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Chiude la Cln di Racconigi
La produzione di
tubi in acciaio sarà trasferita nel Torinese
Da “La Stampa” del
7 dicembre di ALDO MANO RACCONIGI
Mancano ormai pochi
giorni, alla definitiva chiusura dello stabilimento di Racconigi della
Cln. Da gennaio, infatti, la produzione di tubi in acciaio sarà
trasferita nella sede di Casellette. I capannoni della ex La.Re nella
zona industriale lungo la regionale 20 sono ormai in pratica vuoti. Le
macchine e le attrezzature sono state smontate e trasferite, e nei
locali sono rimasti soltanto alcuni operai addetti alle pulizie. I
quaranta dipendenti, fra impiegati ed operai, sono in cassa
integrazione straordinaria, che scadrà nell’ottobre 2011. Per alcuni
il futuro sarà la pensione, per altri la mobilità mentre la maggior
parte sarà trasferita negli altri stabilimenti dell’azienda, a
Casellette o Alpignano.
Il Comune di
Racconigi, a partire dal sindaco Tosello, il vice Allasia, l’assessore
al lavoro Milli, e praticamente tutto il Consiglio, compresi i
rappresentanti della minoranza, si sta interessando a questa
situazione.
Constatata la
decisione irreversibile della direzione della Cln, sono stati avviati
contatti con le aziende vicine, Ilva e Profilmec, per vedere la
possibilità dell’assunzione dei dipendenti rimasti senza lavoro. Nei
giorni scorsi Adriano Tosello ha incontrato uno degli azionisti della
Ilva, Cesare Riva ed il direttore dello stabilimento di Racconigi
Silvano Mattiolo.
I dirigenti
dell’azienda hanno assicurato che terranno in considerazione questa
eventualità in primavera, sempre tenendo conto della situazione del
mercato. Nei prossimi giorni è in programma un analogo incontro con
uno degli esponenti della famiglia Bottanelli, proprietaria della
Profilmec e Lita.
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La “Cln” di
Racconigi chiude ma non licenzia
Da “La Stampa” del 2
ottobre di Aldo Mano
La scorsa settimana
la Cln, azienda metalmeccanica subentrata due anni alla La.Re, ha
annunciato la chiusura dello stabilimento di Racconigi, dove produce
laminiti in acciaio con l’impiego di ottanta dipendenti.
Gli operai hanno subito risposto al provvedimento con presìdi davanti
alla fabbrica e hanno organizzato un volantinaggio fra le bancarelle
del mercato.
Il 29 settembre, nella sede dell’Api di Torino, c’è stato un incontro
tra i sindacati e i vertici dell’azienda. Erano presenti per la «Cln»
i dirigenti Franco Tola, Laura Demasi ed Enrico Ramacciotti, per i
sindacati il segretario provinciale della Fiom-Cgil Alfio Arcidiacono
ed i delegati delle Rsu di fabbrica Cesare Bonandin, Antonio Callipo e
Giacomo Divizia.
L’azienda risposto alle domande e alle preoccupazioni dei sindacati,
risposte che sono state ritenute soddisfacenti e ratificate ieri nel
corso di un’assemblea con i dipendenti.
«Le maestranze hanno dato al sindacato il mandato di procedere con le
trattative, che si possono ormai dire concluse – spiega Alfio
Arcidiacono –. Abbiamo chiuso un accordo, in merito alle modalità di
gestione del polo di Racconigi».
Il segretario della Fiom continua, spiegando che l’azienda ha chiesto
la cassa integrazione straordinaria per un periodo di 24 mesi, a
partire dal 15 novembre.
Durante tutto il periodo, la Cln si farà carico di anticipare il
trattamento. Inoltre, a tutti i dipendenti che nell’arco dei due anni
faranno due settimane o più di «cassa» al mese, verrà garantita una
congrua integrazione salariale.
L’attività nello stabilimento lungo la regionale 20 a Racconigi
continuerà, anche se a ritmi molto ridotti, fino al luglio del 2010.
Dopo questa data le linee di produzione verranno smontate e trasferite
nelle altre sedi di Alpignano e Casellette.
Da questo mese inizierà anche lo spostamento dei lavoratori a
Casellette, 15 entro il mese di luglio, altrettanti entro la fine del
2010. L’accordo Cln prevede inoltre che, prima dell’ottobre 2011,
quando avrà termine il periodo di cassa integrazione straordinaria, il
resto delle maestranze verrà interamente ricollocato negli altri
stabilimenti del gruppo. Non vi saranno quindi né licenziamenti, né
provvedimenti di mobilità, ed è anche previsto un servizio di
trasporto in pullman a Casellette.
«La Cln è venuta incontro alle richieste avanzate dai lavoratori e dal
sindacato, e abbiamo ottenuto il massimo possibile – commenta ancora
il segretario Arcidiacono –. Spiace comunque che si chiuda l’attività
a Racconigi, ma abbiamo buone speranze che altre possano decollare».
Nelle prossime settimane i sindacati incontreranno i dirigenti della
Profilmec per conoscere il progetto di ampliamento di cui a Racconigi
si parla da tempo. Lunedì 5 ottobre, alle 9, a Racconigi, nel salone
San Giovanni, si terrà un incontro sindacale a livello provinciale per
fare il punto su altre crisi, a cui interverrà anche Giorgio Cremaschi,
della segreteria nazionale Fiom.
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La “Cln” annuncia
chiusura della fabbrica
entro
la fine del 2010
Da “La Stampa”
del 19 settembre di ALDO MANO
RACCONIGI
La direzione della Cln ha annunciato ieri la
chiusura, entro la fine del 2010, dello stabilimento ex La.Re di
Racconigi. Gli 80 dipendenti sono da poco meno di un anno in cassa
integrazione. La notizia è stata comunicata durante un incontro nella
sede dell’Unione industriale di Torino fra i vertici dell’azienda
metalmeccanica, i sindacati ed i rappresentati delle Rsu di fabbrica
di Racconigi, Giacomo Divizia, Cesare Bonandin e Antonio Callipo,
tutti della Fiom-Cgil e quelli della Fiom e della Fim-Cisl di
Alpignano e Casellette, dove la Cln ha altri stabilimenti.
Anche in questo caso i lavoratori saranno
coinvolti nel piano di ristrutturazione dell’azienda. Il piano è stato
illustrato a grandi linee dai dirigenti Enrico Ramacciotti, direttore
dello stabilimento di Racconigi; Laura Demasi, capo del personale e
dal dottor Tola, già dirigente della Canessa che fa parte del gruppo
con Cln e la Magnetto. È prevista la cassa integrazione straordinaria
per un periodo di 24 mesi, poi un piano di investimenti che riguarda
in prevalenza l’ampliamento dello stabilimento di Alpignano, e la
dismissione appunto della sede di Racconigi, con la possibilità per le
maestranze di mantenere il posto di lavoro, ad Alpignano o Casellette.
«Pur in presenza di una situazione di mercato
difficile e della promessa dell’azienda che esclude licenziamenti –
commenta il sindacalista Alfio Arcidiacono – la segreteria provinciale
della Fiom-Cgil e i delegati delle Rsu ritengono indispensabile una
modifica dei piani aziendali, per assicurare il mantenimento del
presidio industriale di Racconigi, oltre a garanzie sulla concreta
possibilità di lavorare e di ridurre la durata dei periodi di cassa
integrazione». Martedì 22 è convocato un altro incontro. Nello
stabilimento di Racconigi, assemblea con le maestranze.
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RACCONIGI. IN CASSA
INTEGRAZIONE
Timori sul futuro
dei 70 dipendenti Cln
Da “La Stampa” del 4
agosto
Dopo l’ultimo
incontro, la scorsa settimana all’Unione Industriale di Torino, fra i
sindacati e i vertici della Cln, crescono le preoccupazioni per il
futuro dell’azienda metalmeccanica ex «La.Re» di Racconigi. I settanta
dipendenti rimasti sono in cassa integrazione ormai da tempo, ma il
perdurare della crisi dell’industria in generale, e nel settore
metallurgico in particolare, fanno temere un ulteriore peggioramento.
Dopo alcuni segnali positivi arrivati nei mesi scorsi, è tornato a
calare il fatturato aziendale e l’attività produttiva nello
stabilimento racconigese è sempre più ridotta. La situazione è
maggiormente aggravata dal prossimo esaurimento delle 52 settimane di
cassa integrazione ordinaria. All’incontro torinese erano presenti il
segretario provinciale della Fiom-Cgil di Cuneo Alfio Arcidiacono, i
rappresentanti delle Rsu Giacomo Divizia, Cesare Bonandin e Antonio
Callipo. «Abbiamo chiesto impegni precisi alla proprietà – spiega
Alfio Arcidiacono - per assicurare da settembre al sito di Racconigi
una quantità di produzione sufficiente per poter stipulare un
contratto di solidarietà, ed escludere il rischio di licenziamenti. In
caso contrario vedremo quali provvedimenti e forme di protesta
adottare».
La direzione della Cln, rappresentata dal capo del personale Laura
Demasi e dal direttore dello stabilimento di Racconigi Enrico
Ramacciotti, si è impegnata a fornire risposte nell’incontro previsto
l’8 settembre.
Della crisi delle varie aziende della zona, e dei possibili aiuti a
favore dei lavoratori, si era parlato venerdì, nel corso di una tavola
rotonda, convocata in municipio dal sindaco di Racconigi, a cui hanno
partecipato la presidente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia,
l’assessore regionale al Lavoro Angela Migliasso ed i rappresentati di
tutte le categorie. \
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Cln,
nessun licenziamento fino al termine della cassa
Da “La Stampa” del 29
aprile
Buone notizie per i
dipendenti della Cln, l’azienda metalmeccanica racconigese in crisi da
settembre. Nell’incontro alla sede Api di Torino fra i vertici Cln e i
rappresentanti sindacali, è stato sottoscritto un accordo nel quale la
società garantisce che non vi saranno licenziamenti e tantomeno non
chiuderà lo stabilimento di Racconigi, almeno per tutto il periodo di
cassa interazione ordinaria (scade il 24 ottobre). L’ha comunicato
Giacomo Divizia, Fiom-Cgil, durante la riunione del tavolo di crisi,
svoltosi l’altra sera in municipio a Racconigi, alla presenza
dell’assessore regionale al Welfare Angela Migliasso e del segretario
provinciale Fiom Marco Ricciardi. Il 19 maggio, le Rsu della Cln
chiederanno all’azienda il pagamento dell’anticipo del premio di
produzione, che scade a giugno, e della 13ª mensilità, non previsti in
regime di cassa integrazione.
Durante la riunione si è fatto il punto sulla situazione dei
dipendenti delle altre aziende racconigesi. L’assessore comunale al
Lavoro, Giuseppe Milli, ha illustrato quanto si sta facendo a
Racconigi per venire incontro alle difficoltà dei lavoratori: fondo di
solidarietà (primo stanziamento di 30 mila euro), agevolazioni su
servizi scolastici e raccolta rifiuti, accordi con alcuni
supermercati, negozi e banche. In concomitanza con il mercatino di
fine maggio ci sarà una manifestazione per raccogliere fondi. \
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La crisi del lavoro
Cln, operai bloccano
sessanta camion
da “La Stampa” del 4 aprile di PIERO BERTOGLIO
RACCONIGI
Si aggrava la situazione alla Cln, l’azienda metallurgica ex La.Re che
dall’inizio di aprile ha ulteriormente fatto ricorso la cassa
integrazione, con le settimane di lavoro degli 80 dipendenti ridotte
ad una sola in due mesi. I motivi di preoccupazione su una imminente
chiusura dell’intero stabilimento di Racconigi hanno avuto conferma
l’altra mattina, quando sono arrivati una sessantina di autocarri, per
prelevare dal magazzino delle materie prime un ingente quantitativo di
coils di lamiera di prima qualità e trasferirli allo stabilimento
della Cln, a Casellette Torinese.
I sindacati hanno fatto sospendere le operazioni di carico in attesa
di spiegazioni. Dalla direzione è arrivata la responsabile del
personale, Laura De Masi, e il trasferimento del materiale è stato
annullato. La De Masi ha messo ancora una volta in evidenza il brutto
momento che sta attraversando l’azienda, in crisi per il calo di
commesse ed anche ultimamente in difficoltà economiche. Già da alcuni
giorni era stato chiuso lo stabilimento di Porino della Canessa,
società dello stesso gruppo della Cln, dove erano stati distaccati
alcuni operai della fabbrica di Racconigi. Ulteriori spiegazioni sulla
decisione di spostare la lamiera a Casellette non sono state fornite,
e da parte dei sindacati rimane un certo stupore, per la facilità con
la quale l’operazione è stata annullata. La dirigente ha assicurato
che non c’è alcuna intenzione dell’azienda di chiudere lo stabilimento
di Racconigi.
Lunedì i sindacati chiederanno alla Cln anche di garantire che non vi
saranno licenziamenti, almeno fino al termine della cassa
integrazione, che scadrà a ottobre. Un ulteriore incontro è previsto
per il 16, all’Api di Cuneo. «Per il momento non sono previste
agitazioni – dichiarano i sindacati – Ma se non avremo garanzie
prenderemo in nostri provvedimenti».
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RACCONIGI.
CONSIGLIO COMUNALE APERTO
“Aiutiamo gli operai della
Cln”
Da “La Stampa” del 20
novembre di ALDO MANO
RACCONIGI
Un tavolo di lavoro aperto a tutti ed allargato anche ai sindaci dei
paesi vicini per esaminare e prendere eventuali provvedimenti sulla
situazione della Cln (ex Lare), azienda metalmeccanica che, oltre ad
aver messo in cassa integrazione circa la metà degli 80 dipendenti,
pare seriamente intenzionata a chiudere e trasferire altrove lo
stabilimento di Racconigi. E’ il risultato del Consiglio comunale
aperto convocato l’altra sera per discutere della crisi della
fabbrica, al quale hanno partecipato sindacalisti, dipendenti e
rappresentanti delle Rsu non solo della Cln, ma anche di Ilva, Lita,
Profilmec e Annibale Viterie, altri stabilimenti della zona che hanno
attivato la «cassa».
La Cln (Coils lamiere nastri) fa parte del gruppo Canessa-Magnetto,
che ha sede a Casellette (To) e ha stabilimenti in varie regioni
d’Italia. All’inizio dell’anno ha acquisito la Lare, azienda che si
trovava in gravi difficoltà. Nonostante l’arrivo della nuova
proprietà, nel giro di pochi mesi i dipendenti da 110 si sono ridotti
ad una ottantina. Di recente è stato comunicato ai sindacati che la
società non ha intenzione di fare investimenti nello stabilimento di
Racconigi.
L’altra sera Alfio Arcidiacono, della segreteria provinciale Fiom-Cgil,
ha commentato: «Il calo di commesse e di produzione è da imputare alla
crisi del mercato dell’auto, dell’edilizia e al costo della materia
prima».
L’Amministrazione comunale, all’unanimità, ha deciso di fare il
possibile per aiutare i dipendenti con «agevolazioni sui servizi
scolastici, interventi con le banche per dilazionare i mutui e sui
proprietari di alloggi per ridurre gli affitti, aiuti finanziari, nel
limite delle scarne risorse del Comune». Venerdì 28, durante il
Consiglio comunale, verrà presentato un ordine del giorno.
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RACCONIGI. OPERAI
IN «CASSA»
Consiglio aperto sulla grave crisi dell’azienda “Cln”
Da “La Stampa” del 11
novembre di ALDO MANO
RACCONIGI
È stato convocato stasera (ore 20,30) un Consiglio comunale aperto per
esaminare la situazione dello stabilimento Cln, ex Lare, sul futuro
del quale aumentano le preoccupazioni.
La crisi che da tempo sta travagliando l'azienda, è scoppiata ai primi
di ottobre, quando è iniziata la cassa integrazione, a rotazione, per
quasi tutti gli ottanta dipendenti. In una situazione critica anche le
altre aziende del «polo metallurgico»: Profilmec, Lita e Annibale
Viterie, a loro volta con le maestranze in cassa integrazione e la
produzione a singhiozzo. Resiste l’Ilva, ma non si sa fino a quando.
I maggiori timori riguardano comunque la Cln, Coils lamiere nastri
incorporata dall'inizio dell'anno nel gruppo Canessa Magnetto, che ha
sede a Casellette e stabilimenti in varie regioni d'Italia. Da gennaio
ad oggi i dipendenti, da oltre cento si sono ridotti ad un’ottantina.
La direzione parla di riduzione delle commesse, legate alla crisi del
settore automobilistico e al prezzo dell'acciaio in costante aumento,
ma nell'ambiente circolano preoccupanti voci di chiusura dello
stabilimento racconigese, che verrebbe trasferito in blocco a
Trofarello. La Lare, Laminatoio del Reghena spa, nata nel 1958 a Sesto
al Reghena, in provincia di Pordenone, ha portato lo stabilimento a
Racconigi nel '92. Nel '98 è stata acquistata dalla multinazionale
tedesca Tyssen Krupp Steel, che l'ha tenuta fino al 2003, per poi
cederla alla Finox, azienda del gruppo Sassoli di Basiano Milanese,
fino a quando è stata assorbita dalla Cln.
Il Consiglio comunale aperto di questa sera è stato convocato su
decisione unanime dei gruppi di maggioranza e di minoranza. Nei giorni
scorsi il sindaco Adriano Tosello e l'assessore al Lavoro Giuseppe
Milli hanno incontrato il direttore della Cln Gabriele Perris e il
geometra Bottanelli, proprietario della Profilmec.
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