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La scure sulla Formazione
Da
“La Gazzetta di Alba del 28 luglio di Valter Manzone
La
formazione professionale cuneese – scelta dal 15% degli studenti in
uscita dalla terza media – cambia. A partire dal prossimo anno
formativo, cioè da metà settembre, nei percorsi triennali, che
sfociano nella qualifica, non sarà più prevista la presenza dei
docenti di Stato che, insieme ai colleghi in organico nelle varie
agenzie formative, concorrevano al completamento dei vari percorsi
professionali. Motivo? Mancano i soldi. E il Miur (ovvero il Ministero
dell’istruzione) ha deciso di fare un "taglio", non cercando quindi le
risorse finanziarie per il pagamento delle ore che questi docenti di
materie di base (italiano, inglese, scienze, matematica) svolgevano
nei vari centri di formazione professionale.
La decisione, comunicata dai vertici regionali alle singole
province, è stata discussa nella mattinata di giovedì scorso con il
neoassessore provinciale alla formazione professionale Pietro Blengini
(Pdl), il dirigente del settore Claudio Meriggio e il funzionario
Michelangelo Bruno. Al tavolo i direttori e i coordinatori delle varie
agenzie, che in provincia sono molteplici: Afp di Dronero, Apro di
Alba, Cfp Cebano, Enaip, Cnos-Fap, scuole San Carlo, Scuola
edile, Ial (agenzia di emanazione sindacale, oggi in amministrazione
giudiziale) e altre.
L’assessore Blengini ha esordito dicendo: «Il problema è
quello della mancanza di risorse. Il Miur non paga più i docenti i
quali svolgevano un servizio che si può quantificare tra le 100 e le
200 ore per ciascuno dei 96 corsi attivi in provincia, quindi dobbiamo
trovare una quadra. Le proposte sono quelle di diminuire il numero di
prime annualità, oppure di abbassare il parametro sul quale si pagano
i corsi (valore atteso di allievi al termine del percorso)
comprimendone i costi. C’è anche una buona notizia da segnalare: la
Regione ci ha comunicato che riuscirà a recuperare dei denari che
ripartirà tra tutte le province: a noi dovrebbero toccare 1 milione e
200 mila euro, che metteremo anche a disposizione di questa partita».
Gianluigi Bersighelli, direttore dell’Apro di Alba-Barolo:
«In provincia la formazione professionale funziona bene, perché siamo
inseriti in un tessuto sociale buono, anche se adesso sta patendo
questa crisi globale. I nostri ragazzi trovano comunque lavoro. Ma non
bisogna dimenticare che la nostra è anche un’azione, oltre che
formativa, a grande valenza sociale: la maggioranza degli studenti
arriva da noi demotivata e nei nostri percorsi acquista nuovamente il
gusto allo studio (molti poi proseguono per arrivare al diploma) e
combattiamo concretamente l’antidispersione. Ma se c’è da tagliare da
qualche parte, lo si fa sui corsi di formazione professionale. Adesso
è necessario che i nostri politici si facciamo veramente sentire, per
cambiare il corso degli eventi».
Dopo un giro di tavolo, si è arrivati alla conclusione che
ogni Cfp provvederà ad assumere docenti per la copertura delle ore che
erano garantite dal Miur; la Provincia si è impegnata a trovare la
quasi totalità delle risorse necessarie alla copertura finanziaria di
questa operazione.
Conclude il direttore del Cfp salesiano di Bra, don Augusto
Scavarda: «Se non fosse che si penalizzano i ragazzi, dovremmo ridurre
di 200 ore i corsi, per "dare una lezione" al Ministero. Occorre che i
nostri politici prendano atto che nel cuneese ben 750 ragazzi e
ragazze sui 5.000 che sono in obbligo scolastico, scelgono la
formazione professionale, consapevoli che la loro è una scelta che
paga».
La riunione si è conclusa con un momento di solidarietà alle
lavoratrici e lavoratori dello Ial, che rischia la chiusura per un
serio dissesto finanziario.
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Cuneo: presentati 3 progetti del polo formativo provinciale
Da
www.targatocn.it del 10 gennaio
Presentati ieri i progetti del Polo Formativo agroalimentare e
agroindustriale della provincia di Cuneo. I corsi di formazione vanno
incontro alle esigenze del mondo del lavoro e sono progettati e
gestiti da cinque soggetti tra loro integrati: istituti di istruzione
secondaria, formazione professionale, università, imprese e istituti
di ricerca. I corsi durano due semestri per un totale di 800 ore e i
destinatari sono giovani e adulti occupati o inoccupati in possesso
del diploma di scuola superiore. Dopo aver valutato la struttura
produttiva agroalimentare e agroindustriale locale, fortemente
caratterizzata dalla piccola e media impresa, sono stati individuati
tre corsi: tecnico superiore per la commercializzazione dei prodotti
agricoli e agroindustriali, tecnico superiore per la produzione,
lavorazione e promozione dei prodotti agroalimentari e tecnico
superiore commerciale per il marketing e per l'organizzazione delle
vendite nel comparto enologico. Spiega quest'ultimo corso Claudio
Rosso, presidente consorzio tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e
Roero: "In provincia ci sono 24mila aziende agricole di cui 1.130
solo nell'albese che sono dedite anche all'imbottigliamento del vino,
così il momento della vendita diventa complicato per chi deve fare,
'in casa', magari cinque mestieri in uno ovvero badare a tutto il
processo dalla raccolta dell'uva alla vendita del vino".
Ermanno Bressy, direttore generale dell'Agenform: "I progetti del
polo formativo sono frutto di un sistema che a livello provinciale ha
ascoltato il mondo produttivo, è stato un lavoro importante e i tre
settori per cui sono stati attivati i corsi hanno dimostrato di avere
necessità impellenti. Adesso intorno a queste figure bisogna creare il
giusto 'appeal' perché i giovani sono poco attratti da certi mestieri".
A rimarcare la necessità di un rapporto forte tra mondo della
formazione e mondo produttivo è stato Marcello Gatto Presidente
Coldiretti Cuneo e Vicepresidente della Camera di Commercio di Cuneo:
"Se da un lato occorre fare sinergia, dall'altro bisogna coprire
una pecca dal punto della trasformazione: troppi nostri prodotti
vengono trasformati fuori dal territorio provinciale, se iniziassimo a
trasformare potremmo dare un valore aggiunto a ciò che produciamo".
Non rimane che sperare nell'augurio dell'Assessore Provinciale alla
Formazione e Lavoro Angelo Rosso: "Nel momento attuale di crisi
questi settori possono essere il volano dell'economia provinciale
perché almeno 'La fabbrica dell'appetito' continua a funzionare
abbastanza bene e tante sono le potenzialità inespresse o parzialmente
inespresse".
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Duemila corsi di formazione
Da “La Stampa” del 27
novembre
«Flessibilità non
contrattuale, ma professionale: cioè capacità di acquisire competenze
nuove anche se over 50. La formazione professionale permette di
ricollocarsi in un momento di crisi come questo». Lo ha detto ieri
Angelo Rosso, assessore provinciale a Politica sociale e Lavoro, al
convegno organizzato al Centro incontri di Cuneo per illustrare la
formazione professionale nella Granda: 27 mila allievi nel 2007, di
cui 4 mila disoccupati, e oltre 2 mila corsi attivati. I più
frequentati: informatica, servizi all’impresa, edilizia e
impiantistica, ambiente e sicurezza, servizi socioassistenziali, corsi
di lingue per stranieri.
All’incontro sono stati presentati i risultati di un’indagine su
gradimento e utilità dei corsi (con interviste telefoniche a quasi 2
mila cuneesi che li hanno frequentati). Fra i disoccupati che hanno
completato la formazione il 72% ha trovato lavoro, quota che scende al
43% tra chi frequentato per varie ragioni tutte le lezioni. Il
presidente della Provincia, Raffaele Costa: «Si spendono ogni anno
oltre 35 milioni di euro per questi corsi, fra fondi di Provincia,
Regione e Unione Europea. Serve una formazione professionale che
attenui gli effetti della crisi favorendo il ricollocamento». E’
seguita una tavola rotonda. Il direttore regionale di Lavoro e
formazione professionale Ludovico Albert: «Lo “tsunami” arriverà fra
dieci mesi. Con la riforma Gelmini, la delega dell’Istruzione dallo
Stato alle Regioni, da settembre 2009 gli istituti professionali come
Ipsia, segretarie d’azienda e istituto alberghiero rischieranno di
essere accorpati agli istituti tecnici».
«La riforma della scuola si incrocia con la crisi economica - ha
aggiunto il segretario provinciale Cisl, Matteo Carena -. In fasi di
recessione aumenta la partecipazione ai corsi di formazione, che
aiutano a trovare lavoro».
Gualtiero Caroni, direttore provinciale Enaip: «Nel Cuneese la
formazione professionale ottiene buoni risultati. Da considerare i
corsi post-diploma finanziati dalla Regione: un ponte tra Superiori e
mondo del lavoro, come un’Università, che attirano molti studenti».
«L’occupazione professionale troppo spesso è considerata di serie B,
ma non è così - ha aggiunto il direttore di Confindustria Cuneo,
Francesco Villani -. Alle aziende servono formazione continua degli
occupati e manodopera specializzata. Le imprese non trovano figure
come carpentieri, saldatori, tornitori. Ci sono i corsi, ma spesso
mancano le persone disponili e prendervi parte».
Le cifre
26.954
allievi
Hanno partecipato ai corsi di formazione nel 2007.
2.185
corsi
Attivati nella Granda l’anno scorso.
1929
interviste
A disoccupati cuneesi contattati per conoscere utilità e gradimento
dei corsi.
35,8
milioni di euro
L’investimento della Provincia per la formazione professionale: è la
seconda voce di spesa.
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A Bra, Fossano e Moretta
Tre poli formativi in provincia di
Cuneo
da "La Guida" dell'8 febbraio di fv
Cuneo -
L'istituto
"Mucci" di Bra per
le piccole, medie e grandi economie nel set-tore dell'enogastronomia,
l'istituto "Vallauri" di Fossano per il settore
meccanica e nuove tecnologie e il Consorzio Agenform di Moretta
(Agenzia dei servizi formativi) per il settore agroalimentare e
agroindustriale, sono i tre poli formativi di istruzione e formazione
tecnica superiore (Ifts) dela provincia di Cuneo.
I "poli formativi" sono nati in seguito all'accordo
Stato-Regioni del novembre 2004,
per assicurare Io sviluppo dei percorsi di istruzione e formazione
tecnica superiore, istituiti dalla legge 144 del 1999, che prevede di
riqualificare e ampliare I'offerta formativa
destinata ai giovani e agli adulti, occupati
e non, in possesso di diploma o di qualifica professionale o di
adeguate esperienze lavorative o formative certificabili che possono
costituire credito formativo, nell'ambito del sistema di
formazione integrata superiore programmato dalle Regioni.
I percorsi formativi di istruzione e formazione tecnica superiore
prevedono l'integrazione tra i sistemi dell'istruzione,
della formazione,
dell'Università
e delle imprese, con
la finalità della qualificazione specialistica di risorse umane capaci
di operare in particolari settori produttivi tecnologici. I percorsi
hanno una durata compresa tra due e
quattro semestri (pari a un minimo di 1.200
ore e a un massimo di 2.400), comprensivi di un periodo di stage
aziendale pari almeno al 30% delle ore, e rilasciano una
certificazione di specializzazione tecnica superiore valida in ambito
nazionale e che pu() costituire credito per le lauree triennali.
La Provincia, in intesa con la Regione, ha promosso la costituzione di
tre poli formativi (sui 18 complessivi in Piemonte), individuando come
prioritario per il tessuto produttivo
del territorio
l'intervento
negli ambiti:
agroindustria e agroalimentare, enogastronomia e meccanica.
Il "polo per la meccanica e nuove tecnologie con l'utilizzo di
materiali avanzati" è composto da quattro agenzie
formative, tre
scuole, il Politecnico di Torino, tre centri di
ricerca e otto aziende, con capofila l'Istituto
industriale "Vallauri"
di Fossano; il "polo
piccole, medie e grandi economie: il primato enogastronomico del
Piemonte" è composto
da due agenzie formative, otto scuole,
una facoltà universitaria, tre centri di ricerca
e cinque aziende, con capofila l'Istiluto professionale "Mucci"
di Bra; il "polo formativo agroalimentare e agroindustriale
della provincia di Cuneo" è composto da tre
agenzie formative, due scuole, quattro facoltà
universitarie, cinque centri di ricerca e
sei associazioni di produttori, con capofila l'Agenform
Consorzio.
Archivio rassegna stampa locale
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