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Crisi confermata per la Cometto di Borgo: tagli per 50 unità

Da www.targatocn.it del 30 aprile

Aggiornamenti sulla situazione della Cometto S.p.A. di Borgo San Dalmazzo giungono tramite un comunicato della Fiom-Cgil. La Cometto, a febbraio scorso, aveva annunciato il ricorso alla cassa integrazione ordinaria. Specializzata nella produzione di mezzi destinati alle movimentazioni particolari, quali trasformatori, rotori, statori, di componenti per l'industria petrolchimica, piattaforme off-shore, manufatti in cemento armato, sezioni di navi, impianti per la desalinizzazione dell'acqua di mare, si era dovuta scontrare con la crisi, denunciando una diminuzione del fatturato che si aggirava attorno al 25%. 178 i dipendenti coinvolti, con una riduzione d'orario tutti i venerdì. Per una ventina di loro anche una turnazione settimanale. Il ricorso agli amortizzatori sociali era stato deciso per due mesi, in attesa di aggiornamenti. Che sono arrivati dopo l'incontro avvenuto in Confindustria a Cuneo, programmato per la verifica delle prospettive produttive e, quindi, delle ripercussioni lavorative.

La Direzione delle Industrie Cometto ha evidenziato che la situazione non solo non è migliorata, ma addirittura peggiorata, con un'ulteriore contrazione degli ordinativi. Lontani, quindi, i segnali di ripresa. In questa prospettiva - si legge nel comunicato - pur confermando l'impegno al mantenimento dell'attività produttiva, secondo l'azienda l'organico attuale (178 dipendenti) risulterebbe per una parte - tra le 45 e le 50 unità - in eccedenza rispetto ai volumi produttivi previsti.

Il sindacato vuole evidenziare come la fase attuale di difficoltà possa essere affrontata attraverso lo sviluppo tecnologico e l'utilizzo degli amortizzatori sociali, in sostanza con un piano che guardi al futuro e che punti a recuperare altro fatturato senza intaccare l'attuale assetto produttivo. In accordo con la Direzione, conviene che, in una prima fase, si debba utilizzare la mobilità volontaria quale strumento che accompagni i lavoratori che ne maturino i diritti alla pensione. Con i lavoratori, invece, è stata valutata la possibilità di utilizzare il contratto di solidarietà quale amortizzatore utile ad affrontare questa fase di riduzione della produzione, con maggiori garanzie economiche e di tutela per i lavoratori e minori costi di gestione rispetto alla cassa integrazione. Per i sindacati, dunque, la crisi c'è ed è grave ma è disponibile ad un confronto per la valutazione di tutte le possibilità atte a superarla.

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Alla Cometto di Borgo prosegue cassa integrazione ordinaria

Da www.targatocn.it del 6 aprile 2010 di B.S.

ùLa Cometto S.p.A. sta continuando ad utilizzare la cassa integrazione ordinaria. Il ricorso agli amortizzatori sociali da parte dell’azienda di Borgo San Dalmazzo era stato deciso lo scorso febbraio alla presenza dei rappresentanti sindacali, dell’amministratore delegato ingegner Leonardo Ghinamo e del direttore di produzione Vincenzo Anzalone. La Cometto SpA - specializzata nella produzione di mezzi destinati alle movimentazioni particolari, quali trasformatori, rotori, statori, di componenti per l'industria petrolchimica, piattaforme off-shore, manufatti in cemento armato, sezioni di navi, impianti per la desalinizzazione dell'acqua di mare - si è trovata a fare i conti con la crisi, denunciando una diminuzione del fatturato che si aggira attorno al 25%.

Come fa sapere Roberto De Marchi di Fiom Cgil, probabilmente la prossima settimana ci sarà un ulteriore aggiornamento sulla situazione. Infatti, dovrebbe esserci un nuovo incontro tra azienda e sindacati per capire cosa succederà nei prossimi mesi. Al momento, la cassa integrazione riguarda 180 dipendenti, con una riduzione d'orario tutti i venerdì. Per una ventina di loro c'è anche una turnazione settimanale.

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Alla Cometto di Borgo scatta la cassa integrazione ordinaria

Da www.targatocn.it del 8 febbraio 2010 di Barbara Simonelli

La Cometto S.p.A. per due mesi ricorrerà alla cassa integrazione ordinaria. Il ricorso agli amortizzatori sociali, fin qui utilizzati in misura molto ridotta dall’azienda di Borgo San Dalmazzo, è stato deciso nel corso di un incontro avvenuto martedì scorso, alla presenza dei rappresentanti sindacali, dell’amministratore delegato ingegner Leonardo Ghinamo e del direttore di produzione Vincenzo Anzalone. Anche la Cometto SpA - specializzata nella produzione di mezzi destinati alle movimentazioni particolari, quali trasformatori, rotori, statori, di componenti per l'industria petrolchimica, piattaforme off-shore, manufatti in cemento armato, sezioni di navi, impianti per la desalinizzazione dell'acqua di mare - ha dovuto fare i conti con la crisi, denunciando una diminuzione del fatturato che si aggira attorno al 25%.

La Cometto, tra le sue realizzazioni più celebri, può vantare i trasporti di componenti aerospaziali quali la navetta Space Shuttle della NASA ed il razzo francese Ariane 5. I tempi di quelle commesse paiono lontani. Per far fronte alla contrazione degli ordini, al momento verrà ridotto l'orario di lavoro con chiusura dell'azienda al venerdì per tutti i circa 170 dipendenti. Durante la settimana, invece, ci saranno turnazioni che riguarderanno una ventina di dipendenti per volta. Si inizierà l'11 di febbraio e si proseguirà fino alla fine di marzo. Questo è quanto è stato stabilito, in attesa di valutare gli avvenimenti e le prospettive di qui ad un paio di mesi. Nella prossima primavera, infatti, ci sarà un aggiornamento della situazione.

“La crisi, per chi produce macchinari industriali – ha sottolineato Alfio Arcidiacono di Fiom-Cgil – è arrivata un po’ dopo, ma sta iniziando a riguardare molte aziende della provincia, dalla Merlo di San Defendente di Cervasca alla Rolfo di Bra alla Bongioanni Macchine di Fossano, solo per citarne alcune. Queste aziende hanno avuto una contrazione del fatturato maggiore delle industrie del settore automobilistico, di cui si parla tanto”. Arcidiacono ha poi evidenziato come la ripresa del lavoro, per la Cometto, sia legata alla ripresa degli investimenti da parte delle grandi industrie, ma, se ripresa ci sarà, questa, stando alle proiezioni economiche, non avverrà nemmeno nel 2010. Insomma, si prospetta un altro anno nero, nel quale le industrie non investiranno in tecnologia e innovazione. Si parla, chiaramente, di attrezzi e mezzi costosissimi.

“La ripresa sarà lenta per i beni di consumo – ha commentato Arcidiacono – figurarsi per questi beni industriali”. Roberto De Marchi, sempre di Fiom Cgil, presente all’incontro della scorsa settimana, ha sottolineato che l’azienda si sta muovendo per cercare nuove commesse ma che il clima, soprattutto tra i lavoratori, al momento non è dei migliori. C'è grande preoccupazione, insomma.

 

 

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