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RESISTENZA. DIFESA DELLA COSTITUZIONE
Ricostituito ieri a Cuneo il “Comitato antifascista”
Alla riunione era presente l’ex ministro Damiano
Da “La
Stampa” del 17 maggio di CARLO GIORDANO
Dopo il tentativo della scorsa settimana dei reduci di Salò di tenere
una riunione in città, Cuneo rivendica il ruolo di capitale della
Resistenza. Ricostituito ieri sera, in municipio, il «Comitato
cittadino antifascista», che alla tradizionale denominazione
aggiungerà «in difesa dei valori della Costituzione». L’assemblea,
nell’affollato salone d’onore del municipio, è stata aperta dal
sindaco Alberto Valmaggia, che ha ripercorso le fasi del precedente
Comitato, attivo dall’83 al ‘95.
«Allora si chiamava Comitato antifascista Duccio Galimberti - ha
ricordato il primo cittadino -, ed era composto da rappresentanti
dell’Anpi, associazioni partigiane, partiti politici, sindacati.
L’ultima riunione, presieduta dal sindaco Giuseppe Menardi, si tenne
nell’aprile del ‘95. Questo non significa che negli anni successivi
non si è più lavorato su questo fronte. Sono nate nuove realtà come la
Casa Museo Galimberti, la Fondazione Nuto Revelli. Dopo quello che è
successo la scorsa settimana abbiamo deciso di riunirci qui stasera».
Attilio Martino, presidente provinciale dell’Anpi: «Simili comitati
sono rimasti in attività in altri Comuni come Borgo San Dalmazzo e
Racconigi. Servirebbe quindi un coordinamento provinciale per meglio
definire le varie iniziative di vigilanza e culturali».
«Il tentativo dei reduci di Salò di manifestare a Cuneo non è stato
casuale - ha ricordato Livio Berardo, presidente dell’Istituto storico
della Resistenza -. Si tratta di una città simbolo della lotta
partigiana, che ha dato alla lotta di Liberazione esponenti di primo
piano come Galimberti e Nuto Revelli. Al momento il tentativo è stato
sventato, ma dobbiamo preparaci ad altre provocazioni».
Presente alla riunione anche l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano:
«Ricordare all’Italia quello che è stata la Resistenza è un dovere che
tutti noi abbiamo».
«Uno dei motivi per cui l’azione del Comitato nato negli Anni ‘80 è
venuta meno è il passaggio generazionale che c’è stato nel frattempo -
ha detto l’ex sindaco di Cuneo, Elio Rostagno -. Serve, quindi, un
nuovo impegno. Riprendere quella iniziativa è utile anche per
dimostrare una volontà collettiva della città».
Tra i consiglieri comunali intervenuti al dibattito Fabio Panero
(Rifondazione Comunista) e Mauro Mantelli (capogruppo Partito
Democratico). L’avvocato Antonio Sartoris, già componente del
precedente Comitato come rappresentante Dc, ha ricordato che il
revisionismo dei reduci di Salò si combatte parlando pubblicamente dei
fatti. Ha suggerito la riproposizione teatrale del processo ai militi
fascisti fucilati dai partigiani il 3 maggio ‘45. Il compito di
ridefinire lo statuto del nuovo Comitato è stato affidato all’ex
avvocato dello Stato, Giancarlo Ferrero: «Le giovani generazioni hanno
smarrito il senso della libertà, non sanno cos’è la violenza. E’
necessario quindi trovare uno strumento per riportare i valori della
Resistenza nelle scuole».
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CUNEO.
INIZIATIVA DELL’ANPI
“Rinasca il comitato
antifascista”
Da “La
Stampa” del 13 maggio
Dopo la
mobilitazione della scorsa settimana contro il raduno dei reduci di
Salò, che volevano ricordare i 30 militari e ausiliarie fucilati dai
partigiani il 3 maggio ‘45 in corso Stura (oggi corso Kennedy), l’Anpi
di Cuneo ha lanciato la proposta di organizzare un «Comitato per la
difesa della Costituzione nata dalla Resistenza», la cui presidenza
sarà affidata al sindaco Alberto Valmaggia. Si tratta di una sorta di
Comitato cittadino antifascista, già attivo negli Anni ‘60 e ‘70;
l’ultimo sindaco a presiederlo era stato Giuseppe Menardi, allora
democristiano, attualmente senatore del Popolo della Libertà.
L’assemblea costitutiva è fissata per venerdì, alle 18, nel salone
d’onore del municipio.
«L’invito a partecipare all’incontro è rivolto a tutta la cittadinanza
- spiega il senatore Leopoldo Attilio Martino, presidente provinciale
dell’Anpi -. Il Comitato avrà come scopo quello di continuare nella
vigilanza attiva e democratica che ha permesso in questi giorni di
bloccare tentativi revisionistici e di pericoloso revanscismo fascista
e neonazista nella nostra città, simbolo della Resistenza italiana».
Oltre all’Anpi hanno già aderito all’iniziativa: l’Associazione
combattenti e reduci; Ignazio Vian; Istituto storico della Resistenza;
Cgil e Cisl; Arci; Acli; Libera; Fondazione Nuto Revelli; associazione
«Mai tardi»; Tavolo delle associazioni del Cuneese; Partito
Democratico; Partito della Rifondazione comunista; Sinistra
democratica; lista civica «La città aperta»; comunità ebraica di
Cuneo. \
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IL CASO.
NEL MAGGIO ‘43 CI FURONO TRENTA IRRIDUCIBILI FUCILATI
I Reduci di Salò
rinunciano al raduno
Anpi: “Annulleremo la contro-commemorazione”
Da “La Stampa” del 9 maggio
«Rinunciamo alla commemorazione»: l’annuncio di Diego Michelini,
presidente della Federazione torinese reduci della Repubblica sociale,
ha messo fine, ieri sera alle 20, a quattro giorni di tensioni tra il
gruppo che voleva ricordare i militari e le ausiliarie (trenta),
fucilati dai partigiani il 3 maggio ‘45 e il sindaco, Alberto
Valmaggia, Anpi, sindacati, associazioni e partiti di centrosinistra,
secondo cui la manifestazione era un affronto a Cuneo città Medaglia
d’oro alla Resistenza.
Il raduno era annunciato per domani mattina, in piazza Torino. In
contemporanea, a poche decine di metri, in via Roma, era stata
programmata una contromanifestazione antifascista. La delicata
situazione è stata sottoposta, ieri, all’attenzione dal Comitato
provinciale ordine e sicurezza, convocato dal Prefetto, Bruno
D’Alfonso, dove è stata analizzata anche l’opportunità di vietare
entrambe le iniziative.
Ieri mattina Marco Pirina, direttore del Centro studi di Pordenone,
che avrebbe dovuto intervenire alla commemorazione, ha presentato una
denuncia ai carabinieri. «La fucilazione è avvenuta il 3 maggio -
spiega-, le sentenze sarebbero dovute essere emesse da un tribunale
militare. La Procura deve ora fare chiarezza». «I giustiziati della
Rsi - si legge in un comunicato diffuso dalle associazioni
antifasciste -, erano stati riconosciuti passibili della pena capitale
(prevista dalle disposizioni insurrezionali del Cnl Alta Italia) da un
regolare tribunale della V Zona Partigiana».
«A questo punto anche noi rinunciamo alla contromanifestazione -
spiega Attilio Leopoldo Martino, presidente provinciale Anpi -, resta,
comunque, la vigilanza». \
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“Un
presidio dei partigiani”
La Cuneo antifascista si oppone all’appuntamento annunciato dai reduci
di Salò
Da “La
Stampa” del 8 maggio di CARLO GIORDANO
La Cuneo antifascista dice no al raduno dei reduci di Salò. Da ieri
pomeriggio un tam-tam, fatto di telefonate, fax, sms, e-mail, invita
al presidio che sabato, alle 10,30, potrebbe svolgersi davanti a
palazzo San Giovanni, in via Roma. Una contromanifestazione
all’iniziativa della Federazione torinese della Repubblica sociale
italiana che in piazza Torino (a poche decine di metri) vorrebbe
commemorare, alla stessa ora, un gruppo di 30 militari e ausiliarie
dell’Rsi fucilati dai partigiani il 3 maggio ‘45. Il via alla
mobilitazione è stato dato dopo una riunione nella sede provinciale
dell’Anpi, che ha visto la partecipazione di ex partigiani,
rappresentanti sindacali e forze politiche di sinistra. Si è tentato
di coinvolgere anche l’Udc e la Lega.
Già in mattinata Fabio Panero e Livio Berardo, rispettivamente
consigliere comunale di Rifondazione ed esponente della Sinistra
Democratica oltrechè presidente dell’Istituto storico della
Resistenza, avevano avvisato il sindaco, Alberto Valmaggia, che la
manifestazione dei reduci di Salò non sarebbe passata sotto silenzio.
«Con una richiesta depositata in municipio abbiamo ufficialmente
“prenotato’’ l’area antistante palazzo San Giovanni per un presidio -
spiega Panero -. Una scelta non casuale visto che all’interno dello
storico palazzo è allestita la mostra fotografica Liberazioni, con
immagini sui giorni della fine della guerra in provincia».
«Non ci sentiamo per nulla asseragliati in un fortino - precisa il
senatore Leopoldo Attilio Martino, presidente provinciale dell’Anpi -.
Riteniamo un fatto naturale rispondere, con la mobilitazione, a chi
intende infangare un dato storico: la nostra Repubblica è nata dalla
Resistenza. Possono cambiare i governi, ma i principi fondanti della
Costituzione no. Sull’onda degli ultimi avvenimenti ripropongo la
ricostituzione del Comitato cittadino antifascista presieduto dal
sindaco, attivo negli Anni ‘70».
D’accordo sulla mobilitazione anche i sindacati: «Un’azione di
contrasto - hanno spiegato Matteo Carena e Marco Ricciardi, segretari
provinciali Cisl e Cgil, presenti alla riunione nella sede Anpi -, a
un’operazione che vuole mettere sullo stesso piano chi combatteva a
fianco dell’esercito occupante e chi ha perso la vita per dare libertà
all’Italia».
Ieri alle 19, il tam-tam ha già portato a una ventina di adesioni.
Chiara Gribaudo, della segreteria provinciale Anpi è soddisfatta:
«Stiamo andando bene. A guidare la mobilitazione sono le Associazioni
partigiane e dei deportati. Hanno aderito i Combattenti e reduci,
l’Istituto storico della Resistenza, sindacati, Arci, Acli, Libera,
Fondazione Nuto Revelli, Mai Tardi, il Tavolo delle Associazioni del
Cuneese, Rifondazione, Partito Democratico, Sinistra Democratica, la
lista civica “La Città Aperta” e la cooperativa libraria “La Torre” di
Alba».
Disposto a partecipare al presidio antifascista anche Nello Streri, ex
partigiano, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale. «Anche
se mi auguro che il raduno dei reduci non venga autorizzato - spiega
-. Qualora, però, ci fosse l’ok, parteciperò alla
contromanifestazione. Sono un partigiano che ha visto all’opera le
Brigate nere e la X Mas».
Don Aldo Benevelli, prete partigiano, ieri ha sottoposto la questione
alla giunta della Federazione nazionale volontari della libertà,
riunita a Milano, che in serata ha diffuso un comunicato che è stato
inviato anche al ministro dell’Interno. «Riconfermando il rispetto per
i Caduti delle due parti - si legge - sentiamo il dovere di
evidenziare come uguale rispetto sia doveroso nei confronti della
storia che cataloga e distingue gli uomini e le donne che hanno
offerto la vita e le loro risorse per la difesa del Paese dalla feroce
invasione hitleriana e per impedire il ritorno della dittatura
mussoliniana e, gli avversari, uomini e donne che, in buona fede o per
interesse o per fanatismo, hanno scelto la parte sbagliata a servizio
dell’invasore germanico e di una ideologia pagana».
In serata anche la presa di posizione di Forza Nuova, che ha invece
aderito alla manifestazione dei reduci di Salò. «Non è nostra
intenzione sollevare polemiche sulla guerra civile - spiega Carlo
Bonfanti, della segreteria provinciale -, tutte le ideologie sono
discutibili. Riteniamo, però, legittimo commemorare morti, caduti
sessant’anni fa. Un gesto di conciliazione».
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