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Operai senza stipendio da
luglio
Da “La Stampa” del
2 settembre di MARISA QUAGLIA
BRA
Ha organizzato un pullman e portato i suoi dipendenti a protestare a
Ravenna. Osvaldo Giordanino, imprenditore braidese, amministratore
unico della Costrade srl e della Morino Costruzioni, sta lottando con
i suoi operai per ottenere il pagamento di un importante lavoro: la
vicenda inizia nel 2006, quando la Provincia di Firenza bandisce una
commessa per lavori sulla Firenze-Pisa-Livorno al «Consorzio Ravennate»,
aderente a LegaCoop. Il lavoro è assegnato a un ente associato, il
«Consorzio Mole», di Torino. Questo, a sua volta, lo affida alla
Costrade. Il cantiere viene completato in anticipo, tant’è che viene
riconosciuto un premio di accelerazione. La Provincia toscana paga
regolarmente 930 mila euro al Consorzio Ravennate, che avrebbe dovuto
trasferire la somma al Consorzio subalpino che lo avrebbe trasferito
alla ditta esecutrice. Ad oggi però, dopo oltre un anno di attesa, la
Costrade non ha ricevuto nulla e si trova in grave crisi di liquidità.
A farne le spese i dipendenti che non vedono lo stipendio da un paio
di mesi e i fornitori. «Le conseguenze di questo stato di cose sono
molto pesanti - spiega Giordanino - perché non solo non siamo più
nelle condizioni di pagare gli stipendi, ma non essendo in regola con
il versamento dei contributi, non possiamo neanche produrre le
documentazioni necessarie per incassare i crediti per i lavori che
stiamo eseguendo in altre parti d’Italia».
Dalla preoccupante situazione l’idea di recarsi a Ravenna, davanti al
Consorzio «moroso» per protestare. Ad accogliere i piemontesi però i
cancelli chiusi. Tra i lavoratori interessati ci sono anche i braidesi
della Morino Costruzioni.
«Se la Costrade dovesse andare male - continua Giordanino -
comprometterebbe anche l’azienda braidese. Le due ditte sono
fortemente collegate. Qualora la vicenda ravennate portasse a una
crisi irreversibile della Costrade, sarà attivato quanto necessario
nei confronti di Consorzio Ravennate, per permettere di attivare forme
di solidarietà concreta per i dipendenti delle due aziende, sia la
torinese che quella di Bra».
In attesa che la vicenda si definisca, il cantiere di via Ospedale a
Bra della Morino è chiuso. «Spero in buone notizie al più presto -
conclude l’amministratore - ma preferisco non chiedere altri sacrifici
ai nostri operai».
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