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Federal Mogul
«Ammortizzatori sociali devono essere davvero a rotazione»
Da “La Stampa” del 6
giugno
«Chiediamo che la cassa integrazione ordinaria sia davvero a
rotazione, non si possono penalizzare sempre gli stessi lavoratori».
Cinquanta lavoratori e i sindacalisti Cgil, Cisl e Uil nell’incontro
in Comune hanno chiesto un atto di trasparenza ai dirigenti Federal
Mogul, azienda che produce pastiglie per freni delle auto (ex Ferodo):
53 dipendenti (su 319) sono in cassa fino ad agosto, per 13 settimane.
«Avrebbero dovuto essere qui anche i rappresentanti dell’azienda, non
ci sembra un atteggiamento corretto», hanno detto lavoratori e
sindacalisti. «Abbiamo promosso l’incontro - dicono il sindaco Stefano
Viglione e l’assessore Giancarlo Battaglio - per una mediazione tra le
parti. Rincresce l’assenza dell’azienda, organizzeremo un nuovo
confronto».
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Ex-Ferodo: "trattative o
il blocco"
Da “L’Unione Monregalese” del 13 maggio di M.T.
La decisione dei sindacati è decisa: «Se
non ci sarà margine di trattativa, fermeremo lo stabilimento per un
giorno». C’è malumore, all’ex-Ferodo di Mondovì. I
sindacati hanno riunito i lavoratori in assemblea la scorsa settimana,
e adesso chiedono un nuovo incontro. Ma dall’azienda non è arrivata
alcuna risposta.
Pochi giorni fa, i vertici di “Federal
Mogul” avevano incontrato i rappresentanti sindacali a
Cuneo. Il direttore dello stabilimento monregalese, Rovere, aveva dato
l’annuncio: cassa integrazione ordinaria per 50 lavoratori (su 300
occupati), da maggio ad agosto. Tredici settimane, oltre tre mesi. Un
incontro che però ha lasciato i sindacato con l’amaro in bocca: «Non
ci è stato dato alcun margine di trattativa – è quanto
dicono le segreterie provinciali di Femca-Cgil, Filtea-Cisl e
Uilta-Uil –: in pratica, ci hanno
convocati per una comunicazione. Non si poteva discutere, perché
l’azienda ha detto che la decisione veniva dalla sede generale e che
loro non avevano mandato per trattare. Non ci stiamo, non si è mai
visto un tavolo in cui non si possa almeno tentare un accordo».
I vertici italiani avevano annunciato già settimane fa il ricorso
alla “cassa” ordinaria, per periodi non brevi, dicendo che la
decisione avrebbe riguardato tutti gli stabilimenti del gruppo (tre
nel Torinese, più Mondovì, Desenzano e Carpi), compreso quello di
Mondovì.
«Ci aspettavamo una trattativa
dura, ma non certo un “muro” – continuano i sindacati
Michele Penna, Gabriella Pessione e Alberto Battaglino, che hanno
incontrato i lavoratori in assemblea giovedì scorso –.
Capiamo le difficoltà, derivate dalla
crisi: ma prendere 50 persone, peraltro da un po’ tutto lo
stabilimento, e metterle in cassa per tre mesi è davvero troppo. Con
13 settimane si perde tutto: maturazione di tredicesima, premi e
ferie». Si poteva studiare qualche altra strategia?
«Certo, bastava andare a rotazione:
estendere il provvedimento a più lavoratori, e far fare un po’ di
“cassa” a tutti. In questo modo 50 persone si troveranno con 500 euro
al mese e basta. Con tutte le incognite sul futuro. Inaccettabile».
La decisione è arrivata dopo le assemblee:
«Chiediamo l’immediata riapertura delle trattative: affinché ci sia
consentito almeno di tentare un accordo». Non si è mosso
quasi nulla.
C’è stato un incontro in Comune, fra i sindacalisti e l’assessore
battaglio, per discutere sulla situazione. Ma dall’azienda, nessuna
apertura al momento, e i delegati ribadiscono:
«Se non avremo risposte, siamo pronti
a bloccare lo stabilimento
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“Mogul”, a casa tredici
settimane
Da “LA Stampa” del 9
maggio
Cassa integrazione
ordinaria per almeno 13 settimane. È l’esito dell’incontro in
Confindustia Cuneo tra la Federal Mogul Italia (la ex Ferodo di
Mondovì), le rappresentanze interne dello stabilimento e le segreterie
provinciali Femca Cgil (Gabriella Pessione), Filtea Cisl (Michele
Penna), Uilta Uil (Alberto Battaglino). Sul tavolo l’analisi della
richiesta di apertura della procedura di «cassa» dall’11 maggio 2009
all’8 agosto.
Nell’incontro, l’azienda ha ribadito la necessità di fermata, a causa
di rallentamenti produttivi, già formalizzata in precedenti occasioni.
La programmazione aziendale prevede la messa in «cassa» di 50 persone
per tredici settimane consecutive, senza previsione di rotazione tra
lavoratori. «L’azienda - dicono i sindacalisti - non si è dimostrata
disponibile ad alcuna trattativa. Chi verrà interessato dalla «cassa»
sarà penalizzato pesantemente e si vedrà dimezzare lo stipendio e
perdere totalmente la maturazione di tredicesima, premi e ferie. Non
sono state avanzate giustificazioni concrete per sostenere una scelta
del genere. Una diversa gestione potrebbe portare a una penalizzazione
minore dei lavoratori senza aggiunta di costi per l’azienda. E questa
è per noi una posizione inaccettabile». Le organizzazioni sindacali
chiedono l’apertura immediata di un tavolo di trattativa che affronti
la situazione tenendo conto delle esigenze dei lavoratori che nello
stabilimento di Mondovì hanno permesso con continuità il
raggiungimento degli obiettivi richiesti dal gruppo. «I lavoratori –
concludono i sindacalisti - saranno informati nelle assemblee previste
e con loro verranno concordate le iniziative necessarie ad affrontare
questa situazione».
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Ex Ferodo i
sindacati incontrano l’azienda
Da
“L’Unione Monregalese” del 29 aproile di M.T.
Non è ancora tempo di certezze, per l'ex "Ferodo": si è
riunito il primo tavolo, per discutere della cassa integrazione. Ma
adesso la questione deve spostarsi a Roma, al Ministero. I sindacati
però fanno fronte comune: «L'azienda ha ribadito ciò che aveva
preannunciato: una crisi su tutto il gruppo, e una
richiesta di cassa integrazione straordinaria, di un anno intero.
Vogliamo trattare, ma chiediamo un compromesso: cassa
ordinaria, e di durata minore»
Il primo faccia a faccia, fra sindacati e azienda, per la crisi "Federal
Mogul", si è tenuto all'Unione industriale di Cuneo il 23
aprile. I rappresentanti delle categorie di Cgil, Cisl e Uil hanno
incontrato i vertici dello stabilimento di Mondovì. Erano presenti il
direttore della fabbrica mon regalese, il dott. Rovere, e il
responsabile delle risorse umane di tutto il gruppo "Federal"
italiano, il dott. Rocca. Nessuna novità incoraggiante: l'azienda
parla di una crisi netta, che sul gruppo nel complesso pesa
moltissimo, il 3o% di produzione in meno.
«La cosa paradossale - spiega Michele Penna, Cgil - è che il sito
di Mondovì... non va male, preso singolarmente.
Hanno confermato che si tratta di uno stabilimento con un buon
fatturato». Ma la crisi è generale, e dunque si apre la cassa un po'
dappertutto: «Tutti gli stabilimenti del gruppo "Federal" sono
coinvolti - aggiunge Massimiliano Campana, Cisl -: quelli
dell'area torinese, come Cuorgnè e Druento, così come
quelli nel resto d'Italia. Il settore intero continua a patire la
crisi, e perfino un sito
come quello monregalese, che ha
bilanci in attivo, si ritrova a doverne fare i
conti».
I numeri inizialmente erano preoccupanti. Si parlava, sul solo
stabilimento di Mondovì, di una cassa integrazione per cento
dipendenti: un lavoratore su tre.
È cambiato qualcosa? «I numeri effettivi saranno probabilmente
inferiori - dice Alberto Battaglino, Uil -, forse anche di parecchio.
Ma purtroppo la partita è appena iniziata: essendo una
questione estesa a più regioni, il tavolo di trattativa dovrà
riunirsi a Roma, al Ministero del Lavoro. E dunque, ci tocca
attendere per sapere quante unità saranno effettivamente
coinvolte».
Il punto però è un altro: l'incertezza
sulla situazione generale. «Non c'è un grande allarme -
commentano i sindacati, a un'unica voce -: ma la nostra
richiesta continua a essere quella dell'apertura di una cig
"ordinaria", ovvero della procedura standard per tempi brevi.
Possiamo anche trattare su un periodo temporaneo di fermata
della produzione. Mentre invece l'azienda intende ridurre
tutto l'apparato produttivo, per un lungo periodo, ed è una
cosa che ci preoccupa. Prima di passare a misure così
drastiche, riteniamo che si potrebbero cercare
ammortizzatori diversi».
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Ex
Ferodo di Mondovì: i sindacati incontrano l’azienda
Calo di
produzione del 30% su tutti gli stabilimenti del gruppo. “il sito
monregalese va bene, ma la crisi e’ generale”
Da
www.cuneocronaca.it del 24 aprile di Mario Turco
Prima riunione, a Cuneo, tra sindacati e vertici aziendali della
Federal Mogul (ex Ferodo) di Mondovì. Nelle scorse settimane,
l’azienda aveva annunciato una richiesta di cassa integrazione per il
30% dei lavoratori
“L’azienda ha ribadito ciò che aveva preannunciato – è la
dichiarazione, a una sola voce, dei sindacati –: una crisi su tutto il
gruppo, e una richiesta di cassa integrazione straordinaria, di un
anno intero. Vogliamo trattare, ma chiediamo un compromesso: cassa
ordinaria, e di durata minore”.
Il faccia a faccia si è tenuto all’Unione industriale di Cuneo. I
rappresentanti delle categorie di Cgil, Cfils e Uil hanno incontrato i
vertici dello stabilimento di Mondovì: il direttore della fabbrica
monregalese Rovere, e il responsabile delle risorse umane del gruppo
“Federal” italiano, Rocca. Le notizie che arrivano dall’azienda sono
quelle preannunciate: crisi e calo di produzione pari al 30% su tutto
il gruppo italiano. Da qui, la richiesta: cassa integrazione
straordinaria, di un anno intero, per 500 lavoratori sui 1300 (la
Federal conta diversi siti: oltre a Mondovì anche Dreunto, Cuorgè,
Desenzano e Carpi).In verità, lo stabilimento di Mondovì non è un sito
in perdita: “Anzi, ci hanno confermato che qui il fatturato era buono
– spiegano Michele Penna, Cgil, e Massimiliano Campana, Cisl –. Ma la
crisi è generale, e dunque vogliono aprire la cassa integrazione.
Tutti gli stabilimenti del gruppo “Federal” sono coinvolti. Il settore
intero continua a patire la crisi, e perfino un sito come quello
monregalese, che ha bilanci in attivo, si ritrova a doverne fare i
conti”.
Per Mondovì, si parlava di 100 lavoratori coinvolti, su 300. Numeri
grossi. “Pensiamo di poter ottenere numeri inferiori – dice Alberto
battaglino, Uil –, forse anche di parecchio. Ma purtroppo la partita è
appena iniziata: essendo una questione estesa a più regioni, il tavolo
di trattativa dovrà riunirsi a Roma, al Ministero del Lavoro. E
dunque, ci tocca attendere per sapere quante unità saranno
effettivamente coinvolte”.
“Non c’è un grande allarme – ribadiscono ancora i sindacati –, ma noi
vorremmo poter trattare parlando dell’apertura di una cig “ordinaria”,
procedura standard per tempi brevi. Possiamo anche trattare su un
periodo temporaneo di fermata della produzione. Mentre invece
l’azienda intende ridurre tutto l’apparato produttivo, per un lungo
periodo, ed è una cosa che ci preoccupa. Prima di passare a misure
così drastiche, riteniamo che si potrebbero cercare ammortizzatori
diversi”.
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Fed Mogul, i
dipendenti vogliono risposte
Da “L’Unione Monregalese” del 15
aprile
Non c’è chiarezza, ancora non è
possibile averne. C’è invece una richiesta di cassa integrazione per
cento persone, senza sapere cosa porta il futuro: «Non è ancora il
momento di allarmarsi, ma siamo preoccupati». Questo il commento
di delegati sindacali e RSU, dopo l’assemblea coi trecento lavoratori
“Federal Mogul”. L’ex “Ferodo” di Mondovì ha annunciato di
voler chiedere la cig straordinaria per un dipendente su tre:
l’assemblea era affollata di persone, di dubbi, di ansie.
«Non si è parlato di mobilità o di esuberi, e questo in parte è
confortante – è la prima dichiarazione di Alberto Battaglino, Uil
–: ma il problema è che il quadro non è chiaro. La crisi c’è,
questo si sa: e la “Federal” non naviga in acque buone. Ma questa
decisione è stata davvero un annuncio improvviso, la classica
fulminata». «Potevano almeno avvisarci prima – si accoda
Michele Penna, Cgil –. Finora si era parlato di cassa “ordinaria”,
quella che viene avviata per i tempi brevi. Ci sarà ancora una
settimana di fermata, ad aprile. Ma la richiesta di cig
“straordinaria” parla di un anno. Dobbiamo parlare coi responsabili di
Mondovì».
In assemblea erano presenti Cgil, Uil e Cisl (con massimo Campana).
L’annuncio della “Federal” è arrivato la scorsa settimana: una mossa
di portata nazionale, che riguarda tutti gli stabilimenti del gruppo
(tre nel Torinese, più Mondovì, Desenzano e Carpi), per un totale di
1.300 lavoratori. Sono 500 i dipendenti per cui si è parlato di cassa
integrazione. «Non sappiamo come sia la situazione sugli altri
siti – continuano i sindacati –, ma qua a Mondovì si parla di
una fabbrica che lavora, e che negli ultimi anni è cresciuta. A
dicembre era stata chiesta una cassa ordinaria, durata settimane, che
insieme con le ferie aveva portato a un lunga fermata».
Ma, come per tante altre industrie all’epoca, si pensava solo a una
cosa temporanea: strascico della crisi del settore auto. Invece è
arrivata questa nuova doccia fredda. «È vero che non si è parlato
di esuberi, né di mobilità – continua Battaglino –. E, come
sindacati, faremo di tutto per ridurre il numero di lavoratori
coinvolti dal provvedimento. Ma chiedere una cassa integrazione per un
anno intero significa di fatto prevedere che per un anno non vi sarà
aumento di produzione. E questo ci preoccupa: quali sono le intenzioni
dell’azienda? A cosa stiamo andando incontro?».
Serve un confronto. Penna: «I lavoratori sanno che siamo
preoccupati più dal futuro, incerto, che dal presente. Il 23 aprile
incontreremo l’azienda in Provincia, chiederemo cosa ci attende Ma la
vera partita si giocherà a Roma». E poi? «E poi si vedrà”
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Crisi alla
Federal Mogul: 100 in cassa
Da “L’Unione Monregalese” del 8 aprile
Altro che ripresa. Alla “Federal Mogul” di Mondovì, un
dipendente su tre finirà in cassa integrazione straordinaria: e non si
tratta di esuberi, ma di un segnale di negatività palesato dai
dirigenti del gruppo internazionale, che hanno annunciato una
passività che dura da due anni. A Mondovì sono un centinaio i
lavoratori per cui la “Federal” ha chiesto la cassa: «Un
fulmine a ciel sereno – è il commento dei sindacati –,
non ce l’aspettavamo proprio.
Abbiamo chiesto un incontro».
La “Federal Mogul”,
ex “Ferodo” (storica
azienda di corso Inghilterra che produce pastiglie per freni delle
auto) ha annunciato il passaggio alla cassa straordinaria nei giorni
scorsi: quella ordinaria si è conclusa con la fine di marzo, dopo che
era stata aperta per l’intero stabilimento nel mese di dicembre, in
piena ondata di crisi dell’indotto Fiat. Si sperava in una ripresa, e
invece è arrivata questa notizia: richiesta di cassa straordinaria per
500 dipendenti dei 1.300 di tutto il gruppo “FM” (tre stabilimenti nel
Torinese, più Mondovì, Desenzano e Carpi). Durata: un anno intero, da
maggio 2009 a maggio 2010.
La reazione da Torino è stata immediata, e a Mondovì l’allarme piomba
a cascata: «A differenza degli
altri stabilimenti, quello di Mondovì conta come tessile e non
metalmeccanico – ci spiega Michele Penna, Cgil –,
ma non crediamo proprio che questa
differenza conti alcunché per l’azienda.I numeri, su Mondovì, parlano
di cig straordinaria per 100 lavoratori su 300. È un segnale che non
sappiamo come interpretare». Perché? «Innanzitutto,
perché la decisione è partita dai vertici nazionali, mentre dobbiamo
ancora confrontarci con quelli locali: abbiamo già chiesto un incontro
in provincia, aspettiamo che venga convocato. Ma soprattutto perché è
stata una notizia del tutto inattesa, almeno qua nel Monregalese. Che
la “Federal Mogul” non navigasse in buone acque, lo si sapeva da
tempo: anche se lo stabilimento di Mondovì è forse quello col
fatturato migliore, tra quelli del gruppo. Non si è parlato di
licenziamenti, per ora: ma neppure di mobilità C’è solo questa
richiesta, per un anno. Chiederemo spiegazioni il prima possibile
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Federal Mogul annuncia cassa integrazione straordinaria
da "La Stampa" del 4 aprile
A Mondovì, la Federal
Mogul, storica azienda di corso Inghilterra che produce pastiglie per
freni delle auto di tutto il mondo passerà dalla cassa integrazione
ordinaria a straordinaria. L’annuncio è stato dato ieri in una
riunione a cui hanno partecipato i dirigenti dell’azienda.
«Interesserà un centinaio di dipendenti sugli oltre 300 – spiega
Alberto Battaglino, sindacalista della Uilta-Uil -. Non ce lo
aspettavamo. La comunicazione è arrivata mentre si stava discutendo di
ferie e permessi». La Federal Mogul ha tre stabilimenti nel Torinese (Druento,
Cuorgnè e Chivasso), a Mondovì, Desenzano e Carpi. Ieri un comunicato
della multinazionale americana ha annunciato il passaggio da cassa
ordinaria a straordinaria per 500 dei 1300 dipendenti dei siti
italiani. «L’azienda non ha ancora finito le 26 settimane di cassa
straordinaria – dice la Fiom di Torino – ed è probabile che
all’orizzonte si profilino licenziamenti, per questo pensiamo si
tratti di un segnale grave, da respingere». «Per ora non sono previste
iniziative sindacali, ma presto organizzeremo un’assemblea a Mondovì»,
conclude Battagliano.
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Stop all’ex Ferodo
fino al 7 gennaio
Da “La Stampa” del 3 dicembre
E’ stata accettata la
richiesta di cassa integrazione ordinaria avanzata dalla Federal Mogul
di Mondovì, l’ex Ferodo. Si tratta della storica azienda di corso
Inghilterra che produce pastiglie per freni delle auto di tutto il
mondo. L’ultima cassa risale a 10 anni fa e oggi interesserà 280
operai e 46 impiegati, la quasi totalità della forza lavoro. «La
richiesta dell’azienda - dice Alberto Battaglino, sindacalista della
Uilta-Uil - è stata discussa con le forze sindacali in Confindustria».
Non si tratta di un’azienda in difficoltà, ma di un’esigenza di
riorganizzazione del lavoro per una delle tante società legate al
mondo dell’auto. La richiesta è per il periodo dall’8 al 27 dicembre.
S’inizierà dalla sala mescole e sala supporto. L’azienda prevede,
peraltro, lo stop alla produzione da venerdì 12 dicembre al 7 gennaio.
La Federal Mogul, ad ottobre, aveva preso un’iniziativa particolare.
«L’azienda - avevano spiegato i dirigenti - sta affrontando un periodo
di ridimensionamento del personale legato al periodo di crisi
internazionale dei mercati». La proposta al lavoratore (3 su 4 avevano
accettato) consisteva nell’accettare che il suo posto si trasformasse:
da impiegato a operaio con mansioni diverse, ma con il mantenimento
dei diritti acquisiti in materia di stipendio, qualifica,
retribuzioni.
Alla Riva Acciaio di Lesegno l’azienda ha fatto ricorso alla cassa
integrazione ad ottobre: coinvolge 180 dipendenti su 300 e durerà fino
al 2009. Si lavora soltanto nei turni di notte. \
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Ex Ferodo, “cassa”
per 326
L’azienda di Mondovì ha chiesto di avviare il provvedimento dall’8 al
27 dicembre
[da “La Stampa” del
27 novembre di GIANNI SCARPACE
MONDOVI’
«Non accadeva da oltre dieci anni, ma anche la Federal Mogul di
Mondovì ha presentato una domanda di cassa integrazione ordinaria per
operai ed impiegati, oltre 320 persone. E’ il segno di una difficoltà
delle aziende che le coinvolge: grandi e piccole». Alberto
Battagliano, sindacalista della Uilta-Uil, annuncia la richiesta dei
dirigenti dell’ex Ferodo, presentata a una riunione in Confindustria
alla presenza dei sindacalisti di tutte le categorie. La Federal Mogul
è la storica azienda di corso Inghilterra che produce pastiglie per
freni delle auto di tutto il mondo.
«La Mogul non sta attraversando un particolare periodo di crisi –
aggiunge Battagliano -, ma evidentemente le ditte legate al mondo
dell’auto devono ripensare all’organizzazione del lavoro». La
richiesta dell’azienda, come vuole al legge, sarà discussa in
Confindustria con le forze sindacali. In tutto riguarda 280 operai e
46 impiegati, vale a dire la quasi totalità della forza lavoro. Il
periodo indicato è dall’8 al 27 dicembre.
A ottobre l’azienda aveva fatto una proposta singolare a quattro
impiegati: diventare operai mantenendo però i diritti acquisiti nella
precedente mansione (stipendio, qualifica e altri). «Stiamo
affrontando un periodo di ridimensionamento del personale legato alla
crisi internazionale dei mercati» avevano spiegato i dirigenti. Tre
lavoratori avevano accettato la proposta, con l’approvazione dei
sindacati.
Lesegno
Cassa integrazione ordinaria anche alla Riva Acciaio di Lesegno.
L’azienda ha avviato il provvedimento fino al 2009 per 180 dei 300
dipendenti. Si lavora solo a periodi alternati. «Sebbene la produzione
sia effettivamente calata – dicono i sindacati – non si può certo dire
che la Riva sia un’azienda in crisi: è già pronto, con l’ampliamento
della fabbrica, un piano di nuove assunzioni. E’ il periodo di
difficoltà generale che porta le imprese a rivedere programmazione
della produzione e impiego dalla forza lavoro».
La Valeo di Mondovì ha invece già fatto sapere che le «fermate
invernali» saranno più lunghe del solito.
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“I
dipendenti impiegati tornino a fare gli operai”
Mondovì. Nello
stabilimento
dell’ex Ferodo
sono in corso
le trattative sul
piano aziendale
Da “La Stampa” del 25
ottobre di GIANNI SCARPACE
MONDOVI’
L’azienda affronta un periodo di ridimensionamento del personale
legato alla crisi internazionale dei mercati. Il lavoratore è chiamato
ad accettare che il suo posto di lavoro si trasformi: da impiegato a
operaio con mansioni diverse, ma mantenendo i diritti acquisiti in
materia di stipendio, qualifica, retribuzioni. Su quattro proposte,
tre sono in via di definizione, mentre un’impiegata ha rinunciato.
Accade a Mondovì, dove la multinazionale Federal Mogul, la storica ex
Ferodo di corso Inghilterra, produce pastiglie per freni delle auto di
tutto il mondo. Oggi l’azienda propone ai lavoratori un «salto»
concettuale forte (da impiegato ad operaio), ma imposto da un
«adeguamento della forza lavorativa», ordine che arriva dagli Usa,
dove c’è la sede legale. Le trattative sindacali sono in corso e
giovedì, all’Unione Industriale, si è conclusa la vicenda di
un’impiegata che, dopo 20 anni di lavoro dietro la scrivania, non se
l’è sentita di tornare dove aveva cominciato, alle macchine in linea.
«Le commesse ci sono, l’azienda non ha mai smesso di lavorare»,
confermano le confederazioni sindacali. «La contrazione del mercato -
dice Paula Notman, direttrice delle Risorse Umane di Federal Mogul
Mondovì - ha portato alla riduzione di tutti gli aspetti produttivi e
dei volumi. Il gruppo ha messo mano a una riduzione dell’85% di costi
diretti e Mondovì ha dovuto adeguarsi». Erogare lo stesso stipendio a
un operaio (300 a Mondovì) piuttosto che a un impiegato (50)
costituisce per l’azienda un costo minore. «Perché per l’operaio -
spiega la Notman - si tratta di costi diretti, cioè in linea col
volume di produzione. I costi indiretti sono, invece, un reale costo
fisso che dobbiamo tagliare». «Fra luglio e settembre di quest’anno -
dice Massimiliano Campana, della Cisl - l’azienda non ha rinnovato i
contratti di 70 lavoratori interinali impegnati sulle linee di
produzione». Replica la Notman: «Abbiamo assunto 60 lavoratori
applicando un contratto a tempo indeterminato». Su queste ultime cifre
i sindacalisti Alberto Battaglino (Uil) e Michele Penna (Cgil)
esprimono qualche dubbio, insieme al timore che Mondovì non confermi
più il valore aggiunto della ricerca accanto alla produzione. «La sala
prove di Mondovì - dice Battaglino - è stata trasferita in Germania».
«Siamo di fronte alla flessione del mercato automobilistico -
sottolinea Campana - e l’azienda si adegua. Il passaggio da impiegato
a operaio è previsto dalla normativa». «Abbiamo adottato - dichiara
Paula Notman - soluzioni meno dolorose possibili».
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