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Altre tre settimane di cassa integrazione alla Merlo dal 30 marzo al 18 aprile

 

Da “La Guida” del 13 marzo

 

Cuneo - (Rosgi). La circolare che avvertiva i dipendenti è stata diffu­sa lunedì scorso. Martedì mattina anche le organizzazioni sindacali hanno ricevuto una nota in propo­sito. Il gruppo Merlo di San Defen­dente di Cervasca, che già ha effet­tuato una settimana di cassa inte­grazione a gennaio, collegandola al­le ferie natalizie e altri 10 giorni in febbraio, lascerà a casa centinaia di operai e buona parte degli impiega­ti anche nelle prime tre settimane di aprile. Nello specifico la casa ma­dre, Merlo S.p.a., ha chiesto di coin­volgere nell'operazione 450 operai su 485 e 130 impiegati su 174 dal 30 marzo al 18 aprile, la satellite Tecnoindustrie pensa di lasciare a casa, nello stesso periodo 30 operai su 67 e 5 impiegati su 34, mentre la Treemme tecnology 15 operai su 25 e 9 impiegati su 13. Causa della dra­stica misura è il crollo delle vendite in Italia ed all'estero che ha prodot­to, di conseguenza, la saturazione dei magazzini. In gennaio un prov­vedimento analogo ha interessato, complessivamente, oltre 400 dei 489 lavoratori della azienda e buo­na parte degli impiegati.

Si sperava, con la fermata delle macchine, di risolvere il problema, ma la realtà ha deluso e le vendite non hanno dato segni di ripresa.

Una ulteriore iniziativa per porre rimedio alla stasi è stato il recupe­ro di lavorazioni affidate sino ad ora ad esterni. Questo produrrà, sicura­mente, una ricaduta su una serie di aziende artigiane che operano al­l'ombra della grande azienda degli elevatori.

"La preoccupazione è notevole, anche se si sa di avere a che fare con una azienda sana, con i bilanci a posto e con una produzione mol­to qualificata ed apprezzata - dico­no Pier Andrea Cavallero della Fiom Cgil e Tiziano Mascarello della Cisl -. La portata della crisi è tale da non risparmiare nessuno".

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Le industrie e la crisi
“Merlo” torna al lavoro ma si moltiplica la Cassa

Da “LA Stampa” del 27 febbraio di ]MATTEO BORGETTO
CUNEO
Aumenta in modo esponenziale il numero delle aziende costrette a ricorrere alla cassa integrazione. L’ultimo «bollettino» dei sindacati del settore metalmeccanico rivela una situazione allarmante. Nel trimestre dicembre-gennaio-febbraio, le ore di «stop» alla produzione ammontano a un milione e 45.000, contro le 105.000 dello stesso periodo dell’anno scorso (dieci volte tanto).
Ancora più preoccupanti i numeri riferiti al solo mese di gennaio 2009: le ore di cassa autorizzate sono state 834.500, venti volte il risultato del gennaio 2008, quando furono 46.300. L’incremento non sembra destinato a rallentare e il problema riguarda non solo le piccole, ma anche le grandi imprese del Cuneese.
Emblematico il caso della «Merlo Spa» di San Defendente di Cervasca, leader mondiale nella produzione di macchine movimento terra (325 milioni di fatturato nel 2007), dove 450 operai su 490 e 130 impiegati su 173 sono in cassa integrazione da una settimana e riprenderanno a lavorare lunedì. Nella stessa situazione altri 54 operai su 90 e 14 impiegati su 47 delle due aziende cuneesi «satelliti» del gruppo («Tecnoindustry» e «Treemme Tecnology»).
«Non è che la punta di un iceberg nell’ambito della crisi generale che ha investito anche la Granda - spiegano Pierandrea Cavallero di Fiom-Cgil e Tiziana Mascarello di Fim-Cisl -. La motivazione è comune: il mercato è fermo, gli ordini rallentano, i magazzini hanno un’eccessiva giacenza di mezzi invenduti. I segnali per il prossimo trimestre non sono incoraggianti. La produzione alla “Merlo” riprenderà a pieno ritmo lunedì, ma l’elenco delle altre aziende che hanno fatto richiesta preventiva di cassa integrazione è interminabile. Nei prossimi giorni avremo il quadro dettagliato di chi andrà effettivamente in cassa e chi invece la effettuerà a rotazione».
Nell’area industriale di Cervasca, alla «Euroveder», fino al 17 aprile sono previste chiusure collettive per 150 dipendenti su 253.
A Cuneo, prorogata la cassa integrazione alla «Agc», con tre settimane di stop tra la fine di marzo e l’inizio di maggio per 100 operai a rotazione. Alla «Caroni», 30 operai su 75 e 3 impiegati su 22 dovrebbero restare a casa fino al 25 aprile.
A Fossano, dopo lo stabilimento «Michelin» (6 settimane a rotazione per 250 dipendenti), ieri ha annunciato il ricorso alla cassa integrazione anche la «Bongioanni».
Difficoltà alla «Pezzolato officine» nei due stabilimenti di Envie e Pianfei, con richiesta di cassa fino al 2 maggio per 77 operai e 40 impiegati. Produzione ferma alla «Bo.Ma.Uno» di Murello fino al 15 maggio (cassa per 63 operai e 16 impiegati). Alla «Bertola cromature» di Marene, richiesta di cassa per tutti i 18 operai fino al 7 marzo. Alla «Ferrero Rubinetterie» di Farigliano, la domanda interessa 15 operai su 36 e 2 impiegati su 6 fino al 28 marzo.

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Le assemblee dei lavoratori della ditta Merlo approvano l'accordo tra i sindacati e la grande azienda di San Defendente di Cervasca

SI CONCLUDE UNA LUNGA VERTENZA. SUI POSITIVI RISULTAI INTERVIENE ANCHE IL DIRETTORE COMMERCIALE AGOSTINO AIME

Da “www,cuneocronaca.it del 29 novembre

Le segreterie provinciali della FIOM e FIM affermano: “Le assemblee hanno registrato una straordinaria partecipazione dei lavoratori che hanno seguito con grande attenzione l'illustrazione dell'intesa effettuata dalle segreterie provinciali di Fim e Fiom e dalla RSU.

Durante le assemblee è emersa la grande soddisfazione dei lavoratori per il risultato raggiunto e la consapevolezza che tale risultato è stato possibile solo grazie alla determinazione degli operai che, in situazioni non sempre facili, hanno appoggiato fino alla fine, le richieste presentate dal sindacato. Come sindacato e come lavoratori ci auguriamo che questa intesa segni anche un punto di cambiamento nelle relazioni sindacali. Le vicende di questi mesi hanno dimostrato, ancora una volta, che la Fiom, la Fim, e la RSU sono rappresentative dei lavoratori Merlo e ricevono, da questi lavoratori, fiducia ed appoggio. Confidiamo che questa considerazione guidi lo sviluppo delle future relazioni sindacali aziendali.

Dopo le assemblee è stato effettuato il referendum con il voto segreto e il 90,8 % dei partecipanti al voto ha approvato l'intesa. Le segreterie Fim, Fiom e la Rsu esprimono una grande soddisfazione per l'esito della vertenza e per l'appoggio ricevuto dai lavoratori della Merlo che hanno partecipato alle tante iniziative sindacali messe in atto in questi mesi e che viene riconfermato dal chiaro risultato del referendum. Infine, riteniamo giusto esprimere un ringraziamento a tutti coloro che in questi mesi, a partire dalle amministrazioni locali (Provincia, Comune di Cervasca), hanno contribuito alla ricerca della soluzione della vertenza ed ai tanti, all'esterno dell'azienda, che hanno espresso solidarietà ed attenzione verso i lavoratori della Merlo e verso il sindacato".

Sui positivi risultati ottenuti interviene anche il direttore commerciale Agostino Aime che ha elencato alcuni dei dettagli dell’ipotesi di accordo raggiunta: “Si è pensato ad una convenzione con la Marcas per ovviare al problema della mensa aziendale. E saranno distribuiti 600 euro all’anno di ticket per il pranzo. Tra gli altri l’anticipazione di una settimana delle ferie che inizieranno il 12 dicembre e una maggiorazione per il turno notturno”.

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Azienda Merlo: 13 ore di trattativa per trovare un accordo

Da www.targatocn.it del 25 novembre

La trattativa sull'istituzione di un servizio di refettorio per i lavoratori turnisti, la rivalutazione del premio di produzione e dell'indennità di lavoro notturna per i dipendenti dell'azienda Merlo di S.Defendente di Cervasca ha trovato un suo epilogo nella giornata di ieri, dopo oltre 13 ore di seduta. Formalmente, manca ancora l'approvazione dei lavoratori, prevista per la giornata di venerdì prossimo, ma, come conferma il segretario della Fiom Cgil Franco Giordano "la soddisfazione è generale, perché è stato raggiunto un buon accordo, che premia la determinazione dei lavoratori dopo oltre dieci mesi di trattativa". Al tavolo di discussione erano presenti tutti i soggetti che, in questa lunga trattativa, si sono contrapposti in un braccio di ferro che rischiava lo stallo: Tiziana Mascarello della Fim-Cisl, Giordano per la Fiomm, i delegati aziendali, Adolfo Zanlungo per l'Unione Industriali e Lorenzo Cometto, capo del personale, per la Merlo.
E' Franco Giordano a tirare le somme dell'accordo: "Per quanto riguarda la rivalutazione del premio di produzione, abbiamo ottenuto un sostanziale aumento, pari a 300 euro fissi su base annua. Ci sarà poi l'aumento variabile legato ai risultati aziendali, quindi da quantificare di volta in volta. Per la mensa non siamo riusciti ad ottenere tutto, ma è un momento difficile per l'economia in generale e per il settore metalmeccanico in particolare. Al momento dobbiamo accontentarci: i lavoratori giornalieri avranno 600 euro in più all'anno come indennità di mancata mensa, mentre i turnisti a fine anno potranno contare su un aumento di circa 160 euro. L'indennità per i turni notturni è stata invece aumentata del 10%".
Giordano evidenzia anche il buon accordo raggiunto su ambiente e sicurezza, con la decisione di organizzare assemblee mensili che vedranno il confronto tra rappresentanti sindacali e aziende per le migliorie da apportare in questo ambito. "E' stata una contrattazione nel vero senso della parola- conclude Giordano- ma in questo momento non poteva esserci una conclusione migliore, che premia il lavoro svolto fianco a fianco con i lavoratori. Il clima è finalmente sereno".

Azienda Merlo: anche Confindustria soddisfatta per l'accordo

Riceviamo e pubblichiamo una dichiarazione della Confindustria di Cuneo giunta a seguito della chiusura delle trattative tra l'azienda 'Merlo' di San Defendente di Cervasca e i lavoratori.
Dopo una lunga trattativa iniziata nel mese di marzo di quest’anno si è portato a termine ieri sera, 24 novembre, un accordo tra le parti con una giusta mediazione tra le richieste sindacali e le esigenze aziendali. I punti salienti sono stati: un aumento del premio di risultato legato al raggiungimento di obiettivi aziendali di produttività, riduzione dei costi per interventi macchine in garanzia e qualità e l’introduzione di buoni pasto che a regime ammonteranno a € 3,00 giornalieri; è stata inoltre prevista una maggiore flessibilità, per permettere all’azienda di meglio seguire le variazioni del mercato. Un accordo soddisfacente in un momento critico dell’economia nazionale e provinciale.

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INDUSTRIA. DOPO SCIOPERI E MANIFESTAZIONI
Appello di Merlo ai sindacati

Da “La Stampa” del 8 luglio

Scioperi, manifestazioni originali come il pic nic degli operai nell’ora pasto, hanno focalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica sulla vertenza all’interno di una tra le più prestigiose aziende della Granda: la Merlo. Sulla vicenda riceviamo due autorevoli interventi: quelli del presidente degli industriali Antonio Antoniotti e del titolare dell’azienda Amilcare Merlo.

Antonio An toniotti

La trattativa sindacale attualmente in corso nell'azienda del vicepresidente di Confindustria Cuneo rientra nella normale logica contrattuale. Sottolineo come questa sia coerente con le indicazioni di Confindustria di valorizzare la contrattazione a livello locale, trasferendo a vantaggio dei lavoratori l'andamento positivo delle singole realtà aziendali.
Dal mio punto di vista, si deve evitare che in un'azienda di questo livello ed in continua crescita occupazionale, si determinino le premesse per un ripensamento dei progetti. Non sono tempi facili per le aziende e non lo saranno nel futuro prossimo.
Auspico quindi che i prossimi passi inducano a delle ragionevoli conclusioni. Questo consentirà, da un lato, di progredire nello sviluppo industriale, dall'altro di garantire a centinaia di famiglie di continuare a progettare fiduciosi il futuro.

Amilcare Merlo

La trattativa sul rinnovo del contratto integrativo della Merlo Spa si trova in una situazione di conflitto troppo enfatizzato che ci sembra immotivato.
Fin dalla richiesta di rinnovo del 1° marzo l'azienda si è dimostrata pronta al dialogo, non irrigidendosi sulle proprie posizioni ma prendendo in seria considerazione tutte le istanze presentate dalle Organizzazioni sindacali.
La mensa. Precise scelte aziendali hanno fatto preferire la soluzione «esterna» a quella «interna». Già oggi tutto il personale può disporre di un comodo punto di ristoro in un ristorante interaziendale a pochi passi dallo stabilimento. All'interno vi sono da tempo appositi locali destinati alla consumazione dei pasti per coloro che desiderino portarseli da casa, senza dimenticare che, a motivo della vicinanza, molti preferiscono pranzare in famiglia. Abbiamo anche proposto l'assegnazione di Ticket Restaurant spendibili liberamente presso ristoranti convenzionati o altri esercizi commerciali.
Premio di risultato. Sul premio di risultato abbiamo voluto venire incontro alle richieste, inserendo meccanismi che favoriscano la qualità, l'efficienza e la produttività ed articolando un sistema che premia la presenza al lavoro e penalizza l'eccesso di assenteismo, come già fatto da moltissime altre aziende, anche locali. Un aumento del premio di circa il 40% rispetto a quanto previsto dal vecchio accordo non mi sembra cosa da poco.
La produttività passa dall'utilizzo continuativo degli impianti e delle nuove e costose tecnologie. Per questo abbiamo spontaneamente proposto un aumento del 66% dell'attuale indennità prevista per il terzo turno notturno ed offerto un'indennità di presenza per i lavoratori il cui orario include il sabato.
Sicurezza. È in cima alle nostre priorità: su questo argomento, stante l'importanza della materia sia in termini di monitoraggio, prevenzione ed azioni da intraprendere, fin da subito vi è stato ampio accordo. Vorrei concludere con una considerazione: ci troviamo di fronte ad una azienda sana, ad un gioiello che tutto il mondo ci riconosce, capace di aumentare i propri livelli occupazionali e produttivi costantemente negli ultimi anni la quale, per continuare a svilupparsi in ambito locale ed operare a livello internazionale su mercati molto difficili, deve assolutamente mantenere la propria competitività industriale.
Le proposte che abbiamo presentato sono valide, migliorative ed offrono risposte concrete: ora spetta alla controparte tenerle in debita considerazione.

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CERVASCA. INIZIATIVA
Festa davanti alla Merlo con i parenti degli operai

Da “La Stampa” del 26 giugno

Una grande festa d’inizio estate, per celebrare la fine delle scuole insieme alle famiglie dei dipendenti e ai loro amici. E’ l’iniziativa del Centro ricreativo aziendale lavoratori (Cral) della «Merlo» a San Defendente di Cervasca.
Un centinaio di bambini, accompagnati dai loro genitori, si sono ritrovati nei giorni scorsi nel piazzale antistante il Centro formazione e ricerca macchine, trasformato per l’occasione in un luna park con giostre, giochi e divertimenti. All’interno del Centro è stata allestita una mostra di bonsai, frutto del lavoro di alcuni dipendenti e componenti del «Bonsai club» aziendale. Momento «clou» della giornata, la spettacolare dimostrazione pratica, in pista, dei sollevatori telescopici realizzati dall’industria di San Defendente: dall’arrampicata su pendenze al limite del ribaltamento, alle salite e manovre estreme, effettuate in condizioni di massima sicurezza.
«I dipendenti - spiega il responsabile relazioni esterne dell’azienda, Paolo Peretti - hanno potuto mostrare ai loro familiari, meravigliandoli, che cosa sono in grado di fare le “macchine verdi”, gioielli di tecnologia frutto della passione e dell’entusiasmo delle maestranze che contribuiscono tutti i giorni al successo del gruppo Merlo nel mondo». Ogni anno il Centro ricreativo aziendale organizza iniziative, fra cui gite settimanali e manifestazioni conviviali, alle quali partecipano centinaia di persone. «L’obiettivo - conclude Peretti - è rafforzare sempre di più il rapporto che lega i lavoratori e le loro famiglie con all’azienda». \

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CERVASCA. VERTICE AZIENDA-SINDACATI
Integrativo alla “Merlo” Non si trova l’accordo

Da “La Stamoa” del 24 giugno

Nessuna svolta, ieri, in Confindustria, alla ripresa delle trattative per il rinnovo dell’integrativo alla «Merlo» di San Defendente a Cervasca. Le posizioni sono ancora distanti dall’accordo su mensa interna e aumento del salario e i sindacati hanno indetto altre 10 ore di sciopero, a partire da giovedì.
«L’azienda si è impegnata a convertire l’indennità di mensa giornaliera di 1,03 euro in un ticket restaurant di 2,50 euro e ad ampliare gli attuali refettori - spiega Franco Giordano di Fiom-Cgil -: l’istituzione della mensa interna, tuttavia, non rientra nei piani aziendali. Saremmo disponibili a sperimentare, per 3 mesi, la distribuzione di pasti cucinati all’esterno per i lavoratori turnisti, ma l’impresa ha detto di no». Sul salario, l’azienda ha proposto un aumento della parte fissa da 627,5 a 900 euro annuali e di quella variabile da 300 a 400 euro. «Così - dice Tiziana Mascarello di Fim-Cisl – chi farà assenze per malattia verrà penalizzato: è inaccettabile. Vanno modificati i parametri sul premio variabile: i lavoratori chiedono 800 euro annuali». I dirigenti «Merlo» hanno avanzato l'ipotesi del 18° turno settimanale, con nuovo orario di produzione dalle 24 della domenica alle 22 del sabato. \

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CERVASCA. DURANTE I TRE TURNI
Merlo, sciopero di due ore

da “La Stampa” del 27 maggio

Un altro sciopero, ieri, alla «Merlo» di San Defendente di Cervasca, con due ore di uscita anticipata per ciascuno dei tre turni. Lo hanno deciso i lavoratori al termine delle assemblee di reparto indette dai sindacati «per rafforzare le richieste sul rinnovo dell’integrativo, invitando l’azienda a rivedere le sue proposte e aprire un serio confronto per la soluzione dei problemi».
Ancora distanti le posizioni sull’istituzione della mensa interna e l’aumento del premio di risultato, i rapporti tra le parti si erano «raffreddati» lunedì scorso, quando un centinaio di operai aveva partecipato alla «merenda» all’aperto nel parcheggio aziendale: un protesta originale contro il «no» alla mensa. «Non condividiamo la decisione del sindacato di indire due scioperi (quello di ieri è stato il quarto, ndr) durante una trattativa - aveva commentato il presidente, Amilcare Merlo –. Tenuto conto delle nostre proposte concrete e della risposta sindacale, ci riserviamo la possibilità di non continuare ulteriormente la trattativa. La mensa non è attuabile in questa fase perché il cambiamento della situazione del mercato europeo e mondiale richiederà all’impresa italiana di essere molto più selettiva e performante. Le nostre priorità sono pertanto rivolte alla sicurezza e alla qualità, per poter garantire i futuri posti di lavoro».
L’azienda propone di convertire l’indennità giornaliera di mensa di 1,03 euro in un ticket restaurant di 1,85 euro. Quanto al premio di risultato, una parte del fisso verrebbe trasformata in salario variabile legato ai risultati, con un aumento medio di 140 euro l’anno. La richiesta dei lavoratori è invece di innalzare la parte fissa dagli attuali 627,5 a 1.000 euro l’anno e quella variabile da 300 a 800 euro.\

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CERVASCA. AZIENDA-SINDACATI

Mensa alla Merlo Non si trova l’accordo

Da “La Stampa” del 22 maggio

Nessuna svolta, ieri, in Confindustria, al terzo incontro di trattative per il rinnovo dell’integrativo alla «Merlo» di San Defendente di Cervasca. Azienda e rappresentanti sindacali hanno ribadito le loro posizioni, ancora distanti dall’accordo sull’istituzione della mensa interna e l’aumento del premio di risultato.
«Il giudizio sull’incontro è negativo - dicono Tiziana Mascarello di Fim Cisl e Franco Giordano di Fiom Cgil -. C’è l’assoluta indisponibilità a far rientrare la mensa nei piani aziendali: l’indennità di mensa giornaliera di 1,03 euro verrebbe convertita in un ticket restaurant di 1,85 euro». Sul premio, la richiesta dei lavoratori è innalzare la parte fissa dagli attuali 627,5 a 1.000 euro annuali e quella variabile da 300 a 800 euro. «Merlo, invece, propone di trasformare la parte fissa e garantita in salario variabile e legato ai risultati aziendali - spiegano i sindacalisti -. Tutti i costi di eventuali aumenti verrebbero caricati sullo Stato. Sono proposte inaccettabili: chiediamo all’impresa di rivedere la sua posizione e aprire un serio confronto per la soluzione dei problemi».
Lunedì sono previste le assemblee di reparto. «Valuteremo con i lavoratori la situazione e le iniziative da assumere». L’altro giorno, nella pausa pranzo, un centinaio di «tute verdi» (colore aziendale) aveva partecipato al «pic nic dei lavoratori» davanti agli uffici, per protestare contro il «no» alla mensa. \

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CERVASCA. ALLA MERLO
“Niente mensa Ai dipendenti previsti ticket restaurant”

Da “La Stampa” del 21 maggio

«Non condividiamo assolutamente la decisione presa dal sindacato di indire due scioperi e intraprendere iniziative come quella del “pic-nic”. Una volta di più, l’intimidazione con lo sciopero non è coerente con il senso di responsabilità che qualsiasi sindacato dovrebbe assumersi per tutelare il bene dei lavoratori. Tenuto conto delle nostre proposte concrete e della risposta sindacale, ci riserviamo la possibilità di non continuare ulteriormente la trattativa». Amilcare Merlo, presidente dell’omonima industria di San Defendente di Cervasca, ha commentato così la «merenda all’aperto» di un centinaio di lavoratori, che l’altro giorno hanno protestato davanti agli uffici «contro la posizione di totale chiusura dell’azienda alla richiesta di realizzare la mensa interna». La questione rientra nell’ambito delle trattative sindacali per il rinnovo dell’integrativo (scaduto il 31 dicembre) e saranno al centro dell’incontro di stamane, in Confindustria a Cuneo. Oltre alla mensa, si parlerà anche di aumento del premio di risultato.
«La nostra proposta - aggiunge Merlo - prevede un sicuro incremento per il premio e per tutto il personale che opera sul terzo turno notturno. La mensa non può essere presa in considerazione in questo momento per varie ragioni, oltre a quelle di carattere organizzativo. L’istituzione del ticket restaurant, tuttavia, rappresenta un ulteriore miglioramento per i dipendenti». Replica Franco Giordano della Fiom-Cgil: «Convertire l’indennità di mensa di 1,03 euro giornalieri in un ticket restaurant di 1,85 euro non è accettabile. Sul premio, Merlo vorrebbe ridurre la parte fissa garantita e aumentare quella variabile: risparmierebbe sulle tasse e ai lavoratori non verrebbe un centesimo in più. Spero che domani (oggi, ndr) l’azienda si presenti in Confindustria. Diversamente sarà rottura».\

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CUNEO. PROTESTE
Su mensa e premi sciopero con pic-nic alla Merlo di Cervasca

Da “La Stampa” del 20 maggio di MATTEO BORGETTO

Pane, salame, prosciutto, formaggio, pizza, focaccia, bibite e qualche bicchiere di vino. Ma nessun brindisi, ieri, al «grande pic nic dei lavoratori» allestito nella pausa pranzo delle 12 sul piazzale della «Merlo» di San Defendente, per protestare «contro la posizione di chiusura dell'azienda» alla richiesta della mensa interna. La questione interessa 686 dipendenti e rientra nell'ambito delle trattative per il rinnovo dell'integrativo, scaduto il 31 dicembre.
Alla «merenda» ha partecipato un centinaio di operai, ma lo sciopero ha coinvolto la maggior parte delle «tute verdi», con un'ora di uscita anticipata nei tre turni.
«L'iniziativa è partita dai lavoratori - spiega Tiziana Mascarello, della Fim-Cisl -. Non è una ripicca per rompere le trattative, che riprenderemo domani in Confindustria, sperando che l'azienda modifichi le sue proposte».
Franco Giordano della Fiom-Cigil: «Merlo dice no alla mensa interna, senza dare alcuna spiegazione. E' un fatto anacronistico e inaccettabile per una azienda moderna, solida e in continua espansione».
La parola ai lavoratori. Marco Conte, Rsu Fiom, di Robilante: «Non vogliono neanche progettarla per il futuro. Migliorerebbe la qualità della vita in fabbrica e avremmo un risparmio di denaro e carburante». Daniel Lerda, di Cuneo: «Continuano a costruire capannoni e non sono capaci di fare una mensa. Abbiamo il diritto a un pasto caldo, non solo e sempre un panino».
Giuseppe Cogoni, di Roccasparvera: «Nel minuscolo refettorio aziendale c'è gente che mangia in piedi, mi rifiuto di farlo». Blaise Segbedi, di Dronero: «Il capo mangia al coperto, noi siamo sempre accampati alla bene e meglio».
Oltre alla mensa, fra gli altri nodi da sciogliere c'è l'aumento del premio di risultato dagli attuali trecento a ottocento euro annuali per la parte variabile e da 627,5 a 1.000 euro per la parte fissa. «La maggiorazione notturna è ferma al quindici per cento - dice Gianluca Mustone, di Confreria -: alla Fiat, dieci anni fa, era al 48 per cento. Gli operai qui hanno solo doveri, diritti nessuno».

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Azienda Merlo

Niente mensa? Pic-nic di protesta

Da “La Stampa” del 16 maggio

Le due ore di sciopero con uscita anticipata alla fine di ogni turno hanno bloccato le linee di produzione, ieri, alla «Merlo» di San Defendente. Ha aderito la maggior parte dei lavoratori, per protestare contro le offerte avanzate dalla ditta per il rinnovo dell’integrativo, scaduto il 31 dicembre. «L’azienda non è disponibile ad alzare il premio di risultato - dice Tiziana Mascarello, Fim-Cisl - e non intende realizzare la mensa interna. L’unico accordo raggiunto è sul miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro». Una nuova mobilitazione è fissata per lunedì, durante la pausa pranzo: i lavoratori si troveranno davanti agli uffici dirigenziali per una merenda all’aperto. «Così vedranno in che condizioni siamo sempre costretti a mangiare» spiegano alcuni operai. \

 

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CERVASCA.VERTENZA

Sicurezza La Merlo “apre” ai sindacati
da “La Stampa” del 9 aprile 2008

Secondo «round» di trattative, l'altro giorno, a Confindustria Cuneo, per il rinnovo del contratto integrativo alla «Merlo» di San Defendente di Cervasca. «Un incontro interlocutorio - spiega Franco Giordano della Fiom-Cgil -, ma siamo entrati nel merito delle richieste dei lavoratori. Su alcuni punti l'azienda ha dimostrato un'apertura (miglioramento delle condizioni di sicurezza), su altri non ha dato risposte (aumento del premio di risultato) e su altri ancora, ha risposto in maniera negativa (servizio mensa e commissione per discutere l'inquadramento professionale)».
Il contratto aziendale è scaduto dal 31 dicembre e la vertenza interessa 686 dipendenti (646 uomini e 40 donne).
Fra i principali nodi da sciogliere, l'innalzamento del premio: i sindacati propongono un aumento della parte variabile dagli attuali 300 a 800 euro e della parte fissa da 627,5 a 1.000 euro annuali.
«Anche la mancanza di una mensa aziendale è un problema molto sentito - sottolinea Tiziana Mascarello, della Fim-Cisl -: la direzione ‘’Merlo’’ sostiene che non è fattibile per problemi organizzativi e perché ci sono troppi cantieri in corso. Non è una risposta accettabile, spero che al prossimo incontro l'azienda si presenti con una posizione più aperta al dialogo».
Le trattative riprenderanno nel pomeriggio del 21 aprile, sempre a Confindustria Cuneo.

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CERVASCA. LUNEDI’ NUOVO INCONTRO

Alla Merlo passi avanti  sul contratto integrativo

Da “La Stampa” del 3 aprile

«Abbiamo presentato la piattaforma di richieste e l'azienda ha illustrato la situazione occupazionale e produttiva, che è buona: l’organico dal 2005 è cresciuto di 130 unità e continua il trend positivo degli ultimi anni. L'unica preoccupazione è il ritardo nella consegna dei mezzi, che alimenta una forte concorrenza sul mercato». Così Tiziana Mascarello (Fim Cisl) e Franco Giordano (Fiom Cgil), all'uscita dall'Unione Industriale di Cuneo, dopo il primo incontro per il rinnovo del contratto interno alla «Merlo», scaduto il 31 dicembre. Allo stabilimento di San Defendente di Cervasca, la questione interessa 686 dipendenti (646 uomini e 46 donne). Tra le richieste, l'aumento del premio di produzione, l'istituzione della mensa aziendale e il miglioramento della sicurezza. «Sul salario - spiega Giordano - va ridefinito il premio di risultato: proponiamo un aumento della parte variabile dagli attuali 300 a 800 euro e della parte fissa da 627,5 a 1.000 euro annuali».

 

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Cervasca

«Mensa e più sicurezza alla Merlo»

da "La Stampa del 23/2/2008 di MT.B

Aumento del premio di risultato, istituzione del servizio di mensa aziendale, miglioramento delle condizioni di lavoro. Questi gli obiettivi princi­pali contenuti nell'ipotesi di «piattaforma» presentata, ieri, dai rappresentanti sindacali Fim-Cisl e Fiom-Cgil ai dipen­denti della «Merlo» per il rinnovo del contratto interno, scaduto il 31 dicembre. Allo stabilimento di San Defendente di Cervasca la questione interessa più di 600 dipendenti, che lunedi si riuniranno in as­semblee di reparto per discu­tere e votare le richieste da presentare alla direzione dell'azienda. Spiega Franco Gior­dano, Fiom-Cgil: «Chiediamo una nuova definizione del premio di produzione, con un aumento della parte variabile da­gli attuali 300 a 800 euro e della parte fissa da 627,50 a 1.000 euro annuali». E sulla mensa, aggiunge: «E' anacro­nistico che un'industria corne la Merlo non ne abbia ancora una». Non meno sentito il pro­blema della sicurezza sul lavo­ro. Tiziana Mascarello, Fim-Ci­sl: «Serve un intervento per mi­gliorare la situazione ambientale, ridurre la fatica e gli infortuni nei reparti più pericolosi». Nessuna replica dalla Merlo. «Non ho ancora esaminato gli argomenti della trattativa» dice il direttore del personale, Lorenzo Cometto.       [MT. B.]

 

 

 

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