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 “Scenderemo di nuovo in piazza contro i tagli ai servizi assistenziali”

Da “La Stampa” del 20 marzo di CAMILLA PALLAVICINO

CUNEO
«È necessario scendere di nuovo in piazza come abbiamo fatto il 13 settembre». La proposta di Gabriella Aragno, presidente del Consorzio socioassistenziale del Cuneese, è arrivata ieri pomeriggio nel corso del tavolo tecnico riunito in Provincia, per discutere dello stato d’emergenza del settore dell’assistenza nella Granda.
Alla presenza dell’assessore Giuseppe Lauria si sono riuniti tutti gli enti gestori dei servizi socio assistenziali, sindacati e rappresentanti delle organizzazioni di cooperative.
La situazione è ormai davvero drammatica per gli enti gestori, impegnati da mesi nel difficile compito di ridurre o tagliare totalmente una serie di servizi indispensabili alla popolazione più in difficoltà. «Per il nostro territorio - dice Giuseppe Migliaccio, dirigente del Consorzio Monviso solidale prevediamo una riduzione, tra fondi statali e regionali, di circa 3 milioni di euro. Il Consorzio segue 250 disabili, ma se dovessero essere confermati questi tagli, dovremo azzerare gli interventi per 189 persone. A rischio anche la possibilità di seguire 206 anziani e 65 minori. Salterebbero anche 40 posti di lavoro a tempo pieno». Questo per il Consorzio Monviso solidale, ma in provincia di Cuneo ci sono altri 8 gestori di servizi sociali nella stessa situazione.
La Regione - queste le previsioni - ha ridotto il proprio stanziamento dai 138 milioni del 2011 a 61 milioni, cifra che gli enti gestori presenti ieri in Provincia, giudicano assolutamente insufficienti a garantire livelli minimi di assistenza. Secondo Cgil, Cisl e Uil si potrebbero recuperare soldi dai patti anti evasione e impegnando anche il fondo (60 milioni) a disposizione del presidente della Regione. Ma più delle proposte, è forte l’idea di tornare in piazza, più uniti e numerosi del 13 settembre, perché - questa la frase che più spesso è risuonata ieri pomeriggio - «si sta precipitando tutti verso il baratro».

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ALBA. SERVITI 47 COMUNI
Consorzio socio-ssistenziale: L’ente è intervenuto anche su famiglie minori, disabili, anziani e nuove povertà
ALBA

Da “La Stampa” del 20 novembre 2011 di GIUSEPPINA FIORI
ALBA
Il Consorzio socio-assistenziale Alba Langhe Roero, che raggruppa 47 Comuni con oltre 95.000 abitanti, ha realizzato il primo bilancio sociale della sua storia. L’hanno presentato l’altra sera, nell’aula consiliare del municipio il presidente Sebastiano Cavalli e la direttrice Maria Maddalena Lanfranco, di fronte a un folto pubblico tra cui diversi sindaci.
«Il bilancio sociale - ha esordito il presidente Cavalli - è lo strumento con cui il Consorzio vuole fornire un resoconto chiaro e trasparente sull’utilizzo delle risorse, rivolto prima di tutto ai Comuni dai quali ha avuto la delega dei servizi sociali sul territorio e ai cittadini-utenti».
La direttrice Lanfranco ha ripercorso il lungo lavoro svolto per arrivare al bilancio sociale, a partire dalla carta dei servizi, consegnata a tutte le famiglie, al piano di zona con il quale sono stati individuati i bisogni del territorio nelle quattro politiche sociali in cui è articolato: minori e famiglie, anziani, disabili, adulti e nuove povertà.
Dal bilancio presentato l’altra sera relativo al 2007, si rileva che la spesa sociale nei 47 Comuni, è stata di 6.664.600 euro in totale. I cittadini seguiti dal servizio sociale sul territorio sono 3.468 e rappresentano il 3,6% della popolazione residente. Nel 2007 i Comuni hanno versato al consorzio una quota media di contributo pari a 22,77 euro pro capite (la quota è fissata in base al numero degli abitanti). Ma la spesa media per ogni persona sostenuta dal Consorzio è stata ben superiore e cioé di 69,53 euro per abitante. La differenza è stata coperta dalla Regione e dalle convenzioni con l’Asl Cn 2.
Dal bilancio sociale emergono motivi di preoccupazione. Pur nell’ambito di un contesto socio-economico generalmente elevato, è stato rilevato l’aggravarsi delle problematiche relative alla casa per via dei prezzi alti degli immobili e dei canoni, difficoltà economiche da parte di un numero crescente di famiglie, situazione di precarietà sempre più evidenti.
In crescita anche i fenomeni di conflittualità famigliare, che richiedono il potenziamento dei servizi di accompagnamento e di sostegno. Tra le situazioni di precarietà è compreso il campo nomadi, che ad Alba ha molti problemi. Un altro dato preoccupante riguarda un incremento costante dell’attività giudiziaria nei confronti dei minori. I provvedimenti giudiziari sono passati da 123 del 2005 a 178 del 2007. In aumento gli stranieri iscritti nelle scuole, che sono passati da 930 dell’anno 2005 a 1362 del 2007. Nelle elementari un bambino su 9 è straniero, mentre nelle Superiori la presenza è raddoppiata in tre anni (dal 3,7 al 6,3%). Nel territorio poco meno di una persona su 4 ha più di 65 anni. Il bilancio sociale sarà oggetto di incontri specifici nelle varie aree del Consorzio per valutare i risultati e le nuove prospettive.

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CONSORZIO. SOCIO ASSISTENZIALE
“Nessuna lamentela da famiglie disagiate per servizi carenti”

Da “La Stampa” del 24 aprile

Il Consorzio socio assistenziale del Cuneese ha chiesto le registrazioni della seduta del Consiglio comunale di lunedì sera nel corso della quale Imelda Massa (rappresentante de «I Moderati») ha lanciato dure accuse su come vengono seguite le famiglie disagiate «costrette a fare la spola fra i vari uffici, spesso a vuoto».
«Abbiamo chiesto un incontro con il sindaco e l’assessore Ambrosino per analizzare la situazione - spiega Luciana Toselli, presidente del Consorzio -. Le dichiarazioni di Imelda Massa sono lesive al prestigio di tutti gli operatori e prive di qualsiasi utilità sociale in quanto non contengono elementi utili per constatare la verità dei fatti. Chiunque abbia conoscenza ed esperienza nel campo sociale sa quanto sia difficile vagliare e risolvere delicate situazioni».
«E’ giusto che il Consorzio prenda posizione davanti a queste accuse - ricorda Erio Ambrosino, assessore comunale alle Politiche sociali -. I toni dell’interpellanza mi hanno sorpreso visto che prima di lunedì la consigliera Massa, che è anche assistente sociale, non mi mai segnalato casi di famiglie abbandonate a se stesse».
«Si tratta di accuse generiche e non mi risulta che ci siano lamentale da famiglie disagiate come quelle denunciate nell’interpellanza - ribatte Luciano Marchisone, responsabile per la Cisl del servizio socio assistenziale -. La mia solidarietà ai 150 dipendenti del Consorzio che lavorano con grande professionalità». \

 


 

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