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Federal Mogul
«Ammortizzatori sociali devono essere davvero a rotazione»

Da “La Stampa” del 6 giugno

«Chiediamo che la cassa integrazione ordinaria sia davvero a rotazione, non si possono penalizzare sempre gli stessi lavoratori». Cinquanta lavoratori e i sindacalisti Cgil, Cisl e Uil nell’incontro in Comune hanno chiesto un atto di trasparenza ai dirigenti Federal Mogul, azienda che produce pastiglie per freni delle auto (ex Ferodo): 53 dipendenti (su 319) sono in cassa fino ad agosto, per 13 settimane. «Avrebbero dovuto essere qui anche i rappresentanti dell’azienda, non ci sembra un atteggiamento corretto», hanno detto lavoratori e sindacalisti. «Abbiamo promosso l’incontro - dicono il sindaco Stefano Viglione e l’assessore Giancarlo Battaglio - per una mediazione tra le parti. Rincresce l’assenza dell’azienda, organizzeremo un nuovo confronto».

 

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Ex-Ferodo: "trattative o il blocco"

Da “L’Unione Monregalese” del 13 maggio di M.T.

La decisione dei sindacati è decisa: «Se non ci sarà margine di trattativa, fermeremo lo stabilimento per un giorno». C’è malumore, all’ex-Ferodo di Mondovì. I sindacati hanno riunito i lavoratori in assemblea la scorsa settimana, e adesso chiedono un nuovo incontro. Ma dall’azienda non è arrivata alcuna risposta.
Pochi giorni fa, i vertici di “Federal Mogul” avevano incontrato i rappresentanti sindacali a Cuneo. Il direttore dello stabilimento monregalese, Rovere, aveva dato l’annuncio: cassa integrazione ordinaria per 50 lavoratori (su 300 occupati), da maggio ad agosto. Tredici settimane, oltre tre mesi. Un incontro che però ha lasciato i sindacato con l’amaro in bocca: «Non ci è stato dato alcun margine di trattativa – è quanto dicono  le segreterie provinciali di Femca-Cgil, Filtea-Cisl e Uilta-Uil –: in pratica, ci hanno convocati per una comunicazione. Non si poteva discutere, perché l’azienda ha detto che la decisione veniva dalla sede generale e che loro non avevano mandato per trattare. Non ci stiamo, non si è mai visto un tavolo in cui non si possa almeno tentare un accordo».
I vertici italiani avevano annunciato già settimane fa il ricorso alla “cassa” ordinaria, per periodi non brevi, dicendo che la decisione avrebbe riguardato tutti gli stabilimenti del gruppo (tre nel Torinese, più Mondovì, Desenzano e Carpi), compreso quello di Mondovì.
«Ci aspettavamo una trattativa dura, ma non certo un “muro” – continuano i sindacati Michele Penna, Gabriella Pessione e Alberto Battaglino, che hanno incontrato i lavoratori in assemblea giovedì scorso –. Capiamo le difficoltà, derivate dalla crisi: ma prendere 50 persone, peraltro da un po’ tutto lo stabilimento, e metterle in cassa per tre mesi è davvero troppo. Con 13 settimane si perde tutto: maturazione di tredicesima, premi e ferie». Si poteva studiare qualche altra strategia? «Certo, bastava andare a rotazione: estendere il provvedimento a più lavoratori, e far fare un po’ di “cassa” a tutti. In questo modo 50 persone si troveranno con 500 euro al mese e basta. Con tutte le incognite sul futuro. Inaccettabile».
La decisione è arrivata dopo le assemblee: «Chiediamo l’immediata riapertura delle trattative: affinché ci sia consentito almeno di tentare un accordo». Non si è mosso quasi nulla.
 C’è stato un incontro in Comune, fra i sindacalisti e l’assessore battaglio, per discutere sulla situazione. Ma dall’azienda, nessuna apertura al momento, e i delegati ribadiscono: «Se non avremo risposte, siamo pronti a bloccare lo stabilimento

 

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“Mogul”, a casa tredici settimane

Da “LA Stampa” del 9 maggio

Cassa integrazione ordinaria per almeno 13 settimane. È l’esito dell’incontro in Confindustia Cuneo tra la Federal Mogul Italia (la ex Ferodo di Mondovì), le rappresentanze interne dello stabilimento e le segreterie provinciali Femca Cgil (Gabriella Pessione), Filtea Cisl (Michele Penna), Uilta Uil (Alberto Battaglino). Sul tavolo l’analisi della richiesta di apertura della procedura di «cassa» dall’11 maggio 2009 all’8 agosto.
Nell’incontro, l’azienda ha ribadito la necessità di fermata, a causa di rallentamenti produttivi, già formalizzata in precedenti occasioni. La programmazione aziendale prevede la messa in «cassa» di 50 persone per tredici settimane consecutive, senza previsione di rotazione tra lavoratori. «L’azienda - dicono i sindacalisti - non si è dimostrata disponibile ad alcuna trattativa. Chi verrà interessato dalla «cassa» sarà penalizzato pesantemente e si vedrà dimezzare lo stipendio e perdere totalmente la maturazione di tredicesima, premi e ferie. Non sono state avanzate giustificazioni concrete per sostenere una scelta del genere. Una diversa gestione potrebbe portare a una penalizzazione minore dei lavoratori senza aggiunta di costi per l’azienda. E questa è per noi una posizione inaccettabile». Le organizzazioni sindacali chiedono l’apertura immediata di un tavolo di trattativa che affronti la situazione tenendo conto delle esigenze dei lavoratori che nello stabilimento di Mondovì hanno permesso con continuità il raggiungimento degli obiettivi richiesti dal gruppo. «I lavoratori – concludono i sindacalisti - saranno informati nelle assemblee previste e con loro verranno concordate le iniziative necessarie ad affrontare questa situazione».

 

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Ex Ferodo i sindacati incontrano l’azienda

Da “L’Unione Monregalese” del 29 aproile di M.T.

Non è anco­ra tempo di certezze, per l'ex "Ferodo": si è riunito il primo tavolo, per discute­re della cassa integrazio­ne. Ma adesso la questio­ne deve spostarsi a Roma, al Ministero. I sindacati pe­rò fanno fronte comune: «L'azienda ha ribadito ciò che aveva preannunciato: una crisi su tutto il gruppo, e una richiesta di cassa integrazio­ne straordinaria, di un anno intero. Vogliamo trattare, ma chiediamo un compromesso: cassa ordinaria, e di durata minore»

Il primo faccia a faccia, fra sindacati e azienda, per la crisi "Federal Mogul", si è tenuto all'Unione indu­striale di Cuneo il 23 apri­le. I rappresentanti delle categorie di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato i vertici dello stabilimento di Mon­dovì. Erano presenti il di­rettore della fabbrica mon­ regalese, il dott. Rovere, e il responsabile delle risor­se umane di tutto il grup­po "Federal" italiano, il dott. Rocca. Nessuna novità in­coraggiante: l'azienda par­la di una crisi netta, che sul gruppo nel complesso pesa moltissimo, il 3o% di pro­duzione in meno.

«La cosa paradossale - spiega Michele Penna, Cgil - è che il sito di Mondovì... non va male, preso singolarmente.

Hanno confermato che si trat­ta di uno stabilimento con un buon fatturato». Ma la crisi è generale, e dunque si apre la cassa un po' dappertut­to: «Tutti gli stabilimenti del gruppo "Federal" sono coin­volti - aggiunge Massimi­liano Campana, Cisl -: quel­li dell'area torinese, come Cuorgnè e Druento, così co­me quelli nel resto d'Italia. Il settore intero continua a pa­tire la crisi, e perfino un sito

come quello monregalese, che ha bilanci in attivo, si ritrova a doverne fare i conti».

I numeri inizialmen­te erano preoccupanti. Si parlava, sul solo stabili­mento di Mondovì, di una cassa integrazione per cen­to dipendenti: un lavorato­re su tre.

È cambiato qualcosa? «I numeri effettivi saranno pro­babilmente inferiori - dice Alberto Battaglino, Uil -, forse anche di parecchio. Ma purtroppo la partita è appe­na iniziata: essendo una que­stione estesa a più regioni, il tavolo di trattativa dovrà riu­nirsi a Roma, al Ministero del Lavoro. E dunque, ci tocca at­tendere per sapere quante unità saranno effettivamente coinvolte».

Il punto però è un altro: l'incertezza sulla situazio­ne generale. «Non c'è un grande allarme - commen­tano i sindacati, a un'unica voce -: ma la nostra richiesta continua a essere quella del­l'apertura di una cig "ordi­naria", ovvero della procedu­ra standard per tempi brevi. Possiamo anche trattare su un periodo temporaneo di fer­mata della produzione. Men­tre invece l'azienda intende ridurre tutto l'apparato pro­duttivo, per un lungo periodo, ed è una cosa che ci preoccu­pa. Prima di passare a misure così drastiche, riteniamo che si potrebbero cercare ammor­tizzatori diversi».

 

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Ex Ferodo di Mondovì: i sindacati incontrano l’azienda

Calo di produzione del 30% su tutti gli stabilimenti del gruppo. “il sito monregalese va bene, ma la crisi e’ generale”

Da www.cuneocronaca.it del 24 aprile di Mario Turco

Prima riunione, a Cuneo, tra sindacati e vertici aziendali della Federal Mogul (ex Ferodo) di Mondovì. Nelle scorse settimane, l’azienda aveva annunciato una richiesta di cassa integrazione per il 30% dei lavoratori

 “L’azienda ha ribadito ciò che aveva preannunciato – è la dichiarazione, a una sola voce, dei sindacati –: una crisi su tutto il gruppo, e una richiesta di cassa integrazione straordinaria, di un anno intero. Vogliamo trattare, ma chiediamo un compromesso: cassa ordinaria, e di durata minore”. 

Il faccia a faccia si è tenuto all’Unione industriale di Cuneo. I rappresentanti delle categorie di Cgil, Cfils e Uil hanno incontrato i vertici dello stabilimento di Mondovì: il direttore della fabbrica monregalese Rovere, e il responsabile delle risorse umane del gruppo “Federal” italiano, Rocca. Le notizie che arrivano dall’azienda sono quelle preannunciate: crisi e calo di produzione pari al 30% su tutto il gruppo italiano. Da qui, la richiesta: cassa integrazione straordinaria, di un anno intero, per 500 lavoratori sui 1300 (la Federal conta diversi siti: oltre a Mondovì anche Dreunto, Cuorgè, Desenzano e Carpi).In verità, lo stabilimento di Mondovì non è un sito in perdita: “Anzi, ci hanno confermato che qui il fatturato era buono – spiegano Michele Penna, Cgil, e Massimiliano Campana, Cisl –. Ma la crisi è generale, e dunque vogliono aprire la cassa integrazione. Tutti gli stabilimenti del gruppo “Federal” sono coinvolti. Il settore intero continua a patire la crisi, e perfino un sito come quello monregalese, che ha bilanci in attivo, si ritrova a doverne fare i conti”.

Per Mondovì, si parlava di 100 lavoratori coinvolti, su 300. Numeri grossi. “Pensiamo di poter ottenere numeri inferiori – dice Alberto battaglino, Uil –, forse anche di parecchio. Ma purtroppo la partita è appena iniziata: essendo una questione estesa a più regioni, il tavolo di trattativa dovrà riunirsi a Roma, al Ministero del Lavoro. E dunque, ci tocca attendere per sapere quante unità saranno effettivamente coinvolte”.

“Non c’è un grande allarme – ribadiscono ancora i sindacati –, ma noi vorremmo poter trattare parlando dell’apertura di una cig “ordinaria”, procedura standard per tempi brevi. Possiamo anche trattare su un periodo temporaneo di fermata della produzione. Mentre invece l’azienda intende ridurre tutto l’apparato produttivo, per un lungo periodo, ed è una cosa che ci preoccupa. Prima di passare a misure così drastiche, riteniamo che si potrebbero cercare ammortizzatori diversi”.

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Fed Mogul, i dipendenti vogliono risposte

Da “L’Unione Monregalese” del 15 aprile

Non c’è chiarezza, ancora non è possibile averne. C’è invece una richiesta di cassa integrazione per cento persone, senza sapere cosa porta il futuro: «Non è ancora il momento di allarmarsi, ma siamo preoccupati». Questo il commento di delegati sindacali e RSU, dopo l’assemblea coi trecento lavoratori “Federal Mogul”. L’ex “Ferodo” di Mondovì ha annunciato di voler chiedere la cig straordinaria per un dipendente su tre: l’assemblea era affollata di persone, di dubbi, di ansie.
«Non si è parlato di mobilità o di esuberi, e questo in parte è confortante – è la prima dichiarazione di Alberto Battaglino, Uil –: ma il problema è che il quadro non è chiaro. La crisi c’è, questo si sa: e la “Federal” non naviga in acque buone. Ma questa decisione è stata davvero un annuncio improvviso, la classica fulminata». «Potevano almeno avvisarci prima – si accoda Michele Penna, Cgil –. Finora si era parlato di cassa “ordinaria”, quella che viene avviata per i tempi brevi. Ci sarà ancora una settimana di fermata, ad aprile. Ma la richiesta di cig “straordinaria” parla di un anno. Dobbiamo parlare coi responsabili di Mondovì».
In assemblea erano presenti Cgil, Uil e Cisl (con massimo Campana). L’annuncio della “Federal” è arrivato la scorsa settimana: una mossa di portata nazionale, che riguarda tutti gli stabilimenti del gruppo (tre nel Torinese, più Mondovì, Desenzano e Carpi), per un totale di 1.300 lavoratori. Sono 500 i dipendenti per cui si è parlato di cassa integrazione. «Non sappiamo come sia la situazione sugli altri siti – continuano i sindacati –, ma qua a Mondovì si parla di una fabbrica che lavora, e che negli ultimi anni è cresciuta. A dicembre era stata chiesta una cassa ordinaria, durata settimane, che insieme con le ferie aveva portato a un lunga fermata».
Ma, come per tante altre industrie all’epoca, si pensava solo a una cosa temporanea: strascico della crisi del settore auto. Invece è arrivata questa nuova doccia fredda. «È vero che non si è parlato di esuberi, né di mobilità – continua Battaglino –. E, come sindacati, faremo di tutto per ridurre il numero di lavoratori coinvolti dal provvedimento. Ma chiedere una cassa integrazione per un anno intero significa di fatto prevedere che per un anno non vi sarà aumento di produzione. E questo ci preoccupa: quali sono le intenzioni dell’azienda? A cosa stiamo andando incontro?».
Serve un confronto. Penna: «I lavoratori sanno che siamo preoccupati più dal futuro, incerto, che dal presente. Il 23 aprile incontreremo l’azienda in Provincia, chiederemo cosa ci attende Ma la vera partita si giocherà a Roma». E poi? «E poi si vedrà”

 

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Crisi alla Federal Mogul: 100 in cassa

Da “L’Unione Monregalese” del 8 aprile

Altro che ripresa. Alla “Federal Mogul” di Mondovì, un dipendente su tre finirà in cassa integrazione straordinaria: e non si tratta di esuberi, ma di un segnale di negatività palesato dai dirigenti del gruppo internazionale, che hanno annunciato una passività che dura da due anni. A Mondovì sono un centinaio i lavoratori per cui la “Federal” ha chiesto la cassa: «Un fulmine a ciel sereno – è il commento dei sindacati –, non ce l’aspettavamo proprio. Abbiamo chiesto un incontro».
La “Federal Mogul”, ex “Ferodo” (storica azienda di corso Inghilterra che produce pastiglie per freni delle auto) ha annunciato il passaggio alla cassa straordinaria nei giorni scorsi: quella ordinaria si è conclusa con la fine di marzo, dopo che era stata aperta per l’intero stabilimento nel mese di dicembre, in piena ondata di crisi dell’indotto Fiat. Si sperava in una ripresa, e invece è arrivata questa notizia: richiesta di cassa straordinaria per 500 dipendenti dei 1.300 di tutto il gruppo “FM” (tre stabilimenti nel Torinese, più Mondovì, Desenzano e Carpi). Durata: un anno intero, da maggio 2009 a maggio 2010.
La reazione da Torino è stata immediata, e a Mondovì l’allarme piomba a cascata: «A differenza degli altri stabilimenti, quello di Mondovì conta come tessile e non metalmeccanico – ci spiega Michele Penna, Cgil –, ma non crediamo proprio che questa differenza conti alcunché per l’azienda.I numeri, su Mondovì, parlano di cig straordinaria per 100 lavoratori su 300. È un segnale che non sappiamo come interpretare». Perché? «Innanzitutto, perché la decisione è partita dai vertici nazionali, mentre dobbiamo ancora confrontarci con quelli locali: abbiamo già chiesto un incontro in provincia, aspettiamo che venga convocato. Ma soprattutto perché è stata una notizia del tutto inattesa, almeno qua nel Monregalese. Che la “Federal Mogul” non navigasse in buone acque, lo si sapeva da tempo: anche se lo stabilimento di Mondovì è forse quello col fatturato migliore, tra quelli del gruppo. Non si è parlato di licenziamenti, per ora: ma neppure di mobilità C’è solo questa richiesta, per un anno. Chiederemo spiegazioni il prima possibile

 

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Federal Mogul annuncia cassa integrazione straordinaria

da "La Stampa" del 4 aprile

A Mondovì, la Federal Mogul, storica azienda di corso Inghilterra che produce pastiglie per freni delle auto di tutto il mondo passerà dalla cassa integrazione ordinaria a straordinaria. L’annuncio è stato dato ieri in una riunione a cui hanno partecipato i dirigenti dell’azienda. «Interesserà un centinaio di dipendenti sugli oltre 300 – spiega Alberto Battaglino, sindacalista della Uilta-Uil -. Non ce lo aspettavamo. La comunicazione è arrivata mentre si stava discutendo di ferie e permessi». La Federal Mogul ha tre stabilimenti nel Torinese (Druento, Cuorgnè e Chivasso), a Mondovì, Desenzano e Carpi. Ieri un comunicato della multinazionale americana ha annunciato il passaggio da cassa ordinaria a straordinaria per 500 dei 1300 dipendenti dei siti italiani. «L’azienda non ha ancora finito le 26 settimane di cassa straordinaria – dice la Fiom di Torino – ed è probabile che all’orizzonte si profilino licenziamenti, per questo pensiamo si tratti di un segnale grave, da respingere». «Per ora non sono previste iniziative sindacali, ma presto organizzeremo un’assemblea a Mondovì», conclude Battagliano.

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Stop all’ex Ferodo fino al 7 gennaio

Da “La Stampa” del 3 dicembre

E’ stata accettata la richiesta di cassa integrazione ordinaria avanzata dalla Federal Mogul di Mondovì, l’ex Ferodo. Si tratta della storica azienda di corso Inghilterra che produce pastiglie per freni delle auto di tutto il mondo. L’ultima cassa risale a 10 anni fa e oggi interesserà 280 operai e 46 impiegati, la quasi totalità della forza lavoro. «La richiesta dell’azienda - dice Alberto Battaglino, sindacalista della Uilta-Uil - è stata discussa con le forze sindacali in Confindustria». Non si tratta di un’azienda in difficoltà, ma di un’esigenza di riorganizzazione del lavoro per una delle tante società legate al mondo dell’auto. La richiesta è per il periodo dall’8 al 27 dicembre. S’inizierà dalla sala mescole e sala supporto. L’azienda prevede, peraltro, lo stop alla produzione da venerdì 12 dicembre al 7 gennaio.
La Federal Mogul, ad ottobre, aveva preso un’iniziativa particolare. «L’azienda - avevano spiegato i dirigenti - sta affrontando un periodo di ridimensionamento del personale legato al periodo di crisi internazionale dei mercati». La proposta al lavoratore (3 su 4 avevano accettato) consisteva nell’accettare che il suo posto si trasformasse: da impiegato a operaio con mansioni diverse, ma con il mantenimento dei diritti acquisiti in materia di stipendio, qualifica, retribuzioni.
Alla Riva Acciaio di Lesegno l’azienda ha fatto ricorso alla cassa integrazione ad ottobre: coinvolge 180 dipendenti su 300 e durerà fino al 2009. Si lavora soltanto nei turni di notte. \

 

 

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Ex Ferodo, “cassa” per 326
L’azienda di Mondovì ha chiesto di avviare il provvedimento dall’8 al 27 dicembre

[da “La Stampa” del 27 novembre di GIANNI SCARPACE
MONDOVI’
«Non accadeva da oltre dieci anni, ma anche la Federal Mogul di Mondovì ha presentato una domanda di cassa integrazione ordinaria per operai ed impiegati, oltre 320 persone. E’ il segno di una difficoltà delle aziende che le coinvolge: grandi e piccole». Alberto Battagliano, sindacalista della Uilta-Uil, annuncia la richiesta dei dirigenti dell’ex Ferodo, presentata a una riunione in Confindustria alla presenza dei sindacalisti di tutte le categorie. La Federal Mogul è la storica azienda di corso Inghilterra che produce pastiglie per freni delle auto di tutto il mondo.
«La Mogul non sta attraversando un particolare periodo di crisi – aggiunge Battagliano -, ma evidentemente le ditte legate al mondo dell’auto devono ripensare all’organizzazione del lavoro». La richiesta dell’azienda, come vuole al legge, sarà discussa in Confindustria con le forze sindacali. In tutto riguarda 280 operai e 46 impiegati, vale a dire la quasi totalità della forza lavoro. Il periodo indicato è dall’8 al 27 dicembre.
A ottobre l’azienda aveva fatto una proposta singolare a quattro impiegati: diventare operai mantenendo però i diritti acquisiti nella precedente mansione (stipendio, qualifica e altri). «Stiamo affrontando un periodo di ridimensionamento del personale legato alla crisi internazionale dei mercati» avevano spiegato i dirigenti. Tre lavoratori avevano accettato la proposta, con l’approvazione dei sindacati.
Lesegno
Cassa integrazione ordinaria anche alla Riva Acciaio di Lesegno. L’azienda ha avviato il provvedimento fino al 2009 per 180 dei 300 dipendenti. Si lavora solo a periodi alternati. «Sebbene la produzione sia effettivamente calata – dicono i sindacati – non si può certo dire che la Riva sia un’azienda in crisi: è già pronto, con l’ampliamento della fabbrica, un piano di nuove assunzioni. E’ il periodo di difficoltà generale che porta le imprese a rivedere programmazione della produzione e impiego dalla forza lavoro».
La Valeo di Mondovì ha invece già fatto sapere che le «fermate invernali» saranno più lunghe del solito.

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“I dipendenti impiegati tornino a fare gli operai”

Mondovì. Nello stabilimento dell’ex Ferodo sono in corso le trattative sul piano aziendale

Da “La Stampa” del 25 ottobre di GIANNI SCARPACE
MONDOVI’
L’azienda affronta un periodo di ridimensionamento del personale legato alla crisi internazionale dei mercati. Il lavoratore è chiamato ad accettare che il suo posto di lavoro si trasformi: da impiegato a operaio con mansioni diverse, ma mantenendo i diritti acquisiti in materia di stipendio, qualifica, retribuzioni. Su quattro proposte, tre sono in via di definizione, mentre un’impiegata ha rinunciato.
Accade a Mondovì, dove la multinazionale Federal Mogul, la storica ex Ferodo di corso Inghilterra, produce pastiglie per freni delle auto di tutto il mondo. Oggi l’azienda propone ai lavoratori un «salto» concettuale forte (da impiegato ad operaio), ma imposto da un «adeguamento della forza lavorativa», ordine che arriva dagli Usa, dove c’è la sede legale. Le trattative sindacali sono in corso e giovedì, all’Unione Industriale, si è conclusa la vicenda di un’impiegata che, dopo 20 anni di lavoro dietro la scrivania, non se l’è sentita di tornare dove aveva cominciato, alle macchine in linea.
«Le commesse ci sono, l’azienda non ha mai smesso di lavorare», confermano le confederazioni sindacali. «La contrazione del mercato - dice Paula Notman, direttrice delle Risorse Umane di Federal Mogul Mondovì - ha portato alla riduzione di tutti gli aspetti produttivi e dei volumi. Il gruppo ha messo mano a una riduzione dell’85% di costi diretti e Mondovì ha dovuto adeguarsi». Erogare lo stesso stipendio a un operaio (300 a Mondovì) piuttosto che a un impiegato (50) costituisce per l’azienda un costo minore. «Perché per l’operaio - spiega la Notman - si tratta di costi diretti, cioè in linea col volume di produzione. I costi indiretti sono, invece, un reale costo fisso che dobbiamo tagliare». «Fra luglio e settembre di quest’anno - dice Massimiliano Campana, della Cisl - l’azienda non ha rinnovato i contratti di 70 lavoratori interinali impegnati sulle linee di produzione». Replica la Notman: «Abbiamo assunto 60 lavoratori applicando un contratto a tempo indeterminato». Su queste ultime cifre i sindacalisti Alberto Battaglino (Uil) e Michele Penna (Cgil) esprimono qualche dubbio, insieme al timore che Mondovì non confermi più il valore aggiunto della ricerca accanto alla produzione. «La sala prove di Mondovì - dice Battaglino - è stata trasferita in Germania». «Siamo di fronte alla flessione del mercato automobilistico - sottolinea Campana - e l’azienda si adegua. Il passaggio da impiegato a operaio è previsto dalla normativa». «Abbiamo adottato - dichiara Paula Notman - soluzioni meno dolorose possibili».

 

 

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