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–Tre
giorni di dibattito «e ribellione»
Da “La Stampa”
del 6 settembre 2011 di [L. B.]
Da oggi, per 3 giorni e 2 notti, gli «indignati» vanno in piazza.
Anche a Cuneo, come a Madrid e in tante altre metropoli d’Europa:
soprattutto giovani e precari, per protestare contro il governo e «per
una crisi che sta tagliando il futuro». A Cuneo la protesta, con tende
e sacchi a pelo, sarà in piazzetta Audiffredi, accanto al Municipio.
Tre giorni di dibattiti tematici, documentari, reading teatrali,
letture pubbliche, musica e gazebo. Aderiscono tante associazioni e
partiti e anche «Il Popolo Viola» di Cuneo, che scrive: «Un occasione
per difendere i diritti, per esercitare i nostri doveri di cittadini.
Siamo indignati e qualcosa di diverso: bisogna ribellarsi, esigere
onestà, moralità, rettitudine. Cari cuneesi, uscite di casa il 6
settembre per andare in piazza. Resistiamo e ricostruiamo insieme la
nostra amata Italia». Critico invece il consigliere regionale del
Movimento 5 Stelle, Fabrizio Biolè: «Gli indignati hanno fatto una
forse poco opportuna appendice dallo sciopero generale Cgil.
Iniziativa importante, degna di nota, condivisibile, ma i dubbi del
movimento e dei Grillini sorgono perché l’iniziativa nasce zoppa: il
bersaglio singolo e poco strategico è l’attuale governo. La sacrosanta
“indignazione” andrebbe indirizzata contro chi, destra o sinistra,
ministri o amministratori, classe dirigente o cittadini, ha portato
alla situazione italiana attuale». Biolè ricorda la legge di
iniziativa popolare «Parlamento pulito» per cui nel 2007 furono
raccolte 350 mila firme («non è mai stata affrontata dal Parlamento»).
Da sabato presidio ad oltranza in piazza Montecitorio per «ricordare
quelle 350 mila firme».
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