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Altre tre settimane di cassa integrazione alla Merlo dal 30 marzo al
18 aprile
Da “La Guida” del 13 marzo
Cuneo -
(Rosgi).
La circolare che avvertiva i dipendenti
è stata diffusa lunedì scorso. Martedì mattina anche le
organizzazioni sindacali hanno ricevuto una nota in proposito. Il
gruppo Merlo di San Defendente di Cervasca, che già ha effettuato
una settimana di cassa integrazione a gennaio, collegandola alle
ferie natalizie e altri 10 giorni in febbraio, lascerà a casa
centinaia di operai e buona parte degli impiegati anche nelle prime
tre settimane di aprile. Nello specifico la casa madre, Merlo S.p.a.,
ha chiesto di coinvolgere nell'operazione 450 operai su 485 e 130
impiegati su 174 dal 30 marzo al 18 aprile, la satellite
Tecnoindustrie pensa di lasciare a casa, nello stesso periodo 30
operai su 67 e 5 impiegati su 34, mentre la Treemme tecnology 15
operai su 25 e 9 impiegati su 13. Causa della drastica misura è il
crollo delle vendite in Italia ed all'estero che ha prodotto, di
conseguenza, la saturazione dei magazzini. In gennaio un
provvedimento analogo ha interessato, complessivamente, oltre 400 dei
489 lavoratori della azienda e buona parte degli impiegati.
Si
sperava, con la fermata delle macchine, di risolvere il problema, ma
la realtà ha deluso e le vendite non hanno dato segni di ripresa.
Una
ulteriore iniziativa per porre rimedio alla stasi è stato il recupero
di lavorazioni affidate sino ad ora ad esterni. Questo produrrà,
sicuramente, una ricaduta su una serie di aziende artigiane che
operano all'ombra della grande azienda degli elevatori.
"La
preoccupazione è notevole, anche se si sa di avere a che fare con una
azienda sana, con i bilanci a posto e con una produzione molto
qualificata ed apprezzata - dicono Pier Andrea Cavallero della Fiom
Cgil e Tiziano Mascarello della Cisl -. La portata della crisi è tale
da non risparmiare nessuno".
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Le industrie e la
crisi
“Merlo”
torna al lavoro ma si moltiplica la Cassa
Da “LA Stampa” del 27
febbraio di ]MATTEO BORGETTO
CUNEO
Aumenta in modo esponenziale il numero delle aziende costrette a
ricorrere alla cassa integrazione. L’ultimo «bollettino» dei sindacati
del settore metalmeccanico rivela una situazione allarmante. Nel
trimestre dicembre-gennaio-febbraio, le ore di «stop» alla produzione
ammontano a un milione e 45.000, contro le 105.000 dello stesso
periodo dell’anno scorso (dieci volte tanto).
Ancora più preoccupanti i numeri riferiti al solo mese di gennaio
2009: le ore di cassa autorizzate sono state 834.500, venti volte il
risultato del gennaio 2008, quando furono 46.300. L’incremento non
sembra destinato a rallentare e il problema riguarda non solo le
piccole, ma anche le grandi imprese del Cuneese.
Emblematico il caso della «Merlo Spa» di San Defendente di Cervasca,
leader mondiale nella produzione di macchine movimento terra (325
milioni di fatturato nel 2007), dove 450 operai su 490 e 130 impiegati
su 173 sono in cassa integrazione da una settimana e riprenderanno a
lavorare lunedì. Nella stessa situazione altri 54 operai su 90 e 14
impiegati su 47 delle due aziende cuneesi «satelliti» del gruppo («Tecnoindustry»
e «Treemme Tecnology»).
«Non è che la punta di un iceberg nell’ambito della crisi generale che
ha investito anche la Granda - spiegano Pierandrea Cavallero di
Fiom-Cgil e Tiziana Mascarello di Fim-Cisl -. La motivazione è comune:
il mercato è fermo, gli ordini rallentano, i magazzini hanno
un’eccessiva giacenza di mezzi invenduti. I segnali per il prossimo
trimestre non sono incoraggianti. La produzione alla “Merlo”
riprenderà a pieno ritmo lunedì, ma l’elenco delle altre aziende che
hanno fatto richiesta preventiva di cassa integrazione è
interminabile. Nei prossimi giorni avremo il quadro dettagliato di chi
andrà effettivamente in cassa e chi invece la effettuerà a rotazione».
Nell’area industriale di Cervasca, alla «Euroveder», fino al 17 aprile
sono previste chiusure collettive per 150 dipendenti su 253.
A Cuneo, prorogata la cassa integrazione alla «Agc», con tre settimane
di stop tra la fine di marzo e l’inizio di maggio per 100 operai a
rotazione. Alla «Caroni», 30 operai su 75 e 3 impiegati su 22
dovrebbero restare a casa fino al 25 aprile.
A Fossano, dopo lo stabilimento «Michelin» (6 settimane a rotazione
per 250 dipendenti), ieri ha annunciato il ricorso alla cassa
integrazione anche la «Bongioanni».
Difficoltà alla «Pezzolato officine» nei due stabilimenti di Envie e
Pianfei, con richiesta di cassa fino al 2 maggio per 77 operai e 40
impiegati. Produzione ferma alla «Bo.Ma.Uno» di Murello fino al 15
maggio (cassa per 63 operai e 16 impiegati). Alla «Bertola cromature»
di Marene, richiesta di cassa per tutti i 18 operai fino al 7 marzo.
Alla «Ferrero Rubinetterie» di Farigliano, la domanda interessa 15
operai su 36 e 2 impiegati su 6 fino al 28 marzo.
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Le assemblee dei lavoratori della ditta Merlo approvano l'accordo tra
i sindacati e la grande azienda di San Defendente di Cervasca
SI CONCLUDE UNA LUNGA VERTENZA. SUI
POSITIVI RISULTAI INTERVIENE ANCHE IL DIRETTORE COMMERCIALE AGOSTINO
AIME
Da “www,cuneocronaca.it del 29 novembre
Le segreterie provinciali della FIOM e FIM affermano: “Le assemblee
hanno registrato una straordinaria partecipazione dei lavoratori che
hanno seguito con grande attenzione l'illustrazione dell'intesa
effettuata dalle segreterie provinciali di Fim e Fiom e dalla RSU.
Durante le assemblee è emersa la grande soddisfazione dei
lavoratori per il risultato raggiunto e la consapevolezza che tale
risultato è stato possibile solo grazie alla determinazione degli
operai che, in situazioni non sempre facili, hanno appoggiato fino
alla fine, le richieste presentate dal sindacato. Come sindacato e
come lavoratori ci auguriamo che questa intesa segni anche un punto di
cambiamento nelle relazioni sindacali. Le vicende di questi mesi hanno
dimostrato, ancora una volta, che la Fiom, la Fim, e la RSU sono
rappresentative dei lavoratori Merlo e ricevono, da questi lavoratori,
fiducia ed appoggio. Confidiamo che questa considerazione guidi lo
sviluppo delle future relazioni sindacali aziendali.
Dopo le assemblee è stato effettuato il referendum con il voto
segreto e il 90,8 % dei partecipanti al voto ha approvato l'intesa. Le
segreterie Fim, Fiom e la Rsu esprimono una grande soddisfazione per
l'esito della vertenza e per l'appoggio ricevuto dai lavoratori della
Merlo che hanno partecipato alle tante iniziative sindacali messe in
atto in questi mesi e che viene riconfermato dal chiaro risultato del
referendum. Infine, riteniamo giusto esprimere un ringraziamento a
tutti coloro che in questi mesi, a partire dalle amministrazioni
locali (Provincia, Comune di Cervasca), hanno contribuito alla ricerca
della soluzione della vertenza ed ai tanti, all'esterno dell'azienda,
che hanno espresso solidarietà ed attenzione verso i lavoratori della
Merlo e verso il sindacato".
Sui positivi risultati ottenuti interviene anche il direttore
commerciale Agostino Aime che ha elencato alcuni dei dettagli
dell’ipotesi di accordo raggiunta: “Si è pensato ad una convenzione
con la Marcas per ovviare al problema della mensa aziendale. E saranno
distribuiti 600 euro all’anno di ticket per il pranzo. Tra gli altri
l’anticipazione di una settimana delle ferie che inizieranno il 12
dicembre e una maggiorazione per il turno notturno”.
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Azienda Merlo: 13 ore di trattativa per trovare un accordo
Da
www.targatocn.it del 25 novembre
La trattativa
sull'istituzione di un servizio di refettorio per i lavoratori
turnisti, la rivalutazione del premio di produzione e dell'indennità
di lavoro notturna per i dipendenti dell'azienda Merlo di S.Defendente
di Cervasca ha trovato un suo epilogo nella giornata di ieri, dopo
oltre 13 ore di seduta. Formalmente, manca ancora l'approvazione dei
lavoratori, prevista per la giornata di venerdì prossimo, ma, come
conferma il segretario della Fiom Cgil Franco Giordano "la
soddisfazione è generale, perché è stato raggiunto un buon accordo,
che premia la determinazione dei lavoratori dopo oltre dieci mesi di
trattativa". Al tavolo di discussione erano presenti tutti i
soggetti che, in questa lunga trattativa, si sono contrapposti in un
braccio di ferro che rischiava lo stallo: Tiziana Mascarello della
Fim-Cisl, Giordano per la Fiomm, i delegati aziendali, Adolfo Zanlungo
per l'Unione Industriali e Lorenzo Cometto, capo del personale, per la
Merlo.
E' Franco Giordano a tirare le somme dell'accordo: "Per quanto
riguarda la rivalutazione del premio di produzione, abbiamo ottenuto
un sostanziale aumento, pari a 300 euro fissi su base annua. Ci sarà
poi l'aumento variabile legato ai risultati aziendali, quindi da
quantificare di volta in volta. Per la mensa non siamo riusciti ad
ottenere tutto, ma è un momento difficile per l'economia in generale e
per il settore metalmeccanico in particolare. Al momento dobbiamo
accontentarci: i lavoratori giornalieri avranno 600 euro in più
all'anno come indennità di mancata mensa, mentre i turnisti a fine
anno potranno contare su un aumento di circa 160 euro. L'indennità per
i turni notturni è stata invece aumentata del 10%".
Giordano evidenzia anche il buon accordo raggiunto su ambiente e
sicurezza, con la decisione di organizzare assemblee mensili che
vedranno il confronto tra rappresentanti sindacali e aziende per le
migliorie da apportare in questo ambito. "E' stata una
contrattazione nel vero senso della parola- conclude Giordano-
ma in questo momento non poteva esserci una conclusione migliore, che
premia il lavoro svolto fianco a fianco con i lavoratori. Il clima è
finalmente sereno".
Azienda Merlo: anche Confindustria soddisfatta per
l'accordo
Riceviamo e pubblichiamo una dichiarazione
della Confindustria di Cuneo giunta a seguito della chiusura delle
trattative tra l'azienda
'Merlo' di San Defendente di Cervasca e i lavoratori.
Dopo una lunga trattativa iniziata nel mese di marzo di quest’anno
si è portato a termine ieri sera, 24 novembre, un accordo tra le parti
con una giusta mediazione tra le richieste sindacali e le esigenze
aziendali. I punti salienti sono stati: un aumento del premio di
risultato legato al raggiungimento di obiettivi aziendali di
produttività, riduzione dei costi per interventi macchine in garanzia
e qualità e l’introduzione di buoni pasto che a regime ammonteranno a
€ 3,00 giornalieri; è stata inoltre prevista una maggiore
flessibilità, per permettere all’azienda di meglio seguire le
variazioni del mercato. Un accordo soddisfacente in un momento critico
dell’economia nazionale e provinciale.
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INDUSTRIA. DOPO
SCIOPERI E MANIFESTAZIONI
Appello di Merlo ai sindacati
Da “La Stampa” del 8 luglio
Scioperi,
manifestazioni originali come il pic nic degli operai nell’ora pasto,
hanno focalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica sulla vertenza
all’interno di una tra le più prestigiose aziende della Granda: la
Merlo. Sulla vicenda riceviamo due autorevoli interventi: quelli del
presidente degli industriali Antonio Antoniotti e del titolare
dell’azienda Amilcare Merlo.
Antonio An toniotti
La trattativa
sindacale attualmente in corso nell'azienda del vicepresidente di
Confindustria Cuneo rientra nella normale logica contrattuale.
Sottolineo come questa sia coerente con le indicazioni di
Confindustria di valorizzare la contrattazione a livello locale,
trasferendo a vantaggio dei lavoratori l'andamento positivo delle
singole realtà aziendali.
Dal mio punto di vista, si deve evitare che in un'azienda di questo
livello ed in continua crescita occupazionale, si determinino le
premesse per un ripensamento dei progetti. Non sono tempi facili per
le aziende e non lo saranno nel futuro prossimo.
Auspico quindi che i prossimi passi inducano a delle ragionevoli
conclusioni. Questo consentirà, da un lato, di progredire nello
sviluppo industriale, dall'altro di garantire a centinaia di famiglie
di continuare a progettare fiduciosi il futuro.
Amilcare Merlo
La trattativa sul
rinnovo del contratto integrativo della Merlo Spa si trova in una
situazione di conflitto troppo enfatizzato che ci sembra immotivato.
Fin dalla richiesta di rinnovo del 1° marzo
l'azienda si è dimostrata pronta al dialogo, non irrigidendosi sulle
proprie posizioni ma prendendo in seria considerazione tutte le
istanze presentate dalle Organizzazioni sindacali.
La mensa. Precise scelte aziendali hanno fatto
preferire la soluzione «esterna» a quella «interna». Già oggi tutto il
personale può disporre di un comodo punto di ristoro in un ristorante
interaziendale a pochi passi dallo stabilimento. All'interno vi sono
da tempo appositi locali destinati alla consumazione dei pasti per
coloro che desiderino portarseli da casa, senza dimenticare che, a
motivo della vicinanza, molti preferiscono pranzare in famiglia.
Abbiamo anche proposto l'assegnazione di Ticket Restaurant spendibili
liberamente presso ristoranti convenzionati o altri esercizi
commerciali.
Premio di risultato. Sul premio di risultato
abbiamo voluto venire incontro alle richieste, inserendo meccanismi
che favoriscano la qualità, l'efficienza e la produttività ed
articolando un sistema che premia la presenza al lavoro e penalizza
l'eccesso di assenteismo, come già fatto da moltissime altre aziende,
anche locali. Un aumento del premio di circa il 40% rispetto a quanto
previsto dal vecchio accordo non mi sembra cosa da poco.
La produttività passa dall'utilizzo
continuativo degli impianti e delle nuove e costose tecnologie. Per
questo abbiamo spontaneamente proposto un aumento del 66% dell'attuale
indennità prevista per il terzo turno notturno ed offerto un'indennità
di presenza per i lavoratori il cui orario include il sabato.
Sicurezza. È in cima alle nostre priorità: su
questo argomento, stante l'importanza della materia sia in termini di
monitoraggio, prevenzione ed azioni da intraprendere, fin da subito vi
è stato ampio accordo. Vorrei concludere con una considerazione: ci
troviamo di fronte ad una azienda sana, ad un gioiello che tutto il
mondo ci riconosce, capace di aumentare i propri livelli occupazionali
e produttivi costantemente negli ultimi anni la quale, per continuare
a svilupparsi in ambito locale ed operare a livello internazionale su
mercati molto difficili, deve assolutamente mantenere la propria
competitività industriale.
Le proposte che abbiamo presentato sono
valide, migliorative ed offrono risposte concrete: ora spetta alla
controparte tenerle in debita considerazione.
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CERVASCA.
INIZIATIVA
Festa
davanti alla Merlo con i parenti degli operai
Da “La Stampa” del 26
giugno
Una grande festa
d’inizio estate, per celebrare la fine delle scuole insieme alle
famiglie dei dipendenti e ai loro amici. E’ l’iniziativa del Centro
ricreativo aziendale lavoratori (Cral) della «Merlo» a San Defendente
di Cervasca.
Un centinaio di bambini, accompagnati dai loro genitori, si sono
ritrovati nei giorni scorsi nel piazzale antistante il Centro
formazione e ricerca macchine, trasformato per l’occasione in un luna
park con giostre, giochi e divertimenti. All’interno del Centro è
stata allestita una mostra di bonsai, frutto del lavoro di alcuni
dipendenti e componenti del «Bonsai club» aziendale. Momento «clou»
della giornata, la spettacolare dimostrazione pratica, in pista, dei
sollevatori telescopici realizzati dall’industria di San Defendente:
dall’arrampicata su pendenze al limite del ribaltamento, alle salite e
manovre estreme, effettuate in condizioni di massima sicurezza.
«I dipendenti - spiega il responsabile relazioni esterne dell’azienda,
Paolo Peretti - hanno potuto mostrare ai loro familiari,
meravigliandoli, che cosa sono in grado di fare le “macchine verdi”,
gioielli di tecnologia frutto della passione e dell’entusiasmo delle
maestranze che contribuiscono tutti i giorni al successo del gruppo
Merlo nel mondo». Ogni anno il Centro ricreativo aziendale organizza
iniziative, fra cui gite settimanali e manifestazioni conviviali, alle
quali partecipano centinaia di persone. «L’obiettivo - conclude
Peretti - è rafforzare sempre di più il rapporto che lega i lavoratori
e le loro famiglie con all’azienda». \
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CERVASCA. VERTICE
AZIENDA-SINDACATI
Integrativo
alla “Merlo” Non si trova l’accordo
Da “La Stamoa” del 24
giugno
Nessuna svolta, ieri,
in Confindustria, alla ripresa delle trattative per il rinnovo
dell’integrativo alla «Merlo» di San Defendente a Cervasca. Le
posizioni sono ancora distanti dall’accordo su mensa interna e aumento
del salario e i sindacati hanno indetto altre 10 ore di sciopero, a
partire da giovedì.
«L’azienda si è impegnata a convertire l’indennità di mensa
giornaliera di 1,03 euro in un ticket restaurant di 2,50 euro e ad
ampliare gli attuali refettori - spiega Franco Giordano di Fiom-Cgil
-: l’istituzione della mensa interna, tuttavia, non rientra nei piani
aziendali. Saremmo disponibili a sperimentare, per 3 mesi, la
distribuzione di pasti cucinati all’esterno per i lavoratori turnisti,
ma l’impresa ha detto di no». Sul salario, l’azienda ha proposto un
aumento della parte fissa da 627,5 a 900 euro annuali e di quella
variabile da 300 a 400 euro. «Così - dice Tiziana Mascarello di
Fim-Cisl – chi farà assenze per malattia verrà penalizzato: è
inaccettabile. Vanno modificati i parametri sul premio variabile: i
lavoratori chiedono 800 euro annuali». I dirigenti «Merlo» hanno
avanzato l'ipotesi del 18° turno settimanale, con nuovo orario di
produzione dalle 24 della domenica alle 22 del sabato. \
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CERVASCA.
DURANTE I TRE TURNI
Merlo, sciopero di due ore
da “La Stampa” del 27 maggio
Un altro
sciopero, ieri, alla «Merlo» di San Defendente di Cervasca, con due
ore di uscita anticipata per ciascuno dei tre turni. Lo hanno deciso i
lavoratori al termine delle assemblee di reparto indette dai sindacati
«per rafforzare le richieste sul rinnovo dell’integrativo, invitando
l’azienda a rivedere le sue proposte e aprire un serio confronto per
la soluzione dei problemi».
Ancora distanti le posizioni sull’istituzione della mensa interna e
l’aumento del premio di risultato, i rapporti tra le parti si erano
«raffreddati» lunedì scorso, quando un centinaio di operai aveva
partecipato alla «merenda» all’aperto nel parcheggio aziendale: un
protesta originale contro il «no» alla mensa. «Non condividiamo la
decisione del sindacato di indire due scioperi (quello di ieri è stato
il quarto, ndr) durante una trattativa - aveva commentato il
presidente, Amilcare Merlo –. Tenuto conto delle nostre proposte
concrete e della risposta sindacale, ci riserviamo la possibilità di
non continuare ulteriormente la trattativa. La mensa non è attuabile
in questa fase perché il cambiamento della situazione del mercato
europeo e mondiale richiederà all’impresa italiana di essere molto più
selettiva e performante. Le nostre priorità sono pertanto rivolte alla
sicurezza e alla qualità, per poter garantire i futuri posti di
lavoro».
L’azienda propone di convertire l’indennità giornaliera di mensa di
1,03 euro in un ticket restaurant di 1,85 euro. Quanto al premio di
risultato, una parte del fisso verrebbe trasformata in salario
variabile legato ai risultati, con un aumento medio di 140 euro
l’anno. La richiesta dei lavoratori è invece di innalzare la parte
fissa dagli attuali 627,5 a 1.000 euro l’anno e quella variabile da
300 a 800 euro.\
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CERVASCA.
AZIENDA-SINDACATI
Mensa alla Merlo Non
si trova l’accordo
Da “La
Stampa” del 22 maggio
Nessuna
svolta, ieri, in Confindustria, al terzo incontro di trattative per il
rinnovo dell’integrativo alla «Merlo» di San Defendente di Cervasca.
Azienda e rappresentanti sindacali hanno ribadito le loro posizioni,
ancora distanti dall’accordo sull’istituzione della mensa interna e
l’aumento del premio di risultato.
«Il giudizio sull’incontro è negativo - dicono Tiziana Mascarello di
Fim Cisl e Franco Giordano di Fiom Cgil -. C’è l’assoluta
indisponibilità a far rientrare la mensa nei piani aziendali:
l’indennità di mensa giornaliera di 1,03 euro verrebbe convertita in
un ticket restaurant di 1,85 euro». Sul premio, la richiesta dei
lavoratori è innalzare la parte fissa dagli attuali 627,5 a 1.000 euro
annuali e quella variabile da 300 a 800 euro. «Merlo, invece, propone
di trasformare la parte fissa e garantita in salario variabile e
legato ai risultati aziendali - spiegano i sindacalisti -. Tutti i
costi di eventuali aumenti verrebbero caricati sullo Stato. Sono
proposte inaccettabili: chiediamo all’impresa di rivedere la sua
posizione e aprire un serio confronto per la soluzione dei problemi».
Lunedì sono previste le assemblee di reparto. «Valuteremo con i
lavoratori la situazione e le iniziative da assumere». L’altro giorno,
nella pausa pranzo, un centinaio di «tute verdi» (colore aziendale)
aveva partecipato al «pic nic dei lavoratori» davanti agli uffici, per
protestare contro il «no» alla mensa. \
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CERVASCA.
ALLA MERLO
“Niente mensa Ai dipendenti previsti ticket restaurant”
Da “La
Stampa” del 21 maggio
«Non
condividiamo assolutamente la decisione presa dal sindacato di indire
due scioperi e intraprendere iniziative come quella del “pic-nic”. Una
volta di più, l’intimidazione con lo sciopero non è coerente con il
senso di responsabilità che qualsiasi sindacato dovrebbe assumersi per
tutelare il bene dei lavoratori. Tenuto conto delle nostre proposte
concrete e della risposta sindacale, ci riserviamo la possibilità di
non continuare ulteriormente la trattativa». Amilcare Merlo,
presidente dell’omonima industria di San Defendente di Cervasca, ha
commentato così la «merenda all’aperto» di un centinaio di lavoratori,
che l’altro giorno hanno protestato davanti agli uffici «contro la
posizione di totale chiusura dell’azienda alla richiesta di realizzare
la mensa interna». La questione rientra nell’ambito delle trattative
sindacali per il rinnovo dell’integrativo (scaduto il 31 dicembre) e
saranno al centro dell’incontro di stamane, in Confindustria a Cuneo.
Oltre alla mensa, si parlerà anche di aumento del premio di risultato.
«La nostra proposta - aggiunge Merlo - prevede un sicuro incremento
per il premio e per tutto il personale che opera sul terzo turno
notturno. La mensa non può essere presa in considerazione in questo
momento per varie ragioni, oltre a quelle di carattere organizzativo.
L’istituzione del ticket restaurant, tuttavia, rappresenta un
ulteriore miglioramento per i dipendenti». Replica Franco Giordano
della Fiom-Cgil: «Convertire l’indennità di mensa di 1,03 euro
giornalieri in un ticket restaurant di 1,85 euro non è accettabile.
Sul premio, Merlo vorrebbe ridurre la parte fissa garantita e
aumentare quella variabile: risparmierebbe sulle tasse e ai lavoratori
non verrebbe un centesimo in più. Spero che domani (oggi, ndr)
l’azienda si presenti in Confindustria. Diversamente sarà rottura».\
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CUNEO.
PROTESTE
Su mensa e premi sciopero con pic-nic alla Merlo di Cervasca
Da “La
Stampa” del 20 maggio di MATTEO BORGETTO
Pane, salame, prosciutto, formaggio, pizza, focaccia, bibite e qualche
bicchiere di vino. Ma nessun brindisi, ieri, al «grande pic nic dei
lavoratori» allestito nella pausa pranzo delle 12 sul piazzale della
«Merlo» di San Defendente, per protestare «contro la posizione di
chiusura dell'azienda» alla richiesta della mensa interna. La
questione interessa 686 dipendenti e rientra nell'ambito delle
trattative per il rinnovo dell'integrativo, scaduto il 31 dicembre.
Alla «merenda» ha partecipato un centinaio di operai, ma lo sciopero
ha coinvolto la maggior parte delle «tute verdi», con un'ora di uscita
anticipata nei tre turni.
«L'iniziativa è partita dai lavoratori - spiega Tiziana Mascarello,
della Fim-Cisl -. Non è una ripicca per rompere le trattative, che
riprenderemo domani in Confindustria, sperando che l'azienda modifichi
le sue proposte».
Franco Giordano della Fiom-Cigil: «Merlo dice no alla mensa interna,
senza dare alcuna spiegazione. E' un fatto anacronistico e
inaccettabile per una azienda moderna, solida e in continua
espansione».
La parola ai lavoratori. Marco Conte, Rsu Fiom, di Robilante: «Non
vogliono neanche progettarla per il futuro. Migliorerebbe la qualità
della vita in fabbrica e avremmo un risparmio di denaro e carburante».
Daniel Lerda, di Cuneo: «Continuano a costruire capannoni e non sono
capaci di fare una mensa. Abbiamo il diritto a un pasto caldo, non
solo e sempre un panino».
Giuseppe Cogoni, di Roccasparvera: «Nel minuscolo refettorio aziendale
c'è gente che mangia in piedi, mi rifiuto di farlo». Blaise Segbedi,
di Dronero: «Il capo mangia al coperto, noi siamo sempre accampati
alla bene e meglio».
Oltre alla mensa, fra gli altri nodi da sciogliere c'è l'aumento del
premio di risultato dagli attuali trecento a ottocento euro annuali
per la parte variabile e da 627,5 a 1.000 euro per la parte fissa. «La
maggiorazione notturna è ferma al quindici per cento - dice Gianluca
Mustone, di Confreria -: alla Fiat, dieci anni fa, era al 48 per
cento. Gli operai qui hanno solo doveri, diritti nessuno».
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Azienda
Merlo
Niente mensa? Pic-nic di
protesta
Da “La
Stampa” del 16 maggio
Le due ore
di sciopero con uscita anticipata alla fine di ogni turno hanno
bloccato le linee di produzione, ieri, alla «Merlo» di San Defendente.
Ha aderito la maggior parte dei lavoratori, per protestare contro le
offerte avanzate dalla ditta per il rinnovo dell’integrativo, scaduto
il 31 dicembre. «L’azienda non è disponibile ad alzare il premio di
risultato - dice Tiziana Mascarello, Fim-Cisl - e non intende
realizzare la mensa interna. L’unico accordo raggiunto è sul
miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro». Una nuova
mobilitazione è fissata per lunedì, durante la pausa pranzo: i
lavoratori si troveranno davanti agli uffici dirigenziali per una
merenda all’aperto. «Così vedranno in che condizioni siamo sempre
costretti a mangiare» spiegano alcuni operai. \
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CERVASCA.VERTENZA
Sicurezza La Merlo “apre” ai sindacati
da “La Stampa” del 9 aprile 2008
Secondo «round» di trattative, l'altro giorno, a
Confindustria Cuneo, per il rinnovo del contratto integrativo alla
«Merlo» di San Defendente di Cervasca. «Un incontro interlocutorio -
spiega Franco Giordano della Fiom-Cgil -, ma siamo entrati nel merito
delle richieste dei lavoratori. Su alcuni punti l'azienda ha
dimostrato un'apertura (miglioramento delle condizioni di sicurezza),
su altri non ha dato risposte (aumento del premio di risultato) e su
altri ancora, ha risposto in maniera negativa (servizio mensa e
commissione per discutere l'inquadramento professionale)».
Il contratto aziendale è scaduto dal 31 dicembre e la vertenza
interessa 686 dipendenti (646 uomini e 40 donne).
Fra i principali nodi da sciogliere, l'innalzamento del premio: i
sindacati propongono un aumento della parte variabile dagli attuali
300 a 800 euro e della parte fissa da 627,5 a 1.000 euro annuali.
«Anche la mancanza di una mensa aziendale è un problema molto sentito
- sottolinea Tiziana Mascarello, della Fim-Cisl -: la direzione ‘’Merlo’’
sostiene che non è fattibile per problemi organizzativi e perché ci
sono troppi cantieri in corso. Non è una risposta accettabile, spero
che al prossimo incontro l'azienda si presenti con una posizione più
aperta al dialogo».
Le trattative riprenderanno nel pomeriggio del 21 aprile, sempre a
Confindustria Cuneo.
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CERVASCA. LUNEDI’ NUOVO INCONTRO
Alla Merlo passi avanti
sul contratto integrativo
Da “La Stampa” del 3 aprile |
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«Abbiamo
presentato la piattaforma di richieste e l'azienda ha illustrato
la situazione occupazionale e produttiva, che è buona: l’organico
dal 2005 è cresciuto di 130 unità e continua il trend positivo
degli ultimi anni. L'unica preoccupazione è il ritardo nella
consegna dei mezzi, che alimenta una forte concorrenza sul
mercato». Così Tiziana Mascarello (Fim Cisl) e Franco Giordano
(Fiom Cgil), all'uscita dall'Unione Industriale di Cuneo, dopo il
primo incontro per il rinnovo del contratto interno alla «Merlo»,
scaduto il 31 dicembre. Allo stabilimento di San Defendente di
Cervasca, la questione interessa 686 dipendenti (646 uomini e 46
donne). Tra le richieste, l'aumento del premio di produzione,
l'istituzione della mensa aziendale e il miglioramento della
sicurezza. «Sul salario - spiega Giordano - va ridefinito il
premio di risultato: proponiamo un aumento della parte variabile
dagli attuali 300 a 800 euro e della parte fissa da 627,5 a 1.000
euro annuali». |
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Cervasca
«Mensa e più sicurezza alla Merlo»
da "La
Stampa del 23/2/2008 di MT.B
Aumento del premio di risultato,
istituzione del servizio
di mensa aziendale, miglioramento
delle condizioni di lavoro.
Questi gli obiettivi principali
contenuti nell'ipotesi di «piattaforma» presentata, ieri, dai
rappresentanti sindacali
Fim-Cisl e Fiom-Cgil ai dipendenti
della «Merlo» per il rinnovo del contratto interno, scaduto il 31
dicembre. Allo
stabilimento di San Defendente
di Cervasca la questione interessa
più di 600 dipendenti,
che lunedi si riuniranno in assemblee di reparto per discutere e
votare le richieste da presentare alla direzione dell'azienda.
Spiega Franco Giordano,
Fiom-Cgil: «Chiediamo
una nuova definizione del premio
di produzione, con un aumento
della parte variabile dagli
attuali 300 a 800 euro e della
parte fissa da 627,50 a 1.000 euro annuali». E sulla mensa, aggiunge:
«E' anacronistico che un'industria corne la Merlo non ne abbia ancora
una». Non meno sentito il problema
della sicurezza sul lavoro.
Tiziana Mascarello, Fim-Cisl:
«Serve un intervento per migliorare
la situazione ambientale,
ridurre la fatica e gli infortuni
nei reparti più pericolosi».
Nessuna replica dalla Merlo.
«Non ho ancora esaminato
gli argomenti della trattativa»
dice il direttore del personale,
Lorenzo Cometto.
[MT. B.]
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