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Novaplast, c’è l’intesa Ai lavoratori due anni di cassa straordinaria

Smantellato il presidio allestito a fine gennaio

Da “La Stampa” del 29 marzo di ALDO MANO

RACCONIGI
Ieri mattina è stato firmato l’accordo tra i sindacati e la direzione aziendale della Novaplast, con il quale è stata scritta la parola «fine» alla vertenza che durava da due mesi. «Lo scorso 23 gennaio la Novaplast ha cercato di spegnere il futuro di 69 lavoratori e lavoratrici - dicono Alberto Dotta (Uilcem-Uil) e Gaspare Palermo (FilctemCgil) -. Con l’accordo di ieri si riaccende la speranza».
L’intesa è stata raggiunta, dopo diverse ore di discussione, nella sede dell’assessorato regionale al Lavoro a Torino. Prevede che l’azienda chieda ventiquattro mesi di cassa integrazione straordinaria, con l’impegno di tutte le parti di fare in modo che, trascorso il primo anno, vengano concessi i dodici mesi successivi. Inoltre, saranno avviati percorsi di formazione e riqualificazione del personale e il gruppo Abet di Bra, di cui fa parte la Novaplast, nelle assunzioni future darà priorità agli ex dipendenti dello stabilimento di Racconigi. Sono inoltre stati ribaditi gli accordi già presi a suo tempo in merito agli incentivi per chi accetta la mobilità, il cui importo, valutato in base all’età, all’anzianità di lavoro e al carico familiare, corrisponde in media a circa 13 mila euro pro capite. L’azienda inoltre, durante tutto il periodo di cassa integrazione, corrisponderà ulteriori 90 euro al mese a ciascun dipendente.

L’esito dell’incontro torinese è stato comunicato nel pomeriggio di ieri alle maestranze riunite in assemblea ed accettato con soddisfazione e un sospiro di sollievo. Immediatamente dopo è stato smantellato il presidio, istituito dopo che, la mattina del 23 gennaio i lavoratori, 46 donne e 23 uomini, avevano ricevuto la lettera di licenziamento e l’annuncio che la produzione di laminati plastici sarebbe cessata. Lo stabilimento via Caramagna era stato occupato ininterrottamente, giorno e notte, a turno da tutti lavoratori.
«Non possiamo che dare una valutazione positiva di come si è risolta la vicenda commentano Palermo e Dotta -. L’assemblea dei lavoratori ha accettato quanto è stato concordato. La vicenda si è conclusa bene, senza intemperanze o disordini, anche in virtù del senso civico dimostrato in questi due mesi dalle maestranze, all’impegno di Ida Franza, Faustina Moramarco, e Giovanna Racca delle Rsu, dell’amministrazione del Comune e della Provincia, ed anche grazie alla solidarietà dimostrata e messa in pratica con diverse iniziative da parte di molti giovani e di tutta la comunità racconigese».

 

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Novaplast, resta in salita la trattativa sugli incentivi

Scambi di accuse direzione-sindacati sull’uscita di materiale

Da “La Stampa” del 20 marzo di ALDO MANO

RACCONIGI


È sempre più tesa, e rischia di arrivare al punto di rottura, la situazione alla Novaplast. Dopo quanto avvenuto giovedì scorso le segreterie provinciali Uilcem-Uil e Filctem-Cgil e le Rsu di fabbrica avevano decretato il blocco totale, impedendo anche l’accesso degli impiegati negli uffici. Mentre era in corso l’assemblea nella quale Gaspare Palermo (Cgil) e Alberto Dotta (Uil) comunicavano alle maestranze l’esito, per altro incerto, dell’incontro avvenuto il giorno prima in Provincia, l’azienda ha inviato un autocarro a portare via da un magazzino in località Pedaggera una novantina di bobine di carta, contravvenendo agli accordi presi durante i precedenti incontri in Confindustria.
«Il prelievo di alcuni rotoli di carta decorativa rientra negli accordi presi con i sindacati dopo il positivo avanzamento della trattativa dal punto di vista economico - dichiara l’amministratore delegato Gianmatteo Allocco -. Non si tratta pertanto di una iniziativa unilaterale. I rotoli presenti tutt’ora a magazzino sono diverse centinaia. L’azienda precisa inoltre che nei giorni scorsi, nonostante gli accordi prevedessero il prelievo di prodotto finito destinato in determinate zone, non ne è stato consentito l’invio, con conseguente rottura dei rapporti con la clientela. L’iniziativa di blocco totale degli accessi alla fabbrica, e revoca pertanto di parte di quanto concordato, pone un serio rischio di mancato accordo».
Immediata la replica dei sindacati: «L’accordo prevedeva, a fronte di un’intesa di massima sugli incentivi economici, di far uscire dall’azienda due commesse urgenti, da spedire al Sud Italia e in Venezuela. Inoltre, sempre su richiesta aziendale, si era convenuto di far uscire del materiale in deperimento e ‘’due/tre rotoli dall’altro magazzino’’. A questi accordi i lavoratori si sono attenuti, facendo caricare i prodotti che, tranquillamente, sono stati prelevati e portati via».
Palermo e Dotta aggiungono che gli accordi prevedevano che tutti i prelievi dovevano essere comunicati preventivamente alla Rsu, in modo da effettuare il tutto in trasparenza. «Esprimiamo forte preoccupazione per l’affermazione di Allocco in merito al rischio di un mancato accordo - continuano -. Invitiamo la proprietà ad evitare ulteriori forzature che possano allontanarci dall’obiettivo, salvo che si voglia strumentalizzare quanto sta accadendo per fare saltare il difficile negoziato».

 

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Novaplast fa portare via 93 bobine Cancelli di nuovo sbarrati per protesta

Da “La Stampa” del 16 marzo di [A. M.]


È tornata tesa la situazione alla Novaplast di Racconigi dopo che ieri l’azienda, senza che nessuno se ne accorgesse, ha fatto portare via da un magazzino in località Pedaggera 93 bobine di carta da impiegare nella produzione di laminati. Il locale, parecchio distante dalla fabbrica di via Caramagna, nel clima di rilassamento che si stava creando non era più sorvegliato assiduamente come nei primi giorni del presidio e il fatto è stato scoperto solo in tarda mattinata.
«Secondo gli accordi – spiegano i sindacalisti Gaspare Palermo (Cgil) e Alberto Dotta (Uil) - la Novaplast avrebbe potuto portare via non più di due-tre bobine». Ieri mattina i due rappresentanti delle segreterie provinciali Uilcem-Uil e Filctem-Cgil avevano illustrato quanto era emerso dalla riunione del tavolo di crisi che si è riunito mercoledì in Provincia, a Cuneo. Era stata discussa la proposta, vantaggiosa per l’azienda, avanzata dal Comune di Racconigi per una variazione della destinazione di uso, in sede di Piano regolatore, dell’area dove sorge lo stabilimento. L’altro tema era la ricollocazione di una ventina di operai nelle industrie collegate, Abet di Bra e Lamicolor di Caramagna, per poter ottenere la proroga della cassa integrazione straordinaria, in merito alla quale anche l’assessore al Lavoro Pietro Blengini aveva promesso che la Provincia avrebbe avviato un percorso di «out placement».
L’amministratore delegato della società, Gianmatteo Allocco, aveva chiesto alcuni giorni di tempo per pronunciarsi. «Se la risposta sarà positiva bene - avevano commentato ieri mattina Palermo e Dotta – diversamente verranno organizzate manifestazioni di protesta, nelle quali si cercherà di coinvolgere anche i lavoratori degli stabilimenti di Bra e Caramagna». Il clima pareva disteso, poi è arrivata la doccia fredda dell’iniziativa, non compresa negli accordi, di portare via da Racconigi altro materiale, e la situazione è arrivata al limite di rottura. Al presidio è stato deciso il blocco totale della fabbrica, dove da oggi non potrà più entrare nessuno.

 

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Tredicimila euro a chi si dimette dalla Novaplast

È l’importo medio lordo pro capite in base a età all’anzianità di servizio e ai carichi famigliari

Da “La Stampa” del 3 marzo di ALDO MANO


Una prima importante intesa è stata raggiunta tra le organizzazioni sindacali, la Rsu e la direzione aziendale della Novaplast. Nell’incontro che si è tenuto durante tutta la giornata di giovedì a Confindustria Cuneo, sono stati presi accordi in merito agli incentivi economici per chi lascia l’azienda, alla cassa integrazione straordinaria ed alla mobilità.
L’esito è stato comunicato ai lavoratori nel corso di un’assemblea al presidio della fabbrica da Gaspare Palermo e Alberto Dotta, delle segretarie provinciali Filctem Cgil e Uilcem Uil. «Esprimiamo soddisfazione per il risultato ottenuto – commentano i sindacalisti -, in primo luogo se si tiene in considerazione il fatto che rispetto a quanto previsto per legge, l’esborso per l’azienda è decisamente superiore. Le aspettative dei 69 dipendenti erano altre e superiori, ma va sottolineato che ad un certo punto il rischio era quello di non poter giungere ad un accordo, con la conseguente immediata collocazione in mobilità di tutti i lavoratori, senza possibilità di cassa integrazione».
In base a età, anzianità lavorativa e carichi familiari, l’importo medio pro capite, esclusa la cassa integrazione straordinaria, si attesta oltre i 13.000 euro lordi. Nel corso dell’assemblea è emersa la proposta di richiedere la riapertura del tavolo di crisi in Provincia, per provare a trovare un’intesa che con il contributo di tutti, istituzioni ed azienda, permetta la ricollocazione di almeno il 30% del personale per ottenere la proroga di dodici mesi della cassa integrazione straordinaria.

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Incentivi a chi accetterà il licenziamento C’è un’ipotesi di accordo alla Novaplast

In cambio sarà concessa l’uscita dallo stabilimento dei materiali finiti

Da “La Stampa” del 2 marzo di

RACCONIGI
È iniziato alle 9 e proseguito fino alle 18, l’incontro ieri, in Confindustria a Cuneo, fra le organizzazioni sindacali Uilcem-Uil e Filctem-Cgil, i delegati della Rsu dei lavoratori e la direzione aziendale della Novaplast. «Abbiamo ottenuto dei risultati positivi - commentano Alberto Dotta (Uil) e Gaspare Palermo (Cgil) - soprattutto in merito agli incentivi che la Novaplast darà ad alcuni dipendenti affinchè accettino il licenziamento. Non li abbiamo ancora sottoscritti, dal momento che dovranno essere approvati dall’assemblea dei lavoratori».
L’azienda, rappresentata dall’amministratore delegato Matteo Allocco, ha chiesto in cambio che venga concessa l’uscita dallo stabilimento del materiale finito, già venduto e pronto per essere consegnato ai clienti. Anche questa proposta è al vaglio dell’assemblea. Rimane in sospeso il problema della ricollocazione di almeno il 30 per cento delle maestranze, cioè una ventina sui 69 di tutto l’organico, in modo da poter ottenere, dopo un anno, la ulteriore proroga di dodici mesi della cassa integrazione straordinaria.

Il dirigente della Novaplast ha affermato che l’azienda è disposta ad impegnarsi, ma l’obiettivo si può raggiungere solo lavorando tutti assieme, con i sindacati e il coinvolgimento della Provincia.
L’argomento è stato rinviato ad una riunione, che si terrà sempre in Confindustria, martedì 6 aprile, e non si è parlato della proposta del Comune di Racconigi di una variazione della destinazione d’uso, vantaggiosa per la società, dell’area su cui sorge la fabbrica di via Caramagna.
Il 23 gennaio, senza preavviso, la direzione della Lavaplast, che produce laminati plastici, aveva comunicato ai 69 dipendenti la cessazione dell’attività. I lavoratori, in accordo con i sindacati, avevano occupato la fabbrica con un presidio, tuttora attivo 24 ore su 24
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Vertenza Novaplast Previsti “incentivi” a chi viene licenziato

Approvato in Regione ordine del giorno sulla situazione

Da “La Stampa” del 16 febbraio di [A. M.]


Si è svolto ieri pomeriggio, in Confindustria a Cuneo, il quarto incontro fra le organizzazioni sindacali e i vertici della Novaplast di Racconigi, di cui è stata annunciata la chiusura.
«Non è andata benissimo dicono Alberto Dotta e Gaspare Palermo delle segreterie provinciali Uilcem-Uil e Filctem-Cgil -, ma crediamo si sia fatto un piccolo passo avanti». Il moderato ottimismo dei due sindacalisti è giustificato dal fatto che l’amministratore delegato della Novaplast, Gianmatteo Allocco, accompagnato dall’avvocato Guasco, legale della società, avrebbe accettato di entrare nel «meccanismo», proposto dai sindacati, in merito agli incentivi da erogare ai dipendenti che accettassero il licenziamento. Non è però ancora stato raggiunto l’accordo sull’entità di tali incentivi, ma sono rimaste aperte le trattative.
L’azienda racconigese produttrice di laminati plastici: il 23 gennaio aveva consegnato ai 69 dipendenti una lettera, nella quale annunciava la chiusura dello stabilimento di via Caramagna. Le segreterie provinciali Filctem-Cgil e Uilcem-Uil e le rappresentanti delle rsu di fabbrica Faustina Moramarco (Uil), Ida Franza e Giovanna Racca (Cgil) avevano subito deciso l’occupazione della fabbrica, con i dipendenti organizzati per mantenere il presidio attivo 24 ore su 24. «Il mantenimento del posto di lavoro rimane il nostro obiettivo principale - continuano Dotta e Palermo -, ma su questo punto l’azienda non ci offre le garanzie che noi pretendiamo, per i lavoratori che non accettino gli incentivi». Oggi alle 15,30 si terrà al presidio un’assemblea generale, nella quale verrà spiegato ai lavoratori quanto è emerso dall’incontro di ieri. Mercoledì si terrà a Cuneo un ulteriore confronto fra le parti e la Provincia.
«Il Consiglio regionale ha approvato, all'unanimità, l’ordine del giorno da me presentato a favore dei dipendenti Novaplast - dice il consigliere regionale Idv, Tullio Ponso -. Ho chiesto alla Giunta di attivare tutti gli strumenti necessari a valutare la reale situazione operativa e le eventuali possibilità di continuare la produzione nel sito di Racconigi. Ho chiesto di intervenire a favore dei dipendenti Novaplast perché, nel caso di chiusura, possano trovare altra collocazione lavorativa attraverso gli strumenti che direttamente o tramite i centri dell'impiego sono a disposizione. E vengano attivati tutti gli ammortizzatori sociali».

 

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Novaplast di Racconigi: secondo vertice in Unione Industriale, insoddisfatti i sindacati

Da www.targatocn.it del 8 febbraio

Giornata intensa di confronti quella di martedì per definire il futuro dei 69 dipendenti della Novaplast di Racconigi. Nel pomeriggio il secondo vertice in Unione Industriale è stato considerato "amaro" dai rappresentanti dei lavoratori e RSU. Questi hanno reputato i dati forniti dall'azienda non conformi all'obiettivo prefissato: la totale ricollocazione del personale. "Se l'altra settimana l'azienda si diceva disponibile alla collocazione dei dipendenti - spiega Gaspare Palermo della Filctem Cgil-, ora i numeri presentati sulle uscite nei prossimi anni di lavoratori dalle altre due aziende (Abet Laminati di Bra e la Lamicolor di Caramagna Piemonte, ndr) sarebbero una quindicina e il numero per noi è lontano dalle nostre esigenze. In sostanza la posizione aziendale ci ha lasciati perplessi, ci sembra ci sia una non volontà ad impegnarsi nella complessiva ricollocazione". Filctem Cgil e Uilcem Uil sperano che il mercato non annienti le produzioni di Novaplast e che l'azienda tragga benefici dall'eventuale cambio di destinazione d'uso dell'area, in modo che poi trovi la volontà di reinvestire le risorse sull'intero gruppo andando a rilanciare il mercato del laminato.

Alle 18 invece l'attenzione si è spostata presso il comune di Racconigi dove erano presenti esponenti della locale amministrazione, di quelle dei Comuni ove risiedono i dipendenti della Novaplast, dell’Amministrazione Provinciale e regionale (Mino Taricco). Oltre alla solidarietà generale, è emerso l'impegno, su proposta dell'assessore provinciale al Lavoro Pietro Blengini, a chiedere l'apertura di un tavolo di crisi e di spostare la trattativa dall'Unione Industriale alla Provincia con l'intervento delle istituzioni quali mediatori. Rispetto alla concessione degli ammortizzatori sociali, su cui l'azienda si era dimostrata disponibile alla discussione, la Provincia si è impegnata verso il Ministero del Lavoro per la concessione della cassa integrazione straordinaria e verso la Regione per la cassa in deroga.

A Racconigi il presidio dell'azienda continua fino alla totale e soddisfacente (per i lavoratori) soluzione della voce "ricollocazione". Venerdì 10 febbraio, al prossimo vertice in Unione Industriale, l'azienda è chiamata a presentarsi con una proposta sugli incentivi economici da accompagnare agli ammortizzatori.

 

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Novaplast pagherà 75 giorni di stipendi

Da “La Stampa” del 2 febbraio di ALDO MANO

CUNEO
Sindacati e direzione aziendale sono concordi: è stato un incontro «sereno e produttivo», quello che svoltosi ieri pomeriggio in Confindustria per discutere la vicenda della «Novaplast» di Racconigi, l’azienda produttrice di materie plastiche che due settimane fa ha deciso di chiudere lo stabilimento e lasciare a casa i 69 dipendenti.
A Cuneo sono arrivati in pullman quaranta lavoratori, mentre gli altri sono rimasti a presidiare la fabbrica, occupata da lunedì 23 gennaio. A loro si sono aggiunti delegazioni di Alpitour, Michelin, Abet, Arpa e altre aziende, per un sit-in davanti alla sede di Confindustria in corso Dante. «Ci sono ragionevoli speranze - commentano Gaspare Palermo e Alberto Dotta, delle segreterie provinciali Filtcem-Cgil e Uilcem-Uil -. Anzitutto la direzione dell’azienda ha confermato che verranno pagati regolarmente gli stipendi, fino alla conclusione della trattativa per la mobilità, che deve essere portata termine entro 75 giorni. Poi è stato abbozzato un percorso condivisibile per quanto riguarda le possibili forme di ammortizzatori sociali. C’è divergenza di vedute per quanto riguarda la ricollocazione dei dipendenti, sulla quale la Novaplast è sostanzialmente d’accordo, ma solo in base a quanto richiederà il mercato, mentre da parte nostra vorremmo delle certezze».
Altri incontri sono stati fissati per il 7, 10 e 21 febbraio. Si sta anche organizzando un confronto con le istituzioni, in particolare l’assessore provinciale al Lavoro Pietro Blengini e i sindaci dei diversi centri dove risiedono gli operai. «Si è aperta una finestra di dialogo dice Gianmatteo Allocco, amministratore delegato della società -. La trattativa sarà ancora lunga, ma cercheremo di accorciare al massimo i tempi. C’è spazio per la discussione e arrivare ad una soluzione soddisfacente per tutti».

 

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Novaplast di Racconigi: continua il presidio dei lavoratori

Da www.targatocn.it del 30 gennaio 2012

E’ domenica, la prima dopo il licenziamento, e nonostante la copiosa nevicata il presidio della NOVAPLAST , e più affollato che mai.

Sfidando la viabilità messa in crisi da una copiosa nevicata, i dipendenti dell’ azienda di Racconigi, hanno raggiunto il presidio per dare il cambio ai colleghi che hanno passato la notte in azienda.

Nonostante il dramma che stanno vivendo sono più che mai determinati a portare avanti tutte le iniziative utili a garantire un lavoro dignitoso a tutti.

Mercoledì 1° febbraio, all’ Unione Industriale di Cuneo, si incontreranno le parti datoriali e i lavoratori con le organizzazioni sindacali FILCTEM e UILCEM, per provare a districare la matassa e dare un po’ di serenità ai dipendenti della Novaplast.

Sono moltissimi coloro che in questi giorni, hanno visitato il presidio dei lavoratori portando la loro solidarietà e incoraggiamenti alle persone presenti, tra questi le autorità del Comune di Racconigi, il parroco e molti cittadini comuni, che oltre a esprimere le loro partecipazione solidare hanno lasciato torte e viveri in segno di solidarietà.

Una presenza molto importante e incoraggiate è stata quella degli alunni delle scuole medie di Racconigi, che si sono presentati al presidio dei lavoratori informandosi e intervistando le donne e gli uomini e chiedendo la loro disponibilità a partecipare nei prossimi giorni a una serie di incontri nelle aule scolastiche.

Questi ragazzi hanno dimostrato grande sensibilità e l’emozione ha coinvolto coloro che in quel momento erano presenti; purtroppo però uguale sensibilità è mancata, almeno per il momento a quei politici che per le competenze che hanno non hanno visitato i lavoratori Novaplast.

Lunedì 30 gennaio i commercianti di Racconigi attueranno una chiusura simbolica, abbassando per 1/4 d’ ora le serrande delle loro attività, mentre ai balconi si intravedono già numerose lenzuola bianche esposte in segno di solidarietà.

La delegazione della Croce Rossa di Racconigi ha messo a disposizione un gazebo, per ripararsi dalle intemperie e gli automobilisti che transitano davanti all’ azienda occupata suonano i loro clacson per far sentire la loro solidarietà.

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Novaplast, un incontro fra proprietà e sindacati

Da “La Stampa” del 26 gennaio di ALDO MANO
Cartelli lungo la provinciale per Caramagna invitano gli automobilisti a suonare il clacson mentre transitano davanti allo stabilimento della «Novaplast», per solidarietà con i lavoratori in agitazione.
La fabbrica, che produce materie plastiche fin dalla metà degli anni ’50, è occupata, dopo che lunedì mattina i 69 dipendenti hanno ricevuto una lettera nella quale la proprietà annunciava l’arresto della produzione e la messa in liquidazione dell’azienda.
Le segreterie provinciali Filctem-Cgil e Uilcem-Uil, con la Rsu di fabbrica, hanno indetto una manifestazione di protesta, con presidio a tempo indeterminato 24 ore su 24. Una delegazione di sindacalisti e lavoratori ha incontrato l’altro pomeriggio l’Amministrazione comunale. Il sindaco Adriano Tosello e l’intero Consiglio comunale, oltre ad esprimere la massima solidarietà ai lavoratori, si sono subito attivati. Sono stati presi contatti con l’assessore provinciale al Lavoro Pietro Blengino e con gli amministratori dei Comuni della zona dove risiedono diversi lavoratori della Novaplast.
Le organizzazioni sindacali, in previsione di quanto era nell’aria già da qualche tempo, avevano chiesto la scorsa settimana un incontro con la proprietà. L’Abet di Bra, del cui gruppo fa parte la società racconigese, ha accettato, e l’incontro è stato fissato a Cuneo, presso Confindustria, mercoledì prossimo.
«Aspettiamo, per vedere cosa emergerà da questo incontro - hanno detto ieri mattina i dipendenti al presidio in fabbrica -. Se non ci saranno riscontri positivi, prenderemo in considerazione l’ipotesi di istituire anche un presidio a Bra, davanti alla sede centrale dell’Abet».

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Una notte in fabbrica per gli operai Novaplast

Moretta, tensione dopo l’improvvisa chiusura dello stabilimento

Da “La Stampa” del 25 gennaio di ALDO MANO
Dopo che lunedì mattina i 69 dipendenti della Novaplast di Racconigi, al momento di tornare al lavoro hanno saputo, tra stupore e sconcerto, che la ditta aveva chiuso senza preavviso, le segreterie provinciali Filctem-Cgil e Uilcem-Uil, ed i rappresentanti delle Rsu, Faustina Moramarco (Uil), Ida Franza e Giovanna Racca (Cgil) hanno deciso l’occupazione della fabbrica.
È stato istituito un presidio, che rimarrà attivo fino a quando la situazione non verrà chiarita. Alcuni dipendenti hanno trascorso la prima notte nei locali dell’azienda (produce materie plastiche), mentre si stanno organizzando per mantenere la fabbrica occupata 24 ore su 24.
«Certamente, alla luce delle ultime difficoltà annunciate dalla dirigenza, non ci si aspettava nulla di buono – dichiarano Alberto Dotta della Uil e Gaspare Palermo della Cgil –, ma la lettera consegnata e l’uscita di produzioni e materiali effettuata in fretta e di nascosto durante il weekend, non fanno giustizia del grande senso di responsabilità dimostrato in questi mesi dai lavoratori. Fino all’ultimo hanno prestato la loro attività con diligenza, in attesa di un riscontro positivo alla nostra richiesta d’incontro con la proprietà a Confindustria Cuneo, che è stato fissato solo per il primo febbraio».
Lunedì pomeriggio i sindacalisti e una delegazione di lavoratori sono stati ricevuti in municipio dal sindaco Adriano Tosello, con alcuni assessori e consiglieri sia di maggioranza, che di opposizione.
«Oltre a manifestare la solidarietà nei confronti dei lavoratori - ha dichiarato il primo cittadino - in fase di approvazione del Piano regolatore, non verranno apportate modifiche all’utilizzo dell’area urbanistica occupata dalla Novaplast se, da parte della proprietà, non dovesse esserci una concreta e reale volontà di trovare una soluzione per ognuno dei lavoratori». La proposta del sindaco è stata approvata all’unanimità, ed inoltre è stato deciso di organizzare un incontro con gli amministratori degli altri Comuni dove risiedono i dipendenti della Novaplast.
È già stato contattato anche l’assessore provinciale al Lavoro Pietro Blengino che ha dato piena disponibilità. «La nostra battaglia è per difendere tutti i posti di lavoro – continuano Dotta e Palermo - e su questo cercheremo di mettere in campo tutte le possibili iniziative che inducano l’azienda ad assumersi le responsabilità che le competono».

 

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Novaplast di Racconigi: incontro in Municipio sulle prospettive produttive

Da www.targatocn.it del 2 dicembre 2011

Dopo le preoccupazioni emerse a seguito dell’incontro del 24 novembre 2011 effettuato con l’Azienda rispetto alle prospettive di continuità produttiva per la Novaplast di Racconigi (produzione del laminato HPL inclusa la stampa a rotocalco della carta decorativa), che occupa al suo interno circa 70 dipendenti ed a maggioranza donne, venerdì 2 dicembre le Segreterie Provinciali Filctem Cgil e Uilcem Uil e la RSU hanno incontrato l’Amministrazione Comunale di Racconigi alla presenza del Sindaco.

"L’incontro è stata l’occasione per sensibilizzare ed informare le autorità locali sulle preoccupazioni ed i gravi rischi che produrrebbero una eventuale chiusura dello stabilimento sia per le lavoratrici ed i lavoratori che all’interno vi operano sia per i riflessi che questo avrebbe su una realtà locale già pesantemente colpita da chiusure e ristrutturazioni aziendali" affermano le sigle sindacali.

L’Amministrazione ha affermato di essere cosciente del problema e per questo ha già in passato monitorato la vicenda attraverso la richiesta informale di chiarimenti più volte effettuata all’Azienda. "Riconoscendo quindi l’importanza strategica del Sito, ha inteso innanzitutto precisare che eventuali opere urbane che potrebbero essere fatte in futuro, dopo l’approvazione del piano regolatore, non interesseranno comunque l’area in cui oggi sorge la Novaplast". In secondo luogo è stata poi data la disponibilità ad impegnarsi attivamente per sostenere la vertenza in atto, attraverso la richiesta d’incontro che verrà effettuata nei prossimi giorni da parte del Comune nei confronti della Proprietà e promuovendo un tavolo istituzionale con la partecipazione dell’Amministrazione Provinciale, Comunali dei Territori in cui risiedono i lavoratori, le Organizzazioni Sindacali e l’Azienda per cercare di verificare tutte le possibili strade che permettano di rilanciare la Novaplast e difendere l’occupazione.

Le Organizzazioni Sindacali e la RSU valutano positivamente l’andamento dell’incontro ed attendono per i prossimi giorni l’esito dei colloqui che intercorreranno tra Comune e Azienda per decidere come proseguire con le iniziative.

 

 

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