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Non si vendono auto e i primi timori avvolgono anche la solida
Michelin di Cuneo
Da
www.targatocn.it del 20 aprile 2012
Non ci sono, al momento, esuberi denunciati ma la
preoccupazione che avvolge i lavoratori della Michelin di Cuneo inizia
a percepirsi, soprattutto tra i quasi 300 somministrati. E' calato
drasticamente il mercato dell'auto soprattutto nel Sud Europa e con
esso la necessità di avere un'elevata offerta di pneumatici. Le
conseguenze si abbattono, quindi, anche sullo stabilimento di Piazza
Robert Daubrée dove si sta cercando di mantenere i 21 turni evitando
di scendere ai 18. E' imminente però la cassa integrazione per i quasi
2.000 dipendenti dell'azienda francese. A maggio e giugno la cassa
toccherà i dipendenti sui turni relativi ai servizi mescole, camere
d'aria e ruote.
Nella giornata di venerdì 20 aprile la RSU ha incontrato
l'azienda e il tavolo si ripeterà tra meno di 15 giorni per definire
il programma in maniera più dettagliata. I vertici cuneesi di Michelin
hanno spiegato che vi è un 25% di stock in eccedenza rispetto al
necessario e quindi bisognerà produrre, su tutti i siti europei, 4
milioni di pezzi in meno. Per Cuneo significa meno 850mila coperture
prodotte a fronte di una realizzazione giornaliera di 40mila pezzi.
Per ottenere il calo richesto saranno necessari circa 21 giorni di
cassa integrazione. Resta invece saldo il progetto industriale della
casa madre francese pensato per Cuneo e gli investimenti promessi: su
questo punto nulla sarebbe messo in discussione.
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“Cassa”
alla Michelin torna dopo due anni
Da “La Stampa” del
12 novembre 2011 di BARBARA MORRA
Dopo due anni di assenza, torna la cassa integrazione allo
stabilimento Michelin di Cussanio. Comincerà lunedì e durerà due
settimane. Non riguarderà tutti i reparti, ma soltanto i lavoratori di
alcuni settori le cui produzioni sono in calo.
«Si tratta soprattutto delle lavorazioni in cui si produce il cavo
metallico per gli pneumatici dei camion - spiega Giuseppe Perucca,
rappresentante Fiom-Cgil in fabbrica -. Un po’ di “cassa” è già stata
applicata ad ottobre e, secondo quanto detto nelle riunioni, non è
escluso che si prosegua nel primo trimestre del 2012».
L’azienda, interpellata, ha preferito evitare commenti. A spiegare la
situazione generale è Pierandrea Cavallera della Fiom- Cgil Cuneo: «Si
devono affrontare, purtroppo, tagli inevitabili alla produzione di
determinati tipi di cavi. Era un po’che non si ricorreva alla cassa.
Il provvedimento si inserisce nella complicata situazione generale di
crisi». Per Cavallera è difficile dire se il ricorso alla cassa è a
breve o se a medio termine. «Comunque - precisa non c’è particolare
preoccupazione tra i lavoratori: la Michelin è un’azienda sana e
solida, tanto che gli obiettivi di produzione dell’anno sono stati
raggiunti e superati». Inoltre la Michelin - di Fossano e Cuneo - è
stata fra i pochi stabilimento che hanno «resistito» all’ondata di
ricorsi alla cassa integrazione in Granda nel 2010.
«A patire di più - precisa Perucca - sono i lavoratori interinali .
Quattro sono rimasti a casa, ma per gli altri abbiamo siglato un
accordo con l’azienda in modo che possano continuare a lavorare sino a
fine anno».
Fossano è l’unica sede Michelin in Italia a produrre cavi metallici
semifiniti e rinforzi per i pneumatici. Vi lavorano 550 dipendenti, di
cui il 18% stranieri; l’età media è di 40 anni. Ne ha 41 il direttore
dello stabilimento, Roberto Bresciano. Il 30% della produzione di cavo
e rinforzi rimane in Italia, il restante viene esportato in Europa e
in molti Paesi del mondo.
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Michelin a Cuneo si prepara a produrre il 35% in più
Da “La Stampa” del
9 ottobre di LORENZO BORATTO
CUNEO
Più produzione e occupazione alla Michelin di frazione Ronchi (oltre 2
mila dipendenti e altri 300 interinali): la produzione degli
pneumatici da vettura e «light truck» (veicoli commerciali leggeri)
passerà da 97 mila tonnellate del 2010 a 123 mila per fine anno.
L’hanno ribadito i vertici della multinazionale francese durante l’«Investor
Day» che quest’anno si è svolto a Cuneo: un incontro riservato a
grandi investitori, fondi pensione, azionisti, dove si traccia il
futuro del Gruppo.
Simone Miatton, responsabile dell’impianto di Cuneo, ha presentato il
piano di potenziamento dello stabilimento: l’obiettivo è arrivare nel
2015 a 151 mila tonnellate di prodotto realizzato (+35% della
produttività rispetto a oggi). I vertici del Gruppo hanno confermato
gli obiettivi per il 2011: +8% della produzione e un’«accelerazione
della presenza in Cina, dove il mercato degli pneumatici dovrebbe
crescere del 50% entro il 2020».
Gaspare Palermo, segretario provinciale Filctem Cgil: «Si conferma
quanto previsto dal piano industriale sottoscritto nel 2008: in Italia
saranno investiti 200 milioni di euro in 5 anni, di cui 141 milioni a
Cuneo, che sarà il maggiore stabilimento di tutta l’Europa Occidentale
per pneumatici di alta gamma. Ma sono stati chiesti sacrifici ai
lavoratori, chiudendo le linee “turismo” a Torino e mescole ad
Alessandria. I maggiori investimenti hanno permesso d’aumentare
l’occupazione in frazione Ronchi: 120 lavoratori sono stati
ricollocati da Torino a Cuneo; per i 300 interinali si prevede un
contratto a tempo indeterminato entro il 2013».
Le Rsu aziendali (Cgil, Cisl, Uil): «C’è preoccupazione per la fase
attuale: anche Michelin sta risentendo del rallentamento del mercato.
Questo non deve mettere in discussione la stabilizzazione dei precari,
come scritto nell’accordo integrativo firmato alcuni mesi fa».
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Settore gomma-plastica della Michelin Siglato l’accordo sui premi di
produzione
Da “La Stampa” del
12 aprile di [A. P.]
Al raggiungimento degli obiettivi di produzione, i dipendenti dello
stabilimento Michelin di Cuneo riceveranno 1.770 euro per il 2011,
1.970 per il 2012 e 1.970 per il 2013: lo prevede il nuovo contratto
integrativo. I conteggi saranno completati entro i primi tre mesi
dell’anno successivo e liquidati sulle buste paga di aprile.
L’accordo, la cui prima ipotesi tra sindacati e azienda risale a
marzo, ha ottenuto il via libera definitivo dall’assemblea dei
lavoratori: a Cuneo, l’82,8% di loro ha detto sì.
«È un ottimo risultato, soprattutto in questo periodo in cui, appena
si parla di soldi, il dialogo con le imprese si interrompe - commenta
Massimo Colombo delle rappresentanze sindacali unite Cgil, Cisl, Uil
-. La Michelin invece ha anche previsto l’assunzione di parte dei 200
lavoratori interinali e indennità più alte per chi lavora sabato e
domenica».
Inoltre viene riconosciuto un permesso retribuito di 2 giorni per i
papà non sposati, ma conviventi, in occasione della nascita di un
figlio. «L’intesa è stata firmata con reciproca soddisfazione perché,
oltre alla parte economica, interessa l’assetto occupazionale
complessivo - fa sapere la Michelin -. Gli obiettivi di produzione
saranno stabiliti anno per anno e, se raggiunti al 100%, genereranno i
premi di produzione per i lavoratori». Il contratto sarà applicato in
tutti gli stabilimenti italiani Michelin (settore gomma-plastica), ma
non a Fossano (che rientra nel comparto metalmeccanico).
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Michelin maggioranza a Fiom
Da “La Fedeltà” del
16 giugno
FOSSANO.
Gli operai della
Michelin di Fossano hanno con; fermato il loro consenso alla
Fiom-Cgil nelle elezioni delle Rsu che si sono tenute dal 7 all'Il
giugno. Sui 393 lavoratori che si sono recati alle urne (gli aventi
diritto erano 465), ben 252 - pari al 64,1% - ha infatti scelto i
candidati della Fiom, mentre 113 voti - il 28,7% - sono i andati a
quelli della Fim-Cisl. Solo 19 voti - il 4,83% - ha luci
colto, invece, il sindacato auto! nomo Failms-Cisal nato nel 2007 da
una "costola" della Fiom, che non è riuscito a rei plicare il
risultato dell'Alstom idi Savigliano, dove due setti: mane fa la Fiom
venne sonoramente battuta (in quel caso !dalla Uilm).
I Pur con qualche
variazione percentuale, il quadro che emerge dal voto è pressoché
analogo íst quello del 2007, con 5 delegati jdella Fiom-Cgil (Pier
Giuseppe Perucca, Antonio Graglia, Giuiseppe Gangi più altri due che
verranno nominati dalla segreteria provinciale, ma che con ogni
probabilità saranno Alfonso Aliperti e Abderahman Salmi), e 3 della
Fim-Cisl (Claudio Martino, Pier Carlo Magliano e uno tra Antonio
Carone e Daniel
Capairi, che hanno
ottenuto il medesimo numero di voti).
Il candidato con il
maggior numero di preferenze è stato Pier Giuseppe Perucca (Fiom) con
69 voti, davanti ad Antonio Graglia (Fiom) con 47 e a Claudio Martino
(Fim) con 32.
"È un risultato molto
positivo -
commenta Pier Andrea Cavallero della segreteria provin ciale Fiom
I lavoratori della Michelin ci hanno confermato la loro fiducia, con
percentuali ancora maggiori rispetto al 2007. Ora ci attende un
periodo molto complicato: fin quando la crisi non passerà, sarà
vietato abbassare la guardia".
Moderatamente
soddisfatto anche Claudio Martino, delegato della Fim-Cisl. "Più o
meno è stata confermata la fotografia di 3 anni fa, anche se quest'anno
c'era una sigla in più. Passate le ferie riprenderemo a pieno regime
la nostra azione sindacale. Emergenze in vista, per fortuna, non
sembrano essercene. Oggi alla Michelin di Fossano c'è parecchio
lavoro, al punto che sono stati assunti una ventina di interinali.
Vedremo a settembre se il picco durerà".
Il più soddisfatto è
però Pier Giuseppe Perucca, delegato Rsu per il sesto mandato con
secutiyo e per la quinta volta il candidato più votato. "La scelta
dei lavoratori Michelin mi carica di responsabilità, che cercherò di
onorare con il massimo impegno, insieme agli altri colleghi della Rsu,
per rispondere alle loro esigenze e cercare di risolvere i problemi
che man mano si presenteranno. Sono molto contento per l'esito delle
elezioni non solo a livello personale, ma anche per il risultato
della Fiom. Il voto dei lavoratori ha infatti premiato chi è rimasto
nelle Rsu e non chi - tre anni fa - uscì dalla Fiom per dare vita ad
un sindacato autonomo che non è riuscito a far eleggere nemmeno un
candidato. Ringrazio tutti i compagni delle Rsu, il direttivo della
Fiom e, naturalmente, i lavoratori e le lavoratrici che hanno avuto
fiducia in noi".
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Sciopero alla Michelin a Fossano L’adesione è stata del 40 per cento
Da “La Stampa” del 2
aprile
Sciopero di un’ora e
mezza su tutti i turni con cortei interni, ieri, alla Michelin di
Fossano. I sindacati (Fiom Cgil e Fim-Cisl) che l’hanno proclamato
parlano di un’adesione del quaranta per cento nella mattinata, unico
dato per ora disponibile. Da nessuna delle due parti in causa, azienda
e rappresentanze sindacali, arrivano commenti.
A parlare è un comunicato delle segreterie Fiom e Fim inviato l’altro
giorno, alla proclamazione dello sciopero. «Purtroppo proseguono le
lamentele di lavoratrici e lavoratori che denunciano un atteggiamento
provocatorio da parte dei loro diretti superiori - si legge nella nota
. Questi comportamenti hanno come unico risultato quello di creare un
clima di pesante tensione all’interno dei reparti; visto che, se un
lavoratore si comporta in maniera irrispettosa nei confronti di un
superiore la direzione aziendale decide di comminare la sospensione
dal lavoro nei confronti del lavoratore per insubordinazione. Non
capiamo come sia possibile che si tollerino tali atteggiamenti da
parte di chi ha un ruolo di responsabilità».
«Prendendo atto - conclude il comunicato - dell’impossibilità di poter
ad oggi stabilire un dialogo costruttivo tra la direzione aziendale e
la rsu (rappresentanza sindacale unitaria ndr) che permetta ai
rappresentanti dei lavoratori di essere parte propositiva ed
accreditata nella costruzione di un corretto, sano e positivo ambiente
di lavoro, si è deciso di proseguire con le iniziative di lotta a
partire dalla proclamazione dello sciopero».
L’astensione dal lavoro di ieri segue quella dell’8 marzo in cui i
lavoratori scioperarono per gli stessi motivi di ieri. Allora, secondo
i sindacati, l’adesione fu del novanta per cento. Alla protesta
l’azienda reagì con una conferenza stampa. Il direttore Massimo Mereta
ha spiegato che la percezione da parte dei vertici è che in
stabilimento ci sia un clima complessivamente «buono». \
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Oggi sciopero alla «Michelin»
Da “La Stampa” del 1
aprile
Dopo l’astensione
dell’8 marzo ancora sciopero di un’ora e mezza su ogni turno, oggi,
alla Michelin di Fossano. «Le motivazioni - spiegano, in un
comunicato, le rappresentanze sindacali unitarie di Fiom e Fim -
rimangono le stesse: i carichi di lavoro ritenuti eccessivi,
l’atteggiamento arrogante di alcuni responsabili che troppo spesso
compiono eccessive pressioni nei confronti di lavoratrici e lavoratori
dello stabilimento e la volontà della direzione aziendale di
calendarizzare entro il mese di maggio parte delle ferie e dei
permessi individuali dei lavoratori indiretti, cosa non prevista dal
contratto nazionale metalmeccanici. Negli incontri tra sindacati e la
direzione, dopo lo sciopero dell’ 8 marzo, non ci sono stati
significativi punti di convergenza su queste questioni».
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Sciopero
alla Michelin “A rischio la sicurezza”
Da “La Stampa” del 9
marzo di ]BARBARA MORRA
FOSSANO
«Impongono carichi di lavoro irreggiungibili. Per stare nella
produzione, a volte, si è costretti a non applicare i modi operatori
con rischi per la sicurezza. I lavoratori sono esasperati perchè a
tutto questo si sommano atteggiamenti da parte dei capi che ledono la
dignità della persona». A parlare sono i delegati delle rappresentanze
sindacali Cgil-Fiom nello stabilimento Michelin di Fossano:
Piergiuseppe Perucca, Rosanna Saba, Alfonso Aliperti e Antonio Graglia.
Per ottenere dalla direzione quelli che, secondo il sindacato, sono
cambiamenti necessari, ieri, hanno indetto, insieme ai colleghi della
Fim-Cisl, lo sciopero di un’ora e mezza sui tre turni della giornata.
«I lavoratori hanno partecipato in massa - spiegano - abbiamo
raggiunto il 90 per cento delle adesioni. Questo conferma che la
situazione è diventata insostenibile. È inaccettabile che i lavoratori
siano chiamati a sopportare sul lavoro livelli di stress da
esaurimento nervoso».
Non è la prima volta che nello stabilimento di Cussanio - 650
lavoratori per fare il filo metallico del pneumatico - si sciopera per
questi motivi. Accadde in luglio.
L’azienda ribadisce quanto dichiarato mesi fa. Anselmo Prin, direttore
del personale:«Nell’attuale contesto economico cerchiamo di recuperare
competitività. Non chiediamo di lavorare più tempo ma di migliorare la
procedura di lavoro dal punto di vista della qualità e della
disponibilità delle macchine. È un discorso difficile da capire per
chi non ha dimestichezza con questi macchinari ma riteniamo sia
realizzabile».
Anche i lavoratori parlano. Ai cronisti chiedono l’anonimato. «I
termini di paragone che l’azienda usa nei nostri confronti sono i
colleghi con contratto da confermare che non fanno le pause. Ti
dicono: "Perché tu non riesci a fare lo stesso?" Abbiamo pause
programmate per legge: 10 minuti ogni ora e mezza o due ore, lo
prescrive l'Asl. Ma anche in quello bisogna fare i turni. Se non vado
nell'ora determinata non posso più andare in pausa, e se non la
faccio, nei confronti dei capi ho torto io. Ma devo comunque fare la
produzione: se faccio solo 30 bobine e non 34 riceverò un richiamo e
con tre richiami non impugnati mi possono licenziare per giusta
causa».
Ancora: «Quelli dei contratti interinali spesso non fanno pause. Uno
di loro mi ha detto che lui non mangia: nei trenta minuti concessi per
la mensa fa le riparazioni. Gli interinali si sbattono alla grande
perché sono continuamente sotto pressione per non essere lasciati a
casa, ti portano 3-4 bobine da 300 chili per volta con rischi per la
loro sicurezza». «Un po’di anni fa c'erano meno macchine, mancavano le
burocrazie e le riunioni ogni 15 minuti, le macchine erano più lente e
a comandare era chi aveva fatto tutta la trafila passando per il ruolo
di operaio semplice. Ora fanno capi anche ragazzini appena arrivati.
Accadono spesso piccoli incidenti: sbattimenti, cadute, c'è rischio di
cadere sul braccio svolgitore».
Aggiungono: «Ti offrono di andartene senza grane per pochi soldi. Ti
convocano negli uffici da solo e fanno pressioni per farti decidere di
mollare. Un collega, piangendo, ha raccontato che lui ha accettato
diciassette mila euro perché non ce la faceva più». I dirigenti del
sindacato confermano la necessità di un cambiamento. Pierandrea
Cavallera (Fiom): «La situazione non è più sostenibile. Se hanno
bisogno di più produzione assumano più gente e il sistema delle
pressioni deve finire». Tiziana Mascarello (Fim): «C’è bisogno di
tornare a un clima sereno, senza pressioni. La situazione è pesante».
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Fossano, più lavoro
per la “Michelin”
Da “La Stampa” del 31 ottobre 2009 di ]WALTER LAMBERTI
FOSSANO
In tempi di crisi e cassa integrazione, una buona notizia che fa
guardare con un po’ più di ottimismo al futuro.
Giovedì scorso, è stato siglato un accordo tra la Rsu Fim Cisl e Fiom
Cgil e la direzione aziendale dello stabilimento Michelin. L’accordo
in questione, come illustrano in una nota i rappresentanti delle Rsu,
prevede il passaggio, a partire da gennaio del 2010, dagli attuali 18
turni ai 21 turni per alcuni posti di lavoro. In sostanza saranno
sfruttate al massimo delle loro potenzialità parte delle macchine su
cui si produce il cavo 4.26 (uno dei tanti cavi di rinforzo metallico
che vengono prodotti nello stabilimento di Fossano), a fronte di una
maggior richiesta di questo semilavorato.
Con il ciclo-continuo in questo reparto si lavorerà dunque anche il
sabato e la domenica (i 18 turni arrivano soltanto fino al venerdì
notte). Anche le linee di trafilatura, che costituiscono il passaggio
immediatamente precedente a questo reparto, saranno interessate, in
parte, dall’incremento di produzione che nel complesso coinvolgerà
circa 40 persone tra operatori a macchina e personale di supporto.
«Dopo 12 mesi in cui si è parlato esclusivamente di cassa integrazione
e riduzione di organici - commentano i rappresentanti delle Rsu -,
finalmente una notizia positiva per quanto riguarda i volumi
produttivi dello stabilimento di Fossano. Tuttavia non possiamo dire
che la crisi sia terminata e definitivamente lasciata alle spalle,
perché purtroppo permangono e probabilmente continueranno anche nei
prossimi mesi, periodi di cassa integrazione per altri reparti che si
occupano di cavi per i quali la ripresa produttiva non è ancora
iniziata».
La richiesta di lavorare anche il sabato e la domenica, tuttavia, come
precisano i sindacati, non è stata un’imposizione da parte
dell’azienda e l’adesione dei lavoratori è stata volontaria. Del resto
in diversi altri reparti dello stabilimento fossanese i 21 turni sono
stati introdotti da anni.
Oltre all’aumento dei turni l’accordo siglato nei giorni scorsi
prevede anche la «stabilizzazione» di alcuni lavoratori precari, che
vedranno il loro contratto a tempo determinato trasformarsi in
contratto a tempo indeterminato, mentre per molti altri precari verrà
garantito un contratto di almeno 12 mesi.
Nello stabilimento fossanese della Michelin lavorano 650 dipendenti.
Il tipo di lavorazione che viene effettuato nella sede di frazione
Cussanio riguarda il filo metallico che si trova all’interno dei
pneumatici. La multinazionale del Bibendum in Italia, oltre alla sede
commerciale di Milano, si è sviluppata essenzialmente in Piemonte.
Oltre allo stabilimento fossanese e quello cuneese ce n’è uno a Torino
e un altro ad Alessandria
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CUNEO. SECONDA LA
CISl
Rsu della Michelin
La Cgil si conferma il primo sindacato
Da “La Stampa” del 17
ottobre
Conferma per i
sindacati confederali, flessione dell’Ugl. La Cgil con il 46% (alle
precedenti consultazioni del 2006 aveva il 42%), ha vinto le elezioni
Rsu alla Michelin di Cuneo, seguita Cisl con il 26,8% (26% nel 2006),
Uil 20,6% (18%) e Ugl 6,67% (7,6%). Le votazioni sono iniziate lunedì
e si sono concluse giovedì sera. Su 2009 dipendenti aventi diritto di
voto, alle urne se ne sono recati 1.530 (76,2%). I voti nulli sono
stati 54, le schede bianche 22. La lista Filcem-Cgil ha ottenuto 669
preferenze; Femca-Cisl, 389; Uilcem-Uil, 299; l’Ugl, 97. Nel 2006
avevano votato 1.388 dipendenti. Anche allora la Cgil, con 560
preferenze, si era confermata il sindacato più rappresentativo,
seguita da Cisl (344 voti), Uil (238), Ugl (101), Asal (39). La nuova
Rsu sarà formata da 18 delegati Filcem-Cgil; 10 Femca-Cisl; 8
Uilcem-Uil; 3 Ugl.
«Due gli elementi positivi - spiega Mario Cravero, segretario
provinciale Filcem-Cgil -, l’alta partecipazione al voto, più 10%
rispetto al 2006 e il buon risultato dei sindacati confederali, a
conferma della fiducia nella nostra azione. In questo contesto la Cgil
ha raggiunto un risultato storico toccando quota 46%».
«La nostra lista ha ottenuto 44 voti in più rispetto al 2006 - dice
Marco Garelli, Cisl -. La nuova Rsu dovrà ora vigilare sull’attuazione
del piano industriale. A fine anno ci aspetta anche il rinnovo del
contratto nazionale gomma-plastica». «Un ottimo risultato - spiega
Alberto Dotta, Uilcem-Uil -. La nostra organizzazione è cresciuta da 7
a 8 delegati. Ci aspettano sfide importanti come trovare un giusto
equilibrio tra volumi produttivi, benefici economici e orari di
lavoro».
«Quarti eravamo e quarti siamo rimasti - precisa Valerio Poggi, Ugl -.
La nostra lista ha perso una manciata di voti. Anche se qualcuno ci
dava per spacciati, siamo riusciti a mantenere i 3 delegati nella Rsu.
Un buon risultato visto che avevamo 95 candidati contro». Nel 2000
Poggi era il coordinatore del Simpa, il «sindacato padano» che
all’elezione Rsu Michelin aveva ottenuto il 36%, confermandosi prima
organizzazione sindacale dello stabilimento. \
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Fossano: revocato sciopero delle lavoratrici mensa Michelin
Da
www.targatocn.it del 14 ottobre
Le lavoratrici che
curano il servizio mensa alla Michelin di Fossano hanno terminato lo
sciopero, iniziato sabato 10 ottobre, perché l'azienda ha concesso
alle rappresentanze sindacali un incontro. Lo scioperto è stato
revocato ieri sera e già oggi le nove dipendenti erano al lavoro. Nei
quattro giorni di stop forzato le nove lavoratrici sono state
sostituite da 'crumiri interni' provenienti da altri appalti.
La proteste delle dipendenti della ditta milanese 'Barberis & Gama'
hanno incrociato le braccia per protestare contro l’appesantimento dei
turni di lavoro. "Lo sciopero è stato indetto perché l’azienda non
arretra dalle proprie posizioni" spiega Loredana Sasia, della Cgil.
Continua Sasia: "Abbiamo smesso lo sciopero perché finalmente ci è
stato promesso un incontro in programma mercoledì 21 ottobre a Fossano".
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Michelin, duemila operai al
voto
Da “La Stampa” del 13
ottobre
Aperti i seggi per il rinnovo della Rsu allo stabilimento Michelin di
frazioni Ronchi a Cuneo, una delle più grandi fabbriche della
provincia. Sono 2008 i dipendenti aventi diritto di voto. Le urne
chiuderanno giovedì alle 17, lo spoglio inizierà mezz’ora dopo.
Quattro le liste: Cgil, Cisl, Uil e Ugl. La Rsu, che resterà in carica
per 3 anni, sarà formata da 39 delegati.
«I prossimi appuntamenti sindacali saranno il rinnovo dei contratti
nazionale e aziendale - dice Gaspare Palermo, Cgil -. La Rsu sarà
chiamata anche a vigilare sul piano industriale che prevede la
crescita dello stabilimento di Cuneo. Nel 2010 dovrebbero ripartire le
assunzioni».
«Le elezioni avvengono in un momento particolare che vede lo
stabilimento di Cuneo al riparo dalla crisi ad esclusione il reparto
camere d’aria - dice Marco Garelli, Cisl -. I sacrifici dovuti al
lavoro domenicale saranno una buona carta da giocare per confermare i
volumi produttivi 2010 che assegnano a Cuneo 11 milioni di
pneumatici». «Ci attendiamo una buona partecipazione - spiega Alberto
Dotta, Uil -. Nelle prime 5 ore d’apertura dei seggi hanno votato
oltre 700 dipendenti. La Uil punta ad aumentare la rappresentanza,
attualmente formata da 7 delegati. Il nostro slogan è meno ideologie
più fatti». «Nei prossimi tre anni bisognerà seguire anche la
riorganizzazione produttiva dello stabilimento - dice Valerio Poggi,
Ugl -. Chiediamo che all’aumento dei volumi produttivi corrispondano
miglioramenti salariali, per questo motivo non abbiamo sottoscritto
l’accordo per il lavoro domenicale».
Nelle elezioni Rsu 2006 avevano votato 1.388 dipendenti. La Cgil, con
560 preferenze, si riconfermò il sindacato più rappresentativo,
seguita da Cisl (344 voti), Uil (238), Ugl (101), Asal (39).
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In agitazione le nove addette al serivizio mensa a Fossano
Da “La Stampa”
del 13 ottobre
Da ieri le
lavoratrici che curano il servizio mensa alla Michelin di Fossano sono
in sciopero a oltranza. Le nove dipendenti della ditta milanese «Barberis
& Gama» hanno incrociato le braccia per protestare contro
«l’appesantimento dei turni di lavoro». «Lo sciopero è stato indetto
perchè l’azienda non arretra dalle proprie posizioni - spiega Loredana
Sasia, della Cgil -. L’impressione è che stiano cercando di ridurre il
personale imponendo turni di lavoro insostenibili. Un esempio? Per il
turno della sera ci sono sempre state tre lavoratrici; ora, invece,
devono fare tutto in due. In più chi resiste è caricato di nuovi
compiti». Per la rappresentante sindacale un altro nodo cruciale sono
i trasferimenti: «Dicono che c’è un esubero di personale e impongono
trasferimenti su altre aziende appaltanti». «Sugli ammortizzatori
sociali - conclude - oltre alla cassa integrazione servirebbe
l’applicazione del contratto di solidarietà».
«Siamo amareggiati da questo sciopero e dalle
dichiarazioni del sindacato - commenta il gestore del “Centro cottura”
di Cussanio, che pure è un dipendente della “Barberis & Gama” -.
Quella per cui lavoriamo è un’azienda seria che sta facendo il
possibile per conservare i posti di lavoro in un momento di crisi nera
per tutti. In Michelin c’è stata una notevole diminuzione dei pasti e
di conseguenza il lavoro è calato. Non è il momento di fare sciopero,
soprattutto quando è in corso una trattativa. L’azienda ha anticipato
la cassa integrazione pur non essendo tenuta a farlo
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FOSSANO. RIGUARDA
650 ADDETTI
“Siamo
vessati dai capi” Sciopero alla Michelin
Due ore di blocco. L’azienda: “Ci sono nuove commesse”
Da “La Stampa” del 25
luglio di BARBARA MORRA
FOSSANO
«Siamo vessati. Scioperiamo». I lavoratori (650) della Michelin di
Fossano oggi per due ore incrociano le braccia. Non si tratta di
applicazione del contratto o rivendicazioni salariali: ciò che non va,
per gli operai, è il clima all’interno dell’azienda.
«Una scelta difficile in un momento di crisi e di continuo ricorso
alla cassa integrazione, che comporta un sacrificio per gli operai. Ma
se si è arrivati a proclamare lo sciopero significa che le vessazioni
ci sono e che la situazione dei rapporti tra i capireparto e i
lavoratori è davvero difficile» puntualizza Stefania Mascarello della
Fim-Cisl, sigla che ha indetto l’agitazione con Fiom-Cgil.
L’astensione dal lavoro è in corso nelle ultime due ore in uscita da
ciascun turno. Cominciata all’alba, finirà nella notte. Solo domani i
risultati delle adesioni.
Pierandrea Cavallero della Fiom Cgil parla di «atteggiamenti di
arroganza e difficoltà di convivenza tra capi e sottoposti che ha
portato molte segnalazioni al sindacato». «C’è un innalzamento
ingiustificato dei carichi di lavoro unito a pressioni indebite-
aggiunge -. Un esempio? Persone che, rientrate da giorni di mutua,
vengono convocate negli uffici e rimproverate». «Una situazione -
precisa Cavallero - che non riguarda tutti i reparti».
Il luogo più esposto a questo clima di vessazioni sarebbe il reparto «Rc»
dove si fa la trafilatura. Per questo l’agitazione appare quasi una
scelta di solidarietà verso i colleghi che ci lavorano.
Tra le sigle sindacali presenti in azienda c’è anche chi non aderisce,
come il Failms. Il responsabile provinciale Pietro Gentile: «In questo
momento ritieniamo che lo sciopero dovrebbe essere indetto per avere
garanzie sul futuro dello stabilimento».
«Dopo tre mesi di cassa integrazione i carichi di lavoro sono rimasti
gli stessi - commenta Anselmo Prin, direttore del personale
nell’azienda -. Abbiamo acquisito nuove lavorazioni che vengono
effettuate nei tempi termini previsti». Sulle relazioni all’interno
della fabbrica: «Sono le stesse di sempre».
Sulla questione interviene anche il sindaco Francesco Balocco: «Mi
pare strano uno sciopero proprio quando, in questo momento di crisi,
l’attività è in ripresa. Mi auguro che i problemi vengano risolti col
dialogo e che non ci siano ripercussioni sull’attività dello
stabilimento».
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Cuneo, si lavora la
domenica
Favorevoli Cgil, Cisl e Uil, Ugl non firma
Da “La Stampa” del 25
luglio
L’Ugl Chimici boccia
il lavoro domenicale alla Michelin di Cuneo, intesa sottoscritta,
invece, da Cgil-Cisl-Uil, dopo un referendum tra i lavoratori. «Non
siamo contrari al lavoro festivo - dicono dalla segreteria provinciale
Ugl -. Contestiamo i tempi troppo rapidi con cui è stata presa la
decisione e l’inadeguatezza del compenso». L’accordo prevede otto
domeniche lavorative a settembre e ottobre, per una commessa di 24
mila pneumatici. E’ interessato il reparto produzione, circa 800
addetti. E’ previsto un premio di 150 euro lordi, per chi lavorerà
almeno tre domeniche
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INDUSTRIA.
STABILIMENTO DI CUNEO
Michelin, al lavoro 8
domeniche
Da “La Stampa” del 23
luglio di CARLO GIORDANO
CUNEO
Segnali di ripresa alla Michelin di Cuneo. Firmato, ieri mattina, un
accordo tra sindacati e direzione, che prevede otto domeniche
lavorative a settembre e ottobre, per far fronte a una nuova commessa
di 24 mila pneumatici auto. Il ricorso al lavoro festivo riguarderà il
reparto «O» (produzione gomme), circa 800 addetti. L’intesa è stata
siglata dopo un referendum tra i lavoratori. Su 448 votanti, il «sì» è
prevalso con il 64%. Secondo i sindacati la partecipazione alla
consultazione (voto segreto) è stata ottima, visto che circa 200
dipendenti, degli 800 interessati, sono in ferie. L’accordo prevede un
premio aggiuntivo di 150 euro lordi, per chi lavorerà almeno tre
domeniche. La produzione verrà garantita anche il 29 settembre, festa
patronale, su base volontaria.
«Un’opportunità che andava colta - spiega Luigi Savio Rsu-Uil -, visto
anche il periodo di difficoltà che il settore auto sta attraversando.
Significativo il fatto che l’aumento di produzione interesserà i mesi
autunnali, tradizionalmente caratterizzati da una flessione della
produzione. L’azienda si è impegnata, per iscritto, a non ricorrere
più alla cassa integrazione, fino al 31 dicembre, per i reparti “O” e
servizio “Z”». «Accordo positivo che ci permette di portare a Cuneo
un’altra importante commessa - dice Gaspare Palermo, Rsu-Cgil -. Dato
che l’assegnazione dei volumi produttivi annuali, nei vari
stabilimenti del gruppo, viene calcolata in base ai livelli di
lavorazione dei mesi autunnali, questo potrebbe determinare per il
2010 un ulteriore aumento delle credenziali della sede di Cuneo. Anche
grazie a questa commessa il reparto “z”, produzione mescole, passera
dai 16 ai 18 turni, si lavorerà quindi, anche il sabato». «Un accordo
che ha ottenuto il pieno avvallo dei lavoratori - ricorda Mauro
Garelli, Rsu-Cisl -. Un passo positivo, anche se non bisogna
dimenticare il sacrificio che viene richiesto ai dipendenti, che
permetterà di consolidare lo stabilimento in momento economico
difficile per la nostra provincia».
«Con quest’intesa lo stabilimento sta dando una dimostrazione di
flessibilità e di reattività - dice Alberto Bianco, responsabile
personale Michelin Cuneo -. Disponibilità che porterà dei benefici
anche in futuro. Il mercato dell’auto sta dando dei timidi segnali di
ripresa che non possiamo lasciarci sfuggire». La Michelin aveva già
fatto ricorso al lavoro festivo (su base volontaria) per 6 domeniche,
tra maggio e luglio, per una commessa di 150 mila pneumatici da parte
di Peugeot, Fiat e Citroen.
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Michelin: più 250mila gomme, cassa integrazione scongiurata
Da
“www.targatocn.it”” del 22 luglio
Continuano ad
arrivare segnali positivi dallo stabilimento Michelin di Cuneo. La
scorsa settimana la direzione aziendale ha comunicato alle RSU
l'esigenza di una nuova produzione di 250.000 gomme da effettuarsi
entro il prossimo mese di ottobre. La nuova commessa riguarda
pneumatici anti-ghiaccio e pneumatici per costruttori. La notizia ha
accolto il favore del 64% dei lavoratori che, tramite scrutinio
segreto, ha dato l'ok per la firma dell'accordo. Il servizio O quindi
sarà impegnato su 21 turni nei mesi di settembre e ottobre e saranno
attivati turni di 4 squadre. Le ricadute positive della nuova commessa
le sentiranno anche i lavoratori del servizio Z che, insieme ai
lavoratori del servizio O, non dovranno, almeno per il 2009, subire la
cassa integrazione. Il servizio Z da settembre passerà da 16 a 18
turni fino a dicembre. L'azienda inoltre si è impegnata a garantire un
premio aggiuntivo di 150 euro a coloro che lavoreranno almeno 3
domeniche su 6. Permangono ancora problemi per quanto riguarda la
produzione di camere d'aria per la quale si farà il punto dopo le
ferie.
Mauro Garelli della Femca CISL Cuneo: "E' una commessa importante
che è stata ben accolta dai lavoratori. Sono consapevole del
sacrificio a cui vanno incontro ma, sanno bene anche loro, si tratta
di un'opportunità che permette di consolidare nell'immediato la
posizione dello stabilimento cuneese e che dà al sito ottime carte da
giocarsi con la casa madre. Bisogna guardare in prospettiva futura
quando la Michelin assegnerà le quote di produzione ad ogni sito, in
previsione di volumi produttivi stabili e soprattutto, per l'Italia,
nel corso del piano industriale il proseguimento degli investimenti
già in atto".
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Amianto, nove
fanno causa
agli ex dirigenti Michelin
Da “La Stampa”
del 24 giugno
In cinque sono
morti e quattro stanno lottando contro il cancro. Sono tutti ex
dipendenti della Michelin di Cuneo. I familiari e i «sopravvissuti»
hanno fatto causa alla multinazionale francese perchè ritengono che la
causa di decessi e lesioni sia l’amianto che c’era in fabbrica.
E’ fissata per sabato nel tribunale di Cuneo
l’udienza preliminare in cui sono imputati sei ex dirigenti dello
stabilimento cuneese, responsabili dell’azienda dagli anni Settanta
alla fine dei Novanta. Il giudice dovrà decidere se disporre il rinvio
a giudizio chiesto dal pm Marco Sanini. L’accusa è di omicidio colposo
e lesioni personali. Una trafila che il palazzo di giustizia conosce
bene perchè due inchieste simili, condotte dallo stesso pubblico
ministero - in parte con gli stessi imputati - si sono concluse con
condanne in primo grado.
Questa volta c’è una particolarità. Entrambi
gli altri processi riguardavano ciascuno la morte di un singolo
lavoratore: Bruno Tallone, morto nel 2002 per cancro al polmone e
Giuseppe Politano di Beinette, deceduto a causa di un mesotelioma
pleurico. Sabato all’udienza preliminare ci saranno invece non più
solo una, ma nove parti offese che chiederanno di potersi costituire
parte civile. Se sarà disposto il rinvio a giudizio di ciacuno
verranno ricostruite storia lavorativa e personale. Un impatto, sulla
Michelin e sui suoi ex dirigenti, più pesante rispetto ai primi due
processi.
«Le morti sono avvenute per patologie
vescicali e pleuriche - spiegano dallo studio torinese dell’avvocato
Laura D’Amico che assiste quattro parti offese -. Chi è in vita ha
contratto lo stesso tipo di malattie».
L’obiettivo di familiari e presunte vittime è
ottenere un risarcimento dei danni da chi, sostengono, avesse il
dovere di predisporre misure di sicurezza. Il tutto anche se a
distanza di anni dalla fine del rapporto di lavoro.
Nell’ultima delle cause decise a Cuneo il
giudice stabilì a carico degli imputati una provvisionale (un anticipo
sul risarcimento) di 111.407 euro. Se l’azione «a nove» andasse a buon
fine la somma sarebbe decisamente più alta.
A difendere la Michelin è l’avvocato
Giovannandrea Anfora di Torino che ha già impugnato in appello le due
decisioni dei giudici cuneesi. «Sul procedimento in corso - osserva -
è presto per fare commenti. In ogni caso lo stabilimento di Cuneo,
quando fu costruito negli Anni Settanta, era già dotato di misure di
sicurezza e di tutela ambientale all’avanguardia che con il tempo sono
state non solo mantenute, ma aumentate».
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Michelin Si lavora
anche la domenica
Da “LA Stampa” del 7
giugno
Proseguono le
domeniche lavorative alla Michelin di frazione Ronchi a Cuneo. I turni
vengono organizzati sulla disponibilità di personale volontario. Si è
lavorato anche martedì 2 giugno, festa della Repubblica. L’adesione è
stata buona, tanto che si sono potuti organizzare tre turni, con la
produzione di 36 mila pneumatici. Sempre ricorrendo al solo personale
volontario domenica 31 maggio gli impianti hanno funzionato al 60 per
cento, con una produzione di circa 6 mila coperture. Il lavoro
domenicale proseguirà fino al 5 luglio, per garantire una commessa di
60 mila pneumatici. I volontari possono contare sulla maggiorazione
del 50 per cento della paga base, più due indennizzi di 19 e 17,56
euro, per un importo netto che si aggira su circa 140 euro.
«Ancora una volta - sottolinea Gaspare Palermo, Rsu Cgil - i
dipendenti hanno risposto all’appello dell’azienda con sensibilità e
impegno. Disponibilità di cui si dovrà tener conto anche in vista
degli obiettivi futuri, più volte dichiarati dalla Michelin, di voler
trasformare la sede di Cuneo nel più importante stabilimento per la
produzione di alta gamma dell’Europa occidentale».
Il reparto produzione conta un migliaio di addetti, su 2 mila
compessivi dello stabilimento. Il 3 giugno è, invece, scattata la
riduzione da 21 a 16 turni per l’area mescole. Mentre gli addetti alle
camere d’aria sono stati una settimana in cassa integrazione. \
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APPELLO. TRA I
MILLE DIPENDENTI
Michelin di Cuneo cerca volontari per lavorare la domenica e nei
festivi
Da “La Stampa” del 29
maggio
La Michelin di Cuneo
cerca volontari disposti a lavorare la domenica e nei giorni festivi.
L’appello, rivolto ai mille addetti del reparto produzione, è stato
lanciato per far fronte a una commessa di 150 mila pneumatici da parte
di Peugeot, Fiat e Citroen. Il 2 giugno, quindi, gli impianti dello
stabilimento di frazione Ronchi saranno in funzione. Nel frattempo è
stata sospesa anche la cassa integrazione inizialmente prevista per il
ponte della Festa della Repubblica. Volontari saranno al lavoro anche
nelle 6 domeniche comprese tra il 21 maggio e il 5 luglio, per
garantire un’ulteriore commessa di 60 mila pneumatici. I dipendenti
che sceglieranno di lavorare nei festivi potranno contare sulla
maggiorazione del 50 per cento della paga base, più due indennizzi di
19 e 17,56 euro, per un importo netto che si aggira su circa 140 euro.
Mentre il reparto produzione ha ordini fino settembre, permane una
situazione di stallo nei settori mescole e camere d’aria, in seguito
alla crisi che sta interessando il mercato dei mezzi pesanti (camion,
furgoni). A partire al 3 giugno è prevista per l’area mescole la
riduzione da 21 a 16 turni, mentre per gli addetti alle camere d’aria
scatterà, dal 1° giugno, una settimana di cassa integrazione.
«La valutazione è sostanzialmente positiva - spiega Gaspare Palermo,
delegato Rsu Cgil -, l’arrivo di nuove commesse significa che a Cuneo
vengono assegnate produzioni aggiuntive. Solo nei prossimi mesi
riusciremo a capire se questa tendenza ad aumentare la produzione è
destinata a consolidarsi, oppure si tratta di una semplice impennata
del mercato. Restano, però, le preoccupazioni per gli altri due
reparti, mescole e camere d’aria».
In base a un accordo firmato lo scorso dicembre la Michelin si è
impegnata a investire 141 milioni di euro nello stabilimento di Cuneo,
entro il 2013. \
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Industria Lavoro e
crisi
Cinquanta esuberi
alla Michelin di Cuneo
Da “La Stampa” del 19
febbraio di CARLO GIORDANO
CUNEO
Cinquanta esuberi, con il conseguente avvio delle procedure di
mobilità, alla Michelin di frazione Ronchi. La notizia, già anticipata
nell’accordo di gruppo firmato a dicembre, è stata ora ufficializzata
a Inps e Rsu. Nelle prossime settimane ci sarà un incontro fra azienda
e sindacati per individuare i criteri sulla messa in mobilità.
«Ribadiremo tre concetti di fondo - spiega Mario Cravero, Cgil -. Non
dovrà essere una scelta coercitiva, ma tener conto della disponibilità
dei dipendenti. La mobilità dovrebbe riguardare personale prossimo
alla pensione. Infine, prevedere, per chi accetta di lasciare il
lavoro, una forma di contributo per compensare la diminuzione dei
soldi in busta paga. Si tratta, comunque, di un provvedimento - quello
della mobilità - che permetterà di gestire gli esuberi dello
stabilimento di Torino-Stura (350 dipendenti potrebbero venire a
Cuneo, ndr) e consolidare l’occupazione con la salvaguardia dei
contratti a tempo determinato nella sede di Cuneo».
«Bisogna tener conto che stiamo attraversando un periodo difficile,
dovuto alla crisi del comparto auto - dice Gianni Arnaudo, Uil -. La
Michelin si sta riassestando e riorganizzando. Prima di fare
previsioni bisognerà capire quali saranno gli effetti degli
ecoincentivi varati del governo: speriamo che portino almeno una
diminuzione della cassa integrazione».
Il ricorso alla mobilità non mette, comunque, in discussione l’accordo
di gruppo, siglato a dicembre, che prevede, nella Granda, investimenti
per 141 milioni di euro nello stabilimento di Cuneo e 18,7 a Fossano
(su un totale di 200 milioni che la multinazionale francese del
pneumatico destinerà, di qui al 2013, all’Italia).
«Sono 35 i dipendenti che sono arrivati a Cuneo negli ultimi mesi, per
la maggior parte provenienti da Torino Stura, alcuni anche dalla sede
di Alessandria - spiega Mauro Garelli, Rsu-Cisl -. Difficilmente si
raggiungerà la quota di 350 ipotizzata nell’accordo di gruppo. Il
trasferimento di famiglie è complicato. Sono stati annunciati 4 giorni
di cassa integrazione per reparto Z (mescole) e ZPK (telemetallica),
circa 400 dipendenti, per un calo di ordini dello stabilimento di
Alessandria. Anche il reparto camere d’aria si fermerà lunedì e
martedì». La crisi del mercato delle quattro ruote sta mettendo in
seria difficoltà anche le cooperative che lavorano nello stabilimento
di Ronchi, oltre 150 dipendenti, senza indennità di disoccupazione e
cassa integrazione.
«Da tempo chiediamo a Governo ed enti locali la possibilità di
utilizzate ammortizzatori sociali e strumenti di sostegno al reddito
anche per gli addetti delle coop - dice Bruno Carli, vicepresidente
Confcooperative Cuneo -. Il 3 aprile ci sarà un incontro in Provincia
con Cgil, Cisl e Uil, per analizzare la situazione».
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Cassa
integrazione a Michelin Cussanio
Da “La Fedeltà.it”d del 13 febbraio
La crisi diventa sempre più nera. Soprattutto per
le aziende del settore metalmeccanico. Per questo è in corso una nuova
fase di cassa integrazione alla Michelin. Durerà per i mesi di
febbraio e marzo. Nel provvedimento di comunicazione della cassa ai
sindacati la direzione Michelin parla di “minore richiesta di mercato
e conseguenti eccedenze di magazzino”. Per sei settimane staranno a
casa con lo stipendio dimezzato una buona parte dei dipendenti dello
stabilimento di Cussanio. “In alcuni reparti gli operai sono stati
messi tutti in cassa - spiega Giuseppe Perucca, delegato Fiom-Cgil
nella rappresentanza sindacale - in altri si sta a casa a rotazione”.
L’azienda di Fossano produce filo metallico per i pneumatici. “Il
reparto dove si sente di più la crisi è quello che noi chiamiamo dei
«pesi lori», cioè delle forniture per i pneumatici dei camion -
aggiunge Giuseppe Perucca -. Tengono invece le richieste per le gomme
da turismo come quelle dei fuoristrada. L’azienda ci ha già annunciato
che le previsioni per l’immediato futuro non sono affatto rosee e la
cassa integrazione potrebbe proseguire oltre marzo”. Il periodo di
cassa segue quello natalizio in cui in alcuni reparti la produzione è
stata fermata
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Stabilimento di
Cussanio
Alla Michelin mancano ordini Dipendenti a casa sei settimane
Da “La Stampa” del 6
febbraio
Febbraio e marzo di
cassa integrazione ordinaria alla Michelin di Fossano. Per sei
settimane staranno a casa con lo stipendio dimezzato una buona parte
dei dipendenti dello stabilimento di Cussanio. «In alcuni reparti gli
operai sono stati messi tutti in cassa - spiega Giuseppe Perucca,
delegato Fiom-Cgil nella rappresentanza sindacale - in altri si sta a
casa a rotazione». L’azienda di Fossano, che rientra nel settore
metalmeccanico a differenza di quella di Cuneo (comparto chimico),
produce filo metallico per i pneumatici. «Il reparto dove si sente di
più la crisi è quello che noi chiamiamo dei “pesi lordi”, cioè delle
forniture per i pneumatici dei camion - aggiunge Giuseppe Perucca -.
Tengono invece le richieste per le gomme da turismo come quelle dei
fuoristrada. L’azienda ci ha già annunciato che le previsioni per
l’immediato futuro non sono affatto rosee e la cassa integrazione
potrebbe proseguire oltre marzo». Nel provvedimento di comunicazione
della cassa ai sindacati la direzione Michelin scrive di «minore
richiesta di mercato e conseguenti eccedenze di magazzino». Il periodo
di cassa segue quello natalizio in cui in alcuni reparti la produzione
è stata fermata.\
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CUNEO. POLEMICA
Precari Michelin,
sindacati divisi
Da “La Stampa” del 14 dicembre di LORENZO BORATTO
CUNEO
Sindacati divisi sul futuro dei 140 precari dello stabilimento
Michelin di Cuneo, tutti con un contratto annuale. «I vertici
dell'azienda dicono solo a voce di volerli confermare, ma non ci sono
impegni scritti: con la crisi in atto e l'arrivo di colleghi dagli
stabilimenti di Torino e Alessandria, il loro posto è a rischio». È
l'allarme lanciato da Renato Fantini, segretario provinciale della
Femca Cisl (chimici) all'indomani della chiusura per 3 settimane dello
stabilimento.
Prosegue Fantini: «L'accordo firmato a inizio mese formalizza la
chiusura dei reparti nel resto del Piemonte, con 600 dipendenti in
meno a Torino, 40 ad Alessandria e 40 a Vercelli. Cuneo assorbirà
gradualmente parte di questi lavoratori in esubero, ma siccome non
aumenterà l'organico (oggi sono poco meno di 2100), ma soltanto la
produzione, i 140 precari dello stabilimento rischiano il posto. Sono
tutti contratti annuali. L'azienda ha detto che vuole trasformarli in
posti fissi, come sempre successo in passato, ma non si vuole
impegnare formalmente».
Diversa la posizione delle altre due maggiori sigle sindacali. Mario
Cravero, segretario provinciale della Filcem Cgil: «Abbiamo discusso
della situazione dei lavoratori a tempo determinato fin dall'inizio
della trattativa con Michelin, che ha formalmente dichiarato la
propria disponibilità alla conferma dei 140 con contratto a termine,
salvo i casi individuali di valutazione negativa. Non si diffondano
preoccupazioni infondate. L'impegno preso dall'azienda a un tavolo
nazionale ha un valore: i precari non sono a rischio». «È una polemica
poco utile in questo momento - aggiunge Gianni Arnaudo, Uilcem -. Per
lo stabilimento di Cuneo c'era già una bozza di accordo tra Rsu e
azienda che metteva nero su bianco gli investimenti futuri. Ora sarà
più difficile riprendere
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Riorganizzazione delle attività produttive in Italia; ecco l’accordo
su investimenti, esuberi e trasferimenti
La Michelin tra Cassa e
incentivi
Da “La Guida” del 12 dicembre di Fabrizio Brignone
Cuneo - Per i prossimi cinque
anni si annuncia un massiccio
investimento produttivo
e organizzativo per la Michelin
Italiana, che farà di
Cuneo il suo stabilimento leader
in Europa nella gamma
medio-alta per auto. Gran
parte dei 200 milioni di euro annunciati in Italia arriveranno
allo stabilimento cuneese,
dove saranno portati nuovi
macchinari e dove potranno
anche trasferirsi gli operai di
Torino Stura, Alessandria e
Vercelli: per loro l'azienda interverrà
anche con un contributo
sostanzioso sull'affitto
(dal 100%, a scalare in cinque
anni), oppure con una "buona
uscita" o un aiuto per mettersi in proprio.
Il nuovo
piano industriale
della Michelin in
Italia riguarda con forza lo
stabilimento di Cuneo, che è
destinato a diventare riferi
mento europeo del gruppo
per la gamma medio-alta per
auto, mentre gli altri siti produttivi
(tutti concentrati in
Piemonte) si apprestano a vivere un forte ridimensionamento. L'intesa è stata siglata
il 2 dicembre a Torino, cui Michelin (presente dal 1907
in Italia) fa riferimento, ha
visto l'approvazione dei sindacati.
Il piano industriale prevede
investimenti per 200 milioni
di euro dal 2009 al 2013.
Entro la metà del prossimo
anno a Cuneo sarà concentrata la produzione di mestole, entro
fine 2009 quella di pneumatici
per auto, entro i primi mesi
del 2010 il trasferimento del
magazzino di Vercelli a Torino Stura, dove entro fine
2010 dovrà essere pronto il
centro logistico Super Magazzino
Amont (stoccaggio e
smistamento gomme per il
mercato europeo del rimpiazzo). In termini di volumi, poi,
entro il
2013 la quantità di prodotto
finito dovrà essere
aumentata del 10% rispetto a
oggi. Numerosi nuovi macchinari
troveranno posto nello stabilimento di Cuneo, mentre a Fossano
volumi produttivi e investimenti saranno in linea con gli ultimi anni.
Punto fondamentale dell'accordo
è la gestione degli aspetti
occupazionali, che interessano
600 lavoratori a Torino
Stura, 40 ad Alessandria
e 40 a Vercelli. "L'azienda
porrà massima attenzione all'impatto
sociale sui propri
dipendenti e sulle loro famiglie",
si legge nell'accordo, e
anche che le parti puntano a
"individuare tutti gli strumenti
maggiormente idonei
ad affrontare e gestire in modo
non traumatico il problema
occupazionale". r.azienda presenterà al ministero la richiesta
di cassa integrazione
per riorganizzazione aziendale;
per la permanenza nelle liste di mobilità, l'intervento aziendale
sarà di 360 euro lordi
al mese per il primo anno,
per il secondo e il terzo 470
euro lordi al mese. Per gli esuberi da Torino, Alessandria
e Vercelli, poi, l'azienda sosterrà
la mobilità "infra sito"
(andare a lavorare in un'altra
sede produttiva del gruppo, in
questo caso) con interventi
a sostegno dell'affitto, fino a 600 euro al mese (100% il primo
anno, nei successivi a scalare
85, 75, 60 e 40%), oltre a un "una tantum" di 17.000
euro lordi. In caso di "soluzioni
esterne" - ovvero, licenziamento
oppure creazione d'impresa,
quindi chi si cerca un'altra
occupazione oppure se la
crea - 30.000 euro netti nel
2009 (stessa cifra anche a
chi crea un'azienda entro il
30 giugno 2011), 20.000 nel
primo semestre 2010, 12.000
dal 1° luglio 2010 al 30 giugno
2011. "La realizzazione del piano sarà sottoposta a
specifiche verifiche semestrali", conclude l'accordo
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Affitto pagato
5 anni agli operai trasferiti
CUNEO
Da “La Stampa” del 4
dicembre
Un bonus di 10 mila
euro, più un contributo per 5 anni alle spese d’affitto, che sarà
inizialmente di 600 euro al mese: è quanto la Michelin è disposta a
offrire ai dipendenti che accettano il trasferimento dagli
stabilimenti di Torino-Stura e Alessandria a Cuneo. Secondo il piano
industriale siglato martedì a Torino, la sede di frazione Ronchi è in
grado di accoglierne 350.
«E’ difficile stabilire quanti ne verranno - dice Gaspare Palermo,
delegato Rsu della Cgil -. Da luglio 2007, quando è stata avviata la
trattativa a livello ministeriale, sono 19 quelli che hanno accettato
il trasferimento a Cuneo». Tra questi Carla Albera, 42 anni, che si è
trasferita da Chivasso il 10 settembre: «Ho ancora 15 anni di lavoro.
Ho avuto paura di restare senza occupazione. Valutati gli incentivi,
4.400 euro lordi, un anno di affitto gratis, quindi aumenti
scaglionati fino a raggiungere la quota del 100 per cento dopo 5 anni,
ho deciso di accettare. Ora sono residente a Cuneo, abito in una
villetta Michelin vicino allo stabilimento. Credo che non saranno più
di 100 quelli che accetteranno di venire. Un passo importante, bisogna
tenere presente diversi fattori, dalla famiglia agli anni che mancano
alla pensione».
Intanto i 2.100 dipendenti dello stabilimento cuneese si apprestano a
trascorrere Natale in cassa integrazione. Dal 12 dicembre si ferma la
produzione pneumatici, dal 18 anche il reparto mescole. La ripresa è
prevista il 2 gennaio.
«La situazione congiunturale è molto complicata - ricorda Palermo -.
In termini previsionali allo stabilimento di Cuneo è stata assegnata,
per il prossimo anno, una produzione di 10 milioni e 100 mila
pneumatici. Quest’anno l’obiettivo era 9.400.000, di fatto, per la
crisi, ne sono stati prodotti 8.500.000. Questo dimostra che non
sempre i dati sulla carta si concretizzano. Quanti ne realizzeremo lo
si saprà soltanto nei prossimi mesi».
In vista della cassa i sindacati hanno chiesto e ottenuto di
anticipare a gennaio il pagamento di una parte del premio di
risultato, 1.670 euro, previsto per aprile, in modo da compensare
parte della perdita salariale. «Un accordo in controtendenza quello
firmato l’altro giorno con la Michelin - dice Alberto Dotta, delegato
Uil dell’Rsu -, che garantisce a Cuneo una prospettiva di sviluppo. Il
nostro è uno stabilimento che ha le carte in regola per affrontare la
sfida; è destinato a entrare nella rosa dei 50 più grandi del mondo.
Gli incentivi per i trasferimenti da Torino sono buoni, anche se il
trasloco in un’altra città non è una cosa semplice».
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INDUSTRIA. VERTICE
AZIENDA-SINDACATI
Michelin, 350 operai
da Torino a Cuneo
La multinazionale investirà nella Granda 160 milioni
[da “La Stampa” del
19 novembre di CARLO GIORDANO
CUNEO
Investimenti per circa 160 milioni di euro nella «Granda» (141 per lo
stabilimento di Cuneo e 18,7 a Fossano) su 200 previsti in Italia,
conferma dei contratti a tempo determinato e possibile trasferimento a
Cuneo di 350 dipendenti da Torino-Stura. Queste le indicazioni
fornite, ieri, dalla Michelin ai sindacati durante un incontro di 4
ore in Confindustria a Torino.
La conferma, da parte della multinazionale francese, della volontà ad
aumentare i volumi produttivi di Cuneo e nel contempo a trasformare lo
stabilimento di Ronchi (2.100 dipendenti) nel più importante centro
europeo di produzione pneumatici gamma medio alta. Il piano
industriale 2009-2013, prevede anche il ricorso ad ammortizzatori
sociali per la gestione dei circa 700 esuberi, dovuti alla fermata
della linea di produzione di Torino-Stura, allo stop del gruppo
mescole ad Alessandria e lo spostamento a Torino da Vercelli e Pero
(Milano) dei magazzini della logistica.
Soddisfatti dell’andamento della trattativa i sindacati. «Si tratta di
un piano articolato, complicato anche dalla congiuntura negativa
internazionale - ricorda Mario Cravero, Cgil -, tanto che si prevedono
periodi di consistente ricorso alla cassa per tutto il gruppo. Si
tratta del più importante investimento in provincia degli ultimi anni,
interamente finanziato da Michelin senza nessun sostegno pubblico.
L’arrivo dei dipendenti da Torino-Stura non significherà un aumento
matematico dei 350 posti di lavoro. Anche a Cuneo si potrebbe
ricorrere ad ammortizzatori sociali per il personale prossimo alla
pensione». «In un quadro internazionale negativo per il mercato delle
4 ruote - dice Gianni Arnaudo, Uil -, si riesce a mantenere in Italia
una presenza importante del gruppo Michelin, con la prospettiva di
rilancio di Cuneo nei prossimi 5 anni, senza mettere in discussione i
contratti a termine. Un risultato sicuramente positivo». «Su Cuneo gli
investimenti saranno scaglionati: 31 milioni il prossimo, 34 nel 2010
e 76 nel triennio 2011-2113, questa ultima tranche è vincolata
all’aumento della produttività - spiega Renato Fantini, Cisl -, che in
5 anni dovrebbe lievitare del 25%. Una sfida che Cuneo può
affrontare». Prossimo incontro Michelin-sindacati il 1° dicembre.
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Occupazione
“Vanno
rinnovati contratti a tempo alla Michelin”
da “La Stampa” del 7 novembre
Nessun licenziamento
a Torino-Stura, ma anche la salvaguardia dei 140 contratti a tempo
determinato nello stabilimento di Cuneo». Lo hanno ribadito i
sindacati durante un incontro all’Unione industriale di Torino con i
responsabili della Michelin. Nel corso della riunione la
multinazionale francese del pneumatico ha presentato il piano
industriale per le sedi italiane, che prevede investimenti ma anche
tagli e riduzioni di personale. A Torino Stura è prevista la fermata
della linea di produzione, con un esubero di 600 dipendenti su circa
900. Stop del gruppo di produzione mescole di Alessandria, con una
cinquantina di dipendenti che verranno, però, ricollocati in altri
reparti dello stabilimento. E ancora, lo spostamento a Torino da
Vercelli e Pero (Milano) dei magazzini della logistica. Operazione che
interessa 50 dipendenti. La Michelin ha, comunque, dichiarato la
volontà di rafforzare la Sami Italia, prevedendo che lo stabilimento
di Cuneo diventi la sede più importante d’Europa per la produzione di
gomme per auto, gamma medio alta (oltre 16 pollici). Per far questo è
stato annunciato un investimento di 200 milioni di euro, che in gran
parte saranno destinati a Cuneo, stabilimento che produce annualmente
circa 9 milioni di pneumatici.
«Il piano di riorganizzazione - spiega Mario Cravero, Cgil - non
prevede il trasferimento a Cuneo della produzione, attualmente su
Torino-Stura, di circa 5 milioni di gomme all’anno, poiché si tratta
di gamma medio bassa, 14-15 pollici. Non ci sarà, quindi, un travaso.
Apprezziamo il fatto che Cuneo potrà diventare lo stabilimento più
importante d’Europa. La Michelin dice, però, che per raggiungere
questo obiettivo bisognerà migliorare la produttività e abbattere di
circa il 40 per cento i costi di fabbricazione, di qui al 2013». «Per
fare questo - spiega ancora Cravero -, sono necessari sia l’aumento
dei volumi di produzione, sia investimenti certi. Ai sacrifici deve
corrispondere l’impegno da parte della Michelin. No alla politica dei
due tempi».
Un prossimo incontro sindacati Michelin il 18 novembre, sempre
all’Unione industriale di Torino
Sull’andamento dell’economia della Granda il presidente della
Provincia, Raffaele Costa, ha convocato una riunione per lunedì 17
novembre. All’incontro sono invitati parlamentari, consiglieri e
assessori regionali, presidenti di fondazioni e banche, sindacati e
associazioni di categoria. Il consigliere regionale di Forza-Pdl,
Pietro Francesco Toselli, ha richiamato l’attenzione sul notevole
aumento delle ore della cassa integrazione ordinaria e straordinaria,
che nei primi otto mesi dell’anno è cresciuta, nella Granda, del 33,2
% .
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OCCUPAZIONE. IERI
L’ANNUNCIO AI SINDACATI
Michelin chiude a Torino e promette più lavoro a Cuneo
Il gruppo garantisce il numero complessivo dei dipendenti in Italia
Da “La Stampa” del 29
ottobre di ]CARLO GIORDANO
CUNEO
Speranze ma anche perplessità tra sindacati e operai degli
stabilimenti Michelin della Granda (Cuneo, 2.100 dipendenti e Fossano,
600), dopo che ieri la multinazionale francese ha annunciato un piano
di riorganizzazione delle sedi italiane con un investimento di 200
milioni di euro, ma anche con la chiusura del reparto pneumatici di
Torino Stura.
In una nota la Michelin ha assicurato: «Lo stabilimento di Cuneo
aumenterà significativamente la sua attività per diventare l'unità di
produzione più importante per pneumatici vettura “alta gamma” in
Europa».
«Un annuncio che va ora chiarito nel dettaglio e trasformato in un
impegno scritto - dice Mario Cravero, Cgil -. Non possiamo, però,
dimenticare il dramma dello stabilimento di Torino Stura. La fermata
della produzione di pneumatici auto significa un esubero di 600
persone, nessuna delle quali deve essere lasciata in mezzo alla
strada. Serve, quindi, un piano di ricollocazione anche nello
stabilimento di Cuneo, salvaguardando, però, i 130 contratti a termine
che già ci sono nella sede di Ronchi. Obiettivo che si può raggiungere
solo con un significativo aumento dei volumi produttivi».
«La sede di Cuneo non risulta penalizzata - dice Gianni Arnaudo, Uil
-. Venerdì scorso con l’inaugurazione della centrale di cogenerazione
è stata lanciata anche una nuova sfida per il futuro. Se si ragiona
invece globalmente, il ridimensionamento di Torino Stura è un
indebolimento del gruppo Michelin Italia».
«Lo stabilimento di Fossano - ricorda Tiziana Mascarello, Cisl -, non
è in pericolo, l’importante che si mantengano questi volumi
produttivi. Due giorni fa è stato firmato anche il contratto
integrativo. Nonostante questa posizione, relativamente tranquilla,
Fossano si sente, però, solidale con Torino Stura».
Per il 5 novembre è convocata una riunione sindacale a Torino di tutti
gli stabilimenti della Michelin Italia. Sul piano di riorganizzazione,
ieri, è intervenuto anche Pietro Francesco Toselli, consigliere
regionale di Forza Italia: «Si conferma il ruolo della sede di Cuneo,
per gli pneumatici da turismo, assorbendo anche la produzione ora
realizzata a Torino. Per Fossano, inoltre, si prevedono investimenti
che rafforzeranno la vocazione all'export».
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INDUSTRIA. NUOVE
AGITAZIONI ALLO STABILIMENTO DI CUSSANIO
Fossano, scioperano
i 650 operai Michelin
Integrativo: chiesti 250 euro all’anno, l’azienda ne offre 140
Da “La Stampa” del 19
settembre di ]BARBARA MORRA
FOSSANO
I lavoratori della Michelin di Cussanio oggi
incrociano le braccia. Lo sciopero è stato deciso dopo l’esito della
contrattazione aziendale, quella di secondo livello rispetto al
contratto generale nazionale, considerato dai sindacati
«insoddisfacente». «Sui premi di risultato, che si ridiscutono ogni
quattro anni, abbiamo chiesto un aumento di 250 euro l’anno, ma
l’azienda ne ha concessi solo 140», spiega Piergiuseppe Perucca,
delegato nella rsu per la Fiom-Cgil.
Nella piattaforma di contrattazione i
sindacati avevano inserito anche richieste di aumenti salariali per i
turni notturni e quelli di sabato e domenica. Aggiunge Perucca:
«Abbiamo chiesto cambiamenti di orari, ad esempio sul cosiddetto
“diviso” che va dalle 8 alle 17, con un’ora di pausa. Quest’ultima
poteva essere eliminata per poter smontare prima, ma l’azienda è
contraria».
Lo sciopero - che vale per i tre turni più il
«diviso» - inizia alle 6, prevede il blocco dei cancelli e il
picchettaggio. L’agitazione sindacale arriva dopo una settimana
dall’interruzione «a singhiozzo» messa in atto venerdì scorso dagli
operai in sostegno a un collega colpito da malore dopo un alterco con
un superiore.
«Questo sciopero riguarda l’esito della
contrattazione aziendale e non quell’episodio - commenta Tiziana
Mascarello della Fim-Cisl -. Anche se quanto accaduto è in parte
conseguenza dei tempi di lavoro sempre più stretti e di metodi
supervisione talvolta grezzi e inappropriati». «I due scioperi non
sono assolutamenti collegati» ribadisce Anselmo Prin, direttore del
personale alla Michelin. E continua: «Per quanto riguarda l’esito
della contrattazione, le nostre proposte sono in linea con l’attuale
situazione economica. Recentemente è stato già rinnovato il contratto
collettivo che ha significato un aumento dei costi. La Michelin, come
tutte le altre imprese d’Europa, deve affrontare le sfide del mercato
globale e questo prevede un inevitabile contenimento dei costi, unito
a una richiesta di sempre maggiore flessibilità negli orari». Lo
stabilimento di Fossano produce filo metallico (settore
metalmeccanico) e dà lavoro a 650 persone.
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MICHELIN. CUNEO E
FOSSANO
Giornata a
orario ridotto per calo di commesse
Da “La Stampa” del 26
luglio
Cassa integrazione
per riduzione d’orario domenica scorsa alla Michelin di Cussanio, a
Fossano. Alcune linee dello stabilimento che produce il filo metallico
per i pneumatici si sino fermate per un giorno coinvolgendo una
sessantina di dipendenti.
«Dalle informazioni che sino a ora ci sono arrivate - spiega
Piergiuseppe Perucca, rappresentante Fiom della Rsu - si tratta di una
ricaduta delle fermate degli stabilimenti che producono gomme. Si
presume, ma al momento non ci sono ancora notizie ufficiali, che ci
saranno altre fermate in agosto. Le previsioni per l’autunno non sono
rosee, si prevede una crisi. Mercoledì è fissato un incontro dei
rappresentanti sindacali con la direzione in cui chiederemo di
discutere anche quest’aspetto. Se la cassa, sempre per riduzione
d’orario, verrà attuata in agosto se non altro i dipendenti potranno
organizzare di conseguenza le proprie ferie».
La Michelin di Cussanio impiega seicento persone. Lo scorso anno in
un’area vicino allo stabilimento è stata attivata la centrale di
cogenerazione che, secondo le previsioni, quest’anno permetterà di
risparmiare 200.000 euro sui costi dell’energia elettrica. «La
realizzazione dell’impianto - dichiarò lo scorso anno il direttore
uscente, Francesco Villani - è un elemento essenziale e permette di
mantenere la presenza degli stabilimento, evitando la rilocalizzazione».
A luglio, dopo che nel 2007 la produzione non si era mai fermata,
anche la Michelin di Cuneo ha attuato due sabato di cassa integrazione
per riduzione d’orario. La produzione è suddivisa in prodotti finiti
con 6 turni giornalieri e semifiniti con 7 turni. La cassa è stata
attuata con l’anticipazione di un turno in ciascuno dei settori.
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Michelin
a Cuneo
Tir bloccati davanti ai cancelli per il rinnovo del
contratto
da "La
Stampa" del 15 marzo 2008
Presidio davanti ai cancelli, con 3 ore di
blocco dei Tir in entrata e uscita, ieri allo stabilimento Michelin di
Cuneo, per il rinnovo del contratto nazionale gomma-plastica. La
giornata di sciopero ha interessato anche altre fabbriche come Mondo a
Gallo d’Alba, Abet e Arpa di Bra, Lamicolor di Caramagna, Novaplast di
Racconigi. I sindacati, che chiedono un aumento di 105 euro mensili,
parlano di adesioni all’80% tra gli operai, con punte, in alcuni
reparti della Michelin di Cuneo, del 90%. Il contratto gomma-plastica
è scaduto il 31 dicembre. Un accordo è stato raggiunto con la Confapi,
che ha accettato un aumento di 100 euro. Nella Granda il comparto
conta oltre 5 mila addetti. \
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