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Rsu all’Euroveder,
successo della Cgil
Da “La Stampa” del 27
novembre 2009
Successo della Cgil
alle votazioni per il rinnovo della Rsu all’ Euroveder di Cervasca,
gruppo Saint Gobain. Su 210 aventi diritto, 159 si sono recati alle
urne. Soddisfazione da parte dei sindacati poiché il 20% dei votanti è
rientrato in fabbrica per votare, essendo in cassa integrazione a zero
ore.
La Filcem-Cgil ha ottenuto 116 voti (73%), la Uilcem-Uil 41 (27%). La
Rsu sarà composta da 5 delegati: 3 Cgil (Giovanni Allinio, Mirella
Dalmasso, Antonio Pezzella) e 2 Uil (Andrea Vianello, Sabatino Nasi).
Ad aprile lo stabilimento, con sede nell’area industriale di San
Defendente di Cervasca, specializzato nella produzione di cristalli
per autoveicoli e vetri per elettrodomestici, contava 253 dipendenti.
La prossima primavera saranno soltanto 150. Il 40% degli esuberi è già
in mobilità, il restante 60% lo sarà a partire dal prossimo luglio.
La scorsa primavera l’Euroveder è stata coinvolta, con la Sekurit di
Savigliano, nel piano di riorganizzatione degli stabilimenti italiani
del gruppo Saint Gobain. Il 21 aprile la multinazionale francese aveva
annunciato la chiusura della sede di Savigliano e 143 esuberi a
Cervasca. Il 29 aprile si era tenuta una manifestazione davanti alla
sede della Saint Gobain Italia a Milano e il 20 maggio la protesta era
arrivata a Parigi, davanti alla sede centrale.
Per l’Euroveder la vertenza si era poi chiusa con la dichiarazione di
123 esuberi, che al termine del piano di riorganizzazione scenderanno
a 99. \
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SIGLATO
L’ACCORDO. IERI ALLE 19,30
Euroveder, c’è la
firma Sono
stati confermati centoventinove
esuberi
Da “La Stampa” del 24
giugno 2009
Ieri, alle 19,30,
dopo un’altra lunga giornata di trattative, firmato, in Confindustria
a Cuneo, l’accordo per gestire gli esuberi all’Euroveder di Cervasca.
Va avanti, invece, il confronto sulla Sekurit di Savigliano.
L’intesa Euroveder prevede 129 esuberi, che al termine del piano di
riorganizzazione scenderanno a 99. Confermati gli incentivi per chi
sceglie la mobilità: 5 mila euro dall’azienda e una serie di indennità
in base all’età anagrafica, anzianità aziendale e situazione
familiare. Con 37 anni di età (che è la media dei dipendenti Euroveder),
13 di lavoro, un familiare a carico, si ha diritto a una buona uscita
di 30 mila euro lordi, pari a 23.426 netti. Passa da 1.000 a 2.000
euro il bonus per chi decide di andare subito in mobilità. «Nella
tristezza di discutere di esuberi - spiega Gianni Arnaudo, segretario
provinciale Uilcem-Uil -, è un passo in avanti rispetto alle tensioni
vissute nell’incontro di lunedì». «Accordo positivo dopo 60 giorni di
mobilitazione - dice Loris Emanuel, della segreteria provinciale Cgil
-, adesso bisognerà applicarlo al meglio. Positivo anche il fatto che
l’azienda si è impegnata, con scelte organizzative, a scendere sotto i
100 esuberi».
La trattativa sulla Sekurit è ripresa ieri sera dopo una sospensione
nel tardo pomeriggio a causa delle marcate distanze tra sindacato e
azienda. Gli ostacoli maggiori si sono incontrati sulla gestione dei
lavoratori al termine del periodo di cassa integrazione e del rientro
in azienda di servizi che in passato erano, invece, stati
esternalizzati.
Confermato per domani, alle 11, l’incontro al ministero delle Attività
Produttive a Roma per discutere della vertenza Saint Gobain Italia.
Venerdì, alle 9,30, in Regione a Torino, ci sarà invece una riunione
per analizzare la richiesta di cassa integrazione straordinaria per l’Euroveder,
che potrebbe già scattare dalla prossima settimana. \
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Esuberi Euroveder: firma
rinviata
Da “La Stampa” del 20
giugno
Dopo quasi 10 ore di
trattativa è saltata la firma dell’accordo per la gestione degli
esuberi all’Euroveder di Cervasca. L’azienda, che fa parte del gruppo
Saint Gobain, ha chiesto una pausa di riflessione. Industriali e
sindacati torneranno ad incontrarsi lunedì, alle 11, sempre in
Confindustria di Cuneo. La trattativa si è arenata quando l’Euroveder
ha chiesto di inserire nell’accordo la facoltà, al termine del periodo
di cassa integrazione straordinaria, di mettere in mobilità il
personale ancora in esubero, valutando unilateralmente. Secondo i
sindacati una clausola in contraddizione con il principio che i
lavoratori devono poter scegliere volontariamente la mobilità.
«Una decisione unilaterale di licenziamento che non abbiamo accettato
- spiega Loris Emanuel, della segreteria provinciale Cgil -. Eravamo
disposti a proseguire la trattativa sugli altri punti. L’Euroverder ha
chiesto di sospendere fino a lunedì». «L’impianto verbale dell’accordo
definito nei giorni scorsi rimane valido e questo è importante -
spiega Gianni Arnaudo, segretario provinciale Uilcem-Uil -, ci sono
già delle bozze scritte. Siamo inchiodati sulla tutela degli eventuali
esuberi, che potrebbero risultare al termine della cassa
straordinaria. L’azienda intende e vuole la certezza che questi vadano
in mobilità. Lunedì l’Euroveder dovrà sboccare questo concetto e se lo
farà arriveremo certamente a una definizione di accordo».
L’intesa di massima prevede 129 esuberi su 253 dipendenti. Tra cassa
integrazione straordinaria, mobilità, incentivi alle dimissioni
volontarie, ricorso a contratti di solidarietà e part-time, il
sindacato prevede che il numero degli esuberi potrebbe scendere a meno
di 100.
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Sospesi gli
scioperi da ieri all’Euroveder
Da “La Stampa” del 17
giugno di CARLO GIORDANO
CERVASCA
Dopo la svolta di lunedì nelle trattative, sospesi gli scioperi all’Euroveder
di Cervasca. L’intesa che, salvo ripensamenti, sarà sottoscritta
venerdì, prevede 129 esuberi ufficiali (all’inizio della vertenza
erano 143 su 253 dipendenti). I lavoratori che l’azienda (gruppo Saint
Gobain) considera in eccesso dovranno scegliere tra mobilità o cassa
integrazione straordinaria per un anno. La mobilità potrebbe già
scattare da lunedì, mentre la cassa dal 1° luglio. Chi ha meno di 40
anni può restare in mobilità per 12 mesi. Tra i 40 e 50 anni si ha
diritto a 24 mesi; gli ultracinquantenni tre anni. Sono stati
stabiliti anche gli incentivi per chi lascia volontariamente il
lavoro. Con 37 anni di età, 13 di lavoro, un familiare a carico, si ha
diritto ad un assegno di buona uscita da parte dell’azienda di 30 mila
euro lordi, pari a 23.426 netti. A questi bisogna poi aggiungere le
varie spettanze: liquidazione, ferie non godute, quote della
tredicesima. Chi va in mobilità entro il 31 luglio, ha un ulteriore
bonus di 1000 euro. La mobilità dà diritto a un assegno mensile di 860
euro, per il primo anno (12 mensilità); che si abbassa a circa 750
euro il secondo e terzo anno. Stipulando un preaccordo con l’azienda
si può decidere di andare in mobilità dopo un anno di cassa
integrazione. Per trenta dipendenti, attualmente in esubero, verranno
utilizzati contratti di solidarietà al fine di poter garantire, nel
caso di una ripresa produttiva, l’attivazione del 3° turno. Tra un
anno, secondo i sindacati il numero degli esuberi sarà, così, ridotto
a meno di cento.
«E’ stato raggiunta un’intesa di massima, seppure verbale e ancora da
tradurre per iscritto - si legge in un comunicato delle Rsu e delle
segreterie provinciali di Filcem-Cgil e Uilcem -, che ha definito gli
obiettivi ai quali il sindacato tendeva, rispetto al numero degli
esuberi dichiarati dall'azienda e sulla loro gestione».
Ultimato il piano di riorganizzazione, che prevede la chiusura del
reparto freddo e presse, l’Euroveder di Cervasca avrà 154 dipendenti.
La bozza d’accordo verrà illustrata domani dai sindacati durante
un’assemblea convocata davanti ai cancelli dello stabilimento, dalle
13 alle 14. Il gazebo del presidio, davanti alla fabbrica, resterà
almeno fino al 25 giugno, giorno dell’incontro al ministero a Roma,
sulla vertenza Saint Gobain Italia.
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All’Euroveder si tratta sui tagli scesi da 143 a 129
Da “La Stampa” del 16
giugno di Carlo Giordano
Nuove aperture da
parte dell’Euroveder sulla disponibilità a ridurre ulteriormente gli
esuberi nello stabilimento di San Defendente di Cervasca, sono emerse,
ieri, nella trattativa no-stop in Confindustria, a Cuneo. L’incontro,
iniziato alle 10, è durato fino a sera. Presenti responsabili
dell’azienda, che fa parte del gruppo Saint Gobain, rappresentanti di
Cgil e Uil e delegati Rsu. Secondo indiscrezioni trapelate nel tardo
pomeriggio dei 143 esuberi, dichiarati a inizio vertenza (il 21
aprile), l’azienda si è detta disponibile a scendere a 129. Numero che
potrebbe ancora ridursi con l’utilizzo degli ammortizzatori sociali e
incentivi per le dimissioni volontarie.
«Una cosa è certa, esuberi saranno meno di quelli che l’azienda aveva
indicato all’inizio della vertenza - ha spiegato, alle 19,30, Gianni
Arnaudo, segretario provinciale Uilcem-Uil, durante una pausa nella
trattativa -. Abbiamo discusso dell’integrazione sulla cassa, del
premio di sicurezza, ora siamo fermi sugli incentivi. Un incontro,
comunque, positivo; segnali di apertura da parte dell’Euroveder ci
sono».
«Prima di parlare di numeri è necessario fare il riassunto totale
dell’incontro che sta andando avanti da ore - ha precisato Loris
Emanuel, della segreteria provinciale Cgil -. Stiamo definendo alcuni
particolari tecnici, poi bisognerà stilare il documento definitivo.
Sugli incentivi ci potrebbe essere un’intesa, anche se non ci soddisfa
in pieno; resta pur sempre un ulteriore passo in avanti. La firma
conclusiva dell’accordo potrebbe avvenire venerdì».
«Una trattativa dura e lunga - ha spiegato Giovanni Allinio, delegato
Rsu Cgil -. Stiamo valutando gli incentivi per chi va in mobilità.
Finché tutto non sarà concluso non posso esprimere un giudizio, siamo
in una fase molto delicata».
«S’inizia a intravvedere il traguardo - ha sottolineato Silvano
Bongioanni, Rsu Uil -. Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali,
bisogna tener conto che sono 139 i dipendenti con meno di 40 anni, ai
quali spetta solo un anno di mobilità. Tra i 40 e 50 anni sono 92, che
hanno diritto a 2 anni mobilità. Gli ultracinquantenni sono 16, a
questi spettano 3 anni di mobilità. Nella definizione degli incentivi
per chi lascia il lavoro bisogna, quindi, tener conto di questo. C’è
invece l’intesa di integrare la cassa straordinaria con 7,5 euro, per
ogni giorno lavorativo».
La trattativa in Confindustria a Cuneo era iniziata giovedì. Dopo 9
ore di confronto l’azienda si era detta disponibile a ridurre da 143 a
133, rinunciando ad appaltare a una cooperativa il servizio
imballaggio e controllo vetri.
Per l’Euroveder di Cervasca la Saint-Gobain aveva annunciato 143
esuberi su 253 dipendenti. L’obiettivo della multinazionale francese è
ridimensionare lo stabilimento, attestandolo su un fatturato di 20
milioni.
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Il
sindacato: “Euroveder riduca ancora gli esuberi”
Da “La Stampa” del 13
giugno
«Dopo 50 giorni di
scioperi articolati, siamo vicini ad una svolta»: l’hanno ribadito più
volte i rappresentanti sindacali durante l’assemblea dei dipendenti
Euroveder, ieri, nel cortile dello stabilimento di Cervasca. Giovedì,
dopo 9 ore di serrata trattativa a Confindustria Cuneo, l’azienda, che
fa parte del gruppo Saint Gobain, si è detta disposta a ridurre gli
esuberi da 143 a 133. Secondo i sindacati ci sono i margini per
scendere sotto i 100. «È comprensibile l’amarezza dei lavoratori -
hanno spiegato Loris Emanuel, della segreteria Cgil e Gianni Arnaudo,
segretario provinciale Uilcem-Uil -. Visto che siamo in una fase
delicata della trattativa è necessario, però, continuare con la
mobilitazione. Lunedì, a Cuneo, ci sarà un nuovo incontro con
l’azienda dove si capirà se c’è la volontà di chiudere positivamente
la vertenza, accettando le nostre richieste».
Durante il dibattito sono emersi contrasti tra chi è deciso a
continuare gli scioperi articolati e chi propone una sospensione.
Molti gli appelli all’unità tra cui quello di Pablo Colibazzi, operaio
del turno C: «Tutti abbiamo un affitto o un mutuo da pagare, non
possiamo, però, dividerci in questo momento. E’ spiegabile
l’arrabbiatura di chi sciopera e chi no».
Intanto ieri a Savigliano si è svolta l’assemblea della Sekurit: le
segreterie provinciali di Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil,
insieme alla Rsu, hanno presentato i risultati delle prime riunioni
svoltesi con la direzione dello stabilimento saviglianese. Il
sindacato ha comunicato ai lavoratori che l’azienda ha avanzato una
proposta che contempla la «ripartenza» della fabbrica di via Saluzzo,
concentrata sulla realizzazione dei parabrezza, con un organico di
circa 85 dipendenti tra impiegati e operai. Il sindacato non accetta
tale indicazione e, soprattutto, non accetta che vengano definiti fin
d’ora numeri precisi che vincolerebbero le parti nelle trattative
future, nonché nella possibilità di affrontare eventuali nuove
crescite della domanda. Martedì prossimo è in programma un incontro a
Confindustria Cuneo.
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L’Euroveder riduce
i tagli
Dopo il lungo incontro l’azienda ha salvato dieci dipendenti.
Sindacati: “Non basta”
Da “La Stampa” del 12
giugno
Euroveder disposta a ridurre gli esuberi da 143 a 133; i sindacati,
però, insistono «bisogna scendere sotto i 100». Nove ore di
trattativa, ieri, in Confindustria a Cuneo, tra l’azienda che fa parte
del gruppo Saint Gobain e i rappresentanti di Cgil e Uil. I 10 posti
verrebbero salvaguardati rinunciando ad appaltare a una cooperativa il
servizio imballaggio e controllo vetri.
I sindacati, dopo aver apprezzato l’apertura della multinazionale
francese (presente l’ingegner Le Gavrian, direttore generale Euroveder),
hanno rilanciato la richiesta di ridurre i tagli di altre 35 unità, in
modo da scendere sotto i 100 e a utilizzare contratti di solidarietà e
tutti gli ammortizzatori sociali disponibili per limitare l’impatto
occupazionale. «La richiesta di mantenere in azienda altri 35
dipendenti non è stata lanciata a caso - spiega Loris Emanuel, della
segreteria provinciale Cgil -. Trenta lavoratori sarebbero utili per
attivare il terzo turno nel reparto “caldo” (specializzato nella
produzione di vetri per forni e cucine). Abbiamo inoltre ribadito la
necessità che il ricorso agli ammortizzatori sociali riguardi anche il
settore impiegatizio. E’ stato un incontro importante, un passo avanti
verso una soluzione positiva, però, non ancora soddisfacente».
Il 21 aprile l’Euroveder aveva annunciato che nello stabilimento di
Cervasca c’erano 143 esuberi (132 operai e 11 impiegati) su 253
addetti.
«Una trattativa difficilissima - spiega Gianni Arnaudo, segretario
provinciale Uilcem-Uil -, che sta iniziando a dare i primi frutti .
Durante l’incontro si è discusso anche di una nuova organizzazione del
lavoro nello stabilimento. Verificando i dati dell’azienda abbiamo
riscontrato una discrepanza tra funzioni e organico, per cui sarebbero
necessari 5 lavoratori in più; anche questo contribuirebbe alla
riduzione degli esuberi. Il nostro obiettivo resta, tenendo conto di
un prossimo rilancio del mercato, mantenere in azienda il più alto
numero di lavoratori da inserire nel ciclo produttivo a rotazione».
Oggi alle 12,30 i sindacati illustreranno le fasi della trattativa in
un’assemblea davanti ai cancelli dell’Euroveder. Un prossimo incontro
con l’azienda è previsto per lunedì, a partire dalle 9, sempre in
Confindustria a Cuneo.
Summit alla Sekurit
Riprende stamane, dopo il primo incontro di martedì scorso, la
trattativa tra le segreterie provinciali e la Rsu della Sekurit con la
direzione dell’azienda di Savigliano (che fa parte del gruppo St.
Gobain) sul piano di riorganizzazione dello stabilimento, in vista
della ripresa produttiva, come previsto dal verbale di intesa firmato
a livello nazionale il 28 maggio. Alle 14,30 si riuniranno le
assemblee sindacali per una prima valutazione sull’andamento della
trattativa. «La riunione di martedì -si legge nel comunicato sindacale
- ha evidenziato la complessità del confronto, ma nonostante ciò si è
proseguito con un primo scambio di vedute e opinioni rispetto al nodo
centrale degli organici. È stata avviata una prima valutazione sui
tempi e la complessità tecnica della ripartenza della produzione dopo
quasi tre mesi di fermo».
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Euroveder di
Cervasca
Oggi si
conoscerà il numero preciso degli esuberi
Da “La Stampa” del 11
giugno
Giorno della verità
per l’Euroveder di San Defendente di Cervasca. Oggi, alle 9,30, nella
sede di Confindustria, in corso Dante a Cuneo, secondo incontro tra
sindacati e amministrazione aziendale per capire se la Saint Gobain è
intenzionata a ridurre o meno il numero di esuberi, attualmente
stimati in 153 su 253 addetti. In concomitanza con la riunione non è
previsto nessun presidio dei lavoratori davanti alla sede degli
industriali. Un’assemblea di stabilimento è convocata per domani,
dalle 12,30 alle 14, davanti ai cancelli dell’Euroveder. Un primo
incontro si era tenuto il 3 giugno, sempre in Confindustria a Cuneo.
Durante 5 ore di confronto i sindacati avevano chiesto all’azienda che
gli esuberi fossero meno di 100. In questi giorni i rappresentanti
della Euroveder si sono consultati con la direzione centrale della
Saint Gobain, con sede a Parigi, per sondare eventuali margini di
trattativa. Durante l’incontro di oggi verrà, quindi, ufficializzato
il piano d’azione della multinazionale francese del vetro. \
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Sciopero
all’Euroveder contro i 143 “esuberi”
Da “La
Stampa” del 6 giugno
«Senza la riduzione
degli esuberi all’Euroveder, la vertenza Saint Gobain Italia, non può
dirsi conclusa». Un concetto che è stato più volte ribadito, ieri
pomeriggio, durante l’assemblea dei dipendenti dello stabilimento di
Santa Defendente di Cervasca, che dal 21 aprile presidiano la
fabbrica.
Ormai c’è la sensazione che la vertenza sia arrivata alle fasi
conclusive. E’ soltanto questioni di giorni. Dopo l’incontro di
venerdì in Confindustria a Cuneo, dove sindacati e manifestanti
all’esterno, hanno sostenuto che i 143 esuberi dichiarati da Saint
Gobain (su 253 addetti) sono troppi, lunedì l’ingegner Le Gavrian,
direttore generale Euroveder e Ezio Borreani direttore generale Saint
Gobain Italia, voleranno a Parigi per capire se la direzione centrale
della multinazionale francese del vetro è disposta a trattare sui
numeri. Se la risposta sarà positiva o meno lo si saprà giovedì
prossimo, quando in Confindustria a Cuneo tornerà a riunirsi il tavolo
di confronto.
In questi sei giorni che precedono l’incontro l’obiettivo dei
sindacati e Rsu è non spaccare il fronte della protesta. Ieri si è
discusso su come proseguire la mobilitazione. E’ prevalsa la linea
dell’ora e mezza di sciopero per turno, suddivisa in tre tranche da 30
minuti, fino a giovedì.
«Non bisogna mollare - hanno spiegato Loris Emanuel, della segreteria
Cgil e Gianni Arnaudo, segretario provinciale Uilcem-Uil -. La
partecipazione agli scioperi sarà anche un fattore determinante nella
trattativa con l’Euroveder».
La multinazionale francese prevede per lo stabilimento di San
Defendente di Cervasca la chiusura del reparto freddo (specializzato
nella produzione di vetri per frigoriferi) e il passaggio da tre a due
turni del reparto caldo (dove si producono vetri per forni e cucine).
I sindacati hanno chiesto che il numero degli esuberi scenda sotto le
cento unità e vengano utilizzati tutti gli ammortizzatori sociali
disponibili, tra cui i contratti di solidarietà, per gestire la crisi.
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Domani
Otto ore di sciopero
all’«Euroveder»
Da “La
Stampa” del 2 giugno
Domani, 8 ore di
sciopero e nel pomeriggio manifestazione davanti alla sede di
Confindustria Cuneo, in corso Dante: prosegue le mobilitazione dei
dipendenti «Euroveder» di Cervasca (gruppo Saint Gobain), dopo che la
multinazionale francese del vetro ha confermato per lo stabilimento di
frazione San Defendente, il piano di riorganizzazione che prevede 143
esuberi (132 operai e 11 impiegati) su 253 addetti. L’incontro in
Confindustria è previsto a partire dalle 14,30. E’ stata annunciata la
presenza alla riunione anche del direttore generale Euroveder,
ingegner Le Gavrian. Sul tavolo la questione esuberi. «L’obiettivo -
spiega Gianni Arnaudo, segretario provinciale Uilcem-Uil -, è ridurne
il numero in relazione a una futura ripresa del mercato, conservando
manodopera professionalizzata. Se l’azienda saprà rinunciare alla sua
tradizionale posizione di rigidità, si potrebbe trovare una
soluzione». «Ci attendiamo la presentazione del piano di
riorganizzazione dello stabilimento - dice Loris Emanuel, sindacalista
Cgil -. Passaggio basilare per capire quanti sono gli esuberi. Sulla
base di questo piano inizieranno le trattative per mantenere il più
alto numero di posti lavoro. Si parlerà anche dell’uso di
ammortizzatori sociali per gestire questa delicata fase».
Oltre ai dipendenti «Euroveder», al presidio davanti alla sede di
Confindustria ci sarà anche una delegazione dei lavoratori «Sekurit»
di Savigliano, che fa parte del gruppo Saint Gobain. La multinazionale
francese prevede per lo stabilimento di Cervasca la chiusura del
reparto freddo (specializzato nella produzione di vetri per
frigoriferi) e il passaggio da 3 a 2 turni del reparto caldo (dove si
producono vetri per forni e cucine). La decisione di scioperare 8 ore
e di manifestare davanti a Confindustria è stata presa venerdì,
durante una movimentata assemblea
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Occupazione crisi e
speranze
“Ci hanno sacrificati”
Da “La Stampa” del 30
maggio di CARLO GIORDANO
CERVASCA
«Ci hanno sacrificato. Cinquanta giorni di sciopero buttati nel
cesso». Rabbia e delusione, ieri mattina, davanti ai cancelli dell’Euroveder
di Santa Croce di Cervasca, dopo che giovedì, a Roma, la Saint Gobain
ha confermato i 143 esuberi (132 operai e 11 impiegati). Un’amarezza
che si avverte anche nelle parole di Loris Emanuel, sindacalista Cgil:
«A Roma il direttore generale, Gianni Scotti, a proposito di Euroveder
ha speso solo quattro parole: confermiamo quanto detto in precedenza.
Questo significa che non è cambiato nulla rispetto a prima. Tutti noi
ci aspettavamo invece una dichiarazione di riduzione degli esuberi».
Si annuncia una mattinata dura. L’assemblea per fare il punto su
quanto detto a Roma al tavolo ministeriale è convocata per le 11.
Mancano un decina di minuti, ma l’atmosfera nel presidio davanti ai
cancelli è già tesa. Gli animi si scaldano: «Siamo stati sacrificati
in cambio di Savigliano e Pisa». Si decide allora di spostare la
riunione nel cortile dello stabilimento Saint Gobain, dall’altra parte
della strada.
Gianni Arnaudo, segretario provinciale Uilcem-Uil, tira fuori
microfono e altoparlante dall’auto: «Bisogna decidere cosa fare».
Qualcuno vorrebbe bloccare lo stabilimento fin da subito: «Sciopero ad
oltranza, oggi e lunedì». Altri ascoltano.
«Mercoledì avremo un incontro con l’azienda a Confindustria Cuneo -
dice Arnaudo -. Solo lì potremo capire quali sono le intenzioni di
Saint Gobain su Euroveder: se c’è la disponibilità ad attivare
contratti di solidarietà, part-time e ammortizzatori. Capire anche
quanto l’azienda è disposta a sborsare a chi si licenzia
volontariamente. Sarebbe importante mercoledì dare un segnale forte».
L’assemblea si divide tra chi chiede, in concomitanza con l’incontro
di Cuneo, 8 ore di sciopero e chi 4. Si va alla conta. Chi è per la
linea dura a sinistra del piazzale, gli altri a destra. Ottanta si
dicono d’accordo a scioperare 8 ore; per 41 sarebbe sufficiente una
mezza giornata di blocco. Mercoledì mattina, quindi, stabilimento
fermo e tutti davanti a Confindustria Cuneo.
«A Roma non chiedevamo la luna, ma solo una parola sulla riduzione
degli esuberi - spiega Giovanni Allinio, delegato Rsu Cgil -, questo
non è avvenuto. Mercoledì, quindi, giornata di sciopero e presidio a
Cuneo, così ha deciso l’assemblea». «Ora bisogna restare uniti - dice
Davide Bodino, Rsu Uil -. Non c’è nessuna certezza sul futuro, anche
se pare ci sia una possibilità di trattativa».
«Inutile bloccare tutto adesso - dice Silvano Bongioanni, Rsu Uil -,
concentriamoci piuttosto sulla protesta di mercoledì, quando l’azienda
ci dirà ufficialmente cosa intende fare dell’Euroveder. Non
dimentichiamo che in questo mese abbiamo già fatto 20 ore di sciopero
e 12 ad aprile. La busta paga comincia ad assottigliarsi».
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Euroveder di Cervasca
Calendario di
scioperi fino al 19 maggio
Da “La Stampa” del 13
maggio
Assemblea, ieri
mattina, davanti ai cancelli dell’Euroveder di Cervasca per concordare
nuove modalità di sciopero dopo l’incontro di lunedì al ministero a
Roma. E’ stato deciso un nuovo calendario di protesta fino al 19
maggio: ogni due ore di lavoro uno stop di 30 minuti.
Complessivamente, quindi, ogni dipendente sciopera un’ora e mezza per
turno. Prosegue, intanto, anche il presidio davanti alla fabbrica. Nel
corso dell’assemblea è scattata anche la raccolta di adesioni per la
trasferta a Parigi, prevista per mercoledì della prossima settimana,
per una manifestazione davanti alla sede centrale della Saint-Gobain.
Per l’Euroveder di Cervasca, la multinazionale francese ha annunciato
143 esuberi su 253 dipendenti. Lo stabilimento, nell’area industriale
di frazione San Defendente, in via Maestri del Lavoro (che qualcuno ha
già ribattezzato via dei Disoccupati), è specializzato nella
produzione di vetri per elettrodomestici (frigoriferi, forni, piastre
di cottura). Venerdì scorso per dare maggiore visibilità alla protesta
un gruppo di dipendenti della Euroveder ha manifestato lungo la
provinciale Cuneo-Caraglio, senza interrompere il traffico. Gli operai
hanno portato in corteo anche una bara a significare la morte del
lavoro.
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Euroveder, presidio
sulla Cuneo-Caraglio
Da “La Stampa” del 9
maggio
Sale la protesta all’Euroveder
di Cervasca, dove la Saint-Gobain ha annunciato 143 esuberi su 253
dipendenti. Ieri, dalle 11 alle 12, il presidio, che da alcune
settimane si tiene davanti allo stabilimento nell’area industriale di
San Defendente, è stato spostato sulla provinciale Cuneo-Caraglio per
dare maggiore visibilità alla mobilitazione. Una quarantina di
dipendenti hanno manifestato distribuendo volantini contro i
licenziamenti. Nessun blocco alla circolazione. Gli operai hanno
portato in corteo anche una bara a significare la morte del lavoro.
Nello stabilimento Euroveder proseguono gli scioperi articolati (due
ore di lavoro un’ora di blocco della produzione).
«Lunedì, con l’incontro al ministero a Roma, sarà una giornata
cruciale per la vertenza Saint-Gobain - spiega Loris Emanuel, Cgil -.
Per quanto riguarda Euroveder ci attendiamo l’annuncio di una
riduzione degli esuberi. Comunque vada l’incontro al ministero, il 20
maggio saremo a Parigi per una manifestazione europea davanti alla
sede centrale della multinazionale francese».
«Lunedì al ministero capiremo se la Saint-Gobain è disponibile a
modificare il piano di ristrutturazione - dice Gianni Arnaudo, Uil -.
Sarebbe opportuno poter avviare un dialogo, anche perché negli
stabilimenti cresce la protesta e l’esasperazione».
Ieri si è tenuto un vertice in Provincia tra sindacati e il presidente
Raffaele Costa, in preparazione dell’incontro a Roma. Prioritari per
la trattativa restano il mantenimento in attività dello stabilimento
Sekurit di Savigliano (226 addetti), che la Saint-Gobain vuole
chiudere, la riduzione degli esuberi all’Euroveder e la tutela dei
lavoratori dell'indotto. \
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Crisi Euroveder: incontro in vista del tavolo nazionale
Da
www.targatocn.it del 30 aprile
Si è svolto in
Provincia un nuovo incontro sulla crisi dell'azienda Euroveder (gruppo
Saint Gobain) di San Defendente di Cervasca. Al tavolo, convocato dal
presidente della Provincia per giovedì 30 aprile, hanno partecipato i
rappresentanti sindacali di Cgil e Uil, i sindaci di Cervasca,
Caraglio, Vignolo e Bernezzo, oltre all'assessore provinciale al
Lavoro Angelo Rosso, al presidente della Comunità montana Valle Grana
Alessandro Verardo e ai funzionari provinciali del settore formazione
professionale. Argomento della riunione, oltre all'analisi della
situazione aziendale, anche la preparazione in vista del tavolo
nazionale sulla vicenda Saint Gobain convocato per l'11 maggio dal
Ministero alle Attività produttive. “Dobbiamo presentarci preparati
all'appuntamento romano – ha dichiarato il presidente della
Provincia Raffaele Costa– e per questo serve una valida
controproposta al piano di ristrutturazione annunciato dalla
proprietà. Personalmente provvederò a richiedere all'impresa un
documento riassuntivo della strategia aziendale per il nostro
territorio. Alle forze sindacali domando la realizzazione di un
secondo documento illustrante invece priorità e strumenti utili alla
tutela dei lavoratori. Nei prossimi giorni ci saranno ulteriori
occasioni di confronto con le forze sociali degli stabilimenti di
Savigliano e Cervasca”.
Il gruppo Saint Gobain conta tre stabilimenti in Granda: Sekurit di
Savigliano, Euroveder e Sicurglass di Cervasca. Il piano di
ridimensionamento, confermato anche nell'incontro milanese di
mercoledì 29 aprile, prevede la chiusura per lo stabilimento Sekurit
(226 dipendenti, oltre a 70 addetti Astec per l'indotto) e la
riduzione del personale Eurodever con 143 esuberi, il passaggio dei
turni di lavoro da tre a due, la chiusura del reparto 'freddo'
specializzato nella realizzazione di vetri per frigoriferi. A rischio,
secondo la relazione sindacale, anche la linea dei vetri coibentati,
mentre la produzione sarà concentrata nel reparto 'caldo' dei vetri
per cucine o altri elettrodomestici. Tra le priorità ribadite dai
sindacati: la necessità di rassicurazioni in merito al futuro dello
stabilimento; il mantenimento del terzo turno; la conservazione delle
professionalità aziendali in vista di una ripresa del settore tramite
l'applicazione di contratti di solidarietà, mobilità volontaria e
cassa integrazione straordinaria. La Provincia ha confermato la piena
disponibilità al supporto per l'attività di formazione, mirata alla
qualificazione del personale anche per le altre linee di produzione.
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Euroveder: “Cassa” sospesa al reparto presse
Da “La Stampa”
del 28 aprile
Paradossi della
crisi: il reparto presse della Euroveder di San Defendente di Cervasca,
di cui è stato annunciato lo smantellamento, sta ora lavorando a pieno
ritmo, tanto che è stata sospesa, per un mese, la cassa integrazione
per i 20 addetti. Due i motivi: recuperare la produzione perduta per
gli scioperi e una commessa americana. Prosegue il presidio davanti
allo stabilimento in via Maestri del Lavoro. Sindacati e Rsu hanno
modificato il programma degli scioperi articolati: due ore di sciopero
e un’ora di blocco. È stata chiesta anche l’autorizzazione
all’allestimento di un gazebo sulla provinciale Cuneo-Caraglio per
dare più visibilità alla vertenza. Per l’Euroveder la Saint-Gobain ha
annunciato 143 esuberi su 253 dipendenti. L’obiettivo è ridimensionare
stabilimento, attestandolo su un fatturato di 20 milioni. Oggi alle
10, in Provincia, incontro con il presidente Costa e sindaci della
Valle Grana: invitato anche il vescovo di Cuneo.
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“Pronti
alla protesta anche a Roma e Parigi”
Da “La Stampa” del 24
aprile di CARLO GIORDANO
CERVASCA
Vicino al cancello dello stabilimento è stata issata una forca con
appeso un manichino vestito con una tuta da lavoro. La rabbia è tanta.
La parola d’ordine è «restare uniti». Assemblea in strada, davanti
allo stabilimento, ieri, per 253 dipendenti Euroveder di Cervasca.
«Su questo lavoro abbiamo programmato la nostra vita, una famiglia e
ora corriamo il rischio di trovarci tutti e due in mezzo a una
strada». Giuseppe Alaimo e Ornella Gribaudo, si sono conosciuti nello
stabilimento, si sono sposati e hanno una bambina, Valentina, di 3
anni. «Un dramma - spiega Giuseppe -. Questa notte ho persino sognato
che lavoravo in reparto. La notizia di 143 esuberi ci ha sconvolto. Se
ci lasciano a casa tutti e due non so come faremo. Abbiamo anche un
mutuo da pagare».
Al presidio arrivano i sindaci della zona, con il presidente della
Comunità montana Valle Grana, Alessandro Verardo: «Ho convocato la
giunta qui, per dimostrare che le istituzioni ci sono». «Questa
mattina ho incontrato un alto dirigente della Saint Gobain - dice
Tullio Ponzo, sindaco di Cervasca -, mi ha spiegato che una riduzione
di personale è indispensabile per salvare lo stabilimento. Ho subito
informato il presidente della Provincia, Costa, per aprire un tavolo
di confronto».
Don Flavio Luciano, responsabile della Pastorale sociale della Diocesi
di Cuneo e don Marco Riba, parroco di San Defendente di Cervasca,
portano la solidarietà del vescovo di Cuneo, monsignor Giuseppe
Cavallotto: «La vertenza Euroveder è precipitata negli ultimi giorni.
Siamo disposti a fare la nostra parte per avviare un dialogo. La
Caritas potrebbe intervenire per aiuti alle famiglie».
Mario Prestana di crisi aziendali ne ha vissute diverse: «Ho lavorato
alla Michelin di Cuneo; dopo l’incendio non mi hanno più rinnovato il
contratto. Sono, quindi, andato all’Algat, ma anche lì è scoppiata la
crisi. Pensavo che all’Euroveder, sarei stato finalmente tranquillo.
Ho comprato anche casa. Il mio futuro finisce qui».
Phan Van Phuc è vietnamita, in Italia da 29 anni, di cui 20 passati
all’Euroveder: «Da martedì, dopo l’annuncio degli esuberi non so più
cosa pensare. A casa solo io lavoro».
«La Saint Gobain - spiega al microfono Loris Emanuel, Cgil -, ha
intenzione di concentrarsi sull’edilizia: un conto è vendere
un’azienda, un altro e chiudere gli stabilimenti. Siamo pronti ad
andare a manifestare a Milano, Roma e anche a Parigi, per dire no».
Questa mattina, alle 11, presidio con volantinaggio davanti ai centri
commerciali Auchan e Ipercoop. «In questa battaglia chiediamo la
collaborazione dei consumatori - spiega Gianni Arnaudo, Uil -. Ma sia
ben chiaro, non vogliamo boicottare i supermercati, l’invito è non
comprare prodotti francesi. Una risposta al protezionismo di Sarkozy».
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L’Euroveder taglia 143 posti
Da “La Stampa” del 22
aprile di CARLO GIORDANO
CERVASCA
Dei 253 dipendenti della «Euroveder», 143 sono in esubero (132 operai
e 11 impiegati). Il piano di ristrutturazione annunciato ieri parla
chiaro: chiusura del reparto «freddo» (specializzato nella produzione
di vetri per frigoriferi) e trasferimento di alcune lavorazioni in
Polonia; dismissione del comparto presse; passaggio da 3 a 2 turni su
5 giorni e una razionalizzazione delle squadre.
Il reparto «freddo» è entrato a far parte del gruppo St. Gobain nel
2004, in seguito alla cessione da parte della «Borgna Veder». Mentre
nel 1999 la multinazionale francese aveva attivato il reparto «caldo»,
che produce vetri per cucine e altri elettrodomestici.
«I dipendenti Euroveder sono già in cassa integrazione per tre quinti
della settimana - spiega Gianni Arnaudo, Uil -. E’ necessario creare
un fronte di rivendicazione unitario con la Sekurit di Savigliano. Una
cosa è chiara: questa vertenza dimostra che l’Italia viene trattata
dai francesi come una colonia. La St. Gobain ha altri stabilimenti in
Europa, noi siamo, però, quelli che paghiamo il prezzo più alto. Non
vogliamo parlare dei tempi di applicazione e neanche dei criteri di
selezione del personale. Rigettiamo il piano e le proveremo tutte per
evitare il ridimensionamento».
«Non accettiamo le condizioni della St. Gobain - ribatte Loris
Emanuel, Cgil -. La questione va affrontata a livello ministeriale;
speriamo in quella sede di poter ridurre l’impatto. Fino a giovedì
proseguiranno comunque gli scioperi a singhiozzo; giovedì, dalle 14
alle 16, ci sarà un’assemblea per definire nuove iniziative».
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Cervasca:
smentita la chiusura dell'Euroveder
Da
www.targatocn.it del 9 aprile di L.T.
Martedì mattina in Provincia si sono
incotrati RSU, sindacati e proprietà per discutere del futuro della
Euroveder di Cervasca. Alla riunione hanno preso parte le Segreterie
Provinciali di FILCEM-CGIL e UILCEM-UIL con l'obiettivo di far
chiarezza sulla ristrutturazione a cui lo stabilimento deve andare
incontro per far fronte alle difficoltà economiche e di mercato in cui
si trova l’azienda. L’Euroveder opera nel settore del vetro per
elettrodomestici, con due reparti di produzione, uno per la
lavorazione dei vetri per i forni da cucina ed un altro per i vetri
dei frigoriferi. A Cervasca impiega 250 lavoratori. Già in difficoltà
per la necessità di combattere concorrenti sempre più inclini alla
delocalizzazione degli stabilimenti, l’azienda ha patito i pesanti
effetti della crisi finanziaria ed economica. La congiuntura negativa
insieme alla necessità, manifestata dall’azienda, di ridurre il
personale ha determinato il ricorso alla Cassa integrazione per le
maestranze di Cervasca. Le ipotesi di ristrutturazione illustrate
dalla proprietà hanno previsto il ricorso ad esuberi con una riduzione
della forza lavoro commisurabile in 50/60 dipendenti. Le voci di
chiusura della
Sekurit St. Gobain di Savigliano, gruppo di cui l’Euroveder
fa parte, hanno fatto crescere la preoccupazione portando le parti
sociali a spingere per la convocazione di un incontro. Durante la
recente riunione l’azienda ha smentito l’ipotesi di una chiusura del
sito di Cervasca, facendo però intendere che è in attesa
dell’approvazione, da parte della Saint Gobain, di un “significativo
piano di ristrutturazione”. Su richiesta di ulteriori chiarimenti
sul termine 'significativo' la proprietà ha dichiarato di non poter,
ad oggi, definire e comunicare l’entità reale degli esuberi, senza
avere l’approvazione da parte della Saint-Gobain sul piano
riorganizzativo.
L’incontro ha poi visto la discussione spostarsi sulla necessità di
una ulteriore richiesta di Cassa Integrazione fino alla fine del mese
di maggio, intervento che coinvolgerà quasi tutti i dipendenti con le
modalità tutt’ora in atto. La parte sindacale, pur accogliendo con
favore la smentita della chiusura del sito, manifesta una forte
preoccupazione per la situazione produttiva e di mercato in cui versa
il sito Euroveder di Cuneo e per le ricadute che potrebbero comunque
derivare dal piano di ristrutturazione.
I sindacati manifestano poi un pesante disagio per come la
Saint-Gobain sta gestendo le informazioni legate a ristrutturazioni
e/o possibili chiusure degli stabilimenti del gruppo Italia.
È intenzione delle Segreterie Provinciali di FILCEM-CGIL e UILCEM-UIL
promuovere un’incontro con le Istituzioni locali per sottoporre le
inquietudini che attraversano in questo momento i dipendenti dello
stabilimento Euroveder. Altro obiettivo è quello di unire le forze con
i colleghi dello stabilimento della Sekurit di Savigliano allo scopo
di presentare alla Saint-Gobain un’importante resistenza ad eventuali
scelte che abbiano pesanti ricadute sui posti di lavoro in queste due
realtà industriali territoriali.
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Cervasca
Stop forzato alla Euroveder
Da “La Stampa” del 15
novembre
Stop forzato di tutto
lo stabilimento, giovedì e venerdì, alla «Euroveder» di San Defendente
di Cervasca, con ricorso a cassa integrazione ordinaria per 203 operai
e 41 impiegati. Lo ha annunciato la direzione dell’azienda
specializzata nella produzione di vetri temperati per
elettrodomestici, in seguito al calo degli ordini, con previsioni di
chiusura del bilancio inferiori del 13% rispetto al 2007. Altri
periodi di cassa il 27 e 28 novembre per 183 operai e 41 impiegati,
dal 17 al 29 novembre per 20 operai e chiusura della fabbrica dal 9
dicembre (con 11giorni d’anticipo rispetto alle ferie natalizie) fino
alla riapertura del 7 gennaio. \
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