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Un piano
d’accoglienza dei giovani braccianti impegnati a raccogliere la
frutta nel Saluzzese
Impegnati Comuni
organizzazioni agricole, Caritas e sindacati
Da “La Stampa” del
3 marzo 2012 di ANDRA GARASSINO
SALUZZO
Mancano quattro mesi all’avvio della raccolta della frutta nel
Saluzzese. Le associazioni degli agricoltori, dopo le gelate delle
settimane scorse, parlano di «stagione compromessa». Nonostante questi
fattori, tra giugno e luglio è atteso l’arrivo nella zona frutticola
più importante del Piemonte di alcune decine di braccianti. Sono
giovani africani regolari, «pendolari» del lavoro dei campi. Girano
l’Italia e sono ingaggiati dalle aziende per i periodo di maggior
lavoro. L’estate scorsa erano circa 150. La gran maggior parte è stata
ospitata da strutture Caritas. Una cinquantina ha trovato rifugio in
un ex magazzino nella stazione Fs di Saluzzo, adattato dal Comune. Per
studiare soluzioni d’accoglienza più efficaci, le istituzioni hanno
avviato un confronto. Il prefetto Patrizia Impresa l’altro giorno ha
convocato gli amministratori dei Comuni interessati, le associazioni
di categoria, la Caritas e i sindacati. Tra gli altri, hanno
partecipato l’assessore di Saluzzo Marcella Risso, l’assessore
regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto e i rappresentanti dei
Comuni di Lagnasco, Verzuolo, Revello e Costigliole Saluzzo.
«L’obiettivo di questo tavolo dell’accoglienza - dice Marcella Risso -
è non arrivare impreparati all’arrivo dei migranti e non ricreare
situazioni come quella della Stazione dell’anno scorso che era
accettabile, ma di certo non il massimo sotto il profilo della
dignità. A Saluzzo molti saranno ospitati nei dormitori Caritas e
altri nell’ex casa del custode del cimitero di proprietà del Comune.
Gli altri centri frutticoli della zona cercheranno di offrire piccoli
insediamenti, vicini al posto di lavoro, più funzionali per
l’integrazione. Il prefetto ha auspicato maggior attenzione da parte
dei sindaci della zona. L’accoglienza sarà legata alle possibilità di
trovare un’occupazione».
La Prefettura convocherà una nuova riunione entro fine mese. Nel
frattempo gli amministratori locali si incontreranno nel Saluzzese.
Sarà organizzata anche una campagna informativa rivolta agli immigrati
per comunicare il minor fabbisogno di braccianti dopo le gelate che
hanno compromesso le colture.
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DECRETO FLUSSI. LE
QUOTE ASSEGNATE NELLA GRANDA
Duemila stagionali stranieri
Saranno assunti da 500 aziende agricole: dalla raccolta frutta ai
vigneti
Da “La Stampa” del 30
marzo 2011
«Con l’ingresso nella
Ue di Polonia e Romania, il problema flussi si è ridimensionato, ma le
aziende cuneesi avranno ancora molto bisogno di lavoratori stranieri».
Così Bruno Rivarossa, direttore Coldiretti, commenta l’approvazione
del decreto flussi, norma che regola l’ingresso degli stagionali
stranieri in Italia. Saranno 80 mila, da 1.500 a 2.000 quelli che
saranno impegnati nella Granda, soprattutto nel settore frutta e
vigneti. Sono 500 gli imprenditori agricoli della Granda interessati
ad assumere stranieri. «Occorre snellire le procedure burocratiche -
dice l’onorevole Teresio Delfino, che ha presentato un’interrogazione
parlamentare - e verificare se ci siano lavoratori italiani pronti ad
assumere le stesse mansioni».
Secondo il ministero del Lavoro, la gestione informatizzata di
richieste e autorizzazioni dovrebbe cancellare alcuni passaggi
intermenti tra uffici e ridurre notevolmente i tempi. «La firma del
decreto - dice Lauro Pelazza, vicedirettore Coldiretti - è arrivata
con due mesi di ritardo e solo tra 10 giorni sarà pubblicato sulla
Gazzetta ufficiale, ma già da mercoledì il ministero dovrebbe
consentire l’inserimento per via telematica dei dati necessari». Sono
quelli che devono fornire alle organizzazioni agricole le aziende
intenzionate a dare lavoro: estremi del titolare, indirizzo dove sarà
ospitato il dipendente, luogo di lavoro, periodo d’impiego e data di
assunzione. «Abbiamo chiesto che le domande vengano esaminate in base
ad essa - aggiunge Pelazza - perché per avere il nullaosta ci vorrà
almeno un mese e mezzo, quindi per gli imprenditori conviene
presentarsi agli sportelli delle associazioni sindacali nei 15 giorni
di aprile». «Il ritardo non è dovuto alla Lega, che anzi si è
impegnata per lo sblocco del provvedimento sugli stagionali – dice
Claudio Sacchetto, consigliere comunale a Cuneo (Lega nord) –.
Chiederemo anche di snellire le procedure per coloro che da anni
lavorano in Italia d’estate». \
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AGRICOLTURA.
CIRCOLARE DELL’INPS
“Buoni vendemmia anche
nei frutteti”
Da “La Stampa” del 30
ottobre
Sperimentati con
successo tra i filari (30 mila quelli acquistati nella Granda), i
«buoni vendemmia» potranno ora essere sfruttati per pagare i
lavoratori a tempo determinato impiegati in tutte le altre attività
agricole. In provincia di Cuneo sarà soprattutto il comparto
frutticolo a beneficiarne. Il sistema dei voucher infatti è stato
studiato per favorire l’impiego stagionale, abbattendo il fenomeno del
pagamento in nero e garantendo ai lavoratori copertura assicurativa e
contributi previdenziali.
In pratica, dopo la registrazione all’Inps, il datore di lavoro
acquista dallo stesso istituto dei buoni del valore nominale di 10 o
50 euro: al dipendente andranno rispettivamente 7,50 e 37,50 euro (col
resto si pagano i contributi). Ora una circolare dell’Inps stabilisce
che il sistema di buoni lavoro è applicabile per quelle attività in
cui siano impegnati pensionati o giovani con meno di 25 anni,
regolarmente iscritti a un’università o a un altro istituto
scolastico. I voucher sono inoltre utilizzabili in quelle attività
agricole, anche non stagionali, svolte a favore dei produttori
agricoli con un volume di affari annuo non superiore ai settemila
euro.
«Siamo soddisfatti – dice Marcello Gatto, presidente di Coldiretti
Cuneo –. Questo metodo favorisce una forma innovativa di lavoro
agricolo e siamo felici che il ministero abbia accettato la nostra
richiesta di ampliarlo ad altri settori rispetto a quelli viticolo».
«A patto di non abusarne – avverte Mino Taricco, assessore regionale
all’Agricoltura –. I voucher possono essere una risposta utile per il
lavoro occasionale, ma non possono sostituire le forme tradizionali di
contratto in agricoltura». In altre parole, l’assessore avverte:
nessuno tenti di fare il furbo e sfruttare i buoni lavoro per non
assumere regolarmente i dipendenti agricoli fissi.
Della questione si era interessato Francesco Toselli, vicepresidente
del Consiglio regionale. «Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi mi
aveva anticipato la buona notizia – dice Toselli -. E’ positivo che si
introduca una forma di semplificazione nei rapporti di lavoro tale da
regolarizzare le attività di raccolta, senza troppa burocrazia, e
contrastare il lavoro nero». \
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Riscontri positivi
per la sperimentazione
Buoni vendemmia piacciono
a Cuneo
Da “La Guida” del
27 settembre di Fabrizio Brignone
Quest’anno vendemmia
fa rima con voucher: è infatti stata avviata la sperimentazione per
l’utilizzo dei “buoni” a fini retributivi e previdenziali, per
facilitare il ricorso a manodopera assunta da parte degli
imprenditori vitivinicoli che devono far fronte alla vendemmia. Una
nuova impostazione che vuole contrastare il lavoro nero e irregolare
in agricoltura, mettendo “a posto” varie categorie ma senza troppi
costi per i datori.
I
numeri registrati finora hanno dimostrato un'accoglienza
favorevole da parte del mondo imprenditoriale agricolo: a metà
settembre i voucher emessi risultavano
essere
38.600 in Piemonte di
cui circa 24.000 nel cuneese, cifre che martedi 23 sono giunti rispettivamente a 54.012
e 30.351, confermando la Granda realtà agricola di riferimento nel
Nord Ove-st. E intanto si guarda già anche oltre, cioè si pensa a
un'applicazione che non si limiti alla vendemmia ma venga estesa
anche ad altri comparti del primario: si pensi, ad esempio, aile
esigenze legate alla raccolta di frutta nel cuneese o nel saluzzese.
Il meccanismo,
infatti, piace in quanto rappresenta uno snellimento delle pratiche
burocratiche e alleggerisce gli impegni per il datore
di lavoro, che pub acquistare
a 10 euro un buono nominale, che sarà rimborsato al lavoratore per
7,50 euro netti (non si tratta necessariamente di una paga oraria, ma
di una sorta di "unità di misura" per la retribuzione). I
voucher si possono acquistare per via telematica - anche se
associazioni di categoria hanno lamentato qualche problema tecnico,
nella prima fase - su www.inps.it o
al numero gratuito Inps-I-nail
803164, con accredito al lavoratore su una cana magnetica per
poi essere riscosso in uffici postali o sportelli bancomat.
Altrimenti si possono acquistare
buoni cartacei, anche
tramite le organizzazioni professionali agricole negli uffici
provinciale Inps, da incassare poi presso un ufficio postale.
La sperimentazione - a vantaggio, ad esempio, di
studenti e pensionati - sta dimostrando
l'utilità
del lavoro occasionale di tipo accessorio in agricoltura, e i risultati sono
considerati positivamente: "Si tratta di un ottimo
risultato, seppur ancora parziale - commenta l'assessore
regionale all'agricoltura, Mino Taricco - che con-ferma la
validità e l'efficacia della scelta che abbiamo fatto, tra le prime
regioni italiane, e che abbiamo presentato ad aprile in Regione con
l'ex ministro Cesare Damia-no. Se consideriamo che la
nostra vendemmia va da fine agosto a metà ottobre, e che
grande parte è rappresentata
dalla raccolta più tardiva delle uve rosse, i dati riscontrati sono
estremamente incoraggianti ed è possibile prevedere che vi sia ancora
una crescita. Dai dati e dalla positiva risposta di aziende e
lavoratori, credo si possa a ragion veduta chiedere al Governo di
estendere l'utilizzo dei voucher ad altre campagne di raccolta,
corne la frutta".
L:estensione del metodo ad altri settori sarà comunque legato all'esito
di
questa sperimentazione, che
appunto sarà considerata per le valutazioni successive. Ecco allora
che la prima dimostrazione che dovrà giungere dal mondo delle imprese
agricoli è quella di non fare i "furbetti" con un ricorso
parziale o non corretto ai buoni. Oltre alla vigilanza affidata aile
strutture competenti (e Carabinieri e ispettorato del lavoro hanno già
effettuato servizi mirati nell'albese), un ruolo di sensibilizzazione
non potrà che vedere in prima fila le organizzazioni professionali
agricole, per il loro compito sindacale e per il
collegamento costante con le imprese agricole.
Anche le associazioni di
categoria hanno apprezzato la nuova impostazione e ne hanno richiesto
l'estensione agli altri settori.
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Una scheda
Buoni vendemmia si parte
Da “L’Unione
Monregalese” del 10 settembre
A chi si rivolgono
Prestatori di lavoro occasionale o accessorio
possono essere solo studenti e pensionati. Per "studente" si intende
il giovane regolarmente iscritto ad un ciclo di
studi in ambito pubblico o
convenzionato sino a 25 anni di età, salvo che sia studente
universitario. Per "pensionato", invece, si intende colui che è
titolare di un trattamento
pensionistico di regime obbligatorio
della Comünità: Europea. Non rientrano
in tale categoria îavoratori in mobilità, anche se finalizzata-
al raggiungimento della pensione (cosiddetta mobilità "lunga"
). La definizione di
entrambi i soggetti può
essere autocertificata. Nessuna ulteriore certificazione puà essere
richiesta agli interessati. È
rimesso all'INPS 1'onere dei previsti controlli a campione sul
con tenuto delle
autocertificazioni. Gli studenti
minorenni, di età compresa fra
i 16
e i 18 anni, non devono
essere preventivamente sottoposti a visite mediche:d'idoneità e
la loro dichiarazione di dis
onibilità deve essere
controfirmata :dal genitore'o
altro soggetto che ne
esercita la potestà.
Che valore hanno
Il valore nominale del "buono" per le
prestazioni di lavoro accessorio è
fissato in 10 euro,
che viene cosi ripartito: 0,5 euro (all'Inps, quale concessionario),
0,7 euro (all'Inps, per la copertura previdenziale), 1,3 euro
(all'Inail, per la copertura assicurativa), 7,5 euro
(retribuzione netta corrisposta al lavoratore).
Dove acquistarli
Le procedure previste e possibili sono due.
Mediante l'applicativo INPS, dove sia il
lavoratore che il datore
di
lavoro dovranno
preventivamente iscriversi in un apposito
database: in questo caso i voucher
non saranno materialmente emessi, ma saranno virtuali. Il
datore di lavoro puà acquistarli
mediante un versamento postale oppure
via Internet, tramite il sito INPS.
Il lavoratore verra pagato, dopo la consuntivazione da parte
del datore di lavoro, mediante
accredito su carta di credito "fornita" da Poste Italiane o
mediante bonifico domiciliato.
La seconda modalità prevede l'acquisto
di voucher cartacei (per esempio
Coldiretti ha individuato un sistema per rendere più
agevole per i propri soci
l'acquisto dei voucher ponendosi corne intermediario per
l'acquisto dei buoni). Unico adempimento preventivo all'instaurazione
del rapporto è una comuniicazione da farsi all'INAIL.
Sperimentazione
La sperimentazione è quindi operativa ed è possibile
rivolgersi a tutti gli uffici di
Zona o di recapito Coldiretti per avere maggiori informazioni
oassistenza gratuita sia per sfruttare il sistema telematico che
rifornendo i voucher cartacei per espletare la formalità in modo
manuale.
"Buoni" non solo per la vendémmia
La "manovra d'estate" (D.L.
112/2008) approvata il 5 agosto ha previsto per l'an-no
2009 I'utilizzo dei voucher
anche per le altre attività
agricole stagionali di
breve durata, il che
consentira sia ai pensionati che
agli studenti, non solo per le attività di vendemmia, di
usufruire di questo semplificativo rapporto di lavoro.
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LANGHE E ROERO.
INIZIATE LE REGISTRAZIONI
Pronti i “buoni vendemmia”
Da “La Stampa” del 8
agosto di GIUSEPPINA FIORI
ALBA
Con la stagione 2008 entrano in funzione anche in provincia di Cuneo i
buoni vendemmia, gli attesi voucher che consentono alle aziende
vitivinicole di semplificare le procedure per l’assunzione di studenti
e pensionati. A queste due categorie, che possono così avere
un’integrazione del reddito, sono riservati i buoni, mentre non
rientrano i lavoratori in mobilità.
«Il Piemonte - dice l’assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco
- è stata tra i primi ad attivarsi già per il 2008». Per il presidente
della Provincia Raffaele Costa i voucher favoriranno l’emersione del
lavoro nero, oltre a fornire una esperienza concreta di lavoro ai
giovani.
E’ difficile fare delle previsioni sul numero di aziende e di
lavoratori interessati in quanto le registrazioni (obbligatorie) sono
appena avviate. Il provvedimento riguarda soprattutto le piccole e
medie imprese: secondo alcune stime, nel Cuneese potrebbero essere
circa 700 le aziende vitivinicole a far ricorso ai buoni. Gli
interessati (aziende e lavoratori) per registrarsi possono rivolgersi
alle sedi Inps, ai Centri per l’impiego, alle organizzazioni agricole
e ai sindacati. I datori di lavoro possono acquistare i voucher
telematici on line (www.inps.it) già dall’1 agosto, mentre dal 19
saranno disponibili anche quelli cartacei. Per la vendemmia 2008 ogni
azienda potrà spendere fino a 10.000 euro, mentre il massimale di
compenso per il lavoratore è di 5.000 euro. Sono ammessi gli studenti
iscritti a un ciclo di studi fino a 25 anni e universitari.
I voucher sono stati accolti favorevolmente nell’Albese, dove opera un
gran numero di vitivinicoltori. Domenico Almondo, produttore di Montà:
«Ogni anno c’è il problema della manodopera per la raccolta delle uve.
Trovare lavoratori per l’agricoltura è sempre più difficile. Ben
vengano i voucher se serviranno a semplificare le procedure. Nella
nostra azienda utilizzeremo sicuramente i ‘’buoni’’. Ritengo però
questa iniziativa interessante soprattutto perché offre ai giovani la
possibilità di procuarsi un po’ di guadagno».
Fabrizio Rapallino, responsabile settore vitivinicolo di Coldiretti:
«Il problema è sentito. Con i buoni si offre ai viticoltori uno
strumento duttile da usufruire nel momento in cui hanno bisogno,
dovendo spesso anche fare i conti con la pioggia».
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LAVORO
Aumenti nel
contratto degli operai agricoli
Da “La Stampa” del 12
luglio
Un aumento
retributivo del 3,5% da questo mese e del 3% dal gennaio 2009,
l’istituzione di Osservatorio sul lavoro agricolo provinciale, oltre
all’individuazione di nuove figure professionali (legate al mondo
degli agriturismi). Sono queste le novità principali del nuovo
contratto provinciale degli operai agricoli di durata biennale,
approvato ieri mattina nella sede dell’Unione provinciale agricoltori
a Cuneo. Attorno al tavolo erano presenti le tre organizzazioni
professionali agricole della Granda (Coldiretti, Unione Provinciale
Agricoltori e Cia) e le parti sindacali (Flai-Cgil, Fai-Cisl e
Uila-Uil). Il nuovo accordo regolerà i contratti degli operai agricoli
per il biennio in corso, cioè fino al 2010: i lavoratori interessati
nella Granda sono 15 mila, per oltre 2 mila imprese agricole.
Fra le novità più significative l’istituzione di un Osservatorio con
il compito di monitorare il mondo del lavoro agricolo provinciale, per
conoscerne dinamiche e problemi, sviluppando anche progetti di
formazione per la manodopera.
Si è anche deciso di stabilire una modalità particolare per la
retribuzione dei lavoratori addetti a cura e custodia di bovini e
ovini in alpeggio: viene riconosciuta loro un’«indennità di
disponibilità» pari al 12% per le ore che vanno al di là del normale
orario di lavoro.
Roberto Abellonio, direttore di Unione provinciale agricoltori Cuneo:
«È stata una trattativa molto dibattuta, ma il risultato è
soddisfacente per lavoratori e imprese agricole». Lauro Pelazza,
tecnico Coldiretti: «L’aumento economico è consistente, tenendo conto
anche della situazione contingente. Siamo soddisfatti e sono stati
affrontati diversi aspetti specifici». Tra questi l’ampliamento delle
campagne di raccolta: adesso sono inclusi nel conteggio anche i lavori
di preparazione prima del raccolto, legati alla meccanizzazione
dell'agricoltura, e gli impegni «complementari», come l’installazione
di reti antigrandine.
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LAGNASCO.
CROSETTO E MENARDI
Impegno
per sbloccare i contratti degli stagionali
Da “La
Stampa” del 30 maggio
L'«impasse
burocratico» per l'arrivo dei lavoratori extracomunitari nelle aziende
agricole del Saluzzese, in vista dell'imminente stagione di raccolta
della frutta, è arrivato nei palazzi della politica nazionale. Guido
Crosetto, sottosegretario alla Difesa e coordinatore piemontese del
Pdl, e il senatore Giuseppe Menardi (sempre Pdl) hanno promesso un
impegno per snellire le procedure d'arrivo dei braccianti nei filari
della zona. Crosetto: «Ero informato da alcuni giorni della questione
relativa alle assunzioni degli stagionali nella nostra provincia e mi
sto adoperando per individuare possibili soluzioni, nel rispetto delle
regole sui flussi e delle norme in materia. È ovvio che la burocrazia
non può e non deve impedire il lavoro di chi produce ricchezza e crea
occupazione». «Ho attivato - dice Menardi - un canale di interesse ai
competenti ministeri, affinché il numero dei lavoratori sia definito
in tempo utile per la raccolta agricola». Intanto, il consigliere
provinciale Piero Sassone, che aveva raccolto l'allarme degli
agricoltori e delle associazioni di categoria che temono ritardi per
lo smistamento delle richieste e la successiva concessione dei visti
ai lavoratori extracomunitari provenienti in gran parte dall'Albania,
ha presentato un ordine del giorno sulla «questione flussi», che sarà
discusso in commissione Agricoltura e, in seguito, in Consiglio
provinciale.
«Fin dalla prossima settimana - dice l'esponente saluzzese del Pdl -
istituiremo un tavolo tecnico con l'obiettivo di snellire e
semplificare le procedure d'arrivo dei braccianti agricoli.
Convocheremo gli imprenditori e le associazioni per registrare le
criticità e studiare le possibili migliorie alle leggi che regolano
gli accessi degli extracomunitari che vengono a lavorare nei campi e
nei filari della nostra compagna».
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LAGNASCO.
RACCOLTA DELLA FRUTTA
Intoppi burocratici complicano le assunzioni degli stagionali
Da “La
Stampa” del 28 maggio di ANDREA GARASSINO
Intoppi burocratici stanno complicando l'arrivo dei lavoratori
extracomunitari nelle aziende agricole del Saluzzese e, in
particolare, a Lagnasco. L'allarme è stato lanciato dalle
organizzazioni di settore e ripreso a livello politico dal consigliere
provinciale Piero Sassone. «Siamo in costante allarme - spiega la
segretaria di zona Saluzzo della Coldiretti Sara Ferrero - e
continuiamo a fare pressione sui vari uffici affinché le pratiche si
sveltiscano. L'inizio della procedura ci faceva sperare di non
ripetere i ritardi degli anni passati. Poi il meccanismo si è
inceppato. Le pesche saranno da raccogliere a breve». Per i tecnici si
inizierà a lavorare nei filari dai primi di luglio.
I numeri dei cosiddetti «flussi», che quest'anno riguardano in
particolar modo i cittadini albanesi, sono stati pubblicati dal
Governo a febbraio. Le ditte sono assistite dalle associazioni di
categoria per le procedure degli invii telematici delle domande di
assunzione. «Ogni anno - dicono alla Coldiretti - ne gestiamo un
migliaio. Seicento sono nel Marchesato». Sassone ha scritto una
lettera aperta ai parlamentari della «Granda» perché si attivino per
sveltire le procedure. «Ci sono uomini importanti nel Governo e in
Parlamento - scrive l'esponente di FI -. Ho sollecitato il
sottosegretario agli Interni Michele Davico, quello alla Difesa Guido
Crosetto e il vicepresidente dei Lavori pubblici al Senato Beppe
Menardi ad assumere tutte le iniziative per favorire lo sblocco degli
stagionali». Gli uffici hanno già «passato» qualche decina di domande.
Gli imprenditori sperano di concludere il «grosso» dei flussi nei
prossimi 10 giorni. «Siamo in ritardo rispetto agli scorsi anni -
precisa il presidente dell'Asprofrut (che rappresenta 800 soci)
Domenico Sacchetto di Lagnasco -, anche perché le pratiche poi devono
ritornare al paese d'origine dei lavoratori per l'ottenimento del
visto. C'è rischio di non avere i braccianti in tempo per la raccolta
e ne occorrerebbero già oggi per la potatura. Gli stagionali, poi,
sono una garanzia per tutti: hanno contratti a termine da 3 a 9 mesi e
poi rientrano nei loro Paesi».
Secondo i dati della Coldiretti, nel 2007 sono stati 3 mila le
assunzioni di stranieri nelle aziende agricole della zona. Di questi
1500 sono extracomunitari. La restante parte era rappresentata da
romeni e polacchi che sono comunitari e da circa 5-600 italiani.
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Archivio rassegna stampa locale
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