Niente pensione in contanti per 67890 anziani cuneesi
La Cisl: “Nella
Granda il 40 per cento incassa i soldi direttamente alla Posta”
Da “La Stampa” del
12 gennaio di LORENZO BORATTO
Il 2012 è in salita per decine di migliaia di pensionati cuneesi.
Sono aumentati luce, gas, assicurazioni, benzina, autostrade, canone
Rai, addizionali Irpef e i provvedimenti del Governo Monti hanno
appesantito ulteriormente la situazione per i pensionati». È
l’allarme lanciato da Giancarlo Panero, segretario provinciale dei
Pensionati Cisl che conta ventimila aderenti (la metà degli iscritti
alla Cisl) ed è la principale organizzazione in provincia di chi si
è ritirato dal lavoro.
Panero punta il dito contro il mancato l’adeguamento all’inflazione
delle pensioni: «Nella Granda il 25 per cento della popolazione è
over 65. Sono state adeguate solo le pensioni di importo fino a
1405,05 euro al mese: in provincia sono 215.927. Ma si tratta di
cifre lorde: al netto sono circa 1.100 euro. L’adeguamento è del
2,6% anche se l’inflazione reale è tornata a correre superando il
3%». L’Ufficio studi della Cisl aveva calcolato la perdita di potere
d’acquisto delle pensioni in provincia di Cuneo dal ‘92: secondo il
sindacato si è perso il 48 per cento della capacità di spesa in poco
meno di vent’anni.
Altro problema: la tracciabilità dei contanti e le limitazioni a
ritirare soldi per importi superiori ai mille euro (nella Granda
sono 67.890 le pensioni che superano questo importo). Panero
aggiunge: «Circa il 40% dei pensionati della Granda ritira la
pensione in contanti. La novità è per molti un disagio, ma per tanti
un handicap: non sono abituati a usare bancomat e nuovi strumenti
informatici. Anche chi ha la pensione minima di 512 euro, con la
tredicesima di dicembre, non potrà ritirare i soldi alla Posta ma
dovrà versarne almeno una parte in banca. I sindacati dei pensionati
hanno chiesto all’Inps di trovare una soluzione».
Lina Chialva, segretaria pensionati Cgil (17.500 iscritti): «Il
blocco delle rivalutazioni delle pensioni è inaccettabile anche
perchè viene insieme a nuove tasse come l’Imu. Con 22 tra i più
maggiori Comuni della Granda i sindacati dei pensionati hanno
siglato accordi per difendere i redditi più bassi, con esenzioni e
riduzioni per le tasse locali, dai rifiuti ai trasporti. Ai Comuni
con più di cinquemila abitanti a novembre abbiamo chiesto di
sottoscrivere il patto antievasione (avevano già aderito 7 sorelle e
Racconigi) per recuperare risorse attraverso l’Agenzia delle Entrate
che siano investite nelle politiche ocali mirate al sociale».
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“Un
grave errore togliere l’adeguamento all’inflazione Anche
stavolta pagano i soliti”
Da “La Stampa” del
7 dicembre di [L. B.
I sindacati dei pensionati «bocciano» la Manovra che il presidente
Monti ha definito «salva-Italia». Il motivo: pagano sempre i
pensionati, sono danneggiati i «pensionandi» che vedono allontanarsi
il momento del ritiro dal lavoro. E non convince il pacchetto di
misure presentato al Parlamento.
Lina Chialva guida i pensionati Cgil: «Quadro devastante, non c’è
equità. Le pensioni hanno perso oltre il 30% del potere di acquisti
in 15 anni e togliere l’adeguamento all’inflazione è sbagliato.
Anche perchè il secondo aumento dell’Iva in pochi mesi provocherà un
ulteriore aumento dei prezzi. Anche la reintroduzione dell’Ici ci
lascia perplessi. L’abolizione delle giunte provinciali è invece
positiva: un segnale importante per ridurre i costi della politica.
Abbiamo chiesto al Parlamento di fare di più: abbassare compensi e
togliere i vitalizi dei parlamentari, reintrodurre la patrimoniale,
essere più incisivi sull’evasione fiscale. Speriamo che si trovi il
modo di cambiare rotta».
Gian Carlo Panero, segretario provinciale dei pensionati Cisl: «La
crisi dell’Italia ha tre dimensioni: economica, sociale e morale. Ma
in questa Manovra non sono state coinvolte le forze sociali,
finalmente coese. Allungare l’età lavorativa quando si intravede la
pensione? Si dimentica che ci sono persone con progetti di vita. Il
mancato adeguamento all’inflazione delle pensioni oltre i 936 euro è
terribile. Oggi nella Granda ci sono 112 mila con la pensione
minima, di cui il 60% donne. Non si dovevano toccare le pensioni,
che pagheranno adesso per intero il costo dell’inflazione.
Abolizione delle giunte provinciali? Serve un ente che coordini la
dimensione sovracomunale, con attenzioni ai costi. Le Regione o i
Comuni non possono gestire la Granda. Si è fatto poco per la lotta
all’evasione, perchè la prima ingiustizia è che non tutti pagano,
mentre lavoratori e pensionati dovranno pagare eccome».
«Qualcosa di incisivo e “pesante” andava fatto e va accettato» è la
premessa di Nerio Gregori dei pensionati Uil, che aggiunge:
«Tantissime cose di questa Manovra non vanno bene. Le pensioni sono
state di nuovo tartassate: la rivalutazione all’inflazione andava
estesa fino ai 2 mila euro lordi. Per l’Imu bisogna vedere quali
saranno le esenzioni, ma graverà anche la rivalutazione delle
rendite catastali. Pagano sempre i soliti, pensionati e lavoratori
dipendenti. Cioè chi oggi garantisce l’80% del gettito nazionale
dell’Irpef. Perchè viene trattenuto alla fonte».
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In 70 mila vivono con 500
euro
Sono i pensionati
cuneesi con assegno minimo e senza altri redditi
Da “La Stampa” del
29 ottobre di ALBERTO PRIERI
Stando ai dati ufficiali Inps, ci sono 14 cuneesi che, pur non
avendo ancora compiuto 50 anni, percepiscono già la pensione. Se si
considera come fascia d’età quella fino a 54 anni, il numero sale a
249: tutti «baby pensionati», cioè coloro che, in virtù della legge
del 1965, sono riusciti a raggiungere questo traguardo avendo
iniziato a lavorare molto presto o sfruttando vantaggi (per alcuni
impieghi pubblici bastavano 14 anni di contributi, addirittura 9
riscattando i 5 anni di laurea) poi cancellati con la riforma Dini
in passi successivi dal ’95 al ’97.
Niente di illegale, ma molti considerano le baby pensioni
un’ingiustizia. Nel Cuneese sono molte più di quelle 249, tuttavia
non è facile farne una stima precisa perchè gli stessi dati
ufficiali Inps riuniscono in una sola voce le pensioni di vecchiaia
(quelle che gli uomini possono avere dopo i 65 anni, le donne dopo i
60) e quelle di anzianità. In più, le cifre sono raggruppate
considerando l’età attuale di chi oggi percepisce la pensione, e non
quella dello stesso pensionato quando iniziò a riceverla.
In Piemonte, la media è di 100 baby pensionati ogni 1000 abitanti,
nella Granda quindi dovrebbero essere circa 58 mila. Probabilmente
troppe, nonostante alle 53.824 pensioni di anzianità e vecchiaia
versate in provincia a chi ha fino a 69 anni (nel settore privato,
chi avesse iniziato a lavorare a 14 anni, potrebbe essere andato in
pensione dopo 35 anni di contributi) vadano sommate le 21.551
posizioni Inpdap, quelle degli ex dipendenti pubblici.
«Non abbiamo dati precisi, ma a Cuneo ci sono sicuramente meno di 58
mila baby pensionati – dice Giancarlo Panero del sindacato
pensionati Cisl -. Si tratta soprattutto di dipendenti pubblici, il
cui numero è sempre stato inferiore a quello dei lavoratori di altre
categorie nella Granda. Anzi, in regione la nostra realtà ne conta
sicuramente meno rispetto alle province di Torino, Novara e
Alessandria. Il dramma è che qui abbiamo 110 mila persone con
pensioni da 500 euro al mese, almeno 70 mila senza altri redditi. E
continuano a essere colpite perché prendere 1 euro a questa
moltitudine rende più di quanto si incasserebbe chiedendone 100 a
chi ha assegni alti». Il valore medio delle baby pensioni
(limitatamente a quelle Inps) è intorno ai 1.500 euro.
Ci sono poi quattordicenni che riscuotono la pensione di
reversibilità (destinata al coniuge che ha perso la moglie o il
marito titolare di pensione): nessuna anomalia in questo caso,
questo assegno può essere dato ai figli minorenni, fino al
raggiungimento della maggiore età.
Considerando le pensioni di vecchiaia, reversibilità, invalidità e
quelle sociali, in totale le posizioni Inps e Inpdap nella Granda
sono 230 mila: una ogni 2,5 residenti. Va però tenuto conto che una
singola persona può essere titolare di più pensioni (ad esempio una
vedova che sommi alla sua pensione di vecchiaia, quella di
reversibilità del marito).
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Convegno Cgil a Cuneo: si parlerà di pensionati con Carla Cantone
Da
www.targatocn.it del 29 settembre
Venerdì 30
settembre, a Cuneo, Carla Cantone, Segretaria Nazionale del
Sindacato dei pensionati della CGIL, incontrerà i pensionati
dell'Organizzazione locale. Con lo sciopero generale del 6 settembre
contro le manovre del Governo, che fanno pagare prevalentemente ai
pensionati ed ai lavoratori il costo della crisi, la Cgil messo in
campo un altro punto di vista e dimostrato che un’altra manovra è
possibile. La contromanovra della CGIL propone misure decisive per
rimettere in moto il Paese e indica il modo per finanziarle: un
fondo per la crescita e l’innovazione, incentivi per la formazione e
l’occupazione dei giovani, la cancellazione dei tagli agli Enti
Locali e l’allentamento del Patto di stabilità interno per gli
investimenti in innovazione sociale e per le infrastrutture
materiali e immateriali.
Di tutto
questo si discuterà nell’incontro del 30 settembre che si svolgerà
presso la Sala Falco della Provincia in corso Dante 41 dalle 9.30
alle 13. Il programma prevede :
- Ore 9,30 Lina
Chialva Segretario provinciale dello SPI CGIL aprirà l’incontro
- Carla Cantone
Segretario nazionale dello SPI CGIL parlerà delle politiche del
Governo, della condizione degli anziani, delle proposte avanzate
dalla Cgil e delle iniziative a sostegno
Durante
l’incontro interverranno tra gli altri: Fulvia Artusio Vice
presidente dell’Anci Regionale; Andrea Beltrando del Consorzio
Monviso Solidale; Sergio Perino Segretario regionale Spi CGIL; Marco
Ricciardi Segretario provinciale CGIL di Cuneo.
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Sulla manovra
economica varata dal Governo, luglio di mobilitazione per i
pensionati cuneesi
Da
www.targatocn.it del 9 luglio
Le segreterie
provinciali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil si sono incontrate in
data a Cuneo per definire un percorso di iniziative e di
mobilitazione a sostegno delle richieste che sono state presentate
con riferimento alla manovra economica del Governo. In apertura sono
state esaminate le decisioni del Governo riscontrando che esse non
rispondono alle esigenze di fondo legate a sviluppo e lavoro. Si
tratta inoltre di una manovra fortemente iniqua fatta di tagli al
sociale con forte attacco ai redditi da pensione e da lavoro
dipendente. In quest’ottica sono state approfondite e analizzate nel
dettaglio le questioni che più attengono la tutela delle pensioni e
dei pensionati.
Nello specifico
sono stati evidenziati 4 punti chiave:
A-riduzione
dell’adeguamento annuale Istat sulle pensioni tra i 1400 euro ed i
2300 euro lordi, ed annullamento dell’adeguamento per le pensioni di
importo superiore. Un provvedimento che comporterà per tanti
pensionati cuneesi un’ulteriore perdita economica.
B-la manovra non
prevede alcuna risorsa da stanziare a favore dei non-autosufficienti
(e non si tratta solo di persone anziane).
C-si taglia
duramente su sanità ed enti locali riducendo di fatto qualità e
quantità dei servizi sul territorio estendendo inoltre il numero dei
ticket su visite specialistiche ed esami diagnostici.
D-la manovra
introduce una vergognosa tassa a carico dei piccoli risparmiatori
con l’aumento progressivo del bollo annuale sul deposito titoli,
anziché colpire, come auspicato, le grandi transazioni e le
speculazioni finanziarie.
Con riferimento a
questi punti, i pensionati Spi-Fnp-Uilp cuneesi con Cgil-Cisl e Uil
hanno definito un calendario di iniziative nel corso del mese di
luglio:
In primis la
partecipazione alla manifestazione unitaria regionale del 18 luglio
prossimo a Torino dal titolo: “Costruiamo la sanità per tutti”; in
data 22 luglio invece verranno illustrate al Prefetto di Cuneo le
richieste dei pensionati. E’ inoltre previsto una significativa
presenza di lavoratori e pensionati davanti alla prefettura nella
stessa data.
Nei prossimi
giorni a tutti i parlamentari eletti in Provincia di Cuneo verrà
inviata una lettera con le richieste dei pensionati cuneesi di
Spi-Fnp-Uilp.
Tutto questo
percorso di iniziative verrà accompagnato da una campagna di
informazione e mobilitazione che si realizzerà la prossima settimana
(11 luglio – 17 luglio) in tutti i maggiori centri della Provincia.
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I sindacati alla Provincia
“più attenzione per
gli anziani e le fasce deboli”
Da “La Guida” del 4
febbraio 2011
Cuneo -
(mc).
Più attenzione
e risposte concrete da
parte della
Provincia sui problemi sociali
che riguardano in
particolare gli anziani.
Martedì mattina 1 °
febbraio i sindacati confederali
Cgil, Cisl e Uil insieme
alle rispettive categorie
dei pensionati Sp, Fnp e
Uilp si sono dati appuntamento
davanti al palazzo della Provincia in corso Nizza
per distribuire materiale
informativo sulle richieste
sociali oggi più pressanti come
sanità, socio-assistenza,
prezzi e tariffe, poi avanzate
in una lettera indirizzata
alla presidente Gianna Gancia,
a cui i sindacati hanno
chiesto di essere ricevuti.
Una giornata di mobilitazione
che si è resa necessaria,
dicono i sindacati, "per ribadire
rivendicazioni sul piano
sociale presentate al
l'ente Provincia già nel luglio del 2009, ma che sono andate
completamente a vuoto". Già un
anno e mezzo fa i
sindacati hanno inviato
un documento all'Amministrazione
provinciale per ottenere misure di tute‑
la per i lavoratori e pensionati,
tra i più colpiti dalla
crisi economica, richieste
poi ribadite nel settembre
scorso ma fin qui rimaste inascoltate come sulla questione di indirizzo per contenere prezzi, tariffe e tasse,
che hanno avuto riscontri in
una ventina di Comuni ma
non a livello
provinciale.
"Sarebbe compito della
Provincia - dicono GianCarlo Panero e Matteo Carena
della Cisl - fare da coordinamento tra i Comuni e dare
risposte concrete soprattutto sui problemi di pensionati, anziani autosufficienti,
anziani soli in casa. Eamministrazione provinciale non può sottrarsi a svolgere un
ruolo di indirizzo e di coordinamento delle politiche
sociali".
Quattro le richieste dei
sindacati: concordare con i
gestori dell'acqua tariffe sociali per il pagamento delle
bollette, così come avviene
per il gas; definire accordi
con
la grande distribuzione
e con le Associazioni dei
commercianti che riducano
i prezzi di alcuni generi di
consumo per i redditi più
bassi, come si è già realizzato con i Comuni di Saluzzo
e di Bra; discutere come
riorganizzare in Provincia
di Cuneo i Consorzi socioassistenziali per poter continuare a erogare servizi ai
cittadini più in difficoltà incentivando l'assistenza domiciliare; porsi concretamente il problema delle case di riposo che continuano
ad aumentare le rette in modo spropositato rispetto alle
pensioni percepite.
"Il potere d'acquisto dei
pensionati va difeso - sottolinea Nerio Gregory della
Uil Pensionati - con
iniziative e proposte e la
Provincia non può tirarsi
indietro on una crisi
conclamata che sta
toccando pesantemente anche
il cuneese e con esso anche tanti pensionati".
"Da un anno e mezzo attendiamo la Provincia - dice
Lina Chialva, segretario generale Pensionati Cgil -. Con
la Provincia non è stato possibile raggiungere accordi
per contenere prezzi, tariffe
e tasse soprattutto per le fasce
più deboli".
I
dati riportati dai sindacati parlano chiaro: le case
di riposo costano mediamente dai 1.300 euro mensili per gli autosufficienti ai
3.000 euro per i non autosufficienti in posti non convenzionati,
a fronte di pensioni medie di
1.025 euro mensili degli
uomini e di 530 euro al
mese per le donne. "Riteniamo - dicono i
sindacati - che la problematica
delle case di riposo vada
affrontata complessivamente
in quanto questo servizio
sociale, fondamentale per la
popolazione anziana, non può essere lasciato al "libero
mercato". Vanno ampliati
i posti per i non autosufficienti
in convenzione con le Asl
anziché ridurli. Va rivisto
il sistema della integrazione
delle rette per gli anziani
con i redditi più bassi. Le
politiche del governo
stanno tagliando la spesa
sociale e i trasferimenti agli
enti locali, Regioni, Province
e Comuni, ciò si sta scaricando
pesantemente sui ceti più
deboli della popolazione".
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Lina Chialva
“mobilita” i pensionati
Da “Gazzetta di
Saluzzo” del 11 novembre 2010
SALUZZO I
Pensionati in
piazza per raccontare la drammatica condizioni in cui vive una
parte rilevante di loro. È una vera mobilitazione quella
organizzata dallo sezione provinciale Spi (Sindacato pensionati
italiani) presieduta dalla saluzzese Lina Chialva dall' 8 sino alla
manifestazione nazionale Cgil del 27 novembre: un corteo rivolto
non solo ai colleghi di categoria, per sovvertire alcuni luoghi
comuni e tenere alta la guardia. «Quando si è vicini alla
pensione, si pensa a questa come ad una fase della vita in cui i
problemi si riducono, ma ben presto, ci si accorge che anche con una
pensione media le cose non stanno così. All'entità della pensione,
si aggiungono i costi delle medicine di cui ne abbiamo sempre più
bisogno, i costi dei servizi sempre più elevati rispetto al reddito
disponibile - rileva l' osservatorio Cgil -. Nella nostra società
c'è chi pensa che i pensionati siano dei soggetti privilegiati
perché non "corrono il rischio" di rimanere senza reddito e che
occorre togliere agli anziani per dare ai giovani. Va ricordato che
quando si parla di pensionati si parla di ex lavoratori che hanno
lavorato e hanno pagato per avere una pensione».
Nelle professioni di
intenti del gruppo sindacale la mobilitazione deve unire nei temi
lavoratori e pensionati, che intrecciandosi negli obiettivi di
lotta, vogliono evitare di farsi "la guerra tra poveri".
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Il Presidente Costa incontra i pensionati di Cgil, Cisl Uil
Da
www.cuneocronaca.it del 19 gennaio 2009
ALL’ORDINE DEL GIORNO LE CONSEGUENZE DELLA CRISI ECONOMICA. “Quelle
dei pensionati sono richieste giustificate e condivisibili da tutte
le parti politiche, in quanto espressione diretta del 30% della
popolazione cuneese. La crisi economica sarà tema degli Stati
Generali di prossima convocazione. Personalmente continuerò ad
impegnarmi nella ricerca di un compromesso sul non facile fronte
della calmierazione dei prezzi dei beni di prima necessità”: il
presidente della Provincia, Raffele Costa, ha ricevuto lunedì 19
gennaio una delegazione di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil di Cuneo.
L'incontro, al termine della riunione dei tre direttivi in sala
Falco, è servito ad esprimere preoccupazione per il peggioramento
della situazione economica che coinvolge lavoratori e pensionati,
conseguenza di una crisi mondiale con ripercussioni pesanti in
materia di sviluppo, occupazione e fragilità economica e sociale
delle persone anziane. I rappresentanti di Spi, Fnp e Uilp,
impegnati in una manifestazione di sensibilizzazione a carattere
nazionale, hanno consegnato a Costa un appello in difesa della
qualità della vita e del reddito di anziani e lavoratori.
Il documento rivendica: la perdita del potere di acquisto delle
pensioni; la necessità di tavoli di confronto con Governo, Regione e
territorio per definire adeguamenti pensionistici rapportati al
costo della vita e alla crescita economica del Paese; un paniere
Istat tarato sui bisogni dei pensionati; maggiori risorse al Fondo
per la non autosufficienza; riduzione fiscale per i redditi da
pensione e lavoro dipendente. Il tavolo tornerà a riunirsi tra una
settimana.
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TERZA ETA’.CONVEGNO
“Volontariato dei nonni risorsa della società”
Da “La Stampa” del 30
ottobre
Chi l'ha detto che
essere pensionati significa soltanto passare ore sulle panchine al
parco, giocare a bocce, fare la calza o guardare i lavori in corso?
Il mondo degli anziani è fatto di mille attività e opportunità.
Anche nell'ambito del volontariato e del servizio alla collettività.
Lo dimostrano i tanti pensionati impegnati come «nonni vigile»
all'uscita dalle scuole, nel volontariato, nelle associazioni, nelle
attività culturali. Parte da queste considerazioni la giornata che
si tiene oggi a Fossano, organizzata dal sindacato pensionati della
Cgil (Spi-Cgil) per sottolineare l'importanza dei nonni e di tutte
le persone anziane in generale.
Il programma prevede alle 15,30 convegno alla sala Brut e bon (Foro
boario) dal titolo «Nonni, una risorsa per la società» al quale
interverranno oltre alle autorità e ai rappresentanti del sindacato,
alcuni dei nonni impegnati in prima linea nelle varie attività di
volontariato.
Al termine una merenda sinoira e dopo cena, nell'aula magna dell'Iis
Vallauri, un concerto del gruppo Res Cogitans dedicato alla musica e
alla poesia di De André (ingresso gratuito).
«Ci auguriamo che i fossanesi facciano sentire il loro calore e il
loro apprezzamento ai "loro" nonni, partecipando numerosi - dice
Rocco Ferraro, segretario provinciale dello Spi, sindacato che in
provincia conta oltre 17.000 iscritti -. Come Spi abbiamo sempre
puntato al protagonismo dei pensionati nella vita della città:
abbiamo creato l'associazione Auser proprio per offrire agli anziani
l'opportunità di impegnarsi per gli altri». \
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Assemblea martedì di Cgil, Cisl e Uil sulla crisi che riguarda
troppe famiglie
Sindacati-pensionati: 10 cose da fare subito
Da
“L’Unione Monregalese” del 4 giugno
Martedi
scorso, con il nostro giornale in stampa, i sindacati dei pensionati
(CGIL,
CISL e UIL) di Mondovi hanno
indetto un'assemblea in sala conferenze a Breo, per porre
all'attenzione una serie di questioni
scottanti: "L'aumento dei
prezzi dei generi
alimentari - è detto in un
foglio infor