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Mobilità per 226 dipendenti Ferrania

Da “L’Unione Monregalese” del 13 maggio 2010 di Ro.Po

Non è stato un fulmine a ciel sereno, ma quasi, la notizia divulgata nella serata di mercoledì 5 maggio. Per 225 dipendenti della società sorta dalle ceneri della Ferrania, da questa settimana, si aprono le porte della mobilità, in quanto considerati esuberi dalla proprietà. La notizia è arrivata al termine di una giornata di incontri fra la direzione aziendale ed i sindacati. L’amministratore delegato di “Ferrania Technologies”, Giuseppe Cortesi, ha illustrato alle organizzazioni sindacali il percorso del processo di ristrutturazione iniziatosi nel luglio del 2005. Dalla relazione del dirigente è emerso puntuale tutto quanto fatto per risolvere la crisi, dalla ricollocazione di 300 lavoratori nelle nuove iniziative intraprese dalla società, al ricorso agli ammortizzatori sociali, con l’azienda, a suo dire, sempre puntuale e precisa ad onorare gli impegni di sua competenza. Ora, al termine del processo di ristrutturazione, i 225 lavoratori ritenuti in esubero vengono quindi posti in mobilità, senza alcuna prospettiva di occupazione futura. La reazione dei sindacati non si è fatta attendere: «I patti non erano questi – ha affermato il segretario della Uilcem provinciale Pino Congiu – Gli accordi precedenti e in particolare quello del 2005 prevedevano una soluzione occupazionale per tutti i 450 dipendenti Ferrania. Si tratta quindi di una misura inaccettabile». Sulla stessa lunghezza d’onda il collega Fulvio Berruti della Filcem Cgil: “Da domattina chiederemo un vertice in tempi brevi al Ministero dello Sviluppo economico, alla Regione Liguria, la cui Giunta sta per insediarsi in queste ore e agli altri soggetti interessati dall’accordo di programma. Un fatto del genere per una provincia già martoriata come la nostra dalla crisi è di una gravità enorme e senza precedenti». Ancora più dura è stata la reazione del sindaco di Cairo, Fulvio Briano, il quale ha prontamente dichiarato la sua disponibilità a fare la sua parte per addivenire ad una soluzione condivisa. Il nuovo pesante colpo inferto alla già precaria situazione occupazionale valbormidese trova Briano piuttosto contrariato: «Siamo di fronte ad una situazione molto delicata, ma anzitutto mi preme ricordare che io ho firmato solo un protocollo d’intesa nel 2008, nonostante questo non sia l’unico esistente e, ovviamente, nonostante il fatto che i protocolli, condivisibili o meno, non possono essere cambiati. Questo per dire che rispetto la continuità amministrativa, ma che vorrei riferirmi proprio al documento di 2008, che è stato disatteso in pratica in ogni parte dall’azienda: non abbiamo mai visto il famoso laminatoio, e il fotovoltaico sembrerebbe essere una semplice linea di assemblaggio. Questo, se è un piano industriale, è sicuramente troppo debole». E si accalora ancora di più il sindaco di Cairo quando deve argomentare sul problema degli esuberi: «Devo supporre, visti i 225 esuberi dichiarati dall’azienda che Ferrania stia andando verso le dimensioni di una piccola impresa, come tante ve ne sono nel territorio di Cairo. Quindi Ferrania, da parte dell’Amministrazione, tenuto conto del massimo rispetto con cui vengono trattate le piccole imprese, verrà trattata alla stessa stregua. Non vi saranno, quindi, più trattamenti di favore». Briano si è poi soffermato sulla possibile conclusione dei cantieri scuola-lavoro che tanti benefici hanno portato ai Comuni valbormidesi: «Tutti i lavoratori della Ferrania che hanno operato nei Comuni della Valle Bormida hanno contribuito a risolvere molti problemi, sia nel ramo amministrativo che collaborando con le squadre di operai, trasformandosi di fatto in veri e propri dipendenti comunali. Veder sfumare questa opportunità, per noi amministratori e, soprattutto per i lavoratori fa molto male. Cercheremo di trovare soluzioni alternative, magari attraverso la costituzione di cooperative di lavoratori a cui i Comuni potranno delegare lavori di pubblica utilità, garantendo così uno stipendio». Intanto si mobilita anche la Regione, su questo problema. Il governatore Burlando, con gli assessori della sua Giunta appena insediata, è arrivato in Valle Bormida già lunedì 10, recandosi a Cairo per il problema Ferrania e nel pomeriggio a Dego per occuparsi dell’altro settore in crisi, quello del vetro, segnatamente per “Nuova Glass” e “Erga”. Queste due aziende sono entrate in crisi a seguito della decisione presa dalla ditta elvetica “Emhart glass”, principale cliente delle due società deghesi, di spostare la sua produzione in Malesia. Continua, insomma, con un crescendo preoccupante, la crisi occupazionale della Valle Bormida che non ha ancora finito di rimarginare le ferite procurate dalla chiusura di Agrimont, Acna ed altre ditte.

 

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