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Italcementi: da oggi ultima tranche di cassa integrazione

Da www.targatocn.it del 16 novembre 2009 di Barbara Reghezza

Inizia oggi, per i dipendenti dell’Italcementi di Borgo San Dalmazzo, l’ultima tranche di cassa integrazione. È stata interrotta la scorsa settimana, durante la quale alcuni operai sono tornati al lavoro, altri hanno usufruito delle ferie. Questa ultima tranche si concluderà il 14 febbraio 2010. Fino a quel giorno l’azienda avrà tempo di valutare come comportarsi con i dipendenti che rimarranno esclusi dai turni di lavoro presso lo stabilimento, come intervenire sul reddito degli operai e come utilizzare degli ammortizzatori sociali; intanto continueranno gli incontri con i sindacati ed i dipendenti, in modo da trovare la soluzione migliore per tutti. I forni dello stabilimento sono stati spenti il 28 dicembre 2008; la cassa integrazione per i dipendenti è iniziata il 2 febbraio. La prima tranche fino a maggio, poi, senza sospensione, una seconda fino ad agosto, con la sospensione di una settimana, tra il 3 e il 10, per in seguito iniziare quella che è durata fino a novembre.

Da inizio settembre la cementeria di Borgo è diventata una centro di macinazione, con materiale importato dall’estero. Dopo circa due mesi di sperimentazione l’azienda bergamasca ha deciso di mantenere aperto lo stabilimento in questa nuova veste. Inevitabilmente si perderà qualche posto di lavoro, ma non è la chiusura definitiva paventata a inizio anno, dopo lo spegnimento dei forni e dicembre 2008 e la cassa integrazione di tutti i dipendenti. Oggi l’attività è organizzata in turni e coinvolge una trentina di operai. Si lavora da lunedì a venerdì di notte, e sabato e domenica sui 3 turni, in modo da contenere il più possibile le spese energetiche.

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Borgo San Dalmazzo
Italcementi, garanzie sul centro di macinazione

Da “La Stampa” del 21 ottobre 2009

All’Italcementi di Borgo San Dalmazzo rimarrà solo il centro di macinazione. L’ha annunciato ieri mattina Mario Mora, rappresentante del gruppo, a sindacati e amministratori, durante un incontro in Provincia. L’appuntamento al tavolo provinciale era in programma da tempo. Fissato per settembre, era poi slittato. «Questo incontro - dice Pasquale Stroppiana, Fillea Cgil - era stato promesso dall’Italcementi dopo l’intervento della Provincia e l’apertura del tavolo di confronto con l’ente. Il gruppo doveva darci risposte concrete sul futuro del sito di Borgo. È stato ribadito che la situazione del mercato non è rosea, ma ci è stato assicurato che il reparto macinazione rimarrà in piedi».
Lo stabilimento aveva spento i forni per la produzione di cemento a febbraio, con i 97 dipendenti in cassa integrazione ordinaria. A settembre il gruppo aveva fatto ripartire il reparto di macinazione. Precisavano che si trattava di un esperimento, fino a fine anno. «Ora - dice - Sergio Lovera, Rsu - se la decisione presa è quella di mantenere almeno la macinazione si dovrà pensare a quello che accadrà agli operai che rimarranno senza lavoro. In questa situazione sarebbero coinvolte nella lavorazione solo una trentina di persone: un terzo dell’attuale organico».
La cassa intergrazione ordinaria scadrà il 31 gennaio 2010. Durante l’incontro di ieri l’azienda avrebbe sostenuto che non farà ricorso alla mobilità: «Per ora - dice Stroppiana - si va avanti con la cassa ordinaria. Poi bisogna capire cosa accadrà. Ci chiediamo cosa intende fare il gruppo per le persone da ricollocare».
«Stiamo facendo il possibile per non lasciare soli i lavoratori - ha detto il presidente della Provincia Gianna Gancia -. In questo momento di difficoltà abbiamo già avviato le procedure con le banche per l’anticipo della cassa integrazione, come stiamo facendo anche con altre aziende».

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Borgo: l'Italcementi riapre come centro di macinazione

Da www.targatocn.it  del 17 settembre di Barbara Reghezza

Nei primi giorni di settembre è ripresa a Borgo San Dalmazzo l’attività dell’Italcementi. Lo stabilimento di Borgo, in via sperimentale, sarà usato per qualche mese non come cementeria, ma come centro di macinazione di materiali provenienti per lo più da Croazia, Turchia e Grecia. L’azienda bergamasca valuterà tra qualche mese la risposta del mercato e prenderà una decisione definitiva per lo stabilimento di Borgo. La ripresa dell’attività è organizzata a turni, coinvolgerà circa 30-40 operai, la metà di quelli che sono in cassa integrazione, organizzati in modo da alternare lavoro e periodi in cassa. Da lunedì a venerdì si lavora soltanto di notte, mentre il sabato e la domenica sui tre turni, in modo da contenere il più possibile le spese energetiche.

A ottobre si concluderà la terza tranche di cassa integrazione per i dipendenti e nei primi giorni del mese è previsto un incontro in Provincia con il direttore delle relazioni industriali dell’azienda, che potrebbe illustrare eventuali novità. La prima tranche di cassa integrazione era iniziata lo scorso 2 febbraio, a poco più di un mese dallo spegnimento dei forni il 22 dicembre 2008, e aveva interessato 97 dipendenti. Alcuni di loro intanto hanno trovato un altro lavoro, hanno richiesto il periodo di aspettativa, o sono stati reinseriti in altri settori dell’azienda. Lo stesso è successo durante le 2 successive, l’ultima delle quali è iniziata lo scorso 10 agosto.

L’azienda ha aperto un pochino i rubinetti e ci ha permesso di rientrare a lavorare a turni – commenta Sergio Lovera, rappresentante R.S.U. -, ma non abbiamo ancora risposte definitive e la cassa integrazione continua. Ci sono stati spiragli positivi, è vero, ma la situazione non è ancora risolta. Inoltre un centro di macinazione non ha lo stesso numero di operai della cementeria; qualcuno rischia di perdere il lavoro. Per questo non abbiamo ancora tolto i nostri striscioni davanti allo stabilimento e le bandiere dei sindacati lungo la rotonda di ingresso alla strada per lo stabilimento”.

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Italcementi:da settembre Borgo diventa centro di macinazione

Da www.targatocn.it del 24 luglio  di Barbara Reghezza

Si è svolto questa mattina, presso l’Unione industriale di Cuneo, un incontro tra i rappresentanti di Italcementi, i sindacati e le R.S.U. dello stabilimento di Borgo. Dalla riunione è emerso che l’azienda bergamasca, in via sperimentale, da settembre trasformerà la cementeria di Borgo in centro di macinazione con klinker importato dall’estero. La ripresa dell’attività sarà organizzata a turni, coinvolgerà circa la metà degli operai che oggi sono in cassa integrazione; da lunedì e venerdì si lavorerà soltanto di notte, mentre il sabato e la domenica sui tre turni, in modo da contenere il più possibile le spese energetiche. La sperimentazione dovrebbe durare circa due mesi, al termine dei quali l’azienda valuterà la risposta del mercato e prenderà una decisione definitiva per lo stabilimento di Borgo.

Il prossimo 3 agosto si concluderà la seconda tranche di cassa integrazione, che ha coinvolto 85 dipendenti. La prima era iniziata lo scorso 2 febbraio, a poco più di un mese dallo spegnimento dei forni il 22 dicembre 2008, e aveva interessato 97 dipendenti. Alcuni di loro hanno trovato un altro lavoro, hanno richiesto il periodo di aspettativa, o sono stati reinseriti in altri settori dell’azienda. Dal 3 agosto la cassa integrazione sarà sospesa per una settimana e ricomincerà il 10 agosto. “Oggi abbiamo visto più apertura da parte dell’azienda – commenta Sergio Lovera, R.S.U. -. Rispetto a quello che ci saremmo aspettati dopo i numerosi incontri di alcuni mesi fa, in cui si diceva che Borgo sarebbe diventato un magazzino, con la perdita di numerosi posti di lavoro, sicuramente abbiamo fatto un passo avanti”.

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Uno spiraglio per l’Italcementi

Da “LA Guida” del 10 luglio di Luca Borello

Sembra esserci un piccolo spiraglio di speranza nella vicenda Italcementi: il Gruppo, infatti, sta valutan­do l'ipotesi di poter riconfer­mare Borgo come sito indu­striale, e non solo più com­merciale, a partire dal 2010. Decisione che comportereb­be la ripresa della fase di macinazione del clinker, con un maggior numero di ad­detti (si parla di 50-60 unità) rispetto all'attuale attività di semplice magazzino. Questa la novità emersa dal tavolo di confronto tenutosi in Pro­ vincia giovedì 2 luglio con la partecipazione della presi­dente Gianna Gancia, degli assessori Pietro Blengini (la­voro) e Beppe Lauria (politi­che sociali), dei sindaci di Borgo e Valdieri, insieme ai sindacati Cgil, Cisl e Uil e ai rappresentanti Rsu. Per l'I­talcementi era presente il di­rettore delle Relazioni indu­striali Mario Mora. "La pos­sibilità di ripresa dell'attività industriale - ha commentato la Gancia - è una prospetti­va positiva per lo stabili­mento di Borgo che ci inco­raggia a proseguire su questa strada". Più cauta la ce­menteria di Bergamo che sottolinea come non ci sia nulla di definitivo, in quan­to ogni decisione dipenderà dall'andamento del mercato. "Nel Nord Italia - hanno commentato - abbiamo un calo delle vendite del 30%". Esclusa al momento la pos­sibilità di riprendere la fase di cottura del cemento (la più importante) poiché il forno di Borgo è giudicato non più competitivo. In caso di ripresa dell'attività, il se­milavorato sarebbe quindi portato in altri stabilimenti

Positivo, pur con qualche cautela il giudizio di Ema­nuel Parracone, sindaco di Valdieri, nel cui territorio si trova la cava di calcare che alimenta la produzione. "Vogliamo però risposte più concrete - sottolinea in una dichiarazione firmata insie­me al primo cittadino di Borgo - su come l'Italcemen­ti intenda concretizzare tale ipotesi, in particolare sul numero dei lavoratori che manterrebbero e sui tempi di ripresa dell'attività". Ras­sicurazioni in tal senso sono state chieste anche dai rap‑

presentanti sindacali e dai lavoratori, in particolare sul piano occupazionale. "Co­me sindacati ci incontrere­mo a Roma il 29 luglio e di­scuteremo sulla richiesta di un'eventuale integrazione alla cassa ordinaria". Per un quadro più chiaro bisognerà però aspettare settembre, quando ci sarà un nuovo in­contro e l'Italcementi comu­nicherà se intende riavviare la fase di macinazione. In­tanto per tutto il 2009 si ri­correrà alla cassa integra­zione ordinaria.

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LA CRISI
Italcementi forse salva un reparto di Borgo

Da “La Stampa” del 3 luglio

Studio di fattibilità da parte di Italcementi per mantenere nello stabilimento di Borgo San Dalmazzo almeno un reparto produttivo (la macinazione). L’ipotesi, che darebbe maggiori garanzie sotto l’aspetto occupazionale (non si è, comunque, ancora parlato di numero di addetti), è stata annunciata ieri dal direttore delle relazioni industriali del gruppo, Mario Mora e dal direttore della cementeria, Stefano Callegaris, durante un incontro in Provincia, con la neopresidente Gianna Gancia, amministratori locali e sindacati. Lo stabilimento, 97 dipendenti, è fermo dal 19 dicembre, per crisi di mercato. La cassa integrazione scade il 2 agosto (probabilmente, verrà prorogata di 13 settimane). All’inizio, si era parlato della possibilità trasformare la fabbrica in sede commerciale e magazzino.
«Una notizia - ha detto la presidente Gancia -, che ci permette di guardare con più serenità al futuro dell’azienda». «Positivo il tentativo di salvaguardare la vocazione industriale del sito produttivo - hanno commentato i sindacati -. Ora si tratta di entrare nel merito del piano e di quantificare le ripercussioni sull’occupazione». Un incontro di gruppo, a livello nazionale, è già stato fissato per il 29 luglio. Forse ne seguirà un secondo, entro settembre a Cuneo.
Lo stabilimento di Borgo, aperto negli Anni Cinquanta, è uno dei 18 del gruppo in Italia.

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Arriva una doccia gelata sugli operai Italcementi

Da “La Guida” del 3 luglio

Borgo San Dalmazzo - (1b). Doc­cia gelata per gli operai dell'Italcemen­ti: sfuma la possibilità - che sembrava cosa fatta qualche giorno fa - di otte­nere un anticipo sul Tfr, il trattamen­to di fine rapporto. Spiega Pasquale Stroppiana, segretario della Fillea C­gil di Cuneo: "Al momento non è pre­visto alcun anticipo del trattamento di fine rapporto ai dipendenti dell'Italce­menti di Borgo. Nell'incontro di Ro­ma del 16 giugno l'azienda bergama­sca ha annunciato la disponibilità ad anticipare il Tfr solo per gli stabili­menti in cui i lavoratori hanno fruito della cassa integrazione ordinaria e continuativa per due mesi. Borgo non rientra nell'accordo in quanto i lavora­tori a turno tornano al lavoro, non dando quindi continuità alla cassa". Mea culpa di Francesco Forlenza, se­gretario della Fenea Uil che, in una di­chiarazione rilasciata al nostro gior­nale la scorsa settimana, aveva dato per certo il coinvolgimento dello stabi­limento di Borgo nell'accordo: "Sono stato imprudente, ma mi sono basato su un impegno verbale preso con i sin­dacati. Purtroppo è vero che a livello ufficiale non vi è alcun accordo posi- -timo per Borgo. Aspettiamo l'incontro di giovedì (ieri, ndr) con il Prefetto e la dirigenza del Gruppo per sapere qual­cosa di più specifico sulla nostra realtà". "Il nostro obiettivo - aggiunge Stroppiana - resta quello di salvaguar­dare il sito e di far emergere le strate­gie a lungo termine dell'Italcementi"

 

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Raggiunto un accordo tra sindacati e Italcementi

Anticipo del TFR

Da “La Guida” del 26 giugno di  Luca Borello

Borgo San Dalmazzo - Italcementi anticiperà parte del Tfr (trattamento di fine rapporto) ai dipendenti dello stabilimento di Borgo, in cas­sa integrazione dall'inizio di febbraio. La decisione è stata annunciata dalla direzione del gruppo bergamasco in oc­casione dell'incontro con i sindacati, svoltosi a Roma il 16 giugno. "Siamo soddisfatti - ha commentato Francesco Forlenza della Fenea Uil di Cuneo -; è un'importante boc­cata d'ossigeno per tutti i la­voratori". Durante la riunione è stata presentata un'analisi delle vendite del Gruppo a li­vello nazionale nei primi cin­que mesi dell'anno: rispetto al 2008 il calo è del 23%. "Un da­to preoccupante - dice Sergio Lovera, rappresentante dei sindacati unitari -; il settore dell'edilizia tarda a ripartire. Si saprà qualcosa di più sicu­ro solo in autunno". Italce­menti, infatti, non si sbilancia sulle strategie che intende se­guire: "Aspettano la semestra­le di cassa per valutare come agire", sottolinea Forlenza. Per tale motivo è stato fissato un ulteriore incontro nella ca­pitale il 29 luglio quando sa­ranno già disponibili i primi dati della semestrale, che sarà però definitiva solo a settem­bre. Intanto nei prossimi gior­ni i dipendenti borgarini rien­treranno a turno per due set­timane nello stabilimento per controllare gli impianti, an­che se permangono la cassa integrazione fino al 3 agosto e la fermata degli impianti. "Al momento - ha fatto sapere l'I­talcementi in una nota - ab­biamo fermi per eccesso di produzione 10 forni distribui­ti su cinque cementerie, due al nord, due al centro e una al sud". Ancora da fissare la da­ta dell'incontro tra la dirigen­za, le Rsu e il Prefetto di Cu­neo Bruno d'Alfonso, già in programma per il 26 maggio e poi rinviato.

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Italcementi, il sindaco chiede un incontro

Da www.grandain.com del 13 giugno

Borgo San Dalmazzo - Il Sindaco di Borgo San Dalmazzo Pierpaolo Varrone ha inviato al Prefetto di Cuneo, al neo Presidente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia ed alla Direzione Italcementi una lettera con la quale rinnova la richiesta di convocazione di un incontro, necessario ad esaminare l’attuale situazione produttiva ed occupazione dello stabilimento Italcementi di Borgo San Dalmazzo.
Rinnovando l’analoga richiesta già avanzata all’indomani dell’approvazione, da parte del Consiglio Comunale di un ordine del giorno approvato all’unanimità, Varrone insiste circa l’imprescindibilità della presentazione, da parte di Italcementi di un piano industriale, che veda riconfermare la presenza a Borgo San Dalmazzo di un sito produttivo. Il documento, trasmesso giovedì 11 giugno, ribadisce infine alla Direzione Italcementi la richiesta di provvedimenti per l’integrazione dei redditi dei lavoratori Italcementi e di quelli dell’indotto

 

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Borgo: istituzioni unite per avere risposte da Italcementi

Da www.targatocn.it del 15 maggio di Barbara Reghezza

Un ordine del giorno votato all’unanimità è stato il frutto del lavoro svolto dal consiglio comunale di Borgo San Dalmazzo, ieri, nella seduta aperta agli interventi del pubblico. Un unico punto all’ordine del giorno: ‘Situazione Italcementi– iniziative da assumere a salvaguardia dei posti di lavoro ed esame della crisi occupazionale nel settore delle attività produttive di Borgo San Dalmazzo’. Hanno partecipato alla riunione anche i rappresentanti sindacali, con i dipendenti dello stabilimento, l’assessore regionale Angela Migliasso, il presidente della provincia Raffaele Costa, il consigliere provinciale Elio Rostagno ed i membri dell’Osservatorio sulla crisi.

Ha fatto gli onori di casa il sindaco Pierpaolo Varrone, che ha dato lettura del documento da approvare da parte dei consiglieri, prima di lasciare la parola a Sergio Lovera, rappresentante R.S.U., che ha illustrato la storia recente della cementeria di Borgo, la situazione dei dipendenti e le iniziative intraprese finora. “Più volte abbiamo chiesto all’azienda quale fosse la sua strategia per Borgo. Non è pensabile che una multinazionale simile non abbia piano industriale chiaro e definito, se all’improvviso fa diventare un magazzino quello che era uno stabilimento a ciclo continuo. Dovrebbe far sapere ai lavoratori le proprie intenzioni, in modo che sappiano come gestire il loro futuro, invece non sappiamo nulla: ripartirà la produzione? Non ripartirà? La paura più grande è proprio l’incertezza sul domani. L’azienda lavora sul territorio da 60 anni, ha dato molto, ma ha anche guadagnato molto; è giusto che parte di quel guadagno oggi sia investito per il nostro stabilimento, che ormai è obsoleto”.

Tutti d’accordo, consiglieri comunali, rappresentanti dei sindacati, candidati alle prossime elezioni provinciali e politici in carica, sulla necessità di richiedere, tutti uniti, risposte concrete e sicure all’azienda bergamasca. Francesco Forlenza, Fenel – Uil: “La crisi c’è e si sente anche nel settore edile; eravamo pronti dall’inizio a reggere un urto anche più forte di quello che c’è stato, consci che il maltempo invernale stava fermando i cantieri. Non capivamo, però, perché Italcementi contasse sulla cassa integrazione per coprire tutto il 2009, in uno stabilimento a ciclo continuo che non si fermava nemmeno per la manutenzione. Pensavamo ad un fermo, che è pur sempre un sacrificio per i lavoratori, ma che ci fosse un’idea di rilancio. I dipendenti hanno accettato le scelte dell’azienda in maniera stoica, chiedendo però che fosse resa nota una strategia industriale per il futuro: la strategia è quella di non dire nulla né ai lavoratori, né ai sindacati, né alle Istituzioni. Come è possibile che, a un chilometro di distanza la Buzzi stia assumendo personale e l’Italcementi sia ferma? Il prodotto è lo stesso”. Beppe Bernardi, capogruppo della maggioranza di Insieme per Borgo: “Sono passati 4 mesi e non si sa nulla di nuovo. Il Comune ha attuato diverse iniziative, più volte ci siamo rivolti all’azienda, ma non traspare nulla. Tutti sono capaci di chiudere i battenti quando c’è la crisi, gli imprenditori invece lavorano per andare avanti e migliorare”. Francesco Cattò (Pedona Libera): “Occorre effettuare una ricognizione sulla potenzialità delle cave e chiedere all’azienda investimenti perché il cementificio di Borgo sia più moderno. Se quel sito fosse dismesso, sarebbe molto difficile una sua eventuale riqualificazione”. Benito Guglielmi (La Destra): “Di piani industriali, di investimenti di rilancio non se ne parla: si dice soltanto che si spera che le cose possano migliorare. Il Comune ha lavorato per garantire alla cementeria la permanenza a Borgo, ma l’azienda non ha avvertito della crisi in avvicinamento, né ha proposto soluzioni alternative ai dipendenti. Di fronte a queste azioni non ci possiamo più fidare.”. Emanuel Parracone, sindaco di Valdieri: “Siamo stufi di dialogare con un interlocutore che non vuole dialogare. Non ci sono segni di apertura da parte di Italcementi, il confronto che era promesso non c’è stato. Per questo abbiamo interrotto, con tutti i rischi che questo comporta, la trattativa per il contratto della cava Monte Cros, che scadrà il 31 dicembre. Non sappiamo come andrà a finire, ma vogliamo uscirne a testa alta, continuando a fare tutto ciò che ci è possibile perché lo stabilimento di Borgo riparta”. Elio Rostagno: “Le fabbriche servono e dobbiamo salvarle, non dobbiamo pensare che tutti possano vivere di commercio e turismo. Italcementi non può non avere una strategia industriale e non può chiudere così, dopo 60 anni di passaggi di camion, di polveri nell’aria e di impatto forte sul territorio”. Il presidente della Provincia, Raffaele Costa: “Siamo uniti, ma purtroppo siamo deboli. Dobbiamo coinvolgere i parlamentari della nostra zona e chiedere un incontro a livello ministeriale, come si è fatto per la Saint Gobain. Dobbiamo conoscere le idee di Italcementi, per sapere come muoverci”.

Ha concluso gli interventi l’assessore regionale Angela Migliasso: “Ci sono battaglie che sono difficili da vincere, ma che meritano di essere combattute, il cui risultato non è scontato, ma in cui non bisogna comunque partire rassegnati. Una di queste è quella per il diritto al lavoro, non solo per noi, ma anche per i nostri figli: i posti che si perdono oggi, non si recuperano in tempo breve. Sicuramente non ci sarà un risultato immediato e concreto, perché i primi incontri non lo portano mai, ma bisogna insistere. Da parte delle Istituzioni c’è tutta la disponibilità per organizzare incontri con l’azienda o con il governo, con la collaborazione dei sindacati”.

 

 

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Intervento di Elio Ristagno consigliere regionale PD

Italcementi dichiari i progetti su Borgo

Da “La Stampa” del 11 aprile

Nello scenario regionale i facolai di crisi sono presenti su tutto il territorio e la loro gravità tende a peggiorare. Rare le situazioni dove l'evoluzione è contro tendenza rispetto alle aspettative ed ancor più rari i casi in cui un'azienda fa marcia indietro rispetto alla dichiarata intenzione di chiusura. Però è successo. A None lo stabilimento Indesit non chiuderà e la produzione non verrà totalmente trasferita in Polonia, come pareva certo. La resistenza all'ipotesi di chiusura ha coinvolto i 600 lavoratori, sindacati, lavoratori degli altri stabilimenti del gruppo Merloni, gli Enti locali, dal Comune alla Regione, le forze politiche a livello locale e nazionale ed alla fine ha avuto successo. Il successo ottenuto da None mi ha fatto riflettere su quanto sta succedendo a Borgo San Dalmazzo con l'Italcementi. La differenza principale sta proprio nell'assenza assoluta di chiarezza nelle dichiarazioni e nei comportamenti dell'azienda.
Le notizie che da questa vengono fornite mi paiono un po' confuse e rischiano di creare apprensione ancora maggiore nei lavoratori. Sappiamo che la cassa integrazione proseguirà dopo maggio per altre 13 settimane e che i vertici di Italcementi hanno manifestato l'intenzione di usufruirne per tutto il 2009. Quello che mi preoccupa è non sapere quali sono le reali intenzioni dell'azienda. L'impressione è che la multinazionale stia solo prendendo tempo perché manca un piano industriale sul lungo periodo per lo stabilimento di Borgo.
L'Italcementi rappresenta una parte molto importante dell'economia delle vallate che partono da Borgo: oltre ai 97 dipendenti, ci sono i lavoratori dell'indotto, gli addetti all'autotrasporto e il personale della cava di Monte Cros di Valdieri, dove viene estratta la materia da lavorare.
Ora vogliamo sapere cosa vuole fare l'azienda, qual è il suo piano industriale e che sviluppi ci sono per lo stabilimento di Borgo. Le possibilità di operare rimanendo competitivi ci sono. Non è più il caso di nascondersi dietro dichiarazioni di convenienza ma di fare chiarezza.
Se anche qui, come a None, bisogna fare la «resistenza» dobbiamo sapere contro chi e cosa dobbiamo combattere

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Italcementi: nulla di nuovo da coordinamento nazionale RSU

Da www.targatocn.it del 8 aprile di Barbara Reghezzi

Ieri, a Roma, si è tenuto il coordinamento nazionale delle R.S.U. di Italcementi. Non è emerso nulla di nuovo sulla situazione di Borgo, cosa che ha lasciato l’amaro in bocca ai dipendenti dello stabilimento locale. “A livello nazionale, non sono state recepite le esigenze di Borgo – ha commentato al ritorno un rappresentante R.S.U. borgarino -. La crisi c’è per tutti e ogni stabilimento ha le sue problematiche. Per ora, ciascuno di muoverà singolarmente, in attesa del 21 aprile, quando la proprietà incontrerà i segretari nazionali dei sindacati e le R.S.U. A Borgo, abbiamo convocato un’assemblea domani pomeriggio per confrontarci. Gli animi sono tesi, molti di noi faticano da tempo ad arrivare a fine mese; su qualcosa si può tagliare, ma alcune spese ci sono e non sono prorogabili. La preoccupazione iniziale per alcuni sta arrivando alla disperazione”.

Dopo aver incontrato i sindacati a livello nazionale, la proprietà dell’Italcementi sarà a Cuneo, il prossimo 22 aprile, per discutere con i segretari provinciali e le R.S.U. presso la Confindustria

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“Italcementi investi a Borgo”

Da “La Stampa” del 8 aprile di FRANCESCO DOGLIO
BORGO SAN DALMAZZO
Lettere appello alla direzione Italcementi di Bergamo dall’Amministrazione comunale di Borgo San Dalmazzo. «L’Italcementi - dice il sindaco Pierpaolo Varrone - deve garantire un futuro alle famiglie dei lavoratori, continuando con la produzione nel cementificio. Se così non fosse il Comune si impegna a non dare la propria disponibilità ad utilizzi dei terreni di proprietà del gruppo per futuri sviluppi urbanistici che possano far guadagnare la multinazionale a scapito dell’occupazione».
Negli anni, si legge nella lettera, il Comune ha fatto tanto per favorire la permanenza dell’azienda a Borgo. Dal rinnovo dei permessi e delle autorizzazioni alla coltivazione delle cave, all’autorizzazione dell’impianto di «postfiltrazione». «E’ ora - dice Varrone - che il gruppo reinvesta qui parte dei guadagni fatti in questi anni - dice l’Amministrazione -: è fondamentale programmare oggi gli investimenti per la riduzione del gap tecnologico, in modo da salvare il lavoro ai 97 dipendenti e ai circa 150 lavoratori dell’indotto». Intanto ieri si è riunito il coordinamento dell’rsu del gruppo: «Non ci sono novità sostanziali - dice Pasquale Stroppiana, Fillea Cgil -, la situazione è in stallo. Il prossimo incontro è previsto a Roma, il 21. Mentre a Cuneo ci troveremo il 22».
L’azienda ha chiesto altre 13 settimane di cassa integrazione, che partiranno a maggio. La notizia non è una novità: i vertici dell’Italcementi avevano già comunicato la volontà di ricorrere a questo strumento per tutto il 2009.
«Il problema - dice Luigi Tona, Filca Cisl - non è tanto la cassa integrazione in sè. Siamo invece preoccupati per quello che attenderà i lavoratori dopo quest’anno. Il problema è la mancanza di un piano industriale preciso per lo stabilimento di Borgo sul lungo periodo. Ieri mattina, a Roma, abbiamo stabilito le linee da tenere durante l’incontro con la proprietà del 21 aprile. Chiediamo risposte e piani certi. Girano molte voci, anche su una ristrutturazione a livello nazionale del gruppo. Vorremmo che si chiarisse il futuro di Borgo».

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Italcementi nessuna intesa

In Provincia. Due incontri a porte chiuse
per affrontare i problemi delle fabbriche
di Borgo San Dalmazzo e Moretta
 
LORENZO BORATTO

ANDREA GARASSINO
CUNEO
«Nessuna apertura da parte dell’azienda, nessuna garanzia: ripetono la stessa cosa da mesi». Così Filippo Giordana delle Rsu dell’«Italcementi» di Borgo San Dalmazzo all’uscita ieri dall’incontro in Provincia con la proprietà. Lo stabilimento di Borgo resta «un punto commerciale»: dei 97 dipendenti ne lavorano una decina. Uno di loro spiega: «Siamo in cassa integrazione con 700 euro al mese. Da dicembre riceviamo camion con cemento o sfuso o in sacchi, da Novi Ligure: li scarichiamo e poi li carichiamo su altri Tir. Così almeno qualcuno di noi lavora a rotazione». Mario Mora, direttore delle relazioni industriali del gruppo multinazionale di Bergamo: «La crisi del settore è generale. Questo stabilimento come altri è costretto a fermarsi. Non si sa per quanto. La nostra intenzione resta di non chiudere il cementificio». Il presidente della Provincia Raffaele Costa ha convocato una nuova riunione per il 22 aprile. All’incontro erano presenti il sindaco di Borgo Pier Paolo Varrone, quello di Valdieri Emanuel Parracone e i consiglieri provinciali Ivan di Giambattista e Beppe Lauria.
Ieri, sempre in Provincia, altro incontro sul futuro della «Milanesio spa» di Moretta, specializzata in riparazione di treni, fallita nel 2008 e con 26 dipendenti in «cassa» fino a novembre. L’azienda è stata acquisita dalla Gtt (Gruppo torinese trasporti) che intende rilanciarla. Presenti l’amministratore delegato Gtt Tommaso Panero, l’assessore provinciale al lavoro Angelo Rosso, il sindaco di Moretta Enrico Prat, Giorgio Ciravegna della Cisl e il segretario provinciale Cgil Mario Ricciardi. Il presidente Costa: «La proprietà cerca nuove commesse, ma prima della ripresa dell’attività c’è la necessità di investimenti per la messa in sicurezza degli impianti e una richiesta di un collegamento con la linea ferroviaria fino ad Airasca». Entrambi gli incontri si sono svolti a porte chiuse.
Intanto, la Ceros di Rossana (ditta che produce fili di rame per apparecchiature elettriche) ha annunciato ai sindacati la mobilità per 34 lavoratori su 67. Martedì è prevista l’assemblea dei dipendenti, venerdì, seconda riunione fra le parti. «Non siamo d’accordo né con l’approccio né con le strategie che l’azienda vuole mettere in campo per questi momenti di crisi – attacca Roberto De Marchi della Cgil – e programmeremo delle azioni di lotta per i prossimi giorni. Chiediamo un piano industriale per rilanciare lo stabilimento e l’utilizzo dei contratti di solidarietà». «Siamo molto preoccupati – dice il sindaco Marco Carpani – per il futuro occupazionale di questa importante realtà produttiva del nostro paese. Faremo tutto il possibile per evitare ridimensionamenti».
 

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Ancora sciopero all’Italcementi

Da “La Stampa” del 25 marzo

Giornata di sciopero e assemblea di un’ora, ieri, all’«Italcementi» di Borgo San Dalmazzo. Prosegue la mobilitazione dei 97 dipendenti dello stabilimento, dal 2 febbraio in cassa integrazione per 13 settimane (fino al 3 marzo).
Il 7 aprile i rappresentanti delle Rsu di tutte le sedi del gruppo (18 cementerie) si riuniranno a Roma, alla Fillea Cgil, per fare il punto sulla crisi. Il presidio davanti alla fabbrica di Borgo è continuo. «Sabato, durante gli stati generali in Provincia - spiega Pasquale Stroppiana, Fillea Cgil Cuneo -, gli operai hanno incontrato sia il ministro Scaiola, sia il presidente della Regione, Bresso. Le segreterie di Cgil-Cisl-Uil hanno preparato anche un dossier sulla vertenza, compreso anche l’aspetto della sicurezza degli impianti, che verrà trasmesso al Prefetto». \

 

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Borgo S.D: dipendenti Italcementi in sciopero fino alle 22

Da www.targatocn.it del 20 marzo di Barbara  Reghezza

 

Come annunciato dopo l’incontro con l’azienda dello scorso 10 marzo, i dipendenti dell’Italcementi di Borgo continuano lo stato di agitazione e gli scioperi a singhiozzo. Quello di oggi è di 12 ore: è iniziato alle 10 di questa mattina e continuerà fino alle 22. Gli operai, anche sotto la neve, hanno rinnovato i cartelloni posti davanti alla cementeria e intorno alla rotonda della Alpi Marittime: in uno ringraziano gli studenti di Cuneo che hanno dimostrato la loro solidarietà ai dipendenti durante lo scorso consiglio provinciale, in altri lamentano la poca chiarezza dell’azienda nei loro confronti e la mancanza di rispetto per il loro lavoro e le loro famiglie.

Pensiamo che Italcementi abbia già preso una decisione sul nostro stabilimento – dicono alcuni dipendenti e i rappresentanti della R.S.U. -, ma non si sa per quale motivo è tenuta nascosta. Vogliamo tenere alta l’attenzione sulla questione e sensibilizzare il maggior numero di persone; non ci tireremo indietro fino a che non ci sarà una risposta chiara e definitiva. Continueremo la nostra protesta in modo pacifico, dignitoso e corretto come abbiamo fatto finora”.

Domani una rappresentanza degli operai sarà presente dalle 15.30 alle 17.30 a Cuneo, all’angolo tra corso Nizza e corso Dante, durante la riunione degli Stati generali della Provincia.

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CUNEO. DOCUMENTO SULLA CRISI
Gli operai Italcementi al Consiglio provinciale

Da “La Stampa” del 19 marzo

C’erano gli operai Italcementi, ieri mattina, ad assistere al Consiglio provinciale, convocato per preparare gli Stati generali sulla crisi economica (sabato). E la seduta si è aperta con la discussione dell’ordine del giorno firmato dai consiglieri Di Giambattista, Avena e Varrone sui problemi al cementificio di Borgo San Dalmazzo.
«Alle richieste del sindacato - ha detto Di Giambattista - l’azienda non ha dato risposta sulle strategie. Borgo potrebbe diventare un magazzino di stoccaggio, con 10 dipendenti. Duecento famiglie dipendono dall’azienda. Non è il momento di scherzare. I Comuni hanno fatto di tutto, ora è necessario il supporto di Provincia e Regione, per aprire un tavolo di crisi». «Il cementificio ha avuto impatto sul territorio - ha aggiunto Varrone - e il territorio gli ha dato molto. Possibile che una multinazionale non abbia una prospettiva strategica?». «L’obiettivo da garantire è una certezza per i dipendenti - ha concluso la Avena -. Non si può credere che Italcementi non abbia un piano industriale». Con l’intervento di Lauria (maggioranza) e Rostagno, il documento è stato approvato all’unanimità.
Sul parere circa il nuovo Piano territoriale regionale, la giunta ha proposto un «invito a rivedere parte dei contenuti», mentre la minoranza ad attenersi a quanto deciso in commissione. Accordo impossibile anche dopo la sospensione del Consiglio. Sfiorata la mancanza del numero legale. L’opposizione non ha partecipato al voto (il documento era solo quello emendato dalla maggioranza e non quello agli atti) e la coalizione si è trovata in quindici: a salvare la situazione l’ingresso di Barberis. Il numero legale è poi saltato: discusso l’ordine del giorno di Lauria e Dogliani (intervento anche di Rostagno) sul trasporto pubblico locale, ma non votato. «C’è preoccupazione per il territorio - dice Lauria -, ma cogliamo con favore che l’odg è stato condiviso dai presenti. Resta il rammarico per la mancata votazione che suggellasse la condivisione del dibattito». Il presidente Costa ha infine illustrato gli Stati generali. \

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12 Marzo 2009
Ancora sciopero all’Italcementi “Garantiscano il nostro futuro”

Da “La Stampa” del 12 marzo

«Duecentocinquanta famiglie senza futuro». Lo striscione all’ingresso di «Italcementi» a Borgo San Dalmazzo indica che si è riaperta l’agitazione sindacale. Era iniziata venerdì fuori dallo stabilimento, fermo da prima di Natale per scelta dell’azienda. Lo sciopero era stato interrotto per l’incontro di ieri con la direzione generale da Bergamo. I 97 dipendenti in «cassa» dal 2 febbraio (fino al 3 maggio) speravano in risposte sul futuro. La multinazionale ha invece ribadito l’intenzione di creare a Borgo un magazzino.
«Non abbiamo ricevuto garanzie sulla ripresa dell’attività; chiederemo solidarietà agli altri stabilimenti del gruppo Italia» hanno detto Rsu e Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil, dichiarando il mantenimento dell’agitazione fino a venerdì «e oltre se sarà necessario». «L’azienda ha dato disponibilità a continuare l’attività a Borgo con un deposito per la consegna dei prodotti. Consentirà di mantenere un presidio e la lavorativa per una decina di persone - ha detto la direzione -. Siamo aperti al dialogo, ma non è possibile prescindere dalla crisi». I dirigenti «Italcementi» hanno poi incontrato nel municipio il sindaco Pierpaolo Varrone, rappresentanti dei Comuni di Valdieri, Roccavione e il presidente della Provincia Raffaele Costa. «Sono confermate le preoccupazioni per gli occupati Italcementi e le centinaia di lavoratori dell’indotto» ha detto Varrone. Il presidente Costa: «Promuoverò un incontro in Provincia con Comuni, proprietà, Rsu e sindacati al massimo tra quaranta giorni per risolvere la situazione. E’ un tentativo difficile, ma vale la pena farlo». \

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Italcementi, sede di Borgo forse diventa un magazzino

Da “La Stampa” del 10 marzo

«Vogliamo continuare a produrre cemento a Borgo San Dalmazzo». L’hanno ribadito ieri, in municipio, con i sindacati di fronte al sindaco Pierpaolo Varrone, al vice Gian Paolo Beretta e al primo cittadino di Valdieri Emanuel Parracone, Rsu e dipendenti «Italcementi» che hanno fermato lo sciopero indetto venerdì, in attesa dell’incontro, oggi pomeriggio, con la direzione in visita da Bergamo.
La cementeria in città è realtà storica. I forni furono costruiti tra il ‘41 e il ‘56. Impianti e cave danno lavoro a molti addetti e a un indotto stimato in 250 persone. Ora ci sono timori per il futuro dell’impianto, fermato prima di Natale. I 97 dipendenti sono in cassa integrazione da febbraio, fino al 3 maggio. Nell’incontro a Roma l’altra settimana, tra direzione generale e sindacati, si è fatta l’ipotesi di prorogare la cassa nel 2009, non specificando cosa accadrà poi. Il sito di Borgo potrebbe diventare un magazzino; al momento l’unico impianto fermo dei 18 della multinazionale in Italia. «Ci dicano quali sono i piani aziendali. Questa è una realtà sana e può ancora dare» dicono Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil. Dopo l’incontro con la Rsu i dirigenti «Italcementi» sono attesi in municipio dai sindaci di Borgo, Valdieri e Roccavione. \

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BORGO S. DALMAZZO. SCIOPERO FINO A MERCOLEDÌ
I lavoratori dell’Italcementi protestano davanti ai cancelli

Da “La Stampa” del 7 marzo di BARBARA BARALE
BORGO SAN DALMAZZO
«Vogliamo sapere oggi quale sarà il nostro futuro, non ci bastano garanzie di non chiusura per un anno. Che sarà di noi dopo?». Ieri pomeriggio, i 97 dipendenti di Italcementi, a Borgo San Dalmazzo, hanno risposto indicendo uno sciopero di 5 giorni (fino alle 24 di mercoledì) alle dichiarazioni «poco chiare» del gruppo cementiero che l’altro giorno, a Roma, ha incontrato i rappresentanti sindacali e proposto un ridimensionamento a livello nazionale, viste le recenti difficoltà di mercato. Lo stabilimento di Borgo San Dalmazzo diventerebbe un magazzino, ma l’azienda non ha specificato i numeri di probabili tagli al personale.
«Meglio non dire al malato quando dovrà morire, perché possa vivere meglio il tempo che gli resta» avrebbe detto un dirigente nazionale. «Siamo “malati”, ma non sappiamo di che cosa - ribadiscono Rsu e dipendenti a Borgo -: fino a ottobre la produzione era nella norma. E ci sarebbe ancora lavoro, ma si è deciso lo stop all’impianto. Non capiamo quali disegni ci siano dietro questa fermata e il prospettato cambio di funzione alla cementeria. Chiediamo che trasparenza e dialogo, princìpi di Italcementi, vengano rispettati».
Pasquale Stroppiana, Fillea Cgil, e Luigi Tona, Filca Cisl: «L’azienda ha dichiarato che quest’anno non chiuderà il sito di Borgo, ma non ha dato certezze per il 2010. La cassa integrazione iniziata a febbraio durerà fino a maggio, e non sono esclusi prolungamenti». Dalle 16 di ieri, gli operai incroceranno le braccia fino a mercoledì. La salvaguardia degli impianti sarà garantita, a turno, da due dipendenti.

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La crisi della "Italcementi" movimenta il Consiglio a Borgo S. Dalmazzo, in sala numerosi dipendenti che speravano di ottenere risposte concrete

Da www.cuneocronaca.it del 3 marzo

Tanti i temi trattati dal bilancio alle opere pubbliche, argomenti che sono scivolati inevitabilmente verso la questione della crisi delle aziende borgarine, in primis la Italcementi che ha dovuto ricorrere alla Cassa integrazione per i suoi operai.

Folto, infatti, il numero dei dipendenti presenti alla serata, tutti speranzosi di apprendere notizie positive dall’Amministrazione che aveva messo all’ordine del giorno il “sostegno dei lavoratori della ditta”. Solidarietà indiscussa che però, a detta dei primi interessati “non comporta nulla di  tangibile, utile per arrivare a fine mese e mantenere l proprie famiglie”.

“Speravamo davvero in una soluzione definitiva del problema e, invece, abbiamo appreso stasera che il sindaco non può far altro che accantonare alcuni soldi per noi che resteremo, comunque, senza lavoro - spiega visibilmente commosso e arrabbiato Franco Viale, dipendente da 22 anni della Italcementi -. Dicono che nel 2010 ci sarà la ripresa ma è tanto tempo quello che si prospetta dinnanzi ai noi e la paura di non arrivare a fine mese ci sta uccidendo. Lo stesso sindaco Marrone dovrebbe saperlo visto che suo padre ha lavorato per 40 anni nella stessa ditta”. 

“Sappiamo che questa situazione andrà peggiorando ma dobbiamo riuscire a “fare squadra”, unirci nel momento del bisogno per trovare una soluzione a sostegno dei lavoratori – esordisce Mario Parola, consigliere di Pedona Libera -. Ci ritroviamo però, di nuovo, a doverci confrontare con il muro innalzato dalla Giunta di Varrone che non solo non ha accettato di prendere in considerazione di dimezzare la tassa sui rifiuti ma non è neppure disponibile a rivedere il Bilancio in cui non sono evidenziati grandi aiuti a lavoratori e imprese in vista dell’inevitabile crisi che dovremo affrontare. Non ci stancheremo mai di ripeterlo,  per andare incontro alle esigenze delle ditte  occorre agire subito prima che la situazione degeneri. Le nostre imprese e i nostri commercianti sono punti di forza indiscussi, solo loro sono capaci di ridare linfa vitale al mercato internazionale e garantire il benessere  dei lavoratori. L’assessore al Bilancio Roberta Robbione della Giunta Varrone ha precisato che nella programmazione del Bilancio revisionale per il 2009 si è tenuto ampiamente conto dei due fattori che hanno influito e influenzeranno i rendiconti del Comune: le spese da capogiro dovute alla neve e la crisi economica mondiale.

Spiega l'assessore Robbione: “Entrambe le questioni non erano previste e ci hanno letteralmente sorpresi con il conseguente buco nero nelle casse cittadine . Per le spese della rimozione neve dovremo, infatti, accedere a un mutuo elevato che si aggira intorno alla cifra di 350mila euro. Una spese eccezionale per una stagione invernale che anche a detta degli esperti si verifica un a volta ogni 50 anni. La crisi economica ha rappresentato il secondo fattore che ha influito significativamente sulla stesura del Bilanci. Da tempo si profetizzava lo spettro di questo momento oscuro per l’economia, ora ci troviamo a dover far fronte alle prime terribili avvisaglie. Proprio per questo l’Amministrazione ha voluto dare vita all’osservatorio che ha l’obiettivo di monitorare  la salute delle imprese borgarine, un osservatorio composto dagli addetti ai lavori che si riunisce periodicamente per fare il punto sulla situazione economica delle ditte di Borgo San Dalmazzo. Abbiamo poi dato vita a un fondo per provvedere in  prima persona alla cassa integrazione degli operai del paese. Riduzioni delle spese relative alle tariffe scolastiche e altre iniziative a sostegno delle famiglie. Differente il piano elaborato per aiutare le imprese, il commercio e l’artigianato. L’Amministrazione ha, infatti stanziato un fondo a sostegno delle realtà  imprenditoriali sul territorio pari a 51 mila e 500 euro. Abbiamo dovuto fare delle scelte per reperire tale somma, tra queste abbiamo fatto dei tagli al settore cultura e sport, senza però grandi stravolgimenti”.

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Italcementi a Borgo 13 settimane di cassa

Da “La Stampa” del 5 febbraio

Tredici settimane di cassa integrazione per 97 dipendenti (su 98) dello stabilimento «Italcementi» di Borgo San Dalmazzo. La richiesta è stata ufficializzata l’altro ieri durante un incontro all’Unione industriale di Cuneo tra direzione aziendale e sindacati.
Il provvedimento è stato motivato alla difficile situazione del mercato (il maltempo degli ultimi mesi ha notevolmente ridotto l’attività dei cantieri edili). La cassa scatterà gradualmente. I primi a fermarsi saranno gli addetti ai forni; quindi, quelli del reparto macinazione del cotto. Una volta smaltite le scorte si bloccherà anche il magazzino. In tutto lo stabilimento resterà in servizio soltanto l’addetto amministrativo. Ieri sera i rappresentanti dell’Rsu hanno incontrato, in municipio, l’amministrazione comunale di Borgo San Dalmazzo, per manifestare la preoccupazione delle maestranze sulle prospettive dello stabilimento.
Durante l’incontro di martedì all’Unione industriale è stato escluso un ridimensionamento, almeno per il 2009. Segnali di crisi interessano tutto il gruppo Italcementi, che conta 12 stabilimenti a livello italiano. «Per il 4 marzo - spiega Pasquale Stroppiana, Fillea Cgil -, è convocata una riunione a Roma».
Ed è prevista cassa integrazione, fino al 28 febbraio, anche per i 243 dipendenti della Euroveder, azienda di San Defendente di Cervasca specializzata nella produzione di vetri per elettrodomestici. La cassa viene programmata in base alle esigenze produttive dello stabilimento.
Grazie ad recente acquisizione di commesse, ad esempio, il reparto «caldo» (vetri per forni, cucine a gas) lavorerà per due giovedì, mentre il reparto freddo (vetri per frigoriferi), riduce di quattro i giorni di cassa. Il venerdì tutti i dipendenti dello stabilimento restano a casa. Entro fine febbraio l’azienda si è impegnata a fornire ai sindacati il quadro degli ordinativi e di eventuali esuberi.

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Italcementi fermo temporaneo d’attività. Forte la preoccupazione dei lavoratori

Da “La Guida” del 30 gennaio di Luca Borello

 

Borgo San Dalmazzo - Nubi sempre più scure si ad­densano sull'Italcementi, lo storico stabilimento che dal 1947 rappresenta una delle più solide realtà produttive dell'economia borgarina. Dalla sede centrale di Berga­mo arriva - con un comuni­cato - la conferma delle gra­vi difficoltà che investono l'intero comparto delle co­struzioni. Il 22 gennaio il Gruppo ha annunciato alle rappresentanze nazionali dei sindacati un piano che prevede, per il 2009, la so­spensione dell'attività pro­duttiva in alcuni stabilimen­ti e il ricorso alla cassa inte­grazione per un numero si­gnificativo di lavoratori, con interventi distribuiti nei vari impianti presenti in Italia.

"La situazione del mercato è quantomai incerta - afferma­no alla sede centrale di Ber­gamo - e dunque gli inter­venti potranno aver bisogno di aggiornamenti nel corso dell'anno". Per quanto ri­guarda lo stabilimento di Borgo è previsto nel corso del 2009 il fermo tempora­neo di tutte le attività. "In o­gni caso - spiega Italcemen­ti - si farà tutto il possibile per limitare gli interventi, ri­correndo al godimento di fe­rie e permessi e, solo ove ne­cessario, alla cassa integra­zione. Questo a testimonian­za dell'attenzione di Italce­menti al territorio e alle co­munità locali, che si rende concreta nell'adozione di in­terventi graduali e non trau­matici".

momento non sono sta­te comunicate date. Per ora i dipendenti, circa un centi­naio, rimangono a casa, co­stretti al ricorso alle ferie ob­bligate. Forte la preoccupa­zione dei lavoratori, gravi i contraccolpi sull'indotto, a trasporti. Le segreterie pro­vinciali dei sindacati Cgil e Cisl hanno richiesto un in­contro nel mese di febbraio con le direzioni dell'Italce­menti di Borgo e Bergamo per discutere eventuali me­diazioni.

La decisione di aprire lo stabilimento di Borgo risale al 1930. I lavori cominciaro­no nel 1941 ma furono inter­rotti dalla guerra; ripresero nel 1945 e dopo due anni lo stabilimento iniziò l'attività con due forni rotanti. All'ini­zio degli anni '60 la cemente­ria raggiunse il definitivo as­sestamento con quattro linee di cottura. Negli anni suc­cessivi gli impianti vennero rinnovati e ammodernati

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La crisi morde anche Italcementi ?

Da un mese i dipendenti in ferie forzate. E si parla di cassa integrazione

Da “La Guida” del 23 gennaio di Luca Borello

Borgo San Dalmazzo - Preoccupazione in campo occupazionale anche per l'I­talcementi, colonna storica dell'economia borgarina: da un mese i dipendenti sono in ferie forzate ed è circolata l'i­potesi di cassa integrazione a partire da settembre, provve­dimento già attuato per altri due stabilimenti del gruppo. Al momento in cui il giorna­le va in stampa nessuna ri­chiesta di cassa integrazione è pervenuta ai sindacati.

C'è preoccupazione per il fu­turo di una colonna storica dell'economia borgarina, lo stabilimento dell'Italcemen­ti. Da un mese i dipendenti sono in ferie forzate ed è.cir­colata l'ipotesi di cassa inte­grazione a partire dal set­tembre 2009, provvedimen­to già attuato per altri due stabilimenti del gruppo, nel Lazio e in Sicilia: "Non ci è giunta alcuna notizia uffi­ciale da parte del cementifi­cio - precisano Pasquale Stroppiana e Alfio Pennisi, segretari generali rispettiva­mente della Fillea Cgil e del­la Filca Cisl - ; sappiamo di una chiusura invernale pro­lungata dello stabilimento, più che altro dovuta all'an­damento meteo che costrin­ge tutto il settore dell'edili­zia a restare fermo". Ieri (giovedì 22, ndr) si è tenutoun incontro a livello nazionale per discutere sulla situazioni del Gruppo Italcementi. Al momento nessuna richiesta di cassa integrazione è pervenuta ai sinda­cati. Ma l'allarme resta alto. Anche gli esercizi commer­ciali di corso Nizza, su cui gravitano solitamente i lavo­ratori della cementeria, han-no registrato in dicembre un consistente calo del volume di affari.

 

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