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Contratto di solidarietà interessa 300 dipendenti a rotazione com’era per la cassa integrazione

Da “La Stampa” del 29 settembre di ]VALTER MANZONE
SOMMARIVA PERNO
Firmato il «contratto di solidarietà» per i lavoratori dell’azienda «Graziano» di Sommariva Perno. Siglato l’altra sera nella sede romana della Flm (Federazione lavoratori metalmeccanici), il contratto - di fatto va a sostituire la cassa integrazione straordinaria - coinvolgerà gli oltre 300 lavoratori a rotazione, proprio come avveniva per la cassa.
Tiziana Mascarello (Fim-Cisl): «L’azienda, come aveva previsto nell’accordo di luglio, si è impegnata ad attivare i “contratti di solidarietà” per lavorare meno ma lavorare tutti, garantendo un più elevato livello salariale. Questo nuovo ammortizzatore sociale coinvolge soltanto uno stabilimento Oerlikon (un gruppo di proprietà di azionisti russi, ndr) in quanto quelli di Garessio e Cervere hanno avuto una ripresa produttiva. In particolare, alla Itt di Cervere, c’è adesso un picco di lavoro molto elevato, tanto che la direzione ha proposto a qualche dipendente di Sommariva di trasferirsi a Cervere per tornare a lavorare a tempo pieno».
Aggiunge Pina Mosca (Cgil): «Come sindacato siamo molto soddisfatti della firma dell’accordo. Qui si realizzerà una “solidarietà verticale”, pertanto, a rotazione, 50 dipendenti lavoreranno due settimane al mese. Per loro lo stipendio sarà erogato per metà dall’azienda (al 100%) e per la restante metà dell’Inps (all’80%). Questa tipologia di contratto garantisce anche una tredicesima più elevata e un buon livello contributivo».
Conclude Bruno Gosmar (Uil): «La concertazione e il senso di responsabilità di tutti gli attori, hanno ottenuto un buon risultato. E i lavoratori saranno meglio tutelati. Questo contratto, di durata annuale, sarà valido fino a ottobre 2011. Poi speriamo in una ripresa effettiva della produzione». In questi giorni, negli stabilimenti Oerlikon si svolgeranno riunioni sindacali per spiegare ai dipendenti le caratteristiche di questo contratto.

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Siglata alla “Graziano” procedura di mobilità

Da “La Stampa” del 21 aprile 2010 di ]VALTER MANZONE
SOMMARIVA PERNO
«L’incontro al ministero dello Sviluppo economico di stamattina (ieri, ndr) è andato bene. Abbiamo firmato la procedura per la mobilità su base volontaria e per i prepensionamenti che, per quanto concerne i nostri tre stabilimenti della provincia, potrebbe coinvolgere una cinquantina di dipendenti. Solo la Fiom Cgil non ha siglato il documento, riservandosi di farlo in un secondo tempo, dopo aver valutato il piano industriale».
Remo Vaccarone, direttore delle relazioni industriali, sta salendo sull’aereo a Fiumicino per rientrare, mentre racconta la giornata romana. E aggiunge: «Attualmente registriamo timidi segnali di ripresa produttiva, ma non siamo certamente ancora ai livelli degli anni passati». La Graziano trasmissioni - oggi assorbita dalla «Oerlikon», un gruppo di proprietà di azionisti russi, che gestisce anche quelli di Cervere e Garessio - produce ingranaggi per auto e movimento terra (per tutto il gruppo Fiat) occupa nella «Granda» oltre 600 addetti, molti dei quali attualmente sono in cassa integrazione straordinaria, prevista fino a ottobre.
Pina Mosca, della segreteria provinciale della Fiom Cgil, commenta: «Ci siamo astenuti dalla firma della procedura di mobilità in quanto i responsabili del gruppo non ci hanno fornito sufficienti garanzie sul destino dei lavoratori dello stabilimento di Cento, che è destinato alla chiusura. Recentemente ci hanno parlato di un compratore che dovrebbe assorbire anche la manodopera, ma non abbiamo ancora certezze in questo senso. Siamo invece soddisfatti per la ripresa produttiva sia a Garessio, sia a Cervere e anche a Sommariva Perno».
Concludono i vertici aziendali: «Recentemente abbiamo fatto investimenti per 2 milioni di euro, aumentando la flessibilità dell’officina e migliorando la nostra tecnologia. Il tutto per essere sempre più competitivi e combattere la crisi che ha colpito noi, come molte altre aziende del settore».

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Gli operai Graziano sospendono il blocco

Da “La Stampa” del 20 dicembre di ERICA ASSELLE
SOMMARIVA PERNO
Dopo la quinta notte di presidio davanti ai cancelli, l’ennesimo incontro tra le parti, un corteo di 80 lavoratori che ha attraversato Sommariva Perno, il blocco dei mezzi in entrata e uscita dalla Graziano Trasmissioni è stato interrotto.
Ieri mattina gli operai e i delegati sindacali hanno incontrato il Consiglio comunale, guidato dal primo cittadino Simone Torasso, che aveva convocato anche i rappresentanti di Provincia e Regione: i consiglieri regionali del territorio Mariano Rabino (Pd) e Alberto Cirio (Pdl) e il consigliere provinciale Marco Pedussia (Pdl). Ciascuno ha ribadito il personale impegno e quello dell’ente rappresentato a mediare perché i lavoratori ottengano garanzie e appoggio da parte delle istituzioni nel difficile processo, apertosi con l’annuncio da parte del gruppo Oerlikon di 154 esuberi nello stabilimento sommarivese.
«Nell’ultimo incontro con i vertici aziendali e i sindacati - ha spiegato Torasso - abbiamo preso atto che l’azienda conferma lo stabilimento sommarivese come polo di riferimento produttivo per l’Italia e che gli ingranaggi, la cui produzione sarà attivata in India, sono destinati solo a quel mercato locale. Siamo dalla parte degli operai, perché la produttività delle aziende del territorio è strettamente legata all’economia dei nostri Comuni».
I sindacalisti hanno ribadito le loro richieste all’azienda per maggiori investimenti nell’innovazione tecnologica e nel «know how» e una revisione degli esuberi indicati. L’assessore comunale Antonio Tomadon, ex dirigente della Graziano, ha ricordato come la protesta messa in atto all’inizio della settimana, con il blocco dei mezzi in entrata ed in uscita dallo stabilimento, abbia esposto l’azienda al rischio di perdere clienti e compromettere la produzione.
Al termine dell’incontro gli operai (ora in regime di cassa integrazione straordinaria) si sono riuniti di nuovo davanti ai cancelli e hanno deciso di sospendere il presidio fino al 19 gennaio, quand’è in programma il prossimo incontro al ministero dello Sviluppo economico. Anche il sindaco di Bra, Bruna Sibille, ha convocato l’altra sera un tavolo di confronto con i rappresentanti sindacali delle aziende della zona, con l’assessore provinciale Roberto Russo, per valutare interventi in collaborazione con banche e associazioni dei commercianti, a favore delle famiglie che devono affrontare la riduzione dei compensi.

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Gli operai bloccano i cancelli della Graziano

Da “La Stampa” del 15 dicembre di ERICA ASSELLE
SOMMARIVA PERNO
Decine di operai in cassa integrazione straordinaria hanno presidiato ieri i cancelli della Graziano Trasmissioni lungo la statale che attraversa Sommariva Perno. Obiettivo: impedire ai camion di clienti e fornitori di entrare e uscire dai cancelli. Ma soprattutto bloccare il trasferimento dei macchinari. «Vogliono prendere le attrezzature e trasferirle in India. Abbiamo anche dovuto insegnare agli operai indiani a fare il lavoro. E poi ci licenziano» spiegano i rappresentanti sindacali e gli operai, mentre si chiedono quanto il calo della produzione che l’azienda ha stimato per giustificare i tagli, sia invece causato da esternalizzazioni e trasferimenti dell’attività negli stabilimenti stranieri del gruppo multinazionale Oerlikon, a cui la Graziano fa capo. «Il rischio è che questa crisi sia presa a pretesto per tagliare il personale - continuano - e quest’azienda fa scarso ricorso agli ammortizzatori sociali».
Ci sono le bandiere dei sindacati, una pattuglia di carabinieri e una di polizia municipale, il fuoco per scaldarsi, il megafono, caramelle e bevande. Davanti ai capannoni che sono qui da trentacinque anni, è una scena già vista troppe volte. La trattativa è difficile dopo che l’azienda ha annunciato 154 tagli nel solo stabilimento di Sommariva Perno, 64 a Cervere, 22 a Garessio.
«Dal 26 ottobre la Graziano è soggetta a cassa integrazione straordinaria, (con rotazioni ogni due settimane di circa un centinaio di persone) dopo un anno di ‘’ordinaria’’» spiega Carmine Costa, delegato Uilm. «Quello che hanno presentato la scorsa settimana - continua Calogero Vitabile (Fim Cisl) è un piano industriale privo di investimenti in Italia, niente per questi operai: mira esclusivamente a spostare la produzione all’estero». Andrà avanti così fino a ottobre 2010. «Forse la prossima estate si saprà chi resterà a casa - continua Giuseppe Del Sorbo (Fiom Cgil) - ma c’è ancora la speranza che qualcosa cambi nell’incontro, il 19 gennaio, a Roma».
Non si sa quanto la protesta andrà avanti. Spiega Costa: «Con il nostro blocco non vogliamo danneggiare quelli che sono al lavoro».
Intanto c’è da fare i conti con gli stipendi dimagriti, senza le maggiorazioni, la tredicesima, le ferie. «L’affitto però è sempre da pagare - racconta un dipendente - e anche accedere alle agevolazioni non è facile: ci presentiamo con le dichiarazioni dei redditi dello scorso anno, quando si lavorava molto e gli stipendi erano buoni, ma già da gennaio siamo in cassa e le difficoltà sono tante».
Allora niente regali di Natale, spese ridotte al minimo, niente più hobbies e svaghi. «Quando tutto va bene - aggiunge un collega - e se qualcuno si ammala?».
Ad esprimere solidarietà ai metalmeccanici della Graziano, ieri mattina, c’era anche Adriano Ninotto, uno degli operai che qualche mese fa era salito sul tetto dell’Agc di Cuneo: «Bisogna lottare per il proprio posto. Bisogna stare in prima fila. Sono venuto a portare la mia testimonianza e il mio supporto, a mostrare che noi qualcosa siamo riusciti ad ottenerlo con la nostra battaglia. Spero che anche loro possano farlo». Con lui c’è Fabio Panero, segretario provinciale di Rifondazione comunista che commenta: «Come sarebbe andata se il disegno di legge sul rapporto tra contributi pubblici all’impresa e delocalizzazioni, che abbiamo presentato due anni fa, fosse già stato esaminato dal Consiglio regionale».

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LAVORO. STABILIMENTI DI SOMMARIVA PERNO, CERVERE E GARESSIO
All’azienda “Graziano” 240 operai in esubero
Cassa straordinaria fino a ottobre, poi la mobilità

Da “La Stampa” del 12 dicembre di ]VALTER MANZONE
SOMMARIVA PERNO
Brutte notizie da Roma. I vertici della «Oerlikon» hanno annunciato 240 esuberi. Il gruppo inglese, che ha assorbito i tre stabilimenti della Graziano trasmissioni (Sommariva Perno, Cervere e Roreto), specializzati nella produzione di ingranaggi per auto e movimento terra per il gruppo Fiat, è in crisi e il futuro si prospetta incerto.
La richiesta è arrivata in occasione della presentazione, al ministero dello Sviluppo economico, del «piano aziendale» per il prossimo biennio. Forti preoccupazioni dal sindacato. Tiziana Mascarello (Fim-Cisl): «L’azienda ha dichiarato che gli esuberi sono 154 a Sommariva Perno, 64 a Cervere e 22 a Garessio. La direzione ha parlato di un calo della produzione, nel 2009, del 45,3%. E il 2010 non andrà meglio, con un - 43,8%».
Nell’incontro la direzione ha anche annunciato la chiusura dello stabilimento di Cento (in Emilia). Aggiunge Pina Mosca (Fiom-Cgil): «In una situazione del genere, che ci preoccupa moltissimo, occorre che vengano messe in campo tutte le possibili soluzioni a tutela dei lavoratori e che l’azienda faccia investimenti strategici per uscire dalla crisi». Bruno Gosmar (Uilm Uil): «I numeri degli esuberi sono eccessivi. Fino ad ottobre 2010 c’è la cassa straordinaria, poi scatterebbe la mobilità. In questo periodo occorre mettere in atto tutte le strategie necessarie per far sì che neanche un lavoratore perda il posto». Aggiunge Calogero Vitabile (Rsu): «Abbiamo iniziato oggi (ieri, ndr) ad informare i nostri colleghi sul futuro che ci attende. Lunedì faremo un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, intanto ci saranno altre assemblee sindacali». Anche la Provincia segue con attenzione la crisi della Graziano. L’assessore Roberto Russo, di ritorno da Roma: «Speriamo che gli esuberi diminuiscano, anche se studieremo eventuali progetti a sostegno dei lavoratori».
Conclude Remo Vaccarone, direttore delle relazioni industriali dell’azienda: «Quella che abbiamo presentato è la proiezione fino al 2011 della probabile produzione: se la situazione migliorerà, sarà nostra cura rivedere le stime dei lavoratori in esubero».

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“La Graziano non licenzia”
L’annuncio dei sindacati dopo l’incontro con la direzione: hanno escluso la mobilità

Da “La Stampa” del 4 dicembre di VALTER MANZONE
SOMMARIVA PERNO
La multinazionale inglese «Oerlikon», che ha assorbito i tre stabilimenti del gruppo Graziano (Sommariva Perno, Cervere e Roreto) presenterà giovedì, al ministero dello Sviluppo economico, il «piano aziendale» per il prossimo biennio.
L’azienda, che produce ingranaggi (ruote dentate e alberi di trasmissione) per auto e macchine movimento terra è in crisi.
Duecento lavoratori su seicento sono in cassa integrazione straordinaria da ottobre.
Bruno Gosmar, segretario provinciale Uilm Uil: «Non possiamo nascondere la forte preoccupazione per l’occupazione in questo pool di aziende, anche se i dirigenti hanno escluso il ricorso alla mobilità. Nell’incontro romano andremo a verificare quali sono le vere intenzioni del gruppo».
Aggiunge la collega Pina Mosca (Fiom Cgil): «Come aveva anticipato a luglio, il direttore delle relazioni industriali Remo Vaccarone, auspichiamo che non ci siano tagli di personale. Al limite, si faccia ricorso ai prepensionamenti dei dipendenti a fine carriera».
Sulla stessa lunghezza d’onda Tiziana Mascarello (Fim-Cisl) che aggiunge: «Seguiremo con attenzione l’andamento produttivo degli stabilimenti del gruppo, per tutelare tutti i lavoratori».
Quest’estate, in un incontro sindacale, Vaccarone aveva parlato «di momento grave e ripresa lenta e complicata».
Il rappresentante dell’azienda, fornitrice del gruppo Fiat, aveva annunciato il ricorso alla «cassa» straordinaria per un anno. E così è stato. Al momento, comunque, la direzione della multinazionale inglese non parla di esuberi strutturali

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Gruppo Graziano
Annunciati 1387esuberi in tutta Italia

Da “La Stampa” del 15 maggio 2009

La multinazionale Oerlikon ha annunciato ieri esuberi in Italia di 1200 operai e 187 impiegati nel gruppo Graziano; ancora non si conosce la distribuzione delle eccedenze, ma la preoccupazione è molto alta. I dipendenti del gruppo nel Cuneese sono: 349 a Sommariva Perno 349, 120 a Garessio, 202 a Cervere. Durissima la reazione del sindacato anche perché il gruppo, uno dei più importanti nel mondo nelle trasmissioni, non ha mai conosciuto crisi. Da decenni negli stabilimenti piemontesi non c’è cassa integrazione. L’età media dei lavoratori è molto bassa e il sindacato valuta che non siano più di 150 gli addetti con i requisiti per la mobilità verso la pensione.

 

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