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FOSSANO. TRIBUNALE DICHIARA IL «CRAC»
La DueGi è fallita A casa 97 dipendenti

Da “La Stampa” del 28 luglio di BARBARA MORRA
FOSSANO
Il tribunale di Cuneo ha dichiarato il fallimento della Duegi prefabbricati di frazione Loreto. La sentenza che dà l’avvio alla procedura concorsuale è stata emessa dal giudice nei giorni scorsi. Motivo: le istanze dei creditori e il «no» da parte del pm a prorogare la vita della storica ditta guidata da Giovanni Battista Giaccardi in cui si costruivano i capannoni. Ora della messa in vendita di ciò che resta provvederà il curatore fallimentare torinese Luca Poma con l’aiuto della consulente De Febe.
Il tracollo della DueGi iniziò a far sentire i primi contraccolpi circa quattro mesi fa quando i dipendenti smisero di ricevere gli stipendi. Poi i presidi di protesta di fronte all’azienda, le battaglie sindacali e l’appello della proprietà alle banche per un sostegno economico.
I vertici aziendali arrivarono a chiedere agli istituti di credito un finanziamento-ponte di 1 milione e 500 mila euro per far decollare il piano di rilancio. Le banche si rifiutarono e le prospettive meno drammatiche divennero la messa in liquidazione o l’affitto dell’azienda. Fino a pochi giorni fa si sperava che il fallimento si potesse evitare con l’alternativa di un concordato preventivo. Non è stato così e la DueGi passa completamente nelle mani del curatore.
I dipendenti che restano a casa, e che in buona parte sono già senza lavoro, sono 97. Sul loro futuro sono concentrate le attenzioni di sindacati, banche e amministratori comunali.
La Cassa di risparmio di Fossano ha garantito l’anticipo del pagamento della cassa integrazione straordinaria. «Si tratta di circa 800 euro a lavoratore per tre mesi - spiega Pasquale Stroppiana della Cgil -. La cifra complessiva dipenderà da quanti lavoratori ne faranno richiesta». Aggiunge: «Giovedì scorso abbiamo incontrato gli amministratori comunali di Fossano e Narzole che hanno dato la disponibilità ad accollarsi le spese burocratiche che riguarderanno l’apertura dei conti corrente e il pagamento degli interessi sulle somme anticipate. Anche il sindaco di Trinità si è detto disponibile a collaborare. Presto incontreremo curatore e consulente».

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Banca aiuta operai DueGi
La Crf anticiperà ai lavoratori i primi mesi di cassa integrazione straordinaria

Da “La Stampa” del 8 luglio di WALTER LAMBERTI
FOSSANO
Così come già sta succedendo per i lavoratori del Bottonificio Fossanese (per il quale sta ormai scadendo il tempo massimo per un eventuale vendita dell’azienda o parte di essa e si va dunque verso la liquidazione), anche per i dipendenti della DueGi prefabbricati della frazione Loreto, la Cassa di risparmio di Fossano anticiperà i primi mesi di cassa integrazione straordinaria.
L’ha annunciato il presidente dell’istituto di credito Beppe Ghisolfi dopo la notizia della firma, che è avvenuta venerdì scorso a Torino, per l’accordo sulla «cassa» straordinaria alla presenza dei sindacati e dei rappresentanti dell’azienda fossanese.
«Per la nostra banca questo è un dovere morale, non soltanto un impegno - commenta Ghisolfi -. Non solo anticiperemo la cassa integrazione, ma siamo disposti, come abbiamo fatto con i cinquantatrè dipendenti del Bottonificio, ad incontrarli personalmente uno ad uno e valutare ogni singolo caso individuando la soluzione più adatta per aiutarlo, magari con prestiti a tasso agevolato o sospendendo rate di mutuo».
E aggiunge: «La nostra è una banca del territorio le cui scelte si basano su principi etici e di solidarietà. L’obiettivo principale non è quello di perseguire utili, ma di lavorare per il benessere dell’intera comunità».
La Cassa di risparmio di Fossano era uno degli istituti di credito ai quali la DueGi aveva chiesto nelle settimane scorse un finanziamento ponte di 1 milione 500 mila euro per tentare di rimettersi in piedi.
Ed era una delle banche che in un primo tempo aveva dato l’«ok», subordinandolo ad una partecipazione collettiva di tutte le otto banche interessate, vale a dire Intesa San Paolo, Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Novara, Credito Emiliano, Banca nazionale del lavoro e Cassa di risparmio di Savona, oltre ovviamente alla Crf.
Così non è stato è questo ha portato alla messa in liquidazione dell’azienda. I lavoratori DueGi, sono novantaquattro, in larga parte extracomunitari, molti con moglie e figli a carico. Tutti sono senza stipendio da ormai quattro mesi.
Il futuro dell’azienda, da trent’anni leader nel settore dei prefabbricati: potrebbe essere affittata e riprendere l’attività, ma si potrebbe arrivare anche alla dichiarazione di fallimento.
Intanto, le organizzazioni sindacali, hanno chiesto un incontro con i sindaci del Fossanese.

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DueGi di Fossano
Accordo per la Cassa

Da “LA Stampa” del 4 luglio 

Siglato all’Ufficio regionale del lavoro l’accordo per la concessione della cassa integrazione straordinaria per i 94 dipendenti DueGi prefabbricati, passaggio obbligato dopo la firma alla sede dell’azienda.  All’accordo erano presenti Leonardo Grande (Cgil) e Alfio Pennisi (Cisl) e un rappresentante della proprietà. L’accordo prevede anche l’eventualità di reintegrare i dipendenti in caso d’affitto dell’azienda, ora in liquidazione. Ma l’affitto è solo una delle possibili soluzioni, la più ottimistica. Si potrebbe arrivare al concordato preventivo o dichiarazione di fallimento. I sindacati chiederanno un incontro con i sindaci del Fossanese e un intervento alla Provincia e alle banche per l’anticipazione della cassa straordinaria.

 

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Cassa straordinaria ai dipendenti DueGi

Da “La Stampa” del 24 giugno di Walter Lamberti

Da oggi per i 94 lavoratori della DueGi prefabbricati di Fossano, senza stipendio da quattro mesi, inizia la cassa integrazione straordinaria, provvedimento che potrà durare un massimo di 12 mesi, dopo i quali si passerà alla mobilità.
Ieri pomeriggio, alle 17,30 nella sede centrale della ditta in frazione Loreto, la firma dell’accordo alla presenza del titolare, Giovanni Battista Giaccardi, e dei rappresentanti degli edili di Cgil e Cisl. Un provvedimento annunciato e resosi inevitabile dopo il «no» delle banche ad un finanziamento ponte di 1 milione e 500 mila euro chiesto dieci giorni fa dall’azienda. Fondi che, secondo il piano presentato dalla DueGi, avrebbero permesso di pagare gli stipendi arretrati e di far ripartire la produzione.
Oggi potrebbe arrivare la conferma della messa in liquidazione dell’azienda, decisione che apre a diverse possibili conseguenze: dall’eventualità che la fabbrica venga data in affitto - ipotesi che potrebbe aprire uno spiraglio -, all’avvio del concordato preventivo, fino al fallimento.
Sempre ieri sono state raccolte le firme dei lavoratori per la richiesta di decreto ingiuntivo di pagamento delle spettanze.
«Ancora una volta i dipendenti hanno dimostrato grande dignità, ma purtroppo ciò di cui hanno bisogno è un lavoro e uno stipendio - commenta Pasquale Stroppiana della Cgil -. Alla base di quanto avvenuto alla DueGi c’è una pesante responsabilità di chi l’ha amministrata in questi anni. A tutto questo si aggiunge il comportamento della banche che, nonostante si parli tanto di vicinanza alle imprese e siano state a loro volta aiutate dallo Stato, di fatto non stanno riversando questi aiuti sul territorio». Fra le prossime mosse dei sindacati, la richiesta alle banche dell’anticipo della «cassa».

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FOSSANO. RISCHIO LIQUIDAZIONE
DueGi, le banche non daranno i soldi

Da “La Stampa” del 23 giugno

Fumata nera all’incontro di ieri mattina alla DueGi di Fossano con gli istituti di credito e i sindacati.
L’azienda con sede in frazione Loreto nei giorni scorsi aveva formalmente chiesto un finanziamento ponte di 1 milione e 500 mila euro per riprendere l’attività e pagare gli stipendi arretrati ai 94 dipendenti. Delle otto banche coinvolte, alcune avevano già dato la disponibilità, altre erano in forse, mentre un paio avevano confermato il «no».
Soltanto ieri si è avuto un quadro completo. La risposta negativa di due degli istituti di credito, Banca nazionale del lavoro e Credem, ha «contagiato» anche chi non aveva ancora confermato o si era espresso positivamente. Insomma, o un’azione corale tra tutte le banche oppure nulla. Purtroppo a prevalere è stata quest’ultima soluzione.
Ed ora gli scenari che si delineano non sono affatto confortanti. Si parla di un’inevitabile liquidazione dell’azienda. Oggi i sindacati saranno di nuovo in azienda a colloquio con la proprietà per l’accordo sulla cassa integrazione straordinaria. E cresce la tensione tra i lavoratori.
«Abbiamo sperato fino all’ultimo in una risposta positiva delle banche che potesse risollevare la situazione - commenta Pasquale Stroppiana degli edili di Cgil -: purtroppo così non è stato. Il clima che si respira fra i dipendenti è di grande amarezza e rabbia. Sono stati loro in questi ultimi mesi a fare andare avanti l’azienda, continuando a lavorare pur senza ricevere lo stipendio. Sono i primi a pagare per questa situazione».

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DueGi, primi sì dalle banche
Fossano, all’ok di alcuni istituti si contrappone il no di due fra i maggiori creditori

Da “La Stampa” d3l 20 giugno di

Non c’è stato l’atteso «en plein» di risposte affermative da parte delle banche rispetto alla domanda della «DueGi prefabbricati» di Loreto di un nuovo finanziamento da 1,5 milioni di euro, che dovrebbe «rimettere in carreggiata» l’azienda, pagando gli stipendi arretrati ai 94 dipendenti e ripartendo con la produzione, ferma da un paio di settimane.
Ieri, mentre continuava il presidio dei lavoratori di fronte agli uffici della sede centrale (DueGi ha una filiale anche a Narzole), si attendevano le mail e le chiamate degli istituti di credito.
Ecco chi ha dato l’ok per la concessione del «prestito ponte». La Cassa di risparmio di Fossano ha detto sì, come Unicredit, dalla quale mancherebbe però la conferma scritta. Il Monte dei Paschi di Siena sarebbe disponibile, lo ha annunciato il responsabile di area, ma si attende l’ok del consiglio direttivo centrale; Banca Intesa e Popolare di Novara a ieri sera erano ancora «in forse», mentre pare certo il sì della Cassa di risparmio di Savona, che già nei mesi scorsi aveva approvato il piano di ristrutturazione aziendale (aggiornato in questi giorni, con l’ingresso di un nuovo socio ligure) e quindi potrebbe essere interessata anche ad esporsi nuovamente. Gli unici «no» certi sono quelli della Banca nazionale del lavoro e di Credem (quest’ultimo è tra gli istituti che vantano un credito maggiore nei confronti di DueGi).
Difficile ora ipotizzare gli scenari possibili. Le banche «in forse» decideranno per il «sì» o il fatto che uno degli istituti maggiormente esposti non abbia accettato condizionerà anche gli altri, in una sorta di «effetto domino» verso il basso? Oppure chi resta sceglierà di partecipare in misura maggiore? Oggi e domani tutto fermo. Se ne riparlerà lunedì, alle 10,nella sede dell’azienda, dov’è previsto un incontro con i rappresentanti degli istituti, consulente della DueGi e sindacati.
«La situazione è delicata, vedremo cosa succederà in quella tavola rotonda - spiega Pasquale Stroppiana, degli edili Cgil -; il finanziamento delle banche, come hanno detto i proprietari, sarebbe effettivamente l’unico modo per uscire da questo blocco. È anche vero che la crisi finanziaria che sta attraversando la DueGi non è unicamente imputabile alla “chiusura dei rubinetti” da parte del sistema creditizio, ma anche e soprattutto a una gestione di questi ultimi anni che ha portato a un forte indebitamento. Come sempre accade, a farne le spese per primi sono stati i dipendenti, che nel caso della DueGi sono quasi tutti stranieri, molti di loro con famiglia a carico, e per i quali la situazione ora è al limite del sopportabile. Finora si sono comportati in modo encomiabile, continuando a lavorare nella speranza che le cose migliorassero, ma non possono andare avanti così».
Lunedì di fronte all’azienda ci saranno di nuovo i 94 dipendenti, con le buste paga in mano, quelle alle quali non sono seguiti i relativi assegni. «Se la risposta di lunedì sarà ancora negativa dovremo fare ricorso ad altre soluzioni», annuncia Stroppiana. \

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DueGi spera nelle banche
L’azienda di prefabbricati ieri ha inviato la richiesta di “finanziamento ponte”

Da “La Stampa” del 13 giugno di WALTER LAMBERTI
FOSSANO
Giorni d’attesa per il futuro della DueGi prefabbricati di frazione Loreto. E per il futuro dei 94 dipendenti che lavorano nella sede centrale, in quella di Narzole e nelle squadre esterne di montaggio, senza stipendio da metà marzo. La proprietà ha inviato ieri la richiesta formale alle banche con le quali ha rapporti per un «finanziamento ponte» di 1 milione e mezzo di euro che dovrebbe servire per pagare gli stipendi arretrati e acquistare le materie prime necessarie per terminare le commesse e ripartire con il lavoro. La crisi di liquidità è alla base della situazione di «blocco» nell’attività dell’azienda da 30 anni leader nel settore dei prefabbricati. In una nota dell’azienda a firma dell’amministratore unico, Giovanni Battista Giaccardi, si ripercorre quanto accaduto negli ultimi mesi e l’esito dell’incontro con i sindacati, le banche, il presidente della Provincia Raffaele Costa e il sindaco di Fossano. Nella riunione si è fatto il punto sul piano di ristrutturazione e risanamento finanziario presentato il 12 marzo alle banche per ottenere rifinanziamenti. Fra le cause dell’attuale crisi, come più volte sottolineato dal titolare della DueGi, ci sarebbe proprio il «mancato supporto da parte del sistema bancario a causa delle revoche e delle sospensioni degli affidamenti operati da sei banche su otto (ad eccezione di Intesa SanPaolo e Cassa di risparmio di Fossano)».
E questo nonostante i buoni risultati raggiunti negli ultimi tempi, grazie anche all’impegno dei lavoratori che hanno proseguito a lavorare pur senza stipendio: una riduzione dell’indebitamento che ora sarebbe di 3,8 milioni di euro e continuazione dell’attività produttiva (il fatturato a inizio anno ha superato i 3,7 milioni, le commesse in esecuzione ammontano a 1,6 milioni e il portafoglio ordini è intorno ai 4 milioni).
Le otto banche coinvolte, oltre a Intesa San Paolo e Crf, sono Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Novara, Credito Emiliano, Banca nazionale del lavoro e Cassa di risparmio di Savona. Avranno tempo una settimana per esprimersi in merito alla concessione del nuovo finanziamento che sarebbe anche il preludio all’approvazione del piano di risanamento già proposto a marzo e ora aggiornato. Ieri il presidente Costa, in accordo con il sindaco Balocco, ha inviato una lettera a parlamentari e consiglieri regionali perché anche loro si facciano portavoce in questa causa e sollecitino le banche ad intervenire per consentire la sopravvivenza dell’azienda e un ritorno al lavoro. Che significherebbe anche e soprattutto un ritorno allo stipendio per i 94 dipendenti.

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il caso
“Senza aiuto delle banche niente soldi per stipendi”

da “La Stampa” del 6 giugno di Walter Lamberti

È continuato anche ieri il presidio dei lavoratori di fronte ai cancelli della DueGi prefabbricati di Loreto di Fossano che da mercoledì hanno deciso di incrociare le braccia e protestare. Da quasi tre mesi non ricevono lo stipendio e nonostante ciò finora si sono sempre presentati al lavoro, ma ormai la situazione non è più tollerabile. Molti di loro sono stranieri, e molti hanno moglie e figli a carico e non sanno come riusciranno ad arrivare alla fine del mese.
La crisi finanziaria della DueGi dura da diversi mesi, da quando alcune delle banche sulle quali si appoggiava l’azienda hanno deciso di «chiudere i rubinetti». Lo stesso Giovanni Giaccardi, fondatore e titolare della ditta di Loreto (ha anche una sede staccata a Narzole) ha ammesso che la situazione è critica e le prospettive sono tutt’altro che buone.
«Ringrazio i dipendenti che sempre, ma soprattutto in questo ultimo periodo, hanno dimostrato un attaccamento al lavoro esemplare - ha commentato Giaccardi - capisco perfettamente la loro situazione e le loro difficoltà, ma abbiamo le mani legate. Le banche alle quali abbiamo chiesto di rifinanziarci i mutui stanno temporeggiando e senza liquidità non possiamo pagare gli stipendi e acquistare materie prime».
La situazione è seguita costantemente dai sindacati. «Il fatto che le banche non stiano supportando l’attività dell’azienda è un problema serio - commenta Pasquale Stroppiana della Cgil -;  è pur vero che la situazione attuale è il frutto di una gestione degli ultimi anni che ha portato ad un forte indebitamento. È triste constatare come purtroppo i primi a farne le spese sono proprio i lavoratori: 95 persone e quindi 95 famiglie che ora si trovano in grave difficoltà. I servizi sociali hanno già avuto richieste e segnalazioni e con il Comune di Fossano stanno cercando di intervenire. Ma la situazione è davvero tragica».
Della questione è stato informato anche il presidente della Provincia, Raffaele Costa, che giovedì mattina ha incontrato la proprietà e i sindacati. Presente anche il segretario provinciale Cgil Marco Ricciardi. «Abbiamo concordato con i proprietari un nuovo incontro al quale sono invitati quattro degli istituti di credito che hanno rapporti con l’azienda - ha spiegato il presidente Costa -; hanno dato la loro disponibilità per un confronto. Con loro cercheremo di individuare una possibile soluzione. Contiamo anche di aprire un tavolo con i parlamentari e i politici locali per tenere alta l’attenzione su questo caso». L’incontro con le banche si terrà martedì alle 10,30. Il presidio dei lavoratori di fronte alla sede di Loreto dovrebbe riprendere da lunedì.

 

 

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