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Cuneo, come va il mercato del lavoro

Da www.grandain.com del 8 luglio

Cuneo - “Il mercato del lavoro in provincia di Cuneo – anno 2009” è il titolo della pubblicazione che raccoglie analisi e dati a cura dell'Osservatorio regionale, d'intesa con l'assessorato al Lavoro e alla Formazione professionale della Provincia e con la collaborazione dei Centri per l'impiego della Granda. Obiettivo del volumetto è documentare con dovizia di dati l'andamento dell'occupazione sul territorio, offrendo così agli operatori del settore un quadro informativo utile a comprendere gli indirizzi dell'anno appena trascorso e ad orientare la messa a punto di efficaci interventi.
“Il Cuneese – spiega nell'introduzione l'assessore provinciale al Lavoro Pietro Blengini in un testo firmato con il collega regionale Roberto Rosso – è stato caratterizzato negli ultimi anni da performances di eccellenza nel contesto regionale e nazionale: una situazione che, anche nel 2009 e pur in un quadro di difficoltà, non si è smentita, dimostrando buone capacità di resistenza alla congiuntura negativa”. L'analisi statistica evidenzia un tasso di occupazione che, dal 68,9% del 2008 raggiunge a Cuneo il 69,2%: un dato in controtendenza rispetto al Piemonte, dove si scende dal 65,2 al 64%, e all'Italia che fa segnare un calo dal 58,7 al 57,5%. In discesa in Granda il tasso di disoccupazione, che nel 2009 è al 2,9%.
“Con tutto ciò – continua Blengini – la crisi si è fatta sentire con forza, soprattutto nei bacini a forte presenza di industria metalmeccanica come il Monregalese e l'area di Fossano-Savigliano, come documentano i dati sul
ricorso agli ammortizzatori sociali e l'insorgere di numerose crisi aziendali. La congiuntura ha colpito con maggiore incisività i segmenti deboli del mercato, i giovani, gli immigrati, le donne”. Qualche dato: nel Cuneese sono state autorizzate complessivamente, nel 2009, 14.706.291 ore di Cassa integrazione guadagni rispetto alle 2.704.382 ore del 2008, registrando una variazione percentuale del +443,8%. Nello specifico la componente ordinaria conta oltre 10 milioni di ore contro 1,5 milioni dell'anno precedente (con una crescita pari al 564,5%); anche la Cig straordinaria sale del 279% su base annua, passando da 1.143.606 a 4.334.263 ore. Per la cassa integrazione in deroga le ore richieste in Piemonte sono state 25 milioni nel 2009, circa 1.808.000 interessano aziende operanti nella provincia di Cuneo. Ancora: per le liste di mobilità i lavoratori immessi in Granda sono stati in totale 2.367, con un incremento di 994 persone rispetto ai mesi precedenti. Gli effetti negativi della congiuntura economica sono visibili, infine, nei dati relativi alle procedure di assunzione avvenute tra gennaio e dicembre 2009, che si sono ridotte scendendo da 105.850 a 92.473 unità, di cui 6.049 relative al lavoro autonomo e 86.424 di lavoro subordinato.
“In questo contesto – conclude l'assessore – Provincia, Regione ed enti locali hanno avviato numerosi interventi di sostegno sia a favore delle imprese in difficoltà, sia a sostegno dei lavoratori e delle loro famiglie. L'azione difensiva ha dato i suoi frutti, limitando l'impatto della crisi e la perdita dei posti di lavoro, mentre gli interventi in corso si propongono prioritariamente di rafforzare le competenze delle risorse umane per mantenere e migliorare i livelli di competitività raggiunti ed agganciare la ripresa, che non potrà che realizzarsi in tempi lunghi”.

 

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Affari e lavoro, Cuneo resta prima

Da “La Stampa” del 9 dicembre 2008

La Granda prima in Piemonte per qualità della vita. Lo dice il rapporto di «Italia Oggi» che mette a confronto 103 province italiane. Tutto il Nord Ovest si trova in una situazione peggiore rispetto agli anni precedenti e il Cuneese rappresenta l’eccezione.
La Granda, al 17° posto nella classifica generale (una posizione in più rispetto al 2007), si attesta nel primo gruppo e mantiene il vertice nella classifica «Affari e Lavoro», seguita da Bolzano e Modena, entrambe nel Nord-Est, area che secondo le statistiche continua a migliorare.
«Questi dati - commenta il presidente della Provincia, Raffaele Costa - fotografano una situazione precedente alla crisi finanziaria. Il Cuneese è ai vertici della classifica da tempo: merito della grande tradizione di attività familiari che difficilmente falliscono o aprono tavoli di concertazione. Questa base gioca a nostro favore, specialmente in tempi di crisi. Per i prossimi anni, se mantenessimo questa posizione, potremmo ritenerci contenti. Negli ultimi mesi la situazione è molto differente rispetto al passato: le richieste di cassa integrazione sono un indicatore evidente».
Alcune voci economiche registrano il segno negativo: Cuneo perde posizioni in classifica ad esempio per l’importo medio dei protesti (i debiti non saldati), ma migliora per disoccupazione giovanile e infortuni sul lavoro. «In questo momento non si deve esssere pessimisti - dice Ferruccio Dardanello, presidente di Camera di Commercio e Confcommercio di Cuneo, nominato da poco a capo di Unioncamere Piemonte -. Certo la domanda già debole di beni e servizi si è ulteriormente abbassata. Occorre puntare su settori diversi: penso al turismo invernale che registra già il pienone. Si tratta di 400 milioni di euro di fatturato per la Granda, un “motore” che altre realtà non hanno».
Sebastiano Dutto, presidente di Conafrtiginato provinciale: «I subfornitori sono in crisi, mancano commesse, dal settore metalmeccanico all’artigianato. Bisogna innovare: penso alla trasformazione dei prodotti agricoli. Invito le banche a sostenere le piccole imprese».
Stesso messaggio lo lanciano i sindacati. Marco Ricciardi, segretario provinciale Cgil: «Mai in passato così tante aziende si erano fermate per un periodo particolarmente lungo». «Un tempo la crisi colpiva in ritardo la Granda: non è così ora - dice Giovanni Ventura della Uil - e non ci sono sicurezze sul fatto che le banche continuino a sostenere le aziende, soprattutto le più piccole». Per la Cisl il segretario dei metalmeccanici Giorgio Ciravegna aggiunge: «La situazione è grave: per 3500 addetti della Granda non ci sarà lavoro da metà dicembre. Chiediamo di privilegiare cassa integrazione a rotazione e contratti di solidarietà».

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 DIECI POSTI
Il Comune darà lavoro ai disoccupati

Da “LA Stampa” del 29 novembre

Il Comune di Saluzzo è alla ricerca di dieci lavoratori da impiegare per 6 mesi in varie mansioni. Possono candidarsi entro il 5 dicembre i disoccupati iscritti al Centro per l'impiego. Il settore Servizi alla persona ha bisogno di tre cantieristi con diploma o laurea; i Servizi al territorio ne cercano uno con diploma di geometra o laurea in Architettura; altri tre con maturità o licenza media. Il settore Amministrativo e polizia avrà due cantieristi con diploma generico, mentre al settore Sviluppo compatibile del territorio lavorerà un cantierista con diploma generico. Le domande vanno presentate all'ufficio Servizi alla persona in piazza Cavour 12 (tel. 0175211333). Agli ammessi verrà corrisposta un'indennità di 31 euro lordi per ogni giornata lavorativa. Il carico lavorativo comprende 35 ore settimanali divise su 5 giorni. I dieci «cantieri di lavoro» rientrano nel progetto «Comune solidale».

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ECONOMIA. PIEMONTE E CUNEESE MEGLIO DELLA MEDIA ITALIANA
“La Cassa integrazione diminuisce, ma servono misure per lo sviluppo”

Da “La Stampa” del 30 agosto di MARIO BOSONETTO
CUNEO
«Il ricorso alla Cassa integrazione ordinaria e straordinaria in Piemonte diminuisce nel primo semestre dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2007. Un calo medio attorno al 14%, contro un aumento medio in Italia superiore al 5%. Un’indicazione generale positiva per la nostra Regione, segno di un’economia che fatica meno che altrove». Lo sostiene l’on. Cesare Damiano, cuneese, ex ministro del Lavoro: ha elaborato i dati forniti dall’Inps sulla situazione occupazionale e produttiva per capire quali interventi la possono migliorare.
«Il dato nazionale - prosegue Damiano, ora capogruppo del Pd alla Commissione Lavoro della Camera - indica invece una difficoltà che cresce. Sarebbe ingiusto attribuire l’aumento della Cassa integrazione in Italia solo all’attuale Governo. Qui non si tratta di trovare “colpevoli’’, ma di mettere in campo misure urgenti che facciano ripartire lo sviluppo, per rilanciare i consumi. Altrimenti si rischia un netto peggioramento: purtroppo è fin troppo facile aspettarselo, anche per il Piemonte, in relazione alla Cassa integrazione, quando si faranno i rilevamenti del secondo semestre 2008».
Nel Cuneese l’andamento è diverso fra Ordinaria e Straordinaria: la prima sale del 39,11 per cento, la seconda cala del 24,71, in un panorama occupazionale comunque molto più sereno che altrove. «Va detto - aggiunge Damiano - che nei vari settori ci sono situazioni diverse, sovente dovute a singole situazioni di crisi».
«Nella Granda anche l’indicatore Cassa integrazione testimonia una tenuta che, in un momento di difficoltà generale, non può non essere attribuita alla capacità imprenditoriale e di innovazione, alla concretezza coniugata alla fantasia delle aziende cuneesi - dice il presidente della Camera di Commercio Ferruccio Dardanello -: il modello Cuneo dimostra ancora una volta la sua validità. Ci sono segnali preoccupanti, ma anche contingenze che potrebbero essere positive, come la debolezza dell’euro sul dollaro, elemento che può favorire l’export, così importante per la provincia di Cuneo».

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ECONOMIA. RAPPORTO «EXCELSIOR»

In provincia cresce il lavoro precario

Da “La Stampa” del 26 luglio di LORENZO BORATTO
CUNEO
Rallenta la crescita economica, ma aumenta l'occupazione. E le aziende dicono di voler assumere personale sempre più qualificato (ma per la prima volta i contratti a termine sono superiori alla metà delle assunzioni). Questi i punti salienti dell'11° rapporto «Excelsior», presentato ieri alla Camera di commercio: l'indagine, attraverso interviste a 1.135 aziende di 15 diversi settori economici, «fotografa» le prospettive per il 2008 del mercato del lavoro nella «Granda». Quest'anno è stato allegato un focus sul mondo dell'agricoltura. «Uno dei settori più importanti in provincia - ha spiegato la dirigente dell'ente camerale, Patrizia Mellano -: il Cuneese è vocato all'agricoltura, con quasi 25 mila aziende con 32 mila occupati». Anche se la congiuntura economica è sfavorevole, l'occupazione dovrebbe migliorare (+0,6% nel 2008), mantenendo un tasso di disoccupazione di poco superiore al 2%, uno dei più bassi d'Europa: le aziende hanno manifestato l'intenzione di assumere nel corso di quest'anno 15.800 persone (nel conto è incluso il comparto agricolo, dove la quasi totalità delle 4.420 assunzioni sarà stagionale).
Il direttore del Centro studi Unioncamere di Roma, Claudio Gagliardi, ieri mattina ha spiegato: «Di fronte a una crescita che rallenta, aumenta l'occupazione. In Italia e nella ‘’Granda’’ diminuiscono le assunzioni di immigrati e cresce il profilo lavorativo richiesto dalle aziende. Assumono di più le realtà dinamiche: società di capitali e imprese votate all'export».
Per quanto riguarda i diversi settori, il saldo è positivo per turismo (2,2%), costruzioni (1,5%), servizi (1,2%) e industria (0,4%), l'unico segno «meno» si registra nel commercio (-0,1%). E ancora: le aziende richiedono sempre più laureati e diplomati (queste due figure sono quasi la metà delle nuove assunzioni), investono in formazione e c'è da registrare un'alta partecipazione ai corsi di aggiornamento. Inoltre, aumentano le assunzioni rivolte solo alle donne (nelle piccole imprese e nei settori commercio e servizi), si riduce il part-time, ma il 61% delle nuove assunzioni sarà a tempo determinato: è il record di sempre.
Si è poi tenuta una tavola rotonda a cui hanno partecipato Lauro Pelazza della Coldiretti («Ancora troppa la burocrazia per l'assunzione di manodopera in agricoltura»), il presidente di Confartigianato Imprese Cuneo Sebastiano Dutto («Aumentano donne e laureati, segno che si punta su qualità e formazione per aumentare l'export»), il vicepresidente di Confindustria provinciale Amilcare Merlo («Industria e Università si impegnino per soddisfare le esigenze del territorio»). In chiusura il presidente della Camera di Commercio, Ferruccio Dardanello: «Occorre ripensare un nuovo rapporto con l'Università per migliorare il ‘’modello Cuneo’’. Il turismo che si sta affermando con i grandi eventi, dall'Adunata al Tour, sarà uno dei tasselli ulteriori da sviluppare».

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Buoni-lavoro, soprattutto per studenti e pensionati

Si ai voucher-vendemmia

 Da “La Guida” del 11 aprile

 Prima regione il Piemonte, e certo in prima fila anche la provin­cia di Cuneo: troveranno ap­plicazione anche sul nostro territorio i cosiddetti 'buo­ni vendemmia", previsti dal decreto ministeriale sul la­voro accessorio in agricoltu­ra. La convenzione tra Re­gione, Inps e Inali per avviare la sperimentazione già dalla vendemmia 2008 è stato firmata il 7 aprile, anche alla presenza del ministro del Lavoro Cesare Damiano. L'obiettivo è andare incon­tro alle piccole e medie im­prese con la semplificazio­ne, tramite "voucher", una sorta di "buono-lavoro" per permettere l'assunzione in modo regolare di studenti e pensionati (che in genere anche in Langa contribui­scono alla raccolta delle uve con prestazioni occasionali e limitate nel tempo). Per questi rapporti di lavoro vengono introdotti buoni nominali, del valore di 10 euro, con i quali verrà retri­buito il lavoro occasionale, gestiti nella fase sperimen­tale attraverso I'Inps, che re­gistrerà i lavoratori, emet­terà i buoni e accrediterà i contributi. Una nuova for-ma di lotta al lavoro nero in agricoltura, un'occasione di reddito regolare a categorie sociali che non sono inseri­te nel mercato del lavoro. Le Province potranno aderire alla convenzione entro il 15 maggio; è ancora da impo­stare l'impianto procedurale e tutta la modulistica sarà pronta solo per l'estate, ma intanto la novità è stata sa­lutata con favore dagli ope­ratori del settore, soprattut­to per il sistema semplificato dei "voucher".

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LAVORO. MOLTE RICHIESTE DA ADDETTI DI DITTE IN CRISI
Centri per l’impiego: 20 mila iscritti
da “La Stampa” del 27/marzo  di LORENZO BORATTO


Aumentano gli iscritti ai Centri per l’Impiego della «Granda» (20.301 nel 2008, +6,3% rispetto a un anno fa), crescono anche i lavoratori subito disponibili a un’occupazione (8.157, +2,4%), ma resta stabile il tasso di disoccupazione nel Cuneese: 2,6 per cento della popolazione attiva, uno dei più bassi di tutta la Ue.
Questo il quadro che emerge da uno studio del presidente della Provincia, Raffaele Costa, sulla rete dei Centri per l’impiego del territorio: le 5 sedi principali (Cuneo, Alba, Fossano, Mondovì e Saluzzo) e i 5 sportelli periferici collegati (a Borgo San Dalmazzo, Dronero, Bra, Savigliano, Ceva).
«Si tratta di uffici che fanno riferimento alle Province dal ‘99 - spiega Costa -. Non si sostituiscono alle necessità delle imprese, ma intervengono dove il mercato funziona poco, facilitando l’incontro tra domanda e offerta. Ogni settimana 2500 persone si rivolgono ai Centri con 130 mila “passaggi” l'anno. A questi numeri vanno aggiunti il sito internet dedicato alle offerte di lavoro sul portale della Provincia, con 45 mila contatti al mese, e gli sportelli per il sostegno alla creazione di impresa con 304 progetti accolti nel 2007. Finora si è lavorato bene, ma si può crescere ancora». I numeri mostrano una realtà provinciale dinamica, anche per la componente dell’immigrazione. Sono 1191 gli extracomunitari immediatamente disponibili a un lavoro (+9,7%). Gli iscritti alle liste arrivano soprattutto da Marocco (1337 lavoratori), Albania (704) e la Romania che ormai fa parte dell’Unione (631, +78% sul 2007). In tutti e tre i casi sono più le donne rispetto agli uomini.
Nell’ultimo anno sono state segnalate quasi 10 mila persone per 1689 posti di lavoro richiesti, soprattutto da piccole e medie imprese. La percentuale d’assunzione è del 40%. I Centri per l’impiego offrono informazioni e orientamento, oltre all’inserimento in una banca dati: secono l’indagine Excelsior Unioncamere le imprese scelgono la «mediazione organizzata» di Centri per l'impiego e società di lavoro interinale nel 13% delle assunzioni. Dicono da Confindustria Cuneo: «I dati dimostrano l'attenzione per la collocazione dei giovani e dei lavoratori provenienti da aziende in difficoltà». Conclude Costa: «I Centri sono attivi nella ricollocazioni dovute a gravi crisi occupazionali. Negli ultimi 12 mesi sono stati coinvolti 50 lavoratori in cassa integrazione della “Mabitex” di Bra, 65 della “Bertello” di Borgo San Dalmazzo e “Coralba” di San Damiano Macra e altre 30 lavoratrici in mobilità non indennizzata per il Progetto “Pari”».

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INDUSTRIA. CRISI DEGLI OPERAI NELLA GRANDA
La Pasqua triste dei 700 che rischiano il posto
“Cassa” e stipendi a singhiozzo in otto fabbriche
da "la Stampa" del 23 marzo di MICHELA CASALE ALLOA

Sarà una Pasqua difficile quella di quasi 700 lavoratori della Granda. Sono quelli in cassa integrazione o che rischiano il posto perchè dipendenti di otto aziende in crisi o in fase riorganizzativa. Questo senza contare i 200 interinali già lasciati a casa dall’Alstom e le ripercussioni dovute alla chiusura definitiva, l’anno scorso, degli stabilimenti dell’ex Locatelli a Moretta e della Coralba a San Damiano Macra.
Fra le situazioni più «calde» c’è quella della Miroglio di Saluzzo, dove l’altro giorno è stato annunciato l’avvio della mobilità per 81 dei 175 dipendenti, più dieci dello stabilimento albese. Motivo: «Tagliare alcune attività non più ritenute strategiche» hanno fatto sapere i dirigenti del gruppo tessile. Ieri mattina gli operai hanno distribuito volantini al mercato di Saluzzo per chiedere la salvaguardia dei posti di lavoro, mentre mercoledì sera il caso approderà sul tavolo del Consiglio comunale cittadino e di quello di Manta.
Tensioni anche all’Asltom Ferroviaria di Savigliano per i 150 esuberi annunciati dall’azienda a causa della riorganizzazione interna. L’obiettivo è portare l’organico dagli attuali 1.200 a 1.050 dipendenti entro fine anno. Inoltre, nei giorni scorsi un operaio è stato aggredito da alcuni colleghi perchè, pare, non voleva scioperare.
Non vanno meglio le cose per i 67 dipendenti della Bertello Brevetti di Borgo San Dalmazzo, in cassa integrazione dal fallimento della fabbrica, lo scorso 18 dicembre. Sul caso la magistratura ha aperto un’inchiesta. Problemi anche nell’altra ditta della famiglia Pejrone, le Falci di Dronero: i 135 operai ricevono gli stipendi a singhiozzo da inizio anno e il rischio esuberi sembrerebbe essere vicino. I dirigenti nei giorni scorsi si sono detti «disponibili a cedere l’attività».
Crisi anche nel settore cartaio: alla Cartiera di Ormea, in liquidazione dal primo dicembre per un «buco» di 20 milioni di euro, gli 80 operai in cassa sperano nell’omologa del concordato preventivo (assemblea dei creditori il 9 maggio al Tribunale di Mondovì). All’Albaprint di Farigliano (ex Milanostampa), lavorano solo una decina degli 81 dipendenti, che ricevono le paghe a singhiozzo. Gli altri sono in cassa da mesi.
La Cobra Containers di Mondovì ha cessato l’attività a settembre: per i 64 operai in cassa integrazione c’è un nuovo progetto di ricollocazione del Comune. Infine la Campiello di Cavallermaggiore ha confermato la chiusura del reparto Lievitati. La cassa per 35 dei 100 dipendenti dovrebbe scattare dal 1° aprile. «La situazione è preoccupante - commenta Marco Ricciardi, segretario provinciale della Cgil -. Con i colleghi di Cisl e Uil (Matteo Carena e Giovanni Ventura, ndr) chiederò al più presto un incontro con Confindustria e associazioni degli imprenditori. Per risolvere le crisi bisogna iniziare a ragionare in un’ottica globale».
 

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Cantiere per disoccupati con la Comunità Montana

da "L'Unione Monregalese" del 12 marzo 2008

 

Dal 10 marzo al 12 settembre la Comunità Montana Valli Mongia, Cevetta e Langa Cebana attiverà un cantiere di lavoro per disoccupati. La Provincia partecipa al finanziamento dell'iniziativa con uno stanziamento di 3.627 euro, pari al 30% del costo complessivo.del progetto stimato in 12.715 euro.  Il cantiere sarà denominato 2L'attenzione all'ambiente nelle Valli Mongia, Cevetta e Langhe cebana". L'iniziativa prevede 390 giornate lavorative

 

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