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Alla Mahle di Saluzzo lavoro su diciotto turni

Da “La Stampa” del 23 dicembre di ANDREA GARASSINO

SALUZZO
Più turni, più assunzioni, più produzione. Alla ripresa del lavoro, il 3 gennaio, (da ieri lo stabilimento è chiuso per ferie) alla Mahle (ex Mondial Piston) inizierà il «rodaggio» della nuova organizzazione interna a 18 turni. Oggi sono 15.
«In queste settimane – spiegano dallo stabilimento di via Grangia Vecchia – ci sono commesse aggiuntive e, su base volontaria, alcune decine di operai continuerannoad essere presenti in fabbrica». A inizio 2012, poi, si concretizzail processo di riorganizzazione del personale per il passaggio dagli attuali 15 turni settimanali,con 40 ore, ai 18 con 36 ore.
A scegliere il nuovo schema orario erano stati gli operai con un referendum, che si è svolto a fine maggio. La consultazione aveva visto prevalere il passaggio ai 18 turni con il 51,1% dei votanti (123 preferenze) contro chi avrebbe gradito non mutare l’organizzazioneinterna che si è fermato al 48,6% dei voti (117 schede). I votanti erano stati 241 su 274 e si era registrato un solo voto nullo.I sindacalistiavevano accolto l’affermazione come «una vittoria importante per l’azienda. Significa maggiori prospettive, più investimenti,lavoro».
«In questi mesi – spiega Luca Porcu, Rsu Cgil – abbiamo portato avanti tutte le azioni necessarie per questo cambiamento storico nello stabilimento, dopo 30 anni di organizzazione sempre uguale. È stato necessario assumere nuovi lavoratori interinali, attendere la loro formazione e adesso siamo pronti a partire». Gli accordi prevedono la regolarizzazione graduale di 40 precari per formare la quartasquadra.
Del «rodaggio» con i nuovi carichi di lavoro saranno protagonisti 25 operai dell’officina e 40 della fonderia, su 330 dipendenti, interinali compresi. «Gli altri – precisa Porcu – ancora per qualche mese proseguiranno con il vecchio schema, ma entro l’estate tutto il personale dovrebbe essere pronto per i 18 turni». Con il «nuovo corso» dovrebbero concretizzarsi anche gli investimentigarantitidall’azienda per 4 milioni di euro.

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“Spaccatura” alla Mahle nel referendum sui turni

Da “La Stampa” del 27 maggio 2011 di ANDREA GARASSINO

SALUZZO


Una vittoria importante per questa azienda. Significa maggiori prospettive, più investimenti, lavoro». Le Rsu Luca Porcu (Cgil) e Roberto Lepori (Fismic) commentano così l’esito del referendum che si è svolto mercoledì nello stabilimento «Mahle» (ex Mondial piston) di Saluzzo.
Erano 274 gli operai con il diritto al voto, 241 quelli che l’hanno esercitato. Il 51,1% (123 schede) si è espresso per il passaggio a 18 turni, mentre il 48,6% (117 preferenze) avrebbe voluto rimanere con gli attuali 15, cioè senza il sabato lavorativo (1 voto nullo, 0,4 %).
Un esito referendario che fa emergere una spaccatura tra le maestranze. «C’è stata una lunga fase preparatoria per il voto – dicono le Rsu – che era stato fissato e poi rimandato più volte. Questo ha creato grande incertezza. I colleghi erano disorientati e non riuscivano a comprendere appieno quale fosse la soluzione migliore per il loro futuro». La possibilità di aumentare il numero di turni settimanali alla «Mahle» è stata prevista da un accordo sindacati-azienda, siglato a fine marzo. L’intesa comprende investimenti per 4 milioni di euro per nuovi robot e attrezzature e, dal punto di vista occupazione, l’assunzione del 50% dei lavoratori interinali oggi in fabbrica (48) entro luglio e degli altri entro gennaio.
«C’è stata indecisione nel voto – spiega ancora Porcu – perchè adesso con i 15 turni c’era la possibilità di svolgere dello straordinario che è volontario e retribuito con incentivi. Sui 18 queste opportunità potrebbero diminuire, ma restano le prospettive di crescita per la fabbrica e questo è un fattore molto importante».
Per Maurizio La Spina, segretario territoriale Fismic, il risultato è «frutto di ondivaghi comportamenti aziendali durante il confronto e di atteggiamenti incoerenti di una parte del sindacato. Chi si è espresso per il “sì” ha dimostrato grande senso di responsabilità. Un futuro industriale ed occupazione sono una rarità di questi tempi». Entro mercoledì i dipendenti «Mahle» saranno di nuovo chiamati a partecipare ad un referendum per decidere lo schema orario con cui saranno organizzati i 18 turni

 

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Mahle, da due mesi si attende il referendum sui 18 turni

Già fissate due date ma sono state sempre rinviate

Da “La Stampa” del 14 maggio di [A. G.]


La data prevista era il 16 marzo. Il primo rinvio è stato al 9 maggio. Poi più nulla. Non è ancora stato fissato il referendum interno alla «Mahle» (ex Mondial Piston) di Saluzzo, in cui i 250 lavoratori saranno chiamati a scegliere se restare su 15 turni a settimana o se passare a 18, con il sabato lavorativo in più.
«Il voto nello stabilimento sarà la prossima settimana assicura Roberto Lepori, rsu della Fismic -, ma non è ancora stata decisa la data. Affronteremo la questione lunedì, nella sede della Mahle a La Loggia, dov’è previsto un incontro per un’altra vertenza sul premio di risultato».
La consultazione è l’atto che deve suggellare l’accordo raggiunto tra fine febbraio e inizio marzo tra le forze sindacali e l’azienda. Il «patto» prevede, fra i vari punti, 40 nuove assunzioni con contratti precari per formare la quarta squadra, prelevando da liste di mobilità, giovani e una quota «femminile». Inoltre, saranno trasformati in contratti a tempo indeterminato anche quelli dei 40 operai che sono nello stabilimento con contratti di «somministrazione» (venti entro dicembre e gli altri per agosto).
Il nuovo «pacchetto» contiene anche investimenti per 4 milioni di euro. «Un milione dicono i sindacati - sarà utilizzato per due nuovi robot adatti alle lavorazioni per Bmw e Volkswagen, 1,3 milioni per un’isola di produzione nello stabilimento e 1 milione e 700 mila euro per attrezzature. Inoltre, se i volumi produttivi resteranno pari a quelli attuali, cioè 2 milioni e 400 mila pezzi quest’anno e nel 2012, la direzione ha annunciato la ripresa del piano presentato 4 anni fa, con ulteriori fondi e l’ampliamento della fabbrica».
Se i lavoratori sceglieranno i 18 turni, durante il voto dovranno anche individuare lo schema orario con cui vogliono affrontare la nuova organizzazione interna. Due le alternative, una presentata dai sindacati e quella dell’azienda. «Quella firmata dalle organizzazioni degli operai - spiega un sindacalista - è adatta per i ritmi di una fonderia come la Mahle dove si producono pistoni per autotrazione. Quella aziendale garantisce un maggior riconoscimento economico, ma è più pesante».
Quattro anni fa, prima del «crac» mondiale del settembre 2008, i 250 operai avevano bocciato una precedente bozza per 17 turni ed erano rimasti a 15.

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Saluzzo, rinviato referendum sui diciotto turni alla “Mahle”

«La multinazionale non ha ancora fornito i dettagli sulle quaranta ore»

 Da “La Stampa” del 18 marzo di ANDREA GARASSINO SALUZZO


Niente referendum, mercoledì, nello stabilimento Mahle (ex Mondial Piston) di via Grangia Vecchia. I 250 lavoratori avrebbero dovuto scegliere tra due opzioni contenute in un accordo raggiunto tra sindacati (Cgil, Cisl e Fismic) e direzione della multinazionale specializzata nella produzione di pistoni per autotrazione: se lasciare l’organizzazione interna su 15 turni, oppure passare a 18 e tornare a lavorare anche al sabato, come avvenuto in periodi di «boom» produttivo.
Se sarà scelta questa seconda istanza, gli operai saranno anche chiamati a decidere se l’organizzazione del lavoro di ogni dipendente sarà su 40 ore alla settimana, come propone la Mahle, oppure su 36, come auspicano le organizzazioni sindacali.
«Il referendum è stato rinviato – dice Giorgio Ciravegna, Cisl – perchè la direzione dello stabilimento non ci ha ancora fornito i dettagli sullo schema orario a 40 ore. Mancando questi dati non sarebbe stato possibile scegliere in modo corretto. Così è stato deciso di non tenere le operazioni di voto. Attendiamo la documentazione dall’azienda il prima possibile e poi definiremo una data per la consultazione. Intanto, martedì, sono previste nuove assemblee degli operai in cui spiegheremo le ultime evoluzioni».
Nel caso risulti più gradita l’ipotesi con 40 ore, la Mahle garantirà maggiori incentivi sullo stipendio perchè dovrà ricorrere ad un numero minore di assunzioni. Sono 40 quelle previste per questo schema orario. Per l’opzione che contempla 36 ore, invece, sarebbero necessari circa 50 nuovi dipendenti con contratti «precari», poi stabilizzati a fronte di minori «bonus» in busta paga.
«Durante le prossime riunioni con i lavoratori – precisa Ciravegna – ribadiremo che le uniche ipotesi su cui si deve discutere sono quelle dell’accordo. L’azienda non può più cambiare idea». Di «stop tecnico» e non di «rottura» parla anche Maurizio La Spina, Fismic. «Manca una parte della documentazione che deve essere fornita dalla direzione, ma comunque non è stato possibile organizzare il referendum. Ci è stato garantito che entro la fine di questa settimana tutto sarà a posto e da lunedì sarà possibile fissare una data per il voto. Anche la ditta ha interesse a far presto, perchè ci è stata espressa la necessità di passare al più presto ai 18 turni per aumentare i livelli produttivi, ma prima, in ogni caso, servono diverse settimane di addestramento per le maestranze».

 

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Accordo alla “Mahle” Si passa da 15 a 18 turni

Da “La Stampa” del 3 marzo di [A. G.]


I sindacati e la dirigenza della multinazionale Mahle (ex Mondial piston) hanno raggiunto un’intesa per passare da 15 a 18 turni settimanali nello stabilimento di via Grangia vecchia a Saluzzo. I 250 lavoratori sarebbero chiamati in fabbrica anche il sabato, ma prima che l’accordo diventi effettivo serve la ratifica delle assemblee previste per la prossima settimana.
La Mahle produce pistoni per autotrazione. L’ipotesi di accordo è stata firmata da Giorgio Ciravegna (Cisl), Pierandrea Cavallero (Cgil) e dai delegati Fismic. «Attendiamo ancora la risposta degli operai - dice Ciravegna -, ma se ci sarà il passaggio dai 15 ai 18 turni, come richiesto dall’azienda, sarà davvero un ottimo segnale di ripresa per tutto il territorio, perchè durante la crisi sono stati chiusi due stabilimenti in Italia, mentre adesso la ditta ci ha prospettato nuovi investimenti nei macchinari. La dirigenza deve far fronte alle commesse di clienti come Wolksvagen, Bmw e altri grandi marchi del settore automobilistico mondiale».

 

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Crisie occupazione
Saluzzo, in mobilità 22 dipendenti “Mahle”

DA “La Stampa” del 15 settembre 2010 di ANDREA GARASSINO
SALUZZO
Accordo raggiunto per la «Mahle» (ex Mondial Piston) di Saluzzo, ieri nella sede di Confidustria, a Torino. L’azienda che produce pistoni per motori da autotrazione aprirà la procedura per «tagliare» 22 dei 250 operai che sceglieranno di lasciare la fabbrica in modo volontario. Inoltre, la direzione si è impegnata a non ricorrere alla cassa integrazione ordinaria almeno fino alla fine del 2010.
Gli esponenti sindacali di Cgil, Cisl e gli autonomi del Fismic ieri mattina hanno incontrato i responsabili del Personale sia per lo stabilimento di via Grangia Vecchia a Saluzzo, sia per quello di La Loggia (To) dove gli esuberi sono 32 (su 300 dipendenti).
Il «patto» siglato da rappresentanti dei lavoratori e azienda attende ora la ratifica delle assemblee interne alle fabbriche, previste per giovedì.
«L’ipotesi che abbiamo discusso – spiega Giorgio Ciravegna della Cisl – prevede che la scelta della mobilità sia volontaria e riguarderà quei dipendenti che possono “attaccare” il provvedimento alla pensione. Se arriverà l’ok delle maestranze durante le assemblee, avremo risolto il problema degli esuberi strutturali prospettati dall’azienda in queste settimane. Inoltre, niente ricorso alla “cassa” per tutto il prossimo anno, salvo crolli imprevedibili dei mercati».
Chi sceglierà di accedere alla mobilità, inoltre, avrà un incentivo da parte della «Mahle» che varierà a seconda degli anni di anzianità all’interno della fabbrica.
«Siamo soddisfatti – precisa Maurizio La Spina della Fismic – perchè questo nuovo accordo tutela sia i lavoratori, che le esigenze espresse dall’azienda. Non ci sarà il trauma di dover gestire degli esuberi e chi lascerà il lavoro avrà dei benefici economici. In futuro, se cambierà il quadro dei mercati, la direzione si è impegnata a tornare a consultarsi con noi».
Se giovedì le assemblee nello stabilimento daranno parare positivo, la mobilità potrebbe iniziare già dal primo ottobre.
Nel sito produttivo saluzzese, inoltre, una decina di operai sarà spostata in altri reparti «perchè – precisa ancora Ciravegna – sono state adottate delle automazioni nel processo produttivo e questi lavoratori non potevano più ricoprire la mansione avuta fino a questi giorni».
Nella riunione torinese di ieri non si è parlato delle prospettive del mercato. Aggiungono i sindacalisti: «Se non ci sarà più ricorso alla cassa integrazione, come assicurato dall’amministratore delegato, significa che la situazione degli ordinativi e in fase di assestamento. Di certo è al ribasso rispetto all’anno scorso, ma non più in caduta».
«In questi mesi – conclude Ciravegna -, inoltre, stanno continuano gli investimenti su nuovi impianti per aumentare la competitività e migliorare la qualità del prodotto».

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Alla «Mahle» di Saluzzo in cassa integrazione 54 operai

Da “La Stampa” del 1 maggio

Continua e coinvolge sempre più lavoratori la cassa integrazione ordinaria a rotazione dello stabilimento «Mahle» di Saluzzo che produce pistoni per motori da automezzi. Da lunedì saranno 54 gli operai che saranno lasciati a casa, su un totale di 250 dipendenti. Fino ad oggi erano meno di 40 le persone costrette ad usufruire degli ammortizzatori sociali. Il provvedimento va avanti da mesi e la direzione aziendale non ha indicato il termine. «Almeno fino alle fine di maggio» dicono dallo stabilimento di via Grangia Vecchia. «La situazione non migliora – dice Luca Porcu, Rsu Cgil –, anzi, continua a peggiorare, e la nostre preoccupazione aumenta ogni giorno di più».

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Mahle
Si aggrava la crisi della ditta saluzzese

Da “La Stampa” del 7 novembre

Ieri assemblee dei lavoratori allo stabilimento «Mahle» a Saluzzo che produce pistoni per motori da autotrazione. Le Rsu comunicheranno ai colleghi la volontà dell’azienda di mettere in cassa integrazione 39 persone (del reparto Fonderia e Lavorazione meccanica) su 262 dal 10 novembre al 6 dicembre. Da dopo l’Immacolata fino al 23 dicembre sarà tutto il personale ad essere in «cassa». Non si attenua, infatti, la crisi del settore auto e questo si riflette pesantemente sulla fabbrica saluzzese che ha tra i suoi clienti le principali case automobilistiche. Da ottobre c’era già stata una riduzione dei ritmi di produzione con lo stabilimento chiuso un giorno alla settimana. Il provvedimento non è stato giudicato sufficiente dalla direzione e mercoledì i delegati sindacali sono stati convocati per conoscere il nuovo quadro della situazione. Dal 23 dicembre la fabbrica chiuderà per la pausa natalizia, fino al 6 gennaio, ma anche per l’inizio del 2009 i lavoratori esprimono forti preoccupazioni.\

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Nuovo giorno di stop alla Mahle a Saluzzo

Da “La Stampa” del 23 ottobre

 Domani sarà il terzo venerdì di cassa integrazione ordinaria per i 262 lavoratori della «Mahle» di Saluzzo, azienda che produce pistoni per motori da autotrazione. Il programma prevede altri due giorni di stop, il 31 ottobre e il 7 novembre.
Il ricorso agli ammortizzatori sociali è stato chiesto dalla direzione del gruppo che ha sede a Stoccarda per un calo nel mercato, stimato nell’ordine del 30 per cento di ordini in meno. Dopo l’ultimo venerdì di blocco della lavorazione i rappresentanti sindacali incontreranno i vertici aziendali. Il timore degli operai è che sia prevista altra «cassa».
Intanto, procedono i lavori di ampliamento del polo produttivo con l’allestimento di un nuovo capannone. «Sta proseguendo – dice Roberto Lepori del sindacato autonomo Fismic – il cantiere per il nuovo reparto perché era nel budget del 2007. Nel 2008 tutti gli investimenti sono stati bloccati e non sono ancora stati acquistati i macchinari che serviranno per la nuova linea di prodotti: prima deve essere finito l’edificio». \

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INDUSTRIA. I DIPENDENTI SONO 262

Saluzzo ordini in calo "Cassa alla Mahle
Lo stabilimento produce pistoni per motori da autotrazione

Da “La Stampa” del 26 settembre di ANDREA GARASSINO
SALUZZO
Cinque giorni di cassa integrazione ordinaria. È il provvedimento che attende i 262 dipendenti dello stabilimento «Mahle» di Saluzzo, che produce pistoni per motori da autotrazione. Si inizierà il 10 ottobre. Ogni settimana la fabbrica chiuderà il venerdì, fino ad inizio novembre.
L'annuncio del ricorso agli ammortizzatori sociali è stato dato ieri a La Loggia (To), lo stabilimento più importante del gruppo in Italia, dal direttore del sito torinese Roberto Papino, da quello del polo produttivo saluzzese Davide Clerici e dal direttore del Personale Carmelo De Luca.
Per i lavoratori di via Grangia Vecchia erano presenti le Rsu Luca Porcu e Massimiliano Cordeddu (Cgil), Giulio Allasia (Cisl) e Roberto Lepori (Autonomi).
«L'incontro era volto a verificare l'andamento produttivo in generale - dice Porcu - e in particolare il calo di questi mesi negli ordini che in media è del 30%. C'è la crisi generale e quella del settore auto. Per questo l'azienda ha ritenuto opportuno ricorrere alla cassa ordinaria».
Lo «stop» al lavoro riguarderà sia gli operai, sia il personale amministrativo. Oggi, nello stabilimento saluzzese, in tutti i turni si svolgeranno delle assemblee in cui i delegati sindacali esporranno il calendario e le motivazioni del provvedimento.
I sindacati temono che la «cassa» possa non terminare a novembre. «Ci sono voci ufficiose - spiegano le Rsu - per cui ci saranno nuovi provvedimenti a dicembre e magari anche all'inizio del nuovo anno».
Le misure messe in atto dalla direzione aziendale non compromettono le espansioni produttive annunciate nei mesi scorsi. «Hanno garantito - prosegue Porcu - che il nuovo capannone e i nuovi macchinari saranno pronti per la primavera. La situazione degli ordini è migliore rispetto al passato perché non siamo più legati soltanto alla Fiat, ma abbiamo diversificato le produzioni. Dal prossimo anno daremo corso anche ad ordini di altre importanti case automobilistiche europee come Volkswagen e Mercedes».

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SALUZZO. SI AMPLIA STABILIMENTO
Sei postazioni di robot nella fonderia “Mahle”

Da “La Stampa” del 21 giugno

Lo stabilimento della «Mahle» di Saluzzo si amplierà. Alla decisione dell'azienda di costruire un nuovo capannone è seguita l’approvazione della variante al piano regolatore, che il Consiglio comunale ha discusso nell'ultima seduta. «Non c'è ancora una data certa per l'inizio dei lavori - spiega Carmelo De Luca, capo del personale del colosso tedesco per il polo di La Loggia (To) e quello saluzzese -, ma abbiamo ricevuto tutte le autorizzazioni. La nostra società sta crescendo molto in questi ultimi anni, con nuovi clienti molti importanti come Mercedes, Bmw e Volksvagen. A Saluzzo produciamo già circa 8 milioni di pistoni grezzi all'anno e con i nuovi impianti aumenteremo di molto le nostre cifre».
L'ampliamento della fonderia, in un capannone di 3 mila metri quadri di fianco a quello già in funzione oggi, ospiterà sei nuove postazioni di robot. Questo significherà un incremento dei posti di lavoro. «Non è ancora possibile fare previsioni su quante saranno le assunzioni - dice Luca Porcu, delegato sindacale Cgil -, ma la crescita dell'azienda a Saluzzo non può che farci piacere e ci dà tranquillità per il futuro. Faremo attenzione affinché le maggiori commesse per la ditta corrispondano ad una maggiore soddisfazione degli operai». Gli addetti al nuovo reparto, divisi su tre turni, potrebbero essere alcune decine. Oggi l'industria di via Grangia Vecchia dà lavoro a circa 300 persone: 263 i dipendenti e 30 i lavoratori interinali.

 

 

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