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SCIOPERO.STRISCIONI E BANDIERE HANNO INVASO LE VIE DEL CENTRO
“Non lasciate a casa i precari”

Da “La Stampa” del 27 marzo 2011 di MARISA QUAGLIA
CHERASCO
La gente sotto i portici del centro osserva incuriosita. Un centinaio di persone sfilano per la via con striscioni e bandiere, urlando slogan al megafono. Nella tranquilla cittadina di Cherasco non era mai successo.
A invadere le strade del centro, ieri mattina, sono stati i lavoratori della Mtm-Brc, azienda cheraschese dove trecento dipendenti con contratto a tempo determinato rischiano il posto prima di giugno. Partiti dalla fabbrica, hanno percorso la salita e sono arrivati al teatro comunale, dove si è tenuta un’affollata assemblea pubblica. Ad accogliere i manifestanti, il sindaco della Città delle Paci, Claudio Bogetti: «Fino a poco tempo fa si pensava che la crisi non toccasse il nostro territorio. Oggi invece sappiamo che anche per noi il momento è difficile. L’amministrazione è a disposizione per ogni iniziativa che permetta di mantenere i posti di lavoro».
Non tutti i lavoratori dell’azienda hanno aderito allo sciopero. Pina Mosca, segretaria provinciale della Fiom, commenta: «Molti non hanno avuto il coraggio di sfilare. Non voglio condannare chi non è presente, tuttavia dobbiamo far capire all’azienda che i lavoratori non possono più essere spremuti come è stato fatto finora. Non è possibile che oltre la metà delle maestranze sia precaria, con contratti di 3, 6 mesi o un anno e con la paura ogni volta che il contratto non venga rinnovato. E’ una vergogna».
Quando si viene a sapere che per oggi l’azienda ha chiesto ai dipendenti di fare lo straordinario, dal pubblico in sala scattano i commenti: «Buffoni, metteremo le auto davanti ai cancelli». Mosca ha sottolineato che «un’azienda con dipendenti in cassa integrazione non può chiedere lo straordinario. Porteremo avanti una denuncia per questo fatto. Se l’azienda vuole la guerra, guerra avrà».
Proposte per evitare il ridimensionamento sono arrivate dall’assessore regionale Angela Migliasso: «Se le rappresentanze sindacali lo ritengono opportuno, avvieremo un incontro con l’azienda per presentare idee concrete che possano andare a favore sia dei lavoratori sia dell’azienda».
Presente al tavolo anche l’assessore provinciale Pietro Blengini: «Capisco perfettamente lo stato d’animo di queste persone che rischiano il posto di lavoro. Ma mi dissocio dall’idea che questa non sia un’azienda seria. Il fatturato dimostra il contrario». Assenti all’incontro i vertici della Mtm-Brc.

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Mtm-Brc di Cherasco arriva 'in mano' a Pier Luigi Bersani

Da www.targatocn.it del 26 marzo di B.S.

Sciopero di 8 ore, il 26 marzo, alla Mtm-Brc di Cherasco. Gli operai dell'azienda leader nella produzione e commercializzazione di componenti ed impianti a gas metano e GPL per autotrazione sono scesi a manifestare in piazza, nella cittadina delle Langhe. La situazione appare drammatica e, nella sua drammaticità, è stata presentata questa mattina al segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani, a Cuneo per la chiusura della campagna elettorale del Pd cuneese.
Nella sede cittadina del partito, in via Dronero, il segretario Fiom-Cgil di Cuneo Alfio Arcidiacono, assieme ad alcuni rappresentanti delle Rsu, ha consegnato un documento nel quale viene presentata la gravissima situazione dell'azienda: il mancato rinnovo degli ecoincentivi da parte del Governo si è tradotto in un crollo della domanda di auto alimentate a gas, tale da portare a non rinnovare il contratto a 300 precari su 800 lavoratori. Da una situazione in controtendenza rispetto al contesto generale, nella quale la MTM-Brc assumeva dove gli altri mettevano in mobilità o in cassa integrazione, nel giro di poco tempo si è passati ad una situazione drammatica: il brusco calo di commesse ha così fatto decidere alla proprietà (la famiglia Costamagna di Cherasco fondatrice delle aziende del gruppo Mtm), di non rinnovare i contratti ai dipendenti che erano stati assunti a tempo determinato. Senza contare il problema dell'indotto, cioé delle tante aziende del territorio che lavorano per Mtm e che si troveranno in grande difficoltà, con ulteriore perdita di posti di lavoro.
Bersani ha ascoltato Alfio Arcidiacono e Massimiliano Falleti (Rsu) e ha promesso il suo interessamento in sede parlamentare. Ha parlato di una politica dissennata del Governo che, in un momento delicatissimo per il mercato dell'auto, ha tolto gli ecoincentivi. Inoltre, ha fatto riferimento anche alle politiche sull'inquinamento che, con questa decisione, subisce una grave battuta d'arresto.

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CHERASCO.NON SARANNO RINNOVATI I CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO
Trecento operai Mtm senza lavoro da giugno
Sindacati: “Conseguenza del blocco degli ecoincentivi”

Da “La Stampa” del 14 marzo di VALTER MANZONE
CHERASCO
La fine degli ecoincentivi per le auto provocherà il licenziamento, a giugno, di 300 dipendenti della ditta cheraschese Mtm-Brc, che produce impianti a gas.
Pina Mosca, segreteria provinciale della Fiom-Cgil: «È una situazione drammatica: fra pochi mesi i 300 contratti a tempo determinato, in scadenza, non saranno rinnovati. Finora l’azienda era l’unica ad andare in controtendenza: mentre in tutto il settore metalmeccanico si assisteva all’introduzione massiccia di cassa integrazione, se non addirittura di mobilità, lì si continuava ad assumere».
Aggiungono le Rsu aziendali (tutte della Cgil), Monica Abellonio, Lorena Bucciol, Massimiliano Falleti e Barbara Rattalino: «Le commesse per gli impianti a gas erano in costante aumento e quindi era normale lavorare sui tre turni, sfruttando spesso anche il sabato mattina. La recente decisione di abolire gli incentivi statali ha gettato nel caos il mercato dell’auto e, quindi, anche quello degli impianti a gas. Il brusco calo di commesse ha indotto i titolari (la famiglia Costamagna, fondatrice di tutte le aziende del gruppo Mtm, ndr) a non rinnovare i contratti ai dipendenti assunti a tempo determinato».
Un segnale inequivocabile della crisi in cui versa la ditta è anche rappresentato dalla decisione di unificare tutto il personale del reparto di montaggio (il più significativo), sull’orario normale, a partire da domani mattina, abolendo di fatto i tre turni. Ancora Pina Mosca: «Questa crisi profonda che colpisce la ditta si rifletterà, purtroppo, anche sull’ampio indotto delle aziende artigianali che fornivano particolari per la realizzazione degli impianti. Intendiamo difendere soprattutto il posto di lavoro di molte donne e stranieri. Invitiamo la direzione a diversificare la produzione per poter continuare ad avere ordini sufficienti».

 

 

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