|
|
Società di Pinerolo compra a 6 milioni l’azienda Monetti
Acquisita dal
gruppo che già affittava l’industria di contenitori per aliment
Da “La Stampa” del
21 aprile 2011 di ALDO MANO RACCONIGI
Ieri, alle 11,30, a Torino nell’ufficio di Guido Canale, avvocato
della procedura della «Monetti spa» di Racconigi, dichiarata fallita
dal tribunale di Saluzzo il 10 agosto 2010, si è definitivamente
concretizzato l’acquisto della società da parte del gruppo «Bonetto
srl» di Pinerolo, che già era subentrato in regime di affitto nella
gestione dell’azienda a settembre 2010.
Allo scadere del termine indicato nel bando di vendita predisposto dal
curatore fallimentare Pietro Savarino, oltre a quella della «Bonetto»,
non sono pervenute altre offerte. Il prezzo a base di gara era di
6.470.000 euro, di cui 3.750.000 per l’azienda, 1.000.000 per impianti
e macchinari, 2.750.000 per beni immobili a Racconigi e Monasterolo di
Savigliano.
«Valutiamo favorevolmente che finalmente la drammatica situazione
attraversata in questi anni da una importante e storica azienda del
territorio abbia potuto trovare uno sbocco positivo dicono i sindacati
FilctemCgil e Femca-Cisl - e che ciò sia avvenuto con un gruppo
industriale solido, in grado di garantire la continuità e il
consolidamento dell’attività produttiva e occupazionale».
Negli stabilimenti di Racconigi e Monasterolo, dopo l’affitto da parte
della «Bonetto» era continuata con i 41 dipendenti la produzione di
vassoi e contenitori termoisolanti in materiale plastico per
l’industria alimentare.
Martedì prossimo è in programma l’incontro con il curatore e la nuova
proprietà per la procedura di consultazione prevista dalla legge.
-------------------------
Monetti: ritorna la Cassa
Da “IL Saviglianese” del 27 gennaio 2011
Da lunedì scorso 24
gennaio nello stabilimento Monetti, affittato dal gruppo Bonetto fino
a maggio, è tornata la Cassa integrazione. Il provvedimento, della
durata di 5 settimane, interessa mezza dozzina di operai e gli
impiegati a rotazione. Complessivamente, dopo la dichiarazione di
fallimento dell'azienda, erano tornati a lavorare 23 operai e 19
impiegati (un altro operaio si è invece licenziato avendo trovato
altro impiego).
«La Cassa è stata
richiesta per tutti i 42 dipendenti — spiega il sindacalista Mario
Cravero, della Cgil — ma sicuramente una parte continuerà il lavoro,
sia nel settore impiegati che nell'area produttiva».
Già nel corso delle
vacanze natalizie nello stabilimento la produzione era stato
interrotto dal 20 dicembre al 9 gennaio. I lavo ratori erano
rientrati il lunedì IO.
Un calo di commesse
nei mesi di gennaio-febbraio può considerarsi fisiologiCo. Tra le
maestranze, però, c'è preoccupazione per il futuro, specialmente per
quanto riguarda i vassoi.
«Siamo in presenza di
un calo, in particolare nell'area vassoi che si ripercuote anche
nella struttura impiegatizia» conferma Marco Cravero.
Nei prossimi mesi il
liquidatore fallimentare dovrà pubblicare il bando di vendita dell'indu
stria con sedi a Racconigi e Monasterolo di Savigliano. La Bonetto,
che si è assicurata l'ex-Monetti sino a fine maggio in affitto, è tra
i probabili acquirenti: «Era stata l'unico concorrente a presentare
ufficialmente la proprio offerta per l'affitto — ricorda Cravero — e
già allora si era impegnata a trasformare l'affitto in acquisto
definitivo. Per noi questa è una garanzia, anche se tecnicamente
potrebbe poi rinunciare pagando una penale. Staremo comunque a vedere
se ci arriveranno anche altre offerte».
Sono stati fatti investimenti? «No, se non per piccole
manutenzioni. E d'altra parte questo passaggio di affitto non è certo
molto positiva: è normale che prima di procedere ad investimenti di
una certa rilevanza si voglia avere la certezza di detenere la
proprietà dell'azienda. Non solo: ma per il momento non sono state
messe in atto politiche di marketing nè di rilancio adeguato.Tutto è
fermo in attesa che la situazione si chiarisca»
-----------------------------
Anticipo della
Cassa
agli operai Monetti
Firmato
l’accordo
Da “La Stampa” del 21
ottobre 2010 di ALDO MANO
RACCONIGI
Durante un incontro in Provincia con la presidente Gianna Gancia e
l’assessore al Lavoro Pietro Blengini, l’altro giorno è stato firmato,
con il direttore dell’Inps di Cuneo Carla Ricca e Davide Bianco della
Bre, il protocollo d’intesa per l’anticipo della cassa integrazione
straordinaria ai lavoratori della «Monetti spa».
L’azienda, con stabilimenti a Racconigi e a Monasterolo di Savigliano,
specializzati nella produzione di vassoi e contenitori termici, è
fallita il 10 agosto. L’anticipo è stato assicurato per 12 mesi a
partire da quella data per i 14 lavoratori estromessi dall’azienda.
Gli altri 43 dipendenti sono tornati a lavorare, dopo essere stati
assunti a tempo determinato dalla «Bonetto Group» di Pinerolo,
subentrata con contratto d’affitto all’attività della Monetti. A loro
è stato riconosciuto l’anticipo per tutto il periodo in cui sono
rimasti scoperti, cioè dal 10 agosto al 24 settembre.
«L’accordo è frutto di una collaborazione tra enti e istituzioni -
hanno spiegato il presidente Gancia e l’assessore Blengini -, che
offre uno spiraglio di respiro soprattutto per i lavoratori rimasti
disoccupati. La Provincia, come per tutte le analoghe vertenze
verificatesi di recente, continuerà a tenere alta l’attenzione anche
sul caso Monetti, con un monitoraggio costante della situazione». Il
protocollo prevede una somma mensile di 750 euro per ogni lavoratore,
accreditata su ogni conto per un periodo pari alla durata della cassa
integrazione guadagni straordinaria. Gli oneri della procedura saranno
suddivisi fra Provincia, Fondazione Crc e Comune. Soddisfazione per
l’accordo è stata espressa dal sindaco di Racconigi Adriano Tosello e
dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali Mario Cravero (Filcem
Cgil) e Renato Fantini (Femca Cisl
---------------------------
Monetti: riprende il lavoro
Da “Il Saviglianese” del 23 settembre 2010
I cancelli della Monetti si riapriranno
lunedì prossimo, 27 settembre: i lavoratori potranno così
rientrare in azienda ed iniziare la riorganizzazione dei reparti
in vista della ripresa produttiva.
Non tutti però: solo 43 dipendenti
saranno contattati telefonicamente dalla Bonetto Group
in vista del rientro. Per una dozzina continuerà invece la cassa integrazione.
«C'è un po' di ansia perché
ancora non è dato sapere chi ripartirà subito — spiega il sindacalista
Renato Fantini della Femca‑
Cisl —. Come sindacati, però, ci
impegneremo ad effettuare verifiche
periodiche con l'obiettivo di far
riassumere tutti».
L'accordo sindacale con la Bonetto
Group di Pinerolo è stato
ratificato nella mattina di giovedì
I6 settembre a Torino, in
presenza del curatore fallimentare,
Pietro Savarino. In quella sede
si è appreso che il contratto
d'affitto non avrà la durata di un
anno, ma di 9 mesi;
«L'affitto scadrà il 31
maggio perché il curatore
pensa di esaurire la procedura di vendita per quella data,
se non addirittura prima» spiega
Fantini.
Nella serata di giovedì si è
anche tenuta l'annunciata assemblea presso il presidio di Monasterolo di Savigliano,
conclusasi
con una pizza.
«Vogliamo ringraziare a nome di tutti i lavoratori della Mo-
netti quanti in questo mese ci sono stati vicini e ci hanno dato una
mano — affermano Michele Gallè e Francesca Giachino della
RSU interna —. In particolare ringraziamo le istituzioni, maggioranza e minoranze: il Comune di
Monasterolo di Savigliano, con in
testa il sindaco Marco Cavaglià,
il sindaco di Racconigi Adriano
Tosello ed i suoi assessori, i sindaci di Savigliano e di Cavallermaggiore»
Prima della ripresa
del ivoro negli stabilimenti di
Monasterolo di Savigliano
e di Racconigi c'è ancora un
appuntamento burocratico,
fissato per venerdì 24
settembre, quando verrà firmato l'atto notarile in cui la Bonetto
Group formalizzerà l'affitto della ormai ex-Monetti
--------------------------------
“Monetti” per un
anno
in affitto alla
“Bonetto”
Da “La Stampa” del
14 settembre di ]ALDO MANO
MONASTEROLO DI
SAVIGLIANO
È stato vinto dalla «Bonetto Group» di
Pinerolo, il bando di appalto di affitto, per un periodo di 12 mesi,
della «Monetti spa», l’azienda racconigese di materie plastiche
fallita lo scorso 10 agosto. Sono state aperte ieri a mezzogiorno,
alla presenza del curatore fallimentare Pietro Savarino presso lo
studio Tosetto-Weigmann, in corso Duca degli Abruzzi a Torino, le
buste con le relative offerte.
Unico concorrente, oltre ai pinerolesi, la
«Annibale Viterie» di Racconigi, mentre hanno rinunciato i tedeschi,
gli americani, la società di fondi bancari friulana ed altri che
avevano manifestato interesse. Il gruppo «Bonetto», è stato istituito
nel 2000 con la fusione della «Bonetto Automazioni» (nata negli Anni
’20) e «T- Mech Tecnomeccanica», e il successivo ingresso di «Lemac»,
«Tecnica» e «Siel». Ha circa 130 dipendenti e si occupa di
progettazione, costruzione ed installazione di apparecchiature e
sistemi per automazione, lavorazione e movimentazione di assemblaggio
e relativi componenti.
Venerdì scorso, presso il presidio dei
lavoratori della Monetti, a Monasterolo di Savigliano, era stata
convocata un’assemblea straordinaria, per discutere della proposta
avanzata dalla «Bonetto». L’azienda pinerolese aveva chiesto che i
dipendenti sottoscrivessero di non pretendere il pagamento dei tre
mesi di stipendio arretrato - di competenza del curatore fallimentare
- nel caso che avesse vinto l’appalto. Quale contropartita, la «Bonetto»
si era dichiarata pronta ad assumere da 43 a 45 dipendenti, sui 58
rimasti in organico, oltre a mantenere anzianità e qualifiche. La
proposta era stata accettata quasi all’unanimità dai dipendenti,
firmata dai sindacalisti delle segreterie provinciali Filcem-Cgil e
Femca-Cisl, e dalle Rsu di fabbrica.
Dopo l’annuncio dell’assegnazione
dell’appalto, i sindacati esprimono una cauta soddisfazione:
«Prendiamo atto dell’avvenuta acquisizione – commentano –. Il piano
industriale e quello occupazionale presentati dalla “Bonetto” danno
garanzie della massima serietà. Ora si tratta di rimboccarsi le
maniche, e lavorare per riportare nel più breve tempo possibile la
“Monetti” alle posizione che le competono, al vertice del mercato come
lo era fino a poco tempo fa».
Trascorso il periodo di affitto, si procederà
ad un nuovo bando, per il definitivo acquisto dell’azienda. I
lavoratori in esubero, rimarranno per il momento in cassa
integrazione.
-------------------------
Cinque aziende interessate all’affitto della “Monetti”
Da “La Stampa” del 26
agosto di ALDO MANO
MONASTEROLO
Il curatore fallimentare Pietro Savarino, nominato il 10 agosto dal
tribunale di Saluzzo per occuparsi della «Monetti» di Monasterolo di
Savigliano dopo la dichiarazione del «crac» dell’azienda, ha
incontrato ieri mattina ufficialmente per la prima volta le maestranze
ed i sindacati per fare il punto della situazione. Impiegati ed operai
della ditta che da più di due settimane hanno istituito un presidio di
fronte allo stabilimento di strada Savigliano, sono rientrati per la
prima volta nei locali dove molti di loro hanno lavorato per decenni.
Il curatore ed il consulente del Tribunale Claudio Bianchi hanno
spiegato ai lavoratori quanto li aspetta da oggi in avanti. Il compito
del dottor Savarino per cercare di salvare l’azienda ed i posti di
lavoro è anzitutto bandire una gara di affitto, della durata massima
di dodici mesi, trascorsi i quali verrà indetta una nuova gara di
acquisto.
L’attività della Monetti, nata nel 1957 ed entrata in crisi un paio
d’anni fa dopo la morte del fondatore e presidente Giovanni Monetti,
pare faccia gola a cinque aziende (tre italiane, una americana e una
tedesca), in particolare per il marchio «Melform», conosciuto in tutto
il mondo per i vassoi ed i contenitori termici destinati all’industria
agroalimentare. Il curatore conta di portare a termine l’operazione di
affitto entro il prossimo mese, in modo che a fine settembre la
fabbrica riapra i battenti.
«Non ho la sfera di cristallo e non posso prevedere il futuro - ha
detto Pietro Savarino -, ma le prospettive sono buone. Sicuramente, se
le operazioni malauguratamente non dovessero andare a buon fine, il
curatore non può fare l’imprenditore e mandare avanti l’attività, per
cui sarò costretto a liquidare l’azienda in altro modo, cioè vendendo
separatamente immobili, macchinari e altri beni».
Nel pomeriggio si è riunito in municipio, a Racconigi, un tavolo di
crisi al quale, oltre agli amministratori dei paesi interessati, ai
sindacati ed ai dipendenti della Monetti, hanno partecipato Giulio
Ambroggio, Pietro Blengini, Teresio Delfino, Mino Taricco, Tullio
Ponso in rappresentanza di Regione e Provincia. Dopo l’introduzione
del sindaco di Racconigi Adriano Tosello, Mario Cravero della Cgil ha
illustrato quanto era emerso in mattinata dall’incontro con il
liquidatore. L’assessore provinciale al Lavoro, Pietro Blengini, ha
poi assicurato l’interesse della Provincia sia per quanto riguarda la
garanzia dei posti di lavoro che l’anticipo della cassa interazione,
con la collaborazione di banche e fondazioni.
Cassa straordinaria per dodici mesi
Il consulente del
Tribunale Claudio Bianchi, che affianca il curatore fallimentare
Pietro Savarino, ha spiegato ieri mattina ai lavoratori della «Monetti»
l’iter della cassa integrazione straordinaria, entrata in vigore il 10
agosto per una durata di dodici mesi. L’udienza relativa ai crediti è
stata fissata il 13 gennaio 2011, in merito a stipendi non pagati,
trattamento di fine rapporto e altro. Quanto alla cassa integrazione,
per la quale è necessario attendere il decreto ministeriale, si spera
in un anticipo ad inizio ottobre e nel saldo prima di Natale. «È stato
un incontro utile - hanno detto dopo l’assemblea i sindacalisti Mario
Cravero e Gabriella Pessione delle segreterie provinciali Filcem-Cgil
e Femca-Cisl - che è servito a chiarire una serie di aspetti tecnici
legati alla tutela dei lavoratori». \
--------------------------------
“Subito la cassa
integrazione
per gli operai
della Monetti”
Da “La Stampa” del
19 agosto di ]ALDO MANO
MONASTEROLO
Assemblea ieri pomeriggio a Monasterolo di
Savigliano, al presidio che i dipendenti della Monetti hanno allestito
da venerdì 7 agosto di fronte allo stabilimento, dopo l’annuncio del
fallimento dell’azienda. La «Monetti spa» era nata oltre 50 anni fa a
Racconigi, dove ha conservato la sede legale e gli uffici, ed era
specializzata nella produzione di vassoi e contenitori termici in
plastica per l’industria alimentare. All’incontro con il vice sindaco
di Monasterolo Andrea Raspo, l’assessore di Racconigi Andrea
Beltrando, i sindacalisti Giorgio Cravero e Gabriella Pessione delle
segreterie provinciali Femca-Cisl e Filcem-Cgil c’erano una quarantina
fra operai ed impiegati, con i rappresentati delle Rsu Francesca
Giachino (Cgil) e Michele Gallè (Cisl).
Pessione e Cravero hanno comunicato di aver
parlato in mattinata con il curatore fallimentare Pietro Savarino,
nominato da Tribunale di Saluzzo, che si era già occupato dell’azienda
quando erano sorte le prime difficoltà e ha confermato di aver
accettato l’incarico. Per dare inizio alla procedura avrà bisogno del
supporto tecnico di un consulente.
I sindacalisti hanno fatto il punto della
situazione, spiegando che le priorità sono di dare il via alla
procedura di richiesta della cassa integrazione straordinaria, che
durerà dodici mesi, poi cercare di capire quali sono le reali
possibilità di sopravvivenza dell’azienda e di una eventuale ripresa
della produzione. «Si continua a parlare di “cordate” interessate a
rilevare la Monetti ed il marchio Melform – hanno spiegato Gabriella
Pessione e Mario Cravero –. C’è interesse da parte di un gruppo del
Nord-Est, di uno piemontese e addirittura di uno dagli Usa».
Mercoledì 25 agosto, i sindacati incontreranno
Savarino e al pomeriggio in Comune a Racconigi si riunirà il tavolo di
crisi, a cui oltre ai sindacati ed alle maestranze, parteciperanno gli
amministratori comunali di Monasterolo, Racconigi, Savigliano, e
rappresentanti di Regione e Provincia.
Intanto sono stati pagati gli stipendi di
aprile e continuano ad arrivare i bonifici di 1250 euro, ricavati
grazie alla vendita in extremis di alcuni prodotti eseguita dal
liquidatore prima della dichiarazione di fallimento.
---------------------------------
Racconigi, fallita la “Monetti” Chiesta la cassa straordinaria
Da “La Stampa” del 11
agosto 2010 di ANDREA GIACCARDI
MONASTEROLO
È fallimento per la Monetti spa, società racconigese che produce
attrezzatura per la ristorazione. Ieri, il giudice del tribunale di
Saluzzo ha accolto la richiesta avanzata dall’azienda tramite il suo
liquidatore, il commercialista Giorgio Laganà. Nei prossimi giorni
dovrebbero essere depositate le motivazioni della sentenza. «Il
giudice nominerà un curatore fallimentare che si occuperà di gestire
l’azienda da questo momento in poi - precisa Laganà -. È probabile che
la società non venga chiusa definitivamente, ma sia rilevata da un
compratore». Tanta delusione nei volti dei lavoratori che da lunedì
mattina presidiano lo stabilimento produttivo di Monasterolo. «Hanno
aspettato l’estate per darci il ben servito – dice una donna che da
vent’anni lavora per la Monetti -. Spero che esista davvero un
compratore che possa rilevare l’azienda e darci un impiego. Il mio è
il solo stipendio che entra in casa e non posso permettermi il “lusso”
di stare senza lavoro». Per i sindacalisti «il fallimento era
nell’aria». Dice Mario Cravero, segretario provinciale Filctem (Cgil):
«La nostra prima richiesta sarà la cassa integrazione straordinaria
per tutti i 70 dipendenti. Poi, nel caso si concretizzassero le
indiscrezioni sui compratori, chiederemo al curatore fallimentare di
valutare attentamente a chi cedere l’azienda: dovrà essere preferita
la società che, presentando un piano industriale credibile, garantirà
maggior occupazione sul territorio cuneese».
Sarebbero tre i soggetti interessati a rilevare la Monetti dopo il
fallimento. «Ma questi compratori non sono mai stati formalizzati –
precisa Cravero -. Ai due, dei quali si parla da mesi, in questi
giorni se n’è aggiunto un terzo di nazionalità estera». Per Gabriella
Pessione, della Femca (Cisl), «ora è fondamentale lottare per
mantenere i posti di lavoro».
«Il fallimento non significa licenziamento – dice Pessione -. Bisogna
tentare di salvare tutti i posti di lavoro, cercando di interloquire
con i possibili acquirenti». Ma nei lavoratori la preoccupazione è
tanta. «Se il futuro padrone decide che non gli servo più? Faccio due
anni di cassa integrazione e poi sono a casa», dice una lavoratrice
(25 anni in Monetti). Oggi, alle 13,30, è convocata un’assemblea
straordinaria davanti alla fabbrica. «Noi di qui non ci muoviamo –
dicono i lavoratori del presidio -. Piantoneremo la fabbrica giorno e
notte».
---------------------------------
Ripresa l’attività, ma i dipendenti aspettano gli stipendi da marzo
Da “La Stampa” del 31
luglio 2010
Alla vigilia delle
ferie, a Racconigi continua l’odissea della Monetti, che ha ripreso,
sia pure a ritmi molto ridotti il lavoro nello stabilimento di strada
Savigliano a Monasterolo. Dopo la ventata di ottimismo arrivata
dall’incontro in Provincia del 9 luglio, la situazione è tornata al
punto di prima. «Dopo la riunione con l’Amministrazione provinciale, e
le promesse fatte in quella sede, l’azienda non si è più fatta sentire
– spiega Renato Fantini, della segreteria provinciale Femca-Cisl –.
Non è stato concordato alcun piano di rientro per i crediti dei
dipendenti, come aveva assicurato il legale rappresentante della
Monetti, né tantomeno piani di lavoro. Inoltre pare che le trattative
con il nuovo ipotetico socio siano saltate». Del fantomatico nuovo
investitore si sono infatti perse le tracce e di conseguenza è sfumata
l’ennesima possibilità di ricapitalizzazione, annunciata ogni volta
come certa dalla direzione, mentre il pagamento degli stipendi è
sempre fermo al mese di marzo
-----------------------------
“Senza stipendio da
quattro mesi”
Da “La Stampa” del 19 giugno di ]ALDO MANO
RACCONIGI
I dipendenti della Monetti spa, storica azienda racconigese leader nel
settore di contenitori in plastica per la ristorazione, hanno tenuto
ieri mattina un presidio, di fronte al municipio di Racconigi.
La Monetti è in gravi difficoltà dal settembre scorso, quando ha
iniziato a non rispettare le scadenze dei pagamenti.
Ormai da quattro mesi gli operai e gli impiegati, una settantina, non
ricevono lo stipendio. La crisi, con il ritardo dei pagamenti anche ai
fornitori, ha determinato difficoltà nell’approvvigionamento delle
materie prime, e di conseguenza un forte calo di produzione.
Fin dall’inizio la direzione ha annunciato aumenti di capitale grazie
all’arrivo di nuovi soci, cosa che fino ad oggi non si è mai
verificata. La manifestazione di ieri si è tenuto, in modo civile
nell’ambito dello sciopero, indetto dalle segreterie provinciali di
Filcem-Cgil e Femca-Cisl. Al corteo, partito dalla sede dell’azienda
in corso Principi di Piemonte, erano presenti una cinquantina di
persone, fra le quali alcuni ex dipendenti, in pensione dal 2009, che
non hanno mai ricevuto la liquidazione.
Una delegazione, con i rappresentanti delle Rsu ed i sindacalisti
Mario Cravero e Renato Fantini, è stata ricevuta in municipio dal
sindaco Adriano Tosello, che ha espresso a nome della città la
solidarietà ai lavoratori.
Un barlume di speranza è l’incontro, convocato per mercoledì prossimo
dalla proprietà, che dovrebbe rendere noto il nome di un imprenditore
del Nord Est interessato ad entrare nella società con nuovi capitali.
Secondo i sindacati la notizia, viste le simili promesse più volte
annunciate e mai mantenute, è da prendere con molta cautela
--------------------------------
Schiarita nella crisi Monetti
?
Da “Il Saviglianese”
del 8 aprile 2010
Una schiarita nella
crisi della Monetti? I sindacati hanno sospeso la manifestazione in
programma per venerdì 2 aprile e danno credito all'azienda di voler
invertire la tendenza.
«Con la
manifestazione del 2 aprile intendevamo da un lato informare e
sensibilizzare la cittadinanza e l'opinione pubblica
più in generale sulla difficilissima situazione che da mesi
stanno vivendo i dipendenti della storica azienda racconigese, in
arretrato di stipendio da circa quattro mesi — spiegano i
sindacalisti Cravero e Palermo della Filctem-Cgil e Fantini della
Femca-Cisl —, dall'altro volevamo chiede con forza a chi
ricopre il ruolo di responsabilità nella società, ad
iniziare dalla presidenza e dall'amministratore delegato, di
assumere tutte le decisioni e le iniziative concrete e
tangibili capaci di dare visibilità alle prospettive produttive ed
occupazionali della società e di ricostituire la normalità nel
paga mento degli stipendi, ad iniziare da quelli ancora non
corrisposti».
Giovedì l° aprile,
però, una telefonata dalla segretaria personale dell'amministratore
delegato della Monetti, Gitana, fissava un appuntamento con i
sindacalisti per il giorno successivo per comunicare loro delle
novità. Lo sciopero è così stato sospeso e venerdì è avvenuto
l'incontro al termine del quale, nello stabilimento di Monasterolo,
si sono tenute le assemblee.
«L'azienda ci ha
comunicato
che era stato fatto un versamento a tutti gli operai
con la mensilità di dicembre e che a breve anche gli
impiegati verranno pagati» ci spiega Renato Fantini.
«Quella del
7 aprile sarà
una
giornata
decisiva — prosegue il sindacalista — perché dovrà essere messo in
atto l'aumento di capitale già deliberato. La delibera parla
di un ammontare di 2 milioni di euro.11 12 dovremmo avere un
nuovo incontro e potremo verificare quale cifra sia stata
effettivamente sottoscritta».
Siete ottimisti? «Il
fatto che l'azienda paghi appena può fa sperare che ci sia
la volontà di cambiare. Il risultato, però, lo si vedrà
solamente alla fine».
Gli operai intanto
proseguono con un'ora di sciopero al giorno, a fine turno.
-------------------------------
Monasterolo, Monetti: dipendenti senza stipendio da tre mesi
Da
www.targatocn.it del 19 marzo di P.L.
Ancora scioperi e
riunioni per avere notizie sul futuro della loro azienda. I 70
dipendenti della Monetti, impiegati negli stabilimenti di Monasterolo
di Savigliano e Racconigi attendono ancora gli stipendi di dicembre,
gennaio, febbraio e metà tredicesima. I sindacati sostengono la
protesta dei lavoratori che stanno scioperando un’ora al giorno a fine
turno. Lunedì 22 marzo ci sarà una nuova assemblea per decidere il da
farsi. Tra le ipotesi vi è anche quella di presentare un’ingiunzione
di pagamento, visto che molti dipendenti faticano a onorare mutui ed
affitti e a raggiungere la fine del mese. Nonostante le rassicurazioni
della proprietà, la pazienza sembra essere arrivata alla fine negli
stabilimenti specializzati nella produzione di contenitori isotermici.
“Ormai il credito vantato dai dipendenti è molto consistente –
spiega Renato Fantini (CISL) - ed eccede il Fondo di garanzia
dell’INPS che prevede tre mensilità. Salvo novità, dopo l’assemblea di
lunedì proseguiremo con lo sciopero. Dalla proprietà abbiamo ottenuto
diverse rassicurazioni, ma i dati di fatto sono altri. Si è parlato
anche di una prossima ricapitalizzazione della società sulla quale
cominciamo ad avanzare qualche dubbio
---------------------------------
Racconigi
Sciopero di otto ore
alla «Monetti»
Da “La Stampa” del
17 febbraio 2010
Hanno scioperato, ieri per otto ore i dipendenti, della «Monetti»,
azienda di Racconigi, leader nel settore dei contenitori per trasporti
e conservazione di generi alimentari. Come spiegano i sindacalisti
della Filcem-Cgil e della Femca-Cisl, non sono stati corrisposti gli
stipendi relativi ai mesi di dicembre e gennaio, e neppure la
tredicesima. I primi segnali erano arrivati già a settembre, quando
l’azienda (settanta dipendenti) aveva iniziato a non rispettare le
scadenze nel pagamento delle retribuzioni. «Dopo aver sentito il
parere dei lavoratori e verificato il mancato rispetto del calendario,
comunicato dall’azienda, per il pagamento degli stipendi arretrati -
dichiarano i rappresentanti sindacali - le segreterie provinciali di
Filcem e Femca, unitamente alla Rsu di fabbrica, hanno deciso di
indire lo sciopero». Venerdì è in programma, a Cuneo presso l’Unione
Industriale, un incontro fra sindacati, maestranze e l’amministratore
delegato della «Monetti», Andrea Oitana. «Dopo tante promesse non
mantenute circa il ritorno alla normalità, dopo l’annunciata
ricapitalizzazione di cui non si hanno certezze e non si vedono gli
effetti - spiegano i sindacalisti - i lavoratori sono veramente
esasperati, e chiedono serietà e trasparenza da parte dell’azienda. Se
dopo l’incontro di venerdì non avremo certezze, siamo pronti ad
organizzare manifestazioni e cortei a Racconigi».
Archivio rassegna stampa locale
|
|