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Mondovì, per la prima volta cassa integrazione all’Ipm

Da “La Stampa” del 28 dicembre 2011 di [G. SCA.]
Cassa integrazione, per la prima volta, alla «Ipm spa» di Mondovì. È l’Industria Plastica Monregalese, con sede in via Vigevano, specializzata nella produzione di pellicole e film in materiali plastici.
È stata rilevata, nel 2008, dalla Umeco, azienda britannica leader nel settore aerospaziale. Quotata alla Borsa di Londra, Umeco ha realizzato nell’ultimo esercizio vendite per oltre 335 milioni di euro. A Mondovì i sindacati annunciano un periodo di cassa integrazione ordinaria richiesta dall’azienda per gli oltre 80 dipendenti. «In realtà fino al 29 gennaio - spiega Gino Vennettillo, della Cgil di Cuneo - saranno 13 le persone interessate dall’ammortizzatore sociale. Poi ci sarà la proroga fino al 28 aprile e l’azienda chiederà la cassa integrazione fino a un massimo di 45 operai e 10 impiegati».
Gli ordini per la produzione ci sono, più che altro si parla di un’attesa forzata in vista dell’installazione di una nuova linea. «Una - aggiunge Vennettillo - è stata spostata in Cina, ma c’è il progetto di ampliamento di un capannone». I lavori dovrebbero iniziare nel 2012. «La programmazione completa della cassa integrazione - continua il sindacalista - è prevista a inizio gennaio, quando incontreremo nuovamente i vertici aziendali. In questo momento la ditta è ferma per la pausa natalizia e la produzione ricomincerà il 9 gennaio».
La Ipm è una delle aziende storiche della città, fondata nel 1963 da Giovanni Ferrrero. Circa trent’anni fa fu la famiglia Forzano ad entrare come socio, sviluppando, a Mondovì, la produzione. La Umeco realizza pale eoliche che generano il minor attrito possibile con l’aria, aumentando le capacità di immagazzinare energia girando più velocemente.

 

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Americani comprano azienda di Mondovì

Da “La Stampa” del 11 dicembre 2008 di GIANNI SCARPACE
MONDOVI’
La Umeco, azienda anglo-americana leader nel settore aerospaziale, ha comprato la Ipm (Industria plastica monregalese) di Mondovì, specializzata nella produzione di pellicole e film in materiali plastici.
La Ipm è una delle aziende storiche della città, fondata nel 1963 da Giovanni Ferrero. Circa trent’anni la famiglia di Meo Forzano entrò come socia di minoranza. Ieri i nuovi vertici aziendali (era presente il legale rappresentante in Italia dell’azienda anglo–americana) hanno incontrato i lavoratori. La ditta ha ottanta dipendenti, cinquanta dei quali a tempo indeterminato. L’accordo prevede che la società americana versi 16,8 milioni di euro, di cui 12,8 per l’acquisto dell’azienda italiana e 4 per saldare le pendenze della stessa verso i propri creditori.
La Umeco intende realizzare pale eoliche che generino il minor attrito possibile con l’aria, aumentando le loro capacità di immagazzinare energia girando più velocemente. Il materiale in grado di attuare questo accorgimento tecnico è un polimero prodotto dalla Ipm che, a sua volta, si lancia in questo settore.
«In realtà – dice Gianfranco Ferrero, manager che rimarrà per un periodo di tempo nello staff dell’azienda – la Umeco era già presente in Ipm per un ramo dell’attività acquisita tempo fa. Abbiamo chiesto ai nuovi proprietari garanzie dei livelli occupazionali e sviluppo del core business aziendale. Alla base della nostra decisione di vendere, molto sofferta, c’è la necessità di ampliare e riorganizzare il lavoro, impegno non sostenibile dalle due famiglie ex proprietarie. In quattro anni siamo passati da un fatturato di 15 milioni di euro ai 30 di oggi. Alla Umeco abbiamo posto come condizione, peraltro accettata, di avere una continuità aziendale».
Il piano industriale annunciato dal gruppo internazionale prevede due fasi. Prima «un aumento della capacità produttiva nello stabilimento italiano per soddisfare la crescente domanda dei clienti»; in un secondo tempo «l’espansione della produzione in altre aree del mondo, dove la domanda di sistemi eolici è in forte crescita».

 

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