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Lavoro tra crisi e speranze
Contratti di solidarietà alla Ceros di Rossana

Da “La Stampa” del 20 maggio di ANDREA GARASSINO
ROSSANA
Niente licenziamenti alla Ceros. Per affrontare la crisi, l’azienda ricorrerà ai contratti di solidarietà. «Con soddisfazione – spiegano Giorgio Ciravegna, Cisl e Roberto De Marchi, Cgil – siamo riusciti a chiudere l’accordo su una delle quattro criticità della “Granda”: le altre sono Italcementi, Euroveder e Sekurit. Abbiamo respinto un ridimensionamento dello stabilimento senza ritorno che prevedeva 34 tagli su 67 dipendenti». I contratti di solidarietà riguarderanno 45 operai, quasi il 70% delle maestranze, che avranno una settimana lavorativa formata, in media, da 20 ore. Saranno pagati dall’azienda per le mansioni effettivamente svolte e dall’Inps per la parte «solidale» in cui staranno a casa per permettere ad altri colleghi di lavorare e quindi guadagnare. Intanto, tutti i dipendenti continueranno a maturare ferie, tredicesime e premi. Il contratto ha una durata di 12 mesi, rinnovabile fino a 48.
Il provvedimento prenderà il via dai prossimi giorni, dopo l’ultimo «passaggio» tecnico in Regione. «Grazie a questi ammortizzatori sociali – precisano Ciravegna e De Marchi – si riescono a gestire i problemi dell’azienda in questo momento in cui si è registrato un forte calo di fatturato, ma non si mina la sua capacità produttiva. Quando il mercato ripartirà le professionalità potranno iniziare di nuovo ad esprimersi in tutto il loro potenziale». L’accordo tra sindacati e direzione aziendale prevede anche investimenti per 3 milioni e 500 mila euro, che serviranno per rilanciare il sito produttivo rossanese. «Hanno vinto i lavoratori – è la conclusione dei rappresentanti degli operai – e sono passate le idee del sindacato». La Ceros a Rossana produce cavi in rame. Nei periodi migliori della sua storia è arrivata a 1000 tonnellate al mese di materiale lavorato, mentre oggi si attesta sulle 400 tonnellate ogni 30 giorni. L’obiettivo dei prossimi mesi è incrementare i quantitativi.
Intanto, alla Bitron, altra fabbrica che ha sede nell’area industriale all’imbocco di Rossana e che impiega 410 persone, è arrivato l’«ok» all’accordo sul rinnovo dell’integrativo. Gli operai hanno approvato la bozza con il 90% di «sì». Ci sono adeguamenti salariali, l’azienda ha promesso investimenti per 20 milioni di euro in 4 anni, 10 mila euro annui quando partirà l’iniziativa rivolta alle mamme-operaie per l’«Asilo di valle» e quando riprenderanno le assunzioni, precedenza agli interinali che oggi hanno perso il posto.

 

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Ceros rientro in fabbrica

Da “La Stampa” del 28 aprile

Sono tornati al lavoro, ma il loro futuro è incerto. È terminato ieri il periodo di 26 settimane di cassa integrazione ordinaria per i 67 lavoratori della Ceros di Rossana, che sono stati a casa a rotazione da ottobre. Schiarite sono attese dall’incontro tra i vertici aziendali e i sindacati fissato per domattina alle 9 negli uffici di Confindustria Cuneo e, inizialmente, previsto per venerdì scorso. La ditta che produce fili elettrici in rame ha annunciato nelle scorse settimane l’apertura della procedura di mobilità per 34 dei 67 operai, la forza-lavoro ne uscirebbe dimezzata. I sindacati chiedono che si faccia ricorso a «strumenti alternativi», come i contratti di solidarietà.
«Abbiamo avuto contatti con Confindustria – dice Roberto De Marchi della Cgil – per capire se l’azienda abbia intenzione di trattare sui contratti di solidarietà. Non c’è ancora una posizione ufficiale, che conosceremo mercoledì (domani, ndr),
ma l’impressione è che ci sia chiusura. Con ogni probabilità la direzione di Ceros farà richiesta per un periodo di cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale».
Domani, al termine della riunione in Confindustria, si terrà l’assemblea in fabbrica tra operai e delegati per fare il punto e per organizzare eventuali nuove azioni di lotta. Intanto, l’altra sera, durante il Consiglio comunale di Rossana, è stato discusso e approvato un documento da inviare ai vertici Ceros di sostegno alla lotta degli operai. Analoghi provvedimenti sono stati annunciati anche dagli altri primi cittadini della zona.

 

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Ceros prove di dialogo

Da “La Stampa” del 11 aprile

La trattativa tra i sindacati e i vertici aziendali della Ceros di Rossana, sulla  procedura di mobilità per 34 dei 67 dipendenti, è in una fase interlocutoria. Ieri mattina c’è stato un incontro nella sede di Confindustria Cuneo. I delegati delle maestranze giovedì in un comizio di fronte ai cancelli avevano annunciato che se la ditta non avesse tolto i «tagli» dal tavolo di discussione,  il dialogo non sarebbe proseguito. La direzione ha presentato un piano industriale che prevede, nei prossimi mesi, la chiusura di uno dei due reparti dello stabilimento (in passato erano tre i settori di produzione) e nuovi investimenti per 3 milioni di euro nel caso «passi» questa ristrutturazione.
I sindacati, erano presenti Giorgio Ciravegna della Cisl, Roberto De Marchi della Cgil, le quattro Rsu interne Patrizia Peirano, Dario Girino, Cristina Decostanzi e Paolo Lanfranco, hanno rilanciato la richiesta, come già nel primo incontro del 2 aprile, del ricorso ai contratti di solidarietà e agli ammortizzatori sociali.
«Ci hanno sottoposto un piano che riteniamo molto rinunciatario – spiega Ciravegna – che porta la ditta ad assestarsi su un fatturato molto più basso dell’attuale. Loro danno per scontato che la situazione generale non migliorerà, ma noi non siamo dello stesso avviso. Abbiamo anche ribadito che se proseguivano sulla strada della mobilità che porta ai licenziamenti avremmo interrotto la trattativa. Allora hanno chiesto una sospensiva, poi sono tornati e ci hanno comunicato che ne riparleranno con la direzione per tentare un avvicinamento. C’è un po’ di margine di manovra. Vedremo nella prossima riunione a fine aprile».
Martedì è fissata un’assemblea interna alla fabbrica in cui le Rsu comunicheranno ai colleghi l’esito dell’incontro. In quella sede potrebbero essere decise nuove azioni di lotta dopo lo sciopero di 8 ore e la manifestazione di giovedì (9 aprile). «Vogliamo organizzare – conclude Ciravegna – nelle prossime settimane un’assemblea pubblica a Rossana con i rappresentanti del Comune e della Comunità montana per discutere insieme di questa crisi aziendale che colpisce tutto il territorio».

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Picchetto alla Ceros contro  i licenziamenti

Da “La Stampa” del 10 aprile

Adesione vicina al 100 per cento, ieri, per lo sciopero dei dipendenti della Ceros di Rossana. La serrata è stata indetta per dire «no» al taglio di 34 operai su 67 prospettato nei giorni scorsi dalla direzione con l’avvio delle procedure di mobilità, l’«anticamera» del licenziamento. Le maestranze hanno organizzato un picchetto di fronte ai cancelli e, alle 9, si è tenuto un comizio.
«Ci opponiamo ai tagli – ha detto Giorgio Ciravegna della Cisl –, perché sono l’anticipo della chiusura che avverrà prima di fine anno con metà personale. Bisogna rilanciare, ma non si discute con un’azienda che vuole licenziare, quindi i tagli devono essere tolti dalle trattative. I problemi si possono risolvere con gli ammortizzatori sociali». Preoccupati i lavoratori. «Non si sa ancora chi dovrebbe andare in mobilità - spiega Giovanni Pittavano di Piasco, da 33 anni alla Ceros -. Non ci sono certezze per il futuro». Oggi in Confindustria a Cuneo proseguirà la discussione tra azienda e sindacati. \

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Ceros: picchetto anti-licenziamenti

Da “La Stampa” del 9 aprile

Alle sei, quando inizierà il primo turno, prenderà il via anche lo sciopero di otto ore. Alle 9 la manifestazione con picchetto di fronte ai cancelli. I 67 operai dello stabilimento Ceros di Rossana, ditta che produce cavi elettrici in rame, protestano contro la decisione dell’azienda che vuole aprire le procedure di mobilità, «anticamera» al licenziamento di 34 operai. Le azioni di lotta sono state discusse e decise martedì durante le prime assemblee in fabbrica dopo l’incontro sindacati-direzione, la scorsa settimana a Cuneo, in cui sono emersi i piani aziendali di tagli occupazionali. I rappresentanti dei lavoratori respingono «con forza» le proposte della dirigenza, in attesa del nuovo incontro in Confindustria in programma oggi, sempre a Cuneo. «Chiediamo che ci venga presentato un piano industriale e finanziario – spiega Giorgio Ciravegna della Cisl –, perché senza prospettive per questo sito produttivo tra sei mesi crollerà tutto dal punto di vista della tenuta economica. Non accettiamo ridimensionamenti senza una prospettiva di rilancio. Poi vogliamo che vengano eliminati i propositi di mobilità e licenziamento dal tavolo di discussione e si inizi a parlare di contratti di solidarietà. In questo modo, in un momento di crisi come questo, tutti potrebbero lavorare, anche se di meno, ma comunque avrebbero garantito uno stipendio ogni mese per sostenere le famiglie».

 

 

 

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