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SALUZZO.
CARENZA DI ORGANICO
Polizia
penitenziaria “taglia” le ferie estive
Da “La
Stampa” del 13 maggio di ANDREA GARASSINO
Per garantire la necessaria sicurezza durante «Voltapagina», la
rassegna collaterale alla Fiera del libro che si è svolta fino a
domenica sera nel carcere «Morandi», gli agenti di polizia
penitenziaria hanno svolto turni di straordinario volontario. Durante
l'estate hanno accettato di ridurre il periodo consecutivo di ferie da
4 a 3 settimane per una maggior equità fra tutto il personale. Le
guardie del penitenziario saluzzese stanno fronteggiando una profonda
crisi di organico. I numeri parlano chiaro: 250 è la cifra prevista
dalla pianta organica. Gli effettivi in servizio per vigilare gli
oltre 360 detenuti sono 150. «Il taglio delle vacanze - dice il
commissario Benedetto Novena, 53 anni, originario di Reggio Calabria e
a Saluzzo dal 2001 - si è reso necessario per motivi di equità e per
non scontentare nessuno. La mancanza di personale è un problema
principalmente del Nord Italia, perché la maggioranza degli agenti
viene dal Centro-Sud. Quando hanno un incarico nel Settentrione
chiedono di essere mandati vicino a casa. Il trasferimento, però, non
è possibile, quindi si fa richiesta di ‘’distacco’’, cioè si va
temporaneamente a prestare servizio in altra struttura, ma rimane
nell'organico di questo carcere».
Lo Stato non stanzia fondi per nuove assunzioni. «Non se ne parla
nemmeno - commenta Novena -, ci viene detto di razionalizzare il più
possibile e di far leva sulle forze che abbiamo». Al «Morandi» i
«distaccati» sono 27, mentre 3 sono «in missione» in altri
penitenziari. Su 150 guardie, sono 80 gli agenti che «girano» sui vari
turni nelle 10 sezioni. «Dovrebbero essere due per ognuna - spiega il
commissario -. Spesso sono uno per due sezioni». Il resto è
rappresentato dai «graduati» (1 commissario, 6 ispettori 12
sovrintendenti) o da chi ha incarichi fissi. Sedici appartengono al
Nucleo operativo e si occupano di spostamenti e piantonamenti. Sette
rispettivamente lavorano in portineria e all'immatricolazione. Per
raggiungere il totale, bisogna contare chi lavora negli uffici e chi è
in malattia o in congedo.
«Negli anni scorsi c'erano meno detenuti e più agenti - dice Domenico
Arena, direttore del ‘’Morandi’’ -, che comunque dimostrano sempre
molta voglia di fare e una sensibilità particolare che permette di
realizzare le iniziative per i detenuti nel carcere. Questo qualifica
il loro lavoro, ma è un sovrappiù».
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