone anziane. I rappresentanti di Spi, Fnp e Uilp, impegnati in una manifestazione di sensibilizzazione a carattere nazionale, hanno consegnato a Costa un appello in difesa della qualità della vita e del reddito di anziani e lavoratori.

Il documento rivendica: la perdita del potere di acquisto delle pensioni; la necessità di tavoli di confronto con Governo, Regione e territorio per definire adeguamenti pensionistici rapportati al costo della vita e alla crescita economica del Paese; un paniere Istat tarato sui bisogni dei pensionati; maggiori risorse al Fondo per la non autosufficienza; riduzione fiscale per i redditi da pensione e lavoro dipendente. Il tavolo tornerà a riunirsi tra una settimana.

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TERZA ETA’.CONVEGNO
“Volontariato dei nonni risorsa della società”

Da “La Stampa” del 30 ottobre

Chi l'ha detto che essere pensionati significa soltanto passare ore sulle panchine al parco, giocare a bocce, fare la calza o guardare i lavori in corso?
Il mondo degli anziani è fatto di mille attività e opportunità. Anche nell'ambito del volontariato e del servizio alla collettività. Lo dimostrano i tanti pensionati impegnati come «nonni vigile» all'uscita dalle scuole, nel volontariato, nelle associazioni, nelle attività culturali. Parte da queste considerazioni la giornata che si tiene oggi a Fossano, organizzata dal sindacato pensionati della Cgil (Spi-Cgil) per sottolineare l'importanza dei nonni e di tutte le persone anziane in generale.
Il programma prevede alle 15,30 convegno alla sala Brut e bon (Foro boario) dal titolo «Nonni, una risorsa per la società» al quale interverranno oltre alle autorità e ai rappresentanti del sindacato, alcuni dei nonni impegnati in prima linea nelle varie attività di volontariato.
Al termine una merenda sinoira e dopo cena, nell'aula magna dell'Iis Vallauri, un concerto del gruppo Res Cogitans dedicato alla musica e alla poesia di De André (ingresso gratuito).
«Ci auguriamo che i fossanesi facciano sentire il loro calore e il loro apprezzamento ai "loro" nonni, partecipando numerosi - dice Rocco Ferraro, segretario provinciale dello Spi, sindacato che in provincia conta oltre 17.000 iscritti -. Come Spi abbiamo sempre puntato al protagonismo dei pensionati nella vita della città: abbiamo creato l'associazione Auser proprio per offrire agli anziani l'opportunità di impegnarsi per gli altri». \

 

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Assemblea martedì di Cgil, Cisl e Uil sulla crisi che riguarda troppe famiglie

Sindacati-pensionati: 10 cose da fare subito

Da “L’Unione Monregalese” del 4 giugno

Casella di testo: MONDOVI
Martedi scorso, con il nostro giornale in stampa, i sindacati dei pensionati (CGIL, CISL e UIL) di Mon­dovi hanno indetto un'as­semblea in sala conferenze a Breo, per porre all'atten­zione una serie di questio­ni scottanti: "L'aumento dei prezzi dei generi alimentari - è detto in un foglio infor­

mativo a cura degli stessi sindacati locali -, dei prodot­ti energetici, delle abitazioni... hanno determinato un au­mento del tasso di inflazione rendendo la quotidianità dif­ficile per chi vive di salario e di pensione, soprattutto per chi ha redditi più bassi. Cgil, Cisl e Uil al Governo appena costituito ripresenteranno le richieste già avanzate al pre­cedente Governo Prodi, per‑

ché è urgente ridurre le tasse su salari e pensioni per avere il reddito disponibile, cosi co­rne occorre ridurre prezzi e tariffe. Queste sono le nostre priorità. Ci mobiliteremo per­ché le nostre richieste venga­no discusse ed accettate. La contrattazione nazionale do­vrà dore delle risposte sulle questione indicate ma anche la contrattazione territoriale put) contribuire a difendere i redditi ed a migliorare la qua­lità della vita. Per questo ab­biamo chiesto di aprire il con­fronto con molti Comuni della nostra provincia, mentre con altri abbiamo già raggiunto risultati positivi".

Dieci sono "le cose da fare subito"'secondo le richieste dei sindacati: incrementa­re il potere d'acquisto delle pensioni di importo supe­riore a 644,68 euro mensi­li; superare l'effetto "vici­nanza e superamento" delle pensioni previdenziali da parte dei trattamenti assi­stenziali; rendere più ade­rente aile dinamiche rea­li dei prezzi il meccanismo che regola la perequazione automatica delle pensioni al costo della vita; ricono­scere una quota di aumen­to per le pensioni, con de­correnza ante novembre '92, che recuperi il valo­re perso a seguito del dif­ferimento della perequa­zione automatica e della non attribuzione dell'ul­teriore aumento, previsto dall'articolo ii de Dls n. 503/92; uniformare la "no tax area" per i pensionati a quella dei lavoratori di­pendenti; introdurre l'im­posta negativa per i reddi­ti che si collocano nella "no tax area"; adeguare le pen­sioni indirette, gli assegni o le pensioni di invalidi­tà, liquidate con il sistema contributivo non integra­te al minimo; riformare i trattamenti assistenziali con l'obiettivo di istituire il "reddito minimo vitale"; eli­minare il drenaggio fiscale causato dall'inflazione; su­perare il limite al cumulo delle pensioni con redditi da lavoro.

 

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