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Imprenditore ligure padrone della cartiera

Da “La Stampa” del 30 luglio di Gianni Scarpace

L’asta pubblica è avvenuta a marzo, tra le speranze degli operai di Ormea e di un’intera vallata, abituata al lavoro nella Cartiera dal 1903. Gli ultimi guai sono sorti circa una settimana fa, con il ritrovamento di un’ingente quantità di rifiuti pericolosi (tra cui amianto), murati all’interno di alcuni locali: sono l’oggetto di un’indagine della Procura di Mondovì che, in questi giorni, interessa anche l’Arpa e il Corpo Forestale di Cuneo, a cui arrivò una denuncia anonima. Un sospiro di sollievo, invece,poche ore, perché la «Ebis Energy» di Pornassio (l’azienda che aveva vinto l’asta in tribunale impegnandosi per 4 milioni e 405 mila euro) ha firmato nello studio del notaio Marco Re di Imperia l’atto di acquisto degli immobili della «Ormea spa». In maniera contestuale, al liquidatore Alberto Bruno di Carrù è stata versata la somma di 2 milioni e 689 mila euro. E’, in pratica, il saldo di quanto ancora dovuto, dopo il pagamento, in precedenza, di altre due tranche: 416 mila al momento dell’aggiudicazione dell’asta e 900 mila euro a inizio aprile. Rimangono in sospeso 400 mila euro. Il giudice fallimentare ha autorizzato la «trattenuta» di quella cifra, specificando nell’atto «che le spese che serviranno per la bonifica non sono a carico della procedura fallimentare, ma saranno oggetto di un contenzioso nei confronti dei responsabili, una volta che saranno individuati dall’inchiesta in corso».
Sull’inchiesta, il procuratore capo del tribunale di Mondovì, Maurizio Picozzi, titolare del procedimento, fa il punto: «Si sta procedendo con l’individuazione precisa dei rifiuti scoperti nei muri dell’azienda. Si deve determinare di che natura e quanti sono. Il fatto è che nei giorni scorsi sono stati individuati altri muri che paiono costruiti apposta per nasconderli. Per ora l’ipotesi di reato, contro ignoti, è di discarica abusiva. Nei prossimi giorni si faranno carotaggi e rilievi da parte di ditte specializzate. Una cosa è certa: l’indagine non ha alcuno scopo di mettere in difficoltà chi ha appena acquistato l’azienda e intende rimettere in moto un’attività. Entro l’estate i rilievi termineranno».
Vittorio Contestabile è l’imprenditore presidente della Ebis. L’attività della società è soprattutto la produzione di energia elettrica, ma il gruppo opera anche nel campo immobiliare. «Abbiamo avuto contatti - dice Contestabile - con alcune aziende che potrebbero essere interessate a insediare nuove attività nei capannoni della cartiera, ma è presto per sbilanciarsi. In tempi di crisi non è facile concludere». Il primo obiettivo della società era di aggiudicarci la centralina all’interno del complesso.
La situazione occupazionale viene invece fissata dal curatore Alberto Bruno. «Con la somma ora a disposizione - dice il professionista carrucese - ai 50 dipendenti della Ormea spa sarà pagato il 70% delle spettanze di stipendi e arretrati. Per loro la cassa integrazione scade il 7 agosto, poi ci sarà la mobilità. Per i 15 della Cartotecnica, invece, occorre attendere, per legge, la fine del periodo di cassa integrazione per poter accedere agli anticipi dell’Inps. Non c’è ritardo nella procedura». Intanto i sindacati chiederanno, nei prossimi giorni, un incontro per «verificare le ricadute sul piano occupazionale».

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Venduta la cartiera di Ormea

Da “La Stampa” del 21 marzo di GIANNI SCARPACE
MONDOVI’
Alle 12,10 di ieri la cartiera di Ormea ha cessato di esistere, almeno per quanto riguarda la sua attività che risaliva al 1910, quando i primi imprenditori della carta la avviarono lungo le acque del Tanaro. «Noi non aggiungiamo un euro in più», ha detto Alessandro Barbero, amministratore della Basikdue di Bonvicino, lasciando campo libero all’offerta della Ebis Energy di Pornassio, la nuova società imperiese che ha acquistato la cartiera nell’udienza per l’asta pubblica di vendita presieduta dal giudice Rodolfo Magrì. I liguri se la sono aggiudicata dopo 25 rilanci espressi dalle due società: dalla base d’asta di 4 milioni 150 mila euro, si è arrivati alla cifra di 4 milioni 405 mila euro. «L’attività della nostra società è soprattutto la produzione di energia elettrica – spiega Vittorio Contestabile, della società imperiese -. È chiaro che il nostro primo obiettivo era di aggiudicarci la centralina presente all’interno del complesso». La Ebis Energy ha comprato, oltre alla centralina (valore 2,5 milioni di euro), i capannoni, i terreni, il problema di 25 mila metri quadrati di eternit da smaltire e di circa 8 milioni di debiti. «Il nostro gruppo – continua Contestabile – opera anche nel campo immobiliare. Abbiamo già contatti con alcune aziende che potrebbero essere interessate a insediare nuove attività nei capannoni della cartiera».
«Non abbiamo più rilanciato – dice Barbero, della Basikdue (è anche presidente della Comunità montana Alta Langa e sindaco di Bonvicino) - perché siamo andati ben oltre il valore dell’azienda: solo la centralina vale più della metà dell’offerta». «La vendita è una buona notizia – dicono il consigliere regionale ormeese Giorgio Ferraris, il sindaco Massimo Seno e il consigliere d’opposizione Simona Sappa, presenti in aula -. Si è spuntato un buon prezzo di mercato e l’impegno finanziario della nuova società fa ben sperare per il futuro». In aula anche una cinquantina di lavoratori: «Abbiamo voluto essere presenti – hanno detto – all’atto di morte della storica cartiera. Un pezzo della storia della Valle Tanaro se ne va». Sui livelli occupazionali la nuova società non si sbilancia. «Le ditte che s’insedieranno – dice Contestabile – potrebbero assorbire i dipendenti della cartiera». «Intanto – aggiunge Mimmo Formicola, della Cgil, tra i lavoratori in aula – la cassa integrazione per i 52 dipendenti prosegue fino a metà agosto, poi si vedrà».

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Sit-in e cartelli degli operai per la Cartiera di Ormea

Da “La Stampa” del 14 marzo

«Vogliamo un posto di lavoro per tutti, nessuno escluso». «Gli operai ringraziano i politici locali per averli lasciati soli». «Quale sarà il futuro di Ormea e dell’Alta val Tanaro?». «Basta speculare in Val Tanaro: fate solo i vostri interessi». «Non vogliamo abbandonare la nostra valle, vogliamo un lavoro». Cartelli esposti, ieri mattina, davanti alla sede della Comunità montana a Garessio dai lavoratori della Cartiera di Ormea, ormai ferma da mesi, esasperati per lo stato di una vicenda che non dà segni di soluzione. Anzi, per la quale si attende l’asta del 20 marzo in tribunale a Mondovì.
Il sit-in si proponeva di sensibilizzare sul problema del lavoro in vallata: 80 posti persi soltanto alla Cartiera. «Era un polmone importante per la nostra valle e la provincia di Imperia - hanno sottolineato gli operai -. Abbiamo paura del nostro futuro. Senza stipendio da novembre 2007 è difficile mandare avanti una famiglia con poco più di 500 euro al mese. E’ impossibile andare avanti con i figli da mandare a scuola, i libri, le visite mediche, gli alimentari che aumentano ogni giorno e in più le superbollette puntuali ogni due mesi». E ancora: «Le condizioni stradali ci obbligano a lunghe percorrenze. Ci vorrebbero due ore di viaggio per arrivare a Cuneo, Mondovì o Imperia, anche perché gli ammodernamenti della statale 28 non sono mai finiti».
Al presidente dell’ente montano, Giorgio Ferraris, hanno chiesto «insieme alle istituzioni di attivarsi per cercare di rendere il futuro di Ormea e degli abitanti dignitoso». «Perché - hanno concluso - noi vogliamo bene alla nostra valle». Poi l’incontro con Ferraris, che spiega: «La situazione è difficile. Abbiamo avuto tanti contatti con diversi imprenditori, ma nessuna disponibilità a riavviare la produzione della carta. Il settore richiede grandi investimenti e la crisi peggiora le cose. Dobbiamo aspettare l’asta: ci sono offerte per l’utilizzo della centralina e nuove attività produttive. Questo, almeno all’inizio, ridimensionerà l’occupazione».

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Anticipo della cassa integrazione per la cartiera di Ormea

Da www.targatocn.it del 27 febbraio

Firmato oggi in Provincia a Cuneo il protocollo d'intesa per l'anticipo della cassa integrazione per i dipendenti di Ormea spa e Cartotecnica (aziende cartarie di Ormea). L'accordo, che integra il precedente documento stilato il 7 febbraio 2008, è stato sottoscritto dal presidente della Provincia, Raffaele Costa, dall'assessore al Lavoro, Angelo Rosso, dal sindaco di Ormea, Massimo Seno, da Fulvio Molinengo per la fondazione Cassa Risparmio di Cuneo e da rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. La ditta Ormea spa è stata ammessa alla procedura di concordato preventivo, mentre Cartotecnica è attualmente in liquidazione. L’anticipazione bancaria del trattamento di integrazione salariale consiste in una somma mensile pari a 750 euro. Provincia, Comune e Fondazione Crc contribuiranno alla copertura degli interessi.

 

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 INDUSTRIA. INTERESSANO LA SPA
Ormea, tre offerte d’acquisto per la Cartiera in grave crisi

Da “La Stampa” del 1 agosto di GIANNI SCARPACE
ORMEA
Ci si aspettava un’udienza con due sole alternative: fallimento o concordato preventivo. Invece ieri mattina, in tribunale, a Mondovì, la storia delle aziende cartarie dell’Alta val Tanaro (Ormea spa e Nuova Cartotecnica di Ormea srl) si è arricchita di novità importanti. Il giudice Rodolfo Magrì (con il collega Paolo Demarchi) ha deciso per il rinvio dell’udienza al 22 ottobre. Motivo: «Sono pervenute – ha detto il magistrato - tre comunicazioni di interessamento all’acquisto della Ormea spa. Sembrano essere credibili e serie, perciò propongo un rinvio per eventuali decisioni alla prossima udienza». Tutti d’accordo i creditori presenti in aula, anche perché una delle comunicazioni d’interessamento da parte di un’azienda ligure, è arrivata con tanto di fideiussione, un’offerta di 4 milioni e 100 mila euro e garanzie rispetto ai livelli occupazionali.
Le altre due arrivano dal Parmense (circa 5 milioni) e dalla Germania (per fax, il giorno prima dell’udienza, intorno ai 6), richieste confermate dal commissario giudiziale Luca Bongioanni, di Cuneo. Un improvviso interessamento proprio in scadenza dei termini? «È possibile – dice Mimmo Formicola, della Cgil, - anche se occorre valutare attentamente a cosa mirano queste offerte: le attrezzature, la centralina idroelettrica di proprietà delle cartiere, o cosa altro, e quali sono le garanzie rispetto ai lavoratori?». Domande a cui si risponderà solo nei prossimi mesi, in attesa dell’udienza di ottobre. Certo è che gli oltre 65 lavoratori delle sue società oggi in cassa integrazione, fortemente provati dopo la crisi aperta nell’autunno scorso, di tutto hanno bisogno, tranne dell’accendersi di aspettative a rischio di delusione.
«Erano 80 all’inizio della crisi – aggiunge Formicola -, alcuni hanno operato il distacco dalla cassa integrazione, ci sono stati passaggi ad altre aziende o ad altre forme contrattuali». Massimo Seno, sindaco di Ormea: «Occorrerà valutare se queste offerte corrispondono alle attese, cioè se si potrà riprendere la produzione con lo stesso tipo di mansioni che l’azienda svolgeva. Vedrei meglio offerte che riguardano tutta la realtà aziendale delle cartiere».
Discorso diverso dei giudici per l’altra società cartiera, la Nuova Cartotecnica. Magrì si è riservato di decidere sull’omologazione del concordato preventivo. In pochi giorni potrebbe sciogliere la riserva e dare il via alla fase liquidatoria. Il primo passo sarebbe il pagamento dei creditori. La crisi esplose in primavera, per ragioni finanziarie: il proprietario, un ferrarese, possedeva tre stabilimenti in Italia di cui uno a Germagnano, nelle Valli di Lanzo, che fallì. Il crack ebbe ripercussioni anche sullo stabilimento in Alta Val Tanaro causando un grave problema occupazionale in una valle in cui, negli ultimi anni, hanno chiuso un’azienda metalmeccanica ed altre fabbriche.

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ORMEA. INCONTRO IN PROVINCIA
Crisi della Cartiera Udienza il 31 luglio

Da “La Stampa” del 2 luglio

«Prenderemo contatti con il giudice e il proprietario, per esaminare la possibilità, se esiste, di avviare un percorso costruttivo. Auspico la presenza del sindaco, del presidente della Comunità montana, dei sindacati e del commissario». E’ il commento del presidente della Provincia, Raffaele Costa, dopo la conclusione dell’incontro che si è svolto ieri mattina, a Cuneo. Oggetto: la crisi della Cartiera di Ormea, per la quale è stato chiesto il concordato preventivo. Ma con molte difficoltà.
Alla riunione, in Provincia, hanno partecipato anche l’assessore al Lavoro, Angelo Rosso, il commissario giudiziale delle due società della Cartiera, Luca Bongioanni, il sindaco di Ormea, Massimo Seno, e il segretario generale della Cgil, Marco Ricciardi.
Le due società che operano nello stabilimento dell’Alta val Tanaro sono la «Nuova Cartotecnica» e la «Ormea». Il 31 luglio ci sarà l’udienza in tribunale per decidere sul loro futuro: mentre per la prima ditta dovrebbe esserci il pronunciamento favorevole all’omologa del concordato preventivo, per la seconda si profilano invece difficoltà tali da far ipotizzare la revoca dell’ammissione al concordato e la procedura pre-fallimentare. Non risultano, finora, potenziali acquirenti o industriali interessati.
«E’ una situazione di particolare criticità per il territorio - hanno detto il presidente Costa e l’assessore Rosso -, non tanto per le dimensioni dell’azienda, quanto per la posizione geografica, che rende difficile una ricollocazione dei dipendenti». I lavoratori sono un’ottantina in tutto, attualmente in cassa integrazione.

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CARTIERA. UDIENZA RINVIATA AL 31 LUGLIO
Cartotecnica verso un accordo Rischio fallimento per l’Ormea

Da “La Stampa” del 14 giugno di PAOLA SCOLA
 
Bisognerà attendere il 31 luglio per conoscere la sorte delle due società che operavano alla Cartiera di Ormea, messa in liquidazione a dicembre dal proprietario. Ma per la piccola «Cartotecnica» (13 dipendenti) e l’«Ormea» (52) si prospettano due soluzioni diverse: positiva la prima, per nulla certa la seconda.
Il rinvio dell’udienza per la definizione del concordato preventivo è stato deciso dal giudice del tribunale di Mondovì. Fra poco più di un mese per la Cartotecnica ci sarà, salvo imprevisti, l’omologa del concordato, anche se con numeri diversi da quelli promessi. L’assemblea dei creditori ha dato parere favorevole. Lo ha fatto anche per la Ormea, ma la situazione della società appare decisamente più preoccupante. E difficilmente, in questo caso, il rinvio al 31 luglio va interpretato come preludio all’omologa. L’ipotesi più probabile sembra, invece, quella della revoca dell’accesso al concordato. Luca Bongioanni, cuneese, è con Stefano Ambrosini di Torino il commissario giudiziale nella procedura di liquidazione. Il professionista spiega: «La situazione dell’Ormea è più complicata, per le criticità che abbiamo rilevato. Per esempio, la difficoltà a raggiungere i risultati che la società aveva ipotizzato. Ci sono valori sovrastimati, mentre sarebbero occorsi criteri più prudenti. Inoltre abbiamo evidenziato la sussistenza di “atti di frode”, ai sensi dell’articolo 173 della legge fallimentare. Atti che possono aver cagionato danni ai creditori». Il giudice potrà decidere per l’apertura della procedura pre-fallimentare o la revisione della posizione. La nuova legge tutela ancora l’azienda debitrice, offrendole con l’udienza una sorta di «ultima spiaggia».
In cassa integrazione per procedura concorsuale fino al 22 febbraio ci sono 65 lavoratori. «Siamo molto preoccupati - dice Mimmo Formicola, sindacalista Cgil -. I tempi si sono allungati ulteriormente e uno stop così lungo per la Cartiera non è certo positivo. L’auspicio è che si concretizzino le soluzioni imprenditoriali di cui si è parlato». Venerdì 27, alle 16,30, nella Società Operaia a Ormea, i sindacati hanno organizzato un’assemblea dei dipendenti: spiegheranno loro la situazione, di cui il commissario illustrerà gli aspetti giuridici.

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Timori a Ormea sulla crisi Cartiera

Da “La Stampa” del 13 maggio

«Siamo preoccupati. Il fatto che nessuna azienda del settore si sia dimostrata, in questo periodo, seriamente interessata alla Cartiera è per i sindacati motivo di allarme. Per questo manteniamo alto il livello d’attenzione». Mimmo Formicola, Cgil-Flc, non nasconde i timori dei rappresentanti sindacali sulla situazione della Cartiera, per la quale si sta cercando di giungere al concordato preventivo. L’assemblea, l’altro giorno, non ha ancora condotto a risultati, perché i creditori hanno chiesto e ottenuto i venti giorni di legge prima di pronunciarsi.
Il problema evidenziato negli ultimi incontri riguarderebbe la stima complessiva formulata nella relazione del commissario liquidatore, che risulterebbe decisamente inferiore a quella ipotizzata in precedenza dall’azienda, sia sugli immobili, sia sugli impianti. Stima che, se fosse confermata la differenza fra le perizie, non riuscirebbe a garantire quanto l’azienda si era impegnata a fare.
La crisi nell’industria dell’Alta Val Tanaro era esplosa a inizio dicembre, con l’annuncio della proprietà di mettere in liquidazione le due società (Ormea e Cartotecnica), ultima carta per scongiurare il fallimento.
Fra le proprietà della Cartiera, a suscitare il maggiore interesse pare sia la centralina di cui lo stabilimento di Ormea è dotato. «E’ il suo valore aggiunto - sottolinea Formicola -. Perdendola, cioè accettando di venderla in maniera separata, si abbasserebbe di molto il valore di tutto, nel suo complesso».
I creditori avranno comunque venti giorni di tempo per decidere come valutare perizie e relazione del commissario. Intanto venerdì, alle 18, nella sala della Società Operaia a Ormea, i rappresentanti sindacali organizzeranno un incontro con i lavoratori (un’ottantina a rischiare il posto), per illustrare i passaggi e le diverse possibilità.

 

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