Home    

 

Confederazione Generale Italiana del Lavoro

Camera del Lavoro di Cuneo

La CGIL
Chi siamo
Dove siamo
La segreteria
Lo Statuto
Le categorie
Filcams  - commercio
Filcem - chimici energia
Fillea - edili
Fiom - metalmeccanici
Filtea  tessili
Fisac  bancari assicurativi
Flai  - alimentaristi
Filt  - trasporti
Nidil nuove identità lavorative
Silp  - polizia
SLC  - comunicazioni
FP  - lavoratori pubblici
FLC  - scuola
SPI  - pensionati

I Servizi

CAAF
INCA
Ufficio Vertenze Legali
CID
Sportello Immigrati
AUSER
SUNIA
Federconsumatori

Aree tematiche

Mercato del Lavoro
Sicurezza e Salute

Archivio

News
Documenti
Fotografico
 
 

Si tagliano gli stipendi per salvare il lavoro

Da “La Guida” del 10 dicembre 2010 di Massimiliano Cavallo

Robilante - (mc). Tutti i posti di lavoro so­no salvi, ma per farlo ci si è tagliati lo stipen­dio del 10%. Pezzo dopo pezzo la questione dell'Istituto Climatico di Robilante sta tro­vando soluzioni per salvare struttura, posti letto e posti di lavoro. Proprio sul futuro dei dipendenti si è tenuta una stretta trattativa tra la nuova proprietà e i sindacati, che alla fine si sono dichiarati soddisfatti dell'esito, anche se Cisl e Cgil, prima di firmare il nuo­vo contratto, si sono rivolti ai lavoratori at­traverso un referendum, la cui risposta è sta­ta quasi unanime (60 su 62 votanti), accet­tando positivamente le nuove condizioni

Tutti i posti di lavoro sono stati salvati ma tutti i dipendenti dell'Ex Climatico coinvolti nella con­trattazione hanno accettato una decurtazione in busta paga di circa il 10%, che significa una perdi­ta media di 80 euro al mese.

La trattativa si prospettava non facile. Inizial­mente si parlava infatti di 21 potenziali esuberi su 66 lavoratori operanti con un contratto di sanità privata sotto la gestione Artusio. Un taglio netto cui i sindacati si sono nettamente opposti. Un ter­zo dei lavoratori, che in questi anni ha dovuto af­frontare già una serie di difficoltà non indifferen­ti, da stipendi bloccati per mesi ai vari cambi di ge­stione, rischiavano dunque di essere lasciati a ca­sa, ma è stata soprattutto la compattezza dei sin­dacati, che hanno adottati una linea comune, a portare buoni risultati. Al termine della prima gior­nata di trattative, gli esuberi previsti erano già sta­ti ridotti a 12. Ai sei "reintegrati" con qualifica di infermiere, è stata richiesta una maggiore disponi­bilità con possibilità di svolgere mansioni differen­ti, quando richiesto, rispetto alla professionalità specifica, pur mantenendo le condizioni economi­che del loro contratto. Nella seconda giornata di contrattazione è stata trovata una soluzione anche per gli altri dodici. Di questi 5 verranno impiegati nella mensa della struttura, gli altri 7 nelle pulizie Tutti avranno un contratto a tempo indeterminato con la società "Expert" a cui è stato appaltato il servizio di mensa e pulizia dell'Ex Climatico.

"Non era ammissibile - rileva Alessandro Ber­taina, Fp Cisl - che qualcuno fosse lasciato a casa. In una vicenda come questa, In cui sì sono susse­guite per quasi un anno speranze e delusioni, ave­vamo chiaro il nostro obiettivo. Tutti i lavoratori ci hanno sostenuto, hanno creduto in una soluzione positiva, hanno lottato con noi, anche quando for­se c'era poco da essere ottimisti. Dunque meritava­no di continuare qui".

"È un contratto peggiorativo - evidenzia Danila Botta della Fp Cgil -, siamo passati da un contrat­to Aiop di sanità privata ad un contratto di assisten­za per strutture residenziali, ma nonostante questo, grazie alla contrattazione sindacale, poiché in realtà non sarebbero previsti per questa tipologia contrattuale, abbiamo ottenuto i premi di produ­zione annuale".

Il nuovo contratto depositato venerdì sera in Tri­bunale a Cuneo, dopo la firma del curatore falli­mentare, Enrico Stasi, ha decorrenza a partire dal I ° dicembre,

Sul fronte lavorativo resta però ancora una par­tita in sospeso, ovvero il reintegro di alcuni dei me­dici che sotto la precedente gestione operavano ín questa struttura. Un passaggio che non è ancora stato ufficializzato. E poi resta la spada di Damo­cle sul futuro della struttura, in attesa della sen­tenza del Tribunale sul ricorso presentato da Ma­ria Stella Ferraresi, ex socia della precedente pro­prietà della società romana con a capo Alessandro Bartoli. La Ferraresi ha chiesto la revoca della ven­dita.

 

--------------------

Sacrifici per salvare il “Climatico”

Dal 1º dicembre 54 dipendenti avranno lo stipendio ridotto del 10%

Da “La Stampa” del 27 novembre 2010 di Barbara Morra

L’istituto climatico avrà un futuro. Ieri è stato sancito l’accordo tra la nuova proprietaria Margherita Artusio (anche titolare del «Centro di riabilitazione Ferrero» di Alba) e i rappresentanti sindacali: è seguita la sottoscrizione dei nuovi contratti di lavoro da parte dei dipendenti.

La trattativa risale all’altro ieri. La nuova proprietà - che ha acquistato la struttura alla terza asta indetta dal tribunale dopo il fallimento - ha messo sul tavolo il problema di 21 esuberi. Limando le condizioni di assunzione si è scesi a 12. «Ma queste persone - ha spiegato Alessandro Bertaina, della Cisl - sono state assunte con contratto a tempo indeterminato dallo stesso gruppo imprenditoriale nel settore pulizie e ristorazione». Per gli altri 54 dipendenti dal primo dicembre varrà un altro tipo di contratto con una retribuzione ridotta di circa il 10%. L’accordo sindacale è stato siglato anche dalla Cgil. Danila Botta, segretario della Funzione pubblica: «Il fatto che un gruppo abbia deciso di puntare sul rilancio della struttura e che si sia trovato un accordo è una buona notizia, ma resta l’evidenza che i disastri compiuti dalla precedente proprietà li hanno pagati i lavoratori. Fortunatamente siamo riusciti a ridurre il danno dell’abbassamento degli stipendi con un premio di presenza annuale. Ora ci attendiamo che Provincia e Regione, sino ad ora spettatori, si diano da fare».

La contrattazione ha coinvolto direttamente i lavoratori. L’accordo è stato sottoposto a un referendum: 60 su 62 (98%) dipendenti lo hanno approvato.

Margherita Artusio, che ha gestito sino ad ora la struttura in base a un contratto d’affitto, commenta: «Nonostante un contesto non agevole, abbiamo ritenuto di proseguire con coerenza il percorso avviato ad aprile. L’accordo raggiunto rappresenta per la società, l’assunzione di un impegno notevole. Ogni parte in trattativa ha posto la propria ampia disponibilità per salvaguardare l’attività e l’occupazione. Lavoreremo in sinergia con le istituzioni, per riportare l’Istituto climatico ai livelli consoni al tipo di attività ed alle esigenze del territorio».

 

------------------------------

“Revocate l’asta del Climatico”

Istanza presentata al magistrato da un ex socio della precedente proprietà dell’istituto di Robilante

Da “La Stampa” del 11 novembre di BARBARA MORRA
ROBILANTE
Ieri doveva essere il giorno della svolta per il futuro dell’Istituto climatico di Robilante. In tribunale il giudice che segue l’asta di vendita (prezzo base 2 milioni di euro) ha aperto la busta contenente l’unica offerta di acquisto della struttura, presentata da Margherita Artusio proprietaria del Centro di riabilitazione Ferrero di Alba. Quest’ultima è stata dichiarata aggiudicataria, in via provvisoria, dell’istituto. Una novità assoluta per il climatico, dopo le due aste precedenti andate deserte e unica, realistica, prospettiva di salvezza dalla chiusura.
Inaspettatamente, in mattinata, è arrivata al magistrato un’istanza di revoca dell’ordinanza di vendita appena pronunciata. A proporla è Maria Stella Ferraresi, ex socia della precedente proprietà. Una doccia fredda per tutti i presenti, dai rappresentanti sindacali Danila Botta e Alessandro Bertaina della funzione pubblica Cgil e Cisl, all’aspirante acquirente, alla procedura fallimentare curata da Enrico Stasi.
La legge prevede che, dopo dieci giorni di affidamento provvisorio dell’Istituto al Centro Ferrero (in cui, in extremis, eventuali interessati possono proporre un’offerta migliore) inizi la trattativa con i sindacati per la definizione delle posizioni contrattuali. Se quest’ultima va a buon fine l’atto di cessione viene formalizzato davanti a un notaio.
Ieri il giudice non si è pronunciato sulla legittimità o sugli effetti che provoca la richiesta di revoca della vendita. Potrebbe non avere conseguenze. È certo che il nuovo intervento provocherà ritardi nella definizione dell’acquisto con ripercussioni sull’attuale gestione. L’istituto climatico è affidato in via provvisoria al Centro Ferrero, con un contratto di affitto, già prorogato, che scadrà il 30 novembre. Per l’imprenditrice Artusio il problema è di continuare ad investire per gestione e manutenzione in attesa del rilancio della struttura senza avere la certezza di poterla acquistare in via definitiva. Per il centinaio di lavoratori e gli ospiti dell’istituto (90 posti) è uno stillicidio di incertezze.
«Oggi (ieri ndr) siamo comparsi all’udienza fissata ed abbiamo preso atto che non è pervenuta alcun’altra offerta - commenta l’avvocato Davide Fracchia che rappresenta il Centro Ferrero -. L’udienza si è conclusa senza l’emanazione di alcun provvedimento, in attesa dell’eventuale presentazione di offerte migliorative entro i prossimi 10 giorni. Successivamente, nei corridoi del tribunale, la società è venuta a conoscenza del deposito di istanza da parte di soggetti terzi, apparentemente, visto che i contenuti non ci sono noti, volta ad inficiare la validità del procedimento sin qui svolto. Rimaniamo in attesa di conoscere i contenuti dell’istanza e gli eventuali provvedimenti del tribunale». «Siamo perplessi - commenta Alessandro Bertaina della Cisl -. Confidiamo in una risposta rapida e chiara del tribunale nel rispetto di dipendenti e ospiti». Per Danila Botta della Cgil l’istanza di revoca ha «un sapore quasi vendicativo». «Sono allibita - commenta - che si continui a giocare sulla pelle di tante famiglie. Questa richiesta poteva essere avanzata prima. Abbiamo fiducia nel curatore fallimentare e stiamo valutando di opporci all’istanza di revoca per tutelare i lavoratori». Nessuna dichiarazione è stata rilasciata dalla procedura fallimentare, ieri rappresentata da un collaboratore di Enrico Stasi.
L’istituto climatico di Robilante è fallito il 30 marzo. In aprile vennero arrestati dalla Guardia di Finanza con l’accusa di bancarotta fraudolenta distrattiva e documentale tre ex gestori: Alessandro Bartoli, amministratore unico e legale rappresentante della srl a cui faceva capo la clinica, Silvia Galletto di Manta e Giorgio Mezzadri, commercialista di Genova, già presidente del Collegio sindacale.

--------------------------------------

Fumata bianca per l'ex Climatico di Robilante: accettata l'offerta della Artusio

Da 2www.targatocn.it” del 29 settembre

 

Venerdì l’ennesima offerta dell’Artusio, martedì 28 settembre finalmente la risposta definitiva del curatore fallimentare dott. Stasi. L’offerta presentata dalla proprietaria del Centro Riabilitazione Ferrero è stata ritenuto adeguata per bandire una terza e risolutiva asta. Un’offerta di 1.900.000 euro (il prezzo d’acquisto fissato per la prima asta del giugno scorso era di 4.000.000 di euro). Ma tra venerdì e lunedì, c’è dell’altro da raccontare.In realtà l’offerta di venerdì è stata ritoccata al rialzo di circa 300.000 euro. Senza quest’aumento il dott. Stasi non avrebbe accettato. Lunedì 27, in una riunione in cui aveva convocato i dipendenti della struttura aveva definito l’offerta “irragionevole e volta ad un ribasso eccessivo”. L’incremento invece ha cambiato il giudizio fermo restando che l’offerta non è più vincolata ai 120 posti in convenzione, vanno bene i 90 garantiti ad oggi dalla Regione Piemonte. Ora, l’asta non sarà immediata, per cui automatico è scattata la proroga del contratto d’affitto per altri due mesi (la scadenza originaria è il 30 settembre). Tempo per presentare una eventuale offerta da parte di altri soggetti interessanti a rilevare la proprietà dell’Ex Climatico è il 30 novembre.

Sul fronte sindacale questi ultimi repentini sviluppi mutano un po’ lo scenario descritto fino a qualche giorno fa: “In primo luogo – esordisce Bertaina della FP Cisl -, se non si fosse trovata un’intesa che perlomeno garantisse una terza asta, nella giornata del 29 settembre avremmo organizzato un presidio davanti alla Provincia con tutti i dipendenti dell’Ex Climatico per manifestare la nostra disapprovazione rispetto alla scarsa sensibilità alla questione mostrata dalla politica, intesa sia come Provincia sia come Regione. Abbiamo più volte bussato alle loro porte ma ogni possibile aiuto ci è stato negato. Solo frasi di circostanza. Ringraziamo invece il Comune di Robilante che in questi mesi si è prodigato per trovare una possibile soluzione. Comunque se non fosse stato per i sindacati, e per quanto mi riguarda la Cisl, oggi i dipendenti sarebbero già tutti a casa”.

Poi una stoccata: “Siamo stati accusati di voler favorire Amos. Gli ultimi sviluppi chiariscono anche questo confermando la nostra neutralità. Su Amos poi, posso dirvi che o non hanno voluto oppure non sono stati in grado di  presentare un possibile piano operativo”. Infine guardando al prossimo futuro: “Entro il 30 novembre ci sarà la terza asta. Da venerdì ad oggi l’offerta presentata dall’Artusio è salita di credo 300.000 euro. Ora, non vorrei passasse la logica perversa per cui avendo la proprietà incrementato l’offerta dovrà poi recuperare riducendo gli stipendi dei dipendenti. Ricordo che il prezzo di partenza per la prima asta era superiore all’attuale di oltre il 50%. Vorrei essere chiaro sin da ora, chiunque sarà il proprietario della clinica, a livello di contrattazione non transigeremo ed anzi adotteremo una linea seria e rigorosa a tutela dei contratti dei dipendenti”.

------------------------------

Seconda asta fallimentare deserta per il Climatico, futuro sempre più buio

Da “La Guida” del 17 settembre di Massimiliano Cavallo

Robilante - Anche la secon­da asta, così come la prima del 30 giugno scorso, seguita al fal­limento dell'Istituto climatico di Robilante è andata deserta. La struttura della valle Verme­nagna rimane senza un pro­prietario e soprattutto rimane senza futuro, perché il contrat­to d'affitto con l'attuale società di gestione, l'impresa Artusio Spa di Alba, scade il 30 settem­bre.

Nessuna offerta è arrivata sul tavolo del curatore falli­mentare Stasi in Tribunale per rilevare la struttura che dal 1° aprile è in affitto alla società che gestisce anche il Centro Riabilitazione Ferrero di Alba. A scoraggiare l'offerta anche della stessa Margherita Artusio sembra resti la questione degli accreditamenti da parte dell'A­sl e della Regione: si vogliono garanzie da parte dell'Asl che i posti di riabilitazione della struttura di Robilante siano mantenuti nei prossimi anni. Una garanzia che salva non so­lo la struttura, ne dà futuro, ma salva posti di lavoro e un presidio sanitario storico della valle Vermenagna.

Per ora i posti in convenzio­ne che la Regione, con delibe­ra, ha assegnato alla struttura di Robilante sono in tutto no­vanta. Ma secondo i potenzia­li acquirenti sono troppo pochi per suscitare un effettivo inte­resse e per garantire che l'isti­tuto, su cui bisogna anche pe­santemente investire dal punto di vista strutturale, possa fun­zionare.

Ora occorrerà attendere i prossimi giorni per capire e de­finire i possibili scenari che si apriranno anche alla luce di un possibile ritorno in scena di un altro offerente (già annunciato qualche mese fa da La Guida), ovvero l'Amos Spa, la società di servizi, oggi tutta pubblica, nata come sperimentazione sanitaria cuneese. Proprio nelle ore successive alla scadenza dell'asta, sembra che l'Amos abbia manifestato l'interesse a partecipare a un eventuale ter­zo rilancio: uno scenario dun­que che cambia le carte in ta­vola rispetto all'offerta unica prevista fino ad oggi.

L'esito positivo della vicenda è legato a due decisioni: la scel­ta del curatore fallimentare di fissare una nuova asta, una ter­za ed ultima possibilità con scadenza entro la fine dell'an­no e che sia prorogato di con­seguenza il contratto d'affitto; e quella della Regione Piemon­te di aumentare il numero di posti letto in convenzione. Pro­babilmente la possibilità di una terza asta sarà decisa già a partire dalle prossime ore.

"Negli ultimi giorni - spiega Alessandro Bertaina, segreta­rio Fp Cisl Cuneo - avevo capi­to, anche da colloqui intercor­si col direttore dell'Asl Cn 1 Corrado Bedogni, che non ci sarebbe stato da parte della Regione un accreditamento superiore ai 90 posti. In questa situazione non è tanto deter­minante il prezzo d'acquisto della struttura, quanto piutto­sto i posti accreditati che ver­ranno garantiti e coperti dalla Regione".

Il rischio non scongiurato è comunque che ci possa non es­sere spazio per una terza asta in tempo utile per capire quan­to sia il margine di contratta­zione e per capire se sia vero o meno che non bastano per il mantenimento della struttura i 90 accreditamenti ma ce ne vorrebbero almeno 120.

"È importante - continua Bertaina - che coscientemente le parti in causa si rendano conto di quanto delicata sia la questione e Asl e Regione ri­spondano positivamente alle richieste, perché come sinda­cati siamo preoccupati del de­stino di quasi 200 tra lavorato­ri e pazienti,ancor di più dopo tutti questi mesi di lavoro per cercare di trovare la soluzione più idonea".

Dopo la richiesta da parte del Comune a una risposta chiara dalla Regione e dall'Asl, si aggiunge dunque quella dei sindacati e dei lavoratori il cui futuro a Robilante è sempre più incerto.

-----------------------------------

ROBILANTE. APPELLO DEL COMUNE DOPO IL FALLIMENTO E L’ASTA ANDATA DESERTA
“La Regione salvi la clinica”

Da “La Stampa” del 5 settembre di ]FRANCESCO DOGLIO
ROBILANTE
Ancora incertezza per l’Istituto Climatico di Robilante, che in val Vermenagna dà lavoro ad un centinaio di persone. Dopo la sentenza di fallimento del 30 marzo e la prima asta pubblica andata deserta (in luglio), ad oggi quello che preoccupa in paese è il silenzio delle istituzioni e il problema di quanti posti letto verranno accreditati e quindi pagati dalla Regione. «Deve muoversi la politica - dice il sindaco di Robilante Biagio Bedino - e risolvere il nodo dell’accreditamento. Peccato che da Regione e Provincia non si ricevano più notizie, nonostante i nostri tentativi di metterci in contatto».
La situazione: a gestire la clinica di Robilante, in via provvisoria, c’è il «Centro riabilitazione Ferrero di Alba», diretto dall’imprenditrice Margherita Artusio. La prossima asta per l’acquisizione dell’Istituto è fissata al 14 settembre. Fino a fine anno, poi, la struttura è accreditata in Regione per 130 posti, con una possibile proroga fino a giugno 2011. Proprio l’accreditamento è una delle questioni che, secondo Comune e sindacati, devono essere risolte. Lo spiega Alessandro Bertaina, segretario provinciale Cisl funzione pubblica: «Dopo i tagli alla sanità a livello nazionale nessuno sa quanti posti verranno accreditati in Regione. Il problema, per chi intende acquistare la struttura, è proprio questa incognita: stabilire un prezzo è difficile. Se la struttura mentiene i 130 posti ha un certo valore, se ci dovessero essere solo 90 posti convenzionati potrebbe valer molto poco. La paura è che si arrivi all’asta senza sapere quanti posti verranno accreditati. Per contro la gestione della Artusio è stata, fino ad oggi, seria ed efficiente».
Su una delibera del Consiglio comunale di Robilante si legge che lo stesso Centro Ferrero sarebbe intenzionato a fare un’offerta di 2 milioni e 160 mila euro per acquistare l’Istituto. «Mi auguro - conclude Bedino - che la struttura venga rilevata e si continui a lavorare. È una clinica importante per i malati e per i posti di lavoro che offre ai cittadini di Robilante».

---------------------------------

ROBILANTE.IL PRIMO ALLARME LANCIATO DAI SINDACATI
“L’emergenza è salvare l’Istituto Climatico”
Dopo il fallimento e l’arresto di tre ex gestori

Da “La Stampa” del 13 aprile 2010

Non ha sorpreso i sindacalisti la svolta nella vicenda dell’Istituto climatico di Robilante, che ha portato, lo scorso fine settimana, ai tre arresti per «bancarotta fraudolenta distrattiva e documentale».
«Era mesi che segnalavamo questa grave situazione - spiega Alessandro Bertaina, Cisl -, tanto che avevo portato la questione anche davanti al presidente della Provincia e presentato un esposto in questura e in prefettura. Per questo venni anche accusato di essere un visionario e di voler sollevare un eccessivo allarmismo. Non solo c’erano ritardi nei pagamenti degli stipendi, ma iniziavano a venir meno anche i rifornimenti di generi alimentari. Nel primo incontro che abbiamo avuto in Provincia i responsabili dell’Asl avevano ammesso che una parte dei soldi che la Regione versa come convenzione era pignorata». «C’erano lacune organizzative spaventose - dice ancora Bertaina -. Quando chiedevamo spiegazioni sui mancati pagamenti ci veniva risposto che tutto era dovuto al cattivo funzionamento dell’antenna satellitare che collegava l’istituto a una banca di Roma».
«Non è che la riedizione della vicenda dell’Istituto Ferrero di Alba - spiega Danila Botta, Cgil -. Fatti che dimostrano come nella sanità privata non sempre c’è trasparenza nelle operazioni. Davanti ai mancati pagamenti e ai pignoramenti, avevamo posto delle domande direttamente ad Alessandro Bartoli, che, però, non ci ha mai risposto. Secondo lui era solo un problema di computer». «Attenzione - dice ancora Botta -, la svolta giudiziaria non ha, però, risolto i problemi sul futuro della clinica. Servono investimenti per migliorare strutturalmente i locali. Se il numero di degenti non aumenterà, ora sono 68, si rischiano ulteriori tagli occupazionali».
Oggi, alle 9, è previsto un incontro tra sindacalisti e i responsabili del «Centro di riabilitazione Ferrero srl» di Alba, a cui la struttura, dopo il fallimento, è stata affittata per tre mesi.
«La grave situazione economica era evidente - dice Biagio Bedino, sindaco di Robilante -. La mancata ricapitalizzazione è stato il segnale che le cose stavano precipitando. Quello che mi ha sorpreso, però, è l’accusa di bancarotta. Abbiamo già avuto un incontro con la gestione provvisoria. Ora l’obiettivo è aumentare i degenti e di conseguenza anche i posti di lavoro. L’Istituto climatico era e resta una ricchezza per il territorio. Come amministrazione comunale abbiamo sempre fatto tutto quello di nostra competenza per salvare la clinica; era già stato avviato anche l’iter per l’ampliamento della struttura, con tanto di approvaazione in Commissione».

-------------------------------

Il Climatico al “Centro Ferrero”

Da “La Stampa” del 2 aprile di Lorenzo Boratto

L’istituto climatico di Robilante va al «Centro di riabilitazione Ferrero srl» di Alba. A 48 ore dal fallimento della clinica privata e convenzionata della valle Vermenagna si è arrivati a un contratto di affitto di tre mesi. I posti di lavoro persi sono 50, tutti dipendenti delle cooperative impegnate all’istituto di Robilante. La sentenza di fallimento è stata depositata in tribunale a Cuneo martedì: dal 2008 l’Istituto climatico era di un’azienda con sede a Roma.
Sono stati due giorni frenetici per il curatore fallimentare Enrico Stasi. Ieri pomeriggio, davanti a un notaio di Cuneo, la firma del contratto d’affitto: 21 mila euro per tre mesi, dopo i quali saranno avviate le procedure per la vendita dell’azienda.
La firma sul contratto è dell’amministratore delegato del «Centro Ferrero», l’imprenditrice albese Margherita Artusio, che a ottobre già aveva rilevato il centro di riabilitazione di Alba dopo il fallimento.
Stasi spiega: «Ci siamo attivati per trovare una soluzione in tempi record, per salvaguardare degenti e personale. Grazie anche alla professionalità del giudice Roberta Bonaudi è subito stato trovato un contraente».
Alla gara ha partecipato anche la clinica «Cellini spa» di Torino (gruppo Humanitas), che però avrebbe mantenuto un numero inferiore di posti di lavoro. Una terza offerta è arrivata ieri pomeriggio, a gara ormai conclusa.
Sull’indebitamento della clinica Stasi aggiunge: «Fa parte del fallimento. Le passività pregresse non saranno trasferite alla nuova proprietà. A quanto ammontano? Devo vedere i documenti, non c’è stato il tempo di conteggiarle perché prima venivano malati e dipendenti».
I pazienti ricoverati ora sono 72 (su 120 posti letto, tutti convenzionati con la Regione per lungodegenze e riabilitazioni), soprattutto del Torinese. Alessandro Bertaina, segretario della funzione pubblica della Cisl, spiega: «I tempi sono stati strettissimi: forse già domani (oggi, ndr) si sarebbero dovuti trasferire i pazienti e sarebbero stati persi tutti i posti di lavoro. Con le altre sigle sindacali abbiamo raggiunto un buon accordo. I dipendenti assunti con contratto a tempo pieno e indeterminato passeranno da 87 a 72. Ne restano 15: una dipendente si era già licenziata, gli altri 14 avranno una cassa in deroga per 8 mesi. Lavoreremo perchè possano essere assunti direttamente dal Centro Ferrero». Fuori dall’accordo i dipendenti delle cooperative: erano 50.
Artusio aggiunge: «Avevo conosciuto la struttura in passato: ritenevo giusto dare una mano nel momento del bisogno, anche se la situazione è precipitata all’improvviso. È stato un passaggio importante, anche perchè si trattava di tutelare salute e persone».

---------------------------

Climatico, fallisce e non chiude
Martedì la decisione del giudice, ma sono già stati individuati nuovi gestori

Da “La Stampa” del 1 aprile 2010 di LORENZO BORATTO
ROBILANTE
È fallito l’istituto climatico di Robilante, la clinica privata accreditata dalla Regione che da mesi versava in pessime condizioni economiche. La sentenza di fallimento è stata depositata martedì: da due giorni il procuratore fallimentare Enrico Stasi è al lavoro per trovare chi possa affittare la struttura. I colloqui si sono succeduti ieri tutto il giorno, forse oggi arriveranno le prime notizie positive.
Alla clinica, ieri pomeriggio, i volti erano tesi: molti sindacalisti invitavano a non fare domande «per non creare allarmi», ma nel frattempo il comunicato stampa con la notizia del fallimento veniva inviato alle redazioni; anche tra i dipendenti nessuno voleva dire nome e cognome. Alcuni lavoratori: «Gli stipendi in ritardo? Abbiamo ricevuto quello di febbraio, per marzo non si sa». I pazienti ricoverati ora sono 72 (su 120 posti letto, tutti convenzionati con le Asl per lungodegenze e riabilitazioni), soprattutto del Torinese. I dipendenti sono 127 tra infermieri, fisioterapisti, ausiliari e medici: la metà sono stranieri. Altri 35 dipendenti sono assunti dalla cooperativa torinese «Santa Rita».
Stasi: «Ci sono imprese interessate ad affittare la struttura. Stiamo lavorando in questa direzione, si tratta di aziende di rilievo». La ricapitalizzazione ipotizzata dalla proprietà, appena due settimane fa, era di 2 milioni di euro. Ieri ci sono stati colloqui con i vertici dell’Asl Cn1 perché, in caso di problemi, tutti i degenti trovino comunque una collocazione nel Cuneese. Ieri i dipendenti ripetevano: «Per la notte tutti i turni sono coperti».
Alessandro Bertaina, segretario della funzione pubblica Cisl: «Le prime lamentele risalgono al 2009. Da allora abbiamo seguito la vicenda, cercando di coinvolgere anche Prefettura e Provincia. L’istituto è una struttura di qualità, anche se dalla proprietà il silenzio è stato assoluto in questi ultimi mesi».
Loredana Sasia, Filcams-Cgil: «Da non dimenticare anche le 7 lavoratrici dell’impresa di pulizia: loro rischiano di essere lasciate a casa

 

------------------------------------


Presidio dei dipendenti dell’Istituto climatico

Da “Ka Stampa” del 9 febbraio di CARLO GIORDANO
ROBILANTE
Presidio dei dipendenti dell’Istituto climatico di Robilante, domani pomeriggio, a partire delle 14,30, davanti al municipio del paese.
L’iniziativa è stata organizzata da Cgil, Cisl e Uil, per richiamare l’attenzione sulle difficoltà finanziare che da alcuni mesi stanno interessando la struttura sanitaria.
L'Istituto climatico, situato sulla collina alla periferia di Robilante, dispone di 120 posti letto convenzionati (90 per degenza e 30 per riabilitazione) e conta circa 150 dipendenti, di cui 110 (infermieri, operatori socio-sanitari, fisioterapisti, ausiliari), assunti direttamente dalla società e una quarantina appartenenti a cooperative e impiegati in servizi di pulizia e assistenza.
«Nel 2008 c’è stato un cambio di proprietà - spiega Danila Botta, segretaria provinciale Funzione pubblica della Cgil -. Lo scorso settembre la direzione ha deciso la terzializzazione di una serie di servizi di assistenza, successivamente gli stipendi hanno iniziato a ritardare. Siamo quindi preoccupati sul futuro della struttura, anche perchè l’autorizzazione al funzionamento dell’Istituto climatico e la convenzione con l’Asl Cn1 sono provvisorie e vincolate all’esecuzione di una serie di lavori. Il nostro obiettivo è salvare la struttura, che è patrimonio di tutta la collettività».
La questione era stata analizzata il 25 gennaio scorso durante un incontro in Provincia a Cuneo, al quale avevano partecipato la presidente Gianna Gancia, l’assessore al Lavoro Pietro Blengini, i sindacalisti Giampiero Porcheddu, Alessandro Bertaina, Luisa Ballario e Fabrizio Silvestro per la Cisl Funzione pubblica, l'assessore del Comune di Robilante Mattia Barberis e il direttore amministrativo dell'Asl Cn1 Alberto Osenda.
Intanto, una buona notizia arriva da Verzuolo. Per la cartiera «Burgo» è previsto un aumento del cinque per cento dei volumi di produzione. Il dato è emerso durante l’incontro tra i sindacati e i vertici del gruppo, che si è svolto a Vicenza (sede del gruppo) la scorsa settimana.
«L’anno scorso – spiega Ugo Brunetto, Cisl – ci sono stati tra i 60 e i 70 giorni di cassa integrazione e quest’anno potrebbero diminuire. L’azienda ha spiegato di non voler indire fermate produttive nel primo triennio, ma ci saranno comunque degli stop».
Uno dei periodi individuato per la cassa integrazione sarà l’estate. Inoltre, dovrebbero essercene altri due.
Ad aprile sarà formato il nuovo Consiglio di amministrazione del gruppo cartario e toccherà poi ai vertici rinnovati prendere le decisioni per il futuro.
Lo storico stabilimento di Verzuolo dà lavoro a 450 persone

 

Archivio rassegna stampa locale