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Caramagna
Embo, alternative ai
15 licenziamenti
Da “La
Stampa” del 30 ottobre
Si è aperto uno spiraglio per i 15 dipendenti per i quali la Embo ha
annunciato il licenziamento. Nell’incontro di ieri all’Unione
Industriale di Cuneo con i sindacalisti Bruno Gosmar (Uilm) e
Pierandrea Cavallero (Fiom), la direzione dell’azienda si è dichiarata
d’accordo a percorrere una strada meno traumatica che permetta alla
Embo di far fronte alla crisi produttiva senza lasciare a casa i
lavoratori. Mercoledì i sindacati terranno un’assemblea nella fabbrica
e lunedì 10 novembre ci sarà un altro incontro all’Unione Industriale.
A Racconigi è ripresa a singhiozzo la produzione negli stabilimenti
Lita e Profilmec, mentre continua la cassa alla Cln (ex Lare) e alla
Annibale Viterie
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La
“Embo” decisa a licenziare 15 dipendenti a Caramagna
Da “La Stampa” del 29 ottobre di ]ALDO MANO
CARAMAGNA
È in programma oggi, all'Unione Industriale di Cuneo, un incontro fra
i sindacati e la direzione della «Embo», l'azienda di Caramagna
Piemonte che lunedì ha annunciato l'intenzione di ridurre del venti
per cento le maestranze, licenziando 15 dei 78 dipendenti.
La «Embo», una delle più grandi produttrici di ricambi non originali
per autoveicoli in Europa, è nata nel 1970 come azienda specializzata
nella produzione di stampi per carrozzeria, scocche per auto speciali
e prototipi.
Nel corso della sua attività ha annoverato tra i suoi clienti grandi
case «Maserati», «De Tommaso», «Monteverdi», oltre a numerosi fra i
più famosi carrozzieri italiani. Da circa un anno, in seguito al calo
delle ordinazioni, sono in cassa integrazione una decina di
dipendenti. I sindacati, pur essendo d'accordo con le motivazioni
della ditta, circa la crisi del mercato, conseguente a quella
dell'intero settore automobilistico, non lo sono sui licenziamenti,
ritenuti eccessivamente drastici.
«Ci sono altre soluzioni, meno dolorose e traumatiche per i lavoratori
- spiegano Pierandrea Cavallero della Fiom-Cigl e Bruno Gosmar della
Uilm-Uil - Si può ricorrere alla mobilità, al pensionamento
anticipato, oppure ad un contratto di solidarietà, che riduca le ore
lavorative per tutti, senza che nessuno venga buttato sulla strada».
Ieri i sindacati si sono incontrati in assemblea con i lavoratori e
sono ora in attesa di conoscere che dirà l’azienda nell'incontro di
oggi a Cuneo per decidere quali provvedimenti o iniziative
intraprendere
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