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Centro
Ferrero: accordo promosso al referendum
Da “La Stampa” del 7
novembre di Isotta Carosso
Cinquantaquattro voti
a favore e cinquantadue contro. E’ questo il bilancio del referendum
che si è svolto ieri tra i dipendenti del Centro di riabilitazione
Giovanni Ferrero di Alba per decidere se siglare o meno l’accordo con
la San Giorgio, la società che si è aggiudicata l’istituto durante
l’asta di ottobre. Hanno votato 106 lavoratori su 123.
La proprietà, dopo giorni di lunghe trattative, è rimasta ferma nella
volontà di applicare il contratto Anaste di tipo socio-assistenziale,
mentre i sindacati hanno chiesto sin dall’inizio il mantenimento
dell’attuale contratto di sanità privata. Una distanza che una
settimana di incontri e assemblee non era riuscita a colmare e che ha
portato alla decisione di lasciare l’ultima parola ai dipendenti.
«Una situazione molto delicata - commenta Danila Botta, della Cigl -.
I dipendenti si sono spaccati ed è prevalsa la preoccupazione di
perdere il posto di lavoro. Come sindacati non accogliamo con
entusiasmo questa decisione, ma ne prendiamo atto».
Con il risultato del referendum in mano, le rappresententanze
sindacali ieri pomeriggio si sono incontrare nuovamente con la
proprietà per definire tutti i dettagli dell’accordo. L’incontro è
andato avanti fino a sera. «L’inquadramento economico e normativo
proposto dalla San Giorgio passa dalla sanità privata alla pura
assistenza, dimenticando che le attività del Centro sono
prioritariamente a valenza sanitario-riabilitativa» avevano protestato
mercoledì pomeriggio sotto il municipio dipendenti e sindacati,
facendo anche trapelare il timore che venga snaturata la funzione
aziendale e il Centro trasformato in una semplice Casa di riposo.
«Ho incontrato nuovamente l’amministratore unico della società San
Giorgio ieri poemriggio - dice il sindaco Maurizio Marello - e anche
in questa occasione mi ha assicurato che non è nelle sue intenzioni
modificare le finalità del servizio, ma anzi eventualmente di
potenziarle. Se, come sembra, la trattativa si sta chiudendo
positivamente, è un primo segnale che ci ridà fiducia, anche se è solo
l’inizio di un percorso».
La società San Giorgio si è aggiudicata la struttura per 13 milioni e
200 mila euro. La vendita è però subordinata all’accordo tra azienda e
sindacato che deve essere siglato entro mercoledì prossimo.
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ALBA. IERI I
LAVORATORI SONO STATI RICEVUTI DAL VICESINDACO
Centro Ferrero, si torna
a trattare
Da “La Stampa” del 5
novembre di ]ISOTTA CAROSSO
ALBA
Riprenderà stamane la contrattazione tra sindacati e la società «San
Giorgio», vincitrice dell’asta, sul contratto da applicare ai
lavoratori del Centro Ferrero. Lunedì un primo incontro era fallito,
poi due assemblee dei lavoratori e il presidio di ieri pomeriggio
sotto il Municipio, proprio durante la Giunta comunale. «Le posizioni
tra le parti sono distanti - dicono i rappresentanti sindacali di Cgil,
Cisl e Uil -. La San Giorgio propone un contratto di tipo
socio-assistenziale, mentre i dipendenti chiedono che sia mantenuto
l’attuale contratto della sanità privata. Oltre a un inquadramento
contrattuale peggiore, temono anche che venga messa in discussione la
mission aziendale del Centro, che è e deve rimanere una struttura a
carattere sanitario e riabilitativo e non essere trasformata in una
Casa di riposo».
Una delegazione di rappresentanze sindacali e lavoratori ha avuto ieri
mattina anche un incontro in municipio con il vice sindaco Mariangela
Roggero Domini, che dice: «L’Amministrazione comunale non è competente
e non può intromettersi nelle trattative, ma può sentire le ragioni
delle parti, per invitarle a trovare un accordo. E’ nostra volontà
fare il possibile per tutelare i dipendenti, i 900 utenti e le loro
famiglie».
A un anno dall’ultima manifestazione, i lavoratori esasperati sono
tornati in piazza Duomo e hanno distribuito volantini. «Non possiamo
ancora una volta essere noi a pagare - dicono -. Abbiamo lavorato per
mesi senza stipendio, garantendo la qualità del servizio. La proposta
che ci fanno è una mancanza di rispetto, non chiediamo l’elemosina, ma
solo quello che è giusto».
«Oggi il compito della San Giorgio - risponde la titolare, Margherita
Artusio - è quello di garantire la continuità lavorativa al gruppo
degli operatori, impegno che cercheremo di perseguire nell’interesse
degli stessi, tenendo conto della situazione odierna del Centro e
ponendoci come obiettivo la sua solidità futura».
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Centro Ferrero punta su
più servizi
Ieri l’incontro tra nuova proprietà e i rappresentanti dei 123
dipendenti
Da “La Stampa” del 23
ottobre di GIUSEPPINA FIORI
ALBA
Il futuro del Centro di riabilitazione «Giovanni Ferrero» è stato
oggetto di un primo incontro tra la società San Giorgio srl di Alba
(che si è aggiudicata l’istituto all’asta in tribunale per 13 milioni
e 200 mila euro), e le organizzazioni sindacali. Si è svolto in un
clima collaborativo, che ha fatto esprimere giudizi positivi da
entrambe le parti, anche se la consultazione è appena iniziata. Un
altro incontro è già stato fissato per lunedì alle 13, sempre nella
sede del Centro, in via De Amicis. Delicato e importante il confronto
tra le parti. Come prevedono le norme, la vendita è subordinata
all’accordo che azienda e sindacato devono raggiungere entro trenta
giorni, a partire dal 12 ottobre. In gioco il futuro dei lavoratori e
delle attività svolte nell’istituto, che ospita circa 150 disabili e
anziani. Per i sindacati, i punti essenziali della trattativa, che
sono già stati sollevati, riguardano il progetto aziendale, i livelli
occupazionali, l’applicazione contrattuale, la liquidazione delle
spettanze economiche pregresse.
I sindacalisti Danila Botta (cgil), Fabrizio Silvestro (cisl) e Gianni
La Motta (uil) affermano: «La San Giorgio ha detto di non aver ancora
avuto il tempo di definire nei dettagli il piano aziendale, ma che
l’obiettivo sostanziale è il consolidamento e possibilmente
l’ampliamento delle attività attualmente presenti nella struttura.
Pertanto, i livelli occupazionali non dovrebbero subire importanti
variazioni, salvo alcuni aggiustamenti in relazione alle esigenze
dell’azienda».
I sindacati hanno chiesto il mantenimento dell’attuale contratto della
sanità privata per i dipendenti. L’azienda sta anche valutando
l’ipotesi di esternalizzare alcuni servizi di supporto (cucina,
lavanderia, amministazione). Sindacati e lavoratori attendono risposte
definitive.
L’imprenditrice Margherita Artusio, amministratore unico della società
San Giorgio srl: «Mi auguro e sono fiduciosa che la vicenda si
concluderà positivamente per tutte le parti».
Il «Centro Ferrero» attualmente ha 123 dipendenti tra cui 2 dirigenti,
3 collaboratori a progetto e 15 interinali. E altre 30 persone tra
medici, psicologi e consulenti, che hanno contratti di collaborazione.
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ISTITUTO DI
RIABILITAZIONE. ASTA ALLA «SAN GIORGIO»
Centro Ferrero venduto
agli albesi
Da “La Stampa” del 13
ottobre di GIUSEPPINA FIORI
ALBA
Il Centro di riabilitazione Giovanni Ferrero srl è stato aggiudicato
alla società San Giorgio srl di Alba per 13.200.000 euro. Rimarrà così
in mani albesi l’istituto che era già stato venduto all’asta il 10
settembre alla cooperativa sociale «Med Services» di Voghera, unica
partecipante alla gara, per 12 milioni di euro. Ma, come consentito
dal bando, la San Giorgio ha rilanciato con un aumento del 10%. Il
giudice delegato del fallimento dell’istituto, Fabrizio Pasi, ha così
indetto una nuova gara tra i due contendenti, che si è svolta ieri in
tribunale. «Med Services» non ha più presentato alcuna offerta e
l’aggiudicazione del Centro è andata alla società San Giorgio, con
sede in corso Langhe 25 e di cui è amministratore unico
l’imprenditrice albese Margherita Artusio. La San Giorgio, operativa
dal 2000, ha per oggetto sociale la gestione diretta e indiretta di
strutture socio-assistenziali e socio sanitarie per disabili e
anziani.
Poche parole di commento da Margherita Artusio: «In riferimento
all’aggiudicazione all’asta tenutasi ieri in tribunale, riconfermiano
la volontà della San Giorgio srl di affrontare con positività
l’impegno non indifferente che l’attende. Ora si aprirà un periodo di
trattativa sindacale, indubbiamente delicato, che ci auguriamo sia
sereno e costruttivo. Contemporaneamente occorrerà mettere
immediatamente in atto ogni azione utile per consolidare le basi
coerenti con la nostra ipotesi gestionale. Ogni situazione verrà
esaminata mantenendo come priorità il benessere degli ospiti».
Il curatore fallimentare Luca Poma: «Il Centro Ferrero è stato venduto
a 13.200.000 euro, una cifra abbastanza significativa ma non
sufficiente a garantire il pagamento integrale dei creditori.
Speravamo in qualcosa di più. Ci sono comunque ancora crediti da
incassare da altre fonti».
La San Giorgio e i sindacati avranno tempo trenta giorni per
raggiungere un accordo, come prevedono le norme. Quindi si procederà
all’atto ufficiale di vendita davanti al notaio e terminerà la
gestione provvisoria.
La sindacalista Danila Botta (Cgil): «Prima di esprimere giudizi
attendiamo di conoscere il piano industriale, le decisioni
dell’azienda, le garanzie contrattuali. In ogni caso chiederemo il
mantenimento dei posti di lavoro e il contratto della sanità privata».
Fabrizio Silvestro (Cisl): «Il Centro Ferrero vive solo ed
esclusivamente di finanziamenti pubblici da parte delle Asl e dei
consorzi socio-assistenziali, ovvero soldi della comunità. Pertanto
dovrà essere gestito garantendo tutte le attività svolte fino ad oggi,
nel rispetto totale dei dipendenti».
Aurelio Brunetti (Uil): «E’ positivo il fatto di essere arrivati alla
vendita del Centro, ma ora occorrerà impegnarsi per il mantenimento
dei livelli occupazionali, degli standard di professionalità e
qualità, e per la continuità dell’erogazione dei servizi».
Per la San Giorgio l’acquisto del Centro Ferrero fa seguito di poco
all’aggiudicazione di un altro bando che le ha consentito di acquisire
l’edificio in cui è ospitata la casa di riposo «Toso» di Canale.
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Spunta una
nuova offerta per il “Centro Ferrero”
L’istituto era stato venduto all’asta a una cooperativa
Da “La Stampa” del 23
settembre di GIUSEPPINA FIORI
ALBA
Colpo di scena per il Centro di riabilitazione Giovanni Ferrero srl,
fallito a dicembre 2008. Una nuova offerta di acquisto in busta chiusa
è arrivata in tribunale, dopo che l’istituto era stato venduto
all’asta per 12 milioni di euro alla cooperativa sociale «Med Services»
di Voghera.
La notizia di un nuovo offerente è trapelata, dopo che è stata
comunicata ai sindacati e alla «Med Services» per invitarli a
sospendere il primo incontro in programma ieri tra le parti, che è
stato così annullato. Non si conosce il nome del nuovo offerente, nè
l’entità del rilancio. Il bando prevedeva la possibilità di presentare
nuove offerte entro dieci giorni dall’aggiudicazione, con un aumento
minimo del 10%.
Spetterà al giudice verificare, con il curatore fallimentare, se si
tratta di un’offerta regolare e prendere gli opportuni provvedimenti.
Non è escluso che possa essere indetta una nuova asta, ma al momento
non si sa quale decisione sarà presa nei prossimi giorni. La notizia
dell’offerta è stata accolta con un certo stupore. Francesca
Scaramuzzino, presidente della cooperativa sociale «Med Services»:
«Abbiamo avuto comunicazione della nuova proposta, presentata entro il
termine consentito. È stata una sorpresa. Se sarà indetta una nuova
asta, valuteremo molto serenamente se partecipare. La nuova situazione
sarà analizzata in una riunione del Cda, che si terrà presto». Il
sindaco Maurizio Marello: «Cerchiamo di leggere positivamente
l’evolversi dei fatti. Fino al 10 settembre sembrava che nessuno fosse
interessato al Centro Ferrero. Oggi ci sono più offerte concrete. La
nostra speranza è che l’istituto finisca in buone mani».
Il sindacalista Fabrizio Silvestro (Cisl): «Il primo incontro tra i
sindacati e la “Med Services” era in programma ieri mattina al Centro
Ferrero, in vista dell’accordo tra le parti, secondo le procedure
previste in questi casi. È stato rinviato dopo che abbiamo ricevuto il
fax dall’ufficio legale del fallimento con il quale ci veniva
annunciato il deposito in tribunale della busta chiusa con la nuova
offerta. Attendiamo lo sviluppo della vicenda».
Danila Botta (Cgil): «Non sappiamo nulla della nuova offerta, né chi
rappresenti. Siamo in attesa di capire le finalità. Se si tratta di un
rilancio, dimostra che avevamo ragione noi a sostenere che il Centro è
un’azienda appetibile. Non è il sindacato a determinare il futuro
dell’istituto, ma gradiremmo che la nostra voce non fosse inascoltata.
La parte sindacale dovrà trovare un accordo con chiunque acquisti la
struttura». L’aggiudicazione alla «Med Services» era avvenuta all’asta
del 10 settembre, dopo due gare deserte. La cooperativa di Voghera,
che era l’unica partecipante, opera nel settore sociale da vent’anni,
sostenuta da un Fondo di investimenti. La direzione aveva subito
annunciato l’intenzione di mantenere tutti i posti di lavoro.
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Il Centro Ferrero ad una Coop
Medici e operatori nella cooperativa che gestisce altre sei strutture
Da “La Stampa” del 11
settembre di GIUSEPPINA FIORI
ALBA
Il Centro di riabilitazione Giovanni Ferrero srl è stato acquistato
dalla cooperativa sociale «Med Services» con sede a Voghera per 12
milioni di euro, oltre agli oneri fiscali. La vendita è avvenuta ieri
in tribunale, davanti al giudice Fabrizio Pasi, delegato del
fallimento del Centro dichiarato a dicembre 2008. Era la terza volta
che il prestigioso complesso per handicappati e anziani di via De
Amicis veniva messo in vendita, me le due gare precedenti erano andate
deserte. Unica offerta, ieri, è stata quella di «Med Services», che
opera nel settore da vent’anni e gestisce altre sei strutture Rsa
(residenze socio-assistenziali) e riabilitative, alcune delle quali in
Lombardia e Liguria, per un totale di 700 posti letto. E’ sostenuta da
un Fondo di investienti, proprietario delle strutture.
Soddisfatto il curatore fallimentare Luca Poma, che ha commentato:
«Finalmente il tribunale ha aggiudicato il Centro a persone del
settore, serie. Ci sono tutte le prerogative affinché l’attività
d’impresa, molto importante per Alba, possa continuare sotto i
migliori auspici. Occorrerà un mese di tempo per le pratiche
burocratiche. Med Services subentrerà ad ottobre».
Sul ricavato. «Speravamo di ottenere qualcosa di più per i creditori,
ma 12 milioni di euro sono una cifra rispettabile. Cercheremo di
recuperare ancora in altri modi».
La presidente di Med Services, Francesca Scaramuzzino: «Entriamo nella
struttura albese con tutta la nostra esperienza, professionalità e
trasparenza. Speriamo che tutto prosegua al meglio, per il bene
comune. Incontreremo i sindacati. Prevediamo di mantenere tutti i
posti di lavoro».
Massimo Bariani, uno dei soci del Fondo di investimenti: «Considerando
che in futuro si dovrà investire per sistemare, possiamo parlare di
una operazione da 15 milioni di euro».
La presidente Scaramuzzino e Massimo Mariani: «Nei prossimi mesi ci
sarà da lavorare molto per stabilire un equilibrio
gestionale-economico che possa dare tranquillità a tutti i dipendenti
per un futuro sereno e per la qualità che il Centro di riabilitazione
merita».
Della cooperativa Med Services fanno parte medici, terapisti,
infermieri, mentre nel Fondo di investimenti ci sono importanti
finanziatori. Tra le strutture gestite da Med Services ci sono «Il
parco delle cave» di Milano, «Il Naviglio» di Corsico e la «Casa
Santissima Concezione» di Genova.
I dipendenti commossi premiati i nostri
sforzi
Da “La Stampa”
del 11 settembre
Si sono
commossi, alcuni avevano le lacrime agli occhi. Un gruppo di
lavoratori del Centro di riabilitazione Giovanni Ferrero ha reagito
così, ieri, alla notizia della vendita dell’istituto.
«Per mesi abbiamo accumulato tensione, stress
per l’incertezza sul nostro futuro, timori di perdere il lavoro. I
nostri nervi sono stati messi a dura prova» commentavano nei corridoi
del tribunale in attesa dell’esito dell’asta, incerto fino all’ultimo.
E ancora: «Aspettavamo da tempo questo momento. Siamo contenti di
questa svolta. Ci auguriamo sia l’inizio di una nuova era, non solo
per noi ma anche per gli ospiti dell’istituto. Speriamo che le nostre
speranze non siano deluse». Qualcuno ha ricordato: «Se non avessimo
resistito, lavorato senza stipendio per mesi, forse ora il Centro
sarebbe chiuso. E’ soprattutto merito dei lavoratori se l’attività ha
potuto continuare. Speriamo che i nostri sforzi siano riconosciuti,
che i posti di lavoro siano mantenuti». Una operatrice: «Non ho
cercato un altro lavoro perché all’istituto ci sono molti ragazzi che
hanno bisogno di noi. E’ anche per questo motivo che la maggior parte
dei dipendenti è rimasta al Centro».
Ora si attende il confronto tra la nuova
gestione e i sindacati. Il sindacalista Fabrizio Silvestro (Cisl):
«Siamo soddisfatti dell’aggiudicazione. Per noi è un punto di
partenza. Rimaniamo in attesa della convocazione per il percorso
previsto dalla legge in questi casi, che dovrebbe concludersi con un
accordo entro trenta giorni». Anche Danila Botta (Cgil) punta sulla
trattativa che aprirà entro breve.
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ALBA. ISTITUTO DI
RIABILITAZION
Centro Ferrero, nessuno lo
vuole
Da “La Stampa” del 29
luglio di GIUSEPPINA FIORI
ALBA
Nuovo tentativo di vendita del Centro di riabilitazione Giovanni
Ferrero srl di via De Amicis, fallito a dicembre 2008. Al tribunale di
Alba è stata indetta la terza asta per il 10 settembre. Per rendere
l’offerta più appetibile il prezzo base è stato ulteriormente
ribassato a 12 milioni di euro, oltre gli oneri fiscali. Le due aste
precedenti, andate deserte, erano state indette a 17.988.000 e 15
milioni di euro ma, nonostante dimostrazioni di interesse per
l’acquisto del complesso che presta servizi assistenziali e sanitari,
nessun compratore si è fatto avanti.
L’istituto continua la sua attività con i circa 160 dipendenti per i
150 ospiti fra handicappati e anziani, con una gestione provvisoria
affidata al curatore fallimentare, ma tutti sperano in una svolta
decisiva. Il curatore, Luca Poma: «Ho segnalato l’opportunità di
procedere senza ritardo all’indizione di una nuova gara per la vendita
dell’azienda ad un prezzo inferiore rispetto a quello fissato in
precedenza. Speriamo che le dimostrazioni di interesse si trasformino
in offerte concrete. Il Centro continua la sua attività in sostanziale
pareggio, senza creare perdite. Con l’esercizio provvisorio siamo
riusciti a risolvere non pochi problemi e ora gli imprenditori possono
vedere opportunità».
Gli interessati potranno presentare le offerte in tribunale fino alle
10 del 10 settembre. Dovranno essere contenute in buste chiuse, che
verranno aperte solo al momento dell’asta davanti al giudice delegato
del fallimento, Fabrizio Pasi. Dovranno essere accompagnate da un
assegno circolare di 900.000 euro, a titolo di cauzione. Ogni
eventuale aumento non potrà essere inferiore a 50.000 euro. Gli
offerenti non dovranno avere alcun rapporto con chi amministrava il
Centro prima del fallimento.
In vendita è un complesso con immobli di pregio e di ampie dimensioni,
con impianti, attrezzature e arredi, convenzionato con aziende
sanitarie locali.
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ALBA. L’ASTA DI
IERI E’ ANDATA DESERTA
Centro Ferrero, nessuna
offerta
Da “La Stampa” del 30
maggio di GIUSEPPINA FIORI
ALBA
E’ andata deserta l’asta per la vendita del Centro di riabilitazione
Giovanni Ferrero srl, fallito a dicembre 2008. Ieri era fissata in
tribunale, davanti al giudice delegato Fabrizio Pasi, la gara per la
cessione del complesso, che presta servizi sanitari e assistenziali a
disabili e anziani, ma non è arrivata nessuna offerta. Molta delusione
tra i lavoratori, in attesa di una svolta decisiva. Il prezzo base
minimo era di 17.988.000 euro, oltre agli oneri fiscali e le eventuali
offerte avrebbero dovuto essere accompagnate da un assegno di 900.000
euro, a titolo di cauzione. Ma nessuno si è fatto avanti.
Il curatore del fallimento, Luca Poma, al quale è affidato l’esercizio
provvisorio d’impresa, che consente la continuazione dell’attività:
«L’asta è andata deserta, come era in parte prevedibile. Sono in gioco
diversi milioni di euro e possono esserci difficoltà economiche, anche
legate al momento che stiamo vivendo. Inoltre può darsi che qualcuno
speri in un ribasso. Contiamo di riproporre la gara entro fine giugno.
La prossima settimana sarà stabilita la data».
Alcuni dipendenti del Centro Ferrero hanno commentato: «Siamo delusi e
preoccupati. Speravamo, con la vendita del Centro, di iniziare un
nuovo rapporto di lavoro, sicuro e durevole. Invece non ci sono ancora
soluzioni. Allo stress quotidiano del lavoro con persone che hanno
disturbi psichici e fisici, si aggiunge quello dell’incertezza sul
nostro futuro».
Con i lavoratori c’era anche la sindacalista Danila Botta (Cgil), che
ha osservato: «Speravamo nella vendita per concludere la vicenda,
anche se sappiamo che quasi sempre le aste vanno deserte in prima
battuta. Un rinvio, in condizione normale, sarebbe vissuto con più
serenità. In questo caso, invece, ha suscitato molto malumore nel
personale, esasperato». Fabrizio Silvestro sindacalista della Cisl:
«Ci dispiace che l’asta sia andata deserta. I lavoratori devono
rimanere ancora nell’incertezza».
Per quanto riguarda la procedura fallimentare del Centro Ferrero si
sono svolte due audizioni in tribunale per l’esame dello stato
passivo. Sono stati 295 i creditori, tra dipendenti e fornitori, che
hanno presentato domanda di insinuazione nel fallimento. Dice il
curatore Luca Poma: «Lo stato passivo finora accertato è di 13.667.000
euro, ma non è ancora definitivo. Ci possono essere delle insinuazioni
tardive, che potrebbero far salire il passivo a 20-30 milioni di euro.
Tra le domande abbiamo escluso crediti per circa 2-3 milioni di euro:
non erano sufficientemente documentati».
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ALBA. IL 29 MAGGIO
IN TRIBUNALE
Dopo il
“crac” si vende all’asta il Centro Ferrero
Da “La Stampa” del 30
aprile di GIUSEPPINA FIORI
ALBA
Il Centro di riabilitazione Giovanni Ferrero srl di via De Amicis sarà
messo in vendita all’asta ad un prezzo base minimo di 17.988.000 euro.
Il giudice delegato del fallimento del Centro, Fabrizio Pasi, ha
autorizzato il curatore Luca Poma a procedere alla cessione. La gara
si terrà in tribunale, davanti al giudice Pasi, il 29 maggio (alle
12). Fino ad allora non si conosceranno i nominativi degli interessati
all’acquisto. Solo quel giorno saranno aperte le buste contenenti le
offerte, che potranno essere presentate alla cancelleria del tribunale
fino alle 10 del 29 maggio.
Spiega il curatore Luca Poma, che ha anche ricevuto l’incarico della
gestione provvisoria: «Ci sono molti interessamenti. Ne sono arrivati
a livello locale, regionale e anche nazionale. Fanno supporre che ci
sia la volontà di acquistare questo complesso». Per quanto riguarda il
prezzo base d’asta di 17.988.000 euro (oltre agli oneri fiscali) il
curatore precisa: «Sono state fatte valutazioni con perizie di
esperti. Riguarda tutti i beni immobili e mobili del Centro di
riabilitazione. Non è compreso il Medical hotel della terza età, in
fase di costruzione, che è di proprietà della Fondazione».
Le offerte dovranno proporre un importo almeno pari alla cifra
indicata e allegare un assegno di 900 mila euro, a titolo di cauzione.
La vendita all’asta, dopo travagliate vicende, rappresenta una svolta
per il Centro Ferrero, l’istituto con 160 occupati tra dipendenti e
collaboratori. Nonostante le difficoltà ha continuato ad ospitare 150
disabili, handicappati e anziani, offrendo servizi nel settore
sanitario e assistenziale.
Il sindaco, Giuseppe Rossetto: «E’ importante arrivare all’asta
pubblica e ad un assetto definitivo che mantenga i servizi per le
fasce più deboli e l’occupazione. Sono convinto che ci siano anche
possibilità di sviluppo nelle strutture in via di costruzione. Dopo
tanto buio, si intravede la luce».
Fiduciosi anche i rappresentanti sindacali.
Danila Botta, segretaria provinciale Funzione pubblica cgil: «Non
vediamo l’ora che questa vendita si concluda e che i lavoratori
abbiano certezze per il futuro. Il sindacato ha sempre timori quando
avvengono trasferimenti di proprietà. Non sappiamo chi acquisterà e
quale sarà il piano aziendale dell’acquirente. La prima richiesta sarà
un tavolo di trattativa con la nuova proprietà».
Fabrizio Silvestro responsabile sanità Cisl della zona Alba-Bra: «Non
dobbiamo dimenticare che il Centro Ferrero ha continuato la sua
attività grazie alla disponibilità dei dipendenti, che hanno lavorato
per sei mesi senza stipendio. Anche per questo chiediamo che siano
mantenuti i posti di lavoro, gli attuali contratti nella sanità
privata. Abbiamo chiesto l’appoggio di Comune e Regione. L’acquirente
non deve avere collegamenti con la precedente dirigenza».
Dopo il fallimento del Centro dichiarato il 17 dicembre 2008, è
fallita anche la Fondazione «Giovanni e Ottavia Ferrero» onlus con
sede in via De Amicis. Giudice delegato è Fabrizio Pasi, curatore Luca
Poma. Per il 14 luglio è fissata la riunione in tribunale per l’esame
dello stato passivo.
La Fondazione fu costituita nel 1989 dalla fondatrice dell’istituto,
Ottavia Amerio vedova Ferrero, che vi fece confluire l’intero
complesso del Centro di riabilitazione e alla quale destinò tutto il
suo ingente patrimonio allo scopo di fornire assistenza ai disabili.
Rimane da districare l’intreccio tra Fondazione e Centro, una società
a responsabilità limitata.
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ALBA. ISTANZA DELLA
PROCURA
Fondazione Ferrero:
chiesto il crac
Da “La Stampa” del 8
marzo di GIUSEPPINA FIORI
ALBA
La Procura di Alba ha presentato al tribunale la richiesta di
fallimento per la «Fondazione Giovanni e Ottavia Ferrero», con sede in
via De Amicis. L’istanza del procuratore capo Luciano Tarditi e del
sostituto Laura Deodato fa seguito al fallimento (chiesto a novembre
2008 dalla Procura e dichiarato dal tribunale il 16 dicembre) del
Centro di riabilitazione «Giovanni Ferrero srl», l’istituto
interamente di proprietà della Fondazione che accoglie circa 150
handicappati, disabili e anziani.
Il prefetto di Cuneo Bruno D’Alfonso, con decreto del 21 gennaio aveva
già dichiarato l’estinzione della Fondazione «Giovanni e Ottavia
Ferrero onlus», dopo aver constatato che era venuto meno il patrimonio
della Fondazione stessa con la conseguente impossibilità di
raggiungere gli scopi sociali. L’estinzione è stata disposta dopo il
commissariamento della Fondazione, con ispezioni amministrative,
iniziate a ottobre 2008, per verificare il grave stato di dissesto
finanziario in cui l’ente era venuto a trovarsi.
L’autorità giudiziaria albese, esaminato l’esito degli accertamenti
effettuati in merito a presunte gravi irregolarità nella gestione del
Centro di riabilitazione, ha avviato un procedimento penale per
bancarotta fraudolenta distrattiva e documentale. La gravissima
situazione di insolvenza, che secondo gli inquirenti sarebbe stata
determinata dalle modalità con cui erano state portate avanti le
attività dell’ente benefico, ha così condotto anche alla richiesta di
fallimento della Fondazione, in merito alla quale il tribunale di Alba
si pronuncerà il prossimo 7 aprile.
Intanto, nell’ambito dell’inchiesta, il 4 marzo sono state effettuate
alcune perquisizioni domiciliari, su ordine dell’autorità giudiziaria
albese. Secondo gli inquirenti, le indagini avrebbero evidenziato
l’avvenuta distrazione di somme per oltre 6.000.000 di euro a danno
delle casse del Centro di riabilitazione, cifra che sarebbe
suscettibile di significativi incrementi. Durante le perquisizioni del
4 marzo è stata rinvenuta e sottoposta a sequestro una copiosa
documentazione, che è tuttora oggetto di esame. Inoltre è stata
individuata e sequestrata (su decreto della Procura) una somma pari a
circa 300.000 euro (costituente parte dei 6.000.000 di euro di
presunta distrazione) depositata presso una società di assicurazione
di Alba. Le attività investigative, dirette dalla Procura della
Repubblica di Alba, sono svolte dai militari del Nucleo di polizia
tributaria di Cuneo.
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ALBA. IL «DOPO
FALLIMENTO
Garanzie per il Centro
Ferrero
Da “La Stampa” del 13
febbraio di ]GIUSEPPINA FIORI
ALBA
Un vincolo edilizio di almeno 50 anni su tutta la proprietà del Centro
di riabilitazione e della Fondazione «Giovanni e Ottavia Ferrero onlus»
per un utilizzo esclusivo di attività socio-sanitarie e riabilitative
al fine di evitare qualsiasi progetto di speculazione edilizia. La
richiesta, rivolta al Comune, è la prima di una serie di garanzie che
i sindacati Cgil-Cisl Funzione pubblica hanno avanzato allo scopo di
assicurare il proseguimento dell’attività del Centro Ferrero e la
tutela dei lavoratori. Le richieste sono contenute nella lettera
inviata al sindaco di Alba e ai capigruppo consiliari, al direttore
dell’Asl CN2, al curatore fallimentare, al presidente della Provincia,
agli assesori regionali alla Sanità e Assistenza, al Centro di
riabilitazione e alla Fondazione, e per conoscenza alla Prefettura.
Chiedono, inoltre, che nel capitolato della gara che sarà indetta per
la vendita della struttura sia inserita la precisazione che
l’acquirente non abbia nessun collegamento con la passata dirigenza,
che si impegni a mantenere vive tutte le attività nonché il contratto
nazionale della sanità privata e il riconoscimento dell’anzianità di
servizio agli operatori.
I sindacati auspicano che la magistratura persegua i responsabili del
dissesto finanziario-economico. Nel caso in cui tali responsabilità
fossero accertate, chiedono alle parti pubbliche di costituirsi parte
civile «per avere indietro i fondi che gli amministratori hanno
utilizzato per i loro stipendi sia nel Cda che nel collegio
sindacale».
A proposito della richiesta avanzata al Comune di istituire un
vincolo, che i sindacati hanno messo al primo punto per scongiurare
speculazioni, il sindaco di Alba, Giuseppe Rossetto, replica:
«L’attuale Piano regolatore prevede già il vincolo a servizio
socio-assistenziale, confermato anche nel nuovo strumento urbanistico
in fase di formazione. Non abbiamo mai pensato di cambiare. Anzi ci
adoperiamo perché l’attività continui e i servizi non siano ridotti».
Il 7
aprile Si esaminerà lo stato passivo
I 150 lavoratori del
Centro di riabilitazione «Giovanni Ferrero» da due mesi ricevono lo
stipendio, dopo aver lavorato sei mesi senza essere pagati. I
sindacalisti Fabrizio Silvestro e Danila Botta: «E’ positivo il fatto
che i lavoratori tornino ad essere pagati. Ma restano preoccupazioni
sul loro futuro: abbiamo chiesto garanzie agli enti pubblici, perché
continuino ad interessarsi a mantenere viva una struttura che ospita
disabili e per la quale gli operatori hanno fatto tanti sacrifici». A
seguito di una grave crisi economico-finanziaria il 17 dicembre il
Centro di riabilitazione «Giovanni Ferrero» è fallito e il 7 aprile si
terrà la riunione per l’esame dello stato passivo. Il 21 gennaio il
Prefetto di Cuneo, Bruno d’Alfonso, ha dichiarato con decreto l’estizione
della Fondazione «Giovanni e Ottavia Ferrero onlus».
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ALBA. DOPO IL
FALLIMENTO
La Regione aiuterà il
Centro Ferrero
Da “La Stampa” del 16
gennaio di ROBERTO FIORI
TORINO
«La Regione manterrà e se possibile migliorerà le convenzioni e gli
accreditamenti con il Centro di riabilitazione Giovanni Ferrero di
Alba, a patto che chi prenderà in mano la struttura mantenga il
profilo e la sostanza dell'attuale attività». E' questa la principale
novità emersa ieri pomeriggio dalle parole dell'assessore regionale al
Welfare, Lavoro e Programmazione socio sanitaria, Angela Migliasso,
durante l'audizione nella commissione del Consiglio regionale
torinese, a cui sono intervenuti tutti i soggetti coinvolti nella
vicenda.
«Ho partecipato volentieri alla riunione in Regione, dopo quella di
Alba nei giorni scorsi - dice ancora l'assessore -. Ho ribadito tutto
il nostro interesse affinché il Centro possa continuare ad erogare le
sue prestazioni e la speranza che anche con il nuovo assetto possano
essere mantenuti tutti gli attuali posti di lavoro».
Il curatore e amministratore fallimentare Luca Poma ha annunciato che
già da oggi sui giornali nazionali apparirà un annuncio per
raccogliere le manifestazioni ufficiali di interesse all'acquisto e
che nell'arco di due o tre mesi si potrà arrivare all'asta per la
vendita del Centro di via De Amicis.
Il sindaco Giuseppe Rossetto, intervenuto all'incontro di ieri insieme
con il direttore generale dell'Asl Cn2 Alba-Bra, Giovanni Monchiero,
il presidente del consorzio socio-assistenziale, Sebastiano Cavalli, i
consiglieri regionali Alberto Cirio e Mariano Rabino, si dice
soddisfatto per i passi finora compiuti, ma esprime qualche timore per
il futuro. «Anche questa audizione - commenta - dimostra il grado di
sensibilità intorno alla vicenda. Sono fiducioso, ma è evidente che è
necessario da parte nostra mantenere alta la guardia affinché sia
garantito il livello occupazionale, ma anche e soprattutto il tipo di
servizi forniti». Il rischio è che il nuovo acquirente voglia
ridimensionare o cambiare indirizzo alla struttura, magari alla
ricerca di più profitti. «Il Centro offre prestazioni articolate in un
settore molto delicato e importante per tutto il territorio albese -
aggiunge Rossetto -. Dobbiamo fare di tutto per garantire la
continuità di questi servizi anche con la nuova gestione». Una
speranza ribadita pure dai rappresentanti delle famiglie degli ospiti
dell'istituto.
I rappresentanti sindacali hanno proposto alla Regione di verificare
l'opportunità di costituirsi parte civile nell'eventuale procedimento
che dovrà stabilire cause e responsabilità del fallimento. Una
possibilità che non è stata esclusa dall'assessore Migliasso, anche se
per ora la giudica prematura, in attesa dell'evolversi dell'inchiesta.
Anche la Chiesa albese, dopo aver promosso una colletta che ha
raccolto trentamila euro da destinare ai 150 dipendenti rimasti per
mesi senza stipendio, prosegue la sua opera di solidarietà e di
sensibilizzazione nei confronti della vicenda. «Manterremo il più alto
livello di attenzione perché sia fatta luce sulle motivazioni che sono
state alla base del dissesto della struttura e non ci stancheremo di
sollecitare in ogni sede i necessari interventi pubblici affinché non
ne sia compromessa l'operatività a sostegno delle persone disabili e,
pur nell'esigenza del necessario risanamento economico, non ne vengano
stravolte le originarie finalità operative» dicono i sacerdoti albesi,
che non tacciono neppure una richiesta esplicita di giustizia e di
ricerca delle responsabilità.
Finora le persone indagate sono i quattro componenti dell'ex consiglio
di amministrazione: Paolo Sacchetto (presidente), Gabriella Costa,
Ennio Berlinghieri e Antonella Mignatta. L'ipotesi di reato è
bancarotta distrattiva pre-fallimentare, aggravata dal danno ingente.
Sul fronte della procedura fallimentare, invece, la prima udienza per
l'esame dello stato passivo si svolgerà il 7 aprile nel tribunale di
Alba.
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DOPO IL FALLIMENTO.
INIZIATIVE ANCHE DI REGIONE E ASL
“Pronti a anticipare le
paghe”
Da “La Stampa” del 19
dicembre di GIUSEPPINA FIORI
ALBA
Con il fallimento del Centro di riabilitazione «Giovanni Ferrero» srl
dichiarato l’altro ieri dal tribunale su istanza della Procura, una
svolta importante è stata compiuta nella travagliata vicenda
dell’Istituto, che accoglie 150 tra handicappati, disabili e anziani,
oltre a 900 utenti che frequentano ogni anno gli ambulatori. Il
servizio finora è stato garantito grazie alla disponibilità del
personale, ma tra i problemi più urgenti c’è quello dei circa 200
lavoratori (tra dipendenti, consulenti e altri operatori) che sono
senza stipendio da quasi sei mesi, salvo qualche acconto.
L’Asl Cn2, come annunciato dal direttore Giovanni Monchiero
all’assemblea pubblica dei giorni scorsi, ha versato in banca 300.000
euro a pagamento di prestazioni del Centro, allo scopo di dare un
acconto ai dipendenti. Ma del versamento, che era stato interpretato
come una boccata di ossigeno, nulla è arrivato ai lavoratori. Il
commissario, Salvatore La Rosa, spiega: «Avevamo già mandato in banca
l’elenco dei bonifici da effettuare, ma lo stesso giorno del
versamento da parte dell’Asl è sopraggiunta la notifica di un
pignoramento, che ha bloccato ogni pagamento».
Ma un intervento significativo sta arrivando da Banca d’Alba, che ha
incontrato il curatore fallimentare e ha quasi concluso le trattative
per due rilevanti iniziative: una indirizzata ai dipendenti per
anticiparne le spettanze, l’altra al «Centro Ferrero» per consentire
il proseguimento dell’attività. I particolari saranno resi noti oggi.
Altra novità dal consigliere regionale Alberto Cirio, che ieri
pomeriggio nella seduta della VII commissione (Lavoro e occupazione)
ha chiesto e ottenuto che sia effettuata un’audizione ufficiale
specifica sul Centro Ferrero. E’ stata fissata per l’8 gennaio (alle
14,30) a Torino e si svolgerà in sede congiunta tra la VII e la IV
commissione (Sanità). Verranno sentiti sindacati, lavoratori,
famiglie, Asl Cn2, consorzio socio-assistenziale, Comune e Prefettura,
presente l’assessore Angela Migliasso.
Dice Cirio: «Sarà un passaggio importante perché come già avvenuto in
precedenti occasioni (vedi i casi Bertone, Pininfarina, Fiat) la
commissione potrà prendere cognizione diretta della portata del
problema e impegnare la giunta ad assumere posizioni concrete in
merito. L’incontro sarà anche determinante per capire se sia
praticabile la strada che vede la Regione in un ruolo di garanzia per
il pagamento degli stipendi arretrati e futuri e se addirittura si
possa pensare a un coinvolgimento ancora più diretto della stessa,
magari per il tramite di Finpiemonte, nella gestione futura del
Centro».
L’amarezza dei
sindacati
“Promesse mai mantenute, neppure per un acconto”
«Ci
aspettavamo il fallimento del Centro di riabilitazione ‘’Giovanni
Ferrero’’, sapendo che la situazione economica e finanziaria era
gravemente compromessa. Il problema ora è di trovare una soluzione per
il pagamento degli stipendi e degli arretrati ai lavoratori, in attesa
da mesi». Così dicono i sindacalisti Danila Botta (Cgil) e Fabrizio
Silvestro (Cisl). Aggiunge Botta: «Purtroppo anche l’ultima promessa
avanzata durante l’assemblea pubblica dei giorni scorsi, di dare un
acconto ai dipendenti, usufruendo del versamento in banca di 300.000
euro effettuato dall’Asl Cn2, non si è avverata. Ci hanno detto che
sono sopraggiunti ostacoli all’ultimo momento, ma non essendo la prima
volta che vengono fatte promesse non mantenute, la fiducia dei
lavoratori è venuta meno. Fino a quando non vedremo degli assegni non
crederemo più alle promesse. Tra tanto sconquasso la buona notizia è
quella che dall’altro ieri abbiamo un nuovo interlocutore nel curatore
fallimentare».
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ALBA. ACCOLTA
L’ISTANZA DELLA PROCURA
E’ fallito il Centro Ferrero
Da “La Stampa” del
18 dicembre di GIUSEPPINA FIORI
ALBA
E’ fallito il Centro di riabilitazione «Giovanni Ferrero srl»,
l’istituto per handicappati, disabili e anziani che da mesi era in
gravi difficoltà economico-finanziarie. Il «crac» è stato dichiarato
ieri dal presidente di sezione del tribunale, Fabrizio Pasi, su
istanza presentata nei giorni scorsi dal sostituto procuratore Laura
Deodato. Curatore è stato nominato Luca Poma di Torino, giudice
delegato alla procedura sarà lo stesso Pasi.
A fallire è stata la società Centro di riabilitazione «Giovanni
Ferrero srl» con oggetto sociale «la gestione di una struttura avente
per scopo l’attività di natura sanitaria e socio-sanitaria rivolta a
soggetti affetti da patologie configuranti handicap, nonché la
gestione residenziale e diurna di adulti e anziani totalmente e
parzialmente non autosufficienti». Entro 3 giorni la società dovrà
depositare i bilanci, le scritture e l’elenco dei creditori. E’
fissata al 7 aprile (alle 12) la riunione in tribunale per l’esame
dello stato passivo, mentre creditori e terzi che vantano diritti
dovranno presentare domanda di insinuazione entro 30 giorni prima di
tale data.
Il sindaco Giuseppe Rossetto: «Mi dispiace che si sia arrivati al
fallimento di quello che era un “fiore all’occhiello” della città.
Avrei preferito una soluzione di continuità aziendale. Non essendo
stata possibile, ritengo sia un bene l’aver fatto chiarezza con
l’obiettivo di mantenere il servizio e i posti di lavoro». Il
consigliere regionale Mariano Rabino: «L’assessore al Welfare, Lavoro
e Programmazione socio-sanitaria, Angela Migliasso, nei prossimi
giorni sarà ad Alba, disponibile a incontrare i lavoratori e a
valutare l’intervento della Regione. Potrebbe avvenire attraverso il
Consorzio socio-assistenziale per garantire eventuali linee di credito
concesse in modo agevolato dalle banche per anticipare le mensilità
non pagate ai lavoratori».
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ALBA. ASSEMBLEA
Boccata d’ossigeno
per il Centro Ferrero
Da “La Stampa” del 11
dicembre di ]GIUSEPPINA FIORI
ALBA
Drammatiche testimonianze dei lavoratori del Centro di riabilitazione
«Giovanni Ferrero», senza stipendio da cinque mesi, e preoccupazione
dai genitori degli utenti, che temono la chiusura dell’Istituto. Sono
emerse l’altra sera all’assemblea pubblica nella sala «Fenoglio»,
affollata da dipendenti, operatori, famigliari, rappresentanti di
Comune, Regione, Asl Cn2. E’ stata organizzata dai sindacati (Cgil e
Cisl) e dai lavoratori per far conoscere alla città la grave crisi in
cui è precipitato il Centro con 180 dipendenti, 150 ospiti e 800
utenti all’anno che frequentano gli ambulatori. L’attenzione di tutti
è ora rivolta al 16 dicembre, giorno dell’udienza in tribunale in cui
il giudice civile deciderà se accogliere l’istanza di fallimento del
Centro presentata dalla Procura della Repubblica.
Molti gli interventi. Paolo Camera, educatore professionale al «Ferrero»
da 15 anni: «Noi tutti siamo rimasti a lavorare senza stipendio per
senso di responsabilità nei confronti di persone deboli, come sono
disabili, handicappati e anziani». Ileana Visca, logopedista: «Non ci
hanno mai detto la verità sulla grave condizione dell’Istituto. Non si
possono buttare nella spazzatura tanti progetti. Ci sono i diritti
degli utenti e delle loro famiglie. Per il futuro chiediamo una
amministrazione seria e più controlli».
Giovanni Galletto: «A nome di tutti i genitori ringrazio gli operatori
per essere rimasti al lavoro senza stipendio e invito le istituzioni a
essere al loro fianco». Giovanni Chiavazza, consulente, ha illustrato
l’alta qualità dei servizi offerti, con lavoro di équipe, competenze
specifiche e domanda in crescita. «Ora siamo allo stremo per motivi
economici e psicologici» ha detto il dottor Chiavazza. Il consigliere
regionale Alberto Cirio, parlando della crisi al Centro Ferrero, di
proprietà di una Fondazione onlus, ha espresso aspre critiche: «Le
istituzioni avrebbero dovuto controllarne il funzionamento». E l’altro
consigliere regionale, Mariano Rabino: «La Regione sta studiando se
possibile intervenire, ma occorre che sia fatta chiarezza sul nuovo
interlocutore». Il sindaco Giuseppe Rossetto ha dato la disponibilità
ad emettere eventuali ordinanze per la continuità del servizio.
Giovanni Asteggiano ha proposto una grande manifestazione prima di
Natale per mantenere viva l’attenzione in città. Mariella Bottallo,
presidente del Consiglio comunale: «Si potrebbe cercare l’intervento
di una banca per anticipare gli stipendi». Una situazione molto
complessa per l’assessore Carlo Castellengo. Il «Ferrero» riceve la
maggior parte delle risorse dagli enti pubblici, Asl e Regione. Emilia
Arione del «Consorzio sinergie sociali» ha auspicato un piano per la
salvezza, con la Regione.
Tra tante notizie negative, il direttore dell’Asl Cn2, Giovanni
Monchiero, ha annunciato la disponibilità di una somma (non ha
comunicato la cifra) per dare un acconto ai dipendenti nei prossimi
giorni. Non si conosce l’ammontare dei debiti del Centro, ma si parla
di circa 50 milioni di euro.
Oltre all’istanza di fallimento, la Procura ha inviato nei giorni
scorsi quattro informazioni di garanzia ai componenti del consiglio di
amministrazione del Centro di riabiltazione: Paolo Sacchetto
(amministratore delegato), Gabriella Costa, Ennio Berlinghieri e
Antonella Mignatta. L’ipotesi di reato è bancarotta distrattiva
pre-fallimentare.
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ALBA.
SULL’ISTANZA DI FALLIMENTO SI DECIDERA’ IL 16 DICEMBRE
Centro Ferrero: 4 indagati
Da “La
Stampa” del 30 novembre di GIUSEPPINA FIORI
ALBA
Il sostituto procuratore della Repubblica di Alba Laura Deodato ha
presentato in Tribunale istanza di fallimento per il Centro di
riabilitazione «Giovanni Ferrero», da tempo in grave difficoltà
economico-finanziaria. Il magistrato ha anche inviato informazioni di
garanzia ai 4 componenti del consiglio di amministrazione: Paolo
Sacchetto (presidente), Gabriella Costa, Ennio Berlinghieri e
Antonella Mignatta. L’ipotesi di reato è bancarotta distrattiva
pre-fallimentare, aggravata dal danno ingente.
Per quanto riguarda l’istanza di fallimento è stata fissata al 16
dicembre l’udienza davanti al giudice del Tribunale civile, che dovrà
decidere se accogliere la richiesta. Gli avvocati difensori (Roberto
Ponzio, di Paolo Sacchetto e Gabriella Costa; Stefano Campanello di
Ennio Berlinghieri) dicono che stanno valutando la situazione e si
riservano di intervenire nei prossimi giorni. Antonella Mignatta è
assistita dall’avvocato Maurizio Irrera.
I provvedimenti della Procura segnano una svolta nella travagliata
vicenda del Centro Ferrero che ospita 150 handicappati, disabili e
anziani. Una situazione complicata anche dal mancato pagamento dello
stipendio ai 180 lavoratori, da quattro mesi. Speravano di poter avere
un acconto a fine novembre, ma per ora nessun versamento è stato
fatto. Il commissario Salvatore La Rosa, nominato dal prefetto di
Cuneo, dice: «Di fronte all’istanza di fallimento c’è solo da
attendere che il Tribunale si pronunci». Il commissario aggiunge che
spera di riuscire ad avere entro la prossima settimana un incontro con
le banche per verificare se sia possibile ottenere qualche
disponibilità per versare acconti ai lavoratori.
Intanto i sindacalisti Danila Botta (Cgil) e Fabrizio Silvestro (Cisl)
hano organizzato, d’intesa con i lavoratori, un’assemblea pubblica che
si terrà il 9 dicembre nella sala Fenoglio (alle 21), per far
conoscere alla città oltre che alle istituzioni la situazione
all’Istituto Ferrero.
Danila Botta (segretaria provinciale Funzione Pubblica Cgil): «E’
urgente che si arrivi ad una soluzione definitiva perché la situazione
è ormai insostenibile. Ci aspettiamo che subito dopo l’udienza in
tribunale del 16 dicembre sull’istanza di fallimento, ci siano dei
provvedimenti a favore degli stipendi dei dipendenti. Da tempo non
ricevono nulla e sono in gravissime difficoltà. Speriamo anche che si
individui con la massima celerità un gestore che possa continuare
l’attività».
Si è costituito anche un comitato di genitori e parenti degli ospiti
dell’Istituto, preoccupati per il futuro dei congiunti, tutti con seri
problemi. Molto numerosi sono anche i pazienti che frequentano una o
più volte la settimana i vari ambulatori e chiedono il mantenimento
del servizio.
Il sindaco di Alba, Giuseppe Rossetto: «Non sta a me valutare l’entità
del dissesto ed eventuali conseguenze che può comportare all’attuale
gestione aziendale. Nell’interesse di tutti occorre perseguire due
scopi: la continuità del servizio per le famiglie e la salvaguardia
dei posti di lavoro. Per perseguire queste finalità sono disposto,
come sindaco, ad esercitare il potere di emettere delle ordinanze».
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