Home   

 

Confederazione Generale Italiana del Lavoro

Camera del Lavoro di Cuneo

La CGIL
Chi siamo
Dove siamo
La segreteria
Lo Statuto
Le categorie
Filcams  - commercio
Filcem - chimici energia
Fillea - edili
Fiom - metalmeccanici
Filtea  tessili
Fisac  bancari assicurativi
Flai  - alimentaristi
Filt  - trasporti
Nidil nuove identità lavorative
Silp  - polizia
SLC  - comunicazioni
FP  - lavoratori pubblici
FLC  - scuola
SPI  - pensionati

I Servizi

CAAF
INCA
Ufficio Vertenze Legali
CID
Sportello Immigrati
AUSER
SUNIA
Federconsumatori

Aree tematiche

Mercato del Lavoro
Sicurezza e Salute

Archivio

News
Documenti
Fotografico
 
 

Chiude la Cln di Racconigi

La produzione di tubi in acciaio sarà trasferita nel Torinese

Da “La Stampa” del 7 dicembre di ALDO MANO RACCONIGI

Mancano ormai pochi giorni, alla definitiva chiusura dello stabilimento di Racconigi della Cln. Da gennaio, infatti, la produzione di tubi in acciaio sarà trasferita nella sede di Casellette. I capannoni della ex La.Re nella zona industriale lungo la regionale 20 sono ormai in pratica vuoti. Le macchine e le attrezzature sono state smontate e trasferite, e nei locali sono rimasti soltanto alcuni operai addetti alle pulizie. I quaranta dipendenti, fra impiegati ed operai, sono in cassa integrazione straordinaria, che scadrà nell’ottobre 2011. Per alcuni il futuro sarà la pensione, per altri la mobilità mentre la maggior parte sarà trasferita negli altri stabilimenti dell’azienda, a Casellette o Alpignano.

Il Comune di Racconigi, a partire dal sindaco Tosello, il vice Allasia, l’assessore al lavoro Milli, e praticamente tutto il Consiglio, compresi i rappresentanti della minoranza, si sta interessando a questa situazione.

Constatata la decisione irreversibile della direzione della Cln, sono stati avviati contatti con le aziende vicine, Ilva e Profilmec, per vedere la possibilità dell’assunzione dei dipendenti rimasti senza lavoro. Nei giorni scorsi Adriano Tosello ha incontrato uno degli azionisti della Ilva, Cesare Riva ed il direttore dello stabilimento di Racconigi Silvano Mattiolo.

I dirigenti dell’azienda hanno assicurato che terranno in considerazione questa eventualità in primavera, sempre tenendo conto della situazione del mercato. Nei prossimi giorni è in programma un analogo incontro con uno degli esponenti della famiglia Bottanelli, proprietaria della Profilmec e Lita.

-----------------------------

La “Cln” di Racconigi chiude ma non licenzia

Da “La Stampa” del 2 ottobre di Aldo Mano

La scorsa settimana la Cln, azienda metalmeccanica subentrata due anni alla La.Re, ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Racconigi, dove produce laminiti in acciaio con l’impiego di ottanta dipendenti.
Gli operai hanno subito risposto al provvedimento con presìdi davanti alla fabbrica e hanno organizzato un volantinaggio fra le bancarelle del mercato.
Il 29 settembre, nella sede dell’Api di Torino, c’è stato un incontro tra i sindacati e i vertici dell’azienda. Erano presenti per la «Cln» i dirigenti Franco Tola, Laura Demasi ed Enrico Ramacciotti, per i sindacati il segretario provinciale della Fiom-Cgil Alfio Arcidiacono ed i delegati delle Rsu di fabbrica Cesare Bonandin, Antonio Callipo e Giacomo Divizia.
L’azienda risposto alle domande e alle preoccupazioni dei sindacati, risposte che sono state ritenute soddisfacenti e ratificate ieri nel corso di un’assemblea con i dipendenti.
«Le maestranze hanno dato al sindacato il mandato di procedere con le trattative, che si possono ormai dire concluse – spiega Alfio Arcidiacono –. Abbiamo chiuso un accordo, in merito alle modalità di gestione del polo di Racconigi».
Il segretario della Fiom continua, spiegando che l’azienda ha chiesto la cassa integrazione straordinaria per un periodo di 24 mesi, a partire dal 15 novembre.
Durante tutto il periodo, la Cln si farà carico di anticipare il trattamento. Inoltre, a tutti i dipendenti che nell’arco dei due anni faranno due settimane o più di «cassa» al mese, verrà garantita una congrua integrazione salariale.
L’attività nello stabilimento lungo la regionale 20 a Racconigi continuerà, anche se a ritmi molto ridotti, fino al luglio del 2010. Dopo questa data le linee di produzione verranno smontate e trasferite nelle altre sedi di Alpignano e Casellette.
Da questo mese inizierà anche lo spostamento dei lavoratori a Casellette, 15 entro il mese di luglio, altrettanti entro la fine del 2010. L’accordo Cln prevede inoltre che, prima dell’ottobre 2011, quando avrà termine il periodo di cassa integrazione straordinaria, il resto delle maestranze verrà interamente ricollocato negli altri stabilimenti del gruppo. Non vi saranno quindi né licenziamenti, né provvedimenti di mobilità, ed è anche previsto un servizio di trasporto in pullman a Casellette.
«La Cln è venuta incontro alle richieste avanzate dai lavoratori e dal sindacato, e abbiamo ottenuto il massimo possibile – commenta ancora il segretario Arcidiacono –. Spiace comunque che si chiuda l’attività a Racconigi, ma abbiamo buone speranze che altre possano decollare».
Nelle prossime settimane i sindacati incontreranno i dirigenti della Profilmec per conoscere il progetto di ampliamento di cui a Racconigi si parla da tempo. Lunedì 5 ottobre, alle 9, a Racconigi, nel salone San Giovanni, si terrà un incontro sindacale a livello provinciale per fare il punto su altre crisi, a cui interverrà anche Giorgio Cremaschi, della segreteria nazionale Fiom.

-------------------------------------

La “Cln” annuncia chiusura della fabbrica entro la fine del 2010

Da “La Stampa” del 19 settembre di ALDO MANO
RACCONIGI
La direzione della Cln ha annunciato ieri la chiusura, entro la fine del 2010, dello stabilimento ex La.Re di Racconigi. Gli 80 dipendenti sono da poco meno di un anno in cassa integrazione. La notizia è stata comunicata durante un incontro nella sede dell’Unione industriale di Torino fra i vertici dell’azienda metalmeccanica, i sindacati ed i rappresentati delle Rsu di fabbrica di Racconigi, Giacomo Divizia, Cesare Bonandin e Antonio Callipo, tutti della Fiom-Cgil e quelli della Fiom e della Fim-Cisl di Alpignano e Casellette, dove la Cln ha altri stabilimenti.
Anche in questo caso i lavoratori saranno coinvolti nel piano di ristrutturazione dell’azienda. Il piano è stato illustrato a grandi linee dai dirigenti Enrico Ramacciotti, direttore dello stabilimento di Racconigi; Laura Demasi, capo del personale e dal dottor Tola, già dirigente della Canessa che fa parte del gruppo con Cln e la Magnetto. È prevista la cassa integrazione straordinaria per un periodo di 24 mesi, poi un piano di investimenti che riguarda in prevalenza l’ampliamento dello stabilimento di Alpignano, e la dismissione appunto della sede di Racconigi, con la possibilità per le maestranze di mantenere il posto di lavoro, ad Alpignano o Casellette.
«Pur in presenza di una situazione di mercato difficile e della promessa dell’azienda che esclude licenziamenti – commenta il sindacalista Alfio Arcidiacono – la segreteria provinciale della Fiom-Cgil e i delegati delle Rsu ritengono indispensabile una modifica dei piani aziendali, per assicurare il mantenimento del presidio industriale di Racconigi, oltre a garanzie sulla concreta possibilità di lavorare e di ridurre la durata dei periodi di cassa integrazione». Martedì 22 è convocato un altro incontro. Nello stabilimento di Racconigi, assemblea con le maestranze.

------------------------------------------

RACCONIGI. IN CASSA INTEGRAZIONE
Timori sul futuro dei 70 dipendenti Cln

Da “La Stampa” del 4 agosto

Dopo l’ultimo incontro, la scorsa settimana all’Unione Industriale di Torino, fra i sindacati e i vertici della Cln, crescono le preoccupazioni per il futuro dell’azienda metalmeccanica ex «La.Re» di Racconigi. I settanta dipendenti rimasti sono in cassa integrazione ormai da tempo, ma il perdurare della crisi dell’industria in generale, e nel settore metallurgico in particolare, fanno temere un ulteriore peggioramento.
Dopo alcuni segnali positivi arrivati nei mesi scorsi, è tornato a calare il fatturato aziendale e l’attività produttiva nello stabilimento racconigese è sempre più ridotta. La situazione è maggiormente aggravata dal prossimo esaurimento delle 52 settimane di cassa integrazione ordinaria. All’incontro torinese erano presenti il segretario provinciale della Fiom-Cgil di Cuneo Alfio Arcidiacono, i rappresentanti delle Rsu Giacomo Divizia, Cesare Bonandin e Antonio Callipo. «Abbiamo chiesto impegni precisi alla proprietà – spiega Alfio Arcidiacono - per assicurare da settembre al sito di Racconigi una quantità di produzione sufficiente per poter stipulare un contratto di solidarietà, ed escludere il rischio di licenziamenti. In caso contrario vedremo quali provvedimenti e forme di protesta adottare».
La direzione della Cln, rappresentata dal capo del personale Laura Demasi e dal direttore dello stabilimento di Racconigi Enrico Ramacciotti, si è impegnata a fornire risposte nell’incontro previsto l’8 settembre.
Della crisi delle varie aziende della zona, e dei possibili aiuti a favore dei lavoratori, si era parlato venerdì, nel corso di una tavola rotonda, convocata in municipio dal sindaco di Racconigi, a cui hanno partecipato la presidente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia, l’assessore regionale al Lavoro Angela Migliasso ed i rappresentati di tutte le categorie. \

 

-----------------------------------

Cln, nessun licenziamento fino al termine della cassa

Da “La Stampa” del 29 aprile

Buone notizie per i dipendenti della Cln, l’azienda metalmeccanica racconigese in crisi da settembre. Nell’incontro alla sede Api di Torino fra i vertici Cln e i rappresentanti sindacali, è stato sottoscritto un accordo nel quale la società garantisce che non vi saranno licenziamenti e tantomeno non chiuderà lo stabilimento di Racconigi, almeno per tutto il periodo di cassa interazione ordinaria (scade il 24 ottobre). L’ha comunicato Giacomo Divizia, Fiom-Cgil, durante la riunione del tavolo di crisi, svoltosi l’altra sera in municipio a Racconigi, alla presenza dell’assessore regionale al Welfare Angela Migliasso e del segretario provinciale Fiom Marco Ricciardi. Il 19 maggio, le Rsu della Cln chiederanno all’azienda il pagamento dell’anticipo del premio di produzione, che scade a giugno, e della 13ª mensilità, non previsti in regime di cassa integrazione.
Durante la riunione si è fatto il punto sulla situazione dei dipendenti delle altre aziende racconigesi. L’assessore comunale al Lavoro, Giuseppe Milli, ha illustrato quanto si sta facendo a Racconigi per venire incontro alle difficoltà dei lavoratori: fondo di solidarietà (primo stanziamento di 30 mila euro), agevolazioni su servizi scolastici e raccolta rifiuti, accordi con alcuni supermercati, negozi e banche. In concomitanza con il mercatino di fine maggio ci sarà una manifestazione per raccogliere fondi. \

 

-------------------------------

La crisi del lavoro
Cln, operai bloccano sessanta camion

da “La Stampa” del 4 aprile di PIERO BERTOGLIO
RACCONIGI
Si aggrava la situazione alla Cln, l’azienda metallurgica ex La.Re che dall’inizio di aprile ha ulteriormente fatto ricorso la cassa integrazione, con le settimane di lavoro degli 80 dipendenti ridotte ad una sola in due mesi. I motivi di preoccupazione su una imminente chiusura dell’intero stabilimento di Racconigi hanno avuto conferma l’altra mattina, quando sono arrivati una sessantina di autocarri, per prelevare dal magazzino delle materie prime un ingente quantitativo di coils di lamiera di prima qualità e trasferirli allo stabilimento della Cln, a Casellette Torinese.
I sindacati hanno fatto sospendere le operazioni di carico in attesa di spiegazioni. Dalla direzione è arrivata la responsabile del personale, Laura De Masi, e il trasferimento del materiale è stato annullato. La De Masi ha messo ancora una volta in evidenza il brutto momento che sta attraversando l’azienda, in crisi per il calo di commesse ed anche ultimamente in difficoltà economiche. Già da alcuni giorni era stato chiuso lo stabilimento di Porino della Canessa, società dello stesso gruppo della Cln, dove erano stati distaccati alcuni operai della fabbrica di Racconigi. Ulteriori spiegazioni sulla decisione di spostare la lamiera a Casellette non sono state fornite, e da parte dei sindacati rimane un certo stupore, per la facilità con la quale l’operazione è stata annullata. La dirigente ha assicurato che non c’è alcuna intenzione dell’azienda di chiudere lo stabilimento di Racconigi.
Lunedì i sindacati chiederanno alla Cln anche di garantire che non vi saranno licenziamenti, almeno fino al termine della cassa integrazione, che scadrà a ottobre. Un ulteriore incontro è previsto per il 16, all’Api di Cuneo. «Per il momento non sono previste agitazioni – dichiarano i sindacati – Ma se non avremo garanzie prenderemo in nostri provvedimenti».

-----------------------------------

RACCONIGI. CONSIGLIO COMUNALE APERTO
“Aiutiamo gli operai della Cln”

Da “La Stampa” del 20 novembre di ALDO MANO
RACCONIGI
Un tavolo di lavoro aperto a tutti ed allargato anche ai sindaci dei paesi vicini per esaminare e prendere eventuali provvedimenti sulla situazione della Cln (ex Lare), azienda metalmeccanica che, oltre ad aver messo in cassa integrazione circa la metà degli 80 dipendenti, pare seriamente intenzionata a chiudere e trasferire altrove lo stabilimento di Racconigi. E’ il risultato del Consiglio comunale aperto convocato l’altra sera per discutere della crisi della fabbrica, al quale hanno partecipato sindacalisti, dipendenti e rappresentanti delle Rsu non solo della Cln, ma anche di Ilva, Lita, Profilmec e Annibale Viterie, altri stabilimenti della zona che hanno attivato la «cassa».
La Cln (Coils lamiere nastri) fa parte del gruppo Canessa-Magnetto, che ha sede a Casellette (To) e ha stabilimenti in varie regioni d’Italia. All’inizio dell’anno ha acquisito la Lare, azienda che si trovava in gravi difficoltà. Nonostante l’arrivo della nuova proprietà, nel giro di pochi mesi i dipendenti da 110 si sono ridotti ad una ottantina. Di recente è stato comunicato ai sindacati che la società non ha intenzione di fare investimenti nello stabilimento di Racconigi.
L’altra sera Alfio Arcidiacono, della segreteria provinciale Fiom-Cgil, ha commentato: «Il calo di commesse e di produzione è da imputare alla crisi del mercato dell’auto, dell’edilizia e al costo della materia prima».
L’Amministrazione comunale, all’unanimità, ha deciso di fare il possibile per aiutare i dipendenti con «agevolazioni sui servizi scolastici, interventi con le banche per dilazionare i mutui e sui proprietari di alloggi per ridurre gli affitti, aiuti finanziari, nel limite delle scarne risorse del Comune». Venerdì 28, durante il Consiglio comunale, verrà presentato un ordine del giorno.

-------------------------------

RACCONIGI. OPERAI IN «CASSA»
Consiglio aperto sulla grave crisi dell’azienda “Cln”

Da “La Stampa” del 11 novembre di ALDO MANO
RACCONIGI
È stato convocato stasera (ore 20,30) un Consiglio comunale aperto per esaminare la situazione dello stabilimento Cln, ex Lare, sul futuro del quale aumentano le preoccupazioni.
La crisi che da tempo sta travagliando l'azienda, è scoppiata ai primi di ottobre, quando è iniziata la cassa integrazione, a rotazione, per quasi tutti gli ottanta dipendenti. In una situazione critica anche le altre aziende del «polo metallurgico»: Profilmec, Lita e Annibale Viterie, a loro volta con le maestranze in cassa integrazione e la produzione a singhiozzo. Resiste l’Ilva, ma non si sa fino a quando.
I maggiori timori riguardano comunque la Cln, Coils lamiere nastri incorporata dall'inizio dell'anno nel gruppo Canessa Magnetto, che ha sede a Casellette e stabilimenti in varie regioni d'Italia. Da gennaio ad oggi i dipendenti, da oltre cento si sono ridotti ad un’ottantina.
La direzione parla di riduzione delle commesse, legate alla crisi del settore automobilistico e al prezzo dell'acciaio in costante aumento, ma nell'ambiente circolano preoccupanti voci di chiusura dello stabilimento racconigese, che verrebbe trasferito in blocco a Trofarello. La Lare, Laminatoio del Reghena spa, nata nel 1958 a Sesto al Reghena, in provincia di Pordenone, ha portato lo stabilimento a Racconigi nel '92. Nel '98 è stata acquistata dalla multinazionale tedesca Tyssen Krupp Steel, che l'ha tenuta fino al 2003, per poi cederla alla Finox, azienda del gruppo Sassoli di Basiano Milanese, fino a quando è stata assorbita dalla Cln.
Il Consiglio comunale aperto di questa sera è stato convocato su decisione unanime dei gruppi di maggioranza e di minoranza. Nei giorni scorsi il sindaco Adriano Tosello e l'assessore al Lavoro Giuseppe Milli hanno incontrato il direttore della Cln Gabriele Perris e il geometra Bottanelli, proprietario della Profilmec.

 

.

 

Archivio rassegna stampa locale