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Altra settimana di cassa nella fabbrica delle arpe

Da “La Stampa” del 4 giugno

Sarà questa l’ultima settimana di cassa integrazione ordinaria alla «Nsm-Salvi Harps» di Piasco, ditta leader mondiale nella produzione di arpe? Se lo chiedono i 95 dipendenti che non hanno lavorato lunedì e staranno a casa fino a venerdì.
Lunedì prossimo è stato fissato un incontro tra le Rsu e i rappresentanti della direzione aziendale. «In quella sede - dice Luca De Conti, della Cgil - sarà stilato il piano operativo fino alla chiusura prevista per le ferie e vedremo, in base all’andamento del mercato e ai dati che ci fornirà la dirigenza, se sarà necessario ricorrere ancora o meno agli ammortizzatori sociali».
Tra gli operai, tra gli artigiani che intagliano e assemblano le componenti in legno per realizzare le arpe che sono poi commercializzate in tutto il mondo, c’è preoccupazione. «Le maestranze - precisano dal sindacato - sono in attesa di capire come reagiranno nelle prossime settimane i clienti». «E’ evidente - è il commento di De Conti - che non siamo ancora usciti completamente dalla crisi e mese dopo mese si valutano i dati e si prendono le decisioni. Si va avanti a vista perché è realmente impegnativo fare previsioni. In ogni caso, rispetto ad altre realtà aziendali del territorio, ci sono ancora molte settimane di “cassa” sulle 52 disponibili quindi per ora non c’è alcun allarme».
Inoltre, la direzione «Nsm – Salvi Harps» non ha mai paventato ipotesi di tagli o di ridimensionamento. «La ditta - spiegano dalla Cgil - ha sempre ritenuto prioritario il mantenimento delle professionalità». I problemi produttivi alla ditta piaschese hanno iniziato a manifestarsi a gennaio quando più della metà della forza lavoro aveva usufruito della «cassa» fino ad inizio febbraio. Poi altri stop «a singhiozzo» della produzione anche a marzo, aprile e maggio. \

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Piasco: la Salvi Harps ha ripreso l’attività

Da “La Stampa” del 13 maggio

Sono rientrati lunedì mattina al lavoro i dipendenti della «Nsm Salvi Harps» di Piasco, ditta leader nel mondo nella produzione di arpe, che impiega 95 persone. Gli ultimi «stop» produttivi erano in calendario prima e dopo il ponte del primo maggio, ma il quadro generale degli ordini e delle vendite non è ancora definito e potrebbe essere richiesto un ulteriore ricorso agli ammortizzatori sociali anche nei prossimi mesi.
Le nuove misure, che riguarderanno la primavera e l’estate, fino alla chiusura per le ferie, saranno discusse in una riunione tra Rsu e direzione aziendale, nello stabilimento di via Rossa 7, in programma per martedì 26 maggio.
«Per gli operai della Salvi – spiega Luca De Conti della Cgil – è stata la prima volta in cassa e non sono state settimane facili. Il fatto che lunedì la produzione sia ripresa è positivo, ma la nostra preoccupazione per il futuro resta immutata. Il fatto di lavorare a singhiozzo è stato vissuto in maniera più positiva rispetto a quelle fabbriche in cui si è chiuso lo stabilimento per mesi, ma in ogni caso restiamo vigili per cercare di leggere al meglio la situazione».
La «Salvi Harps» ha come mercato di riferimento quello americano e i timidi segnali di ripresa dell’economia Usa potrebbero lasciar intendere che «il peggio sia alle spalle» per la fabbrica di arpe.

 

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Operai “Salvi” di nuovo in cassa

Da “La Stampa” del 25 marzo

Ancora cassa integrazione ordinaria nel futuro dei 95 lavoratori della «Salvi Harps», la ditta di Piasco leader mondiale nella realizzazione di arpe. Lunedì si è svolto un incontro tra vertici aziendali e rappresentanti dei lavoratori. Nei prossimi giorni sono in programma le assemblee delle maestranze in cui saranno stabilite le prossime date degli «stop» produttivi.
«Il piano sarà deciso di volta in volta da Rsu e dirigenza – spiega Luca De Conti della Cgil – valutando se ci sarà o meno la ripresa. Un’ipotesi potrebbe essere la cosiddetta “settimana corta” con un giorno o due a casa oltre al weekend». Entro maggio potrebbero essere programmate due settimane di «cassa» e la chiusura dello stabilimento in occasione dei «ponti» del 25 aprile e del primo maggio.

 

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PIASCO
In Cassa falegnami e montatori “Arpe Salvi”

Da “La Stampa” del 17 gennaio di ]ANDREA GARASSINO
PIASCO
Questa volta non si tratta di un settore di largo consumo. La crisi finanziaria degli ultimi mesi ha investito uno dei leader mondiali nella fabbricazione di arpe, la «Nsm» di Piasco, meglio conosciuta con il cognome del suo fondatore Victor, la «Salvi Harps».
Fino al 2 febbraio 68 dei 95 dipendenti totali sono in cassa integrazione «per calo ordini e per la flessione generale del settore», spiegano dagli uffici di via Rossana 7. Dopo le vacanze natalizie, gli addetti alla produzione non sono più rientrati al lavoro.
La ditta nel 2008, e il trend era simile anche negli anni precedenti, ha «creato» un migliaio di «strumenti degli angeli». I clienti sono in particolare musicisti e rivenditori che scelgono il marchio «Salvi» dai cinque continenti.
Anche il mondo dei musicisti, delle orchestre e delle scuole di musica ha accusato i contraccolpi della crisi finanziaria che ha iniziato ad investire l'economia reale. Senza lavoro e con lo stipendio all'80% (per la maggior parte della forza lavoro della ditta si parla di 700 euro netti al mese) gli esperti falegnami che forgiano il legno. Mani esperte scelte all'inizio degli Anni '80 da Victor Salvi che trasferì l’azienda dalla Liguria al Saluzzese, terra rinomata per le produzioni artigianali nel settore ligneo. Stessa sorte per gli addetti a verniciatura, montaggio e consegna degli strumenti. Al lavoro gli impiegati e tre addette alla doratura.
«Questi provvedimenti erano nell'aria da mesi - dice uno degli operai -. Fino a settembre ci è stato ripetuto che la situazione era sotto controllo, poi in autunno sono nati i problemi». Dopo gennaio la produzione potrebbe subire altri stop, «a singhiozzo». Si parla di una settimana di «cassa» anche a febbraio e una seconda a marzo.
«Siamo consci dei problemi dell'economia - precisa un dipendente che chiede di restare anonimo - e che la crisi ha colpito anche il nostro settore. Meno ordini significano meno produzione e quindi la direzione ha tirato il freno. Noi abbiamo problemi ad arrivare alla fine del mese perché tutti abbiamo famiglie e le spese si accumulano. Se la situazione non migliorerà sarà davvero grave per tutti».
Pasquale Stroppiana, Cgil di Cuneo: «C'è preoccupazione in generale e nelle ultime settimane anche per questo settore in particolare».

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NSM ARPE DI PIASCO: 5 MOBILITA

Da Gazzetta Saluzzo del 27 novembre

PIASCO I C'è "maretta" alla Salvi Nsm di Piasco, la ditta che produce arpe, conosciuta in tutto il mondo. Da settembre ci sono 5 dipendenti in mobilità. La vertenza con i sindacati si è chiusa con un nulla di fatto: fu­mata nera al tavolo con la pro­prietà. Le sigle sindacali non hanno ritenuto valide le moti­vazioni dell'azienda: è saltato dunque l'accordo per il tratta­mento dei 5 lavoratori. La pro­prietà ha ora la possibilità di proseguire sulla sua strada, col­locandoli in mobilità, con il ri­schio però che gli essi impugni­no il licenziamento. Un segna­le sintomatico perché la crisi (e i tagli occupazionali che essa comporta) arrivano a colpire anche un settore di nicchia co­me l'artigianato.

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