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“La priorità resta
la difesa del lavoro”
Presentato in
Camera di commercio il Rapporto Cuneo 2012. Nella Granda galoppa
l’export
Da “La Stampa del 5
maggio di LORENZO BORATTO
Record.
Disoccupazione più bassa del Piemonte Pil pro capite. Diminuisce ma è
il più alto della regione
La Granda resta la provincia dei record (il più basso tasso di
disoccupazione del Piemonte, 3,8%; il più alto tasso di occupazione,
69%; una differenza import-export sempre saldamente in positivo). Ma
nel 2011 la crisi ha colpito, in modo pesante, anche il Cuneese. Con
un rischio di tenuta dell’occupazione: la stessa preoccupazione
espressa ieri nell’analisi congiunturale di Confindustria.
Numeri che raccontano un 2011 «partito in crescita per poi registrare
trend negativi», come emerso ieri in Camera di Commercio a Cuneo,
durante la decima «Giornata dell’Economia», in cui è stato presentato
anche il Rapporto Cuneo 2012, che analizza l’ultimo anno con i dati
elaborati dall’Ufficio Studi dell’ente camerale.
Il presidente di Camera di commercio e di Unioncamere nazionale,
Ferruccio Dardanello: «La crisi ci ha fatto entrare in un’era nuova:
nulla sarà come prima. Ma la situazione economica della Granda si
conferma migliore rispetto a quella nazionale e piemontese. La
ricchezza dipende dal capitale umano: si metta il coraggio degli
imprenditori a disposizione dell’economia e della società».
Giuseppe Tardivo, coordinatore della Facoltà di Economia di Cuneo e
tra i curatori del Rapporto: «La crisi sarà ancora più severa nel
2012. In un momento di tensioni sociali e crisi finanziaria, come
risponde il modello cuneese? Le piccole imprese sono il 95% del
tessuto economico provinciale, sono specializzate e radicate sul
territorio. Hanno tenuto, anche se con aree di nebbia e luci: da una
parte la crisi dell’edilizia e del mercato del lavoro che vede un alto
ricorso alla cassa integrazione, anche nei primi mesi del 2012. Bene
invece export, turismo e una parte dell’artigianato, quello più
specializzato, di lusso».
Hanno puntato sul «problema lavoro» anche due interventi tra il
pubblico. Matteo Carena, segretario provinciale Cisl: «Il tasso di
disoccupazione è raddoppiato in 3 anni. Ci sono adesso quasi 5 mila
dipendenti in mobilità nel Cuneese e altri 1.200 posti di lavoro
saranno persi nei prossimi mesi». Ezio Falco, presidente della
Fondazione Crc: «Il lavoro è la priorità. La Fondazione è pronta per
investimenti patrimoniali sul territorio, purchè favoriscano lo
sviluppo della nostra comunità, soprattutto in aree “deboli” come la
montagna». Tra gli altri interventi, quelli della presidente della
Provincia Gianna Gancia, di Marcello Gatto (Coldiretti), Gianni
Vercellotti (Atl Cuneese), Domenico Massimino (Confartigianato),
Attilio Ferrero (Confindustria), Piero Sassone (associazione
albergatori). In molti hanno chiesto maggiore sinergia e
collaborazione, per uscire dalla crisi coinvolgendo fondazioni ex
bancarie, università, sindacati, v o l o n t a r i a t o , mondodella
cooperazione.
Tra i dati più significativi la riduzione negli ultimi anni del Pil
provinciale (mentre quello regionale cresce, ma il Pil pro capite
della Granda resta il più alto in Piemonte). Mentre sono cresciuti
export (+9,88% in un anno) e depositi bancari (+5,4%). Ma gli impieghi
sono calati, per «la contrazione del credito alle imprese».
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Industriali
pessimisti Solo l’export cresce
Meno investimenti,
più disoccupazione e pagamenti in ritardo
da "La Stampa" del 4
maggio di LORENZO BORATTO
CUNEO
Più disoccupati, ritardi soffocanti nei pagamenti, meno investimenti.
Di positivo? L’export. Prevale il pessimismo tra gli imprenditori
della Granda, secondo l’indagine congiunturale di Confindustria
relativa al secondo trimestre 2012 (periodo aprile-giugno). Interviste
a 174 aziende della Granda, di tutti i settori e dimensioni, che
raccontano il «clima di fiducia» nell’immediato futuro. Fiducia che,
per ora, resta assai contenuta.
Per alcuni indicatori le aspettative di chi fa impresa risultano in
miglioramento rispetto a quanto indicato dagli stessi imprenditori a
dicembre. Ma il saldo tra ottimisti e pessimisti resta comunque con
segno meno: attese ancora sfavorevoli per produzione, ordini e
peggiorano le previsioni sull’occupazione.
Diminuisce, di poco, la percentuale di aziende che prevede di fare
ricorso alla cassa integrazione nei prossimi mesi (23,3%); anche
perchè un’azienda intervistata su quattro dichiara di avere un
«portafoglio ordini» sufficiente per meno di un mese.
Unica nota positiva: torna il segno più sull’export. Le aspettative
sulle esportazioni erano tornate negative a dicembre, dopo un anno e
mezzo consecutivo di valori positivi.
Si riducono anche gli investimenti. Le cause: problemi di liquidità
(il 67,1% delle aziende dichiara ritardi negli incassi), crescenti
difficoltà nel reperimento di credito dal sistema bancario, aumentano
i tempi medi di pagamento. Oggi sono 98 giorni (erano 91 a dicembre),
toccano addirittura i 167 giorni, oltre 5 mesi, per le transazioni con
gli enti pubblici (a dicembre i giorni erano 138).
Elena Angaramo, responsabile del Centro studi di Confindustria,
spiega: «Abbiamo analizzato anche le previsioni 2011 con i risultati “
a consuntivo”. Sono previsioni “centrate”, cioè le attese delle
imprese corrispondono alla realtà. Già l’anno scorso gli imprenditori
prevedevano meno occupazione e ordini stabili: i risultati finali sono
stati leggermente peggiori anche sulla scia della prima parte del
2011, in cui una ripresa sembrava possibile. Resta ancora molto alto
l’utilizzo della cassa integrazione, anche se meno rispetto al 2010».
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ECONOMIA.
INDAGINE DELLA CAMERA DI COMMERCIO
In tre mesi previste 1930 assunzioni
Nella Granda il
saldo resterà negativo: in scadenza 2350 contratti
Da “La Stampa” del
29 gennaio di MATTEO BORGETTO
CUNEO
Sarà negativo il saldo tra nuovi ingressi e uscite nel mondo del
lavoro della Granda nel primo trimestre 2012. Lo rivela l’indagine
della Camera di Commercio di Cuneo sul periodo gennaio-marzo,
realizzata con il sistema informatico Excelsior, che prevede 1.930
assunzioni programmate dalle imprese dell’industria e dei servizi
(molto superiori all’ultimo trimestre, quando erano 1.210), ma anche
2.350 occupati in meno. Saranno soprattutto i lavoratori a tempo
determinato i più colpiti, la maggior parte (61%) per scadenza o
mancato rinnovo del contratto. Contenuta, invece, la percentuale (9%)
di chi raggiungerà la pensione. «Una situazione complessiva non
esaltante - dice il presidente di Unioncamere e della Camera di
Commercio cuneese, Ferruccio Dardanello - ma se paragonata ad altre
realtà, presenta ancora delle luci. Nonostante la crisi il settore
dell’export sta andando bene, assistiamo a nuovi fermenti
imprenditoriali e nuove entrate, giovanili e femminili, che mettono
l’economia cuneese in movimento».
«Non sarà facile il 2012, soprattutto per il mercato interno -
aggiunge -. Ricerca, innovazione, qualità, capacità di mettersi in
rete con imprese anche di altri settori per mantenersi competitivi
sono le ricette per combattere la congiuntura. Fondamentale l’apertura
all’export, da cui speriamo di aumentare il fatturato e registrare
l’arrivo di tante nuove “matricole” imprenditoriali».
Un aiuto potrebbe arrivare anche dal Governo. «A Monti ho chiesto di
ridurre la burocrazia, che alle piccole e medie aziende cuneesi costa
1.000 euro al mese precisa Dardanello -. Se semplifichiamo loro la
vita, faremo un passo importante per dare non tutte, ma buona parte
delle risposte che attende l’economia».
Nel dettaglio, delle 1.930 assunzioni previste nel primo trimestre
nella Granda, 1.460 sono non stagionali (75,5%) 470 quelle stagionali
(24,5%). Oltre la metà dei nuovi posti di lavoro (53%) confluirà nel
comparto dei servizi (commercio, turismo e ristorazione, servizi
operativi, servizi alle persone), il 40% nell’industria (soprattutto
alimentare), mentre le costruzioni non supereranno il 7%. Tra le
professioni più richieste dalle aziende, primo posto per gli operai
specializzati e conduttori di impianti dell’industria alimentare, che
prevede difficoltà di reclutamento. Seguono i cuochi, camerieri e
professionali di settore, specialisti e tecnici amministrativi,
bancari, personale di segreteria, autotrasportatori. Buone opportunità
per i giovani sotto i 30 anni, ai quali le imprese riserveranno il 40%
delle assunzioni. Nel 20% dei casi è richiesta specificatamente una
donna, in particolare per gli impieghi di segreteria, vendita, settori
amministrativi e finanziari
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Export
cuneese migliora e supera i livelli del 2009
Da luglio a
settembre vendute all’estero merci per 4,7 miliardi
Da “La Stampa” del
28 dicembre di LORENZO BORATTO
Continua la crescita delle esportazioni «made in Granda». Hanno
superato i livelli del 2009. Lo rivela la Camera di commercio di
Cuneo, in base ai dati forniti dall’Istat e relativi al terzo
trimestre dell’anno. Tra luglio e settembre il valore delle merci
cuneesi sui mercati esteri è stato di 4,7 miliardi, oltre 700 milioni
di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2010.
Il presidente di Unioncamere nazionale e della Camera di Commercio di
Cuneo, Ferruccio Dardanello: «Si è registrato un +15,5%, tra i
migliori del Piemonte e anche a livello nazionale. La Granda è tra le
prime 15 province italiane per valore dell’export. Un aumento
generalizzato, trasversale su tutti i comparti, che fa ben sperare.
Nella Granda ci sono 1.750 aziende che esportano e dovranno essere di
più in futuro. Ma grazie a loro crescono anche migliaia di
subfornitori locali. Un dato importante in un momento dove sembrano
prevalere prospettive negative. Il mercato interno? È in regressione.
Per questo si deve guardare all’estero».
Un aumento a doppia cifra per tutti i settori (tranne il tessile che
registra +1,3% rispetto allo stesso trimestre 2010). Molto dinamico il
comparto dei macchinari (+26,7%), seguito da mezzi di trasporto
(16,3%), metalli (16,2%), gomma e materie plastiche (15,6%), legno
carta e stampa (14,1%). In costante crescita il settore di prodotti
alimentari e bevande (11,7%) che non aveva smesso di crescere neppure
nei trimestri passati e rimane il più importante in termini assoluti:
vale oltre 1,2 miliardi di euro.
Nella crescita generalizzata restano confermati i principali mercati
per le merci e i servizi cuneesi: la Francia resta il principale
sbocco del «Made in Granda» con il valore dell’export che è tornato a
superare il miliardo di euro nei tre mesi analizzati. Seguono
Germania, Spagna, Inghilterra e Polonia. Il bacino dei 27 paesi
dell’Unione europea pesa per il 72% del totale export, con un valore
di 3,3 miliardi di euro. Nell’area extra Ue i mercati maggiori sono
Stati Uniti, Svizzera, Cina, Russia e Turchia, ma ogni mese merci del
valore di decine di milioni di euro partono dalla Granda e approdano
anche a Hong Kong, Brasile, Giappone. La crescite maggiori: +60% in
Russia, +40% in Brasile, +39% in Svizzera e Hong Kong.
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Esportazioni in provincia di Cuneo: nel primo semestre +10% le
vendite rispetto allo stesso periodo nel 2010
Da
www.targatocn.it del 22 settembre 2011
Nei
primi sei mesi del 2011, il valore delle esportazioni cuneesi
ha superato i 3 miliardi di euro mettendo a segno un
incremento dell’14,9%,
rispetto al corrispondente periodo nel 2010, con una performance
lievemente inferiore rispetto alla media nazionale (+15,8%),
mentre risulta in linea con l’andamento regionale che registra
un aumento del 14,7% pari a 19,2 miliardi di euro.
“Il tessuto economico cuneese -
sostiene il presidente della Camera di commercio di Cuneo,
Ferruccio Dardanello - è fortemente influenzato dal
rallentamento della crescita mondiale e dall’accentuarsi
dell’incertezza sull’intensità della ripresa internazionale.
Nonostante questo scenario critico, la carta
dell’internazionalizzazione risulta ancora vincente e rappresenta
l’unico indicatore che continua a rimanere positivo. Le imprese
cuneesi, che in passato hanno saputo cogliere le chance dei mercati
internazionali, instaurando rapporti stabili con operatori stranieri,
hanno contribuito a incrementare del 14,9% il valore dell’export
rispetto all’anno precedente”.
La
crescita delle esportazioni ha interessato tutti i principali
comparti.
Spicca il comparto dei macchinari e apparecchiature che registra la
performance migliore (+30,8%), seguito dai metalli e prodotti in
metallo (+22,7%) e dagli articoli in gomma e materie plastiche
(+18,3%). Positive anche le performance delle industrie dei mezzi di
trasporto (+12,3%), del legno-carta e stampa (+8%) e dei prodotti
tessili-abbigliamento (+1,4%). Il settore dei prodotti alimentari e
bevande concretizza un aumento delle vendite all’estero pari
all’8,3%.
Analizzando la destinazione delle vendite cuneesi, emerge che
il bacino dell’UE a 27 Paesi attrae oltre il 72,0% delle
esportazioni provinciali, contro il 27,6% dei mercati situati
al di fuori dell’area comunitaria.
La
crescita è risultata più intensa per le esportazioni dirette
ai partner UE (+15,8%) e meno sostenuta per quelle
destinate ai Paesi extracomunitari (+12,8%). (c.s.)
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Cuneese prova a ripartire
Notevoli
“performances” nel settore agroalimentare e situazioni di crisi
contenute
Da “La Stampa” del 7
maggio di LORENZO BORATTO
A Cuneo.
Ieri è stato presentato alla Camera di commercio il Rapporto 2011 con
dati e statistiche Innovazione. La provincia al vertice per i brevetti
registrati: sono dodici ogni mille aziende del territorio
Il 2010 potrebbe essere l’anno della ripresa». Così veniva annunciato
12 mesi fa alla presentazione del «Rapporto Cuneo», analisi
dell’economia provinciale curata da Camera di commercio e Università.
Ieri, a Cuneo, in occasione della nona «giornata dell’economia», c’è
stata la presentazione del Rapporto 2011, con dati e statistiche
dell’anno appena trascorso. Ferruccio Dardanello, presidente di
Unioncamere e della Camera di commercio: «Ancora una volta il Cuneese
ha saputo tenere, grazie alle piccole e medie imprese che hanno saputo
diversificare. C’è stata l’inversione del ciclo economico dopo la
caduta del 2009. Le conferme sono diverse: crescono Pil pro capite e
numero di imprese, c’è un tasso di disoccupazione tra i più bassi al
mondo». I dati raccolti in oltre 500 pagine (per il decreto «tagliacarta»
del Governo quest’anno non sono state distribuite copie cartacee, ma
chiavette usb per computer) evidenziano che la situazione nel Cuneese
è «stabile, con alcuni segnali di ripresa: la lettura dei dati non può
ignorare il contesto esterno, che resta critico». Giuseppe Tardivo,
responsabile della facoltà di Economia dell’Università a Cuneo: «La
Granda resta un modello, con eccellenze ad esempio nell’agroalimentare
e con criticità contenute. C’è un un tessuto di 87.095 aziende,
cresciute rispetto all’anno prima dello 0,2%, ma sono “imprese di
cristallo”: cioè preziose, perché specializzate, ma anche fragili,
ossia hanno spesso bisogno di interventi pubblici».
L’analisi ha messo in evidenza alcune peculiarità della «Granda»:
sempre in testa a livello regionale nelle classifiche sulla qualità
della vita, ha il Pil pro capite maggiore del Piemonte (30.412 euro,
16˚ a livello nazionale). Importante risorsa è rappresentata dal
turismo: con mezzo milione di arrivi e 1,5 milioni di presenze. Il
Cuneese resta una provincia multietnica (quasi il 9% di stranieri su
592 mila residenti) e «anziana»: l’indice di vecchiaia, cioè il
rapporto tra over 65 e chi ha meno di 15 anni, è di 160: a livello
regionale è di 173 (il Piemonte è una delle regioni con più anziani
d’Italia), ma la media nazionale è 107. Sono poi intervenuti
l’assessore regionale William Casoni e i rappresentanti di
Confartigianato, Cisl, Coldiretti, Confcooperative, consumatori.
Evidenziando i problemi delle infrastrutture (anche se l’aeroporto di
Levaldigi è cresciuto nel 2010 per passeggeri e traffico commerciale),
la necessità a livello nazionale di una scossa che parta da meno fisco
e meno burocrazia, la lenta diminuzione delle aziende agricole (che
però stanno diventando sempre più strutturate).
Sull’innovazione, da sottolineare il record che vede la «Granda» al
primo posto in Piemonte per i brevetti registrati ogni mille imprese.
Per Tardivo «la sfida dello sviluppo va giocata da protagonisti: si
deve stimolare l’innovazione sull’esempio della Ferrero che sa essere
“glocale”, aumentare export e dimensioni delle imprese, puntare sui
processi di aggregazione con le reti d’impresa».
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PIEMONTE/ Crescono le esportazioni nei primi nove mesi del 2010
secondo i dati Unioncamere
Da
www.cuneocronaca.it del 13 dicembre 2010
Nei primi nove mesi del 2010 il valore delle
esportazioni piemontesi ha raggiunto i 25,0 miliardi di euro,
registrando un incremento del 15,5% rispetto allo stesso periodo del
2009. Valutando le singole variazioni trimestrali, si passa dal +11,4%
del I trimestre, al +20,5% del II trimestre, al +14,5% registrato nel
periodo luglio-settembre 2010. Sia la variazione complessiva che
quelle trimestrali vanno interpretate con cautela, in quanto sono
calcolate rispetto ai valori dell’export registrati nei corrispondenti
periodi del 2009, quando il sistema economico piemontese stava
fronteggiando la fase più complicata della crisi economica
internazionale. L’incremento delle esportazioni regionali nei primi
nove mesi del 2010 risulta superiore rispetto a quello dell’export
italiano nel suo complesso (+14,3%). A livello nazionale, tutte le
ripartizioni territoriali hanno registrato variazioni tendenziali
positive, con incrementi superiori alla media per l’Italia insulare
(+47,5%), centrale (+16,4%) e meridionale (+15,6%). Si collocano,
invece, al di sotto della media nazionale le variazioni registrate per
l’Italia nord orientale (+13,9%) e nord occidentale (+12,7%).
Il Piemonte si consolida in quarta posizione tra
le principali regioni esportatrici, con una quota del 10,1%
dell’export nazionale e una performance migliore rispetto ai suoi
competitor: la Lombardia ha infatti registrato una crescita del 12,1%,
il Veneto del 14,5% e l’Emilia Romagna del 14,7%.
“Il motore della domanda internazionale continua
a spingere la capacità produttiva del Piemonte: le esportazioni della
nostra regione sono aumentate, nei primi nove mesi del 2010, di quasi
16 punti percentuale rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Si tratta di un buon risultato per la nostra economia, superiore alle
performance di altre regioni italiane nostre competitor e del dato
complessivo nazionale - commenta Ferruccio Dardanello, presidente di
Unioncamere Piemonte -. Sottolineiamo, inoltre, con piacere la buona
performance verso i Paesi extra-Ue, in special modo quelli a più alta
potenzialità di crescita futura, come ad esempio Brasile, Cina e
Turchia. Il nostro auspicio è che, a fianco del motore internazionale,
riparta nei prossimi mesi anche la domanda del mercato interno, così
da poter permettere uno sviluppo più equilibrato dell'economia
regionale”.
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Le esportazioni della provincia di Cuneo sono aumentate del 13,5%
rispetto al 2009
Da
www.targatocn.it del 26 ottobre
Nel
primi sei mesi del 2010, il valore delle esportazioni cuneesi
ha superato i 2,6 miliardi di euro con una crescita, rispetto
allo stesso periodo dell’anno precedente, del 13,5%. Il dato
evidenzia una crescita meno sostenuta se confrontato alla media
piemontese, che con 16,7 miliardi di euro, registra un incremento del
16,0% rispetto allo stesso periodo del 2009, mentre risulta essere
lievemente superiore al dato nazionale che registra un incremento pari
a +12,4%.
“L'export in provincia di Cuneo
- dice il presidente della Camera di commercio di Cuneo, Ferruccio
Dardanello - ricomincia con slancio dopo il periodo di difficoltà
economica che ha attraversato anche il tessuto imprenditoriale cuneese.
Il settore agroalimentare si conferma per le nostre imprese una carta
vincente che ha dimostrato di fronteggiare la crisi puntando sulla
qualità e l’eccellenza dei nostri prodotti.Grande exploit per i mezzi
di trasporto che hanno registrato una variazione del 54,9%.”
Il
comparto alimentare, che durante la crisi ha manifestato una
dinamica negativa più contenuta rispetto agli altri comparti, nel I
semestre 2010 si conferma il primo comparto delle esportazioni
provinciali con una quota del 26,1%, ha messo a segno un incremento
dell’export dell’11%.
La
crescita complessiva delle vendite cuneesi all’estero è stata trainata
dalle variazioni positive registrate in numerosi comparti. Il settore
dei mezzi di trasporto ha realizzato un incremento del 54,9%, frutto
di aumenti registrati sia per le esportazioni di locomotive e
materiale rotabile ferro-tranviario, sia per quelle di componenti
veicolari.
Per
quanto riguarda i mercati di sbocco delle merci cuneesi, il bacino
dell’Ue 27 attrae ben il 71,5% delle esportazioni provinciali, contro
il 28,6% dei mercati situati al di fuori dell’area comunitaria. La
dinamica delle vendite provinciali dirette ai partner extra-Ue, nel I
semestre 2010, pari a +46,5%, è risultata assai più intensa rispetto a
quella realizzata sui mercati comunitari (+4,2%), grazie soprattutto
alla forte crescita delle esportazioni verso la Turchia (+92,5%) e
verso la Svizzera (+66,4%). (c.s.)
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ECONOMIA. INDAGINE
CONGIUNTURALE
La Granda “traina”
l’industria piemontese
Da “La Stampa” del 9
settembre
La «Granda» ha fatto
da traino all'industria piemontese anche nel secondo trimestre 2008.
Lo indica l’indagine congiunturale della Camera di commercio di Cuneo,
in collaborazione con Unioncamere Piemonte. Sono state coinvolte in
tutto 1.011 imprese con 88.897 addetti e un fatturato di 43 miliardi
di euro.
«La Granda - sottolineano dall’ente camerale - si è confermata come
area di maggiore sviluppo, con una variazione tendenziale della
produzione pari al +2,5 per cento, seguita da Alessandria, che ha
messo a segno un +2,1 per cento».
Positivo l’andamento nel comparto della meccanica (+8,4%) e alimentare
(+0,4%), mentre la filiera tessile continua a far registrare un -4,3
per cento nella produzione. Sono soprattutto le grandi aziende a
«trainare», seguono le piccole (+1,84%) e medie aziende (0,43).
Rispetto al primo trimestre dell’anno sono invariati gli ordinativi
interni, in lieve flessione quelli da oltre confine (-0,9%). Cresciuto
il fatturato medio delle aziende cuneesi (+4,1 per cento rispetto al
2007).
«I dati non possono che essere valutati positivamente - commenta il
presidente della Camera di commercio cuneese, Ferruccio Dardanello - a
riprova di un tessuto produttivo sano, diversificato, attento alle
esigenze di un mercato pesantemente condizionato dal calo del potere
di acquisto».
E prosegue: «Si sta dando prova di reattività, di serietà nel
rispettare gli obiettivi, di grande abilità imprenditorialedi capacità
a posizionarsi sui mercati grazie a investimenti a tutela della
qualità, in un contesto complesso e non certo favorevole».
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La Regione firma
progetti per 21 milioni
Da “La Stampa” del 15
giugno
Tre firme, due a
Cuneo e una a Dronero, e l’impegno a portare nella «Granda»
finanziamenti regionali per 21 milioni di euro (di cui 20 a fondo
perduto). Giornata cuneese, ieri, per la presidente del Piemonte,
Mercedes Bresso. Nella sala Giolitti della Provincia, con il
presidente Raffaele Costa, la prima firma per un piano pluriennale di
interventi pari a 18 milioni e mezzo di euro. Un’operazione su larga
scala che va dai 3 milioni per la variante di Cherasco ai 150 mila
euro per un progetto di ricerca agroalimentare di Tecnogranda. Il
pacchetto più consistente di finanziamenti, 7 milioni (circa il 40 per
cento del totale) riguarda la viabilità. In arrivo anche 1,2 milioni
per il completamento della variante di Borgo San Dalmazzo e 1 milione
per la provinciale Pianfei-Mondovì. Per la riduzione del divario
digitale sono previsti 400 mila euro. Altri 400 mila euro per progetti
di ricerca e innovazione, tra cui uno studio di fattibilità per un
polo di eccellenza aerospaziale a Levaldigi. L’intesa siglata in
Provincia prevede anche 3,2 milioni per l’impiantistica sportiva e
sciistica.
Dopo la Provincia la presidente Bresso ha raggiunto il Comune a Cuneo
per firmare, con il sindaco Alberto Valmaggia, l’accordo che porterà
nel capoluogo della Granda 2,5 milioni di euro (di cui 1,5 a fondo
perduto e 1 che dovrà essere restituito nell’arco di 10 anni a partire
dal 2012), per la realizzazione della nuova piscina comunale coperta
al Parco della Gioventù. Si tratta di metà della cifra necessaria per
la realizzazione dell’impianto.
Ultima tappa a Dronero per sottoscrivere, con il sindaco Giovanni
Biglione e l’assessore provinciale, Angelo Rosso, un cofinanziamento
di 782 mila euro per la «Cittadella delle bocce» (intervento che
rientra nel pacchetto di 18 milioni e mezzo di euro sottoscritto in
mattinata in Provincia). Il costo complessivo della struttura, che
sarà dotata anche di un museo della petanque, è stimato in 3 milioni e
mezzo di euro.
«Un piano di interventi, quello sottoscritto con la Provincia, che
rispetto alle indicazioni iniziali è passato da 17 a 18 milioni e
mezzo di euro, rivolto anche ai piccoli comuni - ha detto la
presidente Bresso -: un esempio i 2 milioni di euro destinati al
recupero della Regia Fabbrica di vetri e cristalli di Chiusa Pesio».
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ECONOMIA. RAPPORTO
ISTAT 2007
Fossano e S. Stefano “modelli” nei settori meccanico e agricolo
Da La Stampa” del 4
giugno di LORENZO BORATTO
Due «città-modello» della Granda, dove sono cresciuti addetti e
produttività procapite tra il 1999 e il 2005, in settori specifici e
in controtendenza con il resto d’Italia. Fossano nell’industria
meccanica e Santo Stefano Belbo in ambito agricolo sono state citate
come «esempio» nel rapporto Istat 2007 appena pubblicato.
Nella città degli Acaja, in 6 anni il fatturato per dipendente è
cresciuto di 34 mila euro e sono aumentati i lavoratori (46 in più
ogni mille abitanti), mentre a Santo Stefano si è registrato un
incremento record di 34.900 euro di fatturato e un aumento di occupati
in agricoltura del 36,4 per mille.
«Non sorprende - dice il sindaco di Fossano, Francesco Balocco -. C’è
una grande dinamicità delle medie e piccole imprese nel settore
meccanico ed elettronico: hanno capacità di innovazione, si muovono su
mercati competitivi internazionali, hanno per clienti altre aziende».
Si tratta di ditte di piccole dimensioni: Bongioanni macchine (l’unica
con oltre 100 addetti), Cubar, Favole, Matteo Viglietta, Mg.
Aggiunge il primo cittadino: «Pochi anni fa è fallita la “Fonderie
Bongioanni”, ma i 120 dipendenti sono stati riassorbiti in pochi mesi.
Lo stesso per chi ha perso il lavoro dopo l’esplosione del Molino
Cordero, il 16 luglio scorso. C’è poi una presenza scolastica forte e
storicamente radicata». In una città di 24 mila abitanti, sono oltre 4
mila gli iscritti all’Itis Vallauri e all’Istituto professionale
salesiano.
Il sindaco di Santo Stefano, Giuseppe Artuffo: «Dopo anni di
diminuzione di popolazione e negozi, ora la tendenza è opposta. Si
trasferiscono qui italiani e stranieri, soprattutto per il rilancio
del moscato d’Asti sui mercati internazionali». Le 40 aziende agricole
di Santo Stefano rappresentano un decimo della produzione mondiale del
docg. Gli stranieri residenti sono il 10% dei 4097 abitanti, di cui
257 macedoni. Aggiunge Artuffo: «Qui non ci sono “ghetti” o “quartieri
dormitorio”: dove c’è controllo sociale chi arriva, italiano o
straniero, lavora e si integra».
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La
“Granda” cresce ancora
Nel 2007 il Pil pro capite salito a 29.498 euro, primo fra le province
piemontesi
Da “La
Stampa” del 10 maggio di GILBERTO FERRANDO
La «Granda», che l’Ires definì il «secondo Piemonte», continua a
crescere, pur con alcune criticità. Il «modello Cuneo» resta solido,
abile nell’operare, attento ai cambiamenti, maturo. È la «fotografia»
emersa ieri nel Salone d’onore della Camera di commercio, dove si è
celebrata la sesta giornata dell’economia. Alla presenza di
amministratori, parlamentari, rappresentanti dei diversi comparti
produttivi si è ripercorso un anno, il 2007, che nonostante una
situazione generale non rosea, ha offerto più luci che ombre.
Al tavolo dei relatori il presidente della Camera di commercio
Ferruccio Dardanello, il presidente di Confartigianato ed esponente
della Giunta camerale Sebastiano Dutto, il presidente della Provincia
Raffaele Costa e Giuseppe Tardivo, Ordinario di Economia e gestione
delle imprese dell’Università di Torino e segretario generale del
Cresam, il Centro ricerche economico-sociali, aziendali e manageriali.
Nella lunga e articolata relazione, Dardanello ha analizzato le
performance dell’economia provinciale, che il rapporto Cuneo 2008,
realizzato dall’Ufficio studi in collaborazione con il Cresam e la
Facoltà di Economia dell’Università di Torino, sede di Cuneo,
approfondisce, anche con il supporto di grafici e tabelle.
«Il Pil pro capite - ha sottolineato il presidente - l’anno scorso è
approdato a quota 29.498 euro, primo fra le provincie piemontesi.
Cuneo si conferma un’isola felice sotto il profilo dell’occupazione:
il tasso è al 2,2%, ai minimi storici, indicatore di una situazione di
piena occupazione senza confronti nell’area subalpina, dove il tasso è
del 4,2% (a livello nazionale del 6,1%)».
Il presidente dell’ente camerale ha poi illustrato i dati dei vari
comparti produttivi, dall’agricoltura all’industria, ha parlato
dell’indice di imprenditorialità (un’impresa ogni 6 abitanti), ha
rilevato il saldo import-export ampiamente positivo (6 miliardi di
euro di esportazioni a fronte di 3,5 miliardi di importazioni). A
Giuseppe Tardivo è toccata l’analisi approfondita dei dati.
Il docente universitario ha confermato la solidità e lo sviluppo
equilibrato dell’economia provinciale: «Il modello Cuneo è vincente in
quanto locale e globale. Inoltre, sa innovare partendo dall’esistente,
senza fratture».
Le virtù? «C’è una grande passione per il prodotto (elevata qualità
tecnica) e non mancano un forte dinamismo, l’intraprendenza
commerciale, la capacità di integrazione in un’ottica
transfrontaliera».
Restano, tuttavia delle criticità. Secondo Tardivo (e qui il consenso
è unanime) le reti di trasporto sono insufficienti, l’assetto
azionario è piuttosto chiuso, c’è difficoltà a trovare manodopera
specializzata. Una popolazione di 580 mila abitanti è costretta a
viaggiare su linee fs obsolete, su strade non certamente a «cinque
stelle». Il docente ha concluso sostenendo che le sfide prossime
venture si potranno vincere puntando sempre di più sul capitale
tecnologico, su quello finanziario, sulle risorse umane e
sull’apertura dei mercati.
Incentrato a maggiore prudenza l’intervento del presidente della
Provincia Raffaele Costa. Dopo un breve excursus sulla piattaforma
logistica «presto l’incarico per il pre-progetto», ha rilevato come il
secondo semestre dell’anno scorso non sia stato così positivo.
Perplessità ha anche espresso sui dati della disoccupazione (tasso del
3,5 per le donne e dell’1,3 per gli uomini), non lo convincono i
parametri utilizzati. «Morbida» stilettata alle banche (508 sportelli
nella «Granda») «anche se negli ultimi anni è migliorato il rapporto
tra depositi e impieghi». Ha concluso sottolineando la necessità di un
rinnovato impegno per le infrastrutture (65º posto a livello
nazionale), ha parlato del ruolo dei Centri per l’impiego e auspicato
un rapporto sempre più stretto con l’Università e la Regione.
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