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Cooperative: agli
“Oss” 500 euro in più
da “La Stampa” del 24 marzo
«Il 70% dei contratti
degli operatori socio sanitari (Oss) della Granda assunti da
cooperative non è in regola» denuncia la Fp Cisl, ma c’è un primo
accordo per tentare di sanare questa anomalia.
In totale gli Oss in provincia (lavorano in case di riposo e strutture
per disabili) sono mille. Per oltre 700, da 4 anni, non è mai stato
applicato il passaggio a categoria C2: 78 euro lordi in più al mese
(quasi 40 euro netti), che invece è previsto dal contratto nazionale
di cooperativa, in vigore da gennaio 2009. Lucio Allegro, Fp Cisl di
Cuneo: «La stessa cooperativa in una struttura applica rigorosamente
quanto previsto dalla piattaforma contrattuale, in un’altra no.
Perché?».
Alessandro Bertaina, segretario provinciale della Fp Cisl: «Sette mesi
fa la Cisl ha convocato gli operatori sociosanitari e ha inviato
lettere per sollecitare le cooperative a applicare il contratto. Il
tavolo di contrattazione provinciale, aperto a ottobre con
Confcooperative, non ha portato a soluzioni. Così abbiamo scelto di
procede per singole cooperative. La prima è stata “Proposta80”».
La coop ha sede a Cuneo: gestisce centri e servizi nel Cuneese e nel
Saluzzese per «soggetti svantaggiati», cioè disabili fisici e mentali,
come il centro per disabili mentali «La Rocca» a Roccasparvera.
L’altro giorno Cisl e cooperativa hanno firmato un’accordo: per i 75
Oss della cooperativa l’aumento sarà retroattivo, dal gennaio 2011.
Cioè 500 euro in più l’anno ai lavoratori e un esborso di poco più di
75 mila euro per la cooperativa. Aggiunge Bertaina: «Anzichè andare in
tribunale, con questo accordo, garantiamo lo scatto e il recupero
degli arretrati a tutti. Per le altre cooperative sono già spedite le
lettere di sollecito».
Contraria invece la Fp Cgil, che ha scelto di non firmare questo primo
accordo. La segretaria provincia Danila Botta: «Per due motivi non
abbiamo siglato questo accordo di emersione: tutelare i lavoratori che
così non rinunceranno a 4 anni di arretrati; evitare la concorrenza
sleale tra cooperative. Abbiamo invece scelto di rivolgerci al
tribunale in tutti i casi di inadempienza, portando avanti le singole
vertenze».
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LA CRISI. APPELLO
Soci delle Coop senza Cassa
Da “La Stampa” del 10
marzo 2009 di CARLO GIORDANO
CUNEO
«Bisogna trovare una soluzione o qui succede un casino»: Ciro Altieri,
napoletano, dipendente della coop «Nova», sintetizza così lo stato
d’animo dei centinaia e centinaia di dipendenti delle imprese esterne
che lavorano nei grandi stabilimenti industriali della Granda e che a
causa della crisi rischiano di rimanere senza stipendio, non potendo
contare su cassa integrazione o disoccupazione. Una trentina, sabato
sera, si sono radunati nel salone della Camera del lavoro a Cuneo, per
discuterne con i sindacalisti e trovare una via d’uscita a questa
«guerra dei poveri».
«Con la crisi - ha ricordato Luca Bosio, Cisl -, le grandi aziende
tagliano i costi, i primi a farne le spese sono le società esterne,
che si occupano della gestione dei magazzini, delle pulizie, i cui
dipendenti sono senza ammortizzatori sociali. Mancando il lavoro si
resta senza stipendio. Una miriade di ditte e coop di cui non siamo in
grado di quantificare la portata occupazionale. L’unica cosa certa è
che gli addetti sono centinaia e la maggior parte immigrati».
Un esempio è la coop Nova di Cuneo i cui soci lavorano come
carrellisti alla Michelin di Ronchi; per la crisi 27 dipendenti su 50
sono a zero ore. «Non chiediamo l’elemosina - dice Silvio Dalmasso,
presidente Nova -. In cambio della cassa o di un sussidio di
disoccupazione si potrebbero programmare lavori socialmente utili.
Siamo senza ammortizzatori sociali perchè per le coop non possono fare
versamenti».
Stefan Ovidiu, romeno, socio Nova: «E’ da 9 anni che siamo in Michelin,
anche noi abbiamo dato un contributo. Ora viviamo nell’angoscia che
arrivino dipendenti Michelin da fuori e vengano messi a fare il nostro
lavoro di carrellisti». Vebi Ridarov, macedone, della ditta di pulizie
Nicma: «In Michelin svolgevamo anche lavori di pulizia dei macchinari
durante la manutenzione. Questi lavori extra capitolato sono ora stati
sospesi, ci pensano direttamente gli operai della fabbrica».
«A livello nazionale c’è l’ipotesi di creare un fondo speciale per
avere ammortizzatori sociali in deroga - ricorda Luca Iacomino, Cgil
-. Pensare che centinaia di famiglie restino senza stipendio è un
dramma. La partita si gioca a livello regionale. Bisogna, però,
trovare un sistema per dare voce a questi lavoratori».
Il sindacato sta predisponendo una banca dati per un coordinamento.
Dopo Cuneo altre assemblee sono in programma nel Monregalese e Albese.
Si pensa anche all’organizzazione di un presidio davanti alla
Prefettura.
«Internet può darci una mano a creare una rete - dice Daniele Scanu,
anche lui della coop Nova -. Stiamo scrivendo una pagina di storia del
movimento cooperativo in provincia di Cuneo».
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FOSSANO.
APPROVATO IL BILANCIO 2007
Un
anno di Confcooperative “Aumentati soci e fatturato”
Da “La
Stampa” del 24 maggio di WALTER LAMBERTI
«Confcooperative Cuneo è una realtà in crescita, ma è anche e
soprattutto un sindacato che fa crescere le imprese cooperative». E’
lo slogan e insieme il messaggio dell’incontro che si è tenuto ieri a
Fossano, nella sede di «Piemonte miele» in frazione Cussanio.
Motivo del vertice: l’approvazione del bilancio dell’organizzazione
che raggruppa le cooperative della Granda, ma anche un’occasione per
fare il punto sulle attività svolte nel 2007, sui progetti in corso e
sullo stato di salute del mondo delle cooperative.
Capitalizzazione, patrimonializzazione, crescita dimensionale,
integrazione, concentrazione delle imprese, formazione e promozione
della cultura cooperativa. Sono gli elementi individuati
dall’esperienza di Confcooperative per consolidare e incrementare la
crescita della cooperazione nella Granda e consentire alle imprese di
essere stabili e competitive nel contesto economico attuale.
«È importante difendere la cooperazione sana, che spesso deve
affrontare situazioni di concorrenza sleale - ha commentato Domenico
Paschetta, confermato alla presidenza dell’organizzazione a gennaio -.
Siamo stati fra i proponenti e i sostenitori della nascita
dell’Osservatorio sulla cooperazione alla Direzione provinciale del
lavoro, prezioso strumento per controllare il corretto operato delle
imprese cooperative e prevenire fenomeni di dumping sociale e
concorrenza sleale».
Il presidente, coadiuvato dal direttore Massimo Gallesio, ha
illustrato i dati del 2007. Il numero delle cooperative aderenti non è
variato (388), ma si è assistito ad un «turn-over», con l’adesione di
trenta nuove cooperative contrapposto ad altrettante fusioni e
liquidazioni. In crescita invece il numero di soci, da 104.496 a
118.203, grazie soprattutto al settore delle cooperative di consumo,
quelle di produzione lavoro e al credito cooperativo. Anche il
fatturato registra un segno «più», passando da 840.407.561 euro a
874.616.000 che, al netto del credito cooperativo, ha registrato un
saldo positivo di oltre 34 milioni di euro grazie alla crescita
verificatasi soprattutto nei settori dell’agricoltura e del consumo.
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