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“Così fanno fuggire gli imprenditori”

Timori dei sindacati. Intervengono gli industriali. L’azienda spera nel chiarimento tra norme Ue e Usa

Da “La Stampa” del 22 settembre 2011 di ROBERTO FIORI

SANTA VITTORIA D’ALB
Complessa, in stallo, ma anche un po’ surreale. Così si potrebbe definire la situazione in cui è piombata la Diageo di Santa Vittoria d’Alba, dopo il sequestro di 362 mila bottiglie di vino statunitese Blossom Hill della varietà White Zinfandel, eseguito nelle ex cantine Cinzano dalla repressione frodi. Provvedimento con nota da parte del ministero delle Politiche Agricole, secondo il quale la denominazione White Zinfandel «indurrebbe in errore il consumatore in merito al colore del vino, che è un rosè, oltre che sulla provenienza del prodotto da un vitigno inesistente».
Risultato: le bottiglie sono sotto sequestro e la produzione di questo vino, che dal 2005 arriva dalla California con navi-cisterna e viene imbttigliato a Santa Vittoria per poi ripartire alla volta del mercato britannico, è bloccata. «Non nascondiamo una certa preoccupazione dicono dalla Diageo -, perché il danno economico derivato da questo blocco inizia a essere rilevante».
I sindacati hanno espresso la loro apprensione «per il futuro produttivo e occupazionale della Diageo, messo in discussione per una questione non di sicurezza o di qualità, ma di lana caprina sull’etichetta delle bottiglie». In effetti, se davvero questo vino non potesse essere imbottigliato a Santa Vittoria, la multinazionale potrebbe decidere di spostare la produzione altrove. «Si rischia di mettere in discussione il lavoro di oltre 400 persone, con un fatturato annuo di 250 milioni di euro» dicono i rappresentanti sindacali.
Anche Confindustria Cuneo esprime solidarietà all’azienda. «Diageo è una realtà di assoluta eccellenza sotto tutti i profili - dice il direttore degli industriali cuneesi, Luigi Asteggiano -. Ha dimensioni importanti, con un valore aggiunto sul territorio altrettanto significativo. Per questo speriamo che la vicenda venga chiarita al più presto, in modo tale da non causare ripercussioni».
Dall’azienda gettano acqua sul fuoco. «L’imbottigliamento del White Zinfandel è solo uno dei tanti lavori che impegnano lo stabilimento di Santa Vittoria, dove tra vini, spirits e ready to drink vengono prodotte 16 milioni di casse, per un totale di 192 milioni di bottiglie destinate per il 94% all’esportazione. Speriamo in una soluzione rapida di questa impasse, ma ciò non pregiudica affatto il lavoro di Diageo a Cinzano».
L’azienda ha pronto il ricorso contro il sequestro, anche se la speranza è che la questione venga risolta nelle discussioni bilaterali tra Usa e Ue. «Il vitigno Zinfandel non solo esiste, ma si tratta di uno dei vitigni più noti degli Stati Uniti» ribadisce l’amministratore delegato di Diageo, Enrico Lavagnino. «La denominazione di questo vino è comune prassi commerciale, in tutti i paesi nei quali il prodotto viene commercializzato».
I volumi di vendita di White Zinfandel in Gran Bretagna ammontano a circa 33,4 milioni di bottiglie. «Diageo spiega Lavagnino - con il marchio Blossom Hill vende circa 12 milioni di bottiglie di White Zinfandel, che corrispondono a circa il 30% del mercato».

 

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Diageo vola e premia i dipendenti

Da “La Stampa” del 25 settembre 2010 di ]ROBERTO FIORI
SANTA VITTORIA D’ALBA
Un premio legato a obiettivi che porterà più di 1400 euro nelle tasche di oltre quattrocento lavoratori e la conferma di un importante piano di investimenti per lo stabilimento di Santa Vittoria d’Alba. Sono queste le positive novità dell’informativa annuale che ieri ha riunito la direzione del gruppo Diageo e le organizzazioni sindacali.
Per quanto concerne gli aspetti retributivi, il premio 2009/2010 legato a obiettivi è stato raggiunto al 100% e porterà benefici nelle buste paga di ottobre. La somma è determinata dall’andamento di tre parametri: la produttività, la qualità e l’assenteismo. Per i 424 dipendenti impegnati negli ex stabilimenti Cinzano l’importo esatto del premio è di 1424 euro. Ma ancora più significativo è il buono stato di salute di questa multinazionale leader nella produzione, commercializzazione e distribuzione di bevande alcoliche. Pur in un contesto di crisi, l’informazione complessiva fornita dai vertici Diageo è positiva un po’ su tutti i fronti: andamenti e prospettive produttive, programmi di investimento, trasformazioni tecnologiche e organizzative, tendenze occupazionali.
«Grazie a una produzione complessiva di 15 milioni e 500 mila casse da 12 bottiglie, a giugno abbiamo chiuso il miglior anno di sempre nella storia dello stabilimento di Santa Vittoria - dice l’amministratore delegato della Diageo, Enrico Lavagnino -. Un risultato di cui andiamo molto fieri e che conferma il fatto che anche nelle situazioni di crisi si può continuare a crescere, puntando su un mix di prodotti in grado di vincere le difficoltà sul mercato».
Soddisfatti anche i sindacati: «La dirigenza ha annunciato la volontà di completare una serie di investimenti significativi non solo sulle strutture produttive, ma anche su progetti legati alla responsabilità sociale e alla formazione» dicono i referenti territoriali Franco Ferria (Fai-Cisl), Andrea Brignolo (Uila-Uil) e Walter Crespo (Flai-Cgil), che hanno partecipato all’incontro insieme con le rappresentanze sindacali unitarie

 

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