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Italcementi: da oggi ultima tranche di cassa integrazione
Da
www.targatocn.it del 16 novembre 2009 di Barbara Reghezza
Inizia oggi, per i
dipendenti dell’Italcementi di Borgo San Dalmazzo, l’ultima tranche di
cassa integrazione. È stata interrotta la scorsa settimana, durante la
quale alcuni operai sono tornati al lavoro, altri hanno usufruito
delle ferie. Questa ultima tranche si concluderà il 14 febbraio 2010.
Fino a quel giorno l’azienda avrà tempo di valutare come comportarsi
con i dipendenti che rimarranno esclusi dai turni di lavoro presso lo
stabilimento, come intervenire sul reddito degli operai e come
utilizzare degli ammortizzatori sociali; intanto continueranno gli
incontri con i sindacati ed i dipendenti, in modo da trovare la
soluzione migliore per tutti. I forni dello stabilimento sono stati
spenti il 28 dicembre 2008; la cassa integrazione per i dipendenti è
iniziata il 2 febbraio. La prima tranche fino a maggio, poi, senza
sospensione, una seconda fino ad agosto, con la sospensione di una
settimana, tra il 3 e il 10, per in seguito iniziare quella che è
durata fino a novembre.
Da inizio settembre la cementeria di Borgo è diventata una centro di
macinazione, con materiale importato dall’estero. Dopo circa due mesi
di sperimentazione l’azienda bergamasca ha deciso di mantenere aperto
lo stabilimento in questa nuova veste. Inevitabilmente si perderà
qualche posto di lavoro, ma non è la chiusura definitiva paventata a
inizio anno, dopo lo spegnimento dei forni e dicembre 2008 e la cassa
integrazione di tutti i dipendenti. Oggi l’attività è organizzata in
turni e coinvolge una trentina di operai. Si lavora da lunedì a
venerdì di notte, e sabato e domenica sui 3 turni, in modo da
contenere il più possibile le spese energetiche.
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Borgo San Dalmazzo
Italcementi,
garanzie sul centro di macinazione
Da “La Stampa” del 21
ottobre 2009
All’Italcementi di
Borgo San Dalmazzo rimarrà solo il centro di macinazione. L’ha
annunciato ieri mattina Mario Mora, rappresentante del gruppo, a
sindacati e amministratori, durante un incontro in Provincia.
L’appuntamento al tavolo provinciale era in programma da tempo.
Fissato per settembre, era poi slittato. «Questo incontro - dice
Pasquale Stroppiana, Fillea Cgil - era stato promesso dall’Italcementi
dopo l’intervento della Provincia e l’apertura del tavolo di confronto
con l’ente. Il gruppo doveva darci risposte concrete sul futuro del
sito di Borgo. È stato ribadito che la situazione del mercato non è
rosea, ma ci è stato assicurato che il reparto macinazione rimarrà in
piedi».
Lo stabilimento aveva spento i forni per la produzione di cemento a
febbraio, con i 97 dipendenti in cassa integrazione ordinaria. A
settembre il gruppo aveva fatto ripartire il reparto di macinazione.
Precisavano che si trattava di un esperimento, fino a fine anno. «Ora
- dice - Sergio Lovera, Rsu - se la decisione presa è quella di
mantenere almeno la macinazione si dovrà pensare a quello che accadrà
agli operai che rimarranno senza lavoro. In questa situazione
sarebbero coinvolte nella lavorazione solo una trentina di persone: un
terzo dell’attuale organico».
La cassa intergrazione ordinaria scadrà il 31 gennaio 2010. Durante
l’incontro di ieri l’azienda avrebbe sostenuto che non farà ricorso
alla mobilità: «Per ora - dice Stroppiana - si va avanti con la cassa
ordinaria. Poi bisogna capire cosa accadrà. Ci chiediamo cosa intende
fare il gruppo per le persone da ricollocare».
«Stiamo facendo il possibile per non lasciare soli i lavoratori - ha
detto il presidente della Provincia Gianna Gancia -. In questo momento
di difficoltà abbiamo già avviato le procedure con le banche per
l’anticipo della cassa integrazione, come stiamo facendo anche con
altre aziende».
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Borgo:
l'Italcementi riapre come centro di macinazione
Da
www.targatocn.it del 17 settembre di Barbara Reghezza
Nei primi giorni di
settembre è ripresa a Borgo San Dalmazzo l’attività dell’Italcementi.
Lo stabilimento di Borgo, in via sperimentale, sarà usato per qualche
mese non come cementeria, ma come centro di macinazione di materiali
provenienti per lo più da Croazia, Turchia e Grecia. L’azienda
bergamasca valuterà tra qualche mese la risposta del mercato e
prenderà una decisione definitiva per lo stabilimento di Borgo. La
ripresa dell’attività è organizzata a turni, coinvolgerà circa 30-40
operai, la metà di quelli che sono in cassa integrazione, organizzati
in modo da alternare lavoro e periodi in cassa. Da lunedì a venerdì si
lavora soltanto di notte, mentre il sabato e la domenica sui tre
turni, in modo da contenere il più possibile le spese energetiche.
A ottobre si concluderà la terza tranche di cassa integrazione per i
dipendenti e nei primi giorni del mese è previsto un incontro in
Provincia con il direttore delle relazioni industriali dell’azienda,
che potrebbe illustrare eventuali novità. La prima tranche di cassa
integrazione era iniziata lo scorso 2 febbraio, a poco più di un mese
dallo spegnimento dei forni il 22 dicembre 2008, e aveva interessato
97 dipendenti. Alcuni di loro intanto hanno trovato un altro lavoro,
hanno richiesto il periodo di aspettativa, o sono stati reinseriti in
altri settori dell’azienda. Lo stesso è successo durante le 2
successive, l’ultima delle quali è iniziata lo scorso 10 agosto.
“L’azienda ha aperto un pochino i rubinetti e ci ha permesso di
rientrare a lavorare a turni – commenta Sergio Lovera,
rappresentante R.S.U. -, ma non abbiamo ancora risposte definitive
e la cassa integrazione continua. Ci sono stati spiragli positivi, è
vero, ma la situazione non è ancora risolta. Inoltre un centro di
macinazione non ha lo stesso numero di operai della cementeria;
qualcuno rischia di perdere il lavoro. Per questo non abbiamo ancora
tolto i nostri striscioni davanti allo stabilimento e le bandiere dei
sindacati lungo la rotonda di ingresso alla strada per lo stabilimento”.
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Italcementi:da settembre Borgo diventa centro di macinazione
Da
www.targatocn.it del 24 luglio di Barbara Reghezza
Si è svolto questa
mattina, presso l’Unione industriale di Cuneo, un incontro tra i
rappresentanti di Italcementi, i sindacati e le R.S.U. dello
stabilimento di Borgo. Dalla riunione è emerso che l’azienda
bergamasca, in via sperimentale, da settembre trasformerà la
cementeria di Borgo in centro di macinazione con klinker importato
dall’estero. La ripresa dell’attività sarà organizzata a turni,
coinvolgerà circa la metà degli operai che oggi sono in cassa
integrazione; da lunedì e venerdì si lavorerà soltanto di notte,
mentre il sabato e la domenica sui tre turni, in modo da contenere il
più possibile le spese energetiche. La sperimentazione dovrebbe durare
circa due mesi, al termine dei quali l’azienda valuterà la risposta
del mercato e prenderà una decisione definitiva per lo stabilimento di
Borgo.
Il prossimo 3 agosto si concluderà la seconda tranche di cassa
integrazione, che ha coinvolto 85 dipendenti. La prima era iniziata lo
scorso 2 febbraio, a poco più di un mese dallo spegnimento dei forni
il 22 dicembre 2008, e aveva interessato 97 dipendenti. Alcuni di loro
hanno trovato un altro lavoro, hanno richiesto il periodo di
aspettativa, o sono stati reinseriti in altri settori dell’azienda.
Dal 3 agosto la cassa integrazione sarà sospesa per una settimana e
ricomincerà il 10 agosto. “Oggi abbiamo visto più apertura da parte
dell’azienda – commenta Sergio Lovera, R.S.U. -. Rispetto a
quello che ci saremmo aspettati dopo i numerosi incontri di alcuni
mesi fa, in cui si diceva che Borgo sarebbe diventato un magazzino,
con la perdita di numerosi posti di lavoro, sicuramente abbiamo fatto
un passo avanti”.
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Uno spiraglio per
l’Italcementi
Da “LA Guida” del
10 luglio di Luca Borello
Sembra esserci un
piccolo spiraglio di speranza nella vicenda Italcementi: il Gruppo,
infatti, sta valutando l'ipotesi di poter riconfermare Borgo come
sito industriale, e non solo più commerciale, a partire dal 2010.
Decisione che comporterebbe la ripresa della fase di macinazione del
clinker, con un maggior numero di addetti (si parla di 50-60 unità)
rispetto all'attuale attività di semplice magazzino. Questa la novità
emersa dal tavolo di confronto tenutosi in Pro vincia giovedì 2
luglio con la partecipazione della presidente Gianna Gancia, degli
assessori Pietro Blengini (lavoro) e Beppe Lauria (politiche
sociali), dei sindaci di Borgo e Valdieri, insieme ai sindacati Cgil,
Cisl e Uil e ai rappresentanti Rsu. Per l'Italcementi era presente il
direttore delle Relazioni industriali Mario Mora. "La possibilità
di ripresa dell'attività industriale - ha commentato la Gancia - è una
prospettiva positiva per lo stabilimento di Borgo che ci incoraggia
a proseguire su questa strada". Più cauta la cementeria di Bergamo
che sottolinea come non ci sia nulla di definitivo, in quanto ogni
decisione dipenderà dall'andamento del mercato. "Nel Nord Italia -
hanno commentato - abbiamo un calo delle vendite del 30%". Esclusa al
momento la possibilità di riprendere la fase di cottura del cemento
(la più importante) poiché il forno di Borgo è giudicato non più
competitivo. In caso di ripresa dell'attività, il semilavorato
sarebbe quindi portato in altri stabilimenti
Positivo, pur con
qualche cautela il giudizio di Emanuel Parracone, sindaco di Valdieri,
nel cui territorio si trova la cava di calcare che alimenta la
produzione. "Vogliamo però risposte più concrete - sottolinea in una
dichiarazione firmata insieme al primo cittadino di Borgo - su come
l'Italcementi intenda concretizzare tale ipotesi, in particolare sul
numero dei lavoratori che manterrebbero e sui tempi di ripresa
dell'attività". Rassicurazioni in tal senso sono state chieste anche
dai rap‑
presentanti sindacali
e dai lavoratori, in particolare sul piano occupazionale. "Come
sindacati ci incontreremo a Roma il 29 luglio e discuteremo sulla
richiesta di un'eventuale integrazione alla cassa ordinaria". Per un
quadro più chiaro bisognerà però aspettare settembre, quando ci sarà
un nuovo incontro e l'Italcementi comunicherà se intende riavviare
la fase di macinazione. Intanto per tutto il 2009 si ricorrerà alla
cassa integrazione ordinaria.
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LA CRISI
Italcementi
forse salva un reparto di Borgo
Da “La Stampa” del 3
luglio
Studio di fattibilità
da parte di Italcementi per mantenere nello stabilimento di Borgo San
Dalmazzo almeno un reparto produttivo (la macinazione). L’ipotesi, che
darebbe maggiori garanzie sotto l’aspetto occupazionale (non si è,
comunque, ancora parlato di numero di addetti), è stata annunciata
ieri dal direttore delle relazioni industriali del gruppo, Mario Mora
e dal direttore della cementeria, Stefano Callegaris, durante un
incontro in Provincia, con la neopresidente Gianna Gancia,
amministratori locali e sindacati. Lo stabilimento, 97 dipendenti, è
fermo dal 19 dicembre, per crisi di mercato. La cassa integrazione
scade il 2 agosto (probabilmente, verrà prorogata di 13 settimane).
All’inizio, si era parlato della possibilità trasformare la fabbrica
in sede commerciale e magazzino.
«Una notizia - ha detto la presidente Gancia -, che ci permette di
guardare con più serenità al futuro dell’azienda». «Positivo il
tentativo di salvaguardare la vocazione industriale del sito
produttivo - hanno commentato i sindacati -. Ora si tratta di entrare
nel merito del piano e di quantificare le ripercussioni
sull’occupazione». Un incontro di gruppo, a livello nazionale, è già
stato fissato per il 29 luglio. Forse ne seguirà un secondo, entro
settembre a Cuneo.
Lo stabilimento di Borgo, aperto negli Anni Cinquanta, è uno dei 18
del gruppo in Italia.
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Arriva una
doccia gelata sugli operai Italcementi
Da “La Guida” del 3 luglio
Borgo San Dalmazzo -
(1b).
Doccia
gelata per gli operai dell'Italcementi: sfuma la possibilità - che sembrava
cosa fatta qualche giorno fa - di ottenere un anticipo sul Tfr, il
trattamento
di fine rapporto. Spiega Pasquale
Stroppiana, segretario della Fillea Cgil
di Cuneo: "Al momento non è previsto alcun anticipo del trattamento di
fine rapporto ai dipendenti dell'Italcementi di Borgo. Nell'incontro di Roma
del 16 giugno l'azienda bergamasca
ha annunciato la disponibilità ad
anticipare il Tfr solo per gli
stabilimenti in cui i
lavoratori hanno fruito
della cassa integrazione ordinaria e
continuativa per due mesi. Borgo
non rientra nell'accordo in
quanto i lavoratori a turno
tornano al lavoro, non dando
quindi continuità alla cassa".
Mea culpa di Francesco Forlenza,
segretario della Fenea Uil
che, in una dichiarazione
rilasciata al nostro giornale la scorsa settimana, aveva dato
per certo il coinvolgimento dello
stabilimento di Borgo
nell'accordo: "Sono stato imprudente, ma mi sono basato
su un impegno verbale preso con i
sindacati. Purtroppo è
vero che a livello ufficiale non vi è alcun accordo posi-
-timo
per Borgo. Aspettiamo l'incontro
di giovedì (ieri, ndr) con il
Prefetto e la dirigenza del Gruppo per sapere qualcosa
di più specifico sulla nostra
realtà". "Il nostro obiettivo -
aggiunge Stroppiana - resta
quello di salvaguardare il
sito e di far emergere le strategie
a lungo termine dell'Italcementi"
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Raggiunto un accordo tra sindacati e Italcementi
Anticipo
del TFR
Da “La
Guida” del 26 giugno di Luca Borello
Borgo
San Dalmazzo - Italcementi
anticiperà parte del Tfr (trattamento di fine rapporto) ai dipendenti
dello stabilimento di Borgo, in cassa integrazione dall'inizio di
febbraio. La decisione è stata annunciata dalla direzione del gruppo
bergamasco in occasione dell'incontro con i sindacati, svoltosi a
Roma il 16 giugno. "Siamo soddisfatti - ha commentato Francesco
Forlenza della Fenea Uil di Cuneo -; è un'importante boccata
d'ossigeno per tutti i lavoratori". Durante la riunione è stata
presentata un'analisi delle vendite del Gruppo a livello nazionale
nei primi cinque mesi dell'anno: rispetto al 2008 il calo è del 23%.
"Un dato preoccupante - dice Sergio Lovera, rappresentante dei
sindacati unitari -; il settore dell'edilizia tarda a ripartire. Si
saprà qualcosa di più sicuro solo in autunno". Italcementi, infatti,
non si sbilancia sulle strategie che intende seguire: "Aspettano la
semestrale di cassa per valutare come agire", sottolinea Forlenza.
Per tale motivo è stato fissato un ulteriore incontro nella capitale
il 29 luglio quando saranno già disponibili i primi dati della
semestrale, che sarà però definitiva solo a settembre. Intanto nei
prossimi giorni i dipendenti borgarini rientreranno a turno per due
settimane nello stabilimento per controllare gli impianti, anche se
permangono la cassa integrazione fino al 3 agosto e la fermata degli
impianti. "Al momento - ha fatto sapere l'Italcementi in una nota -
abbiamo fermi per eccesso di produzione 10 forni distribuiti su
cinque cementerie, due al nord, due al centro e una al sud". Ancora da
fissare la data dell'incontro tra la dirigenza, le Rsu e il Prefetto
di Cuneo Bruno d'Alfonso, già in programma per il 26 maggio e poi
rinviato.
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Italcementi, il
sindaco chiede un incontro
Da
www.grandain.com del 13
giugno
Borgo San Dalmazzo
- Il Sindaco di Borgo San Dalmazzo Pierpaolo Varrone ha inviato al
Prefetto di Cuneo, al neo Presidente della Provincia di Cuneo Gianna
Gancia ed alla Direzione Italcementi una lettera con la quale rinnova
la richiesta di convocazione di un incontro, necessario ad esaminare
l’attuale situazione produttiva ed occupazione dello stabilimento
Italcementi di Borgo San Dalmazzo.
Rinnovando l’analoga richiesta già avanzata all’indomani
dell’approvazione, da parte del Consiglio Comunale di un ordine del
giorno approvato all’unanimità, Varrone insiste circa l’imprescindibilità
della presentazione, da parte di Italcementi di un piano industriale,
che veda riconfermare la presenza a Borgo San Dalmazzo di un sito
produttivo. Il documento, trasmesso giovedì 11 giugno, ribadisce
infine alla Direzione Italcementi la richiesta di provvedimenti per
l’integrazione dei redditi dei lavoratori Italcementi e di quelli
dell’indotto
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Borgo: istituzioni unite per avere risposte da Italcementi
Da
www.targatocn.it del 15 maggio di Barbara Reghezza
Un ordine del giorno
votato all’unanimità è stato il frutto del lavoro svolto dal consiglio
comunale di Borgo San Dalmazzo, ieri, nella seduta aperta agli
interventi del pubblico. Un unico punto all’ordine del giorno: ‘Situazione
Italcementi– iniziative da assumere a salvaguardia dei posti di
lavoro ed esame della crisi occupazionale nel settore delle attività
produttive di Borgo San Dalmazzo’. Hanno partecipato alla riunione
anche i rappresentanti sindacali, con i dipendenti dello stabilimento,
l’assessore regionale Angela Migliasso, il presidente della provincia
Raffaele Costa, il consigliere provinciale Elio Rostagno ed i membri
dell’Osservatorio sulla crisi.
Ha fatto gli onori di casa il sindaco Pierpaolo Varrone, che ha dato
lettura del documento da approvare da parte dei consiglieri, prima di
lasciare la parola a Sergio Lovera, rappresentante R.S.U., che ha
illustrato la storia recente della cementeria di Borgo, la situazione
dei dipendenti e le iniziative intraprese finora. “Più volte
abbiamo chiesto all’azienda quale fosse la sua strategia per Borgo.
Non è pensabile che una multinazionale simile non abbia piano
industriale chiaro e definito, se all’improvviso fa diventare un
magazzino quello che era uno stabilimento a ciclo continuo. Dovrebbe
far sapere ai lavoratori le proprie intenzioni, in modo che sappiano
come gestire il loro futuro, invece non sappiamo nulla: ripartirà la
produzione? Non ripartirà? La paura più grande è proprio l’incertezza
sul domani. L’azienda lavora sul territorio da 60 anni, ha dato molto,
ma ha anche guadagnato molto; è giusto che parte di quel guadagno oggi
sia investito per il nostro stabilimento, che ormai è obsoleto”.
Tutti d’accordo, consiglieri comunali, rappresentanti dei sindacati,
candidati alle prossime elezioni provinciali e politici in carica,
sulla necessità di richiedere, tutti uniti, risposte concrete e sicure
all’azienda bergamasca. Francesco Forlenza, Fenel – Uil: “La crisi
c’è e si sente anche nel settore edile; eravamo pronti dall’inizio a
reggere un urto anche più forte di quello che c’è stato, consci che il
maltempo invernale stava fermando i cantieri. Non capivamo, però,
perché Italcementi contasse sulla cassa integrazione per coprire tutto
il 2009, in uno stabilimento a ciclo continuo che non si fermava
nemmeno per la manutenzione. Pensavamo ad un fermo, che è pur sempre
un sacrificio per i lavoratori, ma che ci fosse un’idea di rilancio. I
dipendenti hanno accettato le scelte dell’azienda in maniera stoica,
chiedendo però che fosse resa nota una strategia industriale per il
futuro: la strategia è quella di non dire nulla né ai lavoratori, né
ai sindacati, né alle Istituzioni. Come è possibile che, a un
chilometro di distanza la Buzzi stia assumendo personale e l’Italcementi
sia ferma? Il prodotto è lo stesso”. Beppe Bernardi, capogruppo
della maggioranza di Insieme per Borgo: “Sono passati 4 mesi e non
si sa nulla di nuovo. Il Comune ha attuato diverse iniziative, più
volte ci siamo rivolti all’azienda, ma non traspare nulla. Tutti sono
capaci di chiudere i battenti quando c’è la crisi, gli imprenditori
invece lavorano per andare avanti e migliorare”. Francesco Cattò
(Pedona Libera): “Occorre effettuare una ricognizione sulla
potenzialità delle cave e chiedere all’azienda investimenti perché il
cementificio di Borgo sia più moderno. Se quel sito fosse dismesso,
sarebbe molto difficile una sua eventuale riqualificazione”.
Benito Guglielmi (La Destra): “Di piani industriali, di
investimenti di rilancio non se ne parla: si dice soltanto che si
spera che le cose possano migliorare. Il Comune ha lavorato per
garantire alla cementeria la permanenza a Borgo, ma l’azienda non ha
avvertito della crisi in avvicinamento, né ha proposto soluzioni
alternative ai dipendenti. Di fronte a queste azioni non ci possiamo
più fidare.”. Emanuel Parracone, sindaco di Valdieri: “Siamo
stufi di dialogare con un interlocutore che non vuole dialogare. Non
ci sono segni di apertura da parte di Italcementi, il confronto che
era promesso non c’è stato. Per questo abbiamo interrotto, con tutti i
rischi che questo comporta, la trattativa per il contratto della cava
Monte Cros, che scadrà il 31 dicembre. Non sappiamo come andrà a
finire, ma vogliamo uscirne a testa alta, continuando a fare tutto ciò
che ci è possibile perché lo stabilimento di Borgo riparta”. Elio
Rostagno: “Le fabbriche servono e dobbiamo salvarle, non dobbiamo
pensare che tutti possano vivere di commercio e turismo. Italcementi
non può non avere una strategia industriale e non può chiudere così,
dopo 60 anni di passaggi di camion, di polveri nell’aria e di impatto
forte sul territorio”. Il presidente della Provincia, Raffaele Costa:
“Siamo uniti, ma purtroppo siamo deboli. Dobbiamo coinvolgere i
parlamentari della nostra zona e chiedere un incontro a livello
ministeriale, come si è fatto per la Saint Gobain. Dobbiamo conoscere
le idee di Italcementi, per sapere come muoverci”.
Ha concluso gli interventi l’assessore regionale Angela Migliasso:
“Ci sono battaglie che sono difficili da vincere, ma che meritano di
essere combattute, il cui risultato non è scontato, ma in cui non
bisogna comunque partire rassegnati. Una di queste è quella per il
diritto al lavoro, non solo per noi, ma anche per i nostri figli: i
posti che si perdono oggi, non si recuperano in tempo breve.
Sicuramente non ci sarà un risultato immediato e concreto, perché i
primi incontri non lo portano mai, ma bisogna insistere. Da parte
delle Istituzioni c’è tutta la disponibilità per organizzare incontri
con l’azienda o con il governo, con la collaborazione dei sindacati”.
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Intervento di Elio
Ristagno consigliere regionale PD
Italcementi
dichiari i progetti su Borgo
Da “La Stampa” del 11
aprile
Nello scenario regionale i facolai di crisi sono presenti su tutto il
territorio e la loro gravità tende a peggiorare. Rare le situazioni
dove l'evoluzione è contro tendenza rispetto alle aspettative ed ancor
più rari i casi in cui un'azienda fa marcia indietro rispetto alla
dichiarata intenzione di chiusura. Però è successo. A None lo
stabilimento Indesit non chiuderà e la produzione non verrà totalmente
trasferita in Polonia, come pareva certo. La resistenza all'ipotesi di
chiusura ha coinvolto i 600 lavoratori, sindacati, lavoratori degli
altri stabilimenti del gruppo Merloni, gli Enti locali, dal Comune
alla Regione, le forze politiche a livello locale e nazionale ed alla
fine ha avuto successo. Il successo ottenuto da None mi ha fatto
riflettere su quanto sta succedendo a Borgo San Dalmazzo con l'Italcementi.
La differenza principale sta proprio nell'assenza assoluta di
chiarezza nelle dichiarazioni e nei comportamenti dell'azienda.
Le notizie che da questa vengono fornite mi paiono un po' confuse e
rischiano di creare apprensione ancora maggiore nei lavoratori.
Sappiamo che la cassa integrazione proseguirà dopo maggio per altre 13
settimane e che i vertici di Italcementi hanno manifestato
l'intenzione di usufruirne per tutto il 2009. Quello che mi preoccupa
è non sapere quali sono le reali intenzioni dell'azienda.
L'impressione è che la multinazionale stia solo prendendo tempo perché
manca un piano industriale sul lungo periodo per lo stabilimento di
Borgo.
L'Italcementi rappresenta una parte molto importante dell'economia
delle vallate che partono da Borgo: oltre ai 97 dipendenti, ci sono i
lavoratori dell'indotto, gli addetti all'autotrasporto e il personale
della cava di Monte Cros di Valdieri, dove viene estratta la materia
da lavorare.
Ora vogliamo sapere cosa vuole fare l'azienda, qual è il suo piano
industriale e che sviluppi ci sono per lo stabilimento di Borgo. Le
possibilità di operare rimanendo competitivi ci sono. Non è più il
caso di nascondersi dietro dichiarazioni di convenienza ma di fare
chiarezza.
Se anche qui, come a None, bisogna fare la «resistenza» dobbiamo
sapere contro chi e cosa dobbiamo combattere
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Italcementi: nulla di nuovo da coordinamento nazionale RSU
Da
www.targatocn.it del 8 aprile di Barbara Reghezzi
Ieri, a Roma, si è tenuto il coordinamento nazionale delle R.S.U. di
Italcementi. Non è emerso nulla di nuovo sulla situazione di Borgo,
cosa che ha lasciato l’amaro in bocca ai dipendenti dello stabilimento
locale. “A livello nazionale, non sono state recepite le esigenze
di Borgo – ha commentato al ritorno un rappresentante R.S.U.
borgarino -. La crisi c’è per tutti e ogni stabilimento ha le sue
problematiche. Per ora, ciascuno di muoverà singolarmente, in attesa
del 21 aprile, quando la proprietà incontrerà i segretari nazionali
dei sindacati e le R.S.U. A Borgo, abbiamo convocato un’assemblea
domani pomeriggio per confrontarci. Gli animi sono tesi, molti di noi
faticano da tempo ad arrivare a fine mese; su qualcosa si può
tagliare, ma alcune spese ci sono e non sono prorogabili. La
preoccupazione iniziale per alcuni sta arrivando alla disperazione”.
Dopo aver incontrato i sindacati a livello nazionale, la proprietà
dell’Italcementi sarà a Cuneo, il prossimo 22 aprile, per
discutere con i segretari provinciali e le R.S.U. presso la
Confindustria
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“Italcementi investi a Borgo”
Da “La Stampa”
del 8 aprile di FRANCESCO DOGLIO
BORGO SAN DALMAZZO
Lettere appello alla direzione Italcementi di
Bergamo dall’Amministrazione comunale di Borgo San Dalmazzo. «L’Italcementi
- dice il sindaco Pierpaolo Varrone - deve garantire un futuro alle
famiglie dei lavoratori, continuando con la produzione nel
cementificio. Se così non fosse il Comune si impegna a non dare la
propria disponibilità ad utilizzi dei terreni di proprietà del gruppo
per futuri sviluppi urbanistici che possano far guadagnare la
multinazionale a scapito dell’occupazione».
Negli anni, si legge nella lettera, il Comune
ha fatto tanto per favorire la permanenza dell’azienda a Borgo. Dal
rinnovo dei permessi e delle autorizzazioni alla coltivazione delle
cave, all’autorizzazione dell’impianto di «postfiltrazione». «E’ ora -
dice Varrone - che il gruppo reinvesta qui parte dei guadagni fatti in
questi anni - dice l’Amministrazione -: è fondamentale programmare
oggi gli investimenti per la riduzione del gap tecnologico, in modo da
salvare il lavoro ai 97 dipendenti e ai circa 150 lavoratori
dell’indotto». Intanto ieri si è riunito il coordinamento dell’rsu del
gruppo: «Non ci sono novità sostanziali - dice Pasquale Stroppiana,
Fillea Cgil -, la situazione è in stallo. Il prossimo incontro è
previsto a Roma, il 21. Mentre a Cuneo ci troveremo il 22».
L’azienda ha chiesto altre 13 settimane di
cassa integrazione, che partiranno a maggio. La notizia non è una
novità: i vertici dell’Italcementi avevano già comunicato la volontà
di ricorrere a questo strumento per tutto il 2009.
«Il problema - dice Luigi Tona, Filca Cisl -
non è tanto la cassa integrazione in sè. Siamo invece preoccupati per
quello che attenderà i lavoratori dopo quest’anno. Il problema è la
mancanza di un piano industriale preciso per lo stabilimento di Borgo
sul lungo periodo. Ieri mattina, a Roma, abbiamo stabilito le linee da
tenere durante l’incontro con la proprietà del 21 aprile. Chiediamo
risposte e piani certi. Girano molte voci, anche su una
ristrutturazione a livello nazionale del gruppo. Vorremmo che si
chiarisse il futuro di Borgo».
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Italcementi
nessuna intesa
In Provincia. Due incontri a porte chiuse
per affrontare i problemi delle fabbriche
di Borgo San Dalmazzo e Moretta
LORENZO BORATTO
ANDREA GARASSINO
CUNEO
«Nessuna apertura da parte dell’azienda, nessuna garanzia:
ripetono la stessa cosa da mesi». Così Filippo Giordana delle
Rsu dell’«Italcementi» di Borgo San Dalmazzo all’uscita ieri
dall’incontro in Provincia con la proprietà. Lo stabilimento di
Borgo resta «un punto commerciale»: dei 97 dipendenti ne
lavorano una decina. Uno di loro spiega: «Siamo in cassa
integrazione con 700 euro al mese. Da dicembre riceviamo camion
con cemento o sfuso o in sacchi, da Novi Ligure: li scarichiamo
e poi li carichiamo su altri Tir. Così almeno qualcuno di noi
lavora a rotazione». Mario Mora, direttore delle relazioni
industriali del gruppo multinazionale di Bergamo: «La crisi del
settore è generale. Questo stabilimento come altri è costretto a
fermarsi. Non si sa per quanto. La nostra intenzione resta di
non chiudere il cementificio». Il presidente della Provincia
Raffaele Costa ha convocato una nuova riunione per il 22 aprile.
All’incontro erano presenti il sindaco di Borgo Pier Paolo
Varrone, quello di Valdieri Emanuel Parracone e i consiglieri
provinciali Ivan di Giambattista e Beppe Lauria.
Ieri, sempre in Provincia, altro incontro sul futuro della «Milanesio
spa» di Moretta, specializzata in riparazione di treni, fallita
nel 2008 e con 26 dipendenti in «cassa» fino a novembre.
L’azienda è stata acquisita dalla Gtt (Gruppo torinese
trasporti) che intende rilanciarla. Presenti l’amministratore
delegato Gtt Tommaso Panero, l’assessore provinciale al lavoro
Angelo Rosso, il sindaco di Moretta Enrico Prat, Giorgio
Ciravegna della Cisl e il segretario provinciale Cgil Mario
Ricciardi. Il presidente Costa: «La proprietà cerca nuove
commesse, ma prima della ripresa dell’attività c’è la necessità
di investimenti per la messa in sicurezza degli impianti e una
richiesta di un collegamento con la linea ferroviaria fino ad
Airasca». Entrambi gli incontri si sono svolti a porte chiuse.
Intanto, la Ceros di Rossana (ditta che produce fili di rame per
apparecchiature elettriche) ha annunciato ai sindacati la
mobilità per 34 lavoratori su 67. Martedì è prevista l’assemblea
dei dipendenti, venerdì, seconda riunione fra le parti. «Non
siamo d’accordo né con l’approccio né con le strategie che
l’azienda vuole mettere in campo per questi momenti di crisi –
attacca Roberto De Marchi della Cgil – e programmeremo delle
azioni di lotta per i prossimi giorni. Chiediamo un piano
industriale per rilanciare lo stabilimento e l’utilizzo dei
contratti di solidarietà». «Siamo molto preoccupati – dice il
sindaco Marco Carpani – per il futuro occupazionale di questa
importante realtà produttiva del nostro paese. Faremo tutto il
possibile per evitare ridimensionamenti».
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Ancora sciopero
all’Italcementi
Da “La Stampa” del 25
marzo
Giornata di sciopero
e assemblea di un’ora, ieri, all’«Italcementi» di Borgo San Dalmazzo.
Prosegue la mobilitazione dei 97 dipendenti dello stabilimento, dal 2
febbraio in cassa integrazione per 13 settimane (fino al 3 marzo).
Il 7 aprile i rappresentanti delle Rsu di tutte le sedi del gruppo (18
cementerie) si riuniranno a Roma, alla Fillea Cgil, per fare il punto
sulla crisi. Il presidio davanti alla fabbrica di Borgo è continuo.
«Sabato, durante gli stati generali in Provincia - spiega Pasquale
Stroppiana, Fillea Cgil Cuneo -, gli operai hanno incontrato sia il
ministro Scaiola, sia il presidente della Regione, Bresso. Le
segreterie di Cgil-Cisl-Uil hanno preparato anche un dossier sulla
vertenza, compreso anche l’aspetto della sicurezza degli impianti, che
verrà trasmesso al Prefetto». \
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Borgo S.D: dipendenti Italcementi in sciopero fino alle 22
Da
www.targatocn.it del 20 marzo di Barbara Reghezza
Come annunciato
dopo l’incontro con l’azienda dello scorso 10 marzo, i dipendenti
dell’Italcementi di Borgo continuano lo stato di agitazione e gli
scioperi a singhiozzo. Quello di oggi è di 12 ore: è iniziato alle 10
di questa mattina e continuerà fino alle 22. Gli operai, anche sotto
la neve, hanno rinnovato i cartelloni posti davanti alla cementeria e
intorno alla rotonda della Alpi Marittime: in uno ringraziano gli
studenti di Cuneo che hanno dimostrato la loro solidarietà ai
dipendenti durante lo scorso consiglio provinciale, in altri lamentano
la poca chiarezza dell’azienda nei loro confronti e la mancanza di
rispetto per il loro lavoro e le loro famiglie.
“Pensiamo che Italcementi abbia già preso una decisione sul nostro
stabilimento – dicono alcuni dipendenti e i rappresentanti della
R.S.U. -, ma non si sa per quale motivo è tenuta nascosta. Vogliamo
tenere alta l’attenzione sulla questione e sensibilizzare il maggior
numero di persone; non ci tireremo indietro fino a che non ci sarà una
risposta chiara e definitiva. Continueremo la nostra protesta in modo
pacifico, dignitoso e corretto come abbiamo fatto finora”.
Domani una rappresentanza degli operai sarà presente dalle
15.30 alle 17.30 a Cuneo, all’angolo tra corso Nizza e corso Dante,
durante la riunione degli Stati generali della Provincia.
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CUNEO. DOCUMENTO
SULLA CRISI
Gli operai
Italcementi al Consiglio provinciale
Da “La Stampa” del 19
marzo
C’erano gli operai
Italcementi, ieri mattina, ad assistere al Consiglio provinciale,
convocato per preparare gli Stati generali sulla crisi economica
(sabato). E la seduta si è aperta con la discussione dell’ordine del
giorno firmato dai consiglieri Di Giambattista, Avena e Varrone sui
problemi al cementificio di Borgo San Dalmazzo.
«Alle richieste del sindacato - ha detto Di Giambattista - l’azienda
non ha dato risposta sulle strategie. Borgo potrebbe diventare un
magazzino di stoccaggio, con 10 dipendenti. Duecento famiglie
dipendono dall’azienda. Non è il momento di scherzare. I Comuni hanno
fatto di tutto, ora è necessario il supporto di Provincia e Regione,
per aprire un tavolo di crisi». «Il cementificio ha avuto impatto sul
territorio - ha aggiunto Varrone - e il territorio gli ha dato molto.
Possibile che una multinazionale non abbia una prospettiva
strategica?». «L’obiettivo da garantire è una certezza per i
dipendenti - ha concluso la Avena -. Non si può credere che
Italcementi non abbia un piano industriale». Con l’intervento di
Lauria (maggioranza) e Rostagno, il documento è stato approvato
all’unanimità.
Sul parere circa il nuovo Piano territoriale regionale, la giunta ha
proposto un «invito a rivedere parte dei contenuti», mentre la
minoranza ad attenersi a quanto deciso in commissione. Accordo
impossibile anche dopo la sospensione del Consiglio. Sfiorata la
mancanza del numero legale. L’opposizione non ha partecipato al voto
(il documento era solo quello emendato dalla maggioranza e non quello
agli atti) e la coalizione si è trovata in quindici: a salvare la
situazione l’ingresso di Barberis. Il numero legale è poi saltato:
discusso l’ordine del giorno di Lauria e Dogliani (intervento anche di
Rostagno) sul trasporto pubblico locale, ma non votato. «C’è
preoccupazione per il territorio - dice Lauria -, ma cogliamo con
favore che l’odg è stato condiviso dai presenti. Resta il rammarico
per la mancata votazione che suggellasse la condivisione del
dibattito». Il presidente Costa ha infine illustrato gli Stati
generali. \
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12 Marzo 2009
Ancora sciopero all’Italcementi “Garantiscano il nostro futuro”
Da “La Stampa” del 12
marzo
«Duecentocinquanta
famiglie senza futuro». Lo striscione all’ingresso di «Italcementi» a
Borgo San Dalmazzo indica che si è riaperta l’agitazione sindacale.
Era iniziata venerdì fuori dallo stabilimento, fermo da prima di
Natale per scelta dell’azienda. Lo sciopero era stato interrotto per
l’incontro di ieri con la direzione generale da Bergamo. I 97
dipendenti in «cassa» dal 2 febbraio (fino al 3 maggio) speravano in
risposte sul futuro. La multinazionale ha invece ribadito l’intenzione
di creare a Borgo un magazzino.
«Non abbiamo ricevuto garanzie sulla ripresa dell’attività; chiederemo
solidarietà agli altri stabilimenti del gruppo Italia» hanno detto Rsu
e Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil, dichiarando il mantenimento
dell’agitazione fino a venerdì «e oltre se sarà necessario».
«L’azienda ha dato disponibilità a continuare l’attività a Borgo con
un deposito per la consegna dei prodotti. Consentirà di mantenere un
presidio e la lavorativa per una decina di persone - ha detto la
direzione -. Siamo aperti al dialogo, ma non è possibile prescindere
dalla crisi». I dirigenti «Italcementi» hanno poi incontrato nel
municipio il sindaco Pierpaolo Varrone, rappresentanti dei Comuni di
Valdieri, Roccavione e il presidente della Provincia Raffaele Costa.
«Sono confermate le preoccupazioni per gli occupati Italcementi e le
centinaia di lavoratori dell’indotto» ha detto Varrone. Il presidente
Costa: «Promuoverò un incontro in Provincia con Comuni, proprietà, Rsu
e sindacati al massimo tra quaranta giorni per risolvere la
situazione. E’ un tentativo difficile, ma vale la pena farlo». \
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Italcementi, sede di Borgo forse diventa un magazzino
Da “La Stampa” del 10
marzo
«Vogliamo continuare
a produrre cemento a Borgo San Dalmazzo». L’hanno ribadito ieri, in
municipio, con i sindacati di fronte al sindaco Pierpaolo Varrone, al
vice Gian Paolo Beretta e al primo cittadino di Valdieri Emanuel
Parracone, Rsu e dipendenti «Italcementi» che hanno fermato lo
sciopero indetto venerdì, in attesa dell’incontro, oggi pomeriggio,
con la direzione in visita da Bergamo.
La cementeria in città è realtà storica. I forni furono costruiti tra
il ‘41 e il ‘56. Impianti e cave danno lavoro a molti addetti e a un
indotto stimato in 250 persone. Ora ci sono timori per il futuro
dell’impianto, fermato prima di Natale. I 97 dipendenti sono in cassa
integrazione da febbraio, fino al 3 maggio. Nell’incontro a Roma
l’altra settimana, tra direzione generale e sindacati, si è fatta
l’ipotesi di prorogare la cassa nel 2009, non specificando cosa
accadrà poi. Il sito di Borgo potrebbe diventare un magazzino; al
momento l’unico impianto fermo dei 18 della multinazionale in Italia.
«Ci dicano quali sono i piani aziendali. Questa è una realtà sana e
può ancora dare» dicono Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil. Dopo
l’incontro con la Rsu i dirigenti «Italcementi» sono attesi in
municipio dai sindaci di Borgo, Valdieri e Roccavione. \
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BORGO S.
DALMAZZO. SCIOPERO FINO A MERCOLEDÌ
I lavoratori
dell’Italcementi
protestano
davanti ai cancelli
Da “La Stampa”
del 7 marzo di BARBARA BARALE
BORGO SAN DALMAZZO
«Vogliamo sapere oggi quale sarà il nostro
futuro, non ci bastano garanzie di non chiusura per un anno. Che sarà
di noi dopo?». Ieri pomeriggio, i 97 dipendenti di Italcementi, a
Borgo San Dalmazzo, hanno risposto indicendo uno sciopero di 5 giorni
(fino alle 24 di mercoledì) alle dichiarazioni «poco chiare» del
gruppo cementiero che l’altro giorno, a Roma, ha incontrato
i rappresentanti sindacali e proposto un ridimensionamento a livello
nazionale, viste le recenti difficoltà di mercato. Lo stabilimento di
Borgo San Dalmazzo diventerebbe un magazzino, ma l’azienda non ha
specificato i numeri di probabili tagli al personale.
«Meglio non dire al malato quando dovrà
morire, perché possa vivere meglio il tempo che gli resta» avrebbe
detto un dirigente nazionale. «Siamo “malati”, ma non sappiamo di che
cosa - ribadiscono Rsu e dipendenti a Borgo -: fino a ottobre la
produzione era nella norma. E ci sarebbe ancora lavoro, ma si è deciso
lo stop all’impianto. Non capiamo quali disegni ci siano dietro questa
fermata e il prospettato cambio di funzione alla cementeria. Chiediamo
che trasparenza e dialogo, princìpi di Italcementi, vengano
rispettati».
Pasquale Stroppiana, Fillea Cgil, e Luigi
Tona, Filca Cisl: «L’azienda ha dichiarato che quest’anno non chiuderà
il sito di Borgo, ma non ha dato certezze per il 2010. La cassa
integrazione iniziata a febbraio durerà fino a maggio, e non sono
esclusi prolungamenti». Dalle 16 di ieri, gli operai incroceranno le
braccia fino a mercoledì. La salvaguardia degli impianti sarà
garantita, a turno, da due dipendenti.
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La crisi della "Italcementi" movimenta il Consiglio a Borgo S.
Dalmazzo, in sala numerosi dipendenti che speravano di ottenere
risposte concrete
Da
www.cuneocronaca.it del 3 marzo
Tanti i temi trattati dal bilancio alle opere pubbliche, argomenti
che sono scivolati inevitabilmente verso la questione della crisi
delle aziende borgarine, in primis la Italcementi che ha dovuto
ricorrere alla Cassa integrazione per i suoi operai.
Folto, infatti, il numero dei dipendenti presenti alla serata,
tutti speranzosi di apprendere notizie positive dall’Amministrazione
che aveva messo all’ordine del giorno il “sostegno dei lavoratori
della ditta”. Solidarietà indiscussa che però, a detta dei primi
interessati “non comporta nulla di tangibile, utile per arrivare a
fine mese e mantenere l proprie famiglie”.
“Speravamo davvero in una soluzione definitiva del problema e,
invece, abbiamo appreso stasera che il sindaco non può far altro che
accantonare alcuni soldi per noi che resteremo, comunque, senza lavoro
- spiega visibilmente commosso e arrabbiato Franco Viale, dipendente
da 22 anni della Italcementi -. Dicono che nel 2010 ci sarà la ripresa
ma è tanto tempo quello che si prospetta dinnanzi ai noi e la paura di
non arrivare a fine mese ci sta uccidendo. Lo stesso sindaco Marrone
dovrebbe saperlo visto che suo padre ha lavorato per 40 anni nella
stessa ditta”.
“Sappiamo che questa situazione andrà peggiorando ma dobbiamo
riuscire a “fare squadra”, unirci nel momento del bisogno per trovare
una soluzione a sostegno dei lavoratori – esordisce Mario Parola,
consigliere di Pedona Libera -. Ci ritroviamo però, di nuovo, a
doverci confrontare con il muro innalzato dalla Giunta di Varrone che
non solo non ha accettato di prendere in considerazione di dimezzare
la tassa sui rifiuti ma non è neppure disponibile a rivedere il
Bilancio in cui non sono evidenziati grandi aiuti a lavoratori e
imprese in vista dell’inevitabile crisi che dovremo affrontare. Non ci
stancheremo mai di ripeterlo, per andare incontro alle esigenze delle
ditte occorre agire subito prima che la situazione degeneri. Le
nostre imprese e i nostri commercianti sono punti di forza indiscussi,
solo loro sono capaci di ridare linfa vitale al mercato internazionale
e garantire il benessere dei lavoratori. L’assessore al Bilancio
Roberta Robbione della Giunta Varrone ha precisato che nella
programmazione del Bilancio revisionale per il 2009 si è tenuto
ampiamente conto dei due fattori che hanno influito e influenzeranno i
rendiconti del Comune: le spese da capogiro dovute alla neve e la
crisi economica mondiale.
Spiega l'assessore Robbione: “Entrambe le questioni non erano previste
e ci hanno letteralmente sorpresi con il conseguente buco nero nelle
casse cittadine . Per le spese della rimozione neve dovremo, infatti,
accedere a un mutuo elevato che si aggira intorno alla cifra di
350mila euro. Una spese eccezionale per una stagione invernale che
anche a detta degli esperti si verifica un a volta ogni 50 anni. La
crisi economica ha rappresentato il secondo fattore che ha influito
significativamente sulla stesura del Bilanci. Da tempo si profetizzava
lo spettro di questo momento oscuro per l’economia, ora ci troviamo a
dover far fronte alle prime terribili avvisaglie. Proprio per questo
l’Amministrazione ha voluto dare vita all’osservatorio che ha
l’obiettivo di monitorare la salute delle imprese borgarine, un
osservatorio composto dagli addetti ai lavori che si riunisce
periodicamente per fare il punto sulla situazione economica delle
ditte di Borgo San Dalmazzo. Abbiamo poi dato vita a un fondo per
provvedere in prima persona alla cassa integrazione degli operai del
paese. Riduzioni delle spese relative alle tariffe scolastiche e altre
iniziative a sostegno delle famiglie. Differente il piano elaborato
per aiutare le imprese, il commercio e l’artigianato.
L’Amministrazione ha, infatti stanziato un fondo a sostegno delle
realtà imprenditoriali sul territorio pari a 51 mila e 500 euro.
Abbiamo dovuto fare delle scelte per reperire tale somma, tra queste
abbiamo fatto dei tagli al settore cultura e sport, senza però grandi
stravolgimenti”.
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Italcementi a
Borgo 13 settimane di cassa
Da “La
Stampa” del 5 febbraio
Tredici settimane
di cassa integrazione per 97 dipendenti (su 98) dello stabilimento «Italcementi»
di Borgo San Dalmazzo. La richiesta è stata ufficializzata l’altro
ieri durante un incontro all’Unione industriale di Cuneo tra direzione
aziendale e sindacati.
Il provvedimento è stato motivato alla difficile situazione del
mercato (il maltempo degli ultimi mesi ha notevolmente ridotto
l’attività dei cantieri edili). La cassa scatterà gradualmente. I
primi a fermarsi saranno gli addetti ai forni; quindi, quelli del
reparto macinazione del cotto. Una volta smaltite le scorte si
bloccherà anche il magazzino. In tutto lo stabilimento resterà in
servizio soltanto l’addetto amministrativo. Ieri sera i rappresentanti
dell’Rsu hanno incontrato, in municipio, l’amministrazione comunale di
Borgo San Dalmazzo, per manifestare la preoccupazione delle maestranze
sulle prospettive dello stabilimento.
Durante l’incontro di martedì all’Unione industriale è stato escluso
un ridimensionamento, almeno per il 2009. Segnali di crisi interessano
tutto il gruppo Italcementi, che conta 12 stabilimenti a livello
italiano. «Per il 4 marzo - spiega Pasquale Stroppiana, Fillea Cgil -,
è convocata una riunione a Roma».
Ed è prevista cassa integrazione, fino al 28 febbraio, anche per i 243
dipendenti della Euroveder, azienda di San Defendente di Cervasca
specializzata nella produzione di vetri per elettrodomestici. La cassa
viene programmata in base alle esigenze produttive dello stabilimento.
Grazie ad recente acquisizione di commesse, ad esempio, il reparto
«caldo» (vetri per forni, cucine a gas) lavorerà per due giovedì,
mentre il reparto freddo (vetri per frigoriferi), riduce di quattro i
giorni di cassa. Il venerdì tutti i dipendenti dello stabilimento
restano a casa. Entro fine febbraio l’azienda si è impegnata a fornire
ai sindacati il quadro degli ordinativi e di eventuali esuberi.
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Italcementi fermo temporaneo d’attività. Forte la preoccupazione dei
lavoratori
Da “La
Guida” del 30 gennaio di Luca Borello
Borgo San Dalmazzo
- Nubi sempre più scure si addensano sull'Italcementi, lo storico
stabilimento che dal 1947 rappresenta una delle più solide realtà
produttive dell'economia borgarina. Dalla sede centrale di Bergamo
arriva - con un comunicato - la conferma delle gravi difficoltà che
investono l'intero comparto delle costruzioni. Il 22 gennaio il
Gruppo ha annunciato alle rappresentanze nazionali dei sindacati un
piano che prevede, per il 2009, la sospensione dell'attività
produttiva in alcuni stabilimenti e il ricorso alla cassa
integrazione per un numero significativo di lavoratori, con
interventi distribuiti nei vari impianti presenti in Italia.
"La situazione del mercato è quantomai incerta - affermano alla sede
centrale di Bergamo - e dunque gli interventi potranno aver bisogno
di aggiornamenti nel corso dell'anno". Per quanto riguarda lo
stabilimento di Borgo è previsto nel corso del 2009 il fermo
temporaneo di tutte le attività. "In ogni caso - spiega Italcementi
- si farà tutto il possibile per limitare gli interventi, ricorrendo
al godimento di ferie e permessi e, solo ove necessario, alla cassa
integrazione. Questo a testimonianza dell'attenzione di Italcementi
al territorio e alle comunità locali, che si rende concreta
nell'adozione di interventi graduali e non traumatici".
momento non sono state comunicate date. Per ora i dipendenti, circa
un centinaio, rimangono a casa, costretti al ricorso alle ferie
obbligate. Forte la preoccupazione dei lavoratori, gravi i
contraccolpi sull'indotto, a trasporti. Le segreterie provinciali dei
sindacati Cgil e Cisl hanno richiesto un incontro nel mese di
febbraio con le direzioni dell'Italcementi di Borgo e Bergamo per
discutere eventuali mediazioni.
La decisione di aprire lo stabilimento di Borgo risale al 1930. I
lavori cominciarono nel 1941 ma furono interrotti dalla guerra;
ripresero nel 1945 e dopo due anni lo stabilimento iniziò
l'attività con due forni rotanti. All'inizio degli anni '60 la
cementeria raggiunse il definitivo assestamento con quattro linee di
cottura. Negli anni successivi gli impianti vennero rinnovati e
ammodernati
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La crisi morde anche
Italcementi ?
Da un
mese i dipendenti in ferie forzate. E si parla di cassa integrazione
Da “La
Guida” del 23 gennaio di Luca Borello
Borgo San Dalmazzo
- Preoccupazione in campo
occupazionale anche per l'Italcementi, colonna storica
dell'economia borgarina: da un
mese i dipendenti sono in ferie forzate ed è circolata l'ipotesi
di cassa integrazione a
partire da settembre, provvedimento
già attuato per altri due
stabilimenti del gruppo. Al momento in cui il giornale
va in stampa nessuna richiesta di cassa integrazione è
pervenuta ai sindacati.
C'è preoccupazione per il futuro
di una colonna storica
dell'economia borgarina, lo stabilimento dell'Italcementi.
Da un mese i dipendenti
sono in ferie forzate ed è.circolata
l'ipotesi di cassa integrazione
a partire dal settembre 2009, provvedimento
già attuato per altri due
stabilimenti del gruppo, nel
Lazio e in Sicilia: "Non ci è
giunta alcuna notizia ufficiale
da parte del cementificio - precisano Pasquale
Stroppiana e Alfio Pennisi,
segretari generali rispettivamente
della Fillea Cgil e della
Filca Cisl - ; sappiamo di
una chiusura invernale prolungata dello stabilimento,
più che altro dovuta
all'andamento meteo che costringe
tutto il settore dell'edilizia
a restare fermo". Ieri (giovedì 22, ndr) si è tenutoun incontro
a livello nazionale per discutere sulla situazioni del Gruppo
Italcementi. Al momento nessuna richiesta di cassa integrazione è
pervenuta ai sindacati. Ma
l'allarme resta alto. Anche
gli esercizi commerciali di
corso Nizza, su cui
gravitano solitamente i lavoratori
della cementeria, han-no
registrato in dicembre un consistente calo del volume di
affari.
Archivio rassegna stampa locale
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